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Le cellule sono le unità di base della

vita
La teoria cellulare si basa su tre affermazioni:

•La cellula è l’unità di base dei viventi;

•Tutti gli organismi viventi sono costituiti da cellule


(essi possono essere unicellulari o pluricellulari);

•Nuove cellule possono derivare soltanto da cellule


preesistenti.

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Le cellule hanno piccole dimensioni
Le cellule sono piccole per ottimizzare il rapporto
superficie/volume; ciò consente alla cellula di ottenere una
superficie di scambio con l’esterno adeguata per il passaggio di
nutrienti e scarti.

Numero e misure Area totale Volume totale Rapporto area/volume


dei cubi per ogni cubo
1 cubo, 4 cm di lato 96 cm2 64 cm3 1,5/1

8 cubi, 2 cm di lato 192 cm2 64 cm3 3/1

64 cubi, 1 cm di lato 384 cm2 64 cm3 6/1

Volumi ridotti Superfici più ampie


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Le cellule hanno piccole dimensioni
Lo strumento che ci consente di osservare le cellule più piccole
di 0,1 mm è il microscopio.

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Il microscopio ci permette di osservare
le singole cellule
Il microscopio ottico composto (LM) si avvale della luce e di un
sistema di lenti per ingrandire le immagini.
Il limite di risoluzione è di 0,2 μm.

Nel microscopio elettronico a trasmissione (TEM), il campione è


investito da un fascio di elettroni (lunghezza d’onda minore della
luce). Le immagini sono quindi a risoluzione più fine: il TEM più
potente arriva a 0,1 nm.

Il microscopio elettronico a scansione (SEM) raccoglie e mette a


fuoco gli elettroni che sono dispersi dalla superficie del campione,
generando un’immagine tridimensionale.

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Le cellule possono essere procariotiche
o eucariotiche
Le cellule procariotiche ed eucariotiche possiedono
due strutture comuni:

•la membrana plasmatica;

•il citoplasma.

Le cellule procariotiche sono molto più piccole di quelle


eucariotiche e hanno una struttura di base più semplice.

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Le cellule procariotiche sono comparse
per prime
Le cellule procariotiche (da pro,
prima e karyon, nucleo) sono
prive di un nucleo racchiuso da
una membrana.
Gli organismi unicellulari costituiti
da cellule procariotiche, i
procarioti, sono classificati in due
domini:
•Archaea (archei);
•Bacteria (batteri).

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Le cellule eucariotiche contengono
organuli specializzati
Le cellule eucariotiche
(da eu, buono, e karyon, nucleo)
hanno un nucleo delimitato da
una membrana ben distinta, che
racchiude il DNA.

Gli organismi eucariotici, ossia


protisti, funghi, piante e animali,
fanno tutti parte del dominio degli
Eukarya (eucarioti).

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La struttura di una cellula animale

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Panoramica generale della cellula
• La membrana plasmatica costituisce e delimita la superficie
esterna della cellula: separa l’interno dall’esterno.

• Il citoplasma è contenuto fra la membrana citoplasmatica e il


nucleo. La porzione fluida è detta citosol: al suo interno sono
presenti vari tipi di organuli.

• Il nucleo è l’organulo più grande della cellula e agisce da


centro di controllo.
La struttura della membrana
plasmatica
•La membrana plasmatica è una barriera flessibile
ma robusta costituita da un doppio strato
fosfolipidico in cui sono parzialmente o interamente
inserite delle proteine.

•È caratterizzata da permeabilità selettiva,


meccanismo che consente il passaggio solo a
determinate sostanze mentre lo impedisce ad altre.
La struttura della membrana
plasmatica
La struttura della membrana
plasmatica
• Le funzioni della membrana dipendono dal tipo di proteina:
• alcune, dette recettori, riconoscono e legano una proteina
specifica;
• alcune svolgono il ruolo di enzimi per la catalisi di reazioni intra-
o extracellulari;
• altre rivestono una funzione di riconoscimento, identificano
altre proteine o agenti estranei.
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
• Gran parte del nostro organismo è costituito da
• fluido intracellulare: è contenuto all’interno
delle cellule (citosol);

• fluido extracellulare: è presente negli spazi


microscopici fra le cellule adiacenti e viene detto
anche fluido interstiziale;
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•I fluidi cellulari sono soluzioni acquose di gas,
nutrienti, ioni e altre sostanze utili alla vita.
Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•Il gradiente di concentrazione è la differenza di
concentrazione tra due aree diverse.

