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TERMO

Procedura di verifica dispersioni


termiche edifici a norma di legge 10/91
aggiornato al D.Lgs. 192 del 19/08/2005
come modificato dal D.Lgs. 311 del 29/12/2006

MICROSOFTWARE S.r.l.
via Menicucci, 1
60121 ANCONA
Tel: 071.205380 FAX: 071.206777
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MARCHI REGISTRATI I marchi citati sono registrati dai legittimi proprietari.

AVVERTENZA La Microsoftware S.r.l. si riserva il diritto di modificare il


software senza preavviso e/o il presente manuale senza
preavviso.

RESPONSABILITÀ La Microsoftware S.r.l. non si assume alcuna responsabilità


diretta o indiretta per qualsiasi conseguenza dovuta ad errori
del sistema o al non corretto uso dello stesso.
L’uso del programma è a totale rischio del cliente e la sua
utilizzazione ne sottintende l’accettazione incondizionata
delle suddette norme.
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CONVENZIONI USATE IN QUESTO MANUALE

Termini utilizzati

Nel manuale vengono citati alcuni oggetti propri di Windows usando la terminologia
tecnica che li identifica universalmente nel campo dell’informatica. Di seguito sono
riportate alcune esemplificazioni dei termini più comuni.

CHECKBOX
Sono gli oggetti di windows che servono ad indicare
generalmente una scelta di tipo SI o NO, e sono rappresentati
con un riquadro dove compare un segno di spunta per la scelta
affermativa e scompare per quella negativa.
Se abilitati è possibile variare il loro stato semplicemente
cliccandoli con il mouse.
Vengono generalmente utilizzati per esprimere scelte multiple
su una lista di possibili valori.

RADIO BUTTON
Sono utilizzati per indicare una scelta esclusiva:
un solo valore accettabile da una lista di possibili valori.
L’elemento risulta selezionato quando cliccando con il mouse
sul cerchietto che lo rappresenta questo viene riempito con un
punto nero.

COMBOBOX

È simile ad una casella di testo ma con la particolarità di poter


attivare una lista di possibili valori selezionabili tramite il mouse
con un semplice clic sul valore scelto.
Per attivare la lista basta cliccare sull’icona rappresentata dalla
freccia rivolta verso il basso.

DOCUMENTO RTF È un formato di testo (Rich-Text Format) che consente anche


vari tipi di formattazione (dimensione e tipo di carattere,
grassetto, corsivo …) ed è compatibile con Microsoft Word.
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ICONE DI USO COMUNE

Icone di gestione e navigazione archivi

Le icone rappresentate qui di seguito sono comuni a tutti i programmi Microsoftware in


cui svolgono le funzioni di gestione e navigazione all’interno degli archivi presenti nel
programma in uso.

Conferma le variazioni apportate a un gruppo di dati registrando l'avvenuta


modifica nel database.

Annulla le variazioni apportate a un gruppo di dati evitando che il programma


aggiorni i dati contenuti nel database con altri non corretti.

Crea un nuovo elemento nell'archivio che si sta consultando.

Elimina l'elemento selezionato nell'archivio che si sta consultando.

Questo gruppo di quattro icone consente di spostarsi fra gli elementi


dell'archivio che si sta consultando; in particolare la prima e l'ultima
consentono rispettivamente di posizionarsi sul primo e sull'ultimo
elemento dell'archivio, mentre le altre due intermedie spostano la
selezione sull'elemento precedente e su quello successivo.
Le stesse icone vengono utilizzate nella finestra di anteprima per
visualizzare le pagine.

Aprono e chiudono l’intera struttura dell’albero su cui si è posizionati


consentendo la completa visione degli elementi presenti nell’albero.

Icone acceleratici

Le icone acceleratici consentono di accedere alle funzioni del programma più


comunemente usate senza dover selezionare il relativo menù.

Icona di stampa, cliccando su questa icona viene avviata la stampa relativa al


contesto in cui ci si trova.

Apre la documentazione in linea di Termo, in formato PDF.


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Avvia il collegamento al sito www.microsoftware.it.

Predispone l’invio di una e-mail all’indirizzo info@microsoftware.it.

Duplica l’elemento selezionato.

Sposta l’elemento o il nodo selezionato nella posizione precedente.

Sposta l’elemento o il nodo selezionato nella posizione successiva.

Attiva la finestra del controllo ortografico.

Icone di stampa

Prima di eseguire la stampa vera e propria il programma attiva sempre la funzione di


anteprima. Tale funzione permette di visualizzare il documento sul video in modo da
controllare la correttezza delle informazioni riportate prima di mandarlo in stampa.
Per gestire la visualizzazione in formato elettronico del documento all’estremità della
finestra di anteprima è presente una barra che include tutte le funzione di gestione di tale
formato di visualizzazione.

Barra della finestra di anteprima.

Stampa il documento.

Avvia l’esportazione del documento in anteprima nel formato RTF.

Avvia l’esportazione del documento in anteprima nel formato DOC editabile con
Word.

Avvia l’esportazione del documento in anteprima nel formato PDF leggibile con
Acrobat Reader.

Diminuisce lo zoom di 10 unità.

Aumenta lo zoom di 10 unità.

Adatta lo zoom alla dimensione della pagina.

Adatta lo zoom per consentire la visualizzazione dell’intera pagina.


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Porta lo zoom a 100%.

Aumenta e diminuisce lo Zoom di 1 unità.

Visualizza i righelli nella parte superiore e sinistra della finestra di anteprima.

Attenzione!
L’esportazione nel formato DOC è disponibile solo se nel sistema è installato
Microsoft Word, di cui Termo si serve per la generazione del documento.

Controllo ortografico

In Termo è presente la funzione di controllo ortografico che, una volta attivata, consente
di evidenziare ed eventualmente correggere gli errori ortografici presenti nella casella di
testo attiva.

Controllo ortografico.

Il controllo ortografico è basato su un dizionario, fornito con il programma, di oltre


120.000 parole, comprendente anche termini tecnici. L'utente può comunque aggiornare
l'elenco delle parole valide, agendo su un dizionario personalizzato, differente per
ciascun utente di Windows.
Il programma consente anche di segnalare automaticamente, nella casella di testo, le
parole eventualmente errate sottolineandole in rosso (opzione "controlla ortografia
durante la digitazione"), oppure di correggere la parola errata mentre la si sta scrivendo
(opzione "correzione automatica durante la digitazione"). Per maggiori informazioni
relative alle opzioni disponibili per il controllo ortografico vedere il paragrafo 6.2.
La correzione automatica avviene in base ad un ulteriore dizionario che contiene un
elenco di errori tipici di battitura e le relative correzioni; anche questo dizionario è
integrabile attraverso il dizionario personalizzato dell'utente.
Il controllo ortografico viene avviato premendo l'apposito pulsante (abilitato solo se il
controllo attivo è una casella di testo), presente in alcune finestre di Termo ove vi siano
delle caselle di testo.
Premendo il pulsante, se non ci sono errori di ortografia comparirà una finestra che indica
che il controllo è stato completato, altrimenti verrà visualizzata un'altra finestra che
consente di modificare la parola errata o di aggiungerla al dizionario se invece era
corretta.
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Controllo ortografico.

In questa finestra ci sono diversi pulsanti:

• Ignora: la parola viene considerata corretta per la sessione corrente


(finché il programma non viene chiuso.
• Ignora tutto: come sopra per tutte le parole non trovate nel dizionario.
• Cambia: la parola errata viene sostituita con quella scelta tra i suggerimenti
o con una inserita dall'utente.
• Cambia tutto: come sopra con la differenza che se più avanti nel testo si dovesse
incontrare di nuovo la stessa parola, questa verrebbe sostituita
automaticamente.
• Aggiungi: la parola viene lasciata così com'è e viene aggiunta al dizionario
dell'utente.
• Auto-correzione: la parola viene aggiunta al dizionario dell'utente e quando si
scriverà di nuovo la parola errata questa verrà automaticamente
corretta durante la digitazione (se l'opzione di autocorrezione è
stata attivata).
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1. INTRODUZIONE

1.1 La legge 10/91 ed i decreti integrativi


La legge 10/91 rientra nell’ambito delle leggi attuative del Piano Energetico Nazionale
(P.E.N.) e detta le norme in materia di uso razionale dell’energia e contenimento del
consumo di energia negli edifici.
La legge è completata ed integrata da numerosi documenti normativi sia di tipo legislativo
che di carattere tecnico.
Con la legge 10/91 è stato introdotto il concetto molto importante che la legge traccia la
filosofia e le indicazioni generali del risparmio energetico, i decreti attuativi contengono le
cosiddette regole tecniche e le norme UNI-CT riportano le metodologie di calcolo
richieste.
La legge 10/91 impone, come fatto innovativo che, nella progettazione termica degli
edifici vengano considerate non solo le caratteristiche dell’involucro edilizio, ma anche
tutte le caratteristiche ambientali ed impiantistiche che influenzano il bilancio energetico
dell’edificio.
Sono regolamentati dalla legge tutti gli edifici, pubblici e privati, di nuova costruzione e
soggetti a ristrutturazione, qualunque sia la loro destinazione d’uso.
Il decreto legislativo 192 del 19 agosto 2005 (come modificato dal D.Lgs. 311 del 29
dicembre 2006), che aggiorna il D.P.R. 412/93 (a sua volta aggiornato con il D.P.R.
551/99), recepisce la direttiva europea 2002/91/CE relativa al rendimento energetico
nell’edilizia e stabilisce il criterio per la valutazione della conformità di un edificio alle
specifiche del Piano Energetico Nazionale.
Tale criterio è la verifica che l’indice di prestazione energetica (EPi) dell’edificio, definito
come il rapporto fra il fabbisogno energetico convenzionale per la climatizzazione
invernale e l’area utile dell’edificio (o il volume lordo riscaldato, a seconda della
classificazione dell’edificio), sia inferiore ad un valore limite dipendente dalla zona
climatica.

Il calcolo dell’EPi richiede la suddivisione dell’edificio in zone termiche, vale a dire


porzioni di edificio climatizzate da uno stesso impianto termico.
Lo scopo della normativa, con il calcolo dell’EPi, non è quello di calcolare la potenza
termica necessaria per il dimensionamento del generatore di calore, quanto il fabbisogno
di energia mensile o stagionale.

1.2 Obiettivi del programma


TERMO è la procedura che consente di gestire gli adempimenti relativi al calcolo ed alla
stampa della relazione di conformità di un edificio alla normativa costituita dalla legge
10/91 e successivi decreti attuativi, per la verifica delle dispersioni termiche.
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Il programma consente anche di effettuare il calcolo igrometrico delle strutture disperdenti


secondo il metodo Glaser e di effettuare il calcolo degli elementi radianti che devono
essere inseriti nell’edificio.
Una volta inseriti i dati definiti essenziali dalla normativa stessa, TERMO consente di
effettuare il calcolo e la verifica dell’indice di prestazione energetica (EPi) e il calcolo del
fabbisogno energetico normalizzato (FEN), utilizzando il metodo descritto nella UNI EN
ISO 13790.

1.3 Organizzazione del programma


TERMO viene fornito completo di alcuni archivi di base che consentono di reperire in
modo molto semplice sia i dati climatici della località di ubicazione che i dati strutturali
dell’edificio che devono essere presi in considerazione nella stesura della relazione di
conformità.
Fra gli archivi trova spazio anche un archivio materiali costituito da oltre 100 elementi il
cui scopo è quello di consentire all’utente di estendere e personalizzare autonomamente
gli archivi strutturali standard forniti con il programma. Anche l’archivio materiali, così
come l’archivio dei dati climatici possono essere estesi direttamente dall’utente sulla base
delle proprie esigenze.
TERMO gestisce i dati dei propri archivi raggruppandoli in unità chiamate edifici. Ogni
edificio rappresenta un singolo progetto con i propri archivi di dati su cui vengono
effettuati i calcoli di verifica, le stampe e tutte le operazioni richieste. Questa
organizzazione, rendendo ogni edificio indipendente dagli altri, consente di spostare i
progetti da una macchina ad un’altra, salvare e recuperare i dati con grande facilità.
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2. INSTALLAZIONE

2.1 Kit di distribuzione


Il kit di distribuzione della procedura comprende:

1. il presente manuale d’uso


2. il CD ROM contenente tutti le applicazioni Microsoftware

I supporti di distribuzione non sono protetti dalla duplicazione e consentono ripetute


installazioni della procedura stessa. Successivamente alla installazione, il programma è
configurato in modalità di valutazione con funzioni .
Una volta eseguita la registrazione, tutte le funzioni della procedura risulteranno abilitate.
Il programma può essere installato più volte, funzionando in modalità di valutazione, su
qualsiasi elaboratore anche in assenza di password di abilitazione.
Questa particolarità di funzionamento risulta molto utile per poter disporre di posti
aggiuntivi di lavoro senza alcun costo supplementare, tali posti di lavoro sono utili per
l’inserimento dati e il loro controllo, essendo comunque attiva l’anteprima di stampa degli
elaborati.

2.2 Requisiti hardware e software


L’installazione di Termo sul proprio personal computer è totalmente automatizzata. Gli
unici vincoli che devono essere soddisfatti sono relativi alla configurazione del proprio
PC.

Configurazione minima:

Sistema operativo Windows 2000, memoria RAM disponibile almeno 256 MB, scheda
grafica con risoluzione 1024x768 a 65000 colori. Il processore deve essere almeno un
Pentium 3 o compatibile e si deve disporre di almeno 200 MB di spazio libero su
disco per il funzionamento della procedura; l’occupazione degli archivi dipende dalla
dimensione degli stessi.

Configurazione ottimale:

Sistema operativo Windows XP/Vista, memoria RAM disponibile 1 GB, scheda grafica
con risoluzione 1280x1024 a 16.000.000 colori con accelerazione 3D. Il processore deve
essere almeno un Pentium 4 o compatibile e si deve disporre di almeno 200 MB di
spazio libero su disco per il funzionamento della procedura; l’occupazione degli archivi
dipende dalla dimensione degli stessi.
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È indispensabile avere configurata una stampante da poter utilizzare in ambiente


Windows ed è opportuno l’uso di una stampante a getto di inchiostro o laser; rimane
possibile l’utilizzo di stampanti ad aghi con l’inconveniente però di dover affrontare
interminabili attese durante l’esecuzione delle stampe.

Attenzione !
Prima di procedere all’utilizzo del programma si raccomanda di impostare la
dimensione dei caratteri di Windows su “piccoli” altrimenti l’interfaccia grafica del
programma potrebbe modificarsi a tal punto da rendere inutilizzabile il programma.
Per impostare i caratteri si deve fare clic con il tasto destro del mouse sullo sfondo
dello schermo, selezionare la voce proprietà dall’apposito menù, selezionare la
sezione impostazioni e successivamente il tasto “avanzate”.

2.3 Installazione di Termo


Dopo aver controllato la corretta configurazione del sistema si può procedere
all’installazione della procedura.
Inserire il CD nell’apposito lettore, verrà avviato in modo totalmente automatico il
programma di installazione e verrà mostrata la finestra di installazione.
Se il programma di installazione non venisse avviato in automatico (per eventuali
configurazioni che disabilitano l’autorun dal CD), fare clic sull’icona di “Risorse del
computer” e da qui selezionare l’icona del CD facendo doppio clic. Se ancora
l’installazione non dovesse partire verrà mostrato il contenuto del CD; in tale caso avviare
il file Setup.exe.
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Figura 2.1 – Finestra di installazione delle procedure Microsoftware

Il setup, oltre a mostrare i programmi installabili sulla parte sinistra della finestra, riporta
in alto a destra alcuni pulsanti di utilità tra cui “Informazioni Sistema”. Premendo questo
pulsante comparirà la seguente finestra:
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Figura 2.2 - Finestra informazioni di sistema.

In questa finestra possono essere reperite informazioni utili anche in caso di assistenza
tecnica, come il sistema operativo in uso, se e quale versione è installata nel sistema sia
di DCOM sia di MDAC (applicativi Microsoft necessari per il funzionamento di Termo),
qual è la stampante predefinita e la dimensione del foglio di default, quanto spazio
disponibile si ha a disposizione su tutti gli hard disk della macchina che si sta usando.
Infine vengono riportate anche le applicazioni Microsoftware a 32 bit correntemente
installate con numero di versione e percorso di installazione.
È importante notare che se un programma non compare in questa lista non è detto che
non sia installato, ma soltanto che il setup non è in grado di reperirne le informazioni
relative.
È possibile poi verificare se una procedura Microsoftware è stata correttamente installata
anche dalla schermata iniziale, tramite un segno di spunta verde accanto al nome della
procedura stessa.

Per installare Termo fare clic sul pulsante denominato “Termo” e successivamente su
“Installazione” (oppure fare doppio clic direttamente su “Termo”).
L’installazione della procedura è la classica installazione a 32 bit di Windows; se si
seguono le istruzioni secondo le impostazioni di default, il programma verrà installato
nella cartella “C:\Programmi\Microsoftware\Termo6” ed inoltre verrà creata una nuova
cartella nel menù di avvio sotto la voce programmi denominata Applicazioni
Microsoftware dove verrà riportato il collegamento all’avvio del programma. Verrà
automaticamente creato anche il collegamento sul desktop.
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Attenzione !
Prima di installare Termo è necessario che nessuna altra applicazione sia in
esecuzione. In particolare l’esistenza di alcuni programmi Anti Virus possono
compromettere la corretta installazione del programma. Per installare correttamente
Termo chiudere tutte le applicazioni in esecuzione e disattivare gli eventuali Anti
Virus presenti, poi lanciare il Setup.

Al termine dell’installazione viene richiesto di riavviare il sistema.

Attenzione !
È indispensabile lasciare che il setup riavvii il computer, altrimenti non verranno
installati correttamente gli ActiveX Data Objects di Microsoft.
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3. REGISTRAZIONE

3.1 Richiesta di registrazione


Effettuata l’installazione secondo quanto descritto nel Capitolo Installazione, ed avviato il
software Termo si noterà che nella barra del titolo presente nella parte superiore nella
finestra principale è riportata la dicitura “Termo (versione di valutazione)”.
La versione di valutazione introduce alcune limitazioni alle funzionalità del programma,
Questo messaggio non comporterà alcuna limitazione alle funzioni di stesura degli
elaborati del programma in quanto tutte le funzioni saranno pienamente accessibili ed
operative consentendo all’utente di lavorare in tutta tranquillità; l’unica limitazione posta
alle versioni di valutazione è quella di non consentire nessun tipo di output esterno né su
carta né in formato elettronico (esportazione RTF o latri formati) e quindi tutte le icone e
tutte le voci di menù che consentono di accedere a queste funzioni risulteranno
disabilitate.
Per abilitare le funzioni di output sarà quindi necessario registrarsi presso la
Microsoftware S.r.l. di Ancona seguendo le istruzioni riportate di seguito.

1. Avviare il programma e nella finestra principale selezionare la voce


Registrazione / password del menù Utilità.

Figura 3.1 - Menu Utilità.

2. A seguito di questa operazione viene visualizzata la finestra mostrata in Figura 3-


2, nella quale la parte di sinistra mostra lo stato di attivazione dei moduli; la parte
di destra consente di effettuare le operazioni di richiesta registrazione, modifica
password e spostamento procedura. Se la procedura è in versione di
valutazione, cioè nessun modulo è attivato, la finestra mostra la password
dimostrativa.
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Figura 3.2 - Registrazione.

Numero seriale della macchina su cui è installata la procedura.

Avvia la creazione guidata della Richiesta registrazione.

Apre la finestra per la modifica password.

Apre la finestra di visualizzazione dell’informativa sulla privacy.


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3. La registrazione si effettua premendo il pulsante Richiesta di Registrazione posto


sulla parte destra il quale avvierà la creazione guidata della Richiesta di
Registrazione.
Essa guida l’utente per passi nella compilazione dei dati utente per la
registrazione, selezione dei moduli da attivare, generazione della stampa del
modulo di richiesta ed informa su come richiedere la registrazione.
Impiegando i pulsanti Avanti e Indietro si ha la possibilità, rispettivamente, di
avanzare con la creazione guidata o di tornare indietro. Il pulsante Annulla
consente in ogni momento di annullare l’operazione.

Figura 3.3 - Richiesta di registrazione.

La finestra di richiesta di registrazione consente sia di richiedere la registrazione


di seguito di nuove installazioni che a seguito di uno spostamento del programma
da una macchina ad un’altra.
In questo occorre disinstallare il programma dal PC nel quale era stato
precedentemente installato e richiedere la password per la nuova macchina.
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Per procedere con la richiesta di registrazione a seguito dello spostamento del


programma, attivare l’opzione:

E specificare il numero di serie relativo alla precedente installazione nella relativa


casella di immissione:

4. Al termine della creazione guidata, l’utente viene informato su come effettuare la


registrazione e premendo il pulsante Fine si procede alla stampa del modulo di
Richiesta di Registrazione. Il numero seriale, ricavato dall’elaboratore stesso,
viene riportato in automatico.
Il modulo della Richiesta di Registrazione dovrà essere spedito, debitamente
sottoscritto, presso la Microsoftware S.r.l. Via Menicucci 1, 60121 Ancona ovvero
inviato via fax al numero 071.206777.

La Microsoftware s.r.l., dopo aver ricevuto la richiesta, provvederà al rilascio della


password che potrà avvenire tramite e-mail, se fornita ovvero via posta all’indirizzo
indicato nel modulo di registrazione.

3.2 Inserimento / Modifica password


Una volta entrati in possesso della licenza, e quindi della relativa password di abilitazione
del modulo richiesto, è necessario selezionare nuovamente la voce Registrazione /
Password del menù Utilità.
A seguito di questa operazione viene visualizzata la finestra relativa allo stato di
attivazione dei moduli dalla quale, premendo il pulsante Modifica password, si accede
alla finestra di dialogo per l’impostazione della password.
Nella casella di testo della password si dovrà inserire la password riportata nella licenza,
sostituendo quella dimostrativa già presente ed evidenziata, e quindi confermarla
cliccando l’apposita icona di conferma. Si noterà che le abilitazioni dei vari moduli
passeranno dal valore “NO” al valore “SI” e verranno indicati i moduli attivati. A questo
punto l’operazione di Modifica password è conclusa e attraverso il pulsante Esci si può
procedere alla chiusura della finestra.
Se si è inserita la password in modo corretto la dicitura “versione di valutazione” presente
nella barra superiore della finestra sparirà e il programma sarà abilitato in conformità al
modulo acquistato.
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Figura 3.4 - Inserimento password.

pulsante per la conferma della password

pulsante per annullare la modifica della password

La procedura inserisce automaticamente una password dimostrativa sino a quando


l’utente non inserirà quella fornita dalla Microsoftware S.r.l. a seguito del rilascio della
licenza.

Attenzione !
La richiesta di password non è necessaria in caso di aggiornamento del programma.
Se si reinstalla una nuova versione di Termo su un elaboratore su cui è presente una
versione precedente già matricolata della stessa procedura, la password viene
conservata.
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4. CONFIGURAZIONE DELLA PROCEDURA

4.1 Impostazione dell’area di lavoro

Normalmente Termo utilizza come area di lavoro (ovvero la cartella in cui sono presenti
gli archivi di base) la sottocartella ARCHIVI, creata automaticamente nel path di
installazione.
Se si vuole cambiare la cartella di lavoro (per esempio quando si utilizza il programma in
rete e si vogliono utilizzare da più workstation gli stessi archivi) occorre selezionare la
voce Area di lavoro dal menù Utilità.

Figura 4.1 - Finestra di selezione dell'area di lavoro.

Per selezionare una nuova area di lavoro è sufficiente scegliere con il mouse la nuova
cartella e premere il pulsante di conferma. In tal caso verrà chiuso l’edificio corrente e
quindi attivato il nuovo percorso.
È possibile anche crearne una nuova con l’apposito pulsante .
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5. MENÙ PRINCIPALE

All’avvio della procedura, dopo la visualizzazione dello splash screen con il logo di
Termo, viene visualizzata la finestra principale completa del menù e dei tasti di scelta
rapida delle operazioni più comuni.

Figura 5.1 – Menù principale.

Attiva la gestione degli edifici presenti nell’area di lavoro.

Attiva la gestione calcolo legge 10 per l’edificio corrente.

Attiva la gestione riqualificazione energetica per l’edificio corrente.

Attiva la gestione del modulo impianti per l’edificio corrente.

Per le altre icone vedi la sezione “Icone di uso comune”.


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6. MENÙ FILE

Dopo aver avviato Termo, occorre stabilire su quale edificio si intende operare; si può
richiamarne uno già esistente oppure crearne uno nuovo.
Sarà inoltre possibile impostare i parametri di stampa come i margini del foglio, la
formattazione dei paragrafi, lo stile, abilitare il controllo ortografico, personalizzare la
struttura del documento stampato, abilitare le copie di emergenza e informazioni
aggiuntive a pié di pagina.
Per accedere a tutte queste funzioni si deve utilizzare il menù File o il pulsante di scelta
veloce corrispondente all’operazione desiderata.

Figura 6.1 – Menù file.

