Sei sulla pagina 1di 48

lOMoARcPSD|5159444

Geografia

Geografia delle reti (Università degli Studi di Bergamo)

StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.


Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)
lOMoARcPSD|5159444

GEOGRAFIA DELLE RETI

02/10
La geografia privilegia gli ambiti sociali, culturali mentre la geografia del movimento studia gli ambiti
economici e politici.

Bibliografia:
- Levy, Inventare il mondo
- Ghisaberti, Le migrazioni in Africa Occidentale tra ambiente e politica.
- appunti
Geografia: disciplina teoricamente apprezzata per la risoluzione di problematiche della contemporaneità. Si
è dotata di strumenti metodologici per risolvere dei problemi e comprenderne i fenomeni.
All’interno di questa geografia la geografia del movimento fornisce i fondamenti per l’analisi degli esiti
territoriali della mondializzazione. Compredere fenomeni che sono geografici ma che riguardano qualunque
ambito sociale, studio del rapporto di un individuo che vive in un certo luogo. La stessa azione e problema
cambia a seconda del luogo in cui noi esaminiamo quel fenomeno. A parità di risorse e capacità tecniche di
utilizzare tali risorse si determinano situazione socio-territoriali diverse. La dimensione spaziale è cruciale
quindi non esiste una disciplina sociale che non faccia i conti con l’essere da qualche parte.

La geografia è una sapere strategico.


Una cognizione empirica: una proposizione
Una risposta in forma filosofica: la vita dell’uomo
Una risposta in forma scientifica: come l’uomo abita la terra

La geografia in quanto disciplina scientifica ha una sua strategia di analisi secondo degli interrogativi e della
maggiore prospettiva di analisi: come, quando e perché? La geografia prende in considerazione in particolare
il “dove”.
La geografia da un punto di vista scientifica possiede diverse polisemie:
1) geografia umana o fisica.
2) fenomeno (geografia come artefatto) cognizione (geografia che indaga il fenomeno)

I PARTE
MONDIALIZZAZIONE
Globalizzazione: aspetti economici, finanziari e come si sono creati ed evoluti ai nostri giorni. Fenomeno non
circoscritto ma che riguarda l’intero pianeta.
Mondializzazione: fenomeni sociali, culturali e interculturali dati dai contatti e dagli scambi accelerati che la
contemporaneità mostra.
La mondializzazione ha intensificato gli scambi e i flussi che riguardano merci, informazioni, persone ecc.
ma quello che è cambiato è il modo in cui questo avviene e l’intensità.
Le persone sono privilegiate in questo ambito. Un esempio sono le comunità africane immigrate in Italia.
L’Italia conosce bene nel proprio passato l’emigrazione ma non l’immigrazione perché non è mai stato un
paese coloniale.
La visione intende proporre un analisi della migrazione in Italia che parte da dei presupposti secondo cui la
verità può cambiare. Quindi la comunità immigrate africane in Italia vanno considerate sotto il profilo
tecnico/nazione, in base all’identità migratoria (immigrato/irregolare/rifugiato) e al territorio da cui
provengono/si istallano. Se noi vogliamo capire il fenomeno è che dobbiamo partire dal presupposto che
abbiamo tanti tipo di immigrazioni.

1) Migranti mondializzati: fenomeno complesso


• Da fenomeno emergenziale a fenomeno strutturale. E’ un fenomeno complesso perché non possiamo
categorizzarlo in quanto fenomeno strutturale. Gli studiosi cercano di individuare le cause e le ragioni ma
non sono risolvibili.
• Da dimensioni contenute a numeri elevatissimi.
• Dall’immigrato economico alla pluralità di migranti.
• Da territori confinati a territori reticolati (non rispondono alla vicinanza ma alla disponibilità)
Tutto questo produce che in italia si sono create delle comunità africane di tipo economico ma anche
emergenziali.
Dai dati dell’IDOS sappiamo che 24 persone ogni minuto scappano da situazioni insostenibili quindi questo
popone una prospettiva diversa.

!1

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Tradizionalmente il geografo ha sempre studiato lo spazio geografico nella superficie terrestre di un territorio
reale misurato in chilometri quadrati (secondo un approccio areale). Questo approccio però non funziona
più, i confini sono stati eliminati e si sviluppa un approccio reticolare. Un globale è una dimensione che non
congliffe con un locale ma lo contiene perché le comunicazioni avvengono tra locale e locale in una
prospettiva non gerarchica. I nodi della rete sono le città, i gambi del movimenti perché gestiscono una
mobilità generalizzata a varie scale.

Le cause che producono delle patologie territoriali legate alla mobilità?


Il divario tra zone ricche e zone povere, l’instabilità politica e i problemi ambientali (eventi catastrofici o
crisi ecologiche). Questi fenomeni danno vita a figure di migranti differenti, ovvero quello con l’obbiettivo
di garantirsi il permesso di soggiorno oppure coloro che richiedono l’asilo, i rifugiati.
Da un lato dei migranti regolari e un insieme di ricadute date da instabilità politica tra aree calde e aree di
conflitto che danno vita ai migranti irregolari e che mancano di richiesta o diniego di permesso quindi
clandestinità.
Gli esiti sono:
• porosità dei confini nazionali
• reticolari multiscalare (internazionale, nazionale, regionale)
• differenziazione tra città e territorio periurbano
• costruzione di nuovi territori nelle aree di approdo

3/10

Il fenomeno dell’immigrazione oggi è limitato ai migranti economici e un gran numero per i rifugianti e in
particolare interessa la generazione giovane (21 milioni sotto i i 18 anni. Gli immigrati diventano una risorsa
sotto il profilo della demografia.
I rifugiati trovano asilo in particolare in Turchia, Pakistan, Libano ecc.
Futuro: aumento dei rifugiati ambientali
Entro il 2050 ci saranno circa 200-250 milioni di soli rifugiati ambientali, di fatti 6 milioni di persone ogni
anno sono costrette a emigrare a causa di calamità naturali e degli effetti del surriscaldamento globale. Negli
ultimi 20 anni il 90% delle catastrofi sono causate da fenomeni legati al clima, quali inondazioni, tempeste e
siccità.
Gli sfollati interni nel 2015 sono più di quaranta milioni, coloro che lasciano la propria casa ed entrano in un
villaggio profugo. Il numero maggiore si concentra nei luoghi dove la guerra continua ormai da anni.
L’insicurezza della propria vita porta all’abbandono delle proprie case e della cerca di sopravvivenza.
I principali paesi di destinazione per i richiedenti asili sono stati la Germanica, USA, Svezia e Sud Africa. La
germania ha assunto un importanza notevole con la politica della Merkel.
In Italia invece la Nigeria è al primo posto tra i richiedenti asilo. La quantità di africani in Italia sono
comunque il numero più consistente nelle nostre regioni. I richiedenti asilo vengono in particolare
dall’Africa subsahariana ma anche Eritrea e Somalia per il suo ruolo di colonizzazione.

Perché si migra in Europa?


Dal dopoguerra è stato avviato un liberismo migratorio per lavoro perché le nazioni che uscivano dal
conflitto erano interessati ad entrare in una fase di sviluppo. Erano favorite le migrazioni interne (Torino) ma
anche lo spazio di migrazione verso le ex-colonie (come India-Regno Unito/ Maghreb-Francia/ Turchia-
Germania).
Questo fino agli anni ’70, che vede la chiusura delle frontiere del nord-Europa che privilegia una politica
fondata sul capitalismo. Si sviluppano comunque dei fenomeni migratori verso l’Europa meridionale.
Negli anni ’80 i numeri aumentano e si parla di emergenza immigrazione clandestina verso il sud-Europa
dovuta anche alla poca legislazione.
Negli anni ’90 con la cadura del muro di Berlino si ha una nuova ondata di immigrazione verso l’est-Europa.
Nel Duemila-2017 momento topico che parte dall’attentao del 11 Settembre che ha attivato una instabilità
politica e la nascita di nuovi focolai in Medio Oriente, nascita dell’ISIS e della sua penetrazione in Africa che
si aggiungono ai problemi ambientali e desertificazione.
Le migrazioni in Europa hanno quindi un origine lontana partendo dalla politica poco efficace.

!2

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

2) Migranti in Africa
L’apertura dei paesi dell’est e l’inserimento in Europa di stati come la Romania e Albania ha prodotto un
esodo importante. In Italia abbiamo 2.294.000 rumeni stabili seguiti da Albania, Marocco…
Nella prima rappresentazione grafica (carta topografica) il dato viene spalmato sulla superficie della
nazione di cui parliamo, e il colore viene mostrato sul territorio nazionale.
Nella seconda “carta anamorfica” invece si nota come in Italia abbiamo rumeni, albanesi, marocchini
perché anziché considerare il territorio si considera importante il numero degli immigrati e attraverso un
algoritmo si deforma la superficie degli stati in base a questo numero.
Una giovane Africa
1/5 degli immigrati residenti in Italia è africano. L’africa è un paese giovane in quanto il tasso di natalità ha
una media molto alta che supera di due, tre volte l’italia, tra cui il Niger, l’Uganda, il Maraguy. La media
della popolazione in Africa è sotto i 34 anni, si tratta quindi un continente emergenti. I paesi più popolosi
sono contornati in viola e sono dei veri serbatoi di persone.
L’indice di sviluppo imano in Africa è basso, un indicatore assunto in base a criteri come l’indice di
mortalità, la percentuale di scolarità, quanti lavorano, il reddito medio. Un indice sviluppato per fare fronte al
PIL, che funziona solo nei paesi industrializzati. La Libia è al 102° posto e il Congo al 135°.
Le rotte della migrazione dall’Africa all’Europa
Si parla di paesi fuori controllo come la Libia, la Somalia, il Sudan. Ma ci sono movimenti interni anche in
Africa, come la rotta stagionale verso la Libia che vede il passaggio di immigranti legati alla clandestinità.
Verso l’Europa ci sono tre rotte principali: la rotta che arriva al Senegal, un rotta che attraverso al Marocco
giungono alla Spagna, la terza già importante è quella che raggiunge le coste Libiche e che raggruppa tutte i
rifugiati che scappano dall’instabilità politica, la quarta invece mette in collegamento le altre e vede in
Tripoli la zona come punto di approdo per la traversata di arrivo in Europa.
Ci sono poi le zone d’intercettazione jihadista per reclutamento di migranti e le zone soggette a rapimenti di
migranti a scopo estorsione.

Quando i migranti arrivano in Italia trovano un paese più o meno adatta ad accoglierli. Anamorfosi mostra le
grandi città come Milano, Roma, Torino, Napoli e Palermo.

04/10

3) Provenienza e luoghi di approdo


Un posto può essere posto di partenza, arrivo e approdo. Dobbiamo tenne conto anche delle caratteristiche di
questi uomini e di come vivono il territorio e nel caso degli immigrati bisgona tener conto di come si
distribuiscono nel territorio in base al fatto che questo territorio sia una città o un territorio periurbano.
4) Comunità africane in Italia: tra legalità e legittimità
Presenza di varie associazioni:
• Reti informali su base etnica che fungono da rafforzamento del piano legittimo sull’affermazione dei valori
identitari.
• Reti formali su base nazionale come rafforzamento del piano legale della rappresentazione istituzione della
comunità immigrata.
Entrambi gestite da africani.
In stretta collaborazione ci sono le istituzioni locali come gli sportelli unici immigrazione per il supporto
all’inserimento lavorativo, le agenzie e gli osservatori per il supporto alle politiche di integrazione, e poi le
associazioni di volontariato promosse da italiani.
La struttura associativa informale: associazione, assicurazione, funzioni accessorie, cariche. Determinano il
contratto etnico tra le diverse associazioni etniche nel mondo.

Territori rurali africani


Le comunità africane prevedevano il non possedimento delle terre, un piano legittimo che prevedeva il ruolo
sacro della terra e che riconosce che la terra è coltivabile perché un antenato l’ha bonificata. Questa autorità
legale non è completamente riconosciuta e lo stato riveste un ruolo diverso rispetto al contesto occidentale in
particolare nelle città. In tutto il resto dell’Africa continua ad esistere il piano legittimo (il senso religioso
della terra).
Nei territori africani esistono due piani di autorità: legale (imposto dal governo di stampo coloniale) e il
piano legittimo (che proviene dalla tradizione). La coesistenza di questi due piani non è pacifica.
Gli immigrati nel loro percorso per arrivare in Italia provengono prevalentemente dai villaggi e possiedono
questa tradizione.

!3

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Legittimità
Villaggio madre che si ingrandisce e nascono altri villaggi che può essere un villaggio dipendente,
temporaneo o un accampamento. Questi piccoli posti continueranno a dipendere dal villaggio madre che
rafforza il piano della legittimità, secondo una gerarchia che si tramanda nelle generazioni.

Le migrazioni contemporanee sono:


- un fenomeno strutturale e globale
- prodotto da molte cause
- produce fenomeni tra loro interrelati
- determina la nascita di nuovi territori e nuove società
- l’Italia inserita nel sistema reticolare della mondializzazione
Le comunità africane in Italia:
- risiedono prevalentemente in Italia settentrionale e centrale
- si distribuiscono in ambito urbano e non urbano a seconda della nazionalità e dell’origine territoriale
- si organizzano in relazione all’identità etnica e nazionale
- sono comunità aperte basare sul principio della solidarietà
Mondo - Mondializzazione
La mondializzazione prevede lo spazio geografico del movimento attraverso lo studio dei territorio areali e
statico analizzando i rapporti uomo-ambiente ma ora non basta più e si ha bisogno di una approccio
reticolare che tiene conto della dinamicità e degli spostamenti.
1) Il globale è una dimensione esterna all’identità mentre il locale è in contatto con gli altri locali che
insieme non formano il globale.
2) Un luogo non è più identificabile come qualcosa di statico ma è un luogo di partenza, di arrivo e un
percorso.
3) Il mondo reticolare che viene valutato al movimento di persone, merci e informazioni ha come scheletro
e struttura portante, la Rete. In questa rete ci stanno delle organizzazioni che regolano questi contatti che
sono le città, i nodi urbani.
4) Quindi la mobilità generalizzata usata per descrivere la mondializzazione genera una dimensione multi-
scalare che prende in considerazioni diversi aspetti secondo una prospettiva dinamica. La dimensione
dinamica è prodotta dagli uomini sul territorio.

Il processo di territorializzazione
E’ l’insieme di azioni che una società compie che trasforma lo spazio naturale in territorio:
- atto simbolico: si attribuiscono dei nomi a dei luoghi della superficie terrestre
- atto materiale: reificazione, costruire materiale di artefatti che permettono di vivere meglio
- strutturazione: dare significato a ciò che io ho costruito materialmente e denominato perché assolva una
funzione a una società complessa.
Insieme di questi tre atti dà vita al territorio. Il territorio è esito del lavoro che da una società per trasformare
un luogo naturale nel luogo della sua vita, dove vive la collettività.
La geografia studia il processo di territorializzazione.
I territorio si distingue in base alla società che lo ha costruito. Ogni territorio esprime il modo attraverso cui
la società ha trasformato lo spazio naturale e si è rapportato con ciò che ha creato di nuovo. Questo modo di
rapportarsi al territorio si chiama spazialità.
Spazialità: modo attraverso cui una società si rapporta al suo spazio di vita. Ci sono tante spazialità quanti
sono i territori costruiti dalle società.

Spazio naturale -> territorio -> 3 configurazioni: ambiente, paesaggio, luogo.

• Territorio: ambiente, territorio in cui si sottolinea il rapporto naturale e gli aspetti ambientali della vita su
questo territorio (rapporto uomo-natura). Territorio ambiente perché concepire un luogo diverso da un altro
è un prodotto sociale.
• Paesaggio: forma visiva del territorio. Diverso da territorio pecche è ciò che un soggetto guarda, interpreta
ed elabora in base alla cultura, istruzione ecc. Il paesaggio diventa un concetto nel momento in cui viene
interpretato dal soggetto. Nel paesaggio si privilegia l’aspetto visivo.
• Luogo: sottolinea l’affezione, i sentimenti e le propensioni a considerare un sugo in cui vivo come “mio
luogo”. Si fa riferimento a sentimento e radicamento che il territorio produce.

!4

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Come vedere e rappresentare la spazialità:


• Carta geografica: la carta geografica ha due funzioni: descrivere il mondo (come è fatto) o
concettualizzarlo (come funziona). Tabula Peutingeriana: cartina romana in cui si può notare la reticolari
perché l’autore cerca di quantificare la distanza da Roma a un punto a caso nell’impero.
• Dopo l’inizio dei grandi viaggi di esplorazione ci si accorge che il mondo può essere descritto dalla
letteratura. Iniziano le rappresentazioni di spazialità areale. In contemporanea si trovano anche carte
nautiche che rappresentano le coste. Non è spazialità areale ma è lungo la costa. Prende il nome di
spazialità odologica. I bambini hanno la spazialità odologica percThé riconoscono solo il percorso per
andare da un punto a un altro. Spazialità che si basa su una linea.
• Topografia (misurazione esatta della terra misurata in base a una stella). Con il Rinascimento si torno alla
spazialità areale. L’Italia rappresentata con fiumi, città e montagne. La rivoluzione avviene con la nascita
della topografia nel 1720: carta di Francia, prima carta esatta di Francia. In questo tipo di carta il mondo
viene rappresentato piatto.
• Carta di mondializzazione: come rappresentare la mondializzazione: non possiamo rappresentarla piatta.
Per comprendere la geografia del movimento bisogna richiamare la mondializzazione.

09/10

Mobilità e trasformazioni del territorio: il caso di Bergamo


L’aeroporto ha creato nuovo connessioni a scala soprannazionale, fattore innovativo che crea una nuova
mobilità, intensifica i flussi e gli spostamenti delle persone ma intensifica anche lo spostamento di merci e
informazioni.
La mobilità
Da un punto di vista geografico la mobilità è un insieme di manifestazioni spaziali legate allo spostamento
fisico (individui, oggetti materiali ed immateriali). Uno spostamento di un bene o di un individuo modifica
non solo il territorio di approdo ma muta nel tempo anche il territorio di partenza, svuotando questo territorio
e vanno ad influire sulla territorializzazione e le caratteristiche territoriali. La mobilità diventa importante dal
punto di vista geografico perché sta alla base della mondializzazione, come fenomeno sociale e delle
continue relazioni che avvengono attraverso queste tre fasi (partenza, transizione, approdo).
La mobilità è un insieme di ideologie e tecnologie del movimento all’interno di una società: il progetto, le
norme e il diritto.
Vengono fatte delle scelte sociali di campo che provengono da questioni politiche, economiche e sociali che
il paese interessato messe in atto. Le scelte sociali di campo avvengono attraverso alcuni progetti che sono
alla base del processo. Il diritto sancisce ciò che è lecito cambiare su un territorio. Il diritto orna le scelte di
intervento che le società, gli “attori della territorializzazione”, mettono insieme quando decidono di fare una
scelta. La mobilità è quindi esito di una ideologia ben precisa, di un diritto e di una scelta normativa, di
regolazioni di scelta da fare all’interno del territorio e sopratutto in base agli strumenti che il territorio ha a
disposizione, compresi gli strumenti tecnologici.

La mobilità ha a che vedere con la distanza, non inteso in maniera univoca o metrica (numero di chilometri)
ma come mondializzazione è un concetto relativo, che cambia in base ai processi che la società compie
all’interno del suo territorio. La gestione della distanza non è qualcosa di rigido, am è un processo che si
inserisce all’interno delle scelte, politiche, economiche e delle disponibilità sociali che si decide di investire.
Si basa dunque su condizioni geografiche, economiche e sociali. Ogni territorio ha la propria mobilità:
• ha un costo collettivo ed individuale, non sempre quantificabile perché spesso si parla di “compensazione
territoriale”, un modo di risarcire gli abitanti per delle ricadute che un amministrazione crea nelle questioni
individuali e nelle scelte dell’individuo.
• cambia a seconda dei gruppi sociali, dell’età e del sesso.
La gestione della distanza si basa anche su dispositivi tecnologiche che portano delle innovazioni alla
struttura territoriale attraverso un insieme di tecniche e di attori.

Esiti della mobilità


Un concetto per valutare la mobilità è l’accessibilità: chi può fare effettivamente uso delle possibilità offerte
da quel territorio. La differenza tra i termini è la possibilità di compiere una mobilità, uno spostamento.
L’accessibilità di un territorio non è uguale dovunque, ma varia in base alla possibilità dell’attore.
L’accessibilità raggruppa tutte le condizioni di possibilità di spostamento da parte di un individuo.
Il “capitale spaziale” è l’insieme delle competenze che ogni abitante di un luogo porta con sé in merito
all’utilizzo di quel luogo, un insieme di informazioni importanti perché fanno compiere all’individuo delle
scelte in base alle conoscenze che ha di quel luogo.

!5

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Questo diventa un capitale di mobilità e diventa una risorsa in più per l’abitante, insieme di informazioni
importante che ognuno ha nel territorio in cui abita e che ha imparato nel corso della vita e a fruire nel
mondo pi adeguato.

Sotto il profilo della mobilità abbiamo anche una differenziazione dello spazio che produce una varietà dei
luoghi ed è all’origine dello scambio e dello spostamento. I territori differiscono tra loro perché le stesse
persone applicano processi differenti in contesti differenti. I diversi territori hanno storie diverse e in più ha a
disposizione risorse diverse e le stesse persone operando in vari luoghi producono degli esiti territoriali
differenti. E’ la differenziazione dei territori che genera un “push-factor”, la spinta che invita le persone ad
andarsene o la “pull-factor”.

10/10

Mobilità e trasformazioni territoriali a Bergamo

Potenziamento dell’aeroporto di Orio Serio ha dato un nuovo ruolo alla città di Bergamo nello scenario della
mobilità. Ricadute che hanno rafforzato nuovi flussi tra il nostro territorio e altre scale territoriali:
• Scala regionale: cambiamento importante perché nuovo ruolo rispetto ad altre città in: riconfigurazione
della città nel contento lombardo.
• Scala nazionale: scalo di riferimento per le regioni italiane.
• Scala europea: nuovo ruolo centrale alla città rispetto al panorama europeo in quanto in connessione con
le altri capitali.
Questo cambiamento innesca altri processi all’interno dello stesso territorio, nuovi processi territoriali.

Centralità dei territori


Progetto che ha consentito di mettere in rilievo la centralità del territorio di Bergamo attraverso l’analisi di
caratteristiche che consentano di creare un network di città cluster per uno sviluppo internazionale, nuove
linee reticolari a livello europeo in base a diverse caratteristiche:
- dimensioni demografiche: l’area urbana di Bergamo è un territorio vasto e che coinvolge una trentina di
comuni che formano una corona circolare intorno alla città ma che comunque non supera i 500.000
abitanti quindi si escludono le grandi metropoli.
- la localizzazione: queste città cluster dovevano avere una localizzazione in prossimità di una città
metropolitana che è il primo grande pull-factor.
- centro/regione di pregio: la città deve aver una storia territoriale artistica/archeologia industriale che possa
attirare la permanenza dei turisti.
- università: presenza di un campus o sede universitaria, spinta di innovazione attraverso la presenza di un
centro culturale al suo interno.
Il criterio dinamizzante determina la tipologia dello scalo aereo servito da compagnie low cost.
Grazie a questi cinque fattori si ha la creazione di una nuova centralità sul piano europeo.

