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PEPLUM

Il cinema italiano alle prese col mondo antico .

Peplum termine dato dalla critica francese ai film italiani di ambientazione storico
mitologica deriva dal peplo ossia una veste femminile usato dalle donne greche fino
al VI secolo a.C. Il genere inaugurato durante la stagione dei muti italiani raggiunse
l’apice negli anni 60 per poi cadere in decadenza con l’avvento del genere western .
Il genere affronta i bisogni sociali di una nazione dalla dittatura fascista fino al post
68 e la prima pellicola fu LA PRESA DI Roma del 1905 di Alberini . Nel 1908
Maggi realizza GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEI avvicinandosi alla classe
borghese come era successo in Francia con Le Film D’Art e in Germania con
L’Autorenfilm . Infatti dal periodo tra il 1911 e il 1914 cioe’ da La caduta di Troia e
Cabiria si evidenzia uno stile discorsivo piu’ complesso e si passera’ dai 30 minuti
fino a 3 ore di proiezione .
Indubbiamente Cabiria ha il primato nel genere , film di Giovanni Pastrone
ambientato nella seconda guerra punica dove la giovane romana viene salvata dal
sodato romano Fulvio Afilla e dal suo schiavo Maciste ; nel 1913 contribui’ al film
D’Annunzio che diventa un tassello vitale con le proprie didascalie all’interno della
narrazione .
La fortuna dei colossal italiani tipo QUO VADIS di Guazzoni e’ dovuta alla
capacita’ di offrire una vera e propria riduzione della storia a oggetto di pura
contemplazione anche sul piano linguistico , esempio sara’ L’ODISSEA del 1911 di
Bertolini e Padovan dove oltre alla divulgazione culturale avremo le pratiche
spettacolari come i costumi di scena e il ricorso a trucchi ottici.
Nascera’ quindi la figura del forzuto con gli eroi tipo Maciste ed Ursus ,il primo che
contribuisce alla salvezza dei propri padroni dai cartaginesi e il secondo che spinge la
massa per destituire Nerone .
In Maciste del 1915 di Borgnetto e Denizot il protagonista sara addirittura libero di
scorrazzare nell’eta’ contemporanea dove salvera’ una donna che si era rifugiata in
un cinema dove stavano proiettando il film Cabiria , diventanddo cosi’ un eroe mitico
di massa capace di travalicare il tempo cosa che avverra’ anche nel 1960 dove
Maciste viaggera’ nello spazio ed Ercole addirittura in Sud America nel film Ercole
contro i figli del sole del 1966 di Civirani .
Purtroppo negli anni 20 anche se abbiamo diverse produzioni il cinema italiano ha
una crisi in contemporanea della salita al potere nel 1922 di Mussolini . Avremo
infatti una produzione basta sulle idee del regime come vedremo nel quotidiano il
popolo d’italia fondato appunto dal duce dove quest’ultimo nei panni di ercole con un
braccio sorregge l’italia e con l’altra mano con una clava colpisce un idra a tre teste
rappresentazione del bolscevismo e del fallimento .
Questo processo di fascistizzazione imperniato sullo sventramento della citta’ urbana
si notera’ gia’ nel 1932 con via dell’Impero l’attuale via dei Fori Imperiali e con il
foro mussolini del 1927 oggi foro italico .
Con l’avvento del sonoro il regime crea un sistema di aiuto alla produzione
realizzando il centro sperimentale di cinematografia del 1935 e gli studi di
Cinecitta’ nel 1937 . La linea produzione sara’ il film storico con titoli come
Scipione l’africano di Galone del 37 e la nascita di Salome’ di Choux del 1940 e un
tentativo di riedizione di Cabiria che pero’ causa montaggi americani in voga
risultera’ obsoleto.
Come gia’ citato in Scipione l’africano sara’ denominato il kolossal del fascismo con
l’intento di celebrare la conclusione della guerra in Africa orientale ; il film infatti si
apre con la la disfatta di Canne e la vittoria di Zama che il popolo associera’ alla
tragedia di Adua e alla vittoria in africa orientale .
Causa forse la recitazione di Annibale Ninchi nella parte del protagonista il film non
avra’ gran successo sceso anche se accompagnata da una vasta campagna stampa con
tanto di kit di costruzioni raffiguranti il foro romano del film e calendari illustrati che
si trovavano anche nei negozi dei barbieri ; senza dimenticare che la visione venne
introdotta nelle classi elementari in quanto il ministro dell’educazione Bottai riferi’
che potevano essere facilmente appresi dagli scolari .
