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S tu d i e ricerche

Crisi agrarie e crisi politiche


La Germania da W eimar al nazismo
di D om enico Conte

Esiste una ‘componente agraria’ nell’ascesa del W h a t w e m a y c a ll th e ‘a g ra r ia n f a c t o r ’ in th e r i­


nazionalsocialismo. Come esaminarla storio­ s e o f N a t i o n a l S o c ia lis m is a m a tt e r o f f a c t : th e
graficamente? In questo saggio, la storia del­ p r o b l e m is h o w t o e x a m in e i t u n d e r a s o u n d h i­
l’associazionismo agrario tedesco a partire dagli s t o r i c a l p r o s p e c t . T h e h is t o r y o f G e r m a n a g r a ­
anni novanta del XIX secolo è scelta come chia­ ria n a s s o c ia tio n s s in c e th e la s t d e c a d e o f th e
ve analitica attraverso cui enucleare elementi di X I X c e n tu r y is ta k e n h e r e a s a m a g n if y in g g la s s
breve e di lungo periodo. Si è convinti infatti b y w h ic h c e r ta in s h o r t a n d lo n g - te r m e le m e n ts
che solo un’adeguata mediazione fra elementi m a y b e c le a r ly f o c u s e d . In th e a u t h o r ’s o p i ­
appartenenti a durate diverse possa illuminare n io n , o n ly a p r o p e r in te r r e la tio n b e tw e e n e le ­
aspetti dell’ascesa del movimento hitleriano m e n ts p e r ta in in g t o d i f f e r e n t d u r a tio n s a llo w s
senza cadere negli opposti pericoli di un’inter­ to t h r o w s o m e n e w lig h t o n th e a s c e n t o f th e
pretazione parentetica o di una deterministica N a z i m o v e m e n t, w ith o u t r is k in g t o la p s e in to
del nazionalsocialismo. Attraverso l’analisi di e ith e r a p a r e n t h e t ic a l o r d e te r m in is tic in te r p r e ­
associazioni di massa tipo B u n d d e r L a n d w i r t e , ta tio n o f N a t i o n a l S o c ia lis m .
Lega degli agricoltori, o R e ic h s la n d b u n d , Lega T h ro u g h th e a n a ly s is o f m a s s a s s o c ia tio n s s u c h
agricola dell’impero, è possibile saldare proble­ a s th e Bund der Landwirte o r th e Reichsland­
matiche politico-economiche (politica economi­ bund i t is p o s s i b l e to c o n n e c t q u e s tio n s o f e c o ­
ca agricola articolata in senso protezionistico- n o m ic p o l i c y (a n a g ra r ia n c o u r s e m a r k e d b y
assistenzialistico-corporativo) con temi di storia p r o t e c t i o n i s m , p u b l i c s u b s id ie s a n d c o r p o r a t i s t
delle ideologie (il ruralismo nelle sue varianti b e h a v io u r s ) to id e o lo g ic a l t h e m e s (r u r a lis m in
nazionalistiche, popolazionistiche, razzistiche). a ll i ts n a tio n a lis t, r a c ia l a n d p o p u l a t i o n i s t v e r ­
Nel corso dell’analisi si mostra come questi ele­ s io n s ). T h u s, it w ill b e c le a r ly s h o w n th a t th e
menti costituiscano linee di continuità pluride- a b o v e c o m p o u n d e le m e n ts r e p r e s e n t lin e s o f
cennali. Queste vengono quindi rapportate alla c o n tin u ity f o r d e c a d e s , a n d a s s u c h in te r a c t
specifica situazione di ingovernabilità politica w ith th e p e c u lia r s itu a tio n o f u t t e r p o l i t i c a l c r i­
creatasi in Germania a partire dal 1930. Crisi s is s in c e 1 9 3 0 . C o lla p s e o f m o d e r a te p a r t i e s , r a ­
dei partiti moderati, ascesa di quelli estremisti­ p i d g r o w t h o f th e e x tr e m is t o n e s, in c re a sin g
ci, defunzionalizzazione dell’istituto parlamen­ p r e s id e n tia lis m in g o v e r n m e n ta l p r a c tic e s , d i ­
tare, pratiche di governo presidenzialistiche si s r u p tio n o f p a r li a m e n t a r y lif e b e c o m e i n te r w o ­
legano in un gioco di reciproche interazioni con v en w ith lo n g ru n te n d e n c ie s o f th e r u r a l w o r ld .
le dinamiche di lungo periodo stabilitesi a livel­ A f i g u r e lik e R ic h a r d W a lte r D a r r é s y m b o liz e s ,
lo di mondo rurale. Un personaggio come Ri­ in h is o w n p e r s o n a l f a t e , th e e n c o u n te r o f o l d
chard Walther Darré simboleggia compiuta- t r a d itio n s w ith th e u n iq u e c o n s te lla tio n o f c ir ­
mente, in un destino individuale, l’incrociarsi di c u m s ta n c e s a n d e v e n ts th a t p a v e d th e w a y to
lunghe tradizioni con le specificità, irriducibili a H i t l e r ’s su c c e s s .
qualunque tipizzazione, della costellazione che T h e s o u r c e s c o m p u ls e d b y th e a u th o r a re d r a w n
vide l’ascesa della N a tio n a ls o z ia lis tic h e D e u t ­ f o r m c o e v a l p r i m a r y lite r a tu r e ( d o c u m e n ta r y
s c h e A r b e i te r p a r te i , Partito nazionalsocialista m a te r ia l o f a g ra r ia n a s s o c ia tio n s , p a r t i e s , a g r o ­
tedesco del lavoro. n o m is ts , e tc .) a s w e ll a s f r o m m o r e r e c e n t in te r ­
Le fonti utilizzate sono la letteratura primaria n a tio n a l lite r a tu r e p u b l i s h e d in th e p o s t - w a r p e ­
coeva (fonti di associazioni agrarie, partiti, agro­ r io d .
nomi, demografi, ecc.) e la letteratura seconda­
ria internazionale dal secondo dopoguerra.

Italia contemporanca”, dicembre 1990, n. 181


674 Domenico Conte

Tre crisi agricole mento, amalgamandosi in una miscela e-


splosiva. Fra il 1932 e il 1933 l’economia te­
Adolf Hitler assunse il potere in modo lega­ desca è ormai investita in pieno dalla crisi
le. La presa del potere (Machtergreifung), economica internazionale innescata dal “ve­
non fu un Putsch, né un coup d ’état, né nerdì nero” dell’ottobre del 1929. Molteplici
una manovra del capitalismo imperialistico. fattori fanno sì che siano proprio il paese ti­
Essa fu invece la risposta di una società a tolare del maggior volume di crediti interna­
una determinata crisi. In questa risposta vi zionali (gli Stati Uniti) e quello gravato del
è una ‘componente agraria’. Settori impor­ maggior volume di debiti (la Germania) ad
tanti del mondo rurale tedesco videro nel­ essere più violentemente colpiti. Nel momen­
l’ascesa al cancellierato di Hitler e nell’attri­ to più acuto della depressione la Germania
buzione di responsabilità governative al accusa sette milioni di disoccupati; il relativo
partito nazionalsocialista un’alternativa calo del potere d’acquisto interessa una mas­
praticabile nel tentativo di opporsi ad un sa di consumatori stimata fra i quindici ed i
processo ormai inoltrato di deprivazione venti milioni. Nel 1932 il prodotto nazionale
complessiva. Perché? lordo è del 41 per cento inferiore a quello del
Quali che siano le angolature a partire da 19281. I prezzi agricoli calano sensibilmente,
cui si guarda al mondo agrario tedesco nel travolti dalla spirale deflazionistica generale.
periodo compreso fra la fine degli anni ven­ Il volume complessivo delle entrate prodotte
ti e l’inizio degli anni trenta, vi è un dato di dalle aziende agricole, che fra il 1925 e il
fondo che emerge continuamente: quello di 1928 era finalmente tornato su livelli analo­
una crisi gravissima. Che si leggano gli ghi a quelli del 1913 (5,7-5,8 miliardi di mar­
ideologi del Bauerntum (ceto rurale), nelle chi), diminuisce bruscamente (3,9 miliardi
loro visioni fra l’arcaicizzante ed il fanta­ nel 1933). L’indice dei prezzi dei cereali
scientifico; che si analizzi la pubblicistica (1913 = 100), che nel 1927 aveva raggiunto
delle associazioni agricole, col suo prontua­ quota 163,3 (punto più alto degli anni post­
rio di misure protezionistiche e ‘programmi stabilizzazione), nel 1932 è ormai disceso a
d’emergenza’; che si studino i partiti le cui 100,1, registrando un calo equivalente a più
masse di elettori si radicavano particolar­ di 1/3 nel giro di cinque anni. Nel caso della
mente nelle campagne, l’osservatore torna produzione cerealicola siamo in presenza pe­
sempre ad imbattersi in un senso di profon­ rò del settore più fortemente protetto dall’in­
da inquietudine, che filtra da ogni fonte, e tervento dello Stato. Molto più drammatiche
nella reiterazione ossessiva del concetto usa­ appaiono le dimensioni della recessione per
to per esprimerlo: crisi. quanto riguarda gli altri due settori principa­
Dal punto di vista economico, questa cri­ li dell’economia agricola: quello caseario e
si si presenta tanto più grave in quanto stra­ quello della produzione delle carni. Nel pri­
tificata: fattori di disturbo cronologicamen­ mo, l’indice dei prezzi cala da 148,8 (1927) a
te diversi, nel senso di ‘durate’ storiche dif­ 88,3 (1932), nel secondo da 128,4 (1929) a
ferenti, si incontrano in un determinato mo­ 66,5 (1932)2.

Il presente saggio costituisce una riduzione del primo capitolo della tesi di dottorato dell’autore, Ruralismo nella
crisi della Germania weimariana: processi politici e dinamiche ideologiche.
1 Dietmar Petzina, Hauptprobleme der deutschen Wirtschaftspolitik 1932-33, “Vierteljahreshefte fiir Zeitgeschi-
chte”, XV, 1967, p. 18.
2 W.G. Hoffmann, Das Wachstum der deutschen Wirtschaft seit der Mitte des 19. Jahrhunderts, Berlin, 1965, pp.
522 sgg. e pp. 558 sgg.
Crisi agrarie e crisi politiche 675

Questi fenomeni colpivano una situazione Duramente provato sotto il profilo dei
resa già precaria dal pesante indebitamento rapporti produttivi, il settore primario tede­
dell’agricoltura (12-13 miliardi di marchi) e sco deve poi affrontare la prova dell’infla­
dalla cronica mancanza di capitali dell’eco­ zione dei primi anni venti, che sconvolge
nomia tedesca, che aveva reso necessario at­ completamente i rapporti finanziari interni e
tingere abbondantemente al credito estero. le ragioni di scambio. Iniziata nel corso del­
Quando questo viene ad interrompersi im­ la guerra a causa delle pratiche di finanzia­
provvisamente, a causa del crollo del siste­ mento del conflitto, proseguita nell’imme­
ma finanziario statunitense, l’agricoltura te­ diato dopoguerra in virtù di una politica
desca, e con essa l’economia complessiva monetaria di grande liquidità, e ulterior­
della Germania, già investite dai giganteschi mente incentivata dalle esorbitanti richieste
problemi della ricostruzione postbellica e in merito alle riparazioni prima dell’entrata
delle riparazioni, vedono crollare un ele­ in vigore del piano Dawes, tra il 1922 e il
mento fondamentale del già instabile edifi­ 1923 l’inflazione raggiunge valori parados­
cio degli scambi internazionali di merci e di sali, che si sottraggono a qualsiasi computo
capitali. che non sia puramente aritmetico. A fronte
La crisi che investe l’agricoltura tra la fine di questi sviluppi, il fatto che tra il 1924 ed il
degli anni venti e l’inizio degli anni trenta è 1930 l’agricoltura tedesca sia riuscita a ri­
però solo uno dei violenti fenomeni — il cer­ portarsi in quasi tutti i settori ai livelli pro­
chio più interno di una serie di cerchi con­ duttivi dell’anteguerra, e anche a superarli,
centrici — con cui il settore primario deve va considerata come una prestazione di tutto
confrontarsi in un lasso relativamente breve rilievo.
di tempo. La prima guerra mondiale, con le Ma le crisi avvenute a cavallo del 1930 e
sue conseguenze, ne rappresenta un altro. nel corso del decennio compreso fra la guer­
La guerra e le clausole del trattato di Ver­ ra mondiale e l’inizio della stabilizzazione
sailles privano la Germania del 10 per cento weimariana non esauriscono il quadro. Vi è
della popolazione e del 14,6 per cento della infatti una terza dimensione, a largo raggio,
superficie agricola. Nel 1918, in conseguen­ con una sua peculiare e più lunga durata,
za della penuria di concimi, forze-lavoro, che abbraccia le due crisi precedenti e che
animali da traino e mezzi di produzione ri­ può anch’essa essere interpretata come crisi:
sultante dallo sforzo bellico, la produttività la crisi di trasformazione di una società pre­
del settore della coltivazione è calata del 30 valentemente agricola in una delle maggiori
per cento rispetto ai valori dell’anteguerra, società industriali del mondo. Si considerino
tornando così al livello del 1882. La produ­ i seguenti elementi: il poderoso aumento de­
zione del settore dell’allevamento è a sua mografico che caratterizza l’evoluzione te­
volta diminuita del 25 per cento, discenden­ desca a partire dal momento della fondazio­
do ai livelli del 18903. Nelle drammatiche ne del Reich (1870: 41 milioni di abitanti;
condizioni del dopoguerra, l’agricoltura te­ 1925: 63,1 milioni, questo malgrado i 2 mi­
desca deve attendere al compito della pro­ lioni di morti in guerra e i 6,5 milioni persi
pria ricostruzione sulla base di quote di pro­ in seguito alle decurtazioni territoriali), era
duzione che l’hanno riportata indietro di ol­ andato del tutto a vantaggio della popola­
tre un trentennio. zione urbana. Nello spazio di un cinquan­

3 Ernst Klein, Geschichte der deutschen Landwirtschaft im Industriezeitalter, Steiner, Wiesbaden, 1973, p. 157.
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tennio le città assorbono infatti l’intero sur­ namiche della modernizzazione viene affida­
plus demografico (più di 30 milioni di perso­ to alle organizzazioni. Già a partire dall’ulti­
ne), mentre la popolazione rurale rimane mo quarto dell’Ottocento, l’impero (Kaiser-
pressappoco stagnante4. Se all’inizio degli reich) vede la fioritura di un gran numero di
anni ottanta vive in campagna il 60 per cen­ associazioni di interesse e di gruppi di pres­
to della popolazione tedesca, fra i due secoli sione che costituiscono una fitta rete di me­
questa percentuale si riduce al 45,7 per cen­ diazioni che innerva e comprende la società
to, per calare al 30 per cento nel 1939. Se nel tedesca. Luoghi del potere economico e so­
1882 lavora in agricoltura ancora il 43 per ciale, e spesso — in concorrenza con una
cento della popolazione attiva, questo valo­ struttura parlamentare costituzionalmente
re è ormai ridotto al 30 per cento nel 1925, e dimidiata — anche di quello politico, le as­
al 26 per cento nel 19395. La percentuale del­ sociazioni svolgono funzioni complesse e fra
l’agricoltura sul prodotto sociale lordo dimi­ loro diverse: bastioni della tutela corporati­
nuisce altresì dal 35 per cento della seconda va degli interessi ma, anche, difese della so­
metà degli anni novanta al 23,4 del 1910- cietà per canalizzare e attutire gli effetti di­
1913 e al 16,2 per cento del 1925-1929. Ana­ rompenti della modernizzazione6.
logamente, la percentuale delle esportazioni È proprio il settore agrario, nella Germa­
si riduce dal 18,3 per cento della prima metà nia imperiale, a svolgere una funzione da
degli anni ottanta all’1 per cento della metà battistrada in questo processo di organizza­
degli anni trenta. zione: prima della fine del secolo vedono in­
Queste cifre, nella loro secchezza statisti­ fatti la luce tutte quelle associazioni di inte­
ca, esprimono un profondo processo di tra­ resse che, già fattori di primaria importanza
sformazione che interessa i destini indivi­ nel panorama del Kaiserreich (la maggiore
duali di decine di milioni di persone. Urba­ fra esse, il Bund der Landwirte, Lega degli
nizzazione, industrializzazione e fuga dalle agricoltori, è il più forte gruppo di pressione
campagne trasformano completamente i tra­ della Germania guglielmina), torneranno poi
dizionali rapporti sociali, alterano i vecchi ad agitare, con vaste ripercussioni, la scena
equilibri, spostano il baricentro del potere della prima repubblica tedesca. Investiti dal­
politico ed economico. Il processo di moder­ le trasformazioni strutturali del mercato in­
nizzazione scompone una vecchia struttura e ternazionale dovute alla comparsa dei grandi
mette in moto, dal profondo della società, i produttori cerealicoli oltreoceanici e colpiti,
faticosi meccanismi di composizione di una dopo una pluridecennale congiuntura favo­
struttura nuova. revole caratterizzata da alti prezzi della terra
e dei generi alimentari, dalla crisi agraria di
fine secolo, gli esponenti del mondo agrario
Associazioni agrarie
sono i primi a reagire alle crisi del mercato e
In Germania, prima e più profondamente ai disturbi della crescita organizzando la rap­
che in altri paesi, il tentativo di gestire le di­ presentanza politica dei propri interessi.

