Sei sulla pagina 1di 143

u ro

i M
o D
n i
n to
Rischi specifici nell’accesso ag . A silos,
In
vasche e fosse biologiche, ro collettori -
u
fognari, depuratori e serbatoi D i M utilizzati
io
per lo stoccaggio e nil ton trasporto di
sostanze pericolose Ing. A
-
Muro
D i
n io
Art. 66 del ntoD.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81
g .A
“Lavori in -ambienti In sospetti di inquinamento“
u ro
i M
o D
ni
n t o
A
g.
- In
Ing. Antonio Di Muro
1
u ro
i M
o D
i
AMBIENTE CONFINATO An to n
g.
- In
u ro
M i
per “ambiente confinato” si n io intende uno
D
to
spazio circoscritto, caratterizzato
. A n da
I n g
limitate aperture diro - accesso e da una
u
ventilazione naturale D i M sfavorevole, in cui
io
può verificarsintoun evento che può portare
n
. A
ad un infortunio - In g grave o mortale in
presenza u ro di agenti chimici pericolosi (ad
i M
D
esempio, ni o gas, vapori, polveri).
n to
. A
- Ing
2
u ro
i M
• Serbatoi di stoccaggio n i o D
n to
• Silos In g .A
-
• Recipienti di reazione Muro
D i
• Fogne ton io
n
• Fosse biologicheIng. A
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
n to
. A
I n g
- 3
u ro
i M
o D
Si possono considerare ntoni
.A
ambienti confinati……
o - In g
u r
i M
o D
i
…….altri ambientiA che ad un nt on
g .
primo esame rpotrebbero o - In non
u
apparire come io
D i M
confinati e che
n
possono .A
nto invece configurarsi
In g
come
u r o - altrettanto insidiosi
i M
D
nio
nto
. A
I n g
- 4
u ro
i M
D
ad esempio: to n io
n
• Camere con aperture in alto In g .A
o -
• Vasche iM
u r
D
• Depuratori n ton io
.A
• Camere di combustione - In g nelle
ro
fornaci e simili D i M u
i o
• Canalizzazioni nt o n varie
.A
• Camere - In non ventilate o
g
u ro
scarsamente
D i M ventilate
nio
nto
. A
I n g
- 5
u ro
i M
o D
n i
I principali rischi associati alla presenza n to di
. A
agenti chimici aerodispersi pericolosi In g (ad
-
ro
esempio: gas, vapori, polveri) i Min ambienti u
D
confinati sono: on i o
n t
RISCHIO DIngASFISSIA .A
- I
(mancanza di ossigeno) u ro a causa di:
i M
o D
n i
- permanenza prolungata nt o o sovraffollamento
con scarso ricambio g .A di aria;
- I n
- reazioni u o
r chimiche (ad es. combustione con
i M
rilascio i o D di anidride carbonica, di ammoniaca,
t o n
di. A nacido cianidrico, di acido solfidrico);
I n g
- 6
u ro
i M
D
RISCHIO DI AVVELENAMENTO per to n i o
n
inalazione o per contatto epidermico:
In g .A
-
M uro
per gas, fumi o vapori velenosi D i
(presenti ad
n i o
esempio, in recipienti di stoccaggio n t o o
. A
n g
trasporto di gas) o che- Ipossono penetrare da
r o
ambienti circostantii M(rilascio di monossido di
u
carbonio) o D
n i
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 7
u ro
i M
o D
o che possono improvvisamente ntoni
A
riempire gli spazi, o rilasciarvi gas - In g .
o
quando agitati o spostati (ad iM
u resempio,
D
acido solforico, acido muriatico,
t on io zolfo
n
solido) n g .A
- I
u ro
i M
o D
n i
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 8
u ro
iM
RISCHIO DI INCENDIO ED ESPLOSIONE io
D
to n
in relazione alla presenza di .A
n
In g
-
u ro
gas e vapori infiammabili (ad D
esempio,
iM
metano, acetilene, propano/butano, n io
n to
xilolo, benzene) g .A
- In
u ro
i M
liquidi infiammabili o D (ad esempio benzine
n i
e solventi idrocarburici) A nt o
g .
- In
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 9
u ro
i M
D
polveri disperse nell’aria in alta o
on i
n t
concentrazione (farine nei g. Asilos,
- In
nerofumo, segatura); ro
M u
eccesso di ossigeno o diDiossidanti (a
n io
causa di violenta ntoossidazione di
. A
sostanze grasse/oleose; I n g nitrato di
o -
ammonio conMu paglia o trucioli di r
i
legno); io
D
to n
macerazione . A n e/o decomposizione di
I n g
sostanze o - organiche con
u r
autoriscaldamento
D i M fino a raggiungere
nio la propria temperatura di
n t o
. A autoaccensione.
-Ing
10
u ro
i M
o D
n i
Alcune delle condizioni possono già esistere n to in
.A
origine negli ambienti confinati, altre - In possono
g
sopraggiungere durante l’esecuzione u ro dei lavori,
D iM
a causa di: n io
n to
g .A
esecuzione di saldature; - In
u ro
utilizzo di colle, i M solventi, prodotti per la
o D
pulizia; t o n i
A n
uso di macchine g . elettriche che producono
- In
inneschi;u ro
M
perdite
D i da tubazioni presenti negli
nio
n to ambienti confinati o negli spazi limitrofi.
. A
- Ing
11
u ro
i M
o D
n i
to
Elemento di amplificazione delle g .A
n
In
conseguenze dannose : uro -

D iM
n io
tutti i casi in cui. Angli to accessi agli
g
ambienti r
confinati
o - I n sono
u
particolarmente D i M disagevoli, (passi
io
d’uomo, ntcunicoli o n o aperture molto
.A
piccole) - In poiché in tal caso la fuga o
g
ro
il i Msoccorso d’emergenza risultano
u
oD
ni molto difficili.
nto
. A
I n g
- 12
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
n g
Nella valutazione dei rischi o -occorre
I
u r
considerare che in un ambientei Mconfinato,
o D
si può verificare una combinazione n i di
n t o
rischi associati alla presenza . A di una o più
I n g
agenti che possono -
u ro avere più di un
M
effetto. o D i
n i
Spesso il rischio nt o non deriva da un solo
.A
evento, -ma In g da una sequenza di sub
ro
eventiMu(catena incidentale)
D i
ni o
nto
. A
I n g
- 13
u ro
SOSTANZE ASFISSIANTI D i M
i o
(carenza di ossigeno) n to n
. A
n g
L’aria contiene una concentrazione di ossigeno - I
r o
pari a circa il 20.9 % del volume; M u
D i
al di sotto del 19.5 %, l’aria viene io considerata
ton
carente di ossigeno; A n
percentuale al di sotto del 16% g . è pericolosa per
- I n
l’uomo. u r o
i M
La riduzione della percentuale D di ossigeno può
n io
essere causata da: nto
• INCENDIO, ng. A
- I
• REAZIONE r o CHIMICA
M u
(ad esempio, D i ossidazione)
nio
• SOSTITUZIONE DELL’OSSIGENO
n t o
CON
. A ALTRI GAS
I n g
- 14
u ro
i M
o D
n i
n to
TROPPO OSSIGENO PUÒ ESSERE. A
In g
PERICOLOSO r o -
M u
D i
Aumentando i livelli di ossigeno, n io anche
n t o
l’infiammabilità dei materiali . A e dei gas
I n g
-
aumenta. u ro
i M
o D
n i
Es.: 24% di ossigeno: nt o
. A
● i vestiti -possono In g subire una combustione
spontanea; u ro
i M
D
● i ngrassi
io vegetali possono autoinfiammarsi.
n to
. A
g
- In 15
u ro
i M
o D
n i
n to
TERMINI E DEFINIZIONI PER SOSTANZE g .A
- In
TOSSICHE E ASFISSIANTI u ro
D iM
n io
n to
Agenti chimici pericolosi: g. A
- In
u ro
1) agenti chimici classificati i M come sostanze
D
io
pericolose aintosensi del D.Lgs. 52/97
n
Sono escluse g . Ale sostanze pericolose solo per
- In
l'ambiente; u ro
i M
o D
ni
n t o
A
g.
- In 16
u ro
i M
o D
n i
n to
2) agenti chimici classificati come preparati g .A
In
pericolosi ai sensi del D.Lgs. 65/03; ro
-
u
Sono esclusi i preparati pericolosi D iM solo per
io
l'ambiente; n ton
g .A
- In
3) (altro) agenti chimici u ro che, pur non essendo
i M
classificabili come i o D pericolosi, in base ai
o n
numeri 1) eAn 2), possono comportare un
t
g .
rischio per - In la sicurezza e la salute dei
ro
lavoratori. i M u
o D
ni
n t o
A
g.
- In 17
u ro
i M
o D
ni
to
Sono sostanze asfissianti: g. An
- In
u ro
- ACIDI ALOGENITRICI i M
o D
n i
nt o
. A
- L’ANIDRIDE SOLFORICA In g
-
u ro
i M
- IL FOSFORO nio D
nto
g .A
- I PENTACLORURI - In
u ro
i M
o D
- L’ANIDRIDE
o ni CARBONICA
A nt
g .
- In 18
u ro
i M
D
SOSTANZE TOSSICHE o ni o
n t
. A
Il D.Lgs. 52/97 definisce “tossiche” - In g (o
“molto tossiche”) le sostanze edMuiro preparati
D i
che, in caso di inalazione,nio ingestione o
to
assorbimento cutaneo,in . A n piccole
n g
(piccolissime) quantità, o - I possono essere
u r
letali oppure provocare i M lesioni acute o
D
croniche. n io
nto
Sono sostanze g . A tossiche:
- In
- MOLTIuroMETALLI
M
- IDROCARBURI
oD
i
ni
n to
. A
I n g
- 19
u ro
TERMINI E DEFINIZIONI PER SOSTANZE Di M
n io
COMBUSTIBILI nto
. A
In g
-
Combustione: reazione chimica molto urapida ro che si
manifesta con elevato sviluppo di calore, D i M emissione di
luce, fumo, vapori e gas di combustione. n io
n to
Essa avviene tra una sostanza g . Acombustibile (che può
essere solida, liquida o rogassosa) - In ed una sostanza
comburente, solo quando M u queste sostanze sono
D i
combinate tra loro n io in appropriate proporzioni ed
nto
opportunamente . A innescate. La combustione è una
g
reazione di- In ossidazione in cui il combustibile
rappresenta u ro la sostanza ossidabile e il comburente
i M
(generalmente
o D l'ossigeno dell'aria) la sostanza
ni
to
ossidante;
n
A
.
I n g
- 20
u ro
i M
o D
n i
Combustibile: sostanza in grado di bruciare n o
t in
g .A
condizioni ambientali normali. La sostanza - In può
ro
essere: iM
u
D
● allo stato solido (carbone, legno, on io carta)
n t
● allo stato liquido (alcool,g. benzina, A gasolio)
In
● allo stato gassoso (metano, r o - idrogeno,
u
propano). D i M
io
Eccettuati i metalli, nto n e pochi altri elementi, il
combustibileInég. Asempre un composto organico.
-
La sua combustione u r o avviene per ossidazione
i M
dei suoi i o D componenti, idrogeno e carbonio.
t o n
A n
g .
