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CAPITOLO 1

INFORMATICA=> disciplina che si occupa della progettazione e della costruzione di macchine in grado di
trattare o elaborare in modo automatico l’informazione.
DATO=> è un insieme di simboli.
INFORMAZIONE=> è un dato messo in relazione con la proprietà cui si riferisce.
Es. 39,5 è il dato; 39,5°C è l’informazione che mette in relazione il numero (simbolo) con la proprietà fisica
dei °C attribuendole significato.

Necessario nell’informatica:
●LINGUAGGIO FORMALE=> alfabeto, elenco finito di simboli + definizione di grammatica formale (insieme di
regole sintattiche che specificano come i simboli dell’alfabeto sono combinati tra loro)
●CODIFICA E RAPPRESENTAZIONE DELL’INFORMAZIONE=> possibilità di codificare in modi diversi la stessa
informazione: nei calcolatori ogni informazione è codificata in BIT (binary digit – cifra binaria); si definisce un
BYTE una sequenza di 8 Bit (23) => in informatica vengono utilizzate le potenze del 2: un Kilobit = 210 e un
Gigabyte = 230

●L’informazione viene elaborata cioè avviene una creazione, o una modifica, o un confronto, o una
conservazione, o una trasmissione secondo questo schema: 1. codifica dell’informazione, mediante simboli
tracciati su un supporto; 2. supporto sottoposto a trasformazione fisica che genera nuovi dati/nuove
sequenze di simboli; 3.i dati generati vengono decodificati e apportano nuove informazioni.
-Informazione in ingresso => input
-Informazione in uscita=> output
ALGORITMO=> termine coniato da astronomo e matematico persiano nel IX sec; mezzo mediante cui si
forniscono a un esecutore le istruzioni che gli consentono di operare tale trasformazione in modo autonomo
e automatico.
-LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE: descrivono algoritmi in modo che possano essere eseguito da un
moderno calcolatore.
La formulazione di un algoritmo in un linguaggio di programmazione è definita PROGRAMMA e un
PROGRAMMATORE è una persona che scrive i programmi.
Modalità per elaborare l’informazione:
-SISTEMI MANUALI=> codifica dei dati, ma l’esecuzione delle trasformazioni affidate all’uomo.
-SISTEMI (SEMI)AUTOMATICI RIGIDI=> operano singole trasformazioni fisiche sui dati ma richiedono
l’indicazione da parte dell’uomo.
-SISTEMI AUTOMATICI FLESSIBILI=> memoria interna contenente dati e istruzioni e quindi segue codifica
esplicita delle trasformazioni fisiche da operare sui dati stessi.

●Nel XVII
-William Oughtred => primo regolo calcolatore
-Pascal=> progetta e realizza la Pascalina (calcolatrice meccanica), consente di fare addizioni e sottrazioni
-Leibniz=> realizza Stepped Reckoner (calcolatrice meccanica a manovella) in grado di svolgere le 4
operazioni aritmetiche

●Nel XIX
-Charles Babbage=> introduce il concetto di calcolatore programmabile; progetta l’ANALYTICAL ENGINE
(macchina in grado di operare input e output su schede perforate)
-Ada King, matematica inglese scrive un programma che consente all’analytical engine di calcolare i numeri
di Bernoulli=> PRIMA PROGRAMMATRICE DI CALCOLATORI.

●1943/1945
-Primo calcolatore elettronico universale: ENIAC (John Mauchly e John Presper Eckert)
Limiti di Eniac riparati con la progettazione di EDVAC che impiega aritmetica binaria invece che decimale e
utilizza un unico dispositivo di memoria per istruzioni e dati.

●VELOCITA’ DELL’EVOLUZIONE TECNOLOGICA ha caratterizzato l’elettronica (perciò anche i calcolatori


elettronici-computer) => legge di Moore: numero di transistor che possono essere integrati in un unico
circuito raddoppia approssimativamente ogni 2 anni.

●ARCHITETTURA DI VON NEUMANN


Matematico ungherese Von Neumann fa parte del progetto ENIAC, poi del progetto EDVAC. L’architettura
che crea ha le seguenti caratteristiche, mantenute negli anni fino ad oggi (leggermente potenziate in certi
aspetti):
-PROCESSORE (CPU): legge le istruzioni e le esegue operando trasformazioni su dati (anche in memoria)
-MEMORIA: insieme di unità elementari di memorizzazione (celle), ciascuna delle quali può contenere un
dato, un’istruzione (identificata da un indirizzo numerico)
-INTERFACCIA: (può essere scomposta in interfaccia input e interfaccia output) gestisce l’interazione con
l’ambiente esterno, collegandosi con le periferiche (ossia dispositivi)
-BUS: canale di comunicazione che gestisce lo scambio di informazioni tra i sottosistemi.

Si parla di LINGUAGGIO MACCHINA: l’insieme di istruzioni in binario per un CPU.


=>Due calcolatori sono compatibili quando usano identici CPU o CPU con medesimo linguaggio macchina.

Nell’architettura di Von Neumann c’è il problea del collo di bottiglia: CPU in grado di elaborare dati con
velocità molto maggiori rispetto a quelle con cui il BUS è in grado di traferirli.

●DIFFERENZA TRA HARDWARE E SOFTWARE:


i primi sono tutte le componenti dure, le componenti tangibili mentre il software è la componente morbida,
solitamente ci si riferisce a questa per le istruzioni codificate all’interno della memoria, insomma tutto ciò
che è dentro la macchina e non è tangibile.

●Unità centrale di un pc è solitamente costituita da una scatola metallica (chassis o case) dotato di ventole
per dissipare il calore che l’alimentatore li presente causa. Sempre all’interno della chassis c’è la scheda
madre sulla quale sono presenti gli slot su cui poi in un’apposita parte è installato il microprocessore e in
altre parti schede di memoria centrale dette RAM o schede d’espansione.