Dopo la liberazione da parte degli USA gli stabilimenti di Cinecitta’ e della Titanus
verranno ridati in condizioni pessime ma verranno comunque prodotti film come Gli
ultimi giorni di Pompei di Herbeir del 50 , Fabiola di Blasetti del 49 e Spartaco di
Freda nel 1953 .
Nasceranno opere come QUO VADIS di LeRoy nel 1951 che per le scene in esterno
vera’ girato in italia dando vita a una delle prime produzioni chiamate RUNAWAY
PRODUCTION americane in Italia ; verra’ prodotto anche Ben Hur di Wyler nel 59
e Cleopatra di Mankiewicz nel 1963 .
Con le FATICHE DI ERCOLE di Francisci nel 1958 il genere peplum prendera’ le
proprie caratteristiche dove il protagonista diventera’ maschile con attori anche
sconosciuti presi per via del fisico negli ambienti del culturismo .
I costi saranno molto bassi con molto profitto in quanto si usera’ uno standard
replicabile in molti film e soprattutto le case di produzione americane che
acquisteranno i prodotti nostrani .
Riguardo alla figura maschile del protagonista sara’ ancora la figura creata da
Pastrore e D’annunzio con Maciste che rimane attivo nel tempo come in film come
Maciste alla corte del gran khan del 61 , Maciste nella terra dei ciclopi del 61 ,
Maciste all’inferno del 63 di Freda , Ercole al centro della terra del 61 di Bava e
Maciste contro i vampiri di Corrucci del 61 prenderanno elementi provenienti da altri
generi come melodramma e horror .
Come detto precedentemete la stabilita’ del genere peplum si baso’ principalmente
sui budget molto ridotti anche per gli attori che spesso erano giovani sconosciuti e al
riutilizzo di costumi e ambientazioni gia’ utilizzate come in Ercole alla conquista di
atlantide del 61 di Cottafavi che utilizza elementi gia utilizzati in Les rendez vous du
diuable del 1944 e negli ultimi giorni di pompei ; ultimo elementoo fu decisamente
l’uso delle location degli esterni soprattutto nelle campagne laziali come a Tor
Caldara.
Riguardo la figura dei protagonisti “ forzuti “ spiega il Dyer riporta la figura del’eroe
liberatore come l’atteggiamento liberatorio degli USA dopo la 2 guerra mondiale e
anche l’eroe in Ercole alla conquista di Atlantide di Cottafavi nel 1961 porta l’eroe a
combattere contro una regina che sta fabbricando un esercito di cloni biondi che
richiamano esplicitamente alle SS di Hitler .
Verso il 1964 inizia l’ascesa del genere peplum causa il filone del genere western ,
vedremo infatti dei cambiamenti notevoli come nell’Odissea di Fritz lang del 1963
dove Ulisse viene incorniciato da colori primari e in Medea dove non troveremo i
colori sgargianti ne tantomeno i fisici forzuti dei film del peplum.
Con Fellini in Boccaccio 70 del 1962 nell’episodio delle tentazioni del dottor antonio
addirittura vedremo un goffo ercole interpretato da giuliano gemma che barcolla
sotto il peso della procace eroina dopo aver scagliato potenti massi contro i nemici .
L’ eredita’ del genere peplum la si notera’ anche nella produzione RAI dell’Odissea
del 68 di Franco Rosi dove ritroveremo la didattica del mondo classico , avremo poi
Conan il barbaro del 82 di Milius con il culturista plurivincitore mondiale
Schwarzenegger e nel’83 con Lou Ferrigno in Hercules .
Anche in politica nel 44 Liberazione in un manifesto di propaganda politica
utilizzera’ l’ex gladiatore Kirk Douglas intento a spezzare le catene per una locandina
politica .
Ai giorni moderni possiamo ritrovare il genere all’ingresso del parco di Cinecitta’
World dove nel piazzale viene riprodotto il tempio di Moloch del film Cabiria.
CABIRIA ( Giovanni Pastrore 1914 ) e’ senza dubbio il piu’ celebre film del muto
italiano che lo stesso Fellini nello sceicco bianco del 52 riprendera’ inserendo tra i
personaggi una prostituta chiamata appunto Cabiria .