- I n
21
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
Comburente: sostanza che permette al combustibile
In g
-
di bruciare. Generalmente si tratta urodell’ossigeno
M
Di
contenuto nell’aria allo stato di gas (21%);
n io
nto
Innesco: elemento che, a contatto g .A con la miscela
- In
infiammabile, avvia la rocombustione. Può essere
u
costituito da qualsiasi i Msorgente di calore (fiamme,
D
scintille, materiali caldi) n io che abbia i seguenti requisiti:
t o
• temperatura . Anuguale o superiore a quella di
I n g
accensione della - miscela;
u r o
• apportoM di energia calorica;
D i
• durata
io nel tempo del contatto.
t o n
A n
g .
- In 22
u ro
i M
o D
n i
n to
Temperatura di infiammabilità: temperatura .minima, A
g
nel campo compreso tra i valori normali di- Inambiente
u r o
e quello di accensione, alla quale ilM combustibile
D i
libera in aria vapori ad una concentrazione io tale da
n
to Oltre tale valore la
formare una miscela incendiabile. n
g .A
possibilità di innesco non si limita I n alle sole immediate
o -
vicinanze del combustibile, u r potendosi estendere
i M
all’intero spazio interessato D dalla presenza del
i o
ne dei suoi vapori
combustibile stesso nt o
. A
In g
Temperatura o - di accensione: temperatura minima alla
u r
quale un M
i combustibile, in presenza d’aria, brucia
D
senza nionecessità d’innesco
n to
. A
- Ing
23
u ro
TERMINI E DEFINIZIONI PER IL RISCHIO DI Di M
n io
ESPLOSIONE nto
. A
In g
-
Atmosfera esplosiva: miscela in
aria, in u ro
D iM
condizioni atmosferiche, n i odi sostanze
t o
infiammabili allo stato di gas, . A vapori, nebbie o
n
n g
polveri in cui, dopo l’innesco,
o - I la combustione si
u r
propaga a tutta la miscela
iM incombusta;
D
to nio
A n
g .
- In
ur o
i M
D
nio
nto
. A
I n g
- 24
u ro
Sostanze infiammabili: i M
D
n io
sostanze prevalentemente allo stato di ntogas,
. A
vapore, liquido, o solido (esplosivi - In g solidi,
alcuni metalli quali sodio, magnesio, o
u fosforo o
r
i M
D
miscele di questi) capaci di niosviluppare una
t o
reazione esotermica con l’aria . A n in presenza di
n g
innesco; o-
I
u r
i M
o D
n i
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 25
u ro
i M
Polvere combustibile: io
D
n
polvere in grado di bruciare o ardere in Aaria nto
g .
e di formare miscele esplosive con -l’aria In a
ro
pressione atmosferica e a temperature iM
u
D
normali; n io
n to
Campo e limite di infiammabilità: g .A
la miscela combustibile-comburente - In (allo
u r o
stato gassoso) risulta D i M infiammabile quando
io
vengono rispettate
nto
n determinate proporzioni.
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 26
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
Per ogni sostanza (liquida o gassosa )- Inesiste g un
ro
campo di valori percentuali di miscela i M u con l’aria
D
per i quali la miscela risulta infiammabile.
on i o
n t
I valori limite del campo sono g .A definiti “limiti di
In
infiammabilità superiore ro ed inferiore”.
-
M u
D i
Al di sotto o al nio to di sopra di questi limiti, la
n
miscela risulta g . Atroppo povera rispettivamente di
- In
gas combustibile
u ro o di comburente, per cui la
i M
combustione
io
D non può avvenire.
t o n
An
g .
- In 27
u ro
i M
o D
n i
n to
Esplosione: violenta reazione di ossidazione . A o
In g
decomposizione che produce un aumento - di
o
temperatura, pressione, o di Mur entrambi
D i
simultaneamente io
n
to potenzialmente
(UNI EN 13237- 2006 - Atmosfere n
g .A
esplosive - Termini e definizioni I n per apparecchi e
o -
sistemi di protezione destinati u r ad essere utilizzati
i M
in atmosfere potenzialmente D esplosive);
n i o
nt o
A
Lavori caldi: Inlavori g. in cui è usata una fiamma o
o -
può essere u r prodotta una sorgente d’innesco come
scintille, i Msurriscaldamenti, elevati attriti.
o D
ni
n t o
A
g.
- In 28
u ro
i M
SOSTANZE INFIAMMABILI E ESPLOSIVE o D
n i
n to
Una sostanza infiammabile è una sostanza, g . A sotto
forma di gas, vapore, liquido, solido oo di - In una loro
u r
miscela, capace di produrre i una M reazione
D
esotermica (combustione) con nl’aria i o a seguito di
n t o
accensione (UNI EN 13237-2006). .A
In g
-
Sono sostanza infiammabili: u ro
i M
- IL METANO o D
n i
- IL PROPANO nto
. A
- L’ACETILENE In g
-
- LE BENZINE, u ro
i M
- I SOLVENTI
D
i o
n POLVERI.
- tLE
o
A n
g.
- I n
29
u ro
RIEPILOGANDO…………….. D i M
o n i
n to
La reazione esotermica di ossidazione, più nota g . A con il
n
nome di combustione, è caratterizzata da: o - I
u r
D iM
• temperatura di accensione n io
n to
• temperatura di infiammabilità . A
n g
• limiti di infiammabilità. - I
u r o
i M
D
n io
nto
. A
L’esplosione è Iuna n g reazione rapida di ossidazione che
-
produce un uaumento ro della temperatura, della pressione
i M
o di entrambe D simultaneamente (UNI EN 13237- 2006)
nio
n to
. A
- Ing
30
u ro
RISCHI ASSOCIATI A SOSTANZE i M
o D
ASFISSIANTI to ni
An
g.
- In
In presenza di sostanze asfissianti, u ro si può
verificare carenza di ossigeno. Di M
n io
Ciò può avvenire: nto
. A
In g
o -
dove c’è una M ureazione
r tra rifiuti e
D i
l’ossigeno dell’atmosfera;
nio
nto
. A
In g
a seguito o - della reazione tra l’acqua del
u r
terreno
i M ed il calcare, con produzione di
o D
t o nanidride carbonica, che va a sostituire
i
A n
ng
. l’aria;
-I 31
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
nelle stive delle navi, - In g nei
containers, nelle autobotti, u r o e
i M
simili, come reazione D delle
n io
to
sostanze contenute
. A n con
n g
l’ossigeno presente
o-
I all’interno
u r
i M
o D
all’interno n i di serbatoi di acciaio e
nt o
. A
recipienti quando si ossidano
In g
-
(formazione di ruggine)
Muro
D i
nio
nto
. A
I n g
- 32
u ro
i M
o D
n i
n to
nell’uso di agenti estinguenting . Acome
- I
l’anidride carbonica o agenti u ro alogenati
iM
(halon) in ambienti non aerati
D
o n i
nt o
.A
in presenza di solidi - I n g sfusi o in granuli
che, accorpandosi u r o a formare blocchi,
i M
possono improvvisamente D collassare,
n io
to
soffocando . A le persone travolte
n
I n g
o -
u r
ambienti
i M o recipienti in aziende
ni oD
vitivinicole.
nto
. A
I n g
- 33
u ro
i M
o D
RISCHI ASSOCIATI A SOSTANZE TOSSICHE
to n i
An
g.
- In
I rischi associati a sostanze tossicheurpossono
o
M
essere rappresentati da: Di
n io
nto
.A
a) Gas, fumi o vapori velenosi - In g
Questo può accadere: u ro
i M
o D
n i
t o
• nelle fogne, . Anelle n bocche di accesso e nei
n g
pozzi di connessione o - I alla rete;
u r
i M
o D
• negli t o n accessi ai serbatoi e nei recipienti
i con
A n
connessioni
n g . alle tubazioni;
- I
34
u ro
i M
o D
ni
to
• nelle combustioni in difetto d’ossigeno . An
n g
(stufe catalitiche, bracieri); - I
u ro
D iM
• negli ambienti confinati n io dove si
n t o
effettuano processi di saldatura; . A
I n g
o -
u r
M
• negli scavi e neio Dfossi i contenenti terreno
n i
contaminato, come nto scarichi di rifiuti;
g .A
- In
• nei vecchi u ro gasometri;
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 35
u ro
i M
o D
ni
n to
A
• nei serbatoi dove sono presenti
Ing
.
-
residui di sostanze tossiche; uro
i M
o D
n i
• negli ambienti confinati n o
t quando nelle
g .A
immediate vicinanze -si In producono fumi
ro
tossici che possono i M entrare negli stessi.
u
o D
n i
nt o
. A
In g
-
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
g
- In 36
u ro
i M
D
b) Liquidi e solidi che possono rilasciare gas n i o
n to
tossici g.
A
- In
u ro
Questo può accadere: D i M
n io
nt o
A
• quando liquidi e solidiIng.vengono agitati o
-
spostati (ad esempio uacido
ro cloridrico);
i M
D
n io
• quando si to
impiegano
n liquidi e solidi che
A.
emettono -gas In g tossici in presenza di aria o
ro
vapori id’acqua;
M u
D
nio
nto
. A
I n g
- 37
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
• in presenza di liquidi che urpossono o
iM
improvvisamente riempire n io
D gli spazi
to
provocando annegamenti g . A n o altri
I n
inconvenienti in uro - base alle loro
M
caratteristiche io D di
i tossicità o
n
corrosività.. Ant o
I n g
-
u ro
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 38
u ro
i M
o D
RISCHIO DI INCENDIO O ESPLOSIONEtoni
An
g.
- In
Il rischio di incendio o esplosione può u ro essere
M
legato alla presenza di particolariDigas o polveri,
n io
secondo quanto indicato nei paragrafin to
.A
successivi: - In
g
u ro
M i
a) a causa della presenza D di gas
n io
Questo può ntoaccadere:
g .A
- In
u ro
• nelle vasche i M e nelle fosse biologiche, nei
o D
collettori t o ni fognari;
A n
g .
- I n
39
u ro
i M
o D
n i
• nei depuratori, nei serbatoi utilizzati Aper nto lo
g .
stoccaggio dei liquami (presenza di - I biogas,
n
ro
che è una miscela di vari tipi dii Mgas, prodotti u
D
dalla fermentazione batterica on i o di rifiuti,
n t
vegetali, liquami di fognatura g .A e zootecnici,
In
materiale organico in rdecomposizione). o - Ai fini
u
del rischio di Di infiammabilità/esplosione
M
io
interessa la percentuale nto n di metano (CH4),
A
presente inIng. quantità significativa, che può
-
variare dal u r 50% all’80 %;
o
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 40
u ro
i M
o D
• nei silos e nei serbatoi, dove possono essere to n i
n
presenti gas che derivano da residui g .A di
- In
materiale lasciato dopo lo svuotamento,
u ro o da
M
residui di lavaggio; Di
n io
nto
.A
• nell’impiego in ambienti - I n g depressi di gas
pesanti (densità maggiore u r o di 0,8 rispetto
i M
all’aria) e quindi D ristagnanti, come il
n io
propano/butano nto (gpl), usato come propellente
g .A
nell’impiego - In di prodotti disinfettanti sotto
u ro
forma idi M aerosol.
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 41
u ro
i M
b) a causa della presenza di polveri i o D
to n
An
g .
Questo può accadere in luoghi confinati - In
r o
come i silos, i serbatoi o i grandii Mcontenitori
u
D
di stoccaggio per polveri di varia
on
i o natura:
n t
. A
In g
alimentare (farine, r o - zuccheri, malto,
u
amido); D i M
io
chimica (plastica, nto n resine, detergenti,
farmaceutica); g .A
- In
metallurgica u ro (alluminio, magnesio), per
i M
verniciare,
i o D proveniente da lavorazione
o n
An del legno.
t
g.
