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TEMPO DI TRASMISSIONE

E' il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Recenti
evidenze fornite dallo European Centre for Disease Prevention and Control
(ECDC) sul periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni, fino ad
un massimo di 14 giorni. (https://www.ars.toscana.it)
Dopo un tempo medio di incubazione di circa 5 giorni (intervallo: 2-14 giorni), una tipica
infezione da COVID-19 inizia con tosse secca e febbre di basso grado (38,1–39°C),
spesso accompagnata da alterazione del gusto ed odorato. Nella maggior parte dei
pazienti, COVID-19 rimane lieve o moderata e i sintomi si risolvono entro una settimana e i
pazienti in genere si riprendono a casa. Circa il 10% dei pazienti rimane sintomatico per
tutta la seconda settimana. Più a lungo i sintomi persistono, maggiore è il rischio di
sviluppare COVID-19 più grave, che richiedono ricovero ospedaliero, terapia intensiva e
ventilazione invasiva. In una fase più avanzata, i pazienti possono accusare dispnea e
necessitare la ventilazione meccanica. La prognosi di COVID-19 è spesso imprevedibile,
soprattutto nei pazienti più anziani con comorbidità. (https://covidreference.com)

MODALITA’ DI TRASMISSIONE
https://www.ars.toscana.it
Molti coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un
contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente
sanitario. Anche il nuovo coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19
può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso
probabile o confermato.
Contatto stretto. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde
principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. La via primaria di
trasmissione sono le goccioline del respiro (droplets) delle persone infette ad esempio
tramite:
- saliva, tossendo e starnutendo
- contatti diretti personali
- mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o
occhi
Per evitare il contatto con queste goccioline, è importante stare ad almeno 1 metro di
distanza dagli altri, lavare frequentemente le mani e coprire la bocca e naso con un
fazzoletto o con un gomito piegato, quando si starnutisce o si tossisce. Quando il
distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, una misura
importante per proteggere gli altri è quella di indossare una mascherina ed è fondamentale
lavarsi frequentemente le mani.
Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più
frequente di diffusione del virus. Tuttavia, le evidenze attuali suggeriscono che
la trasmissione possa avvenire anche da una persona infetta con solo sintomi lievi. Alcuni
rapporti hanno indicato, inoltre, che anche le persone senza sintomi possono trasmettere il
virus. Questo è particolarmente vero nelle prime fasi della malattia, in particolare poco
prima di sviluppare sintomi, quando sono in prossimità di altre persone per periodi di
tempo prolungati. Sono in corso studi per capire con quale frequenza ciò avvenga.
Polveri sottili, aerosol. Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di
attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per
ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze
scientifiche della permanenza del nuovo coronavirus nell’aria al di là delle distanze di
sicurezza menzionate sopra in condizioni normali.

Sono in corso studi anche per verificare la trasmissione del virus per aerosol: alcune
procedure mediche, come quelle effettuate in ambiente ospedaliero nell'assistenza a
pazienti COVID-19, possono produrre goccioline droplet molto piccole (chiamate nuclei di
goccioline aerosolizzate o aerosol) che sono in grado di rimanere a lungo sospese
nell'aria e possono potenzialmente essere inalate da altre persone se non indossano
adeguati dispositivi di protezione individuale. Nelle aree in cui tali procedure mediche
vengono eseguite non dovrebbero dunque essere autorizzati visitatori. 
Sono stati segnalati focolai COVID-19 in alcuni ambienti chiusi, quali ristoranti, locali
notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare. In
questi focolai, non è possibile escludere la trasmissione per aerosol, in particolare in
luoghi chiusi, affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di
tempo con gli altri. Sono necessari ulteriori studi per indagare su tali episodi e valutarne
l'importanza per la trasmissione del virus.
Oggetti e superfici contaminati. La trasmissione indiretta può avvenire attraverso oggetti
o superfici contaminati. In base a informazioni preliminari il virus può sopravvivere alcune
ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso. 
Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque
devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto
fra alimenti crudi e cotti. Sono in corso studi per comprendere meglio le modalità di
trasmissione del virus.

EVOLUZIONE DI TRASMISSIONE
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febbre ≥ 37,5°C e brividi
tosse di recente comparsa
difficoltà respiratorie
perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell'olfatto (iposmia), perdita
del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)
raffreddore o naso che cola
mal di gola
diarrea (soprattutto nei bambini).
I sintomi dell’influenza, almeno in una fase iniziale, sono molto simili a quelli di altre
infezioni respiratorie, compreso il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Come evidenziato
dall'ISS dal recente studio sui casi italiani, febbre e difficoltà respiratorie insieme sono
i sintomi iniziali più comuni per la Covid-19.    
Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. La maggior parte dei casi
attualmente confermati - soprattutto i bambini e i giovani adulti - sembra avere
una malattia lieve, simil-influenzale, e a inizio lento.  Ma la malattia può progredire
verso una forma più grave: polmonite, insufficienza respiratoria acuta
grave, insufficienza renale e in alcuni casi morte. Chi si ammala gravemente e
presenta difficoltà respiratorie ha bisogno del ricovero in ambiente ospedaliero. I dati
preliminari provenienti dall'UE/SEE mostrano che circa il 20-30% dei casi di COVID-19
vengono ospedalizzati e il 4% sviluppa una forma grave della malattia. I tassi di
ospedalizzazione sono più elevati per le persone di oltre 60 anni e per quelle con patologie
sottostanti.