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Fognini Gabriele

II B
12 Novembre 2020

IL CORONAVIRUS

Il coronavirus è un virus, ovvero un minuscolo essere vivente con una struttura


semplice.
Il virus è stato scoperto all’inizio del novecento, e diversi studi hanno delineato i
bisogni del virus: il nutrimento e la riproduzione. In particolare, un virus per
riprodursi ha bisogno di trovare una cellula ospite. La riproduzione dei virus avviene
attraverso la scissione dello stesso: i virus escono dalla cellula ospite, che muore, e
attaccano altre cellule.
Il meccanismo di diffusione del virus è dunque molto rapido, e si chiama processo di
infezione.
Tuttavia, sia i batteri che i virus, diversi tra loro, sono dappertutto e il nostro
organismo è continuamente attaccato da essi. Dunque il nostro organismo sviluppa le
difese immunitarie per combattere tali infezioni, e aumenta quindi il numero di
globuli bianchi o leucociti.
Per un’infezione batterica di grave entità viene utilizzato l’antibiotico , mentre per
un’infezione virale di grave entità viene utilizzato un antivirale. Entrambi, antibiotici
e antivirali, sono diversi per ogni famiglia a cui fa parte un batterio o un virus.
Il virus è un essere vivente dalla struttura uni cellulare, costituito da un nucleo, che
contiene il DNA o l’RNA e dunque il patrimonio genetico, da una membrana proteica
che avvolge il nucleo, e talvolta da un’ulteriore mantello proteico.
I virus colpiscono tutti gli esseri viventi, non solo gli uomini.
Il coronavirus appartiene alla famiglia SARS, ovvero la famiglia dei virus che
colpiscono le vie respiratorie. Esso è un nuovo virus influenzale, tuttavia divenuto
molto ostico a causa della sua fortissima capacità distruttiva.
Il coronavirus si trasmette attraverso le vie aeree, naso e bocca, e attraverso le
congiuntive degli occhi.
Per non essere infettati è necessario mantenere la distanza di sicurezza,
convenzionalmente indicata di un metro ma consigliata da studi più recenti di almeno
due metri, e indossare la mascherina chirurgica sulle vie aeree superiori, ovvero naso
e bocca.
Infatti tutte le persone emettono gocce di saliva, le Flügge. Queste goccioline seccano
in meno di due secondi, ma il virus non muore immediatamente. Esso infatti si
deposita sulle superfici intorno: per esempio, rimane sulle superfici lisce, come il
vetro, fino a quattro giorni, sulla carta fino a tre ore, mentre sul legno e sui tessuti
fino a ventiquattro ore.
E’ dunque necessario tenere sempre disinfettate anche le superfici con apposite
soluzioni a basi alcoliche.
La diffusione del virus dipende principalmente dalla carica virale, ma anche dalla
temperatura: infatti con il freddo le difese immunitarie diminuiscono e aumenta
dunque la diffusione del virus.
Il coronavirus può manifestarsi in diversi modi: in modo asintomatico, caso
potenzialmente pericoloso poiché una persona asintomatica è malata ma, a causa
della non manifestazione di sintomi, non sa di esserlo e potrebbe dunque trasmetterlo
e infettare altre persone; in modo lieve, con sintomi come tosse, raffreddore e
febbricola; in modo medio, con manifestazione dei sintomi sempre più evidente e
pericolosa; in modo grave, con sintomi come una polmonite monolaterale; e infine in
modo gravissimo, in cui il virus si manifesta con una polmonite bilaterale, che
colpisce entrambi i polmoni. In quest’ultimo caso, la funzione di scambio gassoso di
anidride carbonica e ossigeno viene interrotto e il paziente malato deve dunque essere
sottoposto all’intubazione, attraverso la quale viene consentito artificialmente lo
scambio di ossigeno grazie a un tubo nella trachea, mentre i suoi polmoni vengono
curati dai medici.
Dunque, per la prevenzione del coronavirus è necessario, se si è costretti a uscire,
sempre indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza di almeno due
metri, mentre per essere contagiati, normalmente, si deve essere senza mascherina per
più di quindici minuti a contatto con una persona positiva.
I sintomi più comuni del coronavirus sono la tosse, il raffreddore, la tosse e la febbre
superiore a 37,5° e se lo si contrae è necessario l’isolamento in una stanza chiusa e la
continua disinfezione delle superfici con le quali il malato è venuto a contatto