6.1 Gestione edifici

Questa opzione attiva l’omonima finestra nella quale è possibile effettuare diverse
operazioni quali l’attivazione, la duplicazione, il salvataggio, il ripristino, la modifica dei
dati generali, la compattazione e ristrutturazione del file dell’edificio e la stampa della lista
degli edifici presenti all’interno dell’area di lavoro selezionata.

Per inserire un nuovo edificio bisogna cliccare il pulsante ed inserire il nome


identificativo dell’edificio. Una volta creato l’edificio sarà possibile inserire le altre
informazioni: Committente, Descrizione e indirizzo.
Tra le altre funzioni si può notare il pulsante per la cancellazione dell’edificio selezionato,
per la duplicazione dell’edificio selezionato, ossia per crearne uno nuovo duplicando i dati
già esistenti nell’altro, per il salvataggio ed il ripristino dell’edificio. Queste ultime funzioni
si basano sul formato di compressione ZIP per poter trasportare un edificio anche tramite
dischetto da 3.5’’.
Per caricare l’edificio d’esempio basta cliccare sul pulsante denominato “Carica” e
selezionare la cartella \Termo6\Esempio del CD.
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Figura 6.2 – Gestione edifici.

Duplica l’edificio selezionato

Attiva la funzione di salvataggio dell’edificio selezionato

Attiva la funzione di ripristino dell’edificio

Attiva la funzione di compattazione dell’edificio

Attiva la funzione di ristrutturazione degli archivi

Informazioni sull’edificio selezionato

Attiva la gestione delle copie di emergenza

Attiva la funzione di conversione dell’edificio delle versioni 3.x

Invia edificio per e-mail

Attiva il correttore ortografico


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Stampa la lista degli edifici nell’area di lavoro corrente


Per duplicare un edificio è sufficiente inserire un nuovo nome dell’edificio che non sia già
presente in archivio e cliccare sul pulsante “Duplica”; verrà generata automaticamente
una copia dell’edificio che verrà aggiunta alla lista presente nella finestra Gestione edifici.

Figura 6.3 – Duplicazione edificio.

Nella finestra relativa al salvataggio dell’edificio si dovrà scegliere la destinazione del file
da salvare. Per default viene proposta l’unità A, ma è sempre possibile scegliere un’altra
destinazione; infine si cliccherà il pulsante “Salva”.
La funzione di salvataggio effettua in automatico anche la compattazione del file
dell’edificio.
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Figura 6.4 – Salvataggio edificio.

Per il caricamento si dovrà attivare l’apposita finestra nella quale si sceglierà la cartella
dalla quale selezionare il file. Verranno riportati tutti gli edifici di Termo presenti nella
cartella selezionata: selezionare il file da ripristinare e cliccare sull’apposito pulsante
“Carica”.
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Figura 6.5 – Carica edificio.

Sempre nella finestra Gestione edifici sono presenti due pulsanti di utilità:
“Compattazione edificio” e “Ristrutturazione edificio”.
Il primo permette di ridurre le dimensioni dell’edificio selezionato. Infatti il sistema di
archiviazione utilizzato da Termo, quando si effettuano ripetute cancellazioni ed
inserimenti di dati, può anche rendere il file molto grande; tramite la compattazione si
riporta l’edificio alla dimensione minima, ottimizzando anche le prestazioni.
Il secondo effettua una ricostruzione dell’edificio – e degli archivi di base – ricreandolo da
zero e re-inserendo tutti i dati in esso contenuti. Questa operazione, che è utile solo in
caso di accertato danneggiamento del file dell’edificio, viene avviata in automatico da
Termo qualora si stia caricando un edificio creato da una versione precedente del
programma. La funzione di ristrutturazione comprende quella di compattazione.

Attenzione !
La ristrutturazione dell’edificio e degli archivi di base può richiedere molto tempo.
Sebbene Termo sia stato progettato per ripristinare le condizioni iniziali in caso di
interruzione del processo, è consigliato lasciar completare l’operazione senza tentare
di chiudere il programma.

Non è possibile con una versione di Termo utilizzare archivi specifici di versioni
successive.
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6.2 Parametri di Termo

Parametri del programma attiva la finestra di configurazione dei parametri di Termo.


Tale finestra è suddivisa in otto parti accessibili tramite dei tabulatori presenti nella parte
superiore della finestra stessa. La prima sezione consente di impostare i margini di
stampa, la seconda consente di impostare alcune opzioni di stampa, la terza sezione
della finestra consente di inserire una riga di testo per eventuali personalizzazioni delle
stampe; tale testo verrà riportato a piè pagina di ogni pagina stampata. La quarta
sezione consente di impostare i parametri per le copie di emergenza. La quinta sezione
contiene i parametri per il controllo ortografico. La sesta sezione è utile per impostare la
struttura del documento stampato, ossia quali parti inserire e quali escludere dalla
stampa. La settima sezione consente di inviare l’edificio compresso via e-mail al
supporto Microsoftware o ad un indirizzo specificato. L’ottava sezione permette di
personalizzare l’aspetto del programma con varie proposte grafiche.

Nella finestra sono presenti, nella parte bassa, i pulsanti “Ok”, “Annulla” e “Applica”, il
primo serve per applicare le modifiche apportate e chiudere la finestra, il secondo annulla
le modifiche e chiude la finestra il terzo serve per applicare le modifiche senza uscire
dalla finestra corrente.

Se si sceglie la linguetta “Foglio” è possibile impostare alcuni parametri si stampa come i


margini e l’orientamento della carta.

Figura 6.6 – Parametri del programma (Foglio).


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Figura 6.7 – Parametri di stampa (Opzioni).

Nella finestra “Opzioni” è possibile scegliere l’utilizzo della giustificazione del testo ed il
sistema di numerazione delle pagine (per esempio pag 2 di 20).
Nella finestra “Personalizzazione” è possibile specificare una riga di testo che verrà
stampata in basso a sinistra in tutte le stampe di Termo.
Inoltre, è possibile scegliere se utilizzare o meno la lista degli ultimi edifici utilizzati e in
caso affermativo quanti edifici memorizzare nella cronologia. Questa lista verrà
visualizzata sempre nel menù “File”, dopo la voce “Imposta stampante”, come mostrato in
(Figura 6.1).
Dalla versione 4 è possibile aprire più edifici contemporaneamente, per facilitare lo
scambio di dati: per attivare questa possibilità scegliere “Apri gli edifici usando finestre
diverse” nella sezione “Apertura edifici”; viceversa se si vuole utilizzare un edificio alla
volta scegliere “Apri gli edifici usando una sola finestra”.
Microsoftware S.r.l. Ancona 27

Figura 6.8 – Opzioni di personalizzazione.

Nella finestra “Copia di emergenza” è possibile scegliere se usare o meno il sistema di


backup automatico di Termo. Se attivato, Termo, ad ogni apertura di un edificio, salva
una copia dello stesso in modo da poter essere ripristinata in seguito ad operazioni che
hanno causato la perdita irreversibile di dati (ad esempio cancellazione di dati strutturali o
dei locali ecc…). L’eventuale ripristino della copia di emergenza viene effettuato nella
finestra “Gestione edifici” (Paragrafo 6.1).
28 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 6.9 – Parametri gestione copia di emergenza.

Nella finestra "Controllo ortografico" ci sono le opzioni che consentono di controllare gli
eventuali errori di ortografia durante la digitazione (sottolineando in rosso le parole errate,
ossia non presenti nel dizionario) oppure di correggere automaticamente gli errori
durante la digitazione. Anche se entrambe queste opzioni sono disabilitate il pulsante
del controllo ortografico manuale rimane comunque attivo e funzionale.
Microsoftware S.r.l. Ancona 29

Figura 6.10 – Parametri del controllo ortografico.

Nella finestra “Invio e-mail” è possibile impostare il nome, l’indirizzo del mittente, il Server
per l’invio della posta (SMTP) e la porta del server.
Tali dati vengono automaticamente prelevati da Outlook, nel caso questo risulti installato
oppure è possibile personalizzare tali dati.

Figura 6.11 – Parametri invio edifici per e-mail.


30 Microsoftware S.r.l. Ancona

Tali impostazioni sono molto importanti in caso di assistenza tecnica, perché l’edificio che
richiede un intervento da parte dell’assistenza può essere inviato tramite e-mail,
consentendo così una risoluzione di eventuali problemi molto tempestiva.
Per inviare l’edificio per e-mail vedere il paragrafo 6.1.

Nella finestra “Aspetto” è possibile scegliere l’aspetto grafico di Termo tra “Windows
Classic”, “Office XP”, “Office 2003” e “Windows XP” (quest’ultimo solo per sistemi
operativi Windows XP).

Figura 6.12 – Impostazione aspetto grafico.


Microsoftware S.r.l. Ancona 31

7. MENÙ EDIFICIO

Il menù Edificio permette di accedere alle finestre di gestione calcolo “Legge 10”,
gestione Riqualificazione energetica e al modulo “Impianti termici”. Sono inoltre presenti
altre opzioni che permetto all’utente di visualizzare i materiali utilizzati nell’ambito della
legge 10, i materiali delle tubazioni utilizzati negli impianti e le normative dei diametri
anch’esse utilizzate negli impianti.
Quest’ultima funzione è importante in quanto permette di specificare i diametri
commerciali in base ai quali il modulo “impianti termici” deve effettuare i calcoli. Per
ulteriori informazioni sull’utilizzo di tale funzione e delle altre funzioni di riepilogo degli
elementi utilizzati nell’edificio, si rimanda al capitolo 8 relativo agli archivi di base.

Figura 7.1 – Menù edificio.

7.1 Legge 10

Selezionando la voce “Legge 10” del menù edificio viene aperta la finestra di gestione
calcolo “Legge 10” che redige la stampa della Relazione tecnica, la verifica dell’EPi ed la
stampa dell’Attestato di qualificazione energetica.
La gestione Legge 10 presenta sulla sinistra l’albero dell’Edificio, suddiviso in:

• Dati generali
• Dati strutturali
• Centrali termiche
• Zone termiche
• Calcolo edificio
• Dati descrittivi
32 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.2 – Informazioni generali “Legge 10”.

7.1.1 Dati generali dell’edificio

I dati generali dell’edificio consistono in:

• Informazioni generali, comprendono i dati identificativi dell’opera. È


fondamentale specificare il Comune e la Provincia in cui è situato l’edificio; tali
dati possono essere inseriti con l’apposita funzione richiamabile col il pulsante
. Tale pulsante permette di aprire la finestra visibile nella figura seguente in
cui sono elencati tutti i Comuni d’Italia aggiornati alle ultime normative del 2008;
per cercare un Comune basta digitare nell’apposito campo il nome del Comune
da trovare e Termo si posizionerà nel Comune desiderato, per confermare
cliccare il pulsante “Ok” o fare doppio clic sulla riga selezionata.
Fondamentale è il parametro “Tipo di intervento” che consente di specificare se
l’edificio è di nuova costruzione, se si tratta di una ristrutturazione, se si tratta di
un intervento sul solo impianto termico, ecc…, e di conseguenza il tipo di verifica
da effettuare, così come previsto dall’allegato I del D.Lgs. 311/2006.
Nel caso in cui si selezioni la voce “Ristrutturazione di un edificio con superficie
utile inferiore a 1000 m2” (art. 3, comma 2, lettera c del D.Lgs. 29/12/2006 n. 311)
Microsoftware S.r.l. Ancona 33

non è necessario effettuare il calcolo dell’EPi in quanto non sono richieste


verifiche per questo indice; ciò comporta una riduzione delle informazioni che
l’utente deve fornire al programma. Tuttavia, la selezione di questa opzione,
comporta l’impossibilità di stampare l’attestato di qualificazione energetica ed il
diagramma di classificazione energetica che si basano sui valori dell’EPi e
dell’EPi limite.
Se l’utente desidera produrre tali documenti anche per la tipologia di intervento
sopra citata è necessario selezionare la voce “Ristrutturazione di un edificio con
superficie utile inferiore a 1000 m2 con calcolo EPi” ed inserire tutti i dati
necessari per il calcolo dell’EPi.
Individuare il giusto periodo di applicazione poiché in base a quello cambiano i
limiti di EPi e trasmittanze.
È indispensabile specificare inoltre la temperatura di progetto, il numero di unità
abitative dell’edificio e la classificazione dell’edificio sulla base delle tabelle di
legge (Figura 7.4), tutti gli altri dati presenti nella sezione Informazioni generali
sono comunque importanti per una completa relazione tecnica.
Il parametro “Modalità inserimento dati” permette di scegliere se inserire i dati in
modalità tabellare oppure con un CAD integrato al programma.

Figura 7.3 – Cerca Comune.


34 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.4 – Classificazione edificio.

• Fattori tipologici, sono piante, sezioni e prospetti, con specifica indicazione


dell’orientamento dell’edificio, dell’uso prevalente dei locali e della presenza di
sistemi di protezione solare, specificare quali di questi dati verranno inseriti nella
relazione.
• Dati climatici, sono i parametri climatici della località, vengono autocompilati se
nelle informazioni generali è stato scelto un Comune dall’apposita tabella, è
comunque fondamentale inserire i gradi giorno, la temperatura esterna relativa al
Comune in cui è situato l’edificio, le Province di riferimento ovvero le Province più
vicine all’edificio e i giorni di riscaldamento; il pulsante permette di riallineare i
dati climatici del Comune precedentemente selezionato.
La temperatura del terreno viene presa in considerazione solo per la verifica
termoigrometrica, mentre per l’EPi viene calcolata in base alla normativa.

7.1.2 Dati strutturali

Nei dati strutturali devono essere inserite tutte le tipologie di strutture che verranno
utilizzate nell’edificio, essi si dividono in sette tipi:

• Pareti
• Pavimenti
• Soffitti
• Vetrate
• Porte
• Finestre
• Ponti termici

Le tipologie possono essere create ex-novo, basta selezionare la categoria, per esempio
“Pareti” e cliccare sul pulsante .

Dopo aver scelto il tipo verrà richiesta la descrizione da attribuire alla nuova struttura
(Figura 7.5)
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Figura 7.5 – Inserimento descrizione nuovo elemento.

Per l’inserimento dei dati della struttura attenersi alle istruzioni relative riportate nel
capitolo 8.2.
Per tutte le tipologie, escluse le finestre, è possibile attingere dall’archivio di base
selezionando la categoria desiderata e cliccando sul pulsante presente nella barra
degli strumenti (Figura 7.6) disposta sopra l’albero dell’edificio.

Figura 7.6 – Barra degli strumenti dell’edificio.

Per importare dall’archivio di base è necessario selezionare l‘elemento desiderato e


cliccare sul pulsante presente nella finestra di importazione (Figura 7.8) oppure
trascinare (drag & drop) il nodo selezionato nella corrispondente cartella contenuta nella
struttura nell’albero dell’edificio.
Il pulsante presenta nella finestra di importazione permette di visualizzare la
descrizione dettagliata del nodo selezionato mentre il pulsante permette di aprire la
finestra di ricerca elemento (Figura 7.3).
I dati importati nell’edificio sono comunque modificabili o sostituibili in qualsiasi momento
senza aver effetto sugli archivi di base, le modifiche rimarranno nella sola scheda
dell’edificio in uso.

Entrambe le funzioni di creazione e di importazione possono essere anche richiamate dal


menù che compare cliccando con il tasto destro del mouse su una delle categorie (Figura
7.7).

Figura 7.7 – Menù tasto destro del mouse sulle strutture.


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Le strutture inserite possono essere eliminate con l’apposito pulsante .


Altre operazioni ammesse sulle strutture sono la duplicazione (pulsante ) e
l’esportazione verso gli archivi di base (pulsante ). Nel caso di duplicazione il
programma chiederà all’utente il nome dell’elemento duplicato mentre in caso di
esportazione verso gli archivi di base verrà chiesta, se presente, anche la categoria
all’interno della quale inserire l’elemento esportato.

Figura 7.8 – Finestra di importazione.

Ogni struttura può essere analizzata attraverso il diagramma di Glaser cliccando sul
pulsante , per verificare se si presentano fenomeni di condensa interstiziale in una o
più interfacce tra i vari strati della struttura. Se la struttura non è utilizzata in alcun locale
dell’edificio premendo il pulsante la stessa verrà analizzata utilizzando condizioni
climatiche generiche.
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Figura 7.9 – Diagramma di Glaser.

La linea verde identifica la temperatura, quella rossa la pressione di saturazione e quella


blu la pressione parziale; se la linea rossa tocca la linea blu la struttura genera condensa.
È possibile modificare la visualizzazione dei grafici in modo da vedere solo il grafico delle
temperature o solo quello delle pressioni tramite il riquadro “Tipo diagramma”.
Cliccando su di un grafico mensile si ottiene l’ingrandimento di quel mese; ricliccando si
ritorna alla visualizzazione precedente.
Il check “Visualizza retini” permette di abilitare o disabilitare la visione grafica dei retini
nelle stratigrafie.
Termo, nel riquadro “Analisi interfacce”, evidenzia mese per mese la quantità di
condensa eventualmente generata (colonna “gc” nella griglia), partendo dal mese in cui si
verifica la condensa. La colonna “Ma” invece rappresenta la condensa accumulata nei
mesi precedenti. In alto è possibile scegliere se visualizzare i dati relativi alla struttura nel
suo complesso (somma di tutte le interfacce) oppure relativi alla singola interfaccia. La
colonna fRsi,min identifica il fattore di qualità minimo ammissibile della struttura affinché
non si verifichi condensa superficiale.
Quando gc è 0 significa che non c’è condensa in una determinata interfaccia, se è
positivo significa che il vapore in quel mese condensa in quell’interfaccia fra due strati, se
è negativo significa che la condensa sta evaporando (se Ma decresce fino ad azzerarsi si
può dire che la condensa è evaporata completamente).
Per quanto riguarda la verifica della condensazione superficiale è sufficiente confrontare
il fattore di qualità della struttura fRsi con il valore di fRsi,min massimo (fRsi,max); se il
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fattore di qualità è superiore significa che non si verificano fenomeni di condensazione


superficiale.
In basso viene visualizzato il riepilogo dei dati, con l’indicazione dell’eventuale quantità di
condensa (che deve essere inferiore a 500 g/m²) e viene anche riportato se la condensa
riesce ad evaporare completamente nei mesi più caldi. L’ultima dicitura è rossa se la
struttura non è verificata oppure verde se è verificata, cioè se non presenta condensa
affatto oppure se la quantità di condensa è inferiore al limite e riesce ad evaporare
completamente.

Figura 7.10 – Finestra.

Le finestre non hanno un archivio di base quindi vanno sempre create ex-novo.
Nella parte superiore della schermata sono presenti i dati generali della finestra come la
tipologia, la spunta “doppio serramento” ed in sola lettura la trasmittanza totale della
finestra ed il relativo limite superiore.
Se viene spuntato il controllo “doppio serramento” verrà richiesta anche la resistenza
dell’intercapedine, che può essere anche calcolata cliccando sul pulsante .
Microsoftware S.r.l. Ancona 39

Se si tratta di un doppio serramento nella parte sottostante della gestione finestre vanno
inseriti sia i dati della finestra interna che quelli della finestra esterna.
Termo possiede un automatismo per la creazione delle finestre attivabile con il pulsante
qui sotto raffigurato.

Figura 7.11 – Pulsante di calcolo caratteristiche geometriche finestra.

La pressione di questo pulsante attiva la gestione qui sotto raffigurata.

Figura 7.12 – Automatismo per la generazione delle finestre.

Inserendo negli appositi spazi forma geometrica, larghezza, altezza, numero di ante,
numero di elementi orizzontali, spessore medio del telaio e altezza della soprafinestra, il
programma calcolerà l’area della vetrata, il perimetro della vetrata e l’area del telaio.
Le modifiche apportate a questi valori verranno visualizzate in tempo reale mediante un
semplice disegno posto sul lato destro della videata e rappresentante la finestra editata.
Dopo aver inserito le caratteristiche geometriche della finestra occorre inserire la
trasmittanza selezionando una struttura vetrata. In questo caso, premendo sul pulsante
40 Microsoftware S.r.l. Ancona

, è possibile prelevare i dati o dall’archivio di base o dai dati strutturali


precedentemente inseriti.
È importante inoltre inserire le trasmittanze del telaio. Anche in questo caso è previsto sia
l’inserimento manuale dei valori sia la loro importazione da un archivio di base (Figura
7.13) richiamabile tramite la pressione del pulsante .

Figura 7.13 – Finestra di scelta trasmittanze telaio.

Se presente deve essere specificato il sottofinestra, inserendo l’area e la struttura che lo


compone, importandola con il pulsante . Stessa cosa per il cassonetto di cui va
specificata l’area e la trasmittanza che può essere calcolata premendo il pulsante .
Se la finestra è dotata di una tapparella è sufficiente cliccare sul pulsante per
calcolare la resistenza termica addizionale dovuta a chiusure chiuse.
Nella finestra può essere applicato un ponte termico che verrà automaticamente
dimensionato dal programma in base alle dimensioni della finestra. Per ultimo può essere
specificato il coefficiente di trasmissione solare dei vetri, inserendolo manualmente o
importandolo con l’apposito pulsante .

Infine i ponti termici possono essere importati dall’archivio di base o creati ex-novo come
precedentemente spiegato per le altre strutture.
Se viene creato un nuovo ponte termico è fondamentale specificare il tipo di ponte
termico (angoli, balconi, pilastri ecc..) e la trasmittanza lineica. Se vengono forniti anche i
valori di L2D, l1 e l2 è possibile effettuare il calcolo della trasmittanza del ponte termico,
premendo il pulsante e fornendo le trasmittanze U1 e U2 delle pareti che formano il
ponte termico, le cui lunghezze utilizzate nel modello di calcolo sono rispettivamente l1 e
l2.
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7.1.3 Centrali termiche

Per centrali termiche vengono intesi i generatori con cui sono riscaldate le zone termiche.
Per creare una centrale termica selezionare il nodo omonimo e cliccare sul pulsante o
premere il tasto destro del mouse.
La finestra delle centrali termiche è suddivisa in sei parti accessibili tramite linguette
presenti nella parte superiore della finestra stessa.

Figura 7.14 – Prima sezione dati generatore.

La prima sezione contiene i dati del generatore, descrizione, marca, modello, note e tutti
i dati relativi al rendimento e alle perdite del generatore (dati forniti dalle case produttrici).
È possibile scegliere un generatore tra quelli proposti dall’archivio di base di Termo
cliccando sul pulsante .
Nel caso in cui i dati relativi alle perdite o ai rendimenti dovessero mancare Termo
permette di calcolarli in modo semplice con delle finestre di aiuto, attivabili dai relativi
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pulsanti , dove scegliendo tra i dati proposti quelli più adatti alla situazione si otterrà il
valore desiderato.
Nella seconda sezione vanno specificati il tipo di impianto di riscaldamento (che
influenza il calcolo dei rendimenti di produzione e distribuzione dell’impianto di acqua
calda sanitaria) e il rendimento di distribuzione che può essere calcolato con il pulsante
.
Gli altri dati presenti riassumono le zone termiche servite dal generatore, il volume lordo
totale riscaldato, la superficie totale che lo delimita ed il relativo rapporto S/V.
Le successive sezioni contengono i dati descrittivi dell’impianto, tra cui i sistemi di
generazione, dove inserire una descrizione del sistema di generazione impiegato. Ad
esempio:
• generatore di calore ad acqua calda centralizzato alimentato a metano;
• complesso di cogenerazione di energia termica ed elettrica installato presso
l’edificio;
• sistema cogenerativo urbano o di quartiere;
• pompe di calore elettriche aria-acqua per climatizzazione delle singole unità
immobiliari.

I dati relativi ai sistemi di termoregolazione possono essere per esempio:


• gruppo di termoregolazione in centrale termica, pilotato dalla temperatura
esterna ed operante sulla temperatura dell’acqua in uscita dal generatore di
calore, il gruppo è dotato di programmatore che consente la regolazione delle
temperatura ambiente su due livelli nell’arco delle 24 ore;
• sistema di termoregolazione di una singola unità immobiliare, pilotato dalla
temperatura media rilevata da 3 sonde di temperatura poste in 3 ambienti diversi,
il sistema è dotato di programmatore che consente l’accensione e lo
spegnimento automatico sino a 14 volte nell’arco di una settimana e la
regolazione delle temperatura media degli ambienti su 2 livelli nell’arco delle 24
ore;
• valvole termostatiche da radiatore pilotate da sensore termico inserito nella testa
dell’apparecchio.
I dati omessi di queste sezioni non verranno stampati.
Una centrale termica può essere utilizzata su una o più zone termiche.

7.1.4 Zone termiche

La zona termica è un’insieme di locali che sono riscaldati dalla stessa centrale termica.
Attraverso il nodo “Zone termiche” è possibile accedere ad una sezione denominata
“Locali non contenuti in zone termiche” che conterrà tutti i locali non riscaldati (per
esempio vano scala, cantina, ecc…) o che comunque non sono associabili a zone
termiche, ad esempio locali riscaldati che non concorrono alla verifica dell’edificio perché
è sufficiente verificare solo una determinata zona.
Per creare una zona termica selezionare il nodo omonimo e cliccare sul pulsante o
premere il tasto destro del mouse.
Microsoftware S.r.l. Ancona 43

La finestra delle zone termiche è suddivisa in tre parti accessibili tramite linguette
presenti nella parte superiore della finestra stessa.