●CLASSIFICAZIONE DEI CALCOLATORI:


-PC DESKTOP
-PC TOWER TABLET PC (è un netbook senza tastiera)
-PC SMALL FORM FACTOR
PDA (HANDHELD PC, PALMTOP PC O POCKET PC):
LAPTOP (pc per mobilità): es. Lo smartphone
-NOTEBOOK
-SUBNOTEBOOK WORKSTATION
-NETBOOK
CALCOLATORI MULTI-UTENTE: -SUPERCOMPUTER
-MINICOMPUTER
-MAINFRAME CALCOLATORI EMBEDDED
●IL ROCESSORE
-PCU ha il compito di eseguire istruzioni codificate in binario all’interno della memoria centrale=> tramite il
BUS legge o scrive in una cella di memoria specificando l’indirizzo (per fare tutto questo si avvale di registri).
-Iter del CPU è: lettura della memoria (fetch), decodifica, esecuzione, scrittura.
Nella fase fetch, la CPU legge un’istruzione dalla memoria centrale e la registra nel registro IR(instruction
register); il giusto ordine è garantito dal PROGRAM COUNTER (PC). Possibilità di istruzioni di salto (jump)=>
modificano il valore del program counter per consentire di modificare il flusso/l’ordine di esecuzione.

●Dispositivo CLOCK: scandisce le operazioni all’interno di tutti i circuiti elettronici del calcolatore e li
sincronizza. La sua frequenza (frequenza di clock) è misurata in hertz.

●Memoria centrale (RAM)=> dispositivo di memorizzazione, è un insieme di unità elementari di


memorizzazione (celle), è VOLATILE (richiede una continua alimentazione elettrica, lo spegnimento cancella
tutti i dati)
Le memorie costituite da celle di memorizzazione possono supportare:
-accesso sequenziale (prima di leggere una cella legge quelle che la precedono)
-accesso diretto (dato l’indirizzo della cella, l’accesso è immediato)
-accesso misto (accesso diretto ad un blocco di celle, poi l’individuazione della cella con ricerca sequenziale)
-accesso associativo(accesso alla cella guidato non dall’indirizzo ma dal contenuto)
LA RAM SUPPORTA L’ACCESSO DIRETTO, E LA SUA CAPACITA’ E’ DI 4/32 GB
=>Rom (memoria di sola lettura) in questa c’è Bootstrap ossia le istruzioni di inizializzazione del calcolatore e
finzioni di supporto alla diagnosi in caso di malfunzionamento.

●Memoria di massa (dette anche memorie secondarie) hanno la funzione di garantire la persistenza dei dati,
Ram e un minor costo di memorizzazione.
Alcune di queste memorie si basano su supporti rimovibili (usb)

●DISCO RIGIDO
Costituito da un supporto di memorizzazione formato da uno o più dischi piatti le cui superfici sono coperte
da materiale ferromagnetico.
Per fare manutenzione si può eseguire la formattazione (ossia la preparazione del supporto al suo primo
utilizzo). Comunemente sui calcolatori che devono soddisfare alti requisiti di affidabilità è comune la
RIDONDANZA: ossia delle tecniche che eseguono la duplicazione dei dati su più supporti allo scopo di
garantire la sopravvivenza e la continuità nell’accesso anche in caso di guasti ai singoli dischi.

●DISCHI OTTICI
Alcuni dischi (recordable o worm) possono essere scritti mentre altri dischi possono essere ri-scritti(re-
recordable – rewritable – rw, read write) mediante il masterizzatore .
Capacità di un cd=> 700 MB
Capacità DVD=> 4,7 GB

!!! I drive USB hanno soppiantato i floppy disk

●Principio di località=> approccio adottato per risolvere l’effetto del collo di bottiglia di von Neumann, si
esprime in due forme:
-LOCALITA’ TEMPORALE -se un programma fa riferimento ad una particolare cella, probabilmente dopo farà
riferimento ancora a quella
-LOCALITA’ SPAZIALE – se un programma fa riferimento a una particolare cella è probabile che farà
riferimento alle celle ad essa vicine

●OCR (riconoscimento ottico dei caratteri)=> con lo scanner è possibile acquisire un immagine (o un testo
interpretato come immagine) se inviato a un OCR questo può convertirlo in file di testo se ne riconosce i
caratteri.

CAPITOLO II
Algoritmo: sequenza di istruzioni per realizzare un trattamento dell’informazione (o più in generale consente
di risolvere un problema specifico).

Programma: è un algoritmo espresso in un linguaggio di programmazione.


Programmatore: è una persona che “insegna” algoritmi ai calcolatori scrivendo i programmi. I
programmatori vista i costi in termini di tempo e noia di tale operazione hanno inventato il LINGUAGGIO
ASSEMBLATORE: questo ad ogni istruzione del linguaggio macchina associa una codifica mnemonica in
lingua inglese=> idea di linguaggi di programmazione di alto livello vicini ai linguaggi umani (es.JAVA,
PASCAL,BASIC…)

Macchina di Turing (ideata da Alan Mathison Turing 1912-1954): dispositivo per l’elaborazione
dell’informazione molto potente. Questa è costituita da:
-alfabeto => insieme finito di simboli
-nastro => suddiviso in celle, ognuna contiene un simbolo dell’alfabeto.
-testina => posizionata sulla cella del nastro, legge il simbolo contenuto in essa o ci scrive un simbolo o si
sposta nelle celle adiacenti
-insieme finito di stati contenenti uno stato iniziale e altri stati finali
-registro di stato che memorizza lo stato corrente scelto
-tabella delle azioni o funzione di transizione

Iter di questa macchina:


-lettura simbolo contenuto nella cella corrente;
-individuazione nella tabella delle azioni, della riga contenente nei primi due elementi, lo stato corrente e il
simbolo della cella.
-scrittura nella cella.
-spostamento della testina nella cella adiacente
-importazione dello stato nel registro di stato
Quando lo stato risulta essere uno stato finale l’iterazione si conclude.

