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N.

8 - 2020

Riflessioni al Congresso Coi-Aiog


IL FUTURO
DELLA PROFESSIONE
Editoriale Studi e Ricerche Intervista
Gli Igienisti dentali: un La Visiera come Dpi Risoluzione chirurgica
potenziale sottoutilizzato in odontoiatria: sarà della paralisi facciale:
soprattutto nel pubblico difficile tornare indietro risultati di un’ esperienza
Ancora oggi non è consentito Secondo un recente lavoro, nei mesi Il professor Federico Biglioli:
esercitare l’attività in autonomia. dell’emergenza ha assunto un ruolo «Si può intervenire su tutte, ma
In Italia non possono esistere cruciale ed è consigliata come adattando il trattamento di volta
strutture dedicate alla prevenzione ulteriore barriera di protezione in volta al singolo paziente»
Editoriale
2
IGIENISTI DENTALI:
UN POTENZIALE SOTTOUTILIZATO,
SOPRATTUTTO NEL PUBBLICO
di Federica Demarosi N. 8 - 2020
MD, DDS, PHD

La figura professionale dell’igienista, istituita


con Decreto Ministeriale 26 gennaio 1988, 6 8
rappresenta un elemento fondamentale e
centrale del team odontoiatrico.
Ancora oggi, però, l’igienista dentale non può
esercitare la propria attività in autonomia, cioè al
di fuori di una struttura pubblica o privata come
cita l’art.1, comma 3 del D.M. n. 137 del 1999
“...l’igienista dentale è l’operatore sanitario che,
in possesso del diploma universitario abilitante,
svolge (in strutture pubbliche o private, in
regime di dipendenza o libero professionale)
compiti relativi alla prevenzione delle affezioni
oro dentali su indicazione degli odontoiatri
e dei medici chirurghi legittimati all’esercizio
dell’odontoiatria”.

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Pertanto, in Italia non possono esistere strutture
dedicate esclusivamente alla prevenzione
odontoiatrica, ma solo strutture odontoiatriche
di cura dove, non sempre, si fa anche
prevenzione. E queste strutture sono per la
maggior parte private. E nel pubblico? Perché,
nelle strutture odontoiatriche pubbliche questa
figura è ancora poco presente?
Forse perché l’odontoiatria nasce come scienza
chirurgica, interventista. Si visita il paziente, si fa
una diagnosi e si propone una cura. Come se le
malattie più comuni della bocca, carie e malattia 4 NEWS - LA PARODONTITE NEMICA DEGLI IMPIANTI
NEWS - LE FRESE E L’OSSO CORTICALE
parodontale, fossero malattie acute da curare
NEWS - I DENTI E I POLMONI
con terapia (conservativa, protesica o chirurgica) NEWS - PARODONTITE E MALATTIE SISTEMICHE
del singolo dente e in poche sedute. Ma non NEWS - LA BOCCA E IL CANCRO GASTROINTESTINALE
è proprio così. Forse bisognerebbe iniziare a
pensare la carie e la malattia parodontale come 7 DONNE IN ODONTOIATRIA: VIAGGIO NEL FUTURO
malattie croniche che esordiscono nel bambino
e accompagnano l’individuo per tutta la vita. 8 VISIERA COME DPI IN ODONTOIATRIA:
Forse bisognerebbe iniziare a impegnarsi di più a SARÀ DIFFICILE TORNARE INDIETRO
prevenire queste malattie e le loro complicanze.
In questo la figura dell’igienista diventa 12 INTERVISTA: LA RISOLUZIONE CHIRURGICA
indispensabile, soprattutto sui grandi numeri, DELLE PARALISI FACCIALI
quindi nelle strutture pubbliche, e soprattutto
14 IL CONGRESSO COI-AIOG A BOLOGNA
sulle fasce di popolazione dove c’è una maggiore
- L’ODONTOIATRIA DIGITALE
incidenza di queste patologie, ancora una volta TRA INNOVAZIONE ED ETICA
le strutture pubbliche. - DATORI DI LAVORO E ASO:
Il lavoro dell’igienista non si limita alla rimozione BENVENUTI A JURASSIC PARK
di placca e tartaro dalla superficie dei denti, ma
spazia su più ambiti: 22 GRAZIANO ROMANI PER AUGUSTO
1. Prevenzione primaria, secondaria e terziaria: OMAGGIO ALLA VOCE DEI NOMADI
motivazione e istruzione all’igiene orale
domiciliare, segnalazione di alterazioni... 23 ANDARE PER RISTORANTI
- È AUTUNNO, MOMENTO DEL PIEMONTE
(SEGUE A PAGINA 5) - VOGLIA DI FUNGHI: DOVE SE NON A BORGOTARO
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Il board editoriale

FEDERICA DEMAROSI MANLIO DI GIOVANNI


GIULIO C. LEGHISSA
MD, DDS, PHD Critico musicale
Odontoiatra
FULVIA MAGENGA
BRUNO BRIATA
ASO
Odontoiatra

Board Editoriale
Mirella Baldoni (odontoiatra) Stefano Daniele (odontoiatra) Andrea Sardella (professore universitario)
Federico Biglioli (professore universitario) Luca Francetti (professore universitario) Silvia Alessandra Terzo (ASO Regione Veneto)
Marialice Boldi (igienista dentale) Mauro Merli (odontoiatra) Tiziano Testori (odontoiatra)
Anna Botteri (economia/fisco) Lucio Montebugnoli (professore universita- Carlo Tinti (odontoiatra)
Maria Grazia Cannarozzo (odontoiatra) rio) Fabio Tosolin (psicologo)
Antonio Carrassi (professore universitario) Stefano Parma Benfenati (odontoiatra) Serban Tovaru (professore universitario)
Stefano Cavagna (odontoiatra) Ernesto Rapisarda (professore universitario) Leonardo Trombelli (professore universitario)
Silvia Cavallini (chinesiologa clinica) Lia Rimondini (professore universitario) Filippo Turchet Casanova (odontoiatra)
Luigi Checchi (professore universitario) Eugenio Romeo (professore universitario) Roberto Weinstein (professore universitario)

Odontoiatria - Team at Work Direttore Responsabile Redazione: 2C Edizioni Srl


Periodico d’informazione Giulio Cesare Leghissa via Albani, 21 - Milano
Registrato presso il Tribunale di Milano giulioleghissa@blogspot.com segreteria@2cedizioni.it
22/05/2014 - N.197 Direttore scientifico Progetto grafico: Studio Migual
Editore Otaw Srl Federica Demarosi piazza Veladini, 4 - Brugherio
via Raffaello, 31/A - Milano studio@migual.it
redazione@otaw.it
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NEWS & LETTERATURA


C Hu, NP Lang, MMA Ong, LP Lim, WC Tan “Influence of periodontal maintenance and periodontitis susceptibi-
lity on implant success: A 5-year retrospective cohort on moderately roungh surfaced implants” Clin. Oral Impl. Res.
2020;31:727-736

La parodontite nemica degli impianti


200 pazienti sottoposti a  terapia
implantare nel National Den-
tal Center di Singapore sono stati seguiti
tra il 2005 e il 2012. Un centinaio di pa-
zienti è stato sottoposto a un regolare
mantenimento parodontale e altri 100
non potevano dimostrare un regolare
mantenimento parodontale. Il tempo
di controllo è stato di 8 anni. 5 dei 289
impianti totali furono rimossi, con una
percentuale di successo del 98.3%.
La terapia parodontale di mantenimen-
to ha mostrato essere associata con una
minore prevalenza di perimplantiti e di
perdita di osso perimplantare. I pazienti,
invece, non seguiti con regolare mante-
nimento perimplantare, dopo la terapia
implantare, mostravano un più alto ri-
schio di sviluppo di perimplantite.

a cura di Giulio Cesare Leghissa

F Salimov, M Ozcan, OU Turer, CM Haytac “The effects of Lee WC, Fu E, Li CH Huang RY, Chiu HC,
repeated usage of implant drills on cortical bone temperature, Cheng WC, Chen WL “Association between
primary/secondary stability and bone healing: A preclinical in periodontitis and pulmonary function based
vivo micro-CT study”. Clin. Oral Impl. Res. 2020;31:687-693 on the Third National Health and Nutrition
Examination Survey (NANES III) J Clin
Le frese e l’osso corticale Periodontol 2020;47:788-795