Figura 7.15 – Prima sezione dati zona termica.

La prima sezione comprende i dati della zona; vanno inseriti la classificazione della zona
termica, la temperatura di progetto il regime di funzionamento, il tipo di accensione, il tipo
di ventilazione, il volume lordo riscaldato e la superficie che lo delimita.
Termo permette di definire un profilo di regolazione climatica che consente, durante
alcuni periodi temporali, la riduzione della temperatura a valori al di sotto di quello usuale
di progetto. La procedura di calcolo del regime intermittente è ritenuta valida soltanto per
i sistemi di riscaldamento nei quali l’emissione di calore può essere regolata agevolmente
in maniera rapida a seconda delle variazioni del fabbisogno di calore. Inoltre la potenza
del sistema di riscaldamento deve essere tale da assicurare il raggiungimento della
temperatura interna di progetto quando la temperatura esterna è al valore di progetto più
basso. Se il sistema di riscaldamento è dimensionato in modo preciso si dovrebbe
utilizzare un regime di funzionamento intermittente.
Sono previsti i seguenti regimi di funzionamento:
• continuo, non è applicato alcun profilo di riscaldamento intermittente;
• spegnimento, il sistema di riscaldamento non fornisce calore;
44 Microsoftware S.r.l. Ancona

• regime attenuato, il flusso di calore è controllato per mantenere una temperatura


attenuata;
• regime ridotto, il calore è fornito in funzione della temperatura esterna ad una
potenza inferiore a quella del regime normale.

A seconda del regime di funzionamento, le modalità di funzionamento all’accensione


possono seguire due diverse strategie:
• accensione prefissata, il tempo di accensione dell’avviamento è fissato
dall’utente;
• accensione ottimizzata, il sistema di regolazione ottimizza i tempi di accensione
in funzione della temperatura interna ed esterna.

Cliccando sui pulsanti il programma fornirà delucidazioni in merito ai campi da


compilare.
Il campo tipo di ventilazione permette di selezionare la modalità di calcolo utilizzata dal
programma per determinare la quantità d’aria per infiltrazione attraverso i componenti
edilizi.
Sono possibili due opzioni:
• ventilazione naturale
• ventilazione forzata.

Entrambe le modalità di ventilazione sono legate al tipo di schermatura dell’edificio


rispetto al clima esterno, alla permeabilità delle pareti e alla differenza di temperatura tra
interno ed esterno. Nel caso di ventilazione meccanica è necessario impostare i
coefficienti di esposizione al vento e, se presente, il rendimento del recuperatore di
calore.
Il volume lordo riscaldato e la superficie che lo delimita devono essere definiti solo se si
utilizza la modalità di inserimento dati tabellare; nella modalità CAD questi vengono
automaticamente compilati dopo aver eseguito il disegno.
Microsoftware S.r.l. Ancona 45

Figura 7.16 – Seconda sezione centrale termica.

Nella seconda sezione deve essere specificata la centrale termica che riscalda la zona
in questione. La centrale termica può essere importata cliccando sul pulsante dai dati
strutturali o dall’archivio di base; se importata dall’archivio Termo provvederà ad
aggiungere automaticamente la nuova centrale termica nell’omonimo nodo.
Successivamente vanno inseriti il rendimento di regolazione e di emissione che possono
essere calcolati con i relativi pulsanti , dove scegliendo tra i dati proposti quelli più
adatti alla situazione si otterrà il valore desiderato.
46 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.17 – Terza sezione produzione acqua calda sanitaria.

Nella terza sezione vanno inseriti i dati relativi la produzione di acqua calda sanitaria. Il
sistema di produzione permette di stabilire se l’acqua calda sanitaria (ACS) viene fornita
dallo stesso generatore di calore utilizzato per il riscaldamento o da un altro dispositivo.
La scelta effettuata ed il tipo di impianto di riscaldamento (scheda Centrali termiche, Dati
zona termica) influenzano il calcolo dei rendimenti di produzione e distribuzione
dell’impianto di ACS.
Per completare correttamente i dati richiesti per la produzione di acqua calda sanitaria
Termo permette di calcolarli in modo semplice con delle finestre di aiuto, attivabili dai
relativi pulsanti , dove scegliendo tra i dati proposti quelli più adatti alla situazione si
otterrà il valore desiderato.
La temperatura acqua prodotta ed entrante rappresentano rispettivamente la temperatura
di erogazione dell’acqua calda sanitaria e quella della rete dell’acqua fredda sanitaria.
Convenzionalmente si considera una differenza di temperatura tra acqua fredda e acqua
calda di 25 °C, corrispondente ad una temperatura di ingresso (entrante) di 15 °C ed una
temperatura di erogazione (prodotta) di 40 °C.

Se nella sezione “Dati generali - Informazioni Generali” è stata scelta la modalità di


inserimento dati tabellare occorre inserire, a questo punto, tutti i locali come specificato
qui di seguito; altrimenti passare al capitolo Inserimento dati tramite CAD.
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Ogni locale presente nell’edificio deve essere inserito nella zona termica di
appartenenza; i locali non assegnati ad alcuna zona termica saranno quelli non riscaldati
o quelli che non intervengono nella verifica (nel caso di ampliamento dell’edificio per un
volume superiore del 20% dell’edificio esistente è sufficiente verificare il solo
ampliamento).

Per creare un nuovo locale posizionarsi su una zona termica e cliccare il pulsante ,
oppure premere il tasto destro del mouse.
I locali riscaldati possono essere spostati da una zona termica all’altra con il drag & drop;
tutti i locali, sia riscaldati che non possono essere spostati di posizione all’interno della
zona di appartenenza utilizzando il drag & drop oppure cliccando sugli appositi pulsanti
.
Nei locali riscaldati vanno inseriti area, volume netto, temperatura interna (se diversa da
quella di progetto), tipo di ventilazione ed il numero di ricambi d’aria.
Il tipo di ventilazione è utilizzata dal programma per determinare la quantità d’aria per
infiltrazione attraverso i componenti edilizi del locale. Questo campo è modificabile
solamente se per la zona termica è stata impostata l’utilizzo della ventilazione forzata
(tramite il campo tipo di ventilazione).
Inoltre, nel locale vanno specificate le strutture che lo compongono ovvero pareti,
pavimenti, soffitti e ponti termici.
Per l’inserimento dei dati sopra citati occorre selezionare il locale, cliccare sul pulsante
o premere il tasto destro del mouse e scegliere quale struttura si vuole inserire tra
quelle proposte nel menù (Figura 7.18). In alternativa, lo stesso menù è attivabile
premendo il pulsante presente nella barra degli strumenti presenti sopra l’albero
dell’edificio.

Figura 7.18 – Menù inserimento strutture nei locali.

L’importazione dei dati strutturali avviene attingendo i dati inseriti nella precedente
sezione ed utilizzando i soliti metodi di importazione (Figura 7.8).
I dati riportati negli spazi con sfondo grigio sono quelli calcolati o derivanti dall’archivio
di base e comunque non modificabili, gli altri dati come il volume, la lunghezza o il locale
adiacente devono essere specificati dall’utente poiché indispensabili per i calcoli.
Se la struttura inserita nel locale è un pavimento verso terra o una parete addossata al
terreno vanno specificati ulteriori dati, come la tipologia del pavimento (controterra, su
intercapedine o piano interrato), alcuni dati geometrici e informazioni sull’isolamento. Per
ulteriori informazioni riferirsi alla norma UNI EN ISO 13370.
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Nelle pareti vanno specificati anche i serramenti presenti, questi possono essere inseriti
selezionando la parete che li contiene e cliccando o sul pulsante della barra degli
strumenti o premendo il tasto destro del mouse (Figura 7.19).

Figura 7.19 – Menù integrato con la scelta dei serramenti.

Se il serramento inserito è una porta occorre specificarne l’area, mentre se è una finestra
l’area è già stata definita in precedenza; occorre però specificare, se presenti, le
ostruzioni che provocano ombreggiatura sul componente finestrato, inserendo l’angolo di
incidenza di eventuali ostruzioni esterne, aggetti orizzontali e/o verticali.

Figura 7.20 – Dati della finestra.

Anche per i locali è prevista l’operazione di duplicazione (pulsante ) che permette di


duplicare un locale e tutte le relative strutture ad esso collegate.

Per quanto riguarda i ponti termici, occorre specificare se si tratta di una dispersione tra
interno ed esterno oppure attraverso un locale non riscaldato: per fare questo scegliere
<esterno> nel campo “locale adiacente” per il primo caso oppure scegliere il locale
opportuno nel secondo caso.
In più è necessario specificare la lunghezza caratteristica del ponte termico nell’apposito
campo.
Microsoftware S.r.l. Ancona 49

Qualora si tratti di un ponte termico provocato da un innesto di un solaio in una parete


esterna oppure di un divisorio in una parete esterna occorre anche verificare che detto
ponte termico sia corretto. Infatti se un ponte termico è corretto, la trasmittanza della
parete va confrontata con il limite imposto dal D.Lgs. 311, altrimenti è la trasmittanza
media tra parete e ponte termico che va confrontata con il limite.
Per verificare se un ponte termico è corretto scegliere la parete principale e la parete che
si innesta nella parete principale: Termo provvederà a calcolare la lunghezza della parete
fittizia, secondo le definizioni del D.Lgs. 311, e cioè il tratto di parete esterna in
corrispondenza del ponte termico, la sua trasmittanza e a dare una valutazione se il
ponte termico è effettivamente corretto.

Figura 7.21 – Correzione ponte termico.


50 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.22 – Parete fittizia.

Ritornando alla finestra dei locali riscaldati, nella parte alta ci saranno riportati dei dati
riassuntivi come il tipo di locale e la dispersione totale, nella parte bassa invece potrà
essere inserito il tipo e il numero di elementi radianti presenti nella stanza.
Per l’inserimento degli elementi radianti cliccare sul pulsante , si aprirà la finestra di
importazione elementi radianti presenti nell’archivio di base da cui potremo importare uno
o più tipi di elementi radianti.
Se il tipo di elemento radiante è unico Termo proporrà in automatico il numero di elementi
necessari altrimenti è necessario modificare manualmente il numero. Il programma ha
una funzione di calcolo automatico elementi radianti che serve per definire, nel caso di
più modelli, il numero di elementi radianti ancora necessari per il modello selezionato.

Attenzione !
Termo è in grado di calcolare in automatico il numero di elementi radianti necessari
solo se il calcolo delle dispersioni è già stato effettuato.

I locali non riscaldati possono essere inseriti soltanto nel nodo speciale “Locali non
contenuti in zone termiche” e devono essere inseriti unicamente per il calcolo della loro
temperatura interna, che è determinata dai locali riscaldati adiacenti e dalla temperatura
esterna. La temperatura interna può essere inserita manualmente, calcolata in base al
tipo di locale (selezionandone uno proposto da Termo) (Figura 7.23) o calcolata in base
alle strutture; quest’ultima opzione richiede che siano state inserite le strutture che
compongono il locale non riscaldato.
Microsoftware S.r.l. Ancona 51

Figura 7.23 – Selezione tipologia locale non riscaldato.

Una volta inserita una struttura in un locale, oppure una finestra in una struttura o ancora
un ponte termico in un locale, è possibile sostituire l’elemento inserito con un altro già
presente nell’edificio. Ad esempio se si inserisce una parete, con relativi dati geometrici e
serramenti, e poi ci si accorge di aver sbagliato, Termo mette a disposizione un’apposita
funzione che permette di sostituire tale parete con un’altra, senza dover reinserire tutti i
dati e le eventuali finestre e/o porte. Questa funzione è accessibile tramite il pulsante
oppure dal menu contestuale (tasto destro del mouse). La sostituzione agisce sulle
strutture, sulle finestre, sulle porte e sui ponti termici di un determinato locale.
Un’altra possibilità che Termo mette a disposizione è la rotazione dei locali; infatti le
pareti prevedono un’esposizione identificabile con un punto cardinale (N, E, S, O). Se per
qualunque motivo (ad esempio palazzine simmetriche) fosse necessario effettuare una
rotazione oppure un ribaltamento rispetto ad un asse di un locale è sufficiente premere il
pulsante , selezionare i locali da ruotare/ribaltare e scegliere il tipo di
rotazione/ribaltamento da effettuare.

Figura 7.24 - Rotazione e ribaltamento di locali.


52 Microsoftware S.r.l. Ancona

7.1.5 Inserimento dati tramite CAD

Questa funzione viene attivata dalla sezione Dati generali, Informazioni generali, Modalità
inserimento dati. Tale modalità consente di inserire le pareti e i locali di ogni piano tramite
input grafico, cioè disegnando le strutture sull’apposita tavola messa a disposizione.
Il primo passo da fare per l’inserimento grafico dei dati è definire i piani nell’omonima
sezione.

Figura 7.25 – Gestione piani.

Per creare un nuovo piano cliccare sul pulsante poi definire dalla griglia il nome del
piano e la quota; i piani verranno automaticamente ordinati per quota. In ogni piano
vanno definiti il soffitto e il pavimento scegliendoli tra le strutture precedentemente
selezionate. Va inserito inoltre il livello medio del terreno che è la quota media del terreno
circostante. Il pulsante permette di duplicare il piano selezionato; verrà creata una
copia del piano con un nuovo nome. Il pulsante genera un nuovo piano sopra quello
selezionato con la particolarità di creare un’unione tra i due piani, viene cioè omesso il
solaio (utile in caso di piani sfalsati).
Dopo aver definito i piani si passa alla sezione Layout come mostra la figura di seguito.
Microsoftware S.r.l. Ancona 53

Figura 7.26 – Layout del primo piano dell’esempio.

In questa finestra ci sono nuove toolbar: quella in alto nella parte destra della finestra
(Figura 7.27) si riferisce agli oggetti che possono essere posizionati e dimensionati nel
disegno e alla selezione del piano, l’eventuale disegno di sfondo utilizzabile come ausilio
per l’inserimento dei dati. Quella in basso (Figura 7.28) riguarda i parametri grafici del
disegno.

Figura 7.27 – Toolbar degli oggetti del disegno.

Figura 7.28 – Toolbar dei parametri grafici del disegno.

Di seguito viene elencato il significato dei vari pulsanti.

Toolbar oggetti:
54 Microsoftware S.r.l. Ancona

Modalità selezione. In questa modalità è possibile selezionare un oggetto nel


disegno per visionarne le proprietà geometriche o strutturali, oppure per cancellarlo
o modificarne posizione e dimensioni.
Modalità inserimento parete. Per inserire una parete premere questo bottone; verrà
visualizzata la finestra di importazione delle pareti nella quale si deve scegliere
quale tipologia di parete inserire, selezionandola tra quelle inserite
precedentemente nella sezione “Dati strutturali”. Una volta scelta si può disegnare
la parete sulla tavola e quando la parete è stata inserita si può proseguire con
l’inserimento di un’altra parete della stessa tipologia; se si vuole cambiare tipo di
parete basta ripremere il bottone.
Modalità inserimento copertura. Per inserire una copertura premere questo
bottone; verrà visualizzata la finestra di importazione delle coperture nella quale si
deve scegliere quale tipologia di copertura inserire, selezionandola tra quelle
inserite precedentemente nella sezione “Dati strutturali”. Una volta scelta si può
disegnare la copertura sulla tavola; ogni clic sulla tavola corrisponderà ad un
vertice. Quando la copertura è stata inserita premere ESC per interrompere
l’inserimento. Poi si può proseguire con l’inserimento di un’altra della stessa
tipologia; se si vuole cambiare tipo basta ripremere il bottone.
Si possono inserire le coperture solo nelle parti di disegno in cui non è presente un
piano superiore.
Modalità inserimento locale. Per inserire un locale premere questo bottone poi
cliccare nello spazio del disegno, racchiuso da pareti, da assegnare ad un locale; il
nome e le proprietà del locale possono essere modificate selezionando il locale e
agendo nelle proprietà come spiegato in seguito.
Modalità inserimento serramento. Per inserire un serramento premere questo
bottone; verrà visualizzata la finestra di importazione dei serramenti nella quale si
deve scegliere la tipologia di serramento da inserire, selezionandola tra quelle
inserite precedentemente nella sezione “Dati strutturali”. Il serramento va inserito
esclusivamente all’interno di una parete. Dopo aver inserito il serramento si rimane
in modalità inserimento serramento, per poterne definire altri.
Modalità inserimento lucernario. Per inserire un lucernario premere questo bottone;
verrà visualizzata la finestra di importazione dei lucernari nella quale si deve
scegliere la tipologia di lucernario da inserire, selezionandola tra quelle inserite
precedentemente nella sezione “Dati strutturali”. Il lucernario va inserito
esclusivamente all’interno di una copertura. Dopo aver inserito il lucernario si
rimane in modalità inserimento lucernario, per poterne definire altri.
Modalità inserimento porta. Come per i serramenti permette di inserire una porta.
Modalità inserimento orientamento, questo va posizionato una sola volta nel
disegno e ruotato nella direzione giusta.
Visualizza coperture, se il pulsante è cliccato verranno visualizzate le coperture ove
presenti altrimenti verranno nascoste; nascondendole possono essere selezionabili
gli elementi presenti al di sotto delle coperture.

Selettore di piano. Consente di specificare su quale piano andare ad operare. Il


piano può essere selezionato tramite la combobox, scegliendo il nome del piano
Microsoftware S.r.l. Ancona 55

desiderato, oppure tramite i bottoni su/giù rispettivamente per passare al piano


superiore (se presente) o inferiore (se presente).
Cancella elemento. Cancella l’elemento selezionato. Se non c’è alcun elemento
correntemente selezionato questo bottone è disattivato. Cancellando una parete si
cancellano anche tutte le finestre e le porte contenute.
Disegno di sfondo. Questa funzione permette di inserire un disegno di AutoCAD (in
formato DWG o DXF) come sfondo della tavola, in modo da facilitare l’inserimento
delle pareti; in questo modo è sufficiente ricalcare lo sfondo, aiutati anche dallo
snap.

Edificio in 3D. Questa funzione genera la rappresentazione grafica in 3D


dell’edificio.

Toolbar parametri:

Posizione del cursore. Indica la posizione corrente, in m, del mouse nella tavola. È
utile anche per valutare la posizione iniziale e finale delle pareti.

Snap. Attiva/disattiva la modalità snap su griglia. Se questa modalità è attiva il


cursore è vincolato a muoversi su una griglia le cui maglie sono ampie 10 cm. In
questo modo non c’è rischio di inserire punti poco precisi. La modalità snap può
essere attivata anche con il tasto F9.

Griglia. Attiva/disattiva la visualizzazione della griglia. Se questa modalità è attiva


(e se il livello di ingrandimento non è eccessivamente basso) verranno visualizzati i
nodi di una griglia le cui maglie sono ampie 10 cm. La griglia può essere
attivata/disattivata anche con il tasto F7.

Osnap. Attiva/disattiva la modalità snap su oggetto. Se questa modalità è attiva,


quando il cursore si trova in prossimità di un vertice di una parete o di una linea del
disegno di sfondo verrà calamitato verso tale vertice. In questo modo si avrà la
certezza che il punto inserito coinciderà esattamente con quello già presente nel
disegno. La modalità osnap può essere attivata/disattivata anche con il tasto F3.

Orto. Attiva/disattiva la modalità orto. Se questa modalità è attiva sarà possibile


inserire soltanto pareti perfettamente orizzontali o verticali (a meno che non sia
attiva anche la modalità osnap e ci si trovi in prossimità di un vertice, nel qual caso
la parete terminerà sul vertice a prescindere dall’ortogonalità). La modalità orto può
essere attivata/disattivata anche con il tasto F8.

Modalità zoom finestra. Permette di definire un rettangolo (finestra) che verrà


ridimensionato per occupare tutto lo schermo. Questa funzione serve per
ingrandire un determinato dettaglio del disegno. Dopo aver definito la finestra si
ritorna automaticamente alla modalità selezione.
Zoom in. Ingrandisce il disegno.
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Zoom out. Rimpiccolisce il disegno.


Adatta zoom alla finestra.
Adatta zoom all’estensione del disegno.
Zoom precedente.

Quando si disegna la pianta di un piano, la prima operazione da fare, se si ha a


disposizione il disegno di AutoCAD della pianta, è di caricare questo disegno sullo
sfondo, così si avrà una guida per disporre tutte le pareti. Per fare questo premere il
bottone della toolbar oggetti del disegno.

Figura 7.29 – Caricamento di un disegno di sfondo.

Verrà visualizzata una finestra in cui si deve dapprima selezionare il file di disegno
(bottone ), stando attenti che non sia troppo voluminoso, altrimenti si subiranno degli
inevitabili rallentamenti durante la fase di input, e poi definire la scale e l’origine degli
assi. La scala è indispensabile per una corretta conversione tra le unità del DWG/DXF e
l’unità di misura di Termo, il m. L’origine degli assi è calcolato automaticamente dal
programma, in base al contenuto del disegno, ma può essere modificato. Premere “OK”
per confermare e caricare il disegno come sfondo delle tavole dei piani, che verrà
riportato in grigio chiaro per non confondersi con le pareti che sono in nero, il livello di
trasparenza è comunque modificabile. Per eliminare il disegno di sfondo cliccare sul
pulsante .
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Ora si possono inserire le pareti (bottone della toolbar oggetti) che grazie alla
funzione osnap è un’operazione semplicissima. Infatti basta avvicinarsi con il cursore ad
una linea di riferimento che il vertice più vicino verrà evidenziato con un quadratino e da lì
partirà la parete selezionata.

Figura 7.30 – Snap su una linea del disegno di sfondo.

A questo punto si preme il pulsante sinistro del mouse e si trascina fino al punto finale
della parete utilizzando anche in questo caso lo snap su oggetto. Rilasciando il pulsante
del mouse l’input della parete sarà completo.

Figura 7.31 – Inserimento di una parete.

Da notare che la parete non è una semplice linea, ma piuttosto un rettangolo che come
tale ha uno spessore. Lo spessore è stata definito in precedenza, durante l’inserimento
della parete nei “Dati strutturali”. Se ci si accorge che lo spessore della parete non
coincide con quello del disegno di sfondo, o si vuole cambiarlo per altri motivi, è
sufficiente andare nella sezione “Dati strutturali”, individuare la tipologia di parete in
questione e modificarne lo spessore. Al ritorno nel disegno tutte le pareti della stessa
tipologia verranno riadattate automaticamente alla nuova misura inserita.
Quando si usa lo snap su oggetti o la modalità orto, è possibile decidere da quale parte
deve essere rivolta la parete con un semplice movimento del mouse. Questo perché per
inserire la parete (che è un rettangolo) vengono definiti soltanto due punti (la base),
mentre gli altri sono normalmente proposti in automatico.
Ad esempio si voglia inserire un rettangolo orizzontale; allora si clicca con il mouse su di
un punto, si trascina e si lascia su un altro punto che ha la stessa ordinata del punto
precedente. Se si attiva la modalità orto, questa è un’operazione automatica. Il rettangolo
in queste condizioni si svilupperà al di sopra o al di sotto della linea orizzontale appena
tracciata? Il programma propone una soluzione; se non è quella desiderata, ad esempio
se il rettangolo è tutto al di sotto della linea ma si voleva il contrario, è sufficiente spostare
il mouse leggermente verso l’alto e il rettangolo sarà ribaltato. Analogamente spostandosi
verso il basso il rettangolo sarà ribaltato nuovamente.
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Per definire i vari locali occorre prima definirne il perimetro tramite le pareti, quindi è
assolutamente necessario che non ci siano spazi tra le pareti, cioè queste devono
toccarsi. Per assicurarsi di ciò ci si può aiutare ancora una volta con lo snap su oggetti,
che funziona non solo con il disegno di sfondo ma anche con le pareti effettivamente
inserite. Per avere una prova certa della continuità tra due pareti non deve essere
presente il segmento che le divide. Per un esempio di pareti contigue vedere la Figura
7.32, per un esempio di pareti non contigue vedere la Figura 7.33.

Figura 7.32 – Pareti contigue.

Figura 7.33 – Pareti non contigue.

Per inserire un locale premere il bottone della toolbar oggetti e cliccare nel disegno in
una zona completamente delimitata da pareti. Se l’inserimento è andato a buon fine si
otterrà un risultato analogo a quello della Figura 7.34, con la descrizione del locale
riportata in nero e l’area che costituisce il locale colorata in rosa (oppure in grigio se il
locale è stato definito come non riscaldato). Se invece la zona che circonda il punto di
inserimento del locale non è completamente delimitata oppure è già definito un locale per
quell’area la descrizione del locale verrà riportata in grigio e l’area che costituisce il locale
non verrà colorata. In questo caso bisogna spostare il locale in un’altra area oppure
disegnare le pareti intorno (inserimento del locale prima delle pareti che lo delimitano)
che è ancora un’operazione lecita (in questo caso il locale si colorerà di rosa o di grigio
quando la parete immessa chiuderà il perimetro del locale).
Microsoftware S.r.l. Ancona 59

Figura 7.34 – Inserimento di un locale.