-MACCHINA DI TURING UNIVERSALE: macchina capace di simulare il funzionamento di qualsiasi altra


macchina di Turing.
Turing fece la seguente tesi (tesi di Church-Turing): se una funzione è intuitivamente considerata calcolabile,
allora esiste una macchina di Turing in grado di calcolarla.
●INGEGNERIA DEL SOFTWARE: si occupa di sviluppare approcci sistematici e disciplinati allo sviluppo. Per
prima cosa avviene un’analisi che ha lo scopo di produrre un documento di specifica contenete la
definizione del problema che il software dovrà risolvere. Segue la progettazione, generando un documento
che delinea l’architettura d’alto livello e le caratteristiche dei singoli moduli che la compongono.
Successivamente, la fase d’implementazione (codifica), viene realizzato uno o più programmi. Poi, il collaudo
consistente in una serie di test per la verifica della soddisfazione dei requisiti del programma. Infine, il
rilascio (installazione del prodotto software) e la manutenzione (attività successiva al rilascio, in caso di
malfunzionamenti). Tutto ciò è il CICLO DI VITA DEL SOFTWARE.

-SOFTWARE APPLICATIVO: programmi (dette applicazioni), che risolvono o supportano l’utente nella
risoluzione di problemi specifici in determinati ambiti applicativi.

-SOFTWARE DI BASE (sistema operativo): programmi di utilizzo generale che consentono l’interazione
dell’utente con il calcolatore, gestiscono le risorse in dotazione allo stesso e supportano l’esecuzione del
software applicativo.
I sistemi operativi sono progettati generalmente con un’architettura a macchine virtuali stratificate:
l’hardware viene corredato da un primo strato di software=> che consentano funzionalità aggiuntive
rispetto all’hardware nudo e crudo! Un sistema operativo moderno generalmente ha un nucleo (kernel) che
gestisce il CPU e il suo impiego da parte dei programmi, il gestore di memoria, serve per la gestione
dell’allocazione della RAM ai programmi in esecuzione, il gestore ei dispositivi I/O, il file system (gestisce
l’archiviazione e il reperimento dei dati sulle memorie di massa), il gestore della rete( per la comunicazione
con altri calcolatori, la condivisione delle risorse locali e l’utilizzo delle risorse remote) e l’interprete dei
comandi (gestisce l’interazione con l’utente).
Livelli di privilegio: alcune istruzioni possono essere eseguite soltanto dai programmi che rienrano in una
delle macchine virtuali che costituiscono il sistema operativo; gli altri programmi a questo punto devono per
forza al SI (macchina virtuale) (es. wintel, unix, linux, windows, ma cos, ios, android).

●Primi calcolatori (anni ’40) elettronici erano mono-programmati: mantenevano in memoria centrale ed
eseguivano un solo programma alla volta e non c’era SI. (schede perforate)
Poi introduzione del “monitor” che permetteva l’automatizzazione dell’avvio dei programmi (con il Job
Control Language – JCL), e quindi i sistemi batch (organizzare l’esecuzione di una serie di programmi) .
Successivamente i calcolatori divennero multi-programmati, in grado di tenere in RAM più programmi,
spariscono le schede perforate e viene introdotta la possibilità per l’utente di interagire con il calcolatore=>
nascita applicazioni I/O bound (interattive che favoriscono lo spreco delle risorse del CPU costretta ad
attendere l’input da tastiera) e CPU bound (non interattive richiedono in modo massiccio l’elaborazione da
parte del CPU).
-Al calcolatore vengono collegati più terminali=> nascita sistema TIMESHARING/MULTITASKING =capaci di
mantenere il parallelismo virtuale (simulare a ogni utente, la presenza del CPU a lui dedicata). Invece ogni
programma in millesimi di secondi viene continuamente preso in considerazione e poi lasciato come in
standby … senza che ce se ne accorga, il computer fa tante cose, pur sembrando a completa disposizione
dell’utente, non fa soltanto ciò che questo comanda (Context swapping)!!!

●Memoria virtuale: rende disponibile a ogni processo un suo spazio di indirizzamento virtuale per cui ogni
programma opera come se avesse a completa disposizione l’intera RAM=> non è così: questo viene rilocato
ossia il suo codice e la sua area dati vengono suddivisi in pagine e posizionate nelle pagine libere della RAM
grazie alla MMU (memory management unit). Se i processi richiedono l’occupazione di un numero superiore
di pagine rispetto a quelle disponibili il gestore provvede allo swapping che consiste nel trasferimento in
un’apposita are su memoria di massa.
●SISTEMI OPERATIVI DI RETE (NOS): gestiscono la connessione con la rete.
Differenti modalità di interazione tra utenti e calcolatori nell’ambito della rete:
1.INTERAZIONE UOMO-CALCOLATORE LOCALE=> nessun impiego della connessione di rete, normale
interazione tra utente e applicazione in esecuzione.
2.INTERAZIONE UOMO-CALCOLATORE REMOTO=> tramite un’applicazione (client) in esecuzione, l’utente
interagisce con un’altra applicazione (server) che può a sua volta avvalersi di altri server. (es. nav. Web)
3.INTERAZIONE TRA UOMINI MEDIATA DA CALCOLATORI=> applicazione in esecuzione, tramite cui l’utente
interagisce per mezzo di uno o più server con un altro utente. (es.chat)

●SOFTWARE MALIGNI
Malware o computer virus o virus sono quelle classi di programmi specificamente progettati per infiltrarsi e
arrecare danni all’interno di un calcolatore senza ovviamente il consenso informato del proprietario.
COMPUTER VIRUS: è un insieme di istruzioni nascosto all’interno di un programma di uso comune.
WORM: intero programma che mediante la rete invia copie di se stesso ad altri calcolatori e genera
problemi sulla rete.
TROJAN HORSE: programma che si presenta come un’utile applicazione che le persone sono incentivate a
installare sul proprio calcolatore, ma che durante l’esecuzione apre una breccia all’interno delle difese del
calcolatore, facendolo diventare preda facile di attacchi e accessi non autorizzati da parte di hacker.
SPYWARE: programma installato senza autorizzazione su pc per raccogliere informazioni sull’utente e sulle
sue abitudini; a volte è in grao anche di cambiare le impostazioni dei programmi rallentandone l’esecuzione
e la connessione in rete e provocando la visualizzazione di pag web non richieste.
ADWARE: programma installato che propone all’utente pubblicità sotto forma di immagini, animazioni,
filmati … se installato senza consenso è ADWARE disonesto.
CRIMEWARE: è un software progettato per il furto d’identità
HOAX: messaggio di posta elettronica che annuncia l’imminente arrivo di altri messaggi infettati da
pericolosissimi virus.