•Se i soluti si muovono da un’area ad alta


concentrazione a una a bassa concentrazione si
muovono secondo gradiente, se si spostano da
un’area a bassa concentrazione a una ad alta si
muovono contro gradiente.
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
• Le sostanze attraversano le membrane cellulari tramite
• processi passivi: la sostanza attraversa la membrana
secondo il gradiente di concentrazione, utilizzando
solo la propria energia di movimento;
• processi attivi: l’energia cellulare, sotto forma di ATP,
viene utilizzata per spingere la sostanza attraverso la
membrana contro il gradiente di concentrazione.
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•I processi passivi possono avvenire per diffusione
semplice.
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica

•I processi passivi
possono avvenire per
diffusione facilitata.
3. Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica

•I processi
passivi
possono
avvenire per
osmosi.
Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•L’ osmosi è il movimento netto di molecole
d’acqua attraverso una membrana a
permeabilità selettiva.
Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•Nei processi attivi si utilizza l’energia sotto
forma di ATP per forzare la sostanza contro il
gradiente di concentrazione.

•I processi attivi possono essere trasporti attivi


o trasporti con vescicole.
Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•Nel trasporto attivo, l’energia, ottenuta con la
scissione dell’ATP, fa cambiare la conformazione di
una proteina di trasporto (o pompa) che fa passare
una sostanza attraverso la membrana plasmatica,
contro il suo gradiente di concentrazione.

Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
Il trasporto attraverso la membrana
plasmatica
•Nel trasporto con vescicole, le
vescicole formatesi per
gemmazione dalla membrana
plasmatica raccolgono sostanze
dal fluido intracellulare e lo
liberano all’esterno (esocitosi)
o viceversa (endocitosi).
La segnalazione intercellulare
Una semplice via di
Segnalazione intracellulare
attivata da una molecola
Segnale extracellulare

La molecola segnale lega una


proteina recettore (che
normalmente si trova
inserita nella membrana
plasmatica),attivando una via di
trasduzione del segnale
intracellulare che e’ mediata da
una serie di proteine segnale.
Infine, una o piu’ di queste
proteine segnale interagisce
con una proteina
bersaglio (o proteina target),
alterando la proteina bersaglio e
promuovendo il cambiamento
del comportamento della
cellula
Le molecole segnale possono essere:

Idrosolubili: tutti i neurotrasmettitori, la maggior parte degli ormoni e


dei mediatori chimici locali.
Sono idrofilici per cui non possono attraversare la membrana plasmatica
e interagiscono quindi con le cellule rimanendo all’esterno.

Liposolubili: gli ormoni steroidei e tiroidei. Sono idrofobici ed


attraversano il doppio strato lipidico.
Le molecole di segnalazione
Extracellulare si legano a
recettori specifici
MOLECOLE SEGNALE
ORMONI
Derivati degli aa, STEROIDI, POLIPEPTIDI
− secreti da ghiandole endocrine
− trasportati dal sangue
− i tessuti bersaglio sono lontani
− vita media breve
MEDIATORI LOCALI
PROTEINE (fattori di crescita, citochine),
PROSTANOIDI, derivati degli aa, gas in soluzione
(ossido nitrico NO)
− secreti da molti tipi di cellule
− i tessuti bersaglio sono vicini
− molto labili
NEUROTRASMETTITORI
AMMINOACIDI e derivati, ACETILCOLINE, PEPTIDI,
Monoammine
- secreti da cellule neuronali a livello delle sinapsi
-le cellule bersaglio sono neuronali o non-neuronali
Altro tipo di suddivisione -(muscoli o ghiandole)
IDROSOLUBILI (peptidi, derivati da amminoacidi)
- vita media (spazio sinaptico) molto breve
− legano recettori di membrana
− danno risposte rapide FEROMONI
LIPOSOLUBILI (ormoni steroidei, ormoni della tiroide, PEPTIDI (lievito), EICOSANOIDI, ALCOLI di carboidrati
acido retinoico) a lunga catena (insetti)
− legano recettori intracellulari − utilizzati nella comunicazione tra cellule di organismi
− danno risposte lente e durature diversi della stessa specie
Le
molecole
segnale
extracellulari
possono
agire su
distanze
brevi e
lunghe
Tre strategie di segnalazione chimica:
paracrina, sinaptica ed endocrina

