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La nuova pandemia

Di pandemie si è parlato fin dal nuovo testamento: con il termine apolisse si indicava l’apocalisse che era la
malattia, la punizione divina.
Poi Omero nell’illiade e nel medioevo, il boccaccio nel Decameron, ne fa spunto per le sue novelle. Nel 1840
Alessandro Manzoni Nei Promessi sposi per finire con La peste di albert camus del 1947.
Ma ci sono tante domande a cui dobbiamo rispondere: che cosa è la pandemia e cosa la provoca?
Sono organismi viventi? Come si diffondono?
Oggi ci è dato sapere qualcosa di più ma durante la Spagnola nel 1917/18, in piena guerra mondiale, si
cominciava a prendere delle misure ma non si capiva benissimo. In una lettera da Bobbio si dice: l’influenza
durava 2 o 3 giorni a letto, che si converte in polmonite e poi muoiono. Lavarsi spesso le mani e disinfettarsi
spesso la bocca, ed evitare il contatto con persone ammalate e convalescenti. Se devi avvicinarti ad esse,
lavati subito per bene.
Si iniziava a capire di considerare certe misure di distanziamento ed auto protezione, le stesse di oggi .
Chi genera queste pandemie? Sono davvero organismi al limite del vivente? Perchè sono così intelligenti da
metterci in difficoltà?
Tutto questo dipende dalle nostre azioni scellerate verso l’ambiente come la deforestazione, centrano i
pipistrelli, o si tratta di qualcosa che non potremmo in nessun caso prevedere? Perché qualcono aveva
previsto la prossima pandemia?
Approfondiamo l’aspetto biologico ed evolutivo dei batteri. Nel 1423, Nel lazzaretto vecchio di Venezia si è
imposto un primo presidio stabile per la cura delle pandemie. Qui nel 13 secolo c’era una chiesa dedicata a
santa maria di nazareth da cui Nazaretum che si è unito a san lazzaro (protettore dei lebbrosi). Nella
venezia delle pestilenze si usava una parola al posto di quarantena: CONTUMACIA (Oggi significa un
imputato ce non si presenta ad un processo) invece a Venezia il termine si riferiva a persone o oggetti che
erano lontani dagli altri. Oggi si usa la parola LOCKDOWN che significa isolamento molto simile a
contumacia. Se poi ci riferiamo alla parola Corona Virus, immaginiamo una sfera con tanti spilli a forma di
corona. Tutti i Corona hanno questa struttura. DROPLET rappresenta tutte le particelle ce vengono emesse
in areosol con in respiro oppure lo sternuto o tosse. PANDEMIA, deriva dal greco PAN tutto DEMOS popolo,
che per i greci aveva un altro significato a cui noi abbiamo attribuito il termine di una malattia con sviluppo
globale. VACCINO deriva da VACCA e precisamente dal pus infetto delle vacche malate, si isolavano le
particelle che servivano a fare i vaccini per le persone.
11 novembre 1918, giorno dell’armistizio, si festeggia la fine di 4 anni di conflitto, ma un altro orrore si
sviluppava all’ombra della guerra: un virus letale dilaga nel mondo, scuole e teatri sono chiusi, la pandemia
uccide più di 50milioni di persone. Gli errori commessi nel 1918 possono rivelarsi utili per affrontare la
pandemia Covid 19. Wendy Barclay, virologa, sostiene che ci sarà un’altra pandemia molto potente e
distruttiva.
Gennaio 1918, Alexander Gemison dei reggimenti reali scozzesi fa parte dei soldati britannici nelle trincee.
Si è arruolato volontariamente desideroso di combattere per il re e il paese. Ora rischia la morte a causa di
un virus che ucciderà 10 volte il numero di soldati morti in combattimento.
Sono passati più di 100 anni ma covid 19 e la spagnola per alcuni versi si assomigliano per altri si
differenziano. Entrambe sono iniziate durante la stagione invernale, sono virus respiratori, entrambe sono
state sottovalutate, ma mentre per la spagnola dipendeva dalle conoscenze inferiori, oggi il Covid è dipeso
dall’aver trascurato tutte le pandemie già partite nel resto del mondo come Ebola in Africa, Sars in Asia…
L’identikit del virus è: un alto tasso di mutazione, con una illimitata gamma di ospiti possibili in cui
installarsi, con una grande stabilità ambientale, che interessa il tratto basso delle vie respiratorie e che
installava i propri geni all’interno dell’ospite.
Nel lazzaretto troviamo il Priorato, dove risiedeva il Priore che aveva diritto assoluto sugli ammalati che
venivano ricoverati, di fronte c’erano i bracci dell’ospedale poste come i denti di un pettine, poi c’era il
Tesone, dove venivano ospitati i letti per i malati in terapia intensiva (200 letti), il pozzo per le riserve
dell’acqua, il loggiato per gli edifici amministrativi, la contumacia a morer, dove venivano messi gli
ammalati a rischio di morte.