Sistemi di protezione da tutto questo: buon senso (non aprire mex di posta elettronica dubbi, non installare
app di dubbia provenienza e non navigare e scaricare app dal web di dubbia serietà) e FIREWALL (dispositivo
hardware o software he crea barriere) e ANTIVIRUS (software che previene, individua e rimuove programmi
malware.

CAPITOLO 3
=>Nei calcolatori tutte le informazioni sono codificate in binario, poiché i supporti fisici di cui dispongono la
memoria centrale e la memoria di massa sono costituiti da grandi collezioni di dispositivi bistabili cioè in
grado di rappresentare sequenze di simboli tratti da un alfabeto ridotto, ovvero i bit!
=>Vantaggi della rappresentazione decimale posizionale rispetto alla rappresentazione del sistema numerico
romano: possibilità di rappresentare multipli e sottomoltupli.
=> La lettura di un documento non apporta la stessa quantità di informazione a persone diverse; secondo la
teoria di Shannon “se i dati (quei simboli su un supporto fisico) portano informazione, si può pensare di
misurare una quantità di informazione contenuta in un supporto” facendo l’operazione di differenza tra
logaritmi delle probabilità attribuite al verificarsi di un evento e logaritmo di quelle successive all’evento.
!!!se il logaritmo è in base 2, l’unità di misura della quantità di informazione è definita in bit.
=>Codifica digitale e analogica a confronto:
digitale: è compatta (si pensi ad un orologio, ad esempio) rispetto all’analogica; ha una grandezza discreta
(numeri naturali); alla codifica digitale si lega la quantizzazione e il campionamento: ovviamente da queste
derivano perdite di informazione che possono essere controllate entro certi limiti=> si può correggere
l’errore con meccanismi basati sulla ridondanza: uno schema di ripetizione in cui si trasmette più volte il
simbolo dello stesso messaggio o schemi basati sul controllo di parità in cui inserendo 1 bit di parità che
consente però di trovare solo errori di trasmissione che modificano un numero dispari di bit.
analogica: porta implicitamente metainformazioni di tipo ordinale e metrico, mentre il digitale no; ha una
grandezza continua (numeri reali)
Alla codifica analogica, corrisponde ‘individuazione di una grandezza analogica; alla codifica digitale
corrisponde l’introduzione di un alfabeto di simboli e regole di codifica.

=>Rappresentazione di un testo all’interno di un calcolatore è realizzata con codici binari corrispondenti a


singoli caratteri:
●ASCII =>codifica per lo scambio di informazioni, secondo la quale ogni carattere è rappresentato da una
sequenza di 7 bit => seguirà l’ASCII esteso, raddoppia il numero di caratteri rappresentabili
●EBCDIC=> codifica dei caratteri a 8 bit
●Unicode=> codifica gestita da un consorzio internazionali di aziende con finalità fi INTEROPERIBILITA’

=>Formato dei file con informazioni testuali: nelle memorie di massa di un calcolatore è necessario
distinguere i file di puro testo (tipo tx) da altri che invece consentono di fare modifiche, creare o di leggere
(come doc); altra tipologia sono i file il cui contenuto è scritto con linguaggi di marcatura che consentono di
inserire all’interno del testo annotazioni sempre di testo ma con caratteristiche sintattiche particolari che ne
consentono il riconoscimento (come ad es.HTML).

=>IMMAGINI
Dispositivi di acquisizione immagini, come scanner, macchine fotografiche digitali => campionano
l’immagine suddividendola in bitmap (o pixmap), matrice di piccoli rettangolini (pixel).; per rappresentare i
colori solitamente è prevista l’individuazione dei colori primari e la combinazione di essi per i vari livelli di
intensità: questi sono chiamati modelli di colore sottrattivi (CMYK) perché tolgono luminosità al bianco; ci
sono poi i modelli di colore additivi (RGB) =>dallo sfondo nero, combinazione di colori fino a produrre il
bianco.
QUANTIZZAZIONE: per definire la profondità di colore=>il numero di bit impiegati per codificare il colore
associato a ciascun pixel.
Formati file contenenti immagini: JPEG, GIF, BMP, TIFF, PNG.

=>COMPRESSIONE di un file: consiste nella riformulazione del suo contnuto informativo con una codifica
diversa che consenta di ridurne le dimensioni; l’obbiettivo è in genere di ridurre spazio di archivio sui
dispositivi di memorizzazione o il tempo impiegato nella trasmissione ad altri.
●Compressione lossy=> prevede una perdita irreversibile di informazioni
●Compressione lossless=>processo reversibile!!!

=>Basi di dati (database) : ordinano e conservano in maniera ordinata e garantiscono la fruizione delle
informazioni, evitano la frammentazione e l’inutile ridondanza (duplicazione della stessa informazione) e
l’eventuale inconsistenza (due o più dati incompatibili che rappresentano la stessa informazione), infine
evitano gli accessi non autorizzati alle informazioni.
La GESTIONE del database è affidata a un SISTEMA DI GESTIONE DI BASE DI DATI (DBMS)
Accesso ai dati gestiti da DBMS secondo varie modalità:
1. linguaggi testuali interattivi (SQL)
2. comandi specifici
3. linguaggi di sviluppo ad hoc
4. GUI
Il database può essere rappresentato con il MODELLO ENTITA’-RELAZIONE che utilizza i seguenti costrutti:
-entità=> classi di oggetti del mondo reale che hanno proprietà comuni ed esistenza autonoma.
-relazioni (o associazioni)=> legami logici tra entità
-attributi=> proprietà di entità o di relazioni.

=>Sicurezza informatica:
●RISERVATEZZA INFORMATICA (o confidenzialità, segretezza, privacy) =>protezione di dati da letture non
autorizzate;
●INTEGRITA’=> protezione dati da modifiche non autorizzate: prevede la verifica dell’autenticità (certezza
dell’identità della sorgente, del destinatario e del contenuto del messaggio) e la non ripudiabilità (garanzia
che la sorgente non possa negare la trasmissione del messaggio e che il destinatario non possa negare la
ricezione).
●DISPONIBILITA’ => protezione dati sistemi da interventi non autorizzati o eventi fortuiti che
compromettono la possibilità di accedervi ad autorizzati.

