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Chierici Regolari prima dei Gesuiti

Le nuove fondazioni sono qualcosa nuova perche non accettano l’obbligo del coro, dell’abito
religioso, e cui attività viene svolta fuori del monastero. La vita di pietà in Italia si esercitava nelle
confraternite, negli oratori e in circoli religiosi dove i laici e i sacerdoti avevano un ambiente molto
famigliare. Chi partecipava agli oratori, doveva mantenere una vita spirituale la messsa, la confessione,
la comunione mensile e il servizio agli ammalati.

Gaetano di Thiene, era un vicentino giurista che partecipava alla vita dell’Oratorio del Divino
Amore, ispirato in esso nasce in lui l’idea di fondare un ordine che aiutasse migliorare il zelo dei laici e
sacerdoti, si mette in contatto con Gian Pietro Caraffa, uno dei superiori dell’Oratorio e parla degli
inquietudini, e accordò con Caraffa lavorare insieme per realizzarle, lavorano nelle constituzioni
seguendo la reloga di sant Agostino. Gli elementi nuovi aggiunti era l’uso dello stesso abito dei
sacerdoti, la povertà era compieta personale e comunitaria, e vietava mendicare perche distraeva dal
lavoro pastorale, considerava la recita privata del breviario, senza coro.

Lo socpo dell’istituto era il compimento dei doveri sacerdotali, la degan celebrazione della
messa, impegno nella predicazione e ogni forma di cura delle anime. Clemente VII approvò la regola in
1524.

Ordine del Buon Gesù e Barnabiti.

L’ordine del Buon Gesù fu fondato da Girolamo Maluselli, a Ravenna. Il suo raggio d’azione più
che altro era localie, ma i membri si distinguivano per il loro zelo, solo avevano pochi membri, e
finalmente fu sopressa l’opera da Innocenzo X, nel 1651.

A Milano esisteva l’Associazione dell’Eterna Sapienza , tre personaggi di rilievo escono da essa
e incominciarono una vita in comune sotto una regola, il nome data questo nuovo ordine è Chierici
regolare di s. Paolo. La finalità del istiuto è l’istruzione e l’educazione della gioventù. Il numero di
membri crebbe subito, le loro costituzioni sono confermate dal Papa nel 1542.

I Somaschi.

Il nome dell’ordine è Clerici Regulares s. Maioli Papaiae congretaionis Somaschae. Il loro


elemento distintivo era l’impegno per le opere di carità, in certo senso innovativo, dovuta senz’altro
all’eccezionale fondatore. È nato a Venezia in una atica famiglia nobile, iniziò la carriera militare, e la
sua vita è segnata dell’audacia ma anche per vivere una vita disordinata. È stato fatto prigionero in
battaglia, e dopo questa esperienza comincia una trasformazione interiore. In 1519 doveva tornare a
Venezia per occuparsi dei figli del suo fratello appena morto, in 1526 si aggiungono altri figli di un altro
fratello.

Nel 1528 inizia importanti opere a favore dei ammalati della carestia e la peste degli anni 1528-
29 e raccolse gli orfani in due case in affitto, procurava la loro formazione elementare e professionale.

Nel 1532 comincia la tappa conosciuta come itinerarium caritatis in diverse città in prosimità
fondò alcuni asili per orfani e ospedali per incurabili. A Bergamo avvia la casa dei riabilitazione per le
donne cadute. Lo stesso anno convocò ai suoi collabotori per accordare metodi di lavoro e la prospettiva
per il futuro, due anni dopo decise fondare l’ordine chiamato Compagnia dei Servi dei Poveri a 1534 a
Somasca. L’approvazione della Compagnia è stata in 1540 dal Papa Paolo III e in 1568 fu elevata a
clerici regolari. La morte prematura del fodatore creò un gran desordine e la uscita de non pochi.