La parola Virus deriva dal latino e significa Veleno, sono visibili solo al microscopio, probabilmente comparsi
3miliardi e mezzo di anni fa come parassiti delle prime cellule batteriche. Essi non sono capaci di replicarsi
da soli e per sopravvivere deve penetrare nella cellula di un organismo vivente, replicarsi al suo interno
sfruttandone le proteine per ricreare il suo genoma, uscire e cercare un'altra cellula ospite. La resistenza dei
virus nell’ambiente esterno è molto bassa, anche se alcuni possono sopravvivere più a lungo. Per entrare in
un nuovo organismo, i virus attuano 2 strategie:
1. Passano nell’aria con velocità e resistenza, saltano da un ospite ad un altro per inalazione
2. Passano da un individuo ad un altro attraverso i fluidi biologici,

Primi del 900, attraverso il fiume Sangha nascosto nell’organismo di un giovane viaggiatore, un virus
sconosciuto (hiv) attraversa i confini dell’Africa.
Anni 80, il mondo conosce i danni dell’immuno deficienza acquisita; a provocare la malattia è un virus
trasportato nel sangue, HIV, un retrovirus a singolo filamento di RNA, ad alta capacità di mutazione. Alcuni
medici americani si accorgono che delle scimmie presentano sintomi simili e iniziano a ricercare tracce di
Hiv anche negli animali. Il virus delle scimmie (Siv) e quello umano si assomigliano, ma non sono lo stesso
virus. Si capisce che il passaggio di Hiv all’uomo è una zoonosi, cioè arriva da un animale. Inoltre esistono 8
gruppi diversi di SIV e 4 di HIV, sono il frutto di 12 differenti spillover o salti di specie. Hiv non è piombato
sul genere umano una volta sola ma ben 12. Quello più letale hiv1 gruppo m è il diretto responsabile
dell’aids, ma si scopre che il virus originario è del 1908. L’evento è riconducibile ad un evento singolo dei
primi anni del 900, un contatto di sangue tra uno scimpanzé e un essere umano, forse un cacciatore ferito.
Nella città di kinshasa, con l’aumento della promiscuità sessuale, il virus trova un nuovo ambiente fertile, è
così che hiv si diffonde in Africa. Come arriva il virus in America nei primi anni 80? Il primo focolaio si
sviluppa ad Haiti, intorno alla fine degli anni 60, perché in quel periodo c’è un grande scambio tra l’africa e
il paese caraibico, ed haiti in quegli anni era una meta frequenta per il turismo sessuale dagli stati uniti. Il
virus si trasmette attraverso il sangue, tra gli emofiliaci con i prodotti epatici, tra i tossico dipendenti con la
condivisione di siringhe, e infine con i rapporti sessuali. Fine anni 70, il virus si prepara all’ultimo viaggio. Da
Haiti verso l’America e poi in tutto il mondo. 40milioni di persone sono morte per AIDS dall’inizio della
pandemia e circa 40milioni di persone oggi vivono con il virus HIV. Di queste quasi 2milioni lo hanno
contratto nel 2019. Nonostante non ci sia un vaccino, oggi l’infezione è gestibile. Nel 1996 si scoprono i
farmaci antiretrovirali, che arresta l’infezione del virus.
4 MARZO 1918, prima persona contagiata in kansas stati uniti, in una fattoria
Il virus dell’influenza aviaria prolifera tra gli uccelli acquatici, solo attraverso il contatto tra uccelli e uomo, il
virus può fare il salto di specie. il virus si è trasmesso dagli uccelli selvatici alle anatre, polli e maiali e infine
uomo. Un contadino Ghicel, è stato reclutato per l’addestramento americano , 56.000 reclute stipate in
tende affollate. Ghicel si trova a lavorare nelle cucine, trasmettendo così il virus a tutti i camerati. In ogni
soldato il virus muta e si affina sempre di più, nel giro di 3 settimane, 1.100 uomini sono gravemente malati,
38 muoiono. Pian piano, il virus raggiunge la costa orientale e con le navi da carico, arriva in Francia
esplodendo nelle trincee francesi. Sono passati 40 giorni da quando il paziente 0 ha contratto l’influenza e
sono già stati contagiati 20 milioni di persone con 20.000 morti. Qust’influenza si chiama influenza A ed è
causata da un virus tanto piccolo da tenerne 100.000 sulla punta di un dito, e ne basta una che entri nel
naso o bocca, che il corpo ne riproduca tantissimi.