=>Crittografia (o crittazione, o criptazione, o cifratura)


Prime tecniche crittografiche risalenti oltre 4000 anni fa, agli Egizi, ai Romani: oggi esiste una tecnica
denominata Codice di Cesare!
Tradizionali algoritmi crittografici a chiave segreta:
-in cui il mittente utilizza un algoritmo di cifratura che basato su una chiave segreta trasforma il messaggio
chiaro in un messaggio cifrato.
-in cui il destinatario riceve il messaggio cifrato e sottoponendolo all’algoritmo di decifratura basato sulla
chiave segreta, rigenera il messaggio chiaro.

Anni ’70 pubblicato algoritmi crittografici a chiave pubblica (o crittografia asimmetrica): coppia di chiavi
segrete=> una deve rimanere in esclusivo possesso del suo proprietario e non deve quindi essere rivelata ad
altri (chiave privata); l’altra deve essere pubblicata in modo tale che chiunque, se interessato, la possa
conoscere (chiave pubblica). I vantaggi sono: la garanzia che nessun altro al di fuori del mittente può aver
cifrato il messaggio, nessuno può averne modificato il contenuto, e il mittente non può negare di aver
cifrato il messaggio

CAPITOLO 4
In base all’estensione, le reti di calcolatori sono classificate in:
-rete personale (PAN); pc personale con dispositivi periferici a qualche metro di distanza (thetering)
-rete locale (LAN); interconnette calcolatori di un edificio o edifici adiacenti
-rete metropolitana (MAN); interconnette calcolatori in un’area più ampia della LAN ma limitata alla scala
urbana.
-rete geografica (WAN); estesa su un’ampia area geografica.
-rete globale (GAN); si estende a livello globale

INTERNETWORKING=> si connettono due nodi (dispositivi interconnessi) appartenenti a due reti diverse,
creando un’unica rete estesa quanto la somma dell’area delle due reti connesse. !!! così si è costituito
INTERNET : connessione di un privato a un’impresa o un ente pubblico che fa il servizio dietro compenso di
collegamento alla loro rete, ben connessa ad internet (fanno da ponte!). Spesso questo avviene per mezzo
di un modem:
modulazione=> modem riceve dal calcolatore un flusso di bit e lo codifica sottoforma di segnali elettrici.
Demodulazione=> il modem decodifica i segnali elettrici che arrivano e li traduce in sequenze di bit
inviandoli al calcolatore.
=>Primo nucleo di quello che oggi chiamiamo Internet ha inizio sul finire degli anni ’60, ricerca promossa dal
Ministero della difesa degli Stati Uniti: 13/12/1969 università si scambiano messaggi via internet poi dagli
anni ’70 arriva la posta elettronica (sistema asincrono) e iniziano a presentarsi i vari servizi.
!!!! INTERNET è diverso da WEB=> il primo è una rete di reti, il secondo è un’applicazione.
Infatti, è nel 1989 viene ideato a Ginevra il servizio web diffuso poi dal 1993.

=>All’interno di internet, ci sono diverse sottoreti, ciascuna delle quali ha un calcolatore detto GATEWAY che
funge da porta di accesso fra i calcolatori della stessa rete e quelli del resto di internet.
L’indirizzamento su Internet è basato sugli indirizzi IP (Internet Protocol)

=>ICANN: gestisce l’assegnazione dei domini e la loro sintassi; i nomi di dominio di primo livello si dividono in
nazionali (it – fr …) e sovranazionali (com – mil – org ..)

=>scambiare file tramite email, svantaggi: limitata disponibilità di spazio nella casella destinataria, limitata
banda imposti dal servizio di posta in uscita!!
Altri modi per inviarsi file: tecniche peer to peer (p2p)=> sfruttate per l’attività di file sharing (condivisione)
in cui ogni nodo svolge funzione di client e server. Es. eMule

=>sistema asincrono basato sulla posta elettronica:


●miling list (liste di discussione) di cui esistono due diverse modalità di funzionamento:
1.Liste moderate=> ogni messaggio prima di essere inoltrato agli iscritti alla lista, viene esaminato da un
amministratore della lista stessa.
2.Liste non moderate=> tutti i messaggi inviati all’indirizzo del gruppo vengono subito smistati a tutti gli
iscritti.
●Discussioni tematiche nei newsgroup sorpassate oggi dai forum sul web: bacheche elettroniche nelle quali
gli utenti affiggono i loro messaggi.

=>comunicazione sincrona: permettono a differenza di mail, news e forum, di mettere in contatto due o più
utenti in tempo reale; sono servizi genericamente chiamati chat (ovvero CANALI DI COMUNICAZIONE
diretta!!!). Nel temo si sono sviluppati sistemi di instant messaging (ICQ, MSN), ovvero chat ibride che
permettono lo scambio di materiali multimediali e posta elettronica.

=>servizi di salvataggio anche per utenze non professionali (come Dropbox, Google drive, Mozy) si
distinguono tre tipi di servizio:
1.semplice backup=> files e cartelle vengono copiate in remoto, la copia rispetta fedelmente l’originale.
2.archiviazione=> mantengono in vita più versioni successive degli stessi dati (così che non sia salvata solo
l’ultimo file magari modificato erroneamente!!)
3.condivisione=> possibilità di mettere in comune con altri utenti i propri materiali!

