Sei sulla pagina 1di 7

Musica Greca

Aulos ( + oboe) e lira la musica vocale (la poesia è chiamata lirica). prevale sulla strumentale (mito di Atena),
Per Pitagora (600 AC) la musica ha un grande potere, dottrina dell’ethos: la musica influenza la psiche. Musica delle
sfere (celesti). Con il monocordo forma la scala, tramite il circolo delle quinte (5° = 3/2 della corda).
Platone: nasce la frattura (che durerà per 2000 anni) tra la musica pratica, negativa, e la musica teorica, positiva
La musica si basa sul tetracordo (4 note) discendente: la Lira aveva 4 corde. I tetracordi si chiamano disgiunti se sono
formati da 4 note + 4 senza una nota in comune che fa da unione (formano una 8° detta harmonia). Quando i 2
tetracordi hanno una nota in comune sono congiunti (formano una 7°). 4 tetracordi (formati da due coppie di
tetracordi congiunti, per cui 7 note + 7 note) più una nota aggiunta al basso, formano un sistema completo di 2
ottave. I tetracordi più antichi sono di grado congiunto con un semitono che può essere in posizione differente
(esempi: la sol fa mi; sol fa mi re; fa mi re do); in seguito presenteranno intervalli di 2° aumentata e di ¼ di tono.
_____________________________________________________

Canto gregoriano
Dalla salmodia ebraica (sillabica o melismatica), con la diffusione del cristianesimo si formano repertori locali in tutta
l’Europa mediterranea (Spagna, canto Mozarabico, Francia, canto Gallicano, Italia, canti Romano e Ambrosiano).
Nell’800 Carlo Magno utilizza la religione come elemento unificatore dell’Impero, e dalla fusione dei canti francesi
(gallicani) con quelli romani nasce il canto gregoriano, attribuito al papa Gregorio Magno (vissuto nel ‘500).
Tra l’800 e il 1000 fioriscono i Tropi (dal greco tropos, cambiamento), aggiunta di un testo alle fioriture di una
melodia. I tropi più importanti, sui melismi dell’Alleluja sono chiamati Sequenze
I canti della Messa cominciano a stabilizzarsi nei primi secoli dopo il 1000.
Una Messa è formata dai canti dell’Ordinario che non mutano mai (più recenti, spesso sillabici):
Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei.
E dai canti del Proprio che variano secondo le festività (più antichi, spesso melismatici):
Introito, Graduale, Alleluia (sostituita dal Tratto in quaresima), Offertorio, Communio; un particolare canto del Proprio è il Dies
Irae, cantato nella Messa da Requiem, per i morti.
Anche la scrittura musicale nasce negli ultimi secoli prima del 1000, dapprima vengono posti sopra alle sillabe
semplici segni derivati dagli accenti (accento grave e acuto). I segni si chiamano neumi, da neuma, segno, o da
[p]neuma, soffio. I valori di durata in uso sono solo 2, la lunga e la breve, derivati dalla poesia metrica classica.
Con la nascita dei righi musicali, i segni si trasformeranno in quadrati ognuno corrispondente a una nota; in seguito il
sistema si evolverà in neumi più complessi dove a ogni neuma (che viene posto sempre su una singola sillaba)
potranno corrispondere una come più note (anche 8 e + note).
Vissuto a cavallo del 1000. Guido d’Arezzo codifica i nomi delle note prendendo la prima sillaba dell’inizio di ogni
verso dell’Inno di S. Giovanni; ogni verso inizia salendo di grado dall’UT al LA. Nell’Inno i versi e i corrispondenti
suoni erano 6, si parla quindi di esacordi. Nell’Inno mancava il 7° grado (ma nella teoria il 7° grado esisteva), il nome
Si nasce a fine 1500, da Sancte Iohannes; Ut diventerà Do nel 1600. All’epoca i semitoni noti erano in tutto 3 (MI –
FA: semitono naturale; SI - DO: semitono duro, LA – Sib: semitono molle), ma nella pratica, come si è detto mancava
l’altezza per denotare il SI; per poterlo intonare, tutti i semitoni dovevano essere intonati MI – FA e per fare questo
bisognava usare un sistema di trasporto, questo trasporto era chiamato Solmisazione. A Guido si attribuisce anche
l’invenzione del tetragramma (4 righi) che fissa le posizioni delle note su righi e spazi.
Nell’organizzare i canti gregoriani, si presenta il problema che molti canti pur avendo la stessa nota finale, hanno una
repercussio (la nota maggiormente utilizzata durante il brano) diversa. In alcuni canti, che si sviluppano verso l’alto la
repercussio è distante dalla finale, in altri canti invece, che si sviluppano verso il basso la repercussio è vicina alla
finale. Vengono così suddivisi in modi autentici che si sviluppano verso l’alto (con repercussio distante) e plagali (con
repercussio vicina) che nascendo una 4° sotto la finale, si sviluppano quindi verso il basso. Nascerà un sistema
modale (che riprende la terminologia della musica greca antica, che lo utilizzava con altro significato) formato da 4
modi autentici: Dorico, Frigio, Lidio e Misolidio e 4 modi plagali: Ipodorico, Ipofrigio, Ipolidio e Ipomisolidio.
_____________________________________________________