- I n
42
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
In questi ambienti è possibile - che
u ro
rimangano, dopo lo svuotamento, D iM strati
n i o
residui di polvere che possono n t o a loro volta
.A
diventare sorgenti di nubi
- I n g pericolose.
u ro
M i
Queste ultime ni D
o possono essere anche
to
generate nelle . A n operazioni di carico e
I n g
scarico del
o-
materiale.
u r
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 43
u ro
INCIDENTI REALMENTE AVVENUTI i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 44
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 45
u ro
Un caso eclatante i M
o D
n i
n to
Il caso presentato è relativo ad un grave incidente avvenuto. A in una
cisterna. In g
-
u ro
Un lavoratore A deve eseguire lavaggio e bonifica diMun container da
D i
cisterna per il trasporto di sostanze chimiche. io
ton
Si porta con un'adeguata scala carrellataAnsulla parte superiore del
g .
container a cisterna posto sul cassone di
- In un articolato, per la precisione
nelle vicinanze del boccaporto perurl'accesso o all'interno della cisterna.
Il lavaggio e la bonifica interna i Mè relativa ad una cisterna che aveva
o D
i
trasportato zolfo liquidon da una raffineria ad un'azienda per la
produzione di acido solforico.nto Prima di eseguire il lavaggio con una
. A
opportuna lancia con I n g acqua calda ad alta pressione, il lavoratore tramite
o -
u r
una scala portatile sistemata all'interno della cisterna, si accinge ad
M boccaporto all'interno della stessa, per rimuovere
entrare Didal
nio
manualmente le parti solidificate di zolfo presenti. Parti che essendo
o
nt di grosse dimensioni non sarebbero venute via con il lavaggio con
solide
A
.g la lancia.
- I n
46
u ro
Un caso eclatante i M
o D
n i
n to
Da vari fattori si deduce che il lavoratore - l’unico che si occupava
g .A del
lavaggio degli autoarticolati - mentre scende la scala portatile - Insia svenuto in
conseguenza delle esalazioni che fuoriuscivano dalla cisterna, u ro precipitando
all’interno della stessa e decedendo per asfissia D i Mda vapori di acido
solfidrico. Mentre lui lavorava altri lavoratori - che n ioper comodità chiameremo
n to
S, B e C - erano impegnati nel lavaggio di autovetture.
g .A
Dopo aver terminato il lavaggio di una - In
autovettura il lavoratore S sposta il
r o
udistante dalla zona di lavaggio e si porta
mezzo in un altro punto del piazzale M
D i
nella zona di pulitura internaio delle autovetture, iniziando da solo la pulizia
interna di un’altra autovettura t o n con un aspirapolvere. Dopo qualche minuto di
A n
lavoro il lavoratore Sgnota . che i suoi colleghi B e C non ci sono. Preoccupato si
I n
-zona di lavaggio degli autoarticolati e nota l’assenza anche
porta allora nella o
u r
del lavoratore M A. A questo punto il lavoratore S sale sulla cisterna sentendo
D i
nelle vicinanze
i o un forte odore di zolfo e affacciatosi nella botola vede i
n
toesamini dei suoi tre compagni.
corpin
. A
- Ing
47
u ro
Un caso eclatante i M
o D
n i
n to
Il lavoratore S, muovendo la scala presente all’interno della cisterna
g .A e
chiamando per nome i suoi colleghi, li sollecita per vedere se-danno In segni
di ripresa. Non avendo ricevuto alcun segno il lavoratore u ro S chiede
M
aiuto. Alle sue richieste d’aiuto risponde per prima Dlai figlia del titolare
dell’azienda di cui era impiegata, la quale viene oinvitatan io dal lavoratore S
t
a chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco . An e del servizio 118. Le
richieste d’aiuto del lavoratore S sono I n g
notate anche dal lavoratore D,
-
dipendente di una ditta di autotrasporti,
u ro che depositava il proprio
autoarticolato presso l’autoparco
M
i ove si trovava anche il lavaggio, e che
D
vi era giunto poco primaoncon io il suo mezzo. Il lavoratore D si porta
n t
anch’egli sulla cisterna
g . A e vista la situazione, nonostante il lavoratore S
cerchi di fermarlo,
- In scende nella cisterna cercando di rialzare le
persone che uviro si trovano, ma dopo i primi tentativi anch’egli perde i
M
sensi. Di
nio
n to
g.A
- I n
48
u ro
Un caso eclatante i M
o D
n i
n to
Dopo pochi minuti giunge sul posto il titolare dell’azienda: si. Aporta
anch’esso sulla cisterna nel tentativo di scendere. Il lavoratore In g S lo
o -
invita a non farlo o in alternativa a legarsi ad una corda u r per poter
essere recuperato in caso di emergenza, ma viene D i M allontanato: il
titolare scende giù. Dopo pochi istanti, mentre n iocerca di sollevare il
n to
corpo del lavoratore D, perde i sensi. . A
I n g
Sul posto giungono i Vigili del Fuoco eo i- soccorritori del servizio 118.
u r
I Vigili del Fuoco muniti di imaschera M con autorespiratore e tuta
D
impermeabile, estraggono ntutti io i corpi. Gli operatori del servizio 118
dopo alcuni tentativi A
to
din rianimazione constatano la morte del titolare,
g .
del lavoratore D,In del lavoratore C e del lavoratore A: l’unico che
o -
u r
risponde ai tentativi di rianimazione è il lavoratore B. Questo viene
i M
subito trasportato presso un centro di rianimazione di un ospedale dove
D
muore niola mattina del giorno successivo all’incidente, in conseguenza dei
n to
gravi danni subiti dalle vie respiratorie per l’esposizione all’acido
.A
g solfidrico.
- I n
49
u ro
Un caso eclatante i M
o D
n i
n to
Da una prima sommaria verifica dei luoghi e dei corpi si verifica
g . A che
“non vi era presenza alcuna di dispositivi di protezione individuale”. - In Si
presume inoltre che i lavoratori B e C siano entrati u rodi proposito
all’interno della cisterna per soccorrere il lavoratoreDA. iM
n io
Dalle indagini tossico-chimiche effettuate sui n tocorpi e all’interno della
cisterna è stata confermata la “morte g . Aper esposizione ad acido
In
solfidrico. Circostanza confermatao -dai primi rilievi eseguiti dalla
u r
squadra NBC dei Vigili del Fuoco, M che hanno rilevato valori di acido
i
Dai valori di TLV consentiti, e alti valori
solfidrico 200 volte superiori i o
t o
di anidride carbonica conseguenza
n di un fenomeno di fermentazione”.
n
g .A
- n
La sostanza si è Isviluppata “in conseguenza della reazione dello zolfo
con i residui u ro dell’altra sostanza che era stata trasportata
i M
precedentemente con quella cisterna, e di cui erano rimasti residui
D
doponlaio precedente bonifica, ed anche del considerevole periodo che la
n to
cisterna è stata chiusa ermeticamente sotto l’esposizione degli agenti
.Ag atmosferici”.
- I n
50
u ro
M
Confined Spaces Regulations del 1997 io Di
o n
Tali disposizioni stabiliscono di: . An t
In g
-
u ro
evitare l’ingresso negli spazi confinati,
D i qualora sia
M
io dall’esterno;
possibile svolgere la stessa attività
n
to n
A
In g.
-
seguire delle procedure o u r operative di sicurezza nel
i M
caso in cui non sia i o Dpossibile evitare l’accesso allo
o n
spazio confinato;
An
t
g .
- In
ur o
prevedereM adeguate soluzioni di emergenza,
D i
prima
nio dell’inizio dei lavori.
n to
. A
I n g
- 51
u ro
i M
o D
ni
n to
MISURE PER EVITARE L’ACCESSO AGLI nSPAZI . A
I g
CONFINATI -
u ro
i M
o D
n i
Per evitare l'accesso agli spazi confinati n t o è necessario
.A
verificare se i lavori possano - I n g essere svolti in altro
modo, valutare quindi se r o
u le attività pianificate siano
i M
effettivamente necessarie, D o se è possibile invece:
n io
nto
g .A
 modificare - In lo spazio confinato in modo da non
u ro
rendere i M necessario l'accesso a tale spazio;
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 52
u ro
i M
Svolgere le operazioni dall’esterno, ad esempio:
io
D
to n
An
.
g dei silos
l’eliminazione delle ostruzioni all’interno - In
r o
può essere eseguita a distanza itramiteMu l’uso di
D
dispositivi teleguidati; on
i o
n t
. A
In g
le operazioni di ispezione, r o - campionatura e pulizia
u
possono, in moltiDcasi,i M essere svolte dall’esterno
io
con l’uso di adeguati
nto
n dispositivi e attrezzature;
. A
In g
-
i serbatoi u r o possono essere ispezionati tramite
i M
telecamere
i o D controllate a distanza.
nton
. A
I n g
- 53
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
PROCEDURE OPERATIVE DI SICUREZZA
- In g
r o
SUL LAVORO i Mu
o D
n i
nt o
A
Nel caso in cui non Insia g. possibile evitare
o -
l’ingresso nello spazio i M u r confinato, bisognerà
D
assicurarsi dionio disporre di adeguate
nt
procedure ngoperative
.A per la sicurezza nei
- I
suddettiurospazi.
i M
D
nio
nto
. A
I n g
- 54
u ro
i M
VERIFICA DELLE DIMENSIONI o D
ni
to
DELL’APERTURA DI ACCESSO . An
In g
-
u ro
Verificare che l'accesso sia abbastanza iM ampio
D
da garantire ai lavoratori, di tentrare n io ed uscire
o
facilmente dall'area ninteressata . An e di
I g
permettere un accesso -
u ro e un'uscita rapidi in
caso di emergenza.Di M
n io
Le dimensioni nto dell'apertura potrebbero
.A
determinare - In la scelta di respiratori di tipo
g
airline Mpiuttosto uro che o di autorespiratori,
D i
solitamentenio più ingombranti e quindi meno
indicati
n to all’utilizzo in spazi angusti.
. A
- Ing
55
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
USO DI RESPIRATORI In g
-
u ro
L'uso di respiratori si rende necessario M
D i nel
caso in cui l'aria non possa n io essere resa
n to
A
respirabile a causa della I n g . presenza di gas,
-
fumi o vapori, o a ucausa ro dell'assenza di
i M
ossigeno. Non tentare i o D mai di migliorare
o n
l'aria dello spazio A nt confinato introducendo
g .
ossigeno, -in In quanto potrebbe aumentare il
ro
rischioi Md'incendio o esplosione.
u
D
nio
nto
. A
I n g
- 56
AUTORESPIRATORI u ro
operano indipendentemente dall'aria ambiente i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
SISTEMA nio AIRLINE
n t o
è A
. studiato per interventi di lunga durata, ed è
n g
- I collegato ad un'alimentazione di aria esterna 57
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 58
u ro
i M
o D
ni
EFFICIENZA DELLA VENTILAZIONE n to
. A
In alcuni casi è possibile aumentare il numero In g delle
o -
aperture presenti nell'ambiente di lavoro u r così da
migliorare l’aerazione oppure è necessario D iM l'uso di
un sistema di ventilazione forzata. n io Questo diventa
n to
indispensabile nel caso in gcui . A si faccia uso di
- In
bombole a gas o dispositivi r o alimentati a diesel, a
u
causa dei pericoli derivanti i M dall'accumulo dei gas di
D
scarico. n io
nto
Attenzione: il monossido . A di carbonio prodotto dai
I n g
gas di scarico - di motori a benzina è talmente
u r o
pericoloso M che l'utilizzo di tali dispositivi dovrebbe
D i
essere
io sempre vietato negli spazi confinati.
t o n
An
g .