La Compagnia di Gesù

Il loro fondatore fu Ignazio o Iñigo Lopez de Loyola, l’ultimo figlio maschio di una delle più
nobile famiglie della Vasconia. Decise la vita cavalleresca, nella difesa del castello di Pamplona è stato
ferito da una palla di cannone gli spezza una gamba. Dopo una lunga guarigione e dopo aver sofferto
vari interventi finalmente i medici sono riusciti a sistemar la gamba ferita, questo momento è stato
decisivo per la sua vita, nel periodo di convalescenza entra in contatto con la vita Christi e Flos
Sanctorum e qui che inizia il suo processo di conversione, anche cominciano gli inizi di quello che dopo
saranno gli esercizi spirituali. Ricuperato andò a Monserrat depose le sue armi, e prese l’abito di
pellegrino e si stabilì a Manresa, e per dieci anni cercherà il suo posto nella chiesa, sarà un percorso
abbastanza traviagliato. Nel 1523 si embarca a Venezia e arriva a Gerusalemme e non gli permette di
predicare e torna a Bercellona dove alla età di 34 anni comincia a studiare latino con i bambini. Dopo
aver finito lo studio del latino raggiunge Alcala e studia filosofia inoltre lo studio aiuta le anime, questo
è un tempo molto spinoso, che è sospetato di essere uno los alumbrados, tre volte è stato soggetto al
processo dell’Inquisizione, e se ne accoge che non sara possibile continuare in Spagna, perciò decide
continuare gli studi a Parigi, dove arrivò nel 1528 e restò là fino al 1535, mendincando i mezzi di
sostentamento dei viaggi. A Prigi radunò atorno se un gruppo di compagni che condividessero lo stesso
ideale di amore per Cristo e di apostolato, grazie agli esercizi che diventarà come la base della
spiritualità gesuitica. Il 15 agosto de 1534 lui e 6 compagni fanno le promesse evangeliche e il voto di
pellegrinaggio a Terra Santa.

Decidono di andare a Terra Santa, ma non è stato possibile perche si acuisce la rivalità tra
Venezia e il Sutano Solimano, di questo tempo accordano di rimandare il viaggio, ma se non sarebbe
possibile entro un anno andranno dal Papa mettendosi alla sua disposizione. Nel 1538 viene approvata la
formula Istituti tramite la bola Regimini militantis Ecclesiae, il fine del Istituto è la predicazione,
l’insegnamento e le opere di carità, e aggiungono un quarto voto di obbedienza al Papa per la salvezza
delle anime e la diffusione della fede. Nel 1544, Ignazio si stabilì definitivamente a Roma accanto alla
chiesa di s. Maria della Strada, lì si suo lavoro si concentra in scrive le costituzioni, l’ordine si diffonde
rapidamente iin tutto il mondo, soprattutto l’Asia e America. Nel 1550 è stata pronta la considdetta la
seconda redazione in cui confluirono l’esperienzia profonda di Ignazio e dei suoi compagni e le
relazioni dei gesuiti che lavoravano in diversi parte del mondo. Alla morte di s. Ignazio in 1558 sono
quasi completate le costituzioni.

La SJ prende come criterio fondamentale per le sue istutuzioni e le sue decisioni l’apostolato, il
loro atteggiamento era definito dal concetto “Clericus honestus” mantenendo un comportamento come il
sacerdoti onesti del luogo, senza abito religioso proprio, senza l’obbligo del coro, rispettosi delle
decisioni canoniche, moderati nel parlare, rispettosi del ambiente in cui si trovano.

Le novità sono le seguenti:

Forma di governo monarchica costituzionale, cui limitante sono le costituzioni. Il centralismo del
potere serve a lottare in unità per Cristo e la sua Chiesa. L’obbedienza è la forma concreta di donazione
alla volontà di Dio e la mortificazione del proprio io, questo grado di obbedienza solo era possibile di
chiedere a individui formati alla discretio spirituum. La formazione dei gesuiti è abbastanza lunga,
questo rispondeva alla esigenza che chiedeva Ignazio.

La Congregazione Generale ha il potere legislativo; per evitare gli abusi creò l’Assemblea dei
Procuratori cui compito è d’esaminare se c’è motivo per convocare la Congregazione Generale
straordinaria. La Compagnia è cresciuta tantissimo e si è spanta dappertutto.

