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Come mai nel racconto di Solov'év l'Anticristo è presentato

Piovesana e Michelina Tenace


come un uomo perfetto? Sarebbe interessante fare un paragone
tra le varie figure dell'Anticristo degli autori cristiani
dell'Antichità. All'epoca dei martiri, l'Anticristo è presentato
come un imperatore che costringe all'idolatria e mette in atto il
crudele meccanismo della persecuzione. I Padri che combatteva-
no per la purezza della fede in difesa dei dogmi cristiani vedeva-
no l'Anticristo come lo spirito della menzogna. Per i monaci
contemplativi, è invece spirito delle tenebre, o della luce illuso*
ria. Per gli asceti è il tentatore che fa cadere nei vizi.
La teologia russa confessa che la fonte primaria dell'antropo
logia è l'uomo immagine di Dio in tutta la sua bellezza e gran
dezza. Ma, come per ogni religione, la stessa convinzione può
incorrere nel pericolo di idolatria. Invece di partire dal simbolo
per arrivare a Dio, l'uomo è tentato di soffermarsi a godere
della bellezza del simbolo come tale. San Gregorio di Nissa cl.i
come esempio il sole: invece di vedere Cristo nel simbolo de I
sole, l'idolatra divinizza il sole e non riconosce Cristo.
L'uomo moderno è conscio della sua grandezza, dei prò
gressi che si aprono in ogni campo di attività. Prova anche un
certo orgoglio davanti alle opere delle sue mani e ai valori rito
nosciuti come tali. La tentazione allora si ripropone come asso
lutizzazione di tutto questo senza accettare il molo di mediazio
ne che ogni bene rappresentata di fronte alla storia.
Soffermarsi diventa dichiarare assoluta l'opera e divinizzare
l'uomo che la compie.
in collaborazione con il L'Anticristo
Centrortìetti
Pontificio Istituto Orientale
ISBN 88-86517-1 O
Lipa
lire 18.000 < 9 "788886"5T7Ti
Gino Piovesana e Michelina Tenace
L'Anticristo
con la traduzione del saggio di Solov'èv
"È il tempo quando fiorisce il tiglio"
IJpa
INDICE
Prefazione
1. Gino Piovesana
La Russia e l'Anticristo., 13
2. Vladimir Sergeevic Solovèv
Breve Racconto sull'Anticristo 35
3. Michelina Tenace
L'Anticristo:
© 1995 Lipa Sri, Roma il racconto del falso bene. 73
Lipa Edizioni
via Paolina, 25
00184 Roma
© 06 4747770
fax 06 485876
Titolo originale dell'opera Kratkaja povest' ob antichriste.
Traduzione di Gino Piovesana
Realizzato in Dtp con Power Macintosh da Lipa
II software è utilizzato su licenza del produttore (Quark XPress: PF 50476115)
In copertina:
Miraggio, pittura di Marko Ivan Rupnik
Stampato a Roma nel mese di maggio 1995
da Abilgraf, via Ottoboni, 11
Selezioni di copertina: Studio Lodoli Sud, Aprilia
Proprietà letteraria riservata Printed in Italy
codice ISBN 88-86517-10-6
Gli autori
Gino Piovesana
Gino Piovesana, gesuita, è nato a Treviso nel 1917. È stato in Giappone,
alla Sophia University, dove ha fondato una Facoltà di studi russi, e a
New York, presso la Fordham University, direttore di un Centro ecume-
nico di studi russi. Nel 1976 è divenuto rettore del Collegio Russicum e
poi del Pontificio Istituto Orientale. Dottore in filosofia, ha inoltre conse-
guito la laurea in lettere presso la Keio University di Tokyo. Oltre che di
filosofia russa, p. Piovesana è anche ottimo conoscitore della filosofia
giapponese.
Michelina Tenace
Michelina Tenace è nata a San Marco in Lamis (Fg) V8 maggio 1954.
Ha studiato filosofia in Francia e si è laureata in letterature straniere
alla Sapienza a Roma. Ha conseguito il dottorato in teologia alla
Pontificia Università Gregoriana. Attualmente insegna alla Gregoriana,
al Pontificio Istituto Orientale e all'Istituto Regina Mundi. È membro
permanente del Centro Studi e Ricerche «Ezio Aletti».
Prefazione
Nell'Antichità, quando si voleva delineare la figura della
perfezione o il suo opposto, si ricorreva a degli elenchi, a delle
liste di virtù o di vizi che servivano a distinguere tra bene e ma-
le, magari anche lasciando loro un carattere piuttosto astratto.
Da questo punto di vista il pensiero biblico è invece molto
concreto. L'esperienza aveva insegnato agli ebrei che non basta
avere nozioni giuste per realizzare la giustizia, come non basta
avere idee buone per compiere il bene. Anzi, per il bene biso-
gna impegnarsi, combattere, perché facilmente il progetto sal-
vifico di Dio viene contrastato da awersari di ogni genere.
Quindi, già nell'Antico Testamento è ricorrente la figura di
qualcuno che si oppone alla salvezza, al bene così come Dio lo
vuole per gli uomini. Ancora di più nel Nuovo Testamento si
vedrà quanta opposizione incontrerà la persona e l'opera di
Cristo. Persino riguardo agli ultimi tempi, l'Avversario è visto
come colui che assumerà le sembianze di un dio che ingannerà
come anti-Dio (cf 275 2,4) e come anti-Cristo (IGv^S).
Anche i monaci, già dall'inizio dell'esperienza monastica,
hanno avuto coscienza che la vita cristiana è immersa in una
lotta cosmica alla quale essi, come monaci, devono prendere
parte.
Solov'èv arriva alla stessa constatazione a partire dalla sua
ricca esperienza personale. Aveva riacquistato la fede dopo una
breve crisi giovanile e credeva di poter comunicare agli altri la
profondità delle sue intuizioni in un linguaggio adatto al mon-
do moderno, con nuovi termini. Fu deluso e tentò di spiegare il
suo insuccesso con motivi sociologici: affinchè ci siano cristiani
radicati nella fede, bisogna che la società per prima sia cristia-
na. Ma questa affermazione fu ben presto smontata. Alla fine
L'Anticristo Introduzione
della sua vita, Solov'év capisce che il regno di Dio in questo e divinizzare l'uomo che la compie.
mondo è ostacolato dal Principe del male, dall'Anticristo. Co- L'analisi dello scritto di Solov'év Breve Racconto sull'An-
me già avevano fatto gli antichi asceti o anche Sant'Ignazio di ticristo che viene qui presentato è quindi di un'attualità sor-
Loyola negli Esercizi, Solov'év si mette allora a descrivere il prendente ed è degna di suscitare in noi una riflessione ap-
carattere, le armi e le seduzioni dell'Anticristo. profondita su ciò che viviamo, aspettiamo e crediamo...
Sarebbe interessante fare un paragone tra le varie figure
dell'Anticristo così come viene tratteggiato dagli autori cristia- TomàS Spidlìk
ni nell'Antichità. All'epoca dei martiri, l'Anticristo è presenta-
to come un imperatore (il cui modello è Nerone) che costrin-
ge all'idolatria e mette in atto il crudele meccanismo della
persecuzione. I Padri che combattevano per la purezza della
fede in difesa dei dogmi cristiani vedevano l'Anticristo come
lo spirito della menzogna. Per i monaci contemplativi, è inve-
ce spirito di tenebre, o di luce illusoria. Per gli asceti è il ten-
tatore che fa cadere nei vizi.
Come mai invece, nel racconto di Solov'év, l'Anticristo è
presentato come un uomo perfetto?
La teologia russa confessa che la fonte primaria dell'antro-
pologia è l'uomo immagine di Dio in tutta la sua bellezza e
grandezza. Ma come per ogni religione, la stessa convinzione
può incorrere nel pericolo di idolatria. Invece di partire dal sim-
bolo per arrivare a Dio, l'uomo è tentato di soffermarsi a gode-
re della bellezza del simbolo come tale. San Gregorio di Nissa
da come esempio il sole: invece di vedere Cristo nel simbolo
del sole, l'idolatra divinizza il sole e non riconosce Cristo.
L'uomo moderno è conscio della sua grandezza, dei pro-
gressi che si aprono in ogni campo delle attività e delle scoper-
te. Prova anche un certo orgoglio davanti alle opere delle sue
mani e davanti ai valori riconosciuti come tali. La tentazione al-
lora si ripropone come assolutizzazione di tutto questo senza
accettare il ruolo di mediazione che ogni bene rappresentata di
fronte alla storia. Soffermarsi diventa dichiarare assoluta l'opera
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Gino Piovesana
La Russia e l'Anticristo
Andiamo verso la fine del secondo millennio, e, a diffe-
renza del primo, non si parla della fine del mondo e
dell'Anticristo che la dovrebbe precedere. La tendenza odier-
na è ben diversa da quella di mille anni fa.
Ad ogni modo, la Chiesa ha incominciato a prepararsi
al grande evento con il "Concistoro Straordinario sul
Giubileo del duemila", e poi con la Lettera Apostolica "Tertio
millennio adveniente" di Giovanni Paolo II. Ma forse ciò in-
teressa relativamente il gran pubblico, benché per Vanno
duemila si aspettino a Roma circa 30 milioni di pellegrini.
Come si vedrà in questa introduzione, il tema
dell'Anticristo, connesso con la paura per la fine del mondo,
è di data tutt'altro che recente. Ne trattarono i primi Padri
della Chiesa e se ne parlò poi. Nell'Ottocento, ad esempio, i
romantici francesi ne diedero una descrizione assai colori-
ta, ma non altrettanto storica. Certo, bene o male, se ne par-
lerà anche infuturo, poiché il disegno di Cristo sembra lun-
gi dall'essere stato attuato nonostante siano passati due mil-
lenni. Ben altri ne passeranno perché venga la fine del
mondo.
In Russia la polemica sull'Anticristo data dalla setta de-
gli antinikoniani o Vecchi Credenti, cioè da coloro che non
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L'Anticristo G. Piovesana
volevano accettare le riforme liturgiche del Patriarca Nikon, Testamento, si parli di un essere misterioso che viene chia-
il che avvenne circa nel Seicento. Nei secoli seguenti e, in mato da san Paolo «l'empio, ma il Signore Gesù lo distrug-
particolare nel secolo scorso, l'Anticristo (il Grande gerà con il soffio della sua bocca e lo annientare all'apparire
Inquisitore) è stato descritto a tinte vivaci dal grande ro- della sua venuta» (2Ts 2,8). Il personaggio è espressamente
manziere russo Dostoevskij. Altri poi lo seguirono, come si chiamato da san Giovanni l'Anticristo: «Chi è il menzognero
vedrà in seguito. se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'Anticristo è co-
Qui mi limito a queste parole di A. Solzenicyn: 41 mondo lui che nega il Padre e il Figlio» (IGv 2,22 e 4,1-3). Del resto,
è giunto ormai ad un estremo. Se lo si fosse mostrato alle ge- il dramma finale è poi descritto a tinte vivaci nell'Apocalisse,
nerazioni precedenti, avrebbero esclamato unanimi: al capitolo ventesimo. Una precisazione però deve essere su-
l'Apocalisse! Abbiamo dimenticato Dio e tutto quello che è bito fatta. Alla fine del mondo e alla comparsa dell'Anticristo,
avvenuto ne è la conseguenza». come subito si vedrà, s'è pensato non proprio alla fine di un
Sembra dunque esserci stata una particolare affinità tra millennio, piuttosto nei momenti più difficili per l'umanità a
la Russia e la speculazione sull'Anticristo, data la natura causa di qualche evento catastrofico di portata mondiale o
apocalittica di tanto pensiero russo. Ciò mi ha indotto a ri- quando gli uomini si trovano decisamente schierati in due
proporre il "Breve racconto sull'Anticristo" scritto sul finire campi opposti, in due fronti diversi.
del secolo scorso da Solov'èv, il più grande pensatore russo Ma la grande e generalizzata paura fu al sopravvenire del
del secolo scorso. primo millennio dopo Cristo, come ci dice una storia della
Un grazie sincero al P. M. Colpo, S.J. per l'aiuto prestato- Chiesa, nel volume che tratta dell'Epoca Feudale 888-1057.
mi nella stesura del presente lavoro, nonché a M. Tenace per «Gli uomini del sec. X [...] furono assai meno preoccupati dal-
l'importante commento teologico sull'Anticristo. la paura dell'imminente fine del mondo. Checché se ne sia
detto, essi non furono punto ossessionati dall'idea che la fine
Prima di parlare della Russia, sarà bene accennare a cosa dovesse capitare nell'anno Mille». La Chiesa, pur mantenendo
si pensasse dell'Anticristo nei primi secoli della Chiesa. il principio che i cristiani devono essere sempre preparati alla
Questa disamina è stata fatta dai due volumi di F. Sbaffoni dal fine del mondo, non ne fissò mai una data. Localmente si
titolo Testi Patristici sull'Anticristo, che tuttavia si limita ai sparsero diverse voci, ma non ebbero che una risonanza as-
primi tre secoli, includendo anche fonti extra-canoniche co- sai circoscritta, che si spense ben presto. Per esempio,
me gli Oracoli Sibillini.1 Oddone di Cluny, basandosi su un passo dell'Apocalisse, in-
Questi testi patristici sono commentari a quei passi della fluì a diffondere questa credenza. Taluni predicatori la diffu-
Scrittura che parlano degli ultimi tempi e della seconda venu- sero ancora intorno al 960 (Oddone era morto nel 942).
ta di Cristo. È noto come, specialmente nel Nuovo La denunzia dell'anno Mille come termine ultimo fu talora
usato da alcuni predicatori per indurre il popolo alla peniten-
1 F. SBAFFONI (a cura di) Testi sullVAnticristo, Secoli I-II, - Secolo za. A quanto pare però, con l'avvicinarsi della fine del sec. X,
III, Biblioteca Patristica, Firenze 1992. ben pochi si servivano di questo spauracchio. Infatti, nessun
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L'Anticristo G. Piovesana
concilio, né bolla papale o altro documento coevo fa alcun 1202) predisse la terza età dello Spirito Santo - che sarebbe
cenno all'imminenza della fine dei tempi. Nel 1033, invece, cominciata nel 1260 - e i suoi seguaci identificarono
allorché infierì una terribile fame, essa provocò le seguenti l'Anticristo con Federico IL Più tardi diventò comune chia-
forti espressioni. Sembrava che «l'ordine delle stagioni e le marsi a vicenda fra imperatori e papi "Anticristo", come fu
leggi degli elementi, che fino ad allora avevano governato il fatto, ad esempio, tra Bonifacio Vili e Giovanni XXII.
mondo, fossero ricadute nell'eterno caos, e si temeva la fine Con la Riforma protestante, Martin Luterò attaccò non i
del genere umano». papi individualmente, ma il papato in genere quale
Simili accenti sono abbastanza normali in caso di calamità Anticristo. L'idea che il papa con tutto il clero formasse il
naturali di vasta portata. Ma dal secolo XVI al XEX «si venne ri- "corpo dell'Anticristo" divenne l'arma comune per denigrare
camando [...] la leggenda dei terrori dell'anno 1000. Romantici il papato e la Chiesa cattolica in genere. In tempi più recenti,
come J. Michelet e Henri Martin ne tracciarono una colorita, teologi protestanti vedono nell'Anticristo qualsiasi potere che
ma talora poco storica, pittura. Ora però si hanno studi più resista o neghi il Cristo.
specializzati che scrivono ben diversamente».2 Attualmente nel mondo cattolico teologi o biblisti del pas-
A prescindere dalla paura per la fine del mondo, si deve sato, ma parecchi anche presenti, come ad esempio lo
dire che l'idea escatologica cristiana di una lotta finale fra il Sbaffoni, hanno considerato l'Anticristo una vera persona,
male e il bene è già presente nell'ebraismo, il quale, a sua misteriosa senza dubbio, che lotterà contro Cristo alla fine
volta, fu influenzato da miti iraniani e babilonesi sulla fine dei tempi, operando portenti e miracoli, e ingannando molti.
dei tempi. Nel Vecchio Testamento la concezione di una lotta La sua fine, poi, avverrà con un cataclisma universale che
si trova nella profezia di Daniele, scritta all'inizio del periodo sarà seguito dalla seconda venuta di Cristo sulla terra.
dei Maccabei (circa 168 a.C.). La persona che incarnò questa Oggigiorno, s'è fatta strada anche l'opinione che più che di
idea fu quella di Antioco IV Epifanie, grande persecutore de- una persona si tratti di una collettività, come fautrice
gli Ebrei. In epoca già cristiana, fonti ebraiche e cristiane ri- dell'anticristianesimo, opinione che s'avvicina al pensiero
velano le loro preoccupazioni per le persecuzioni di Nerone protestante, ma che non esclude quella tradizionale.
e di Diocleziano. Nel medioevo, Gioacchino da Fiore (1130- San Giovanni, al quale dobbiamo il termine "Anticristo",
parla pure di molti anticristi, ovviamente distinti da Satana,
benché da lui dipendenti. Il «mistero dell'iniquità», come lo
2 Storia della Chiesa, VII, L'Epoca Feudale, a cura di E. AMANN e A.
definisce san Paolo, «è già in atto, ma è necessario che sia tol-
DUMAS, LICE - R. BERRUTI e C., Torino, pp. 485-86. Quanto a studi specializ-
zati, oltre a quello di Pera indicato alla nota 4, per es., vedi GENNARIO M. to di mezzo chi finora lo trattiene» (2Ts 2,7). E san Paolo con-
BARBUTO, // principe e l'Anticristo, Napoli 1944, che traccia la tradizione tinua con le parole sopra citate che Gesù lo distruggerà col
millenaristica per fermarsi poi sull'opera dei teologi gesuiti (Bellarmino, soffio della sua bocca, cioè lo identifica con una persona. In
Suarez ecc.) che combatterono scritti protestanti, i quali attribuivano al
altre parole, si può dire che ci sono stati, e ci sono attualmen-
principe un potere che asserviva anche la Chiesa. Vedi anche le voci
Apocalittica ed Escatologia nel Nuovo Dizionario di Teologia a cura di G. te, e altri ne verranno in seguito, "operatori d'iniquità" che si
BARBAGLIONE e S. DiANich, Milano, IV ed. 1988, pp. 1445-57 e 328-411. possono chiamare "anticristi", come pure una collettività,
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L'Anticristo a Piovesana
quale fu, per esempio, il comunismo ateo; ma ciò non toglie che che l'avevano invasa durante il cosiddetto "Tempo dei
che alla fine dei tempi si possa avere la manifestazione per- Torbidi" (inizi del Seicento). Tutto ciò portò all'insediamento
sonale di un vero Anticristo-persona, che si manifesterà della dinastia dei Romanov, regnante per trecent'anni, cioè fi-
nell'ultima fase della lotta anticristiana, la quale ha imperver- no alla Rivoluzione d'Ottobre. Il quarto patriarca fu il famoso
sato in tutti i tempi, ma si acuirà alla fine, specialmente a Nikon (1652). Era stato preceduto dal Patriarca Filaret, che
mezzo del «figlio della perdizione». aveva ricevuto da suo figlio (naturalmente nato prima che di-
Non essendo l'autore né un teologo, né un biblista, ma ventasse monaco) lo zar Michele, il titolo del tutto ecceziona-
solo un modesto storico del pensiero filosofico russo, lascia le di Grande Sovrano, che Nikon pure riuscì ad ottenere.
ad altri l'ardua sentenza, e veniamo direttamente Nikon si mise con grande zelo a riformare la Chiesa russa,
all'Anticristo nel pensiero religioso russo. In Russia fu visto che certamente ne aveva bisogno, ma la sua opera si conclu-
come Anticristo per primo il Patriarca Nikon, del quale ci oc- se con la deposizione nel 1667, dovendosi ritirare in un mo-
cuperemo subito, poiché causò con le sue riforme lo scisma nastero-prigione fino alla sua morte nel 1681. Per la riforma
dei Vecchi Credenti, che lo credettero un vero Anticristo; poi della Chiesa c'erano stati diversi Concili (1547, 1549, 1551).
Pietro il Grande, a causa delle sue riforme specialmente civi- L'ultimo, denominato "Concilio dei Cento Capitoli", perché
li, ma pure religiose, poiché stabilì al posto del patriarca il tanti erano stati i decreti emanati, ebbe dei buoni risultati. I
Santo Sinodo composto di dieci (poi diventarono dodici) precedenti concili erano stati determinati dal volere sovrano
prelati che ebbero un Super-Procuratore laico che doveva as- ed ecclesiastico che la Russia avesse i suoi santi e nel 1547
sicurare il buon andamento del Sinodo. Infine, anche furono canonizzati ben ventidue russi; ciò naturalmente ser-
Napoleone divenne un Anticristo, poiché aveva sottomesso viva a rafforzare il potere del nuovo Stato che era diventato
quasi tutta la Russia, arrivando fino a Mosca. Naturalmente il la Moscovia. Nel 1554 ci fu un altro concilio che condannò
comunismo ateo russo, che perseguitò tutte le fedi religiose, diversi eretici.
fu un'altra incarnazione dell'Anticristo. Vedremo o vedranno Si deve accennare a questo punto che gli appellativi di
i posteri a chi altro o altri verrà attribuito questo appellativo, "Santa Russia" o "Santa Terra Russa", divenuti poi tanto co-
che è anche il simbolo dell'iniquità umana, ben distintacela muni, datano dalla metà del secolo decimo settimo. Più o
queUa^di-SatanaT"^~ ' meno allo stesso tempo, esattamente nel 1654, alla Chiesa
La religione occupava una posizione centrale nella Russia russa fu annessa quella ucraina, che aveva la metropolia di
Moscovita (1584-1682), cioè il secolo che va da Ivan il Kiev e diverse altre diocesi formanti l'Ucraina. La Chiesa or-
Terribile fino a Pietro il Grande. Durante il regno dello zar todossa russa pertanto diventò assai potente, anche perché
Fédor, nel 1589, la Russia riuscì ad ottenere da Costantinopoli ricca di benefici ecclesiastici, molti dei quali provenienti
un proprio patriarcato, nonostante le difficoltà opposte da al- dall'Ucraina.
tri patriarchi orientali. Il metropolita Giobbe divenne il primo La monolitica compattezza della Chiesa russa era tuttavia
patriarca. Il secondo fu Ermogen che si rese benemerito del inficiata da gravi debolezze alle quali il Patriarca Nikon tentò
paese per aver liberato Mosca e la Russia dalle truppe polac- di porre rimedio. Da lungo tempo erano esistiti errori nella
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L'Anticristo G. Piovesana
traduzione dei testi liturgici greci e, col passare degli anni, al- che Nikon era l'Anticristo e la Chiesa ortodossa il regno
tri se n'erano introdotti anche nel rituale. S'era tentato di cor- dell'Anticristo.3
reggerli, ma con ben poco risultato. Solo con Nikon si venne I cosiddetti raskol'niki o "scismatici", nonostante le perse-
ad alcune riforme, che però causarono lo scisma dei Vecchi cuzioni, si riorganizzarono nel secolo decimo ottavo e fino
Credenti (in russo: Starovery o anche Vecchi Ritualisti - alla Rivoluzione d'Ottobre ebbero una decina di milioni di
Staroobriadcy). Nikon, che era sempre stato molto autorita- aderenti e tuttora sopravvivono, benché in numero assai in-
rio nel suo modo d'agire, a proposito delle riforme diventò feriore. Il problema maggiore che essi ebbero non fu la poli-
veramente drastico, inimicandosi anche lo zar Aleksej tica del governo russo, sempre ad essi contraria, ma il fatto
Mikailovic, oltre che alcuni suoi precedenti sostenitori, fra i che nello scisma stesso si formarono due sette: la "sacerdota-
quali bisogna ricordare il celebre protopope (arciprete) le" e la "asacerdotale" (popovcy e bespopovcy). Ciò avvenne
Awakum, autore di una nota Autobiografia, lodata da scritto- perché per aver sacerdoti occorre avere dei vescovi che li or-
ri come Tolstoj e Gor'kij. dinino, ma nessun vescovo diventò scismatico. Tutti i sacer-
Da notarsi che lo scisma (raskol in russo) non fu causato doti che avevano provenivano dal clero non scismatico, ed
da differenze dogmatiche o dottrinali, e neppure per la corre- erano passati nelle loro file anche per ragioni finanziarie.
zione dei testi liturgici, ma specialmente perché Nikon mutò Quelli che non ebbero più sacerdoti si adattarono come po-
il modo di farsi il segno della croce (con due dita invece che terono. Ciò si può ben vedere dal bel lavoro di Pia Pera, I
Vecchi Credenti e l'Anticristo, che ha curato anche la tradu-
con tre), corresse la dizione del nome di Gesù, impose di di-
zione della Vita dell'Arciprete Awakum scritta da lui stesso,
re tre volte l'Alleluia invece che due, e altri cambiamenti del
cioè la sua autobiografia presso Adelphi, 1986.4
genere. Le riforme furono accolte, e quanti s'opposero furo-
no bruciati vivi (così capitò a Awakum nel 1682), mentre il
Solov'èv e Dostoevskij furono legati da amicizia fin dal
famoso monastero di Solovetskij, situato nel lontano e deso-
1873, nonostante la differenza d'età. Dal periodo giovanile di
lato nord della Russia, fu sottomesso però solo dopo un asse-
Solov'èv (1853-1900) quindi, quand'egli si trovava ancora su
dio durato dal 1668 al 1676. Così si formarono eremi di
Vecchi Credenti sulle montagne, mentre altri si nascondeva-
3 I. NILSKIJ, Ob Antichriste protiv raskol'nikov, S. Petersburg 1859,
no nelle foreste per sottrarsi al regno dell'Anticristo.
pp. XDC-XX. Si noti la differenza di come si scrive sull'Anticristo fra la vec-
NiPskij, professore all'Accademia Teologica di chia Bol'saja Sovietskaja Enciklopedija, III, Mosca 1930, coli. 86-87, e la
Pietroburgo, che scrisse un'opera Sull'Anticristo contro gli nuova che sta stampando due volumi a parte sul "Cristianesimo":
scismatici, disse che i Vecchi Credenti, «oltre ad altri numero- Christijanstvo, Enciklopediceskijj Sfavar, Mosca 1993,1, pp. 90-91. Il redat-
si errori che avevano, credevano nella dottrina dell'Anticristo, tore principale è il noto studioso S.S. Averincev.
secondo la quale il figlio della perdizione è già comparso nel 4 P. PERA, / Vecchi Credenti e l'Anticristo, Genova 1992.
mondo e regna dappertutto, ma specialmente nella nostra Dell'Anticristo identificato col papato ne parlò già il Possevino alla corte di
Ivan il Terribile (1533-84), ma sarà solo con lo scisma dei Vecchi Credenti
Chiesa ortodossa*. A rinforzare questa opinione Nil'skij addu- che l'idea dell'Anticristo (identificato però con Nikon e la Chiesa ortodossa
ceva che anche l'arciprete Awakum avrebbe detto alla fine russa in genere) si diffonderà largamente in Russia.
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i
L'Anticristo
G. Piovesana
posizioni slavofile, mentre il celebre romanziere (1822-1881) dei lati positivi del cristianesimo occidentale.
lo era sempre stato, almeno dopo i lavori forzati in Siberia, Una posizione di Solov'év ancor più esplicitamente occi-
cioè dal 1859 in poi. Dostoevskij, come pure Tolstoj, andò a dentalista si vede nei suoi Tre discorsi in memoria di
sentire le conferenze del giovane filosofo. Le "Letture" Ecte- Dostoevskij che sono del 1881. Essi hanno fatto dire che il di-
nie in russo), dodici in tutto, furono tenute nei primi mesi scepolo ha travisato le idee del maestro, avendolo reso molto
dell'anno 1878 ed ebbero come titolo Lezioni sulla divinou- più occidentalista di quanto non fosse in realtà, Solov'év sta-
manità. Solov'év spiega in esse le tre tentazioni di Cristo, ma va infatti abbandonando lo slavofilismo e rifletteva in questi
non parla in esse dell'Anticristo. L'unico testo di Solov'év discorsi più se stesso che il maestro. Tuttavia è da rimarcare
sull'Anticristo è il Breve racconto sull'Anticristo, a cui egli la sua notevole insistenza per far capire ai suoi uditori che
stesso premette un'Introduzione. Solov'év, citando M 4,1-11, Dostoevskj ha avuto un ruolo molto importante nel far ap-
applica, ma in ordine inverso, le tre tentazioni di Cristo. Così, prezzare la necessità della religione nella società russa.
nel medioevo, la Chiesa cattolica incorse nella bramosia di Dostoevskij, secondo Solov'év, ha sempre voluto che fra
regnare; in tempi più recenti, il protestantesimo prevaricò Oriente ed Occidente vi fosse una «sintesi, cioè quello che
perché si lasciò dominare dalla superbia e dal razionalismo e
nell'ordine morale si chiama riconciliazione. È questa la ca-
infine, subentrò in esso il materialismo e l'empirismo.
ratteristica generale con cui Dostoevskij specificò la missione
La Chiesa ortodossa non avrebbe commesso simili colpe!
della Russia nel suo discorso su PuSkin. E questa è stata la
Tuttavia, pur non cedendo alle tentazioni di Satana, non riuscì
sua ultima parola, il suo testamento. C'era in esso qualcosa
a realizzare una cultura cristiana, benché l'Occidente abbia
che andava ben oltre il semplice appello a sentimenti pacifici
creato una cultura anticristiana. In altre parole, Solov'év sostie-
in nome della magnanimità dello spirito russo...».
ne che la Chiesa orientale «fu indotta all'obbedienza della ve-
«La separazione tra Oriente ed Occidente, nel senso di
rità da un'attrazione naturale e non vi pervenne attraverso un
dissenso e di mutuo antagonismo, di mutua ostilità e di odio,
cammino cosciente di vita intcriore [...]. Così la verità cristiana,
è una divisione che non deve aver luogo nel cristianesimo, e,
alterata e poi respinta dall'uomo occidentale, rimase incom-
se è avvenuta, è un grande peccato e una grande calamità.
piuta nell'uomo orientale». Inoltre si deve ammettere che «[...] il
Ma proprio quando questo grande peccato veniva compiuto
grande sviluppo occidentale, benché negativo nei suoi risultati
diretti, ha indirettamente un significato e un fine positivo.»5 a Bisanzio, nasceva la Russia perché fosse espiato. Avendo
accolto il cristianesimo ortodosso da Bisanzio, forse la Russia
Da tutto ciò si vede che Solov'év, pur criticando l'Occidente
e direttamente la Chiesa cattolica e pur affermando la presenza dovrà per sempre fare propri, insieme coi sacramenti di Dio,
in Oriente di una tendenza mistica sconosciuta all'Occidente, è anche i peccati storici dell'impero bizantino, peccati che han-
assai diverso da Dostoevskij, il quale sembra scordarsi spesso no alimentato nel suo seno la sua rovina?».6
Più tardi, negli anni '80 del secolo scorso, Solov'év parlerà
e scriverà molto sulla questione del nazionalismo, problema
5 VL SOLOV'ÈV, Sobrante Socinenij Vlad. Serg. Solov'èva, Bruxelles
1966, III, Ctenija o Bogocelovecestte (Letture sulla Divinoumanità), III, Letture
Xl-xn, che sono abbinate, pp. 178-80. 6 IDEM, Tri recy... (Tre discorsi), Sobranie Socinenij] III, pp. 214-15.
