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MODALITA’ DI CONTROLLO DELLE

EMISSIONI IN ATMOSFERA

Enrico Brizio
coordinatore regionale Emissioni in Atmosfera

Torino, 08/06/2017
Descrizione delle attività del tematismo

Arpa effettua controlli diretti e indiretti sulle emissioni in atmosfera,


convogliate e diffuse, generate da stabilimenti in cui sono presenti
impianti autorizzati in via generale, esplicita o in deroga ai sensi della
parte V del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., col fine di verificare sia il rispetto
dei limiti previsti per le sostanze emesse che le prescrizioni indicate
negli atti autorizzativi, valuta la conformità delle operazioni di
autocontrollo nonché la gestione ambientale degli impianti che
producono emissioni.
Arpa provvede altresì a fornire il supporto tecnico alle Autorità
Competenti sotto forma di pareri tecnico/scientifici nelle fasi istruttorie,
autorizzative e gestionali dei procedimenti legati alle emissioni in
atmosfera.
Inoltre, Arpa verifica e controlla le condizioni di inquinamento
atmosferico eventualmente segnalate da soggetti pubblici e privati.
Attività in campo di campionamento e verifica documentale,
programmata sulla base del carico ambientale annesso
all'attività svolta, della presenza di sostanze pericolose, della  interventi, anche in pronta
sussistenza di criticità già riscontrate in passato, della carenza disponibilità, nei casi di
di controlli nel medio periodo. In Regione Piemonte, il numero segnalata criticità per il
dei soggetti dotati di autorizzazione alle emissioni in atmosfera comparto atmosferico
(in via generale od ordinaria) è stimato superiore a 20.000. attribuibile alle emissioni
 attività del laboratorio
IREA olfattometrico
Controllo  campagne con naso
sorgenti elettronico sul territorio
emissioni regionale.

In tale ambito viene generalmente


privilegiata l’attività di controllo
Supporto Verifica effettuata direttamente in campo,
tecnico/istruttorio autocontrolli all’atto dell’autocontrollo, su punti
di emissione nuovi o su impianti
esistenti ad alta significatività
ambientale
Pareri istruttori specialistici in perorare i concetti di
materia di emissioni in buona pratica
atmosfera, attiva partecipazione
a Conferenze dei Servizi, Tavoli,
Organi e riunioni tecniche
presso le Autorità Competenti

prima forma di controllo Controllo dei


S.M.C.E.
microinquinanti

 campionamento di microinquinanti alle


emissioni
128 stabilimenti piemontesi per
 monitoraggi dei microinquinanti sia in
matrici ambientali che sanitarie: rifiuti, 274 camini (83 camini in remoto)
immissioni, terreni, acque, alimenti e
foraggi
IREA: Conoscere le pressioni ambientali (1)

Ossidi di azoto (emissioni totali)


fonte: IREA 2010 + progetto AERA
IREA: Conoscere le pressioni ambientali (2)

PM2.5 (impianti residenziali)

fonte: IREA 2010 + progetto AERA


IREA: Conoscere le pressioni ambientali (3)
Comparto industriale di Cuneo: evoluzione emissioni in atm

CEM1 CEM2 VETRO

FONTE: L.Bardi
http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/territorio/cuneo/aria/Relazione-
Evoluzione%20QA_%20BSD_Cuneo2016.pdf
Emissioni ed immissioni
Comparto industriale di Cuneo: evoluzione qualità dell’aria

FONTE: L.Bardi
http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/territorio/cuneo/aria/Relazione-
Evoluzione%20QA_%20BSD_Cuneo2016.pdf
La rete di monitoraggio della qualità dell’aria
Andamenti sulla Provincia di CN
Presupposti al campionamento: art. 271, c. 17 T.u.A.

D.G.R. Toscana 528/2013: <<Si passa quindi da un regime nel quale i


metodi di controllo delle emissioni dovevano, per avere ufficialità, essere
formalmente approvati con decreto ministeriale, ad una immediata
applicabilità delle norme CEN…>>
Requisiti delle sezioni di misurazione a camino
UNI EN 15259:2008
<<Gli impianti progettati o adattati al fine di rendere possibili campionamenti
rappresentativi sono dotati d una sezione del condotto di estrazione dei fumi
ingegnerizzata per assicurare un profilo fluidodinamico ordinato e libero da vortici e contro-
flussi, nel quale si colloca un piano di misura che fornisce una griglia di punti di
campionamento sufficiente a valutare la distribuzione di misurandi e grandezze di
riferimento. Il sito di misurazione consente l’accesso al personale ed alla strumentazione
in sicurezza ed efficienza. >> (5.2)