III Gli ordini di chierici regolari fondatori dopo Trento


1. Camilliani o Padri della buona morte. Camillo di Lellis nacque a Bucchianico di Chieti nel
1550. Cominciò la carriera militare giovanissimo. Una piaga in una caviglia gli impedisce di
continuare, nella sua permanenza nell’ospedale ha sperimentato la vita degli infermi e pensò
di fondare una comunità di fratelli che si consacrassero ai malati per amore a Gesù cui
distintivo sia la croce.
In 1582 iniziò con 4 infernieri e un sacerdote una vita in comunità al servizio dei ammalati, e
stabiliscono in una casa in via delle Botteghe Oscure, e tutti giorno andavano all’ospedale di
S. Santo. Man mano la comunità viene riconosciuta e finalmente Gregorio XIV la approva
nel 1591 come ordine di chierici regolari anche lo stesso Papa gli concede fare il quarto voto
di assistere i malati anche se in pericolo della propria vita. Così nel 1588 c’è stata la peste di
Baja e nel 1590 a Roma si diresse con 8 fratelli all’opsedale di s. Sisto e lassù rimase tutto il
tempo della peste. Il servizio principale a cui la comunità si è centrata l’attenzione ai malati
nelle proprie case. Il fondatore desiderava che la maggioranza dei membri fossero laici, ma la
legislazione dall’allora impediva che i laici fossero superiori. Questa situazione portò alla
dimminuzione dei laici che lavoravano come impiegati nei lavori domestici.
2. Scolapi. Il fondatore, è s. Giuseppe di Calasanz, è nato nel 1557 a Peralta de la sal, in
Aragona. Studiò filosofia e teologia in diversi università di Spagna. Nonostante la riluttanza
di suo padre a che lui diventasse sacerdote, ricevette l’ordinazione nel 1583. Ha avuto diversi
incarichi nella sua diocesi e nel 1592 si recò a Roma e entrò nella famiglia del cardenale
Marcantonio Colonna come teologo.
Impressionato dall’abbandono in cui si trovavano i bambini dei quartieri popolari, si impegnò
a raccogliere questi bambini per portali a scuola e anche cercava di convincere ai maestri
d’insegnare gratis, ma non glielo accettarono, quindi per affrontare la difficoltà decide di
iniziare una scuola dove potessero studiare i bambini. Finalmente nel 1597 aprì le porte della
prima scuola popolare gratuita. Fu tale il successo che il numero di alunni è cresciuto subito e
pure i benefattori volevano partecipare all’opera. Era urgente cambiare di casa, e la trovò
presso s. Andrea della Valle e là cominciò la vita comune con dodici compagni.
Il Papa V ha risconosciuta la comunità come come congregazione di chierici regolari con il
ome di Congregatio pulina clericorum regularium pauperum Matris Dei scholarum piarum.
La finalità dell’istituto era l’educazione gratuita della gioventù. Furono aperte numerosi
scuole in tutta l’Italia e non importava la classe sociale volevano entrare nelle scuole degli
scolapi.
Ma non è stata facile per la congregazione, un personaggio chiamato Mario Sozzi generò
faida non solo contro il fondatore se non con tutta la congregazione, da parte di mons. Albizzi
che era Assessore del s. Uffuzio, L’Inquisizione presto ha chiesto la visita canonica di tutte le
scuole, ma il risultato fu favorevole agli scolapi, nonstante ciò sono privati di tutti i suoi
privilegi e ridotta a comunità senza voti. Dopo la morte del Fondaore in 1648, Alessandro
VII riconobbe la comunità come una congregazione clericale di voti semplici.

VII Un caso missionale: le riduzioni gesuitiche del Paraguay

La violenza da parte dei conquistadores sui diversi popoli del continente americano, è il punto di
partenza della riflessione che Spagna e la Chiesa si ha avuto in quegli anni per cambiare le cose e fare
secondo le possibilità del diritto, pensiero, spirituale gli permetessero applicare alla situazione
americana, mettono in discussione problemi inediti:

la natura degli indigeni.

la loro vocazione a ricevere il battesimo e divenire, dunque, uomini liberi.