L’inserimento di una finestra o di una porta si esegue dapprima selezionando l’opportuna


modalità (bottone oppure ) e poi cliccando su una parete già inserita nel disegno.
Tenendo premuto il pulsante del mouse è possibile scegliere la posizione dell’elemento
muovendosi all’interno della parete, fino al rilascio del pulsante che conferma
l’inserimento.

Figura 7.35 – Inserimento di una finestra.


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Per modificare un inserimento errato o non soddisfacente si deve scegliere la modalità


selezione (bottone ) e cliccare sull’oggetto da modificare (parete, locale, finestra,
porta). A questo punto verranno visualizzati i punti di controllo dell’oggetto selezionato (4
per le pareti, 1 per le finestre e le porte): se si tratta di una parete è possibile modificarne
le dimensioni e/o la posizione agendo sui punti di controllo corrispondenti con i 4 vertici
del rettangolo; se si tratta di porte o finestre è possibile muoverli lungo la parete su cui
giacciono cliccando sul punto di controllo; se si tratta di un locale è possibile spostarlo
altrove cliccando sul punto di inserimento dello stesso.

Figura 7.36 – Modifica di una parete.

Una volta inseriti tutti gli elementi di un piano, si può passare al piano superiore,
utilizzando il selettore di piano. Si possono presentare due possibilità:
• È presente il disegno di sfondo e si vuole utilizzarlo anche per il secondo piano
• Non è presente il disegno di sfondo oppure non si vuole utilizzarlo perché si
utilizzerà il layout del piano inferiore come ausilio per il disegno del piano
superiore, visto che sono simili.
Nel primo caso è opportuno utilizzare il pulsante e caricare uno sfondo come
precedentemente spiegato, altrimenti il programma in automatico proporrà come sfondo il
disegno del piano sottostante.
L’inserimento di una copertura si esegue dapprima selezionando l’opportuna modalità
(bottone ) poi cliccando con il pulsante sinistro sul disegno, ogni clic crea un vertice
della copertura, passando vicino ai punti delle pareti si potrà godere delle funzione osnap
per facilitare l’inserimento dei vertici; spostandosi con il mouse e cliccando ad ogni
vertice si otterrà la forma di copertura desiderata.
L’inserimento di un lucernario si esegue selezionando l’opportuna modalità (bottone ) e
poi cliccando su una copertura già inserita nel disegno.
Per visionare e modificare le proprietà di un oggetto occorre selezionarlo. Si è già visto
che un oggetto selezionato è individuabile dalla presenza dei punti di controllo o dal fatto
che il suo bordo è tratteggiato (per i locali, in più, la descrizione dello stesso è rossa).
Per le pareti le proprietà sono riportate in Figura 7.37.
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Figura 7.37 – Parametri della parete.

Dopo aver inserito tutte le strutture e i locali, occorre modificare le proprietà di ogni
singolo locale, agendo nella finestra riportata nella figura sottostante.
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Figura 7.38 – Parametri del locale.

È fondamentale inserire la zona termica di appartenenza, specificare se è un locale


riscaldato o meno.
Il pulsante permette di estendere il locale al piano superiore; in questo modo il locale
viene copiato sul piano superiore, viene tolto il solaio che li divide e viene applicata dal
programma un’unione con il locale superiore e viceversa nel locale del piano di sopra.
L’unione tra due locali, può essere effettuata manualmente agendo sull’apposita scelta. Il
pulsante attiva la possibilità di specificare degli scambi termici con il terreno nel caso
in cui sia presente un pavimento controterra, un pavimento su intercapedine o un piano
interrato. Il pulsante attiva la finestra di definizione solai del locale, questi vengono
definiti automaticamente dal programma a seconda dei solai scelti per ogni piano ma il
tipo ed il colore possono essere modificati su ogni locale a seconda delle proprie
esigenze; l’area e il locale adiacente vengono invece presi dal disegno e non possono
essere modificati. Infine il pulsante attiva la finestra di gestione dei ponti temici, in cui
è possibile inserire uno o più ponti termici del locale scegliendoli tra quelli inseriti nei dati
strutturali e specificando la loro lunghezza.
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Figura 7.39 – Parametri della porta.

Nelle proprietà della porta è possibile modificare la larghezza, l’altezza e il tipo di porta.

Figura 7.40 – Parametri della finestra.

Nelle proprietà della finestra è possibile modificare il tipo di finestra e si possono inserire i
fattori di riduzione dovuti a ombreggiature e tendaggi.
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Figura 7.41 – Parametri della copertura.

Nelle proprietà della copertura è possibile modificare il tipo, il colore, la posizione di ogni
vertice e l’altezza dei vertici fissi.
La griglia contiene tutti i vertici della copertura con relativa posizione (x, y) e quota (z)
tutte definite in metri.
La copertura deve avere tre altezze fissate poiché un piano è definito univocamente da
tre punti; queste sono automaticamente rilevate dal programma in fase di creazione della
copertura ma possono essere comunque modificate. L'utente può scegliere altre altezze
fisse rispetto a quelle proposte dal programma deselezionando sulla colonna "Fissa"
quelle che non desidera e selezionando le altre. L'altezza del vertice (z) può essere
modificata solo se l'altezza è stata spuntata come fissa; le altre altezze verranno
automaticamente ricalcolate da Termo. L'altezza minima ammessa dal programma è pari
al livello del piano, l'altezza massima, nel caso in cui è presente un piano superiore è
quella del piano stesso, altrimenti è l'altezza del piano più 10.
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Figura 7.42 – Parametri del lucernario.

Nelle proprietà del lucernario è possibile modificare il tipo di lucernario.

7.1.6 Controllo dei dati inseriti

Nella barra degli strumenti dell’edificio è presente anche il pulsante per il controllo dei dati
inseriti . Dopo aver premuto questo pulsante, alla fine del controllo, verrà visualizzata
una finestra che indica gli eventuali dati mancanti.
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Figura 7.43 – Verifica dati formato tabellare

La finestra verifica dati (Figura 7.43) è dotata di un semaforo che denota con il rosso una
situazione in cui ci sono dei dati essenziali mancanti quindi non sarà possibile effettuare
la verifica dell’edificio, con il giallo è possibile effettuare la verifica anche se mancano dei
dati importanti, con il verde il semaforo evidenzia una situazione ottimale dove è possibile
effettuare la verifica e tutti i dati necessari sono stati correttamente inseriti.
Ogni riga delle tabelle che elencano i dati mancanti sono dei collegamenti con i dati
stessi ovvero basterà fare doppio clic sulla riga che Termo porterà direttamente al punto
in cui il dato è assente.
È inoltre possibile visualizzare il tutto in maniera testuale cliccando sul pulsante .
Il controllo dei dati può essere anche stampata cliccando sul pulsante in alto a destra
della finestra.

7.1.7 Verifica edificio

Dopo l’inserimento di tutti i locali nelle relative zone termiche può essere avviata la
verifica dell’edificio; il nodo “Verifica” sarà in grassetto finché questa non sarà stata
eseguita.
Microsoftware S.r.l. Ancona 67

Figura 7.44 – Finestra verifica edificio.

Nella parte superiore della finestra ci sono dei dati riassuntivi dell’edificio; per effettuare la
verifica occorre cliccare sul pulsante Calcola. Come prima operazione Termo effettua
il controllo che tutti i dati essenziali siano stati inseriti, operazione questa che può essere
eseguita anche manualmente premendo il pulsante della barra degli strumenti
dell’edificio.
Se i dati essenziali sono stati tutti inseriti si può procedere con i calcoli.
Nella parte inferiore della finestra saranno elencate tutte le zone termiche con i dati del
rendimento globale medio stagionale e dell’EPi: l’ultima colonna indica se la verifica per
la zona specifica ha dato esito positivo (sfondo cella verde) o negativo (sfondo cella
rosso).
In basso vengono mostrati i dettagli della verifica e le motivazioni dell’esito. Anche qui il
colore rosso indica esito negativo, mentre il verde esito positivo.
La verifica si intende positiva quando tutti i controlli effettuati risultano positivi.
Ad esempio se si sta trattando un edificio di nuova costruzione, affinché i calcoli siano
verificati l’EPi deve essere inferiore all’EPi limite per ogni zona termica. In più non si
devono verificare fenomeni di condensa superficiale o interstiziale, la trasmittanza dei
68 Microsoftware S.r.l. Ancona

divisori deve essere inferiore a 0,8 W/m²K (se la classe dell’edificio è diversa da E.8 e
siamo in zona C,D,E o F) e le masse superficiali delle pareti esterne devono essere
superiori a 230 kg/m² (se siamo in zona A,B,C, D o E e l’irradianza sul piano orizzontale
nel mese di massima insolazione è maggiore o uguale a 290 W/m²).

In basso è possibile scegliere se visualizzare il dettaglio relativo a:


• Trasmittanze, per analizzare le trasmittanze delle singole pareti, comprensive di
eventuali ponti termici non corretti, e confrontarle con i valori limite;
• Verifica termoigrometrica, per verificare l’eventuale presenza di fenomeni di
condensazione superficiale o interstiziale delle pareti dell’edificio (premendo il
pulsante si ha il dettaglio mensile della struttura selezionata);
• Masse superficiali, per verificare che le masse superficiali delle singole pareti
siano superiori al limite imposto;
• Dati della zona termica, per analizzare le energie che concorrono mese per mese
al fabbisogno energetico per il calcolo dell’EPi (Q, funzionamento continuo) e per
il calcolo del rendimento (QR, funzionamento intermittente).

A seconda del tipo di intervento alcuni di questi dettagli non saranno accessibili perché
non costituiscono valori sottoposti a verifica.

Figura 7.45 - Dettaglio della verifica termoigrometrica.

7.1.8 Dati descrittivi

Questo capitolo comprende specifici elementi che motivano eventuali deroghe a norme
fissate dal regolamento, tale sezione è suddivisa in dati descrittivi, fonti rinnovabili,
deroghe, allegati e dichiarazione di rispondenza.

Nei dati descrittivi vanno specificati la classe dei serramenti, la valutazione dell’efficacia
dei sistemi schermanti delle superfici vetrate, in quanto, in base al comma 10 del D.Lgs.
29/12/2006 n. 311, è obbligatoria la presenza di efficaci sistemi schermanti esterni in
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caso nuova costruzione o ristrutturazione di collegi, conventi, case di pena e caserme


aventi superficie utile maggiore di 1000 m2; inoltre tali schermi devono essere presenti
anche in caso di nuova costruzione o ristrutturazione di edifici appartenenti alle classi E2,
E3, E4, E5 e E7 (classificazione descritta nel D.P.R. 26/08/1993 n. 412) e l’attenuazione
dei ponti termici.
Nella sezione relativa alle fonti rinnovabili di energia vanno inserite delle valutazioni
specifiche per l’utilizzo delle stesse (ai sensi dell’art. 1 comma 3 della legge) e gli impianti
solari utilizzati per la produzione di acqua calda sanitaria.

Nelle deroghe vanno inserite le specifiche riguardanti le seguenti prescrizioni:


• Temperatura massima negli ambienti.
• Produzione centralizzata mediante generatori di calore separati per il
riscaldamento e l’acqua calda sanitaria.
• Adozione di dispositivi di regolazione automatica della temperatura nei singoli
locali.
Negli allegati va specificata la presenza di elaborati grafici e tabelle di calcolo. La finestra
presenta una lista predefinita dove a fianco è possibile inserire il numero di allegati di
quel tipo presenti nella relazione inoltre viene data la possibilità di definirne altri nello
spazio sottostante la lista predefinita.
Nella sezione dichiarazione di rispondenza possono essere inseriti i dati che
completano la dichiarazione di rispondenza; se tali dati non vengono immessi verranno
lasciati gli spazi vuoti, per poi completare la dichiarazione a penna una volta stampata.

7.1.9 Menù stampa

Premendo il pulsante presente sulla barra degli strumenti della finestra Edificio oppure
cliccando con il tasto destro del mouse sopra un nodo qualsiasi dell’albero è possibile
accedere al menù di stampa visibile nella seguente figura.

Figura 7.46 – Menù di stampa.

La prima voce del menù permette di stampare la relazione tecnica finale del calcolo
termico in conformità all’articolo 28 della legge 09/01/91 n° 10.

La voce “Stampa dati edificio” consente di stampare i dati inseriti nei vari nodi formanti
l’albero dell’edificio. Cliccando su tale opzione viene mostrata una nuova finestra (Figura
7.47) in cui è possibile specificare se stampare i dati relativi all’intero edificio o solamente
i capitoli desiderati.
70 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.47 – Menù stampa dati dell’edificio.

Il capitolo relativo alla verifica dell’edificio non è stampabile se i rispettivi calcoli non sono
stati ancora effettuati al momento della stampa.

La terza opzione di stampa permette di ottenere su supporto cartaceo la lista di tutti gli
elementi radianti utilizzati in una zona termica o in tutte le zone termiche presenti
nell’edificio.
Per stampare i dati relativi alla zona desiderata è necessario selezionare tale zona
nell’albero dell’edificio ed avviare il comando di stampa. Selezionando un qualsiasi altro
nodo dell’albero è invece possibile stampare la lista degli elementi radianti utilizzati in
tutte le zone termiche presenti nell’edificio.

7.1.10 Stampa attestato di certificazione e di qualificazione energetica

L’attestato di certificazione energetica degli edifici è prodotto utilizzando le procedure e


metodologie approvate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano
ovvero le procedure stabilite dai Comuni con proprio regolamento antecedente alla data
dell’8 ottobre 2005.
L’attestato di certificazione energetica si ottiene selezionando la zona termica interessata
e cliccando sul pulsante oppure premendo il tasto destro del mouse.
Microsoftware S.r.l. Ancona 71

Figura 7.48 – Finestra classificazione energetica.

Il tipo di classificazione energetica da prendere in considerazione dipende da quando


indicato nel regolamento degli enti competenti.
In assenza del regolamento di cui sopra, in luogo dell’attestato di certificazione
energetica è prodotto l’attestato di qualificazione energetica conformemente allo schema
riportato all’allegato A del D.M. 297 del 19/02/2007; tale attestato si ottiene selezionando
la zona termica interessata, cliccando sul pulsante oppure premendo il tasto destro
del mouse
72 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.49 – Finestra attestato di qualificazione energetica.

e completando i dati mancanti sull’apposita finestra (Figura 7.49).


Cliccando sui pulsanti il programma fornirà delucidazioni in merito ai campi da
compilare.
Microsoftware S.r.l. Ancona 73

7.2 Riqualificazione energetica

Selezionando la voce “Riqualificazione energetica” viene aperta la finestra di gestione


“Riqualificazione energetica” che redige esclusivamente l’Attestato di qualificazione
energetica.
Anche questa gestione presenta sulla sinistra l’albero dell’Edificio, suddiviso in:

• Dati generali
• Dati strutturali
• Centrali termiche
• Zone termiche
• Calcolo edificio
• Dati descrittivi
L’inserimento dati per questa gestione è pressoché identico a quelle descritto nel capitolo
Legge 10 ad esclusione di alcune sezioni riportate di seguito. I dati richiesti sono
esclusivamente quelli indispensabili per la sola redazione dell’Attestato di qualificazione
energetica.

Figura 7.50 – Informazioni generali “Riqualificazione energetica”.


74 Microsoftware S.r.l. Ancona

7.2.1 Dati generali dell’edificio

I dati generali dell’edificio consistono in:

• Informazioni generali, comprendono i dati identificativi dell’opera. È


fondamentale specificare il Comune e la Provincia in cui è situato l’edificio; tali
dati possono essere inseriti con l’apposita funzione richiamabile col il pulsante
. Tale pulsante permette di aprire la finestra visibile nella figura seguente in
cui sono elencati tutti i Comuni d’Italia aggiornati alle ultime normative del 2008;
per cercare un Comune basta digitare nell’apposito campo il nome del Comune
da trovare e Termo si posizionerà nel Comune desiderato, per confermare
cliccare il pulsante “Ok” o fare doppio clic sulla riga selezionata.
Se l’utente vuole effettuare un calcolo rigoroso, su “Metodo di calcolo” deve
scegliere D.Lgs. 311/2006 altrimenti, se vuole utilizzare dei metodi di calcolo
semplificati, può scegliere D.M. 19/02/2007 Allegato B per interventi effettuati
prima del 2008 o D.M. 07/04/2008 Allegato G per interventi effettuati dopo il
2008; a seconda della scelta effettuata il programma richiederà solo i dati
opportuni.
Individuare il giusto periodo di applicazione poiché in base a quello cambiano i
limiti di EPi e trasmittanze.
È indispensabile specificare inoltre la temperatura di progetto e la classificazione
dell’edificio sulla base delle tabelle di legge, tutti gli altri dati presenti nella
sezione Informazioni generali sono comunque importanti per un completo
Attestato di qualificazione energetica.
Il parametro “Modalità inserimento dati” permette di scegliere se inserire i dati in
modalità tabellare oppure con un CAD integrato al programma.

7.2.2 Verifica edificio

Dopo l’inserimento di tutti i locali nelle relative zone termiche (vedi capitolo Legge 10) può
essere avviata la verifica dell’edificio; il nodo “Verifica” sarà in grassetto finché questa
non sarà stata eseguita.
Microsoftware S.r.l. Ancona 75

Figura 7.51 – Finestra verifica edificio (Allegato G).

Nella parte superiore della finestra ci sono dei dati riassuntivi dell’edificio; per effettuare la
verifica occorre cliccare sul pulsante Calcola. Come prima operazione Termo effettua
il controllo che tutti i dati essenziali siano stati inseriti, operazione questa che può essere
eseguita anche manualmente premendo il pulsante della barra degli strumenti
dell’edificio.
Se i dati essenziali sono stati tutti inseriti si può procedere con i calcoli.
Nella parte inferiore della finestra saranno elencate tutte le zone termiche con i relativi
rendimenti ed EPi; l’ultima colonna indica se la verifica per la zona specifica ha dato
esito positivo (sfondo cella verde) o negativo (sfondo cella rosso).
La verifica si intende positiva quando tutti i controlli effettuati risultano positivi.
In basso è possibile scegliere se visualizzare il dettaglio relativo alle Trasmittanze, per
analizzare le trasmittanze delle singole pareti, comprensive di eventuali ponti termici non
corretti e solo nel caso di calcolo D.Lgs. 311/2006 i dati della zona termica, per
analizzare le energie che concorrono mese per mese al fabbisogno energetico per il
calcolo dell’EPi (Q, funzionamento continuo) e per il calcolo del rendimento (QR,
funzionamento intermittente).
76 Microsoftware S.r.l. Ancona

7.3 Impianti termici

Selezionando la voce “Impianti termici” del menù edificio viene aperta la finestra di
gestione dell’omonimo modulo che presenta sulla sinistra l’albero dell’Edificio. Esso è
suddiviso in:

• Dati generali
• Elementi utilizzati
• Zone termiche

Figura 7.52 – Informazioni generali “Impianti termici”.

7.3.1 Dati generali dell’edificio

I dati generali dell’edificio consistono in:


Microsoftware S.r.l. Ancona 77

• Informazioni generali, comprendono i dati identificativi dell’opera. I dati relativi


al Comune e alla Provincia possono essere inseriti con l’apposita funzione
richiamabile col il pulsante già descritta nel capitolo 7.1.1.
• Dati di calcolo, rappresentano i dati fondamentali sui quali si basa il calcolo
degli impianti termici. La “temperatura ambiente” viene utilizzata per il calcolo
della potenza effettiva dei terminali; il parametro “Delta T” rappresenta la
differenza di temperatura fra l’acqua entrante nei terminale e quella uscente;
generalmente sono adottati valori variabili da 10 a 15 °C negli impianti con
caldaie tradizionali e da 5 a 10 °C negli impianti con caldaie a condensazione e
pompe di calore. Con caldaie a condensazione e pompe di calore un salto
termico contenuto serve ad aumentare la resa termica dei corpi scaldanti. Questo
parametro è utilizzato per determinare la portata di fluido (espressa in l/h) in
relazione alla potenza termica richiesta. Il “fattore moltiplicativo per
l’intermittenza” viene utilizzato solamente nel caso in cui l’utente desideri
impostare le potenze termiche richieste dai terminali dell’impianto in funzione
delle dispersioni calcolate tramite la legge 10. Infine, tramite l’ultimo parametro, è
possibile stabilire la velocità della ventola dei ventilconvettori; questo parametro
influenza il fattore correttivo globale tramite il quale si calcola la potenza termica
effettiva di un di un ventilconvettore rispetto alla potenza termica nominale
inserita dall’utente.

7.3.2 Elementi utilizzati nell’edificio

Questa sezione racchiude tutti gli elementi utilizzabili all’interno di un impianto termico.
Essi sono suddivisi in cinque cartelle rappresentanti rispettivamente le tubazioni, le
valvole, i terminali (radiatori, termoconvettori e ventilconvettori), i pannelli radianti ed i
collettori.
Ogni elemento può essere creato ex-novo: basta selezionare la categoria, per esempio
“Terminali” e cliccare sul pulsante .
Verrà richiesta la descrizione da attribuire al nuovo elemento (Figura 7.53)

Figura 7.53 – Inserimento descrizione nuovo elemento.

I dati da inserire per ogni elemento sono simili a quelli presenti negli archivi di base e
quindi si rimanda al capitolo 8 per maggiori informazioni. Esistono tuttavia delle differenze
per quanto concerne gli elementi “Collettori” e “Terminali”. Per i terminali è possibile
specificare eventuali valvole presenti all’ingresso (valvola termostatica) e all’uscita
78 Microsoftware S.r.l. Ancona

(detentore) dell’elemento. Per i collettori è possibile specificare le valvole di


preregolazione, di intercettazione ed un’eventuale valvola di zona presente all’ingresso
del collettore. L’associazione di valvole ai collettori e ai terminali permette di velocizzare
la successiva fase di stesura del layout dell’impianto (Figura 7.54).

Figura 7.54 – Dati dei terminali presenti nell’edificio.

Le valvole possono essere associate all’elemento in questione mediante il pulsante


presente a lato del campo desiderato. La sua pressione permette di attivare una finestra
all’interno della quale è possibile selezionare la valvola. Si ricorda che le valvole
selezionabili sono solamente quelle presenti nella cartella “Valvole” della sezione
“elementi utilizzati” e quindi è necessario definire opportunamente le valvole prima di
poterle assegnare ai terminali o ai collettori. Per cancellare l’assegnazione di una valvola
ad un terminale (o ad un collettore) è sufficiente premere il pulsante presente a lato
del campo desiderato.
Altre differenze rispetto agli archivi di base del programma sono la possibilità di
specificare la tipologia degli attacchi dei radiatori e la possibilità di inserire nella scheda
dei collettori il valore di una perdita aggiuntiva per la contabilizzazione del calore. La
tipologia degli attacchi del radiatore è selezionabile tramite una combo box fra dei valori
preimpostati. Tale selezione influenza sia il calcolo della potenza effettiva del terminale
Microsoftware S.r.l. Ancona 79

sia il calcolo delle lunghezza di andata e ritorno dei rami dell’impianto che collegano il
radiatore.

Figura 7.55 – Finestra di assegnazione delle valvole.

Per tutti gli elementi presenti nella sezione “elementi utilizzati” è possibile attingere
dall’archivio di base selezionando la categoria desiderata e cliccando sul pulsante
presente nella barra degli strumenti (Figura 7.56) disposta sopra l’albero dell’edificio.

Figura 7.56 – Barra degli strumenti dell’edificio.

Per importare dall’archivio di base è necessario selezionare la voce desiderate e cliccare


sul pulsante presente nella finestra di importazione (Figura 7.58) oppure trascinare
(drag & drop) il nodo selezionato nella corrispondente cartella presente nella struttura
nell’albero dell’edificio.
Il pulsante situato nella finestra di importazione permette di visualizzare la descrizione
dettagliata del nodo selezionato ed un’eventuale immagine associata mentre il pulsante
permette di aprire la finestra di ricerca elemento analoga a quella vista nei capitoli
precedenti.
I dati importati nell’edificio sono comunque modificabili o sostituibili in qualsiasi momento
senza aver effetto sugli archivi di base, le modifiche rimarranno nella sola scheda
dell’edificio in uso.
80 Microsoftware S.r.l. Ancona

Entrambe le funzioni di creazione e di importazione possono essere anche richiamate dal


menù che compare cliccando con il tasto destro del mouse su una delle categorie (Figura
7.57).

Figura 7.57 – Menù tasto destro del mouse sugli elementi utilizzati.

Gli elementi inseriti possono essere eliminati con l’apposito pulsante .


Altre operazioni ammesse sugli elementi sono la duplicazione (pulsante ) e
l’esportazione verso gli archivi di base (pulsante ). Nel caso di duplicazione il
programma chiederà all’utente il nome dell’elemento duplicato mentre in caso di
esportazione verso gli archivi di base verrà chiesta, se presente, anche la categoria
all’interno della quale inserire l’elemento esportato.

Figura 7.58 – Finestra di importazione.