Measurement site
Measurement section
Measurement plane
UNI EN 15259:2008. Sezione di misurazione

Al fine di un campionamento rappresentativo:


 il piano di misura dovrà essere situato in un tratto del condotto in cui sono
attese condizioni di flusso e di concentrazione omogenee. Condizioni di flusso
omogeneo sono generalmente garantite se:
1. Il tratto ha forma e sezione trasversale costante
2. Il piano di misura dispone di tratti di condotto senza curve a monte
per 5 diametri idraulici e a valle per 2 diametri idraulici (5 diametri
dallo sbocco)
3. Il piano di misura è equidistante a monte e valle da perturbazioni

 le misure nei punti di campionamento a griglia definiti in 8.2 devono


dimostrare: 1. Deviazioni angolari del flusso < 15° dall’asse del condotto
2. No contro-flussi
3. Velocità minima secondo strumento di misura (Pitot > 5 Pa)
4. Rapporto massimo tra velocità del gas misurate di 3:1
Tali requisiti sono in genere garantiti dai diametri (5+2 (5))

 sezioni di misura su condotti verticali sono da preferirsi (plv, metalli, PCDD/F).


UNI EN ISO 16911-1. Misura della velocità
 <<…per velocità inferiori a 5 m/s o
pressioni differenziali minori di 5 Pa, gli
anemometri a banderuola forniscono
incertezze di misura inferiori rispetto ai
metodi basati sulla pressione
differenziale.>>.
 requisiti prestazionali: il limite di
quantificazione va determinato ma non è
un requisito di prestazione. Il sensore non
va usato per misurare grandezze al di
sotto di tale limite.
 il piano di misurazione dovrà essere
conforme a quanto indicato dalla UNI EN
15259.
 i punti di misura della velocità del
flusso vanno determinati secondo
l’approccio tangenziale descritto dalla UNI
EN 15259.
UNI EN 15259:2008. Piano di misura
UNI EN 15259:2008. Porte di misurazione
 Le porte di misurazione devono essere installate per permettere l’effettuazione
dei campionamenti in specifici punti di misura.
 Se l’obiettivo di misurazione lo richiede devono essere installate, nello stesso
piano o sezione di misurazione, delle porte di campionamento supplementari per
consentire la determinazione contemporanea di altri parametri (es. ossigeno,
vapore acqueo, velocità).
 Il numero minimo di porte di campionamento necessarie per l’esecuzione delle
misurazioni dipende dal diametro idraulico del camino e dalla sua forma.
 Se la distanza tra la porta di campionamento e la parete interna opposta del
condotto è grande (maggiore di 2 metri), in funzione dell’obiettivo di misurazione,
può essere richiesta la predisposizione, per ogni linea di campionamento, di due
opposte porte di misurazione. In questo caso la piattaforma deve essere realizzata
conseguentemente.
 in caso di condotti rettangolari, le porte andrebbero realizzate sul lato lungo.
 Le dimensioni delle porte devono permettere spazio sufficiente per
l'inserimento e la rimozione dell'apparecchiatura di campionamento. Sono
raccomandati un diametro minimo di 125 mm o un'area superficiale di 100 × 250
mm, eccetto per i condotti di piccole dimensioni (diametro minore di 0,7 m) per i
quali le dimensioni delle porte possono essere inferiori (da UNI EN 13284-1:2003).
UNI EN 15259:2008. Punti di campionamento

Altre possibili deviazioni dai requisiti sono trattate alla sezione 7.2.7
UNI EN 15259:2008. Punti di campionamento

Metodo generale per condotti circolari

Metodo tangenziale per condotti circolari


(utile quando è difficile raggiungere il centro)
UNI EN 15259:2008. Strategia di campionamento
Né I requisiti per la sezione di misurazione, né
l’omogeneità fluidodinamica bastano a garantire
l’omogeneità nella composizione e nelle ANNEX G: theory
caratteristiche fisiche del flusso aeriforme!
Concentrazione media nel tempo

2 sistemi di misura
Semplificando (n punti-griglia da
per svincolare tempo e spazio..
mediare nel tempo)

il + vicino alle condizioni medie del piano


Approccio simile per il posizionamento del punto di prelievo SMCE
UNI EN 15259:2008. Area di lavoro