Frese nuove sono state utilizzate per


I denti e i polmoni
50 volte e per 100 volte alla velocità
di 800 giri/minuto per posizionare
impianti nella cresta iliaca di 3 pecore
(maschi), registrando la temperatura
A ncora una volta gli scienziati
hanno controllato le possibi-
lità di una interferenza tra malattia
dell’osso corticale. parodontale e funzione polmona-
I risultati di questo studio mostra- re.
no un aumento della temperatura Il National Health and Nutrition
dell’osso corticale con il ripetuto uso Examination Survey (NHANES) ha
della fresa, mentre la stabilità prima- sviluppato una indagine per capire se vi fosse una correla-
ria e secondaria dell’impianto decre- zione tra funzione polmonare e malattia parodontale.
sce con il numero di utilizzazioni della Sono giunti alla conclusione che gli individui con un grado
fresa. avanzato di malattia parodontale hanno una cattiva funzio-
Le conclusioni a cui giungono i ri- ne polmonare. Saranno necessarie ulteriori ricerche per ap-
cercatori sono che il numero di uti- profondire l’argomento e arrivare a più precise valutazioni.

L ’efficienza tagliente delle frese ha


qualche effetto sulla temperatura
dell’osso corticale e la stabilità prima-
lizzazioni della fresa sembrano di-
rettamente influire sul processo di
osteointegrazione degli impianti.
Una cosa però è certa: la malattia parodontale si dimostra
sempre di più un nemico mortale della salute sistemica.

ria dell’impianto? a cura di Giulio Cesare Leghissa


a cura di Giulio Cesare Leghissa
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NEWS & LETTERATURA


PM Preshaw, JJ Taylor, KM Jaedicke, M De Jager, JW Bikker, WSelten, SM Bissett, KM Whall, R van de Merwe,
A Areibi, P Jitprasertwong, R Al-Shahwani, J Weaver, R Taylor, R R Wassall “Treatment of periodontitis reduces
systemic inflammation in type 2 diabetes”. J Clin Periodontol 2020:47:737-746

La parodontite e le malattie sistemiche


G li studi sulla periodontal medicine
continuano e si evidenziano nuove
relazioni tra malattia parodontale e im-
Le conclusioni a cui sono giunti i ricerca-
tori sono che i pazienti diabetici affetti
da periodontite hanno mostrato un
portanti malattie sistemiche. miglioramento dell’infiammazione si-
83 adulti affetti da diabete di tipo II e 75 stemica insieme a un’evidente riduzione
non diabetici sono stati reclutati per par- dei segni di malattia parodontale.
tecipare a questo studio. Tutti i parteci- Possiamo dunque concludere che il trat-
panti soffrivano di periodontite e hanno tamento della parodontite continuato
ricevuto trattamento parodontale con e ripetuto si traduce non solo in un mi-
controlli dopo 12 mesi.  glioramento della stessa, ma anche in
Il trattamento parodontale ha consegui- un miglioramento dello stato generale
to significativi miglioramenti nella situa- dei pazienti diabetici.
zione clinica e una riduzione significativa
della malattia parodontale. a cura di Giulio Cesare Leghissa

Lee K, Lee JS, Kim J, Lee H, Chang Y, Woo HG,


(SEGUE DA PAGINA 2)
Kim JW, Song TJ “Oral health and gastroin-
testinal cancer: A nationwide cohort study” J. ... alle mucose orali con richiesta di visita
Clin. Periodontol. 2020;47:796-808 specialistica per la prevenzione del
cancro della bocca, sigillature di solchi
Salute orale e cancro e fossette, terapia desensibilizzante,
trattamento dell’alitosi, follow up e
gastrointestinale terapia di mantenimento.
2. Educazione sanitaria: istruzione sui
presidi e strumenti per il controllo
L a scarsa igiene orale è stretta-
mente associata a batteriemia e
infiammazioni sistemica, la quale è
delle malattie della bocca, istruzioni
su un’alimentazione non dannosa per
noto mediatore dello sviluppo del denti e salute in generale, istruzioni
cancro. I ricercatori hanno investi- sulla fluoroprofilassi in adulti e bambini,
gato la relazione tra gli indicatori di istruzioni sugli stili di vita più salutari,
igiene orale e il rischio di cancro ga-
stro intestinale.
compreso l’abbandono all’abitudine al
fumo.
Lo studio è stato condotto su 150.774 3. Odontoiatria di comunità: interventi
soggetti dal Korean National Health sugli stili di vita nelle scuole e nelle
Screening Cohort tenendo sotto strutture pubbliche di odontoiatria,
osservazione, mediamente per 11.6
raccolta di dati epidemiologici.
anni, i soggetti. Le conclusioni a cui
giungono i ricercatori sono che “un 4. Estetica: sbiancamento dentale,
comportamento che osservi una lucidatura di restauri.
buona igiene orale basata partico- Il lavoro dell’igienista non si limita a
larmente su un frequente attento una semplice ablazione del tartaro, ma
uso dello spazzolamento dentale rappresenta un momento importante
può essere associato a un più basso
rischio di cancro gastro intestinale”.
per il mantenimento della salute orale, e
non solo, di adulti e bambini.
a cura di Giulio Cesare Leghissa
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DONNE IN ODONTOIATRIA:
UN VIAGGIO NEL FUTURO
a cura di Lucia Conti
ODONTOIATRA E PROJECT MANAGER

iatra che vuole avere tutto diventano la


normalità. 
E mentre portare avanti una paternità
da odontoiatra uomo comporta tan-
ta gioia e progetti, portare avanti una
maternità dentro uno studio dentistico,
ammettiamolo, porta con sé (insieme
alla stessa gioia e agli stessi progetti) un
sacco di limiti. Limiti che si presentano
ad ogni scatto di una radiografia, e che
aumentano in maniera proporzionale
all’aumento della pancia durante la gra-
vidanza. I primi mesi dalla nascita di un
figlio non migliorano le cose. Mentre i
colleghi uomini rientrano velocemente
al lavoro seppur stanchi dalle notti pas-
sate tra biberon e pannolini, le colleghe