CAPITOLO 5
=>Hypertext, termine coniato negli anni ’70, si usa per indicare un documento informatizzato costituito da
porzioni di testo, collegato da nessi logici implementati tramite collegamenti che consentono al lettore il
passaggio da un blocco di testo all’altro. Perciò il ducumento ha una struttura reticolare nella quale si può
effettuare una navigazione o una scansione non lineare.
●Anni ’90 nascita Word Wide Web : ci interessa l’ipertesto perché soprattutto il Web è ipertestuale!!!
L’ipertesto è:
un testo digitale, composto da più parti (nodi, o topics, o blocchi di testo); tutte le parti sono in relazione
tramite connessione digitale (collegamenti o link) in una struttura reticolare; la struttura dell’ipertesto
determina la modalità in cui se ne può fruire (la navigazione); la struttura dell’ipertesto è legata a un
autore/o gruppo di autori che hanno scritto/scelto i testi e collegati tra loro pur rimanendo una struttura
aperta (un semplice link infatti, permette al lettore un passaggio da un ipertesto ad un altro ma essere
percepiti come un’unica rete!)
Forma ipertestuale: definita dai collegamenti fra i nodi, perciò lineare, circolare, a stella, gerarchica,
completa.

=>Multimedialità: spesso evocato con l’ipertesto e/o confuso con questo=> ma un documento multimediale
è un’opera nella quale c’è compresenza di una molteplicità di mezzi (media) di comunicazione diversi quali,
grafica, testo, animazione e suono. Un opera multimediale può essere fruita usando non sltanto la vista ma
anche l’udito: è multisensoriale.
Vari tipi di multimedialità:
●debole=> ottenuta dalla giustapposizione di mezzi e linguaggi, non per interazione.
●intriseca=> compresenza di immagini e testi.
●additiva=> propria dei film muti con pianista in sala, o film con sottotitoli.
Multimedialità utile ai fini del web:
●ristretta=> coesistenza e convergenza nello stesso contesto comunicativo (pagina we ad es.) di una
pluralità di linguaggi e di formati digitali per audio, video, testo.
●interattiva=> quando il ruolo significativo è affidato all’interazione fra utente e sistema (navigazione web,
videogames, gamebooks…)

=>APPLICAZIONE più popolare della convergenza tra ipertesti e multimedialità è il WORD WIDE WEB ideato
da Cailliau e Berners-Lee al CERN di Ginevra verso la fine degli anni ’80.
Nel web si fondono i discorsi fin qui affrontati:
sistema documentale ipertestuale multimediale distribuito su rete.
Le pagine web in quanto documenti multimediali sono costituite dal testo superficiale cioè da quanto
appare all’utente (testi, grafica, immagini, filmati, audio …); tutti i formati ammissibili nel web, ossia i
browser riconoscono i formati grafici jpg/jpeg, if e png ciò garantisce all’autore del sito che qualunque
utente sarà in grado di visualizzarla. L’incorporazione di altri formati invece richiede all’utente l’installazione
di opportuni programmi aggiuntivi di visualizzazione i cosiddetti plug-in (es. acrobat reader, quickTime, Flash
…)
=>SitoWeb: insieme di pagine che godono di una certa coerenza rispetto a determinati fattori:
●AUTORIALITA’=> sito principalmente opera di un solo emittente (o un gruppo unito)
●ARGOMENTO DI COMUNICAZIONE=> un sito generalmente tratta di un certo tema principale
●STRATEGIA ARGOMENTATIVA=> impostazione layout, grafica, ed esposizione dei contenuti è unita in tutto
il sito, salvo eccezioni quando è diviso in sezioni con impostazioni volutamente distinte.
●DESTINATARIO=> pubblico obbiettivo (target) a cui ci si rivolge preferibilmente nonostante il sito è aperto
a chiunque.
●COLLOCAZIONE FISICA=> le pagine di un sito normalmente sono ospitate da un solo server web.
●COLLOCAZIONE VIRTUALE=> tutte le pagine di un sito solitamente condividono un solo indirizzo web radice
Solitamente un sito web ha una pagina iniziale introduttiva, la homepage che smista l’utente verso il resto
della struttura ipertestuale.

=>Portale: sito multifunzione e multiservizio che propone contemporaneamente ai visitatori una


molteplicità di servizi informativi e comunicativi.
PORTALI ORIZZONTALI (o GENERALISTI)=> quando i portali si rivolgono a un’utenza eterogenea e veicolano
informazioni sui temi più disparati (per lo più intrattenimento, informazione e pubblica utilità.
PORTALI VERTICALI=> l’utenza e le informazioni ad essa destinata fanno riferimento a specifici settori
merceologici, aree di interesse, tematiche o zone geografiche.

Sito web è servizio web quando offre ai propri visitatori informazioni e servizi in maniera interattiva in
funzione delle specifiche richieste degli utenti, come nel caso dei motori di ricerca (google, yahoo,!, bing ..),
aste online (eBay ..), siti di vendita online (amazon, ibs..), siti d’intermediazione commerciale online
(paypal...), o che offrono servizi di posta elettronica (yahoo!, Gmail..)
In base all’emittente i siti possono essere: aziendali, istituzionali, personali.
Funzioni che può avere un sito:
-informativa (referenziale, denotativa) => orientato a mettere a disposizione dell’utente dati, informazioni,
notizie, asserzioni sui contenuti esperienziali.
-conativa (o persuasiva) => orientato a convincere il fruitore, per condizionarne le scelte.
-emotiva (o espressiva) => sito inteso come strumento per mettere in luce il punto di vista di chi comunica (il
centro della comunicazione è colui che comunica)
Distinzione importante fra:
●siti dinamici=> se generato da un programma a partire da descrizioni parziali disponibili nel server e da
informazioni attinte da archivi.
●siti statici=> esiste su di un server una descrizione completa redatta dal suo autore

=>HTTP (HyperText Transfer Protocol): si tratta del protocollo di rete => nella composizione di una paginaun
documento per il web è un file scritto con linguaggio HTML!
A questo linguaggio sono state proposte e implementate varie soluzioni tecnologiche come JAVASCRIPT,
JAVA, FLASH, XML…
HTML (HyperText Markup Language): linguaggio di marcatura

=>URL (Uniform Resource Locator): identifica i contenuti del web, ma anche la stringa che agisce da
identificatore univoco di una risorsa web o di un’immagine.
Schema URL=> protocollo://hostname:porta/pathname?query#frammento
https://mail.google.com:80/mail?/u/0/#inbox
!!Ogni volta che si visita una pagina web si lasciano tracce del proprio passaggio

Tecnologie push=> non è necessario che l’utente manifesti ogni volta la propria intenzione di accedere ad
una informazione, ma sono le informazioni che vanno incontro all’utente. Caso esemplare feed RSS usati in
particolare per la diffusione di brevi notizie da parte di agenzie di stampa e testate giornalistiche oltre che
sfruttati nel mondo del podcasting per la diffusione automatica di materiale viedo e audio.