Molte cellule secernono Le cellule nervose

una o più molecole secernono i Le cellule endocrine


segnale,che funzionano neurotrasmettitori, secernono gli ormoni
come mediatori chimici mediatori chimici a che influenzano cellule
locali corto raggio, che bersaglio anche molto
agiscono nelle sinapsi lontane
I neurotrasmettitori si riversano nelle
sinapsi a concentrazioni elevate (5 x
10-4 M). Ciò implica una minore
affinità ligando-recettore e di
conseguenza una rapida trasmissione
ed interruzione di una risposta.
E’ una via più veloce e precisa

Gli ormoni diffondono a lunga distanza


attraverso il sangue, dove si diluiscono.
Agiscono a bassa concentrazione (10-8M). Pertanto
esiste una elevata affinità ligando-recettore .
Ciascuna cellula è Dipendenza di una
programmata per cellula animale da
rispondere a segnali extracellulari
combinazioni multipli
specifiche di
segnali
extracellulari
Varie risposte indotte dal neurotrasmettitore Acetilcolina.
Tipi cellulari diversi rispondono all’acetilcolina in modo diverso
A partire dalla fine degli anni '70 del XX secolo fu scoperto che l'ossido nitrico
svolgeva nel nostro organismo un ruolo quale mediatore intracellulare; grazie a
tale scoperta, Luis Ignarro, un biochimico statunitense, vinse nel 1998 il premio
Nobel per la Medicina (nel 1979 Ignarro pubblicò il primo lavoro sulla capacità
dell'ossido nitrico di rilassare le cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni).
Nel nostro organismo l'ossido nitrico viene prodotto durante il processo di
conversione dell‘arginina in citrullina grazie all'azione delle ossido nitrico sintasi
(NOS).

Alcuni farmaci (…..) permettono di aumentare l’apporto di ossido nitrico, di rilassare i


muscoli e di migliorare il flusso di sangue in alcuni organi. La nitroglicerina
trasformata in NO rilassa i vasi sanguigni riducendo il carico del cuore.
La capacità di una cellula di rispondere alle molecole segnale
dipende dal fatto se possiede o meno un “recettore”, cioè
una proteina che riconosce e si lega alla molecola segnale.
Le molecole segnale che funzionano a basse concentrazioni (10-8
M), hanno recettori che li legano ad alta affinità, mentre i
neurotrasmettitori (10-4 M) hanno recettori a bassa affinità.

Esistono recettori specifici per ogni molecola segnale.


Ogni cellula, a seconda del suo stato di differenziamento,
possiede uno specifico set di recettori per rispondere ai segnali
che sono necessari per le sue funzioni.

Le molecole segnale idrofiliche hanno recettori di superfice,


mentre quelli lipofiliche hanno recettori intracellulari (nucleari)
L’interazione tra le molecole segnale ed i loro
recettori impone cambiamenti conformazionali ai
recettori che subiscono transizioni allosteriche.
L’interazione molecola segnale-recettore
scatena una cascata di segnali intracellulari.

Ligando
Recettore

Effetti Effetti
Molecola segnale – recettore
Cambiamento allosterico

Attivazione della segnalazione (ad esempio


fosforilazione)

Risposte intracellulari (messaggeri secondari)

1) Modificazione del metabolismo


2) Attivazione della trascrizione genica
Recettori “Nucleari”
Famiglia dei recettori per ormoni steroidei
• Recettore per glucocorticoidi (GR), mineralcorticoidi (MR), androgeni
(AR), progesterone (PR)
• in condizioni di base:
– GR, MR, AR e PR hanno localizzazione citoplasmatica
– sono complessati con le "heat shock proteins"
• dopo il legame dello steroide:
– le "heat shock proteins" si dissociano
–  viene esposta una regione recettoriale che possiede un segnale di
traslocazione nucleare
–  il recettore si localizza nel nucleo della cellula
– attraverso "zinc finger motifs", il recettore interagisce con specifiche
sequenze di DNA
–  attivazione della trascrizione genica
• GR, MR, PR, AR  HRE (Hormone Response Element)
• ER  ERE
• recettore per vit. D, recettore per ormone tiroideo, recettore per ac.
retinoico  TRE
• specificità dell'azione ormonale determinata da sequenze di DNA
addizionali
I recettori intracellulari degli ormoni
steroidei attivano risposte primarie e
risposte secondarie: ad una prima
ondata di trascrizione segue una
risposta più tardiva, indotta dai
prodotti della prima risposta.
Le principali classi di recettori di membrana
Una volta che il ligando ( oromone etc) si è legato al recettore, gli stessi
possono attivare indirettamente o direttamente Enzimi (l’adenilato ciclasi e la
Fosfolipasi C). in grado di produrre “secondi messaggeri”.(es. AMPc ,amp
ciclico e Ca)