4 Friedrich Burgdòrfer, Aufbau und Bewegung der Bevólkerung. Eìn Führer durch die deutsche Bevolkerungsstati-
stik und Bevólkerungspolitik, Barth Verlag, Leipzig, 1935, pp. 23 sgg.
5 Hans-Jiirgen Puhle, Politische Agrarbewegungen in kapitalistischen lndustriegesellschaften. Deutschland, Usa
undFrankreich im 20. Jahrhundert, Vandenhoeck und Ruprecht, Gottingen, 1975, pp. 38 sgg.
6 Sui meccanismi di difesa della società cfr. lo stimolante studio di Karl Polanyi, The Great Transformation, New
York, 1944 (trad, it.: La grande trasformazione, Einaudi, Torino. 1974).
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Fra gli anni venti e trenta, nel periodo è la Deutsche Bauernschaft (Unione dei con­
drammatico della crisi politica ed economica tadini tedeschi), organizzazione nata nel
della repubblica weimariana, le associazioni 1927 dall’unione di tre diverse associazioni
agrarie costituiscono un gruppo di pressione agrarie, fra le quali va menzionato perlome­
poderoso, che organizza all’incirca i due terzi no il Bayerischer Bauernbund (Lega dei con­
della popolazione attiva in agricoltura e le cui tadini bavaresi), costituitosi anche in partito
richieste non possono essere ignorate da nes­ (fra il 1920 e il 1928 è anzi l’unico partito
suno degli instabili governi che si succedono contadino tedesco che, con una sua esigua
alla direzione dello Stato. L’associazione dal­ ma costante rappresentanza nel Reichstag,
le tradizioni più antiche è la Vereinigung der riesca a oltrepassare la soglia del regionali­
deutschen christlichen Bauernvereine (Unio­ smo)8. La Deutsche Bauernschaft non riesce
ne delle associazioni dei contadini cristiani te­ mai a oltrepassare i 60.000 membri, risultato
deschi), di impronta specificamente cattoli­ assai modesto se paragonato a quello del­
ca, i cui prodromi risalgono fino al 1862, an­ l’associazione cattolica. I legami politici dei
no in cui il barone von Schorlemer aveva fon­ gruppi che concorrono a formarla la collo­
dato il Westphàlìsche Bauernverein (Associa­ cano in una posizione piuttosto eccentrica
zione dei contadini della Westfalia)7. Nel do­ rispetto a quella delle maggiori associazioni
poguerra la Vereinigung giunge a organizzare agrarie. Apostrofata dai suoi avversari, con
circa 560.000 membri. I territori in cui riesce una buona dose di esagerazione, come “de­
a radicarsi più saldamente sono quelli della mocratica” , fa politicamente riferimento ai
Germania sud-occidentale, caratterizzati da partiti del centro borghese e della destra mo­
proprietà di medie dimensioni e da coltivazio­ derata. Il collasso di questi gruppi a partire
ni di tipo diverso. A partire dal 1928 è guidata dal 1928-1930 rappresenta per lei, di per sé
da Andreas Hermes, personaggio politica­ una componente minoritaria dell’associazio­
mente influente, più volte ministro e nel se­ nismo agrario weimariano, un ulteriore fat­
condo dopoguerra leader dell’associazione tore di debolezza.
unitaria degli agricoltori tedeschi. Malgrado Ma è la gigantesca associazione del Rei-
lo statuto della Vereinigung stabilisse l’indi­ chslandbund (Lega agricola dell’impero),
pendenza confessionale e partitica dell’asso­ con i suoi 5.600.000 membri, i suoi centono-
ciazione, essa è rigidamente vincolata alla vanta organi di stampa a livello regionale, la
componente cattolica, sia sotto il profilo del­ sua rete di cooperative, l’insieme dei servizi
l’estrazione confessionale dei suoi apparte­ messi a disposizione degli affilati, le orga­
nenti che sotto quello delle alleanze politiche, nizzazioni consociate per i lavoratori agrico­
che la vedono strettamente collegata alle ma­ li, le donne, i giovani, a rappresentare la
nifestazioni del cattolicesimo politico tede­ componente decisamente più importante
sco: lo Zentrum e la sua peculiare espressione dell’associazionismo agrario weimariano. È
bavarese, la Bvp (Bayerische Volkspartei). il Reichslandbund a essere il punto di coagu­
Molto meno importante della Vereinigung lo dei grandi agrari ostelbici, il gruppo tradi­
cattolica sotto il profilo della base di massa zionalmente dominante dell’agricoltura te-

' Sulla storia delle associazioni agrarie cattoliche cfr. Ferdinand Jacobs, Von Schorlemer zur Griinen Front, Düs­
seldorf, 1957, e Heide Barmeyer, Andreas Hermes und die Organisationen der deutschen Landwirtschaft. Christli-
che Bauernvereine, Reichslandbund, Griine Front, Reichsnahrstand 1928-1933, Gustav Fischer Verlag, Stuttgart,
1971.
8 Heinz Haushofer, Der Bayerische Bauernbund (1893-1933), in Heinz Gollwitzer (a cura di), Europàische Bauern-
parteien in 20. Jahrhundert, Stuttgart-New York, 1977, pp. 562-586.
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desca, e a rappresentare, a livello di opinio­ nizza già 200.000 affiliati, saliti a 330.000
ne pubblica, il veicolo e lo strumento dello nel 1914 (cifra che in pratica rappresenta,
A g ra riertu m (ceto agrario). E sarà proprio per questo periodo, il tetto massimo rag­
attraverso il R eich sla n d b u n d che i nazional­ giunto in Germania da associazioni libere
socialisti praticheranno la loro tattica di pe­ sprovviste di affiliazione corporativa)9.
netrazione nelle strutture tradizionali della Inaugurando una tendenza che sarà perse­
rappresentanza agraria. guita, nel periodo weimariano, anche dal
L’antecedente diretto del R eich sla n d b u n d R eich sla n d b u n d , il B u n d d e r L a n d w irte ri­
è il B u n d d e r L a n d w irte , il più potente grup­ nuncia — malgrado la sua struttura organiz­
po di pressione della Germania guglielmina. zativa diventi ben presto molto più efficiente
Con la nascita del B u n d d e r L a n d w irte nel di quella di quasi tutti i partiti — a fondare
panorama politico del K aiserreich era emer­ un proprio partito, preferendo invece vinco­
so un fenomeno nuovo, destinato a impron­ lare ai propri programmi i deputati dei grup­
tare in maniera decisiva non solo le modalità pi politici ad esso vicini. Questo meccanismo
di espressione dei gruppi agrari, ma anche la di reclutamento avveniva in modo del tutto
struttura del conservatorismo tedesco, e a ufficiale: prima delle elezioni una serie di
tracciare, nel solco della storia della Germa­ candidati venivano ‘interpellati’ dall’asso­
nia otto-novecentesca, robuste linee di con­ ciazione; in caso di accordo, essi firmavano
tinuità. Nel B u n d d e r L a n d w irte trova la sua una dichiarazione che li obbligava a sostene­
genesi non solo il sistema di rivendicazioni re i programmi del B u n d . In cambio, l’orga­
politico-economiche che caratterizzerà le as­ nizzazione agraria metteva a loro disposizio­
sociazioni agrarie della Germania weimaria- ne — in un’epoca in cui, eccezion fatta per
na, ma anche quel complesso sostrato ideo­ la Spd (S o cia ld em o k ra tisch e P a rte i D eu tsch -
logico di stampo ruralistico che, per il verso lands), la maggioranza dei partiti erano po­
della diffusione garantita dalla capillare rete co più che comitati elettorali — il proprio
di penetrazione delle organizzazioni nella apparato organizzativo. I candidati eletti
società, avrebbe contribuito in maniera deci­ erano controllati attentamente e puniti con
siva a indebolire il versante democratico del­ sanzioni severe nel caso in cui il loro com­
la cultura politica tedesca. portamento avesse deviato dagli impegni as­
sunti. Attraverso questo meccanismo il
B u n d d e r L a n d w irte diventa in breve tempo
B u n d d er L a n d w irte : ruralismo prefascista? una potentissima lo b b y parlamentare. Si
pensi che nel 1898, solo cinque anni dopo la
Ufficialmente istituito nel febbraio 1893, fondazione, controlla 118 deputati del R ei­
dopo soli due anni di esistenza il B u n d orga­ ch stag su 397. Negli anni seguenti, pur se

9 La migliore analisi del Bund der Landwirte è quella offerta da H.-J. Puhle in Agrarische Interessenpolitik und
preujiìscher Konservatìsmus im Wilhelminischen Reich 1893-1916, Verlag Neue Gesellschaft, Hannover, 1966 (2a
ediz. riveduta: 1975). Il tema della continuità dell’associazionismo agrario tedesco fra Kaiserreich e Terzo Reich,
insieme con quello della peculiarità dell’esperienza tedesca rispetto a quella di altre nazioni industriali, è sviluppato
da Puhle in Politische Agrarbewegungen in kapitalistischen Industriegesellschaften, cit. Sempre di Puhle cfr. anche
Der Bund der Landwirte im Wilhelminischen Reich, in W. Riiegg - O. Neuloh (a cura di), Zur soziologischen Théo­
rie und Analyse des 19. Jahrhunderts, Gottingen, 1971, pp. 145-162; Von der Agrarkrise zum Prafaschismus. The-
sen zum Stellenwert der agrarischen In teressen verbande in der deutschen Politik am Ende des 19. Jahrhunderts,
Franz Steiner Verlag, Wiesbaden, 1972; Agrarian Movements in German Politics (X IX & X X th C.), in: Pasquale
Villani (a cura di), Trasformazioni delle società rurali nei paesi dell’Europa occidentale e mediterranea (secoli X IX -
XX). Bilancio degli studi e prospettive di ricerca, Guida, Napoli, 1986, pp. 159-188.
Crisi agrarie e crisi politiche 679

non più nelle dimensioni del 1898, il peso L’aumento demografico impone l’importa­
dell’organizzazione agraria continua a con­ zione di generi alimentari (soprattutto di ce­
dizionare pesantemente gli equilibri politici reali), dal quale conseguì una forte pressione
del parlamento del Reich: 89 deputati nel sui prezzi interni. Proprio in questo periodo,
1903, 138 nel 1907 e 78 nel 1912 (data del­ sui mercati internazionali emergono, in qua­
l’ultimo parlamento eletto nel Kaiserreich) lità di grandi produttori di cereali, la Russia
continuano ad essere esplicitamente legati e gli Stati uniti (l’esportazione americana di
alla lobby agraria. Nella camera dei deputati cereali passa da sette milioni di quintali nel
prussiana, eletta secondo il suffragio delle 1872 a circa quaranta milioni nel 1880). La
tre classi, il Bund controlla sempre più di un produzione est-europea e oltreoceanica si
terzo dei deputati, e nel 1908 addirittura avvantaggia inoltre dello sviluppo dei tra­
l’assoluta maggioranza (243 deputati su sporti terrestri e marittimi (navi a vapore),
442). Il partito dal quale l’organizzazione che avvicina notevolmente i mercati11.
agraria attinge con maggiore profusione è Pressata da questi sviluppi, l’agricoltura
quello tedesco-conservatore: la Dkp (Deut- tedesca, capeggiata dal suo strato egemone,
sch-Konservative Partei). quello degli agrari ostelbici produttori di ce­
Il programma elaborato dal Bund der reali, ribalta la propria direttrice liberistica
Landwirte nel 1893 rappresenta la prima in una protezionistica. Il 1879 è l’anno in cui
compiuta presa di posizione degli agrari ri­ il governo del Reich, sospinto dalle richieste
spetto alla politica economica. Le richieste dell’agricoltura e dell’industria, quest’ulti-
che vi vengono formulate ruotano tutte in­ ma a sua volta colpita dalla ‘grande depres­
torno a un concetto fortemente protezioni­ sione’ di fine secolo, applica le prime tariffe
stico dell’economia nazionale in genere e protezionistiche, separando così la storia
dell’agricoltura in particolare. La richiesta della politica economica tedesca ottocente­
di fondo è quella di alti dazi doganali, attra­ sca in due periodi ben distinti.
verso cui poter giungere, come si legge in un Le violente proteste agrarie di inizio anni
articolo del tempo, ad “affrancare quanto novanta, culminate nella fondazione del
più possibile la vita economica nazionale Bund der Landwirte, vanno inquadrate al­
dalla maledizione del mercato mondiale”10. l’interno del cosiddetto ‘nuovo corso’ della
È a prima vista sorprendente che queste ri­ politica estera e commerciale inaugurata dal
chieste fortemente protezionistiche vengano successore di Otto von Bismarck, cancelliere
formulate da quello stesso ceto che, per Georg Leo von Caprivi. Il concetto sotteso
buona parte dell’Ottocento, aveva assunto alla politica commerciale di Caprivi era —
la teoria liberistica come un articolo di fede. dato l’affievolirsi della congiuntura negativa
Fino al 1865, sulla scorta della favorevole a livello internazionale — quello di giungere
congiuntura agraria innescatasi a partire dal a una maggiore liberalizzazione della circo­
1830, la Germania era stata infatti un paese lazione di merci al fine di non pregiudicare
prevalentemente esportatore di cereali. Que- le possibilità di espansione dell’avanzata in­
[ sta situazione si era però venuta a interrom­ dustria tedesca. Sul piano agricolo, però, le
pere intorno al 1870. Fenomeni di vasta por­ conseguenze di questa apertura si ripercosse­
tata, fra loro interagenti, sono collegati a ro rapidamente in una forte diminuzione dei
j questo ribaltamento del trend economico. prezzi, che subirono cali nell’ordine del ven­