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L'Anticristo
G. Piovesana
che occupa il V volume e parte del VI delle opere complete.
assicuro! Da molto tempo è la mia intima convinzione e mi ha
Non ci fermeremo a lungo su questo problema, avendolo fat-
fatto soffrire da molti anni [...]. Il cattolicesimo romano profes-
to altrove e non entrando direttamente nel tema di questa
sa che la Chiesa non può sussistere sulla terra, se il mondo in-
nostra introduzione al testo di Solov'év. Basti accennare alle
tero non è sottomesso al suo potere politico, e grida: Nonpos-
chiare distinzioni che egli opera tra nazionalità e nazionali-
sumus! Secondo me, il cattolicesimo romano non è neppure
smo, entrambi giudicandoli dai loro frutti oltre che dalla loro
una religione, ma semplicemente la continuazione dell'Impero
stessa natura. Interessanti sono pure le sue considerazioni
Romano d'Occidente, e in esso tutto è subordinato a questa
sulla Coscienza nazionale in Italia, concluse da queste pa-
idea, cominciando dalla fede. Il papa si impadronì della terra,
role: «Con la storia d'Italia in mano, si può ben asserire che la
di un trono terreste e prese la spada. Da allora tutto va così,
nazionalità è un qualcosa di esistente in sé e per sé, come
soltanto che alla spada aggiunsero pure la menzogna, l'intrigo,
comprova la storia di questa nazione gloriosa che è vissuta
l'inganno, il fanatismo, la superstizione, la scelleratezza; si so-
solo per una forma speciale di contenuto universale, in essa
no fatti gioco dei sentimenti più sacri del popolo, i più santi e
vivente, in essa incarnata e non solo per sé, ma per tutti».1
veraci, i più ingenui ed ardenti, hanno tutto scambiato per de-
Come sarà già noto, Dostoevskij tratta dell'Anticristo spe-
naro, per un vile dominio terreno. E questa non è forse la dot-
cialmente nei Fratelli Karamazov, nella celebre Leggenda sul
trina dell'Anticristo? L'ateismo è stato originato da loro, dal cat-
Grande Inquisiture, ma pure nell'Idiota (che è del 1868,
tolicesimo romano stesso!»8
mentre I Fratelli Karamazov sono del 1878-80) troviamo che
E il principe MySkin continua su questo tono, attribuendo
il principe MySkin, cioè l'eroe del romanzo, attacca il cattoli-
pure il socialismo alla Chiesa di Roma. Osserviamo anche
cesimo - Dostoevskij non si cura dei protestanti o altri eretici,
che il gesuitismo e i gesuiti sono per il principe l'incarnazio-
combatte solo contro Roma - e nei termini seguenti risponde
ne dello spirito romano più puro e perciò il più mendace.
all'alto funzionario che gli aveva chiesto se il principe pen-
Del resto anche il Solov'év della sua prima fase pensava così.
sasse essere il cattolicesimo una religione anticristiana:
Ma veniamo al Grande Inquisitore, un capitolo famoso
«Certamente è una religione anticristiana!, rispose il princi-
del suo libro / Fratelli Karamazov, il quale, essendo assai
pe in un tono estremamente rude e scosso da una agitazione
lungo, ci permette di non fermarci su altri testi del famoso
straordinaria. Ciò come primo punto. In secondo luogo, il cat-
scrittore, il quale nel Diario di uno scrittore all'anno 1877 af-
tolicesimo romano è persino peggiore dello stesso ateismo.
ferma che il papato «è l'idea più colossale del mondo,
Tale è la mia opinione! Sì, tale è la mia persuasione! L'ateismo
un'idea che è uscita dalla mente del diavolo...». E, nel 1880,
predica solo il nulla, ma il cattolicesimo va più oltre: esso pre-
sottolinea la collisione fra l'Anticristo e Cristo, fra Puomo-Dio
dica un Cristo sfigurato, che lo calunnia e oltraggia: è l'oppo-
e il Dio-uomo, l'Apollo del Belvedere che incontra Cristo.
sto di Cristo! Il cattolicesimo predica l'Anticristo, ve lo giuro, vi
Tutto ciò per provare che la Chiesa occidentale non è che la
7 IDEM, Opravdanie dobra (La giustificazione del bene), Sobranie
Socinenij, Vili, pp. 319-21. 8 F. M. DOSTOEVSKIJ, Sobranie Socineni], Leningrad 1989, VI, pp.
543-44.
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L'Anticristo G. Piovesana
continuazione dell'antico Impero Romano. Chiesa di Roma, e soprattutto i gesuiti. Pertanto, Cristo, tor-
Ivan Karamazov racconta a suo fratello AlèSa, il più giova- nando una seconda volta, distruggerebbe l'ordine prestabili-
ne dei tre fratelli e molto pio, come Cristo scenda in terra, a to, sovvertirebbe le coscienze degli uomini. Cristo così diven-
Siviglia, per esaudire il desiderio degli uomini che non sono ta l'eretico per eccellenza, e, naturalmente, dovrebbe finire
che dei miseri peccatori, i quali, pur nelle loro miserie e vizi, sul rogo. Invano il Grande Inquisitore attende una risposta,
amano Cristo, lo invocano, lo pregano con la semplicità di una parola di condanna. Invece, fissando gli occhi sul vec-
fanciulli, sperando che Egli torni in mezzo a loro non alla fi- chio Inquisitore, s'avvicina a lui e, con grande amore, lo ba-
ne del mondo, ma subito, onde curare i loro mali, compien- cia sulle labbra. L'Inquisitore ha un sussulto, colto com'è di
do quei miracoli che nella sua prima venuta aveva operato. sorpresa, apre la porta del carcere e urla a Cristo: «Vattene e
E Cristo esaudisce il loro desiderio, scendendo a Siviglia, là non tornare mai più, mai più!».9
dove il giorno prima il Grande Inquisitore aveva fatto bruciare Questo il punto saliente del lungo capitolo, tralasciando
un centinaio di eretici. Cristo passa in mezzo al popolo, senza tante interruzioni del buon AliéSa, che obietta a Ivan di descri-
manifestarsi apertamente, ma solo con un grande sorriso vere solo la parte peggiore del cattolicesimo. Ma Ivan ha sem-
d'amore. Il popolo però lo riconosce subito e si addensa attor- pre la rivincita rispondendo che Cristo, nella sua prima venuta,
no a Lui. Gesù compie diversi miracoli: da la vista ai ciechi, re- aveva voluto rendere gli uomini liberi. «Ed ora lo sono divenu-
stituisce la salute agli ammalati e persino risuscita una fanciulla. ti. Ci è costato molto e per quindici secoli abbiamo lavorato
Il Cardinale Inquisitore, riconosciutolo, lo fa arrestare e, a per renderli tali. Ebbene, tu vuoi disfare quanto abbiamo fatto,
notte fonda, lo va a trovare in carcere. Qui ha luogo il celebre svelando nuove cose. Per questo il novantenne Inquisitore
monologo (infatti, parla solo PInquisitore): «Hai tu il diritto di scaccia Cristo, benché nel suo cuore arda il bacio di Cristo.»
rivelarci anche uno solo dei segreti del mondo dal quale sei Dostoevskij però, come si è visto altrove, aveva un'arden-
venuto? No, poiché li hai già trasmessi all'autorità papale e ai te ammirazione per Cristo e con parole enfatiche lo scrive al-
suoi successori, come dicono i teologi gesuiti. Ma Dio voleva la moglie del decabrista Fonvicin, dicendole che «non c'è
che gli uomini avessero la più assoluta libertà e responsabilità niente di più bello, di più profondo [...] che Cristo, che io
delle loro opere. Ben pochi uomini hanno saputo sopportare il amo con amore geloso. Anzi se mi si dimostrasse che Cristo è
peso di tanta libertà e responsabilità. Perciò al posto della li-
fuori della verità e se realmente la verità fosse fuori di Cristo,
bertà è subentrata l'autorità della Chiesa e al posto dello
preferirei stare con Cristo che con la verità». Nella medesima
Spirito che doveva assisterli nel compiere i loro doveri, si sono
lettera però scrive di «essere un figlio del suo secolo, un figlio
introdotti i miracoli, e al posto della verità il mistero e la magia.
dell'incredulità e del dubbio. Sono così oggi e (io lo so), così
Così il popolo si è rasserenato ed è contento, benché sia di-
rimarrò fino alla tomba».10
ventato una massa di automi, un vero formicaio. Soddisfatto il
loro bisogno di pane quaggiù e salvezza eterna lassù, il popolo
vive tranquillo e in pace.» 9 IDEM, DC, p. 292..
A realizzare tutto questo sono stati pochi eletti che hanno 10 G. PIOVESANA, Storia del pensiero filosofico russo (988-1988),
"corretto" l'opera di Cristo della sua prima venuta, e cioè la Milano 1992, p. 198.
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L'Anticristo G. Piovesana
Ci viene confermato anche da quel noto studioso della diventare un cristiano di fede ortodossa, come fece invece
letteratura russa che fu E. Lo Gatto, il quale, pur non trattan- l'altro grande filosofo, l'ebreo S. Frank.
do del problema di Cristo in Dostoevskij, scrive che con Nel Potestas Clavium, libro che è pieno di citazioni latine,
Umiliati e offesi (1861) inizia il periodo, continuato fino alla a cominciare dal titolo, Sestov scrive: «II filosofo che fosse ve-
morte, in cui egli vede «la spietata negazione della possibilità ramente umile e rinunciasse volentieri alla potestas clavium,
per la natura irragionevole dell'uomo di organizzare la so- si condannerebbe al disprezzo generale: tolle potestatem cla-
cietà prestabilita, e infine, per contrapposto, l'affermazione vium, sapientiam tulisti. Perfino se egli fosse d'accordo di
della sconfinata libertà della natura umana e della legittimità consegnare questo grande potere al Creatore [...] e non agli
della sua distruzione e caos», con la conseguenza poi che ne- uomini, gli stessi mansueti si ribellerebbero [...]. La miglior
gli ultimi e grandi romanzi, si è sempre proposto, senza risol- descrizione di ciò l'ha fatta Dostoevskij nella Leggenda del
verlo, il problema dell'esistenza di Dio.-11 Grande Inquisitore. In essa Dostoevskij svelò con grande
acume [...] il più segreto significato delle pretese cattoliche. Il
cattolicesimo crede non in Dio, ma in se stesso. Se Cristo di-
scendesse di nuovo sulla terra, il Grande Inquisitore lo bru-
Lev Sestov (Schwarzman 1866-1938) era figlio di un ricco cerebbe, come bruciava tutti gli eretici, cioè tutti coloro che
mercante ebreo, e dopo il 1920 visse sempre all'estero, di- ardissero che la pienezza del potere in terra ed in cielo non
ventando un grande amico di Berdjaev. Qualcuno s'è meravi- appartenga interamente al Vicario di san Pietro». E Sestov
gliato del fatto che non fosse mai diventato cristiano, pur trat- continua dicendo, forse sbagliandosi (cf p. 4, nota 2) che
tando spesso temi religiosi ispirato da una venatura forte- Luterò, quattro secoli prima di Dostoevskij, affermò il papa
mente cristiana. Un critico recente, A. Philomenko, ha però essere l'Anticristo, poiché il cattolicesimo avrebbe messo il
individuato bene il perché Sestov, anche come filosofo, non papa al posto di Dio!
sia per un sistema ben definito d'idee. Seguendo forse Dimitrij S. MereSkovskij (1865-1941), poeta, ma più gran-
Bergson (che, fra parentesi, pure era ebreo), il suo pensiero de come romanziere e pensatore, fu ossessionato dall'idea
procede da «una negazione originaria, diretta contro la ragio- dell'Anticristo. Da tenere presente che dalla fine
ne. La ragione è una usurpatrice, si è arrogata senza motivo dell'Ottocento alla Rivoluzione d'Ottobre compresa, molti
la magistratura suprema in cui il sì e il no aspirano all'eternità erano pervasi dalla paura di una catastrofe per la Russia.
[...]. Sestov si credette fino alla morte investito di una missio- Poeti e prosatori come Blok e Belyj sostenevano che la
ne: detronizzare la ragione. Nelle sue mani aveva un'unica Russia avesse solo una "patina occidentale" e la Russia uffi-
arma: il dubbio».12 Con una tale mentalità sembra impossibile ciale, civilizzata, stesse per decomporsi, mentre ne sarebbe
nata una popolare e barbara. Un senso apocalittico domina-
11 E. Lo GATTO, Storia della letteratura russa, Firenze 1964, pp va il simbolismo di quell'epoca. Belyj vedeva anche il «peri-
394-98. colo giallo» poiché «la Cina era già tra noi. Ineluttabilmente,
12 L. SESTOV, Potestas Clavium, Berlino 1925, pp. 43-44, 47. impetuosamente, il sangue porpora degli Ariani si trasforma
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l'Anticristo G. Piovesana
in sangue giallo [...]. L'astuta bambola giapponese poserà storica, cioè la religione del "Terzo Testamento", una conce-
amichevolmente la sua manina sulla spalla dell'Ariano e fis- zione che risaliva a quella di Gioacchino da Fiore. Il Primo
serà gli occhietti "vivi, neri e curiosi" nello sguardo torbido Testamento era quello del Padre, e comprendeva il giudai-
dell'Ariano decaduto».13 smo e anche il paganesimo; il Secondo era quello del Figlio,
Si vedrà poi nella traduzione del Breve racconto mentre il Terzo era quello dello Spirito Santo. Ogni nuovo
sull'Anticristo come anche Solov'év sia stato influenzato dal Testamento non annullava il precedente, ma lo perfezionava,
"pericolo giallo", che per il giovane filosofo era il "panmon- e nel Terzo si sarebbero manifestati l'Eterno Femminino e la
golismo". Grande Maternità.
Soltanto dal 1896 Mereèkovskij si fa conoscere come arti- Ovviamente, queste speculazioni teologico-filosofiche
sta e pensatore, con una trilogia che forma la prima parte di non potevano incontrare l'assenso della Chiesa, benché è
Cristo e Anticristo. La trilogia venne completata con possibilissimo che Mereèkovskij, in fin di vita e in esilio, si sia
Leonardo da Vinci o la resurrezione degli dei (1901), accostato ai Sacramenti, e dato che la Chiesa ortodossa
L'Anticristo. Pietro e Alessio (1905), e altri scritti, fra i quali nell'emigrazione cercava di aiutare in tutti i modi questi di-
sono diventati ormai classici Tolstoj e Dostoevskij (1901-02) e sgraziati esiliati, essa lo abbia ricevuto nel suo seno.
GogoV e il diavolo, il lungo saggio su Lermontov (1909). Nel Di Vasilij Rozanov (1856-1919) è stato detto che uno scrit-
1906 scrive sulla Veniente bestia, una allusione ben chiara al- tore come lui non si sarebbe mai potuto vedere altrove che
la profezia di Daniele sull'Anticristo e la fine del mondo. La in Russia.14 E infatti uno scrittore così paradossale come
sua profonda religiosità viene ammessa da tutti i critici. Rozanov è ben difficile trovarlo in qualsiasi altra parte del
Cechov stesso disse: «Mere2kovskij ha una fede ben precisa mondo. Cominciò col fare il filosofo scrivendo un tomo di
su cui pontifica!». Da notare anche quanto dice lo specialista più di ottocento pagine Della comprensione o dell'intendi-
su Mereèkovskij, V. Rudic, al quale devo queste informazio- mento, O Ponimanii (1886). Ma il libro finì al macero perché
ni. Egli asserisce che Mereèkovskij non giunse a una rottura non interessò alcuno. Rozanov fu invece molto più fortunato
completa con la Chiesa russa, come avvenne per Rozanov. con quello sulla Leggenda del Grande Inquisitore di F. M.
Dostoevskij (1890), che in quindici anni venne ristampato tre
Rudic afferma perentoriamente che: «ufficialmente MereSkov-
volte. Rozanov è forse il primo saggista che interpreti la
skij visse e morì in seno all'ortodossia».
Leggenda come una critica al cattolicesimo e al socialismo,
È pur vero però che Rozanov morì in preda a un'estasi,
che - secondo Berdjaev - non sarebbe stato che un cattolice-
quasi una sorta di esaltazione mistica. Ma questo non è li-
simo secolarizzato.15 Rozanov vi scorse pure la critica del
problema più importante dal punto di vista della sua orto-
Cristo storico in nome di una umanità sofferente e peccatrice
dossia. Mereèkovskij, nella sua visione apocalittica, annunzia
a favore di un Cristo ideale, che aveva ben poco a vedere
la venuta di una nuova religione, non deformata dalla Chiesa
13 V. RUDIC, D. Mere/koskij, in Storia della Letteratura Russa, II 14 G. NIVAT, in Storia..., Ili, p. 351.
Novecento, III, Torino 1991, pp. 246, 250-51. 15 N. BERDJAEV, Mirosoderzanie Dostoevskago, Paris 1968, p. 146.
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L'Anticristo G. Piovesana
con quello del Vangelo. Ciò significava mettere in dubbio
sforzo per distruggerla!».18 Tuttavia, in Foglie cadute ripete:
l'ortodossia di Dostoevskij: una affermazione che allora ben
«La realtà del cultus phalli è scritta nella sostanza delle cose
pochi osavano sostenere apertamente.16
fin dalla formazione del mondo».
Da allora Rozanov incomincia la sua carriera di giornalista-
Di essere scomodo e paradossale lo sapeva molto bene;
saggista, che comprende anche i suoi attacchi alla Chiesa russa
non per nulla scrisse che: «Gesù era il frutto più dolce e più
e l'accentuazione di quello che sarà per lui un vero culto del
amaro del mondo»; come si rendeva ben conto del drammati-
fallo e della sessualità. Ma, come ha ben osservato Nivat, ci so-
co e irrisolto conflitto fra la «meravigliosa seduzione dei sen-
no tre periodi nella vita di Rozanov, poiché oltre al culto del
si» e la «mistica tentazione di Cristo».19
sesso, ci fu un periodo di antisemitismo feroce, mentre il terzo
Ben diverso da Rozanov fu invece Semèn L. Frank (1877-
inizia nel 1913-15 con Foglie cadute (Opavsie list'ja), Solitària
1950), una delle più brillanti menti filosofiche russe del seco-
(Vedinjonnoé), 1912, 1916, e L'Apocalisse del nostro tempo
lo XX. Anche di lui ho scritto altrove. Qui mi limito a citare
(Apokalipsis nasego vremeni), 1918.
un passo della sua Antologia sul pensiero religioso russo.
Non che Rozanov in questi lavori, pieni di aforismi e di ri-
Ecco come Frank descrive una delle qualità distintive di que-
flessioni spontanee, tralasci il culto del coito e del "seme umi-
sto pensiero:
do", ma problemi della morte e della vanità delle cose, nonché
«Infine, il pensiero religioso russo è caratterizzato da una
della Chiesa tanto criticata prima, affiorano vivamente. Ecco, ad
prevalenza di temi apocalittici o escatologici; inoltre può dirsi
esempio, come scriveva della Chiesa in Foglie cadute.
in genere che tutta la coscienza cristiana russa si differenzi da
«Sempre più penso alla Chiesa. Sempre più spesso. Essa
quella occidentale. Il cristianesimo occidentale seppe forma-
mi è diventata necessaria [...]. La Chiesa si fonda sulla neces-
re una cultura ed attuare nella vita sociale alcuni principi cri-
sità [...]. Non si tratta di "apporto culturale", non si tratta
stiani basilari. Ciò, tuttavia, andò a scapito di quella preziosa
delP"illuminismo del popolo". I nichilisti ci possono insegna-
coscienza del cristianesimo primigenio che la "fine del mon-
re P"illuminismo", e T'apporto culturale" lo possono dare an-
do" è inevitabile e vicina. Perciò ogni ordinamento della vita
che gli ebrei. Mi è necessaria-, ecco la pietra sulla quale la
terrena è instabile, relativo e limitato. Il contrario si ebbe in
Chiesa si sostiene». «I filosofi parlarono di Dio, Piatone tenne
Russia. Il costante pensiero della fine del mondo, dell'instabi-
lezioni sull'immortalità dell'anima [...]. La Chiesa non "inse-
lità e precarietà di qualsiasi relativo ordinamento terrestre e,
gnò", non parlò, ma comandò di credere in Dio, e di nutrirsi
nel contempo - e questa è la variante più comune -, la tensio-
dell'immortalità dell'anima-.17
ne appassionata verso il fine ultimo della fede cristiana, la
Anche in Solitària aveva ribadito questi concetti: «La
Chiesa è l'unica cosa poetica, Tunica cosa profonda. Mio Dio,
quale follia è stata l'aver compiuto, per ben undici anni, ogni 18 Ibid, p. 238.
19 Ibid., pp. 239, 240. A. I. CRONEIN/B. GLATZER ROSENTHAL (edd.)
16 G. PIOVESANA, op. cit., pp. 235-36. Nietzsche in Russia, Princeton, NJ. 1986, pp. 92-112 dimostra che
Rozanov, nelle sue diatribe antireligiose, ha seguito Nietzsche sia in quan-
17 Ibtd, pp. 237-38. to allo stile che al contenuto.
32 33
L'Anticristo
trasfigurazione del mondo e l'avvento del Regno di Dio, l'at-
Breve racconto
tuazione della verità-giustizia (pravdd) assoluta e l'avvento di sull'Anticristo
"deli nuovi e terre nuove", dominano talmente il cristianesi-
mo russo che spesso si va a scapito di un moderato e respon-
sabile compito morale di illuminare ed elevare cristianamen-
te la vita terrena: o, perlomeno, non ci si premura di tracciare
un chiaro limite fra questi due fini di genere diverso.»20
Con Vittorio Strada poniamo termine a questa introduzio-
ne: «La storia russa [...]- egli osserva - più d'ogni altra, scon-
figge la teoria del progresso lineare e traccia un itinerario di
sviluppo che non si può non definire altrimenti che labirinti- Panmongolismo! Benché un nome selvaggio
co».21 Mentre noi ci auguriamo che questo sviluppo non di- II suo suono mi accarezza l'orecchio,
venti anche "apocalittico". Quasi il presagio di un grande
Destino pieno di divino!
La Dama-. Donde viene questa epigrafe?
// Sig. Z.: Penso l'abbia composto l'autore stesso del rac-
conto.1
La Dama. Ebbene, leggete.
// Sig. Z. (legge): II secolo ventesimo dalla nascita di Cristo
fu l'epoca delle ultime grandi guerre esterne e sconvolgimen-
ti intestini.
La più grande guerra esterna ebbe quale causa lontana il
movimento intellettuale sorto in Giappone già alla fine del
diciannovesimo secolo con il nome di panmongolismo. I
giapponesi, da quei grandi imitatori che sono, con una rapi-
dità e successo meravigliosi assimilarono le forme sostanziali
1 È, infatti, la prima parola della stanza di una poesia con questo ti-
tolo di Solov'èv che fu, oltre che un grande filosofo, un buon poeta. Risale
20 S. L. FRANK, Iz istorii russkojfilosofskoj mysli konca XIX v natala al periodo 1894-95, tempo della guerra cino-giapponese. La poesia fu letta
XXveka. Antologica, Washington D.C. - New York 1955, p. 56. P. Modesto in un ristretto circolo d'amici, e fu stampata solo dopo la sua morte.
ha fatto la traduzione italiana, Milano 1977. Sobranie Socinenij, XII, pp. 95ss. Il Breve racconto fu tradotto parecchie
21 V. STRADA, La questione russa, Venezia 1991, p. 112. volte e in varie lingue, ma, in genere, assieme ad altri scritti di Solov'èv.
34 35
L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
della cultura europea, appropriandosi, però, anche alcune erano completamente stranieri, unicamente nemici e il loro
idee d'ordine inferiore. predominio non poteva affatto lusingare l'amor proprio raz-
Avendo saputo dai giornali e dai manuali di storia che ziale; invece nelle mani del Giappone i cinesi sentivano la
nell'Occidente esistevano il panellenismo, il pangermanesi- dolce esca del panmongolismo, che allo stesso tempo giusti-
mo, il panslavismo, il panislamismo, essi proclamarono la ficava ai loro occhi la triste inevitabilità della europeizzazio-
grande idea del panmongolismo, o la riunione in un solo ne esterna.
blocco e sotto la loro egemonia, di tutti i popoli dell'Asia «Vogliate comprendere, cocciuti fratelli* - insistevano i
orientale, con lo scopo di una lotta decisiva contro gli stra- giapponesi - «che noi cerchiamo da questi cani occidentali le
nieri, cioè gli europei. Approfittando del fatto che, all'inizio loro armi non perché abbiamo una infatuazione per essi, ma
del secolo ventesimo, l'Europa era impegnata nell'ultima e per batterli con esse. Se voi vi unirete a noi e accetterete la
decisiva lotta con il mondo musulmano si accinsero alla rea- nostra direzione pratica, allora non solo espelleremo presto
lizzazione del loro grandioso piano: in primo luogo l'occupa- questi diavoli bianchi dalla nostra Asia, ma conquisteremo i
zione della Corea, poi fu la volta di Pechino, dove, con l'aiu- loro paesi e fonderemo un vero regno centrale su tutto l'orbe
to del partito progressista cinese, rovesciarono la decrepita terrestre. È legittimo il vostro orgoglio nazionale e il disprez-
dinastia manciù, sostituendola con quella giapponese. Ad es- zo degli europei, ma voi nutrite questi sentimenti solo con
sa si adattarono ben presto anche i conservatori cinesi, com- sogni fantastici, senza un'appropriata attività. In questo noi vi
prendendo che dei due mali è meglio scegliere il minore, an- abbiamo superato e dobbiamo mostrarvi la strada di comune
corché lo facessero a malincuore e che, volenti o nolenti, i interesse. Come potete vedere voi stessi, cosa vi ha dato la
giapponesi erano loro fratelli. Del resto, l'indipendenza sta- politica di fiducia in voi e di differenza verso di noi che sia-
tale dell'antica Cina non aveva la forza per sostenersi ed era mo i vostri naturali amici e difensori. Per poco è mancato che
inevitabile sottomettersi o agli europei o ai giapponesi. la Russia e l'Inghilterra, la Germania e la Francia ci spartisse-
Apparve poi chiaro che il dominio dei giapponesi, soppri- ro fra di loro non lasciandoci neppure le briciole del nostro
mendo le forme esteriori del governo cinese, rivelatesi asso- territorio; tutte le vostre imprese di tigri mostrarono soltanto
lutamente inutili, non intaccava la sua parte intcriore, non in- l'impotente punta di una coda serpentina».
tromettendosi negli affari interni della vita nazionale. Un'oc- Gli assennati cinesi trovarono questo ragionamento ben
cupazione di potenze europee, invece, avrebbe sostenuto, fondato e la dinastia giapponese si affermò solidamente. Il
per ragioni politiche, i missionari cristiani minacciando i più suo primo compito fu naturalmente di creare un potente
profondi principi spirituali della Cina. esercito e una flotta. Una grande parte delle forze militari
L'odio nazionale, provato nel passato dai cinesi verso i giapponesi fu trasferita in Cina, dove formò i quadri di un
giapponesi, era nato quando né questi né quelli conosceva- grande esercito. Gli ufficiali giapponesi che parlavano il cine-
no gli europei, ma di fronte ad essi questa inimicizia, di- se divennero istruttori con molto maggior successo degli
ventata vicendevole, di due nazioni simili assumeva il carat- estromessi stranieri europei. Nell'innumerevole popolazione
tere di una guerra civile e perdeva ogni senso. Gli europei della Cina con la Manciuria, la Mongolia e il Tibet si potè tro-
36 37
L'Anticristo
Breve racconto sull'Anticristo
vare un sufficiente potenziale di guerra. Già il primo la formazione di nuove milizie, e anche per dare la caccia al
Bogdykharf della dinastia giapponese potè dare una felice moltipllcarsi dei reparti parmigiani, il Bogdykhan con tre ar-
prova delle armi che avevano rinnovato l'impero, cacciare mate varca i confini della Germania.
cioè i francesi dal Tonchino e dal Siam e gli inglesi dalla Qui però si ebbe qualche successo e una delle armate
Birmania, annettendo all'Impero del Mezzo tutta l'Indocina. mongole fu messa in rotta. Contemporaneamente, in Francia il
Il suo successore, cinese per parte di madre, univa in sé partito nazionalista prese il potere e ben presto nelle retrovie
l'astuzia e la determinatezza cinesi con l'energia, la mobilità e tedesche apparsero milioni di baionette. Preso fra l'incudine e
lo spirito d'iniziativa giapponesi, e nel Turchestan cinese egli il martello, l'esercito tedesco fu costretto ad accettare a condi-
mobilitò un'armata di quattro milioni di uomini. Nello stesso zioni onorevoli di deporre le armi, come domandò il
tempo che lo Tzun-Li-Jamin3 comunicava confidenzialmente Bogdykhan. Gli entusiasti francesi, che fraternizzavano coi
al console russo che questo esercito era destinato all'occupa- gialli, si sparsero per la Germania e presto persero ogni senso
zione dell'India, il Bogdykhan irrompe nell'Asia centrale e, di disciplina militare. Il Bogdykhan comandò ai suoi soldati di
sollevandovi tutta la popolazione, marcia rapidamente attra- far fuori gli ormai inutili alleati, ordine che venne eseguito con
verso gli Urali e dilaga con i suoi soldati nella Russia orienta- accuratezza tutta cinese. A Parigi succede l'insurrezione dei la-
le e centrale. Nel frattempo, le truppe russe, mobilitate in voratori sans patrie e, nella capitale della cultura occidentale,
fretta, accorrono con contingenti dalla Polonia e Lituania, si aprono con giubilo le porte al Signore dell'Oriente.