- In 59
u ro
i M
o D
n i
IL MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL'ARIA n to
g .A
- In
Tale operazione potrebbe essere necessaria u ro per
i M
verificare che l'aria non contenga o Dvapori tossici o
i
nessere respirata.
infiammabili e che quindi possa t o
. An
I n g
I controlli dovrebbero o -essere effettuati da un
u r
esperto con l'ausilio i M di un rilevatore di gas
D
correttamente ttarato. n io Se dalla valutazione dei
n o
rischi emerge g . Ache le condizioni dell'ambiente sono
soggetteo a - Invariazioni nel corso del tempo risulta
u r
necessario i M effettuare un monitoraggio costante
o D
dell'aria.
ni
n t o
. A
g
- In 60
u ro
i M
o D
n i
n to
SISTEMI D'ILLUMINAZIONE E DISPOSITIVI nSPECIALI g .A
- I
u ro
Negli ambienti in cui l'atmosfera èDi M potenzialmente
infiammabile o esplosiva, è fondamentale n io usare
t o
dispositivi che non emettano . An scintille e sistemi
I n g
d'illuminazione schermati.o - In alcuni tipi di spazi
u r
confinati (ad es. all'interno i M di cisterne in metallo), le
misure di sicurezzanioper D prevenire lo shock elettrico
comprendono l'uso nto di dispositivi a bassissimo
. A
voltaggio (generalmente I n g inferiore a 25 V) e, se
o -
necessario,url'impiego di dispositivi a corrente residua.
i M
D
nio
n to
. A
- Ing
61
u ro
i M
PREDISPOSIZIONE DELLE MISURE D'EMERGENZA D
n io
Si tratta di approntare i dispositivi necessari, i corsi
n to di
formazione e le esercitazioni pratiche. g .A
n - I
u ro
PREDISPOSIZIONE DELLE IMBRACATURE i DI M
D
SICUREZZA n io
n to
I cavi di recupero che supportanog .A le imbracature di
sicurezza devono essereo - In liberi di riavvolgersi
u r
all'esterno dello spazio confinato.
iM D
o nio t
SISTEMA DI COMUNICAZIONE n
g .A
E’ necessario- In stabilire un adeguato sistema di
comunicazione u ro in modo da permettere ai lavoratori
i M
impegnati o D all'interno dell'ambiente confinato di tenersi
ni
in contatto
n t o con quelli all'esterno, e di lanciare l'allarme
A
. caso di pericolo.
I in
n g
- 62
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
Devono essere dettagliate le modalità In g di
-
segnalazione dell'emergenza dall'interno u ro dello
i M
spazio confinato a chi lavora all'esterno, o D così da
n i
permettere l'inizio delle operazioni t o
n di soccorso.
. A
Ad esempio non bisogna dimenticare I n g di prendere
in esame le notti e i turniurdi o - lavoro, nonché i periodi
in cui l'area dei lavori i M resta chiusa, ad esempio
o D
i
n Inoltre, è necessario valutare
durante le vacanze. t o
A n
quale tipo di g. situazione (emergenza) potrebbe
- In
verificarsi, roe in quale modo potrebbe essere dato
M u
l'allarme.
Di
nio
nto
. A
I n g
- 63
u ro
i M
o D
ni
DISPOSITIVI DI SOCCORSO E n to
. A
RIANIMAZIONE - In g
u ro
i M
La scelta dei dispositivi appropriati per o D il soccorso e
n i
o
la rianimazione dipende dal tipontdi emergenza che
. A
potrebbe verificarsi. Nei luoghi I n g di lavoro in cui è
-
ro
previsto l'uso di tali udispositivi da parte dei
soccorritori, è fondamentalei M che essi siano
D
n io
preparati ad un loro
to corretto uso.
A n
g.
- I n
u ro
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 64
u ro
IL PIANO DI EMERGENZA i M
o D
ni
n to
. A
La struttura del piano di emergenza dipenderà In g dalla
o -
natura dello spazio confinato, dal rischio identificato u r e
dal tipo di soccorso da effettuare. In D i Mcondizioni di
n io
emergenza, l’obiettivo primario è quello to di porre in salvo
n
le persone presenti nell’ambiente g .A confinato e nelle
- I n
eventuali altre zone interessate r o dall’evento incidentale.
Le misure necessarie a i perseguire Mu il suddetto obiettivo
D
devono essere garantite n io durante tutta la durata dei
nt o
lavori,in ogni situazione. .A
In g
Il piano di emergenza
- è redatto per lo specifico lavoro e
u r o
deve riportare
i M le misure da attuare in caso di incidente
o D
in ambienti confinati.
ni
n to
. A
I n g
- 65
u ro
M
Si deve basare sulla valutazione del rischio, ed in Di
n io
particolare sull’analisi dei possibili scenari e sulle scelte n todi
prevenzione e protezione effettuate. g .A
- In
Il piano di emergenza deve considerare tutterole imprese
M u
presenti e tutte le attività svolte, deve essere D i trasmesso,
assieme ai relativi aggiornamenti, n io
n to
a tutte le imprese esecutrici. g .A
Il piano di emergenza deve contenere: - In
u ro
i riferimenti del luogo i M di lavoro ;
D
nominativi deinioresponsabili della gestione delle
o
emergenze Aentloro recapiti di emergenza;
g .
una sintesi- In della valutazione del rischio (analisi di
rischio,
u ro misure di sicurezza adottate,
i M
o D
responsabilità, procedure);
ni
n t o le modalità di rilevazione dei contaminanti;
. A
g
- In 66
u ro
i M
o D
i
le procedure da seguire da parte ndei ton
responsabili dell’impresa e dei lavoratori;ng. A
- I
le procedure per chiamare i Vigili delroFuoco e il
M u
118 e per fornire loro la necessaria D i assistenza
sul luogo di lavoro. n io
n to
le planimetrie indicantig. le A vie di accesso, la
geometria del luogoo -diIn lavoro, del materiale di
u r
soccorso, dei quadri i M elettrici, degli eventuali
depositi di materiale o D combustibile, delle valvole
n i
n
di intercettazione,to ecc.
. A
n
le modalità
I g di informazione del personale sul
-
ro stesso;
Piano
u
i M
o D l’eventuale periodicità delle esercitazioni di
ni
n t o emergenza.
A
. .
I n g
- 67
u ro
i M
o D
Il piano di emergenza deve individuare una precisa n i
n to
gerarchia operativa per l’emergenza e deve. A essere
In g
periodicamente aggiornato -
u ro
i M
o D
i
Idoneità degli addetti al soccorso nton
Gli addetti al soccorso devonongessere .A addestrati, essere
I
- eseguire l’intervento di
in numero sufficiente ad r o
M u
soccorso, pronto all’occorrenza
D i ed in grado di utilizzare
gli equipaggiamenti n io in dotazione (ad esempio,
n to
autorespiratori,g. A linee di vita, equipaggiamenti di
rianimazione).
- In
o u r
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 68
u ro
i M
o D
Comunicazioni n i
n to
Devono essere definite le modalità con cui una situazione .A
In g
di emergenza deve essere comunicata dall’interno - dello
u r o
spazio confinato all’esterno nel più breve tempo M possibile,
D i
in maniera tale da consentire l’adozione i o rapida delle
ton
procedure di soccorso. A n
g .
- In
Arresto u ro
i M
Può risultare necessario, D prima di attivare il soccorso,
n i o
pianificare le procedure nt o per l’arresto degli impianti
g .A
collegati alla situazione di emergenza e
I n
o - immediate vicinanze.
quelli posti rnelle
u
i M
D
nio
n to
. A
I n g
- 69
u ro
i M
o D
ni
to
LA SQUADRA DI SALVATAGGIO . An
In g
-
o
All’esterno dell’ambiente confinato deve u r essere
i M
disponibile, o comunque attivabile inio tempi D ristretti
ton
(minuti) una squadra di salvataggio. A n Tale squadra
deve essere composta da Inglavoratori . formati e
-
addestrati allo scopo, ugià ro a conoscenza della
i M
situazione cui stanno per D andare incontro, grazie al
i o
preventivo esame ndel ton “Piano di emergenza”.
Tale squadra ngdeve .A poter disporre delle necessarie
I
- di soccorso, dagli autorespiratori ai
attrezzature r o
u
Mper il recupero da pozzi.
verricelli D i
ni o
n t o
. A
I n g
- 70
u ro
i M
o D
ni
COMPETENZE DEI SOCCORRITORI n to
. A
In g
-
E’ necessario che i soccorritori siano adeguatamente u ro
D iM
preparati, sempre pronti e capaci di io usare qualsiasi
ton
dispositivo di soccorso, come
A n ad esempio
respiratori, funi di salvataggio g . e attrezzature per
- I n
l'estinzione di incendi. Anche u r o i soccorritori devono
i M
provvedere alla propria D sicurezza con una
n io
protezione adeguata
nto
al tipo di emergenza.
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
n to
. A
I n g
- 71
CLASSIFICAZIONE DI PERICOLOSITÀ DI AMBIENTI u ro
i M
CONFINATI E RELATIVE PROCEDURE o D
n i
La finalità consiste nell’individuazione di ntodue
. A
eventuali distinte zone all’interno dell’ambiente In g
-
confinato esaminato, suddivise in: u ro
• zone a minimo rischio: D iM
n io
frazione di ambiente all’interno ndella to quale le analisi
chimiche condotte, unitamente g .A al calcolo della
- I n
ventilazione, hanno evidenziato r o un’esposizione a
M u
rischio accidentale D i (sottos-sigenazione o
intossicazione) per n io gli operatori potenzialmente
nto
controllata; .A
In g
• zone ad elevato - rischio:
r o
frazionei Mudi ambiente dove la ventilazione è
o D
insufficiente e dove, a causa dei processi lavorativi
ni
to
inAnatto, la probabilità di accadimento di formazione
g .
- di atmosfere pericolose è prevedibile ed elevata.
I n
72
D.P.R. 177/2011 M u ro
D i
ni o
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 73
u ro
i M
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D
n io
14 settembre 2011, n. 177 n to
A .
In g
-
u ro
Regolamento recante norme iM
D
per la qualificazione delle n ioimprese
n to
e dei lavoratori autonomi g .A
- In
operanti in ambienti sospetti r o di inquinamento
M u
o confinanti, a D i norma dell'articolo 6,
n io
nto
comma 8, lettera g),
A
g.
delInD.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
o -
u r
i M
Entrata o D in vigore del provvedimento: 23/11/2011
ni
n t o
. A
g
- In 74
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
Il presente regolamento si applicaro -ai lavori
u
in ambienti sospetti di inquinamento D i M di cui
n io
agli articoli 66 e 121 del decreto A n to legislativo 9
g .
aprile 2008, n. 81, e negli - In ambienti confinati
u ro
di cui all'allegato IV, D i M punto 3, del medesimo
i o
decreto legislativo.
nt o n
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
n to
. A
I n g
- 75
u ro
Art. 66. iM
D
Lavori in ambienti sospetti di inquinamento ntonio
A
.neri,
1. È vietato consentire l’accesso dei lavoratori in pozzi In g fogne,
-
camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti u r o e recipienti,
i M
condutture, caldaie e simili, ove sia possibile i o D il rilascio di gas
t on
deleteri, senza che sia stata previamente A n accertata l’assenza di
g .
pericolo per la vita e l’integrità - Ifisica n dei lavoratori medesimi,
r o
ovvero senza previo risanamento i M u dell’atmosfera mediante
D
ventilazione o altri mezzi n i o idonei. Quando possa esservi dubbio
nto
sulla pericolosità dell’atmosfera,
g .A i lavoratori devono essere legati
- In
con cintura dirosicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e,
M u
ove occorra, D i forniti di apparecchi di protezione. L’apertura di
accesso nio a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter
n to
. A
consentire
Ing
l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi.