10 H .-J. Puhle, AgrarischeInteressenpolitik, cit., p. 78.


11 Cfr. E. Klein, Geschichte der deutschen Landwirtschaft, cit., pp. 121 sg.
680 Domenico Conte

ticinque-trenta per cento. È sullo sfondo di cento degli affiliati al Bund è infatti ricondu­
questi sviluppi che prende corpo la marea cibile allo strato degli Junker ostelbici e dei
montante delle proteste agrarie. Ed è in fun­ grandi proprietari terrieri. Questo è, beninte­
zione anti-Caprivi che il Bund der Landwirte so, il gruppo dirigente del Bund der Landwir­
propone l’esaltazione della politica economi­ te: sia a livello di organizzazioni regionali che
ca “senza contratti” di Bismarck e la surretti­ di comitati direttivi centrali quest 'élite quan­
zia ideologizzazione del ‘cancelliere di ferro’ titativamente esigua è in grado di occupare i
come “contadino tedesco” 12. punti nevralgici della complessa struttura bu­
Il nucleo protezionistico del programma rocratica dell’associazione agraria. Ma il
del 1893 del Bund der Landwirte è integrato Bund der Landwirte non è un club esclusivo di
da una serie di altre richieste, fra cui l’intro­ grandi proprietari terrieri: è un’organizzazio­
duzione del bimetallismo (nella prospettiva di ne di massa. È questa la sua caratteristica
una maggiore circolazione monetaria, favo­ principale, che ne fa un fenomeno originale
revole agli agrari sia sotto il profilo della lie­ nel panorama della società guglielmina, e che
vitazione dei prezzi che di una diminuzione lo distingue nettamente, ad esempio, dall’al­
della pressione dell’indebitamento agricolo, tro importante gruppo di pressione del tem­
con il carico dei relativi interessi)13, e l’appli­ po, il Centralverband der deutschen Indu-
cazione di misure di sgravio fiscale. Presto a striellen (Unione degli industriali tedeschi),
queste richieste si sarebbe affiancata la famo­ organo della rappresentanza industriale.
sa “proposta Kanitz” , volta a statalizzare il Mentre quest’ultimo concentra infatti i suoi
commercio estero dei cereali e a garantire sforzi nella pressione sull’amministrazione
prezzi fissi ai produttori, azzerando in tal dello Stato, il Bund der Landwirte è caratte­
modo il rischio imprenditoriale. L’idea di un rizzato dal suo appello all’opinione pubblica.
monopolio statale riguardo allo smercio della L’aver riconosciuto, da parte dello strato diri­
produzione cerealicola sarebbe rimasta una gente del Bund der Landwirte, la necessità di
costante delle rivendicazioni agrarie anche uscire, per affermare i propri interessi, dalle
dopo la prima guerra mondiale. A fine anni pratiche di consorteria di notabili, e l’aver di
venti si sarebbe creata, a questo proposito, conseguenza sviluppato un’ideologia integra­
una singolare e del tutto apparente identità di tiva capace di coagulare intorno al proprio
vedute fra il reazionario Reichslandbund e i programma — oggettivamente ritagliato sulle
teorici agrari della Spd. esigenze di un solo gruppo dell’agricoltura —
Il programma del Bund der Landwirte era le componenti più diverse di questa, rappre­
direttamente funzionale agli interessi dei senta un fenomeno di grande rilevanza sia nel
grandi proprietari terrieri cerealicoli, concen­ contesto specifico della società del tempo sia
trati geograficamente nelle regioni a est del­ per gli sviluppi futuri della storia tedesca.
l’Elba. Ciò malgrado, esso riuscì a coagulare L’ideologia integrativa del Bund der Land­
intorno alla sua piattaforma rivendicativa un wirte si fonda su di una teoria armonicistica
ampio movimento di massa. Solo l’uno per volta a evidenziare pretestuosamente il mo-

12 Noto qui per inciso che, all’indomani della nomina di Adolf Hitler a cancelliere, allorché il futuro ministro del­
l’Agricoltura del Terzo Reich, Walter Darré, salutò nel capo del partito nazionalsocialista il “vero successore di Bi­
smarck”, lo fece attribuendo contemporaneamente al Führer il titolo onorifico di “cancelliere-contadino” , in ciò ri­
collegandosi allo stereotipo di Bismarck in quanto “contadino tedesco” coniato dal Bund der Landwirte.
13 Quello relativo all’introduzione del bimetallismo come apertura a una politica di ‘denaro leggero’ è un fenome­
no ricorrente, anche a livello internazionale, nel panorama delle rivendicazioni agrarie. Le manifestazioni più vio­
lente in questo senso sono quelle dei farmers statunitensi negli anni novanta.
Crisi agrarie e crisi politiche 681

dello unitario di una agricoltura ‘tedesca’. Le ché solo lo sviluppo delle industrie ha reso
profonde specificità regionali che caratteriz­ possibile la crescita delle grandi città, e perché
zano l’agricoltura della Germania, col conse­ solo l’impersonale lavoro industriale ha tra­
guente corollario di interessi differenziati (ba­ sformato gli individui in masse senza identità.
sti a questo proposito ricordare il cronico L’industria viene però suddivisa al suo inter­
contrasto fra i produttori di cereali delle re­ no in due gruppi, secondo uno schema inter­
gioni orientali, interessati a una politica pro­ pretativo ricorrente, che negli anni a seguire
tezionistica, e gli allevatori delle regioni nord- sarebbe stato ripreso, fra gli altri, dai nazio­
occidentali, favorevoli invece a pratiche libe- nalsocialisti. Il famoso polemista Georg Oer-
ristiche in funzione dell’acquisto dei mangimi tel, redattore-capo della “Deutsche Tageszei-
offerti sul mercato internazionale, decisa­ tung” (il quotidiano, fondato nel 1894, che
mente più economici di quelli prodotti sul rappresenta l’organo di stampa ufficiale del
mercato interno), vengono negate proponen­ Bund der Landwirte) nel 1896 scrive a questo
do il modello di una “agricoltura nazionale” proposito che: “Ci sono due tipi di industria:
dagli interessi compatti ed omogenei. La teo­ una nazionale ed una più internazionale.
ria armonicistica dell’agricoltura ha bisogno, Consideriamo la prima utile e giustificata, la
data la postulazione dell’assenza di conflit­ seconda solo in certa misura tale”14. Il giudi­
tualità all’interno del ceto professionale, di zio di Oertel è molto meno ingenuo e semplici­
scaricare al di fuori gli scontri sociali, indivi­ stico di quanto a prima vista possa apparire.
duando in una serie di fattori esterni all’agri­ Sotto il manto dell’industria nazionale si cela­
coltura, e quasi ad essa ontologicamente av­ no infatti quei settori — soprattutto l’indu­
versi, i motivi delle crisi e delle deprivazioni. stria pesante (non a caso assimilabile, come la
È in questo senso che va interpretata l’affe­ produzione cerealicola, a compiti di ‘difesa
zione antiurbana ed antiindustriale del Bund nazionale’) — la cui politica economica pro­
der Landwirte, che collega strettamente la tezionistica si trovava in linea con quella del­
propaganda dell’organizzazione con quell’i­ l’associazione agraria (si pensi al peso delle
deologia ruralistica che rappresenta un fatto­ commesse statali, che assorbivano una fetta
re di vasta rilevanza sociale nello scenario del­ ingente della produzione: tipico in questo
la storia tedesca otto-novecentesca. Il Bund si contesto il gigantesco piano di riarmo navale
scaglia contro le città in quanto luogo di re­ legato al nome dell’ammiraglio Tirpitz). L’in­
clutamento delle masse sradicate, inclini al dustria “internazionale” è invece quella —
sovversivismo ed al socialismo (“tante grandi avanzatissima — del settore di trasformazio­
città, tanti focolai di rivoluzione”). E la sua ne, volta, dato l’alto livello tecnologico rag­
polemica si dirige anche contro i malsani rap­ giunto, alla conquista dei mercati esteri e di
porti ambientali delle metropoli, e sulle loro conseguenza interessata, anche per i prodotti
conseguenze di lungo periodo, sfociami in agricoli, a una politica liberistica che la met­
una degenerazione biologica del popolo che tesse al riparo dalle ritorsioni doganali dei
trova la sua risultante in un infiacchimento paesi che le si prospettavano come mercati
della forza militare della nazione, chiaramen­ potenziali.
te espresso dall’aumento della percentuale di Nell’ottica della propaganda ideologica
inabili al servizio militare. del Bund der Landwirte la direttrice antiurba­
La polemica antiurbana è nello stesso tem­ na ed antiindustriale si inscrive nel quadro
po polemica contro l’industrialismo, per­ più ampio della polemica anticapitalistica.

14
Citato in H.-J. Puhle, Agrarische Interessenpolitik, cit., p. 104.
682 Domenico Conte

Nel 1905, nella “Korrespondenz des Bundes borghese (onestà, laboriosità, amore per la
der Landwirte” , una delle riviste ufficiali del­ patria, per la famiglia, religiosità, ecc.). Il
l’organizzazione agraria, si poteva leggere Mittelstand è visto inoltre come una camera
che: “oggi non vi può essere politica volta al di compensazione degli squilibri sociali pro­
sostegno dello Stato che non sia anche una vocati dalle due costellazioni che lo com­
politica economica anticapitalistica”15. Dieci prendono dall’alto e dal basso della piramide
anni prima, in un luogo nevralgico, il numero sociale: gli strati capitalistici (poco stabili,
inaugurale della “Deutsche Tageszeitung”, il anche psicologicamente, perché esposti alle
già ricordato Georg Oertel aveva scritto che: ripercussioni di un’economia del tutto lascia­
“La ‘Deutsche Tageszeitung’ è un giornale ta a se stessa), e i proletari, per lo più sradi­
popolare, per il ceto medio, la colonna più cati e senza patria. Al termine di questa com­
salda del nostro popolo e dello Stato, per tut­ plessa operazione appare quasi automatico
to il popolo tedesco. Noi combattiamo con­ che lo stesso ceto medio venga ad essere iden­
tro un duplice fronte: contro il capitalismo tificato con la nazione tout court. Col che le
che prolifera a livello internazionale e contro rivendicazioni agraristiche, di fatto decisa­
la socialdemocrazia senza patria”16. mente corporative e conflittuali rispetto a va­
Come espresso chiaramente da Oertel, stissimi settori della società (basti pensare al­
l’anticapitalismo del Bund der Landwirte si le conseguenze del rincaro dei generi alimen­
collega ad un concetto molto estensivo di tari per lo strato dei consumatori) vengono,
‘politica per il ceto medio’ (Mittelstandspoli- per il tramite della Mittelstandspolitik, uni­
tik). Nella prospettiva del Bund questo con­ versalizzate e circondate dall’aura di interessi
cetto gioca un ruolo di primissimo piano, in generali17.
quanto rappresenta lo strumento attraverso Né può a questo punto sorprendere che il
cui allargare una piattaforma rivendicativa Bund der Landwirte si appropri con la massi­
ruralistica agli interessi più generali del po­ ma decisione del tradizionale punto di coa­
polo. Il ceto medio, arricchito e essenzializ- gulo di tutte le rivendicazioni mittelstandi-
zato dalla componente rurale, viene identifi­ sch: l’antisemitismo. “Juden kònnen keine
cato come il pilastro della nazione. Ai suoi Bauern sein”, gli ebrei non possono essere
rappresentanti vengono attribuite tutte le contadini: così si legge nella “Korrespon­
qualità psicologiche positive della mentalità denz” del 1901. E questa affermazione non

15 H.-J. Puhle, Agrarische Interessenpolitik, cit., p. 95.


16 H.-J. Puhle, Agrarische Interessenpolitik, cit., p. 105.
17 11 meccanismo di identificazione degli agrari con il ceto medio trova un suo preciso riscontro fra i ceti impiegati-
zi. Anche gli impiegati tedeschi svilupparono un’autoconcezione fondata sul modello del Mittelstand, con la relati­
va pretesa di rappresentare gli interessi più sani della nazione e la conseguente politica antiliberale, antidemocratica
ed antisocialista. Fra il Bund der Landwirte e la più importante associazione impiegatizia guglielmina, il Deutsche
Handlungsgehilfenverband, prima della guerra mondiale anch’esso caratterizzato da una vasta base di massa, vi fu­
rono stretti contatti. Per la problematica dei ceto impiegatizio è fondamentale Jürgen Kocka, Angestellte zwischen
Faschismus und Demokratie. Zur politischen Sozialgeschichte der Angestellten: Usa 1890-1940 im internationalen
Vergleich, Vandenhoeck und Ruprecht, Gottingen, 1977 (trad, it.: Impiegati tra fascismo e democrazia. Una storia
sodale-politica degli impiegati: America e Germania (1890-1940), Liguori, Napoli, 1982). Sempre di Kocka si veda­
no: Vorindustrielle Faktoren in der deutschen Industrialisierung. Industriebiirokratie und “neuer Mittelstand”, in
Michael Stürmer (a cura di), Das kaiserliche Deutschland. Politik und Gesellschaft 1870-1918, Athenàum Verlag,
Kronberg/Ts. 1977 (2a ediz.), pp. 265-286, e Zur Problematik der deutschen Angestellten 1914-33, in: H. Momm­
sen, D. Petzina, B. Weisbrod (a cura di), Industrielles System und politische Entwicklung in der Weimarer Repu-
blìk, Athenàum-Droste, Kronberg/Ts.-Düsseldorf 1977, (2a ediz.), pp. 792-811.
Crisi agrarie e crisi politiche 683

è l’opinione personale di uno dei tanti pubbli­ nale, e a fare dei contadini nient’altro che
cisti radicalmente antisemiti presenti nelle file “operai al servizio dei trust dei cereali e del
del Bund der Landwirte, ma riflette una presa latte”19. Queste citazioni, oltre alla tradizio­
di posizione del tutto ufficiale: gli statuti del­ nale equiparazione dell’ebreo all’alta finanza
l’organizzazione escludono infatti esplicita­ e al grande capitalismo dalle imperscrutabili
mente la possibilità dell’affiliazione di ebrei, superfetazioni (negli anni venti il tema
quasi a suggellare una incompatibilità onto­ dell’ “internazionale gialla” sarà affiancato
logica fra Bauerntum e Judentum. Anche qui da quello dell’ “internazionale rossa”, en­
è possibile rintracciare una potente linea di trambe coalizzate nel tentativo di schiacciare
continuità con la storia futura dell’associa- il ceto medio nazionale), fanno risalire ormai
zionismo e della politica agraria tedeschi. Al­ chiaramente le abissali differenze fra Bauern-
lorché, più di trent’anni dopo, il 29 settembre tum e Judentum a discriminanti razziali. An­
del 1933, il ministro dell’Agricoltura del Ter­ che in questo caso, il Bund der Landwirte
zo Reich, Walter Darré, promulgherà la fa­ rappresenta una delle fonti originarie di una
mosa legge sui poderi ereditari, che nella sua mentalità e di una cultura politica vòlkisch,
prospettiva avrebbe dovuto costituire l’asse nazionalistica che, a partire dagli anni novan­
della politica agraria e razziale del nazional­ ta, si snoda lungo il tormentato percorso dei
socialismo, sentirà il bisogno di precisare, nel primi due decenni del Novecento, per poi de­
preambolo, che: “contadino può essere solo fluire nella marea montante e onnicompren­
chi è cittadino tedesco di sangue tedesco e di siva del nazionalsocialismo.
sangue equiparabile a quello tedesco”18. Il
che suona come una precisa conferma della
profonda discrasia che si crede di rintracciare Il “Fronte verde”
tra contadinato e giudaismo.
È opportuno ancora notare che se in Darré Il 20 febbraio del 1929 i leader delle più im­
il progetto di costituzione di un’élite contadi­ portanti associazioni agrarie tedesche comu­
na sarà indissolubilmente legato ad una pro­ nicarono all’opinione pubblica la costituzio­
spettiva di eugenetica razziale, è ancora una ne di un “Fronte verde” . Un mese dopo, il 20
volta nella propaganda antisemita del Bund marzo, il presidente della repubblica, il can­
der Landwirte che trova la sua origine, per celliere e i ministri del Reich ricevettero, a no­
quanto attiene al versante del ruralismo, il me del Fronte verde, un programma agrario
processo di trasformazione interna dell’anti­ di cui si auspicava l’applicazione immediata.
semitismo da pregiudiziali di carattere reli­ In calce al programma, le firme di Martin
gioso-culturale in dimensioni precipuamente Schiele, presidente del Reichslandbund, di
biologistico-razziali. L’agricoltore, il “vero Hermes, presidente della Vereinigung der
rappresentante della razza germanica”, è deutschen Bauernvereine, di Anton Fehr,
odiato dal “giudaismo consapevole dei pro­ presidente del Bayerischer Bauernbund e rap­
blemi della razza” . Il nemico più accanito presentante della Deutsche Bauernschaft, e di
dell’agricoltore è 1’“internazionale gialla, re­ Ernst Brandes, presidente del Deutscher
clutata prevalentemente fra appartenenti alla Landwirtschaftsrat (Consiglio dell’agricoltu­
razza semitica” . Il grande capitale internazio­ ra tedesca), il potente organismo centrale di
nale è teso a schiacciare l’agricoltura nazio­ tutte le camere agricole tedesche. Si era costi­