Microsoftware S.r.l. Ancona 81

7.3.3 Zone termiche

La zona termica è un’insieme di piani che sono riscaldati dallo stesso generatore.
Per creare una zona termica selezionare il nodo omonimo e cliccare sul pulsante o
premere il tasto destro del mouse.
Nella finestra della zona termica (Figura 7.59) è possibile specificare i principali dati del
generatore e del fluido. Per maggiori informazioni relative ai dati del generatore si
rimanda al capitolo degli archivi di base.
I dati del fluido sono costituiti dalla temperatura media in caldaia, dalla densità e dalla
viscosità. In particolare questi ultimi due campi possono essere calcolati in funzione della
temperatura media premendo il pulsante posto a lato di ciascun campo.
Tramite il pulsante presente vicino al campo descrizione è possibile importare
dall’archivio di base un generatore. In questo caso i dati relativi al fluido verranno
automaticamente compilati se non presenti. In particolare la temperatura media in caldaia
verrà prelevata dall’archivio di base mentre la viscosità e la densità verranno calcolati.

Figura 7.59 – Dati della zona termica.


82 Microsoftware S.r.l. Ancona

Il programma offre anche la possibilità di importare una zona termica presente nel
modulo “Legge 10”. Per eseguire tale operazione basta premere il pulsante posto
nella barra sopra l’albero dell’edificio o premere il tasto destro del mouse. Nella fase di
importazione il programma provvederà anche ad importare automaticamente il
generatore definito per tale zona e calcolare i dati relativi al fluido termovettore.
All’atto della creazione di una nuova zona termica verrà creato anche un piano associato
a tale zona. Un piano rappresenta il nodo sul quale è possibile inserire lo schema di
impianto vero e proprio. Oltre al disegno dell’impianto è possibile associare al piano una
descrizione identificativa ed una quota. Quest’ultima è necessaria nel caso in cui si
desideri realizzare impianti termici con colonne montanti e viene utilizzata per calcolare le
lunghezza delle colonne montanti. È importante che due piani collegati da una stessa
colonna montante abbiano quote diverse.
Ulteriori piani possono essere creati mediante il pulsante oppure attraverso la
duplicazione di un piano già esistente (pulsante ). L’eliminazione di un piano avviene
tramite la pressione dell’apposito pulsante .
Tramite il nodo “piano” è possibile inserire gli elementi che costituiscono l’impianto
termico tramite input grafico cioè disegno la struttura sull’apposita tavola messa a
disposizione.

Figura 7.60 – Layout di un piano dell’impianto termico.


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In questa finestra sono presenti due toolbar: quella in alto (Figura 7.61) si riferisce agli
oggetti che possono essere posizionati e dimensionati nel disegno mentre quella in
basso (Figura 7.62) riguarda i parametri grafici del disegno. Inoltre è presente un
pannello in cui viene mostrata e può essere impostata la posizione del cursore (Figura
7.63).

Figura 7.61 – Toolbar degli oggetti del disegno.

Figura 7.62 – Toolbar dei parametri grafici del disegno.

Figura 7.63 – Pannello di controllo della posizione del cursore.

Di seguito vengono elencati i significati grafici dei vari bottoni.

Toolbar oggetti:

Attivare (o disattiva) la modalità a schermo intero che, nascondendo l’albero di


navigazione e la finestra del programma, permette al layout dell’impianto di
occupare la dimensione totale dello schermo.
permette di inserire il generatore della zona termica nel disegno. È possibile
inserire il generatore solamente in un piano della zona termica anche se questa è
composta da più piani. Il collegamento tra i vari piani avviene tramite le colonne
montanti.
permette di inserire un terminale nel disegno. Se nalla sezione “terminali” degli
elementi utilizzati nell’impianto sono presenti più voci, alla pressione del pulsante
verrà attivata una finestra mediante la quale è possibile selezionare il terminale
desiderato. In questa finestra verranno quindi riepilogati riepilogati tutti i radiatori,
termoconvettori e ventilconvettori definiti nella sezione “elementi utilizzati”
dell’edificio. Se la sezione terminali contiene invece un solo elemento, quest’ultimo
verrà automaticamente selezionato. Per inserire nel disegno il terminale
selezionato basta effettuare un doppio click sulla voce desiderata o trascinare
quest’ultima sopra il layout del disegno nella posizione desiderata.
permette di inserire un pannello radiante nel layout. Anche in questo caso alla
pressione del pulsante verrà visualizzata o meno una finestra mediante la quale è
84 Microsoftware S.r.l. Ancona

possibile selezionare il pannello radiante desiderato in funzione del fatto che nella
sezione “pannelli radianti” degli elementi utilizzati sono presenti una o più voci.
permette di inserire una valvola nel disegno con le stesse modalità viste per i
terminali.

permette di inserire una colonna montante nel disegno.

permette di inserire un collettore nel disegno.


permette di inserire una tubazione nel disegno.

cancella l’elemento/i selezionato/i. Se non c’è alcun elemento selezionato questo


bottone è disattivato. Cancellando una elemento a cui è associata un’etichetta
verrà cancellata anche quest’ultima se presente. Nel caso di cancellazione di una
tubazione, l’etichetta verrà eliminata solamente se la tubazione selezionata è
l’unica appartenente ad un ramo altrimenti verrà associata ad un’altra tubazione
appartenente alle stesso ramo.
cancella tutto il contenuto del piano, cioè tutte gli elementi formanti l’impianto del
piano.
Permette di modificare le proprietà dei pannelli radianti selezionati. Questo
comando è disponibile solamente se nella sezione “elementi utilizzati” sono stati
inseriti dei pannelli radianti. Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo
successivo.
modifica la scala degli elementi disegnati (ad accezione delle tubazioni). Questo
comando permette di aumentare (o diminuire) il fattore di scale dei vari elementi
che compongono l’impianto. È bene precisare che questo comando permette di
modificare solamente le dimensioni grafiche dell’oggetto ma non la sua posizione.
Alle pressione del pulsante viene aperta la finestra di Figura 7.64 che permette di
specificare sia il fattore di scala sia gli elementi sottoposti a modifica.
Microsoftware S.r.l. Ancona 85

Figura 7.64 – Modifica della scale degli elementi dell’impianto.

modifica il carattere delle etichetta associate agli elementi del disegno. Premendo
questo pulsante viene visualizzata la finestra di Figura 7.65 in cui è possibile
specificare il font desiderato e le etichette che devono essere sottoposte a
modifica.

attiva il controllo degli errori nello schema dell’impianto. Premendo questo pulsante
vengono individuati ed evidenziati eventuali anomalie dovute a errati collegamenti
fra gli elementi dell’impianto.

Effettua il calcolo dell’impianto. (per maggiori informazioni vedere il capitolo


successivo).

Questa funzione permette di impostare i principali parametri del disegno (Figura


7.66) come le sue dimensioni, la presenza della griglia, ecc. e di inserire un
disegno di AutoCAD (in formato DWG o DXF) come sfondo della tavola, in modo
da facilitare l’inserimento degli elementi. Premendo il pulsante verrà visualizzata
una finestra in cui si deve dapprima selezionare il file di disegno (bottone ),
stando attenti che non sia troppo voluminoso, altrimenti si subiranno degli inevitabili
rallentamenti durante la fase di input, e poi definire la scale e l’origine degli assi. La
scala è indispensabile per una corretta conversione tra le unità del DWG/DXF e
l’unità di misura di Termo. Per eliminare lo sfondo del disegno premere il pulsante
. Maggiori informazioni relative alla finestra di impostazione del disegno
verranno fornite in seguito.
86 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.65 – Modifica del carattere delle etichette.

Toolbar parametri:

Attiva/disattiva la modalità snap su griglia. Se questa modalità è attiva il cursore è


vincolato a muoversi su una griglia di dimensione impostabile tramite la scheda
“Snap e Griglia” della finestra “Impostazioni del disegno”. In questo modo non c’è
rischio di inserire punti poco precisi. La modalità snap può essere attivata anche
con il tasto F9.

Attiva/disattiva la visualizzazione della griglia. Se questa modalità è attiva (e se il


livello di ingrandimento non è eccessivamente basso) verranno visualizzati i nodi di
una griglia di dimensione impostabile tramite la scheda “Snap e Griglia” della
finestra “Impostazioni del disegno”. La griglia può essere attivata/disattivata anche
con il tasto F7.

Attiva/disattiva la modalità snap su oggetto. Se questa modalità è attiva, quando il


cursore si trova in prossimità di un vertice delle linee di sfondo o di un punto di
Microsoftware S.r.l. Ancona 87

ancoraggio degli elementi verrà calamitato verso tale vertice. In questo modo si
avrà la certezza che il punto inserito coinciderà esattamente con uno già presente
nel disegno. La modalità osnap può essere attivata/disattivata anche con il tasto
F3. I parametri relativi alla funzione “Osnap” possono essere impostati tramite la
scheda “Snap ad oggetto” della finestra “Impostazioni del disegno”. Tramite questa
scheda è possibile specificare le modalità di osnap attive, le dimensioni entro cui si
deve attivare l’effetto “calamita” e le dimensioni ed il colore del contrassegno sullo
schermo indicante l’attivazione o meno dell’osnap.

Attiva/disattiva la modalità orto. Se questa modalità è attiva sarà possibile


effettuare spostamenti perfettamente orizzontali o verticali (a meno che non sia
attiva anche la modalità osnap e ci si trovi in prossimità di un vertice). La modalità
orto può essere attivata/disattivata anche con il tasto F8 ed è utilizzata
principalmente per inserire tubazioni perfettamente orizzontali o verticali.

Ingrandisce il disegno.

Rimpiccolisce il disegno.

Zoom a finestra.
Zoom pagina. Adatta le dimensioni del disegno a quelle della pagina.

Adatta lo zoom all’estensione del disegno.

Attiva lo zoom precedente (se esistente).

Pannello di controllo della posizione del cursore:


Sono presenti quattro campi nei quali è visibile o modificabile le posizione del cursore.
Essa è rappresentata sia in coordinate cartesiane (cioè x e y), nei campi a sinistra, sia in
coordinate polari (raggio e angolo) nei campi a destra. Le coordinate inoltre possono
essere espresse sia in coordinate assolute (cioè rispetto all’origine degli assi) sia in
coordinate relative cioè rispetto alla posizione dell’ultimo punto inserito. Quest’ultima
funzione è molto utile nel caso si voglia inserire una tubazione di lunghezza prefissata, ad
esempio 5 m. In tal caso, dopo aver posizionato il punto iniziale della tubazione, si deve
specificare la lunghezza della tubazione. Per avere una tubazione perfettamente
orizzontale basta inserire il valore 5 nella casella x e 0 nella casella y; per avere una
tubazione perfettamente verticale inserire il valore x = 0 e y = 5 mentre per avere una
tubazione inclinata è più conveniente utilizzare le coordinate polari in quanto è sufficiente
selezionare il valore 5 nel campo raggio e l’angolo di inclinazione nel campo angolo. Si
ricorda che per passare da un campo all’altro presente in questo pannello di controllo si
deve premere il tasto TAB mentre per confermare l’operazione si deve premere il tasto
Invio. Il passaggio da coordinate assolute a coordinate relative può essere effettuato
mediante gli appositi pulsanti posti sul pannello di controllo o mediante la pressione del
tasto F6.
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Figura 7.66 – Impostazioni del disegno.

Quando si disegna lo schema di un impianto, la prima operazione da fare, se si ha a


disposizione il disegno di AutoCAD della pianta, è di caricare questo disegno sullo
sfondo, così si avrà una guida per disporre tutti gli elementi. Per fare questo premere il
bottone sopra descritto.
Ora si possono inserire gli elementi dell’impianto vero e proprio. Ad esempio si possono
posizionare il generatore, tutti i terminali presenti nei vari locali del piano, i collettori ed
infine le tubazioni.

Attenzione !
Affinché i vari elementi dell’impianto termico siano correttamente collegati tra loro è
necessario che la funzione di Osnap sia attiva.
Microsoftware S.r.l. Ancona 89

Figura 7.67 – Object Snap su una terminale dell’impianto.

Per modificare un inserimento errato o non soddisfacente si deve selezione l’oggetto da


modificare mediante un click sopra di esso. A questo punto verranno visualizzati i punti di
controllo dell’oggetto selezionato (2 per le tubazioni e 6 per gli altri elementi). Se l’oggetto
in selezione è una tubazione è possibile modificare singolarmente i due vertici della
stessa mentre se si tratta di un qualsiasi altro oggetto (ad eccezione dei pannelli radianti)
è possibile solamente spostare l’oggetto.

Figura 7.68 – Modifica di un terminale.

L’inserimento dei pannelli radiante avviene tramite una polilinea che permette di
individuare il contorno dell’area interessata dal pannello. Una volta attivata la funzione di
inserimento di un pannello radiante tramite il pulsante, si devono individuare i vertici del
contorno e alla fine dell’operazione premere il tasto Esc. Per modificare la posizione dei
vertici basta selezionare il pannello mediante un clic sopra di esso (quanto un pannello è
selezionato vengono evidenziati tutti i vertici) e spostare il vertice desiderato.
Dopo avere inserito o selezionato un elemento dell’impianto, nella parte destra dello
schermo viene mostrata una scheda contenente tutte le informazioni ed i parametri
impostabili per l’oggetto in questione.
In questa scheda vengono riportati anche i principali risultati del procedimento di calcolo
che verrà descritto in seguito.
I principali parametri impostabili per ogni oggetto (ad eccezione delle tubazioni e dei
pannelli radianti) sono: posizione, angolo di rotazione, scala dell’oggetto, elevazione
rispetto al piano. Inoltre per i terminali, i collettori e le colonne montanti sono presenti
ulteriori due campi che permettono di specificare un eventuale numero di curve
addizionali non disegnabili necessarie per collegare l’elemento ed un’eventuale
lunghezza addizionale anch’essa non disegnabile. Nella scheda sono presenti anche dei
campi non modificabili (come le dimensioni dei vari oggetti) in quanto calcolati dal
programma. Per le tubazioni il programma permette di specificare il punto iniziale ed il
punto finale mentre la lunghezza viene automaticamente calcolata.
Oltre ai dati geometrici per ogni elemento è necessario specificare i parametri necessari
al calcolo dell’impianto. Di seguito vengono riportati i campi da compilare per ogni
elemento:
90 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.69 – Parametri dei terminali (a), generatori (b) e collettori (c).

Terminali: (Figura 7.69a) si deve specificare la potenza termica richiesta dal terminale.
Questa può essere inserita manualmente o importata (pulsante ) dai calcoli delle
dispersioni effettuati mediante il modulo “Legge 10“. In questo secondo caso il valore
della dispersione viene moltiplicato per il “fattore moltiplicativo per l’intermittenza”
impostabile attraverso il nodo “dati di calcolo” della sezione “Dati generali”.
Collettori: (Figura 7.69c) è necessario specificare il numero delle uscite e la prevalenza
di zona se si desidera che non venga calcolata automaticamente.
Valvole: (Figura 7.70a) è necessario specificare il modello della valvola e, nel caso sia
presente, la sua posizione di taratura. Il programma è in grado di calcolare
automaticamente il modello della valvola in base al diametro degli attacchi in modo tale
che questi si adattino al diametro delle tubazioni a cui la valvola stessa è connessa. In
particolare la scelta viene effettuata cercando il modello avente diametro di attacco
maggiore o uguale a quello della tubazione. Se la posizione di taratura della valvola (che
viene utilizzata per reperire dall’archivio il valore di Kv necessario per calcolare la perdite
della valvola) non dovesse essere specificata, il programma utilizzerà un valore di default
(dipendente dal tipo di valvola). Per le valvole di taratura ed i detentori viene fornita la
possibilità di effettuare il calcolo automatico della posizione di taratura. In questo caso il
Microsoftware S.r.l. Ancona 91

programma calcolerà la posizione di taratura ottimale al fine di ridurre lo sbilanciamento


presente fra i vari rami che compongono l’impianto.
Colonne montanti e tubazioni: (Figura 7.70b, Figura 7.70c) è necessario specificare il
diametro della colonna montante (o della tubazione) qualora non si voglia che il
programma calcoli automaticamente tale valore. Per effettuare tale operazione basta
attivare il flag “Diametro fisso” e scegliere il valore desiderato nella ComboBox.

Figura 7.70 – Parametri delle valvole (a), colonne montanti (b) e tubazioni (c).

Pannelli radianti: (Figura 7.71) è necessario specificare la potenza richiesta al pannello


che può essere anche importata dai calcoli delle dispersioni effettuati mediante il modulo
“Legge 10” con le stesse modalità viste per i terminale. Tramite questa scheda è
possibile anche modificare anche i dati geometri e costruttivi del pannello. I dati
geometrici riguardano la posizione dei vertici, l’area della zona periferica cioè un’area non
interessata da riscaldamento o caratterizzata da un diverso valore di interasse e
un’eventuale lunghezza di adduzione. Per indicare che la zona periferica non è
interessata da riscaldamento si deve impostare a zero il valore dell’interasse della zona
periferica. L’area complessiva del pannello radiante è calcolata automaticamente dal
programma. È possibile anche eliminare o aggiungere altri vertici al pannello mediante i
pulsanti presenti nella scheda. Il primo permette di eliminare il vertice selezionato
92 Microsoftware S.r.l. Ancona

che è evidenziato in rosso ed è selezionabile tramite il relativo edit posto a lato; il


secondo invece permette di inserire ulteriori vertici dopo quello selezionato. Anche in
questo caso per completare l’inserimento dei vertici si deve premere il pulsante Esc.
I dati costruttivi riguardano sia la struttura che contiene il pannello radiante (resistenza
termica del pavimento, resistenza termica sotto pannello, conducibilità termica del
massetto, spessore del massetto) sia la temperatura ambientale. I dati sono modificabili
tramite la pressione del pulsante che mostra la stessa finestra attivabile mediante il
pulsante ma in riferimento al solo pannello radiante in modifica.
Per collegare una tubazione ad un pannello radiante si deve attivare la funzione di Osnap
e far coincidere un estremo della tubazione con un punto qualsiasi del contorno del
pannello.

Figura 7.71 – Parametri dei pannelli radianti.

Per evitare errori in fase di verifica dati (procedura che viene avviata automaticamente
prima di effettuare il calcolo), bisogna prestare attenzione alla cancellazione delle voci
presenti nella sezione “elementi utilizzati” dell’edificio perché esse potrebbero essere
stata inserite come elementi all’interno del layout di un impianto. Ad esempio cancellando
una voce dalla sezione “tubazioni”, tutti gli elementi dell’impianto facenti riferimento alla
tubazione cancellata verranno eliminati dallo schema. L’eliminazione di un modello di
valvola invece potrebbe comportare l’invalidazione delle impostazioni effettuate per le
valvole; in questo caso è necessario per le valvole non valide assegnare nuovi modello e
posizione di taratura.
Microsoftware S.r.l. Ancona 93

Dati costruttivi dei pannelli radianti


Mediante il pulsante è possibile attivare la finestra mostrata in figura (Figura 7.72)
tramite la quale è possibile modificare i parametri relativi alle caratteristiche fisiche della
struttura di contenimento di uno o più pannelli.
Tramite le check box è possibile selezionare solamente le voci che si vogliono
effettivamente modificare. Inoltre è possibile indicare se tali valori devono essere usati
come default per i successivi pannelli radianti che verranno inseriti nel layout
dell’impianto. La modifica può interessare il solo pannello radiante selezionato, tutti quelli
del piano corrente o tutti quelli presenti nella zona termica corrente.

Figura 7.72 – Dati costruttivi del pannelli radianti.

Il valore della conducibilità termica del massetto può essere importato dagli archivi di
base dei materiali mentre i valori di resistenza termica del pavimento e di resistenza
termica sotto pannello possono essere calcolati mediante le finestre mostrate in Figura
7.73 e Figura 7.74. La temperatura ambiente è solo in lettura perché il suo valore può
essere modificato nella sezione “Dati di calcolo” della struttura dell’impianto termico.
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Figura 7.73 – Calcolo della resistenza termica del pavimento.

Figura 7.74 – Calcolo della resistenza termica sotto pannello.

Gestione delle etichette


Ad ogni elemento viene associata un’etichetta (quelle delle tubazioni sono visibili
solamente quando il calcolo dell’impianto è stato effettuato) che può essere
personalizzata nel tipo di carattere, nella posizione e nell’orientamento.
Il carattere dell’etichetta può essere modificato attraverso la pressione del pulsante
che attiva la finestra mostrata in Figura 7.65 decritta precedentemente.
Microsoftware S.r.l. Ancona 95

Per modificare la posizione invece basta selezionare l’etichetta desiderata (che viene
evidenziata tramite la visualizzazione dei punti di controllo) e spostarla sul layout nella
posizione desiderata proprio come accade per gli elementi che compongono l’impianto.
Si ricorda tuttavia che la posizione dell’etichetta è relativa a quella dell’oggetto a cui è
associata, cioè spostando l’oggetto viene spostata anche l’etichetta. Premendo con il
tasto destro del mouse sopra un’etichetta compare un menù (Figura 7.75) nel quale è
possibile selezione la voce “Allinea etichetta ad oggetto”. Questa funzione serve per
riposizionare l’etichetta nella posizione di default rispetto all’oggetto.

Figura 7.75 – Menù gestione etichette.

Nello stesso menù sono presenti due comandi per ruotare l’etichetta di 90° o 180° gradi.
Tuttavia è possibile ruotare liberamente la scritta. Per far ciò è necessario spostare il
punto di controllo di colore verde (Figura 7.76)

Figura 7.76 – Punti di controllo di un’etichetta.

Il testo dell’etichetta non è modificabile ma calcolato dal programma in base al tipo di


oggetto a cui è riferita. In particolare per le tubazioni viene indicato il diametro della
tubazione ed il numero del ramo; per i terminali viene indicato un codice identificativo
progressivo, il numero degli elementi nel caso in cui il terminale sia un radiatore ed il
modello del terminale; per tutti gli altri elementi viene mostrato solo il codice identificativo.
96 Microsoftware S.r.l. Ancona

Ogni etichetta può essere resa visibile o meno attraverso la voce “Mostra etichetta”
presente nel menù sopra citato.
Si ricorda che la cancellazione di un elemento dell’impianto comporta anche la
cancellazione o lo spostamento (nel caso in cui l’elemento sia una tubazione)
dell’etichetta associata e che le etichette delle tubazioni non sono visibili se il calcolo
dell’impianto non è stato effettuato.

7.3.4 Calcoli

Tramite la sezione “Calcoli” è possibile effettuare il calcolo dell’impianto relativo ad una


zona termica. I risultati vengono mostrati in una tabella (Figura 7.77) in cui sono visibili
tutti i rami presenti nell’impianto con i rispettivi valori calcolati. Questi sono il diametro del
ramo, la portata, la velocità del fluido, la lunghezza, le perdite concentrate, distribuite,
totali e progressive e lo sbilanciamento del terminale. Inoltre per ogni ramo è mostrato
(se presente) il codice del terminale, del collettore del pannello radiante o della colonna
montante su cui il ramo è chiuso. Per ogni ramo inoltre viene mostrato un dettaglio di
tutte le perdite concentrate in cui è possibile vedere una descrizione della perdita ed il
valore della perdita. A tal proposito si evidenzia che il programma è in grado di
identificare automaticamente le curve, le diramazioni e gli allargamenti/restringimenti di
sezione delle tubazioni presenti nell’impianto in funzione delle caratteristiche dei materiali
delle tubazioni. (per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 8.10).
Se al ramo è associato un terminale è visibile una nuova scheda nella quale sono
riportati tutti i dati calcolati per il terminale stesso. Nel caso di un cui il terminale sia un
radiatore, un termoconvettore o un ventilconvettore viene mostrata la potenza nominale
ed effettiva dell’elemento ed il fattore correttivo globale. Nel caso di un radiatore viene
mostrato anche il numero di elementi necessari per soddisfare la potenza termica
richiesta. Per i collettori vengono mostrati la prevalenza di zona, la portata, la potenza
erogata dai terminali ad esso collegati ed il salto termico medio del fluido. Per i pannelli
radianti vengono indicati la potenza richiesta, la potenza erogata, l’interasse, la
prevalenza, il salto termico del fluido, la lunghezza della tubazione contenuta nel
pannello, la velocità del fluido e la temperatura superficiale.
Un’ulteriore scheda è visibile se nell’impianto sono presenti delle valvole di regolazione e
si è scelto di utilizzare il bilanciamento delle valvole in fase di calcolo. Tale scheda
mostra la descrizione, il modello e la posizione delle valvole di regolazione presenti sul
ramo selezionato.
Microsoftware S.r.l. Ancona 97

Figura 7.77 – Dettaglio dei calcoli.

Per effettuare il calcolo è necessario premere il pulsante (analogo a quello visto nella
sezione piani) che attiva l’omonima finestra (Figura 7.78).
98 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.78 – Calcolo dell’impianto termico.