Kiev e Volinia, Pietroburgo e Finlandia.
Soddisfatta la sua curiosità, il Bogdykhan si diresse verso
Data l'assenza di un piano di guerra preventivato e la stra- Boulogne-sur-Mer, dove con la scorta di una flotta venuta dal
grande superiorità numerica dei nemici, le forze russe pote- Pacifico e con l'ausilio delle navi di trasporto preparò il traghet-
rono solo ripiegarsi con onore. La rapidità dell'aggressione to del suo esercito nella Gran Bretagna. Poiché aveva bisogno
non diede loro il tempo per la debita concentrazione delle di denaro, gli inglesi riscattano la loro libertà con un miliardo di
forze, e i vari corpi venivano distrutti uno dopo l'altro in lotte sterline. Entro un anno, tutte le potenze europee riconoscono il
accanite e senza speranza. Ai mongoli ciò riuscì a caro prez- loro vassallaggio al Bogdykhan, il quale, lasciate in Europa suf-
zo, ma essi colmarono facilmente le loro perdite, avendo oc- ficienti forze d'occupazione, ritorna verso l'Oriente e intrapren-
cupato tutte le linee ferroviarie dell'Asia. Nel frattempo, due de campagne navali contro l'America e l'Australia.
corpi dell'armata russa di duecentomila uomini, da tempo Perdura per mezzo secolo sull'Europa il nuovo giogo
ammassata ai confini della Manciuria, si sforzano nel vano
mongolo. Sotto l'aspetto interno, quest'epoca è caratterizzata
tentativo di invasione nel ben difeso territorio della Cina.
dalla generale mescolanza e profonda penetrazione di mutue
Lasciando parte delle rimanenti forze in Russia, per impedire
concezioni europee e orientali, la ripetizione en grand
dell'antico sincretismo ajessandrino. Nel lato pratico della vi-
2 Letteralmente il "Divino Duce", cioè l'Imperatore Celeste, che era ta diventano più evidenti tre aspetti: la vasta affluenza
il titolo attribuito dai mongoli all'imperatore cinese.
nell'Europa di lavoratori cinesi e giapponesi e, come conse-
3 II ministero cinese che manteneva i contatti con le ambasciate estere. guenza di ciò, il forte acuirsi del problema economico-socia-
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Breve racconto sull'Anticristo
le; il prolungarsi da parte delle classi dirigenti di una serie di resi più complicati e confusi da una molteplicità di ricerche e
palliativi per risolvere questo problema; la crescente attività scoperte fisiologiche e psicologiche, rimangono come prima
internazionale di segrete organizzazioni sociali, che organiz- senza soluzione. Ciò spiega un importante risultato, ma di
zano u*1 vasto complotto paneuropeo per cacciare i mongoli natura negativa: la decisiva cadutajdeljnaterialisino teoretico.
e ristati"'6 l'indipendenza europea. Questo colossale com- La concezione dell'universo di atomi moventesi, o della vita
plotto, al quale prendevano parte i governi nazionali, in come risultato dell'accumulazione di piccolissime e mobili
quanto era loro possibile dato il controllo dei funzionali del particelle di materia e simili concezioni non possono accon-
Bogdyfeban, fu preparato abilmente e riuscì mirabilmente. tentare più alcuna mente pensante.
A u*1 tempo ben fissato, comincia lo sterminio dei soldati L'umanità ha superato per sempre questo gradino^dell'in-.
mongoli l'eccidio e l'espulsione dei lavoratori asiatici. In tutti fanzia filosofica. D'altra parte rimane chiaro che è anche tra-
i luoghi vengono preparati i quadri segreti di truppe euro- scorsa la Fanciullesca capacità di un'ingenua e inconsapevole
pee, e, passato un certo tempo, è formato un eccellente pia- fede. Concezioni come quella che Dio ha creato dal nulla,
no prepafato da tempo per una mobilitazione generale. Il ecc, cessano già di insegnarle nelle scuole primarie. Si ela-
nuovo Pogdykhan, nipote del grande conquistatore, in fretta bora invece un qualche comune livello superiore, una visio-
passa dalla Cina nella Russia, ma qui la sua orda innumere- ne su questi soggetti, al di sotto della quale non si può con-
vole è sbaragliata completamente dall'armata riunita delle na- cedere qualsiasi dogmatismo. E se la grandissima parte degli
zioni e^opee. I resti dispersi ritornarono nel profondo uomini che pensano rimangono completamente miscredenti,
dell'Asia e l'Europa diventò libera. d'altro lato alcuni credenti necessariamente diventano uomi-
Conr*e il mezzo secolo di sottomissione ai barbari asiatici era ni che pensano, adempiendo il detto dell'Apostolo: «Siate
stato ca^^0 dalla disunione degli Stati europei che s'occupa- franciulli nel cuore, ma non nella mente».4
vano solo dei loro particolari interessi nazionali, così la grande
e meravigliosa liberazione era stata raggiunta dalla organizza-
zione internazionale dalle forze unite della popolazione euro-
pea. La conseguenza di questo fatto evidente mostra che l'anti- Viveva a quel tempo, fra i non molti che credevano nello
ca struttura del mondo di nazioni separate perde l'importanza e spiritualismo, un uomo di doti eccezionali - molti lo chiamava-
quasi cinque spariscono i resti delle antiche monarchie. no un superuomo - assai lontano dall'essere un fanciullo sia di
L'Europi nel ventesimo primo secolo appare come un insieme mente che nel cuore. Egli era ancora giovane, ma grazie al suo
di un maggiore o minore numero di stati democratici: l'unione genio, a soli trentatré anni acquistò una larga fama di grande
degli Stati Uniti europei. I progressi della cultura esterna, in pensatore, di scrittore e di riformatore sociale. Conscio del suo
qualche modo ritardati dall'invasione mongola e dalla lotta di grande potere spirituale, egli era stato sempre un convinto spi-
liberazione, di nuovo ripresero con rapidità il loro corso. ritualista e la sua chiara intelligenza gli aveva sempre indicato
I soggetti interni della coscienza come i problemi della vi-
ta e della morte, o del destino finale del inondo e dell'uomo, 4 2Cor 14,20.
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
la verità di ciò che si doveva credere: il bene, Dio, il Messia. In deipare e preparare la mia venuta».
ciò egli credeva. In realtà amava solo se stesso. Credeva in Dio, Con questa idea in mente, il grande uomo del ventesimo
ma nel profondo dell'anima sua, inconsciamente e istintiva- primo secolo applicherà a se stesso tutto quello che vien det-
mente, preferiva se stesso a Lui. to nel Vangelo della seconda venuta, intendendo con ciò non
Amava il Bene, ma l'occhio dell'Eternità, che vede tutto, il ritorno dello stesso Cristo, ma il rimpiazzamento del Cristo
sapeva che quest'uomo si sarebbe inginocchiato davanti dia preliminare con quello definitivo, cioè se stesso.
potenzajliel1 male, appena essa lo conquistasse non con l'in- A questo stadio "l'uomo emergente"5 appare ancora con
ganno dei sentimenti o di passioni basse, e neppure con l'al- alcuni altri tratti non del tutto caratteristici e originali.
lettamento di un alto potere, ma solo stimolando il suo smi- Concepivajl suo rapporto con Cristo allo stesso modo di
surato amor di sé. Del resto, questo amor proprio non era né quello che era, per esempio, QonMaometto, un uomo giusto?
un irresponsabile istinto, né una irragionevole pretesa. Lo al quale nulla si poteva^Je^ftrveSeHSSale.
smisurato amor proprio di questo grande spiritualista, asceta La preferenza piena di amor proprio, che egli fa di se stes-
e filantropo, sembrava, o almeno pareva essere, sufficiente- so nei confronti del Cristo, veniva giustificata dal seguente ra-
mente giustificato, oltre che da questa eccezionale genialità, gionamento: «Cristo, predicando il bene morale e manifestan-
bellezza e nobiltà, anche dal suo elevato disinteresse. Era tal- dolo nella sua vita, era stato il riformatore dell'umanità, ma io
mente dotato di doni divini, che difficilmente si poteva criti- sono invece destinato ad essere il benefattore di questa in par-
care che egli non vedesse in essi uno speciale segno della te riformata e in parte incorreggibile umanità. Io darò a tutti gli
uomini quanto è loro necessario. Cristo, come moralista, divi-
benevolenza dall'alto, e si considerasse secondo dopo Dio,
deva gli uomini in buoni e cattivi, ma io li unirò tutti con i beni
l'unico figlio di Dio, unico nel suo genere. In breve, egli con-
che sono necessari egualmente ai buoni e ai cattivi. Io sarò il
siderava sé ciò che in realtà Cristo era stato.
vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole so-
v'^' Ma questa coscienza^della sua alta dignità non si manife-
pra i buoni e sopra i cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiu-
stava in lui come un'obbligazione morale verso Dio e il mon-
sti. Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha mi-
do, ma come suodiritto e privilegio sugli altri e, spedalmm-^
nacciato la terra con il terribile ultimo giudizio. Ma l'ultimo giu-
te^iLCristQ. All'ìniziorion aveva ostilità verso Gesù. Egli am-
dice sarò io, e il mio giudizio sarà sia di misericordia che di
metteva la Sua divinità messianica e il suo significato, ma sin- giustizia. Ci sarà anche giustizia nel mio giudizio, ma non giu-
ceramente vedeva in Lui solo il più grande dei suoi precurso- stizia retributiva, bensì distributiva. Farò una distinzione fra gli
ri; la sua mente, ottenebrata dalla sua ambizione, non poteva uomini e darò a ciascuno ciò che gli è dovuto».
capire l'impresa morale di Cristo e la Sua assoluta unicità. In questa magnifica disposizione di spirito, s'aspettava un
Egli ragionava così: «Cristo è venuto prima di me; io venni se- chiaro invito divino alPopera della nuova salvezza dell'uma-
condo, ma quello che è venuto poi in ordine di tempo è so- nità; attendeva una qualche palese e sorprendente testimo-
stanzialmente primo per natura. Io venni ultimo, alla fine del-
la storia, proprio perché sono perfetto e il salvatore finale. 5 In russo grjadusci] celovek, alla lettera l'uomo veniente, però ab-
Quel Cristo fu il mio predecessore. La sua vocazione fu di an- biamo preferito Vuomo emergente.
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Breve racconto sull'Anticristo
L'Anticristo
nianza d'essere il figlio ultimo, il primogenito diletto di Dio. «Chiamarlo? Chiedergli cosa devo fare?». E la triste, gentile im-
Aspettava, coltivando il suo amor proprio, cosciente delle magine sembrava sorgere davanti a lui nelle tenebre. «Egli mi
sue sovrumane virtù e doti. Infatti, come s'è detto, era un uo- compatisce... No, mai! Non è risorto, mai risorse dai morti».
mo di una moralità irreprensibile e di un genio straordinario. E si gettò giù dalla rupe a picco. Ma un qualcosa di flessi-
, L'orgoglio di quest'uomo superbo aspettava una sanzione bile, come una colonna d'acqua, lo sostenne nell'aria, sentì
i dall'alto per iniziare la sua missione di salvezza dell'umanità, come una scossa elettrica, e una forza arcana lo rigettò indie-
ma essa non veniva. Aveva già compiuto trent'anni, altri tre tro. Perse coscienza per un momento e, quando ritornò in sé,
se ne succedettero quando, improvvisamente, un subitaneo si trovò inginocchiato alcuni passi lontano dall'orlo del preci-
pensiero gli balena nella mente e un brivido ardente lo pene- pizio. Vide i contorni di una figura splendente di luce fosfo-
tra fino al midollo delle ossa: «E se?... Se non io, ma quel... rescente e i suoi occhi penetravano la sua anima con la loro
galileo... S'egli non fosse il mio predecessore, ma il vero, il intollerabile, acuta brillantezza.
primo e l'ultimo? Ma allora deve essere vivente... Dove è Vide questi occhi penetranti e udì - non sapendo se venis-
dunque Lui?... D'improvviso verrà da me... Che gli dirò? se da se stesso o dal di fuori - una strana voce, senza tono e
Dovrò forse inchinarmi davanti a Lui come il più stupido dei soffocata, tuttavia chiara e metallica e assolutamente senza
cristiani, o come un contadino russo biascicare qualcosa di anima, come se venisse da un fonografo. La voce gli diceva:
incomprensibile: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me pec- «Tu sei il mio figlio prediletto in cui mi sono molto compia-
catore", o come una contadina polacca distendersi per terra ciuto. Perché non sei ricorso a me? Perché tu adori l'altro, il
davanti alla croce! Io, il brillante genio, il superuomo. No, cattivo, e il padre suo? Io sono il tuo dio e il tuo padre. L'al-
mai!*. tro, il mendicante, il crocefisso, è uno straniero sia a me che
E così, invece dell'anteriore freddo rispetto per Dio e Cristo, a te. Io non ho altro figlio che te. Tu sei l'unico, l'unigenito,
nacque e crebbe nel suo cuore, prima una speciejLterrgre, poi uguale a me. Ti amo e non chiedo niente da te. Tu sei bello,
una rovente, soffocante invidia e un odjDfurioso che gli toglie- potente e grande. Compi la tua opera in nome tuo e non nel
va il respiro. «Io, io, e non Lui! Egli non è tra i viventi. Egli non mio, non ne ho invidia, ti amo. Non voglio nulla da te. Colui
c'è e non ci sarà. Non è risorto dai morti! Egli si decompose nel- che tu consideravi Dio, chiese al suo Figlio un'obbedienza
la tomba, si decompose come il più infimo dei mortali...». senza limiti, obbedienza fino alla morte, anche la morte sulla
Con la schiuma alla bocca, corre fuori dalla casa e dal croce e non l'aiutò sulla croce. Io non chiedo nulla, ma inve-
giardino a sbalzi convulsi, si getta nel profondo scuro della ce ti aiuterò. T'aiuterò per te stesso, per amore della tua di-
notte per un roccioso viottolo... La furia si calmò e si mutò in gnità ed eccellenza, per il puro e disinteressato amore che ti
disperazione, dura e pesante come quelle rocce, oscura co- porto. Ricevi il mio spirito. Come prima il mio spirito ti ge-
me quella notte. S'arresta sull'orlo di un precipizio che cade a nerò in bellezza, così ora ti do la nascita m potere.»
picco e ode di lontano il vago rumore del torrente sottostan- A tali parole di questo sconosciuto, le labbra del superuo-
te, che scorre fra le rocce. Un'angoscia insopportabile pesava mo involontariamente si socchiusero; i due penetranti occhi
sul suo cuore. Improvvisamente qualcosa s'agitò in lui: vennero del tutto vicini al suo volto ed egli sentì una strana,
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
fredda corrente entrare in lui e penetrare tutto il suo essere. E smo in fatto di principi guida, con definitivamente precise e
nello stesso tempo si rese conto di una forza inaudita, corag- concrete conclusioni pratiche. E il tutto era messo assieme
gio, agilità ed entusiasmo. Nello stesso istante, i meravigliosi con una tale consumata arte che qualsiasi unilaterale pensa-
contorni e i due occhi improvvisamente svanirono, e un tore o riformatore poteva facilmente vedere ed accettare il
qualcosa sollevò il superuomo nell'aria e immediatamente lo tutto interamente dal suo punto di vista particolare, senza sa- _|
depose nel giardino, alle porte della casa. crificarejiuM senza dover trascende-
Il giorno seguente non solo i visitatori del grande uomo, re il proprio io per essa, o rinunciare dijatto al suo esclusivi-
ma anche i suoi servitori furono colpiti dalla sua particolare smo, o in nessun modo correggere i suoi erronei punS dfvi-
fisionomia, quasi fosse, in qualche modo, ispirata. Sarebbero sta e aspirazioni, o tentare di rifarsi per la loro insufficienza.
stati ancora più meravigliati se avessero visto con quale so- Questo meraviglioso libro fu subito tradotto in tutte le lin-
prannaturale facilità e speditezza scriveva, rinchiuso nel suo gue delle nazioni più progredite e anche in alcune meno
studio, la sua famosa opera La via aperta alla pace e al be- avanzate. Per un anno intero, in tutte le parti del mondo, si è
nessere universale. pieni della pubblicità degli editori e dell'entusiasmo dei re-
I libri precedenti e le opere sociali del superuomo aveva- censori. Edizioni economiche, con il ritratto dell'autore, si
no incontrato critici severi, quantunque essi fossero, in larga diffondono a milioni di esemplari, e l'intero mondo culturale
maggioranza, persone molto religiose e perciò prive di una - a quell'epoca ciò significava quasi tutto il globo terrestre -,
qualsiasi autorità critica (si noti che sto parlando della venuta si riempie della gloria dell'uomo incomparabile, grande, uni-
dell'Anticristo) di modo che non molti li ascoltavano quando co! Nessuno poteva sollevare obiezioni contro questo libro
f essi, in ciò che si scriveva e si diceva "dell'uomo emergente", poiché sembrava a ciascuno la rivelazione della verità che
; riconoscevano in lui, in modo del tutto inconfondibile, i se- tutto abbracciava. Tutto il passato è giudicato con tale equa-
! gni di un intenso amor proprio e attaccamento alle proprie nimità, ogni aspetto del presente è trattato con tale imparzia-
opinioni, ed un'assenza totale di una vera semplicità, rettitu- lità, e un futuro migliore - quello di cui abbiamo bisogno - ci
[ i dine e bontà di cuore. viene avvicinato in modo così concreto e tangibile, che cia-
Con la sua nuova opera egli attirò, invece, anche alcuni dei scuno dice: «Questo è quello che vogliamo; qui c'è un ideale
suoi precedenti critici e nemici. Questo libro, scritto dopo l'av- che non è un'utopia, un piano che non è una chimera».
ventura sul precipizio della rupe, dimostra in lui una potenza di E il prodigioso scrittore non solo trascina tutti, ma si rende
genio senza precedenti. Era un qualcosa che abbraccia tutto e gradevole a tutti, e in tal modo si compiono le parole di Cristo:
mette d'accordo tutte le contraddizioni. Combinava un nobile «Sono venuto nel nome del Padre mio, e non mi avete ri-
rispetto per tradizioni e simboli antichi con un vasto e corag- cevuto; un altro verrà nel suo nome, e voi l'accoglierete».
gioso radicalismo in affari sociali ed esigenze politiche, una Infatti, per essere accolto bisogna essere piacevole. —
smisurata libertà di pensiero con una profonda comprensio- Veramente, alcune pie persone, pur lodando calorosa-
ne di tutte le realtà mistiche, un assoluto individualismo con mente il libro, si meravigliavano come Cristo npr^fossejnep-
una totale dedizione al bene comune, il più elevato ideali- pure una volta menzionato.. Altri cristiani però replicavano:
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
«Sia lodato Dio! Nei secoli passati tutte le cose sacre sono sta- profonda nube di oscurità. Sua madre, di facili costumi, era
te abusate da tanti zeloti che non avevano alcuna vocazione, conosciuta in ambedue gli emisferi e troppi uomini, di diver-
e ora che si presenta un profondo scrittore religioso, deve es- se condizioni sociali, potevano reclamare la sua paternità.
sere molto circospetto. E siccome tutto il libro è permeato di Questa situazione, naturalmente, non poteva avere alcun si-
un vero spirito cristiano di un amore attivo e di una benevo- gnificato in un secolo tanto progredito, che gli era toccato in
lenza che tutto abbraccia, che cosa volete di più?» E tutti era- sorte perfino di essere l'ultimo.
no d'accordo su ciò. "L'uomo emergente" fu eletto quasi all'unanimità presi-
Subito dopo la pubblicazione del libro La via aperta..., che dente a vita dell'Unione degli Stati Europei. Quando egli si
fece dell'autore il più popolare scrittore del mondo, fu tenuta a presentò sulla tribuna in tutto il suo brillante splendore di
Berlino l'assemblea costituente internazionale dell'Unione de- una giovanile bellezza e forza sovrumane e, con un'ispirata
gli Stati Uniti d'Europa. Questa Unione, istituita dopo una serie eloquenza, spiegò il suo programma universale, l'assemblea,
di guerre estere ed interne, collegate con la liberazione del incantata e affascinata, in uno slancio di entusiasmo, senza
giogo dei mongoli e che aveva mutato in modo considerevole una votazione, decise di offrirgli il più alto onore nominan-
la carta dell'Europa, questa Unione era in pericolo di uno dolo imperatore romano.
scontro, ora non più tra le nazioni, ma tra i partiti politici e so- Il congresso si chiuse nella gioia generale, e il grande
ciali. I reggitori della politica generale europea, appartenenti eletto pubblicò un manifesto che iniziava così: «Popoli della
alla potente confraternita dei frammassoni, si rendevano conto terra! Vi do la mia pace!* e terminava con queste parole:
della carenza di una generale autorità esecutiva, tanto che «Popoli della terra! Le promesse sono state adempiute! Pace
c'era il pericolo che si frantumasse nuovamente. Nel consiglio eterna e universale sono assicurate. Qualsiasi cosa la voglia
permanente o Comitato Universale (Comité permanerti uni- disturbare incontrerà immediata e insuperabile opposizione.
verset) non s'era raggiunta l'unanimità, perché i veri massoni, Poiché d'ora in poi c'è nel mondo un potere centrale che è
votati alla causa, non avevano la maggioranza dei voti. più forte di qualsiasi altro, sia preso separatamente che tutti
Raggiunta con tanta difficoltà l'Unione europea, ben presto i insieme. Questo potere invincibile e che tutto conquista ap-
membri formarono separati accordi, col pericolo di una nuova partiene a me, il plenipotenziario, l'eletto imperatore
guerra. Gli "adepti" decisero di istituire un unico potere esecu- d'Europa e comandante di tutte le sue forze. La legge in-
tivo con adeguati diritti plenipotenziari. ternazionale possiede finalmente sanzioni che sono fino ad
Il principale candidato, "l'uomo emergente", era un mem- ora mancate. E d'ora in poi nessuna potenza potrà dire:
bro segreto dell'ordine. Era l'unica persona che godesse di "guerra" quando io dico: "pace". Nazioni del mondo, la pace
una fama universale. Un dotto di professione nel ramo sia con voi!». Il manifesto ottenne il desiderato effetto.
dell'artiglieria e socialmente un potente capitalista, ovunque Ovunque fuori dell'Europa, e specialmente in America, si
aveva rapporti amichevoli con il mondo finanziario e milita- formarono forti partiti fautori dell'impero, che forzarono i lo-
re. In tempi meno illuminati, si sarebbe potuto elevare contro ro governi, a condizione diverse, ad unirsi con gli Stati Uniti
' di lui la circostanza che la sua origine era circondata da una d'Europa, sotto l'autorità suprema dell'imperatore romano.
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L'Anticristo
Breve racconto sull'Anticristo
Qua e là in Asia ed Africa esistevano ancora delle tribù e dei proibì la vivisezione e sottopose i mattatoi a una severa sor-
sovrani indipendenti. L'imperatore, con un esercito piccolo veglianza; in tutti i modi favorì le società per la protezione
ma scelto, formato da soldati russi, tedeschi, polacchi, un- degli animali. Più importante di questi particolari fu lo stabili-
gheresi e turchi compie una passeggiata militare dall'Asia re fermamente per tutta l'umanità l'uguaglianza piùJ \ II Panem et circe
orientale fino al Marocco e, senza grande spargimento di san- mentale: l'eguaglianza della sazietà genemteTQuesto fu fat-
gue, sottomette tutti quanti si opponevano. In tutte le regioni to nel secondo anno del suo regno. La questione sociale ed
di queste due parti del mondo, egli nomina dei governatori economica fu così risolta una volta per tutte. Ma se il cibo è
di formazione europea, scelti fra i potenti del paese a lui de- di prima importanza per gli affamati, quelli che sono sazi do-
voti. In tutti i paesi pagani, la popolazione, strabiliata e affa- mandano altre cose. Anche gli animali sazi vogliono, usual-
scinata, lo proclama il loro dio supremo. mente, non solo dormire, ma anche giocare. Tanto più l'uma-
Entro un anno fu fondata una monarchia universale nel nità, che sempre post panem esige circenses.6 Il superuomo
senso più proprio ed esatto del termine. I germi della guerra comprendeva ciò che la massa domandava.
vengono sradicati fin dalle loro radici. La Lega della Pace In quel tempo giunge a lui in Roma dal lontano Oriente
Universale fu convocata per l'ultima volta e, indirizzando un un grande mago, circondato da un grande alone di fatti strani
entusiastico elogio al grande pacificatore, si dissolse non e fiabeschi racconti. Secondo le voci che correvano fra i neo-
avendo più ragione d'essere. Nel secondo anno del regno, buddisti, egli era di origine divina, essendo figliojiel dio jdel
l'universale imperatore romano emise un secondo proclama: sole Syj^|a-exlLunaJii»fe:r
«Popoli della terra! Vi ho promesso la pace e ve l'ho data. Ma Questo mago, Apollonio di nome, senza dubbio un uomo
la pace è bella solo se c'è la prosperità. Colui che nella pace di genio, per metà asiatico e per metà europeo, era un vesco-
è minacciato dalla sfortuna della miseria npn può essere feli- vo cattolica in partibus infidelium. Egli riuniva in sé, in un
ce della pace. Venite dunque ora tutti a me voi che avete fa- modo meraviglioso, una padronanza maestra delle ultime
'me e freddo e vi sazierò e riscalderò». scoperte e applicazioni tecniche della scienza occidentale
Poi annunciò un semplice programma sociale ma che tut- con una conoscenza, sia teoretica che pratica, di tutto ciò che
to comprendeva, già svolto nel suo libro, e che aveva allora è reale e significativo del misticismo tradizionale dell'Oriente.
accattivato tutti gli spiriti nobili e sensati. Ora che le finanze I risultati di queste combinazioni erano stupefacenti.
del mondo e immense proprietà terrene erano concentrate Apollonio possedeva, per esempio, la mezzo-scientifica e
nelle sue mani, poteva realizzare questa riforma e soddisfare mezzo-magica arte di attirare e dirigere a suo piacere l'elettri-
i desideri dei poveri senza una apprezzabile ingiustizia verso cità atmosferica, tanto che il popolo diceva che egli coman-
i ricchi. Ciascuno era pagato secondo le sue capacità e ogni dava al fuoco di scendere dal cielo. Del resto, colpendo l'im-
capacità era retribuita secondo i suoi lavori e risultati. maginazione della folla con svariati e inauditi prodigi, egli si
Il nuovo signore del mondo era anzitutto un filantropo asteneva dall'abusare della propria potenza per scopi futili. E
pieno di compassione, e non solo un filantropo, ma anche
compassionevole verso gli animali. Era un vegetariano,
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
così questo grande uomo si presentò al grande imperatore, trovava che nel paese. In Russia assunse una forma più sem-
lo venerò come il vero figlio di Dio, e dichiarò che nei segreti plice. Senza diminuire il numero del personale necessario
libri dell'Oriente aveva trovato profezie che direttamente lo per i diversi dicasteri e uffici, aveva dovuto rendere più spiri-
concernevano svelandolo come l'ultimo salvatore e giudice tuale la loro attività, oltre che ridurre al minimo lo splendido
della terra, offrendo la sua arte al suo servizio. Affascinato, rituale e le norme cerimoniali. Molti usi curiosi che potevano
l'imperatore lo accolse come un dono del cielo e, conceden- essere una pietra d'inciampo, benché non aboliti formalmen-
dogli titoli splendidi, tenne permanentemente il mago al suo te, caddero in disuso. In tutti gli altri paesi, specialmente
fianco. I popoli della terra, avendo riavuto dal loro signore i nell'America del Nord, la gerarchla Cattolica Romana aveva
benefici della pace universale e cibo in abbondanza per tutti, ancora molti rappresentanti con una posizione indipendente,
ebbero anche la possibilità di godere i più inaspettati miraco- volontà tenace e un'energia infaticabile; questi formavano
li e segni straordinari. Il terz'anno del regno del superuomo l'unità della Chiesa Romana tenuta assieme più che mai e
stava per finire. preservavano il suo carattere internazionale e cosmopolita.