- 76
u ro
i M
o D
Art. 121. n i
n to
Presenza di gas negli scavi g .A
- In
1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, u ro cunicoli,
i M
camini e fosse in genere, devono essere i o Dadottate idonee
t on
misure contro i pericoli derivanti dalla A n presenza di gas o
g .
vapori tossici, asfissianti, infiammabili- In o esplosivi, specie in
u ro
rapporto alla natura geologica i M del terreno (*) o alla vicinanza
D
di fabbriche, depositi,onraffinerie,
io stazioni di compressione e
nt
di decompressione, g . A metanodotti e condutture di gas, che
possono dar rluogo
- In ad infiltrazione di sostanze pericolose.
o u
i M
o D
i
n dei Castelli Romani
(*)Area
t o
. An
I n g
- 77
u ro
i M
o D
n i
n to
2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza g . A di gas
- In
tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente u ro e non sia
M
possibile assicurare una efficiente aerazioneDi ed una completa
n io
bonifica, i lavoratori devono essere provvisti n to di idonei dispositivi
g .A
di protezione individuale delle vie respiratore, - I n ed essere muniti di
r o
idonei dispositivi di protezioneMuindividuale collegati ad un idoneo
D i
sistema di salvataggio, nche io deve essere tenuto all’esterno dal
o
tsorveglianza.
personale addetto alla . A n Questo deve mantenersi in
I n g
continuo collegamento o - con gli operai all’interno ed essere in
u r
grado di sollevare i M prontamente all’esterno il lavoratore colpito
o D
dai gas. ni
n t o
. A
I n g
- 78
u ro
i M
o D
ni
n to
A
3. Possono essere adoperate le maschere -
.
In g
r o
respiratorie, in luogo di autorespiratori, i M u solo
o D
quando, accertate la ntonatura ni e la
.A
concentrazione dei gas - In o vapori nocivi o
g
u ro
asfissianti, esse offrano D i M garanzia di sicurezza
io
e semprechéAnsia to n assicurata una efficace e
g .
continuaoaerazione.
- In
u r
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 79
u ro
i M
o D
n i
4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili n t o
o
. A
esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell’ambiente In g
-
mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, u ro anche
i M
dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni D di gas
n io
t o
pericolosi, l’uso di apparecchi . aA fiamma, di corpi n
I n g
incandescenti e di apparecchi o - comunque suscettibili di
u r
provocare fiamme o surriscaldamenti i M atti ad incendiare il
o D
gas. n i
nt o
. A
In g
5. Nei casi uprevisti - dai commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono
ro
i M
essere abbinati
D nell’esecuzione dei lavori.
nio
n to
. A
- Ing
80
u ro
i M
allegato IV, punto 3 o D
ni
n to
. A
In g
3. VASCHE, CANALIZZAZIONI, TUBAZIONI, -
u ro
M
SERBATOI, RECIPIENTI, SILOS
Di
n io
3.1. Le tubazioni, le canalizzazioni nto e i recipienti,
g .A
quali vasche, serbatoi e - simili, In in cui debbano
u r o
entrare lavoratori per i M operazioni di controllo,
riparazione, manutenzione o D o per altri motivi
n i
dipendenti nto
dall'esercizio dell'impianto o
. A
dell'apparecchio, I n g devono essere provvisti di
-
aperture di u roaccesso aventi
i M
dimensionii o D tali da poter consentire l’agevole
o
recupero
t n di un lavoratore privo di sensi.
A n
g .
- In 81
u ro
3.2.1. Prima di disporre l'entrata di lavoratori nei i M
D
luoghi di cui al punto precedente, chi sovraintende n io ai
n to
lavori deve assicurarsi che nell'interno non . Aesistano
In g
gas o vapori nocivi o una temperatura - dannosa e
u r o
deve, qualora vi sia pericolo, disporre M efficienti
i
oD
lavaggi, ventilazione o altre misure iidonee.
n
n t o
g .A
3.2.2. Colui che sovraintende
- In deve, inoltre,
provvedere a far chiudere u ro e bloccare le valvole e gli
i M
altri dispositivi dei o Dcondotti in comunicazione col
n i
recipiente, e a fare nto intercettare i tratti di tubazione
mediante flange g . Acieche o con altri mezzi equivalenti ed
- In
a far applicare, ro sui dispositivi di chiusura o di
u
M un avviso con l'indicazione del divieto di
isolamento, D i
manovrarli. ni o
n t o
. A
I n g
- 82
u ro
i M
o D
n i
3.2.3. I lavoratori che prestano la loro Aopera nto
.
all'interno dei luoghi predetti devono essereIngassistiti
o -
da altro lavoratore, situato all'esterno u r presso
l'apertura di accesso. D iM
n io
n to
3.2.4. Quando la presenza di ngas g . A o vapori nocivi non
- I
possa escludersi in modo assoluto ro o quando l'accesso
M u
al fondo dei luoghi predetti D i è disagevole, i lavoratori
che vi entrano devono n io essere muniti di cintura di
nt o
sicurezza con gcorda . A di adeguata lunghezza e, se
necessario, o di - In apparecchi idonei a consentire la
u r
normale irespirazione.
M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 83
u ro
i M
o D
n i
n to
3.3. Qualora nei luoghi di cui al punto 3.1. g . A non
- In
possa escludersi la presenza anche di gas, r o vapori
M u
o polveri infiammabili od esplosivi, D i oltre alle
misure indicate nell'articolo precedente, n io si devono
t o
adottare cautele atte ad evitare . An il pericolo di
g
Inquali la esclusione di
incendio o di esplosione, -
u ro
fiamme libere, di corpii Mincandescenti, di attrezzi di
materiale ferrosonio e D di calzature con chiodi.
Qualora sia necessario nto l'impiego di lampade,
. A
queste devono I n g essere di sicurezza.
o -
u r
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 84
u ro
i M
o D
n i
3.4.1. Le vasche, i serbatoi ed i recipienti n to
.A
aperti con i bordi a livello o ad - In altezza
g
inferiore a cm. 90 dal pavimento u ro o dalla
i M
piattaforma di lavoro devono,nioqualunque sia il D
t o
liquido o le materie contenute, . A n essere difese,
n g
su tutti i lati mediante o - parapetto di altezza
I
u r
non minore di cm. i M 90, a parete piena o con
D
almeno due correnti. n io Il parapetto non è
nt o
richiesto quando . A sui bordi delle vasche sia
In g
-
applicatauro una difesa fino a cm. 90 dal
M
pavimento. o D i
ni
n t o
. A
I n g
- 85
u ro
i M
o D
i
3.4.2. Quando per esigenze della lavorazione notonper
condizioni di impianto non sia possibile applicare g .A il
- In
parapetto di cui al punto 3.4.1., le aperture ro superiori
u
dei recipienti devono essere provviste D iM di solide
coperture o di altre difese atte ad evitare
n io il pericolo di
n t o
caduta dei lavoratori entro di essi.
.A
I n g
-
u ro
3.4.3. Per le canalizzazioni i M nell'interno degli
stabilimenti e dei cantieri o D e per quelle esterne
n i
t o
limitatamente aiAntratti che servono da piazzali di
g .
lavoro non adibiti - In ad operazioni di carico e scarico, la
difesa di Mcui uro al punto 3.4.1. deve avere altezza non
D i
minore i o di un metro.
t o n
A n
g .
-I n
86
u ro
i M
3.4.4. Quanto previsto ai punti 3.4.1, 3.4.2 e 3.4.3 D
n io
non si applica quando le vasche, le canalizzazioni, n to i
. A
serbatoi ed i recipienti, hanno una profondità In g non
-
superiore a metri uno e non contengono u ro liquidi o
i M
materie dannose e sempre che siano o D adottate altre
n i
cautele. t o
. An
I n g
3.5. Nei serbatoi, tini, vasche o - e simili che abbiano una
u r
profondità di oltre 2 metri i M e che non siano provvisti di
o D
aperture di accesso n ial fondo, qualora non sia possibile
nto
predisporre la g.scala A fissa per l'accesso al fondo dei
suddetti rrecipienti - In devono essere usate scale
u o
trasportabili, i M purché provviste di ganci di trattenuta.
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 87
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 88
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 89
u ro
i M
o D
n i
Qualsiasi attivita' lavorativa nel settoreAnt degli o
g .
ambienti sospetti di inquinamento o confinati - In puo'
ro
essere svolta unicamente da imprese i M o lavoratori
u
D
autonomi qualificati in ragioneonidel possesso dei o
n t
seguenti requisiti: g .A
- In
u ro
integrale applicazione i M delle vigenti disposizioni in
o D
i
materia di valutazione nt o n dei rischi, sorveglianza
A
sanitaria eInmisure g. di gestione delle emergenze;
-
(…..) ur o
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 90
u ro
i M
D
Presenza di personale, in percentuale non inferiore o n i o
n t
al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza
g .A
In
almeno triennale relativa a lavori roin ambienti
-
u
sospetti di inquinamento o confinati,
Di (…...)
M
n io
nto
.A
Tale esperienza deve essere - In g necessariamente
ro
in possesso dei lavoratori
i M u che svolgono le
o D
funzioni di preposto t o n i
A n
g .
- In
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 91
u ro
i M
o D
ni
n to
A
Avvenuta effettuazione di attivita' .
In g di
-
informazione e formazione Mdi u tutto il
r o
D i
personale, compreso nilio datore di
n to
lavoro (…..…..) specificamente g .A mirato
- In
alla conoscenzaurodei fattori di rischio
i M
propri di itali o D attivita', oggetto di
t o n
verifica . An di apprendimento e
I n g
aggiornamento.
r o -
M u
D i
nio
nto
. A
I n g
- 92
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
I contenuti e le modalita' della formazione -
r o di cui
M u
al periodo che precede sono D i individuati,
io
compatibilmente con le previsioni n ton di cui agli
articoli 34 e 37 del decreto g . A legislativo 9 aprile
- In
2008, n. 81, entro uroe non oltre 90 giorni
i M
dall'entrata in vigore i o D del presente decreto, con
t o n
accordo in Conferenza A n permanente per i rapporti
g .
tra lo Stato, - In le regioni e le province autonome di
ro
Trentoi Me di Bolzano, sentite le parti sociali.
u
D
nio
nto
. A
I n g
- 93
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
Possesso di dispositivi di protezione Mindividuale, uro
D i
strumentazione e attrezzature di lavoro n io idonei alla
to
prevenzione dei rischi propri . A n delle attivita'
I n g
lavorative in ambienti sospetti o - di inquinamento o
u r
confinati e avvenutaDieffettuazione
M di attivita' di
addestramento all'uso n io corretto di tali dispositivi,
nt o
strumentazione A
. e attrezzature (……..)
n g I
o -
u r
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 94
u ro
i M
o D
ni
n to
A
Avvenuta effettuazione di attivita' .