Per mettere in evidenza degli elementi qualitativi per avvallare la centralità dei territori a livello europeo
sono state fatte delle ricerche per mettere al centro quattro tipologie di fattori culturali e attrattivi:
- risorse culturali
- risorse naturali
- micro-imprenditoria
- mobilità sostenibile
Mobilità e social computing: è possibile utilizzare le tecnologie smart in maniera anonima ma in base alle
loro connessioni studiare il turismo s-low a Bergamo. Studio non solo a base statistica ma attraverso siti
come twitter, Facebook, google, foursquare.
Approccio metodologico:
- definire un certo insieme di aeroporti da monitorare, nella cui area cercare i posti geo-localizzati.
- estrarre gli identificatore degli utenti e cercare, per ogni utente, i post geo-localizzati scritti nei giorni
successivi.
- analizzare i percorsi così identificati, per analizzarli secondo diverse prospettive.
Successivamente creazione della suite FOLLOWME, per monitorare il movimento dei viaggiatori a partire
dal primo gancio.
Dimensioni dell’analisi:
- aeroporto d’origine
- fasce orarie
!6

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

- giorni della settimana


- percorso
11/10

II Parte: Inventare il mondo


Secondo un sistema semico noi capiremo il fenomeno della mondializzazione quando capiremo com’é fatta.
Mappe con scelte rappresentative:
- porre una linea che taglia l’equatore e il nostro sistema mondo, questo crea una divisione migliore dei
territori che stanno al centro ed una distorsione dei territori che sono verso nord e sud.
Levy mette in discussione il valore culturale che viene prodotto attraverso questa rappresentazione, in realtà
questa divisione crea anche una gerarchia nel territorio. Pone delle basi sull’idea di nord e sud del mondo,
che ha creato una divisione gerarchia anche al ruolo che questi paesi hanno avuto nel sistema mondo.
In un sistema reticolare invece non esiste un nord o un sud quindi se i nodi di unione sono le città, essi sono
dei punti connessi tra di loro ma non hanno una dimensione gerarchica.
Con la mondializzazione questi nodi sono connessi attraverso dei dati culturali che entrano nel sistema
urbano. Tante città che non hanno più un ordine gerarchico ma delle città globali che sono connesse tra di
loro e che racchiudono all’interno del sistema urbano una parte di mondo. C’è una parte di mondo in tutti i
paesi.
Jack Levy ha posto una mappatura diversa:
1) la distorsione dei territori ha una dimensione proporzionalmente simile a quei territori che erano al
centro nella mappatura precedente. Il primo aspetto dell’interpretazione di un nuovo sistema mondo è
che la distorsione viene data agli oceani.
2) la distorsione culturale nell’interpretazione del sistema mondo.
Modo di vedere il mondo che mette in discussione delle teorie concettuali che diventano il nostro modo di
vedere il mondo.

MONDIALIZZAZIONE:
Jack Levy sostiene che questo concetto è un concetto che nasce recentemente come modalità di analisi dei
fenomeni globali ma ritiene che sia anche un fenomeno di connessione, scambio, inter relazione che si è
determinato già in altri momenti del passato. Nascita di un concetto fasi evolutive che risalgono al primo
popolamento.

Nascita del concetto


1) verso la fine degli anni ’60 si ha la prima volta l’emergere del termine globalizzazione o
mondializzazione (senza distinzione) e in particolare questo tipo di concetto emerge quando per la prima
volta un evento che avviene in un luogo a scala mondiale assume pertinenza in scala globale. L’evento è
la Guerra del Vietnam e la sua diffusione in scala globale avviene attraverso la televisione e quindi sono
visti e assunti come parte della propria vita quotidiana da molte persone fuori dal territorio del Vietnam
e vengono coinvolti in prima persona. Si parla quindi per al prima vola di “villaggio globale” perché le
dinamiche e le situazioni specifiche diventano di pertinenza globale.
2) dal 1980 al 1995 si ha l’introduzione delle multi nazionali, dei sistemi economici che creano una filiera
produttiva a scala globale. Si creano delle relazioni su base economico che poi vengono sancite su base
politica. Questo fenomeno si crea quando ci si rende conto che è più facile de-localizzare la produzione
all’esterno dei territori già industrializzati per creare ex-novo delle realtà economiche in paesi non
industrializzati. Una fase produttiva viene localizzata in un luogo, una produzione degli elementi primati
avviene in un altro luogo e la distribuzione avviene in scala globale, si parla di “azienda globale”.
Quindi è un fenomeno che rafforza il concetto di globalizzazione e mette in crisi i sistemi nazionali
areali.
3) dal 95 ad oggi il termine globale sostituisce nazionale perché il termine globale prescinde dalle singole
posizioni areali del singolo territorio nazionale,, sostituisce completamente il termine e il limite
geografico delle singole nazioni.

Si ha poi una diversa interpretazione del sistema mondo che si allarga dalla scala economica ad una scala più
ampia e sociale.
Con globalizzazione si intende un temine economico, con mondializzazione si fa riferimento ad un sistema
mondo sotto il profilo sociale, gli abitanti sono protagonisti e trasformano il mondo in cui vivono.
Il primo esempio di mondializzazione per noi è il grande tsunami del 26 Dicembre 2004, simbolo di uno
spazio comune.

!7

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Lo tsunami è un evento di catastrofe ambientale che ha portato ad una condivisione sproporzionata e ad


eventi di volontariato e di donazione che ha uniti diverse parti del mondo. Uno dei eventi che ha
condizionato la visione di un territorio, gli eventi interessano dei territori a scala globale.

Questo tipo di evoluzione avviene attraverso alcuni tipo di interazioni che superano i confini dei territori
singoli.
Caratteristiche geo-storiche:
- parallelismo: fasi evolutive analoghe in contesti che non comunicano
- diffusione: delle scoperte tecnologiche in modo progressivo su aree diverse
- interazione: del luogo ricevente che modifica il suo paesaggio, modello di trasformazione che non è stato
generato in quel luogo.
- convergenza: avvicinamento del luogo nuovo ad altri, creazione di mercati comuni per condividere un
certo tipo di diffusione di alcuni prodotto locali o stranieri.
- universalizzazione: produzione di realtà mondiali a livello istituzionale, organizzativo, culturale ecc,
istituzioni a scala sovra-nazionale che prende decisione a livello globale ma consentissero ai territori
globali di condividere l’utilizzo di una posta in gioco.
Tutte queste caratteristiche formano le fasi evolutive del sistema mondo:
• 10.000 a.C - 1400 d.C primo popolamento, le società del mondo si relazionano. Levy richiama come
esempio personaggi come Marco Polo, personaggi che hanno portano avanti una mobilità a scala globale.
• 1492 - 1885 incorporazione negli Imperi, scoperta dell’America e congresso di Berlino che hanno portano
ad una evoluzione del sistema europeo che non interagisce più con sé stessa ma si espande al di fuori.
Momento in cui passa da obiettivo economico e mercantile di esplorazione ad una forma politica di
appropriazione di un territorio altro in cui si stabiliscono i confini a tavolino.
• 1849 - 1914 lo spazio mondiale degli scambi, occupazione politica dell’India, un paese europea crea una
dimensione territoriale a scala mondiale.
• 1914 - 1989 la resistenza alla chiusura, con la caduta del muro di Berlino si rompe il bipolarismo e si entra
la dimensione multi polare della globalizzazione.
• 1945 - …. accelerazione, globalizzazione, irreversibilità con la definizione del concetto di
mondializzazione con la nascita di un sistema mondo.
• 1989 - …. la società-mondo come posta in gioco.

16/10

La mondializzazione dell’urbano
Le città hanno integrato nel tempo un insieme di trasformazioni ed attività che evolvono e mettono in atto un
insieme di diverse funzioni culturali, commerciali, mediatiche e politiche che oggigiorno le nostre città
riescono a svolgere rendendole dei poli funzionali. Le città quindi assumono nella prospettiva del territorio
insieme un ripiego maggiore rispetto a quello che non è città.
Una lettura urbana del sistema mondo
Secondo la prospettiva di Levy noi diamo senso al territorio in rete mettendo al centro delle strutture urbane;
con la mondializzazione si ha una trasformazione estensiva delle città con la creazione di un mondo urbano
in rete. L’estensione urbana è quel progetto che a seguito della seconda guerra mondiale ha fatto crescere
l’urbanizzato sotto il profilo quantitativo perché sono stati creati dei nuovi antefatti materiali.
L’amministrazione crea l’edificazione di attività e persone nei poli urbani che portano alla creazione di
concentrazione di periferie urbane che divertano sempre più estese e articolate che supereranno i principi
amministrativi per arrivare in quello che si chiama territorio periurbano. L’estensione della città porta quindi
ad una serie di interventi di creazioni di quartieri periferici; per un primo momento hanno solamente una
funzione residenziale ma col tempo l’estensione provoca la formazione di una periferia non solo residenziale
ma assume più funzioni insieme. L’estensione da quantitativa diventa un processo qualitativo.
Questo passaggio genera il cosiddetto policentrismo urbano: la presenza di più centri all’interno del sistema
urbano che si viene a generare dal fatto che le periferie non sono più territori di serie B rispetto al centro ma
seguono al pari passo le attività del polo urbano. Si parla di città policentrica.
La metropolizzazione è la creazione di un sistema urbano molto esteso che diventa policentrico in virtù del
fatto che le funzioni che erano accorpate nel centro vengono distribuiti in vari quartieri residenziali.
Questo avviene attraverso la rifunzionalizzazione di alcune aree che col tempo hanno perso la loro attività
funzionale in modo che diano nuovi impulsi alle aree periferiche.
Differenziazioni e omogeneizzazioni

!8

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Noi abbiamo una differenziazione culturale perché nella realtà accanto al fenomeno della mondializzazione
si crea una moltiplicazione di differenze tra le regioni. Ogni territorio culturale connota il proprio territorio e
genera una interpretazione differente rispetto al processo di omogenizzazione . Secondo Levy siccome il
mondo è formato da persone e chi crea il territorio è diverso di luogo il luogo, il soggetto tramite le proprie
conoscenze topiche le riflesse rispetto al territorio in cui vive.
Il ruolo dell’individuo
In realtà l’individuo agisce in maniera differente rispetto al contesto in cui si trova. Ci si rende conto quindi
che il nostro territorio cambia continuamente e non è mai uguale a sé stesso.

Città verticali
Levi propone una verticalizzazione della città: è possibile misurare il peso delle città in base a quello che
definisce un indice che ci dice quante alte sono le città. Il grado di verticalità mette insieme la somma dei
palazzi che esistono all’interno del sistema urbano. Con il colore è indicato il numero degli abitanti che
possono essere accentrati all’interno del sistema urbano. In essa però non c’è una gerarchia tra i territori ma
solo delle città modali, che hanno una centralità rispetto al territorio in cui si trovano in base all’altezza dei
loro palazzi, strutture multifunzionali.

Secondo Levy ci sono delle forme urbane localizzaye che si possono trovare in tutti i centri urbani:
• la recinzione, forma urbana che definisce uno spazio che può essere recintato materialmente,
funzionalmente. Forme urbane di separazione all’interno delle città (es. muro di Berlino) che possono
anche assumere varie forme, come il ghetto, o il centro di accoglienza.
• il settore, processo di disegno e pianificazione artificiale della struttura urbana in funzione del quale le
città svolgono diverse funzioni in settori cluster, in aree urbane separate. All’interno di una struttura urbana
radicata ci sono delle separazioni tra settori che hanno funzioni diverse (es. campus universitario)
• emblema, elemento territoriale che identifica quella città (es. torre Eiffel, Tower Bridge).
• lo spazio pubblico, con la mondializzazione è importate perché è il luogo della socializzazione, della
aggregazione all’interno di un territorio all’interno del quale i cittadini possono esprimere il proprio punto
di vista.
• lo sprawl/dispersione, processo di dispersione territoriale attraverso la creazione di quartieri periurbani
con configurazione policentrica.

17/10

Il mondo è mobile
Senza la mobilità non ci sarete questa forma di mondializzazione. La mobilità è l’aspetto centrale della
mondializzazione e il motivo principale della sua caratterizzazione.
L’avanzamento tecnico sei trasporti ha trasformato la dimensione monotopotica rendendola una dimensione
nomadica, condizione degli individui che vivono nella mondializzazione. Questa condizione di esistenza che
prende in considerazione molti luoghi da agli individui una competenza della mobilità, una conoscenza in
base ad una pratica che avviene quotidianamente. Non ci sarebbe mondializzaizine se non ci fosse mobilità.
E’ l’uomo al centro di questo concetto fungendo da agente mettendo in atto una mobilità in rete e gli attori,
gli abitanti sono i protagonisti.
Concetto di mobilità, come spostamento fisico e spaziale ma anche ideologico nella società.

Caratteristiche del mondo mobile


1. Noi non siamo più da diverso tempo in un sistema monotopico, una società che non presenta più vite
individuali legate ad un unico luogo ma la mobilità crea una società caratterizzata da individui mobili.
2. Svariate modalità di spostamento:
• migrazioni (spostamento di medio lungo termine, a volte definitive o stagionali)
• pendolarismo (spostamento periodico di medio termine, prevede che l’attore produca uno spostamento
quotidiano o settimanale da un luogo all’altro)
• turismo (mobilità di breve termine, visita non continuativa del territorio oggetto di interesse)
• viaggi di lavoro/studio (spostamenti legati alla creazione di sistemi produttivi, circolazione degli attori
esperti
• ecc.
3. Mobilità a scala mondiale

!9

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Levy propone una mappa. Mostra due tecniche rappresentative: in verde luoghi di partenza e in rosso luoghi
di approdo. Mobilità legata all’immigrazione legata al territorio europeo con immigrazione più elevata.
Tasso di immigrazione totale: con l’aerogramma più grande c’è più mobilità. La somma complessiva è
l’insieme di tutte e due i fenomeni. 40:00
L’innovazione sta che i due sistemi sono espressi in contemporanea a sottolineare che in un sistema
mondializzato tutte le modalità possono essere analizzare in una dimensione unica perché sono correlate.

Il mondo delle circolazioni


Circolazione che coinvolge 3 miliardi di passeggeri aerei annui di cui 800 milioni sono turisti internazionali.
100 milioni di migrazioni, 2 milioni di studenti all’estero, 200 milioni di VFR/pellegrinaggi (indotta dalla
migrazioni)
La socialità assume maggiore importanza in un regime dell’abitare basato sui giochi tra presenza e assenza.

Codice geografico della mobilità


Distinzione dello spostamento secondo questi criteri che qualificano questi spostamenti attivando cinque
fattori e da qui definire la tipologia di spostamento
1. quotidiano/extraquotidiano
2. scelta/obbligo
3. familiare/ non familiare
4. vicino /lontano
5. non esotico/ esotico

Per Stock il turismo è un espressione del mondo mobile in cui si muove un sistema di attori, di pratiche e di
spazi che contribuiscono allo svago degli individui attraverso lo spostamento e l’abitare temporaneo al di
fuori dei luoghi del quotidiano.

Un nuovo turismo creato dal fatto che ci sono luoghi turistici a scala mondiale:
1. creazione di luoghi turistici nel sistema mondo: estensione dello spazio turistico
2. integrazione dei luoghi turistici in una economia globale: concorrenza tra luoghi a vocazione diversa
3. creazione di aziende che operano a scala mondiale: trasporti aerei, albergatori e tour operator
Creazione di un GLOBAL TOURISM SYSTEM e compenetrazione di scala locale e scala globale.

18/10

La mondialità del fenomeno

1) Creazione dell’Ecumene Turistica, creazione di un sistema turistico che alzi il livello del territorio da
locale a sovranazionale/globale.
2) La gestione della Distanza che stravolge gli spazi, non solo distanza metrica e quantitativa ma una
distanza nella quale entrano in gioco fenomeni sociali, politici e territoriali. La gestione della distanza
viene anche messa in discussione nel profilo quantitativo/dimensionali in quanto viene accorciata dalla
presenza di tecnologia in trasporto e comunicazione, ma anche in virtù una prossimità linguistica, sociale
e culturale che rende vicini posti geograficamente lontani.
3) La gestione dell’Alterità, dell’altrove, di qualcuno che non ha le nostre caratteristiche. L’alterità è un
nuovo sistema che permette di avere un interazione con l’altrove in maniera più equilibrata. Questo è
possibile ora grazie al nuovo sistema turistico mondializzato.
4) Nuove pratiche turistiche a scala mondiale, mobilità legata a delle pratiche specifiche (sport,
gastronomia)

Tutto questi tipi di fenomeni turistici a sala globale hanno:


• Reso interdipendenti molti territori.
• La regolazione da parte di attori, norme, istituzioni mondiali (aviazioni, Unesco, WTO, ONU).
• La diffusione delle tecnologia dello spazio (trasposto aereo, global distribuito system, industria alberghiera
standardizzata).

!10

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

UN NUOVO SPAZIO DELLA MONDIALIZZAZIONE: INTERNET

Internet diventa un luogo per tutte le persone che lo utilizzano sul piano virtuale, immateriale, un piano
comunicativo che permette alle informazioni e alla conoscenza di circolazione a scala globale. Internet è
quindi il vero protagonista di questa grande trasformazione della mondializzazione contemporanea perché ha
permesso la circolazione delle idee globalmente ad una velocità straordinaria.
Il ruolo della tecnica:
risolvere il problema della distanza.
La nuova dimensione della distanza è legata all’utilizzo delle informazioni e della comunicazione, quindi
delle tecnologie smart ma quello che sta dietro è che la smartness non esiste se non si ha una testa
funzionante che la fa funzionare.
La tecnologia smart è una tecnologia intelligente che però ha bisogno di un apporto da parte dell’individuo
che la utilizza per diventare veramente smart, un apporto da parte degli attori:
- dominare le dimensioni metriche e temporali rispetto ad un luogo
- gestire le molteplici metriche, la differenza tra l’utilizzo di un certo mezzo di trasporto rispetto ad una
altro
- controllare lo spazio
I flussi di materiali e immateriali, non solo di trasporto ma anche trasmissione sociale che permette lo
sviluppo di reti di comunicazioni informatiche. I contatti tra persone anche virtuali permette la connessione,
interscambio di informazioni immateriali che avviene attraverso internet.

Internet
Internet è quindi uno strumento tecnologico che rende una conoscenza a supporto dell’azione. Internet ha
aggiunto un aiuto e un supporto alla presa di decisione individuale attraverso un supporto smart.
- strumento della tecnica: per gestire la distanza
- medium: mezzo di comunicazione che media l’informazione, favorisce la mediazione
- rete di reti: forte connotazione spaziale (siti, indirizzi, navigazione, cyberspazio, …)
La distanza quindi non è più pertinente perché ora c’è la gestione di molteplici distanze che vengono messe
in discussione.
C’è quindi una nuova dimensione temporale e spaziale; le tecniche dello spazio provocano una asincronia
(sito, mail), ovvero agire e creare un contatto in tempi diversi e compresenza in luoghi reticolari.

Conclusioni
- La mondializzazione è una avvenimento geografico
- Mondializzazione e concetti grafici: distanza (non relativa), scala (locale/globale), luogo
- Il mondo come luogo
- Il mondo e la società dell’individuo.

23/10

I SISTEMI MIGRATORI MONDIALI

Ci sono diverse teorie per lo studio del fenomeno migratorio: gli approcci attraverso i quali è possibile
monitorare i fenomeni migratori sono molteplici. Le varie forme di mobilità del sistema mondo interessano
la nostra società e pervadono la vita delle persone che vivono intorno a noi.

Fenomeno migratorio
• Politica: attraverso la politica le migrazioni vengono monitorare attraverso specifica scelte internazionali
nell’accogliere e nell’espellere i migranti. Contingentamento: quantificazione delle mobilità che può o non
può essere istituzionale, dato quantitativo e qualitativo dei migranti. Processo di inserimento
programmatico di lungo periodo che favorisce l’inserimento dei migranti.
• Sociologia: analisi sociologiche dei fenomeni migratori con diversi approcci. L’approccio soliogloco
focalizza la società e analizza come sono cambiate le società, da una società chiusa ad una società
multiculturale.
• Demografia: lo studio del fenomeno migratorio ci fa capire come a livello quantitativo la società aumenta o
diminuisce, ma anche la composizione demografica. La demografia ha a che vedere con la struttura della
popolazione.
• Economia: fenomeni economici pro o contro l’economia nazionale. Rimesse degli stranieri: migranti che
cercano di portare apporti economici ai gruppi partenza. Quindi attraverso il flusso migratorio avremmo

!11

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

caratteri specifici in merito al benessere dei migranti. Etnicizzazione del lavoro: alcuni settori vengono
privilegiati da alcuni settori di migranti e diventano i gestori principali.
• Giurisprudenza: diretti umani e generali per i rifugiati come il diritto del lavoro.

Il fenomeno migratorio si collega direttamente alla geografia perché il sistema mondo è al centro della
mobilità. E per questa mobilità il luogo non può essere vissuto come un territorio trasparente ma si devono
analizzare le trasformazioni del territori, il cambiamento che vive nel cuore delle migrazioni.

MIGRAZIONE
La migrazione è una mutazione, un cambiamento di luogo, una dimora. Cambiamento che riguarda uno
spostamento in merito alla dimora, l’espressione della mobilità dell’ecumene, ovvero un luogo dove una
persona abita, attraverso degli spostamenti di tipo permanenti o stagionali.
• L’aspetto spaziale ci da una prospettiva diacronica dello spostamento, un analisi dell’evoluzione
temporale delle migrazioni in aree circoscritte.
• L’approccio sincronico invece di andare troppo in profondità nel tempo farà un indagine della situazione
presente in contesti territoriali diversificati.

Il sistema migratorio vede due spinte: da un lato la spinta globale e dall’altro le istanze locali (come il
processo di inserimenti si articola nei luoghi di approdo).
Il sistema migratorio mondiale è un sistema complesso composto da un insieme di sistemi migratori che si
dividono a livello regionale: nordamericano, europeo, Asia-Pacifico, mediterraneo, mediorientale.
A livello mondiale si profila una rete di relazioni e connessioni tra regioni le più lontane, così come tra le più
prossime, della superficie terrestre. Ha generato un incontro e scambio continuo di persone, connotate da un
proprio vissuto etnico, culturale, religioso, politico ed economico e in base alla propria vita daranno origine a
delle trasformazioni nel territorio.
Questo scambio di attori portatori di interessi diversi perché è dato da un incontro tra migranti oppure tra
migranti e popolazioni stabili. Questo incontro crea un processo di inserimento nei luoghi di approdo e a
livello locale. E per fare questo bisogna entrare a conoscenza nei loro territori di provenienza.

