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BIMODALITY IN FILMS:

THE MEANING OF MUSIC IN THE SOUND-TRACK


(Michela Checchi and Isabella Poggi)

La musica può essere comunicativa, ossia può dare informazioni legate alle
immagini. Lo dimostriamo tramite lo studio della colonna sonora dei film. La ricerca
consiste nel chiedere ad alcuni soggetti di esprimere le sensazioni, le immagini e i
pensieri suscitatati dalla colonna sonora sia vedendo le sequenze del film che non
vedendole. Il risultato é che la musica dà, sì, informazioni emotive, ma anche
narrative e le informazioni narrative e metatestuali sono colte direttamente, non solo
tramite inferenze tratte da informazioni emozionali.

1. L
a musica tra espressione e comunicazione

La musica é comunicazione o solo espressione?


Prima di tutto dobbiamo definire cos’é la comunicazione: la comunicazione si
realizza quando un Mittente ha lo scopo di far avere delle conoscenze (riguardo al
mondo o alla sua mente) al Destinatario e per farlo manda un Segnale, uno stimolo
percettivo in un codice condiviso.
Mentre con espressione si intende il senso etimologico di “ex- spremere”, buttare
fuori, quando il Mittente ha lo scopo di esternare uno stato interiore. Non richiede un
destinatario (si può scrivere musica anche per “liberarsi”).

Alcuni potrebbero dire che la musica non é in grado di comunicare perché non é un
codice condiviso, perché ogni segnale ha significati differenti per le persone, ma la
tesi dell’articolo é il contrario.
Che la musica trasmetta emozioni é evidente. Un campo privilegiato dove possiamo
comprendere se trasmette anche credenze é invece il soundtrack e per farlo dobbiamo
capire se incide nella nostra comprensione del film, anche senza la mediazione delle
emozioni. Dunque, secondo questa tesi, la musica nei film é legata alle immagini, ma
autonoma (non dipendente).

Per esempio, in "Dracula" DI Francis Ford Coppola, la scena iniziare mostra due
protagonisti in un paesaggio idilliaco e un’atmosfera melanconica, ma la musica
rompe l’armonia e anticipa i fatti tragici. Quindi la musica trasferisce autonomamente
informazioni.

2. Fasi di ricerca: studio introspettivo e fase sperimentale

2.1 Ipotesi
Nella prima fase dell’esperimento, i soggetti hanno ascoltato la colonna sonora di 20
film, alcuni guardando le immagini e alcuni solo ascoltando e hanno cercato di capire
quali informazioni fossero contenute nelle sequenze musicali.

Sulla base delle loro impressioni i ricercatori hanno formulato le seguenti ipotesi:

A. L
a musica può veicolare almeno tre tipi di info: emozioni (sia dei personaggi che
dello spettatore), la narrativa (cose dette, tipi di paesaggi, azioni dei personaggi
come correre o scappare), informazioni metatestuali (soprattutto riguardo alla
fine di una scena o dell’intero film e riguardo al genere del film)

B.
Info narrative e metatestuali sono veicolate senza bisogno di inferenze

C.
C’é un rapporto sistematico tra messaggio veicolato e ritmo, timbro, intensità dei
suoni. Per esempio un ritmo incalzante ci fa pensare immediatamente a qualcuno
che corre.

2.2 Metodo

Nella seconda fase: 30 soggetti senza educazione musicale sono stati sottoposti alle
scene di due film: una commedia “Tanto rumore per nulla” di Shakespeare e un
horror film, "It" di Stephen King.
15 hanno solo sentito l’audio, mentre 15 hanno anche visto le immagini. A tutti é
stato fatto prima un test di prima impressione e poi, dopo un secondo ascolto, un test
a crocette perché scrivessero emozioni e pensieri che l’audio gli aveva suscitato. Gli è
stato chiesto quale significato era portato dal ritmo, dalla melodia, dal timbro e dal
volume della musica. Poi, dopo aver visto le immagini, gli é stato chiesto con un
nuovo test a crocette di verificare se le immagini aggiungessero qualcosa di nuovo
alle info della musica.

I risultati hanno mostrato che, non solo nelle domande a scelta multipla, ma anche in
quelle aperte, le emozioni, i pensieri e le immagini indotte dalla musica erano quelle
che ci si aspettava, anche se il significato era più comprensibile nel film horror che
nella commedia.
Il fatto che la musica veicoli informazioni é stata confermata anche dal secondo test a
scelta multipla dove le risposte erano molto simili a quelle del primo test.
I soggetti erano tuttavia incapaci di decidere quale aspetto della musica portasse le
diverse info.
2.3 Risultati

Dall’analisi comparata é emerso che le scelte sono state marcatamente diverse e


dunque differenti generi musicali corrispondono a differenti contenuti. Infatti le
alternative più scelte nella commedia sono quelle che non sono mai state scelte in IT.
Anche la collocazione della musica é differente: negli horror è utilizzata soprattutto
in momenti di silenzio, nelle commedie anche nei dialoghi.

Le ipotesi A e B sono state confermate. La terza riguardo alla relazione tra specifici
parametri musicali e specifiche info non é stata verificata, forse anche perché
l’esperimento non era organizzato al meglio. C’é bisogno di studiarlo meglio.

http://host.uniroma3.it/docenti/poggi/cursitopdf/oragemusic.pdf