Il posto che occupano nella scala della civiltà.

La Corona spagnola esercita una sovranità di fatto sulla base della bolle di Alessandro VI, raggiunta la
sottomissione dei principali popoli dell’America, si stabilì il sistema chiamato commenda che consente
ai coloni di disporre di mano d’opera necessaria per los sfruttamento delle proprie terre, il
commendatario a loro volta attendere al nutrimento, l’educazione e il buon trattamento degli indigeni,
progressivamente viene stabilite basi giuridiche e morali del suo agire in America. In 1530 Carlo V
sottoscrisse un documento in cui si proibisce la schiavitù e l’espropiazione dei beni degli indigeni. Nel
1537 le bolle di Paolo III chiiuduno la discussione sulla natura degli indigeni, affermando la loro piena
umanità di diritto e il battesimo loro amministrato, esclude qualsiasi forma di schiavitù. Allora, si tratta
del primo corpo dottrinale e giuridico che va applicato ai sudditi della Spagna.

In contro gli abusi commessi si oppongo due figure di spiccio, Francisco di Vitoria (Giurista) e
Bartolome (antico commendatario), nella conferenza convocata dal re Carlo, per discutere il problema
dello statuto delle Indie e dall’atteggiamento da prendere nel confronto degli indigeni, la quale stata
tenuta a Valladolid è stato un evento molto importante nella storia culturale e spirituale dell’umanità.

Il grande protagonista è De las Casas che prendendo come punto di partenza la tesi di Vitoria che gli
indigeni sono soggetti di diritto, politico, sociali, da rispettare, smonta le presunte ragioni che i
conquistadores avevano sostenuto per giustificare la guerra di conquista e affermava che Spagna può
esercitare diritti legittimi, fondati nel diritto naturale, cioè il diritto alla libertà di accesso, di
comunicazione e di predicazione. Vitoria si oppone alla affermazione di Juan Gines de Sepulveda
dell’inferiorità naturale e invece lui sostiene che gli indigeni solo sono stati emarginati, però può essere
corretta con mezzi pacifici, da parte sua Las Casas era dell’opinione che la Barbarie era uno stato
passeggero, che per mezzo del contatto con un’altra società più sviluppata e l’instruzione, potrebbero
sviluppare la loro cultura e loro doni. L’effetto positivo immediato fu l’influire sui consiglieri dellla
Corona, e poi concrettizzandosi nelle misure che insistevano sul carattere pacifico delle nuove
conquiste, il rispetto dei diritti degli indigeni e il ruolo emancipatore della cristianizzazione.

Il ruolo della Chiesa fu molto importante per la profonda conoscenza delle lingue indigene; per aver
raccolto documentazione sulla cultura, storia, letteratura, etc. l’evangelizzazione doveva essere sostenuta
e seguita di un lavoro di protezione fisica, dello sviluppo economico e di organizzazione sociale.
Quest’opera solo poteva essere compiuta raggruppando la popolazione indigena attorno ai monateri,
cioè attraverso la sedentarizzazione. In questa organizzazione giuridica e politica, cui obiettiv principali
sono la conversione-conservazione-protezione che fa dell’uomo indigena un soggetto di diritto libero e
sotto la sua tutela. Dunque, c’era un contrapposizione tra il sistema rappresentato dalla commenda e il
modello proposto dagli ordini religiosi.

Le riduzioni gesuitiche del Paraguay

Scoperta da Juan Diaz de Solis nel 1516 e esplorata da Sebatiano Cobotò nel 1527, la regione del rio de
la Plata era un regione estrategica come via di comunicazione con la regione minerarie dell’Alto Peru.
Asuncion è fondata il 15.8.1536. I primi missionari sono i francescani che studiano guarani e lo
trascrivono in caretteri latini e scrivono una grammatica.

Il 9.2.1604 fu una data molto importante per tutto ciò che significò per la storia spirituale e culturale
della regione, si creà la provincia di Paraguay affidata al fratello Diego Torres, coincise con la presenza
di funzionari spagnoli preoccupati per l’applicazione della legislazione spagnola.