1100 e 1200. L’Ars Antiqua: gli inizi della polifonia e la scuola di Notre Dame
Nelle prime fasi la polifonia era detta organum e coinvolgeva due sole voci: sotto alla voce principale (quella
originaria) era aggiunta a un intervallo giusto (in genere una 4° o una 5° ) una seconda voce detta vox organalis.
Dal 1150 con la scuola di Notre-Dame di Parigi, si afferma l'organum melismatico, si inverte la posizione delle voci: al
basso la voce principale tiene le note molto a lungo ed è chiamata tenor (o anche cantus firmus) dal latino tenere.
L’altra, vox organalis viene sovrapposta (prima era al basso) con melismi e si muove più velocemente del tenor; a
una nota del tenor possono corrispondere numerose note (anche 20) della vox organalis. Leonino introduce
l'organum duplum, a 2 voci..Pérotino compone organa a tre voci: organum triplum.
Un tipo particolare di organum è la clausula (clausula in quanto collocata alla fine di un brano), scritto in stile detto di
discantus: a una nota del tenor corrispondono poche (1, 2 o 3) note nella parte superiore. La clausula è quindi un
tipo di organum che ha un movimento più veloce. Staccandosi dal resto del brano liturgico, il testo della voce
superiore è sostituito da un nuovo testo, diverso da quello originario; la clausula diventa così un canto autonomo
rispetto al brano liturgico e prende il nome di Mottetto (da mot, parola). Le voci del Mottetto scorrono con velocità
diverse. In genere il tenor procede a note lunghe, il motetus o duplum va più velocemente e se viene aggiunta una
terza voce superiore (il triplum), anch’essa ha un suo testo nuovo, diverso dagli altri e procede con un ritmo ancora
più serrato. Ci sono così tre testi diversi, uno per ogni voce, solo il tenor è quello originario liturgico.
Il canto gregoriano, era monodico e non si poneva il problema del’ esatta durata delle note. Nel tardo 1200, con la
composizioni polifoniche sempre più complesse, ci sarà la necessità di attribuire a ogni nota una precisa durata nel
tempo. Francone da Colonia attribuisce a ogni valore una nota di forma diversa, nasce così la scrittura mensurale. Le
note da 2 diventano 4: alla longa e alla brevis aggiunge la duplex longa e la semibrevis. Il sistema è complesso
perché non c’è ancora un’indicazione di tempo, e le note perfette (che valgono 3) e imperfette (che valgono 2)
hanno la stessa forma, è la successione a caratterizzarle, cioè a rivelare la durata, binaria o ternaria di ogni singola
nota, la durata complessiva di una frase comunque deve sempre risultare perfetta, cioè ternaria.
_____________________________________________________

Trovatori e trovieri
La musica profana si sviluppa al sud della Francia con i trovatori; con l’eliminazione della civiltà provenzale si sposterà
al nord con i Trovieri. Si canta l’amor cortese, tipiche composizioni sono l’Alba (saluto all’alba degli innamorati) e la
Pastorella (incontro tra cavaliere e pastorella) una tra le forme più in uso è il Rondò, in forma semplice ABAB.
Si sa con precisione l’altezza delle note ma si ignora del tutto il ritmo.
Estensione ridotta (non più che 8°).
Frase melodica prima con cadenza aperta, poi ripetuta ma con cadenza conclusiva.
Forme chiuse con ritornellature ‘doppie’: sia dei versi all’interno della strofa, sia dell’intera strofa.
_____________________________________________________

Il 1300: l’Ars Nova


FRANCIA. Nel 1300 in Francia nasce l’Ars Nova, in contrapposizione con l’Ars antiqua indicante la musica del
Duecento. Ars nova notandi (c. 1322) è un trattato attribuito a Philippe de Vitry 1291 – 1361 che finalmente
introduce indicazioni di tempo come 9/8 e 3/4, 6/8 e 2/4, non scritte ancora come frazioni, ma indicate da cerchi per le
notazioni ternarie, perfette, semicerchi per quelle binarie, imperfette. Ai 4 valori in uso (dall’epoca di Francone, circa
50 anni prima) aggiunge la maxima e la minima (i valori delle note così diventano 6, dai 4 di Francone). Viene
accettata l’autonomia della divisione binaria, prima considerata imperfetta in relazione alla divinità (trinità).
Tipica è l’Isoritmia, sovrapposizione di uno schema melodico (color) a uno schema ritmico (tàlea).
Machault scrive la Messa di Notre-Dame costituita dai 5 brani dell’ordinario, M. fu il primo a unificarli tutti e 5 in una
composizione omogenea. L’armonia è a 4 parti invece delle 3 in uso all’epoca. Sono presenti ternario e binario, con
maggiore presenza del secondo.
ITALIA. Le forme in uso sono 3. La Caccia in canone, dove una voce caccia l'altra, ovvero segue l’altra. La Ballata,
forma chiusa di derivazione francese di argomento amoroso. Il Madrigale, forma chiusa probabilmente chiamato così
da madre, matrice, di lingua materna.
Francesco Landini (c. 1325 o c. 1335 – 1397) è l’esponente più importante. Cadenza di Landini: con terminologia
moderna diremmo che è una cadenza con l’inserimento del 6° tra sensibile e tonica.
_____________________________________________________