Importante riguardo al film sara’ il lancio della figura di Masciste , l’uso dei carrelli
ed il metraggio esorbitante di ben 3 ore di proiezione nonche’ il contributo di
D’annunzio una delle figure piu’ in vista del panorama intellettuale italiano .
La trama de lfilm puo ‘ essere riassunta con l’eruzione a Catania del vulcano dove la
nutrice Crossa fugge insieme alla piccola Cabiria ma verranno rapite e portate a
Cartagine dove vorrebbero sacrificare la fanciulla al dio Moloch .
Interviene nella storia il sodato Fulvio Axilla che con il suo schiavo Maciste riesce a
liberare la fanciulla e affida la stessa alla regina Sofonisba , dopo varie situazioni di
prigionie e tradimenti il soldato grazie allo schiavo forzuto libera la fanciulla .
La narrativa del film puo’ essere divisa in 5 punti principali , l’eruzione dell’Etna , il
salvataggio di Cabiria , il passaggio delle Alpi da parte di Annibale , l’assedio a
Siracusa e infine l’assedio e la caduta di Cirta .
Il film e’ un esplicita esaltazione dell’avventura coloniale dell’italia giolittiana con la
guera italo –turca ed infatti l’intreccio narrativo e’ costruito sulla vittoria dell’antica
Roma sulla repubblica africana che le contendeva il dominio sul mediterraneo .
Interessante che entrambi i protagonisti cioe’ la regina e maciste sono di etnia
africana , questo perche’ le altre due figure Auxilla e Cabiria sono prive
assolutamente di ogni forma di carisma all’interno del film .
La regina verra’ interpretata da Italia Manzini che utilizzera’ pero’ un vocabolario
gestuale eccessivo assumendo le caratteristiche proprie del divismo dell’epoca
cosicche’ il regista nei film successivi la sostituira’ con la piu’ dotata Pina
Menichelli .
Anche se Maciste , che solo in poco piu’ della meta’ del film fara’ ammirare le sue
gesta pregne di violenza che caratterizzeranno tutti film successivi, fara’ considerare
questo film un film fondamentale per il genere.
SCIPIONE L’AFRICANO ( Carmine Gallone 1937 ) viene prodotto direttamente
dallo Stato attraverso l’Enic ( ente naz. imprese cinematografiche ) in quanto porta la
responsabilita’ di rilanciare l’identificazione tra l’Italia fascista e la Roma imperiale .
Il film inizia con il campo di battaglia pieno di cadaveri e uno stendardo romano che
incita a vendicare Canne , da questo momento il film comincia a raccontare in
parallelo la campagna africana di Scipione e la guerra sul fronte italiano combattuto
dal suo rivale Annibale .
Al narrazione principale se ne intrecciano altre tre : la prima vede la regina
Sofonisba ( Francesca braggiotti ) una donna fatale animata da un feroce odio contro
Roma , la seconda invece su una coppia di patrizi che divisi dai cartaginesi si
riusciranno a ricongiungere solo nel finale durante la battaglia di Zama, la terza infine
vede come protagonisti due uomini del popolo arruolati nell’armata di Scipione che
con le loro buffe avventure attenueranno la tensione narrativa .
Il personaggio di Scipione e’ ovviamente modellato sulla figura di Mussolini e vi
sono delle evidenti opposizioni quando le inquadrature riprendono Scipione con il
suo destriero bianco nella luce diurna mentre Annibale il cui destriero e’ nero quasi
sempre inquadrato di notte .
Stesso discorso per il popolo romano nel foro con le braccia levate geometricamente
perfette e composte mente i cartaginesi vengono dipinti come una massa disordinata
nella piazza principale della citta’ .
Discorso identico vale anche per le figure femminili , la virtuosa patrizia Velia
sopporta con dignita’ la prigionia mentre la regina Sofonisba e’ caratterizzata da un
concentrato di passioni irrazionali e distruttrici e assume le caratteristiche della
donna fatale che porta alla follia gli uomini; stessa linea per le interpreti , Isa
Miranda si trova a una fase di svolta per la propria carriera avendo firmato un
contratto con la Paramount , mentre la Biagiotti quasi esordiente sembra raccogliere il
testimone della diva oramai in partenza .
Nel caso di Velia mantiene la propria ignita’ con il corpo fasciato da un ampio velo
che lascia scoperto solo il viso mentre nel caso di Sofonisba indossa sempre degli
abiti molto succinti ( vedesi la scena dove con l’uso di una carrello laterale e una
successiva dissolvenza incrociata si vedranno le forme dell’attrice sdraiata ) .