18 Reichserbhofgesetz (REG) v. 29.9.1933, Reich Gesetz blelt I, p. 685.


19 Tutte le citazioni da H. J. Puhle, Agrarische Interessenpolitik, cit., p. 130.
684 Domenico Conte

tuito, con la Griine Front, un poderoso orga­ cialdemocratici, Zentrum, partito bavarese e
nismo di rappresentanza unitaria degli inte­ Deutsche Volkspartei). Su questa base si co­
ressi dell’agricoltura, in grado di gettare sul stituisce il gabinetto Müller, che sarebbe ri­
tappeto dei conflitti weimariani tutto il peso masto in carica per quasi due anni, fino al
di milioni di contadini organizzati? marzo del 1930: più di qualsiasi governo pre­
Il 1928, l’anno precedente la costituzione cedente.
del Fronte verde, aveva portato con sé più di Teoricamente, per le associazioni agrarie
un motivo di preoccupazione per le associa­ la costituzione di un governo a guida social-
zioni agrarie. A livello politico generale, il democratica era tutto tranne che un avveni­
1928 è l’anno della grande vittoria socialde­ mento da salutare con entusiasmo. L’idea
mocratica nelle elezioni per il Reichstag del che la Spd aveva dell’agricoltura era profon­
20 maggio20. In questa tornata, la Spd passa damente improntata dalla riflessione kaut-
dal 26 per cento al 29,1 per cento delle prefe­ skyana, imperniata da un lato sulla previsio­
renze (da 131 a 153 seggi), toccando il punto ne dell’inevitabile tramonto della classe dei
più alto della sua storia weimariana21. Risal­ medi contadini, dall’altro sulla necessità di
to ancora maggiore assume la vittoria social- un’ampia riforma agraria che trasformasse
democratica se rapportata alla pesante scon­ la base dei rapporti di proprietà, aprendo la
fitta subita dal maggior partito di destra, strada a quella maggiore razionalizzazione
quello tedesco-nazionale Dnvp (Deutschna- della produzione agricola che, nella conce­
tionale Volkspartei), che passa dal 20,5 per zione di Karl Kautsky, andava obbligatoria­
cento al 14,2 per cento dei voti, in cui si inne­ mente legata alla nascita di grandi unità pro­
sta un processo di progressiva radicalizzazio- duttive socialistiche23. Si trattava di una po­
ne che contribuirà in maniera decisiva all’in- sizione destinata a non incontrare alcun suc­
governabilità del sistema weimariano22. Al­ cesso fra le masse contadine, poiché non solo
l’indomani delle elezioni del 1928, la riparti­ sottovalutava il profondo attaccamento dei
zione dei mandati era tale da indicare con ceti agrari all’idea di proprietà, ma li colloca­
chiarezza la composizione di un governo a va di fatto in una posizione di subordinazio­
guida socialdemocratica, composta sulla ba­ ne rispetto alla classe operaia industriale. Su
se della cosiddetta “grande coalizione” (so­ queste basi, non sorprende che i ceti agricoli,

20 Per una dettagliata ricostruzione delle dinamiche elettorali nella repubblica di Weimar cfr. Alfred Milatz, Wah-
ler und Wahien in der Weimarer Republik, Bundeszentrale fiir politische Bildung, Bonn, 1965, e Id., D asEnde der
Parteien im Spiegel der Wahien 1930 bis 1933, in Erich Matthias - Rudolf Morsey (a cura di), Das Ende der Par-
teien 1933, Droste Verlag, Düsseldorf, 1960, pp. 743-793.
21 Solo nelle elezioni per la Costituente del 19 gennaio 1919 la Spd aveva oltrepassato questa soglia, raggiungendo
il 37,9 per cento delle preferenze (165 mandati). Ma già nelle prime elezioni per il Reichstag, tenutesi il 6 giugno del
1920, il numero dei suoi mandati si era ridotto a 103. Le elezioni per la Costituente sono le uniche, nel panorama
della storia politica weimariana, a portare una netta vittoria delle forze democratiche: la cosiddetta “coalizione wei­
mariana”, composta da socialdemocratici, democratici e partito cattolico vi ottenne il 76,1 per cento dei voti. Già
nelle prime elezioni parlamentari questa percentuale si ridusse però al 43,6 per cento, con gravi perdite per la social-
democrazia e gravissime per i democratici (da 75 a 39 mandati).
22 Dopo le elezioni del maggio 1924 (Spd = 20,5 per cento, Dnvp = 19,5 per cento), il partito tedesco-nazionale
aveva addirittura costituito la frazione parlamentare più forte, acquisendo così il diritto di vedere affidata a uno
dei suoi rappresentanti la carica di presidente del Reichstag. La Dnvp aveva votato contro la costituzione e contro
l’accettazione del trattato di Veresailles.
23 II classico lavoro di Karl Kautsky sulla questione agraria è Die Agrarfrage. Eine Uebersicht iiber die Tendenzen
der modernen Landwirtschaft und der Agrarpolitik der Sozialdemokratie, Dietz Nachf., Stuttgart, 1899.
Crisi agrarie e crisi politiche 685

innalzati dalla propaganda ruralistica di or­ Messe in allarme dall’evoluzione della di­
ganizzazioni come il Bund der Landmrte e il namica politico-elettorale, incalzate dagli av­
Reichslandbund su di un piedistallo che attri­ venimenti della Germania settentrionale (di
buiva loro la funzione di pietra angolare del­ cui preoccupava non tanto la componente
la nazione, abbiano sempre manifestato eversiva dell’ordine pubblico, quanto la pos­
un’accanita opposizione nei confronti della sibilità che si creasse una frattura fra masse
Spd. Non a caso, l’ostacolo iniziale con cui si contadine e loro rappresentanze istituziona­
sarebbe in seguito scontrato il partito nazio­ li), le associazioni agrarie rispondono con la
nalsocialista nel suo tentativo di penetrazio­ costituzione del Fronte verde. Il programma
ne nelle campagne sarebbe stato quello di do­ agrario da questo inviato al governo nel mar­
ver confutare l’accusa di essere un partito zo 1929 ruota intorno al presupposto che l’a­
“socialista” . gricoltura avesse fatto tutto quanto realisti­
Inoltre, il legame della Spd con la classe camente possibile per raggiungere l’obiettivo
operaia si rifletteva nella tutela di quest’ulti- del nutrimento del popolo tedesco dalla terra
ma in quanto strato di consumatori. Da ciò natia, e che fosse giunto il momento dell’in­
discendeva, da parte socialdemocratica, la tervento dello Stato: il momento in cui, per
conseguente politica di bassi prezzi per i ge­ ricorrere alla terminologia del tempo, si sa­
neri alimentari, destinata inevitabilmente a rebbe dovuto passare dalla Selbsthilfe alla
entrare in conflitto con la direttrice protezio­ Staatshilfe. Fattori diversi, come il livello
nistica dell’agricoltura, volta invece a innal­ troppo basso dei generi alimentari, abbinato
zare le barriere doganali per poter poi far lie­ al livello troppo alto dei prodotti utilizzati in
vitare i prezzi sul mercato interno senza la agricoltura (la famosa ‘forbice’ aperta a
concorrenza della produzione internaziona­ svantaggio del settore primario), la cronica
le. Ancora nel maggio del 1925 Rudolf Hil- mancanza di capitali, l’incidenza esagerata
ferding, ministro delle Finanze nel primo ga­ dei tassi di interesse avrebbero indotto l’agri­
binetto Miiller, aveva esplicitamente rifiuta­ coltura in quella situazione di oggettiva e in­
to qualsiasi tipo di dazi agricoli. giustificata subordinazione nei confronti del
La presenza di un cancelliere socialdemo­ settore industriale e commerciale che solo il
cratico non era però l’unico fattore di preoc­ deciso intervento dello Stato poteva elimina­
cupazione per le associazione agrarie. Svi­ re. Il prontuario di richieste di politica- eco­
luppi altrettanto, se non addirittura più in­ nomica allestito dal Fronte verde si inserisce
quietanti, emergevano dal fronte interno del senza soluzione di continuità nel panorama
ceto professionale. I primi mesi del 1928 so­ tradizionale degli interventi invocati a soste­
no caratterizzati infatti dalla cosiddetta gno dell’agricoltura: alta protezione dogana­
Landvolkbewegung (Movimento del popolo le, sorta di monopolio statale per regolare il
contadino), un movimento rurale spontanei­ flusso delle importazioni, conseguente adat­
stico sviluppatosi principalmente nello Schle­ tamento dei contratti commerciali, misure di
swig-Holstein, ma con vaste ripercussioni commutazione dell’indebitamento in forme
anche a livello generale. È del 28 gennaio più sopportabili (trasformazione dei debiti
quella che viene ricordata come la maggiore personali in debiti ipotecari a tasso agevola­
manifestazione di massa espressa dalle cam­ to), eccetera. Nessun accenno, invece, ad in­
pagne tedesche nel periodo weimariano: terventi indirizzati nel senso di riforme incisi­
140.000 contadini invadono in questa data le ve della struttura agricola o di suoi settori:
piazze e le strade dello Schleswig-Holstein, “Prezzi più alti, mediante dazi, azioni di so­
dando espressione palese allo stato di grave stegno, misure dirigistiche di tutti i tipi: que­
disagio in cui versa l’agricoltura del Paese. sto era e rimane l’abc della politica
686 Domenico Conte

del Fronte verde”24. La connotazione pura­ balta frequentemente, a volte nel giro di po­
mente assistenzialistica della politica agraria che settimane, da atteggiamenti benevoli in
così come essa trova espressione nel pro­ ostilità senza quartiere. Questo, in presenza
gramma della Grüne Front è un sintomo si­ di una sempre più decisa radicalizzazione
gnificativo di elementi diversi: della profon­ delle masse contadine, che minacciano di af­
da e oggettiva incidenza della crisi agricola, francarsi dal controllo delle organizzazioni
della incapacità e della impossibilità di for­ tradizionali e di rifluire nella marea montan­
mulare tragitti innovativi per superarla, ma te dei movimenti estremistici.
anche di una mentalità rigidamente corpora­ Se le richieste delle associazioni agricole
tiva, abituata ad identificare automatica- sono costantemente ancorate al loro schema
mente i propri interessi con quelli dell’intera accentuatamente protezionistico e assisten-
comunità nazionale, e radicalmente ostile a zialistico, anche la politica agraria dei gover­
qualsiasi possibilità di trasformare i rapporti ni alternatisi negli ultimi anni della repubbli­
sociali e gli equilibri di potere del ceto di cui ca di Weimar mostra una omogeneità di
essa è espressione. fondo, che va a coprire le pur profonde dif­
ferenze politiche. Che si tratti del governo
socialdemocratico di Hermann Müller, o dei
Lo Stato interviene in agricoltura gabinetti presidenziali succedutisi fra il mar­
zo del 1930 e il gennaio del 1933, o, ancora,
A partire dalla fine degli anni venti la crona­ degli stessi primi mesi del governo Hitler,
ca della politica agraria weimariana si infit­ col presidente del partito tedesco-nazionale,
tisce fino a diventare un groviglio inestrica­ Alfred Hugenberg, a riunire nelle sue mani
bile. Nel segno della crisi economica, i “pro­ sia il ministero dell’economia che quello del­
grammi d’emergenza” patrocinati dal Fron­ l’agricoltura, la politica governativa è co­
te verde, dalle singole organizzazioni agra­ stretta a venire continuamente a patti con la
rie, dai partiti, dal governo, dalle stesse as­ corporazione agraria, e a volte, come nel ca­
sociazioni di interesse dell’industria si rin­ so della caduta di Heinrich Brüning e di
corrono in un valzer vorticoso. Le misure Kurt von Schleicher, ad abdicare di fronte
governative, sia sul piano della politica eco­ ad essa.
nomica esterna (dazi doganali, contratti Come già accennato, è dal 1925 che la
commerciali), sia sul versante di quella inter­ Germania può riprendere a proteggere attra­
na (finanziamenti, contingentamenti, sgravi verso dazi doganali i suoi prodotti agricoli.
fiscali, riduzione dei tassi di interesse, cartel- Dal 1925 al 1929 i dazi dei più importanti
lizzazione della produzione, prescrizioni in prodotti agricoli restano comunque al di sot­
materia dei componenti da utilizzare nella to di quelli d’anteguerra (le uniche eccezioni
preparazione dei prodotti agricoli, fino a sono rappresentate dall’avena e dalla carne
giungere agli interventi straordinari in favo­ di vitello, che già nel 1929 oltrepassano il li­
re di alcune regioni) si intrecciano in una vello dell’anteguerra). A partire però dai
lunga serie di decreti e successive modifiche. primi mesi del 1930 (dunque ancora sotto il
Il rapporto delle associazioni agrarie nei governo Müller, col democratico Hermann
confronti dei vari governi che si succedono Dietrich a capo del ministero dell’Agricoltu­
alla guida dello Stato dal 1928 al 1933 si ri­ ra e il socialdemocratico Fritz Baade come

24
Erwin Topf, Die Grüne Front. Der K am pf um den deutschen A cker, Rowohlt, Berlin, 1933, p. 191.
Crisi agrarie e crisi politiche 687

commissario per il settore della segala), il mo­ gate ad una politica protezionistica. Esso
vimento dei dazi si impenna decisamente. Nel blocca infatti le importazioni, ma non può
solo 1930, il dazio sul grano viene ritoccato più influire sul volume dei prezzi, il cui indi­
ben cinque volte, passando dai 5 marchi a ce, come già ricordato, comincia una consi­
quintale del 1929 (anteguerra = 7,50 marchi) derevole discesa a partire dal 1927-1928.
ai 25 marchi dell’ottobre del 1930. Il dazio Malgrado che fra il 1928 e il 1932 si fosse
sulla segala (il prodotto ‘storico’ della grande “gradualmente realizzato l’ideale della ‘com­
agricoltura ostelbica) passa a sua volta dai 5 pleta protezione doganale’”, la politica agra­
marchi a quintale del 1929 (anteguerra = 7 ria del Fronte verde era entrata nella “zona
marchi) ai 15 del maggio del 1930 e ai 20 del morta della politica doganale”26. Per ovviare
1931. L’orzo e l’avena — mangimi essenziali a questa situazione la politica agraria tedesca
per l’allevamento della Germania nord-occi­ si affida alla lunga teoria delle misure di ca­
dentale — vengono anch’essi innalzati ad un rattere interno. Fallito il tentativo di creare
livello doppio di quello dell’anteguerra, e au­ un monopolio dei cereali — progetto, que­
menti sostanziali accusano anche la carne di sto, reiteratamente sostenuto da Baade —
vitello, quella di maiale e il burro, a comple­ nel campo della segala sia il governo Müller
tare il quadro diretto verso una tendenziale che quello Brüning finanziano operazioni di
autarchizzazione del mercato agricolo, giusta eosinizzazione, che si risolvono in un falli­
la filosofia di politica economica del conte mento a livello di mercato27. Per favorire lo
Eberhard von Kalckreuth, più volte presiden­ smercio della segala eosinizzata bisognava
te del Reichslandbund, secondo cui: “il popo­ però garantirsi dalla concorrenza di altri pro­
lo tedesco deve essere costretto a consumare dotti che potevano essere utilizzati come
solo generi alimentari tedeschi”25. mangimi. A questo proposito fu istituito un
Nelle condizioni di depressione che carat­ monopolio del mais e furono innalzati i dazi
terizzano l’economia internazionale fra gli sull’orzo, il che guadagnò non solo al gover­
anni venti e trenta, l’innalzamento delle bar­ no l’ostilità degli allevatori delle regioni
riere doganali si rivela però utile solo rispetto nord-occidentali, ma evidenziò anche con
a una delle due funzioni generalmente colle­ chiarezza come pure nel caso delle misure in-