1400 e 1500. Polifonia rinascimentale fiamminga e italiana


Se prima nella polifonia si sovrapponevano le melodie con poca attenzione a consonanze e dissonanze, ora c’è
somma attenzione alla verticalità. All’inizio la polifonia è appannaggio dei musicisti fiamminghi (Dufay. Josquin Des
Prez. Willaert) che dalle Fiandre vengono in Italia. I caratteri principali della Polifonia fiamminga sono:
Non più attenzione solo alla orizzontalità (melodie sovrapposte), ma anche alla verticalità.
Somma attenzione alla consonanza, con preparazione della dissonanza.
Divieto di 8° e 5° parallele.
Nessuna gerarchia ma equivalenza delle voci, ognuna ha pari importanza.
Stile compositivo basato sulle imitazioni.
I brani si basano soprattutto sulle imitazioni e sul contrappunto libero, in un secondo momento si utilizza anche
l’omoritmia. Sotto i loro insegnamenti anche in Italia dalla seconda metà del 1500 si sviluppa una corrente polifonica,
in particolare a Roma con Palestrina che utilizzando il grado congiunto ed evitando il canto simultaneo di testi diversi
tende molto alla intelligibilità dei testi, in linea con i dettami della Controriforma. Molto apprezzato dai moderni
(Stravinsky) soprattutto per il suo uso estremo del cromatismo (per colorare il testo) è Gesualdo da Venosa.
Oltre alle Messe e i Mottetti, sempre in uso ormai da secoli nel 1550 si sviluppano alcune forme, in particolare Il
Madrigale che appare negli anni ‘20 ‘30 del 1500. Netto distacco con il Madrigale del 1300, nel 1500 non è più in
forma chiusa (ritornellata) come nel 1300 ma è in forma aperta. Molto utilizzate le poesie di Petrarca. Nasce il
termine Madrigalismo quando si fa corrispondere la musica al significato testuale, come accelerazioni sulla parola
vita, o note ascendenti per cielo, discendenti per inferi, ondeggianti per acqua, dissonanze e cromatismi per dolore o
morte. Madrigali cromatici hanno un doppio significato: con note nere (crome) e con cromatismi melodici.
Un Madrigale è simile a un Mottetto (ma il Madrigale è in italiano, il Mottetto in latino) con attacchi in imitazione,
poi parti in contrappunto libero alternate a parti omoritmiche, d’obbligo ‘fuggir la cadenza’: il flusso sonoro non si
deve mai interrompere per cui le voci cadenzano (entrano in pausa) anche spesso, ma mai contemporaneamente se
non alla fine del brano. Solo verso fine ‘500 si affermeranno cadenze di tutte le voci anche nel corso del brano.
La Frottola (origine nel centro Nord) e poi la Villanella (di origine napoletana) sono forme chiuse a 4 voci con una
melodia semplice, dove l’omoritmia rende chiaro il testo. Lo stile e i testi sono è leggeri, divertenti.
_____________________________________________________

1600 – 1750. Il Barocco


Il termine Barocco (da barueco, perla irregolare, roccia frastagliata) viene applicato alla musica dal 1600 al 1750.
Come con la scultura e la pittura, è uno stile che vuole stupire, in contrasto con la purezza del classicismo
cinquecentesco. Si suddivide in 3 periodi, il 1° (Monteverdi e Frescobaldi), il Medio (Lully, Purcell, Corelli, A.
Scarlatti) e il Tardo Barocco (Vivaldi, Bach, Handel). Come con la scultura e la pittura, è uno stile che vuole stupire,
in contrasto con la purezza del classicismo rinascimentale. Si affermano le prime forme strumentali, prima la musica
era subordinata alla vocalità. In Europa si ritrovano 3 stili:
In area tedesca si afferma il genere strumentale basato sul contrappunto e l’imitazione; vedrà i suoi massimi
esponenti in Bach e Handel nel tardo barocco.
In area francese, il genere è soprattutto vocale. Ad opera del musicista di origine italiana Lully, in sintonia con lo
sfarzo della corte del Re Sole, si afferma una forma di melodramma, la Tragédie Lyrique con grandiosi spettacoli
teatrali per esaltare la monarchia; sarà caratterizzata da effetti sontuosi nei costumi e nelle scenografie, con cori
omoritmici e danze sfarzose. Temi mitologici e situazioni a lieto fine. Il testo viene cantato in modo sillabico in uno
stile vicino alla declamazione, la melodia è lontana dal bel canto all'italiana, avendo eliminato fioriture e virtuosismi.
In area italiana nasce il melodramma i primi esempi sono a Firenze e poi a Mantova; diventa una forma di spettacolo
più regolare a Roma, ma si affermerà soprattutto a Venezia (dove diventerà impresariale) e poi a Napoli. Lo stile di
canto diventerà presto assai melodico, ricco di abbellimenti e ornamenti.
Nasce la scrittura strumentale (prima la musica era subordinata alla vocalità) con Frescobaldi per le tastiere e poi con
Corelli per gli archi. Nascono il Concerto Grosso e il Concerto solista (Vivaldi).
Claudio Monteverdi (1567 – 1643 lavora prima a Mantova poi a Venezia) sancisce il passaggio dalla musica
polifonico rinascimentale a quella barocca passando dalla 1° alla 2° pratica, passaggio che lui stesso teorizza:
1)Nella prima pratica la musica controlla le parole, nella seconda pratica le parole controllano la musica.
2)Nella prima pratica il contrappunto è rigido, le dissonanze preparate per favorire la fluidità delle parti,
nella seconda pratica il contrappunto è libero le dissonanze non preparate per favorire l’espressività del testo.
3)Nella prima pratica le voci hanno tutte la stessa importanza, nella seconda pratica le voci hanno una gerarchia,
primeggiano soprano e basso che ormai è diventato basso continuo denotando la nascita di una coscienza armonica.
Nel volume Madrigali guerrieri et Amorosi, Monteverdi rivendica la paternità del tremolo nello stile concitato (per i
momenti d’ira o di guerra), così rivoluzionario che gli strumentisti non volevano usarlo x tema del ridicolo.
La nascita di una coscienza armonica è denotata:
1) dalla Cadenza perfetta in sostituzione della Cadenza plagale (che resterà comunque utilizzata dalla musica
religiosa) si realizza infatti che andare verso i # afferma la tonalità, mentre andare verso i b la indebolisce.
2) dal Basso continuo, suonato senza quasi mai interrompersi, fornendo l’accompagnamento; il basso è numerato, e
rappresenta un notevole avvicinamento all’armonia. Il gruppo del continuo è vario, comprende di norma uno
strumento polifonico (clavicembalo, organo o liuto) e più strumenti gravi.
Per arrivare però ai concetti di Basso fondamentale e rivolto che presuppongono la nascita dell’armonia, bisogna
aspettare il primo 1700, con Rameau: le note collocate verticalmente sono viste come accordi in stato fondamentale
e rivolto, mentre prima le note in verticale erano considerate sovrapposizioni di intervalli e non accordi.
_____________________________________________________