È un dato molto recente quello che


rileva come il numero delle donne
“odontoiatre” presenti in Italia sia in net-
Italia sia abbastanza valida da diventare
Preside di una prestigiosa Facoltà.
Parlando di corsi privati di aggiorna-
donne hanno a loro carico l’allattamen-
to, i ritmi del nuovo arrivato e non per
ultimo il naturalissimo senso di colpa di
to aumento rispetto al passato: a marzo mento professionale, sono delle vere lasciare il piccolo da solo presto dopo la
2020, infatti, erano 17.198 le iscritte agli mosche bianche le relatrici donne in nascita.
Ordini, circa il 27% del totale degli iscritti ambito di chirurgia, implantologia, pa- Ad aggravare terribilmente la situazione
(dati Fnomceo 2020). Questo numero, rodontologia, odontoiatria estetica ed sfortunatamente è la grave assenza di
in netto aumento di anno in anno, trova endodonzia. Eppure quel 27% di noi supporti utili da parte di chi si occupa
una grande rappresentanza nelle fasce non si occupa soltanto di odontoiatria di previdenza. Perché certamente non si
di età più giovani, in cui si registra una infantile, ortodonzia e conservativa. può negare che per quanto bellissima, la
sostanziale parità tra uomini e donne Quali potrebbero essere i motivi? maternità non è compatibile con “l’avere
iscritti.  tutto”.  Il lavoro prima rallenta e poi si
Questi numeri sono senz’altro destina- Perché le donne in odontoiatria non ferma. Lo stesso non avviene con
ti a crescere considerando il fatto che possono “avere tutto”  imposte, tasse e versamenti
nell’anno accademico 2018/19 le nuo- Nel mondo reale, in cui la mag- previdenziali, che portano,
ve iscritte alle Facoltà di Odontoiatria in gior parte di noi vive, questa questi ultimi,  solo un pic-
tutta Italia sono state 3158, insieme con è una questione molto com- colo contributo all’interes-
i 3307 uomini. plessa, che va ben oltre la sata, senza possibilità di
necessità di “quote rosa”.  sospendere alcun versa-
Ruoli delle donne in odontoiatria Superati gli anni in cui l’o- mento.
Sarebbe logico pensare che rappresen- biettivo di una donna era Le giovani mamme odon-
tando il 27% delle iscritte agli Ordini, le sposarsi ed avere figli, con le toiatre non hanno, come
donne abbiano all’incirca la stessa rap- conquiste degli anni ‘60, ogni purtroppo è normale nella
presentanza anche a livello di cariche donna ha avuto la possibilità di libera professione, riduzioni di
istituzionali e universitarie. Purtroppo valutare di intraprendere una car- orario, né garanzie al rientro dalla
questa aspettativa viene tristemente riera lavorativa. Ma ancora una volta, maternità, né tanto meno supporti
disattesa da ogni ricerca: pensate che questo non è significato “avere tutto”. O economici di alcun tipo per la gestione
tra i nostri neo eletti rappresentanti dei perlomeno dovremmo soffermarci sulla dei bambini durante l’orario di lavoro.
presidenti delle commissioni albi odon- definizione di “tutto”.  E ancora una volta questo non è “avere
toiatri di Enpam, è presente addirittura Se “avere tutto” significa essere una pro- tutto”.
1 collega su 11 (e a lei va tutta la nostra fessionista aggiornata, presente, attenta In tutta onestà, non credo che, da odon-
stima!). e nello stesso tempo donna affascinante toiatra donna, io possa “avere tutto”
Naturalmente questi numeri non au- e in forma, moglie leale e madre pre- quello che ha un collega uomo. D’altro
mentano vertiginosamente se guar- murosa di uno o più figli, ad un certo canto però sono fermamente convinta
diamo alle Università. Sembra che le punto è necessario cedere ai limiti non che si possa e si debba fare molto di più
cattedre preferite dalle colleghe (salvo negoziabili di tempo e risorse, che non per supportare le donne in odontoiatria
straordinarie eccezioni) siano quelle le- ci permettono di puntare all’invincibi- nelle loro scelte di vita, offrendo così la
gate all’odontoiatria infantile ed all’orto- lità. Ed è a questo punto che sacrifici e chance di “avere il massimo possibile”. E
gnatodonzia, ma che solo una donna in compromessi per una donna odonto- non sarebbe poco.
8

VISIERA COME DPI IN ODONTOIATRIA:


SARÀ DIFFICILE TORNARE INDIETRO
a cura di Giulio C. Leghissa
e Filippo Turchet Casanova
ODONTOIATRI

U n recente lavoro uscito su JADA


[1] ci dice qualcosa di interessan-
te sull’attuale ruolo come dispositivo
di protezione in odontoiatria.
Questo DPI ha infatti assunto in questi
mesi di emergenza sanitaria un ruolo
cruciale: numerose raccomandazioni
autorevoli hanno consigliato di uti-
lizzarlo ogniqualvolta si dovesse ese-
guire una terapia che creasse aerosol,
come aggiuntiva barriera per proteg-
gere l’operatore dall’esposizione alle
particelle che lo compongono.
Il lavoro in questione, nello specifi-
co, ha studiato quale possa essere
effettivamente la distribuzione degli
splatter contenente emazie durante le
procedure di chirurgia orale sul corpo
dell’operatore e sullo schermo stesso,
ponendosi diverse domande interes-
santi. La più interessante è “Quanto gli
operatori sono consapevoli di essere
colpiti da schizzi durante il lavoro?”. La
risposta è contenuta alla fine di que-
sto articolo.

GLI AEROSOL
Siamo molto spesso a contatto con l’a-
erosol, dunque possiamo capire come
mai esso giochi un ruolo cruciale nel-
la pratica medica in generale. Que-
sto particolare tipo di colloide può
trasportare microrganismi patogeni,
allergeni, gli stessi fluidi precedente-
mente citati oppure sostanza tossiche,
e perciò merita una attenzione spe-
ciale. L’evidenza scientifica suggerisce
che il ruolo degli aerosol sia dunque
fondamentale anche in odontoiatria, La maggior parte delle particelle che no dimensioni tali da contenere bat-
disciplina che prevede una maggio- vengono a formarsi durante il lavoro teri delle infezioni respiratorie [4] [10].
ranza di procedure (tutte quelle che (circa il 90%), sono particelle estrema- I droplets nuclei hanno la capacità di
per esempio prevedono l’utilizzo mente piccole (al di sotto dei 5 µm) [7] contaminare superfici in un raggio
di aria o acqua ad alta velocità) che Le particelle più grosse, dette splatter, (quindi, non seguendo una unica dire-
contribuiscono a generarli in grande sono quelle più pesanti e tendono a zione) di un metro e rimanere sospesi
quantità. [2] [3] [4] cadere finché non incontrano oggetti nell’aria da 30 minuti alle 2 ore [4] [11]
più grandi di loro (il pavimento, il la- [12] [13] [14] [15]. Se inalate, particelle
Possiamo dividere gli aerosol in tre vandino, un tavolo, il paziente, gli ope- di tale dimensione possono penetrare
tipi a seconda della dimensione delle ratori, le visiere) [4] [9]. direttamente nei tratti più profondi
particelle (espressa in µm) che lo com- Le particelle di dimensioni medie, del sistema respiratorio [4] [6] [13] [14]
pongono [5] [6] [7] [8] : Droplets, che sono più leggere rispet- [9] [8].
to alle Splatter, rimangono sospese
- spatter (> 50 µm) in aria fino alla loro evaporazione, la- GLI AEROSOL NEL TEATRO OPE-
- droplet (≤ 50 µm) sciando in sospensione quelle ancora RATORIO
- droplet nuclei (≤ 10 µm) più piccole, i Droplets Nuclei, che han- I temi dell’inquinamento della sala
9

operatoria e del rischio occupaziona-


le che corrono i lavoratori degli studi 1 2
dentistici sono da tempo noti e dibat-
tuti [16]. E’ assodato che lavorando
in una ambiente spesso e volentieri
ricco di aerosol che potenzialmente
può trasportare patogeni, si corra un
rischio biologico alto ineliminabile.

Prima di tutto, quanto sono inquinate


le SO?

Esiste uno studio effettuato nel 1987


nel quale è stato valutato l’effettivo

4
livello di pulizia nei vari locali che
compongono lo studio dentistico
calcolando l’IMA (Indice Microbico
Ambientale), che indica il numero di
germi capaci di formare colonie. A sua
volta questo parametro (indicato in
inglese come CFU= Colony Formant
Unit) è un’unità standard che stima
numero di  batteri  o miceti (vitali) in
un campione. Tale indice viene ricava-
to lasciando delle piastre Petri aperte
nell’area operativa durante le ore ef-
fettivamente lavorate. [17] Tali piastre
3
vengono messe in incubazione a tem-
peratura costante (36-38°C) per con-
sentire la crescita delle colonie; in un
secondo momento vengono contate
le colonie cresciute su un terreno di
coltura che non è selettivo (Standard
plate count agar).