25 E. Topf, Die Grüne Front, p. 185. Per il movimento dei dazi e, più in generale, sulla politica agraria tedesca fra
anni venti e trenta cfr. i contributi di D. Gessner: Agrarverbande in der Weimarer Republìk. Wirtschaftliche und
soziale Voraussetzungen agrarkonservativer Politik vor 1933, Droste, Düsseldorf, 1977 e Agrardepression und Pra-
sidialregierungen in Deutschland 1930-1933. Problème des Agrarprotektionismus am Ende der Weimarer Republik,
Droste, Düsseldorf, 1977. Sempre di Gessner cfr. anche Agrarprotektionismus und Welthandelskrise 1929/32.
Zum Verhàltnis von Agrarpolitik und Handelspolitik in der Endphase der Weimarer Republik, “Zeitschrift für
Agrargeschichte und Agrarsoziologie”, XXIV, 1978, pp. 161-187; Grüne Front oder Harzburger Front. Der Rei­
chslandbund in der letzten Phase der Weimarer Republik, “Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte” , XXX, 1981, pp.
110-123, e Die Landwirtschaft und die Machtergreifung, in W. Michalka (a cura di), Die nationalsozialistische Ma-
chtergreifung, Schoning, Paderborn, 1984, pp. 124-136. Un’importante analisi coeva è K. Schiller, Marktregulie-
rung und Marktordnung in der Weltagrarwirtschaft, Jena, 1940.
26 E. Topf. Die Grüne Front, cit., pp. 222 sgg.
27 II piano di sostegno della segala era finalizzato all’utilizzazione delle circa 800.000 tonnellate che ogni anno re­
stavano inutilizzate (su una produzione complessiva di 7.700.000 tonnellate). L’intervento governativo prevedeva la
eosinizzazione di questo quantitativo (la eosinizzazione è un processo di denaturazione della segala che la rende in­
servibile per l’alimentazione umana ma adoperabile come mangime). L’operazione, attivamente sostenuta dal so­
cialdemocratico Baade e dai grandi produttori cerealicoli, non portò nemmeno lontanamente ai risultati sperati.
Topf (Die Grüne Front, cit., p. 218) nota che, attraverso la eosinizzazione della segala, Baade poteva farsi merito
di aver introdotto un ‘elemento rosso’ nell’agricoltura tedesca.
688 Domenico Conte

terne di politica agraria queste, per essere delle misura collegate a quella che da Ostp-
perseguite coerentemente, dovessero neces­ reujienhilfe era stata trasformata in Osthilfe
sariamente essere agganciate a misure ester­ tout court rappresenta una delle maggiori
ne. Altri interventi ebbero luogo rispetto al­ opere legislative della repubblica30.
la produzione dello zucchero, dove nel mar­ La Osthilfe andava a inserirsi in un pano­
zo del 1931 il governo ricorse alla disperata rama di aspri contrasti. Se gli aiuti alla
misura del contingentamento delle superfici Prussia orientale potevano ancora suscitare
coltivabili. vasti consensi, giocati sul fattore emozionale
Più tardive ed esitanti furono invece le e nazionalistico del sostegno da portare ad
misure prese a sostegno dell’allevamento e una regione colpita con particolare durezza
della produzione dei derivati del latte, il che dalla fenomenologia della guerra e del Dik­
esprime con chiarezza la tradizionale minore tat di Versailles, l’estensione degli aiuti sta­
forza politica di questo ramo, che pure sotto tali al complesso delle regioni ostelbiche ap­
il profilo del valore della produzione sopra­ pariva come un ingiusto privilegio accorda­
vanzava il settore vegetale. to, a scapito della comunità nazionale, ai
Ma è con la famosa Osthìlfe, il complesso territori tradizionalmente dominati dagli
insieme di provvedimenti varato a sostegno Junker prussiani. Se a ciò si aggiunge il fat­
delle regioni ad est dell’Elba, che la politica to che proprio dalle regioni orientali, ora al
agraria entra a più stretto contatto con le di­ centro di generose sovvenzioni statali, parti­
namiche e le contraddizioni generali della va la fronda antirepubblicana dei nostalgici
politica weimariana. Il 18 maggio del 1929, della monarchia, dei radicali di destra riuniti
su iniziativa del ministro dell’Agricoltura nel partito tedesco-nazionale, degli agrari
Dietrich, era stata promulgata la “legge sugli concentrati nelle potenti associazioni regio­
aiuti economici per la Prussia orientale”, che nali del Reichslandbund, diventa facilmente
riuniva in un unico testo legislativo tutte le comprensibile come il complesso di proble­
misure finalizzate a sostenere l’isolata regio­ mi legato alla Osthilfe andasse ad inserirsi in
ne — virtualmente staccata dal Reich dalle una problematica ben più vasta di quella di
clausole del trattato di Versailles — attraver­ un semplice intervento a sostegno di aziende
so lo stanziamento di somme ingenti28. Con agricole sull’orlo del fallimento.
la legge del 31 marzo 1931 gli aiuti straordi­ Il 5 novembre del 1931 Hans Schlange-
nari furono estesi dalla provincia della Prus­ Schoningen — proprietario di una delle
sia orientale all’intero territorio a est dell’El­ maggiori tenute della Pomerania, deputato
ba, “proprio come se il concetto tabù di tedesco-nazionale, per alcuni anni anzi vice-
‘Ostelbia’ fosse stato riconosciuto anche dal presidente del suo partito prima di staccarse­
legislatore”29. Per ampiezza del territorio in­ ne in seguito all’avvento di Hugenberg —
teressato, volume degli stanziamenti e com­ viene nominato, con una carica che lo equi­
plessità della relativa normativa, l’insieme para ufficialmente al rango di ministro,

28 Sulla storia della Prussia orientale (provincia del Land prussiano) dopo la guerra mondiale, e per un’analisi det­
tagliata della Ostpreufienhilfe fino al 1930, cfr. Dieter Hertz-Eichenrode, Polìtik und Landwirtschaft in Ostpreufen
1919-1930, Westdeutscher Verlag, Koln-Opladen, 1969. Per una ricostruzione dell’attività politica di Hermann Die­
trich, ministro dell’Agricoltura nel governo Müller, quindi ministro delle Finanze nel governo Brüning, cfr. Adel-
heid von Saldern, Hermann Dietrich. Eìn Staatsmann der Weimarer Republik, Harald Boldt Verlag, Boppard am
Rhein, 1966.
29 E. Topf, Die Griine Front, cit., p. 260.
30 D. Gessner, Die Landwirtschaft und die Machtergreifung, cit., p. 133.
Crisi agrarie e crisi politiche 689

commissario del Reich per la Osthilfe31. Già co della situazione della Germania anche
il 17 novembre, su sua iniziativa, viene perché fortemente ideologizzato3132. Egli rite­
emesso un decreto che è alla base di fonda­ neva che un’opera di profondo riassetto del­
mentali sviluppi futuri. In questo provvedi­ la proprietà terriera attraverso la creazione
mento vengono gettate le premesse per un di numerose aziende contadine avrebbe po­
ampio intervento di Umschuldung, cioè di tuto contribuire in maniera notevole, se por­
commutazione e riduzione dei debiti delle tata avanti con la necessaria decisione, al
aziende agricole. Il processo di sgravio debi­ miglioramento della situazione generale del­
torio non doveva però avvenire alla cieca, l’agricoltura tedesca. Va da sé che questi
bensì previo esame delle condizioni econo­ piani non potevano trovare l’adesione della
miche generali delle aziende agricole che fa­ grande proprietà, la cui diffidenza tradizio­
cevano richiesta per ottenere l’aiuto statale. nale nei confronti dei progetti di colonizza­
Le aziende risultate “sanabili” sarebbero zione si trasformò in opposizione feroce
state inserite nel programma di assistenza, contro Schlange ed il gabinetto Brüning
quelle risultate “non sanabili” ne sarebbero quando si diffuse la notizia di un imminente
state invece escluse. Per il periodo occorren­ aggancio della politica di colonizzazione alle
te per l’esame della loro situazione economi­ procedure della Osthilfe. Lo scontro politico
ca, le aziende venivano protette da una mo­ decisivo si accese su di una bozza di decreto
ratoria. È a questo punto che il progetto di discussa dal governo il 20 maggio 1932. In
intervento di Schlange tocca la sua dimen­ questa, Schlange proponeva che le aziende
sione politicamente più delicata, passando agricole che, dopo gli accertamenti governa­
dal piano delle alchimie finanziarie alla tivi, risultavano ‘non sanabili’ fossero im­
componente propriamente ‘strutturale’ della mediatamente messe a disposizione della co­
sua concezione della Osthilfe. Schlange era lonizzazione. Gli Junker, che avevano fatto
infatti convinto che gli straordinari sacrifici richiesta di usufruire della Osthilfe e che
richiesti alla comunità nazionale per soste­ avevano beneficiato di una moratoria ap­
nere le regioni orientali potessero trovare parsa ai loro occhi come una delle consuete
una loro legittimazione sociale solo in inter­ misure di privilegiamento della loro classe,
venti realmente innovativi, che andassero ad vedevano affiorare lo spettro della confisca.
incidere in profondità nella struttura dei Il piano di Schlange diede luogo ad una
rapporti interni di queste regioni. Il che, per durissima reazione da parte del Reichsland-
lui, significava “colonizzazione” . bund e del partito tedesco-nazionale. Il con­
Toccando il tasto della colonizzazione te Kalckreuth, presidente del Reichsland-
Schlange si inseriva in uno dei grandi temi bund, si scagliò contro il progetto governati­
dell’agricoltura tedesca del Novecento, tipi­ vo affermando che esso andava largamente

31 Su Hans Schlange-Schoningen e la Osthilfe cfr. E. Topf, Die Griine Front, cit., pp. 256 sgg., e i due contributi
di Heinrich Muth, Zum Sturz Briìnings. Der agrarpolitische Hintergrund, “Geschichte in Wissenschaft und Unter-
richt”, XVI, 1965, pp. 739-759, e Agrarpolitik und Parteipolitik im Frühjahr 1932, in F.A. Hermes - Theodor
Schieder (a cura di), Staat, Wirtschaft und Politik in der Weimarer Republik. Fs. f. Heinz Brüning, Berlin, 1967,
pp. 317-360. Sempre nella Festschrift Brüning cfr. anche il saggio di Gerhard Schulz, Staatliche Stützungsmafinah-
men in den deutschen Ostgebieten, pp. 141-204.
32 II pioniere dell’idea della colonizzazione è il famoso agronomo conservatore Max Sering. Il concetto basilare
sotteso all’idea della Siedlung era quello dell’utilità generale di un vasto ceto di medi contadini proprietari. Ad essa
non erano estranee componenti popolazionistiche. Il testo più esaustivo sull’/Ter della colonizzazione nella repub­
blica di Weimar è Wilhelm Friedrich Boyens, Geschichte der landlichen Siedlung, Berlin-Bonn, 1959-1960, 2 voli.
690 Domenico Conte

al di là di quanto osato nel 1919 dai delegati monto di Roma antica è l’esempio classico
del popolo. La Dnvp, per suo conto, attaccò per tutte le epoche: solo una volta, e per un
la bozza di decreto in una risoluzione parla­ breve periodo, ai popoli giunti al culmine
mentare del 24 maggio, in cui essa veniva della loro civiltà viene offerta la possibilità,
definita come “il peggiore attacco ai fonda­ attraverso un nuovo radicamento, di riap­
menti giuridici esistenti di cui il popolo tede­ propriarsi della benedizione della terra. In
sco abbia mai fatto l’esperienza”, e in cui caso contrario, essi tramontano nella male­
Schlange — con uno slogan destinato a di­ dizione di una civilizzazione materialistica.
ventare famoso — veniva accusato di “bol­ Ma i popoli non vogliono imparare...”34.
scevismo agrario”33. Le conseguenze di que­
sto scontro sono ormai ben note, e costitui­
scono un capitolo importante della storia Dinamiche elettorali e ingovernabilità poli­
politica weimariana. Dopo che anche il pre­ tica
sidente Paul von Hindenburg ebbe espresso
le sue perplessità sul progetto governativo, “Dopo essersi lasciati alle spalle le 746 pagi­
Schlange, indignato, rassegnò le dimissioni. ne della sua autobiografia, si sa con certezza
Poco dopo, indebolito dall’opposizione che quest’uomo non fa male ad una mosca.
agraria, Briining cadde. Gli sarebbe succe­ La prova di ciò la ha fornita nel 1923”35.
duto Franz von Papen, col grottesco esperi­ Scritte nel gennaio del 1930, e riferite al lea­
mento del ‘“ gabinetto dei baroni” . der dell’allora poco più che insignificante
La virulenza dell’opposizione agraria, e il partito nazionalsocialista, queste parole sa­
sostegno ad essa accordato dal partito tede­ rebbero suonate come una beffarda illusione
sco-nazionale, avevano ampiamente dimo­ pochi mesi dopo, il 14 settembre, la data del
strato come qualsiasi ipotesi di cooptazione più violento terremoto elettorale che la sto­
delle destre non radicali all’interno di ipotesi ria tedesca ricordi. Con le elezioni del 1930,
‘governamentali’ fosse ormai stata scavalca­ infatti, per la Nsdap (Nationalsozialistiche
ta dai fatti. Pochi mesi dopo la sua caduta, Deutsche Arbeiter Partei) non votano più gli
annodando la propria esperienza personale 810.127 elettori del 1928, pari al 2,6 per cen­
ad una considerazione storico-universale to dei voti e a 12 mandati. Adesso nel parti­
fortemente improntata di spenglerismo, to di Hitler si riconoscono 6.383.107 cittadi­
Schlange-Schòningen scriveva che: “Il tra­ ni tedeschi, una massa di otto volte superio-

33 H. Muth, Agrarpolitik und Parteipolitik im Frühjahr 1932, cit., p. 341 e 352.


34 Hans Schlange-Schòningen, Bauer und Boden, Hamburg, 1933, p. 18. A portare per primo l’attenzione sull’in­
fluenza spengleriana in Schlange, ravvisando in lui un esempio fra i più significativi di quella generazione di politici
agrari profondamente influenzati dall’interpretazione in chiave analogica del rapporto mondo antico-storia con­
temporanea, è stato H. Haushofer (cfr. Ideengeschichte der Agrarwirtschaft und Agrarpolitik im deutschen Spra-
chgebiet, vol. II: Vom Ersten Wettkrieg bis zur Gegenwart, Miinchen-Bonn-Wien, 1958, pp. 195 sgg.), seguito da
H. Muth (Zum Sturz Briinings, cit., pp. 743 sgg.). In Schlange la connotazione ruralistica è fortemente presente.
Nella sua autobiografia (A m Tage danach, Hamburg, 1947) si possono ritrovare frasi di questo tenore: “Di fronte
a me stava il destino dei popoli urbanizzati, che, alienati dalla terra, fra mura di pietra, cedevano alla massificazio­
ne, da Roma antica fino a oggi” . Il ruralismo di Schlange è però ancora completamente immerso in una dimensione
propriamente conservatrice, aliena dal radicalismo biologizzante che aveva invece caratterizzato il ruralismo degli
esponenti più estremistici del Bund der Landwirte e che sarebbe stato poi ripreso dall’ideologia nazionalsocialista.
Sulle varie componenti ideologiche del ruralismo tedesco cfr. Domenico Conte, Ceti rurali e salvezza della nazione:
l ’ideologia del “Bauerntum” nella Germania weimariana, “Studi Storici” , XXVIII, 1987, pp. 347-384.
35 Cfr. M. Roth, A d o lf Hitler, “Die T at”, XXI, Heft 10 (gennaio 1930), p. 780.
Crisi agrarie e crisi politiche 691