Semiotica del territorio e migrazioni: nuovi strumenti analitici


E’ il territorio che ci comprendere anche i territori di provenienza di altre persone come segni territoriali,
capire la territorialità che arriva a casa nostra.
Il territorio è un processo dinamico che evolve man mano che la società evolve. La migrazione quindi è un
risultato dei processi territoriali e la base delle trasformazioni territoriali. Il nostro cambiamento è quindi un
processo imprescindibile per la territorialità.

24/10

I SEGNI
Il territorio è una base per approfondire la mobilità dei migranti attraverso dei dati statistici e dei segni, così
da agevolare gli attori territoriali presenti all’interno di esso.
I segni del territorio sono importanti perchè ci restituiscono l’identità degli attori. Se si riesce a ricostruire i
segni nel territorio si capsice in parte le diversificazioni che sono presenti nel territorio.
I segni territoriali possono essere divisi a livello locale o a livello regionale in base all’approfondimento
dell’analisi. Questi segni restituiscono delle trasformazioni del gruppo sociale locale che si somma
all’insieme delle trasformazioni del gruppo immigrato.
Gli esiti di queste trasformazioni sono un insieme di fattori che si delineano in base a tutti i componenti
migranti:
Strutturazione, Reificazione, Denominazione, Spazio.
Processo di territorializzazione che si divide in diverse logiche che non sono sempre create da un progetto
istituzionalizzato e condiviso, (prospettiva up-down) ma in verità il territorio essendo esito del lavoro messo
in atto da altri può essere trasformato dal basso, ovvero attraverso attività discorsive da parte di attori
differenti che rendono il territorio diverso con il passare degli anni. Atti compenetrati che diventano più
complessi a mano a mano che la logica territoriale si complessifica grazie agli attori che agiscono in essa.

!12

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

LA DENOMINAZIONE
Spazio denominato cognitivamente.
Nel territorio di immigrazione abbiamo una denominazione ibrida, quindi l’immigrato che si deve adattare
alla logica del territorio della società occidentale ma allo stesso tempo veicolazione di sinigficati, valori
sociali della società di provenienza.
Insieme di segni di denominazione, trasformazione simbolica del territorio a cui noi ci dobbiamo adattare ma
anche fenomeni del nostro paese di provenienza già presenti nel territorio di approdo:
• riferimenti a lingue straniere (Center),
• traslitterazioni da diverse alfabeti (Ouarzazat)
MA
• la funzione del negozio recupera la provenienza (African Art, China Store, Touba n’Dara).
Posti che recuperano una geografia del territorio inserendo l’altrove nel territorio locale in modo da
affermare la propria appartenenza.
Le varie componenti di questi gruppi sociali e le varie modalità attraverso le quali il processo di
territorializzazione si delinea non appartiene più ad un territorio singolo ma acquista diverse denominazioni.

LA REIFICAZIONE
L’aspetto più evidente della trasformazione del territorio è il passaggio da una materialità costruita ad una
nuova materialità costruita: luoghi locali che vengono venduti ad un nuovo attore straniero che vengono
cambiati per esplicare l’appartenenza ereditaria in base alla creazione di un sistema economico che si è
esplicitato nel nuovo territorio locale. Non solo una trasformazione visiva ma soprattutto culturale, cultura
che viene inserita nel territorio d’approdo. (Ristorante cinese, luogo di culto).
Cambiamento nelle funzioni della materialità, territorio che si complessifica e crea una nuova materialità in
casa nostra. Materialità che prescinde da una logica politica e governativa, che si sono adattate alla
diversificazione locale che era già in atto.

LA STRUTTURAZIONE
Strutturazione che ha a che vedere con delle forme associative informali, i migranti tendono ad organizzarsi
dal basso in modalità differenti. Questo mette in altro anche una traslitterazione, una decodificazione di un
dispositivo culturale che viene fatto comprendere a chi gestisce il territorio. La struttura associativa è quindi
una struttura attraverso cui ci si appropria del territorio esprimendo la propria identità, processo di
organizzazione delle persone che condividono una stessa appartenenza, tra connazionali ma anche tra
persone che hanno intrapreso lo stesso percorso o attività religiosa.
Governo della complessità
L’agire territoriale è un agire che ha a che vedere con le tre sfere del controllo, simbolico, pratico e sensivo.
Forme che hanno a che vedere con aspetti ereditarie che però i dati statitici non ci possono fornire anche
perché uno dei grandi problemi che distinguono le logiche del territorio di approdo e di provenienza è dato
da una logica di Stato molto diversa. Si tende a registrare delle informazioni nazionali, basate sulla
provenienza nazionale di un individuo che non tengono conto di altre diverse caratteristiche (etnicità,
religione). Modo superficiale e generico di registrare l’agire territoriale.
In quanto governo si deve quindi non distruggere la complessità ma congelarla, restringere il campo.

La mondializzazione e le migrazioni hanno delineato un fenomeno complesso che:


• da una relazione binaria tra paese di partenza e paese di approdo a relazioni multilaterali in prospettiva
sistemica.
• complessificazione da spazi migratori con funzioni uniche a spazi migratori con funzioni multiple: aree di
partenza/ transizione/ approdo
• da percorsi migratori unici a percorsi migratori multipli: transahariani, transamericani, di accesso a UE…

III PARTE
MOVIMENTO E MIGRAZIONI A SCALA MONDIALE

EUROPA E IMMIGRAZIONE: UN ANALISI DIACRONICA


Mappe che tracciano degli andamenti ma non trattano i veri cambiamenti territoriali che avvengono in un
luogo. In Europa ci sono diverse personalità nazionali che hanno a che vedere con la prospettiva georgrafica,
• La prossimità geografica: il primo paese accanto è il primo paese d’approdo (Albania -> Italia, Croazia -
>Serbia).

!13

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

25/10

ULTIMO DOPOGUERRA
Si parte dall’ultimo movimento in cui quando l’Europa esce dalla Seconda Guerra Mondiale l’aspetto più
evidente è la necessità di ricostruire il territorio in seguito alla demolizione dei sistemi territoriali europei. Le
prime migrazioni che cominciano a delinearsi sono direzionate dalla necessità di ottenere manodopera che
aiuti i paesi europei a trasformare l’organizzazione territoriale basato sull’industria bellica.
Fase del liberismo migratorio: basato sul lavoro e sui fattori attrattivi dei paesi europei che hanno bisogno di
un apporto esterno. Il processo di sviluppo post-bellico è quindi voluto dai paesi europei del centro-nord.
Si sviluppano quindi due modalità di migrazione:
• migrazione interna, da sud verso nord data da uno squilibrio tecnologico dato da fattori di arretratezza.
Migrazione di attori poco qualificati ma che abbiano una manualità professionale che non necessitano di
alti livelli di istruzione. (anni ’70)
• migrazione esterna, migrazione in scala più ampia che vede i legami tra ex-colonia e madrepatria data da
nuove relazioni economiche. (spazio Commonwealth, Maghreb->Francia, Turchia-Germania).
ANNI SETTANTA
Si creano delle situazioni migratori sfavorevoli a causa di una crisi petrolifera internazionale e di
conseguenza i paesi di approdo non riescono a portare avanti i propri processi di sviluppo e si rendono conto
che il flusso di migranti deve rallentare. Si ha quindi una chiusura delle frontiere del nord-Europa.
Questa chiusura determina un passaggio delle migrazioni verso l’Europa meridionale.
In Italia si viene in questo modo a delineare quella prospettiva economica e demografica tipica italiana.
Inizialmente il processo trainante è il triangolo industriale, Genova, Torino e Milano che generarono le
migrazioni interne ma che subisce negli anni settanta la medesima crisi.
In Italia le migrazioni internazionali cominciano ad arrivare quando si delinea la piccola media impresa a
conduzione prevalentemente familiare. Si sviluppa con dinamiche e in una territorialità diversa, specialmente
nel nord-est e crea un nuovo impulso si processi di sviluppo economici interni e genera un bisogno nuovo di
manodopera.
ANNI OTTANTA
Si sviluppa il grande boom dell’emergenza immigrazione, nazionale, locale, politica e mediatica. Questo
cambiamento da emigrazione a immigrazione genera una problematica a livello nazionale specialmente nei
paesi del sud-Europa. La risposta politica all’immigrazione è un’emergenza, in particolare a causa
dell’irregolarità e della clandestinità. Questo perché la risposta che il governo può dare è in base alle
sanatorie: risolvono i problemi a livello superficiale quindi il fenomeno dell’emergenza politica diventa a sua
volta un fenomeno attrattivo (genera nuova immigrazione).
ANNI NOVANTA
Lo stravolgimento che arriva con la caduta del muro di Berlino crea una nuova ondata di fenomeni migratori
in tutta Europa. La caduta genera la fine del bipolarismo tra paese filo-capitalisti e filo-comunisti e crea
scompiglio a scala mondiale rispetto all’ordine geo-politico del mondo da quel momento in avanti.
Dalla prima volta l’Europa si considera territorio unitario che può essere attraverso anche da est a ovest che
emerge come piano inedito di mobilità, che con la presenza dell’Unione Sovietica prima non esisteva.
La sanatoria diventa ancora di più un fenomeno attrattivo fino al ’98. Da questo momento l’Italia affronta
l’emergenza in modo differente: per la prima volta l’approccio politico non è più emergenziale ma ci si
domanda sull’inserimento dei migranti in Italia. Il focus non è più in base alla contingenza ma ci si domanda
cosa essi possono fare all’interno del paese.
Il grande fattore attrattivo e l’economia che riesce dare lavoro agli immigranti in Italia:
il permesso di soggiorno viene garantito a chi lavoro dato anche al bisogno esplicitato in maniera chiara dalle
piccole medie imprese. Lo stesso per la congiunzione familiare.

Situazione italiana:
il cambiamento di tendenza negli anni ’70 diventa un problema emergenziale in particolare in riferimento
alla provenienza di ciascun immigrante: dislivello e differenze a livello etnico, religioso che genera una
complessità territoriale.
In realtà l’immigrazione ha riequilibrato degli scqilibri interni al territorio italiano già presenti al suo interno:
l’immigrazione internazionale come penetrazione a mosaico nelle diverse realtà territoriali, equilibra la
situazione di squilibrio economica tra sud e nord
• No: classica bipartizione Nord/Sud
• Sì: inedita realtà composita (mosaico di realtà territoriali che attraggono e sviluppano fattori attrattivi
diversi).
Il sud depresso degli anni ’80 prende vitalità in funzione di nuovi abitanti che creano un reticolo di
collegamento.

!14

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

• Si generano multipli fenomeni migratori: rete


- realtà urbane, rurali, montane
- metropoli, città medie
- aree industrializzare, agricole, turistiche
ANALISI DIACRONICA IMMIGRAZIONE IN ITALIA 1970-2000
Fino agli anni Settanta:
La diaspora italiana e emigrazione sono al centro della situazione italiana negli anni Settanta. Da emigrazioni
interne dal Mezzogiorno al Triveneto ma anche oltreoceano e in più le migrazioni ex colonia/madrepatria.
Anni Settanta:
chiusura frontiere nord-Europa e sviluppo economico dell’Italia quindi inversione tendenza.
Fine della grande emigrazione internazionale in Italia con riduzione delle migrazioni interne ma inizio
dell’immigrazione straniere:
- legislazione inesistente
- normative inadeguate
- controlli inefficaci
Anni in cui:
• ha un mutamento continuo del mercato del lavoro internazionale,
• crescita di una produttività nazionale
• introduzione di nuovi modelli di sviluppo industriale in Italia
Emerge che oggi chi riesce a stare in piedi non sono le imprese a conduzione familiare ma quelle imprese
che riescono a inserirsi a livello internazionale e che riescono a produrre prodotti di alta qualità.
Anni Ottanta:
emergenza immigrazione verso il sud-Europa e poca legislazione. Nel contesto europeo c’è una centralità dei
paesi mediterranea in particolare, l’italia si trasforma da area di passaggio a luogo di stabilizzazione.
La distribuzione interna degli immigrati crea una rete indicata data da:
- mobilità elevata dei migranti
- precarietà delle residenza
- temporaneità dell’occupazione
Si sviluppano le prime specializzazioni “etniche”:
- Tunisine: Mazzara del Vallo
- Serbi/Croati: Friuli Venezia Giulia
- Filippine/Capoverdiane: domestiche grandi città
- Cinesi: ristoranti/metropoli
Anni Novanta
Italia diventa uno dei principali paesi europei di immigrazione
Moltiplicazione degli immigranti e ricomposizione sociale del fenomeno
- flussi in continua crescente
- residenti stranieri
- nuclei familiari
- clandestini
Maturità fenomeno che provoca l’introduzione di una normativa adeguata
- regolarizzazione
- quote in entrata
- inserimento/integrazione ambiti lavorativo, scolastico, abitativo…
ANALISI DISTRIBUZIONE DEGLI IMMIGRATI IN ITALIA
Agglomerati urbani (Lazio-Lombardia)
- presenza di connazionali e reti di solidarietà
- ricerca spazi interstiziali di inserimento lavorativo (lavoro sommerso, ambulante)
- presenza servizi (centri accoglienza, corsi formazione)
Area centro-settentrionale
• Sviluppo di reti produttive
- grande indiustria
- piccole medie imprese
Area meridionale
• Luoghi di approdo
- situazione geografica
- limite permeabile
!15

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

- sistema economico informale


Aree di confine
• Situazione geografica (Puglia-Friuli)
Città di studi internazionali
Università Italiane per Stranieri

La molteplicità etnica che si lega ad una molteplicità di pull-factor da territori Europei, dell’Oceania,
dell’Asia e dell’America che generare una compresenza di fenomeni multiculturali che si lega a diversi
luoghi di partenza.

30/10

Conservare: migrazioni e protezione ambientale nella periferia del parco regionale della W

Studio delle migrazioni interne in Africa occidentale:

Zona destinata alla conservazione parco vasto che comprende componenti nazionali diversificate dal confine
tra Niger Benin e Burkina Faso: interesse ambientale che costituisce posta in gioco condivisa tra diversi
paesi, parco della doppia w. Parco regionale che si estende in un territorio che oltrepassa i confini regionali.
Area protetta vasta ma territorio condiviso tra paesi separati dal colonialismo e i cui confini sono stati
ereditati dal post colonialismo francese. Parco con valenze e caratteristiche diverse rispetto
all’organizzazione interna dei paesi, hanno livelli di qualità della vita (pil, demografia, istruzione) perché
hanno processi storici alle spalle differenti.

Niger ha indice di sviluppo umano molto basso, tra i più bassi del mondo, misura processi di sviluppo
economico, ambientale e umano si avvale di PIL reddito, speranza di vita e infine livello d’istruzione: questi
tre fattori in Niger sono molto bassi, appena c’è situazione ambientale imprevista la gente rischia di non
avere cibo. È un paese territorialmente problematico. Parco nella zona meridionale del Niger chiamato il
granaio nigerino sfruttato attraverso l’agricoltura per la presenza del deserto affianco. Paese con una
porzione di deserto, la sopravvivenza delle persone dipende dalle condizioni climatiche che rendono la
situazione precaria portando a emigrazioni di persone che non riescono più a sfruttare il loro terreno,
portando alla creazione di RIFUGIATI AMBIENTALI. È un paese che rispetto agli altri due è messo peggio.
Attività economiche:

• Allevamento transumatico: grande circolazione delle persone, man mano che le piogge diminuiscono le
persone si spostano seguendo le piogge per fare in modo che l’animale abbia di che sopravvivere. Animale
importante perché produce latte e derivati da esso, carne che rappresenta l’ultimo stadio. Pratica pastorale
in competizione a quella agricola, allevamento ha bisogno di pascoli e agricoltori di campi. Se si ha un
problema ambientale anche l’allevamento ne risente.

• Estrazione mineraria: a seconda delle regione riguarda riserve aurifere di oro, diamanti e l’uranio. Uranio
minerale estratto e veicolato in un circuito commerciale a scala mondiale da investitori esterni per gli smart
phone, garantisce un PIL ma che è distribuito in maniera non favorevole alle popolazioni nigerini. Attività
importante ma che non giova in maniera diretta sulla vita degli abitanti perché proiettata in uno scambio
mondiale esterno al paese.

I confini di derivazione coloniale sono fatti a tavolino, non conoscevano la complessità del territorio,
mettendo insieme attori in conflitto tra loro:

Problema Niger che mette a rischio la stabilità interna: maggior parte del territorio nell’area desertica sono
TUAREG etnia nomade organizzati con altri paesi che vivono sul deserto sahariano, organizzati in un
sistema socio-territoriale in base a logiche diverse dalle popolazioni che abitano la zona meridionale il
granaio del Niger. Nel granaio ci sono popolazioni nere non berbere, arabe e meticce, basano economia su
allevamento e agricoltura, l’economia e l’organizzazione territoriale è diversa dai tuareg.

Niger grazie a risorse interne però non entra in crisi, gli interessi geopolitici ed economici dell’estrazione
dell’uranio spingono paesi internazionali a mantenere la stabilità in Niger. I tuareg vengono controllati in
funzione degli interessi internazionali che investono nel loro territorio. Niger è un paese strano qualità della
vita bassa:

!16

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Istruzione bambini nella logica dell’islam nelle popolazioni tuareg studiano il corano in scuole separate
dallo stato, ma che garantiscono un livello d’istruzione di base basandosi sul corano. Sistema che funziona
fino alla fine del 20° secolo perché favorisce istruzione di base dei bambini nigerini dando l’opportunità a chi
non poteva permetterselo di andare a scuola.

Oggi questa zona sahariana è preda di un nuovo processo d’islamizzazione legato all’ISIS una
configurazione estrema dello stato islamico da ovest verso sud portando avanti una nuova logica di
occupazione del territorio più estrema e bellicosa non governabile e non gestibile da chi non appartiene alle
cellule interne, investe anche il Mali e il Burkina Faso. Mali affronta una guerra “civile” tra ribelli interni alla
zona sahariana e popolazioni della zona meridionale, facendo cadere il paese e mettendo a repentaglio la sua
stabilità interna, cosa che non succede al Niger per gli interessi di paesi esteri nel loro stato, equilibrio stabile
ma sul filo del rasoio.

BURIKINA FASO: paese complesso perché è unclavè non ha sbocco sul mare, quindi non accede alla
circolazione delle merci a livello mondiale, devono usare altri porti. L’accessibilità reale tra entroterra e costa
non è garantita in maniera unitaria nei paesi: due strade sud-ovest, sud-est.

Quella verso ovest arriva alla capitale coloniale e raggiunge la costa d’avorio per andare alla costa di Guinea.
La costa d’avorio è da diversi anni è in crisi profonda e quindi l’accessibilità reale non è immediata. Ghana e
Togo sono difficilmente accessibili e quindi sono fuori gioco. Il vero accesso al mare per il BF passa dal
Benin strada che ha livello di manutenzione buono quindi unico vero accesso al sud.

Burkina Faso interessato per molti anni a questioni ambientali estreme, processo di desertificazione porta il
territorio ad avere possibilità di agricoltura ridotte perché deserto si espande a sud. Situazione interna quindi
difficile, stagione secca di 7 mesi e stagione piovosa più corta 3/4 mesi, ma il periodo delle stagioni secche si
sta allungando. La causa non è endogena generata all’interno, ma esogena generata da fattori esterni come il
cambiamento climatico che causa la desertificazione. Aree desertiche e pre desertiche dove le persone
faticano a trovare una soluzione a una stagione secca che dura più a lungo, posta in gioco ambientale elevate
che non sono locali ma mondiali. Pratiche antropiche che creano cambiamento climatico:

• Buco dello zono

• Industrializzazione

• Urbanizzazione
Loro pensano che questa desertificazione sia causata da una maledizione da un dio, ma non è generata da
un’evoluzione naturale ma antropica creata dagli attori umani mondiali dei paesi più sviluppati che creano
inquinamento. Territorio sud sahariano pre-desertico interessato a fenomeni ambientali perturbatori molto
forti. Ci sono pratiche antropiche endogene di questi territori che intensificano la desertificazione: attività di
trasformazione delle loro risorse naturali che incidono negativamente sulla conservazione ambientale come il
DEPAUPERAMENTO PEDOLOGICO (pedologia scienza che studia il suolo)impoverimento del suolo
che diventa fattore che incide sull’avanzamento del suolo ci sono Pratiche produttive per la creazione di
un’attività economica che incidono sulla desertificazione:

• Disboscamento: zona forestale pre-desertica che viene tagliata per la necessità di campi contribuendo così
all’avanzamento del deserto. Avere una foresta vuol dire impedire l’avanzamento del deserto, è un limite
naturale a esso. Deserto, savana e foresta.

• Agricoltura speculativa intensiva: a differenza di quella di sussistenza tradizionale, viene inserita in un


sistema commerciale a scala mondiale, per modernizzare e finalizzata alla vendita di prodotti in un circuito
mondiale. In questi paesi le economie territoriali tradizionali si trasformano attraverso i processi
latifondisti che chiamano da fuori un investitore che si concentra su un solo prodotto MONOCULTURA
SPECULATIVA del cotone. Cultura che prende piede molto prepotentemente perché BF sigla a New York
un programma Cotton 4 per creare un’ economia che sostenga la crescita del pil per farli arricchire
economicamente. Ma il cotone ha il problema di creare depauperamento pedologico e impoverisce il suolo,
e non permette più di piantare il seme dopo qualche hanno perché rende di pietra il suolo. Fanno espandere
il deserto e impoverisce lo strato superficiale del suolo. Pratica antropica locale ma introdotta da grandi
investitori esterni, i paesi aderiscono a programmi di sviluppo ma non badando più all’ambiente e alla
conservazione di esso in un territorio già problematico. La crescita del pil in base all’agricoltura intensiva
è devastante! Costringe persone ad andarsene per sopravvivere, sono persone povere perché non hanno
soldi hanno solo il grano o il bestiame, ma quando la questione ambientale è critica devono scappare.
!17

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Il parco della W è un’area protetta investita da processo di cooperazione per lo sviluppo allo scopo di creare
una cintura verde protetta PER LIMITARE L’AVANZATA DEL DESERTO. Per ricreare un cordone di
vegetazione che limiti l’avanzata del deserto. Alternando la coltivazione del territorio un anno grano, un anno
maggese e un anno grano ricreando la fertilità del suolo a fatica.