In g di
-
addestramento di tutto il Mu personale r o
D i
impiegato per le attivita'nio lavorative in
n to
ambienti sospetti di g. A inquinamento o
- In
confinati, compresouro il datore di lavoro,
i M
relativamente alla i o D applicazione di procedure
t o n
di sicurezza .coerenti An con le previsioni di cui
I n g
agli articoli r o - 66 e 121 e dell'allegato IV, punto
u
3, del
o D iD.Lgs.
M 81/08
ni
n to
. A
I n g
- 95
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
● Rispetto delle vigenti previsioni, r o - ove
u
applicabili, in materia di Documento D i M Unico
n io
di Regolarita' ContributivaAnto
g .
- In
u ro
● Integrale applicazione
D i M della parte
economica ntonioe normativa della
.A
contrattazione - In g collettiva di settore (……..)
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 96
u ro
i M
o D
n i
n to
. A
In relazione alle attivita' lavorative in ambienti - In g
sospetti di inquinamento o confinati r o
u non e'
i M
ammesso il ricorso a subappalti, D se non
n io
to
autorizzati espressamente dal . A datore di lavoro
n
I n g
committente e certificati oai- sensi del Titolo VIII,
u r
Capo I, del decreto legislativo i M
o D
10 settembre 2003, n i n. 276, e successive
nt o
A
modificazioninge. integrazioni.
- I
(……..) uro
i M
D
nio
nto
. A
I n g
- 97
u ro
i M
o D
ni
o
PROCEDURE DI SICUREZZA . An t
In g
-
u ro
Prima dell'accesso nei luoghi neiDi quali devono M
io
svolgersi le attivita' lavorative n to di cui all'articolo
n
.A
1, comma 2, tutti i lavoratori - In g impiegati dalla
ro
impresa appaltatrice, i M compreso il datore di
u
D
lavoro e i lavoratorit o n i o autonomi devono essere
A n
informati dalIngdatore
. di lavoro committente:
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 98
u ro
i M
o D
n i
● sulle caratteristiche dei luoghi in cui sono n to
g .A
chiamati ad operare o - In
u r
i M
o D
i
● su tutti i rischi esistenti negli n t on ambienti,
.A
compresi quelli derivanti - In dai precedenti
g
ro
utilizzi degli ambienti
iM
u di lavoro
D
to nio
A n
● sulle misure In g . di prevenzione e emergenza
-
adottate
M u ro in relazione alla propria attivita'
D i
ni o
nto
. A
I n g
- 99
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
Il datore di lavoro committente individua - In g
r o
un proprio rappresentante, in possesso i M u di
o D
adeguate competenze in materia t on i di salute
An
e sicurezza sul lavoro I n g . e che abbia
o -
comunque svolto
i M u r le attivita' di
D
informazione, onio formazione e
nt
addestramento g .A che conosca i rischi
- In
presentiuronei luoghi in cui si svolgono le
i M
attivita'
ni o D lavorative con lo scopo di:
n to
. A
I n g
- 100
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
n g
◊ vigilare e coordinare le attivita‘rosvolte - I dai
u
lavoratori impiegati dalla
D i M impresa
n io
appaltatrice o dai lavoratori n to autonomi
g .A
- In
u ro
◊ limitare il rischio D i M da interferenza di tali
i o
lavorazioni ntoncon quelle del personale
. A
impiegato - In g dal datore di lavoro
committente.
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 101
u ro
i M
o D
n i
Durante tutte le fasi delle lavorazioniAntin o
g .
ambienti sospetti di inquinamento o - In o
u r
confinati deve essere attuata D iM una
io
procedura di lavoro direttantoa eliminare o, n
.A
se ciò non è possibile, -ridurre In g al minimo, i
ro
rischi delle attivita'i Min ambienti confinati,
u
D
compresa la tofase n i o di soccorso e di
A n
coordinamento I n g . con il sistema di
-
emergenza M u r o del Servizio sanitario nazionale
D i
e dei nio Vigili del Fuoco.
n to
. A
g
- In 102
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
Il mancato rispetto delle previsioni - In g di cui
o
al presente regolamento determina i M u r il
D
venir meno della qualificazione t on i o necessaria
n
per operare, I n
direttamente
g .A o
-
indirettamente, nel M u rosettore degli ambienti
i
sospetti di inquinamento
n i o D o confinati.
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 103
u ro
i M
Fondamenti di analisi dei rischi ni o D
n to
. A
Analisi dei rischi In g
-
u ro
M i
È il processo progettuale cheD consente di
n io
identificare , analizzare e quantificare n to i rischi, in
A
. nonché pianificare le
relazione i pericoli presenti, In g
-
misure e tenere sotto controllo u ro la sicurezza, entro
i M
limiti di tollerabilità giudicati D accettabili.
n io
L’analisi dei rischi nto è lo strumento tecnico grazie al
quale si è passati g .A da un’impostazione normativa
I n
- impositiva
largamente r o a una basata sulle
M u
conoscenze D i tecniche (progettazione della sicurezza)
nio
n to
. A
g
- In 104
u ro
• Danno probabile M (magnitudo): prodotto di due i M
D
fattori, il primo, pd, esprimente la entità n io del
n to
possibile danno (morte, lesioni, ecc. ), il .secondo, A
g
fc, la possibilità di interferenza (o - Infattore di
u r o
contatto), funzione della durata M percentuale
i
dell’esposizione a situazioniio D od operazioni
n
potenzialmente pericolose. Anto
g .
• Probabilità di accadimento - In F (frequenza): la
probabilità che l’evento u roscatenante si verifichi
i M
• Rischio: dimensione o D prevedibile delle conseguenza
n i
t o
n dannoso, espressa dal prodotto:
di un evento A
g .
- In
danno probabile derivante dall’evento D per la
ro di accadimento dell’evento P, e quindi:
probabilità
u
M i
o D
ni
n to
I n g. A R=M xF
- 105
La determinazione delle due componenti di R uro
i M
consente di “valutare statisticamente il rischio”. Si D
n i o
costruisce, così, il piano del rischio. n to
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
All’interno u r del piano, che ha per ascissa la
i M
magnitudo o D M e per ordinata la frequenza F, si
ni
tracciano
n t o le curve di isorischio, cioè curve i cui punti
. A
gcorrispondono ad una cifra di rischio costante, data
- In
dal prodotto (F x M). 106
u ro
Gli interventi possibili possono essere di due tipi: Di M
- intervento preventivo n io
n to
- intervento protettivo A
g. In
o -
Ipotizzando che la curva R1 corrisponda u r ad una cifra
di rischio maggiore di quella rappresentata D iM dalla curva
n i o
R2, vediamo come può essere n t o messo in atto un
intervento di prevenzione. ng. A
- I
o
Prevenire un rischio significa u r ridurre la frequenza di
i M
accadimento dell’evento o D ad esso connesso. In altre
i
n del rischio significa spostarsi lungo
parole, sul pianont o
A
g. P2 dalla curva R1 alla curva R2.
il segmento nP1
I
o -
u r
Proteggere i M da un rischio significa operare affinché si
riducanoo D le conseguenze che l’accadimento
ni
n to
dell’evento provoca.
. A
I n g
- 107
u ro
i M
o D
L’eliminazione del rischio è concettualmente n i
n to
impossibile, si parla quindi di riduzione . A del
In g
rischio. -
u ro
Il rischio che non si riesce ad eliminare
i M viene
definito rischio residuo. o D
ni to
A n
La gran parte degli incidenti g . sono riconducibili
- I n
all’elemento umano. Recenti ro studi hanno dimostra
M u
che l’attività dell’infortunato
D i o di terzi rappresenta
il determinante di n o
ioltre il 50% degli infortuni.
to n
. A
I n g
Diagramma - di flusso per la identificazione del
u r o
pericolo i M e l’analisi del rischio
o D
ni
n t o
. A
g
- In 108
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
-
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 109
In base al risultato emerso, si possono delineare Muro
D i
tre scenari possibili: io
to n
1. Assenza di rischio; n
. A
2. Presenza di esposizione controllata In g entro i
o -
limiti della norma; u r
M
Di
3. Presenza di rischio di esposizione.
n io
nto
Nel primo caso (teorico), non g . A esiste il problema
- In
“sicurezza”. ro
M u
i D
Nel secondo caso n i o è sufficiente limitarsi ad un
nt o
controllo periodico .A dell’esposizione.
In g
-
u ro
Nel terzo i M caso, è necessario mettere a punto un
programma o D di interventi integrati di prevenzione e
ni
n to
protezione (tecnica, organizzativa, sanitaria),
A .
n g secondo le priorità previste dalla normativa.
-I 110
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
Progettare la sicurezza uro significa -

organizzare un’efficienteio Dstruttura iM di


on
uomini, mezzi e . Anprocedure ed t
n g
implementare il ro - sistema tecnico-
I
u
produttivo di cui D i M si vuole aumentare
n io
la sicurezza, nto affinché gli accadimenti
g .A
dannosi- Isiano
n i più limitati possibili.
u ro
i M
o D
ni
nto
. A
I n g
- 111
u ro
I fattori da considerare per una i M
D
io
procedura operativa di valutazione del rischio
nto
n
. A
In g
-
1 - Fattore di rischio chimico u r o
Questo fattore è riconducibile alla Dpresenza i M e/o
all’utilizzo, nello svolgimento delle n ioattività e nelle
n to
lavorazioni, di “agenti chimici g . Apericolosi”, ovvero
- In
sostanze e/o preparati rche o in base alle loro
u
caratteristiche chimiche, i M fisiche e tossicologiche,
D
sono in grado di oprovocare: n io incendi, esplosioni,
ustioni chimiche. A,corrosione nt di materiali o degrado
I n g
di impianti, danni - acuti o cronici alla salute.
u r o
Tali rischi Msono generalmente associati alla presenza
D i
di: polveri,
io gas, vapori, sostanze chimiche solide,
to n
atmosfere
A n esplosive.
g.
- I n
112
u ro
2- Fattore di rischio fisico i M
D
Questo fattore è riconducibile alla presenza, durante n io le
n to
attività lavorative, di agenti fisici in grado g .A di
determinare condizioni di stress tali da peggiorare - In le
r o
u essere così
condizioni di lavoro. Tali agenti possono i M
D
classificati: rumore, vibrazioni, n io microclima,
n t o
illuminazione, posture, campi . A elettromagnetici,
n g
radiazioni ottiche artificiali etc.
- I
u ro
3 – Fattore di rischio infortunistico i M
o D
Questo fattore è riconducibile n i alla presenza, durante
nt o
le attività lavorative, . A di pericoli oggettivi che, se non
I n g
adeguatamente - valutati e prevenuti con idonee
misure diMusicurezza, ro possono provocare lesioni e/o
D i
infortuni i o ai lavoratori quali: cadute dall’alto,
t o n
elettrocuzione
A n ,cadute di materiali/ seppellimento,
g .
nschiacciamenti e/o traumi , intrappolamento.
-I 113
u ro
4 – Fattore di rischio strutturale i M
Questo fattore è riconducibile alla caratteristiche D
n io
fisiche e strutturali dell’ambiente confinatoAnnel to
g .
quale si deve operare: difficoltà di accesso, - In
dimensioni dell’ambiente, sviluppo in uorizzontale ro
i M
o in verticale, difficoltà di spostamento i o D all’interno
dell’ambiente etc. t on
n A
g .