 La norma non affronta gli aspetti inerenti la sicurezza strutturale dei camini e
dei condotti, la costruzione delle piattaforme di campionamento e la sicurezza degli
operatori che le utilizzano;
 Le sezioni di misura devono essere posizionate in luoghi in cui è possibile
installare idonee piattaforme di lavoro;
 Le piattaforme di lavoro permanenti o temporanee (*) devono avere una
capacità di carico adeguata a soddisfare l’obiettivo della misurazione (il
campionamento può richiedere la presenza di un numero di operatori compreso tra
due e sei e di un’attrezzatura che può pesare tra 50 a 300 kg);
 Una sufficiente profondità dell’area di lavoro è data dalla somma del diametro
interno o dalla profondità del condotto e dello spessore delle sue pareti + 1,5 m;
 l’altezza delle porte di campionamento rispetto al pavimento della piattaforma
può essere stabilita a scelta e rimanendo compresa tra 120 e 150 cm;
 Nel sito di misurazione devono essere installate prese di corrente di potenza
adeguata e con dotazioni di sicurezza in conformità alle leggi nazionali. Potrebbe
essere necessaria la disponibilità di collegamenti per l’aria compressa e l’acqua e
la presenza di uno scarico.
(*) Le postazioni sono comunque fissate stabilmente alla struttura: il termine
temporaneo non è riferito a strutture mobili!
UNI EN 15259:2008. Condizioni di sicurezza

Condizioni minimali da EN 15259:

 i siti di misura devono rispettare i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa


nazionale, garantendo un accesso semplice e sicuro;
 idonei mezzi per trasportare in altezza gli strumenti;
 esclusione della presenza di dischi di rottura, valvole di sovrapressione,
scarichi di vapore tecnologico;
 esclusione di zone con presenza di sovrapressioni significative;
 operatori avvertiti dei possibili pericoli;
 protezione del sito di misurazione da calore e polverosità;
 se possibile, disposizione del sito di misurazione all’interno di edifici, altrimenti
adeguata protezione dalle intemperie.
UNI EN 13284-1:2003. Requisiti della piattaforma
D.G.R. 528/2013 Toscana. Requisiti della piattaforma
 La profondità minima della piattaforma non deve essere inferiore a 60 cm al
netto degli ingombri (cfr D.Lgs. 81/08, art. 130 c.1), compresi quelli derivanti dal
posizionamento della strumentazione di misura e prelievo. La UNI EN 15259:2008
prevedrebbe sempre 1,5 m oltre la lunghezza della strumentazione. Ove tale
condizione non possa essere ottenuta, ferma restando la necessità di operare
correttamente, si ritiene che, nelle zone prospicienti ai punti di prelievo, la
profondità minima debba essere pari ad almeno 100 cm per i camini più piccoli e
aumentare in funzione del diametro;
 L’ingombro minimo per la strumentazione varia in funzione delle
determinazioni da eseguire:
D.G.R. 528/2013 Toscana. Requisiti per la sicurezza
Aspetti descritti dal provvedimento:

 obblighi del datore di lavoro dell’impresa sottoposta a verifica (documento di valutazione


dei rischi (DUVRI) sempre disponibile al momento dell’accesso degli organi di vigilanza;
fornire le dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui il personale è
destinato ad operare, e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla
propria attività (art. 26 comma 3 D.Lgs. 81/08))
 percorso di accesso alla postazione di prelievo;
 dimensioni minime di transito in percorsi orizzontali (60/120 cm);
 scale fisse a gradini;
 scale a pioli di altezza > 5 m (gabbia metallica/sistemi anticaduta);
 ponteggi (postazioni temporanee, progetto specifico);
 trabattelli (ponti su ruote a torre, da ancorarsi alla struttura);
 piattaforme elevabili (poco adatte al campionamento);
 trasporto dei materiali in quota (paranchi a mano, argani meccanici, montacarichi..);
 garanzia di poter operare il campionamento senza ritardo.

Vedasi anche: Campionamento delle emissioni convogliate in


atmosfera: aspetti operativi. ARPA EMR, Dicembre 2010
Esempi e Casi particolari
Esempi e Casi particolari

Flusso non stazionario

Flusso non omogeneo


Piattaforma di
lavoro inadeguata
Piattaforma di lavoro accessibile in sicurezza e di
dimensione adeguata ma assenza di montacarichi
Strategie di campionamento e verifica di conformità:
disposti normativi

Quinta T-u.A.
All. VI parte
UNICHIM
158/1988
EN 15259
Strategie di campionamento e verifica di conformità
D. Lgs. 152/2006, parte V, art. 268 comma 1, lettera q:
Valore limite di emissione: il fattore di emissione, la concentrazione, la percentuale o il flusso
di massa di sostanze inquinanti nelle emissioni che non devono essere superati. I valori di limite
di emissione espressi come concentrazione sono stabiliti con riferimento al funzionamento
dell'impianto nelle condizioni di esercizio più gravose e, salvo diversamente disposto dal
Rapporto ISTISAN 91:41 presente titolo o dall'autorizzazione, si intendono stabiliti come media oraria.