La regia di Gallone poi riprendera’ quasi sempre primi piani di Velia mentre riguardo
alla regina portera’ lo spettatore alla continua scoperta dello splendido corpo della
donna .
FABIOLA ( Alessandro Blasetti 1949 ) e’ indubbiamente la prima superproduzione
italiana del dopoguerra , come dice lo stesso autore il centro sperimentale di
cinematografia era stato lasciato in condizioni pessime e la lavorazione di Fabiola
rimise in efficienza il grande teatro , cosa che la stampa ingrandi’ con le spese di
produzione del film anche se l’Universitalia dichiaro’ una spesa totale di 700 milioni.
IL film tratto dal romanzo Fabiola del cardinale Wiseman del 1854 e’ambientato all
‘inizio del 4 secolo d.c. dove il protagonista e’ un giovane di nome Rhual che dalla
Gallia si porta a Roma per fare fortuna come gladiatore e combattera’ nella villa di
Fabio Massimo che verra assassinato dal perfido Corvino facendo ricadere la colpa
sul gladiatore . Fabiola ( la figlia di Fabio Massimo ) pur di salvare il gladiatore
accetta di far incolpare i cristiani tanto che l’imperatore Massenzio emettera’ un
editto che mise fuori legge il cristianesimo . Verranno quindi messi a morte sia Rhual
che Fabiola ma proprio mentre il combattente sta per morire nell’arena gli altri
gladiatori lasciano le armi in terra proprio nel momento in cui Costantino il protettore
dei cristiani fa i suo ingresso a Roma .
Il film sviluppato in tre ore di proiezione colpisce soprattutto perche’ al tavolo della
sceneggiatura avessero potuto esserci rappresentanti di tutte le forze politiche proprio
perche’ come nel precedente film La corona di ferro il Blasetti voleva portare un
universale messaggio pacifista ; si noti pero’ che il tema della persecuzione dei
cristiani vera’ raffigurato come la rappresaglia contro gli iscritti del partito comunista
nel periodo dell’aprile del 48 periodo in cui vinse la Democrazia Cristiana .
Come dice lo stesso autore Fabiola passando dalla parte dei cristiani usa uno spirito
da partigiana e il personaggio di Costantino raffigura la figura degli alleati che
stavano per sbarcare ad Anzio .Altre noter sono il distaccamento dal passato fascista ,
il tema dell’omosessualita’ femminile come nella scena delle due donne sulle
gradinate del circo che amoreggiano cosa che fara’ rifiutare il film al Centro
cattolico cinematografico non solo per le scene immorali ma anche perche’ il 23
aprile il regisa fu invitato a parlare del film alla sezione Mazzini di Roma del PCI .
Oltre al dibattito cattolico – comunista il film si fa notare anche per il successo nei
mercati esteri come nota il Franchini dicendo che il film fu il primo a venir distribuito
in Germania ; la seconda nota e’quella espressa dal pubblico che viene attratto dal
registro melodrammatico del film stesso che avra’ addirittura la novellizazione nel
1950 sulla rivista cineromanzo .
Possiamo concludere dicendo che se Cabiria aveva dato voce all’aspirazioni
coloniali dell’epoca giolittiana , se Scipione l’africano celebrava il regime fascista , il
progetto Fabiola diventa un teatro di scontro tra le ragioni dell’industria ed il
vaticano con la critica di sinistra che si voleva appropriare del film ed infine del
pubblico che aveva gia preso posizione nell’aprile del 48.
O.K. NERONE ( Mario Soldati 1951 ) sarebbe stato concepito in un momento in
cui l’universitalia cercava un film di recupero a basso costo che riciclasse i set e i
costumi dei film precedenti puntando decisamente sull’erotismo che da sempre
contraddistingue il peplum italiano .
Nel film due marinai italo americani stolti e analfabeti ( Chiari e CAmpagnni ) si
trovano a Roma per un comizio e messi in punizione per gi incidenti da loro
provocati riescono a fuggire per ammirare le bellezze della capitale ma davanti al
Colosseo per un equivoco vengono tramortiti da una banda di malviventi .