Per creare cotone nel più breve tempo possibile l’agricoltura di stampo famigliare tradizionale non regge alle
pratiche intensive speculative quindi si necessita di manodopera diventando fattore attrattivo per migranti.
Bisogna produrre più velocemente prima che lo faccia qualcun altro. Ma il cambiamento climatico in atto
rallenta i processi di crescita del prodotto agricolo che doveva essere inserito nel mercato internazionale,
cotone invenduto perché non è stato prodotto abbastanza velocemente. Ma per fare il cotone le altre pratiche
agricole per sussistenza erano state abbandonate, non avendo venduto il cotone non avevano nemmeno soldi:
fattori esogeni riconducibili a logiche trasformative e territoriali che fanno capire come funzionano i mondi.
Gli aspetti della mondializzazione in questi territori lontani sono stati profondamente colpiti dai paesi
urbanizzati.
31/10
Il parco è inabitato e le popolazioni che abitano queste regioni possono accedere solo alle zone limitrofe. È
un parco ampio e importante dal pdv politico serve come unità tra territorio diversi, ambientale perché crea
percorsi per gli animali nell’area protetta, nel tempo ha assunto statuto particolare: RISERVA DELLA
BIOSFERA TRANS-FRONTARIERA. Ciò significa avere il logo dell’Unesco e quindi di essere particolare
rispetto al territorio circostante, rilievo a livello mondiale, attrae fondi allo sviluppo provenienti da altri paesi
l’UE investe in questo territorio.Queste riserve trans-frontiere sono aree di particolare pregio che si
estendono su più stati. Rende il parco importante nella sub regione dell’africa occidentale e particolarmente
attrattiva per chi attorno vive difficoltà ambientali e la gente tende ad andare tutta nelle periferie del parco,
ma non possono abitarci dentro.

Parco della doppia W perché si trova lungo il percorso del fiume Niger che ha due meandri che descrivono
una doppia W.

Limiti statistici della regione:

1. Sono scarsi e inattendibili: i dati non sono affidabili, non restituisce tutta la complessità culturale che sta
dietro al movimento delle popolazioni. Soprattutto in africa occidentale dove parlare di dati macro non è
possibile perché non c’è conoscenza dettagliata a scala locale nei territori non urbanizzati, difficilmente
accessibili lontani dalle aree infrastrutturate. Dati statistici scarsi e inattendibili perché quando esistono
sono:

• FONTI DESUNTE O INDIRETTE: non hanno elementi tecnologici per controllare, analisi fatte su aree
campione e i dati vengono poi proiettati a scala più ampia. ANALISI DELLE MIGRAZIONI IN QUESTI
PAESI SONO GENERICHE perché RIGUARDANO DATI SULLA DEMOGRAFIA PER POI ESSERE
PROIETTATI SULLA mobilità: mobilità elevata sia per questioni culturali e per le pratiche, ex. Allevatore.
Difficile da registrare perché nei paesi dell’ ecowas organizzazione regionale economica dell’africa
dell’ovest, unità transfrontariera che non chiede la registrazione della mobilità alla dogana perché c’è patto
di mobilità libera in questi paesi. Alla dogana di solito si registrano solo stranieri bianchi o chi si sposta
con la macchina.

• FONTI AMMINISTRATIVE,

• CENSIMENTI,

• DATI ETNI LOCALI


2. non restituiscono complessità identitaria della società: usa metodi occidentali, diversità organizzazione
territoriale etnie, quindi funziona diversamente rispetto alla logica occidentale:

• composizione demografica: Tutto questo appartiene al sostrato d’identità nera che non ha niente a che
vedere con la struttura del colonialismo.

• gerarchia tra villaggi: Esiste una gerarchia tra villaggi e per cogliere le differenze bisogna guardare i
villaggi alcuni hanno più autorità chiamati villaggi MADRE che generano villaggi a loro volta e quindi
sono più importanti rappresentativi.

!18

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

• modalità sfruttamento risorse territoriali: che differisce in base alla stagionalità e al territorio. Insieme di
attività tradizionali che comportano rapporto diretto tra abitante e natura per garantire la sussistenza.
Bisogna capire che risorse rincorrono. Attività pratiche sono informazioni centrali perché in base alle
competenze naturali i gruppi etnici trasformano il territorio rendendolo più consono alla loro società.

• livelli autorità: chi è più rappresentativo rispetto a un gruppo attoriale, dati che non fanno emergere
l’organizzazione socio territoriale, come si organizza per sfruttare la terra. Le popolazioni non si sentono
appartenenti a uno stato, quelle etniche sono popolazioni che si riconoscono appartenenti a un’etnica che
diventa strategico come concetto per capire le logiche territoriali delle popolazioni.

3. non restituisce l’altrove: approccio di raccolta dati differente da quello che si usa in occidente per
l’organizzazione diversa. La raccolta di dati riproduce quella occidentale ma non restituisce l’altrove, c’è
scollamento tra organizzazione politica tradizionale legale e quella istituzionale legittima.

Legale: interessa i paesi colonizzati perché il paese dipendente ha ereditato dal colonialismo la struttura
politica che è stata creata e impostata dal paese colonizzatore. Territori rurali che mantengono
l’organizzazione politica precedente a quella dell’arrivo dell’uomo bianco.

Legittima: organizzazione territoriale diversa, altra che funziona in modo diverso rispetto a quella
istituzionale legale.

Problemi del colonialismo: si fanno interventi di sviluppo in luoghi non frequentati, in luoghi non
indicati da chi vive nei villaggi ma da chi li amministra che conosce poco il villaggio rurale. Ci sono
logiche di competenza topica che diventa strategica per l’intervento di sviluppo indicato dall’autorità
legittima ovvero chi è veramente autorevole e ha conoscenza delle risorse rurali nel luogo in cui vive. Il
referente istituzionale conta ma necessita di un referente legittimo che ha ereditato sapere dalla sua
famiglia che ha vissuto sul territorio, da questo pdv l’appartenenza etnica è legittima: gestione
GERONTOCRATICA chi ha il potere non è il popolo ma gli anziani, coloro che per anni hanno
trasformato e visto le trasformazioni del territorio, hanno competenze sull’utilizzo delle risorse un ruolo
di rilievo, capo è una persona vecchia che non sa il francese e vive in contesti rurali. La trasmissione del
potere non avviene attraverso il voto segreto, ma alcune famiglie, lignaggi, hanno ereditato nei secoli
l’autorità politica fondiaria e religiosa, questi 3 lignaggi sono strategici nelle etnie perché il capo
villaggio non è uno qualsiasi ma uno appartenente a questi lignaggi.

Le due sfere politiche creano competizione, chi ha l’autorità legale vuole decidere, chi ha quella legittima si
sente lasciato da parte nelle decisioni, hanno l’idea che la cooperazione sia una nuova forma di
colonizzazione, nuova forma di gestione dei territori in via di sviluppo in base a logiche occidentali. È
difficile quindi non generare conflitti, le cose non vengono utilizzate perché non vengono costruiti secondo
una logica istituzionale., non h autorevolezza, non è rappresentativa delle popolazioni.
L’autorità legale non è completamente riconosciuta.
Stato riveste un ruolo diverso rispetto al contesto occidentale.
I limiti territoriali e amministrativi non sono considerati.

Creazione di dati indiretti:

geografia come analisi del territorio è diventata lo strumento di ricerca che permette di ricostruire dati
indiretti per capire se in questi territori c’era o no mobilità. Attraverso:

• Distribuzione etnica: se c’è omogeneità etnica vuol dire che il territorio non è soggetto a migrazioni. Si
percepisce subito attraverso l’uso della lingua ogni etnia ha la sua lingua per comunicare, molte etnie:
disomogeneità etnica significa presenza d’immigrazione.

• Numero villaggi: quando sono molto numerosi si è in presenza d’immigrazione. Il processo di genesi del
villaggio è molto lungo nel tempo ci vogliono molti anni. La genesi naturale secondo il processo di
popolamento normale (nascite) vede pochi villaggi. Quando ci sono molti villaggi significa che c’è stato un
fenomeno perturbatore di gente che si è spostata in questi villaggi. Aspetto quantitativo e qualitativo se
messo in relazione con la componente etnica.

• Periodo fondazione villaggi: dato storico importante perché se si hanno villaggi antichi presumibilmente
non si hanno fenomeni di migrazione perché vuol dire che il territorio è stabile difficilmente si ha
immigrazione. Quelli appena nati sono stati soggetti a fenomeni perturbatori come siccità che porta a
!19

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

immigrazione. La ricostruzione del territorio avviene attraverso una narrazione, non sono persone
alfabetizzate e quindi non hanno riferimenti scritti ma solo eventi noti.

• Tipologia di installazioni: se si hanno villaggi madre con villaggi distaccati che derivano da essi e altri
villaggi fondati da persone esterne con nuova installazione si ha immigrazione. Lo statuto del villaggio fa
capire l’immigrazione se è presente o no, mobilità del territorio. Gli Amo sono installazioni temporanee
che non hanno stabilità ma sono legati alla pratica di un’attività, dato indiretto sugli immigrati stagionali.
La tipologia d’installazione è importante perché fa capire che se c’è la dissimilazione vuol dire che c’è
intensificazione delle pratiche con manodopera stagionale.

Strategico quindi è: L’ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE (CHE COS’E’ LA STRATEGIA SIGAP)

Metodologia di ricerca di terreno che noi ricercatori di Bergamo abbiamo messo a punto per raccogliere dati
sull’organizzazione socio territoriale degli abitanti, come i processi territoriali premettono di capire le
logiche trasformative messe in atto dagli abitanti: sistemi di formazione geografia delle aree protette. Dati
mostrati attraverso questi sistemi di software cartografici che forniscono informazioni su come le società
trasformano il territorio. Metodologia che si avvale di indagini di terreno e sistemi cartografici per vedere i
dati producono interpretazione di dinamismo territoriale riguardante le migrazioni.

Mobilità dei territori: esempio di studi sulle migrazione che evidenzia come i territori sono caratterizzati da
grande mobilità interna di cui non si ah consapevolezza.

Parco della doppia W: complesso W.A.P.: (parco della doppia W. Arly. Pendjari). 3 parchi complesso eco-
sistemico che si aggancia ad altri parchi sistemi protetti messi in atto dalla comunità nazionale per bloccare
la desertificazione. 1500 villaggi attorno al parco della doppia W significa intensificazione di popolamenti
che intensificano l’evoluzione naturale demografia e quello di genesi dei nuovi villaggi: indicano un
fenomeno perturbatore.

Componente etnica : 12 etnie attorno al parco della doppia W:

• territorio Niger grande instabilità e disomogeneità etnica a scala regionale. Scala regionale fa riferimento a
tutta la periferia, confronti che mettono in evidenza le specificità di un territorio

• Niwase abbastanza omogeneo 3

• Burkina Faso componente omogenea.


Mappa aiuta a interpretare il fenomeno perché da visione d’insieme.

Gerarchia tradizionale tra villaggi:

Burkina Faso più organizzata nella struttura territoriale, grande confusione in Nigeria non è più possibile
ricostruire la genesi dei villaggi per l’evoluzione demografica, molti insediamento per nuova installazione da
gente esterna che non ha consolidato l’espansione del territorio legata alla genesi demografica.

Migrazioni interne e esterne Bosnia: migrazioni antiche, permanenti che vengono da fuori, e migrazioni
temporanee legate all’emigrazione partenza di persone nella stagione secca che s’insediano per sopravvivere.
A scala locale si notano strutture abitative che appartengono a un gruppo etnico, processo naturale di
evoluzione demografica che prevede la costruzione di un nuovo quartiere per creare una moschea nuovo
luogo di culto con nome differente fa capire che c’è un processo di trasformazione de territorio. Commercio
itinerante che da grande mobilità e nella stagione secca segue espansione verso sud. Moltiplicazioni strutture
abitative.

!20

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

2° MODULO:
PROCESSI TERRITORIALI DELLE AREE ASIATICHE

Fornire strumenti utili per l’analisi dei Paesi Asiatici nell’ambito di una comunicazione interculturale, le
dinamiche del loro inserimento nel panorama della mondializzazione in merito ai processi territoriali:
• i processi territoriali e le dinamiche mondiali

• gli spostamenti di popolazione internazionali: territorio e migrazioni che coinvolgono le aree asiatiche

• i processi territoriali delle aree asiatiche e le nuove dinamiche della mondializzazione

I. Il processo di territorializzazione delle aree asiatiche: basi geografiche per una comunicazione
interculturale

Si viene a creare in base a cosa si intende oggi per geografria. Geografia riguarda
- la forma territoriali -> rappresentazioni e trasformazioni date in base alle scelte date dalle istituzioni e
messe in atto per rendere il territorio adatto alla vita e alle proprie necessità.
- scienza conoscitiva -> teoria della complessità, una disciplina che ci aiuta a capire i fenomeni della
modernità.
In entrambi i casi la geografia è l’esito di un lavoro di una società e fa riferimento agli attori territoriali che
non vengono considerati come delle singole persone ma com e un insieme di persone che condividono un
progetto sociale, delle risorse alle quali riescono accendere, che condividono un apparato giuridico e che
decidono di trasformare queste risorse in base al proprio obbiettivo. Passare dallo “stare al mondo” (non
avere nessuna finalità propositiva) ad “abitare la terra” (rendere il contesto territoriali nel quale si vive,
consono ai propri obbiettivi).
La società passa attraverso questo due stati dal momento in cui passa dal concetto di spazio come mero
attributo fisico ed estensione della superficie terreste ad un territorio inteso come uno spazio antropizzato,
spazio che oltre i contributi fisici ha degli attributi antropici.
Questo passaggio si chiama processo di territorializzazione: processo in cui una società passa dallo stare al
mondo all’abitare la terra. Il territorio diventa l’esito dell’azione sociale, il risultato delle trasformazioni di
quegli attributi fisici iniziali che la società ha messo in atto grazie all’agire quotidiano.
Ma il territorio diventa anche la base di partenza di quello che succederà nel futuro, diventa una condizione
di partenza di una società. Il territorio è l’esito delle scelte di quelle società ma anche il bene culturale degli
attori che l’hanno creato.
• Il primo processo di territorializzazione è un atto di appropriazione intellettuale: la denominazione, il
controllo denominativo è un controllo simbolico fondato su simboli territoriali che sono i nomi dei luoghi.
• Il secondo atto territorializzazione è la reificazione che viene messo in atto attraverso delle pratiche
antropiche, azioni materiali del territorio.
• Il terzo atto è la strutturazione, si creato dei contesti operativi. Si tenta di creare delle strutture come delle
organizzazioni del territorio in contesti operativi a complessità ridotta che ci aiutano a comprendere
quando il territorio è troppo complesso e le molteplici funzioni che si sovrappongono. Si è in grado di
ricondurre la materialità costruita a specifiche funzioni.
La territorializzazione è quindi il sistema complesso che integra e fa interagire questi tre atti totalizzanti.

La territorializzazione può essere l’esito di una razionalità, la logica che sta dietro all’agire sociale nel
territorio. La razionalità territoriale può essere:
- Auto-centrata, quando la logica trasformativa di chi governa e crea territorio corrisponde esattamente ai
bisogni espressi da quella che è stata definita la razionalità sociale, la logica richiesta dagli abitanti. Chi
produce territorio risponde ai bisogni espressi da chi abita.
- Etero-centrato, quando non si hanno più corrispondenze tra società e territoriali, la logica trasformativa
non risponde alle esigenze espresse dalla razionalità sociale, dalla logica di chi quel territorio lo abita
(colonialismo: mostra in maniera chiara come una razionalità totalizzante crea nel territorio in colonia un
modello che risponde ai bisogni della madrepatria).
L’approccio olistico permette di capire la dinamica dell’altrove e dell’altro che ha prodotto. Un approccio
analitico-olistico aiuta a capire quale sono gli elementi importanti per ripulire un territorio che possono
essere diversi da un territorio all’altro.
Il processo di territorializzazione permette di spogliare il territorio dell’altro dai preconcetti e attribuirne
qualche elemento di auto-consistenza.
Il territorio è organizzato in un processo designativo, reificante e strutturante.

!21

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

14/11

LA DENOMINAZIONE
Consente di attribuire un nome all’interno dello spazio composto da meri attributi fisici e attribuire a questo
spazio un controllo dominato cognitivamente. La denominazione ha riguardato le prime popolazioni e anche
oggi denominiamo il territorio.
La denominazione è un atto territorializzante:
• Costruisce territorio e recupera significato nella sfera dei valori di una società. Sostrato che conferisce
significato ad una cultura che viene portato con sé dalle persone che vivono i luoghi. Ci permette di
localizzare dei luoghi e nello stesso tempo la cultura che viene trasferita nel significato di quel luogo.
• Interviene sui meccanismi auto-poietici della società. Riconoscere il significato veicolato consente alla
società di riconoscersi come appartenente ad un certo luogo e di conseguenza contribuisce anche alla
riproduzione sociale, rendere un luogo un posto confortevole nel quale ci si ritrova come apparentanti ad
un gruppo sociale.
A differenza del mondo occidentale, in molti territori dell’altrove caratterizzate da un processo di
territorializzazione diverso hanno dei designatori che ci permettono di identificare determinate caratteristiche
(es. designatori che ci identificano la quantità di acqua presente nel suolo e di conseguenza il tipo di
coltivazione che è possibile applicare in quel suolo). La ricchezza denominativa legata alla pratica agricola
col nostro processo di industrializzazione lo abbiamo perso. Dall’altro lato i saperi territoriali che sono delle
pratiche trasformative territoriali.
Angelo Turco ha definito questo processo un “serbatoio metafisico”, che raccoglie gli aspetti non materiali
che fanno riferimento alla cultura, ai valori territoriali e ai saperi trasformativi legati alle pratiche di sviluppo
del territorio. Un insieme di competenze e di valori che vengono trasferiti di generazione in generazione.
Quando la società cambia, cambiano i nomi dei luoghi.
Ci sono grandi esempi di affermazioni identitarie nel cambiamento dei nomi di città:
- San Pietroburgo —-> Leningrado (Russia)
- Lèopoldville —> Kinshasa (Congo)
- Aeroporto Saddam Hussein —-> Aeroporto Baghdad (Iraq)
- Odjiva (Angola) —-> Villa Pereira
Designatori
Abbiamo tre principali funzioni che i designatori portano con sé:
• Referenziali; con il destinatari referenziali si localizza un luogo e lo si posizione un punto diverso dagli
altri. Creano il primo ordine: tutti i designatori danno dei riferimenti, abbreviazioni e descrizioni di luoghi-
• Simbolici; attingono ai valori sociali (serbatorio metafisico): tutti i valori sociali, tradizionali, religiosi,
politici. I simboli sono degli elementi che ci fanno vedere quando un designatore è un desifnatore di natura
cattolica, islamica ecc.
• Performativi; attingono all’esperienza (verità empiricamente accertata), prodotta attraverso l’utilizzo
performativo delle pratiche di sviluppo di quel territorio.

Denominazione di Cina —> cen-hi “terra di mezzo”. Come significato simbolico:


- assume una centralità territoriale attribuita al popolo cinese
- alta considerazione di sé, ciò che non è cinese, può essere obiettivo di conquista.
Questa appartenenza identitaria viene assunta da una denominazione simbolica, elementi identitari che
vengono esplicitati in tutto il mondo attraverso una denominazione della diaspora che ora è diventata per tutti
“China Town”. Questa appartenenza diventa un obbiettivo di conquista, si entra nel territorio degli altri
attraverso il consolato, la creazione di partenariato economici e servizi alla vendita che può allettare
attraverso una nicchia economica che prima non esisteva.

Il K2 è una cima dell’Himalaya, definita così rispetto ad un K1 all’interno di questa catena che in epoca
coloniale era definito il più alto. Il K2 fa riferimento ad una competenza a-topica, ad una trasformazione di
un luogo attraverso una scoperta avvenuta durante il periodo coloniale. C’è una funzione connotativa che fa
riferimento all’esperienza e quindi all’aver conosciuto personalmente questo luogo.

REIFICAZIONE
Atto territorializzante che ci serve ad esercitare un controllo pratico, creare di cose materiali all’interno del
processo di territorializzazione E’ la produzione di elementi materiali, artefatti territoriali tramite la
trasformazione delle risorse.

!22

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

La reificazione richiama al termine “homo faber”, come un insieme di persone che agiscono per cambiare il
territorio, che nel contempo diventa deposito di cultura. Homo faber costruisce territorio ma mai per caso,
sempre cercando di mostrare una appartenenza identitaria da esternare.

Ci sono due atti reificanti, atti trasformativi attraverso cui si cerca o acquisisce un autonomia:
• La ricerca di autonomia è la ricerca di tutte quelle pratiche che garantiscono la vita nel territorio. Gli atti
nella ricerca di autonomia sono le pratiche finalizzante a trasformare le risorse naturali presenti in un
territorio per dare da mangiare e rendere autonomi gli autori abitanti quel territorio: agricoltura,
allevamento, attività mineraria, disboscamento. Finalizza a far sopravvivere un territorio.
• Acquisizione di autonomia: bonifica, movimento, insediamento. Tutti quegli atti legati alla
stabilizzazione della propria esistenza all’interno di un luogo. Ha il fine di complessificare il territorio,
creare contatti e legami, strutture di mobilità che connettono i vari luoghi. Essi quindi consolidano gli
insediamenti all’interno di un territorio.
Gli atti reificanti quindi complessificano il territorio nella misura in cui lo costruiscono materialmente e
diventano segni identitari, nel quale si riconosce. Pratiche ricorsivi messe in atto attraverso la trasformazione
materiale delle risorse.

Attraverso una materialità costruita —> gioco sociale.


L’atto reificante:
• impresa tecnica, l’atto reificante diventa più o meno complesso in base alla conoscenza che ogni società ha
acquisito in merito all’esperienza nella costruzione di una artefatto.
• impresa sociale, nel momento in cui un luogo diventa emblema di un luogo diventa elemento identitario
della società. (es. Torri Gemelle)
L’atto reificante quindi oltre alla denominazione, produce un logica sociale, trasformativa dal territorio che
trae i propri regolamenti dal diritto. Ci sono delle norme che regolano i processi trasformativi. Il diritto è
quindi un regolamento delle possibilità di trasformazione all’interno dei luoghi che legittima l’atto reificante.
Il diritto sancisce e regola ciò che si può fare in un determinato territorio.
In base a queste regole si produce una logica sociale che si ricollega alla territorializzazione auto-centrata o
etero-centrata.
(ES. La Muraglia Cinese è un percorso tra luoghi e un confine, sancisce delle appartenenze e allo stesso
tempo un simbolo del paese.
L’attività fluviale è un elemento reificante che dimostra al mondo un sistema cinese studiato e potente.)
Ambedue esplicitano l’appartenenza indennitaria come strumento sofisticato.

LA STRUTTURAZIONE
Si parla di controllo sensivo, conferisce senso, crea dei contesti di senso a complessità ridotta; elementi
territoriali più piccoli ma che abbiano un loro ruolo all’interno del territorio. La strutturazione è l’atto più
complesso perché è immateriale, è un governo della grande complessità che si crea nel territorio attraverso
gli altri due processi precedenti,
Con la creazione di simboli e pratiche territoriali si crea un mondo iper-complesso: composto da una miniera
di campi possibili, grandissima quantità di funzioni territoriali che si sovrappongono tutti all’interno di quel
territorio.
Si creano quindi una gerarchia, creando all’itnerno della società dei contenti più piccoli che sono le strutture
territoriali —> contesti di senso che vengono gestiti in base a delle regole che richiamo il diritto.
I contesti di senso conferisce senso alla denominazione e alla reificazione, agli elementi simbolici e materiali
costruiti dall’uomo. Quando diventano troppi con la strutturazione territoriali si gestiscono in maniera più
adeguata.
La struttura territoriale è un sistema formato da più elementi che vengono messi in relazione attraverso altri
sistemi.