re all’elettorato del 1928 e pari al 18,3 per ghesi fa invece riscontro la stabilità del cat­
cento dei voti. A fronte della sparuta pattu­ tolicesimo politico. Lo Zentrum accusa solo
glia del 1928, è ora un nutrito battaglione di una leggera flessione (dal 15,2 per cento al
107 camicie brune a tingere con una macchia 14,8 per cento), del tutto mascherata, nel
scura il parlamento della repubblica36. Il computo dei mandati — che aumentano da
gruppo di riferimento della Nsdap non è più 78 a 87 — dal maggior numero di aventi di­
costituito dai piccoli partiti fioriti sul terre­ ritto al voto e dal conseguente aumento dei
no della proporzionale weimariana, ma è or­ seggi del Reichstag. Proprio lo Zentrum, il
mai il grande partito operaio, la Spd, l’uni­ partito che evidenzia in assoluto le maggiori
co che la Nsdap, diventata dalla notte al differenze fra le varie circoscrizioni eletto­
giorno il secondo partito del Reich, debba rali — dallo 0,5 per cento e dallo 0,6 per
ancora guardare dal basso in alto. cento delle circoscrizioni di Lipsia e dello
Con le elezioni del settembre 1930 prendo­ Chemnitz-Zwickau al 46,8 per cento e al
no corpo le linee di tendenza che caratteriz­ 43,6 per cento di quelle di Coblenza-Treviri
zeranno anche le successive tornate elettorali e della Bassa Baviera (valori del 1930) — si
fino al marzo del 1933. I partiti del centro dimostra anche come il partito in assoluto
borghese hanno già decisamente imboccato più stabile nel panorama agitato degli ultimi
la strada che nel volgere di pochissimo tem­ anni della repubblica weimariana, a confer­
po li condurrà al livello di nullità politiche. ma della tesi dell’impermeabilità del suo
Il partito democratico, la Ddp (Deutsche elettorato.
Demokratische Partei), l’erede della tradi­ Le elezioni del 1930 sanciscono invece un
zione del Linksliberalismus (Liberalismo di momento di crisi gravissimo per la Dnvp. Il
sinistra), che nelle elezioni per l’assemblea partito tedesco-nazionale, in parte erede del
costituente era riuscito a coagulare intorno conservatorismo guglielmino, ma profonda­
ai nomi prestigiosi di Preu/?, Friedrich Nau- mente inquinato da un radicalismo estremi­
mann, Max Weber, Walther Rathenau il stico di marca vòlkisch, paga il prezzo di
18,5 per cento dei voti, ottiene adesso il 3,8 una politica oscillante fra opzioni ‘governa-
per cento (20 mandati). Pressoché identica è mentali’ e opposizioni frontali al ‘sistema’,
la situazione della Dvp {Deutsche Volkspar- e viene praticamente dimezzato: dal 14,2
tei), l’erede della tradizione del ‘liberalismo per cento al 7 per cento (da 73 a 41 manda­
nazionale’. Il partito di Gustav Stresemann, ti). Anche per la Dnvp, partito che all’indo­
l’ex nazionalista radicale — il “ragazzo di mani della tornata del maggio del 1924 era
Ludendorff” — costretto a battersi fino allo stato in grado di costituire la maggiore fra­
stremo delle sue forze per la Erfiillungspoli- zione del Reichstag, l’esplosione della
tik, la politica dell’adempimento completo Nsdap appare, come per i partiti del centro
della clausole di Versailles, è ormai anch’es- borghese, un fenomeno tendenzialmente
so in piena crisi. Se nelle prime elezioni per mortale.
il Reichstag, tenutesi il 6 giugno del 1920, la Le elezioni del settembre del 1930 segna­
Dvp aveva raggiunto un successo notevole, no il passaggio ad una fase di riflusso anche
ottenendo 65 mandati (quasi quattro milioni per il partito socialdemocratico, che dal
di preferenze), essa è ora ridotta al 4,5 per 29,2 per cento passa al 24,5 per cento dei
cento dei voti (30 mandati). voti (da 153 a 143 mandati). La Spd resta
Al processo di erosione dei partiti bor­ però ancora il maggior partito della repub­

36 Per i dati di natura elettorale si fa riferimento, anche in seguito, ai già citati contributi di A. Milatz.
692 Domenico Conte

blica e, soprattutto nelle grandi città e nelle nella radicalizzazione dei tedesco-nazionali,
zone ad alta concentrazione industriale, luo­ nell’incapacità dei gruppi conservatori di sal­
ghi in cui da sempre è fortemente radicata, darsi in un ampio schieramento, nella dina­
continua a costituire uno schieramento pode­ mica esplosiva espressa dal nazionalsocia­
roso. lismo.
Se le elezioni del 1930 stabiliscono il punto Le elezioni del luglio del 1932 non avreb­
d’avvio di una parabola discendente della si­ bero fatto che aggravare questo tipo di evo­
nistra socialdemocratica, esse sanciscono in­ luzione. I nazionalsocialisti passano infatti al
vece una netta vittoria della sinistra comuni­ 37,3 per cento dei voti (230 mandati): più di
sta: elemento questo che, abbinato all’ascesa 13 milioni e mezzo di elettori si riconoscono
del partito nazionalsocialista, esprime con ormai nel partito di Hitler. Caso unico nella
chiarezza la tendenziale polarizzazione estre­ storia elettorale dei grandi paesi europei, nel
mistica della struttura politica weimariana. giro di soli quattro anni quella che era una
Lo Kdp (Kommunistiche Partei Deutsch- conventicola radicale di rivoluzionari di pro­
lands), passa infatti dal 10,6 per cento al 13,1 fessione si trasforma in un grande partito di
per cento dei voti (da 54 a 77 mandati), ini­ massa, in grado di scalzare dalla posizione di
ziando una escalation che troverà il suo arre­ maggioranza relativa il partito socialdemo­
sto solo con le elezioni del marzo 1933 (in cui cratico.
però la Kpd sarà oggetto di una campagna La Spd, dal 1890 ininterrottamente il mag­
terroristica da parte del governo Hitler). Il 14 gior partito tedesco, col suo 21,6 per cento di
settembre i comunisti ottengono la maggio­ voti (133 mandati) è adesso non solo supera­
ranza relativa oltre che nelle circoscrizioni di ta, ma nettamente distanziata dalla Nsdap.
Merseburg e di Düsseldorf-Est (dove questo Sulla sua sinistra incalzano inoltre i comuni­
risultato era stato raggiunto già nel 1928), sti (14,3 per cento, 89 mandati), i cui voti,
anche nella circoscrizione di Berlino. sommati a quelli dei nazionalsocialisti, costi­
Le elezioni del 14 settembre del 1930 sanci­ tuiscono una abnorme maggioranza assolu­
scono definitivamente la fine di qualsiasi ta: i due partiti programmaticamente antire­
possibilità di coalizione parlamentare. Nes­ pubblicani sono ormai in grado, sfruttando i
suno degli schieramenti politici su cui in pas­ meccanismi parlamentari loro garantiti dalla
sato erano stati costruiti i governi weimariani costituzione che essi dichiarano esplicita­
è più in grado di ottenere la maggioranza. Né mente di voler frantumare, di bloccare sul
la ‘coalizione weimariana’ (Spd, Zentrum e nascere qualsiasi operazione politica dei par­
Ddp), il cui 76,1 per cento raggiunto nelle titi del ‘sistema’.
elezioni per la costituente è ormai un pallido Con le elezioni del luglio 1932 la crisi dei
ricordo; né la ‘grande coalizione’ (Spd, Zen­ partiti borghesi assume ormai connotazioni
trum, Ddp e Dvp), che aveva costituito la ba­ catastrofiche. Con i democratici ridotti all’1
se del governo Müller; né la ‘coalizione bor­ per cento (4 mandati) e la Dvp all’1,2 per
ghese’ (Zentrum, Ddp e Dvp) e nemmeno la cento (7 mandati) il liberalismo tedesco, già
‘coalizione di destra’ (Zentrum, Dvp e Dnvp) più volte piegato nel corso della storia della
sono nelle condizioni di coagulare intorno a Germania otto-novecentesca, abdica com­
loro delle maggioranze. Il calcolo politico su pletamente di fronte alle dinamiche scatenate
cui Briining aveva indetto le elezioni del 14 dai movimenti totalitari di massa. Coi tede­
settembre, la speranza di un rafforzamento sco-nazionali ulteriormente ridotti al 5,9 per
dello schieramento della destra ‘governa- cento (37 mandati), è solo il cattolicesimo
mentale’, aveva trovato una clamorosa politico che, sulla base addirittura di un pic­
smentita nell’erosione del centro borghese, colo miglioramento della propria posizione
Crisi agrarie e crisi politiche 693

(15,7 per cento, 97 mandati), mostra di poter logiche adatte a che la fiducia nello Stato
resistere all’erosione dei partiti costituzionali parlamentare venisse ulteriormente incrina­
provocata dall’avvento dei movimenti estre­ ta, e a che la brutalità del passaggio da forme
mistici. costituzionali di governo a forme dittatoriali
Su queste basi di profonda crisi del sistema risultasse stemperata dalla consuetudine con
parlamentare, bloccato nel suo meccanismo le pratiche presidenzialistiche.
essenziale (la formazione di maggioranze in Non bisogna pensare che l’apparizione
grado di esprimere un governo), sin dal 1930 sulla scena weimariana dei gabinetti presi­
la politica weimariana ricorre alla soluzione denziali abbia corrisposto soltanto a dinami­
dei cosiddetti “gabinetti presidenziali” . I che politiche verticistiche. L’inefficienza, la
quattro governi che dal 1930 al 1933 si avvi­ lentezza, la contradditorietà e la discontinui­
cendano alla guida dello Stato — i due gabi­ tà delle pratiche parlamentari erano state
netti Briining (che coprono l’arco compreso ampiamente comprovate nel corso degli anni
fra il marzo 1930 e il maggio 1932), il gabi­ precedenti, e la richiesta di interventi più de­
netto von Papen (giugno-dicembre 1932) e cisi ed incisivi dello Stato nel campo dell’am­
quello von Schleicher (dicembre 1932-gen- ministrazione non era solo appannaggio dei
naio 1933) — sono ormai del tutto avulsi dal teorici dell’ideologia antiparlamentare, ma
parlamento e operano esclusivamente sulla veniva anche chiaramente espressa dai grup­
base del potere accordato dalla costituzione pi sociali. Alla fine del febbraio del 1930, ad
al presidente del Reich attraverso il famoso esempio, nel corso di un colloquio con il can­
articolo 4837. Quest’articolo, nel cui dettato celliere Müller ed il ministro dell’Agricoltura
si legge che “il presidente del Reich può, nel Dietrich, i rappresentanti del Fronte verde
caso in cui nel Reich tedesco la sicurezza e avevano chiesto al governo l’emanazione di
l’ordine pubblici risultino gravemente distur­ una “legge sui pieni poteri” per tutto ciò che
bati o minacciati, prendere le misure necessa­ fosse attinente ai problemi dell’agricoltura.
rie per ristabilire entrambi, in caso di necessi­ Nella prospettiva dei leader agrari solo la
tà ricorrendo al potere delle armi” — era sta­ promulgazione di questa legge, con il relati­
to originariamente ritagliato, dai padri fon­ vo affrancamento dalle pratiche parlamenta­
datori della costituzione, sulla figura di Frie­ ri, avrebbe messo il governo nella condizione
drich Ebert, primo presidente della repubbli­ di intervenire tempestivamente a sostegno
ca di Weimar, il quale vi fece effettivamente dell’agricoltura, tamponando così il pericolo
ricorso in svariate occasioni. Nelle mutate della radicalizzazione delle masse contadi­
condizioni createsi fra anni venti e trenta, ne38. In termini analoghi si esprimeva, il 1°
l’estensione dell’interpretazione dell’articolo marzo dello stesso anno, il presidente della
48 da ultima ratio cui ricorrere soprattutto in Vereinigung der deutschen Bauervereine,
presenza di pericoli di natura insurrezionale Hermes, in occasione di un incontro del
a fondamento costituzionale di una pratica Fronte verde con rappresentanti dell’indu­
di governo tendenzialmente autoritaria, con­ stria. Hermes formulò senza mezzi termini
tribuisce in modo rilevante, a livello di opi­ l’idea che le associazioni agrarie avevano del
nione pubblica, a creare le condizioni psico­ parlamento: “L’agricoltura non crede più

37 Per un’analisi della funzione politica dell’articolo 48 cfr. Hans Boldt, Der Artikel 48 der Weimarer Reichsver-
fassung, in M. Stiirmer (a cura di), Die Weimarer republik. Belagerte Civilas, Athenàum Verlag, Kònigstein/Ts.,
1980, pp. 288-309.
38 D. Gessner, Agrarverbànde in der Weimarer Republik, cit., p. 175.
694 Domenico Conte

che le misure necessarie siano raggiungibili marxista, senza patria, al socialismo nazio­
attraverso il pesante apparato del parlamen­ nale.
to [...] sarà necessario escludere il parlamen­ Già una semplice analisi della disaggrega­
to e dotare il ministro dell’agricoltura e il zione del voto del 14 settembre in base alle
governo di una legge generale sui pieni pote­ circoscrizioni elettorali evidenzia con chia­
ri che li ponga nella condizione, senza dove­ rezza la sovrarappresentazione, rispetto alla
re dar conto al parlamento, di mettere in media nazionale (18,3 per cento), dell’elet­
pratica, con decorso immediato, tutte le mi­ torato nazionalsocialista nelle regioni a
sure necessarie”39. struttura prevalentemente agraria e a com­
posizione confessionale prevalentemente
protestante. In determinate zone la percen­
Nsdap: “un partito contadino” ? tuale dei voti ottenuti dalla Nsdap si aggira
addirittura fra il 30 e il 40 per cento. Com­
“Hitler, Goebbels, Rosenberg, Feder e com­ plessivamente, nel settembre del 1930 il par­
pagnia [...] diventarono dalla notte al gior­ tito nazionalsocialista raccoglie nelle cam­
no ‘capi contadini’ e dovettero precipitarsi a pagne il 4,7 per cento di voti in più che nel­
vedere che cosa in realtà si dicesse nel loro le città.
programma e nei loro proclami elettorali in Al di là di questo dato generale, i vari tipi
fatto di politica agraria”40. L’ironica descri­ di correlazione che è possibile applicare al­
zione di Erwin Topf, riferita all’atteggia­ l’analisi del voto elettorale sono in grado di
mento dei leader nazionalsocialisti dopo il esprimere ulteriori precisazioni. È possibile
successo del 14 settembre 1930, va ovvia­ così constatare che il voto per la Nsdap è
mente presa cum grano salis, ma centra in correlato alla densità dell’insediamento:
pieno una problematica di tutto rilievo. In quanto più piccolo il comune, tanto maggio­
effetti, se le dimensioni del successo ottenu­ ri le adesioni per i nazionalsocialisti41. Su
to dalla Nsdap nel 1930 risultarono sorpren­ questa base alcuni autori hanno identificato
denti per la totalità dei contemporanei, na­ una delle componenti favorevoli all’ascesa
zionalsocialisti inclusi, non meno sorpren­ della Nsdap nella “comunità di villaggio”,
dente apparve, in sede di analisi disaggrega­ cioè in un tipo di insediamento in cui i lega­
ta dei risultati elettorali, che la Nsdap avesse mi di natura comunitaria e familistica sono
colto i maggiori successi nelle campagne. ancora particolarmente forti42. Il voto per la
Questo fenomeno andava infatti a smentire Nsdap appare inoltre correlato positivamen­
il concetto che il partito nazionalsocialista te anche al fattore relativo alla mobilizzazio­
aveva avuto di sé sin dal momento della sua ne dell’elettorato apolitico. Le adesioni per
nascita: quello di essere cioè un partito spe­ il partito di Hitler aumentano infatti in rap­
cificamente urbano, destinato a raccogliere porto alla differenza fra la percentuale di
le proprie adesioni fra gli strati operai, rite­ votanti nel 1928 e quella nel 1930: quanto
nuti maturi per convertirsi dal socialismo più marcata, nelle varie unità elettorali, que-

