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L'uso dei modi e dei tempi verbali nelle subordinate

Le proposizione subordinate, nel predicato verbale, possono usare modi finiti (indicativo,
condizionale, congiuntivo) o modi infiniti (infinito, participio, gerundio). Il modo verbale delle
subordinate dipende dal verbo della proposizione principale e dalla congiunzione
subordinante.

Modo Indicativo
L'indicativo è l'unico modo verbale che abbia specificati nei suoi vari tempi- semplici (presente,
imperfetto, passato remoto, futuro) e composti (passa-to prossimo, trapassato prossimo, trapassato
remoto, futuro anteriore) – i tre fondamentali punti di riferimento cronologici in cui un fatto
avviene: l'anteriorità, nelle sue molteplici articolazioni (imperfetto, passato prossimo, passato
remoto, trapassato prossimo, trapassato remoto); la contemporaneità (presente); la posteriorità
(futuro semplice e futuro anteriore).
L’indicativo tende sempre a sostituire altri modi verbali. In particolare, viene spesso usato al posto:
a) del congiuntivo nelle proposizioni dipendenti indicanti dubbio, incertezza, timori e simili.

Credo che Francesco è malato (=sia malato).


Temo che Gianni è arrivato (=sia arrivato) in ritardo.

b) del congiuntivo e del condizionale nel periodo ipotetico.

Era meglio se partivi con l’altro treno (=sarebbe meglio se tu fossi partito…)

Semplice
1. Presente
Esprime:
- Un fatto consueto, che si ripete regolarmente.
So che il treno per Torino parte alle nove.
- Un fatto che è sempre vero (presente atemporale).
È certo che il gatto è un felino.

-Un fatto che si verificherà sicuramente nel futuro.


Anche se Anna è uscita, torna subito.
2. Imperfetto
Indica un’azione passata considerata nel suo svolgimento e presentata nel suo farsi. Pertanto,
esprime la durata di un’azione nel passato.
Nonostante eravamo tutti tristi, Laura rideva di gusto.
3. Passato remoto
Indica un fatto avvenuto nel passato, considerato al di fuori della sua durata e definitivamente
concluso nel passato.
C’era la peste, quando molte persone morirono.
4. Futuro
Indica un fatto che deve ancora avvenire o giungere a compimento.
Non piangere, domani andrà tutto bene.

Composti
1. Passato prossimo
Indica:
- un fatto avvenuto in un passato molto recente.
Ieri, mentre facevo la spesa, ho incontrato Paolo.
- un fatto avvenuto in un passato anche molto lontano, ma cui effetti perdurano
ancora nel presente.

Anche se non sembra, Carlo si è trasferito qui da Roma vent’anni fa.


*Appena ho finito, ti telefono.
2. Trapassato prossimo
Esprime un fatto avvenuto prima di un altro fatto del passato e adesso collegato.
Ero appena rientrata, quando squillò il telefono.
Ero stanco, perché avevo viaggiato tutta la notte.
3. Trapassato remoto
Indica un fatto avvenuto e definitivamente concluso nel passato, prima di un altro fatto passato.
Non appena ebbe finito, se ne andò.
4. Futuro anteriore
India un evento futuro che sarà già compiuto o dovrà necessariamente essere compiuto prima che
se ne realizzi un altro, anch’esso futuro.
Non appena avrò finito questo lavoro, andrò in vacanza.
Modo Condizionale
Il condizionale è il modo che esprime un’ipotesi, un dubbio o la possibilità che un fatto si
verifichi purché ne avvenga prima un altro:
Paolo potrebbe non venire.
Se tu venissi con noi, ti divertiresti.
Nelle proposizioni indipendenti e dipendenti il condizionale presente o passato si usa per
esprimere, nel presente o nel passato:
a) un’opinione personale: “Mi sembrerebbe giusto avvertirlo”;
b) una richiesta cortese: “Mi passeresti quel giornale?”;
c) una supposizione o una notizia di cui chi parla non vuole assumere la responsabilità: “Il
principale indiziato saresti tu”/ “Il responsabile di tutto saresti stato tu”
d) un dubbio: “Che cosa dovrei/avrei dovuto fare?”; “Non so che cosa dovrei/avrei dovuto fare”
e) un desiderio: “ Vorrei/avrei voluto mangiare qualcosa” ; “Dice che vorrebbe/avrebbe voluto
mangiare qualcosa”
f) un senso di disappunto o un rimprovero: “E costui chi sarebbe?”; “Come sarebbe a dire?”
Nelle proposizioni dipendenti, il condizionale è usato anche per esprimere, in termini dubitativi,
un’idea di futuro nel passato:
Ma il condizionale è soprattutto il modo usato nella proposizione reggente del periodo ipotetico
per indicare un evento che può accadere solo a condizione che se ne verifichi prima un altro, cioè
il modo della cosiddetta apòdosi
- il condizionale presente si usa per esprimere un e vento che si potrebbe verificare nel
presente a condizione che si verifichi (o si sia verificato) un altro evento:
Se ti allenassi di più, vinceresti senz’altro la gara.
Se a vessi preso l’aereo, sarei già a casa.
- il condizionale passato si usa per indicare un evento che si sarebbe verificato nel passato
se si fosse verificata, sempre nel passato, una certa condizione:
Se avessi avuto più tempo, avrei finito il libro.