Rapporto ISTISAN 15:04


Strategie di campionamento:
impostazione operativa

 è necessario analizzare il dettato autorizzativo (generalmente: manuale UNICHIM


158/1988 ed i criteri stabiliti nell’Allegato VI, parte quinta del T.u.A.);
 i campionamenti periodici effettuati al fine di verificare il rispetto dei limiti di emissione in
atmosfera, siano essi effettuati con metodi manuali od automatici, vanno ragionevolmente
ricompresi nella definizione di misure discontinue riportata dal Rapporto ISTISAN 91/41;
 la durata dei singoli campionamenti potrà essere, nella maggioranza dei casi e
compatibilmente con le esigenze tecniche del campionamento da valutarsi di volta in volta,
pari a un’ora, ma anche di 10 minuti, semioraria, di 6-8 ore, giornaliera o di 48 ore, laddove le
condizioni autorizzative lo prevedano espressamente nella definizione del limite emissivo;
 Possono altresì essere adottate durate di campionamento diverse, così come previsto
dal Manuale UNICHIM 158 al punto 2.3 di pag. 10 (tipicamente a causa di sovra saturazione
dei substrati o limiti di rilevabilità del metodo o durata/caratteristica della fase emissiva);
 il numero minimo di campionamenti da prevedersi è di 3 o 5, quest’ultimo nel caso di
ampia variabilità del livello emissivo. È tuttavia ammissibile che, in taluni casi laddove la
durata di campionamento prescritta risulta elevata (limiti espressi come concentrazioni medie
di 6-8 ore, giornaliere o di 48 ore), venga effettuata una sola misura;
Verifica di conformità ai limiti di emissione

PRECISIONE
ESATTEZZA

Deviazione Standard
Intervallo di Confidenza
Verifica di conformità ai limiti di emissione

fonte: EURACHEM, Use of uncertainty information in compliance assessment, 2007


LG ISPRA 52/2009: definizione di livello di tolleranza (guard band)

dove k’0,95 viene dichiarato pari a 1,645


per numero di gradi di libertà >10
ovvero pari alla t di student unilaterale
al 95% di confidenza per un numero di
gradi di liberà ≤10
ISTRUZIONE OPERATIVA INTERNA ARPA PIEMONTE Verifica di conformità ai limiti di emissione
Verifica di conformità impianti di incenerimento

Misure in continuo

Intervallo di confidenza
Misure discontinue
Verifica di conformità sui G.I.C.

Intervallo di confidenza
Incertezza di misura: Arpa Veneto
Determinare l’incertezza: approccio olistico

ISO 5725:1994; IO03.GTP APAT 2005; IC NORDEST (ArpaV)

Fonte: De Martin, Arpa FVG


Determinare l’incertezza: approccio olistico

incertezza estesa

Fonte: De Martin, Arpa FVG


Campagna InterConfronto Arpa Piemonte: CO-NOx-O2

incertezza estesa < 6%


approccio olistico
Campagna InterConfronto Arpa Piemonte: COT
Campagna InterConfronto Arpa Piemonte: COT

CAMBIO LETTO DI ADSORBIMENTO

porta 1: VC-NO-CN-AL

porta 2: AT-TO-VCO-BI
Confronto interlaboratorio GdL ISPRA n. 16

I parametri misurati o determinati al camino artificiale


«Loop» di RSE S.p.A. durante le campagne di
interconfronto sono i seguenti: Temperatura, Velocità,
Ossigeno, ossidi di azoto (NOx, NO, NO2), SO2, CO2,
CO e vapore d’acqua.

FONTE: http://www.isprambiente.gov.it/files/snpa/consiglio-
federale/DOC75_CFSperimentazionemisureperemissioniinatmconallegati.pdf
Legge 22/05/2015 n.68
Il mancato cagionamento di
danno o pericolo concreto e
REATO
attuale di danno (alle risorse
AMBIENTALE ambientali, urbanistiche o
paesaggistiche protette) è il
presupposto stesso per
l’applicazione della procedura di
estinzione

SI danno ambientale? NO
(INQUINAMENTO / DISASTRO)

Titolo VI-bis
c.p.p. procedura estintiva
tramite prescrizioni
DELITTO CONTRO
L’AMBIENTE

La legge 68/2015, benché abbia inasprito la disciplina dei reati


ambientali, prevede un sistema estintivo delle contravvenzioni penali
che demanda alla professionalità, ed alla esclusiva responsabilità, dei
soggetti accertatori l’inquadramento dei casi concreti
grazie
dell’attenzione!

e.brizio@arpa.piemonte.it