Tramite tale finestra è possibile selezione la modalità di calcolo e alcuni parametri


fondamentali come la perdita lineare unitaria (cioè per unità di lunghezza) massima o la
velocità massima del fluido che si desidera per ogni ramo (sia in fase di
predimensionamento sia in fase di bilanciamento).
Nel casi si siano utilizzati dei pannelli radianti è necessario specificare anche la
prevalenza massima disponibile per ogni pannello e la minima velocità di fluido desidera.
Il valore della prevalenza massima viene utilizzato solamente se non è stata specificata
una prevalenza di zona per il collettore al quale il pannello radiante è collegato.
Il tipo di calcolo predimensionamento permette di calcolare i diametri delle tubazioni
partendo dalla portata di fluido che ognuna di esse deve sostenere e dai valori di perdita
lineare unitaria massima e velocità massima impostati dall’utente. Le portate sono
calcolate in modo automatico in base alle potenze termiche richieste ai terminali
dell’impianto. Tramite questo procedura di calcolo vengono anche calcolati tutti i dati
(interasse, temperature, portate e prevalenza) dei pannelli radianti.
La modalità di calcolo bilanciamento opera in modo analogo alla procedura di
predimensionamento ma cerca anche di minimizzare lo sbilanciamento esistente fra i vari
rami della rete attraverso una riduzione dei diametri delle tubazioni o utilizzando delle
valvole di taratura se l’opzione “Taratura delle valvole” è attiva.
Naturalmente il procedimento di bilanciamento può essere eseguito purché non si superi
lo sbilanciamento del ramo più sfavorito (contrassegnato nella tabella che mostra i
risultati di calcolo descritta precedentemente dalla lettera s) ed i limiti imposti dall’utente.
Quando l’opzione di taratura delle valvole è attiva, alla fase di bilanciamento mediante
restringimento dei tubi, viene fatto seguire un’ulteriore processo in cui il programma
calcola il valore Kv da associare alla valvola di taratura (associata ad un terminale o
disegnata nello schema) che può eliminare o ridurre lo sbilanciamento del ramo. Tale
processo si articola in due fasi: nella prima viene scelto il diametro della valvola più
Microsoftware S.r.l. Ancona 99

idoneo cioè che sia uguale o maggiore a quello della tubazione mentre nella seconda
fase viene individuata la posizione di taratura a cui corrisponde un valore di Kv vicino a
quello desiderato.
Premendo il pulsante OK si avvia la procedura di calcolo che consiste di due fasi:
controllo dei dati mancanti relativi alla zona termica in fase di processo e calcolo vero e
proprio. I dati mancanti sono suddivisibili in due categorie: essenziali ed importanti. I dati
mancanti essenziali devono per forza essere rimpiazzati con valori validi altrimenti non è
possibile procedere con il calcolo, i dati mancanti importanti consentono di effettuare
ugualmente il calcolo. Se il programma rileva che qualche dato essenziale manca, verrà
presentata la finestra in Figura 7.79.
Il semaforo è rosso se esistono dati mancanti essenziali (e quindi non si può procedere
oltre, almeno finché i dati mancanti non saranno completati) riportati nella griglia in alto.
Se esistono dati mancanti importanti questi sono riportati nella griglia in basso, ma non
impediscono di continuare con il calcolo (infatti se esistono solo dati importanti mancanti
la finestra non verrà visualizzata affatto).
Il controllo dei dati mancanti può essere effettuato in qualsiasi momento premendo il
bottone sopra l’albero dell’edificio, nella parte sinistra della finestra. Con questa
funzione verrà visualizzata la finestra di Figura 7.79 in ogni caso, anche se tutti i dati
sono stati inseriti correttamente. In questo caso il semaforo sarà verde e le due griglie
saranno vuote. Se invece esistono soltanto dati mancanti importanti il semaforo sarà
giallo e la griglia in alto sarà vuota. Il controllo dei dati mancanti effettuato mediante la
pressione del pulsante è influenzata da tutte le zone termiche dell’edificio mentre la
procedura di controllo che viene lanciata automaticamente in fase di calcolo è influenzata
solamente dalla zona per la quale si sta effettuando il calcolo.
Dalle griglie dei dati mancanti si può conoscere quali sono i dati che devono essere
completati o modificati tramite la colonna descrizione e la colonna posizione, che indica
dove andare ad inserire/modificare il dato mancante. È però anche possibile fare doppio
clic su una qualsiasi riga della griglia per essere portati direttamente sul campo sul quale
inserire/modificare il valore mancante. Se si preferisce una visualizzazione descrittiva dei
dati mancanti premere il bottone ; premere il bottone per stampare la relazione sui
dati mancanti.
100 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 7.79 – Controllo dei dati mancanti.

Se la verifica dei dati mancanti è andata a buon fine verrà effettuato il calcolo vero e
proprio.
Se sono presenti dei pannelli radiante, il calcolo potrebbe generare errori che vengono
riportati in una tabella simile a quella visibile in Figura 7.80. Per ogni errore vengono
mostrati il nome del piano, il codice del pannello, il tipo di errore rilevato e alcune
informazioni utili per eliminarlo. Mediante doppio clic su una riga della griglia viene
selezionato automaticamente il pannello radiante che ha portato all’errore in fase di
calcolo in modo tale da permette la modifica dei dati.
Quando il calcolo viene completato i risultati saranno riportati in una griglia, come quella
in Figura 7.77.
Microsoftware S.r.l. Ancona 101

Figura 7.80 – Errori rilevati in fase di calcolo.

7.3.5 Stampa

Premendo il pulsante presente sulla barra degli strumenti della finestra Edificio oppure
cliccando con il tasto destro del mouse sopra un nodo qualsiasi dell’albero è possibile
accedere al menù di stampa visibile nella seguente figura.

Figura 7.81 – Finestra di stampa dati dell’impianto termico.

I parametri di stampa permetto di selezionare quali elementi si desidera effettivamente


riprodurre su carta.
102 Microsoftware S.r.l. Ancona

Per stampare i dati relativi ad una zona desiderata è necessario selezionare tale zona
nell’albero dell’edificio ed avviare il comando di stampa. Selezionando un qualsiasi altro
nodo dell’albero è invece possibile stampare i dati relativi a tutte le zone termiche
presenti nell’edificio.
Microsoftware S.r.l. Ancona 103

8. MENÙ ARCHIVI DI BASE

Il menù archivi di base consente l’accesso e la gestione dell’archivio di base fornito con il
programma.
All’interno di suddetto archivio sono presenti tutte le schede dei materiali, delle pareti, dei
pavimenti, dei soffitti, delle vetrate, delle porte, dei ponti termici, dei Comuni, delle
normative dei diametri, dei materiali delle tubazioni, delle tubazioni, dei generatori, dei
terminali, dei collettori e delle valvole.
Termo è fornito di un archivio ricco di schede contenenti tutte le informazioni utili alla
stesura della relazione tecnica; l’utente può comunque modificare, aggiungere ed
eliminare le schede a suo piacimento.

Figura 8.1 – Menù archivi di base

8.1 Materiali

I materiali sono gli elementi che compongono la struttura e concorrono a determinare la


trasmittanza U della stessa.
Termo fornisce la possibilità di definire direttamente la conduttanza e lo spessore del
materiale oppure permette di definire solamente la conduttività, in questo caso lo
spessore andrà definito al momento dell’assegnazione del materiale ad una struttura.
104 Microsoftware S.r.l. Ancona

Il fattore di resistenza al vapore serve per la redazione del diagramma di Glaser.


Infine andranno inseriti i dati relativi alla densità e al calore specifico del materiale.

Figura 8.2 – Archivio dei materiali.

Nel materiale è possibile caricare un’immagine; il programma in automatico quando verrà


utilizzato il materiale nella struttura utilizzerà l’immagine per generare una stratigrafia più
esplicativa. Per caricare un’immagine cliccare sul pulsante carica immagine; per ottenere
una buona stratigrafia è suggerito utilizzare bitmap 8 x 8 o metafile tipo wmf o emf; è
inoltre consigliato non caricare immagini pesanti che rallenterebbero notevolmente il
programma in fase di disegno dello strato.

8.2 Pareti

L’archivio contiene numerose pareti interne ed esterne con i relativi strati di materiali che
le compongono pronte per l’inserimento nei locali.
Per creare una nuova parete selezionare una categoria presente e ciccare sul pulsante
, si aprirà una finestra dove verrà richiesta la descrizione della nuova parete.
Per creare una nuova categoria la procedura è analoga, cioè premere il pulsante
quando si è sul nodo principale dell’albero.
Nella struttura creata dovranno essere specificati i materiali che la compongono ed i
relativi spessori, se questi non sono già stati inseriti nei dettagli del materiale.
Microsoftware S.r.l. Ancona 105

Figura 8.3 – Archivio delle pareti.

Per l’inserimento dei materiali ciccare sul pulsante presente sopra griglia nella parte
bassa della finestra, si aprirà la finestra contenente l’archivio dei materiali (Figura 8.4) da
cui si potranno importare tutti gli elementi del caso cliccando sull’apposito pulsante
oppure trascinando il materiale sulla griglia (drag & drop).
106 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 8.4 – Finestra di importazione materiali.

I materiali che compongono la struttura vanno ad incidere sui valori delle trasmittanze U
della struttura.
Oltre ai materiali concorrono a determinare tali valori le resistenze liminari Rsi ed Rse.
Rsi è la resistenza verso l’interno e Rse quella verso l’esterno; questi sono dei valori fissi
proposti in automatico da Termo.
Ogni tipologia può essere analizzata attraverso il diagramma di Glaser cliccando sul
pulsante (Figura 7.9).
I dati proposti nel digramma di Glaser come la temperatura interna, esterna e le umidità
relative sono dati generici proposti dal programma poiché, trattandosi di un archivio di
base, non sono riferiti ad alcun edificio quindi vanno modificati per ottenere un’analisi più
veritiera del caso.

8.3 Pavimenti

L’archivio contiene i più comuni pavimenti interni e esterni completi di analisi dei materiali
che li compongono.
Per capire se una struttura come in questo caso un pavimento deve essere considerato
interno o esterno procedere come di seguito:
Microsoftware S.r.l. Ancona 107

Interno |Struttura| Interno = Interno


Interno |Struttura| Esterno = Esterno
Interno |Struttura| Terreno = Esterno

Gli altri casi non sono contemplati dal programma; interno può a sua volta essere
riscaldato o non riscaldato.
Per l’inserimento di nuovi pavimenti attenersi alle istruzioni relative riportate nel capitolo
8.2.

8.4 Soffitti

L’archivio contiene una vasta gamma di soffitti interni ed esterni completi di analisi dei
materiali che li compongono.
Per l’inserimento di nuovi pavimenti attenersi alle istruzioni relative riportate nel capitolo
8.2.

8.5 Vetrate

L’archivio contiene le più comuni vetrate presenti in commercio; l’archivio è suddiviso in


tre categorie, vetri doppi, vetri singoli e vetri tripli.
Ogni vetrata è completa di analisi dei materiali che la compongono.
Per l’inserimento di nuovi vetrate attenersi alle istruzioni relative riportate nel capitolo 8.2.

8.6 Porte

L’archivio delle porte è suddiviso per default in due categorie, porte e portoni ma è
possibile creare nuove categorie selezionando il nodo principale Porte, cliccando sul
pulsante e digitando la descrizione della nuova categoria che si desidera inserire.
Per l’inserimento di nuovi porte attenersi alle istruzioni relative riportate nel capitolo 8.2.

8.7 Ponti termici

L’archivio è fornito di una vasta serie di ponti termici tra varie murature di diverso
spessore e tipologia.
È possibile creare nuove categorie selezionando il nodo principale Ponti termici,
cliccando sul pulsante e digitando la descrizione della nuova categoria che si desidera
inserire.
Per inserire nuovi ponti termici selezionare una categoria, cliccare sul pulsante e
digitare la descrizione del nuovo ponte termico.
Nel ponte termico è sufficiente inserire la trasmittanza lineare, inoltre è possibile inserire
un’immagine esplicativa, di cui l’archivio è già fornito.
Se vengono forniti anche i valori di L2D, l1 e l2 è possibile effettuare il calcolo della
trasmittanza del ponte termico, premendo il pulsante e fornendo le trasmittanze U1 e
108 Microsoftware S.r.l. Ancona

U2 delle pareti che formano il ponte termico, le cui lunghezze utilizzate nel modello di
calcolo sono rispettivamente l1 e l2.

Figura 8.5 – Ponti termici.

8.8 Comuni

La tabella dei Comuni è aggiornata agli ultimi decreti ministeriali del 2005 e contiene tutte
le informazioni necessarie ai calcoli.
Microsoftware S.r.l. Ancona 109

Figura 8.6 – Archivio Comuni.

L’archivio permette l’inserimento di nuovi Comuni, basta cliccare sul pulsante ed


inserire il nome del Comune e la Provincia di appartenenza.

Figura 8.7 – Finestra di inserimento nuovo Comune.

8.9 Normative diametri

Questo archivio (Figura 8.8) permette di definire le più importanti normative dei diametri
commerciali. Ad ogni normativa è possibile associare i vari diametri ognuno dei quali
deve essere definito mediante una descrizione, un diametro interno espresso in mm ed
uno spessore.
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Per creare una nuova normativa si deve premere il tasto posto nella barra in alto
sopra l’albero delle normative. L’eliminazione di una normativa avviene tramite la
pressione del pulsante . Inoltre è possibile modificare l’ordine delle normative.
Per associare un diametro commerciale ad una normative si deve premere il pulsante
posto sopra la griglia dei diametri ed inserire le relative informazioni nella griglia stessa.
La cancellazione di un diametro commerciale avviene tramite la pressione del pulsante
dopo aver selezionato nella griglia l’elemento desiderato.

Figura 8.8 – Archivio delle normative dei diametri commerciali.

8.10 Materiali delle tubazioni

Questo archivio (Figura 8.9) permette di definire tutti i materiali che verranno utilizzati per
caratterizzare le tubazioni. Per ogni materiale, oltre a fornire una descrizione
identificativa, è necessario specificare i seguenti parametri: densità, rugosità, specificare
se il materiale è flessibile (come, ad esempio, il rame) e se utilizzare il diametro interno o
esterno per il calcolo delle perdite di carico localizzate. Il check di materiale flessibile
influenza il modo con cui il motore di calcolo individua le curve presenti nelle tubazioni
degli impianti. Infatti se il materiale non è flessibile il programma segnerà come errori tutti
quei nodi di congiunzione di tubazioni che non formano angoli noti (cioè di 45°, 60° o
90°). In caso di materiale flessibile, invece, tali nodi non verranno segnalati come errori
ma non verranno neanche considerati come pezzi speciali cioè punti in cui si ha una
perdita di carico.
Microsoftware S.r.l. Ancona 111

Figura 8.9 – Archivio dei materiali delle tubazioni.

8.11 Tubazioni

Permette di definire le tubazioni da utilizzare nel modulo impianti. È possibile creare


nuove categorie e nuove tubazioni utilizzando le procedure descritte nei precedenti
capitoli (8.6 e 8.7).

8.12 Generatori

L’archivio è fornito di un vasto assortimento di marche e tipi di generatori.


In ogni generatore sono presenti tutte le informazioni necessarie ai calcoli; tutti i dati
presenti sono stati forniti dalle case produttrici.
È possibile comunque creare nuove categorie e nuovi generatori; le procedure da seguire
sono quelle descritte fino ad ora nei precedenti capitoli (8.6 e 8.7).
112 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 8.10 – Archivio generatori.

Se il costruttore non fornisce dati come le perdite attraverso l’involucro (Pd) e le perdite al
camino a bruciatore spento (Pfbs), Termo permette di calcolarli in modo semplice con
delle finestre di aiuto, attivabili dai relativi pulsanti , dove scegliendo tra i dati proposti
quelli più adatti alla situazione si otterrà il valore desiderato (Figura 8.11).

Figura 8.11 – Finestra di aiuto per calcolare il valore Pd.


Microsoftware S.r.l. Ancona 113

Le dimensioni della caldaia servono al modulo “impianti termici” per creare oggetti in
scale (rispetto alle dimensioni reale dell’elemento) sul layout dell’impianto. Se tali
dimensioni non dovessero essere inserite, il programma assumerà come valori utili dei
valori di default.

8.13 Terminali

L’archivio contiene una vasta gamma di terminali (radiatori, termoconvettori,


ventilconvettori) pronti all’inserimento nei locali e nei layout di impianti.
È possibile creare nuove categorie e nuovi elementi; le procedure da seguire sono quelle
descritte fino ad ora nei precedenti capitoli (8.6 e 8.7).
Nei terminali è necessario inserire dei dati descrittivi e, in caso di radiatore, il coefficiente
caratteristico che sarà utilizzato per il calcolo della potenza reale. Nel caso di
ventilconvettore inoltre è possibile inserire i fattori di correzione legati alla velocità di
rotazione della ventola (alta, media, bassa).
Per utilizzare il terminale all’interno del modulo impianti è necessario specificare la
normativa dei diametri da utilizzare ed il diametro degli attacchi del terminale. Le
dimensioni, come già descritto nel capitolo precedente, possono essere omesse in
quanto il programma utilizzerà valori di default. In questo caso però lo schema
dell’impianto non sarà conforme alla realtà per quanto concerne le dimensioni dei
terminali.

8.14 Pannelli radianti

Figura 8.12 – Archivio pannelli radianti.


114 Microsoftware S.r.l. Ancona

Questo archivio (Figura 8.12) permette di catalogare i pannelli radianti normalmente


utilizzati dall’utente. La modalità con cui è possibile creare nuove categorie e nuovi
elementi sono le stesse descritte nei capitoli precedenti (8.6 e 8.7).
Per ogni pannello radiante è necessario fornire una descrizione, un modello, una marca,
il materiale di cui è composta la tubazione, la normativa diametri da utilizzare ed il
diametro della tubazione. Inoltre è necessario inserire i valori degli interassi con il quale il
pannello radiante viene fornito in commercio. Questi valori vengono utilizzati in fase di
calcolo per determinare l’interasse ottimale che garantisce l’emissione della potenza
termica richiesta al pannello e il non superamento della prevalenza disponibile ai suoi
attacchi.
Per inserire un nuovo valore di interasse è sufficiente premere il pulsante posto sopra
la relativa tabella. Per cancellare un interasse si deve premere il pulsante . Gli interassi
vengono ordinati automaticamente dal programma in ordine crescente.

8.15 Collettori

In questo archivio (Figura 8.13) è possibile memorizzare, suddivisi in categorie, tutti i


collettori presenti in commercio. Per ogni collettore è necessario specificare la normative
diametri da utilizzare, il diametro dell’attacco del collettore e quello delle derivazioni, la
lunghezza del singolo collettore ed eventuali perdite di carico dovute a strumenti di
contabilizzazione del calore.
La lunghezza del singolo collettore può anche essere omessa in quanto il programma
utilizzerà un valore di default per disegnare l’elemento collettore all’interno del layout di
impianto.

Figura 8.13 – Archivio collettori.


Microsoftware S.r.l. Ancona 115

8.16 Valvole

Questo archivio permette di memorizzare le valvole disponibili in commercio. Per ogni


tipo di valvola è possibile specificare vari modelli caratterizzati da un codice, da un
diametro degli attacchi (ingresso e uscita) e da una lunghezza.
Per ogni modello è inoltre possibile specificare delle posizioni di taratura. Queste sono
caratterizzate da una descrizione e da un valore di Kv in base al quale effettuare il
calcolo delle perdita di carico. Se la valvola non dispone di posizioni di taratura ma ha
comunque un valore di Kv ben preciso si può creare una posizione fittizia a cui associare
il valore di Kv noto. In fase di calcolo il programma utilizzerà tale valore per calcolare la
perdita di carico associata alla valvola. Se il valore di Kv della valvola non dovesse
essere noto si deve lasciare vuota la griglia delle posizioni di taratura ed il programma in
fase di calcolo utilizzerà dei valori di default dipendenti solamente dal tipo di valvola.

Figura 8.14 – Archivio valvole.

Per creare una nuova valvola valgono le stesse spiegazioni descritte nei capitoli
precedenti mentre per creare o cancellare un modello di valvola si deve agire sui pulsanti
presenti sopra la griglia dei modelli.
Per associare una posizione di taratura ad un determinato modello occorre selezionare il
modello desiderato nella relativa griglia e premere il pulsante posto sopra la griglia
delle posizioni. La cancellazione di una posizione di taratura avviene tramite la pressione
del tasto .
116 Microsoftware S.r.l. Ancona

8.17 Gestione aggiornamenti

La penultima sezione degli archivi di base è quella relativa agli aggiornamenti degli
archivi. La finestra di dialogo che consente la gestione degli aggiornamenti viene attivata
selezionando la voce di menu Archivi di base/Gestione aggiornamenti.
La finestra di dialogo, mostrata nella figura sottostante, prospetta a confronto, per ogni
categoria di archivio, il numero di elementi presenti nella libreria Microsoftware e
nell’archivio utente.
Su ogni archivio, a seconda della sua tipologia, possono essere effettuate le seguenti
operazioni: sostituzione e aggiornamento automatico.

Figura 8.15 – finestra Gestione aggiornamenti

L’ultima riga, denominata Archivio totale, rappresenta tutti gli archivi; essa, infatti, riporta
la somma del numero degli elementi di tutti gli archivi. Le operazioni di sostituzione e
Microsoftware S.r.l. Ancona 117

aggiornamento automatico relative a questa ultima riga agiscono globalmente su tutti gli
archivi. Per esempio, per aggiornare mediante sostituzione tutti gli archivi elencati
possiamo procedere alternativamente in due modi: o premere ad uno ad uno i pulsanti
Sostituzione su tutti gli archivi o semplicemente premendo una sola volta il pulsante
Sostituzione corrispondente all’ultima riga Archivio totale.

8.17.1 Aggiornamento per sostituzione

L’operazione di sostituzione provvede a sostituire gli elementi contenuti nell’archivio di


base selezionato con il corrispondente delle libreria Microsoftware. Questa operazione è
adatta a tutti quegli utenti che non hanno modificato gli elementi dell’archivio di base e
che con una sola operazione vogliono allineare il proprio archivio con quello fornito dalla
Microsoftware.

Attenzione !
Poiché l’aggiornamento avviene tramite sostituzione integrale dell’archivio con il
nuovo, eventuali modifiche o integrazioni eseguite dall’utente vengono perse.

8.17.2 Aggiornamento automatico

L’aggiornamento automatico confronta il contenuto degli elementi dell’archivio di base


con quello delle schede della Libreria standard Microsoftware e quando trova degli
elementi mancanti o modificati li aggiorna sovrascrivendoli.
Questa operazione è adatta a tutti quegli utenti che pur avendo aggiunto nuovi elementi
non hanno effettuato modifiche su quelli già esistenti e che con una sola operazione
vogliono allineare i propri archivi a quelli forniti dalla Microsoftware.
Gli archivi della libreria standard Microsoftware è costituita da tutti gli elementi degli
archivi di base; l’unica differenza risiede nel fatto che non sono modificabili direttamente
dall’utente, ma sono caricati all’interno degli archivi di base di Termo per poter essere
modificati.
Al primo utilizzo di Termo e ad ogni impostazione dell’area di lavoro gli archivi di base
vengono caricati in base alla libreria standard Microsoftware.

Attenzione !
Poiché l’aggiornamento automatico avviene aggiungendo gli elementi non esistenti e
sostituendo quelli con lo stesso nome, eventuali modifiche sugli elementi originali
eseguite dall’utente vengono perse.
118 Microsoftware S.r.l. Ancona

8.18 Importazione dati da versione precedente

L’ultima sezione degli archivi di base “importazione dati da versione precedente”


permette di importare in modo del tutto automatico eventuali elementi creati dall’utente
negli archivi di base della procedura Termo 4.xx e 5.xx.
In particolare tutti gli elementi presenti nei vecchi archivi e non nei nuovi saranno aggiunti
mentre quelli con lo stesso nome verranno ignorati.
Per attivare questa funzione è necessario che sul computer sia installata anche la
procedura Termo 4.xx e/o 5.xx dalla quale si vuole effettuare l’importazione dei dati,
altrimenti la voce del menù in questione sarà invisibile all’utente.

8.19 Stampe degli archivi generali

In tutte le finestre degli archivi generali si trova l’icona di stampa, la quale visualizza la
finestra di stampa.
L’attivazione della finestra di stampa è sensibile alla posizione selezionata nell’albero al
momento della selezione dell’icona di stampa.

Figura 8.16 - Stampa degli archivi di base.

L’intervallo di stampa che viene presentato all’utente al momento della stampa dipende
da dove si era posizionati nell’albero al momento della selezione dell’icona di stampa.
Esempio: se si è posizionati su una categoria, selezionando la stampa e prendendo
come intervallo “Selezione corrente”, verranno stampati tutti gli elementi della sezione
nella tipologia di stampa selezionata.
Se ci si posiziona nella radice dell’albero, il pannello dell’intervallo di stampa verrà
disabilitato e se si lancerà la stampa verrà effettuata la stampa di tutto l’archivio.
Il tipo di stampa fornisce due modalità di stampa:

• Completa, con cui vengono riportati tutti i dati degli elementi rientranti
nell’intervallo di stampa;
Microsoftware S.r.l. Ancona 119

• Indice, riporta solamente la descrizione della categoria e la descrizione degli


elementi rientranti nell’intervallo di stampa.
120 Microsoftware S.r.l. Ancona

9. MENÙ UTILITÀ

Il menù utilità è stato parzialmente descritto nel capitolo 3 e nel capitolo 4 per quanto
riguarda la registrazione del programma e l'impostazione dell'area di lavoro. Questo
menù inoltre consente di effettuare il controllo della versione di Termo, per verificare se è
in esecuzione l'ultima versione del programma oppure è necessario un aggiornamento.