Da qui inziera’ un lungo sogno che li portera’ alla corte di Erode dove scambiati per
cristiani vengono messi a morte ma trasformando i giochi circensi del colosseo si
salveranno momentaneamente. Dopo aver bevuto un filtro magico si scaglieranno
contro Nerone e fuggendo a bordo di una biga dopo un terribile incidente si
ritroveranno nel XX secolo .
Il film quindi e’ incentrato sul contrasto tra l’antichita’ romanita’ e le traccie
lasciate in Italia dagli americani come il boolgie-woogie che i protagonisti
insegnano ai musicisti , elementi che ritroveremo anche in un giorno in pretura del 53
di Steno dove Sordi interpreta per la prima volta il personaggio di Nando Moriconi .
L’elemento di maggior interesse del fim risiede pero’nello stile di vita nel passaggio
tra l’italia fascista e la nuova italia cosa che viene mostrata tramite una dissolvenza
incrociata nel momento in cui i protagonisti vengono tramortiti e trasportati nel
passato .
Gi elementi architettonici hanno la loro importanza come si puo’ notare con il
Palazzo della civiltà italiana dell’eur realizzato tra il 37 e il 42 che nel film di Soldati
funge da set per il palazzo di Nerone.
Le produzioni scelsero lo scenario moderno del quartiere eur a Roma perche’ vi era
un risparmio economico usando scenari preesistenti ; la tradizione della Roma
imperiale e la nuova cultura degli alleati si evincera’ soprattutto a meta film quando il
palazzo della civiltà italiana verra’ trasformato in un moderno Luna Parcus .
LE FATICHE DI ERCOLE ( Pietro Francisci 1958 ) apre il periodo d’oro del
peplum e ne fissa le regole rendendolo un prodotto spettacolare ma al tempo sesso
gestibile anche da case di produzione di grandezza media e piccola .
Il discorso di effettuare un film a basso costo pare sia stata un idea del regista che con
il precedente Orlando e i paladini di Francia aveva avuto ottimi incassi con una spesa
bassissima .
Gli interpreti principali sono Sylva Koscina e Steve Reeves con la presenza di Mario
Bava che si occupo’ sia della fotografia che degli effetti speciali .
La trama parla di Ercole che arriva ad Iolco dove uccide il leone di Nemea ma si
innamora di Iole per la quale rinuncia alla propria immortatilita’ attraverso un
invocazione agli dei .
Causa il perfido Pelia che non vuole rinunciare al trono Giasone ed Ercole
affronteranno un viaggio in cui combatteranno con gli uomini scimmia , con un drago
per la conquista del vello d’oro ma tornati a Iolco verranno imprigionati da Pelia ma
si liberanno grazie all’aiuto di Iole e sconfigeranno le armate del’impostore .
Nel film le vicende spettacolari seppur collegate narrativamente hanno il valore
autonomo di pure attrazioni visive. La dimensione canora nel film e’ affidata al
cantante lirico Gino Mattera che ricopre il ruolo di Orfeo che in un paio di episodi
usa la sua voce tenorile per rincuorare l’equipaggio e dare il tempo ai rematori .
Un altro dato che ricollega il film al genere degli ani 50 e’ il lungo flashback iniziale
in cui Iole racconta al protagonista della notte in cui fu ucciso il re Esone .
Un altro aspetto importante e’ la decisione di concentrare l’attenzione sull’aspetto
fisico del protagnista ossia il culturista Steve Reeves dove infatti le inquadrature
vengono concepite per mettere in mostra i muscoli al lavoro ; l’attore pero’ dopo il
misero incasso del sequel Ercole e la regina di Lidia non fara’ il terzo episodio della
serie .
Il film in conclusone da un nuovo inizio al peplum puntando sugli spettatori delle
periferie e dei piccoli centri evitando il fallimento di film costosissimi come Sodoma
e Gomorra che portera’ al tracollo della Titanus , inoltre a differenza dei film
precedenti il contenuto non si basera’ su questioni relative all’identita nazionale ma si
configura come un puro prodotto di consumo .
ERCOLE ALLLA CONQUISTA DI ATLANTIDE( Vittorio Cottafavi 1961 )
propone un Ercole come eroe tormentato che si ribella al destino di grandi imprese e
di infelicita’ che gli dei e il fato gli hanno riservato . Ne LA VENDETTA DI
ERCOLE vediamo il protagonista tornare dall’ADE per trovare la pace della propria
famiglia insidiata dalle macchinazioni del perfido re Euristeo e soprattutto da una
predizione della Sibila secondo la quale Deianira la moglie di Ercole perira’ quando
suo figlio Illo si unira’ in matrimonio conTea .
