Sei sulla pagina 1di 5

lOMoARcPSD|3041806

Wunderkarmen - Appunti di museologia dettagliati

Museologia (Università degli Studi di Padova)

StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.


Scaricato da pasquale roberti (pasqualeroberti1978@gmail.com)
lOMoARcPSD|3041806

WUNDERKAMMERN
Un altro fenomeno che percorre i tempi del ‘500-‘700 è la
Wunderkammern: comincia a svilupparsi nella seconda metà del
‘500, con il caso famoso della Collezione di Ulisse, con
un’estensione agli inizi del ‘600 fino alla fine del ‘700. La parola
tedesca afa pensare ad un’origine a una diffusione soprattutto
oltre montagne: in realtà ci sono molte Wunderkammern in
Italia, in Italia meridionale tra cui Napoli.
È un parola che si solito non viene tradotta ma si intende
“Camera delle meraviglie”. Come nel caso dello studiolo che da
un lato è la “stanza” e dall’altro “l’armadio”: troviamo una
Wunderkammern che sono “stanze” e nell’altro caso che sono
“raccolti di curiosità e meraviglie”.
Questo termine ci porta in un ambito tipico del Barocco, nel cuore del concetto di meraviglioso. Ha
una funzione già esplicita nel suo nome: il fine è quello di stupire, di suscitare meraviglia. Le
collezioni ottenute nella Wunderkammern sono collezioni che raccolgono oggetti più disparati fra
loro: trova piena realizzazione quell’ecletticità già notata in collezioni precedenti.
Si parla di raccolte che mettono insieme oggetti presi dalla natura, meravigliosi di per sé, e oggetti
meravigliosi fatti dall’uomo.
Scopi:
- Stupire
- Riunire il mondo in una stanza: mettere insieme quello che l’uomo e la natura hanno
creato, facendo così una sorta di “enciclopedia visibile” del mondo che ci circonda.
Corrisponde a un sapere umanista (enciclopedico). L’enciclopedia nasce per un motivo
opposto a questo: per categorizzare, settorializzare il sapere: nel corso del ‘600 non si
avverte la necessità di sistemare le cose in questo senso e corrisponde all’esigenza di
chiudere il mondo in una stanza.

IM ULMER MUSEUM
J. Arnold, Kunstkammer der Regensburger Familie Dimpfel im
Ulmer Museum, 1668: è un quadro che ci dà una perfetta
semplificazione di c’è una Wunderkammern. Si riesce a trovare
qualunque cosa: cannoni di diversa dimensione, armi da fuoco
(creati dall’uomo), mappamondi, conchiglie, quadri di piccole
dimensioni, bronzi, maioliche. Abbiamo sia nature morte che
quadri sacri; naturalmente anche dei libri. Dall’altra parte
abbiamo conchiglie strane, teschi, orologi, clessidre, statue,
maioliche e un ritratto. Al centro abbiamo un elemento che
ricorre molto spesso: il “corallo”, affascinava moltissimo perchè è
l’esempio dell’ibrido in natura perché si veniva attirati da tutto ciò che sembrava mostruoso.
Troviamo anche libri sacri e un crocifisso.

Scaricato da pasquale roberti (pasqualeroberti1978@gmail.com)


lOMoARcPSD|3041806

Ci sono poi variazioni di Wunderkammern, anche se l’assetto di riferimento è questo. Nella


collezione dei Medici (famiglia) una larga parte era dedicata alle armi.
All’interno di queste collezioni cominciano a prender forma dei “settori” perché i collezionisti
fanno dei mestieri in particolare. Ad esempio i medici (professione non famiglia) avevano un forte
interesse di tipo naturalistico e collezionano erbe che sono “medicinali”, “speziali”. Nel corso del
‘500 abbiamo delle collezioni che prendono una strada particolare: porta nella direzione di una
specializzazione dovuta al mestiere del collezionista. Questa peculiarità apre la strada a quella che
sarà il passaggio dalla “meraviglia” al “metodo”.
Si assiste alla sostituzione della confusione ad una sostituzione con una raccolta settorializzata e
specializzata. L’approfondimento dello studio di determinati settori è l’anticipazione della genesi
della scienza moderna che nasce dalla vocazione sperimentale.
Altri esempi:
- 1. Domenico Remps, Kunstkammerschranz (XVIII sec.) chiuso
- 2. D. Remps, Kunstkammerschranz aperto (XVIII sec)
- 3. Frans Francken, Kuriositatenkabinett, 1636: gabinetto delle curiosità.
- 4. J. G. Hainz, Kunstschrankstilleben, 1666
- 5. J. G. Hainz, Rariteitenkabinet, 1666
- 6. F. Calceolari (1521- 1609), Museum Calceolarium, Verona: da
“calzolaio”. È un’inquietante camera delle meraviglie.
1

Il
2
3
4
museo di Francesco Calzolari (Lettera di 5
Marc’Antonio Verità a Cassiano Del Pozzo, Verona 16 febbraio 1634):
<<C’è una quantità d’animali sì terrestri come acquatici interi, e secchi,
un’altra di robbe impietrite, conchiglie, sementi, e frutti pellegrini. Un 6
pezzo di pietra con lettere Egittie, un quadro di Musaico, herbe e fiori
stravaganti, certe quantità di medaglie, e statuine di metallo, vasi di terra
antichi, lumi eterni, minerali, et altre cose medicinali in buon numero con una veste indiana fatta di
penne d’uccelli, et altre cose, che sarebbe lungo, e quasi impossibile dirle.>>

È la testimonianza e la descrizione del Museo Calceolari. Parla di una varietà di oggetti e tecniche,
come il mosaico, oltre all’attestazione di un interesse etnografico con òa presenza di un abito
indiano realizzato con le piume. Gli intellettuali girano e si muovono per visitare queste collezioni

Scaricato da pasquale roberti (pasqualeroberti1978@gmail.com)


lOMoARcPSD|3041806

che sono consigliate poi ad altri, raccomandandoli ai proprietari. La ricchezza di un privato diventa
ricchezza per la città stessa.
C’è di tutto qui dentro. Strana connessione al Medioevo; antitesi rispetto alla nostra concezione di
igiene, di ordine. Comincia ad esserci un interesse per il meraviglioso, per ciò che è strano: poi
diventa attenzione e studio del lato scientifico, della stranezza, della mostruosità -> Cambia
l’atteggiamento e l’allestimento.