Origini e sviluppi del melodramma


La Camerata de' Bardi o Camerata Fiorentina è formata da un gruppo che nella seconda metà del 1500 si incontra a
casa del conte Bardi a Firenze per discutere di musica. Erano intellettuali (Vincenzo Galilei, padre di Galileo) e
musicisti come Caccini e Peri. La Camerata andava alla ricerca di un canto espressivo che avvicinando il canto alla
recitazione (il recitar cantando) permettesse la messa in scena di rappresentazioni teatrali. La polifonia con i suoi
contrappunti non si prestava, rendendo pressoché impossibile la caratterizzazione dei personaggi.
I primi esperimenti di melodrammi sono l'Euridice di Peri (1600 a Firenze in occasione del matrimonio di Maria de
Medici con il Re di Francia) poi a Mantova nel 1607con l’Orfeo di Monteverdi. Sono costituiti da un’alternanza di
Recitativi più o meno ariosi separati da brevi interventi strumentali (Ritornelli). Hanno il Basso Continuo.
Il melodramma comincia a svilupparsi sistematicamente a Roma, caratterizzato da allestimenti scenici spettacolari
(anche del famoso architetto Bernini), ma la vera svolta avviene quando nel 1637 un cantante e compositore romano,
arriva a Venezia con una compagnia romana, prende in affitto un teatro, vende i biglietti e mette in scena
l’Andromeda, inaugurando così il primo teatro impresariale, pubblico, a pagamento. Finora l’opera era stata opera
di corte. I teatri pubblici si diffondono non solo a Venezia (presto ne saranno attivi 12) ma in tutte le città. Cori, Balli e
orchestra erano ridotti per limitare i costi. Le figure più importanti sono i cantanti solisti, in particolare gli evirati.
Napoli soppianterà Venezia nel primo 1700 grazie anche ad Alessandro Scarlatti (1660 - 1725) che scriverà un
centinaio di Melodrammi. S. è considerato il padre dell’Aria con il da capo (ABA), che prima era solo bipartita (A, B).
Il Recitativo che poteva essere più o meno arioso, si trasforma ed emerge sempre più una distinzione netta fra
recitativo, che porta avanti l’azione scenica con passaggi di scarso interesse melodico, e aria ricca di abbellimenti
dove l’azione si cristallizza, si ferma e spesso viene espresso un sentimento.
Un’opera melodrammatica (all’inizio vi sono solo opere serie, poi nascono anche quelle comiche) a poco a poco
assumerà una forma precisa, suddivisa in:
Sinfonia, unico brano interamente strumentale.
Recitativo secco, (voci e cembalo) poi sostituito dal recitativo accompagnato (voci e orchestra).
Aria, prima è bipartita (A, B), poi prende piede l’Aria col da capo (ABA), Scarlattiana.
Pezzi d’insieme (duetti, terzetti, quartetti e quintetti), raro l’uso del coro.
Concertato, pezzo d’insieme a fine atto, partecipano tutti (o quasi) i personaggi, d’obbligo nelle opere buffe
_____________________________________________________

L'Oratorio e la Cantata
L’Oratorio prende il nome dall'Oratorio del Crocifisso in Roma, edificio dove i fedeli si incontravano per preghiere,
meditazioni e canti. Come i melodrammi, gli Oratori usano il B. C. e sono suddivisi in più Atti, formati da recitativi,
cori e brevi brani solo strumentali detti Ritornelli. L’unica differenza con il melodramma, è che l’Oratorio ha soggetti
religiosi ed è senza scene e costumi. Protagonisti sono il narratore detto Historicus e i personaggi biblici. Giacomo
Carissimi è il più importante compositore di Oratori.
Poco dopo l’Oratorio nasce la Cantata, sorta di Oratorio in forma ridotta ma i soggetti possono essere sia religiosi che
profani mentre l’Oratorio ha solo soggetti religiosi.
_____________________________________________________

Musica strumentale: Sonate a3. Suite. Concerto Grosso e Solista.