In Ercolealla conquista di Atlantide l’eroe greco viene costretto con l’inganno
dall’amico re Androceo e dal figlio Ilo a imbarcarsi in una pericolosa impresa contro
il popolo diAlantide la cui regina Antinea sta fabbricando un esercito di supereroi
utilizzando una pietra magica che deriva dal sangue di Urano , in entrambi i casi
Ercole rifiuta piu’ volte di lanciarsi in una nuova avventura dichiarando di preferire la
pace domestica alla gloria .
Cosa assai curiosa e’ che nel film e’ data molta importanza dalla critica perche’
giocato su un registro comico introducendo un approccio satirico al genere per le
sue numerose e contradditorie allegorie politiche presenti .La critica dell’epoca
percepiva il protagonista come un “ Hitler in gonnella “ perche’ Ercole avendo
appreso che la distruzione della pietra di Urano comporterebbe la sparzione dell’isola
all’inizio si promette di salvare gli abitanti ma poi non riuscendoci scatena un
cataclisma nel quale periscono donne e bambini .
Con le inquadrature dei pettorali del muscoloso interprete il film spinge i personaggi
femminili ai margini della narrazione mentre l’attenzione e’ prevalentemente sui
rapporti reciproci che i personaggi maschili intrattengono tra loro motivo per cui il
Lagny scrive che il film e’ volto in buona parte a un pubblico maschile .
Il Cottafavi con il comportamento contraddittorio del protagonista punterebbe a far
insorgere una forma di distacco critico nello spettatore spingendolo a una forma di
identificazione che si configura come una riflessione sulla dimensione allegorica del
film cosa che ci verrebbe naturale chiederci nel momento in cui pensiamo se
effettivamente il pubblico partecipo’ all’operazione di distanziamento critico
predisposto dal regista .
GLADIATORI DI ROMA ( Iginio Straffi 2012 ) prodotto dalla Raimbow che
aveva gia’ prodotto Winx club del 2007 e Winx club il mistero deli abissi del 2014 in
questo film riporta i modello tipo del peplum ossia un distributore americano che
finanzia un prodotto italiano preacquistandolo con un budget di 40 milioni di
dollari a differenza dell’era glaciale 4 con 95 milioni e Madagasar 3 con 145 milioni .
La trama si puo ‘riassumere nel giovane Timo che dopo l’eruzione del Vesuvio viene
portato a Roma dal gladiatore Chitone e cresce insieme ala figlia Anastasia di cui si
innamora .Quando la ragazzza parte per gli studi in Grecia il ragazzo si lascia andare
fisicamente fino a quando tornata la ragazza promessa in sposa all’infido Cassio
nipote del’imperatore Domiziano si inizia ad allenare ad una m,isteriosa donna di
nome Diana ( raffigurante la dea della caccia ) per partecipare ad un torneo .
Al torneo arriva fino in finale dove si scontra con Cassio che grazie a un filtro della
maga Circe si trasforma in un minotauro distruggendo il colosseo ma verra sconfitto
dal protagonista .
Anche se il film puntava sia a un pubblico di bambini che ai loro padri si piazzo solo
al 54 posto degli incassi ,ma resta importante vedere come al di la del risultato
economico la strategia usata dalla Raimbow fu ancora una volta indirizzata verso
l’universo del peplum .
Il genere verra’ rispolverato solo da commedie all’italiana come Attila flagello di Dio
del 1982 e SPQR 2000 anni fa del 1994 .
Nel fim si fara’ riferimento all’uso del doping con la metafora di Cassio che prende il
filtro magico , ma l’elemento di maggiore interesse riguarda l’identita’ tra gladiatori
dell’antica Roma e gli atleti professionisti del presente ( si veda il tatuaggio del
gladiatore tatuata dallo sportivo F.Totti nel 2001 e la sua presenza nel 2004 per lo
spot della Pepsi Cola dove gli sportivi in tenuta da antichi romani impediscono a dei
predoni di rubare un carico di bottiglie della bevanda sponsorizzata .
In conclusone nel film troviamo l’enfasi della costruzione del fisico tipico del
peplum che si ricollega alla morale contro il doping fino alla ridefinizione dei ruoli
sessuali dove il protagonista ritrova fiducia in se stesso per amore della sua amata .

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