15/11

II. Gli spostamenti di popolazione internazionali: territorio e migrazioni che coinvolgono le aree
asiatiche.

Il territorio di immigrazione prevede la costruzione su di un territorio pre esistente (materialità costruita) di


un nuovo territorio (nuova materialità costruita). Territorio 1 —> Territorio 2
Con questo processo si complessifica ulteriormente la realtà locale e si forma un territorio multiculturale,
prodotto da un processo di compenetrazione di interessi diversi. Ognuno cerca di trasformare al territorio
locale in base alle proprio necessità

!23

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

In questo ambito si possono avere trasformazioni in due prospettive:


- top-down; aziona trasformativa in prospettiva istituzionale, logica di governo insita nella logica locale.
- bottom-up; Con l’immigrazione, il territorio 2 non sempre si inserisce in maniera precisa in una
prospettiva top-down ma si inserisce in una prospettiva dal basso, la sua logica territorializzante trasforma
con la responsabilità delle proprie azioni, con il proprio simbolo culturale partecipa alla trasformazione
del territorio e conferisce connotati di multiculturalismo al territorio. Si passa da territorio unico ad un
territorio plurale.
L’azione trasformativa risponde ad una nuova razionalità che si rende evidente quando abbiamo un
cambiamento nelle funzioni della materialità; una realtà esistente acquisisce una nuova funzionalità in base
ad una nuova componente attoriale.

Aree asiatiche
Diaspora: forma di movimento di popolazione che richiama il concetto di territorio in rete fondativo
dell’attuale logica del nostro sistema mondo, la mondializzazione. In questo caso la diaspora si delinea
quando “un certo gruppo sociale o etnico si divide tra più paesi d’accoglienza pur mentendo un forte
sentimento comunitario, che permette la permanenza di reti transnazionali tra i membri del gruppo e la
difesa di interessi collettivi.” (de Wenden).
Crea delle connessioni a scala mondiale tra il territorio di partenza e la molteplicità dei territorio di approdo;
emigrazione verso numerosi paesi di approdo (diaspora cinese). La condivisione degli stessi interessi e delle
stesse competenze topiche, di radici identitarie diventa un elemento che assicura il successo del progetto
migratorio dal momento che funge da supporto a tutte le fasi di inserimento del migrante nel territorio
d’approdo.
Sotto questo profilo la diaspora cinese diventa il gruppo attoriale che distanzia dal nostro concetto di
territorio in rete. I cinesi fanno funzionare la loro realtà locale a scala mondiale in base alla connessioni
economiche e culturali che stanno dietro a ciò che è l’impero economico creato dalla diaspora cinese.
La sua specificità è quella di appartenere ad un gruppo sociale unito mettendo in atto un processo di
inserimento efficiente e con un buon risultato. Ci si disperde in maniera capillare in una molteplicità di
territorio ma si mantiene una forte appartenenza comunitaria.
La diaspora cinese è composta da 30-50 milioni di cinesi “d’oltremare” suddivisi tra Sud-est asiatico, Stati
Uniti, Canada, Siberia ed Europa, composta per lo più tra commercianti, uomini d’affari, operai, studenti che
fanno da intermediari tra mondo capitalista e Cina. I cinesi investono parte dei loro capitali in Cina,
contribuendo alo sviluppo locale, pur mantenendo spazi comunitari a identità forte in tutte le China Towns.
Se guardiamo una mappa della diaspora cinese nel mondo, la presenza di un China Town è capillare, in molti
spazi territoriali nel mondo, creazione di connessione capillare a scala mondiale.

Diaspora e cittadinanza
La diaspora è una forma migratoria che richiama il concetto di cittadinanza collegata al territorio in rete. La
diaspora cinese crea un coesione identitaria che fa riferimento alla cultura della madre patria e dall’altra una
coesione identitaria che fa riferimento al territorio della diaspora. L’impresa migratoria diventa anch’essa
elemento identitario, il successo della migrazione garantisce la coesione perché diventa un elemento di
condivisione fra persone differenti. Di fatto crea connessione tra territori a scala locale e globale, che
permea l’identità del territorio in emigrazione introducendo connotati che provengono dall’esterno. I
connotati sono dalla Cina verso tutto ciò che i cinesi hanno costruito nel mondo quindi al Sud-est asiatico,
Nord Europa all’Europa. Il movimento è quindi la caratteristica della diaspora cinese e che destruttura l’idea
tradizionale di cittadinanza (termine obsoleto nelle dinamiche della contemporaneità perché si fonda
sull’idea identitaria di nazione). La cittadinanza assume ora una connotazione dinamica in una dimensione
trans-nazionale.

Altre diaspore asiatiche.


• Diaspora filippina: circa 7 milioni distribuiti in 162 paesi del mondo; i loro contributi nel paese d’origine
costituiscono circa l’8,2 del PIL Filippino. Con questa diaspora si è creato uno spopolamento del paese
sopratutto di una cerca fascia di età.
• Diaspora indiana: circa 5-6 milioni di persone particolarmente presenti nel Regno Unito, ma anche in
Australia e Stati Uniti.
• Diaspora vietnamita: formata da dopo il 1975, unisce più di un 1 milione di persone di cui il 70% è negli
Stati Uniti. Vi si aggiungo Laoziani, Cambogiani e 500.000 Sud-Coreani installati perlopiù in California.
Tutte queste diaspore intessono reti transnazionali economiche, culturali e, talvolta, religiose attraverso:
- reti associative transnazionali
- trasferimento di fondi
- mobilità come stile di vita
!24

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

- costituzione di mestieri “etnici”


Immigrazione asiatica in Italia (flussi in aumento dopo la ripresa degli crisi 97-99)
Grande distanza:
- grande selezione di partenza
- immigrato scelto per partire dispone di maggiori risorse umane, sociali e finanziarie
- investe in un progetto migratorio di lunga dorata
- consapevole dell’importanza della coesione del gruppo per trovare appoggio e reggere costi economici e
psicologici.
Immigrati asiatici:
- Terzo gruppo continentale presente in Italia
- eccezion fatta per Filippini e Cinesi, sono immigrati recenti a partire dagli anni Ottanta
- gruppi portatori di istanze sociali e culturali profondamente altre rispetto alle nostre
- possono generalmente contare su presenza di reti etniche che offrono strumenti per prima interazione
sociale ed economica
- possiedono spiccata propensione per attività del terziario sia nel lavoro domestico che nell’attività
autonoma.

All’interno di questi grandi gruppi nazionali vengono coinvolte prevalentemente due aree, Asia sud-orientale
e Estremo Oriente:
Cinesi: sono i più numerosi, si concentrano nelle aree del Centro-Nord, rappresentano una componente
stabile e radicata anche grazia a numerosi ricongiungimenti familiari e a inserimento di successo in svariate
attività lavorative imprenditoriali.
Filippini: secondo gruppo, prevalentemente femminile e insediati nelle grandi città, con specializzazione
lavorativa nel terziario a bassa qualificazione (collaborazione domestica, cura anziani).
Indiani: terzo gruppo, presente sopratutto al Nord (bassa pianura padana, aree prealpine bergamasche e
bresciane), con stabile collocazione nel settore zootecnico.

20/11

Le migrazioni internazionali che vediamo nel nostro quotidiano pongono le loro radice nelle migrazioni che
hanno avuto origine nelle regioni interne alla Cina, soprattutto delle zone costiere.

Dati di terreno:
Analisi più delineante nel territorio cinese attraverso dei nuovi strumenti analitici:
- recupero, complessità identitaria, società basica.
- restituzione dell’altrove. Capire le connessioni specifiche che la relazione identitaria crea nel paese di
approdo. L’altrove inteso come modalità di elementi che caratterizzano il paese di proveniente e che
vengono inseriti nel nuovo territorio.

Nella denominazione territoriale della diaspora cinese i designatori dei luoghi immigrati cinesi:
- veicolano significati di appartenenza a luoghi di origine
- sono resi attraverso forme figurali (insegne) o ideogrammi
- sostituiscono la denominazione pre-esistente con caratteri di internazionalità
es. SHU LEI con presenza di ideogramma
CHINA STORE, ASIA STORE, scritta inglese
YIANG vocabolo o nome proprio cinese
WEN ZHOU:
denotativo: città della Cina
connotativo: città di provenienza e affermazione identitaria

Nella reificazione la materialità degli immigrati cinesi:


- casi di costruzione di materialità ex-novo (creazione ristoranti cinesi
- presenza di “lanterne rosse” all’entrata dei ristoranti cinesi e take-away (appartenenza identitaria ma anche
denotazione ristorativa)
- appropriazione materialità esistente
- cambiamento di funzione e internazionalizzazione della proposta commerciale esplicita con delle insegne
o anche la vendita all’interno del negozio di non solo prodotti cinesi ma anche prodotti provenienti da altri
territori asiatici.

!25

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Lavoro
La reificazione si è articolata nel nostro territorio italiano con la presenza di spazi lavorativi imprenditoriali e
dipendenti: ristoranti cinesi, negozi cinesi, laboratori artigianali cinesi, banchi cinesi nel supermercato,
supermercati.
Abitazione
Alloggi e/o datori di lavoro (casa/laboratorio) in affitto o acquistati.
Servizi
Pubblici e privati che vengono frequentati e si attivano delle pratiche da parte dei cinesi come la questura, la
scuola, l’università (garantiscono l’integrazione nella società) e poi ambiti imprenditoriali più elevati come le
banche e i commercialisti.

La strutturazione conferisce senso al territorio e trasformazione materiali del territorio, le strutture degli
immigrati cinesi:
- multifunzionalità dei negozi
- principale finalità economica
- utilizzo differenziato di spazi urbani: su base dinamica legata agli spazi del lavoro
- utilizzo degli spazi privati per l’incontro collettivo o per il lavoro
- associazionismo su base familiare
Organizzazione delle pratiche in una rete commerciale:
Una connessione tra luoghi disseminati nel contesto locali e hanno anche una sorta di gerarchia tra di essi.
Questo processo di produzione ma anche di vendita e commercializzazione di prodotti cinesi riguardano tutta
una catena di relazioni e strutturazione economica gestita quasi esclusivamente tra connazionali.
Tra di essa si struttura una rete secondaria che ha a che vedere con quei luoghi che hanno il pretesto di
vendere i propri prodotto in un altro contesto commerciale.

Se noi consideriamo il nostro territorio come un insieme di segni che possono essere ricondotti all’identità di
chi l’ha prodotto possiamo approfondire tre principali ambiti:
• dominio semantico di significazione (significato propri): andare in profondità in merito al significato di un
luogo. Un elemento antropico può assumere un significato simbolo che per noi è più importante. Il
significato simbolico rimanda al paese di provenienza denominato dal nome denominativo della struttura
(Hong Kong) ma anche attraverso la reificazione (uso della pagoda e lanterne rosse che rimandano alla
festa cinese delle lanterne). Il ristorante diventa importante perché all’interno della cultura cinese di
immigrazione in Italia, il ristornate è una stabilità economica e diventa simbolo di successo che fa
guadagnare mianzi (faccia): il successo dell’individuo diventa successo della collettività non solo del
processo migratorio ma la stabilità di una intera cultura cinese nel territorio di approdo.
• dominio sintattico, ci permette di vedere le relazioni tra elemento e gli altri elementi del territorio
bergamasco. Creazioni di realtà che creano connessioni interpretative in ambito sociale, temporale, spaziali
e funzionale tra elementi territoriali dotati di un significato proprio e che restituisce il territorio. Il territorio
diventa l’esito della sintassi tra gli elementi del luogo che hanno significati diversi, e quindi il territorio
diventa una connessione.

Cinesi e imprenditoria in Italia


Questo gruppo cinese è il secondo gruppo in Italia per le attività commerciali autonome:
48.600 imprese tra cui nella fetta maggiore il commercio, poi il commercio manifatturiero e la confezione e
l’abbigliamento. Questo tipo di imprenditoria ha nella città il suo nucleo più importante; infatti la maggiorate
di queste sedi autonome hanno vita nelle città più importanti. Città come
- crocevia della mobilità delle persone;
- nodo commerciali strategico per il transito di merci;
- ampi bacini commerciali con differenziazione di iniziative economiche;
Tutti questi luoghi tra di loro hanno una gerarchia e non sono tutti uguali che crea una struttura professionale
e territoriali della diaspora cinese. La rete economica si sposa con l’idea di una identità discorsiva che
cambia nel tempo e nel caso specifico dei cinesi si trasforma in maniera molto rapita prendendo elementi
culturali identitari sia dalla propria cultura di provenienza sia dal territorio della diaspora, nel paese di
approdo. Lo fanno perché c’è una strategia adattativa che viene da fattori diasporici del territorio e li fanno
propri. La territorialità urbana si delinea grazie a questo cambio dall’identità del territorio da cui partono al
territorio in cui arrivano. Ci restituiscono un laboratorio economico in rete e questo diventa sistema
rigenerativo per i nostri territori in crisi.

!26

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

21/11

Rete economica e strutturazione sociale che si appoggia alla reticolari economica e che determina una
gerarchia rispetto alle tre attività chiave nella filiera prodotta commerciale organizzata tra connazionali cinesi
nei territori della diaspora.
• Al livello più basso il laboratorio artigianale si trova alla base della gerarchia, uno spazio produttivo che
la società cinese cerca di connotare in maniera meno palese rispetto ad altro spazi. Il laboratorio artigianale
corrisponde quindi alla prima fase del percorso migratorio, nella prima fase di inserimento territoriale
perché sono propri glia rtigiani che iniziano una catena migratorio che favorisce l’entrata di altri migranti.
Il datore di lavoro quindi diventa anche una persona di riferimento come facilitatore del tramite tra i
migranti e il paese di approdo. Spesso il laboratorio artigianale può essere anche alloggio e luogo di
residenza. Di fatto il laboratorio è spesso localizzato in aree poco visibili che gli permette di avere un largo
spazio lavoratorio a poco prezzo.
• Il secondo step si raggiunge quando il lavoratore si affianca al datore di lavoro, che diventa di supporto per
l’appoggio al successo produttivo favorendo il passaggio dell’aiutante da semplice dipendente a gestore di
un proprio negozio al dettaglio. Il negozio al dettaglio è localizzato in un territorio che ha un valore di
mercato non troppo alto, nelle vie secondarie che si trovano di solito nel centro di comuni secondari.
L’obbiettivo individuale diventa un obbiettivo collettivo, che vede la volontà economica di consolidare una
rete territoriale che si fonda sulla distribuzione di prodotto cinesi tutti all’interno di una logica comune
condivisa.
• Il terzo step prevede l’acquisizione di un ristorante, simbolo di successo, elemento territoriale che rende
riconoscibile lo spazio migratorio come elemento identitario cinese. Loro stessi diventano degli laoban,
degli imprenditori di successo in gradi di aver dei dipendenti che dovranno aiutare nel processo di
integrazione. Il ristorante è spesso localizzato nei luoghi principali.
C’è quindi una organizzazione sociale tra attori che corrisponde ad una organizzazione lavorativa che si
delinea nell’occupazione di parti di territorio che si evolvono nel tempo. Evoluzione sociale che può essere
compresa come precisa di quel gruppo attoriale in base ad una evoluzione nell’accessibilità nel territorio.
Questi tre sto quindi si riflettono nei tre ruoli professionali svolti dal migrante:
1) gong ren (lavoratore dipendente)
2) ge ti hu (lavoratore autonomo)
3) laoban (lavoratore autonomo con dipendenti)
Dall’altro evoluzione anche nella strutturazione sociale:
1) nuovo immigrato (incapace di comprendere la lingua e la cultura sociale è confinato nello spazio
lavorativo e il suo futuro dipende completamente dal laoban)
2) immigrato (propria autonomia e grazie alla propria attività autonoma è costretto ad imparare la lingua del
luogo)
3) referente del gruppo (lui stesso diventa un referente sociale del gruppo immigrato e facilitatore della
catena migratoria).

Il laoban è importante per un aspetto sociale in più; nel momento in cui l’associazionismo diventa strategico
per strutturare il territorio dal basso creando degli aspetti coesivi dal basso che corrisponde ad una
condivisione territoriale. Quando si ha un territorio multi etnico si hanno molti portatori di interessi diversi
che comunque si basano sui mezzi forniti da quel territorio. Questo genere una conflittualità sociale dal
momento che ognuno vorrebbe portarsi a casa proprio quello che c’è a disposizione.
Conoscere quindi i gruppi attoriali ci permette di gestire queste dinamiche cooperative, riconoscere chi è
visto come attore di riferimento, il referente sociale che abbia autorevolezza nel gruppo. Il laoban non è
strategico solo per la catena migratoria ma anche per la gestione della conflittualità e la convivenza pacifica
all’interno di un territorio.

Xie hui: l’associazione tra connazionali


Il laoban è un membro al vertice dell’associazione tra connazionali xie hui formata solo da laoban e non tutti
possono accedervi; permette la coesione identitaria diasporica, assistenza giuridica, supporto economico.
Tutto è gestito quindi non dalle organizzazioni del paese di approdo ma dal referente principale del gruppo
cinese. Questo permette dunque anche l’aiuto ai cinesi d’oltremare. Dall’altro lato l’associazione consolida i
contatti con la Cina e gli scambi commerciali, i rapporti con il consolato e la creazione di infrastrutture.
Funge da punto di riferimento economico e sociale e consolida le relazioni tra cinesi d’oltremare e cinesi in
madrepatria; cittadinanza fluida che richiama aspetti identitari processuali.

!27

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Il fatto che l’associazione sia gestita da laoban consolida il territorio in rete, perché l’associazione non è
presente dappertutto quindi la sua presenza in un territorio dà prestigio alla città. L’assenza dell’associazione
in un territorio gli conferisce un ruolo di secondo livello rispetto al territorio in cui è presente. Rete costituita
da due tipi di nodi, nodo di primo livello con la struttura territoriale coesiva e punto di riferimento per la
comunità e dall’altra disseminazione nel territorio che non vede l’aggregazione in specifici luoghi che hanno
dei che si associano ai nodi di primo livello.
La rete economica cinese tre la propria territorialità attraverso una coesione identitaria e la creazione di
territori in rete che garantiscono delle connessioni tra locale e globale e quindi la creazione di un territorio in
movimento e la formazione di una nuova cittadinanza dispersiva e diasporica.

Tre principali porti di approdo dei prodotti cinesi: Genova, Venezia, Napoli —> Roma (ingrosso e
smistamento). Centri pronto moda: Carpi, Prato e Nola.

27/11

VIDEO:
uno delle tematiche che si ricollegano al video ha a che vedere con il fatto che la città e composta da due
elementi chiave:
1) la densità e la diversità. La densità come compresenza di una moltitudine di abitanti ma anche diversità,
come questi abitanti differiscono tra loro. Soggetti mobili e residenti che fruiscono dello spazio urbano
sia rimanendoci sia muovendosi.
2) Un’altra parola chiave è contrasto e contraddizione: insieme di contraddizioni che vengono dall’idea di
città che sta crescendo molto rapidamente. Il contrasto viene messo in evidenza da molti punti di vista;
come la città evolve e si esprime attraverso una doppia prospettiva. Continui passaggi da territori
costruiti con territori costruiti verticalmente e città costruiti in modo orizzontale. Contrasto tra il nucleo
centrale della città che crescono verso l’altro (top-down) e una crescita urbana che avviene in una
dimensione più estensiva che viene ricondotta alla tipologia disordinata della favelas, che si trasforma in
base alle esigenze degli abitanti.
3) Un altro elemento è il concetto di mobilità: in diverse parti del video emerge una mobilità che si
intensifica in base all’intensificazione degli individui ma che non sempre corrispondere all’accessibilità.
Viene visto come un contrasto perché fa riferimento ad un sistema di trasporti pubblico che viene il
passaggio di milioni di persone contemporaneamente come nell’incrocio di Shibuya dove però viene
rispettato lo spazio personale.
4) Il tema dell’inquinamento si rende evidente attraverso la qualità della vita degli abitanti, della sporcizia
che gira nelle vie di comunicazione e che vedono una particolare concentrazione visibile ad occhi nudo
ed evidente quando ci si riferisce al tasso di inquinamento presenti in queste acqua.
5) Video-documentario che mette in evidenza alcuni aspetti di contatto e prossimità tra persone che abitano
in territori diversi. Continuo cambio di prospettiva che ci decina una molteplicità di scale da cui si può
evidenziare un passaggio continuo tra diverse prospettive; questo territorio in rete può essere fatto
emergere attraverso una telecamere che si allontana e si avvicina e che fa vedere delle cose da
prospettive diverse. Ci restituisce allo stesso tempi una dimensione che richiama individualità o co-
spazialità: fruizione contemporanea di uno spazio da parte di diversi individui.
6) Anche lo spazio pubblico diventa lo spazio della interpretazione collettiva della dimensione urbana. In
diversi punti viene mostrato un insieme di persone che compiono un attività sportiva in diversi luoghi
pubblici. L’aspetto collettivo per la storia recente della Cina è stato un aspetto importante. Innovazione
del sistema urbana che diventa importante per costruire un nuovo territorio all’interno di una città già
esistente.
7) L’idea della cartografia anamorfica; il dato sociale che vediamo è la deformazione dei territori in base
alla variazione della popolazione, dato dalla crescita demografia evidente in una marcatura diacronica
che mostra il sistema di cambiamento globale in base alla variazione dei sistemi urbani. Le città
appartenenti ai sistemi urbani più avanzati sono infatti nei territori asiatici.
8) Contrasto tra urbano e rurale: vengono mostrati dei terrazzamenti dove viene praticata la risicoltura.
Anche in questo caso un attività di sostentamento viene sostituita da un processo di urbanizzazione e che
trasforma il territorio in un ambiente urbano.

!28

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

UN ASIA, TANTE ASIE: PAESI, AREE E REGIONI DELL’ESTREMO ORIENTE


Obbiettivo: richiamare alcune dinamiche più evidente che stanno connotando il processo di urbanizzazione
nei contesti asiatici in merito ad alcuni singoli contenti.
L’Asia è diventato un territorio centrale del terzo millennio e quindi di conseguenza essendo giunta ad un
insieme di cambiamenti è connotato da diverse tematiche interne che continuano ad evolversi.