- In
Muro
D i
n io
nto
. A
In g
o -
Mur
D i
nio
nto
. A
I n g
- 114
u ro
i M
o D
in
5 - Fattore di rischio cognitivo, o soggettivo n to
Questo fattore è riconducibile sostanzialmente . A a
In g
tre aspetti: -
u ro
• livello di esperienza e di capacità professionali D iM dei
lavoratori destinati ad operare onall’interno io di un
t
ambiente confinato; . An
I n g
• livello di conoscenza eo di - consapevolezza dello
u r
specifico lavoro da svolgere i M (necessità di ricevere
tutte le necessarie o D informazioni tecniche e
n i
t o
procedurali); A n
g .
• sottovalutazione - In del rischio da parte dei
lavoratori u ro
(sottovalutazione dei rischi da parte dei
i M
lavoratori,o D con una diminuzione del livello di
ni
n t o
attenzione).
. A
g
- In 115
u ro
i M
o D
6 – Fattore di rischio organizzativo n i
n to
Questo fattore è riconducibile, sostanzialmente, . A a
In g
una mancata pianificazione e organizzazione - dei
u r o
lavori in ambienti confinati. In altri termini, M i lavori in
i
D mai
ambienti confinati non possono i o essere
n
tola partecipazione di
improvvisati, ma devono vedere n
g .A
vari soggetti aziendali, ognuno I n con un preciso
o -
r
compito e una precisa u responsabilità: valutazione
i M
dettagliata dei rischi, o D definizione della squadra di
i
operai incaricatanton dei lavori, designazione del
preposto, verifica g . A delle capacità professionali dei
- In
lavoratori, scelta r o delle attrezzature e dei Dispositivi di
M u
Protezione D i Individuale (DPI),pianificazione operativa
nio
di dettaglio delle attività,ecc.
ton
. A
I n g
- 116
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
7 – Fattore di rischio fisiologico individuale Ing
-
Questo fattore è riconducibile alla presenza u r o di fattori
individuali che, in qualche modo, D i M potrebbero
interferire con lo svolgimento di tattività n io lavorativa in
n o
ambienti confinati, come,g. A ad esempio, una
- In
predisposizione a sindrome r o claustrofobica e/o ad
u
attacchi di panico. i M
D
In questo caso, appare n io fondamentale l’attività del
nt o
medico competente, . A che nella sua valutazione
g
dell’idoneità- Inlavorativa specifica deve tener conto
u r o
delle specifiche
M problematiche legate agli ambienti
D i
confinati.
io
t o n
An
g .
- In 117
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
In g
Per quanto il “rischio zero” non è, e non o - sarà mai
r
raggiungibile, indubbiamente i rischi i legati Mu ai lavori
D
negli ambienti confinati possono nessere i o ridotti a un
livello molto basso, n to
tramite un’attenta
. A
organizzazione e pianificazione I n g delle modalità
-
operative. u ro
i M
La prima domandaioda D porsi, all’apparenza banale,
t o n
prima della valutazione: n
. A
“E’ effettivamente I n g necessario “entrare” in quel
o -
determinato u r ambiente confinato?”.
i M
o D
ni
n t o
A
g.
- In 118
u ro
i M
o D
ni
n to
. A
n g
Linee guida sulle - I
u ro
M i
D
modalità. Antodi n io

g
esecuzione del
- I n
u r o
i M
lavoro in spazi
o D
n i
nt o
.A
confinati
In g
o -
u r
i M
D
nio
nto
. A
I n g
- 119
u ro
Linee guida sulle modalità di esecuzione del Di M
io
lavoro nto
n
A .
L’esposizione al rischio va eliminata attraverso l’esecuzione In g
-
del lavoro tramite metodologie che evitino u ro l’accesso e
l’esecuzione dello stesso nell’ambiente D i M confinato. La
pianificazione del lavoro, e/o il todifferente nio approccio,
possono ridurre, infatti la necessità . Andi lavorare negli spazi
I n g
confinati. o -
u r
i M
Ulteriore elemento di valutazione: è realmente necessario
o D
i
l’accesso, o si potrebbe:
n
nto
. A
In g
modificarlo
- in modo da non entrare nello spazio
u ro
confinato;
Mi
o D
ni
n to
. A
I n g
- 120
u ro
Linee guida sulle modalità di esecuzione del D i M
io
lavoro nto
n
. A
In g
effettuarlo all’esterno, ad esempio: -
Muro
D i
-liberando i silos dai blocchi o n i di solidi sfusi
n t o
mediante di abbattitori .comandati A a distanza,
vibratori o altro; I n g
o -
effettuando r
le Mu operazioni di ispezione,
D i
campionamento i o e pulizia dall’esterno mediante
t o n
n
idonee attrezzature
A
o dispositivi;
g .
In-
r o
-utilizzando
u videocamere manovrate a distanza
i M le attività di ispezione interne dei recipienti.
Dper
nio
nto
. A
I n g
- 121
ro
1. Sistemi e procedure di lavoro sicuri i M u
o D
Nelle attività lavorative ad elevato rischio per la sicurezza n i e
n to
salute dei lavoratori, l’elaborazione di una “procedura g .A di
sicurezza” costituisce una fase importante e delicata - In per la
r o
usicurezza per
pianificazione dei lavori in condizione di i M
D
qualsiasi sistema produttivo. n io
n to
.A
Una procedura di lavoro consiste nel:
g
- I n
r o
descrivere in modoMuordinato le fasi di un lavoro, in
D i
ordine temporale
n io e spaziale, in condizioni di
nto
sicurezza individuale e collettiva;
A .
In g
o -
u r
stabilire, attraverso valutazioni di criticità del sistema
i M
D
e delle condizioni di lavoro, ciò che si deve e non si
nio
Anto deve fare durante l’attività lavorativa.
g .
- In 122
ro
2. Sistemi e procedure di lavoro sicuri i M u
o D
ni
n to
. A
In g
Si rammenta che le procedure rappresentano o - “misure
r
u di queste,
scritte” di sicurezza, pertanto i destinatari i M
D
acquisendole in modo formale (per n io presa visione),
n to
assumono la responsabilità . Adella corretta loro
applicazione, escludendo - un Ing utilizzo difforme o
arbitrario: anche in questo u ro caso, resta fermo il
i M
principio della responsabilità o D del datore di lavoro, in
n i
t o
relazione sia Aaln contenuto e alla struttura delle
g . nella vigilanza della loro applicazione.
procedure che
- In
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
g
- In 123
Sistemi e procedure di lavoro sicuri ro
M u
D i
Si riporta di seguito la traccia da seguire perio
to n
l’elaborazione di una procedura: An
g .
- In
a) individuazione del tipo di lavoro (meccanico, u ro elettrico,
edile, manutenzione, ecc.), con caratterizzazione D iM del
n i o
luogo di lavoro; n t o
g .A
- In
b) individuazione delle persone,
u r o delle competenze e
della specializzazione necessarie i M per eseguire il lavoro
D
posto a procedura; onio
nt
g .A
c) scomposizione - In del lavoro nelle sue fasi e descrizione
u ro
delle stesse i M in ordine cronologico;
o D
ni
t o
n analisi ed individuazione dei pericoli e dei rischi che il
d)
A
. g lavoro comporta per ogni fase di lavoro;
- I n
124
ro
Sistemi e procedure di lavoro sicuri i M u
o D
ni
n to
. A
e) scelta dei mezzi personali e collettivi di protezione, In g
o -
della cartellonistica da adottare contro u r i pericoli
i M
o D
evidenziati, ed individuazione delle attrezzature, delle
i
n per svolgere in
macchine e delle modalità di lavoro t o
. An
sicurezza ogni singola fase; Ing
-
uro
i M “Procedura di lavoro”.
f) elaborazione finale diDuna
n io
nto
Nel caso in esame, A. nella predisposizione della specifica
n g
procedura ro -diI lavoro occorrerà tener presenti le
M u
considerazioni di seguito riportate
i D
nio
nto
. A
I n g
- 125
ro
Nomina di un supervisore dei lavori e i M u
D
organizzazione con “permessi di lavoro” o ni o
n t
. A
Il preposto, sovrintende alla attività lavorativa e Ingarantisce g
o -
l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone u r la
corretta esecuzione da parte dei lavoratori D i Med esercitando
n io
un funzionale potere di iniziativa.
n to
Il preposto dovrà essere sempreg. presente A durante tutte le
I n
fasi dell’attività lavorativa. ro -
M u
L’autorizzazione al lavoro
D i è uno strumento volto ad
assicurare che tuttioniogli elementi del sistema sicurezza
nt
siano stati messi . A in atto prima che ai lavoratori venga
I n g
permesso di- entrare e/o lavorare in spazi confinati.
u ro
L’autorizzazione
i M è altresì uno strumento di comunicazione
D
tra ilniodatore di lavoro,il preposto e i lavoratori.
n to
. A
I n g
- 126
Elementi essenziali di un’autorizzazione u ro
i M
o D
ni
Elementi essenziali di un’autorizzazione sono: n to
. A
In g
-
la chiara identificazione della figura che
u ro autorizza
particolare lavoro (con eventuali D iM limiti di
responsabilità) e quella che tha n io la responsabilità
n o
della messa in opera g.delle A precauzioni (ad
esempio, isolamento, o controllo - In dell’aria, piano di
u r
emergenza); i M
D
l’individuazionenio delle parti interessate all’attività
(committente, ntoappaltatore);
g .A
- In
l’addestramento e istruzioni in relazione al
u ro
permesso;
i M
o D
il monitoraggio e la verifica per assicurare che il
ni
n t o sistema lavori in sicurezza, come predisposto.
. A
g
- In 127
3. Impiego di operatori idonei al tipo di lavoro u ro
i M
o D
in
E’ indispensabile impiegare lavoratori con sufficiente n to
. A
esperienza per quel tipo di attività da eseguire
In g e
verificare se hanno ricevuto adeguata roinformazione -
M u
sui rischi correlati al particolare D i ambiente di
lavoro, formazione specifica per n ioogni lavoratore in
n to
funzione della propria g .A
attività lavorativa ed
addestramento. - In
o u r
i M
o D
Se la valutazione n i del rischio evidenzia situazioni
eccezionali relazione nto alla configurazione dello spazio
. A
confinato, I n g dovrà verificare l’idoneità dei lavoratori
si
o -
r
ad Muoperare in tale ambiente :per esempio
D i
i,considerando
o fattori come la claustrofobia, l’idoneità
t o n
An indossare gli autorespiratori, ecc.
g .
- In 128
4. Localizzazione ed estensione del rischio u ro
i M
o D
n i
Deve essere valutata l’estensione del rischio nello spazion to
e nel tempo; inoltre è necessario conoscereng.sia le A
- I
concentrazioni degli agenti chimici pericolosi
u ro che
presumibilmente possono essere presenti, D i M che i valori
limiti di esposizione consentita . n io
to n
A
g.