La nascita della musica strumentale è solo nel 1500, prima la musica è subordinata totalmente alla musica vocale.
Frescobaldi a cavallo tra 1500 e 1600, Re degli organisti. Vuole evocare gli affetti negli ascoltatori, suggerire emozioni con scale,
trilli, abbellimenti. Più importante l’esecuzione che la composizione.
Ricercare, si ricercavano, esploravano le possibilità dello strumento e del tema, imitativo, si considera antenato della fuga.
Toccata: anticipa con l’organo il canto dei fedeli. Virtuosistica, scale e arpeggi con variazioni, si considera antenata del preludio. .
Sonata. La parola designa la musica da suonare contrapposta alla musica da cantare. Fondamentali sono le
SONATE A 3 (due violini e un violoncello, ma x sonate a 3 s’intendono non 3 strumenti ma 3 parti strumentali, la
3°, la voce grave, poteva essere il basso continuo, formato quindi da + strumenti), costituite da 4 movimenti
alternativamente lenti e veloci, solo vincolo comune è la tonalità; si dividono in Sonate da camera e Sonate da
chiesa. La Sonata da camera è formata da una serie di danze, si svilupperà nella Suite, (in francese successione) o
Partita (Parte all’origine era un singolo brano musicale, quindi partita significa successione di parti)che è formata da
una serie di danze. La base della Suite è costituita da 4 brani: Allemanda di origine tedesca. Corrente di origine
francese. Sarabanda di origine arabo spagnola. Giga di origine anglo irlandese. Spesso questa sequenza standard
viene arricchita con ulteriori danze tra cui il Minuetto (spesso seguIto da un Trio); vive anche isolato dalla Suite.
Il termine Concerto cominciò col denotare una forma dove voci e strumenti avevano parti separate, mentre prima, gli
strumenti si limitavano a raddoppiare le voci. A poco a poco diviene una forma solo strumentale.
Nella seconda metà del ‘600 nasce il Concerto grosso che divide gli archi in due gruppi: il Concertino e il Concerto
Grosso o Tutti (o Ripieno) che alternano frasi ed episodi musicali come in un dialogo. Il Concertino è composto di
norma, come nella sonata a tre, da due violini e un violoncello; il Tutti è formato dal gruppo completo degli archi e
da uno o più strumenti che realizzano il basso continuo. Corelli portò alla perfezione il concerto grosso.
Nel concerto grosso, i due violini del Concertino si trovavano alla pari, ma col tempo il primo ha il sopravvento,
trasformandosi in solista, contrapposto ai Tutti, e dà vita al Concerto solista. Gli inizi del Concerto solista sono a VE,
con Vivaldi nella forma a ritornello, detta anche vivaldiana: parti di un tema esposto all’inizio sono riproposte dai
Tutti in varie tonalità, che si alternano allo strumento solista. Si differenzia dal Rondò (forma tipica dell’epoca
successiva, quella classica) perché qui il tema viene riproposto in tonalità diverse da quella iniziale e in genere non è
riesposto per intero, ma ne viene riesposta solo una parte.
_____________________________________________________

Il tardo barocco: Bach, Handel e Vivaldi


Johann Sebastian Bach 1685 - 1750. La sua vita si suole dividere in 3 periodi vissuti in 3 città diverse. Nel primo
periodo (a Weimar) entra in contatto con una grande collezione di spartiti di musica italiana. Bach prende dalla
musica italiana, contorni melodici semplici, modulazioni più chiare e la forma del Concerto grosso. È un punto di
svolta che utilizzerà nella sua seconda fase, alla corte (a Cothen) di un principe calvinista dove scriverà, la maggior
parte delle opere più celebri (Concerti brandeburghesi), soprattutto musica profana. Nel terzo periodo, a Lipsia
compone centinaia di cantate per lo più sacre ma anche profane tra cui la Cantata del Caffè e i suoi 3 più celebri
Oratori (formati da numerose cantate): la Passioni secondo Matteo, Giovanni e Marco. B. non scrive opere
melodrammatiche.
Georg Friedrich Handel 1685 - 1759. Tedesco, a 20 anni (ha già buona fama come compositore e organista) viene in
Italia per circa 5 anni, accrescendo di molto la sua tecnica compositiva, soprattutto nella scrittura vocale (impara da
A. Scarlatti) e per gli archi (impara da Corelli). Nell’ambito del contrappunto tedesco utilizza la scrittura italiana con
modulazioni più semplici e vocalità più brillante. Si trasferisce in Inghilterra dove si afferma soprattutto con opere
melodrammatiche in stile italiano e in seguito numerosi Oratori tra cui il Messiah dove supera incisi e contrappunti
barocchi, con fraseggi e armonie più moderne. Tra i lavori più famosi la suite orchestrale WaterMusic.
Antonio Vivaldi 1678 - 1741, veneziano, maestro all’Ospedale della Pietà dove dispone a piacimento di strumentiste
e cantanti esperte, senza preoccupazioni di numero, tempi o costi. Scrive centinaia di concerti sia grossi che solisti
(nella forma a ritornello) per ogni tipo di strumenti, i più celebri Le 4 stagioni (musica descrittiva).
_____________________________________________________