L’Asia è al centro della vita mondiale per diversi motivi:


- contrasto israelo-palestinese, integralismo islamico, guerre afgane e iracheno
- slancio economico cinese
- ruolo emergente dell’India
- affiancamento della tradizionale potenza giapponese (in linea con aree europea e nord-americana)
L’Asia è un continente molto esteso che si differenzia per caratteri geo-politici ed economici che pongono le
radici della situazione territoriale e fisica in cui è posta. E’ il più vasto dei continenti della Terra, con una
superficie più di cinque volte maggiore di quella dell’Europa e pari a circa un terzo di tutte le terre emerse
del nostro continente.
Confine fisico-naturale ma che corrisponde anche ad un confine politico:
l’Asia è serata dall’Europa dai Monti Urali; è unita dall’Africa dall’Istmo di Suez, è separata dall’America
Settentrionale dallo stretto di Bering. Per il resto è circondata da oceani. Presenta una struttura fisica
compatta e una varietà morfologica con paesaggi diversi.

MORFOLOGIA
Tre principali face morfologiche con creano una omogeneità fisica che hanno favorito un certo tipo di
inseriemnto.
• fascia settentrionale; da Bassopiano Turanico a Siberia, catene paleozoiche poco pronunciate si
susseguono a pianure sedimentarie e a tavolati uniformi
• fascia centrale; inizia dalle coste turche dell’Egeo e termina nella Penisola Indocinese, catene montuose i
origine più recente
• fascia meridionale; tavolati della Penisola Arabica e del Deccan, rilievi molto antichi, risalenti
all’archeozoico.
Si sono definite delle regioni formate da processi di sedimentazione date dalle condizioni climatiche; una
grande verità di climi ma semplificando possiamo distinguere tre grandi regioni climatiche:
• Asia fredda; inversi lunghi e rigidi, estati brevi.
• Asia arida; inverni generamente rigidi.
• Asia del sud-est asiatico detto dei Monsoni: doppia stagionalità, secca e piovosa che ha permesso la
sedimentazione di aree vivibili. I monsoni sono dei venti che portano molte precipitazioni in un certo
periodo e dall’altro lato soffiano dalla terra verso il mare determinano una stagione secca. Questo aspetto
ha reso le regioni più abitabili perchè ha favorito e pratiche di sussistenza per migliaia di anni.
Il clima è molto vario per:
- la notevole estensione latitudinale
- i vari elementi della morfologia del territorio
- la maggiore/minore continentelità dei luoghi
Asia a clima polare e continentale: freddo, condizione abitative molto basse dove predomina tundra
Aria arida, caratterizzata da deserti freddi e caldi:
• fascia centrale del continente
• fascia sud-ovest
Densità abitativa bassa, prevalentemente vicino oasi e corsi d’acqua; presenza di steppe con magri pascoli
per ovini dei nomadi.
Asia monsonica: dal centro del continente verso sud-est, vegetazione più rigogliosa per effetto delle
abbondanti piogge estive. Più agricoltura e insediamenti umani.
Effetto però devastanti per le inondazioni.

Ci sono anche dei microclimi:


• Clima mediterraneo: coste Asia occidentale e Mar Nero
• Clima temperato: da Corea a Giappone meridionale e Cina
• Clima equatoriale: penisola di Malacca, Indonesia, Filippine, Birmana costiera

!29

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

IDROGRAFIA
Proviene dalla conformazione orografia e dalle condizioni climatiche che favorino una variazione della
portata d’acqua in base alla doppia stagionalità.
Dalla pozione centrale dei rilievi e dalla loro altitudine dipendono sia il fatto che il continente più vasto del
pianeta non ha né i fiumi più lunghi, né i bacini più estesi.
Alla conformazione del suolo l’Asia deve la presenza di depressioni interne, occupate dai laghi
Il clima spiega l’esistenza di varie superfici aride con idrografia evanescente e l’alterno comportamento delle
portate dei corsi d’acqua soggetto periodicamente a piene disastrose
Caratteristica asiatica è la presenza dei “fiumi gemelli” che svolgono parallelamente buona parte del loro
corso.

Complesso mosaico geografico


Gran parte degli stati asiatici muove oggi verso una modernizzazione economica che viene considerata un
valido antidoto alla povertà.
Di fronte però a queste condizioni economiche la modernizzazione porta una serie di problemi come:
- gli squilibri tra regioni urbanizzate/rurali
- consistente crescita demografica
- problemi ambientali
- dicotomia economico-sociale tra i settori della modernizzazione e quelli della tradizionale vita di villaggio
28/11

URBANIZZAZIONE
L’urbanizzazione ha una pecca improntate nei territori asiatici perché non avviene in modo uniforme e i
processi di crescita hanno dinamiche diverse nelle regioni:
• città commerciali con quartieri nettamente divisi in base all’attività economica o al gruppo etnico o
religioso di appartenenza. Entità costituite su un sostrato commerciale dato dalle grandi scoperte e flussi
commerciali date dalla loro posizione strategica. Spesso sono state create su una dimensione artificiale
sulla distribuzione delle funzioni. Hanno favorito la predilezione rispetto al territorio e hanno attratto i
capitali esteri che hanno favorito il PIL interno a questi sistemi urbani.
• insediamenti con ammassi causali di abitazioni. Nuove forme di urbanizzazioni che speso si delineano
all’esterno del territorio urbano, create su una prospettiva quotidiana del territorio. Sono anche dei territori
difficilmente accessibili perché sono spesso territori il cui disordine è dato come protezione della forma
urbana
• grandi metropoli costruite secondi i modelli occidentali. I conglomerati più importanti che si sono
sviluppati aldilà di quelli che erano gli antichi porti commerciali. Cercano di riprodurre il modello di
insediamento europeo o americano ma in generale portano con sé una serie di problematiche, tra cui la
mobilità.
Ad essi si oppongono i villaggi dove la vita è legata al ciclo produttivo delle coltivazioni. Molti territori
hanno al proprio interno vaste aree rurali che hanno come insediamento principali la struttura tradizionale, e
una vita legata a delle pratiche di sussistenza legate alla stagionalità, al clima. La vita del villaggio è molto
presente in vaste parti del territorio asiatico spesso in competizione con la città, non riuscendo però a reggere
la competizione in quanto la città continua a portare avanti questi processi di abbandono a favore della
struttura urbana.

POPOLAZIONE
La popolazione asiatica è una delle più importanti a livello mondiale, e la più numerosa tra i continenti del
mondo ma ha distribuzione diversificata dati da elementi fisici, climatici ecc.
1. Asia settentrionale: deserta per il clima quindi densità molto bassa che ha favorito l’abbandono di questa
area.
2. Cina e India: molto popolate con una distribuzione interna molto diversificata. In particolare in India è in
atto un vero boom demografico. Si prevede che nel 2050 supererà la stessa Cina, divenendo lo Stato con
la maggiore densità al mondo.
3. Giappone: densamente popolato, territorio insulare che non permette una concentrazione elevata di
abitanti.
4. Asia Centro-Meridionale: molto popolato caratterizzata dal clima monsonico che ha favorito lo
stabilimento abitativo
5. Asia Occidentale: abitata soltanto nella parte costiera, la Penisola Arabica che ha prevalentemente
desertica

!30

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

L’Asia è stata la culla di tutte le grandi religioni: ebraismo, islamismo, induismo, buddismo, cristianesimo,
confucianesimo, taoismo. Quindi grande differenziazione antropica anche nei riguardi della religione che
influiscono molto nelle pratiche quotidiane, economiche ecc.
Questa diversificazione religiosa corrisponde ad una diversificazione anche dal punto di vista linguistico.
L’economia asiatica negli ultimi tre decessi è balzata prepotentemente alla ribalta. La Cina in pochi anni è
assurta al rango di grande potenza mondiale. Il nostro sarà infatti il secolo della Cina e dell’India ma in Asia
la ricchezza è distribuita ancora in modo ineguale.

L’Asia è quindi una realtà vasta e complessa ma all’interno della quale si possono riconoscere grandi regioni
che singolare presentano caratteri ambientali dove si manifestano caratteri umani e culturali coerenti che
creano una certa unità a scala locale.

Dal punto di vista geopolitico, senza contare l’Asia settentrionale, in Asia si distinguono 5 macro-regioni:
- Asia centrale o Turkestan che comprende 5 stati, ora indipendenti già facenti parti dell’Unione
Sovietica, tutti di cultura e lingua turca ad eccezione delle Iraniche presenti nel Tagikistan.
- Asia sud-occidentale composta dalla Regione anatolica, vicino Oriente, penisola araba e Medio-Oriente
che si estende dal Mar Mediterraneo fino al Mar Rosso compreso il golfo Persico considerato territori
strategici per la ricchezza petrolifera.
- Regione indiana è una vasta regione che occupa la parte centro-meridionale dell’Asia e si allunga con un
vasto triangolo peninsulare tra Golfo del Bengala e Mare Arabico. Comprende India, Bangladesh, Bhutan,
Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka.
- Regione sino-giapponese formata da Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone e Mongolia
- Asia sud-orientale si suddivide in due grandi regioni, Indocina (Cambogia, Laos, Myanmar, Malaysia) e
Insulindia.

L’oriente asiatico si prospetta nello scenario del Terzo Millennio con una nuova centralità nello scacchiere
geo-politico. Una centralità legata a due fattori: il fattore economico che lo pervade e la nuova apertura a
rapporti con l’Occidente diventano così il nuovo baricentro economico mondiale. Un baricentro che è
arrivato in quello che viene chiamato Pacific Rim (USA, ex Unione Sovietica, Giappone, Cina…).
Dopo il crollo dell’ordine bipolare della fine degli anni ’80 con crisi politiche e conflitti interni, si forma un
nuovo scenario internazionale fluido, nuovo sistema di equilibri a scala mondiale e l’affermazione di identità
nazionali e culturali e di interessi economici settoriali. Un processo di globalizzazione delle economie che ha
portato ad uno sviluppo economico delle aree asiatiche orientali, e che viene definito “Rinascimento
Asiatico”.

CINA
Processo di modernizzazione e di sviluppo attraverso
- ristrutturazione economica
- organizzazione territoriale, con la fine del Maoismo che ha visto una ri-popolazione territoriale
specialmente verso i territori meridionali costieri dato soprattutto da elementi attrattivi che portano la
popolazione a privilegiare queste aree
- nuova regionalizzazione interna
C’è quindi un passaggio dal sistema di economia centralizzata ad un’originale adesione all’economia di
mercato. Questo profondo cambiamento economico corrisponde anche ad una nuova distribuzione del
territorio e questo fa emergere nuove regionalizzaiozne ma anche nuovi squilibri nei territori che erano stati
colpiti durante il governo di Mao.

Siamo di fronte a dei mutamenti negli equilibri mondiali dati dalla crescita esplosiva dell’area asiatica
coniata da un tasso di accelerazione elevato. Se con la rivoluzione mondiale in Occidente ci sono voluti due
secoli in Oriente è bastato un ventennio.
Si ha quindi un accelerazione legata a:
- una forte mobilitazione di lavoro a costi estremamente competitivi
- afflusso di capitale esteri
- agevolazioni fiscali e incentivi finanziali legati alla facilitazione di creazione di nuovi distretti economici.
Ci si chiede quale possa essere il futuro di questi territori. Se sia giusto andare avanti con questa crescita o se
sia necessario prospettare un rallentamento ovvero se è necessaria una transizione verso un nuovo equilibrio
internazionale.
Nelle aree asiatiche si va verso due tendenze opposte: verso la frammentazione politica e regionale o verso
l’unificazione in un sistema integrato.

!31

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

La transizione asiatica in corso avverso dei principali aspetti:


• l’espansione delle classi medie che avviene quando il paese viene ad assumere una logica dello sviluppo,
non più crescita esponenziale ma comincia a rispondere a esigente provenienti dagli abitanti. Per esempio
l’accesso all’educazione è un passo per l’ampliamento delle classi medie
• il miglioramento della qualità della vita
• l’istruzione diffusa, non solo dal livello più basso ma che aumentare i livelli più elevati dell’istruzione,
aggiungere alta formazione
• la rapidità con cui le società contadine si stanno trasformando in società industriale, industrializzazione
delle forme agricole, nuovi strumenti che trasformano la cultura agricola di sussistenza tradizionale.
• l’acquisizione di alte tecnologie
• la conquista dei mercati in molti settori di specialistiche produzioni industriali

I VALORI
La scala dei valori, shifting da valori mondiali e i propri valori tradizionali
Le comunità dei Paesi Asiatici stanno dinamicamente inglobando molto valori delle civiltà occidentali,
rigenerandoli in una commistione con il substrato delle loro culture preesistente che non può essere
abbandonata. Si hanno quindi un passaggio da una gelosa custodia di una millenaria cultura, struttura
politica, visioni ideologiche peculiari e valori esistenziali ad una dinamica tendenza a intraprendere relazioni
con mondo occidentale, partendo da una matrice economica, ma modificando progressivamente strutture
sociali e modernizzando quelle politiche.
Da un alto valori orientali di basi e dall’altro una sovrapposizione di valori occidentali non solo economiche
ma anche dal punto di vista sociale, di conseguenza si creano nuove esigenze e richieste.

I valori asiatici tradizionali partono da una visione di una disciplina personale dove c’è una proprietà della
comunità e della famiglia su un individuo. Un significato centrale è assunto dal concetto di ARMONIA quale
capacità di gestire i rapporto interni all’ordine sociale nel modo meno conflittuale possibile.
C’è quindi una gestione del territorio in cui l’individuo è membro della società che genere un rispetto
dell’individualità, allo stesso tempo relazione tra uomo e natura.
I valori asiatici precludono alcuni atteggiamenti che favoriscono i nuovi processi di territorializzazione.

29/11

Individuo/società
• Nel rapporto tra individuo e società, la risoluzione dei conflitti avviene tramite il compromesso, sia nel
paese stesso ma anche nei luoghi della diaspora. Il compromesso viene visto non tanto come un
assoggettamento dell’individuo quanto piuttosto la partecipazione di un individuo nel gruppo, all’interno
del quale l’individuo riesce a mettere in secondo piano i propri interessi in quando membro di una società,
• L’individuo esiste in relazione alla società a cui appartiene; il successo individuale viene ad inserirsi
all’interno di una collettività di un gruppo attoriale.
• L’ambiente si configura come un sistema fortemente gerarchizzato e si è reso imprescindibile in quelle
culture asiatiche che sono state soggette a determinati aspetti politici, come il comunismo.
• Lo stato, non è un astrazione in cui si è liberi, individualmente, di aderire, ma un gruppo umano unito, una
gran famiglia. Delle responsabilità portano ad una posizione inferiore dell’individuo rispetto alla società.
Questo può dare un idea di mancanza di libertà, ma in verità agire all’interno di un sistema preciso e
codificato fa in modo che le alternanze sociali vengon più facilmente arginate.
Uomo/natura
• L’uomo fa, semplicemente, parte dell’ambiente naturale. Difficoltà ad agire e trovare alternative precise
per agire sulla natura colpita dalla globalizzazione.
• Difficoltà di gestione della questione ambientale

ORIENTE ASIATICO: GEOGRAFICA CULTURALI E STRUTTURE GEOPOLITICHE

Da metà XXsec:
Assunzione potere dei regimi collettivisti di ispirazione marxista nei Paesi dell’Estremo Oriente.
Mondo comunista orientale che diventa filo-sovietico (URSS) contro il mondo asiatico gravitante nell’orbita
occidentale che si inserisce in un filone che trova le sue radici in un appoggio statunitense (USA) che si
oppongono l’uno all’altro.

!32

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Tutto questo giunge come bilorarimo fino al 1989 quando con la caduta del muro di Berlino e il crollo
dell’URSS si delineano i presupporti per quello che sarà poi la globalizzazione.

Paesi collettivisti vs Paesi filo-occidentali


- diversi caratteri politici
- diverse strutture economiche
- diversa qualità della vita
Da un lato paesi collettivisti che con la presenza del comunismo vedevano in primo piano un forte senso di
società dove l’individuo singolo è emarginato, e società gerarchica. Dall’altro i Paesi filo-occidentali (come
il Giappone) che con un carattere politico molto diverso porterà avanti un sistema trainante con una diversa
struttura politica ed economica.
- diversi aspetti territoriali
Il regime comunista
• Si fonda una ferrea centralizzazione delle scelte economiche e proponeva tendenze livellatrici diffuse.
Rendere tutto il territorio profondamente uguale e nel condizionale gli interventi antropici degli attori in
tutto il territorio nazionale. Questo impedisce la differenziazione a scala locale degli abitanti, di esprimere
una propria visione di vita. Genere quindi una società anti-governance che limita le diversità locali e
trasforma teoricamente tutto il territorio. Sarà questo motivo che porterà al fallimento del comunismo.
Fattore che influisce nel territorio cinese, che è un territorio molto vasto e che vede una situazione di
partenza molto diversificata in tutti gli ambiti che necessariamente porta, una visione molto piatta del
territorio, va a fallire. Tuttavia c’è una volontà centrale, top-down, un governo che si impone su un
territorio. Un governo autofondato che viene dalla razionalità sociale, ma che da un punto di vista
governativo non consente la diversificazione territoriale di emergere e diventa un imposizione di un
modello teorico a scala locale.
• Il movimento egualitaria comportava pesanti inefficiente degli apparati burocratici. Ciò che incide da un
punto di vista territoriale è la strutturazione che diventa un atto totalizzante in maniera profonda che
condiziona completamente la vita dell’individuo e da burocratizzare tutti i processi di costruzione del
territorio.
• Forti ritardi rispetto al progresso economico. L’abitante non ha quindi nessuno interesse a contribuire alla
società sia perché le proprietà individuale gli è stata confiscata e anche perché le nuove tecnologie non
arrivano per contribuire al lavoro agricolo. Il ritardo nella crescita economica quindi corrisponde ad un
ritardo nello sviluppo del territorio.
• Il processo di imposizione del regime comunista ha come apice la Rivoluzione Culturale degli anni ’60;
una perquisizione di tutti quegli individui che avevano una visione già individuale, dati dalla lettura di libri
troppo intellettuali e che generavano dei pensieri troppo individuali. Comincia una caccia alle streghe
anche all’interno dello stesso regime comunista. Ritorno alle campagne: tutti questi individui erano spinti
a ritornare alla campagne come una sorta di redenzione; la campagna diventa il centro di questa sistema,
emblema del processo di territorializzazione Ma non campagna positiva ma artificiosa. Migrazioni interne
forzate e anche in questo caso il regime diventa un sistema imposto che obbliga le persone a sottostare.

AREE A INFLUENZA OCCIDENTALE E GIAPPONESE


Influenza occidentale che si manifesta inizialmente come imposizione da parte degli USA, che condiziona
profondamente lo sviluppo territoriale del Giappone. Tuttavia, questa influenza occidentale avrà un esito
positivo verso la fine del 20 secolo e permette al Giappone di emergere a livello globale e riutilizzare
completamente il territorio, trasformare la struttura economica tanto da diventare non solo lui stesso il paese
con il PIL più elevato a scala globale ma anche portando con sé alcune delle tigri asiatiche (Corea, Taiwan,
Hong Kong, Singapore).
GIAPPONE
• Investimenti e tecnologia di matrice occidentale. L’investimento iniziale condiziona le scelte ma che poi
diventerò un investimento libero e creativo che sarà portato avanti individualmente dalla società
giapponese. Dagli USA viene trasferita anche la competenza tecnica, tecnologie che vengono inserite
all’interno del territorio e diventano propulsori di sviluppo.
• Crescita economica vivace e progressivamente autonoma. Impianto da parte degli USA ma anche
territorio fertile che contribuisce allo sviluppo del territorio.
Dagli anni ’70:
- forte crescita urbana
- intenso rinnovo del tessuto edilizio
- urbanistica verticaleggiante in zone centrali urbane

!33

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Contraddizioni del mondo agricolo; il sistema urbano comincia a diventare un territorio estremamente
attrattivo e produce degli spostamenti demografici verso gli agglomerati centrali, la città. La crescita
verticale si ricollega alla strutturazione del suolo che diventa presto troppo caro.
Fine degli anni ’70
Abbiamo nel Giappone e nei paesi in orbita occidentale un continuo sviluppo economico in scala globale,
un livello alto raggiunto in questi anni. Una qualità della vita degli abitanti che si accompagna ad una
crescita economica che cerca di non creare squilibri regionali. Una crescita favorita dalla dimensione ridotta
dei propri territori che da un lato è una cosa positiva ma che dall’altro provoca dei problemi a livello
comunicativo e per la caratteristica di essere un forte territorio sismico.
Complessi processi di modernizzazione intrecciati a fenomeni di ripresa delle tradizioni e della cultura
locale.

CINA
Una cina che negli anni ’70 vede una brusca inversione di tendenza; si determina con la morte di Mao e
quindi con la fine degli aspetti estremi della politica collettivista. Ascesa al potere di Deng e tentativo di
cambiamento:
- Ripresa dei rapporti con mondo occidentale
- Inizio modernizzazione strutture produttive
- Liberalizzazione dei mercati interni
Apertura all’occidente non solo dal punto di vista meditativo ma anche economicamente con l’accesso al
libero mercato e l’inserimento dei propri prodotti all’interno del mercato globale. L’inversione di tendenza è
versione politica ma diventa un inversione di scala globale perché gli individui cominciano ad appropriarsi
del proprio territorio.
- Ritorno alle liberta individuali (vs. gerarchia) possibilità più ampia di fare emergere l’apporto individuale;
non omogenea in tutto il territorio, città spinte all’apertura ma anche territori connotati da una profonda
arretratezza.

1989: crollo URSS e cambiamento situazione geopolitica in Asia Orientale


- Raffreddamento delle tensioni militari con la Cina
- Apertura nuove prospettive di collaborazione internazionale
LA MODERNIZZAZIONE che riguarda gli ultimi decenni del XX sec.:
una modernizzazione strepitosa di gran parte dei territori e dei popoli che ha come modello quello
giapponese, dove gli impulsi finanziati occidentali contrastano con il collettivismo asiatico. Tutto questo
provoca il decollo industriale di Hong Kong, Corea del Sud, Taiwan e Singapore. Questo porterà molti dei
territori asiatici ad inserirsi all’interno delle dinamiche occidentali.
Si determina:
• un intensificazione dei ritmi produttivi delle produzioni tradizionali agricole artigianali
• ammodernamento delle produzioni agricole attraverso procedimenti industriali generalmente importati da
Paesi esterni, tecnologicamente più avanzati
• trasformazione dei servizi commerciali e di quelli pubblici
• lento aumento e miglioramento dei consumi
Quindi rinnovamento delle strutture economiche appoggiato dai regimi autoritari per risolvere i problemi
del sottosviluppo e per acquisire una nuova capacità di presenza politica internazionale.