'secondi messaggeri' sono molecole organiche (ma anche ioni inorganici) che
in moltissimi tipi cellulari si formano (o si liberano) in seguito a stimolazione e
sono capaci di controllare una miriade di processi cellulari.

I 'secondi messaggeri' reagiscono attivando altre proteine con un effetto a


cascata, fino a determinare l’effetto biologico.

L’AMP ciclico attiva


la proteina chinasi A
QUAL’E’ LA FUNZIONE DELL’AMP
CICLICO E DEL CALCIO?

 SECONDI MESSAGGERI

 attivazione della proteina chinasi dipendente da


AMP ciclico (PKA) .
PKA fosforila un grande numero di fosforilasi chinasi……….
Possibili vie di attivazione
A) Adenilato ciclasi e produzione di AMP ciclico

attivazione della PROTEINA CHINASI A.

B) Fosfolipasi e produzione di diacil glicerolo, inositol-tri-


fosfato e rilascio di ioni Ca2+

attivazione della PROTEINA CHINASI C

AMP ciclico, ioni Ca2+ sono definiti secondi messaggeri


I bersagli dei componenti dissociati delle proteina G sono enzimi (adenilato
ciclasi, fosfolipasi ) o canali ionici che trasmettono in avanti il segnale
Gli organuli eucariotici

L’interno della cellula


eucariotica è caratterizzata
dalla presenza degli organuli,
compartimenti delimitati da
membrane, all’interno dei
quali avvengono determinate
reazioni chimiche.

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Gli organuli del sistema delle membrane
interne lavorano in sinergia
Il sistema delle membrane interne corrisponde quindi a una serie
di organuli rivestiti da membrana, che comprendono il reticolo
endoplasmatico, l’apparato di Golgi, i lisosomi e le vescicole di
trasporto.

I vari componenti lavorano in sinergia fino al rilascio delle sostanze


all’esterno (secrezione per esocitosi).

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Gli organuli del sistema delle membrane
interne lavorano in sinergia

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Organuli per la sintesi e l’assemblaggio
Nucleo Reticolo endoplasmatico ruvido e liscio
Sintesi: acidi nucleici Sintesi: proteine; lipidi
Assemblaggio: ribosomi

Apparato di Golgi
Modifica delle proteine

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Organuli per la demolizione
Lisosoma Perossisoma

Vacuolo
Organuli che trasformano l’energia

Mitocondrio
Cloroplasto

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Sadava et al. Biologia La scienza della vita © Zanichelli editore 2010
La sintesi proteica è una delle funzioni
primarie della cellula
L’informazione genetica necessaria per sintetizzare le
proteine è contenuta nel nucleo.
Tale informazione viene trasmessa da una generazione alla
successiva dai geni, che si possono considerare le «unità
ereditarie» della cellula. Essi sono costituiti da DNA e si
trovano nei cromosomi.

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I ribosomi sono la sede della sintesi
proteica

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Sylvia S. Mader Immagini e concetti della biologia © Zanichelli editore, 2012
Il reticolo endoplasmatico sintetizza e
trasporta proteine e lipidi
Il reticolo endoplasmatico ruvido (RER) è contraddistinto dalla
presenza di ribosomi sulla membrana e sintetizza le proteine.
Il reticolo endoplasmatico liscio (REL) non presenta ribosomi alla
superficie e sintetizza lipidi di vario tipo.
Proteine e lipidi vengono inglobati all’interno di vescicole di
trasporto e diretti all’apparato di Golgi.

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L’apparato di Golgi modifica e
confeziona le proteine
Transitando nell’apparato di
Golgi, proteine e lipidi subiscono
degli interventi e trasformazioni
sostanziali.

Le sostanze vengono quindi


impacchettate in vescicole di
trasporto e dirette verso la
membrana plasmatica, dove avrà
luogo la secrezione (o esocitosi).