I problemi politici e sociali erano stati felicemente risolti, ma Quanto ai protestanti, in testa dei quali si manteneva la
ora c'era il problema religioso che doveva essere affrontato. Germania, specialmente dopo la riunione di una considere-
L'imperatore stesso sollevò il problema ed anzitutto in re- vole parte della Chiesa Anglicana con la Cattolica, s'erano li-
lazione al cristianesimo. La situazione del cristianesimo era la berati dalle forme estreme, i campioni delle quali erano pas-
seguente. Era considerevolmente diminuito numericamente: sati apertamente all'indifferenza religiosa o alla incredulità.
non rimanevano più di 45 milioni di cristiani in tutto il globo Solo nella Chiesa Evangelica erano rimasti sinceri credenti,
terrestre. Ciò nonostante era divenuto un cristianesimo mo- capeggiati da persone che univano ampia erudiziene con
ralmente più solido e aveva raggiunto un alto livello, così che profonda fede religiosa, e tendevano sempre più a divenire
guadagnò in qualità quanto aveva perso in quantità. Persone l'immagine vivente della chiesa primitiva. La Chiesa
che non avevano alcun interesse comune con la cristianità Ortodossa russa aveva perso molti milioni dei suoi sedicenti
non erano più annoverate fra i cristiani. membri quando eventi politici cambiarono la posizione uffi-
Le diverse denominazioni avevano perso il numero circa ciale della Chiesa. Ebbe però la fortuna d'essere unita ai mi-
nella stessa proporzione dei loro membri, così che la relazio- gliori elementi dei Vecchi Credenti e anche con molti settari
ne numerica fra esse era approssimativamente la stessa di di tendenza positivamente religiosa. La Chiesa così rigenera-
prima. Invece, riguardo ai loro sentimenti reciproci, benché ta, mentre non cresceva numericamente, crebbe in potere
non ci fosse stata una completa riconciliazione, l'ostilità fra di spirituale, il che apparve chiaramente nella lotta contro le
loro era considerevolmente diminuita e le differenze aveva- sette estremiste, che, impregnate da una demoniaca e satani-
no perduto la loro primigenia asprezza. ca forza, si moltiplicavano sia fra le masse che nella società.
Il Papato da tempo era stato esiliato da Roma e, dopo lun- Durante i primi due anni del nuovo regno, tutti i cristiani,
ghe peregrinazioni, aveva trovato rifugio a San Pietroburgo, a spaventati e stanchi della serie delle rivoluzioni e delle guer-
condizione che si astenesse dal fare propaganda, sia dove si re precedenti, avevano un'attitudine verso l'imperatore e le
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
sue riforme pacifiche di una decisa simpatia e anche d'entu- non si poteva escludere il basso clero, nero e bianco. In tal
siasmo. Ma nel terz'anno, quando apparve il grande mago, modo il numero complessivo dei membri del Concilio su-
molti fra gli ortodossi, i cattolici e gli evangelici cominciarono però i tremila, e circa mezzo milione di pellegrini cristiani in-
a sentirsi inquieti disapprovando quanto si operava. I passag- vase Gerusalemme e tutta la Palestina. Fra i membri del
gi dei Vangeli e delle Epistole concernenti il principe di que- Concilio, tre persone risaltavano particolarmente.
sto mondo e l'Anticristo furono letti con maggior attenzione In primo luogo il Papa Pietro II, che era per diritto a capo
di prima e suscitarono vivaci commenti. dei cattolici. Il suo predecessore era morto mentre era in viag-
Da alcuni indizi, l'imperatore sospettò che una tempesta gio per il Concilio e il conclave, riunitosi a Damasco, aveva
si addensasse, e decise d'affrettarsi per chiarificare le cose. eletto all'unanimità il cardinale Simone Barionini, che assunse
All'inizio del quart'anno del suo regno, rivolse un manifesto il nome di Pietro. Proveniva da un famiglia popolare della
ai fedeli cristiani di qualsiasi confessione essi fossero, invitan- provincia di Napoli, ed era diventato famoso come predicato-
doli a scegliere o nominare rappresentanti plenipotenziari ad re dell'ordine carmelitano, molto emerito a causa dei servizi
un concilio ecumenico sotto la sua presidenza. Nel frattempo resi nella lotta contro una setta satanica affermatasi a
egli aveva trasferito la sua residenza da Roma a Pietroburgo e nei dintorni, non solo fra gli ortodossi, ma an-
Gerusalemme. La Palestina era allora uno Stato autonomo, che fra i cattolici. Divenuto arcivescovo di Mogilev e poi car-
popolato e governato soprattutto da ebrei. Gerusalemme era dinale, era predestinato alla tiara. Era un uomo di
una città libera ed ora era diventata città imperiale. I luoghi cinquantanni, di statura media e costituzione robusta, di colo-
sacri ai cristiani erano rimasti intatti, ma sulla vasta piattafor- rito rosso, il naso adunco e le folte sopracciglia, un tipo impe-
ma di Haram-ash-Sharif, da Birket-Israin e dall'attuale caser- tuoso e irruento che parlava con ardore e con ampi gesti e
ma da un lato fino alla moschea El-Aksa e alle "stalle di trascinava più che convincere gli uditori. Il nuovo Papa dimo-
Salomone" dall'altro lato, si innalzava un edificio enorme, strava diffidenza e antipatia per il signore universale, special-
che racchiudeva oltre alle due piccole antiche moschee un mente dopo che il Pontefice che era morto, nel momento in
vasto tempio "imperiale" per l'unione di tutti i culti e due fa- cui partiva per il Concilio, aveva ceduto alle insistenze
stosi palazzi imperiali con biblioteche, musei e speciali luo- dell'imperatore e aveva nominato cardinale il cancelliere im-
ghi per esperimenti ed esercitazioni magiche. In questo mez- periale e grande mago universale l'esotico vescovo Apollonio,
zo-tempio e mezza-reggia, doveva aprirsi il quattordici set- che Pietro riteneva dubbio cattolico ma indubbio impostore.
tembre il Concilio ecumenico. Dato che la confessione evan- Capo effettivo degli ortodossi, anche se non ufficiale, era
gelica non ha un vero e proprio sacerdozio, i prelati cattolici l'Anziano Giovanni,7 assai conosciuto tra il popolo russo.
e ortodossi, in conformità al desiderio dell'imperatore, deci- Benché fosse ufficialmente vescovo "a riposo", egli non abita-
sero di ammettere al Concilio un certo numero di laici noti va in un monastero e continuamente andava in giro da tutte le
per la loro pietà e la loro dedizione agli interessi della
Chiesa, per dare una certa omogeneità alla rappresentanza 7 Starec, letteralmente anziano, ma non si tratta d'età bensì di san-
delle diverse parti della cristianità; un volta ammessi i laici, tità o della venerazione che il popolo aveva verso certi monaci.
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
parti. Sul suo conto circolavano varie leggende: alcuni assicu- liere dell'impero, erano disposte file di sedili per i ministri, i
ravano che era Fedor Kuz'mic risorto, cioè l'imperatore dignitari e i segretari di Stato. Ai lati c'erano più lunghe file di
Alessandro I nato circa tre secoli prima;8 altri andavano più sedili di destinazione sconosciuta. Nelle tribune prendevano
avanti e garantivano che era il vero Anziano Giovanni, cioè posto varie orchestre e sulla piazza antistante erano schierati
l'apostolo Giovanni il Teologo, che non era mai morto e do- due reggimenti della guardia e una batteria per le salve
veva manifestarsi apertamente negli ultimi tempi. L'Anziano d'onore. I membri del Concilio avevano già tenuto i loro ser-
Giovanni da parte sua non diceva nulla della sua origine e vizi divini nelle proprie chiese, poiché l'apertura del Concilio
della sua giovinezza. Ora era un vecchietto di molti anni ma doveva avere un carattere pienamente laico. Quando l'impe-
robusto, con capelli e barba bianchi che tendevano al giallo e ratore fece il suo ingresso con il gran mago e il seguito e le
addirittura al verde, di alta statura e di corpo magro, ma aveva orchestre intonarono "la marcia dell'umanità unita" che servi-
le guance piene e leggermente rosee, occhi vivaci e sfolgo- va da inno imperiale internazionale, tutti i membri del
ranti, l'espressione buona, nel volto e nella parola: andava Concilio si alzarono in piedi e, agitando i loro cappelli, grida-
sempre vestito con una tunica bianca e un mantello. A capo rono tre volte a gran voce: «Vivati Urrah! Hochl»™ L'imperato-
della delegazione evangelica del Concilio stava il dottissimo re, ritto in piedi accanto al trono, aprì le braccia con maesto-
teologo tedesco Professor Ernst Pauli. Era un vecchietto sa benevolenza e pronunciò con voce melodiosa e gradevo-
asciutto di media statura, con una fronte spaziosa, un naso le: «Cristiani di tutte le confessioni! Miei amati sudditi e fratel-
aguzzo, il mento accuratamente rasato. I suoi occhi brillavano li! Fin dall'inizio del mio regno, che l'Altissimo ha benedetto
per uno speciale sguardo fiero e bonario. In ogni momento si con tante opere meravigliose e gloriose, non una volta ebbi
fregava le mani, scuoteva la testa, aggrottava terribilmente le motivo di essere scontento di voi; voi avete sempre fatto il
sopracciglia e gonfiava le gote; e con uno sguardo sfavillante vostro dovere secondo fede e coscienza. Ma questo per me
emetteva cupamente suoni interrotti come: «So/ Nun! Ja! So non basta II mio amore sincero per voi, fratelli amatissimi,
alsoP Indossava un abito da cerimonia: con cravatta bianca e anela alla corrispondenza. Voglio che non per senso di dove-
lunga giacca da pastore, con onorificenze. re ma per un sentimento di amore cordiale riconosciate me
L'apertura del Concilio fu imponente. Due terzi dell'enor- quale vostro vero capo in ogni azione intrapresa per il bene
me tempio dedicato "all'unione di tutti i culti" erano occupati dell'umanità. Ed ecco che oltre a quello che faccio per tutti,
da poltrone e da alti sedili per i membri del Concilio, un ter- io vorrei darvi un segno speciale di benevolenza. Cristiani,
zo da un alto palco dove, oltre al trono dell'imperatore e un con che cosa potrei rendervi felici? Che cosa posso darvi non
altro un po' più basso per il grande mago cardinale e cancel- come miei sudditi ma come miei correligionari e fratelli?
Cristiani, ditemi che cosa c'è per voi di più caro nel cristiane-
simo, affinchè io possa dirigere là i miei sforzi». Egli s'arrestò
8 Alessandro I (1777-1825) morì quasi improvvisamente nel sud del-
e attese. Nel tempio passò un mormorto sordo. Il Papa Pietro
la Russia, mentre il romito Kuz'mic morì nel 1864; alti, invece, lo farebbero
morire nel 1897; ciò dice parecchio su questa leggenda.
9 Così! ora! sì! così dunque! 10 Evviva! in diverse lingue.
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
si mise a spiegare qualcosa ai circostanti, gesticolando con riconoscono come tale, vengano qui accanto me»; e con la
calore. Il Professor Pauli scuoteva la testa e faceva schioccare mano accennò ai posti vuoti sul palco. Con esclamazioni di
le labbra con rabbia. L'Anziano Giovanni, piegandosi verso gioia - «Gratias agimus! Domine! Salvumfac magnum impe-
un vescovo orientale e un cappuccino, sussurrava loro qual- ratorem*11 - quasi tutti i principi della Chiesa cattolica, cardi-
cosa. L'imperatore, dopo qualche minuto di attesa, si rivolse nali e vescovi, la maggior parte dei credenti laici e più di
di nuovo al Concilio con lo stesso tono affabile di prima, ma metà dei monaci saltarono sul palco e dopo essersi profon-
con una appena percepibile nota di ironia: «Cari cristiani - damente inchinati all'imperatore si sedettero. Ma laggiù, in
disse - comprendo quanto sia difficile per voi dare un'unica mezzo al Concilio, ritto e immobile come una statua di mar-
risposta diretta. Vi voglio aiutare anche in questo. mo, rimaneva al suo posto il Papa Pietro IL Tutti coloro che
Disgraziatamente da tempi immemorabili vi siete frazionati in prima lo circondavano ora erano sul palco, ma il piccolo
tante obbedienze e partiti diversi, che forse tra di voi non gruppo di monaci e di laici rimasti in basso si raccolsero in-
avete più nemmeno un oggetto che desideriate comunemen- torno a lui, si strinsero in cerchio compatto e da questo s'alzò
te. Ma se non siete dapao^ITm^ tra di voi, io un mormorio contenuto: «Afon praevalebunt, non prevlebunt
spero di conciliare tutti i vostri partiti dimostrando a tutti il portae inferi.»12
medesimo amore e la medesima disposizione per soddisfare Guardando con meraviglia il Papa immobile, l'imperatore
la vera aspirazione di ciascuno. Cari cristiani! Io so che per riprese di nuovo: «Cari fratelli! So bene che tra voi ci sono an-
molti, e non gli ultimi tra voi, la cosa più cara nel cristianesi- che di quelli per i quali la cosa più preziosa nel cristianesimo
è la sacra tradizione, i vecchi simboli, gli antichi inni e le pre-
mo è l'autorità spirituale che esso da ai suoi rappresentanti
ghiere, le icone e le cerimonie liturgiche. E in realtà che cosa
legittimi, non per loro vantaggio personale, naturalmente, ma
ci può essere di più caro per un'anima religiosa? Sappiate,
per il bene comune, poiché su questa autorità si basa il retto
miei diletti, che oggi ho firmato lo statuto e ho destinato ricchi
ordinamento spirituale e la disciplina morale a tutti necessa-
mezzi finanziari per un museo universale di archeologia cri-
ria. Cari fratelli cattolici! Come capisco bene la vostra idea e
stiana nella vostra gloriosa città imperiale di Costantinopoli,
come vorrei appoggiare la mia potenza sull'autorità del vo-
per raccogliere, studiare e conservare tutti i monumenti
stro capo spirituale! E poiché non crediate che si tratti di lu-
dell'antichità, soprattutto orientali, e vi prego di eleggere tra
singhe e di vane parole, noi dichiariamo solennemente: per
voi già domani una commissione per studiare con me le mi-
la nostra volontà sovrana, il vescovo supremo di tutti i cattoli-
sure da prendere per riawicinare quanto più è possibile il co-
ci, il Papa^ramano, da questo istante è reintegrato nel suo
stume e gli usi di oggi alla tradizione e alle istituzioni della
trono di Roma, con tutti i diritti e le prerogative legati a que-
santa Chiesa ortodossa. Fratelli ortodossi! Quelli che hanno a
sto titolo e a questa cattedra e che un giorno gli furono con- cuore questa mia volontà e che con intimo sentimento mi
feriti dai nostri predecessori incominciando dal grande
Costantino. Da voi, fratelli cattolici, io voglio per questo sol-
tanto che mi riconosciate quale vostro unico intercessore e 11 Ti rendiamo grazie o Signore! Salva il grande imperatore.
protettore. I presenti che, in coscienza e sentimento, mi 12 Non prevarranno le porte dell'inferno. Non prevarranno. Mt 16,18.
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
possono chiamare loro vero capo e signore, vengano qui ac- posto. Abbassava profondamente la testa, si piegava e si con-
canto». E la gran parte dei prelati dell'Oriente e del Nord, metà traeva. I sapienti teologi che erano saliti sul palco rimasero
dei Vecchi Credenti e più della metà dei preti, monaci e laici confusi, anzi, uno fece un cenno con il braccio, saltò giù dal
ortodossi salirono sul palco con grida di gioia, guardando di palco direttamente in basso accanto alla scaletta e, zoppican-
sfuggita i cattolici che vi sedevano con aria di importanza. do, raggiunse il Professor Pauli con la minoranza rimasta con
Ma l'Anziano Giovanni non si mosse e fece un profondo lui. Pauli sollevò il capo, s'alzò con un movimento un po' in-
sospiro. Quando attorno a lui la folla si diradò, abbandonò il deciso, passò accanto ai posti vuoti e, accompagnato dai cor-
proprio posto e si spostò più vicino al Papa Pietro e al suo cer- religionari rimasti fedeli, andò a sedersi accanto all'Anziano
chio, seguito dagli altri ortodossi che non erano saliti sul palco. Giovanni e al Papa Pietro con i loro rispettivi gruppi.
L'imperatore prese di nuovo a parlare: «Cari cristiani! Io so an- La grande maggioranza dei membri del Concilio stava sul
che che tra di voi ci sono persone per le quali la cosa più cara palco, compresa quasi tutta la gerarchla dell'Oriente e
nel cristianesimo è lapereonale convinzione nellaverità e la li- dell'Occidente; in basso erano rimasti soltanto tre gruppetti
bejrajicercaji^ Non c'è bisogno che mi uno accanto all'altro, che si stringevano all'Anziano
diffonda ad esprimere ciò che penso io a questo riguardo: for- Giovanni, al Papa Pietro e al Professor Pauli.
se sapete che già nella prima giovinezza ho scritto una volumi- L'imperatore si rivolse ad essi in un tono triste: «Cosa posso
nosa opera di critica biblica che a quel tempo fece un certo fare di più per voi? Strani uomini! Cosa volete voi da me? Non
scalpore e dette inizio alla mia notorietà. Forse probabilmente lo so. Ditemelo voi stessi, i cristiani abbandonati dalla maggio-
ricordando questo fatto, l'università di Tubinga in questi giorni ranza dei vostri fratelli e capi e condannati dal sentimento po-
mi chiede di accettare il dottorato in teologia honoris causa. polare; cosa^gtòjDrez^
Ho ordinato di rispondere che accetto con piacere e gratitudi- Tutto spirito e sottile come una candela, l'Anziano
ne. E oggi, insieme al decreto per la fondazione del museo di Giovanni s'alzò e rispose gentilmente: «Grande imperatore!
archeologia cristiana io ho firmato anche quello per la creazio- La cosa più preziosa nel cristianesimo per noi è Cristo stesso,
n^TdTunTsHtuto mondiale;jger la libera ricerca sulla Sacra Egli stesso, e tutto resta in Lui, perché noi sappiamo che tutta
Scrittura inTutte le sue parti e in tutte le direzioni possibili e la pienezza della Divinità abita tutta in Lui corporalmente. Ma
per lò studio di tutte le scienze ausiliarie, con un bilancio^an- da voi pure, mio signore, siamo pronti a ricevere ogni bene-
nuale di un milione e mezzo di marchi. Quelli tra voi che han- dizione, solo se potessimo riconoscere nella vostra munifi-
no a cuore questa mia buona disposizione d'animo e con sen- cente mano la santa mano di Cristo. Ed eccoti ora la nostra
timento sincero possono riconoscermi come loro capo e si- diretta risposta alla tua questione: Cosa possiamo fare per
gnore, si avvicinino al neo-dottore in teologia.-» E le belle lab- voi? Confessa, ora, di fronte a noi, che Gesù Cristo è il Figlio
bra del grande uomo si contorsero lievemente in uno strano di Dio, che venne nella carne, risorse dai morti e ritornerà
sorriso. Più della metà dei dotti teologi si mossero verso il pal- nuovamente; confessa Lui, e noi ti riceveremo con amore
co, sia pure lentamente e con qualche esitazione. Tutti volsero quale precursore della sua Seconda gloriosa venuta».
lo sguardo al Professor Pauli, che rimase come incollato al suo Egli tacque, con lo sguardo fisso sull'imperatore. In costui
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
qualcosa di tremendo succedeva, un che di diabolico ruggiva che si estese a tutto il tempio: «Contradicitur*.1* Il Papa Pietro II,
in lui come in quella notte fatale, perdendo immediatamente rosso in faccia e tramando di collera, alzò il suo pastorale verso
il suo dominio intcriore. Tutti i suoi pensieri erano concen- l'imperatore dicendo: «II nostro solo signore è Gesù Cristo, il
trati nel non perdere il suo autocontrollo e svelarsi del tutto Figlio del Dio vivente.
prima del tempo. Fece sforzi sovrumani per non slanciarsi Chi tu sei, l'hai sentito: Vattene da noi o Caino fratricida!
come un selvaggio sull'Anziano Giovanni e sbranarlo coi Vattene, o vaso di Satana. Per l'autorità di Cristo, io, il servo
denti. D'un tratto udì una voce ben nota: «Startene calmo e dei servi di Cristo, per sempre ti caccio dal nostro gregge, e
non temere nulla!» Si calmò, ma la sua faccia oscura e un come un vile cane ti consegno al padre tuo, Satana, Anatema,
mortale pallore sconvolgevano il suo volto, mentre i suoi oc- anatema, anatema!»
chi sprizzavano scintille. Mentre il papa stava parlando, il grande mago instancabil-
Mentre stava parlando l'Anziano Giovanni, il grande ma- mente si muoveva sotto il suo mantello; ci fu uno scoppio di
go se ne stava avvolto in un ampio mantello a tre colori, che tuono più fragoroso che l'ultimo anatema, e l'ultimo papa cad-
ben copriva la porpora cardinalizia, sembrava manipolare de per terra esanime. «E questo indica come tutti i miei nemici
qualcosa, mentre scintillavano i suoi occhi e le labbra si muo- periranno per mano di mio Padre!, disse l'imperatore,
vevano. Attraverso le enormi finestre dell'immenso tempio, «Pereant, pereant» intonarono i tremanti principi della Chiesa.14
una nube nera cominciava ad addensarsi. L'Anziano Egli si diresse verso l'uscita, appoggiandosi al braccio del
Giovanni stava ancora fissato e stupito sull'imperatore silen- grande mago, uscì dalla parte retrostante la piattaforma, seguito
te. Improvvisamente indietreggiò terrorizzato e con voce tre- da tutta la sua corte e da una grande folla. Nella sala erano ri-
'••1 mante urlò: «Figlioli! È l'Anticristo», e si rivoltò. Si udì un fra- masti i due cadaveri e una mezza dozzina di cristiani, tremanti
casso di un potente tuono e allo stesso tempo un'enorme di paura.
palla di fuoco illuminò il tempio e investì l'Anziano. Tutti era- L'unico che non aveva perso la sua presenza di spirito era
no scossi e, per un momento, quasi paralizzati. Quando i cri- il Professor Pauli, che aveva reagito al generale terrore che
stiani si riebbero, l'Anziano Giovanni giaceva morto. s'era impadronito di tutta l'assemblea. Egli cambiò anche
L'imperatore, calmo ma pallido, si rivolse all'assemblea: nell'aspetto esteriore, assumendo un'aria maestosa e ispirata.
Con passo deciso, salì sul palco e, sedutosi su uno dei seggi
«Voi avete visto il giudizio di Dio. In nessun caso mi servo
lasciati liberi dai segretari di stato, prese un foglio di carta e si
della morte per vendicarmi, ma il Padre mio ha usato questo
mise a scrivere. Quando finì, si alzò in piedi e a voce alta les-
mezzo per il suo figlio prediletto. Il caso è risolto. Chi ose-
se: «Alla gloria del nostro unico Salvatore Gesù Cristo. Il Con-
rebbe opporsi all'Altissimo? Segretarii Scrivete: "II concilia
cilio ecumenico delle Chiese di Dio, riunito a Gerusalemme,
ecumenico di tutti i cristiani ha visto il fuoco del cielo stron-
poiché ha riconosciuto ed è convinto che il nostro beatissimo
care l'insano opponente della divina maestà; all'unanimità ri-
conobbe il grande imperatore di Roma e del mondo come
suo supremo guida e capo".» 13 Mi oppongo.
Improvvisamente, risuonò una potente e assai chiara voce 14 Muoiano, muoiano!
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
fratello Giovanni, rappresentante della cristianità orientale, discordie e di scandali, abbiamo ritenuto di disporre che i
ha denunciato il grande impostore e nemico di Dio, indican- corpi dei due sediziosi, uccisi dal fuoco del cielo, siano espo-
dolo come il vero Anticristo, predetto dalle Sacre Scritture, e sti in pubblico sulla strada dei Cristiani (Haret-en-Nasara) vi-
poiché il nostro beatissimo Padre Pietro, rappresentante della cino all'entrata del loro tempio principale, chiamato tempio
cristianità occidentale, con la scomunica lo ha scacciato per del Sepolcro e anche tempio della Risurrezione, perché tutti
sempre dalla Chiesa di Dio, oggi, davanti ai corpi di questi possano persuadersi della loro effettiva morte, i loro ostinati
martiri, testimoni di Cristo, delibera di rompere ogni rapporto adepti che malignamente respingono tutti i nostri benefici e
con lo scomunicato e la sua esecrabile accozzaglia, e gli co- da insensati chiudono gli occhi davanti alle manifestazioni
manda di ritirarsi nel deserto e di attendere l'immancabile ve- della Divinità stessa vengono liberati dalla meritata morte,
nuta del nostro vero sovrano Gesù Cristo». mediante il fuoco del cielo, grazi alla nostra misericordia e al-
Una grande animazione s'impadronì della folla echeg- la nostra intercessione presso il Padre celeste, ricevono com-
giante con voci possenti «Adveniat, adveniat, cito! Komm, pleta libertà con l'unico divieto per il bene comune, di abita-
Herrlesu, Kommf»* re nelle città e negli altri luoghi popolati, affinchè non turbi-
II Professor Pauli aggiunse un poscritto e lesse: no o seducano, con le loro malvagie invenzioni, la gente
«Approvando all'unanimità questo primo ed ultimo atto semplice e innocente.»
dell'ultimo concilio ecumenico, apponiamo le nostre firme» e «Facciamo come è scritto», disse il Professor Pauli, e in silen-
invitò l'assemblea a firmare. Tutti si affrettarono a salire sul zio i cristiani passarono le barelle ai soldati che le portarono via
palco e a firmare. Alla fine egli stesso firmò a grossi caratteri attraverso la porta di nord-ovest. I cristiani, invece, uscirono
gotici: Duorum defunctorum testium locum tenens Ernst per la porta nord-est e rapidamente lasciarono la città dirigen-
Pauli.16 «Ora andiamocene con la nostra arca dell'ultima al- dosi a Gerico, passando accanto al monte degli Ulivi, per la
leanza!-, disse indicando i due cadaveri. I corpi furono issati strada che era già stata resa libera dalla folla, grazie alla polizia
su barelle. Lentamente, al canto di inni in latino, in tedesco e a cavallo e a due reggimenti di cavalleria. Fu deciso di aspettare
in slavonico ecclesiastico, i cristiani si avviarono alla porta di per qualche giorno sulle colline deserte attorno a Gerico. La
Haram-ash-Sherif.
mattina seguente, alcuni pellegrini di loro conoscenza vennero
Qui il corteo fu fermato da un messo dell'imperatore, un a trovarli e raccontarono cos'era accaduto a Gerusalemme.
segretario di stato, accompagnato da un ufficiale con un plo-
Dopo il banchetto di corte, tutti i membri del concilio fu-
tone della guardia. I soldati si schierarono presso la porta e
rono convocati nell'immensa sala del trono (vicino al luogo
da un podio il segretario di stato lesse quanto segue: «Ordine
dove si supponeva esserne stato il trono di Salomone). L'im-
di sua maestà divina: per istruire il popolo cristiano e metter-
peratore, rivolgendosi ai gerarchi cattolici, disse che il bene
lo in guardia contro uomini malintenzionati fomentatori di
della Chiesa richiedeva ovviamente che essi eleggessero
prontamente un degno successore di San Pietro; che, date le
15 Venga! Venga presto! Ap 20,22. Vieni, vieni, Signore Gesù. circostanze, l'elezione dovesse essere sommaria; che la pre-
16 Al posto dei due testimoni defunti, Ernst Pauli. senza dell'imperatore, come capo e rappresentante di tutta la
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
cristianità, avrebbe supplito largamente per le omissioni nel fluivano dall'alto da strumenti musicali sconosciuti fino allo-
rituale, e che, a nome di tutti i cristiani, suggeriva al Sacro ra, mentre voci angeliche di invisibili cantori glorificavano i
Collegio di nominare il suo benamato amico Apollonio, di nuovi signori del cielo e della terra.
modo che gli intimi legami che li legavano, avrebbero facili- Frattanto si udì uno spaventoso boato sotterraneo nel lato
tato l'unione fra Chiesa e Stato, rendendola sicura e indisso- nord-ovest del palazzo centrale, sotto il kubbet-el-aruab, cioè
lubile a beneficio di entrambi. Il sacro collegio si ritirò per il la cupola delle anime, dove, secondo la tradizione musulmana,
conclave in una camera particolare e dopo un'ora e mezzo ri- si trova l'ingresso degli inferi. Quando, su invito dell'imperato-
tornò col nuovo papa Apollonio. re, l'assemblea si mosse verso quella direzione, tutti intesero
Mentre si teneva l'elezione, l'imperatore cercava con pa- chiaramente voci stridule e penetranti - mezzo fanciullesche e
role piene di gentilezza, di saggezza e d'eloquenza, di per- mezzo diaboliche - che gridavano: «II tempo è venuto, rilascia-
suadere i delegati degli Ortodossi e degli Evangelici a porre teci, salvatori, salvatori!». Ma quando Apollonio si approssimò
fine alle loro vecchie divergenze, considerando la nuova alla rupe e tre volte gridò qualcosa in una lingua sconosciuta a
grande era che stava aprendosi nella storia della cristianità. quelli che erano sotto terra, le voci tacquero e il boato cessò.