La procedura, pur non permettendo


di distinguere quali siano le specie
batteriche, dà un’idea di quale sia la
quantità di microrganismi presenti
nell’ambiente e dunque del livello di
inquinamento. All’epoca in cui lo stu-
dio è stato fatto si considerava come
IMA accettabile:

• 0-5 nei reparti ad altissimo rischio


• 6-25 nei reparti ad alto rischio
• 26-50 nei reparti a medio rischio

La ricerca, sviluppatasi con 4 controlli


1) L’infezione cro-
giornalieri per 4 settimane consecu- a) contaminazione da ricaduta dei mi- to con sangue, cute, mucose, saliva,
ciata, Volgenant
tive, ha dato risultati variabili tra 11 e crorganismi contenuti nell’aria “cau- pus superfici…
et al
135, indicando così un inquinamento sata da diverse fonti, quali la bocca sulla quale si può agire “tramite con-
2) Piastre Petri
batterico che in diverse occasioni può del paziente e degli operatori duran- trollo attento delle procedure opera-
con colonie
andare sopra gli standard. Questo si- te fonazione e attività motoria e gli tive e sterilizzazione dello strumenta-
3) Vetrini sulla
gnifica che l’attività lavorativa all’inter- strumenti rotanti”. Inoltre “A questi fronte degli rio”.
no di uno studio odontoiatrico genera microrganismi vanno aggiunti quelli operatori
una notevole quantità di inquinamen- sviluppatisi per la stagnazione dell’ac- 4) Ideale sud- Parliamo poi di quanto sia estesa la
to dell’ambiente operatorio, compara- qua nei circuiti idrici dei riuniti, per divisione dello zona contaminata all’interno della
bile molto spesso all’inquinamento di la moltiplicazione dei microrganismi spazio della sala sala operativa.
reparti “dichiaratamente” più rischiosi. aspirati durante il lavoro” . operativa in
In questa casistica ricade tutta la con- cerchi concentrici Nei lavori di Leghissa e Grappiolo
Secondariamente, l’inquinamento taminazione da Aerosol di cui abbia- di circa 50 cm di era stato ampiamente dimostrato che
della Sala Operativa ha diverse fonti mo parlato a inizio articolo. diametro con al la distribuzione dello splatter non si
[16] [18]: 19 centro la bocca 20
limita a una zona strettamente perti-
b) contaminazione per contatto diret- del paziente nente al cavo orale e alla zona opera-
10
11

gate dagli operatori durante procedu-


re con l’ausilio di strumenti rotanti, e
dunque sono state considerate nello
studio.
In totale sono state rilevate tracce di
sangue sui DPI in 93 campioni (corri-
spondente al 46% di 202), e, dato cu-
rioso, gli operatori non si rendevano
conto di essere stati colpiti da splatter
nel 40% dei casi. Solo togliendo lo
schermo e ispezionandolo con atten-
zione, oppure dopo che erano state
eseguite le apposite prove biologiche,
si rendevano conto di essere stati col-
piti.

A questo proposito, tornando su una


ricerca di Leghissa citata in questo
articolo [18], emerge come a essere
maggiormente colpito dagli schizzi
contenenti emazie (nel 21% dei casi)
sia proprio l’operatore. Gli autori ipo-
tizzano che “l’operatore in genere se-
gue con lo sguardo la punta della fre-
sa chirurgica, senza che si interponga
alcun ostacolo (..) L’operatore si trova
nelle condizioni ideali per essere col-
pito sul volto dagli schizzi provenienti
toria, ma alla sala operativa nella sua di fronte alla bocca del paziente. dalla combinazione dei rotanti e dello
interezza. [18] spray che colpiva la ferita chirurgica”.
Tutti questi lavori, inoltre, concordano Quindi, la domanda sorge spontanea.
Si è studiato con quale distribuzione sul fatto che a generare più inquina- E senza la visiera? Dove finivano que-
questa contaminazione si diffondesse mento sono le procedure che preve- sti schizzi? Odontoiatri e igienisti han-
nelle diverse aree delle SO. Ciò è stato dono la generazione di Aerosol. no lavorato poco protetti negli anni
fatto sia disponendo piastre di Petri Riportiamo una tabella dei dati raccol- passati?
tutto attorno alla poltrona operativa, ti dalla ricerca di Micik, Miller e Maz-
sia disponendo vetrini da microsco- zarella nel 1969 [19] nella “Human Ae- Certamente, essendo il rischio biolo-
pio sulla fronte degli operatori e sulle rosol Chamber”, uno spazio dedicato gico ineliminabile, sarebbe bene, alla
pareti, cercando di suddividere ideal- allo studio dell’aerosol. Questo artico- luce di una crescente evidenza scien-
mente la sala operativa in cerchi con- lo è ancora oggi caposaldo di pubbli- tifica, adottare una barriera ulteriore
centrici dal diametro di 50 cm avente cazioni più recenti, specialmente rivi- costituita dalla visiera. [26] [27] [28]
come centro la bocca del paziente ste durante la pandemia di Covid-19
(secondo uno schema standardizzato [20] [21] [22] [23]. La tabella mostra Chiudiamo poi con una riflessione,
ISO, vedi figura 4). come ci sia un incremento di Unità che è naturalmente solo un’ipotesi: è
Formanti Colonie per le procedure possibile che molti operatori, presa vi-
La verifica è durata 3 mesi ed è stata che prevedono la generazione di Ae- sivamente consapevolezza di quanto
eseguita in due differenti studi odon- rosol, e tutto il discorso diventa parti- si accumula sugli schermi ogni volta
toiatrici, considerando sia sedute colarmente rilevante quando si pensa che si lavora, decidano di non tornare
di chirurgia orale (implantologia e che circa il 99% delle particelle for- più indietro e di adottare questo di-
avulsione di elementi inclusi tramite mante l’aerosol ha la dimensione di 5 spositivo in maniera permanente.
rotanti) che di parodontologia (con micron, e che il 95% percento dell’ae-26 Una possibile conseguenza sul lungo
utilizzo di scaler ultrasonico), che rosol avrebbe la possibilità di raggiun- termine potrebbe essere che l’intera
conservativa e protesi; per un totale gere gli alveoli, se non filtrato. [24] [25] ergonomia del lavoro vada rivista per
di 240 piastre lette e 340 vetrini. L’e- considerare, ogniqualvolta si lavorerà
lemento più interessante emerso da TORNANDO AL QUESITO INIZIA- con una turbina o un ablatore, anche
questa ricerca è che, contrariamente LE… la presenza di uno schermo oltre ai
a quanto precedentemente ritenuto “Quanto gli operatori sono consape- tradizionali DPI.
al tempo, l’inquinamento da parti- voli di essere colpiti da schizzi durante
celle splatter (le particelle di aerosol
più grandi in dimensione) contenenti
il lavoro?”.
I campioni di sangue sono stati rilevati
Per consultare tutti i
emazie o tracce di tessuti, raccolti dai su 216 maschere, schermi e copricapi riferimenti bibliografici
vetrini, è quasi uguale in tutte le aree impiegati durante le procedure di chi-
della S.O., cioè l’inquinamento è ovun- rurgia orale (di cui, 108 dall’operatore,
completa ti invitiamo
que perché la diffusione è a raggiera 108 dall’ASO in assistenza). Di queste a cliccare QUI
in tutto il teatro operatorio, e non solo 216, 202 maschere sono state impie-
12

LA RISOLUZIONE CHIRURGICA
DELLE PARALISI FACCIALI
Intervista al professor Federico Biglioli, direttore dell’Unità operativa complessa
di Chirurgia maxillo-facciale, Ospedali Santi Paolo e Carlo di Milano
di Silvia Cavallini
CHINESIOLOGA

I l prof. Federico Biglioli l’anno scor-


so in un convegno internazionale
all’Ospedale San Paolo di Milano ha
presentato l’esperienza del suo grup-
po di lavoro nella risoluzione chirurgi-
ca delle paralisi facciali. Una presenta-
zione resa più viva dall’esecuzione in
diretta dell’intervento.

Quali sono le cause principali di que-


sta drammatica patologia?
Molteplici: congenite, traumatiche,
infettive, oncologiche e ictus. Nella
mia esperienza sono molto frequenti
anche gli esiti di interventi chirurgici
cerebrali o in base cranica.

Con che frequenza si presenta?


La paralisi di Bell è la più frequente e
colpisce una persona su 65 nel corso
della vita. E’ anche nota impropria-
mente come paralisi a frigore: in re-
altà non è il freddo che lede il nervo
quanto un virus. E pur vero però che le
infezioni virali sono frequenti in caso
1
di colpo d’aria, e da questo ne conse-
gue il qui pro quo. L’attacco virale al
nervo comporta il suo edema che lo
ischemizza a causa della compressio-
ne che si viene a creare nel canale del
nervo facciale. Nel 70% dei casi la si-
tuazione si risolve completamente, in
circa il 30% rimangono degli esiti detti
paresi e sincinesie (movimenti invo-
lontari contemporanei ad altri voluti),
e in meno dell’1% dei casi la paralisi è
permanente e deve essere affrontata
chirurgicamente con celerità.
Sommando tutti i tipi di paralisi fac-
ciale, arriviamo a una persona su 50
affetta da questa patologia nel corso
della vita.

