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21/02/19

EGLI IL ÉL ELE < ĬLLE


Spagnolo e portoghese va bene ĭlle perché sappiamo che ĭ > e
Italiano e francese invece c’è stato un cambiamento in piu: *ĬLLĪ che verrà spiegato con l’analogia con QUĪ
In francese si aggiunge ancora un’altra cosa, dovrebbe essere EL ma questo è uno dei pochissimi casi di metafonesi per
cui la I lunga fa chiudere la I breve e diventa I lunga.

CANTERÒ CHANTERAI CANTARÉ CANTAREI < CANTARE HABEO


AIIO (la E diventa semivocale e palatalizza
la consonante precedente B)
-Non centra AIIO
ma viene O per
analogia con DO
-AR > E in fior.
AI: da AIIO=cadono le vocali finali IO (pronuncia E aperta)
E: non è A > E ma CANTARE AI: cade la E di cantare > CANTARAIO
Legge della controfinale: la vocale prima della tonica si comporta come la finale
CH: la velare c seguita da a palatalizza (non nell’area nordica)

Tutt’altra metodologia è quella degli strutturalisti con cui:


-la lingua viene vista come sistema
-si parla per la prima volta di fonetica/fonologia con (Jackobson): il cambiamento fonetico crea solo degli allofoni, il
cambiamento fonologico dei fonemi veri e propri. Questi cambiamenti possono essere uguali per tutte le lingue
romanze oppure no.
Quello su cui Jackobson insiste particolarmente è la fonologia diacronica, quindi sul cambiamento nel tempo.
Es. che non hanno rilevanza fonologica e sono allofoni
-gorgia toscana: P, T, K si sterantizzano ma non sono fonemi , allofoni modi dicversi di pronunciarte
-spagnolo: B, V si defonologizzano e confluiscono in B che ha due varianti allofone

una occlusiva fricativa


-in posizione iniziale (basta) intervocalica
-vicina a nasale (hombre) (uva)
-francese: la pronuncia della R ovulare, non ha valore fonologico ma è una moda probabilmente proveniente dalla
corte, da qualche difetto nella pronuncia che poi viene normalizzato.
Es. formazione nuovi fonemi
1)Defonologizzazione dei fonemi latini
2)Fonologizzazione
3)Defonologizazzione
4)Rifonologizzazione in modo diverso
la I (o la E) diventano semivocale accanto a U
Es. FILUM FILIUM e si unisce alla consonante precedente (L),
FILO FIGLIO per cui si forma il nuovo fonema (gl)

Es. KERVUM K + E, I → /ts/


CIERVO diventa consonante affricata palatale in italiano, dentale in fr. antico

Es. nascita di una coppia di fonemi opposti (uno sonoro, uno sordo)
MATAXA /S/ (sch)
MADEXA(sp.ant: prununcia MADASHA)
Rif. /S/ (sch)
KL, GL, TL + i semivocale
MUGLIEREM → *MULIEREM →MOGLIERA →MUJER (muger) /ʒ/ (je)
(*avanzamento accento perchè la I diventa semivocale)

Prima del metodo storico e degli strutturalisti ci sono stati circa 900 anni in cui non si è avuto un approccio scientifico.
Si comincia a interessarci durante il Medioevo e le prime descrizioni seppur poco descrittive e poco approfondite:
➢ Aristotele è il primo che cerca di descrivere alcuni aspetti della lingua
➢ gli alessandrini se ne occupano in rapporto con le opere di Omero
➢ nel II secolo a.C. realizza la prima grammatica e individua le otto parti del discorso: articolo, nome, verbo, pronome,
participio, avverbio, congiunzione, preposizione
➢ i latini, Donato in particolare, si rifanno a questa grammatica e si accorgono che, a differenza del greco, non è
presente l’articolo; per mantenere le “otto parti” aggiungono l’interazione
➢ i romantici non si accorgono che c’è l’articolo e continuano a seguire la grammatica di Donato (non c’è lo spirito
critico per notare il cambiamento nelle lingue romanze)
iniziano a nascere grammatiche per scopi pratici; uno dei maggiori è Raimon Vidal de Besalú, un occitano che scrive
“Razos de trobar” (= ragionamenti sul comporre poesia)
↓ ↓
da ‘rationes’ da ‘tropare’
Non è una grammatica originale perché continua a mancare l’articolo.
➢ Terrognino da Pisa scrive “Doctrina d’acart” (di accordo grammaticale), che viene erroneamente denominata come
“da cart”. Lo scopo delle grammatiche è sia pratico, sia estetico, come fa Dante con il “De Vulgari” quando cerca di
trovare un volgare illustre.