Dal barocco al classicismo


Nel Barocco la musica si sviluppa da un frammento melodico, un motivo che crea il gioco polifonico. Il motivo
(l’inciso) ha continue varianti passando continuamente da una voce all’altra e da un’armonia all’altra.
Il ritmo armonico (costituito dal tempo che passa tra un’armonia e un'altra) barocco è stringente, pressante, il
cambio di armonia avviene a ogni quarto, anche a ogni ottavo.
A poco a poco il ritmo armonico rallenta, diviene meno pressante, una stessa armonia comincia a durare intere
battute. Si comincia a scrivere una frase che dopo essersi appoggiata sui gradi tonali (con un preciso schema
armonico ormai lento) tende a concludersi con una cadenza. Ad alcune frasi, più eleganti, cominciano a risponderne
altre, spesso simmetriche. Vengono così composte strutture di frasi regolari, concatenate da cadenze di ogni genere:
sospese, di inganno, di chiusa... Questo fraseggio regolare si stabilizza in cicli di incisi, semifrasi, frasi e periodi
semplici e doppi: 2, 4, 8, 16 e 32 battute, è la cosiddetta quadratura.
L’elaborazione per incisi del barocco viene sostituita dall’elaborazione per frasi tematiche. L’epoca classica dura circa
dal 1750 al 1820, l’armonia è ormai pienamente sviluppata, il contrappunto e l’imitazione sono rifiutati (almeno in un
primo periodo), le forme più utilizzate sono la FORMA SONATA (bitematica e tripartita) e il RONDÒ (ABACAB[D]A).
_____________________________________________________

1750 – 1820. Il classicismo. Haydn, Mozart, Beethoven


Joseph Haydn 1732 1809. Dopo il periodo giovanile, la sua vita vede 2 grandi fasi, la prima con la famiglia Esterhazi
dove (per 30 anni) compone, dirige l'orchestra di corte, suona. Nel 1790 gli Esterhazi rinunciano all’orchestra. H.
diventa un libero professionista, va in Inghilterra per 2 volte e sviluppa uno stile popolare di grande successo. Di
questo periodo sono alcune fra le opere più note come le Sinfonie Londinesi (L'orologio). In Inghilterra conosce gli
oratori di Händel che lo porteranno alla composizione di due grandi oratori, tra cui La Creazione.
Caratteristica dello stile di Haydn è sviluppare strutture ampie e articolate da motivi brevi, anche a partire da cellule
minime o semplici figure di accompagnamento. È considerato il padre del quartetto per archi che con lui subisce una
trasformazione, diventa un dialogo pari fra i quattro strumenti (prima era 1° violino solista + accompagnamento).
Wolfgang Amadeus Mozart 1756 – 1791. Entro i 24 anni passa più di 12 anni in viaggio: Monaco, Mannheim, Parigi,
Londra e soprattutto 5 anni in Italia in 3 viaggi, dove apprende molto sulla vocalità italiana.
M. utilizza la scrittura strumentale e l’armonia per sottolineare lo stato psicologico dei personaggi e i cambi di
situazione drammatica nelle sue opere più importanti: Così fan tutte, Nozze di Figaro, Don Giovanni, Flauto magico.
Scrive Concerti un po’ per tutti gli strumenti (corno, violino, pianoforte, clarinetto, arpa…) e sonate per pianoforte.
Ludwig van Beethoven, 1770 – 1827. La sua vita si suole dividere in 3 grandi periodi. Il primo è il Periodo giovanile:
studia con Haydn e inizia a prendere coscienza della sordità. Il secondo è il Periodo eroico: dal 1802 compone la
maggior parte della sua produzione più nota, molte delle sinfonie. La sinfonia n. 3, Eroica, è esemplificativa di un
grande cambiamento per ampiezza dei movimenti e orchestrazione. Il 1° movimento da solo era più lungo di qualsiasi
intera sinfonia scritta fino ad allora.. Nell’ultimo periodo, che corrisponde più o meno ai suoi ultimi 10 anni di vita è
ormai quasi sordo, (dal ‘23 sordità totale) scrive composizioni complesse, lontane dal gusto del momento e di difficile
ascolto come gli ultimi quartetti. Il lavoro più noto e di successo è la sua ultima sinfonia, la 9° (con il coro).
Influenze dalla scuola di Mannheim che ospitava la più importante orchestra sinfonica nella seconda metà del 1700.
Nello stile haydniano è lo sviluppo di una cellula ritmica minima che genera un enorme sviluppo tematico (come nel
primo movimento della 5° sinfonia).
_____________________________________________________