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Le vescicole e i vacuoli svolgono diverse
funzioni
I lisosomi contengono enzimi che digeriscono le
macromolecole e i rifiuti cellulari.
I perossisomi hanno un aspetto simile a lisosomi svuotati e
demoliscono gli acidi grassi.
Nei vacuoli delle piante vengono accumulate sostanze di
riserva (acqua, zuccheri, sali); essi hanno inoltre funzione di
sostegno mantenendo il turgore.

Cellula animale Cellula vegetale

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La cellula e l’energia
La produzione
di energia passa attraverso
il metabolismo
del glucosio.

Il metabolismo del
glucosio produce energia
sotto forma
di ATP.
Un tipo di reazione chimica:
l’ossidoriduzione

Molte reazioni chimiche


nel metabolismo sono
reazioni di ossidoriduzione
o reazioni redox.
Prima fase Seconda fase
La glicolisi: dal glucosio al
piruvato
La glicolisi è una via metabolica,
operata a livello del citoplasma,
attraverso la quale una molecola di
glucosio è ossidata in piruvato, mediante
dieci reazioni catalizzate da enzimi.
Reazioni glicolitiche
Le reazioni della glicolisi si suddividono
in due fasi distinte: una fase di
attivazione ed un di recupero.
Nell'attivazione viene investita una
quantità di energia chimica, ottenuta
dall'idrolisi di due molecole di ATP;
questa attivazione è necessaria affinché
tutta la via glicolitica possa iniziare. La
fase di attivazione, inoltre, è un
importante punto di controllo di tutto il
metabolismo dei carboidrati.
Nella seconda fase, o fase di recupero,
che inizia con l'ossidazione della
gliceraldeide-3-fosfato, il flusso di energia
si inverte, poiché dalla rottura di alcuni
legami è possibile trasferire energia 62
mediante la sintesi di ATP.
Il bilancio energetico della glicolisi

Glucosio + 2 ATP + 4 ADP + 2 Pi + 2 NAD+

2 piruvato + 4 ATP + 2 NADH + 2 H+ + 2 H2O

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La fermentazione: lattica e alcolica

Fermentazione
alcolica

Fermentazione
lattica

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La respirazione cellulare
Durante la respirazione
cellulare il piruvato è ossidato
a CO2 e l’ossigeno ridotto a
molecole di acqua. L’energia
liberata è usata per produrre
ATP.

La respirazione cellulare
produce più ATP rispetto alla
fermentazione.
I mitocondri

Negli eucarioti la respirazione


cellulare avviene nei
mitocondri, organuli deputati
alla produzione di energia.
I mitocondri demoliscono i carboidrati e
producono ATP
La respirazione cellulare ha sede
nei mitocondri.
Essi sono suddivisi in comparti:
la membrana esterna, lo spazio
intramembrana, la membrana
interna, le creste e la matrice.
Il glucosio viene demolito nella
matrice, mentre nelle creste si
produce l’ATP.
Il ciclo di Krebs
Il ciclo di Krebs consiste in una serie di
reazioni in cui sono convogliati i prodotti
della glicolisi, cioè della demolizione delle
sostanze alimentari (zuccheri, grassi,
proteine) per essere ulteriormente
degradati fino ad acqua, H2O, e diossido
di carbonio, CO2, rendendo così
disponibile per la cellula l’energia chimica
dei loro legami (sotto forma di ATP). Tali
prodotti, trasformati in acido piruvico,
sono immessi nel ciclo sotto forma di
acetil-coenzima A (o acetil-CoA),
molecola ottenuta dall’unione di un
gruppo acetilico (a 2 atomi di carbonio)
con il coenzima A, presente all’interno dei
mitocondri. Nella prima delle nove
reazioni di cui si compone il ciclo, l’acetil-
CoA reagisce con l’ossalacetato,
formando un composto a 6 atomi di
carbonio: l’acido citrico. Questo viene
ossidato nel corso delle reazioni
successive formando diversi composti
intermedi, fino alla riformazione della
molecola di ossalacetato che “chiude” un
giro del ciclo.
La catena di trasporto degli elettroni

Gli elettroni si
spostano lungo la
catena di trasporto:
una serie di
complessi proteici
della membrana
mitocondriale
interna.
Trasporto di elettroni e sintesi di ATP
L’ultima fase della
respirazione cellulare
avviene sulla
membrana interna
dei mitocondri, a
livello di quattro
complessi proteici,
producendo ATP per
chemiosmosi.
I collegamenti tra le vie metaboliche