Diede la sua parola d'onore che Apollonio avrebbe saputo Mentre tutto questo avveniva, un'immensa folla di popolo
porre fine per sempre degli storici abusi del papato. I delega- circondò Haram-ash-Sharif. Quando si fece sera, l'imperatore
ti dei Protestanti e agli Ortodossi, persuasi dalle parole con il nuovo papa s'affacciò dal balcone orientale, sollevò
dell'imperatore, composero un atto d'unione delle Chiese, e
"un uragano di entusiasmo". Egli s'inchinò graziosamente in
quando, fra gioiose acclamazioni, Apollonio apparve sulla
tutte le direzioni. Intanto Apollonio trasse da grandi canestri,
piattaforma coi cardinali, un arcivescovo greco e un ministro
portati a lui da cardinali-diaconi, e gettò nell'aria splendide
evangelico gli presentarono il patto d'unione.
candele romane, razzi e fontane di fuoco che, accendendosi
«Accipio et approbo et laetificatur cor meum», disse
al tocco della sua mano, si trasformarono in perle fosfore-
Apollonio firmando il documento.17 «Io sono un ortodosso e
scenti e in luminosi arcobaleni. Toccando il terreno, essi si
un vero protestante, come sono anche un autentico cattoli-
trasformavano in fogli di carta dai colori più diversi, con in-
co», soggiunse scambiando amichevoli baci con il greco e il
dulgenze plenarie e senza condizioni per tutti i peccati pas-
tedesco. Poi si avvicinò all'imperatore, il quale l'abbracciò e
lo tenne per alcuni minuti tra le sue braccia. sati, presenti e futuri. L'entusiasmo popolare sorpassò ogni li-
Nel frattempo, curiosi punti luminosi volteggiavano in tut- mite. Certo, alcuni dissero di aver visto coi propri occhi le in-
te le direzioni del palazzo e del tempio; si fecero più grandi e dulgenze trasformarsi in rospi e serpenti estremamente
si trasformarono in strani esseri luminosi. Fiori mai visti sulla schifosi, ma la stragrande maggioranza era entusiasta.
terra cadevano ovunque riempiendo l'aria di un misterioso Festività pubbliche continuarono per alcuni giorni, e il nuovo
profumo. Suoni deliziosi, toccanti il cuore e mai sentiti prima, papa, grande operatore di miracoli, ne faceva di tanto mera-
vigliosi e d'incredibili che è inutile enumerarli.
Durante questo tempo i cristiani andati sulle colline deser-
17 Lo accolgo, lo approvo e il mio cuore ne gioisce. te attorno a Gerico si dedicarono al digiuno e alla preghiera.
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L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
La sera del quarto giorno, sull'imbrunire, il Professor Pauli con improvvisamente dispersa da una luce brillantissima. Un
nove compagni si avviò verso Gerusalemme, cavalcando asini grande segno apparve nel cielo: una donna vestita di sole e
e trascinando una carretta; andando per vie traverse a Haret- con la luna sotto i suoi piedi, e sopra di essa una corona di
en-Nasara, si avvicinarono al tempio della Resurrezione, dove dodici stelle. Il segno rimase nel medesimo luogo per un cer-
i corpi del Papa Pietro e dell'Anziano Giovanni giacevano sul to tempo e poi, lentamente, si mosse verso il sud. Papa Pietro
pavimento. Le strade erano, a quell'ora, deserte, poiché tutta alzò il suo pastorale e esclamò: «Questa èj.a nostra bandiera!
la città era andata a Haram-ash-Sharif. Le sentinelle di guardia Seguiamola!» Ed egli s'incamminò in direzione della visione,
erano profondamente addormentate. Il piccolo gruppo trovò seguito sia dai due anziani che da tutta la folla di cristiani -
che i corpi erano incorrotti e neppure erano diventati rigidi o verso il monte di Dio, il Sinai...
pesanti. Messili su barelle e copertili con mantelli portati per
10 scopo, il gruppetto ritornò per le stesse tortuose vie alla lo- (A questo punto il lettore si ferma)
ro gente. Non appena deposero le barelle sul terreno, lo spiri-
to di vita ritornò ai morti. Essi si scossero, cercando di liberarsi La Dama: Perché dunque non continuate?
dai mantelli che li coprivano. Con esclamazioni di gioia, tutti // Sig. Z.: Il manoscritto termina qui. Il Padre Pansofio non
si affrettarono ad aiutarli, e ben presto i due risorti stavano ha potuto portare a termine il racconto. Già ammalato, mi di-
eretti in piedi, sani e salvi. ceva di voler scrivere in seguito quanto aveva in mente. «Non
E, ritornati vivi, l'Anziano Giovanni disse: «Bene, miei cari appena guarirò», ripeteva. Ma non guarì, e la parte finale del
figlioli, non siamo ancora morti. È questo quanto voglio dirvi racconto la portò con sé nella tomba del monastero di
ora. È tempo che noi adempiamo l'ultima preghiera di Cristo Danilovo.
che, cioè, i suoi discepoli siano uno come "Io sono uno col La Dama: Ma voi certamente ricorderete quello che vi ha
Padre". Per amore di questa unità onoriamo il nostro amato narrato; raccontatecelo dunque.
fratello Pietro e facciamo sì che, finalmente, egli possa essere // Sig. Z: Ne ricordo solo i tratti principali. Dopo che i ca-
11 pastore del gregge di Cristo. Eccomi, fratello*, e lo abbrac- pi spirituali e rappresentanti della cristianità si rifugiarono nel
ciò. Il Professor Pauli si accostò a loro e disse: «Tu es Petrus. deserto dell'Arabia, dove folle di fedeli si riunirono, dediti al-
Jetzt ist esj'a grùndlich erwiesen und ausserjedem Zweifel la verità e provenienti da tutti le parti del mondo, il nuovo
gesetz* e con calore strinse con la mano destra quella di papa [Apollonio] fu capace di corrompere, senza difficoltà,
Pietro, dando la sua sinistra a Giovanni, dicendo: «So also, mediante i suoi miracoli e prodigi, tutti i cristiani superficiali
Vàtercben, nun sind wirja Eins in Cbristo.18 che non avevano perso la loro fede nell'Anticristo. Egli di-
E fu così che ebbe luogo l'unione delle Chiese, in una chiarò che i poteri delle sue chiavi avevano aperto le porte
notte oscura e in luogo solitario. Ma l'oscurità della notte fu del mondo terreno e quelle del mondo oltretomba. Infatti un
rapporto fra i morti e i vivi, fra uomini e demoni, era diventa-
18 Tu sei Pietro, ora è sicuramente provato e non c'è alcun dubbio! to realtà di vita quotidiana, sviluppandosi anche in una nuo-
Cosj ora, o Padre, noi siamo veramente uno in Cristo. va e finora inaudita forma di fornicazione mistica e idolatrica.
68 69
L'Anticristo Breve racconto sull'Anticristo
L'imperatore cominciò a considerarsi fermamente stabilito gliaia d'uomini che non ebbero il tempo d'armarsi furono
sul terreno religioso e, per l'insistente suggerimento della vo- spietatamente sgozzati. Ben presto, però, un esercito forte di
ce del "segreto" padre, gli dichiarò d'essere l'unica vera in- un milione d'Ebrei occupò Gerusalemme e assediò
carnazione della suprema Deità. A questo punto però si l'Anticristo a Haram-ash-Sharif. Egli aveva a sua disposizione
trovò di fronte a nuove difficoltà da parte di chi nessuno se solo una parte delle guardie e non poteva resistere a una tale
10 sarebbe aspettato, cioè dagli ebrei, che si sollevarono con- massa di nemici.
tro di lui. Questa nazione, annoverando a quel tempo circa Con l'aiuto delle arti magiche del suo papa, l'imperatore
trenta milioni, aveva avuto parte nel preparare ed assicurare riuscì a farsi strada fra i ranghi degli assedianti, e ben presto
11 successo del superuomo in tutto il mondo. Quando egli si apparve nuovamente in Siria con una poderosa armata com-
mosse a Gerusalemme, segretamente alimentando le voci posta di diverse tribù pagane. Gli ebrei partirono per incon-
che il suo scopo principale era quello di rendere Israele ful- trarlo, avendo però ben poche speranze di vittoria. Ma pro-
cro del dominio universale, gli Ebrei lo riconobbero come il prio quando i soldati d'avanguardia dei due eserciti stavano
Messia, e la loro entusiastica devozione non ebbe limiti. Ma per scontrarsi, si udì un terremoto di inaudita violenza. Sotto
improvvisamente si ribellarono, spirando collera e vendetta. il Mar Morto, nelle vicinanze del quale s'erano accampate le
Questo improvviso mutamento, senza dubbio predetto truppe dell'imperatore, s'aprì il cratere di un enorme vulcano
dalle Sacre Scritture e dalla Tradizione, fu spiegato da P. e fiumi di fuoco, formando un enorme lago di fiamme, in-
Pansofio troppo semplicisticamente e realisticamente. Il fatto ghiottivano l'imperatore coi suoi innumerevoli reggimenti e il
era che gli Ebrei, che consideravano l'imperatore totalmente suo compagno inseparabile, il papa Apollonio, le cui arcane
un perfetto giudeo, s'accorsero, per caso, che egli non era magie non furono d'alcun aiuto.
stato neppure circonciso. In quello stesso giorno tutta Gli Ebrei, spaventati e tremanti, corsero verso Gerusalemme
Gerusalemme e, nel giorno seguente, tutta la Palestina erano invocando il Dio d'Israele di venire in loro soccorso. Quando
in rivolta. Quello che era stato uno smisurato e ardente attac- furono in vista della santa città, un grande baleno squarciò il
camento al salvatore d'Israele e promesso Messia si tramutò cielo da Oriente ad Occidente, ed essi videro Cristo scendere^
in un odio altrettanto illimitato e ardente verso il perfido in- dal cielo in vesti regali, con lejente d
gannatore e lo sfrontato impostore. Tutto l'ebraismo si sol- distese. Nello stesso tempo, una folla di cristiani, guidati da
levò come un solo uomo, e i suoi nemici constatarono, con Pietro, Giovanni e Paolo, dal Sinai s'avvicinava a Gerusalemme,
loro meraviglia, che IsraelejiQnj/iveva solo di calcoli e bra- mentre da tutte le parti altre folle di gente entusiasta stava cor-
mosia di guadagno, ma anche della forza d'emozioni profon- rendo, tutte persone che erano state giustiziate dall'Anticristo.
damente sentite, prodotte dalla speranza e odio di una fede Erano ritornati in vita nuovamente e regnarono con Cristo per
messianica, protrattasi per secoli. migliaia d'anni. Padre Pansofio voleva finire così il suo raccon-
L'imperatore, che non s'era atteso una tale ribellione, per- to, che non aveva per oggetto la catastrofe dell'universo, ma
so il controllo di se stesso, emanò la pena di morte per tutti i soltanto la conclusione della nostra evoluzione storica: appari-
ribelli sia giudei che cristiani. Molte migliaia e decine di mi- zione, apoteosi e distruzione dell'Anticristo.
70 71
L'Anticristo Michelina Tenace
L'Uomo Politica E voi credete che questa conclusione sia
tanto prossima?
// Sig. Z.: Mah! Nella scena ci saranno ancora parecchie
L'Anticristo:
chiacchiere e smorfie, tuttavia il dramma è stato già tutto
scritto e fino alla fine e né a spettatori né ad attori è permes-
il racconto del falso bene
so di cambiarne alcunché.
La Dama: Qual è il vero senso di tutto il dramma? E poi
non comprendo proprio perché il vostro Anticristo odi tanto
Dio. Dopo tutto, non è poi tanto cattivo!
Ilsig. Z.. Il fatto è che c'è qualcosa di buono, ma non nella
sostanza. Proprio questo è tutto il senso del dramma. Ritiro le
mie precedenti parole, che cioè "l'Anticristo non si possa spie-
gare solo con i proverbi." Lo si può comprendere anche con un
solo proverbio e assai semplice: Non è tutto oro quello che luc-
cica. Lo splendore di un bene artificiale non ha nessun valore. "Non è da Dio... chi non ama» (IGv3,10)
// Generale: Osservate anche su che cosa cali la scena di
questo dramma storico: sulla guerra, sull'incontro di due
eserciti! Ecco dunque la fine del colloquio che ritorna al suo Introduzione
inizio. Come vi piacque, principe? ... Mamma mia, dov'è il Nel 1900 Solov'év pubblica il suo ultimo libro Tre dialo-
principe? ghi sulla guerra, il progresso, e la fine della storia umana,
L'uomo politico: Che forse non hai visto? Egli se ne andò dove è inserito il Racconto dell'Anticristo. L'autore scrive
alla chetichella nel momento patetico, quando l'Anziano questo testo alla fine della sua vita, tra l'ottobre 1899 e il
Giovanni metteva con le spalle al muro l'Anticristo. Non volli maggio del 1900, pochi mesi prima di morire (luglio 1900).
allora interrompere la lettura, e poi me lo dimenticai. Scrive quando sente «che l'immagine della pallida morte or-
// Generale: Mio Dio! Se ne andò, la seconda volta è scap- mai non tanto lontana [gli] consiglia sommessamente di non
pato. Ha saputo dominarsi per un po'. Ma non resistette a rimandare» e, nonostante «i molteplici difetti»» della sua opera,
lungo. Oh, mio Dio! la fa uscire «col grato senso di aver compiuto il dovere mora-
le».1 Dal punto di vista letterario, questo scritto risulta come il
più importante e fu accolto subito come un capolavoro.2
1 Predislovie, in Sobr. Soc. Vi. Solov'éva, X, Bruxelles 1966, p. 91.
2 D. P. MIRSKIJ, AHistory of Russian litemture, London 1965, tr. it.
Storia della letteratura russa, Milano 1977, p. 303.
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L'Anticristo Af. Tenace
Solov'èv vi affronta problematiche difficili (che senso ha la del vero bene. Siccome «in questa potenza operatrice di bene
guerra, cosa è la morale, quale è il nucleo più essenziale si conferma la sua essenziale ed assoluta superiorità, allora lo-
dell'attesa religiosa) con un miscuglio di ironia e serietà che gicamente» si può riconoscere «in essa la forza illimitata» che
risultano una caratteristica costante del genio dell'autore e permette di «credere alla verità della risurrezione documentata
che nella vita lo rendevano così affascinante. Questo scritto, storicamente» non nel passato ma nel futuro.6
sotto forma di dialoghi3 e conversazioni, tratta di temi di at- Nella scia di una lunga tradizione russa, Solov'èv delinea
tualità e finisce con una visione "apocalittica" della storia nella figura dell'Anticristo il possibile inganno delle attese
dell'umanità. Ma si dice che Solov'èv «circolava messianiche. Figura familiare nella letteratura russa, questo
nell'Apocalisse come a casa sua»,4 per cui anche il Racconto personaggio da teatro con vari nomi7 diventa l'ipostasi del
dell'Anticristo rimane sconcertante per la semplicità della "Falso" che inganna usando i valori, falsificando il fine, per
narrazione e la profondità delle intuizioni. cui la storia precipita nella catastrofe.
Il problema di fondo di cui trattano i personaggi nelle loro ^ Benché abbia la forma di una cosa inventata o, se voglia-
tre riunioni (o dialoghi) è l'esistenza del male. A partire dalla mo, la fisionomia di un quadro storico immaginario compila-
discussione intorno alla necessità o meno della guerra, il male to in anticipo, quest'opera, secondo il mio punto di vista, of-
viene svelato come argomento insieme teologico, filosofico e fre tutto ciò che la Sacra Scrittura, la tradizione della Chiesa e
storico. Come d'altronde anche la distinzione tra bene e male la sana ragione possono enunciare su questo argomento.»8
ha bisogno di criteri che siano insieme metafisici, morali e spi- Con tali parole Solov'èv situa il discorso della venuta
rituali. Nessun argomento soddisfa per quanto riguarda la di- dell'Anticristo o discorso sulle realtà della fine al livello che
stinzione tra bene e male. Ecco allora che uno dei personaggi, lo giustifica, ossia quello teologico-spirituale. Infatti l'escato-
il misterioso Signor Z., propone non un'argomentazione ulte- logia in genere va «espressa in termini di vita spirituale», op-
riore, bensì un racconto, una descrizione, una raffigurazione
pure cade in un naturalismo positivistico assurdo.9 La vita
del male attraverso il personaggio che lo incarna, l'Anticristo.
spirituale, vita nello Spirito, è l'orizzonte della crescita perso-
Questo verrà descritto «col suo passaporto, i suoi segni caratte-
ristici generali e particolari»5 come «incarnazione individuale e
unica del male nella sua finitezza e pienezza» che permetterà 6 Ibid., p. 190.
la verifica teologica, fllosofica, ma anche storica, della potenza 7 Questa riflessione intorno a chi aspettiamo si può fare a partire da
quel personaggio ambiguo che arriva al posto di un altro (// Revisore di
Gogol), o di quel personaggio che, con il potere conferitogli dalla Chiesa
3 Forse è significativo per la scelta della forma del dialogo nel tratta- di Cristo, non permette a Cristo di tornare (il Grande Inquisitoré). Ci sono
re argomenti così seri, il fatto che alla stessa epoca Solov'èv stesse finendo tante figura di questo genere nella letteratura russa che hanno in comune
la traduzione in russo delle opere di Piatone. l'inganno sulla salvezza.
4 E. TAVERNIER, Introduction, in V. SOLOVIEV, Trois entretiens sur la 8 Tri razgovora, cit., p. 192.
guerre, la morale, la religion, Paris 1916, p. XXVI. 9 Cf N. BERDIAEV, Esprit et liberté, Paris 1933, tr. it. Spirito e libertà,
5 Tri razgovora, in Sobr. Soc. Vi. Solov'èva, X, cit., p. 191. Milano 1947, p. 445.
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L'Anticristo M. Tenace
naie, ma anche l'orizzonte del compimento della storia uma- L'opera dell'Anticristo è presentata come l'archetipo nar-
na e ha nel Cristo il suo criterio assoluto. Il Racconto rativo della falsa salvezza. Già Cirillo di Alessandria insegna-
dell'Anticristo fa vedere in modo narrativo convincente va che l'Anticristo fingerà di avere le virtù cristiane, la pia cle-
quanto è facile allontanarsi da Cristo scegliendo il bene e menza e la filantropia «per vincere con le sue magie malefi-
non Cristo, per cui definire il bene e il male secondo la fede che.»13 La grandezza di Cristo non si riduce alle sue virtù mo-
cristiana rimanda necessariamente alla persona e all'opera di rali che lo mettono al livello di Buddha e di altri profeti, co-
Cristo. Il bene (come il bello e il vero) può ingannare se non me l'opera di Cristo non è delimitabile all'ambito della solu-
ci rende conformi a Cristo e può anche nascondere un suo zione dei conflitti. Il Racconto dell'Anticristo non è dunque
tradimento. Come distinguere allora tra «vera e falsa bontà»? una descrizione aneddotica di ciò che si verifica nella storia,
«Quale bontà? Non è così semplice. Facile invece in questo ma una scommessa di discernimento dentro di noi sulla de-
campo essere dei falsali».10 Se c'è un bellezza che non salva falsificazione dei nostri riferimenti a Cristo. Ci sono dei criteri
ma lega alla materia e se c'è una verità che non salva perché per non prendere Cristo per quello che non è e per non
divinizza l'idea, c'è anche un bene che non salva perché as- prendere ciò che ci si presenta come occasione "buona", co-
solutizza la perfezione invece della relazione. Persine l'unità me indizio cristico.14 Per cui, non solo nel fare, ma anche
può essere un inganno. C'è un'unità che non salva perché di- nell'essere, l'Anticristo appare come la figura del Falso: il
venta sistema di sicurezza e non compimento della comunio- Falso sia della persona che dell'opera di Cristo.
ne amorosa. La salvezza attuata dall'Anticristo è una parodia, à^ che abusa dei divino .,0
è salvezza intesa come annullamento esteriore dei conflitti e in sé abusando dell'umano,15 abuso che si può manifestare in A.
quindi falsificazione dell'intero ethos cristiano, falsificazione tanti modi: «amor proprio sconfinato, ragionamenti senza sco-
della vita e dell'essere stesso.11 po e desideri sensuali senza misura»,16 ossia tutto ciò che l'ani-
Anche una certa politica di unità svela alla fine l'inconsisten- ma viene stimolata a vivere una volta staccata da Dio mentre è
za di tutto ciò che non è unito da, per e con Cristo. Secondo
Solov'év, «l'unità si realizza quando il centro dell'essere umano
si unisce con l'essere vero, quando passa nel mondo trascen- j 13 ÌCf CIRILLO DI ALESSANDRIA, Catech. XV, De Secundo Christi Adventu,
dente assoluto.»12 M. R &, t. 33, col. 885.
14 A. Joos, Appunti di lezioni. Solov'év e Cristo: cogliere il mistero cristi-
10 J. THOMAS, Le "bon Dieu" est-il bon?, in Vraie et fausse bonté, co smascherando l'Anticristo dentro di noi. Introduzione. Un modo per ac-
«Christus-, n. 128, ottobre 1985, p. 432. certare l'insostituibilità di Cristo: capire la leggenda dell'Anticristo, s. d, p. 3.
11 «Falsificatore di valori, vale a dire falsificatore dell'essere. Così come 15 S. BULGAKOV, Svet nevecernij, Moskva 1917, cit. dalla riedizione
esistono falsali, possono esistere anche i falsificatori di valori diversi dal de- russa del 1994, p. 271: «Satana può pervertire il mondo solo attraverso l'uo-
naro, ad esempio i falsificatori delle verità o del bello, e soprattutto i falsifica- rnq^ [...] ecco perché lo scopo finale di Satana è di incarnarsi totalmente in
tori del bene». C. NOICA, ?ase maladii ale spiritului contemporan, Bucarest "un.uomo, l'Anticristo.»
1978, tr. it. Sei malattie dello spirito contemporaneo, Bologna 1993, p. 28. 16 Duchovnyja osnovy zizni, in Sobr. Soc. Vi Solov'éva, III, Bruxelles
- ; 12 Sobr. Soc. VI. Solov'éva, I, Bruxelles 1966, p. 311. 1966, tr. it. Fondamenti spirituali della vita, Torino 1949, p. 70.
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L'Anticristo M. Tenace
attratta da un "falso infinito", mentre diventa falsa fonte di vita. mite. Il limite dell'amore che nel dono immenso della libertà
«Avendo il diritto di tutto possedere se aderiamo alla Sorgente crea la necessità19 e fa bisognosi di amore prima ancora che di
prima di tutto, vogliamo invece di ciò, essere noi stessi sorgen- salvezza! L'Anticristo, come il figlio prodigo, prende le sue ric-
te di ogni cosa e, separandoci da tutto, tutto dominare in modo chezze e se ne va, rifiuta cioè che Dio possa intervenire ed es-
esteriore. Vogliamo porre noi come principio...»17 L'Anticristo è sere l'orizzonte ultimo dei suoi averi, del suo fare e del suo es-
infatti una creatura dotata di talenti "naturali", quali l'intelligen- sere. È un uomo che fa di se stesso il fondamento di una nuova
za, la bellezza, la forza, capace anche di virtù ascetiche. La sua specie di religiosità. «L'apostasia totale dell'uomo da Dio con
figura nasce nel risveglio di una coscienza di sé fissata sulla co- l'uomo-dio personale è senza dubbio atto consapevolmente re-
scienza dei doni e, a partire dei doni, concepisce un progetto di ligioso, profondamente e intensamente mistico. L'Anticristo
sé come "super-dotato, superuomo", elaborando anche un pro- non è un libero pensatore dell'illuminismo, è un mistico sino in
getto del mondo alternativo a quello di Dio. Ma Dio è insieme fondo dell'anima, ma non crede in Dio, a Lui preferendo se
il Dono e il Donatore, il Creatore, mentre l'Anticristo rappresen- stesso», dichiarandosi dio a se stesso.20
ta solo colui che usa dei doni, non tenendo conto di non essere Si parla di «pessimismo apocalittico»21 di quest'ultimo pe-
in realtà Dio, di non avere nessuna realtà, di non possedere riodo della vita di Solov'èv a causa del suo «cambiamento di
l'essere per darlo, di non avere altra forza che quella della ne- umore», per cui egli «riconosce che la storia non si svolge
gazione o dell'apparenza. «È questa la vita di satana che, non esattamente sulla strada in cui egli vedeva il trionfo della ve-
possedendo una sua capacità di essere ed essendosi separato rità di Cristo», anzi, «riavutosi definitivamente dalle sue illu-
da Dio è divenuto lo spirito del non essere, può manifestare la sioni riguardo ad una teocrazia universale e libera, cessa di
sua forza solo con il furto metafisico: acquisendo una consi- credere alle vie storiche: pensa che la storia è giunta ad un
stenza solo apparente [...] oscillando tra essere e non essere, termine, che non avrà più un futuro, che è interamente esau-
egli esiste solo come inganno.»18 L'inganno è l'atto primo del rito».22 Il suo metodo di continuo riesame delle sue idee e
Tentatore, il gioco sul vero (l'uomo è creato per essere divino) opere gli fa vedere che la storia non va secondo quella lumi-
e il falso (la divinizzazione della creatura non è autodivinizza- nosa traiettoria descritta per esempio nel libro La bellezza
zione, ma partecipazione alla divinità nella relazione con Dio). nella natura? Non crede più alla realizzazione dell'ideale
Il non volere riconoscere se stesso come creatura rovescia
completamente la storia: l'autodivinizzazione darà solo segni di 19 Cf S. BULGAKOV, Agnec Bozij, Paris 1933, tr. it. L'Agnello di Dio,
tragici fallimenti. Il superuomo-Anticristo rifiuta che in lui la su- Roma 1990, pp. 174-175
periorità (o divinità) possa significare non la pienezza delle co- 20 S. BULGAKOV, Dva grada, cit., p. 168.
se ma il bisogno di un Altro, quindi una mancanza in sé, un li-
21 D. STREMOUUKHOFF, L'Apocalypse in Vladimir Soloviev et son oeu-
vre messianique, Lausanne (1975), p. 281.
17 Ibid.,p.7Q. 22 N. BERDJAEV, Istoki i smysl russkogo kommunizma, Paris 1938, tr. it.
Il senso e le premesse del comunismo russo, Roma 1944, p. 117.
18 S. BULGAKOV, Dva grada, Moskva 1911, tr. it. Le due città in ID., //
prezzo del progresso, Casale Monferrato 1984, p. 168. 23 Cf M. TENACE, La bellezza unità spirituale, Roma 1994, pp. 63-96.
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L'Anticristo M. Tenace
teocratico nei limiti della storia. Inoltre, si sente «furioso che caratteristiche sono «la superbia, l'empietà, la frode, l'astuzia,
la natura non fosse risuscitata»24 e che in mancanza di risurre- l'azione persecutoria contro il popolo di Dio, la profanazione
zione stesse per venir meno anche la fede: «Non c'è cristiane- di luoghi, tempi e culti sacri».28 Inoltre, seguendo una prassi
simo, non ci sono più idee che all'epoca della guerra di diffusa nell'antichità, Antioco IV si era innalzato al punto di
Troia. Con la differenza che allora c'erano giovani eroi, men- farsi adorare come divinità.29
tre ora ci sono solo vecchi.-25 Perciò la visione dell'Anticristo Nel Nuovo Testamento è da rilevare l'evoluzione e l'ap-
è presentata «non come la catastrofe universale della creazio- profondimento della figura dell'Anticristo a partire dalla figu-
ne, ma soltanto l'epilogo della nostra evoluzione storica: l'ap- ra di Cristo e dipendente solamente dalla contrapposizione a
parizione, l'apoteosi e la rovina dell'Anticristo».26 Cristo.
V ,A>'- :
Nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi si parla
dell'Anticristo riguardo «alla venuta del Signore nostro Gesù
L orizzonteIdeila tematica Cristo e alla nostra riunione con lui»;30 egli precede l'imme-
diata venuta di Cristo, è il falso profeta, colui che opera falsi
prodigi, che divulga false rivelazioni. È l'avversario di Cristo,
A. fl tema della contraffazione di Cristo «l'iniquo», «colui che si oppone», è il Falso per eccellenza op-
a partire dalla tradizione posto a Cristo Verità. La Verità verrà (la parusia del Signore),
L'Anticristo nella tradizione russa ha agganci con quelle ma prima deve venire «rivelato l'uomo iniquo».31
tematiche tipiche della Sacra Scrittura27 tramandate dai Padri Ma è l'apostolo Giovanni che nei suoi scritti lascerà la più
e cristallizzate nella figura del papa-Anticristo. importante teologia riguardo all'Anticristo. Nell'Apocalisse,
P«anti» ha il significato di «al posto di» e «opposto a» Cristo.
1. Elementi dalla Sacra Scrittura Caricatura di Cristo, l'Anticristo finisce per essere «bestia», an-
Dall'Antico Testamento viene quindi tramandata la figura zi, due bestie, una rappresentando il potere (tradizione più
dell'Anticristo come colui che detiene il potere politico e che vicina al Libro di Daniele dell'Antico Testamento), l'altra la
lo usa contro Dio e i suoi fedeli. Si trova una estesa descrizio- seduzione (tradizione che rimanda alla contraffazione di
ne di un tale personaggio nel Libro di Daniele, dove la figura Cristo), Insieme, rappresentando lo stesso Satana, evocano la
dell'Anticristo è associata ad un re, Antioco IV Epifane, le cui terribile contraffazione della religione cristiana e la prova
24 A. BELYJ, Pervoe Svidanie, Berlin 1922, p. 34. 28 F. SBAFFONI, Testi sull'Anticristo. Secoli I-li I, Firenze 1992, p. 45.
25 Parole di Solov'èv negli ultimi giorni prima della sua morte citate da 29 «II re agirà secondo il suo beneplacito, si innalzerà e si esalterà al
S. TRUBECKOIJ, Smert V. S. Solov'èva, in Sobr. Soc. VI. Solov'éva, I, cit., p. 346. di sopra di ogni dio [...]. Di tutte le divinità non avrà alcun pensiero [...]