39 D. Gessner, Agrarverbande in der Weimarer Republik, cit., p. 195.


40 E. Topf, Die Griine Front, cit., p. 132.
41 Cfr.' Horst Gies, R. Walther Darré und die nationalsozialistische Bauernpolitik in den Jahren 1930 bis 1933,
Frankfurt a.M ., 1966 (diss.), p. 88. I dati addotti sono relativi alla circoscrizione dell’Assia (Darmstadt).
42 Cfr. ad esempio Ch. Loomis - J.A . Beegle, The Spread o f German Nazism in Rural Areas, “American Sociolo­
gical Review” , XI, 1946, pp. 742-734.
Crisi agrarie e crisi politiche 695

sta differenza, tanto maggiori i voti per la principali erano l’ormai ottantaquattrenne
Nsdap43. Hindenburg, presidente uscente, e Hitler,
Che nel 1930 la Nsdap abbia assunto la presentatosi solo dopo molte esitazioni per­
connotazione di ‘partito contadino’ è un fat­ ché timoroso delle ripercussioni che una
to che emerge chiaramente anche dall’analisi prevedibile sconfitta avrebbe potuto avere
degli spostamenti avvenuti nelle zone in cui sulla sua immagine di leader vincente. Il
vi era una forte presa da parte di partiti con­ particolare significato delle elezioni presi­
tadini regionali. L’Assia, ad esempio, è ca­ denziali, cui era immanente una specifica
ratterizzata ancora nel 1928 da una fortissi­ componente plebiscitaria, l’alone leggenda­
ma presenza della Hessische Landvolkpartei rio che non aveva smesso di circondare la
(Partito contadino dell’Assia), che in alcune figura di Hindenburg dal momento della
unità elettorali si avvicina al 40 per cento dei vittoria di Tannenberg, la stessa origine so­
voti. Nel 1930, in concomitanza con un enor­ ciale dell’ex feldmaresciallo imperiale, di­
me balzo in avanti dei nazionalsocialisti, le scendente da una famiglia di Junker prus­
sue posizioni appaiono ormai dimezzate. siani, lasciavano pensare che proprio nelle
L’elemento della sovrarappresentazione campagne Hindenburg avrebbe raccolto le
della componente agraria all’interno dell’e­ adesioni più vaste. Le previsioni della vigilia
lettorato della Nsdap, apparso con evidenza non furono però confermate dai fatti. Hi­
nel 1930, continua a caratterizzare il voto tler risultò infatti decisamente sovrarappre-
nazionalsocialista anche nelle tornate suc­ sentato nelle campagne, a conferma del
cessive. Con le elezioni del luglio 1932 la dif­ trend agrario che contraddistingue l’eletto­
ferenza fra elettorato rurale ed elettorato ur­ rato nazionalsocialista a partire dal 1930. In
bano sale anzi al 12 per cento (1930: 4,7 per Pomerania, una delle regioni in cui maggio­
cento). re era il predominio dell’aristocrazia terrie­
Anche le tornate, a suffragio universale, ra prussiana, il ‘caporale boemo’ sopravan­
per l’elezione del presidente del Reich, tenu­ zo lo Junker Hindenburg in entrambe le
tesi il 13 marzo e il 14 aprile del 1932, si in­ tornate44. Negli ultimi anni della repubbli­
seriscono senza soluzione di continuità nel ca, in Germania i rapporti politici si interse­
quadro sin qui delineato. I due candidati cano in maniera ormai così contraddittoria

43 H. Gies, R. Walther Darré und die nationalsozialistische Bauernopolitik, cit., p. 88. Questo fattore assume note­
vole importanza se si pensa che nel 1930, in conseguenza della crisi economica e politica, la percentuale dei votanti
fu molto superiore a quella del 1928 (dal 74,6 per cento all’82 per cento). Sommando il fattore risultante dall’au­
mento della percentuale dei votanti con quello relativo all’aumento della percentuale degli aventi diritto al voto (in
conseguenza dell’aumento demografico), risulta che l’aumento dei voti dal 1928 al 1930 è pari a più di quattro mi­
lioni (A. Milatz, Das Ende der Parteien im Spiegel der Wahlen, cit., p. 745), elemento questo che va a sostegno del­
la tesi che afferma la presa esercitata da Hitler sui giovani e sugli elettori precedentemente apatici. Si tenga inoltre
presente che, in questi anni, la mobilizzazione dell’elettorato si gioca anche su di un avvicinamento della percentua­
le dei votanti delle zone rurali a quella (tradizionalmente più alta) dei votanti delle zone urbane. Se nel 1930 nelle
zone rurali vota il 79,6 per cento degli aventi diritto, a fronte dell’84,1 per cento delle zone urbane, nella tornata
del luglio 1932 (in cui la Nsdap scavalca la Spd) questa differenza si riduce notevolmente: le zone rurali, con una
percentuale di votanti pari all’84,1 per cento, hanno ormai quasi raggiunto quelle urbane (85,3 per cento). Su que­
sto cfr. ancora H. Gies, p. 92.
44 A. Milatz, Wahler und Wahlen in der Weimarer Republik, pp. 96 sgg. Sul contesto relativo alle presidenziali del
1932 cfr. E. Matthias, Hindenburg zwischen den Fronte. Zur Vorgeschichte der Reichsprasidentenwahlen 1932, in
“Vierteljahreshefte fùr Zeitgeschichte” , V ili, 1960, pp. 75-84, e Volker R. Berghahn, Die Harzburger Front und
die Kandidatur Hindenburgs fiir die Pràsidentschaftswahlen 1932, in “Vierteljahreshefte fùr Zeitgeschichte”, XIII,
1965, pp. 64-84.
696 Domenico Conte

che Hindenburg — nobile, protestante e l’elezione alla massima carica dello Stato,
prussiano — ottiene le maggioranze più si­ nessuno vedeva nella repubblica parlamen­
gnificative solo dove sono forti lo Zentrum e tare la propria patria politica.
la Bayerische Volkspartei. Inoltre, egli riesce Col luglio del 1932 il partito nazionalso­
ad essere rieletto solo perché sul suo nome cialista, oltre a diventare il maggior partito
rifluiscono i voti della sinistra non comuni­ weimariano, raggiunge un altro risultato di
sta (di cui avrebbe fatto volentieri a meno), rilievo: ottiene per la prima volta la maggio­
mentre gli restano negati quelli degli espo­ ranza assoluta in un Land. Anche in questo
nenti del suo ceto, i grandi proprietari prus­ caso il fiore all’occhiello della Nsdap è una
siani. In una lettera indirizzata ai capi della regione a carattere prevalentemente rurale:
cosiddetta ‘opposizione nazionale’ per an­ quello Schleswig-Holstein che già nell’inver­
nunciare la decisione del Reichslandbund di no del 1928 aveva conosciuto gli onori della
schierarsi a favore di Hitler, il presidente cronaca politica weimariana, e in cui già a
della maggiore associazione agraria, conte partire dai primi anni venti si erano svilup­
Kalckreuth, scrisse che i meriti storici acqui­ pati movimenti politici agrari che a livello
siti sui campi di battaglia non potevano eli­ ideologico presentavano in parte forti affini­
minare il fatto che “l’elezione di Hinden­ tà con quelle che sarebbero state le direttrici
burg nel 1925 non ha portato quella svolta del ruralismo nazionalsocialista46.
nella direzione dello Stato tedesco che i suoi
elettori auspicavano”45.
Una dichiarazione di questo tipo eviden­ “Führer dei contadini” : Richard Walther
zia con chiarezza come l’abito ‘governamen- Darré
tale’ di una parte importante del mondo
agrario si fosse ormai trasformato in aperta Ma l’affinità fra nazionalsocialismo e ceti
opposizione al sistema. Ma ciò non deve rurali non deve essere anticipata a una fase
sorprendere, né portare a una eccessiva de­ troppo precoce della storia della Nsdap. Per
monizzazione del ruolo degli agrari. Ormai, un lungo tratto l’unica presa di posizione uf­
nella primavera del 1932, alla vigila del ficiale del partito nei confronti dei problemi
trionfo nazionalsocialista nelle elezioni par­ dell’agricoltura resta il punto diciassette del
lamentari del 31 luglio, lo stato di salute del­ programma del 24 marzo del 1920: “Noi ri­
la democrazia weimariana era quello di un chiediamo un’adeguata riforma terriera, che
malato senza speranze. Fra Hindenburg, Hi­ corrisponda alle nostre esigenze nazionali, la
tler e il comunista Ernst Thàlmann, i tre promulgazione di una legge per l’espropria­
candidati che si erano contesi il campo per zione senza indennizzo della terra per scopi

45 D. Gessner, Agrarverbande in der Weimarer Republik, cit., pp. 260 sg.


46 La situazione dello Schleswig-Holstein, di particolare interesse per il fenomeno della Landvolkbewegung e per il
vasto successo ottenuto in questo Land dai nazionalsocialisti, è stato oggetto dell’attenzione di due studi ormai
classici: Rudolf Heberle, Landbevòlkerung und Nationalsozialismus. Eine soziologische Untersuchung dbr politi-
schen Willensbildung in Schleswig-Holstein 1918-1932, Deutsche Verlags-Anstait, Stuttgart, 1963, e Gerhard Stol-
tenberg, Politische Stròmungen in schleswig-holsteinischen Landvolk 1918-1933. Ein Beitrag zur politischen Mei-
nungsbildung in der Weimarer Republik, Droste, Düsseldorf, 1962. Entrambi i contributi tracciano una forte linea
di continuità fra Landvolkbewegung e ascesa del movimento nazionalsocialista. Molto critico di questa impostazio­
ne è Hans Beyer (Die Agrarkrise und das Ende der Weimarer Republik, in “Zeitschrift für Agrargeschichte und
Agrarsoziologie”, XIII, 1965, pp. 63-92), che ricorda come per gli esponenti della Landvolkbewegung Hitler e il
suo partito fossero ‘asfalto’ (p. 84).
Crisi agrarie e crisi politiche 697

di pubblica utilità, l’eliminazione degli inte­ le tendenze socialisticheggianti tipiche del


ressi sui debiti agricoli e la proibizione di primo periodo della storia della Nsdap, la
qualsiasi speculazione sulla terra”47. In effet­ parte che riguarda le vere e proprie richieste
ti, il dettato dell’articolo diciassette sembrava di politica agraria si inserisce adesso senza
scritto da uno psicologo sociale che fosse sta­ nessuna soluzione di continuità nel solco
to incaricato di indurre nei contadini reazioni profondo scavato dalle associazioni agrarie:
negative. Avere toccato i temi della riforma ad essere proposto è infatti il tradizionale
terriera e dell’espropriazione della terra dif­ prontuario di misure protezionistiche, sgravi
fuse infatti nella popolazione rurale il sospet­ fiscali, diminuzione dei tassi d’interesse. È
to che sotto l’etichetta del socialismo nazio­ però sul piano propriamente ideologico che
nale si nascondesse lo spettro del bolscevismo affiorano le novità di maggior rilievo. Gli
agrario. Esposta alla diffidenza della popola­ ideologismi che fanno ora la loro comparsa
zione rurale e bersagliata dalle accuse di esse­ ufficiale sulla scena — il Bauerntum come
re un partito socialista, il 13 aprile 1928 la “portatore principale della salute genetica
Nsdap si vide costretta a pubblicare un ‘com­ del popolo”, come “sorgente vitale del po­
mento’ del punto diciassette: “poiché la polo”, “spina dorsale della forza militare”,
Nsdap si colloca sul terreno della proprietà fondamento della “autarchia alimentare” —
privata, si evince automaticamente che il pas­ sono anch’essi radicati nella storia dell’asso­
so ‘espropriazione senza indennizzo’ ha rife­ ciazionismo agrario. Ma se le rivendicazioni
rimento solo alla creazione di possibilità lega­ di natura economica si riallacciano a quella
li per espropriare, se necessario, terra che sia tradizione protezionistica e assistenzialistica
stata acquisita in maniera non conforme alla che rappresenta una elemento comune a tut­
legge, o che non venga amministrata secondo to il versante delle associazioni agricole (ec­
i punti di vista del benessere del popolo”48. cezion fatta per le sue frange liberalistiche,
Bisogno però attendere ancora due anni peraltro decisamente minoritarie), i richiami
prima che veda la luce una piattaforma di natura propriamente ideologica si rifanno
compatta di richiesta di politica agraria del invece a una specifica componente dell’asso-
partito nazionalsocialista. È con la pubbli­ ciazionismo rurale: quella biologistica e raz­
cazione del “programma agrario” del 6 mar­ zistica per la prima volta elaborata in grande
zo 193049 — unico caso, nella storia della stile dal Bund der Landwirte. Ed è a questa
Nsdap, in cui un proclama ufficiale riguarda stessa componente, nel suo risvolto naziona­
uno specifico ceto professionale — che l’at­ listico ed espansionistico, che si riallaccia la
teggiamento del partito nazionalsocialista saldatura fra autarchia agricola e politica
nei confronti dei problemi del mondo rurale estera: “creare un vasto spazio alimentare e
cambia profondamente. Ormai sullo sfondo di insediamento per il crescente popolo tede-

47 Gottfried Feder, Das Programm der Nsdap und seine weltanschauliche Grundgedanken, München, 1929, p. 9,
che contiene il programma del partito nazionalsocialista, col commento del suo ideologo ufficiale.
48 G. Feder, Das Programm der Nsdap, p. 9. Feder pubblica il ‘commento al punto diciassette’ a piede del pro­
gramma del partito, a indicare come anch’esso fosse stato integrato nel programma stesso.
49 Parteiamtliche Kundgebung iiber die Stellung der Nsdap zum Landvolk und zar Landwirtschaft, in Wilhelm
Mommsen - Günther Franz (a cura di), Die deutschen Parteiprogramme 1918-1930, B.G. Teubner Verlag, Leipzig-
Berlin, 1931, pp. 94-97; oggi in G. Franz, Quellen zur Geschichte des deutschen Bauernstandes in der Neuzeit,
Darmstadt, 1963. Per una raccolta di programmi agrari cfr. Hans Kretschmar, Deutsche Agrarprogramme der Na-
chkriegszeit. Die agrarpolitischen Forderungen der landwirtschaftlichen Berufsverbande, Berlin, 1933.
698 Domenico Conte

sco è compito della politica estera te­ la sua caratterizzazione come ‘partito conta­
desca”50. dino’. Darré dimostrerà di avere un’idea
“Con particolare interesse ho letto ultima­ precisa della tattica da adottare per penetra­
mente nel ‘Vòlkischer Beobachter’ il pro­ re nelle campagne tedesche. I risultati evi­
gramma agrario ufficiale della Nsdap. Lo denzieranno non solo un’approfondita co­
sottoscrivo parola per parola”51. A manife­ noscenza dei rapporti di potere strutturativi-
stare in questi termini, in una lettera del 16 si, ma anche un’esatta valutazione della
marzo del 1930, la propria adesione al pro­ completa specificità della situazione venuta­
clama ruralistico del partito nazionalsociali­ si a creare dalla fine degli anni venti53. Sin
sta, è un giovane ex funzionario dello Stato, dall’inizio, nei progetti di Darré si radica l’i­
disoccupato, senza mezzi e senza aderenze dea della necessità di instaurare un controllo
politiche, noto nelle cerehie vòlkisch per capillare sul mondo rurale. Per raggiungere
avere pubblicato due voluminosi libri in cui questo obiettivo egli impiega tutto il suo ta­
aveva idealizzato il Bauerntum come fulcro lento e la sua decisione di organizzatore nel­
della razza germanica. Nel giro di tre anni, la costituzione deWAgrarpolitisches Appa­
l’uomo che per venire a conoscenza del rat (Apparato di politica agraria), un ramifi­
nuovo programma agrario del partito na­ cato sistema di fiduciari agricoli intrecciato
zionalsocialista aveva dovuto aspettare la con la preesistente organizzazione politica
sua pubblicazione nel quotidiano della del partito. La tattica perseguita da Darré
Nsdap sarebbe diventato ministro delPAgri- per mobilizzare le campagne rappresenta un
coltura del Terzo Reich. Con la cooptazione adattamento, su scala rurale, del tipo di agi­
di Darré all’interno del partito nazionalso­ tazione ideologica praticata da Hitler rispet­
cialista — avvenuta dopo un incontro fra to all’intera società tedesca. Anche Darré,
questi e Hitler a Saaleck, in casa dell’archi­ come Hitler, tende ad innescare meccanismi
tetto Paul Schultze-Naumburg, nella prima­ di penetrazione ideologica che funzionino,
vera del 193052 — la politica agraria della più che sul versante economico, su quello
Nsdap entra decisamente in una fase nuova. della psicologia sociale. Non a caso, già nel
L’ingresso di Darré mette virtualmente fine primo piano organico da lui elaborato, solo
al lungo periodo di latitanza del partito hi­ poche settimane dopo il suo ingresso nella
tleriano dai problemi del mondo rurale, e Nsdap, mette in guardia dal servirsi, ai fini
costituisce una premessa indispensabile per della creazione dell’Apparato di politica