Come vive il paziente la perdita par-


ziale della mimica facciale?
Da un punto di vista funzionale i de-
ficit sono molteplici e il più grave
consiste nella ridotta lubrificazione

2
corneale. Questa risulta inficiata da
una scarsa produzione di lacrime e,
soprattutto, dalla cessazione dell’am-
13

del movimento, diversamente dalle


paralisi in cui si ha l’assenza completa
della mimica) nelle sincinesie e nelle
contratture permanenti sono riuscito
a mettere a punto tecniche micro-
chirurgiche molto soddisfacenti. Non
nego però di sperare di evolvermi
sempre per cercare di arrivare più vi-
cino alla restitutio ad integrum per i
miei pazienti.

In quanto tempo mediamente si ri-


prende l’uso della mimica facciale?
In genere si vedono i primi movimen-
ti palpebrali in pochi giorni, mentre
sono richiesti 4-5 mesi per l’elabora-
zione del sorriso. C’è poi una fase di
consolidamento dei movimenti e di
raggiungimento della spontaneità
della mimica che può richiedere an-
che più di un anno. Questo processo,
facilitato dal lavoro fatto con una fisio-
terapista mirata (la dottoressa Silvia

3 Cupello nel mio caso), prende nome


di adattamento cerebrale.

Fig. 1 Signora Quanto pesa il punto di vista psicolo-


miccamento, che normalmente arriva ciale (per un intervento cerebrale per affetta da paralisi gico per la ripresa di tutte le funzioni?
fino a 20 chiusure palpebrali al minu- esempio) e non aspettare più di 8 mesi facciale. Si nota Direi molto. E’ fondamentale per una
to. Ciò può comportare lesioni gravis- in caso di incertezza circa la lesione l’asimmetria ripresa funzionale anticipata e anche
sime, fino alla perdita della vista. del nervo. Se invece la degenerazione marcata del viso per una collaborazione piena e più
Il danno almeno altrettanto impor- muscolare è irreversibile (in genere durante il sorriso efficace con la fisioterapista. Un tono
tante è però di carattere perché al momento della e il lagoftalmo dell’umore alto aiuta inoltre ad accet-
psicologico, perché mia prima osservazio- (apertura palpe- tare meglio le piccole imperfezioni re-
ritrovarsi da un mo- ne sono già passati brale aumentata). sidue che la chirurgia non riuscisse a
mento all’altro più di 18 mesi Fig. 2 La signora sistemare appieno.
con il viso com- dall’insorgenza un anno dopo
pletamente della paralisi) l’intervento di ria- Una volta deciso di intervenire, quali
stravolto ha si cambia tipo nimazione facciale sono i tempi di attesa?
un impatto di chirurgia, con la correzione Per quanto riguarda le paralisi legate
drammatico optando per evidente delle alla presenza di un tumore, direi qua-
sulla qualità trapianti mi- stigmate della si nulla. In caso di paralisi acute mi
di vita della croneuromu- paralisi. impegno per fare arrivare il paziente
persona. Chi scolari. Fig. 3 Schema all’intervento in massimo due mesi. Il
ne è affetto mi dell’intervento problema è invece marcato in caso di
racconta spesso Tutte le paralisi di tripla inner- paralisi croniche, insorte da più di 18
come abbia smesso facciali possono es- vazione a cui è mesi, in cui la data dell’intervento non
di abbracciare i propri sere trattate chirurgi- stata sottoposta inficia l’outcome perché le tecniche si
nipotini, di come non esca camente? la paziente, ideato basano su trapianti muscolari che pos-
più di casa o non voglia più mangia- Assolutamente si. Nella mia mente dal prof. Biglioli sono essere eseguiti con il medesimo
re in compagnia degli amici a causa però il tipo di chirurgia deve essere per la correzione risultato in qualsiasi momento. In que-
della incontinenza orale che si viene adattata al singolo paziente, cercando microchirugica sti casi l’attesa è davvero consistente.
a creare. di applicare un trattamento artigiana- delle paralisi
le mirato ai deficit e ai desideri di chi recenti. Terminato l’intervento ha fatto appli-
Quanta rilevanza ha il tempo trascor- mi chiede aiuto. care i tapes per il drenaggio linfatico.
so tra l’insorgere della paralisi e l’in- Nel tondo, il prof. Le sembra siano stati utili?
tervento? Qual è la speranza di risoluzione con Federico Biglioli Lei sa bene come io sia un fan delle
I muscoli mimici sono molto sottili e questo intervento? tecniche di taping che mi ha insegna-
tendono ad atrofizzarsi rapidamente. Altissima sia nelle paralisi acute che to. Io le trovo utilissime direi in pres-
Se la loro reinnervazione non viene nelle croniche: con tecniche diverse soché tutti gli interventi che effettuo,
portata a termine in tempi rapidi, van- si riescono a ripristinare sia un’ottima non solo per le paralisi. Anche i pa-
no incontro a una metaplasia fibroa- simmetria facciale che i movimenti zienti amano molto questa terapia,
diposa irreversibile. E’ quindi fonda- mimici principali (ammiccamento e che secondo me li fa sentire accuditi
mentale intervenire immediatamente sorriso). anche quando non sia presente il me-
in caso di sezione certa del nervo fac- Anche nelle paresi facciali (riduzione dico al loro fianco.
14
SPECIALE CONGRESSO NAZIONALE COI-AIOG

L’ODONTOIATRIA DIGITALE
TRA INNOVAZIONE ED ETICA
Inauguriamo con questo intervento dello scorso 9 ottobre a Bologna in occasione del XXIV
Cogresso Nazionale COI-AIOG la prima di una serie di puntate con le relazioni più interessan-
ti. Nel prossimo numero, la seconda parte dell’intervento a cura del dottor Alessandro Nisio
a cura di Antonella Abbinante
IL CENACOLO ODONTOSTOMATOLOGICO ITALIANO
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE IGIENISTI DENTALI ITALIANI