26 Sobr. Soc. VI. Solov'éva, Vili, Bruxelles 1966, p. 582. perché si esalterà sopra tutti»: Dnll, 36-37.
30 27*2,1.
27 Dn 7,23-27; 8,9-12.23-25; 9,26-27; 11,31.36-37. 2Ts 2,1-12. Ap 13,1-
18; IGv 2,18-22; 4,1-13; 2Gv 1,7. 31
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L'Anticristo M. Tenace
della "frantumazione": «Satana esplode della sua mostruosa l'Anticristo, «quale grande ed estremo ingannatore e contraffat-
presunzione egoica, diventa bino, la sua grottesca imitazione tore della verità»,36 porta falsità (eresia) che intacca la Verità che
della Trinità fallisce e da origine alla mostruosità binitaria del è Cristo. Per ingannare usa la seduzione, facendo prodigi sen-
Drago e della Bestia [...]. Satana è il Signore dei frantumi, è sazionali per farsi accettare come figlio di Dio. «Apparirà, spac-
frantumato lui per primo».32 ciandosi per figlio di Dio, l'ingannatore-del-mondo e farà se-
Nelle Lettere, Giovanni introduce una novità: l'Anticristo gni e prodigi e la terra sarà consegnata nelle sue mani [...]
non è più figura di quello che verrà, o avverrà, ma personag- quelli che però persevereranno nella loro fede saranno salva-
gio attivo nel presente come «spirito dell'Anticristo». «Come ti».37 Per cui, essere eretico era la cosa peggiore che potesse ac-
avete udito, viene, anzi è già nel mondo»,33 per cui la storia è cadere:38 la persona si ritrova nel campo opposto a Cristo, di-
ormai avviata come storia di discernimento fra «spirito di Dio» venta seguace dell'Anticristo, cioè è un essere dannato.
(«ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella L'aspetto dogmatico è sintetizzato in modo forte da Policarpo
carne») e «spirito dell'anticristo», che «nega il Padre e il di Smirne: «Chiunque non confessa che Gesù Cristo è venuto
Figlio»,34 che «non riconosce Gesù». Perciò, oltre ad essere nella carne è un anticristo. E chi non confessa la testimonianza
collocato nel presente, l'Anticristo è diventato «molti anticri- della croce è dal diavolo. E chi rigira i detti del Signore secon-
do le proprie voglie e dice che non c'è risurrezione né giudizio
sti»35 e la sua caratteristica è piuttosto dogmatica, nel senso
è un primogenito di Satana».39
che tocca la confessione di fede e la verità dell'incarnazione.
Con Ireneo di Lione, la tematica dell'Anticristo mette insie-
In conclusione, possiamo notare che nella Sacra Scrittura
me le diverse tradizioni, unificando tutti i dati scritturistici.
l'Anticristo viene associato al potere, alla violenza, all'inganno,
Ireneo è considerato «il primo autore che offre un'ampia40 trat-
alla contraffazione di Cristo, alla confessione di una falsa fede.
tazione del tema e formula elementi che per secoli costituiran-
no la base di ogni trattazione dell'argomento».41 L'eresia è l'ap-
2. Elementi dagli scritti dei primi Padri della Chiesa
Nell'interpretazione dei Padri, l'Anticristo conserverà que-
ste due connotazioni principali: politica e dogmatica. 36 F. SBAFFONI, Testi sull'Anticristo. Secoli I-II, I, cit., p. 45.
L'Anticristo è il capo politico che governa con la violenza, che 37 Didacbé, XVI, Sources Chrétiennes 248, pp. 197-198.
usa il potere politico per attuare una persecuzione che mira al- 38 Secondo Tertulliano, infatti, più grave della persecuzione è l'eresia
la distruzione del cristianesimo. Dal punto di vista dogmatico, perché, mentre «la persecuzione genera anche dei martiri, l'eresia produce
soltanto apostati». La prescrizione degli eretici, IV, 5 (.De Praes. Haer., ed.
R. F. Refoulé, COL 1,224).
32 G. MARANI/C. MAESTRINI, Dal profondo. Corrispondenza fra Mantova
e Roma, Roma 1995, p. 92. 39 Lettera ai Filippesi, Sources Chrétiennes 10, p. 212-214.
33 40 Cf Adversus Haereses, I, 13,1; HI, 16,5; III, 16,5-8; III, 7,2; IV, 29,1;
V, 25-30.
34 !Gv2,22.
41 F. SBAFFONI, Introduzione a Testi sull'Anticristo. Secoli I-II, I, cit.,
35 !Gv2,lS. pp. 126-127.
82 83
L'Anticristo M. Tenace
pannaggio dell'Anticristo, come pure la capacità di risolvere i dell'Anticristo". È logico che, se per l'ortodossia russa la fede
problemi, di «vantarsi di correggere il maestro», di possedere cristiana così come la professano i cattolici è eresia, il suo capo,
«una Somma Potenza ricevuta da luoghi invisibili e inenarrabi- il Papa di Roma, sia l'Anticristo. Non solo, ma a causa del pote-
li». Ma «il Vangelo non conosce altro Figlio dell'Uomo che quel- re politico che nella storia il papa è andato acquistando, nella
lo nato da Maria [...] un unico Gesù Cristo, Figlio di Dio che è sua figura si concentrano sia l'aspetto dogmatico (egli è rappre-
nato ed è lo stesso che è morto ed è risorto».42 sentante dell'eresia cattolica), sia quello politico (il dogma
dell'infallibilità evoca la pretesa di un potere assoluto, pretesa
3. Un elemento tipico dalla storia russa tipica dell'Anticristo, come pure le varie persecuzioni dei fedeli
È interessante notare che «la tradizione culturale russa, tra ortodossi da parte della Chiesa cattolica). Egli è quindi l'incar-
tutte le europee, è probabilmente quella che ha coltivato con nazione perfetta dell'Anticristo e può anzi esserne una "forma
maggior intensità e per più lunga durata la figura, la catego- simbolica", in quanto rientra in quell'uso massiccio della cate-
ria stessa, dell'Anticristo.»43 Già i raskol'niki chiamavano goria dell'Anticristo che corrisponde bene comunque alla ricor-
Anticristo il Patriarca Nikon (a causa delle riforme da lui pro- renza di «modelli duali nella dinamica della cultura russa.»45
poste negli anni 1653-54, che modificavano la tradizione li- Questo sfondo religioso e culturale viene sottovalutato
turgica e filologica e che apparivano come un tradimento nella comprensione del testo di Solov'èv Racconto
della vera fede ortodossa) e più tardi così fu anche chiamato dell'Anticristo, letto solo alla luce del clima di attesa e di an-
lo zar Pietro il Grande.44 Ma propriamente in Russia la figura sia apocalittica della seconda metà del secolo scorso in
dell'Anticristo rimanda al papa^ Russia. Se questo è vero, rimane però il fatto che Solov'èv si
Nella più fedele tradizione patristica, l'ortodossia ha conser- radica nella più profonda tradizione biblica e patristica, ap-
vato questa coscienza che l'eresia, la non giusta fede, sia il luo- profondendone con finezza le intuizioni. Descrive il suo per-
go del combattimento tra "spirito di Cristo" e "spirito sonaggio come la punta di un inganno ancora più sottile:
l'Anticristo non sarà un re violento come quello che descrive
42 Adversus Haereses, I,13,1 e III, 16,5. il Libro di Daniele, non userà la violenza, anzi il prodigio con
il quale conquisterà il mondo sarà la pace. La domanda tocca
43 C. G. DE MICHELIS, / nomi dell'Avversario. Il "Papa Anticristo" nel-
la cultura russa, Torino 1989, p. 1. quindi non la verifica della translatio imperii (teoria della
successione di regni fino alla venuta dell'ultimo re che do-
44 «Costui è l'ultimo Anticristo, l'imperatore panrusso è in tutto simile al
papa di Roma: giacché ha usurpato il potere divino e umano, ed egli stesso vrebbe essere l'Anticristo), ma la verifica dell'ultimo argo-
si colloca, al posto di Cristo, a capo della chiesa cristiana [...]. Egli ha assunto mento della fede davanti alla prova del bene. Ossia la verifi-
solennemente in chiesa il titolo di Padre della Patria di tutto il popolo russo, ca non riguarda la storia del mondo (apocalisse, escatologia),
d'imperatore Panrusso, di Pietro il Grande, e ha usurpato il potere patriarcale ma la storia personale, in quanto viene il momento in cui la
[...]. L'attuale belva in questa Terza Roma non solo è simile in tutto al papa di
Roma, ma incomparabilmente più lo sopravanza per la sua empietà».
Risposta dei cristiani, inizio secolo XIX, citato da C. G. DE MICHELIS, / nomi 45 Cf J. LOTMAN/B. USPENSKIJ, // ruolo dei modèlli duali nella dinami-
dell'Avversario. Il "Papa Anticristo" nella cultura russa, cit., p. 33. ca della cultura russa, in «Strumenti critici», 42-43 (1980).
84 85
L'Anticristo M. Tenace
fede è messa alla prova nella sua autenticità. tutti». Siccome l'Anticristo è presentato come «colui che viene»
Ecco perché, di fatto, il testo di Solov'èv «è insieme tipico ed inganna l'attesa con un regno di falsità, bisogna soffermar-
del mondo (e del momento) in cui venne "pensato", e ano- ci, anche se brevemente, sul tema dell'attesa del Re e sui criteri
malo rispetto a tutti i parametri ai quali si può ricondurlo.»46 di discernimento del Regno di Dio secondo il Vangelo, perché
tali criteri li ritroveremo fra le righe del Racconto come chiave
B. Il tema dell'attesa nel difficile discernimento di lettura originale nella denuncia.
di Colui che viene
1. L'attesa del Re dell'universo
Per capire l'importanza teologica dell'Anticristo di Solov'èv Nel vangelo di Matteo (Mt 2,1-12) è presentata una scena
bisogna leggerlo alla luce non solo di quella «attesa per un'al-
molto particolare dell'attesa: quella dei re magi che, dopo
tra vita superiore» tipica dello «stato d'attesa in cui si trovava» la
aver atteso, si mettono in viaggio e, arrivati nella grotta di
Russia sul finire del secolo scorso,47 ma dentro al nucleo della
Betlemme, cadono in adorazione del bambino Gesù. I re ma-
fede cristiana che confessa Cristo che «è venuto, viene e verrà»
gi evocano la più alta categoria di intellettuali e scienziati
e afferma che la «seconda venuta» di Cristo coincide con la ve-
dell'epoca. Nelle loro indagini scientifiche avevano scoperto
nuta del Regno, quando Cristo Re dell'universo «sarà tuttp in
i segni della venuta di un re diverso. Hanno creduto ai segni,
hanno aspettato colui che i segni indicavano. Come lo hanno
46 C. G. DE MICHELIS, / nomi dell'Avversario. Il "PapaAnticristo" nel- aspettato? Continuando a fare il proprio mestiere. Studiavano
la cultura russa, cit., p. 60. L'autore che citiamo vuole'dire con queste pa- gli astri, misuravano la distanza fra le stelle, facevano ipotesi
role tutt'altro. De Michelis sostiene che Solov'èv, $a filocattolico qual era,
scientifiche, si incontravano in convegni nel deserto... Cosa è
nel Racconto dell'Anticristo avrebbe avuto soprattutto la preoccupazione
di esorcizzare in Russia la figura del «papa:^hticristo» conferendo al papa successo? Nella loro attesa, nel loro studio, qualcosa ha signi-
«una funzione centrale nella contesa con ^Anticristo, cosa che nessuna tra- ficato per loro che c'era una novità, ossia che era venuto il
dizione antica, né russa, né patristica ^U'ha mai conferito». Per cui, secondo momento di verificare l'attesa. Da un sogno, da una stella,
l'autore, questo racconto è il «più ojpganicamente papista che sia stato pro-
hanno capito che si dovevano mettere a seguire il segno
dotto dalla moderna cultura russa». Ibidem, p. 6l.
compiuto per trovare la persona attesa. Aspettavano un re.
47 N. BERDJAEV, Istoki i smysl russkogo kommunizma, cit., p. 97 e p.
Capiscono da una stella che il re è venuto. Iniziano il viaggio
118. «L'intelligencija, socialmente e spiritualmente rivoluzionaria, innamo-
rata dell'infinito, [era] tesa verso la Città futura», (p. 109) secondo una dop- non per cercare il regno di Dio, ma per cercare il Re che in-
pia tendenza: una rivoluzionaria e l'altra reazionaria. «In generale ha domi- staurerà il nuovo regno. Si mettono in cammino e dove arri-
nato una comprensione passiva di questa corrente apocalittica; il russo si vano? In una stalla, non in un palazzo regale. Eppure, trovan-
sentiva pervaso dal soffio mistico della fine prossima, prevedeva inevitabi- do un bambino in un mangiatoia, credono al segno, ricono-
le il regno dell'Anticristo. Nello stato d'attesa in cui si trovava, l'avvenire
era fonte di terrore: ciò che l'Apocalisse ha predetto deve adempiersi, per
scono la persona attesa nel bambino e si inginocchiano per
l'individuo e per i popoli, ma l'uomo stesso non sembra un agente attivo adorare in lui il re dell'universo. Come potevano questi intel-
nel compimento di questa profezia. L'Apocalisse deve intendersi come lettuali riconoscere in un bambino povero, privo di ogni pos-
Fato divino, in cui la libertà umana non ha alcuna influenza» (p. 118). sibile segno esterno di regalità, il re dell'universo? La doman-
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L'Anticristo M. Tenace
da per tutti sarebbe: quali sono i criteri della regalità che se- completa quelle dell'attesa del Re e dice che c'è anche un
gnerà una novità nella storia dell'umanità e che merita di es- modo di verificare dai segni che il vero Re, e non un impo-
sere attesa, riconosciuta e adorata? store, sta regnando. «Giudicherete l'albero dai frutti». Quale è
Questo brano del vangelo è come la risposta o parabola op- il frutto dell'albero Gesù? Il frutto dell'albero della vita, il frut-
posta al Racconto dell'Anticristo, dove Solov'èv mette in rilievo to della croce è la vita. Il frutto di Gesù Messia è quindi che
le caratteristiche del regno che l'umanità identifica con il com- gli uomini ritrovano la vita, «una vita ancora più forte e gusto-
pimento delle attese: la pace, la giustizia, la buona organizza- sa in confronto a ciò che pensavano fosse vita».50 La vita in
zione, la sazietà. Chi cerca tale regno lo potrebbe anche vede- pienezza: poter vedere, poter camminare, avere la salute, po-
re, ma tale regno può portare, insieme alla falsificazione dell'es- ter ascoltare, risuscitare, aver cura dei poveri... «e beato colui
sere, la falsificazione della vita e costituire quindi un rinnega- che non si scandalizza di me» (Mt 11,6).
mento di Cristo: l'opera di Cristo si riconosce da quei segni che Infatti bisognerà riconoscere il Re che porta tale vita in segni
rivelano la sua Persona come Dio e la vocazione dell'uomo alla opposti, bisognerà riconoscerlo quando compirà l'opera che lo
vita eterna con Dio. L'opera dell'Anticristo si riconosce dai pro- rivelerà: la passione, la morte in croce, la risurrezione del suo
corpo con i segni della sua passione. La vita nuova, la liberazio-
digi strabilianti che seducono ma che non possono «eliminare
ne, riguarda ciò che è stato più ferito in noi: la vita di relazione
la morte né rinvigorire o rinnovare la vita.»48 «Essere uomo ed
con Dio. Se la lontananza da Dio, la perdita della vita eterna, è
essere mortale sono sinonimi [...] se è così, il superuomo deve
il male assoluto per noi, allora solo chi ci libera da tale male ci
essere vincitore della morte, liberare sé e l'umanità (dalla mor-
salva veramente. Perciò in Cristo ci viene dato il bene assoluto:
te) [...] realizzare quelle condizioni nuove che permetteranno o
il dono di sé, della sua vita, del suo Spirito. «Generosità, im-
di non morire o, se si muore, di risuscitare.-49
mensità del dono. La vita donata in abbondanza, giubilo pri-
mordiale dell'uomo che si sente misteriosamente amato nella
2. La verifica del Regno
sua sorgente [...] ecco ciò che Gesù mostra di sé per dire chi è».
Anche quando Cristo è venuto, non è stato così ovvio ri- «La verità del suo essere è in ciò che attraverso di lui viene do-
conoscere in lui il "Dio con noi", il compimento della pro- nato all'uomo e che l'uomo può constatare, gustare, sperimen-
messa. «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne tare [...]. Che cosa è? Il ritorno dei morti alla vita, la buona no-
un altro?», chiedono i discepoli mandati da Giovanni Battista vella.»51 Ora, «il principio della vera vita è l'amore che vince il
a Gesù (Mt 11,2-6 e Le 7,18-28). Questa scena del vangelo male: suo fine è la risurrezione che trionfa della morte».52 Cristo
è venuto, noi lo confessiamo come il Figlio di Dio, il Messia,
48 «Nessuno presenterà poteri magici tali da eliminare la morte o da
rinvigorire la vita rinnovandola come si fa con le viti quando si rinfresca il
50 M. BELLET, Sur la bonté du Christ, in Vraie et fausse bonté,
terreno». TERTULLIANO, Dell'Anima, 1,4, ed, J. H. Waszink, CCL 2, 856.
«Christus», cit, p. 480.
49 V. SOLOV'ÈV, Ideja svercbceloveka, in Sobr. Soc, Vi Solov'éva, IX,
Bruxelles 1966, tr. fr. inj. SEVERAC, Vladimir Soloviev. Introduction etcboix 51 Ibid.,pA76.
de textes, Paris 1906, p. 212. È uno scritto del 1899. 52 Duchovnyja osnovy zizni, tr. it. cit, p. 106.
89
L'Anticristo M. Tenace
colui che l'umanità aspettava. Il criterio di discernimento e di ri- completa confessione di fede. Separare l'umanità e la divinità
conoscimento per i primi discepoli è stato la risurrezione, e è dello spirito dell'Anticristo come «separare il Cristo da Gesù,
quindi la passione. Cioè il suo amore che si è espresso così e la sua gloria dalla sua Passione, la sua divinità e la sua uma-
che così ci verrà di nuovo rivelato. nità».54 «Cristo semplice uomo non può essere né redentore,
Non a caso quindi, il superuomo del racconto di Solov'èv né fonte della vita [...] la tranquillità dell'uomo e la salvezza
nega proprio lav risurrezione, rifiuta la compassione di Cristo di tutti gli uomini dalla disperazione è contenuta in queste
che lo rivela così altamente divino. «La triste, gentile immagi- parole: "Ed il Verbo si fece carne" [...]. Tutto è che il Verbo
ne sembrava sorgere davanti a lui nelle tenebre. "Egli mi realmente si fece carne. Ivi è tutta la fiducia e tutta la conso-
compatisce... No, mai! Non lo fece, mai risorse dai morti." E lazione dell'uomo alla quale non rinuncerà mai».55
si gettò giù dalla rupe a picco.»53 La teologia dell'Incarnazione ci dice che Dio si fa uno di
Negando la risurrezione, si nega l'amore di Dio, cioè il noi per amore; questo amore, trovando l'amato (l'umanità)
contenuto della salvezza. Più della categoria della sola sal- ferito dal peccato originale, lo salva. Dio ci salva amandoci.
vezza o della liberazione che possono ingannare (vedi tutte La salvezza quindi è, per così dire, in funzione dell'amore.
le ideologie o pseudo-religioni che abusano di tali promes- «Per noi e per la nostra salvezza» Dio si fa uomo, non per at-
se), l'amore non può essere vissuto senza riconoscere o ade- tuare una salvezza magica (tentazione che Cristo stesso do-
rire a Cristo nel senso che, esplicitamente o no, l'amore ci veva sconfiggere), ma per amare, per entrare in una relazio-
rende cristoformi, ci fa simili a colui che doveva amare fino a ne nuova con l'uomo, perché in questa relazione consiste la
rinunciare ai privilegi della sua divinità, per rivelare che è salvezza. Ora, in questa relazione l'uomo si pone come pec-
l'amore la realtà più divina. Nel Racconto, l'amore è la carat- catore davanti al suo Dio: ecco allora che la relazione nuova
teristica più estranea all'Anticristo. che porta amore sana e salva ciò che nell'uomo era impossi-
Non confessare Cristo significa non confessare la sua divi- bilitato all'amore. Non riconoscersi peccatori, bisognosi della
noumanità (la sua persona) e il suo amore (la sua opera) misericordia di Dio, è un atto di negazione della salvezza, at-
espressa nella morte e risurrezione. to di negazione dell'Incarnazione, atto di rifiuto di Cristo.
«Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spiri- Sostituire la coscienza del peccato con la coscienza dei pro-
to che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da blemi è quindi una via aperta all'ateismo, come fa l'Anticristo,
Dio: ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio. che nel Racconto è presentato come uno che ha la soluzione
Questo è lo spirito dell'anticristo» (IGv 4,2-3). Riconoscere ad ogni problema, meglio di come fa Dio: Dio salva amando,
Gesù, nella terminologia di Giovanni, significa riconoscere l'Anticristo salva «facendo del bene». Si ripete così la dinamica
che egli è il Signore, il Figlio di Dio, il Lògos incarnato. Il
Cristo vero uomo e vero Dio, morto e risorto, è la nostra 54 C. FLIPO, L'homme a la rechercbe de son àme, in Le Nouvel Age.
Promesse ou leurre, «Christus», n. 153 gennaio 1992, p. 89.
53 Kratkaja povest' ob antichriste, in Sobr. Soc. VI. Solov'eva, X, 55 B. SCHULTZE, Pensatori russi di fronte a Cristo, II, Firenze 1947, p.
Bruxelles 1966, p. 200, tr. it. in questo stesso volume alla p. 43. 116.
90 91
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del peccato originale che consisteva nel cercare la divinizzazio- bene secondo l'ottica umana.
ne fuori di Dio. Il peccato della falsificazione della salvezza Ossia fra bene-oggetto da possedere e bene-persona da
consiste nel sostituire la persona che salva nell'amore con le amare. Terribile attualità nella cultura di oggi «il cui vizio sta
cose che appagano dalla paura della morte. Far sparire la diffi- nel presentare alle ambizioni dello sforzo umano un'Umanità
coltà è spesso l'illusione di chi crede che la difficoltà, e non la impersonale»,59 con beni, ma senza amore. L'Anticristo è la
mancanza di ampre, sia causa della sua infelicità. rappresentazione della fine delle illusioni dell'umanità come
Alla fine, non confessare Cristo significa non confessare fu, in un certo senso, la fine e la purificazione delle migliori
l'uomo per quello che è, non confessare la divinità dell'uomo illusioni di Solov'év. Eppure, scrivendo il Racconto egli vuole
che si realizza nell'amore. L'uomo immagine e somiglianzà di quasi ribadire un ottimismo più profondo di quello comune-
Dio è immagine dell'amore di Dio.56 «Dio amore significa che mente accettato: «i fallimenti storici sono benefici perché gua-
l'amore di Dio rende degno d'amore chi non è degno d'amo- riscono l'uomo dalla tendenza ad adorare l'umanità» e guari-
re; che è amore capace di creare l'amore. Ancor più, Dio- scono «il mondo dalla tendenza a credere nel progresso uma-
amore significa che Dio soffre finché non rende anche me nista, il cui movente è il sogno orgoglioso di un paradiso
pienamente degno d'amore.»57 «Essere amato da Dio innalza terrestre.»60 «Ogni catastrofe è come una chiamata ad una più
l'uomo al livello di questo amore: Dio non parla che con gli grande spiritualità, ad una più alta testimonianza, per rivelare
dèi; Dio diviene uomo perché l'uomo diventi dio [...] e allora agli uomini che la morte può diventare risurrezione.»61
l'uomo-dio si vede capace anche di amare veramente, a im- Qui sta la differenza tra l'attesa di un regno di felicità-pa-
magine dell'amore divino.»58 radiso e la fede nella salvezza-passione che ci ricrea. «Non è
vero che lo scopo della vita o lo stato di beatitudine sia fatto
3- La prova dell'Anticristo di benessere, di comodità e di felicità pacifica, come lo im-
L'avvertimento del Racconto dell'Anticristo è serio: la dif- magina la coscienza edonista del nostro tempo. Il riposo e la
ficoltà non sta nel distinguere il bene dal male. Ma nel bene, serenità non sono l'inerzia e l'impassibilità. L'essere nel
come distinguere ciò che salva da ciò che non salva? Il pec- profondo è desiderio, fiamma viva, passione.»02 Il progresso
cato originale stesso non è avvenuto nella decisione di sce- stesso dell'umanità diventa ambiguo perché può portare alla
gliere fra bene e male. Ma fra bene secondo l'ottica di Dio e
59 P. TEILHARD DE CHARDIN, L'Energie humaine, Oeuvres, VI, Paris
56 S. BULGAKOV, Svet nevecernij, cit., p. 271. «L'uomo non poteva realiz- 1962, pp. 161-162, tr. it. Sull'amore, Brescia 1992, p. 49.
zare e credere in se stesso la somiglianzà con Dio che in virtù dell'amore.» 60 S. BULGAKOV, Pravoslavie, Paris 1932, tr. fr. L'Orthodoxie, Lausanne
57 G. MURA, Alcune riflessioni sulla cultura contemporanea, in AA. 1980, p. 219.
Vv., Dio amore nella tradizione cristiana e nella domanda dell'uomo 61 O. CLÉMENT, Apocalypse et transfiguration chez les philosophes re-
contemporaneo, Roma 1993, p. 222. ligieux russes, in «Cahiers Saint Jean de Jérusalem», n. 9, p. 143.
58 P. EVDOKIMOV, Dostoevski] di fronte all'ateismo, in AA. Vv., L'atei- 62 X. TILLIETTE, Du mal et de la souffrance, in «Les Etudes philosophi-
smo contemporaneo, III, Torino 1969, p. 209- ques», 1(1991), p. 11.
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divinizzazione del nulla: il nulla dell'umanità nuova di Marx, In questa tensione e in questo possibile inganno «bisogna
il nulla del superuomo di Nietzsche, il nulla delle ideologie essere preparati al fatto che il 96% dei preti e dei monaci si
di destra, il nulla della società del consumo, il nulla di una dichiareranno dalla parte dell'Anticristo. Questo è un loro di-
morale in cui nessuno è responsabile del male. L'Anticristo ritto e fatti loro.»66 All'uomo di fede integra è richiesto comun-
quindi non è uno, ma "legione", i tanti che nella storia rap- que di «non lasciarsi sedurre dalla visibile signoria del male e
presentano questa dimensione del nulla e dell'inganno: la non rinnegare per amore di esso il bene invisibile [...]. Gli uo-
Bestia, la Prostituta, la Grande Babilonia, tutte figure di «asso- mini che si fermano al fatto vivono d'una vita aliena, non so-
lutizzazione del potere, dell'eros, del sapere, di una gnosi no essi a creare la vita. Creano la vita gli uomini di fede.»67
non di comunione ma di possessione».63 Solov'év considera pericoloso lo sviare la religione da quel-
lo che è, fede nel bene assoluto, a partire da una perversione o
Il Racconto dell'Anticristo non è dunque una descrizione falsificazione dell'idea stessa di bene. Bisogna sapere distingue-
aneddotica di ciò che si verificherà nella storia, ma una scom- re non solo bene e male, ma nel bene sapere individuare il be-
messa di discernimento dentro di noi sulla defalsificazione dei ne che salva da un bene apparente che porta alla negazione di
nostri riferimenti a Cristo oggi e domani. Il genere apocalittico Dio. La distinzione non è così scontata. Se alcuni affermano
scelto da Solov'év per raccontare e descrivere la verifica della che basta fare il bene per essere cristiani, Solov'év descrive un
fede non è un insegnamento sulla prova definitiva che l'uma- bene che si promuove con atti di falsità e che porta con sé il
nità dovrà affrontare alla fine della storia: «Non si tratta di un male. Cristo stesso ha indicato una via di discernimento: «Alla
segreto che tutt'ad un tratto sarebbe svelato, un sacro graal da sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere» (M 11,19).
conquistare, un talismano da scoprire.»64 Si tratta di quel famo- «L'opera provvidenziale della Sapienza divina si compie nel
so "già" che si verificherà e si compirà nel "non ancora". Tale Regno di Dio, in cui Dio è tutto in tutto [...]. Cristo vero Dio e
tensione tra il "già" e il "non ancora", tra la realtà presente e vero uomo in una sola persona riunisce in sé la creazione de-
quella futura si applica a Cristo e all'Anticristo, in quanto «ri- caduta e il suo Creatore, per estendere questa unione a tutta
ferita alla manifestazione del Cristo si applica naturalmente an- l'umanità, anzi ad ogni esistente, e compie così l'opera
che alla figura dell'Anticristo: esso deve ancora venire, quale dell'Onniscienza eterna.»68 «La concezione del bene falsificato
estremo protagonista del Cristo alla fine dei tempi, ma è già non riposa dunque sulle qualità soggettive dell'impostore, ma
all'opera in tutti coloro che si oppongono a quel regno che è sul carattere oggettivo della sua opera di unificazione generale,
già stato inaugurato dal Cristo.»65
66 V. SOLOVIEV, Lettre n. 13 a Eugène Tavernier, maggio-giugno 1896.
63 O. CLÉMENT, Apocalypse et transfiguration cbez les philosophes re- 67 V. SOLOV'ÉV, Tri reci v pamjat' Dostoevskago, in Sobr. Soc. Vi.
ligieux russes, cit., p. 142. Solov'éva, III, cit, tr. it. Tre discorsi in memoria di Dostoevskij, tr. it. Milano
64 A. BESANGON, La falsification du Bien, Soloviev-Orwell, Paris 1985, 1981, p. 62.
p. 218. 68 W. SZYLKARSKI, Dos philosophische Werk von Wladimir Solowiew,
65 F. SBAFFONI, Testi sull'Anticristo. Secolo III, II, Firenze 1992, p. 12. Munchen 1950, p. 7.
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che è il bene». Tale opera «fatta senza Dio non può essere che essenziali aperte, e ha una concezione dell'universo che «non
una falsificazione del bene.»69 può soddisfare alcun essere pensante»: «I quesiti della co-
Avendo percorso con sincerità tutte le attese possibili scienza intima, i problemi della vita e della morte, del destino
(compreso il sogno della teocrazia), Solov'év è arrivato a capi- finale del mondo e dell'uomo [...] rimangono senza soluzione
re che la vittoria di Cristo non avverrà per logico processo sto- [...]. La concezione della vita come risultato di una accumula-
rico e che non si compirà con un happy-end, ma che sarà ne- zione meccanica di minimi cambiamenti della materia: tutto
cessario il travaglio e la confessione di fede autentica purificata ciò non può soddisfare alcun essere pensante». Dal punto di
nella sofferenza a causa di Cristo. Ma questa sofferenza ancora vista politico, Solov'év accusa quella sterilità che, nel sociali-
non sarebbe sufficiente senza un incondizionato riconosci- smo («rivoluzione della sterilità»72) promuove il «livellamento
mento di Cristo e un personale intervento di Dio nella storia. in basso di tutti, l'abbassamento forzato alla condizione pura-
mente materiale degli operai sazi e soddisfatti e ad essa sola,
la riduzione dello stato e della società al grado di una sempli-
I presupposti più personali del racconto ce associazione economica».73
La riflessione di Solov'év muove dal «sentimento che un
nemico misterioso sta arrivando sulla Russia» e in genere sul- Riguardo a Tolstoj
la cristianità, nemico che non sarà facile smascherare. È inte- La posizione di Solov'év nei confronti di Tolstoj è più com-
ressante che, nella riflessione dell'autore, questo nemico è plessa. I due sono contemporanei, hanno avuto un influsso
appoggiato, preparato, giustificato da tre grandi idee e tipi di notevole sulla società russa del loro tempo anche come pen-
uomini che «governano il mondo»:70 satori impegnati nella trasformazione della società e della cul-
- il materialismo economico (Marx) tura russa. Per esempio ambedue, in nome della fede cristia-
- il moralismo astratto (Tolstoj) na, hanno chiesto la grazia per gli assassini di Alessandro III;
- il demonismo del superuomo (Nietzsche) ambedue hanno osato criticare la chiesa gerarchica e si sono
lamentati dell'inoperosità dei cristiani. Hanno fatto proposte
Riguardo al materialismo concrete di cambiamenti e si sono messi in prima linea per at-
Ricordiamo soltanto che Solov'év denuncia dal punto di tuarli. Basta ricordare le mense popolari organizzate da
vista filosofia) l'inconsistenza, l'insufficienza, «la decisiva ca- Tolstoj, la campagna di sostegno agli Ebrei lanciata da
Solov'év. Eppure Solov'év e Tolstoj sono rappresentanti di
duta del materialismo teorico»,71 in quanto lascia le domande
71 Kratkaja povest' ob antichriste, cit., p. 197, tr. it. in questo stesso
69 D. STREMOUUKHOFF, L'Apocalypse in Vladimir Soloviev et son oeu-
volume alla p. 39.
vre messianique, cit., p. 294.