Figura 9.1 - Menù utilità.

9.1 Controllo nuove versioni

Questa funzionalità di Termo consente di verificare se esistono nuove versioni del


programma, collegandosi al sito internet della Microsoftware. Per effettuare tale controllo
è quindi necessario un collegamento ad internet.
La versione dei programmi Microsoftware è composta di 2 numeri (per esempio 1.1), più
un eventuale terzo numero che rappresenta la release (per esempio 1.1.1), cioè indica un
aggiornamento della versione che normalmente esce con il CD.
Avviata la procedura di “Aggiornamento guidato” e cliccato sul pulsante “Avanti”, il
programma verificherà la disponibilità una connessione ad Internet ed in tal caso
cercherà la presenza di un’eventuale aggiornamento disponibile. Si possono presentare
tre casi:

• Il programma è già aggiornato. In tal caso non è necessario alcun aggiornamento


e l’utente è invitato ad uscire dalla procedura guidata.
• L'ultima versione del programma è più aggiornata rispetto a quella che sta
usando l'utente, ma i primi due numeri sono identici (per esempio l'utente ha la
versione 1.1.1 e quella disponibile sul sito è la 1.1.2). In questo caso verrà fornita
una breve descrizione dell’aggiornamento disponibile e premendo sul pulsante
“Avanti“ sarà possibile avviare la procedura di download automatico e di
installazione dell’ultima versione disponibile.
• L'utente ha una versione più vecchia di quella presente sul sito, cioè i primi due
numeri sono diversi (per esempio l'utente ha la versione 1.1 e sul sito c'è la
versione 1.2.1). In questo caso occorre prima installare la versione fornita con
l'ultimo CD e poi rieseguire il controllo della versione, per poi scaricare l'ultima
patch.
Microsoftware S.r.l. Ancona 121

Per gli utenti che non dispongono di un collegamento ad Internet sul PC nel quale è
installato il programma Termo è possibile utilizzare la procedura manuale di
aggiornamento.
In tal caso è comunque necessario utilizzare una macchina in grado di collegarsi al sito
Internet della Microsoftware raggiungibile mediante l’indirizzo www.microsoftware.it.
A questo punto è necessario accedere alla pagina “Supporto” e dopo aver immesso la
password richiesta si deve cliccare sulla sezione “Aggiornamenti”.
Verrà aperta una nuova pagina nella quale è possibile individuare e scaricare l’ultima
versione disponibile per il programma desiderato.
Il file scaricato dovrà poi essere eseguito sulla macchina nella quale è installato il
programma Termo.
122 Microsoftware S.r.l. Ancona

10. MENÙ FINESTRA

Il menù finestra è visibile solamente nel caso in cui l’utente abbia attivato la gestione
multiedificio attraverso la scheda “Personalizzazione” raggiungibile mediante il menù
“File”, “Parametri del programma”.
In questo menù sono presenti due comandi di base: disponi tutto e affianca verticalmente
più delle voci associate ad ogni singolo edificio aperto. Questo ultime permettono di
attivare la finestra relativa all’edificio il cui nome compare nella voce di menù.
La funzione “disponi tutto” permette di visualizzare contemporaneamente tutte le
finestre relative ai vari edifici aperti. La loro disposizione sullo schermo dipende dal
numero di file aperti nell’istante in cui viene premuto il pulsante.
La funzione “affianca verticalmente” è attiva solamente nel caso in cui siano aperti
contemporaneamente due edifici. Tale procedura permette di disporre verticalmente sullo
schermo le due finestre in modo tale da permettere un rapido confronto fra due edifici o di
trasferire dati da un edificio all’altro con delle semplici operazioni di drag & drop.
Microsoftware S.r.l. Ancona 123

11. MENÙ “?”

Figura 11.1 – Menù ?.

Termo mette a disposizione dell’utente il manuale in linea attivabile attraverso l’apposita


icona ovvero da menù (opzione “?”).
La struttura gerarchica del manuale e le funzioni di ricerca messe a disposizione da
Adobe Acrobat Reader consentono in modo rapido il passaggio da un argomento all’altro
e di approfondire gli argomenti trattati in una determinata sezione tramite spiegazioni
specifiche e dettagliate.
La voce Documentazione serve per aprire un documento in cui sono riportate le
normative specifiche per la termotecnica, come il D.P.R. 412/93, il D.Lgs. 192/2005,
ecc…, e anche altre normative riguardanti la contabilità lavori e la sicurezza nei cantieri.
La voce Microsoftware Online apre il sito internet Microsoftware e la voce Contattaci
prepara un’e-mail per la Microsoftware; entrambe le funzioni necessitano di una
connessione ad internet.
La voce Informazioni su Termo fornisce tutti i dati relativi alla versione della procedura,
del sistema operativo, dell’elaboratore, degli edifici che possono essere usati dal
programma e degli archivi di base; queste informazioni sono utili in caso di assistenza
tecnica.
124 Microsoftware S.r.l. Ancona

Figura 11.2 – Informazioni sulla versione.

L’ultima voce, Info Aggiornamenti, è utile per conoscere quali sono gli aggiornamenti
apportati da questa versione rispetto alla precedente e consente, in caso di
aggiornamento di Termo, di aggiornare gli archivi di base se sono presenti differenze
dalla libreria fornita dalla Microsoftware.
Microsoftware S.r.l. Ancona 125

12. IL MODELLO DI VERIFICA DI TERMO ALLA LUCE


DELLA NORMATIVA

12.1 Introduzione

La corretta verifica di un edificio ai sensi della Legge 10/91, con riferimento alle normative
UNI ed UNI EN connesse, prevede la fornitura di una serie di informazioni riguardanti la
localizzazione e le caratteristiche geometriche dello stesso oltre alla descrizione delle
caratteristiche termofisiche delle tipologie edilizie che ne compongono l’involucro.
Le verifiche riguarderanno singolarmente tutte le zone termiche che lo compongono.
Per semplicità si definisce zona termica una porzione di edificio, a temperatura costante,
riscaldata da un singolo generatore di cui saranno note le caratteristiche.
Nel caso di una civile abitazione con diverse unità immobiliari con riscaldamento
autonomo, ogni appartamento viene associato ad una zona termica.
Nel caso di riscaldamento centralizzato si avrà una unica zona termica.

12.2 Verifica

La verifica dipende dal tipo di intervento da effettuarsi sull’edificio.


• Per edifici di nuova costruzione, ristrutturazioni integrali, demolizioni e ricostruzioni di
edifici esistenti con superficie utile > 1000 m² e per ampliamenti con un volume >
20% del volume dell’edificio stesso viene valutato l’EPi (Indice di prestazione
energetica) per ogni zona termica e confrontato con il valore limite; inoltre viene
valutato il rendimento globale medio stagionale ed anch’esso confrontato con il
valore limite come anche le trasmittanze di tutte le strutture della zona termica. Se
questa verifica risulta negativa si può usare un’alternativa, a patto che il rapporto tra
superficie trasparente complessiva e superficie utile sia inferiore a 0,18: confrontare il
rendimento termico utile con un opportuno valore limite e confrontare le trasmittanze
di tutte le strutture con i valori limite riportati nell’allegato C del D.Lgs. 311/2006; in
questo caso il valore associato all’EPi sarà quello limite (e quindi la verifica sarà
positiva).
• Per ristrutturazioni totali o parziali in casi non rientranti nel punto precedente, la
verifica da effettuare riguarda le sole trasmittanze delle strutture dell’edificio.
• Per nuove installazioni di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli
stessi impianti occorre verificare che il rendimento globale medio stagionale sia
superiore al valore limite riportato nell’allegato C del D.Lgs. 311/2006.
• Per sostituzioni di generatori di calore, in alternativa a verificare il rendimento globale
medio stagionale come al punto precedente, è sufficiente che il rendimento termico
utile in corrispondenza di un carico pari al 100% della potenza nominale sia superiore
al valore limite. Se quest’ultimo punto non risulta verificato, in alternativa la verifica
risulta positiva anche se il rendimento termico utile in corrispondenza di un carico pari
al 30% della potenza nominale è superiore ad un opportuno valore limite.
126 Microsoftware S.r.l. Ancona

12.3 Dati relativi all’edificio

I dati da fornire riguardano il comune in cui l’edificio è localizzato, i dati climatici della
località, la temperatura interna dipendente dalla classificazione dell’edificio (18 °C per la
classe E.8, 20 °C per tutte le altre).

12.4 Caratteristiche dei componenti costituenti l’involucro edilizio

Per definire il valore dell’EPi occorre individuare le varie strutture che compongono
l’involucro edilizio e le loro caratteristiche termofisiche.
Le strutture si dividono in opache (pareti, soffitti, pavimenti, porte) e trasparenti (vetrate,
finestre). Inoltre è opportuno definire i ponti termici, ovvero quelle situazioni in cui si ha
una modifica del flusso termico e una modifica delle temperature superficiali (ad esempio
giunti verticali ed orizzontali, spigoli, serramenti di porte e finestre, ecc…).

Per ogni tipologia disperdente vanno ricavati i valori dei coefficienti superficiali di scambio
termico Rsi (resistenza superficiale interna) e Rse (resistenza superficiale esterna) e la
trasmittanza termica U .
Le resistenze superficiali dipendono da fenomeni convettivi e di irraggiamento e i
rispettivi valori sono tabellati nella UNI EN 6946, in base al flusso termico che investe la
struttura: ascendente (soffitti), orizzontale (pareti verticali), discendente (pavimenti). Sono
espresse in m²K/W.
La trasmittanza termica è definita come il flusso di calore che passa attraverso una
struttura di 1 m² di superficie e con 1 K di differenza di temperatura tra i lati della struttura
stessa. Si esprime in W/m²K. La trasmittanza termica di una struttura formata da più strati
di materiali si ottiene sommando le resistenze termiche degli stessi e facendo l’inverso,
ossia:
1
U=
Rsi + ∑iRi + Rse

Per quanto riguarda le strutture costituite da vari strati di materiali per ottenere i valori
sopraindicati vanno valutati i seguenti parametri, per ogni strato:

• Lo spessore (solitamente in cm);


• La conduttività utile di calcolo, ovvero il flusso di calore che nelle condizioni di regime
stazionario passa attraverso una parete dello spessore di 1 m per 1 m² di superficie e
per una differenza di 1 K tra le due facce opposte e parallele della parete di materiale
considerato (W/mK);
• La conduttanza termica unitaria, ovvero il flusso di calore che nelle condizioni di
regime passa attraverso 1 m² di superficie per una differenza di temperatura di 1 K
tra le 2 facce opposte di uno strato (W/m²K);
• La resistenza termica unitaria (m²K/W), pari all’inverso della conduttanza unitaria.
Microsoftware S.r.l. Ancona 127

La resistenza termica dello strato è data dallo spessore diviso per la conduttività, qualora
quest’ultima sia nota, oppure dall’inverso della conduttanza.
s 1
R= =
λ C
Infatti solitamente se il materiale è omogeneo viene data la conduttività (che sarà divisa
per lo spessore per ottenere la conduttanza), altrimenti vengono dati la conduttanza, che
tiene conto del materiale nel suo complesso, e lo spessore considerato.
Se la struttura è trasparente (vetrata), può essere composta di un solo strato (vetrata
singola) o di due o tre strati di vetro intervallati da intercapedini d’aria (vetrate doppie o
triple). In quest’ultimo caso la resistenza termica delle intercapedini d’aria viene calcolata
come indicato nella UNI EN ISO 10077-1, tenendo in considerazione l’emissività delle
superfici vetrate.

Per le finestre (UNI EN ISO 10077-1) occorre valutare i parametri relativi alla superficie
vetrata e al telaio della finestra:

• L’area del vetro Ag (m²);


• L’area del telaio Af (m²);
• La trasmittanza termica dell’elemento vetrato U g (W/m²K);
• La trasmittanza termica del telaio U f (W/m²K);
• La lunghezza perimetrale della superficie vetrata l g (m);
• La trasmittanza termica lineica dovuta alla presenza del distanziatore posto tra i 2
vetri in presenza del telaio (se vetro doppio o triplo) Ψg (W/mK).

La trasmittanza della finestra è così ottenuta:

AgU g + Af U f + l g Ψg
Uw =
Ag + Af

Le strutture e i ponti termici sin qui definiti costituiscono la base per la determinazione
delle strutture effettivamente presenti nei vari locali. Infatti la stessa struttura può essere
utilizzata in locali diversi e, una volta inserita nel locale in questione, deve essere
completata con dati aggiuntivi come area, esposizione, ecc….

12.5 Zone termiche

Ogni singolo locale appartenente all’intero edificio può essere associato ad una zona
termica per il calcolo dell’EPi. Oltre ai locali di cui è composta, la zona termica va
128 Microsoftware S.r.l. Ancona

completata con i suoi dati geometrici, volume lordo riscaldato e superficie che delimita
tale volume (che determinano il rapporto S/V), e soprattutto con le caratteristiche del
generatore di calore, come potenza, rendimento, ore di accensione ecc….
A tutti i locali, oltre alla descrizione delle tipologie disperdenti, viene associata, se
riscaldati, una temperatura di progetto che generalmente è quella definita per l’intero
edificio.
Possono essere definiti anche locali non riscaldati come vani scale, sottotetti, cantine
ecc… In questo caso la temperatura può essere definita manualmente con l’ausilio di
apposite tabelle ovvero calcolata automaticamente dalla procedura in funzione degli
apporti termici dei locali riscaldati adiacenti. In quest’ultimo caso la temperatura del locale
viene calcolata dinamicamente.

12.6 Dispersioni termiche a temperatura interna costante

La dispersione termica totale, Ql , di una singola zona termica riscaldata a temperatura


interna uniforme, durante un dato periodo di tempo, è data da:

Ql = H (θ i − θ e ) t
dove
Ql è la dispersione termica totale (J);
θi è la temperatura interna di progetto (°C);
θe è la temperatura media esterna durante il periodo di calcolo (°C);
t è la durata del periodo di calcolo (s);
H è il coefficiente di dispersione termica, dato da:

H = HT + HV
HT è il coefficiente di dispersione termica per trasmissione (W/K);
HV è il coefficiente di dispersione termica per ventilazione (W/K).

Il coefficiente di perdita di calore per trasmissione HT è calcolato con l’espressione


seguente:

HT = LD + Ls + HU
dove
LD è il coefficiente di accoppiamento diretto tra lo spazio riscaldato e l'esterno
attraverso l'involucro edilizio (W/K);
Ls è il coefficiente di perdita di calore attraverso il terreno in condizioni stazionarie
(W/K);
Microsoftware S.r.l. Ancona 129

HU è il coefficiente di perdita di calore per trasmissione verso ambienti non riscaldati


(W/K).

Il coefficiente di perdita di calore per trasmissione attraverso gli elementi edilizi di


separazione tra lo spazio riscaldato e aria esterna è calcolato con:

LD = ∑i Ai U i + ∑k l k Ψk
dove
Ai è l’area dell’elemento i-esimo dell’involucro edilizio (m²);
Ui è la trasmittanza termica dell’elemento i-esimo (W/m²K);
lk è la lunghezza del ponte termico lineare k-esimo (m);
Ψk è la trasmittanza termica lineica del ponte termico k-esimo (W/mK).

Il coefficiente di perdita di calore per trasmissione attraverso il terreno viene calcolato in


accordo con la EN ISO 13370. Tale norma differenzia il calcolo a seconda del tipo di
pavimento e i tipi previsti sono tre: pavimento controterra, pavimento su intercapedine e
piano interrato.
Innanzitutto vanno definite alcune grandezze che sono necessari in tutti e tre i casi e
cioè: dimensione caratteristica del pavimento
A
B′ =
12P
e spessore equivalente del pavimento, cioè lo spessore del terreno che ha la stessa
resistenza termica del pavimento

d t = w + λ (Rsi + Rf + Rse )
dove
A è l’area del pavimento a contatto con il terreno dello spazio considerato (m²);
P è la lunghezza delle pareti esterne separanti lo spazio riscaldato dall’ambiente
esterno e non comprende la lunghezza delle pareti che separano lo spazio in
considerazione da altre parti dell’edificio; se il pavimento riguarda l’intero edificio P
è uguale al perimetro del pavimento (m);
w è lo spessore totale delle pareti perimetrali, comprendente tutti gli strati (m);
λ è la conduttività termica del terreno (W/mK);
Rf è la resistenza termica del pavimento (m²K/W).

Nel caso di pavimenti controterra il coefficiente di accoppiamento termico in regime


stazionario è

Ls = A U 0 + P ΔΨ
130 Microsoftware S.r.l. Ancona

dove
2λ ⎛ πB′ ⎞
U0 = ln⎜⎜ + 1⎟⎟ , se d t < B′ (pavimenti non o moderatamente isolati);
πB′ + d t ⎝ d t ⎠
λ
U0 = , se d t ≥ B ′ (pavimenti ben isolati);
0,457 B′ + d t
ΔΨ è il fattore perimetrale, nullo per pavimenti privi di isolamento (W/mK).
Per isolamenti posizionati orizzontalmente lungo il perimetro del pavimento, il fattore
perimetrale vale

λ⎡ ⎛D ⎞ ⎛ D ⎞⎤
ΔΨ = − ⎢ln⎜⎜ + 1⎟⎟ − ln⎜⎜ + 1⎟⎟⎥
π ⎣ ⎝ dt ⎠ ⎝ d t + d ′ ⎠⎦
dove
D è la larghezza dell’isolamento perimetrale, come in figura (m);
d′ è uno spessore equivalente aggiuntivo, pari a R ′λ (m);
R′ è la differenza tra la resistenza termica dell’isolamento perimetrale e quella del
suolo che esso sostituisce (m²K/W).

R ′ = Rn − d n λ
dove
Rn è la resistenza termica dell’isolamento perimetrale (m²K/W);
dn è lo spessore dell’isolamento perimetrale, come in figura (m).

Isolamento perimetrale orizzontale (1 – soletta di pavimento; 2 – isolamento perimetrale


orizzontale; 3 – parete di fondazione)
Microsoftware S.r.l. Ancona 131

Per isolamenti posizionati verticalmente, al di sotto del livello del suolo, lungo il perimetro
o bordo del pavimento e per fondazioni in materiale con conduttività termica minore di
quella del terreno, il fattore perimetrale vale

λ ⎡ ⎛ 2D ⎞ ⎛ 2D ⎞⎤
ΔΨ = − ⎢ln⎜⎜ + 1⎟⎟ − ln⎜⎜ + 1⎟⎟⎥
π ⎣ ⎝ dt ⎠ ⎝ d t + d ′ ⎠⎦
Il significato di D e d n è espresso nelle seguenti figure:

Isolamento perimetrale verticale (1 – soletta di pavimento; 2 – isolamento perimetrale


verticale; 3 – parete di fondazione)

Fondazioni in materiale a bassa densità (1 – soletta di pavimento; 2 – parete di


fondazione a bassa densità)
132 Microsoftware S.r.l. Ancona

Nel caso di pavimenti su intercapedine il coefficiente di accoppiamento termico in regime


stazionario è

⎛ 1 1 ⎞
Ls = A⎜ + ⎟
⎜U U +U ⎟
⎝ f g x ⎠

dove
Uf è la trasmittanza termica della parte sospesa del pavimento (W/m²K);
Ug è la trasmittanza termica per il flusso termico attraverso il terreno (W/m²K);
Ux è la trasmittanza termica equivalente che tiene conto dello scambio termico per lo
spazio sottopavimento attraverso le pareti dell'intercapedine e per effetto della
ventilazione dello stesso spazio aerato (W/m²K).

U f va calcolata secondo la EN ISO 6946, come descritto in precedenza per le strutture,


mentre U g si determina con la seguente

2λ ⎛ πB′ ⎞
Ug = ln⎜ + 1⎟
πB′ + d g ⎜⎝ d g ⎟

dove
d g = w + λ (Rsi + Rg + Rse )
Rg è la resistenza termica di isolamenti sul fondo dell’intercapedine.

Il valore di U x si ottiene tramite

U x = 2 h Uw B ′ + 1450 ε v fw B ′
dove
h è l’altezza della superficie superiore del pavimento sopra il livello del terreno (m);
Uw è la trasmittanza termica delle pareti dell’intercapedine sopra il livello del terreno
esterno, calcolata secondo EN ISO 6946 (W/m²K);
ε è l’area delle aperture di ventilazione per unità di lunghezza di perimetro
dell’intercapedine (m²/m);
v è la velocità del vento a 10 m di altezza (m/s);
fw è il coefficiente di schermatura dal vento.

Nel caso di piano interrato il coefficiente di accoppiamento termico in regime stazionario


è dato da

Ls = A U bf + z P U bw
Microsoftware S.r.l. Ancona 133

dove
z è la profondità del pavimento rispetto al livello del terreno (m);
2λ ⎛ πB′ ⎞
U bf = ln⎜⎜ + 1⎟⎟ , se d t + 1 2 z < B′ (male isolato);
πB′ + d t + 1 2 z ⎝ d t + 1 2 z ⎠
λ
U bf = , se d t + 1 2 z ≥ B′ (ben isolato);
0,457 B′ + d t + 1 2 z
2λ ⎛ 0,5 d t ⎞ ⎛ z ⎞
U bw = ⎜⎜1 + ⎟⎟ ln⎜⎜ + 1⎟⎟
πz ⎝ d t + z ⎠ ⎝ d w ⎠
d w = λ (Rsi + Rw + Rse )
Rw è la resistenza termica di tutti gli strati delle pareti del piano interrato.

Il coefficiente di perdita di calore per trasmissione tra spazi riscaldati e ambienti esterni
attraverso spazi non riscaldati è ottenuto da

H ue
HU = Liu
H iu + H ue
dove
Liu è il coefficiente di accoppiamento termico tra lo spazio riscaldato e quello non
riscaldato, calcolato tenendo conto dell’accoppiamento diretto e quello con il
terreno (W/K);
H iu è il coefficiente di perdita di calore dallo spazio riscaldato allo spazio non riscaldato
(W/K);
H ue è il coefficiente di perdita di calore dallo spazio non riscaldato all'ambiente esterno
(W/K).

In pratica il coefficiente di accoppiamento termico Liu va moltiplicato per un valore b


dipendente soltanto dalla composizione dello spazio non riscaldato, dato da:
H ue
b=
H iu + H ue

Il coefficiente di dispersione termica per ventilazione è calcolato per mezzo di

HV = V&ρ a c a
dove
V& è la portata d'aria di rinnovo dell'edificio, comprensiva della portata d'aria attraverso
spazi non riscaldati (m³/s);
ρ a c a è la capacità termica volumica dell’aria, pari a 1200 J/m³K.
134 Microsoftware S.r.l. Ancona

La portata d’aria può essere calcolata da una stima della portata d’aria di ricambio n , e
cioè V& = V n , dove V è il volume dello spazio riscaldato, calcolato sulla base delle
dimensioni interne. La precedente relazione è valida in regime di ventilazione naturale.
In caso di ventilazione meccanica o forzata si ha che

V& = V&f (1 − η v ) + V&x


Vn 50 e
V&x = 2
f ⎡V&sup − V&ex ⎤
1+ ⎢ ⎥
e ⎢⎣ Vn 50 ⎥⎦

dove
V&sup è la portata d'aria fornita (m³/s);
V&ex è la portata d'aria esausta (m³/s);
n 50 è il numero di ricambi d’aria risultanti ad una pressione di 50 Pa;
e ed f sono coefficienti di schermatura dal vento;
V&f è la portata media quando il sistema è in funzione, che per sistemi bilanciati è pari
al più grande tra V& sup e V& ;
ex

ηv è l’efficienza dell’eventuale recuperatore di calore dell’aria.

12.7 Apporti di calore

L’apporto di calore totale è dato da

Qg = Qi + Qsi
dove
Qg è l’apporto di calore totale (J);
Qi è l’apporto di calore interno (J);
Qsi è l’apporto di calore solare incidente sulle superfici trasparenti (J).

Gli apporti di calore interni Qi includono qualunque calore generato nello spazio
riscaldato dalle sorgenti interne diverse dal sistema di riscaldamento, per esempio:
• apporti dovuti al metabolismo degli occupanti;
• il consumo di calore dovuto alle apparecchiature elettriche e agli apparecchi di
illuminazione;
Microsoftware S.r.l. Ancona 135

• gli apporti netti provenienti dal sistema di distribuzione e di scarico dell'acqua.

Qi = Φ i t
dove
Φi è la potenza media degli apporti interni che in assenza di dati dettagliati sono
ricavati come indicato nel prospetto B.3 dell’appendice B della UNI 10379:2005, in
base all’area utile del locale (W);
t è la durata del periodo di calcolo (s).

Gli apporti solari dipendono dall’insolazione normalmente disponibile nella località


interessata, dall'orientamento delle superfici di raccolta, dalla presenza di ombreggiatura
permanente, dalla trasmittanza solare e dalle caratteristiche di assorbimento delle
superfici soleggiate.

Qsi = ∑ j I sj ∑n Asnj

dove
Isj è l'energia totale della radiazione solare globale su una superficie unitaria avente
esposizione j durante il periodo di calcolo, calcolata automaticamente in base alla
località e ai dati climatici (J/m²);
Asnj è l'area effettiva della superficie di raccolta n con esposizione j, ed è equivalente
all'area di un corpo nero che ha lo stesso apporto solare della superficie
considerata.