50 Parteiamtliche Kundgebung iiber die Stellung der Nsdap in W. Mommsen - G. Franz (a cura di), Die deutschen
Parteiprogramme, cit., p. 95.
51 H. Gies, R. Walther Darré und die nationalsozialistische Bauernpolìtik, cit., p. 35.
52 “Mi organizzi i contadini, le lascio mano liberal” : con questa frase, tipica del suo stile enfatico, Hitler si sarebbe
congedato da Darré dopo il loro primo incontro (cfr. Hermann Reischle, Reichsbauernführer Darré, der Kampfer
um Blut und Boden. Eine Lebensbeschreibung, “Zeitgeschichte” , Berlin, 1933, p. 48). Per una ricostruzione anali­
tica del sistema ideologico di Darré cfr. D. Conte, Richard Walther Darré: l ’utopia della stabilità, in “Prospettive
Settanta”, IX (n.s.), 1987, pp. 362-417.
53 Sui problemi connessi alla crisi agraria negli ultimi anni della repubblica di Weimar e all’affermazione politica e
ideologica del movimento nazionalsocialista nelle campagne cfr. Gustavo Corni, L ’agricoltura nella repubblica di
Weimar e l ’avvento al potere del nazionalsocialismo, “Rivista di Storia Contemporanea”, V, 1976, pp. 347-385;
id., La componente agraria nella fin e delia Germania di Weimar, ivi, VI, 1977, pp. 516-551; Id., L ’agricoltura nel­
la Repubblica di Weimar, “Studi Storici”, XX, 1979, pp. 525-545. Corni è stato il primo, in Italia, a portare l’at­
tenzione su questi temi. Di Corni cfr. anche il recente e ampio studio su La politica agraria del nazionalsocialismo
1930-1939, Angeli, Milano, 1989.
Crisi agrarie e crisi politiche 699

agraria, di agricoltori che “ragionano solo Vi è una distanza abissale fra una conce­
in termini economici”54. È questo tipo di zione di questo tipo e quella fatta propria da
convinzione che, in una circolare del luglio altri leader del mondo rurale. Nel 1928 il
1931, lo porta ad affermare che per 1’ ‘appa­ presidente della Vereinigung cattolica, Her­
rato’ i problemi di economia agraria o di mes, aveva scritto che “tutte le organizzazio­
tecnica agraria non hanno affatto importan­ ni rappresentate nel Fronte verde devono
za. È sempre questo tipo di convinzione che evitare nel modo più scrupoloso ogni cosa
10 spinge continuamente a battersi affinché i che odori di politica”56. Darré scavalca net­
problemi emergano nella loro dimensione tamente una simile concezione angustamen­
ideologica, politica, complessiva, piuttosto te giocata sul versante del ceto professiona­
che in quella degli interessi settoriali specifi­ le. Il Berufsstand viene ormai decisamente
ci: “La battaglia del nazionalsocialismo per politicizzato: va scrupolosamente evitato
11 contadino [...] può essere vinta solo se ai tutto ciò che non odora di politica. E questa
contadini diventa chiaro che, su suolo tede­ politicizzazione viene portata alle sue estre­
sco, 1’esistenza del Bauerntum è in ultima me conseguenze, in una dimensione ideolo­
istanza un problema non economico, ma di gica che immerge il singolo in problematiche
visione del mondo, e che proprio in questo onnicomprensive come quelle dell’antisemi­
aspetto risiede la differenza fondamentale tismo, dell’antiliberalismo, dell’antimarxi­
fra nazionalsocialismo e tutti gli altri parti­ smo57.
ti”55. Era inevitabile che il partito nazionalso-

54 H. Gies, R. Walther Darré und die nationalsozialistische Bauernpolitik, cit., p. 46. Anche Gies è un autore che si
è occupato intensamente dei problemi del mondo agrario tedesco fra repubblica di Weimar e Terzo Reich. Oltre al­
la sua dissertazione, qui già più volte citata, si vedano i suoi contributi: Nsdap und landwirtschaftliche Organisatio-
nen in der Endphase der Weimarer Republik, “Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte” , XV, 1967, pp. 341-376; Die
nationalsozialistische Machtergreifung a u f dem agrarpolitischen Sektor, “Zeitschrift für Agrargeschichte und
Agrarsoziologie” , XVI, 1968, pp. 210-232; Der Reichsnàhrstand - Organ berufsstandischer Selbstverwaltung oder
Instrument staatlicher Wirtschaftslenkung?, “Zeitschrift für Agrargeschichte und Agrarsoziologie”, XXI, 1973,
pp. 216-233; Die Rolie des Reichsnahrstandes im nationalsozialistischen Herrschaftssystem, in G. Hirschfeld, L.
Kettenacker (a cura di), Der “Führerstaat": Mythos und Realitàt, Studien zur Struktur und Politik des Dritten Rei­
ches, Stuttgart, 1981, pp. 270-304.
55 H. Gies, Nsdap und landwirtschaftliche Organisationen, cit., p. 353 (il testo è quello di una istruzione di Darré
ai suoi collaboratori datata 1° dicembre 1932).
56 H. Barmeyer, Andreas Hermes und die Organisationen der deutschen Landwirtschaft, cit., p. 103.
57 L’interesse di Darré a immergere i problemi dell’agricoltura in una dimensione puramente ideologico-politica
può essere esemplificato su di un fenomeno come il seguente. Dal giugno del 1931 la Nsdap organizzò una serie di
‘corsi di formazione per contadini’, che nella prospettiva di Darré dovevano servire all’addestramento di quadri
agricoli per la propaganda e l’agitazione nelle campagne. Il programma del corso tenuto dal 21 al 24 gennaio del
1933 a Ludwigslust è il seguente: “ l a giornata: i fondamenti della genetica e il loro significato per il singolo e per il
popolo; la missione vòlkisch del contadinato tedesco; lezione di pronuncia. 2a giornata: il significato della razza
nella vita dei popoli; necessità e modalità della politica di colonizzazione; liberalismo e sistema politico capitalistico
come becchini del contadinato tedesco. 3a giornata: politica orientale come obiettivo di una politica estera organi­
ca; obiettivi della politica commerciale nazionalsocialista; il significato del ceto contadino per la rinascita etica del
popolo tedesco. 4a giornata: la missione economica del contadinato tedesco; lineamenti vòlkisch di politica dello
Stato; il significato e i compiti del funzionario di politica agraria” (H. Gies, R. Walther Darré und die nationalso­
zialistische Bauernpolitik, cit., p. 110). È difficile pensare che sulla base di un ‘corso di aggiornamento’ di questo
tipo, i partecipanti abbiano potuto arricchire il loro bagaglio di conoscenze di tecniche agricole. È però probabile
che si siano avvicinati di un passo all’introiezione dei princìpi dell’ideologia nazionalsocialista e all’obiettivo di di­
ventare dei moltiplicatori sociali della mentalità vòlkisch.
700 Domenico Conte

cialista e Darré dovessero confrontarsi con agraria al convegno di Bad Harzburg. In


le maggiori associazioni di interesse. La Ve- questa località, nel Braunschweig governato
reinigung cattolica, data l’impermeabilità dai nazionalsocialisti, I’ll ottobre del 1931
dimostrata dal cattolicesimo politico nei si riuniscono tutte le forze radicalmente an­
confronti del movimento nazionalsocialista tirepubblicane. Fra gli oratori principali
anche a livello di rappresentanza agraria, della manifestazione, accanto a leader co­
era stata presto esclusa dai calcoli di Darré. me Hugenberg, Theodor Duesterberg,
Diversa si presentava invece la situazione nel Franz Seldte, Hitler, Class, von der Goltz e
caso della maggiore fra le associazioni, il Hjalmar Schacht, compare anche il nuovo
Reichslandbund. Rispetto a questo Darré e radicale presidente del Reichslandbund,
optò infatti per la tattica dell’infiltrazione. conte Kalckreuth, che nel suo discorso au­
Nel Reichslandbund identificò infatti il pro­ spica la caduta del governo Briining, san­
totipo dell’organizzazione che andava con­ cendo così virtualmente la fine del Fronte
quistata passo dopo passo, sulla falsariga verde.
del progetto adottato dalla Nsdap nei con­ Fra Nsdap e Reichslandbund si era ormai
fronti del parlamento e dello Stato. stabilito un solido rapporto di buon vicina­
La presenza di un numero continuamente to. Il 18 dicembre del 1931 Werner Willi-
crescente di simpatizzanti nazionalsocialisti kens, rappresentante di Darré nell’Apparato
nella base di massa dei propri affiliati e il di politica agraria e portavoce dell’ala agri­
ruolo sempre più attivo svolto dalla Nsdap cola dei deputati nazionalsocialisti nel Rei­
all’interno della destra radicale spingono il chstag, viene cooptato nella presidenza del
Reichslandbund a un atteggiamento di sem­ Reichslandbund. Con ciò, la penetrazione
pre maggiore compiacenza nei confronti del del partito nazionalsocialista nella massima
partito hitleriano. Lo stesso Hitler, nel giu­ associazione agraria weimariana e il conse­
gno del 1931, aveva dato sanzione ufficiale guente riconoscimento della Nsdap come
alla tattica di Darré, fondata sulla penetra­ ‘partito contadino’ ricevono la loro sanzio­
zione interna nella massima associazione ne ufficiale.
agraria, invitando esplicitamente i suoi se­
guaci a entrare nel Reichslandbund: “La
grande organizzazione del Landbund si bat­ Conclusione
te per la terra. Noi riconosciamo in pieno
l’assoluta necessità di una forte organizza­ Vi è una componente agraria, nella fine del­
zione politico-economica dei contadini, e la prima repubblica tedesca. Una compo­
chiediamo ai nostri camerati agricoltori: en­ nente che il nazionalismo seppe sfruttare ri­
trate nel Landbundl Forze valorose lavora­ correndo a una tattica dimostratasi adegua­
no in questa grande organizzazione, le quali ta alla situazione di deprivazione e di scolla­
anche nel Terzo Reich potranno offrire una mento sociale degli ultimi anni weimariani.
utile collaborazione, se impiegate al posto Questo non deve però condurre l’osservato­
giusto”58. re contemporaneo ad appiattire le dinami­
Il convogliamento del Reichslandbund al­ che interne dell’agricoltura tedesca sullo
l’interno della cosiddetta ‘opposizione na­ sfondo della Machtergreifung. Come Wei­
zionale’ trova la sua sanzione definitiva nel­ mar non è il preludio del Terzo Reich, bensì
la partecipazione ufficiale dell’associazione una costellazione storica autonoma, così

58
Questo proclama di Hitler fu stampato con grande evidenza su tutta la stampa nazionalsocialista.
Crisi agrarie e crisi politiche 701

l’associazionismo agrario tedesco e la radi- parte ‘ideologia’, strumentalizzazione, op­


calizzazione delle masse rurali a partire dal portunismo politico, gestione spregiudicata
1928-1929 non sono l’anticipazione della delle tattiche di influenzamento psicologico
‘legge’ del Blut und Boden o il Reichsnahr- delle masse. Fu, anche, il ricorso ad elemen­
stand. Sono invece anch’essi, a loro modo, ti che erano qualcosa d’altro: collanti so­
costellazioni storiche: legami col passato ed ciali.
eventualità future. Che però nella società te­ Con l’avvento al cancellierato di Hitler, il
desca del tempo fossero presenti dei fattori 30 giugno del 1933, i processi politici interni
— ceti sociali, mentalità, ma anche specifici della Germania subirono un’accelerazione
événements: guerra perduta, inflazione, crisi inaudita. Nello spazio di pochi mesi, il ver­
economica — che contribuirono a creare le sante della rappresentanza istituzionale (par­
premesse per quelli che noi, oggi, a posterio­ titi, sindacati, associazioni), pur ancorato a
ri, definiamo giustamente come elementi di tradizioni pluridecennali, fu completamente
potenziale fascistizzazione di una società, è ristrutturato. Le associazioni agrarie non si
indubitabile. La storia del mondo rurale te­ sottrassero a questo destino. Nel giro di set­
desco a partire dall’ultimo quarto dell’Otto­ timane Darré accumulò nelle sue mani tutti i
cento ci offre a questo proposito una testi­ posti chiave dell’Agricoltura; le associazioni
monianza probante. Un personaggio come vennero sciolte e in parte fatte rifluire nella
Darré non nasce dal nulla. Soprattutto, non corporazione dell’Alimentazione.
può nascere dal nulla il successo di un perso­ Sorprende poco, oggi che l’osservatore
naggio come Darré, che è necessariamente contemporaneo fa ancora fatica a decifrare i
legato all’esorcizzazione di determinate pau­ meccanismi che condussero alla destruttura­
re, al soddisfacimento di determinati biso­ zione della repubblica di Weimar, che i pro­
gni: l’espressione di un ‘fatto sociale’. L’in­ tagonisti del tempo abbiano disconosciuto
sistenza sul concetto di Bauerntum (i nazio­ fino all’ultimo la portata della trasformazio­
nalsocialisti, ma tutta la tradizione ruralisti- ne in atto. A fine aprile del 1933 il conte
ca con loro, evitarono sempre scrupolosa­ Kalckreuth affermava ancora che: “quello
mente di parlare degli strati rurali come di che noi oggi abbiamo, è quello per cui da
‘classi’); la sottolineatura dell’idea autarchi­ decenni hanno lottato il Reichslandbund e il
ca, con le sue implicazioni economiche e po­ Bund der Landwirte: un governo del Reich
litiche (“dalla libertà alimentare alla libertà che onora il ceto contadino in tutta la sua
politica” , come suonava uno slogan del tem­ importanza e che vuole che esso costituisca
po); la polemica anticapitalistica (nella sua la base del nostro popolo”59. Se gli obiettivi
variante ruralistica); l’antisemitismo rabbio­ indicati da Kalckreuth rientrassero o meno
so (si poteva davvero ignorare che il punto nel grand dessin hitleriano è una domanda
quattro del programma della Nsdap recita­ che qui può restare senza risposta. Quello
va: “nessun ebreo può appartenere al popo­ che è certo è che i nazionalsocialisti non tol­
lo tedesco”?); l’inclinazione antidemocratica lerarono alcuna ingerenza da parte dei vec­
e plebiscitaria: nessuno di questi fattori fu chi detentori del potere: solo pochi giorni
coniato dal ruralismo nazionalsocialista, ma dopo l’entusiastica dichiarazione di Kalck­
di tutti esso si impadronì, facendo incetta di reuth, il presidente del Reichslandbund fu
elementi che erano librati nell’atmosfera so­ fatto oggetto di una tipica campagna diffa­
ciale tedesca. E questa operazione fu solo in matoria nazista e costretto alle dimissioni.

59
H. Gies, R. Walther Darré und die nationalsozialìstische Bauernpolitik, cit., pp. 136 sg.
702 Domenico Conte

Per conto suo Hermes — un politico con più state, per la Vereinigung cattolica, nel dove­
di dieci anni d’esperienza ai massimi livelli re “fare anticamera” più di altre associazio­
di responsabilità — ancora il 13 febbraio del ni agrarie60. Fu arrestato il 21 marzo.
1933 pensava che le ripercussioni negative
dell’avvento di Hitler si sarebbero manife­ Dom enico Conte

60 H. Barmeyer, Andreas Hermes und die Organisationen der deutschen Landwirtschaft, cit., pp. 122 sgg.

D om enico C on te, nato a Napoli nel 1955, è borsista dell’Istituto italiano per gli studi storici e del
Deutscher Akademischer Austauschdienst (presso l’Università di Bielefeld); nel 1987 ha conseguito il
titolo di dottore di ricerca in storia. È autore di numerosi saggi sulla storia e la storiografia tedesca ot­
to-novecentesca.