=>Nessun motore di ricerca conosce tutto il web


=> Non esiste un catalogo di tutte le pagine del Web

=>Web2.0
Dopo i siti dinamici e siti statici possiamo introdurre il web2.0 come loro evoluzione: il nuovo passo sta nella
condivisione delle informazioni tra utenti e delle interazioni degli utenti con siti che visitano. Tra questi
possiamo far rientrare anche le piattaforme di condivisione di documenti come Google Docs, Twitter,
Instagram, Foursquare, Blog, Wikipedia…
CAPITOLO 7
=>Beni culturali: tendenza importante verso la progettazione e costruzione di grandi portali dedicati al
patrimonio culturale legati a iniziative nazionali e internazionali (come Europeana – www.europeana.eu che
ha l’obiettivo di rendere 10 milioni di opere disponibili online ed è divenuta una delle più grandi biblioteche
multimediali esistenti).
=>BIBLIOTECHE DIGITALI: idea di superare la frammentazione del patrimonio culturale reale; meta archivio
di dati culturali!
Alti paesi hanno risposto a Europeana con importanti iniziative di digitalizzazione di massa:
●come la Germania che ha avviato la Deutsche Digitale Bibliothek (DDB)
●Francia con Joconde, un portale che consente la ricerca globale del patrimonio conservato all’interno della
maggior parte dei musei francesi.
●Regno Unito, portale Cornucopia dedicato ai musei inglesi, con schede illustrative dei musei e rispettivi siti.
●Italia, con CulturaItalia, il cui scopo è dare accesso integrato ai database italiani disponibili online
riagiornando anche i siti del ministero per i beni e le attività culturali

=>Sito Icom (International council of museums), propone nuove prospettive museografiche e nuova
definizione di museo: istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo
sviluppo.
Necessità dei musei di aggregare a sé fasce di visitatoti che i canali di comunicazione tradizionali non
attirano più: necessità di forme tipiche della comunicazione e dell’interazione delle communities virtuali.
TIPOLOGIE SITI WEB MUSEALI: (distinzione suggetrita da Maria Piacente)
1.Web museali, equivalenti a una brochure elettronica
2.Museo del mondo virtuale, costituito da un duplicato virtuale del museo
3.la vera interattività, pagine web interattive (es. la Web Gallery of Art – WGA o l’Istituto di storia della
scienza di Firenze)

DATABASE: consente la ricerca di tutti gli oggetti => il Louvre è stato tra i primi a dotarsi di database ad
accesso libero con Atlas che permette ricerche raffinate per categoria

=>MUSEO VIRTUALE: non è un logo di conservazione ma uno strumento di comunicazione e divulgazione,


che affianca le tradizionali istituzioni museali nello svolgimento dei loro compiti didattici ed espositivi; esso
può svolgere le seguenti funzioni:
-museo virtuale come simulazione=>scopo di riprodurre indirettamente l’esperienza della visita del museo
reale.
-museo virtuale come divulgazione di informazioni=> a completamento alla visita reale al museo.
-museo virtuale indipendente dal museo reale

=>APPLICAZIONI 3D: consentono l’accessibilità delle opere virtuali


-Virtualità nello spazio=> riproduzione di una realtà che è presentata altrove (es.Google Art)
-Virtualità nel tempo=> ricostruzione di un contesto frammentato o non più esistente

=>Catalogazione
-In Germania, c’è il Bildarchiv Marbure
-In Francia, c’è l’Architecture et Patrimonie + Gallica
-Nel Regno Unito, c’è Spectrum
=>Vocabolari controllati e Thesauri: utili poiché standardizzano il linguaggio e di conseguenza aumentano il
recupero dei dati e la recisione in fase di ricerca!
THESAURO=>vocabolo controllato dove in iù vengonocontrollate anche le relazioni tra descrittori di concetti
correlati.

Iconclass, ideato da Henri van de Wall, progetto in cui ogni iconografia identificata viene associata a una
sigla alfanumerica che sostituisce le parole=> il compilatore ricerca mediante queste sigle facendo
riferimento a un menù.

CAPITOLO 8
=>DOCUMENTO: entità composta da un contenuto intellettuale e dal supporto sul quale esso è egistrato.
Documenti analogici=>solitamente registrati su supporti cartacei.
Documenti digitali=> contenuto tecnologicamente mediato , di solito da un elaboratore elettronico.

=>IR (Information Retrieval): è il processo di selezione di informazione rilevante da una collezione di


documenti appositamente organizzata.
L’IR si avvia con un richiesta (query) da parte dell’utente e si conclude con una risposta (result) del sistema.

=>L’indicizzazione di una risorsa informativa consiste nella creazione di una sua segnalazione o
rappresentazione utile al suo reperimento.

=>METADATO: attributo strutturato che qualifica un documento. Un metadato per l’IR è un metadato che
promuove il reperimento del documento stesso; perciò può essere descrittivo (titolo, autore, data di
pubblicazione, lingua…), semantico (parole chiave, codice di classificazione…), o metadati di localizzazione
(come per es. quando si inserisce l’url).

=>ACCESSO APERTO: è la libera disponibilità online di contenuti digitali, tuttavia soggetti a tutela della
proprietà intellettuale dell’autore

CAPITOLO 9
=>PROCESSI DI APPRENDIMENTO
1.Formali: in istituzioni scolastiche
2.Non formali: in azienda o in organizzazioni, gruppi, associazioni della società civile.
3.Informali: individuali, non legati a specifiche agenzie formative

Il legame tra l’apprendimento informale e le dimensioni dei transistor sta nella premessa fondamentale per
la quale l’attuale estesa disponibilità di calcolatori e di connessione di rete presso ampie fasce di
popolazione e di agenzie educative, è passata da una miniaturizzazione ed elaborazione personale, ovvero
una riduzione delle dimensioni dei dispositivi elettronici e dei loro costi consentendo l’affermarsi dell’utilizzo
personale di questi.