72 Sobr. Soc. Vi. Solov'èva, III, Bruxelles Ig66,.p. 14.
70 Sobr. Soc. Vi. Solov'èva, Vili, Bruxelles 1966 p. 311. L'idea del su-
peruomo è uno scritto del 1899. Cf la traduzione francese in J. SEVERAC, 73 Tri reci vpamjat' Dostoevskago, cit., tr. it. cit. % discorsi in me-
Vladimir Soloviev. Introduction et cboix de textes, cit., pp. 205-214. moria di Dostoevskij.
96 97
t
L'Anticristo M. Tenace
due linee di realizzazione della fede cristiana fra di loro lonta- Le affermazioni fatte da Tolstoj circa l'essenza della reli-
nissime. La loro disputa è tipica di molte altre dispute nella gione:
chiesa. Uno vede il fare e l'altro Tessere, uno vede le opere, - il vangelo è più utile di Cristo;
l'altro vede la grazia, uno vede il quaggiù, l'altro il lassù ecc. - il messaggio principale del vangelo è la dottrina della
Ora, che «il regno di Dio non è di quaggiù», Solov'év lo ha ca- non-resistenza al male.
pito a sue spese e nel conflitto con Tolstoj rivela la solidità Le affermazioni che stanno a cuore della professione di fede
della sua sintesi teologica e spirituale giunta al fondo nella ri- di Solov'èv sono ridicolizzate80 da Tolstoj, mentre Solov'èv fa di
cerca di comprensione delle antinomie della fede. Tolstoj il padre della religione dell'Anticristo.
Si può dire che ciò che opponeva questi uomini è la loro vi- Come spiegare un conflitto così forte fra i due pensatori
sione del mondo: laica per Tolstoj, cristocentrica e divinouma- "religiosi"?
na per Solov'év. «Uno negava la divinoumanità di Gesù, l'altro a) Un punto chiave del conflitto riguarda il vangelo senza
la estendeva a tutta l'umanità [...]. Tolstoj liberando il cristianesi- Cristo.
mo dal dogma ne fa una morale.»74 Ora, proprio la morale può Solov'év accuserà Tolstoj di essere un «pagano e un pub-
diventare una «menzogna sistematica», un cristianesimo senza blicano»81 più vicino al buddhismo che al cristianesimo, anzi
Cristo, il che equivale ad «uno spazio vuoto».75 Ecco allora il ve- arriverà a considerare il tolstoismo al pari di una setta dell'i w-
ro punto della differenza: «tenendo conto della contaminazione telligencija russa, una falsificazione del cristianesimo stesso,
dell'atmosfera morale con la menzogna sistematica, la coscien- in quanto per tale religione Cristo è «estraneo, non è per nul-
za della società reclama a gran voce che il male venga chiama- la necessario, costituisce un impiccio.»82 Ora, proprio il rifiuto
to col suo vero nome» e perciò bisogna «non confutare una fal- di Cristo e della «potenza della sua risurrezione» (che costitui-
sa religione ma smascherare un reale inganno».76 sce la vera bontà della buona novella83 o vangelo) è il pre-
Il confronto77 può essere esplicitato attraverso ciò che supposto che apre la porta ad un grave pericolo per l'uma-
ognuno ritiene centrale nel cristianesimo. Solov'év sostiene
che il cristianesimo ha per nucleo:
- la divinoumanità di Cristo, della Chiesa, di ogni uomo;78 79 Cf Voskresnyja pis'ma, in Sobr. Soc. VI Solov'èva, X, cit., la prima
- la risurrezione di Cristo.79 lettera Cristo è risono, tr. it., in I tre dialoghi, Torino 1975, pp. 253-257.
80 Tolstoj qualificava le Lezioni sulla Divinoumanità come «spazza-
tura» e «assurdità infantile». Vedi in Perepiska L. N. Tolstogo s N. N.
74 D. STREMOUUKHOFF, L'Apocalypse in Vladimir Soloviev et son oeu- Strakhovym, 1870-1894, cit. in STREMOUUKHOFF, L'Apocalypse in Vladimir
vre messianique, cit, p. 285. Soloviev et son oeuvre messianique, cit., p. 284.
75 V. SOLOV'ÉV, Predislovieai Tri razgovora, cit., p. 84. 81 Pis'ma, IV, p. 15.
76 tbtd. 82 V. SOLOV'ÈV, Predislovieai Tri razgovora, cit., p. 86.
77 Confronto tra l'opera di Tolstoj, Critica alla teologia dogmatica e
83 «Sebbene gli intellettuali adoratori del buco non si chiamino tali
quella di Solov'èv, Lezioni sulla Divinoumanità.
ma cristiani e chiamino vangelo la propria dottrina, il cristianesimo e
78 Cf soprattutto Duchovnyja osnovy zizni. l'evangelo, vale a dire la buona novella, senza quella lx)ntA clic sarchi*
98 99
L'Anticristo M. Tenace
nità: l'acccttazione cieca dell'Anticristo. Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gv 11,27).
b) Resistenza al male? Sant'Ignazio, nella terza regola del discernimento della
La dottrina principale di Tolstoj - la non-resistenza al male - seconda settimana85 dei suoi Esercizi spirituali, raccomanda
è quella teoria che permetterà al male (l'Anticristo) di non tro- un continuo discernimento, non solo tra bene e male, ma tra
vare nessuna resistenza quando vorrà imporsi. Infatti, secondo bene promosso dal nemico della natura umana e bene ope-
il principio stesso della non resistenza al male, nessuno gli si rato in noi da Dio stesso. Così è la pace, che nell'uomo può
opporrà. Solov'èv (sostiene che bisogna riflettere sul male,84 de- essere tanto segno di crescita nello spirito, quanto segno del
nunciarlo e opporsi ad esso. Nemico intenzionato a lasciare l'anima nella sonnolenza del
A causa dell'esistenza del male, si capisce che Cristo possa peccato, per cui il segno dell'azione dello spirito buono, in
aver detto «sono venuto a portare non la pace ma la divisio- questo caso, è l'inquietudine, il turbamento.
ne*. Tale principio è vero della lotta fra bene e male nella sto- La verità separa, mette da parte (non è forse l'etimologia
ria, ma è anche vero della lotta per promuovere il vero bene di "santo", colui che è messo da parte?). Bisogna allora consi-
nella vita personale. Come Cristo nel deserto ha vinto la tenta- derare il fatto che ci può essere una «pace non cristiana»,
zione con una fedeltà assoluta alla sua identità di Figlio e di quella dell'appiattimento della sazietà, e una «lotta cristiana»,
Messia venuto a rivelare un nuovo modo di capire la figliolan- quella che «si innalza sul cadavere dei nemici che ha ucciso,
za e la messianità, cioè venuto a rivelare l'amore di Dio, così il cioè delle sue proprie passioni personali.»86 Come conferma
cristiano dovrà nel deserto confessare che la sua identità è di questo fatto, il personaggio dell'Anticristo nel racconto, a
l'essere di Cristo, la sua salvezza è il perdono e la vita in un certo momento della sua missione, si sente direttamente
Cristo, confessare Cristo Re unico dell'universo unificato in ispirato (da quale spirito?) per scrivere la sua opera più im-
Lui, confessare la Persona e non semplicemente una religione portante con un titolo significativo: La via aperta verso la
cristiana come progetto utopico (un regno di pace) di felicità Pace e la prosperità universale, sintesi universale di concilia-
onni-conciliante. Questa menzogna radicale porta alla violen- zione di tutte le contraddizioni umane. Ma è questo lo scopo
za, alla morte, alla negazione di quella vita che Cristo è venu- della pace promessa da Cristo? Cosa voleva dire quando ai
to ad offrire ad ogni uomo che crede in lui. «Chi crede in me discepoli promise di dare la pace aggiungendo però "non co-
vivrà», «chi crede nel Figlio ha la vita eterna» (Gv 11,25 e 3,36) me la da il mondo" (ffv 14,27)?
e perciò confessiamo «Sì o Signore, io credo che tu sei il
e) Distinguere tra bene e bene
valso la pena di annunciare - precisamente senza una reale resurrezione
nella pienezza della vita beata - è poi la stessa cosa che uno spazio vuoto 85 «In base ad una causa, può consolare l'anima sia l'angelo buono
pura negazione e mancanza di contenuto circa la concezione del mondo». quanto quello cattivo, ma per fini opposti: l'angelo buono per il bene
V. SOLOV'É'V, Predlslovteai Tri razgovora, cit., p. 84. dell'anima affinchè cresca e proceda di bene in meglio e l'angelo cattivo al
contrario, per trascinarla al suo dannato intento cattivo». IGNAZIO DI LOYOLA,
84 «... mettere in chiaro i vitali aspetti della verità cristiana in connes-
Esercizi spirituali, n. 331.
sione col problema del male, sui quali da varie parti si lascia calare la neb-
bia». V. SOLOV'ÈV, Predislovieù Tri razgovora, cit., p. 83. 86 Lermontov, in Sobr. Soc. Vi. Solov'èva, IX, Bruxelles 1966, p. 361.
100 101
L'Anticristo M. Tenace
Riguardo alla riduzione della religione alla morale, «riconoscersi negli dèi di loro scelta.»90
Solov'év contesta il fatto che per essere religioso basta fare È interessante che per Solov'év la dignità dell'uomo e la di-
umanamente tutto il bene possibile. Si possono certo fare gnità della religione siano dovute alla rivelazione della divi-
buone azioni, ma nessuno può compiere l'unica azione che è noumanità contenuta nei dogmi dell'incarnazione e della risur-
buona e divina totalmente: l'azione della vittoria sul male rezione. Dignità dell'umano che incarna Dio, dignità dell'uma-
operata nella risurrezione. Ecco perché la risurrezione è no che partecipa della vita divina con la sua carne risorta.
l'opera divina per eccellenza ed è anche il dogma principale La domanda intorno alla resistenza al male è questione di
e unico della fede cristiana.87 Rifiutando la risurrezione come "visione del mondo" prima di tutto. In un mondo in degrado
un fatto reale, Tolstoj riduce il cristianesimo a una morale e il totale, un mondo di pressante bisogno di trasformazione, da-
dogma a "mitologia". Il vangelo, capito come regola di mora- vanti al male che dilaga in tutti i sensi e settori della vita, la do-
le pacifista e umanitaria, può portare facilmente a sostituire manda è non solo d?efare, ma come fare e chi lo farà. Proprio
Cristo con «un qualsiasi eremita od asceta di tipo orientale».88 la letteratura, in Russia, si fa carico di queste domande. «La let-
Ma il vangelo ridotto o identificato con una morale pacifista teratura del XIX secolo costituisce per la Russia il più grande
senza Cristo non annuncia più la buona novella di Cristo. monumento spirituale», è «la più profetica che esista al mon-
Anzi, il «non opporre resistenza al male» capito in modo sba- do», «è piena di presentimenti e di predizioni, perennemente
gliato può portare a fare una specie di apologià di un'etica agitata dall'attesa di una catastrofe prossima».91 I romanzi rac-
che va contro la dignità dell'uomo. È giustificato allora pen- contano i problemi e descrivono la miseria della vita quotidia-
sare che si debba «scegliere tra la dignità della religione che na, presentano anche i vicoli ciechi delle risposte del passato
ci propone questa etica e la dignità di un essere virile che (basti pensare alla Leggenda del Grande Inquisitore nella qua-
predica tutt'altra cosa, come "Resisti al male, altrimenti sarai le Dostoevskij dichiara impossibile portare una salvezza che
responsabile della sua vittoria". A seconda delle convinzioni neghi la libertà). «Che fare?»92 Come? Chi lo farà? Chi verrà a
profonde di ciascun essere, una di queste etiche assumerà il realizzare l'attesa? Un Revisore Generale, un Grande
volto del diavolo, l'altra quella di Dio ed ogni individuo do- Inquisitore, un Anticristo? Un uomo politico?93 È un dato di fat-
vrà decidere, dal proprio punto di vista, chi è Dio, chi è il to che la politica nella Russia di fine secolo sia stata la portatri-
diavolo.»89 Alla fine rimane il problema di fondo: «Noi tutti
dobbiamo scegliere chi è Dio, chi è il diavolo». Questo è il di-
90 /fotf., pp. 8-9.
ritto di ogni uomo, di tutti gli uomini che hanno il diritto di
91 N. BERDJAEV, Istoki i smysl russkogo kommunizma, tr. it. cit., p. 96.
92 Titolo di un romanzo di Óernysevskij del 1862 che fu il riferimento
87 Cristo è risorto/, dalle Voskresnyja pis'ma, in Sobr. Soc. Vi. ideologico di tutta una generazione di progressisti e democratici, ma è an-
Solov'eva, X, cit, tr. it. cit., pp.253-257. che il titolo di un'opera di Lenin del 1902 che divenne il programma di
88 V. SOLOV'ÉV, Predislovieù Trirazgovora, cit., p. 86. azione della rivoluzione.
89 Max Weber citato da A. DE BENOIST, Comment peut-on étrepai'en, 93 «In Russia il movimento dell'Anticristo ha assunto la maschera an-
Paris 1981, p. 8. cora relativamente innocua della bestia malvagia, e questa maschera ha la
102 103
L'Anticristo M. Tenace
ce di una nuova religione dell'umanità. Ma l'inganno della po- l'idea che l'uomo è più di una semplice creatura, che la
litica può essere ancora più sottile: «in politica infatti non è tan- Seconda Ipostasi della Trinità è l'Uomo nato in eterno.»96
to la menzogna che è efficace, quanto la verità. La verità in- L'interpretazione della divinoumanità come superumanità
ganna e disarma più che la menzogna».94 Perciò «la tentazione è, secondo Solov'èv, la radice del peccato e il nucleo del si-
del movimento dell'Anticristo si presenterà all'umanità non gnificato delle tentazioni di Cristo.97 L'azione della tentazione
nelle sembianze di un lupo malvagio, ma nella veste di un uo- consiste nel mettere la divinità al servizio dell'umanità per
mo ispirato dagli ideali più nobili e capace di incarnarli nella farne una superumanità illusa di poter fare a meno di Dio o
vita in forme allettanti ed eticamente incensurabili. Però la sua che sarà meglio di Dio nella soluzione che porterà ai proble-
essenza sarà sempre la stessa: creare forme sociali basate sulla mi della fame, della sofferenza fisica, della morte. La progres-
sottomissione all'uomo come Dio.»95 siva dinamica delle tentazioni porta al potere assoluto e pre-
senta alla fine uà messia che si sottomette al Principe di que-
Riguardo a Nietzscbe
sto mondo, e nega pertanto il nucleo della salvezza che do-
II superuomo (di Nietzsche o di chiunque promuova una veva annunciare. «La prima tentazione spinge Gesù a far uso
visione di umanità che possa essere "super" in riferimento alla del potere divino per scopi materialmente terreni (M 4,5). La
sola umanità) evoca il pericolo più grande secondo Solov'èv, seconda tentazione incita ad adoperare il potere divino per
in quanto presenta una perversione dell'idea cristiana della di-
costruire la propria individuale auto-sufficienza arbitraria (Mt
vinoumanità, della realtà dell'uomo creato ad immagine di Dio
4,6). La terza tentazione capovolge tutto, convincendo di affi-
e quindi chiamato ad una pienezza che sia divina e umana in-
darsi al potere costrittivo umano per scopi divini (M4,9).»98
sieme. L'uomo, secondo il cristianesimo, «è il supremo grado
Il superuomo cede a queste tre tentazioni e in questo mo-
dell'essere, superiore alla gerarchia angelica [...]. L'uomo è "fi-
do diventa Fanti-Cristo, ossia Fanti-divinoumanità. «La perso-
glio di Dio". La specie umana non può essere superata da una
nuova razza, da quella di un superuomo [...]. Se c'è qualcosa di nalità individuale dell'Anticristo semplicemente incarna e
esoterico nel Cristianesimo, non è certo la nozione che l'uomo personifica tutte le brame dell'umanità che ha dimenticato e
è un prodotto dell'evoluzione cosmica suscettibile di essere rigettato Dio e che in certo senso ha consegnato» ad un Altro,
superato da essa, o che un nuovo eone universale si manife- che non è Cristo, «tutti i suoi poteri e la forma dell'autorità».99
sterà sotto il segno di una nuova razza sovraumana, bensì
96 N. BERDIAEV, Esprit et liberté, tr. it. cit. Milano 1947, p. 381-382.
sua personificazione specifica nel terzo eroe della rivoluzione russa: 97 V. SOLOV'ÈV, Duchovnyja osnovy zizni., tr. it. cit., pp. 42-52.
Lenin». C. A. ASKOLDOV, II significato religioso della rivoluzione russa, in Iz 98 A. Joos, Solov'èv e Cristo: cogliere il mistero distico smascherando
Glubiny, cit., p. 50. l'Anticristo dentro di noi. Introduzione. Un modo per accertare l'insosti-
94 A. BESANGON, La falsificatoti du bien, cit., p.2ól tuibilità di Cristo: capire la leggenda dell'Anticristo, (dattiloscritto) p. 5.
95 C. A. ASKOLDOV, // significato religioso della rivoluzione russa, cit., 99 C. A. ASKOLDOV, // significato religioso della rivoluzione russa, cit.
p.50. p.50.
104 105
L'Anticristo M. Tenace
Lafigura deWAnticrìsto: neanche la compassione,103 non sopporta cioè che qualcuno
falsificazione della persona e dell'opera di Cristo sia fonte del bene in lui. In Cristo l'amore di Dio è tanto vici-
Ci sarebbero vari piani di lettura possibile di questo "falso" no e costitutivo della persona che è amore versato nei nostri
o "contro" o "anti" Cristo. Proponiamo alcuni ambiti più signi- cuori (cf Rm 5,5). Cercare di colmare l'assenza dell'amore
ficativi: il credere (ambito in cui l'amore verifica il bene); il fare con il non-amore sarà un progressivo andare contro la pro-
(ambito in cui il servizio è verifica della grandezza); l'opera pria vita e la vita degli altri, perché chi non ama non è capace
(ambito in cui la riconciliazione in Cristo è verifica dell'unità). nel cuore di nessun atto di riconoscimento di un altro. Non
vive cioè la somiglianzà con Dio, la partecipazione all'amore
in Dio. Senza tale partecipazione all'amore, le opere, l'azione
1. Il credere: amore-bene di un uomo che quindi «ama solo se stesso» fa venire un re-
«Se possedessi la pienezza della fede [...] ma non avessi gno in cui non c'è amore, in cui l'egoismo è regola di proget-
l'amore, non sono nulla» (ICor 13,2), dice San Paolo e, come tazione della vita, in cui i valori, non trovando l'orizzonte
a conferma, Solov'èv scrive «ogni ente è ciò che esso ama.»100 della loro pienezza, sono facilmente abusati o rifiutati, fino a
Ora, il superuomo «era stato sempre un convinto spiritualista diventare compiici di un inganno completamente omicida.
e la sua chiara intelligenza gli aveva sempre indicato la verità Il bene che fa un uomo che ama solo se stesso è un bene
di ciò che si doveva credere: il bene, Dio, il Messia. In ciò apparente, «lo splendore di un bene artefatto che non ha nes-
egli credeva. In realtà amava solo se stesso.»101 suna forza»104 perché è diviso dalla fonte che è un cuore buo-
La domanda che affiora in questa affermazione non è una no, è diviso da Dio che non è riconosciuto come datore di
domanda di fede: come gli spiriti immondi che dicono a bene. Tale bene è una mulilazione della verità che è Dio, è
Cristo «Tu sei il santo di Dio», l'Anticristo ha la fede in Dio, ha un falso bene. «Il bene, se diviso dalla verità che è Dio [...], è
la conoscenza, ma non ha l'amore. Ma «solo l'amore può rag- soltanto un sentimento indefinito, un impulso privo di forza».
giungere Dio in questa vita, la conoscenza non lo può».102 Colui che fa un tale bene trasforma il bene in opera sua, lo
Senza amore, nonostante il possesso di tutto il resto, persino condiziona. Ora, il bene non può essere condizionato da chi
il credente è un «bronzo che risuona o un cembalo che tintin- lo fa, bensì da chi lo alimenta. «La scommessa divina è di rea-
na» (ICor 13,1). «Niente giova», né a lui né agli altri. A lui non lizzare il bene tramite la verità nella bellezza. Il superuomo
giova niente, perché senza l'amore non può riconoscersi realizza la bellezza tramite la verità nel bene [...]. L'inversione
amato da Dio. Infatti, non a caso l'Anticristo non sopporta dei termini svela la falsificazione dell'intento. L'esito anticipa-
to non può che essere una auto-adorazione: illimitato amore
100 Ctenija o Bogocelovecestve, in Sobr. Soc. Vi. Solov'éva, III, Bruxelles di se stessi, sconfinato amore di se stesso [...]. Il bene che di-
1966, tr. it. parziale Lezioni sulla divinoumanttà, Milano 1971, p. 103.
101 Kratkaja povest' ob antichriste, cit., p. 198, tr. it. in questo stesso 103 Cf Kratkaja povest' ob antichriste, cit., p. 200, tr. it. in questo stes-
volume alla p. 40. so volume alla p. 40.
102 Cloud ofUnknowing, capitolo 8. 104 Ibid., ed. russa cit., p. 220, tr. it. cit. p. 72.
106 107
L'Anticristo M. Tenace
Signore e Dio, Gesù Cristo morto e risorto per i peccatori, cioè
venta forza si trasforma in bene che ama se stesso.»105
per tutti gli uomini, il che significa che tutti gli uomini sono bi-
La caratteristica fondamentale di un tale amore di sé è di
sognosi della salvezza in lui. La domanda religiosa fondamen-
porsi prima o poi in rivalità con l'Amore assoluto. Infatti leg-
tale è quanto questa fede riesce a spodestare l'onnipotente «Io».
giamo «Egli vi credeva [in Dio], ma amava soltanto se stesso.
La verifica di fede finisce in un modo che Gesù stesso ha
Credeva in Dio, ma nel fondo dell'anima, senza volerlo e
annunciato con parole di avvertimento non abbastanza con-
senza rendersene conto, preferiva se stesso a Lui». «In breve,
siderate nella loro tragica conclusione: «Chi non è con me è
egli considerava sé ciò che in realtà Cristo era stato.»106
contro di me. Chi non raccoglie con me disperde».108 Non es-
Sconvolgente sequenza per cui l'identità dell'Anticristo è fon-
sere dalla parte di Cristo in modo assoluto, essere dalla sua
data sul rifiuto dell'amore dell'altro da sé. Negando, rifiutan-
parte in modo relativo, significa prima o poi aderire ad un al-
do questo amore, la persona rifiuta Cristo e, non essendo tro che disperde, che è dalla parte opposta, colui che è con-
«con lui», si trova ad essere «contro di lui». Amare se stesso,
tro, il Nemico, Satana.
preferire se stesso a Cristo, sostituirsi a Cristo, combattere Infatti, l'apparizione di Satana nel Racconto dell'Anticristo
Cristo, tale è la logica dell'esclusione che si viene a sostituire sigilla una scelta definitiva per il Superuomo: la conferma asso-
alla logica del riconoscimento dell'altro. «L'uomo che ha la- luta di sé come superiore a Cristo, se non nell'essere almeno
sciato alle spalle ogni forma di minorità è l'uomo che si au- nel fare: «Cristo era stato il riformatore dell'umanità, ma io sono
toafferma nella sua soggettività, per lo più in una logica di invece destinato ad essere il benefattore di questa in parte rifor-
immanenza e in una dinamica di rifiuto della fede cristiana e mata e in parte incorreggibile umanità.»109
della sua influenza.»107 «Farà ciò che vuole, s'innalzerà, si ma- Ma senza l'amore, il bene rimane un'idea, un idolo al ser-
gnificherà sopra ogni dio [...] poiché egli si esalterà sopra tut- vizio di un idolo più sottilmente travestito: l'Io. La misura del
ti» (Dn 11,36-37). Il dubbio non ha posto: se Cristo fosse ve- bene diventa ciò che è bene per l'Io e tutto il resto può esse-
ramente il primo e l'ultimo in assoluto, bisognerebbe rinun- re considerato una limitazione del bene. Persino l'amore è
ciare alla propria grandezza. L'uomo è creato come un dio; sottomesso all'idea del bene dell'Io. Vale quell'amore che ri-
perché non può usufruire liberamente della sua divinità e go- chiede meno sacrificio, meno abnegazione, meno doveri e
dere di un'autonomia assoluta? più diritti. «I portavoci più accreditati dell'ideologia iperindi-
Questa alla fine è la vera domanda della fede: non il crede- vidualista (gli addetti alla terapia psichica) non si stancano di
re o meno in Cristo, ma come mettere insieme l'affermazione condannare come autoritaria e repressiva l'idea che amore si-
dell'onnipotenza dell'uomo con il riconoscimento dell'unico gnifichi porre gli interessi degli altri al di sopra dei propri. E
lOSA.joos, cit.,p. 12. 108 «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro,
106 Kratkaja povest' ob anticbriste, cit., p. 198, tr. it. in questo stesso o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammo-
volume alla p. 42. na»: M/6,24.
107 G. COLZANI, Moderno, postmoderno e fede cristiana, in 109Kratkajapovest' ob anticbriste, cit., p. 199, tr. it. in questo stesso
-Aggiornamenti sociali» 12 (1990), pp. 781-782 volume alla p. 43.
108 109
M. Tenace
L'Anticristo
di conseguenza respingono la tesi che l'abnegazione e il sa- 2. Il fare: servizio-grandezza
crificio siano componente centrale dell'amore.»110 II personaggio dell'Anticristo, guardandosi allo specchio,
L'argomento che usa Satana nell'atto di convincere al rin- dice a se stesso: «Tu sei bello, potente e grande. Compi la tua
negamento di Dio gioca proprio sulla promessa di un bene opera in nome tuo e non nel mio».113 Come non collegare
senza sacrificio. «Colui che tu consideravi Dio, chiese al suo questa frase con il non serviam dell'Angelo decaduto?
