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La vita in musica

Un vecchio articolo di Carlo Climati (del 2004), molto interessante perchè


parla di musica… musica pro-life.

Nei testi di diverse canzoni emerge la difesa della vita nascente. Ma ci sono
anche cantanti che si schierano, purtroppo, a favore dell’aborto.
La musica, oltre a divertire e rilassare, è uno strumento che può essere utilizzato
per lanciare messaggi, esprimere opinioni, prendere posizione su temi di
scottante attualità. Fra gli argomenti che hanno maggiormente diviso i cantanti,
negli ultimi anni, c’è sicuramente quello dell’aborto.

Molte star del pop e del rock, attraverso le loro composizioni, si sono schierate a
favore o contro il diritto alla vita dei bambini non ancora nati. Nella maggior
parte dei casi lo hanno fatto con sen-sibilità e poesia, ma non sono mancati
anche esempi discuti bili o di cattivo gusto.
Tra gli artisti maggiormente impegnati c’è Adriano Celentano, che non ha mai
avuto paura di esprimere la sua chiara posizione “pro life”. Ricordiamo, ad
esempio, le parole del disco “Quel punto”: “Canto per chi la luce non vedrà,
poiché nel buio di quel punto resterà”. Precedentemente, all’epoca del
referendum che portò alla legalizzazione dell’aborto in Italia, Celentano cantò
così in “Deus”: “Ti uccidono da quando tu stai già in pancia”.

Un vero e proprio putiferio scoppiò durante il Festival di Sanremo del 1992,


quando Nek presentò la bellissima canzone “In te”. Il testo riassumeva il grido
disperato di un giovane che chiedeva alla sua ragazza di non abortire: “Lui vive
in te, si muove in te, con mani cucciole. È in te, respira in te, gioca e non sa che
tu vuoi buttarlo via”. Molti giornalisti ed intellettuali di vario genere criticarono
il brano, tentando anche di ridicolizzare la scelta dell’artista. In realtà, quello di
Nek fu un gesto coraggioso, soprattutto perché avvenuto nella cornice di
Sanremo, dove raramente c’è spazio per i messaggi più costruttivi ed impegnati.

Un altro cantautore che non ha mai nascosto le sue opinioni “pro life” è Renato
Zero. Qualcuno, forse, potrà obiettare che le sue scelte di artista non sono
sempre accettabili. Ma sull’aborto la sua posizione è sempre stata chiarissima e
pienamente condivisibile.
Ha cominciato negli anni settanta con “Il cielo”, cantando: “Quanta violenza
sotto questo cielo. Un altro figlio nasce e non lo vuoi”. Nelle esecuzioni del brano
dal vivo, ha aggiunto: “Amalo!”. Poi, nella splendida “Più su” ha ribadito: “Canto
e piango pensando […] che una madre si arrende e un figlio non nascerà”.

Contraddittoria, invece, è la posizione di Jovanotti, che nella canzone “lo no”,


scritta nel 1992, si schierò coraggiosamente a favore della vita, dicendo: “Ci sono
bimbi che non nasceranno e se ne vanno dritti in paradiso, perché da noi non c’è
posto per loro o solamente non erano attesi. Ci sono bimbi che non nasceranno
perché gli uomini si sono arresi”. Successivamente, però, nel libro “Cherubini”,
Jovanotti ha inserito il “Rap della mamma nuova”, in difesa della legge 194:
“Questa legge non si tocca […]. Chi discute questa legge fa una semplice follia e si
nasconde dietro grande ipocrisia”.

Ci sono, poi, artisti che hanno affrontato il tema in modo indiretto, raccontando
storie di vita quotidiana. I Pooh, ad esempio, in “Alessandra”, parlano di un
uomo che si assume la responsabilità del figlio che dovrà nascere. Il testo dice:
“Nel tuo corpo nasce un fiore. Per sbaglio o per amore […] che importa? Sarò con
lei”.

Antonello Venditti ha scritto “Sara”, dolcissimo ritratto di una ragazza che deve


affrontare tutte le difficoltà di una gravidanza inaspettata. Il brano si conclude
con un bellissimo messaggio di speranza: “Il tuo bambino, se ci credi nascerà”.

Più duri sono gli affreschi musicali di Francesco Guccini (“Piccola storia
ignobile”) e delle Orme (“La fabbricante d’angeli”), entrambi dedicati al
dramma, sempre attuale, dell’aborto clandestino. Il primo ha raccontato la
tragedia di una ragazza sola, costretta a sopprimere il suo bambino per non
rovinare la reputazione della famiglia. Le Orme, invece, parlano di una donna
che pratica aborti clandestini. Gli “angeli” della canzone sono i poveri bambini
che non vedranno mai la luce.

Tra gli esempi di cattivo gusto, il peggiore brano è sicuramente “Gomito a gomito
con l’aborto” di Elio e le Storie Tese. Il testo è demenziale e senza senso.

Discutibile è la canzone “Certi momenti”, di Pierangelo Bertoli, in cui si critica


l’obiezione di coscienza dei medici sull’interruzione di gravidanza. Rappresenta
una parentesi negativa nel repertorio di questo cantautore-poeta.
Tra i più attivi sostenitori del diritto alla vita c’è il cantautore cristiano Roberto
Bignoli, la cui discografia si può considerare un inno costante al rispetto
dell’essere umano, fin dal concepimento.

Nei suoi concerti, Bignoli ha sempre sostenuto le posizioni “pro life”, offrendo la
sua testimonianza di papà di due bellissime bambine. Con la moglie Paola ha
creato il sito “Informazione musica cristiana” (www.informusic.it). che ospita
numerose pagine dedicate ai cantautori “per la vita”, spesso impegnati in
spettacoli per raccogliere fondi in favore di associazioni di volontariato e case-
famiglia.

Anche il Movimento per la Vita (www.mpv.org), in questi anni, ha organizzato


manifestazioni musicali con lo scopo di sensibilizzare alle tematiche “pro life”.
L’iniziativa più nota è il concorso internazionale “Cantiamo la vita”, che può
contare sulla partecipazione di ospiti importanti come Ron, Alexia, Nek, Claudio
Chieffo, Gatto Panceri, Mariella Nava ed altri.

Purtroppo, nell’ampio panorama del rock, c’è anche chi ha preferito utilizzare la
musica come strumento culturale a sostegno della cosiddetta “libertà di scelta”
dell’aborto. Fra i gruppi che hanno maggiormente sostenuto questa battaglia
spicca quello dei Nirvana, promotori di concerti gratuiti insieme alle
organizzazioni femministe. Il cantante e leader del complesso, Kurt Cobain, è
morto suicida dieci anni fa.

Su Internet c’è il sito di un’associazione americana che aggiorna costantemente


sui cantanti che hanno preso posizione contro o a favore dell’aborto: “Rock for
life” (www.rockforlife.org). Promuove anche attività musicali ed educative
dedicate ai giovani, in favore del diritto alla vita.
 
[Fonte: IL TIMONE N. 38 – ANNO VI – Dicembre 2004 – pag. 16 – 17]

https://unacasasullaroccia.wordpress.com/2013/01/28/la-vita-in-musica

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