La prima attività da effettuare- Inè la stima dei rischi e
l’identificazione delle necessarie u ro precauzioni (DPC e DPI)
i M
per ridurre e/o eliminare o Dil rischio:
n i
questo dipenderà dalla nt o natura dello spazio confinato, dei
. A
g
rischi associati Ine del tipo di lavoro da eseguire.
o -
ur
M
D i
Successivamente ci si accerta che il sistema sicuro di sia
nio
to sviluppato e messo in pratica.
stato
n
. A
I n g
- 129
u ro
i M
o D
n i
n to
. A
In g
Ciascuno dei lavoratori coinvolti nell’attività deve
o - essere
adeguatamente addestrato e istruito, per sapere u r in caso
i M
di necessità, che cosa deve fare e come o D farlo in modo
n i
sicuro. n t o
g .A
- In
u ro
i M
o D
n i
nt o
. A
In g
-
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 130
ro
5. Isolamento dell’ambiente confinato rispetto i M u
D
ad altri ambienti pericolosi on
i o
n t
g.A
- In
Sono di fondamentale importanza la compartimentazione u ro
M
ed il conseguente isolamento degli oambienti Di confinati
n i
insieme alla adeguata ventilazione n o
t ,per garantire la
salubrità dell’aria e negare l’accesso g .A ad altri agenti
- I n
inquinanti. u r o
M
i eseguire:
Operazioni preliminari Dda
n io
nto
A
segregareg. l’ambiente dove saranno svolte le
lavorazioni: - In bloccaggio valvole, chiusura
u r o
M
tubazioni,ecc.
i
D
nioTali operazioni dovranno essere segnalate
n to
g.A mediante appositi cartelli.
- I n
131
u ro
i M
o D
n i
Verificare che ogni tipo di isolamento sia n to
A
. dal
efficace. Isolare gli equipaggiamenti sia
In g
-
punto di vista elettrico che meccanico,
u ro nonché
isolare fisicamente le tubazioni D i Me gli spazi
n
confinati da fumi, gas e vapori. io
to n
A
g. In
Verifica
o -
dell’idoneità delle vie di
accesso/uscita Mur
D i
Prima di disporre
n io l’entrata dei lavoratori
all’interno ntodi ambienti confinati è opportuno
g .A
- In
controllare che le aperture di accesso
u ro
abbiano dimensioni tali da permettere
M
i l’ingresso e l’uscita del lavoratore con tutto
D
nio
n to l’equipaggiamento ed il recupero in
. A
-Ing condizioni di emergenza.
132
a.Ventilazione dell’ambiente u ro
i M
D
Verificare se è possibile aumentare il numero di aperture n io
e migliorare pertanto la ventilazione. La ventilazione n to
g .A
meccanica può risultare necessaria per assicurare - In una
adeguata fornitura di aria fresca. Assicurarsi u roche non si
i M
possano sviluppare fumi da residui oiosimili, quando si D
t on
eseguirà il lavoro.
. An
I n g
b. Verifica dell’aria contenuta o - nell’ambiente confinato
u r
i M
D
È necessario verificare
n io che l’aria sia libera da agenti
chimici asfissianti, n o
ttossici ed infiammabili e che sia adatta
. A
In g
alla respirazione,mediante idonea apparecchiatura
-
adeguatamente u ro calibrata. .
i M
Qualora D la valutazione del rischio evidenzi variabilità delle
nio
n to
condizioni (o anche come ulteriore precauzione), è
g. Anecessario predisporre un continuo monitoraggio dell’aria.
- I n
133
b. Verifica dell’aria contenuta nell’ambiente confinato u ro
i M
o D
n è i
Per verificare l’idoneità dell’aria alla respirazione, n to
. A
In g
necessario procedere all’identificazione del contaminante ed
alla determinazione della sua concentrazione: ro -
M u
i D
 identificazione del contaminante: ètoopportuno ni o individuare,
(con l’ausilio di un esperto di indagini . An ambientali) il nome
In g
chimico e la forma fisica dell’inquinante: o - polvere, nebbie di
r
acqua o olio, gas o vapori.i Mu
o D
n i
t o
 determinazione Andella concentrazione del contaminante
g .
mediante sistema - In di rilevazione, l’ossigeno presente non
uro
dovrà maiMessere inferiore al 20%.
Di
Se il iotasso di ossigeno risulta inferiore a tale valore è
t o n
opportuno
n effettuare un risanamento dell’atmosfera
A
g.dell’ambiente di lavoro.
- In 134
u ro
c. Risanamento/bonifica atmosfera ambiente confinato i M
D
n io
Per tenere il tasso di ossigeno quanto più possibile to n
. A
prossimo al 20%, e diluire gli agenti contaminanti In g
-
aerodispersi mantenendone la concentrazione u ro ad un livello
igienicamente accettabile, occorre utilizzare D i M un impianto di
n io
ventilazione. n to
Questa soluzione impiantistica nprevede g .A il prelievo di aria
- I
fresca all’esterno e, tramite roidoneo ventilatore, il suo invio
u
M confinato mediante tubazione
nell’ambiente di lavoro D i
deformabile. n i o
nt o
Il posizionamento A
. dell’impianto di ventilazione deve tenere
g
conto delle ogeometrie - In del luogo e delle potenziali sorgenti
u r
del contaminante
i M in quanto l’aria, dopo aver lambito il
o D
fondo, ni viene sospinta verso l’uscita, attraversando
n to
. A
l’ambiente confinato, che si comporta come una vera e
I n g propria tubazione di riflusso.
- 135
u ro
i M
o D
n i
c. Risanamento/bonifica atmosfera ambiente confinato n to
g .A
- In
u ro
D iM
La portata dell’aria deve essere n io dimensionata
n o
tgravosità
considerando che, a seconda della A del lavoro
g .
svolto, un soggetto adulto consuma - I n da 20 a 50 l/h di
ossigeno e ne produce altrettanto u ro di anidride carbonica.
i M
D
n io
nto
g .A
- In
u ro
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 136
u ro
d. Gestione dell’eventuale presenza di agenti chimici i M
pericolosi non eliminabili o D
n i
n to
g.A
- In
L’atmosfera dell’ambiente di lavoro dovrà
u r o essere
M
monitorata per conoscere l’efficienza Didell’impianto di
ventilazione. Qualora il tasso di ossigeno n io risulti superiore
n to
al 20%, i lavoratori dovranno indossare
g .A i DPI respiratori
In
previsti dalla valutazione deio -rischi, relativa allo specifico
u r
i M svolto.
lavoro e al luogo in cui viene
D
nio to
Se il tasso di ossigeno A n risulta inferiore al 20%, i lavoratori
g .
devono essere - I n dotati di DPI respiratori isolanti:
u
autorespiratoriro alimentati ad aria compressa, dotati di
i M
D
sufficiente autonomia a svolgere le lavorazioni.
io n
n t o
. A
g
- In 137
e.Utilizzo di autorespiratori u ro
i M
o D
Sono necessari se l’aria all’interno degli spazi confinati n i
n to
non è adatta alla respirazione a causa della presenza g . A di
gas, fumi o vapori o per la mancanza di ossigeno. - In
u ro
L’aria presente in spazi confinati non vai Mdepurata con
o D
ossigeno, in quanto questo può aumentare n i il rischio di
n t o
incendio o di esplosione.
g .A
- In
Gli autorespiratori devono essere:
u ro
M i
D
protetti dagli urtiioe dall’inquinamento ambientale;
t o n
A n
g .
correttamente
- In puliti e disinfettati;
u ro
i M
o D
in dotazione individuale non personale;
ni
n to
. A
I n g chiaramente identificabili;
- 138
u ro
i M
e. Utilizzo di autorespiratori i o D
to n
An
g
dotati di una bombola di riserva piena perInogni .
o -
autorespiratore; u r
i M
o D
ni
con maschere ed erogatore ditosoccorso;
A n
g. In
custoditi e mantenuti rsecondo o - le indicazioni fornite
u
dal fabbricante. i M
o D
n i
nt o
L’utilizzo di autorespiratori . A riguarda anche eventuali
I n g
squadre di soccorso
o - intervenute per emergenza.
u r
i M
o D
ni
n t o
. A
I n g
- 139
f. Utilizzo di altri DPI necessari
u ro
i M
Se necessario, il lavoratore dovrà essere dotato di idonei D
n io
DPI di posizionamento, trattenuta, discesa, salita e di arresto n to
A
caduta, incluse le linee di vita collocate intorno alng.punto di
I
- dotato di
accesso degli spazi confinati. Dovrà inoltre essere
u r o
eventuali altri tipi di DPI (ad esempio, per la M
i protezione della
D
cute). n io
to
. An
g. Utilizzo di attrezzature di Ilavoro n g adeguate alla
-
specifica situazione e di attrezzature u r o speciali
i M
o D
Per l’esecuzione deiolavori, n i gli operatori dovranno essere
nt
dotati di adeguate. Aattrezzature di lavoro.
I n g
Dove ci possono
o - essere potenziali atmosfere esplosive o
u r
infiammabili,
i M è necessario impiegare attrezzi in grado di
D
non nio produrre scintille e disporre di lampade
n to
opportunamente protette
. A
I n g
- 140
h. Illuminazione u ro
i M
Dovranno essere garantiti idonei sistemi o mezzi idi o D
to n
illuminazione in relazione alle n
caratteristiche
A
g .
- In
dell’ambiente e alla tipologia di intervento da effettuare.
Anche in questo caso, dove ci possono essere u ro potenziali
atmosfere esplosive o infiammabili,Di Mè necessario
n io
impiegare attrezzi in grado di non n to produrre scintille e
disporre di lampade opportunamente g . A protette.
n - I
o r
i. Sistema di comunicazione M u
D i
È necessario predisporre
n i o un adeguato sistema di
comunicazione tra n to il personale presente all’interno e
g .A
all’esterno dell’ambiente
- In confinato per consentire una
rapida chiamata u ro in caso di emergenza.
i M
o D
Apparecchiature telefoniche e radio eventualmente
ni
t o
utilizzate
n non dovrebbero costituire causa di innesco
. A
Ing
dove c'è rischio di formazione di atmosfere esplosive.
- 141
u ro
l. Controllo e allarme i M
o D
n i
È sempre necessaria la presenza di una persona n to
g .A
all’esterno dello spazio confinato che osservi
- In e
comunichi con i lavoratori presenti all’interno, u roin modo di
M
dare prontamente l’allarme in caso diDi emergenza e
n io
attivare le procedure di soccorso. nto
g .A
m. Piani e procedure di emergenza - In
u ro
l datore di lavoro dovrà i M
garantire l’approntamento di un
D
piano specifico ditonemergenza io contenente indicazioni
n
riguardo le procedure g .A di intervento,gli equipaggiamenti
- In
da adottare, r o la formazione, l’addestramento e le
M u
D i
esercitazioni da effettuare da parte delle squadre di
nio
soccorso e dei lavoratori.
nt o
. A
I n g
- 142
m. Modalità di accesso all’ambiente confinato u ro
i M
o D
Indossato il tipo di DPI respiratorio, i lavoratori accedono n i al
n to
luogo di lavoro utilizzando cinture di sicurezza ge. Afuni di
adeguata lunghezza per garantire lo svolgimento - Indel lavoro
u ro
e un rapido recupero in condizioni dii Memergenza; in
o D
particolare un lavoratore deve sempre assistere n i dall’esterno
n t o
presso l’apertura di accesso ed . A essere in grado di
I n g
recuperare un lavoratore infortunato - e/o colto da malore nel
o
più breve tempo possibile Meursecondo quanto stabilito nelle
D i
procedure di emergenza.
n io
Nel caso in cui nell’ambiente nto di lavoro non possa essere
. A
esclusa la formazione In g di un’atmosfera esplosiva, le
-
attrezzature u rodi lavoro, gli impianti e il tipo di lavorazione
i M
eseguita D devono escludere la formazione di fiamme e
nio
Anto
scintille e comunque di qualsiasi tipo di innesco.
g .
- In 143