1820 – fine 1800. Il romanticismo


Romanticismo, movimento artistico, musicale e letterario sviluppatosi a fine ‘700 in Germania e poi diffuso in tutta
Europa (dall'inglese romantic, indicava i romanzi cavallereschi in ambientazione storica), alla fine prevale il significato
di pittoresco, sentimentale. All’Illuminismo e al Neoclassicismo (razionalità e culto della bellezza classica) il
Romanticismo contrappone l’emotività, e l’individualismo.
Il Romanticismo in musica abbraccia un arco di tempo che va dal 1820 al 1880 circa. Esaltazione del virtuoso, visto
come tramite verso il divino. I 2 virtuosi più celebri saranno Liszt (pianoforte) e Paganini (violino). Le vecchie forme
appaiono esaurite ma in realtà continuano a esistere, soprattutto Rondò e Forma Sonata. Dopo la metà del secolo
nascono i Poemi Sinfonici, lavori sinfonici in un unico movimento, la cui forma è basata su contenuti extramusicali.
Le armonie sono sempre più ricche e complesse, aumenta il numero di note degli accordi, la loro densità, il centro
tonale diventerà sempre meno percepibile fino a scomparire a fine secolo.
Le dinamiche: dilatano le sfumature sia graduali sia gli estremi (pianissimo e fortissimo).
L’orchestra si amplia a dismisura, soprattutto le sezione degli ottoni e delle percussioni.
I timbri si affinano, si ricercano e studiano le possibilità tecniche ed espressive di ogni strumento la cui tecnica
costruttiva migliora enormemente (specie negli ottoni).
I Ritmi si fanno più complessi (appaiono il 5/4 e il 7/4) Gli accenti si spostano sui tempi deboli, per evitare la
monotona regolarità del metro.
Gli autori più importanti del primo romanticismo sono Schubert, Schumann, Chopin.
Berlioz scrive un Trattato di orchestrazione ancor oggi in uso. Compone la Sinfonia fantastica, considerato il primo
lavoro sinfonico a programma, che ha una traccia letteraria per aiutare il pubblico a seguire il lavoro, ha una forma
ciclica ovvero un leitmotiv: un tema (l’idea fissa) che si ripresenta (con variazioni) in ognuno dei 5 movimenti.
Gli autori più importanti del secondo Romanticismo sono:
Liszt scrive i Poemi Sinfonici (il più noto I Preludi) brani orchestrali in un unico movimento, basati su un soggetto
extramusicale che può essere un evento storico, una poesia, un romanzo un quadro... fondamentale tecnica
compositiva è la forma ciclica, un tema ricorrente (leitmotiv) che si ripresenta, variato, nel corso di tutto il brano.
Brahms. Armonia densa, si allontana il centro tonale, ritmi irregolari, riduce l’importanza dei temi principali.
A metà 1800 la guerra dei romantici, contrappone Brahms che sostiene la musica pura (senza riferimenti
extramusicali), a Liszt che sostiene la musica a programma (con riferimenti extramusicali).
_____________________________________________________

L’opera melodrammatica nel 1800, Rossini, Verdi, Wagner, Puccini


Gioacchino Rossini 1792 – 1868. Scrive quasi 50 opere, tra serie e buffe, anche se in realtà sono in maggior
numero le serie, di maggiore successo sono le buffe, la più nota il Barbiere di Siviglia. Si trasferisce a Parigi, e nel
1829 Guglielmo Tell (Grand Opéra) sarà il suo ultimo melodramma, con numerosi elementi romantici a partire
dall’Overture programmatica. Rossini resta comunque un compositore classico. A circa 40 anni, Rossini resta a vivere
a Parigi e si ritira dalle scene teatrali. R. è un compositore classico e probabile causa del ritiro sono la difficoltà a
inserirsi nel mondo romantico e lo stress dovuto al comporre così tante opere, anche 4 o 5 in uno stesso anno.
In Francia il Grand Opéra dagli anni ’20 del 1800 sostitusce la Tragédie lyrique. Vede grandi vicende storico politico
religiose che fanno da sfondo imponente alle vicende amorose dei protagonisti. Scene spettacolari, grandi masse,
numerose comparse, cortei, sfilate e balli. Cori e orchestra sono ampliati, per accentuare la spettacolarità.
Gli operisti italiani di rilievo dopo Rossini sono Donizetti e Bellini, ma il più importante sarà senza dubbio
Giuseppe Verdi (1813 – 1901) Per quasi dieci anni scrive mediamente un'opera all’anno. V definisce questo periodo
gli anni di galera, non c’è evoluzione verso il romanticismo, gli schemi compositivi sono legati alla tradizione. Alla
fine di questo periodo con la trilogia popolare, finalmente c’è un’evoluzione con forti caratterizzazioni
drammaturgiche, raffinamento orchestrale e complessità armonica. Rigoletto (1851), prima opera della trilogia
popolare, protagonista è un gobbo buffone di corte un emarginato sociale. Seguono Il Trovatore e La Traviata.
In seguito Aida è un grande passo in avanti verso la modernità con l'uso di leitmotive (temi ricorrenti) e il quasi
completo abbandono dei pezzi a forma chiusa (la Solita forma).
La struttura standard delle scene verdiane è chiamata Solita Forma: prevede una successione di recitativi
accompagnati e brevi interventi corali (in versi liberi) interrotti da due arie su versi in rima. Più dettagliatamente
prevede un Tempo di attacco, poi la prima aria (chiamata Tempo cantabile) in genere in tempo poco mosso, poi il
Tempo di mezzo seguito dalla seconda aria (chiamata Stretta o Cabaletta), che conclude la scena, in tempo rapido.
Richard Wagner 1813 – 1883. Nelle opere di W musica, poesia, recitazione si fondono nel Wort-Ton-Drama
(l'opera d'arte totale), W. Pretende per le opere melodrammatiche un'attenzione quasi religiosa, senza distrazioni. A
Bayreuth, nel tetro di Wagner le luci venivano spente e l'orchestra nascosta sotto il palcoscenico.
L'orchestra è smisurata con grande uso di ottoni e timpani. Abolisce i pezzi a forma chiusa. La forma ciclica vede un
uso costante di temi ricorrenti (Leitmotive). Dopo una vita con alterne fortune, dal ’64 è protetto da re Luigi ii di
Baviera, sposa Cosima, la figlia di Liszt. W. finalmente mette in scena tutte le sue opere, in particolare la Tetralogia:
L’Anello del Nibelungo (Una vigilia, L'oro del Reno e 3 giornate, La Valchiria, Sigfrido e Il crepuscolo degli dei.
W. scrive i testi delle sue opere e numerosi libri, articoli, novellistica, scritti autobiografici, saggi, opere teoriche, ha
una forte ostilità nei confronti degli Ebrei, anche nei suoi scritti.
Tra fine ‘800 e primo ‘900, con una progressiva eliminazione delle forme chiuse, del vocalismo virtuosistico e con
l’utilizzo del leitmotive, spicca Giacomo Puccini (1858-1924) decadentista, con orchestrazioni e armonie assai
raffinate, sceglie argomenti di grande impatto sul pubblico; spesso i protagonisti delle sue opere (quasi tutte di
grande successo) sono femminili: Butterfly, Boheme, Turandot.
_____________________________________________________

