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Francesco Giacovazzo

Il Segreto
del
Magnetismo
Personale
Appunti di un Mago
Avviso

Questi sono appunti di un viaggio ancora in corso.


Nella loro estrema sintesi procurano un effetto immediato
e portano alla meta.
Non fatevi ingannare dalla loro immediatezza e semplicità.
In queste pagine c’è più di quanto possiate immaginare.
Le parole sono state scelte e dosate con cura.
Questo fa del presente scritto un talismano, uno strumento
che trasferisce a chi lo legge la forza con cui è stato forgiato.
Prendete nota di come vi sentite prima di leggerlo e prendete
nota di come vi sentirete quando lo avrete terminato.
È consigliabile stampare questo testo.
Tenetelo per qualche giorno in tasca o in una borsa dopo la
prima lettura, dopodiché rileggetelo una seconda volta.
Conservatelo in un posto sicuro e rileggetelo solo quando ne
sentirete un’autentica necessità.
§

Ciò che rende un individuo un mago è la forza del suo ma-


gnetismo personale.
Il magnetismo personale è la configurazione della sua
energia interiore.
La nostra energia può essere sciolta, indipendente, diffusa
come una lampadina ad incandescenza oppure ordinata, con-
centrata come un laser.
L’individuo che ha imparato a canalizzare la propria ener-
gia, a distribuirla coerentemente in tutti i propri centri in-
teriori e a non sprecarla in azioni, parole e pensieri incon-
sapevoli, è divenuto un mago, ossia capace di indirizzare la
propria forza personale consapevolmente verso un intento
preciso ottenendo risultati specifici.

Il magnetismo è uno degli effetti collaterali di un lungo la-


voro su di sé. Il RISVEGLIO, ossia la disidentificazione dal-
la personalità e la conseguente identificazione con l’anima (la
consapevolezza del testimone), ricodifica tutta la nostra energia
che dall’ego, cioè dalla mente, si trasferisce al sé, il cuore.
Questo è il primo presupposto del magnetismo reale.
C’è un magnetismo mentale basato sulla personalità e un ma-
gnetismo solare ancorato alla nostra essenza più profonda.
Il magnetismo mentale è soggetto ad esaurimento, quello so-
lare invece si rigenera nel suo utilizzo.
§

I tre principi fondamentali del lavoro su di sé in estrema


sintesi sono:
Non giudicare
Non lamentarsi
Percepire la perfezione di ogni cosa

Basterebbe eseguire queste tre regole per aprire il proprio cuore.

Il presupposto di questi tre principi è solo uno: PRESENZA.


Non puoi non giudicare, non lamentarti, percepire la perfe-
zione di ogni cosa in maniera meccanica, automatica.
Uno stato costante di presenza assetta la nostra energia inte-
riore e la concentra in un centro di gravità permanente.
La mente irrequieta che si sposta continuamente tra il passato
e il futuro invece disperde la nostra energia interiore.
ATTENZIONE: non dobbiamo calmare la mente! Questo
farebbe consumare ancora più energia.
Dobbiamo essere consapevoli della nostra mente, osservar-
la nel suo moto caotico e riconoscere di essere lo spazio dove
la mente si muove. Il contatto dello spazio con la mente la
farà rallentare.
§

Il nostro primo compito è osservare le nostre manifestazioni


interiori ed esteriori senza interferire.
[Nei miei libri La pietra degli alchimisti, Le regole dell’ infinito
e I quattro stadi del risveglio spiego i diversi aspetti della scienza
del non interferire.]

Il secondo compito invece è non disperdere la propria energia.


Perdiamo ogni giorno grandi quantità di energia in quat-
tro modi principali:
- Sostando nelle emozioni negative (nervosismo, gelosia, rab-
bia, tristezza).
- Facendo movimenti nervosi ed inconsapevoli.
- Reagendo meccanicamente agli eventi esterni (mancanza di au-
tocontrollo, giudizio compulsivo ed immaginazione negativa).
- Sprecando energia sessuale.

Le emozioni negative sono scoppi di energia che come un lam-


po devono esprimersi fino ad esaurirsi da sole. Questo non signi-
fica sfogare le proprie emozioni negative sugli altri e sul mondo.
Significa riconoscere le mie mareggiate interiori e non ali-
mentarle con pensieri, ragionamenti, scuse e alibi. Tratte-
nere l’energia al proprio interno, lasciarla decantare, fa in
modo che quell’energia invece di perdersi all’esterno vada ad
alimentare il mio nucleo interiore.
Quindi un modo per caricare la propria pila magnetica con-
siste nel non esternare le proprie emozioni negative e assorbirne
la carica attraverso la propria presenza interiore.
Questo discorso vale anche per l’energia sessuale e il desiderio.
Quando bramate qualcosa, compresa una voglia sessuale, im-
parate a differire l’appagamento dell’impulso di qualche ora e
se ci riuscite di qualche giorno.
Immaginate di voler acquistare un certo paio di scarpe. Le
avete viste proprio al negozio sotto casa dove passate pratica-
mente ogni giorno. Potete comprarvele anche adesso e invece
decidete di aspettare un giorno.
Sentite il desiderio avvampare e invece di consumarlo nell’atto
lo lasciate sedimentare dentro di voi. Le conseguenze saranno:
avrete più controllo dei vostri impulsi.
Parte dell’energia del desiderio ritorna in mano vostra.
Probabilmente il giorno dopo vi renderete conto che non vi
servono quelle scarpe e avrete bloccato un’azione automatica.

