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La libertà di Gesù: “senza alternativa”, quindi libero

solo nella libertà di Gesù comprendiamo la libertà


Gesù era libero?
- La fede della chiesa dice che Gesù non solo “non ha peccato”, ma che “non poteva peccare”
(Conc. Costantinapolitano III, 681)
- Se non poteva peccare, come faceva ad essere libero?
Gesù aveva una volontà umana, come la nostra
Gesù sentiva tutte le tentazioni, come e più di noi
Gesù aveva l’arbitrio di fare una cosa o un’altra, come e più di noi
Gesù era totalmente innamorato dell’amore del Padre:
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo
come il Padre mi ha insegnato». (Gv 8,28)
Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. (Gv 12,49)

Gesù sceglie di amarci come il Padre ci ama:


Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso
Gerusalemme (Lc 9,51)
Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo
nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!» (Gv 12,27-28 – vedi 12,20-28;44-50)

Gesù vince la sua volontà di sopravvivenza, per amore:


Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in
tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo
calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». (Lc 22,39-42)

Gesù è stato così libero da poter portare tutta la sua volontà umana nella volontà del Padre di amarci fino
alla morte. “Non poteva peccare”, perché totalmente innamorato del Padre e di noi.
Gesù è la vera libertà, perché ci ha potuto amare totalmente e senza limite.
IN SINTESI….
Gesù ha vissuto pienamente la dinamica della volontà e del libero arbitrio umano, che la
natura divina non ha eliminato, ma anzi condotto con sé nelle decisioni che Gesù ha dovuto fare nel
corso storico della sua vita: la volontà di Gesù ha potuto volere ciò che egli ha deciso “ con” il
Padre e lo Spirito, nella relazione d’amore Trinitaria, ed è stata quindi una volontà pienamente
libera.

Con una sintetica espressione il Concilio Costantinopolitano III afferma che in Gesù «la volontà umana,
anche se deificata, non fu annullata, ma piuttosto salvata». 1

Del resto, affermare che Gesù, il Figlio di Dio, nella sua esistenza terrena avrebbe potuto
concretamente peccare significa ipotizzare il prevalere del peccato su Gesù, sulla relazione filiale che
ha generato l’universo: quindi prevedere una forza antagonista ed almeno equivalente a Dio.

1
DS 556.