Seconda metà del 1800, Scuole nazionali: la scuola russa e Rimskij-Korsakov


Con il romanticismo e anche grazie all’esperienza napoleonica c’è la nascita di una coscienza delle identità nazionali e
delle tradizioni folkloristiche. I compositori studiano musiche e canti popolari del loro paese, non si tratta più di un
uso all’interno di forme classiche, la musica popolare fornisce nuovi modelli modali melodici e formali.
Nella seconda metà del 1800 in Spagna, Boemia, Norvegia, Finlandia si sviluppano le cosiddette Scuole Nazionali. La
scuola nazionale più importante è in Russia con Il Gruppo dei Cinque, dilettanti e autodidatti sviluppano una musica
che suoni come russa, sganciata il più possibile dalla tradizione dell'Occidente europeo, caratteristiche la modalità e
la cosiddetta doppia tonica (1° e 6° grado: ambiguità tra la tonica maggiore e tonica del relativo minore); utilizzano
scale particolari e tempi inusuali (5/4, 7/4). Dei 5 musicisti i 2 più importanti sono:
Musorgskij (Quadri di un'esposizione) e soprattutto Rimskij-Korsakov Pasqua Russa. Trattato di Orchestrazione.
Non fa parte del gruppo dei 5 invece Čajkovskij in forte contrasto con loro per i legami con la corte degli Zar e
accusato di seguire le tradizioni classiche.
_____________________________________________________

Fine 1800 e primo 1900, Debussy, Ravel, Stravinsky, Schoenberg


L’impressionismo musicale, si sviluppa a Parigi con Debussy e Ravel tra 1890 e il 1920. Come i pittori impressionisti
privilegiano il colore, i musicisti portano la loro attenzione sul timbro, che diventa l’elemento più importante della
composizione. Le tecniche di strumentazione sono molto raffinate e gli strumenti sono spinti ai limiti dell’estensione.
A differenza dei sentimenti forti della musica romantica le sonorità dell’orchestra sono leggere, sfumate e trasparenti.
La dinamica non raggiunge quasi mai il forte, ma in genere va dal mezzoforte al pianissimo. Le melodie usano spesso
scale inusuali, come la scala pentatonica, la scala esatonale e anche la scala ottatonica.
Diverso è il caso di Stravinsky che si distingue per la ritmica ossessiva, la politonalità e per le scelte e combinazioni
strumentali insolite e spesso estreme. Attraverserà vari periodi, espressionista, dodecafonico e anche neoclassico.
Tutti usano l’armonia in modo non NON FUNZIONALE, ma con caratteristiche RITMICO COLORISTICHE.
Vienna all'inizio del XX secolo era il centro di rinnovamento artistico e culturale dell'Europa centrale. Ciò permise lo
sviluppo di nuove teorie nelle varie discipline artistiche, vedi Klimt nella pittura.
La seconda scuola di Vienna è la scuola musicale fondata all'inizio del XX secolo a Vienna da Arnold Schoenberg. La
denominazione fa riferimento ad un'implicita prima scuola di Vienna: quella di Haydn, Mozart e Beethoven. Già
Wagner aveva messo in crisi tutti gli aspetti musicali (tonalità, consonanza, melodia tradizionalmente intesa, ritmo,
struttura formale), in questo clima Schoenberg va alla ricerca di un nuovo tipo di linguaggio sganciato dalla tonalità,
ai primi del 1900 nasce la musica seriale dodecafonica.

Potrebbero piacerti anche