=>Ribaltamento delle funzioni del computer:


-Inizialmente, il calcolatore poteva svolgere la funzione di calcolo e comunicare all’esterno tali dati e
ricevere questi dati dall’esterno.
-Tra il XX e il XXI sec. il computer si è trasformato in un calcolatore che più che svolgere calcoli è utilizzato
per la comunicazione.
=>La tecnologia può aiutare la didattica ma non senza metodologia: lo ricordano le ricerche di evidence
based education=> necessaria è l’organizzazione della didattica e l’integrazione delle tecnologie nel piano
educativo contestualizzato e orientato all’obbiettivo.

=>Formazione a distanza: apprendimento che avviene grazie a sistemi educativi e tecnologici che
permettono l’accesso alla formazione di discenti che sono separati dai docenti nello spazio e spesso anche
nel tempo.
●LIFELONG LEARNIG=>significa apprendimento che dura tutta la vita, non solo in termini di tempo ma in
termini anche di occasioni, che possono essere formali, non formali e informali.

●BLENDED LEARNING=> è un apprendimento misto, che alterna momenti di didattica in presenza con altri, e
didattica a distanza. Sono diverse le proposte di didattica a distanza:
-distribuzione di testi via rete (FAD grado 0)
-FAD più elevata: oggetti progettati in funzione dello specifico ambiente di apprendimento
-FAD : esercizi di verifica proposti dal docente
-FAD ancora più elevata: comunicazione a molti in cui i discenti comunicano anche tra loro..

Distinzione di FAD in base al tempo:


-FAD asincrona=> separazione dal docente spaziale e temporale
-FAD sincrona=> docente e studenti sono presenti in rete, in una sorta di classe virtuale…

=>MOOCs (corsi online aperti di massa)


Aspetti positivi: offrono grandi varietà di corsi singoli su temi disparati, accessibili via rete da chiunque, senza
vincoli formali per l’iscrizione e in forma gratuita.
Aspetti negativi: molti abbandonano e non concludono, non trovando il tempo, o la motivazione per tenere
il passo con le lezioni, oppure scoprendo di non avere le conoscenze di base necessarie.

=>NOOCs (corsi online di nicchia)


Potenzialità: grazie all’interesse di discenti in quantità tali da consentire l’attivazione di corsi su argomenti di
nicchia non attivabili in ambiti tradizionali.

=>PODCASTING
E’ una tecnologia push con la quale si possono diffondere materiali audio e video che gli utenti possono
ricevere in maniera automatica tramite programmi aggregatori.
Fenome di interesse universitario, efficace quando si rivolge a:
-utenti centali=> es.studenti che frequentano con regolarità le lezioni e usano il podcasting per riassunti
approfondimenti e ripassi.
-utenti prossimali=> es. studenti che frequentano sporadicamente e sfruttano il podcasting per colmare
lacune informative.
-utenti distali=> es. studenti non frequentanti che fanno riferimento al podcasting come a uno strumento
essenziale di didattica a distanza.
=>Tecnologie assistive: sono strumenti che consentono alle persone con disabilità di usare efficacemente i
prodotti informatici.
=>Tecnologie inclusive: procedure operative differenti da quelle tradizionali che riescano a coinvolgere
chiunque, anche persone disabili.

=>Wikipedia: informazioni provengono da una massa di collaboratori volontari che si auto-organizzano


dandosi regole per la costruzione e la gestione delle voci.
CAPITOLO 11
=>Per valutare la qualità di un sito web è necessario definire un modello che includa le principali
caratteristiche da misurare.
Innanzi tutto, bisogna scegliere un campione di valutatori a cui sottoporre il modello qualità: l’eterogeneità
e la multidisciplinarità del campione di valutatori assicura una maggiore accuratezza della valutazione.

=>Criteri che stanno alla base nella valutazione di un sito web:


1.USABILITA’ – grado in cui un prodotto può essere usato dai suoi utenti per raggiungere certi obbiettivi con
efficacia, efficienza, e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso.
2.ACCESSIBILITA’ – facilità di accesso e fruizione del mondo circostante da parte del maggior numero
possibile di individui, senza discriminazioni.

●Jacob Nielsen propone 10 regole che un esperto può utilizzare per valutare l’interfaccia web:
A. VISIBILITA’ DELLO STATO DEL SISTEMA
B. CORRISPONDENZA TRA SISTEMA E MONDO REALE
C. CONTROLLO E LIBERTA’ DELL’UTENTE
D. CONSISTENZA E STANDARD

Per rappresentare le diverse caratteristiche di qualità di un sito web=> diagrammi di Kiviat


Per visualizzare e comparare i risultati di una valutazione di qualità=> grafici a barre

=>USABILITA’ vs ESPERIENZA D’USO


L’usabilità si riferisce allo scopo finale per cui un prodotto è stato disegnato, mentre l’esperienza d’uso alla
soddisfazione generale derivata dall’utilizzo del prodotto stesso: perciò l’usabilità è specifica rispetto
all’esperienza d’uso che invece può essere considerata come un concetto più ampio e generale.

=>ACCESSIBILITA’: si riferisce in senso lato alla facilità di accesso e fruizione del mondo circostante da parte
del maggior numero possibile di individui, senza discriminazioni.
Due tipi di accessibilità:
1.FORMALE=> è di competenza degli sviluppatori che all’atto di scrivere il codice che compone un sito o un
servizio web devono tenere in considerazione una serie di raccomandazioni e soddisfare determinati
standard al fine di renderlo accessibile.
2.CONTENUTISTICA=> implementata da parte di chiunque inserisca contenuti in una pagina web.

=>Tecnologie assistive=> sono soluzioni software e hardware che permettono ai disabili la riduzione o il
superamento delle barriere digitali.
Ad es. tecniche per assicurare l’accessibilità di un sito web in caso di disabilità visiva come l’ipovisione:
schemi di colore a contrasto elevato, non utilizzare schemi cromatici problematici (come testo verde su
sfondo rosso) ed evitare sfondi complessi e ripetitivi che riducono la leggibilità.