Questo esercizio è uno dei più potenti che conosca per incre-
mentare la propria energia e per allenare la propria volontà.
§

La volontà dopo la presenza è la seconda qualità principale


su cui dobbiamo lavorare se vogliamo sviluppare il nostro
magnetismo interiore.

Volontà + Consapevolezza = Energia = Magnetismo

Ma cosa si intende per “autentica” volontà?


Gurdjieff la spiega così: “Negli uomini ordinari, ciò che essi
chiamano ‘volontà’ non è nient’altro che la risultante dei loro de-
sideri contraddittori; la vera volontà è il segno di un elevatissimo
Grado Di Essere, in confronto all’essere degli uomini ordinari. E
solo coloro che possiedono un tale Essere possono ‘fare’.”
E ancora: “L’uomo è un essere che può ‘fare’, e ‘fare’ signifi-
ca: agire coscientemente e di propria iniziativa. Ma nell’uomo
contemporaneo tutto si fa da sé, e non c’è una sola di queste
‘vittime della civiltà contemporanea’ che possa ‘fare’ qualcosa.”
Se ne deduce che lo sforzo di rimanere consapevoli a se stessi, di
non lamentarsi, di non giudicare, produce la volontà come fosse
una secrezione.
La volontà è la capacità di utilizzare consapevolmente la pro-
pria energia.
Un mago è un individuo che sceglie consapevolmente a quali
pensieri, a quali emozioni dare la sua attenzione e quali azioni
fare indipendentemente dalle contingenze esterne.
Questo è possibile grazie all’uso della volontà.
La volontà è energia accumulata, raccolta dalla propria meccanicità.
Ancora Gurdjieff dà ulteriori spiegazioni in merito.
“L’uomo non ha l’energia necessaria per raggiungere gli scopi
prefissati, perché tutta la sua forza, accumulata di notte duran-
te lo stato passivo, viene sprecata in manifestazioni negative,
che sono delle manifestazioni automatiche, al contrario delle
manifestazioni positive, che sono volontarie.
“Per quelli tra voi che sono già capaci di ricordarsi automatica-
mente il proprio obiettivo, ma non hanno la forza di attenervisi:
sedetevi, da soli, per almeno un’ora; rilassate tutti i muscoli; lascia-
te scorrere le vostre associazioni, senza farvene assorbire. Dite loro:
‘Se adesso mi lasciate fare ciò che voglio, più tardi vi concederò ciò
che volete’. Osservate le vostre associazioni come se appartenessero
a qualcun altro, in modo da non identificarvi con esse.
“Finita l’ora, prendete un foglio di carta e scriveteci sopra il
vostro obiettivo. Fate di questo foglio il vostro dio. Che nulla
esista, eccetto quello. Prendetelo di tasca e leggetelo continua-
mente, ogni giorno. In questo modo, diventerà parte di voi, pri-
ma teoricamente, poi realmente. Per ottenere energia, praticate
l’esercizio che consiste nel restare seduti tranquillamente, con
tutti i muscoli rilassati, come morti. E soltanto quando tutto
dentro di voi sarà calmo, al termine di un’ora, prendete la vo-
stra decisione. Non lasciatevi assorbire dalle associazioni. Darsi
volontariamente un obiettivo, e raggiungerlo, dà magnetismo e
capacità di ‘fare’.”
Questo solo esercizio lavora su più fronti ed è di capitale
importanza non solo per accumulare magnetismo ma per il
risveglio stesso.
§

Per quanto riguarda il potenziamento della volontà sem-


pre Gurdjieff dà un’altra indicazione che nella sua sempli-
cità è potentissima:
“Sopportare le manifestazioni degli altri è una gran cosa. For-
se la più grande per un uomo. Solo l’uomo completo ne è ca-
pace. Cominci a darsi come obiettivo la capacità di sopportare
una manifestazione di una persona che oggi lei non riesce a
sopportare senza esserne esasperato.”
Concentratevi su questi due suoi esercizi e cercate di differire
l’appagamento di una voglia quanto più tempo potete.
Notate i cambiamenti di comportamento degli altri nei
vostri confronti.

Imparate ad usare la metà delle parole che di solito utilizzate


per comunicare. Il potere del vostro intento sarà così concen-
trato su le poche parole che proferite con il risultato che an-
dranno dritte al loro scopo.
Utilizzate parole di forza, positive, dinamiche, definitive.
Eliminate parole deboli come “non lo so”, “forse”, “vedia-
mo”, “ci provo”, “quasi, quasi”, “tu che ne pensi?”, “magari”,
“mi piacerebbe.”
Ricordate che certe parole possono caricare o scaricare, sia chi
le pronuncia che chi le ascolta.
Il silenzio rigenera.
Il silenzio è magnetico.
Imparate a stare in silenzio più tempo possibile.

Ci sono altri esercizi che verranno presto comunicati per altre vie.
Avete in mano gli utensili più importanti per edificare l’edifi-
cio del vostro potere interiore. Usateli con la dovuta devozione.
Questo, sappiate, è più della metà del lavoro e della teoria, se
non la parte più importante.

In estrema sintesi possiamo concludere che:


Ogni volta che ci sforziamo di ostacolare consapevolmente la
meccanicità nella nostra vita, questo sforzo crea magnetismo.
Usate questa frase come una formula magica.