Incentivi governativi per la modernizzazione:


- all’inizio del ‘900 in Giappone
- negli ultimi anni ’50 in Cina, Corea del Sud, Taiwan e Singapore
- più recentemente in Thailandia e Malaysia
con modalità diverse attraverso:
• finanziamenti agevolati
• sgravi fiscali
• difese doganali
• facilitazioni a investimenti esteri e joint venture con compagnie straniere
• facilitazioni sopratutto a grandi gruppo industriali e finanziari

!34

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

4/12

In questi processi di crescita economica c’è una forte osmosi tra la classe dirigente politico-militare e la
classe industriale-finanziaria, perché quando il singolo paese abbraccia un processo di modernizzazione e
cerca di organizzare i nuovi processi di territorializzazione in una prospettiva qualificata, lo fa in ambito
statale. Il processo di modernizzazione in paesi come la Cina non corrisponde all’abbandono della struttura
politica comunista, ma corrisponde ad una apertura per tutti gli anni ’80 che vedrà un apertura all’occidente
che va a pari passo con l’apertura al mercato.
In tutti i casi questa osmosi spesso corrisponde a fenomeni di corruzione. Questa sfera finanziaria si integra
con la classe politica che alla fine tende ad orientare le scelte politiche a proprio favore con episodi di
corruzione (sia in Cina che in Giappone con processi diversi).

Localizzazione industriale
Il processo di modernizzazione viene messo in atto in questi paesi:
- in uno o pochi centri urbani
- dove già esistevano premesse di mercato per assorbimento di parte delle nuove produzioni
processo squilibrato sia territoriale che sociale perché investe parti di popolazione che si concentrano nei
luoghi urbani che diventano i territori urbanizzati, mentre i territori al di fuori continuano uno stile di vita
basso e arretrato
- dove esistevano capacità tecniche (imprenditoriali e subalterne) per realizzare, a bassi costi, produzioni
competitive
- dove si minimizzavano i costi di trasporto nelle diverse fasi produttive (industrie meccaniche, tessili,
manifatturiere…)
In questo contesto l’industria italiana fa fatica a reggere perchè i costi accessori, gli aspetti secondari, non
riescono ad essere presi in carico da una piccola-media impresa che ha un fatturato che non gli permette di
rimanere in piedi.

Per contro:
• Rischi ambientali per affollamento produttivo in un solo centro (Taipei, Bangkok, Tokyo…), comporta
delle ricadute negative legate ai processi di inquinamento che l’urbanizzazione porta con se
• Concentrazione di popolazione nelle aree interessate con forti fenomeni d’immigrazione che spesso
riguardano specifiche fasce di età
• Rare e tardive iniziative pubbliche per approntamento di abitazioni e servizi per la nuova popolazione. Dei
supporti alle iniziative ma carenti di servizi accessorie a favore della popolazione sono sempre inadeguate
rispetto alla quantità degli abitanti.
C’è quindi una crescita indiscriminata e disordinata delle città delle modernizzazione (spec. anni ’70-’80).
Lo sviluppo riguarda un approccio qualitativo del territorio a fronte di una approccio quantitativo che
corrisponde alla crescita economica e demografica, ma non è detto che essa porta con sé uno sviluppo
demografico ed economico. La crescita degli abitanti spesso non va di pari passo con la crescita del PIL.
Solo ora abbiamo i primi segni di decentramento produttivo dove si sta cercando di attivare dei processi
territoriali per livellare lo squilibrio.

La modernizzazione potenzia pochi centri urbani e poi si estende a varie aree connesse:
a) Fenomeno della REGIONE-CITTÀ che si espande ad ampio raggio (la regione assume i caratteri della
città). Territorio molto vasto tutto urbanizzato composto da più nuclei messi in collegamento tra loro,
tutte con settori specifici, come servizi, logistica, di trasporto.
b) Fenomeno della MEGALOPOLI, con un centro che ha una funzione maggiore rispetto alla situazione
urbana che lo circonda. Creazione di un unico grande network urbano che può essere rivestito da una
capitale
La modernizzazione affonda le proprie radici in un alcuni elementi territoriali sui quali si struttura una
determinata organizzazione del territorio.

Dispersione geografica degli insediamenti industriali e produttivi favoriti da:


1) imprese private per
- crescente costo delle aree centrali, che produce un processo di nuovo insediamento delle attività
produttive nei territori esterni al nucleo centrale.
- ingorghi del traffico
- rallentamento ritmi produttivi
- inquinamento urbano
- sovraffollamento
!35

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

2) le nuove tecniche di telecomunicazione


Questi fattori permettono il fenomeno del villaggio globale.

Processi di modernizzazione della produzione e dei consumi che modificano i rapporto sociali e politici
determinati dal ruolo dello STATO:
• determinante per il decollo industriale
• induce, poi, appesantimenti burocratici e disincentivanti atteggiamenti assistenziali
A seguito del successo del decollo industriale si hanno processi di privatizzazione economica di un insieme
di strutture economiche che possono appesantire il territorio.

Processi di modernizzazione nella mentalità degli abitanti che diventano delle persone con un ruolo
determinante all’interno del territorio. I processi inducono quindi anche nelle aree asiatiche delle richieste di
miglioramento qualitativo e quantitativo dei consumi. A cui sia giunge ad una richiesta da parte della
popolazione di maggiore democrazia nel governo della cosa pubblica. Introduzione di nuovi valori sociali:
- partecipazione attiva alla politica
- maggiore liberà ai partiti
- multipartitismo
Il ruolo preminente è rivestito dalle quattro tigri asiatiche; paesi con un ininterrotto sviluppo tra gli anni
’60-’90: Taiwan, Corea del Sud, Singapore, Hong Kong. Hanno basato questo processo di sviluppo su
percorsi di industrializzazione, evoluti nel tempo in funzione di nuovi processi nella pratica di attività
economiche interne. E poi cambiamento strutturale e crescita di successo che ha permesso loro di inserirsi
nel mercato globale. Ancora oggi con ruoli diversi sono territori che sono emersi in una economia
globalizzata rispetto la quale anche noi ritroviamo dei prodotti con la denominazione di questi singoli paesi.

E poi le quattro tigri minori; altre economie emergenti nel Sud-Est asiatico: Malesia, Indonesia, Thailandia,
Filippine. Fanno seguito il Vietnam e la Cambogia che sono al centro di un grande movimento interno.

Fattori favorenti le tigri asiatiche:


• ruolo delle politiche governative nel favorire lo sviluppo
• conferma di principi di fondo del libero mercato:
- un arretramento dello Stato dalle dinamiche della produzione e dello scambio
- la rinuncia alla sopravvalutazione del tasso di cambio
- la liberalizzazione delle importazioni e quindi l’abbattimento di ogni genere di barriera protettiva
• Altre analisi hanno evidenziato l’intervento dei governi
- promozione di politiche per lo sviluppo industriale e il cambiamento strutturale
- iniziale stabilizzazione dell’economia attraverso il risanamento della bilancia dei pagamenti e dei conti
pubblici
- formalizzazione del sostegno alle esportazioni e alla produzione interna
- applicazione di una politica industriale vota al sostengo dei settori prodottivi a maggiore intensità di
impiego dei capitali, di tecnologia avanzata e di lavoro qualificato
- le liberalizzazione e un nuovo intervento statale per tenere sotto controllo la bilancia dei pagamenti.

1945-1980 L’ASIA SI RISVEGLIA

Da un lato il Giappone come cavallo trainante delle tigri asiatiche e dall’altra la Cina che con la morte di
Mao avvia un processo di apertura al commercio in scala mondiale.
Per la prima volta alcuni di questi paesi entrano al centro di una propria entità specifica:
Il Giappone con una propria identità industrializzata che si intreccia fortemente con la propria cultura.
Con la Cina, nuova centralità con un entità propria separata dal resto del mondo, territorio che fonda il suo
primo processo di evoluzione come qualcosa di disgiunto.
Due ruoli fondamentali ma diversi.

6 Agosto 1945: bomba su Hiroshima


9 Agosto 1945: bomba su Nagasaki
15 Agosto resa del Giappone
Indipendenza delle sue ex-colonie

!36

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Anni ’50-’80
• GIAPPONE Rinascita data da una sconfitta di base. La sua fioritura porterà il Giappone ad essere una
potenza a scala mondiale, un gigante economico data da una trasformazione profonda da un punto di vista
socio-economico.
- Rapido processo di ricostruzione
- Dedizione della popolazione
- Preoccupazione internazionale (USA) per tale crescita
• COREA che subisce una divisione:
- Nord: regime comunista con trasmissione familiare del potere
- Sud: Repubblica di Corea assoggettata a regime militare ma nel 1979
05/11/17

è REPUBBLICA POPOLARE CINESE: 1976 morte di Mao


Da Maoismo a riforme di Deng, profilo politico comunista con nuovo profilo economico e sociale, nuova
apertura verso occidente
è REPUBBLICA DI CINA/ TAIWAN: 1978 morte di Chiang Kai shek era oppositore di Mao. Alla sua morte
si ha un processo di taiwanizzazione e maggiore apertura sociale. Vive rivoluzione industriale come segno di
crescita economica.
Occupazione, riforme, sviluppo economico: il volto del nuovo Giappone
Giappone che si trova a ricostruire la propria organizzazione territoriale e nuovi equilibri interni. Parole
chiave:
• Occupazione: da parte usa
• Riforme: riguardano interventi sostanziali dello stato rispetto al ministero dell’industria, da industrie
belliche a produttive.
• Sviluppo economico che fa seguito alla riforma. Si fonda su grande investimento nel settore
dell’istruzione.
Giappone emerge perché usa appoggio degli Usa. Supporto alle competenze dei propri abitanti, Usa modello
ma Giappone ha obiettivo di sostanziare il supporto economico in avanzamento della formazione degli
abitanti.
Sopportare gli insopportabili:
• da condizioni disperate del primo dopo guerra a causa dell’intervento a scala mondiale. Molte persone
giapponesi lasciano il territorio a causa della guerra, indebolendo il paese. Tutte le attività produttive
industriali sono dedicate alla guerra
• Dall’occupazione Usa per 7 anni (fino 1952) durante i quali gli Usa s’inseriscono in maniera decisiva nella
politica interna e prospettiva economica nella smilitarizzazione del paese.
Parole d’ordine: smilitarizzazione e democratizzazione:
• Smantellamento impianto militare nipponico, possono investire poco in questo settore, così non può
intervenire in una nuova futura guerra.
• Rimpianto truppe all’estero ( 7 milioni di persone) investe nel processo di crescita e nuova produttività.
Persone del sud est asiatico che tornano in patria, apporto non indifferente al rilancio del sistema
economico interno.
• Partenza difficile perché mancano risorse interne anche perché non c’erano più risorse coloniali.
• Riforme per garantire libertà di espressione, stampa e assemblea e sindacati. Gli Usa indirizzano il paese
verso una nuova idea di democrazia, nuova organizzazione sociale del territorio che ha obiettivo di fare
emergere democrazia sulla libertà di espressione.
• Instaurazione della democrazia
• Riforma economica + sostegno Usa (vs. comunismo) Usa interessato al Giappone per portare avanti
l’ideologia capitalistica contro il comunismo.

Per fare ciò gli USA:


Tasso di cambio yen/ dollaro favorevole+ libero accesso al mercato Usa. Periodo storico dove il grande
territorio di riferimento e espansione della produttività economica giapponese sono gli Stati Uniti. Questo
libero accesso permette al Giappone di prospettare un’identità economica a scala mondiale perché aiutato
dagli Usa.
Più attività imprenditoriali
• Giappone come bastione contro il comunismo e base di approvvigionamento: punto di riferimento
strategico militare per gli Usa, avamposto contro il comunismo nell’estremo oriente, e base di mire
espansionistiche degli Usa in Corea (Giappone non condivide il ruolo che vogliono assumere gli Usa in un
mondo bipolare filo occidentale e filo comunismo): 1950 inizio guerra di Corea.

!37

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

• Riforma agraria che sostanzia una produttività interna che permette al Giappone di sopravvivere senza
l’appoggio delle sue ex-colonie. Redistribuzione terriera a favore dei singoli contadini.
• Riforma scolastica portata avanti per inculcare valori democratici, aprire i ragazzi verso una concezione
più libera, e per qualificare le competenze degli abitanti giapponesi, avranno competenze specialistiche per
supportare il processo di slancio economico.
Inversione di rotta:
• Svolta nella condotta statunitense:divieto di scioperi vs. democrazia, rottura dei rapporti. Usa entra in
maniera troppo invadente nell’organizzazione interna del territorio tentando di limitare la
libertà degli individui.
• Continua crescita economica: anche quando il ruolo degli Usa diventa più secondario, ma USA spingono
sempre per un limitato riarmo del territorio
La fine dell’occupazione:
• Usa vanno in guerra di Corea: hanno ruolo troppo invadente
• Necessità di un Giappone forte economicamente e pronto militarmente anche se Giappone non vuole per
boom industria nipponica per supportare Usa in Corea
• Passaggio da industria pesante a industria leggera (terreno fertile per esportazioni)
Normalizzazione relazioni con Unione Sovietica (1956) e con Corea (1964) quando influenza Usa viene
meno. Nuove relazioni con paesi filocomunisti.
Giappone non vuole essere trascinato da Usa in guerra contro comunisti per:
- questioni di territorio, era circondato da filo comunisti,
- non aveva apparato militare adeguato, era debole militarmente, aprono maggior dialogo con altre potenze
nella macro regione di riferimento.
Piano di raddoppio dei redditi: stato come guida dell’economia di mercato, nuovo modo di vere il
capitalismo, permette al territorio di avere impulsi di crescita. Tutto questo accade quando Usa vengono
meno. Bisogna lasciare autonomia alle industrie, stato attore importante ma non deve essere condizionato
dall’interesse del privato. Lo stato viene intaccato da interessi economici: esempi di corruzione nelle scelte
statali governative.
• Dal 1960: crescita economica e compromesso politico: in 10 anni il paese si arricchisce molto, e lo stato in
questa fase ha ruolo importante
• Permette di raggiungere la piena occupazione + migliorare la qualità della vita. Processo di espansione
dello stato organizzato dallo stato, innalzamento della vita corrisponde alla crescita del tasso di
scolarizzazione del territorio.
Miracolo economico:
• 1950-1973 crescita PIL di oltre 10% su base annua
• Diventa nel 1973 la terza economia mondiale
• Investimenti in nuove tecnologie e impianti manifatturieri: competenze pratiche produttive per la
costruzione di materiali di base e sviluppo informazione, fattibile per l’elevata crescita economica
QUALIFICAZIONE SEMPRE PIU’ ELEVATA. Con crisi della fine anni ’90 subisce battuta d’arresto.
Giappone sopravvive alla propria crisi ma non è più il paese trainante, nel frattempo emerge la Cina che
soppianta funzioni che erano del Giappone.
1) Crescita in acciaierie, industria navale, industria automobilistica. Acciaio elemento di base che permette
al territorio il processo di sviluppo economico. Teoria economica che verrà messa in atto anche dalla
Cina, ma in Cina economia fortemente arretrata, si ha acciaio fatto dai contadini.
2) Toyota, Nissan, Isuzu, Mazda, Mitsubishi,: permettono il miracolo economico Toyota e Nissan
s’impongono a livello internazionale.
3) Elettronica Sony: prodotti che nascono in Giappone e diventano competitivi in territorio estero. Il
territorio si evolve e gli abitanti assumono ideali di modernizzazione.
• Nascita di una nuova classe imprenditoriale per il rilancio dell’economia, il capitale umano è un
fondamento, si investe su di esso per il rilancio economico.
• Alta qualità del capitale umano per il rilancio dell’economia: Il capitale umano si avvale del capitale
cognitivo, capitale in geografia economica non è più il PIL, oggi si parla di capitale in modo più articolato
che fa riferimento all’imprenditoria territoriale alla mobilità, allo scambio e all’accesso del territorio, oltre
che al territorio urbanizzato attento alla protezione delle proprie risorse. Crescita economica, evoluzione
della vita e qualità ambientale. Capitale umano: ricchezza che non può essere misurata in produttività ma
QUALIFICA IL PROCESSO DI SVILUPPO, avanzamento delle qualità, aspetti che tradizionalmente
l’economia escludeva.
• Nuove tecnologia contribuiscono no ad accrescere il produttività: il surplus economico viene investito.
• Crescita richiesta delle esportazioni : perché il paese si afferma come un’economia di riferimento.

!38

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

CINA:
Cina maoista ideologia comunista per dare lavoro a tutti, è POSITIVA voleva rendere la ricchezza del paese
accessibile a tutti gli abitanti. Analisti geo-economici convinti che fallimento di questa ideologia sia legato a
caratteri territoriali USA UNA PROSPETTTIVA OMOLOGANTE, lo stesso approccio su tutto il territorio.
Cina territorio vasto dal pdv territorialista il fallimento di questa ideologia è TERRITORIALE perché la
configurazione del territorio dell’ideologia influenza i processi di territorializzazione. Componenti di capitale
umano e di diversificazione.
Tentativo fallimentare perché:
- Nega differenziazione territoriale, l’identità, il territorio non è mai uguale a se stesso. Le diversificazioni
sono sulla base di natura come clima e uomo i caratteri culturali in senso ampio.
- Nega la verità: Mao non vuole accettare la realtà nasconde a livello internazionale i problemi interni del
territorio. Non permette a nessuno di entrare nel territorio, nega la libertà di pensiero attraverso l’estremo
condizionamento che grava sugli intellettuali.

La nascita della repubblica popolare cinese: 1 ottobre 1949


- Guerra di liberazione cinesi continentali vs Chiang Kai Shek
- Vittoria dei comunisti di Mao Zedung
- Chiang kai shek nell’isola di Formosa/Taiwan à repubblica di Cina.
Comunisti al potere:
• Partito comunista+ struttura governativa formale+ esercito: azione imposta dall’alto di omologazione del
territorio coercitiva non fondata sulla libertà dell’individuo ma sull’influenza dello stato. Azione
politica che corrisponde alla fine della libertà
• Mao —>presidente del governo popolare
• Tre campagne politiche di mobilitazione:
1) Movimento per la soppressione dei controrivoluzionari vs. presunti, membri del Guomindang caccia alle
streghe che riguarda persone che si presume che siano seguaci di Chiang Kai Shek che si oppongono al
pensiero unico mono-partitico.
2) Tre contro vs. i tre mali: corruzione, spreco, cultura burocratica che in questa fase era qualcosa che
portava a irrigidimenti nell’organizzazione, ma nel tempo diventa caccia alle streghe contro la cultura
generale.
3) Cinque contro vs. borghesia nazionale industriali e mercanti accusati di attività illecite: coloro ritenuti
dal governo che compiano azioni contro la società.
Situazione con si fonde con l’alleanza con l’Unione Sovietica: tentativo di seguire modello sovietico.

Mette in atto i PIANI QUINQUENNALI DI SVILUPPO, con gestione comunista del territorio ma
fallimentare in Cina per vasto territorio e diversi connotati di esso. Ma importante perché produce un
modello di partenza di base. Comunisti al potere vogliono una prospettiva dall’alto. Acciaio e grano portano
avanti l’ideologia comunista, territorio riconvertito alla produzione di questi. Confisca terre private e
abbandono proprietà privata, questo porta la Cina alla creazione dei comuni, territori condivisi in base a
risorse e pratiche antropiche come strumenti agricoli e animali condivisi.

11/12

La ripresa si basava su:


Un economia pianificata e riforma agraria che consente a coloro che non hanno possedimenti di terre di
possedere un piccolo terreno dato in prestito dallo Stato.
- sviluppo industriale particolarmente disomogeneo, l’economia è quindi in uno stato premoderno,
basato sulla forza lavoro da parte dei singoli individui rispetto alla quale Mao cerca di dare un nuovo
impulso creativo, rendendo delle risorse condivise tra più autori. Lo sviluppo industriale si basa
sull’industria dell’acciaio senza basarsi sulla fabbricazione dei beni di consumi, considerati di secondo
mano.
- Problemi sottosviluppo e povero rurale presente in ampie parti del territorio interno.
- Prima riforma: centralizzazione del sistema fiscale e limitazioni circolazione valuta estera
- Assunzione modello sovietico e pianificazione economica e centralizzata: piani quinquenniali che
implica lo sviluppo d ius industria pesante tramite surplus dei prodotti agricoli.
- Sparizione del settore privato e industria controllata dallo Stato: con collettivizzazione dell’agricoltura
che consiste inuma confisca e redistribuzione delle terre e squadre di mutua assistenza che condividevano
la manodopera e animali da tiro. Si fondono le cooperativa di produttori agricoli che consentono di fornire

!39

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

i prodotti agricoli ad un livello superiore, quindi in un tutto il territorio. Abolizione della proprietà della
terra e solo compensi per il lavoro svolto.
Economia che si sta strutturando in maniera libera e che è appoggiata da un intervento dello stato senza
l’ascolto dei bisogni degli abitanti.

Il Grande Balzo in Avanti è la rottura con l’Unione Sovietica:



Mao prende le distanze da questa nuova prospettiva che l’Unione Sovietica sta organizzando. Il Grande
Balzo era un tentativo di accelerare lo sviluppo che avviene completamente da un grande sforzo da parte
degli abitanti.
- Accelerazione decisa allo sviluppi dell’economia
- Drammatica mobilitazione sociale ed economica: le unioni dei contadini si sviluppano nelle comuni
popolari (case ed organizzazioni economiche nelle quali gli abitanti svolgono gesti quotidiani; mense
comuni, convitti ecc.)
- Ulteriore crescita economia che consente al governo cinese di creare una richezza per lanciare la
produzione agricola, mentre gli agricoltori vengono trasferiti in maniera massiccia nelle organizzazioni
industriali, come quello dell’acciaio. Questo evento provoca una carenza di manodopera insufficiente per
garantire il sostentamento della porzione agricola. Successiva causa di morti di malnutrizioni e carestia:
17 milioni di morti nel 1957. Il Governo maschera all’esterno i sacrifici dello sviluppo.
- Dopo il fallimento balzo, inizia una disputa all’interno del partito che mette in dubbio le idee sul Grande
Timoniere
1966 La rivoluzione culturale
I ribelli vengono nuovamente tacciati di essere borghesi e individualisti e quindi ancora una volta Mao
porterò avanti una controffensiva definita Rivoluzione culturale.
- Obbiettivo: rilanciare il fervore culturale tra i membri del partito. L’obbiettivo viene raggiunto con nuove
persecuzioni;
- Comincia quindi un epurazione in ambito letterario vs. intellettuali nazionalisti, quelli troppo lontani dalle
pratiche agricole e industriali, smascheramento dei revisionisti controrivoluzionari.
- Depurazione ad atto delle guardie rosse che avevano il compito di depurare le università dalle influenze
borghesi
- Lotta tra studenti universitari e docenti, amministratori
- Tutto contro i quattro vecchi (idee, cultura, abitudini, comportamenti)
- Rinviati alle campagne per rieducarsi attraverso il lavoro nei campi
Con la morte di Mao le cose cambiano.