Figlio [Cristo] un'obbedienza senza limiti, obbedienza fino al- Compiere l'opera nel proprio nome significa appropriarsi dei
la morte, anche la morte sulla croce e non l'aiutò sulla croce. beni ricevuti e falsificare la direzione della storia. Significa
Io non chiedo nulla, ma invece ti aiuterò».111 L'argomento usare la creazione e i doni di Dio non in funzione dell'opera
dell'uomo di fede è tutt'altro: il servo non è più del suo pa- di salvezza, non in collaborazione con il progetto di reden-
drone: «Tu ci hai insegnato soltanto due cose, Cristo zione, non in sinergia di amore, ma in opposizione al
Salvatore: la fede e l'amore. Tramite la fede l'intelletto si avvi- Creatore. Si tratta dell'atto descritto nella Sacra Scrittura come
cina al Verbo: tramite l'amore si unisce a Lui. Più si avvicina, inizio della rovina dell'umanità, quando, davanti al giardino
più aumenta in potenza. Più ama, più viene fortificato nella dell'Eden, la tentazione ha spinto l'inganno fino a fare crede-
sua luce... tu non ci convinci di altro che di credere e non ci re che si può diventare come Dio (questa è l'opera di Dio)
comandi altro che di amare. Cosa c'è di più facile che crede- compiendo l'opera in nome proprio, con i mezzi messi a di-
re in Dio? Cosa di più dolce che amarlo?»112 sposizione da Dio.
Si adempie così la parola di Cristo: «Io sono venuto in nome
del Padre mio e non mi ricevete; se un altro verrà in proprio
1101. VACCARINI, La condizione "postmoderna": una sfida per la cultu- nome, lo riceverete» (Gv 5,43). «Infatti, per essere accolto biso-
ra cristiana, in «Aggiornamenti sociali», febbraio 1990, p. 124. Interessante gna essere piacevole*,114 afferma il Superuomo del Racconto.
la seguente affermazione: «Secondo l'ideologia individualista, l'io è com-
pletamente libero da vincoli, e peculiarmente da vincoli dettati da un fine
Non servire l'opera di un altro... Ma il Salvatore dell'uma-
morale e stabile. La base teorica di questa libertà è l'assunto che non esiste nità, Cristo, viene annunciato come "il Servo". Non solo: sua
alcun criterio oggettivo di discernimento del vero e del falso, del bene e Madre, ricevendo l'annuncio di partorire il Figlio di Dio, si di-
del male; pertanto sono soltanto i nostri sentimenti a poter fungere da gui- chiara "Serva del Signore", madre di Colui che si metterà co-
da morale alle nostre azioni. L'io si trova dunque atomizzato, e indotto a me servo di tutti al servizio di tutti gli uomini, dai più indegni
scavarsi una nicchia in cui ricercare l'auto-espressione e adottare un pro-
prio stile di vita. All'interno di questa nicchia, l'io è illimitatamente libero;
ai meno capaci per promuoverli alla dignità di figli. Tale ser-
per contro, tutto ciò che è all'esterno di questa nicchia gli è fondamen- vizio è il criterio essenziale della grandezza dell'uomo, come
talmente indifferente. Ma, a ben vedere, l'indifferenza permea l'io anche afferma Giovanni Paolo II in più occasioni. È infatti più gran-
nella sua nicchia privata: infatti la nozione di un io assolutamente libero de colui che serve, perché nell'ottica del Vangelo la grandez-
conduce all'esperienza di un io assolutamente vuoto. Cioè ad una identità
destrutturata e frammentata.»
Ili Kratkaja povest' ob antichriste, cit., p. 200, tr. it. in questo stesso 113 Kratkaja povest' ob antichriste, cit., p. 200, tr. it. in questo stesso
volume alla p. 45. volume alla p. 45.
112 NICOLAS DE CUES, Le tableau ou la vision deDieu, Paris 1986, p. 71. 114 Ibid., ed. russa cit., p. 202, tr. it. cit. p. 47.
110 Ili
L'Anticristo M. Tenace
za è la capacità del dono di sé.115 «Chi vuoi essere il più gran- «per servire e dare la vita» (Me 10,45) e chiunque serve parte-
de tra voi si farà vostro servitore e chi vuoi essere primo tra cipa di questo dono, partecipa dell'opera di Cristo che ha ri-
voi sarà servo di tutti» (Me 10,44). Il servire esige infatti una conciliato in sé tutte le divisioni con la sua morte e risurrezio-
tale libertà, una tale pienezza di amore che in questo senso si ne. L'Anticristo, gridando «No, mai! Non è risorto, mai risorse
può capire come «servire è regnare.»116 Per poter servire de- dai morti»,118 urla il suo rifiuto della Pasqua, la sua natura di
gnamente ed efficacemente bisogna possedere quelle virtù anti-Cristo decifrabile nei modi in cui lo stesso apostolo
che rendono possibile il dominio di sé (RD 21). L'Anticristo Pietro è stato tentato di pensare: una salvezza che non passi
non serve perché non può dare la sua vita, non può trasmet- dalla croce, dalla sofferenza, dal dono di sé per la risurrezio-
tere ciò che non ha, cioè Pamore. Il suo servizio rimane estra- ne è un pensiero diabolico! «Lungi da me, satana! Tu non
neo al servizio predicato da Cristo, il quale «non è certamente pensi secondo Dio» (Me 8,33).
un mero servizio umanitario. Né la comunità dei discepoli di
Cristo è un'agenzia di volontariato e di aiuto sociale... No. Si
tratta di molto di più. La radicalità, la qualità e il destino del 3. L'opera della riconciliazione-unità
servizio al quale siamo chiamati si inquadra nel mistero della «II Verbo abolisce ogni esistenza particolare, isolata dalle
Redenzione.»117 altre, ricongiunge un essere all'altro con legami indissolubili
Da questo punto di vista, solo Dio è il Servo vero e perfet- e ciascuno ricongiunge all'insieme, formando di una moltitu-
to, perché solo Lui poteva compiere il servizio per eccellen- dine caotica un mondo unico.» 119 Nella stessa pagina,
za, l'atto della Redenzione. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto Solov'èv spiega che l'incarnazione ci rivela quindi che il sen-
so del mondo e della storia è l'unità.
115 Redemptor Hominis, 21.
In un dialogo fra il filosofo (Solov'èv) e la Sofia leggiamo:
«"L'unità mi mette in uno stato di entusiasmo mistico", affer-
IlóCf Giovanni Paolo II nella Mulieris Dignitatem. Archetipo della
ma il filosofo. "E sai perché?" gli risponde Sofia. "Perché que-
personale dignità del servizio è Maria, archetipo «della consapevolezza di
essere creatura in rapporto con Dio» (MD 5). Inoltre la parola "serva" «si sta idea non è altro che l'espressione logica della grande
iscrive nelFintera prospettiva della storia della Madre e del Figlio. Difatti, realtà morale e fisica dell'amore".»120 Dicendo unità noi desi-
questo Figlio, che è vero e consustanziale "Figlio dell'Altissimo", dirà molte deriamo l'amore, dicendo bellezza noi affermiamo che
volte di sé, specialmente nel momento culminante della sua missione: "II l'amore ha unito ciò che era separato e diviso e lo ha reso
Figlio dell'uomo... non è venuto per essere servito, ma per servire" (Me
10,45). Dal suo servizio scaturisce una nuova dignità per l'uomo: il servo uno, bello. Perciò diciamo che Dio è venuto a stare in mezzo
verrà chiamato amico perché colui che comanda è come colui che serve. È
proprio questo servizio a costituire il fondamento stesso del Regno, in cui
118 Kratkaja povest' ob anticbriste, cit., p. 200, tr. it. in questo stesso
"servire vuoi dire regnare". Cristo, "servo del Signore", manifesterà a tutti
volume alla p. 44.
gli uomini la dignità regale del servizio, con la quale è strettamente colle-
gata la vocazione di ogni uomo». 119 Ducbomyja osnovy ziznt., tr. it. cit., p. 83-
117 Giovanni Paolo II, Omelia 6, 20.8.1989 a San Giacomo di 120 Cf La Sopbia, in CENTRO ALETTI (a cura di), Dalla Sofia al New Age,
Compostella. Roma 1995, pp. 265-266.
112 113
L'Anticristo M. Tenace
a noi affinchè lo potessimo vedere, gustare, amare (Gv 1,14). vuoi far negare questo non può che essere "anti"-Cristo; chi so-
L'Anticristo ha un progetto di unità che prescinde dall'amo- stituisce la persona di Cristo con i doni ripete l'atto di appro-
re: «Io darò a tutti gli uomini quanto è loro necessario. [...] io li priazione dei doni svuotandoli del loro significato: il prezzo da
unirò con i beni che sono necessari egualmente ai buoni e ai pagare è sostituire il Cristo con l'Anticristo.
cattivi. [...] io porterò la pace. [...] il mio giudizio sarà sia di mise- Da qui forse si può capire la scelta radicale di Dostoevskij
ricordia che di giustizia.».121 E ancora di più: «senza sacrificare espressa in quella famosa frase: «se qualcuno mi avesse pro-
nulla della verità in se stessa, senza dover trascendere il proprio vato che Cristo sta al di fuori della verità, e se la verità stesse
io per essa, o rinunciare di fatto al suo esclusivismo».122 Cosa realmente fuori di Cristo, preferirei essere con Cristo e non
desiderare di più? Il compimento reale della propria religione. con la verità.»126 L'Anticristo del Racconto identifica la verità
«Cosa è più prezioso per voi nel cristianesimo?»123 L'autorità spi- con il Magistero, la Sacra Scrittura, la Tradizione: questa ve-
rituale giuridica per i cattolici, la sacra tradizione per gli orto- rità, o è dono da cui vengono altri doni derivati dalla fede in
dossi, la convinzione personale della verità nel libero studio Cristo, o, come verità assoluta, staccata da Cristo, né il
della Scrittura per i protestanti. Con tali caratteristiche è resa Magistero, né la Sacra Scritturarne la Tradizione portano la
falsa l'identità religiosa delle confessioni cristiane che, pur nella salvezza. Anzi, ogni dono assolutizzato può persino portare a
loro storia travagliata di incomprensioni e divisioni, confessano sconfessare Cristo. Ecco al suo culmine la parodia del cristia-
Cristo al di sopra di tutto. «La cosa più preziosa nel cristianesi- nesimo ogni volta che viene perso o negato il suo riferimento
mo per noi è Cristo stesso, Egli stesso, e tutto resta in Lui, per- alla persona di Cristo. Anche nel dare e nel ricevere benefici
ché noi sappiamo che tutta la pienezza della Divinità abita tutta si può rimanere nell'ombra della morte, dell'egoismo, del
in Lui corporalmente.»124 Può dunque il papa essere per i cattoli- peccato... Il donatore chiede subito di essere riconosciuto co-
ci più importante di Cristo? La Bibbia per i protestanti può sosti- me colui che da e che merita di essere confessato come
tuire Cristo? La Tradizione può avere per gli ortodossi più valo- Signore; chi riceve non è riconciliato nella relazione: è appa-
re che Cristo? Ma cosa è il Papa senza Cristo, la Sacra Scrittura gato. La vera riconciliazione è frutto dello Spirito Santo, frutto
senza Cristo, la Tradizione senza Cristo? Roma, una biblioteca, della conversione e non conseguenza logica di un atto di
un museo: vale la pena essere divisi per questo? «La cosa più chiarificazione fra parti avverse.
cara nel cristianesimo è Cristo, Lui stesso e basta».125 Chi nega o Nessun ragionamento, nessuna pressione può suscitare
"l'amore del nemico" che ci chiede Cristo per una perfetta so-
121 Kratkaja povest' ob anticbriste, cit., p. 199, tr. it. in questo stesso miglianzà a Lui nella divinità. La riconciliazione, secondo
volume alla p. 43. Solov'év, non è «questione di cedimenti o di compromessi,
122 Ibid., testo russo cit., p. 202, tr. it. qui alla p. 45. bensì dell'eliminazione della causa interna di questa lotta
123 Ibid., testo russo cit., p. 212, tr. it. qui alla p. 56.
grazie ad una riconciliazione spirituale operata sul terreno
124 Ibid., testo russo p. 213, tr. it.cit. p. 60.
126 Citato da B. SCHULTZE, Pensatori russi di fronte a Cristo, II, Firenze
125 Ibid.
1947, p. 113.
114 115
L'Anticristo M. Tenace
puramente religioso». Senza conversione personale, senza ri- questo è necessario sviluppare nell'uomo quei doni "sopran-
torno a Cristo, la pace è un'illusione di poco prezzo, di poca naturali" che possono fungere da pseudo-religione. Il ruolo
consistenza e di poca durata. della magia consiste in questo. Forte di questa possibile sosti-
Banalizzare le differenze fra confessioni cristiane o fra re- tuzione, un mago convince gruppi di Chiesa, dovunque la fe-
ligioni è il presupposto che permetterà all'Anticristo di in- de in Cristo è superficiale, astrattav<tovunque la fede non è re-
staurare una nuova religiosità del tutto sincretista. Solov'év lazione, e dovunque la conoscenza del Vangelo è incapace di
presenta l'epoca in cui appare l'Anticristo come un tempo in rendere conto della speranza proclamata. L'ambiguità intorno
cui avviene una profonda penetrazione religiosa reciproca aHa magia, all'esercizio dei poteri cosiddetti "soprannaturali" è
delle idee occidentali europee e delle idee orientali. Epoca di tale che anche un cristiano non vede sempre la differenza tra
sincretismo religioso, in cui le società segrete si danno tanto fede e parapsicologia, magia, miracoli ottenuti con la manipo-
da fare da riuscire ad organizzare un'unione di stati democra- lazione delle forze umane. Ma come Cristo ha i suoi ministri e
tici in cui la cultura esteriore sembra fiorire e in cui la religio- sacerdoti sulla terra che compiono l'opera di Cristo, così la ma-
sità è unificata e liberalizzata. Il materialismo ideologico ha gia ha i suoi adepti che imitano il sacerdozio e le opere di be-
finito di affascinare, rimane il materialismo pratico della ricer- ne e si mettono, come istituzione, al servizio del potere civile.
ca della sazietà, condito di un certo spiritualismo. Rimane allora l'arma della convinzione o della persecu-
Determinato ad essere un vero capo religioso, l'Uomo zione.
Nuovo deve avere anche una proposta nuova, un messaggio Ora, per dare un posto al religioso nella vita sociale, non
nuovo, una sua buona novella. Infatti comincia l'opera di diffu- basta diffondere una religiosità nuova, bisogna anche sradi-
sione del suo messaggio scrivendo un libro intitolato La via care quella tradizionale che continua, nella sua fedeltà a
aperta verso la pace e il benessere universale, opera che verrà Cristo, a rappresentare un potere sovversivo. L'Anticristo tro-
accolta come rivelazione della verità totale e che procura all'au- verà i cristiani divisi e consci del peccato che rappresenta la
tore la gloria e la fama necessarie alla realizzazione del suo pia- divisione, sicché lui potrà approfittare della divisione per va-
no di salvezza universale.
lutare la sua proposta di unità e farsi riconoscere come salva-
Lo sfondo è chiaro: non può mancare nella società un ri-
tore anche nel campo della riconciliazione ecclesiale.
ferimento al religioso, comunque esso sia. «L'uomo è un essere
A questo punto è interessante notare che, pochi anni prima
religioso: vi possono essere persone non religiose o anche an-
della sua morte, Solov'év presenta la divisione quasi come un
tireligiose, ma non "extra"-religiose, in forza della stessa natura
bene e la proposta di unione come un possibile male se doves-
metafisica dell'uomo, della sua spiritualità e della sua libertà,
se appiattire ciò che di profondo e di spirituale nasconde la fa-
da un lato, e della sua limitatezza creaturale, dall'altro.»127 Può
tica storica di essere diversi in Cristo. Quasi a dire «felice colpa»
essere però promossa una religiosità senza Dio, una religiosità
della divisione! Almeno così i cristiani hanno imparato dalla
gestibile dall'uomo e visibile nei suoi effetti immediati. Per
storia che non ci si può appropriare della verità di Cristo, che
Cristo non sta automaticamente da una sola parte, Li divisone
127 S. BULGAKOV, Dva grada, cit., p. 166. è la ferita della storia, ma è anche il luogo che permettert di rl
116 117
L'Anticristo M. Tenace
conoscere la vera manifestazione di Cristo come Signore amato Dio. È la città del primo conciliò, è la città che nel simboli-
e sconosciuto dai più, manifestazione che permetterà la vera smo della Nuova GerusalQHime dice l'attesa religiosa che vi è
conversione del cuore nella fede e nell'amore e, perché no, eternamente legata, attesa della definitiva manifestazione
nella diversità dei carismi nell'unità dell'unico Spirito. della Signoria di Dio.
Alla fine del racconto Solov'èv pone una sconcertante al- . Iqolte ip concilio, secondo la tradizione cristiana, veniva
ternativa: è meglio essere diversi in Cristo o uniti in genere convocato per definire punti di fede comune, per ri-
nell'Anticristo? Ossia: conta più l'essere uniti o l'essere di cordare la fede a chi se ne sta allontanando. Non ha senso un
Cristo? L'ideologia marxista non si è posta forse anche come concilio per ricevere ciascuno il suo, piuttosto per rinunciare al
pretesa di unificare il mondo e di sostituire l'universalità del proprio in nome di una verità che la Chiesa, come comunione
cristianesimo con l'internazionalismo comunista? di più chiese attraverso la presenza dei rispettivi rappresentanti,
Quale inganno c'è quindi in una smoderata ossessione riesce ad individuare, a volte a fatica, come verità di Cristo.
dell'unità! Persino l'autoritarismo intra-ecclesiale ha contri- La convocazione del concilio sotto l'autorità dell'Anticristo
buito a volte ad avallare la tesi di una religione monolitica nel Racconto avviene per i pochi cristiani rimasti ancora a guar-
(anche dentro le comunità religiose, a lungo, l'uniformità - dare da quale parte della storia bisogna essere per non tradire
l'uniforme - sembrava garantire l'unità). Anche l'Anticristo è Cristo. La Sacra Scrittura ha ancora il potere di confermare in lo-
capace di attuare un progetto di pace e di unità intra-eccle- ro una sottile sfiducia nei confronti di questo Benefattore uni-
siale. Ma chi unirà la persona divisa dal peccato, se non versale. La domanda che loro si fanno è sempre attuale per tut-
Cristo? Chi riconcilierà, se non lo Spirito Santo? Chi renderà ti: come smascherare, in nome di Cristo, chi dice di voler fare
capaci di compiere i comandamenti se non la potenza della opere di bene? In nome di quale alternativa professare una fede
risurrezione di Cristo? che, mentre confessa la venuta del Regno di Dio, sconfessa chi
Dice anche il grande filosofo e mistico Nicola Cusano: «È ha mezzi per promuovere la realizzazione di ciò di cui è fatto
l'amore che permette l'identità e Palterità e che unisce»128 di questo regno: la pace, la giustizia, l'uguaglianza, il pane e il la-
una unione che «differenzia e personalizza». E, sulla stessa voro, la cultura? Solov'èv aveva già scritto nelle sue Lezioni sul-
scia, Teilhard de Chardin scrive: «Quando si va nella direzio- la Divinoumanità, tanti anni prima del Racconto, che «il cristia-
ne dello Spirito, l'unione differenzia e personalizza.»129 nesimo ha un suo proprio contenuto indipendente da tutti que-
Da notare un particolare significativo: la convocazione da sti elementi che entrano a farvi parte, e questo suo contenuto
parte dell'Imperatore universale di un concilio che si svolge a specifico è unicamente ed esclusivamente Cristo. Nel cristiane-
Gerusalemme, dove c'è un tempio dedicato "All'unità di tut- simo in quanto tale, noi troviamo Cristo e solo Cristo, ecco una
ti i culti". Gerusalemme è la città di Cristo, è la città dove tut- verità molte volte espressa ma molto poco assimilata.»130 «I cri-
te le confessioni religiose sono unite nel tempio dell'unico stiani riconobbero per la prima volta il Lògos divino e lo Spirito
non sotto categorie logiche o metafisiche, ma nel Salvatore cro-
128 NICOLAS DE CUES, Le tableau ou la vision deDieu, cit., p. 71,
129 TEILHARD DE CHARDIN, op. cit., p. 45. 130 Ctenija o Bogocelovecestve, tr. it. cit., p. 120.
118 19
L'Anticristo
M. Tenace
cifisso e risorto e lo Spirito nel principio vivo, da loro immedia- più niente. «Come avete potuto dimenticarmi?», dice Cristo in
tamente percepito, della loro rinascita spirituale.»131 sogno ad un personaggio di Dostoevskij.134
Conclusione Oltre all'invito ad una adesione più "amorosa" a Cristo e ad
una maggiore conoscenza dei fondamenti della fede cristiana,
La Dama, uno degli ascoltatori del Racconto, chiede alla
ci sono in questo Racconto dell'Anticristo delle esortazioni pra-
fine: «Ma in definitiva, quale è il senso di questo dramma?
tiche sulla resistenza al male e sulla nostra possibile partecipa-
Non capisco infatti perché il vostro Anticristo nutra tanto
zione alla venuta del Regno di Dio che vogliamo qui riassume-
odio verso Dio, mentre in fondo è buono e non cattivo!». Le
re citando due testi chiave, uno di Solèenicyn e l'altro di
parole che l'autore fa dire in risposta chiudono il dibattito: «II
Solov'èv, che si completano nella risposta che danno a proble-
fatto è che in fondo non è buono.»132
mi di una terribile attualità.
A parte il lieto finale di questo racconto, lo scritto di
«Non è né ogni giorno, né su ogni spalla che la violenza
Solov'èv è di un tenore drammatico foltissimo: continuamen-
mette la sua pesante zampa; esige da noi soltanto la nostra ob-
te ci fa riflettere sul vero e sul falso, sul bene assoluto e sul
bedienza alla menzogna, soltanto la nostra partecipazione
buono relativo. Fino allo smascheramento finale, sembra che
quotidiana alla menzogna ed è tutto ciò che essa attende dai
vincerà la parodia sulla realtà, l'inganno sulla verità, la verità
relativa sull'amore. suoi leali sudditi. Ed è proprio lì che si trova, trascurata da noi,
ma così semplice, così accessibile, la chiave della nostra libera-
«L'apparizione [dell'Anticristo] non ha dunque nulla di miti-
zione: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna!
co, essa è perfettamente plausibile perché non è altro che la
realizzazione estrema, se si vuole parossistica, di eventi in qual- Non importa se la menzogna ricopre tutto, se diventa maestra
che modo già accaduti, già parzialmente verificatisi nel corso di tutto, ma almeno non scendiamo a patto su questo punto:
della storia. L'Anticristo appare infatti, nella concezione giudai- non avverrà attraverso di me [...]. Perché quando gli uomini gi-
co-cristiana, come la manifestazione ultima e definitiva di un rano le spalle alla menzogna, la menzogna cessa semplice-
fatto che caratterizza tutta la vicenda umana dalla caduta dei mente di esistere. Come una malattia infettiva, la menzogna
progenitori fino alla parusia; l'opposizione al Regno di Dio.»133 non può esistere senza il contributo degli uomini.»135
Ma è anche una figura che incarna la tentazione di farsi
garante, come uomo, della venuta e delle caratteristiche di 134 F. DOSTOEVSKIJ, tr. it. L'adolescente, Torino 1976, III parte, p. 464. Il
un regno di Dio che del Dio rivelato in Gesù Cristo non ha personaggio, raccontando un sogno, dice: «Non posso fare a meno di
lui[Cristo], non posso fare a meno di immaginarmelo finalmente, in mezzo
agli uomini diventati orfani. Egli viene a loro, stende le mani verso di loro
131 Ibtd. e dice: «come avete potuto dimenticarmi?». E qui cadrebbe il velo dagli oc-
chi di tutti e si leverebbe un inno grandioso e trionfante alla nuova ed ulti-
132 Kratkaja povest' ob anticbriste, cit., p. 220, tr. it. in questo stesso ma risurrezione'».
volume alla p. 72.
135 A. SOLJÉNITSYNE, Ne pas vivre dans le mensongne, in Lettre aux di-
133 F. SBAFFONI, Introduzione a Testi sull'Anticristo. Secoli MI, cit., p. 13. rigeants soviétique, Paris 1974, p. 129.
120 121
M. Tenace
L'Anticristo
Vincendo la tentazione che fa balenare Pidea di un potere salvezza del mondo con quei mezzi che mi sono stati affidati,
attendendo con pazienza che si compiano i disegni di Dio su
personale capace di accelerare la venuta del Regno, Solov'èv
di me e sugli altri, sforzandomi di attenuare il male altrui con
fa dire all'uomo spirituale:
la dolcezza e la bontà, senza aumentarlo col mio».136
«È vero che io debbo collaborare alla salvezza del mondo
e promuovere la sua sottomissione pratica al principio divi-
no, ma non è altrettanto vero che io debbo, a tal fine, cercare
di dominare nel mondo. Se, infatti, io aspiro al potere non
per me, per fare la mia volontà, ma in nome di Dio, per la
Sua opera e conformemente alla sua volontà, io non debbo e
non posso ricercare questo potere, io non debbo e non pos-
so fare niente da me stesso per arrivarvi. Io credo in Dio, de-
sidero che la sua opera si compia, spero che il suo regno
verrà e vi contribuisco secondo quanto mi è stato dato, ma
non vado più in là, perché i segreti dell'economia divina, le
vie della sua Provvidenza e i piani della sua Sapienza, mi so-
no ignoti. Del resto, io stesso non mi conosco completamen-
te. Non posso sapere se è bene per me e per gli altri, che ora
ottenga il potere e la forza.
Benché io abbia parte alla verità divina e la vita spirituale
incominci a manifestarsi in me, ciò pertanto non vuoi dire
che io sia adatto a governare gli uomini. Può accadere che,
avendo in mano il potere, io non solo sia incapace di orga-
nizzare gli altri secondo lo spirito di Dio, ma perda anche me
stesso; d'altra parte se aspiro al potere, per ciò stesso ho già
perduto la mia dignità spirituale, perché sono caduto nel ^
peccato d'amore del dominio. Inoltre, se non aspetto da
Dio la mia missione, se con i miei propri mezzi io cerco di
raggiungere il potere, dovrò ricorrere a metodi e procedi-
menti umani; ora, questi sono ben noti: astuzia e frode in
principio, finiscono nella violenza e nell'omicidio. Con questi
atti non solo è impossibile portare gli altri al Regno di Dio,
ma è possibilissimo che io stesso me ne allontani. Io ho, dun-
136 V. SOLOV'ÈV, Duchaunyja osnovyzizni., tr. it. cit., p. 50.
que, il dovere di essere al servizio della gloria divina e della
123
122
Pubblicazioni del Centro Aletti
1. Tomàs Spidlìk
L'Idèe russe: une autre vision de l'bomme
Editions Fates, marzo 1994
2. Autori vari
Cultural consequences of economie transition
Editions Fates, luglio 1994
3. A cura del Centro Aletti
L'intelligenza spirituale del sentimento
Con la traduzione italiana del saggio di B. VySeslavcev
"II Cuore nella mistica cristiana e indiana"
Lipa, novembre 1994
4. Marko Ivan Rupnik
L'arte, memoria della comunione
II significato teologico missionario dell'arte
nella saggistica di Vjaceslav Ivanovic Ivanov
Lipa, novembre 1994
5. A cura del Centro Aletti
A partire dalla persona
Una teologia per la nuova evangelizzazione
Lipa, T ediz.: novembre 1994; 2a ediz.: marzo 1995
6. Michelina Tenace
La bellezza unità spirituale
Lipa, novembre 1994
7. A cura del Centro Aletti
In colloquio
Alla scoperta della paternità spirituale
Lipa, novembre 1994
8. Tomàs Spidlìk
"Lezioni sulla Divinoumanità"
Lipa, gennaio 1995
9. A cura del Centro Aletti
Dalla Sofia al New Age
Con il saggio di Solov'év "Sophia"
Lipa, marzo 1995
10. Tomàs Spidlìk
// cammino dello Spinto
Lipa, marzo 1995
11. Gino Piovesana, Michelina Tenace
L'Anticristo
Con la traduzione del saggio di Solov'év
Lipa, aprile 1995
,1
Volumi in preparazione presso le Edizioni Lipa
BORISVYSESLAVCEV
L'ETICA DELL'EROS TRASFIGURATO SPIRITUALITÀ DELL'AMORE CONIUGALE
TOMÀS SPIDLÌK A PARTIRE DALLA CULTURA PER UN DIALOGO CON
L'IDEA RUSSA I NON CRISTIANI
A CURA DEL CENTRO ALETTI PASTORALE GIOVANILE
ARGOMENTO:
LA PRESENZA DEI CRISTIANI NEL SOCIALE E NELLA POLITICA DALL'89 AD
OGGI NEI PAESI EX COMUNISTI LECTIO DIVINA DI ALCUNI BRANI SCELTI
A CURA DEL CENTRO ALETTI INTERVISTE SUL FUTURO DELL'EUROPA
L'UOMO NUOVO NELLA SOCIETÀ DI OGGI A PERSONALITÀ DEL MONDO ECCLESIALE, CULTURALE E POLITICO
RICHARD CEMUS
PRESENTAZIONE DELLE CHIESE ORIENTALI
ARGOMENTO:
LA PREGHIERA IN K3NATU BRJANCANINOV
TOMÀS SPIDLÌK E MARKO IVAN RUPNIK
PAROLA E IMMAGINE
COMMENTO DI OPERE DI ALCUNI ARTISTI CONTEMPORANEI
CON UN SAGGIO SULLA TEOLOGIA COME CREAZIONE ARTISTICA
TOMÀS SPIDLÌK E MARKO IVAN RUPNIK
ARGOMENTO:
LETTURA TEOLOGICA DI ALCUNE ICONE TRINITARIE E MARIANE
JULUAN CAUDEK
ARGOMENTO:
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