Lo studio di Ferrante Imperato (G.C. Capaccio, Il Forastiero , Napoli 1634): Ma per finire in
qualche parte la magnificenza di questa città, vedrete la casa di Ferrante Imperato homo
singolare, che fè quel nominatissimo studio ove sono circa dodicimila semplici terrestri, maritimi, e
aerei con stupore di quei che sono della professione, e percio visitato da tutti i gran Signori che
camminano per il mondo. Qua vedrete minerali, ammirerete metalli, pietre, vegetali, piante e
massime incognite a noi. Un crocodilo terrestre Egittio, o
Arabico che si dimanda anco Cordillo. Un Icneumone, o sorce
Faragone che uccide i Crocodilli; un corpo intero di un
Castoreo, un Camaleonte aereo, chiamato Avicula Dei. Un
Camaleonte terrestre maschio e femina. Un Alcione uccello
marino. Un Trochilo, uccello d’India. Un Tatari animal d’India
[…] Un Agnello di mostruosa effigie con un occhio due corpi e
code e otto gambe. Una madreperla. Perle di color bruno. Il
Lino incombustibile. La pietra Alettorio. L’Argento nativo.
Argento rotto come Chrisolito. Il Sorce odorato che fa il
Zibetto. E infine altre cose raccolte con spesa grande,
conservate come vi ho accennato da Francesco Imperato suo figlio intendentissimo di tutte le
discipline.
Uso di mettere animali d’acqua come se fosse “creature dell’aria”: abbiamo il coccodrillo, il
simbolo del peccato delle cattedrali medievali, mentre qui diventa l’elemento qualificante della
stanza delle meraviglie. Viene ritratta la stanza ma anche i visitatori: c’è un uomo con il bastone
che indica qualcosa mentre gli altri guardano e discutono.
Assistiamo ad un tentativo di riordinamento. Guida turistica tra le prime nella storia, descrive il
museo di Ferrante Imparato. Dice che sono presenti animali, oggetti meravigliosi e rari.

Sulla stanza delle curiosità (Lettera di Giovanni Tarino a Madama Reale Cristina di Francia,
Torino, post 1619): <<Si riporranno in questa stanza, tutte le cose che si poranno havere curiose,
tanto provenienti dalla natura che arte; come uccelli, pesci, quadrupedi, minerali e mezzi minerali,
pietre riguardevoli, cose mecaniche ingegnose, armi antiche et moderne, machine da guerra
singolari, libri curiosi et altre cose simili, degne di ammirazione. Simile stanza ho veduto in Baviera
nel Palazzo di S.A. Ser.ma Elettorale et in Bologna in casa delli sig.ri Aldrovandi. Sarà questo
pensiero vago, dilettevole et degno d’esser veduto et massime alli Forestieri che per tale curiosità
si porteranno alla Venaria Reale; tanto riguardevole et se per altro solo per esser parto del rilevato
et fecondo ingegno di V.R.A.>>

Scaricato da pasquale roberti (pasqualeroberti1978@gmail.com)


lOMoARcPSD|3041806

È una lettera di Giovanni che si rivolge a Cristina di Francia dandole dei consigli su come deve
essere la stanza delle meraviglie: ne parla in italiano dicendo “stanza delle curiosità”. Si ha una
descrizione in astratto di ciò che è una Wunderkammern e l’invito a Cristina di Francia di
realizzarne una al fine di invitare i visitatori: creare una collezione che propaghi il buon nome della
collezionista. Ci sono oggetti di tutti i tipi con un’attenzione concentrata sulle armi.

Dalla scoperta dell’America cominciano i viaggi, le esplorazioni e si viene a contatto con


popolazioni nuove e diverse: è l’incontro con l’altro, con delle civiltà, religioni, vesti e usanze
diverse da quelle occidentali. L’Europa comincia a fare i conti con il mondo che è al di fuori: è
faticoso il processo di uno stesso livello gerarchico, perché gli europei vedevano solo loro, si
sentivano superiori.
Cominciamo a vedere i primi segni di questa complessità della stanza delle
meraviglie.
- Alberto Seba (1665- 1736) Ritratto s.d.: protagonista di questa stagione.
Mostra il libro: siamo approdati a un metodo di tipo scientifico in quanto
dietro di lui c’è un “gabinetto naturalistico” e non è più una delle vecchie
Wunderkammern.

Altri esempi di Wunderkammern


- Manfredo Settala (1600- 1680), Musaeum: parte del suo museo
andrà a far parte della pinacoteca ambrosiana

- Ole Worm, Frontespizio Museum Wormianum 1655: si presenta


come le alter camera delle meraviglie ma all’interno di questo
museo c’è una vera e propria catalogazione degli oggetti
conservati. Inizia a diffondersi la parola museo, all’inizio usato
per semplificare l’idea di camera delle meraviglie;
successivamente il termine evolverà in luogo che ospita opere.

- Museum Wormianum, particolare

Scaricato da pasquale roberti (pasqualeroberti1978@gmail.com)