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Forgiando l’Armatura

Mi rifiuto di sottomettermi alla paura


che mi toglie la gioia della libertà,
che mi impedisce di rischiare,
che mi fa diventare piccino e meschino,
che mi afferra,
che impedisce di esser diretto e franco,
che mi perseguita e occupa nefasta la mia immaginazione,
che sempre dipinge cupe visioni.
Non voglio alzare barriere per paura della paura.
Io voglio vivere e non voglio rinchiudermi.
Non voglio essere amichevole per paura di essere sincero.
Voglio che i miei passi siano fermi perché sono certo
e non per nascondere la paura.
E quando sto zitto,
voglio farlo per amore
e non per timore
delle conseguenze delle mie parole.
Non voglio credere a qualcosa
solo per paura di non credere.
Non voglio filosofeggiare per paura
che qualcosa possa colpirmi da vicino.
Non voglio piegarmi
solo per paura di non essere amabile,
non voglio imporre qualcosa agli altri
per paura che gli altri possano imporre qualcosa a me;
per paura di sbagliare non voglio diventare passivo.
Non voglio fuggire indietro verso il “vecchio”
per paura di non sentirmi sicuro nel “nuovo”.
Non voglio farmi importante
perché ho paura di essere ignorato altrimenti.
Nella convinzione e nell’amore
voglio fare ciò che faccio
e smettere di fare ciò che smetto di fare.
Dalla paura voglio strappare
il dominio e darlo all’amore.
E voglio credere nel regno
che esiste in me.
Contro la Paura

Qualsiasi cosa accada, qualunque cosa, a me sconosciuta,mi possa accadere


nella prossima ora o domani, certamente non la potrò modificare con la paura e
l’ansia.
L’affronto dunque con perfetta pace interiore, con il mare del sentire
perfettamente calmo.
Paura ed angoscia paralizzano la nostra evoluzione; respingiamo allora le ondate
di paura e di ansia per quanto nella nostra anima ci viene incontro dal futuro.
La devozione nei confronti di ciò che viene chiamato la Sapienza divina
presente negli eventi, la certezza che qualsiasi cosa accadrà perché doveva
accadere, e che – qualsiasi ne sia la direzione – avrà comunque i suoi effetti
positivi; traducendo questo atteggiamento animico in parole, sentimenti, idee,
realizziamo lo stato d’animo della preghiera devota.
Tra le cose che dovremmo imparare nel nostro tempo vi è questa: il vivere
nell’assoluta fiducia, senza nessun esteriore appiglio al nostro
esistere, confidando nell’aiuto sempre presente del Mondo Spirituale.
In verità non può oggi essere diversamente, pena il venir meno del coraggio.
Educhiamo rettamente la nostra volontà e cerchiamo di destarci interiormente e
consapevolmente ogni mattina ed ogni sera.
– 17 febbraio 1910
Qualsiasi cosa accada, qualunque cosa, a me sconosciuta,mi possa accadere
nella prossima ora o domani, certamente non la potrò modificare con la paura e
l’ansia.
L’affronto dunque con perfetta pace interiore, con il mare del sentire
perfettamente calmo.
Paura ed angoscia paralizzano la nostra evoluzione; respingiamo allora le ondate
di paura e di ansia per quanto nella nostra anima ci viene incontro dal futuro.
La devozione nei confronti di ciò che viene chiamato la Sapienza divina
presente negli eventi, la certezza che qualsiasi cosa accadrà perché doveva
accadere, e che – qualsiasi ne sia la direzione – avrà comunque i suoi effetti
positivi; traducendo questo atteggiamento animico in parole, sentimenti, idee,
realizziamo lo stato d’animo della preghiera devota.
Ciò appartiene a quello che dobbiamo imparare in questo tempo: dobbiamo
imparare a vivere con pura fiducia, senza alcuna sicurezza nell’esistenza, con la
fiducia nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale. In verità oggi non può
essere altrimenti, se il coraggio non deve inabissarsi.
Discipliniamo adeguatamente la nostra volontà e cerchiamo il risveglio interiore
ogni mattina e ogni sera.
Mattina:
Oh Michele,
Mi raccomando alla tua protezione
Con tutte le forze del mio cuore,
Pongo me stesso sotto la tua egida,
Così che l’albeggiare di questo giorno
Possa essere un’immagine del giusto
Destino in atto che appartiene al tuo essere.

Sera:
Porto il mio dolore nel Sole al tramonto,
Pongo tutte le mie preoccupazioni nel suo radiante grembo:
Purificate dalla Luce,
Trasformate attraverso l’Amore,
Ritornano come pensieri rinvigorenti,
Come forza per atti di gioioso sacrificio.

Michael, Prestami la tua Spada! di Rudolf Steiner


Mantra scritto per Giovanni Colazza, 1910, contenuto in GA268

Michael!
Prestami la tua Spada, affinché io sia armato per vincere il Drago in me.
Riempimi della tua forza, affinché io sgomini gli spiriti che vogliono
paralizzarmi.
Agisco dunque in me, affinché risplenda la luce del mio Io e possa essere
condotto a compiere le azioni degne di te.
Michael!

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