SI IMPEGNA NEL PRESENTE E GUARDA AL FUTURO


a cura di Maria Grazia Cannarosso
P erché abbiamo scelto proprio que-
sto argomento? Perché più che mai
in epoca digitale c’è bisogno di avere
PRESIDENTE COI-AIOG come punto di riferimento fondamen-
tale l’etica, condivisa da tutte le profes-
Sono veramente lieta di essere qui oggi. Questa edizione del Congresso sioni, aspetto fondamentale poiché noi
del Cenacolo odontostomatologico italiano è stata, come saperte, quanto siamo in un team e questo team va
mai travagliata in un periodo davvero difficile: lo abbiamo rimanfato più mantenuto salvarguandolo da tutte
di una volta, siamo nuovamente in piena pandemia Covid e solo dal mese quelle che possono essere le eventuali
di settembre abbiamo potuto riprendere a organizzare eventi in presenza. interferenze. Con la legge 3 del 2018 è
Nonostante tutto abbiamo deciso, insieme con il Consiglio Direttivo, di fare stato istituito l’Ordine dei tecnici della
comunque questo Congresso in presenza e per questo ringrazio ancor apiù radiologia medica e delle professioni
sentitamente i partecipanti, i relatori, gli sponsor e le autorità. Le temati- sanitarie tecniche, della riabilitazione e
che forti di questo Congresso sono soprattutto le nuove tecnologie e le in- della prevenzione e il primo atto che noi
novazioni al servizio del team odontoiatrico. Un team preparato e sempre abbiamo fatto in qualità di igienisti den-
aggiornato. Consentitemi infine un pensiero e un momento di riflessione a tali è stato proprio quello di invitare la
tutti quei colleghi, medici, operatori sanitari, che in piena emergenza hanno CAO al nostro primissimo evento pro-
continuato a lavorare e sono “caduti” a causa del virus. prio per celebrarlo insieme. E comun-
que speriamo proprio di celebrarne ve-
ramente tantissimi: la nostra volontà è
proprio quella di lavorare insieme
nell’interesse dei nostri pazienti. Già, la
centralità del “bene” dei pazienti non va
mai scordata ed è quello che accomune
tutti i nostri intenti come team e come
professioni. Non solo nell’ambito dell’o-
dontoiatria ma proprio a livello sanita-
rio generale nazionale. Infatti il primo
passo che questo neonato ordine ha
fatto è stato costituire un comitato con
un progetto basato proprio sull’etica,
della deontologia e sulla responsabilità
professionale. Una sorta di laboratorio
permanente che potesse continuare a
rappresentare un vero e proprio faro sia
sulla normativa che costantemente è in
cambiamento sia per ciò che concerne i
continui sviluppi della ricerca, della
scienza, della biotecnologia, dell’intelli-
genza artificiale, della sanità digitale.
Per poterlo fare, però, c’è bisogno di
grande sinergia ed è per questo che al
primo congresso dove tutte le 19 pro-
fessioni sanitarie che convergono in
questo grande ordine sono state riuni-
te, è stata realizzata la prima Commis-
sione del Codice Etico dove sono stati
stabiliti innanzitutto quelli che erano i
valori fondamentali che accomunavano
tutti. Tra i principi valoriali: la persona, la
salute, la responsabilità, la relazione,
l’informazione, la competenza, il con-
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senso, la multiprofessione, l’equità e la di superficiale o non fondamentale per terapeutica che deve essere continua-
privacy. Tutto questo però ha senso solo il paziente. E sappiamo che per molti mente ricercata perché è la base fonda-
se converge sulla centralità della perso- pazienti è importante poter salvaguar- mentale per poter svolgere un lavoro di
na. Come fare dunque a rendere centra- dare la propria dentatura. E per noi è al- qualità. Il professionista sanitario deve
le la persona? È fondamentale porsi trettanto importante, è proprio il nostro quindi instaurare relazioni con i pazienti
continuamente in ascolto attivo, creare motivo fondante, che ci permette di che siano basate sull’empatia, sulla gen-
dunque un rapporto di grande empatia poter assicurare la salute orale e dun- tilezza, sull’educazione usando toni e
agendo nel rispetto della dignità uma- que anche ge- modalità giu-
na, dei diritti, delle libertà fondamentali, nerale del pa- ste. Non di-
non dimenticando che il rispetto dell’in- ziente. La mentichia-
tegrità fisica, la promozione e la valoriz- centralità del- moci che
zazione della persona sono comunque la persona si nell’ambito
obiettivi findanti di ciascun professioni- realizza rispet- dell’etica di-
sta sanitario che ovviamente deve in- tando che venta fonda-
tervenire sulla persona. Nel rispetto di cosa? Rispet- mentale an-
cosa? Delle buone pratiche cliniche e tando tutte che il
delle proprie specifiche competenze. quelle che rapporto con i
Su questo punto continueremo a lotta- sono le regole colleghi e con
re ed è il perno di tutti i nostri principi. fondamentali le altre profes-
Per un professionista sanitario la capaci- anche, per sioni. Un rap-
tà di adeguare la comunicazione in rela- esempio, rela- porto che
zione alla persona che si trova di fronte tive al consen- deve essere
o al suo rappresentante legale è decisi- so che deve ovviamente
va. La comunicazione è importantissi- essere espres- basato su tutti
ma per evitare qualsiasi forma di con- so in maniera quelli che
tenzioso. È importante rispondere in esplicita dalla persona assistita fatti salvi sono i principi etici, bioetici e morali
maniera chiara e sensibile a quelle che ovviamente dei casi particolari in cui è della solidarietà e il professionista deve
possono essere le reattività (??) emotive in pericolo la salute. Però è fondamen- impegnarsi a fondo mettendo a dispo-
dei vari pazienti anche in situazioni che tale attenersi a tutte quelle che sono le sizione quelle che sono le proprie cono-
possono essere particolarmente gravi indicazionie che la giurisprudenza stes- scenze, quello che è il frutto della ricer-
senza mai ascludere elementi di speran- sa ci impone. Per poter dunque realizza- ca continua e delle innovazioni
za. Noi sappiamo che in realtà, anche re la centralità del paziente è giusto in- tecnologiche anche in ambito di sanità
nel nostro ambito, strettamente odon- staurare con lui la giusta relazione. digitale però con un atteggiamento
toiatrico, la perdita di un solo elemento D’altronde sappiamo bene che la no- sempre di solidarietà e di collaborazio-
dentale non è assolutamente qualcosa stra professione è basata sull’alleanza ne. Non dimentichiamo ancora che di-
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venta fondamentale all’interno quindi alla persona e alla collettività ma soprat- la medicina narrativa che è tornata di
dell’ordine dei rispettivi ambiti denun- tutto, altra cosa fondamentale, è la pro- grande attualità: noi abbiamo bisogno
ciare e segnalare tutti quelli che sono mozione della salute. Promozione della di ascoltare l’altro se vogliamo vera-
eventuali abusi anche in ambito digita- salute che adesso ha completamente mente evitare di incorrere in tutta una
le. Sarebbe molto facile andare oltre sovrastato il concetto di prevenzione serie di problematiche e possibili con-
quelli che sono i limiti degli abusi stessi della malattia. In passato si utilizzava tenziosi. Però purtroppo quando si la-
perché quello che si deve fare è non cre- questo termine con un’accezione quasi vora da tanto tempo si è convinti i cono-
are danno alla salute della persona an- negativa. Noi non dobbiamo prevenire scere tutte le dinamiche quando invece
che quando viene attuato magari in il male, noi dobbiamo promuovere il ogni persona ha una dinamica diversa.
maniera non consapevole da parte di bene, cioè promuovere la salute per il Concludo dunque con quella che è l’in-
colleghi. Dunque una delle cose fonda- bene di tutta la collettività. Il tempo di formazione necessaria quando si parla
mentali che siamo impegnati e ci relazione è tempo di cura quindi molte di Web perché sappiamo bene come
impgneremo a fare è verificare che non volte noi siamo portati a ritenere che rappresenti quel luogo virtuale in cui
ci siano in qualuque modalità delle for- parlare con il paziente sia tempo perso tutti noi e dunque anche tutta la popo-
me di abuso e che ci sono possano esse- ma non dobbiamo dimenticare che il lazione possiamo accedere per cercare
re denunciate da parte degli stessi colle- nostro lavoro, in particolare quello degli e scambiare informazioni. Però dobbia-
ghi della nostra stessa categoria. Il igienisti dentali, si basa fondamental- mo utilizzarla per condividere cono-
professionista sanitario riconosce i limiti mente sull’educazione terapeutica del scenza attenendoci sempre a quelle
delle proprie conoscenze, delle proprie paziente. Noi curiamo attraverso l’edu- che sono le evidenze scientifiche con
competenze e declina la responsabilità cazione. Purtroppo l’evoluzione tecno- un linguaggio adeguato. È fondamen-
quando ritenga di non poter agire in si- logica enfatizza ed è basata proprio sul- tale che quando si parla anche di mes-
curezza: questo è fondamentale perché la velocità perché la velocità è la forma saggi in ambito sanitario questi siano
siamo dei professionisti formati in am- di estati che la rivoluzione tecnologica trasmessi nella maniera più vera e cor-
bito universitario con formazione di pri- ha regalato all’uomo. Però dobbiamo retta possibile. Il decoro, la dignità e la
mo e secondo livello e dunque il profes- fare molta attenzione perché come al- professionalità vengano mantenute an-
sionista sanitario deve chiedere cuni studi evidenziano purtroppo c’è che on line non soltanto nei confronti
informazioni o supervisione anche per sempre poco tempo per ascoltare l’al- della persona assistita ma anche nei
tutte quelle che possono essere le prati- tro. Solitamente il medico interrompe il confronti dei colleghi, delle altre profes-
che nuove su cui non esperienza. Deve paziente sull’esposizione dei propri sin- sioni, sia sanitarie sia non, degi ordini
dunque astenersi da sperimentazioni tomi dopo circa 20 secondi quando ba- professionali e di tutte le istituzioni. Non
privi di guida che possano costituire un sterebbero 92 secondi per consentire al c’è etica senza innovazione e non c’è in-
rischio per la persona. La responsabilità 90% dei pazienti di poter esporre tutte novazione senza etica ma quello che si
è qualcosa di imprescindibile: noi ab- quelle che sono le proprie problamati- può è lavorare insieme nel modo mi-
biamo ben chiaro all’interno del nostro che e tutti comunque completerebbero gliore per riuscire a raggiungere davve-
codice etico. La reposanbilità del pro- gli elementi fondamentali del vissuto ro i livelli di grande attenzione nei con-
fessionista è proprio la capacità e il do- della propria malattia in soli due minuti. fronti del paziente che tutti noi
vere di rispondere del proprio operato Perché è importante? Perché adesso c’è auspichiamo da sempre.
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DATORI DI LAVORO E ASO:


BENVENUTI A JURASSIC PARK
Siod e Siaso guardano al futuro con rinnovate aspettative per il CCNL di lavoro in scadenza
il prossimo anno: ma c’è chi non vuole progredire per meri interessi personali
di Giulio Leghissa
SEGRETARIO GENERALE SIOD

S alutando il Congresso del COI-AIOG


come rappresentante del SIOD ho
detto che il nuovo mondo dell’odon-
efficiente il nuovo parco tematico,
commenta davanti al disastro: «Quan-
to mi secca avere sempre ragione!».
Tutte le immagini presentate da To-
solin (che è intervenuto poco prima
ndr) che prevedono una competen-
toiatria inevitabilmente si imporrà nel La natura avanza, è inarrestabile, trova le za sul piano comportamentale e re-
corso del tempo, superando “il vecchio”. sue strade, cambia i suoi percorsi e noi lazionale da parte dell’ASO, spazza-
Non importa se qualcuno continua non possiamo fermarla: la vita evolve. te via da una sigla su un contratto.
a pensare che non sarà così, per- Lo stesso vale per “il nuovo”. È una vergogna.
ché “il nuovo” avanza comunque.
Siamo arrivati al punto in cui un sinda- Io che sono un vecchio comunista do-
C’è un vecchio film di fantascienza che cato come ANDI, di fronte a un fatto di vrei vedere il sindacato dei lavoratori, la
si intitola Jurassic Park, tratto da un ro- grande gioia come la definizione del CGIL, firmare insieme ad ANDI l’accordo
manzo nel quale si immagina che si profilo professionale dell’Assistente di per la figura professionale del CSO? Per
riescano a riportare in vita i dinosauri Studio Odontoiatrico, che sigla il passag- me è stata una pugnalata al cuore. Ma
per crearci intorno un parco diverti- gio nel nostro Paese dal Medioevo alla come?! Il sindacato dei lavoratori, che
menti, una Disneyland con i dinosauri, modernità, si inventa la figura del CSO. dovrebbe avere a cuore prima di tutto
pensando di guadagnare cifre enormi. Il Collaboratore dello Studio Odontoiatri- la sicurezza sul lavoro, sigla un contrat-
Poi succede di tutto, la situazione co (CSO), infatti, altro non è che l’abusivo. to che autorizza persone totalmente
sfugge di mano e lo scienziato invita- Hanno inventato l’abusivo, ma incompetenti, non preparate e inca-
to a visionare quanto fosse bello ed non c’era bisogno di inventarlo! paci a gestire le difficoltà del lavoro?! E
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il rischio biologico? Ma voi lo sapete Io per anni, tanti anni, ho sentito nei lenza? Siamo in un mondo di matti!
che l’Assistente lavora in un ambien- congressi una frase che mi fa rabbrividi- Certo, ci sono in odontoiatria in Italia
te di lavoro ad alto rischio biologico? re “In Italia abbiamo un’odontoiatria di delle punte di ricerca e di esercizio della
Questa vergogna è stata il colpo di eccellenza”. Mi ricorda un certo Gallera professione di altissimo livello, ma rap-
grazia e alcune persone oneste han- (assessore Sanità Regione Lombardia) presentano una piccolissima parte: per
no detto “NO! non in mio nome”. Per che parla della sanità lombarda in ter- il resto, l’odontoiatria in Italia fa schifo.
questo ho fondato un nuovo sinda- mini di “eccellenza”; e a furia di dirlo in Bisogna avere il coraggio di dire certe
cato, che sarà piccolo ma almeno molti ci hanno creduto fino a quando cose, bisogna smettere di essere de-
non devo sentirmi dire “Voi dentisti...”. è arrivato il Covid a tirare fuori i panni gli ipocriti. Andiamo ai congressi a far
No, “Loro sono i dentisti, noi siamo SIOD”. sporchi di una sanità fortemente spin- vedere l’unico caso che ci è venuto
ta verso il privato e sempre di meno bene, pubblichiamo successi nel 99,8%
Per questo sindacato appena verso il pubblico. Quando poi è venuto di casi a 4 mesi, a 6 mesi. È arrivato il
nato chi è il partner naturale con fuori il problema di decine di migliaia momento di uscire da questa ottica.
cui interfacciarsi? Facile, il SIASO. di persone che avevano bisogno tutte Bisognerebbe mostrare risultati a 20/30
Se è vero che come sindacato datoria- insieme di questa sanità di eccellen- anni se vuoi che questi dati abbiano
le abbiamo dei problemi sul costo del za… ci si è resi conto che non esisteva! davvero senso, così da capire veramen-
lavoro, sui diritti dei lavoratori, su tutto te qual è il successo che hai ottenuto.
quello che vogliamo, partiamo però Ora, l’odontoiatria è una branca della
dal principio che la nostra è una pro- medicina: qual è il compito della me- Si pone il problema di come lavora-
fessione che si fa solo in team. Insieme. dicina? Migliorare il livello di preven- re per fornire un’assistenza reale ed
zione e di salute della popolazione. efficace agli italiani. Abbiamo avu-
Non contro, non sopra, ma “con”. Non Ma voi lo sapete che in Italia più di 2/3 to diversi incontri al Ministero e in
dobbiamo dimenticare che la nostra dei cittadini non vanno dal dentista Regione Lombardia: ci guardano, ci
professione è innanzitutto al servi- perché non se lo possono permette- ascoltano, poi ci indicano la porta.
zio del cittadino: non siamo qui a ve- re? Non sono mica cifre mie, sono i Ma l’unico modo che abbiamo per af-
dere come possiamo guadagnare il dati dell’Istat: il 64% degli italiani non frontare il problema è creare una col-
massimo facendo il minimo, siamo va dal dentista perché non può pa- laborazione tra Stato e professioni. Gli
qui per vedere come organizzare un garselo: e questa sarebbe un’odonto- studi privati devono essere aperti al pub-
servizio per la salute del cittadino. iatria di eccellenza? Un’odontoiatria blico e devono servire per curare la stra-
E qui entra in gioco il secon- che abbandona al proprio destino grande maggioranza dei cittadini con un
do ruolo di questo sindacato. 2/3 dei cittadini rappresenta un’eccel- servizio degno del Servizio Sanitario Na-
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zionale, erogando prestazioni gratuita- da quella del denaro, per esempio, con zione con la controparte, Regione per
mente per chi non se lo può permettere. l’accesso a differenti gradi di welfare. Per Regione. Ripeto, perché non l’ha fatto
Naturalmente si continuerà a svolgere la esempio: “io non ti aumento lo stipendio nessuno? Perché la contrattazione di
privata professione per i casi più diffici- ma poiché so che hai un bambino ti pago secondo livello prevede un migliora-
li, per situazioni e terapie “elettive”: vuoi l’asilo”. Oppure “Io non ti aumento lo sti- mento contrattuale. E un miglioramen-
fare un impianto? Lo paghi. Ma se devi pendio, ma poiché hai il problema dei to contrattuale significa pesare di più
mettere due impianti per stabilizzare la trasporti vediamo insieme quale può es- nelle realtà imprenditoriali sul datore
dentiera perché la sputi quando cammi- sere la soluzione migliore per risolverlo”. di lavoro. Questa è dunque la sempli-
ni… quello dovrebbe essere un servizio Questo è welfare: creare condizioni di ce ragione per cui non lo faranno mai.
del Servizio Sanitario Nazionale. E sicco- vita meno stressanti, meno faticose per Il prossimo anno scadrà anche il nostro
me non possiamo creare migliaia di cen- le mamme, per le lavoratrici, per le fami- contratto e andrà rinnovato: io spero
tri pubblici perché sarebbe un costo as- glie. Per raggiungere questo traguardo che anche in SIASO si apra un dibattito
solutamente spropositato, creiamo una abbiamo firmato l’accordo con un ente per vedere dove si può migliorare, ritoc-
collaborazione con cifre che abbiano un bilaterale che non è quello che lavora care, perché nessuno nasce “imparato”.
senso e affrontiamo il problema. Non è con ANDI e con i sindacati confederali. Stiamo lavorando insieme per cre-
facile risolverlo, lo sappiamo, ma solo La scelta del welfare non rappresenta scere e questa collaborazione deve
perché non è facile non dobbiamo girar- un vantaggio solo per i lavoratori, ma proseguire. È l’unico modo per ot-
ci dall’altra parte e fare finta di non vede- lo è anche per i datori di lavoro: tutto tenere davvero dei miglioramenti. 
re che il problema esiste: questo dunque ciò che viene erogato sulla strada del Il passaggio successivo sarà fare in modo
è il secondo motivo per cui è nato SIOD. welfare può essere completamente sca- che questo contratto venga rispettato e
ricato dalle tasse. Io ti do qualcosa, ma in messo in atto negli studi professionali,
Il CCNL che abbiamo sottoscritto cambio ottengo qualcosa dallo Stato. Vi perché finché siamo in 5 a sottoscri-
con SIASO per la prima volta pone chiederete: perché non lo fanno gli altri? verlo il suo peso nazionale è modesto.
il problema della collaborazione e Mi viene da ridere. È una bella domanda. Al SIASO in questo senso spet-
della valorizzazione dell’ASO, stu- A parte l’ovvia considerazione che terà il compito di andare a par-
diando anche delle forme di parte- non è un tema che evidentemente lare con i datori di lavoro.
cipazione alla gestione dell’azienda. interessa, diamo una risposta: non lo
Poi abbiamo affrontato il lato economi- fanno perché non lo possono fare. Credo infine che ci sia un solo modo per
co perché non è solo un problema di L’accesso al welfare è consentito soltan- continuare sulla strada che abbiamo
aggiungere 50 euro alla busta paga: la to se il sindacato ha aperto la strada a intrapreso: resistere, resistere, resistere.
questione è creare condizioni di lavoro una contrattazione di secondo livello, Non bisogna mollare perché è il vo-
migliori per i lavoratori e per questo i pre- cioè una volta firmato il CCNL il sinda- stro sindacato la forza di cui disponete:
mi possono prendere una strada diversa cato va a sedersi al tavolo di contratta- finché siete da soli non siete nessuno.
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GRAZIANO ROMANI PER AUGUSTO:


OMAGGIO ALLA VOCE DEI NOMADI
di Manlio Di Giovanni
CRITICO MUSICALE

C hi segue il rock classico in Italia,


quello di matrice anglo-americana
per intenderci, sicuramente conosce il
noi”, già pubblicato in precedenza ma
qui risuonato dalla attuale band. Poi
segnaliamo una splendida “L’auto cor-
“singer songwriter” reggiano Graziano re lontana (ma io corro da te)”, versione
Romani, attivo sulla scena musicale dal- italiana della classica “Wichita Lineman”
la metà degli anni Ottanta: inizialmente di Jimmy Webb tradotta a suo tempo
con i Rocking Chairs, band da lui forma- nientemeno che da Mogol. Altra cover
ta (quattro album strepitosi pubblicati e è “Ala Bianca”, traduzione di un brano di
centinaia di concerti all’attivo) e poi con Elton John del 1970. Sempre bella ed
una carriera solista ormai ultra venten- evocativa “Canzone per una amica”, dal
nale da autentico outsider, ma con una repertorio di Guccini, ma prestata spes-
coerenza e una credibilità musicali uni- so ai Nomadi, appunto.
che per l’Italia. Altra cover (di Bob Dylan) è “Ti voglio”,
La sua ultima produzione è un Cd tri- traduzione fin troppo facile di “I want
buto ad Augusto Daolio, indimenticato you”.
cantante dei Nomadi, personalità di ri- Consigliamo a tutti gli amanti del rock
ferimento anche per il nostro evidente- questo Cd e soprattutto non perdetevi
mente. Graziano live in concerto, un autentico
Come da abitudine, Graziano non animale da palcoscenico con una voce
è mai banale grazie al suo enorme periodo (prevalentemente anni Settan- da fuoriclasse (dettaglio non trascurabi-
background musicale e lo si capisce an- ta), anche molte cover di brani stranieri le se parliamo di un cantante): prossima
che dalla scelta dei brani (13) selezionati che in quegli anni venivano tradotti in data utile sabato 7 novembre allo Spa-
per questo omaggio. Sono presenti bra- italiano. Il disco si apre con l’unico brano zio Teatro 89 di Milano, limitazioni da
ni minori, ma tutti splendidi, del primo scritto da Graziano “Augusto cantaci di Covid 19 permettendo.
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Andando per ristoranti


È AUTUNNO, MOMENTO DEL PIEMONTE
a cura di Giulio Cesare Leghissa

T orna l’autunno e, con i primi fred-


di, torna la voglia di cibi di sapore
intenso e deciso, di vini saporiti e av-
volgenti. Voglia di Piemonte, per ca-
pirci. Ecco una proposta adeguata nel
cuore del Monferrato, in una città che
più tipica non può essere, con la gran-
de piazza quadrata da cui si dipartono
le stradine principali ricche di botte-
ghe alimentari che fanno venire voglia
di rimanerci chiusi dentro la notte.
A Nizza Monferrato c’è un ristorante di
tradizione solida con menù consolida-
to e sicuro. Di tradizione anche negli
arredi, pulitissimo e semplice, senza
concessioni ai fronzoli e alle novità.
Sformato di cardi con bagna caôda,
“tajarin” al ragu’ di salsiccia di Bra, fa-
raona in salmì: sono solo alcuni dei
cavalli di battaglia di questo posto ec-
cellente. Andateci e ve ne ricorderete.

LE DUE LANTERNE
Piazza Giuseppe Garibaldi, 52
14049 Nizza Monferrato
Tel. 0141.702480

AVETE VOGLIA DI MANGIARE FUNGHI:


DOVE SE NON A BORGOTARO?
a cura di Giulio Cesare Leghissa

G ente simpatica, competente, cor-


diale e, soprattutto, un’ottima cuci-
na. Si parte con i porcini sott’olio, i porci-
ni fritti, la culatta e la giardiniera. Meglio
prendere piatti diversi, così si fanno più
assaggi.
Poi le tagliatelle con i porcini, crostoni di
polenta con i funghi, tortelli fatti in casa.
Nei secondi da non perdere il caprino
caldo con i porcini, la frittata con i porci-
ni, le uova con il tartufo nero.
Una cena all’insegna della semplice qua-
lità dei prodotti del bosco, rallegrata dal
Sangiovese della casa, gradevole e be-
verino, oppure attingendo alla cantina
attenta e generosa.
Io ci sono stato e ci tornerò.

VECCHIO BORGO
Via Cassio, 14 - 43043 Borgo Val di Taro
Tel. 0525.99503
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Bone System.
La bellezza
ha forti radici.

Non è solo una metafora, gli impianti sono radici e per durare
nel tempo la bellezza ha bisogno di radici sane e forti.
Bone System è l’UNICA connessione al Mondo completamente
impermeabile ai batteri, responsabili di patologie sistemiche,
di insuccessi biologici, meccanici ed alitosi nei pazienti.
www.bonesystem.it