Politica estera (anni ’70)


- Riavvicinamento tra USA e Repubblica Popolare Cinese
- 1971: ONU accetta la Repubblica Popolare Cinese a scapito della Repubblica di Cina
- 1972: Nixon visita Cina, mette in luce il fatto che la Cina non deve vedersi come un paese isolato ma un
paese che fa parte di un mondo condiviso
- 1973: Deng avvia le 4 modernizzazioni (agricoltura, industria, scienze e tecnologia, difesa)

1980-2010 IL GRANDE CAMBIAMENTO

MATURITÀ E CRISI DEL SISTEMA NIPPONICO


Tra crisi petrolifera e ripresa economica, il Nixon shock:
- 1971 visita alla RPC
- Abbandono del gold standard —> fluttuazione dollaro sui mercato dei cambi
- Apprezzamento dello yen e esportazioni giapponesi più costose
- USA impone restrizioni nell’importazione di prodotti giapponesi
Tentativo degli USA di ripristinare gli equilibri che vedevano la crescita del Giappone maggiore rispetto a
quella americana.
Anche il Giappone nel 1972 rompe la linea dell’isolazionismo rispetto alla Cina e istaura rapporti diplomatici
e successivamente anche economici.
Nel 1973 e il 1979: oil shock, crisi dei paesi occidentali a causa della chiusura dei mercati del petrolio da
parte dei paesi esportatori. Questo provoca inversione di tendenza delle migrazioni a scala mondiale e il
Giappone apre un nuovo sistema di scambi con i paesi esportatori.
- Aumento generalizzato dei prezzi
- nuova politica araba del Giappone
- una forte recessione

!40

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Anni ’80
- Costruzione centrali nucleari
- Incremento industrie con più altro valore aggiunto e tecnologicamente avanzate
- Settore automobilistico: Nissan, Toyota, Mazda, Subaru
- Settore elettronica di consumo: chip per pc e videoregistratori
12/12

Un percorso politico-economico: il percorso che porta al consolidamento del sistema economico


giapponese è un percorso che vede affacciarsi nel mondo economico una nuova classe politica: gli
imprenditori. Gl imprenditori possono portare al primo piano degli interessi propri non compiendo atti giusti
per la nazione.
• Il primo imprenditore fu Tanaka che mira a combattere la centralizzazione produttiva attraverso dei
processi mirati ad alcune aree industriali.
• Continua il processo di modernizzazione con il primo ministro Nakasone, il leader manageriale del PLD
(Partito Liberal-Democratico) che vedeva uno stresso legame tra l’investimento economico e il politico,
sotto un punto di vista strettamente conservatori —> fenomeni di corruzione.
• La riforma dell’istruzione viene vista come consolidamento della modernizzazione e avvicinamento al
concetto di internazionalizzazione.
• Legge sulle eguali opportunità di occupazione
• 1986: semi privatizzazione e frazionamento delle ferrovie e di altre società pubbliche del telefono, Japan
Air Lines) in costante perdita.
Il processo di crescita economia continua da parte di alcuni imprenditori vediamo crearsi un sistema fiscale
semplice ed equo per avere un finanziamento per il sistema di welfare. Il capitale viene investito per il
benessere degli abitanti. Il governo giapponese mirava ad allargare target alla quale possano accedere la
maggior parte dei cittadini.

Il decennio perduto, anni ‘90


E’ in questo periodo che da un livello alto, il Giappone entra in crisi. Nonostante l’interesse imprenditoriale a
scala nazionale, di fatto il PLD nasconde diverse fragilità che saranno rese note alla popolazione come
scandali finanziari che faranno da base alla crisi politica ed economica degli anni ’80.
- lo scandalo della Recruit, prima di entrare in borsa i titoli li offre separatamente a cariche elevati come
politici e finanzieri
- l’azienda di trasporti Sagawa, per più di vent’anni aveva corrotto sistemi politici
- vengono fatte emergere connessioni con la yakuza, penetrata nel mondo politico PLD
Nel 1993 unico momento in cui si ha una parentesi di organizzazione politica alternativa dell’opposizione,
non liberal-democratico. Nel 1994 il PLD ritorna al potere per due mesi e poi in maniera definitiva in
coalizione con il partito socialista fino ai giorni nostri.
Ma continuano i problemi: stagnazione economica, alti tassi di disoccupazione e invecchiamento della
popolazione.

I recenti sviluppi politici


2000-2006 Koizumi, diventa presidente del PLD e capo del governo:
- riforme strutturali per il rialzo dell’economia, aprendo un periodo di nuova espansione
- politica di privatizzazione come quella delle poste
- ritorno ad un rapporto prioritario con gli Stati Uniti e partecipazione attiva alle lotte anti-terrorismo.
- invio truppe nipponiche in Iraq
- si tenta di ricucire rapporto con Corea del Nord

!41

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

LA CINA VERSO LA MODERNIZZAZIONE

Per la Cina la modernizzazione è un processo più articolato e diversificato che porterà a degli squilibri.
Anche oggi grande cresciuta economia e demografica nelle zone costiere e arretratezza nelle zone interne:
fattore propulsivo dei fenomeni migratori dall’entroterra verso le aree urbanizzate.

La morte di Mao e il ritorno di Deng


La morte di Mao: 9 settembre 1976 e resurrezione politica di Deng:
- introduzione di un programma riformista per necessità di modernizzazione socialista
- riformare la gestione ultra-centralizzata dell’economia del Paese
- sviluppo di forme di cooperazione economica con i paesi economicamente avanzati (Giappone)
- miglioramenti dei campi della scienza e dell’istruzione come supporto alla modernizzazione (anche se non
garantiti in modo omogeneo a tutta la popolazione)
- riforma dell’economia agricola volta ad accelerare e modernizzare produzione agricola
- 1979: introduzione del sistema di responsabilità attraverso lo smantellamento delle comuni e una
restituzione delle terre collettivizzare alle famiglie degli agricoltori
Periodo delle “Quattro modernizzazioni” o “Riforma e apertura”, nuovi aspetti per consolidare i settori
produttivi interni e una nuova politica estere come richiamo dei fondi esteri e ricerca di un nuovo ruolo che
la Cina deve vestire a livello mondiale.
- ristrutturazione e modernizzazione dell’economia cinese sia agricola che industriale
- ringiovanimento del Partito Comunista Cinese con membri più istruiti
Le relazioni internazionali
- 1972 visita di Nixon
- riconoscimento USA di Cina e non Taiwan
- USA forniscono tecnologie avanzate di osservazione elettronica
- priorità sviluppo economico e sviluppo di relazione economiche: trasferimento tecnologico e investimenti
di capitali del Giappone e esportazioni cinesi negli USA
Le riforme economiche
La Cina continua ad essere un paese squilibrato e instabilità non solo nella arre rurali (sotto la soglia di
povertà) ma anche urbane.
Settore industriale fatica a decollare a causa di una tecnologia obsoleta e procedure inefficaci.

!42

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

Concetti chiave:
Dualità nel concetto di mondializzazione e globalizzazione: vede il mondo al centro di questa
interpretazione.
Mondializzazione: stato definito a livello internazionale, che vede la socialità all’interno di un contesto non
solo a scala locale ma a scala globale. Tutto il processo di costruzione del territorio non è insito in sfera
locale ma mette in relazione con uno shifting un fenomeno a scala mondiale. Non si possono prescindere le
connessioni che un sistema locale crea con altri sistemi locali nel mondo. La connessione avviene nella
mondializzazione avviene attraverso la mobilità che caratterizza le trasformazioni e le connessioni e
l’interpretazione connettiva del sistema mondo.
La mobilità richiama due piani: reale e virtuale. Mobilità reale, trasferimento completo materiale di
persone , merci. Mobilità virtuale, trasferimento immateriale, di contenuti, idee e approcci da un territorio
all’altro. La mobilità come processo di trasformazione del territorio che permette al sistema mondo di entrare
in scala locale.
La mondializzazione permette ad un pezzo di mondo di entrare nella nostra vita quotidiana attraverso dei
mezzi materiali e immateriali contribuito dai quei sistemi di trasporti che hanno favorito la circolazione di
idee e beni. Le persone che oggi abitano nel sistema mondo sono accomunate da un shifting locale e globale
(migrazioni, pendolarismo). Sistema complesso che prende con sè più prospettive delle azioni dell’uomo:
prospettive urbane, politiche, economiche, interpretative.
La mondializzazione nasce dalla globalizzazione. Fenomeno che genera la mondializzazione che
successivamente diventa qualcosa di più ampio che implica la globalizzazione, ma che riguarda più sfere e
settori.

Globalizzazione è un concetto di natura economica perché i primi passi del sistema mondo in uno sfondo
globale viene da un processo economico; le multinazionali, la necessità dei processi produttivi degli anni ’80
di de-localizzare la propria filiera economia per trovare altro luoghi dove la disponibilità e la produzione sia
più efficace ed economia. La globalizzazione corrisponde ad un fenomeno mediante il quale la filiera
produttiva si viene a descrivere a livello globale, che implichi più nazioni al proprio interno. La dimensione è
di natura geografica-economica.
Il problema diventa politico: tutti gli avvenimenti che avvengono un paese a scala locale determinato delle
strette connessioni tra sfera economia e politica. La multinazionale diventa politica perchè provoca un
interesse economico sovra nazionale e mette al centro l’idea di stato-nazione (strutture politiche che non
neghino il valore dello stato ma che impongano dei vincoli agli stati in funzione di un obbiettivo condiviso).

Territorio in rete
Concetto che cambia nel tempo, interpretazione del territorio che da areale si trasforma in un territorio
reticolare.
- Il territorio areale è il territorio che si fonda sul ruolo delle singole aree, quindi i confini dello stato sono
dei confini di pertinenza per l’interpretazione di un territorio.
Con la mondializzazione abbiamo un spostamento ad un territorio a forma di area ad un territorio a forma di
rete.
- Un territorio in rete non ha già dei confini, crea delle connessioni tra luoghi in base alle connessioni e agli
spostamenti e si sostanzia in base a dei nodi. I nodi sono le città, il luogo nel quale si condensano i
fenomeni della mondializzazione, dove si agglutina la popolazione e nel quale si vanno ad concentrale
multiple funzioni: amministrativa, socio sanitaria, educativa. Sono i sistemi della mobilità che segnano
l’importanza dei luoghi. I luoghi sono molteplici e cambiano tramite cambiamenti sociali e innovazione
portate dagli attori.
In questa prospettiva si passa da mondializzazione a globalizzazione.

L’evoluzione della cartografia avviene con il modificarsi della spazialità. Evento contemporaneo di
particolare rilievo e che aiuta a comprendere che tipo di cartografia c’era nel passato. E’ un fenomeno
eminentemente di natura geografia che trasforma il concetto di spazialità, e evoluzione della cartografia
rispetto al cambiamento della spazialità.
Sperimentazioni che si fanno attualmente per mettere in rilievo i fenomeni sociali del territorio attraverso
l’anamorfosi, nuova rappresentazione del territorio fondata su un dato non metrico o dimensionale ma di
tipo sociale.
Le mappature che permettono non più di mostrare la dimensione del territorio su base numerica ma legata
alla distanza temporale: il tempo viene rappresentato in base ai collegamenti che uniscono due luoghi
raggiungibili nel tempo più velocemente anche se la distanza è notevole.
L’evoluzione della cartografia si evolve con l’evolversi della spazialità.
!43

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

- Concetto di spazialità
- Come il concetto di mondializzazione si viene a creare: attraverso il villaggio globale, e la
rappresentazione di un piccolo villaggio del Vietnam tramite i media diventa un fenomeno di scala
globale. Prende un significato di tipo economico e poi approfondito come concetto più ampio di
mondializzazione che investe tutti i fenomeni.
- Le fasi della mondializzazione: Levy dice che noi in passato abbiamo giù avuto fenomeni di
temporalizzazione, messa in relazione di fenomeni locali in scala globale è già avvenuta ma oggi ci sono
fenomeni nuovi
- Riflessione sul concetto di mobilità e accessibilità, mobilità: creare connessione tra un luogo e l’altro e
l’accessibilità: la reale possibilità di compiere quello spostamento, ci rende un informazione più
importante rispetto alla realtà distanza in termini temporali tra un luogo e l’altro. Mette in primo piano la
dimensione metrica e la dimensione sociale (investimento nei trasporti, tecnologie nel territorio e
permettono di giungere ad una concreta possibilità di spostamento molto più ampia rispetto ad altri
territori in cui questi spostamenti non ci possono essere).

Processo di Territorializzazione; da un concetto di spazio passo ad un concetto di territorio, quella stessa


estensione della superficie terreste che oltre ad attributi fisici ha attributi antropici (il lavoro umano che le
società mettono in piedi per stare meglio nel contesto in cui vivono). Insieme di individui considerati come
gruppi attoriali portatori di interessi diversi. Prospettiva bottom-up: processi che dal basso si trattano di
pratiche trasformati ricorsive nel tempo (incursione di migranti). Non c’è una istituzionalizzazione subito ma
col tempo può entrare ad un livello più elevato ed istituzionalizzarsi, accolto dalla società del paese di
approdo.
La territorializzazione è un processo che si può articolare in:
denominazione, che avviene attraverso controllo intellettuale, attribuendo un nome di tipo simbolico o
performativo (pratiche trasfomative delle risorse presente all’interno del territorio)
reificazione, controllo pratico trasformando il luogo inserendo elementi materiali
strutturazione, si conferisce senso al territorio locale, alla complessità creata dalla presenza di elementi
materiali e immateriali del territorio.
La razionalità territorializzante: l’insieme delle azioni del processo condiviso tra gli attori. Logica che
permette di far funzionare il territorio e farlo funzionare secondo una razionalità sociale. Il processo risponde
alle esigenze espresse dagli abitanti ma: la razionalità etero-centrata si crea quando chi costruisce territorio
non prende in considerazione le esigenze di chi abita quel territorio e fa delle scelte non utili alla società.

Denominazione: Come l’utilizzo di un designatore dà significato connotativo del nome del luogo. Come la
parola cina (‘terra di mezzo’) ha un significato referenziale, veicola un significato simbolico importante
ribadendo la centralità territoriale del luogo per il popolo cinese, per la comunità. La centralità della Cina
diventa dichiarazione alla geografia dell’altrove, senza l’acquisizione di tratti dell’altrove ma inserendo dei
propri elementi, di un proprio patrimonio che ribadisce l’appartenenza.

Reificazione: la territorialità costruita e l’atto reificante si basa su un impresa tecnica e sociale. Impresa
sociale sulla capacità delle persone di trasformare il territorio e il ruolo delle tecnologie che gli attori hanno
all’interno del territorio diventano importanti per la creazione di nuove geografie. Trasformazione degli
elementi materiali del territorio sulla base di nuove tecnologie che il territorio mette a disposizione.
Per la Cina questa geografia è molto squilibrata: zone arretrate e zone evolute. Per il Giappone già facile.

La logica sociale che avviene da questi due processi si basano su una regolamentazione: diritto (rende azioni
nel territorio lecito), non formalizzato con codici scritti ma pratiche di consuetudine che attesta che alcune
azioni sono permesse e altre sono proibite. Regolamentazione istituzionalizzata o consuetudinaria.

La struttura territoriale ci fa capire come all’interno della strutturalizzazione c’è una suddivisione di funzioni
specifiche: struttura sanitaria che raggruppa luoghi presenti all’interno del complesso o anche altre strutture
per la sicurezza pubblica o amministrazione.

Immigrazione;
materialità costruita che crea una nuova materialità costruita. Nuovo territorio che risponde ad una nuova
razionalità. Territorio 1 (monoculturale) e Territorio 2 (multiculturale) che fa riferimento ad un grande
quantità di attori portatori di interessi differenti —> cambiamento nelle funzioni della materialità.

Nuovi strumenti analitici che producono dati di terreno che consentono di creare dati in più che istituzioni
non possono carpire. La migrazione è il risultato dei processi territoriali e la base di trasformazioni territoriali

!44

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

(fenomeni attrattivi). Il migrante diventa una ricchezza, si rende attore importante, istituzionalizzo la sua
presenza e cerco di guidare in una prospettiva programmatica il suo inserimento e il suo supporto.
Base anche per future trasformazioni territoriali: nuovi attori—> nuovi segni.

La strategia sig up: esempio di metodologia che costruiscono gli aspetti qualitativi del territorio. Capire la
complessità territoriale quando siamo in assenza di dati statistici o significativi. Strategia di ricerca per far
emergere il significato del territorio, che attraverso un implicazione degli attori fa emergere gli aspetti
connotativi del territorio. Nel corso di tutta la ricerca vengono studiati ma anche coinvolti nella presa di
posizione nel loro territorio; si prende in considerazione una disamina sociale e si trovano gli attori principali
all’interno del gruppo. Nel caso della diaspora cinese c’è a capo il laudan. Nel caso delle migrazioni della
perliferi ci sono i capi, attori che in base al potere che hanno ci aiutano a capir quali sono i luoghi più
importanti nel quale applicare degli interneti.
Parco della WW: migrazioni molto complesse di lungo e breve periodo. Quelle di lungo periodo permetto
una stabilizzazione del territorio ma anche un pericolo se eccessivo flusso: pratiche attoriali e interessi
diversi che entrano in competizione.
Il fatto che nella geografia che emerge nell’indagine di terreno che fa emerge la gerarchia dei villaggi: luoghi
e villaggi madre in cui emergono villaggi dipendenti ma quando migrazioni consistenti diversione etnica e
pasticcio nella strutturazione del territorio. In un sistema complesso come quello del Niger si fa fatica a
trovare attori di riferimento.

Esempio di situazione multi-scalare (denominazione, reificazione, strutturazione)


- Come avviene questa geografia da gerarchie complesse e gerarchie più semplici. Da scala locale a scala
regionale (processo di trasformazione del singolo villaggio che da mono-etnico ad estensione del territorio
con nuovi immigrati e creazione di un nuovo quartiere). Estensione del villaggio e diversificazione etnica
e del territorio. Le terre disponibili si riducono—> saturazione. Maggiore complessità in zona sahariana
pre- desertica.
- La diaspora cinese diventa la comunità per noi più importante che ci fa capire come funziona socialmente
la mondializzazione. Forte coesione identitaria da connessione da territorio di partenza a territori di
approdo ma con radice identitaria forte nella cultura della madrepatria. Destruttura il concetto di
cittadinanza: da appartenenza areale diventa una cittadinanza mondializzata e dinamica (vede all’interno
della Cina una doppia denominazione di attori sociali). Due attori che fanno parte di una identità forte a
scala mondiale. Luoghi che esplicita l’idea della Cina come centro del mondo, visibile da un ristorante con
un significato simbolico tramite denominazione e reificazione. Il lauban non è solo referente del gruppo
immigrato ma accede anche all’associazione.

!45

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

19/12

LA CRISI SIRIANA

Ha visto la conflittualità interna diventare conflittualità internazionale. Nasce da un insieme di ribelli e


rivendicazioni dal basso che si oppongono al governo ufficiale di Al Assad. Le radici sono radici storiche che
hanno a che vedere con il fatto che la Siria non è omogenea da un punto di vista etnico. Al dibattito
partecipano diversi gruppi attoriali. Viene definito un conflitto settario, che coinvolge molte sette con
interventi bellici diversi.
Conflitto che continua ininterrottamente dal 2011. Nel frattempo questa dinamica interna produce un gran
numero di profughi entrando negli interessi di tutti.
Ha un origine che proviene dalla guerra in Iraq, conflitto bellico iniziato nel 2003 con una cooperazione
anglo-americana, terminato nel 2011 quando gli Stati Uniti sono riusciti ad inserire all’interno dell’Iraq un
proprio governo. Le motivazioni fermare Saddam Hussein, già da tempo visto con ostilità dagli Stati Uniti
per vari motivi: tentativo di unire un entità arabo-musulmano, ipotetico tentativo di dotarsi di armi di
distruzione di massa, il suo presunto appoggio al ferriamo islamico e oppressione dei cittadini con una
dittatura.

Gli attuali conflitti in Siria


• Risalgono ad “Al-Qa’ida in Iraq” fondata per combattere occupazione americana in Iraq
• poi rinomata Stato Islamico dell’Iraq
• Nell’aprile del 2013, dopo due anni di conflitto contro Bashar Al-Assas, l’ISI crebbe e divenne “Islamic
State in Iraq and Al- Sham” e si auto proclamò Califfato e stati di tutti i Musulmani. AlSham è nome
storico della zone che comprende Syria, Libano, Giordania e Palestina, quella altresì conosciuta come
Terra del sole nascente. L’ISIS significa “Islamic State in Iraq e Syria. ISIL significa “Islamic State in Iraq
e Levante”.
Aiuta il suo ruolo:
- social network
- foreign fighters, combattenti stranieri essenza della globalizzazione. Coinvolti dal punto di vista
economico e fisico.

Da Marzo 2011, più di 220.000 vittime e miglia di profughi che vogliono destituire il presidente Al Assad al
potere dal ’71. Creando quindi una struttura politica mono-partitica, chiamata partito Bath.
L’occupazione siriana crea dei movimenti ribelli ma Al Assa invece di rispondere con n dialogo risponde con
una vera e propria lotta armata; che vede eserciti di Al Assad diventare disertori e inserirsi nel gruppo di
ribelli, che viene chiamato Free Sirian Army. Organizzazione militare che vuole rendersi libera rispetto al
governo composto da ribelli sempre più vicini a Damasco. D’altro c’è l’Esercito militare regolare sotto il
regime di Assad che vogliono combattere i ribelli ma che reagendo duramente aumentano la rabbia
all’interno dei ribelli.
Quindi abusi dei diritti umani tra cui torture, sequestri, detenzioni illecite ed esecuzioni di soldati e civili e
azioni violente tra la popolazione attribuendo responsabilità ai ribelli.
La guerra civile diventa conflitto armato non interazioni ma con ricadute internazionali perchè le due
principali strutture sono inuma primo momento il Free Sirian Army appoggiati dall’Arabia Saudita e Quatar
e dall’altra l’esercito siriano regolare appoggiato dall’Iran e Iraq che cercano di creare un interesse per
costruire una macro regione fino al Libino con l’implicazione di combattenti iracheni e iraniani.
Ma di fatto c’è un grande interesse per questi territori ricchi c’è anche intervento da paesi stranieri come Stati
Uniti, Francia, Gran Bretagna e Turchia che appoggiano i ribelli e Russia, Cina e Venezuela che appoggiano
l’esercito regolare.

Altri gruppi di oppositori:


- Fronte al-Nusra (2012) , branca siriana dell’ISI
- Un altra forza estremista che è l’ISIS, islamismo estremista
- vs. Stato Islamico: Unita di Protezione Popolare, milia della regione a maggioranza curda nel nord dell
Siria (nota come Kurdistan siriano)

Proclamazione del califfato


Capo attuale è Al-Baghdadi “Califfo dei Musulmani”. Nel giugno 2014 ha unilateralmente proclamato la
nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo tra Aleppo e l’est dell’Iraq, 6 milioni di
persone. Gruppo terroristico già ricco al mondo con un patrimonio super-io ai 2 miliardi di dollari grazie
anche al business del petrolio.

!46

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)


lOMoARcPSD|5159444

La struttura organizzativa del califfato


Califfo come leader e sotto struttura in rete e ben strutturato.

!47

Scaricato da SABWAN (m.prevy10@gmail.com)