Nella prima ondata della spagnola vengono colpiti uomini forti e robusti, cosa che non è accaduta nella
prima fase del Covid 19. I virus derivano dal contatto stretto dell’uomo con gli animali d’allevamento, ad
esempio il mobillo deriva dai bovini, un parente stretto della peste bovina. Il passaggio dall’animale
all’uomo viene chiamato SPILLOVER, cioè uscire fuori dall’ospite per trovarne un altro. Lo scopo del virus è
quello di riprodurci, ma è molto intelligente infatti se il primo Sars covi 1 infettava le persone quando erano
al massimo dei loro sintomi, il Covid 2 lo fa prima che le persone diventino asintomatiche, dunque sconfigge
le strategie tipiche come il colpo di tosse o lo starnuto che ci mettono in allarme e ci fanno isolare, ma se
l’infezione arriva prima, non ce ne accorgiamo.
Oltre i ¾ delle malattie infettive sono zoonosi cioè derivano dagli animali. Come può accadere il salto di
qualità? L’uomo sta deforestando e sfruttando la natura, sta cambiando l’uso del suolo di quel territorio
trasformandolo in città o allevamento intensivo o monocoltivazione, tutti usi impropri. Cosa fanno gli ospiti
di quella zona? Vanno in giro negli stessi posti dove l’uomo a costruito aumentando la possibilità di
contagio tra animali selvatici e uomo. Inoltre i predatori di quelle zone vengono meno, proliferando gli
animali che erano preda di questi carnivori, portando con se grandi quantità di virus. Infine ci sono i
commerci di specie selvatiche protette, specie che possono aver avuto un contatto con l’ospite con maggior
carica virale e che vengono venduti all’interno dei supermercati asiatici, quei posti terrificanti dove si
macellano animali vivi di ogni specie e che vengono tenuti insieme ad animali morti. Tutto questo porta all
SPILLOVER, è come se questo passaggio di specie lo spingessimo noi uomini con le nostre attività
produttive.
Dalla Francia i soldati malati vengono portati in Gran Bretagna per curarsi, ma ance i soldati
apparentemente sani, sono contagiosi prima della comparsa del virus. Esso si espande in Ingilterra,
comparendo i primi casi a Manchester, è il Giugno del 1918, i bambini crollano sui banchi, in 6 settimane i
contagi sono oltre 100mila. Finalmente un medico di londra introduce l’uso delle mascherine per gli
infermieri. Intanto il virus si espande arrivando fino in spagna e uccidendo il re stesso, Alfonso 13.
La spagna inizia a parlarne sui suoi giornali, perché libera da censure, al contrario della Gran Bretagna e per
uno strano gioco dei corrispondenti di Madrid, il virus viene chiamato Spagnola. Durante l’agosto del 1918,
la pandemia sembra rallentare.
Il problema dopo la Spagnola, che abbiamo anche con il Covid, è che il bambino che tornava a scuola
poteva contagiare l’altro, ma già a quell’epoca i medici avevano capito che si potevano fare due cose:
mantenere la distanza fisica, e disporre di dispositivi di auto protezione.
Come si diffondeva la pandemia, si diffondevano notizie false, disinformazioni sulla malattia, perché
qualcosa di invisibile, suscita in noi l’idea di un complotto, e invece le cose possono essere spiegate
attraverso il metodo scientifico. Purtroppo il fatto è aggravato quando il premio Nobel per la medicina
Montagnier, lo scopritore del virus HIV, sostiene cose che non hanno alcun fondamento scientifico.
Montagnier ha raccontato ad una televisione francese il 17 aprile 2020, che c’è stata una manipolazione sul
virus, c’è un modello proveniente dai pipistrelli, al quale sono state aggiunte delle sequenze del HIV.
Non si sa ci lo ha fatto, un ‘ipotesi è che abbiano voluto concepire un vaccino HIV. Dal punto di vista
scientifico, quello affermato da Montagnier vale zero, perché non è stato mai pubblicato su una rivista
scientifica. Che cosa ha smontato le ipotesi di Montagner che il Covid 2 sia costruito in laboratorio e non è
naturale? Il lavoro pubblicato sulle riveste scientifiche che dimostrano la normalità di pezzi di sequenze di
altri virus molto simili, e che l’uncino molecolare, quella specie di gancio con cui il virus si aggancia alle
cellule, che è completamente nuovo rappresentato in maniera diversa dagli altri corona virus. Se si fosse
creato in laboratorio, sarebbe stato più conveniente usare uno dei vecchi uncini di corona virus che si
conoscevano, che inventarne uno nuovo. Si dimostra che il virus è naturale. Si scopre inoltre che il punto di
aggancio del corona virus è molto simile a quello di due animali: il pipistrello, somigliante al 96%, e il
pangolino che vive in remote regioni del sud est asiatico della cina, e rientra nelle diete delle popolazioni
della Cina.