Superfici di raccolta tipiche sono le superfici vetrate e il valore di As di un elemento


vetrato come una finestra è dato da

As = A Fs Fc FF g
dove
A è l'area della finestra (m²);
Fs è il coefficiente di correzione dovuto all’ombreggiatura;
Fc è il coefficiente di riduzione dovuto a tendaggi;
FF è il coefficiente di riduzione dovuto al telaio, pari al rapporto tra l'area trasparente e
l'area totale dell’unità vetrata;
g è la trasmittanza dell’energia solare totale.

Il coefficiente di riduzione dovuto all’ombreggiatura viene calcolato in base alla presenza


di ostacoli permanenti, aggetti orizzontali o verticali, e dall’angolo che essi formano con il
centro della finestra (UNI EN 832).
136 Microsoftware S.r.l. Ancona

12.8 Fabbisogno di calore

Il fabbisogno di energia termica Qh dello spazio riscaldato, necessario a garantire la


temperatura interna di progetto in funzionamento continuo è dato da

Qh = (Ql − Qse ) − η (Qi + Qsi )


dove η è il fattore di utilizzazione ed è un fattore di riduzione degli apporti termici, che è
stato introdotto nel bilancio energetico medio per tenere conto del comportamento
dinamico dell'edificio (UNI EN 832).

Il termine Qse indica gli apporti solari esterni che incidono sulle pareti opache ed è dato,
come indica la UNI 10379:2005, da
Qse = ∑n U n An R se,nα n Fer ,n I s,n
dove
α è il coefficiente di assorbimento della radiazione solare, dipendente dal colore della
struttura (colore chiaro 0,3 , colore medio 0,6 , colore scuro 0,9 );
Fer è un termine moltiplicativo precalcolato pari a 0,8 per le pareti orizzontali, 0,9 per
quelle inclinate e 1,0 per quelle verticali.

Si definisce il rapporto apporti/perdite come

Qi + Qsi
γ =
Ql − Qse
e la costante di tempo, espressa in secondi, che caratterizza l'inerzia termica interna
dello spazio riscaldato, come
C
τ=
H
dove C è l'effettiva capacità termica interna, ovvero il calore accumulato nella struttura
dell'edificio quando la temperatura interna varia in modo sinusoidale con un periodo di 24
h ed un'ampiezza di 1 K.

1− γ a
ηu = , se γ ≠ 1
1 − γ a +1
a
ηu = , se γ = 1
a +1
dove
Microsoftware S.r.l. Ancona 137

a = ao + τ τ o ;
ao viene considerato pari a 1 per il calcolo mensile;
τo viene considerato pari a 16 h per il calcolo mensile;
τ è la costante di tempo precedentemente definita espressa in ore.

La capacità termica dei componenti edilizi a contatto con la zona termica può essere
determinata come segue:

C = ∑ j ∑i ρ ij c ij d ij A j

dove
ρ ij è la densità del materiale dello strato i dell’elemento j (kg/m³);
c ij è il calore specifico del materiale dello strato i dell’elemento j (J/kgK);
d ij è lo spessore dello strato i dell’elemento j (m);
Aj è la superficie dell’elemento j situato nel volume considerato (m²).

La somma deve essere fatta per tutti gli strati di ciascun elemento, ma solo fino allo
spessore massimo, che nel caso del calcolo del fattore di utilizzazione è di 10 cm (UNI
EN ISO 13790).

Il fabbisogno di energia utile Qhvs necessario a garantire la temperatura interna di


progetto in regime di funzionamento intermittente viene calcolato allo stesso modo del
fabbisogno Qh , solo che in luogo della temperatura interna di progetto deve essere
considerata una temperatura “media” che tenga conto dell’effetto dell’intermittenza, in
base anche al regime di funzionamento adottato (spegnimento, a potenza ridotta, a
temperatura attenuata). La norma UNI EN ISO 13790 fornisce tutti i dettagli necessari per
calcolare la temperatura θ iad .
L’idea di base è considerare l’edificio come un circuito descritto dalla figura seguente in
cui Φ h è la potenza del generatore di calore, θ i e θ e sono rispettivamente la
temperatura interna ed esterna, θc è la temperatura delle strutture alle quali è applicata
la capacità termica C ih (calcolata come descritto in precedenza, ma sulla base di uno
spessore massimo della struttura di 3 cm).
138 Microsoftware S.r.l. Ancona

ce ic

ih

Hd è il coefficiente di scambio termico diretto, dovuto alle strutture leggere (porte e


finestre) e alla ventilazione (W/K);
H ce è il coefficiente di scambio termico tra le strutture e l’esterno (W/K);
H ic è il coefficiente di scambio termico tra le strutture e lo spazio riscaldato (W/K).

Aj
Hic = ∑
j Rsi j
dove
Aj è l’area dell’elemento j (m²);
Rsi j è la resistenza termica superficiale interna dell’elemento j (m²K/W).

Hd = Hw + Hv
dove
Hw è il coefficiente di scambio termico delle strutture leggere cioè è la somma di tutti i
coefficienti di scambio termico delle porte e delle finestre (W/K);
Hv è il coefficiente di scambio termico per ventilazione (W/K).

Hic (H − Hd )
Hce =
Hic − (H − Hd )
dove
H è il coefficiente di scambio termico globale (W/K).

L’effettiva frazione di capacità termica è data da


Hic
ζ =
H ic + Hce
La costante di tempo della temperatura delle strutture dopo una variazione della potenza
di riscaldamento è data da
Microsoftware S.r.l. Ancona 139

ζ Cih
τp =
ξH
H ic
dove ξ= .
H ic + Hd
Di seguito vengono riportati i calcoli necessari per il calcolo di θ iad in tutti i tipi di
intermittenza contemplati dalla UNI EN ISO 13790, suddividendo il periodo di
intermittenza t 0 in quattro frammenti:
t1 è il tempo di funzionamento a potenza ridotta o spegnimento oppure, in caso di
attenuazione, il tempo necessario per raggiungere la temperatura di attenuazione
(s);
t2 è il tempo in cui il sistema si mantiene alla temperatura di attenuazione, pari a 0 in
caso di spegnimento o funzionamento a potenza ridotta (s);
t3 è il tempo necessario per ritornare alla temperatura interna di progetto (s);
t4 è il tempo residuo di accensione, significativo soltanto nel caso di accensione
prefissata (s).
Di conseguenza il pedice 0 si riferisce alla situazione iniziale, il pedice 1 alla fine della
fase 1, trascorso il tempo t1 , il pedice 2 alla fine della fase 2, trascorso un ulteriore tempo
t 2 e così via.

θc 0 = θe + ζ (θ i 0 − θe )
Φ
θi 3 = θe + , dove Φ è la potenza nominale del generatore di calore (W)
H
θc′3 = θe + ζ (θ i 3 − θe )
θ i 1 = θe , in caso di spegnimento o funzionamento attenuato
Φ
θ i 1 = θ e + 1 , in caso di funzionamento a potenza ridotta Φ1 (W)
H
θc′1 = θe + ζ (θ i 1 − θe )
θ c′ 2 = θc′1 , in caso di spegnimento o funzionamento a potenza ridotta
θc′ 2 = θe + ζ (θ i 2 − θe ) , in caso di funzionamento a temperatura attenuata θ i 2 (°C)

In caso di accensione ottimizzata


140 Microsoftware S.r.l. Ancona

⎡ ⎛ ⎞⎤
⎢ ⎜ ξ (θ c′3 − θc′1 ) ⎟⎥
t3′ = τ p max ⎢0, ln⎜ t
⎟⎥ ;
⎢ ⎜⎜ − 0 ⎟
τ p ⎟⎥
⎣ ⎝ θ i 3 − θ i 0 + ξ (θc 0 − θ c′1 )e ⎠⎦
in caso di accensione prefissata t 3′ è il tempo di accensione (s).
Se t 3 non viene calcolato successivamente viene preso pari a t 3′ .

t1′ = t0 − t 3′
Se t1 non viene calcolato successivamente viene preso pari a t1′ .
t 1′

θ i′1 = θ i 1 + ξ (θc 0 − θ c′1 )e
τp

Se il regime di funzionamento è a temperatura attenuata e θ i 2 > θ i′1


⎡ ⎛ ξ (θc 0 − θc′1 ) ⎞⎤
t1 = τ p max ⎢0, ln⎜⎜ ⎟⎟⎥
⎣ ⎝ θ i 2 − θ i 1 ⎠⎦
θ c1 = θc 0 se t1 = 0
θ −θ
θ c1 = θc′1 + i 2 i 1 se t1 > 0
ξ
In caso di accensione ottimizzata
⎧⎪ ⎡ ⎛ ξ (θc′3 − θ c′ 2 ) ⎞⎤ ⎫⎪
t 2 = max ⎨0, t0 − t1 − max ⎢0, τ p ln⎜⎜ ⎟⎟⎥ ⎬ ;
⎪⎩ ⎣ ⎝ θ i 3 − θ i 0 ⎠⎦ ⎪⎭
in caso di accensione prefissata
t 2 = max[0, t0 − (t1 + t3′ )]

θ c 2 = θ c1 se t 2 = 0
t2

θ c 2 = θc′ 2 + (θ c1 − θ c′ 2 )e
τp
se t 2 > 0
⎡ ⎛ ξ (θ c′3 − θc′ 2 ) ⎞⎤
t3 = max ⎢0, τ p ln⎜⎜ ⎟⎟⎥
⎣ ⎝ θ i 3 − θ i 0 ⎠⎦
In caso di accensione prefissata se t 3 > t 3′ occorre incrementare t 3′ e
ripetere il calcolo interamente.

Se il regime di funzionamento non è a temperatura attenuata oppure θ i 2 ≤ θ i′1


θc1 = θc 0 se t1′ = 0
Microsoftware S.r.l. Ancona 141

θ i′1 − θ i 1
θ c1 = θc′1 + se t1′ > 0
ξ
θ c 2 = θc1
In caso di accensione prefissata
⎡ ⎛ ξ (θc′3 − θc′ 2 ) ⎞⎤
t3 = max ⎢0, τ p ln⎜⎜ ⎟⎟⎥
⎣ ⎝ θ i 3 − θ i 0 ⎠⎦
In caso di accensione prefissata se t 3 > t 3′ occorre incrementare t 3′ e
ripetere il calcolo interamente.

θc 3 = θc 2 se t3 = 0
θi 0 − θi 3
θc 3 = θc′3 + se t3 > 0
ξ
t 4 = t0 − (t1 + t 2 + t3 )

θ iad = [(θ i 1t1 + θ i 2t 2 + θ i 3t3 + θ i 0t 4 ) + ξτ p (θc 0 − θc1 + θc 2 − θ c 3 )]


1
t0

Nel programma Termo viene richiesto il numero di ore di funzionamento ridotto,


corrispondenti con il periodo t 0 . Per il tempo restante la temperatura viene considerata
pari alla temperatura interna di progetto θi 0 .

L’energia termica fornita dal sistema di produzione è data da

Qhvs
Qp =
ηe ηc ηd
dove
ηe è il rendimento di emissione dei corpi scaldanti;
ηc è il rendimento di regolazione dipendente dal sistema di controllo della temperatura
adottato;
ηd è il rendimento di distribuzione, che caratterizza l’influenza della rete di
distribuzione sulla perdita di energia termica non direttamente cedute agli ambienti
da riscaldare;

Il fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda sanitaria ed è dato da:

Qw = ρ c Vw (θw − θ 0 )
142 Microsoftware S.r.l. Ancona

dove
ρ è la densità dell'acqua (pari a 1000 kg/m³);
c è la calore specifico dell'acqua (pari a 4186 J/kgK);
Vw è il volume di acqua calda richiesta durante il periodo di calcolo (m³);
θw è la temperatura dell'acqua calda prodotta (°C);
θ0 è la temperatura dell'acqua entrante nel sistema di produzione dell'acqua calda
(°C).

Il volume di acqua calda richiesta può essere calcolato come volume d’acqua richiesto
giornaliero per il numero di giorni del periodo di calcolo.

Il fabbisogno di energia primaria è

Qp
Q=
ηp
Q = Qc + Qe
dove
Qc è l’energia primaria richiesta per la conversione del generatore in energia utile (J);
Qe è l’energia primaria richiesta per il funzionamento degli ausiliari (J).

L’energia termica utile prodotta dall’apparato generatore è data da

Qu = Qp − Qaux

dove Qaux è l’energia termica fornita dagli ausiliari al fluido termovettore.

Qaux è definita dal prodotto tra l’energia elettrica assorbita dalle pompe Qpo (a sua volta
derivante dal prodotto tra la potenza assorbita dalle pompe Φ po e il periodo di
funzionamento dell’impianto termico giornaliero espresso in secondi ta ) e la frazione utile
dell’energia elettrica assorbita dalle pompe di circolazione effettivamente trasferita al
fluido η po , convenzionalmente posta pari a 0,85. Si ha quindi:

Qaux = Qpo η po = Φ po t a η po

Per i generatori a combustione risulta che

Qc = Qu η tu
Microsoftware S.r.l. Ancona 143

⎛ Pd′ 1 − FC ⎞
η tu = 1 + Fbr − ⎜ Pf′ + ′
+ Pfbs ⎟ 100
⎝ FC FC ⎠
η br Qbr
Fbr =
Qc
′ + [(1 + Fbr ) ⋅ 100 − Pf − Pd ] ⋅ CP
Pd′ + Pfbs
FC =
(1 + Fbr ) ⋅ 100 − Pf′ + Pfbs′
Qu
CP =
Φ un t a
Qbr + Qpo
Qe =
ηsen
dove
η tu è il rendimento termico utile medio mensile del generatore;
Fbr è la frazione utile dell’energia elettrica utilizzata dal bruciatore riferita all’energia
primaria necessaria per la combustione; tale frazione è solitamente minore dell’1%
dell’energia primaria richiesta per la combustione ed è quindi trascurabile. Termo
infatti la pone pari a 0;
Pf sono le perdite termiche percentuali al camino con bruciatore funzionante;
Pd sono le perdite termiche percentuali verso l’ambiente attraverso l’involucro;
Pfbs sono le perdite termiche percentuali al camino con bruciatore spento.

I valori di Pf , Pd e Pfbs sono forniti dal costruttore (oppure desunti dai prospetti della
UNI 10348) e si riferiscono ad una differenza tra la temperatura del fluido e quella interna
di 50 °C.

Pf′ = Pf (Δθ 50 )
0, 2

Pd′ = Pd (Δθ 50 )
′ = Pfbs (Δθ 50 )
Pfbs

I valori di Pf′ , Pd′ e Pfbs


′ si riferiscono alla effettiva differenza di temperatura Δθ tra la
temperatura del fluido e quella interna.

FC è il fattore di carico al focolare;


CP è il fattore di carico utile;
144 Microsoftware S.r.l. Ancona

Φ un è la potenza nominale utile del sistema di produzione (W);


Qbr è l’energia elettrica assorbita dal bruciatore (J);
Qpo è l’energia elettrica assorbita dalle pompe di circolazione (J);
η sen è il rendimento del sistema elettrico nazionale (pari a 0,36).

Nel caso di caldaie a condensazione il termine Pf′ è corretto da un termine detrattivo


dato da
PCS − PCI
R = 100 ⋅ ⋅ 0,75
PCI
dove
PCS è il potere calorifico superiore del combustibile (MJ/Nm³);
PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile (MJ/Nm³);

Per i generatori a pompa di calore risulta che:

Qu
Qc =
COP ⋅ η sen
Qe ≅ 0

dove
COP è il coefficiente di effetto utile medio mensile della pompa di calore valutato in
termini di energia primaria; è un dato fornito dal costruttore (i costruttori possono
fornire in alternativa la potenza resa e la potenza utilizzata: in questo caso il COP
può essere calcolato come rapporto di questi due valori);
η sen è il rendimento del sistema elettrico nazionale (pari a 0,36).

Se la pompa di calore non è elettrica, ma a gas, non occorre correggere il COP con il
rendimento del sistema elettrico nazionale η sen .

12.9 Determinazione del rendimento globale medio stagionale

Il rendimento globale medio stagionale η g ,s è dato dal rapporto tra il fabbisogno


energetico stagionale ed il fabbisogno di energia primaria stagionale:

η g ,s = η e η c η d η p
Microsoftware S.r.l. Ancona 145

dove

ηp =
∑Q p

∑Q
in cui le sommatorie vanno effettuate per tutti i mesi del periodo di riscaldamento. Infatti
sia Qp sia Q vanno calcolati considerando un periodo di un mese, per tutti i mesi del
periodo di riscaldamento. Dove il periodo di riscaldamento comprende solo una parte del
mese, il calcolo deve considerare solo quella parte.

12.10 Fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale

L’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale è dato da

EPi =
∑Q
Sutile
dove
Sutile è la superficie utile totale dello spazio considerato (m²).

La sommatoria va effettuata per tutti i mesi del periodo di calcolo e Q è dato dalla
seguente:

Qh
Q=
ηe ηc ηd η p

Per il calcolo di ηp si procede come visto in precedenza sostituendo a Qhvs il termine


Qh in quanto il calcolo va fatto in regime di funzionamento continuo.
146 Microsoftware S.r.l. Ancona

A APPENDICE

A.1 Riferimenti normativi

I calcoli effettuati dal programma Termo sono conformi alle seguenti norme UNI:

• UNI 7357 – Calcolo del fabbisogno termico per il riscaldamento di edifici.


• UNI EN 832 (norma europea che sostituisce la UNI 10344) – Riscaldamento
degli edifici. Calcolo del fabbisogno di energia.
• UNI EN ISO 10077-1 (norma europea che sostituisce la UNI 10345) –
Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Trasmittanza termica dei
componenti edilizi finestrati. Metodi di calcolo.
• UNI EN ISO 13370 (norma europea che sostituisce la UNI 10346) –
Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Scambi di energia termica tra
terreno ed edificio: Metodo di calcolo.
• UNI 10348 – Riscaldamento degli edifici. Rendimenti di riscaldamento. Metodo di
calcolo.
• UNI 10349 – Riscaldamento e raffreddamento degli edifici. Dati climatici.
• UNI 10351 – Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità del
vapore.
• UNI 10379:2005 – Riscaldamento degli edifici. Fabbisogno energetico
convenzionale normalizzato.
• UNI EN ISO 6946 – Componenti ed elementi per edilizia. Resistenza termica e
trasmittanza termica. Metodo di calcolo.
• UNI EN ISO 13788 (norma europea che sostituisce la UNI 10350) – Prestazione
igrometrica dei componenti e degli elementi per edilizia. Temperatura superficiale
interna per evitare l’umidità superficiale critica e condensazione interstiziale.
Metodo di calcolo.
• UNI EN ISO 13789 – Prestazione termica degli edifici. Coefficiente di perdita di
calore per trasmissione. Metodo di calcolo.
• UNI EN ISO 13790 – Prestazione termica degli edifici. Calcolo del fabbisogno di
energia per il riscaldamento.
• UNI EN 12524 – Materiali e prodotti per l’edilizia. Proprietà igrometriche. Valori
tabulati di progetto.
• UNI EN ISO 14683 – Ponti termici in edilizia. Coefficiente di trasmissione termica
lineica. Metodi semplificati e valori di riferimento.
Microsoftware S.r.l. Ancona 147

SOMMARIO

CONVENZIONI USATE IN QUESTO MANUALE.............................................................. 1


TERMINI UTILIZZATI ............................................................................................................ 1
ICONE DI USO COMUNE .................................................................................................. 2
ICONE DI GESTIONE E NAVIGAZIONE ARCHIVI ........................................................................ 2
ICONE ACCELERATICI ......................................................................................................... 2
ICONE DI STAMPA ............................................................................................................... 3
CONTROLLO ORTOGRAFICO ............................................................................................... 4
1. INTRODUZIONE ......................................................................................................... 6
1.1 LA LEGGE 10/91 ED I DECRETI INTEGRATIVI .............................................................. 6
1.2 OBIETTIVI DEL PROGRAMMA .................................................................................... 6
1.3 ORGANIZZAZIONE DEL PROGRAMMA ......................................................................... 7
2. INSTALLAZIONE ........................................................................................................ 8
2.1 KIT DI DISTRIBUZIONE .............................................................................................. 8
2.2 REQUISITI HARDWARE E SOFTWARE ......................................................................... 8
2.3 INSTALLAZIONE DI TERMO ....................................................................................... 9
3. REGISTRAZIONE ..................................................................................................... 13
3.1 RICHIESTA DI REGISTRAZIONE ............................................................................... 13
3.2 INSERIMENTO / MODIFICA PASSWORD .................................................................... 16
4. CONFIGURAZIONE DELLA PROCEDURA ............................................................ 18
4.1 IMPOSTAZIONE DELL’AREA DI LAVORO .................................................................... 18
5. MENÙ PRINCIPALE ................................................................................................. 19
6. MENÙ FILE ............................................................................................................... 20
6.1 GESTIONE EDIFICI ................................................................................................. 20
6.2 PARAMETRI DI TERMO ........................................................................................... 25
7. MENÙ EDIFICIO ....................................................................................................... 31
7.1 LEGGE 10 ............................................................................................................ 31
7.1.1 Dati generali dell’edificio ............................................................................. 32
7.1.2 Dati strutturali .............................................................................................. 34
7.1.3 Centrali termiche ......................................................................................... 41
7.1.4 Zone termiche ............................................................................................. 42
7.1.5 Inserimento dati tramite CAD ...................................................................... 52
7.1.6 Controllo dei dati inseriti .............................................................................. 65
7.1.7 Verifica edificio ............................................................................................ 66
7.1.8 Dati descrittivi .............................................................................................. 68
148 Microsoftware S.r.l. Ancona

7.1.9 Menù stampa .............................................................................................. 69


7.1.10 Stampa attestato di certificazione e di qualificazione energetica ............... 70
7.2 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA ............................................................................ 73
7.2.1 Dati generali dell’edificio ............................................................................. 74
7.2.2 Verifica edificio ............................................................................................ 74
7.3 IMPIANTI TERMICI .................................................................................................. 76
7.3.1 Dati generali dell’edificio ............................................................................. 76
7.3.2 Elementi utilizzati nell’edificio ...................................................................... 77
7.3.3 Zone termiche ............................................................................................. 81
7.3.4 Calcoli.......................................................................................................... 96
7.3.5 Stampa ...................................................................................................... 101
8. MENÙ ARCHIVI DI BASE ....................................................................................... 103
8.1 MATERIALI .......................................................................................................... 103
8.2 PARETI ............................................................................................................... 104
8.3 PAVIMENTI.......................................................................................................... 106
8.4 SOFFITTI ............................................................................................................ 107
8.5 VETRATE ............................................................................................................ 107
8.6 PORTE ............................................................................................................... 107
8.7 PONTI TERMICI .................................................................................................... 107
8.8 COMUNI ............................................................................................................. 108
8.9 NORMATIVE DIAMETRI ......................................................................................... 109
8.10 MATERIALI DELLE TUBAZIONI................................................................................ 110
8.11 TUBAZIONI .......................................................................................................... 111
8.12 GENERATORI ...................................................................................................... 111
8.13 TERMINALI .......................................................................................................... 113
8.14 PANNELLI RADIANTI ............................................................................................. 113
8.15 COLLETTORI ....................................................................................................... 114
8.16 VALVOLE ............................................................................................................ 115
8.17 GESTIONE AGGIORNAMENTI ................................................................................. 116
8.17.1 Aggiornamento per sostituzione ............................................................... 117
8.17.2 Aggiornamento automatico ....................................................................... 117
8.18 IMPORTAZIONE DATI DA VERSIONE PRECEDENTE ................................................... 118
8.19 STAMPE DEGLI ARCHIVI GENERALI ........................................................................ 118
9. MENÙ UTILITÀ ....................................................................................................... 120
9.1 CONTROLLO NUOVE VERSIONI ............................................................................. 120
10. MENÙ FINESTRA ............................................................................................... 122
11. MENÙ “?” ............................................................................................................ 123
12. IL MODELLO DI VERIFICA DI TERMO ALLA LUCE DELLA NORMATIVA .... 125
12.1 INTRODUZIONE ................................................................................................... 125
12.2 VERIFICA ............................................................................................................ 125
12.3 DATI RELATIVI ALL’EDIFICIO.................................................................................. 126
12.4 CARATTERISTICHE DEI COMPONENTI COSTITUENTI L’INVOLUCRO EDILIZIO............... 126
12.5 ZONE TERMICHE ................................................................................................. 127
Microsoftware S.r.l. Ancona 149

12.6 DISPERSIONI TERMICHE A TEMPERATURA INTERNA COSTANTE ............................... 128


12.7 APPORTI DI CALORE ............................................................................................ 134
12.8 FABBISOGNO DI CALORE...................................................................................... 136
12.9 DETERMINAZIONE DEL RENDIMENTO GLOBALE MEDIO STAGIONALE ........................ 144
12.10 FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ........... 145
A APPENDICE ............................................................................................................ 146
A.1 RIFERIMENTI NORMATIVI ...................................................................................... 146