Sei sulla pagina 1di 343

Svizzera

stato dell'Europa centrale


Svizzera

(dettagli) (dettagli)
(LA) Unus pro omnibus, omnes pro uno
(DE) Einer für alle, alle für einen
(FR) Un pour tous, tous pour un
(IT) Uno per tutti, tutti per uno
(RM) In per tuts, tuts per in

Dati amministrativi
Nome Confederazione svizzera
completo
Nome ufficiale (LA) Confoederatio
Helvetica
(DE) Schweizerische
Eidgenossenschaft
(FR) Confédération suisse
(IT) Confederazione
svizzera (o elvetica)
(RM) Confederaziun svizra
Lingue ufficiali tedesco (65,6%),
francese (22,8%),
italiano (8,4%),
romancio (0,6%)[1][2]
Altre lingue svizzero tedesco, walser,
lombardo, arpitano
Capitale Berna (città federale)
 (133 115 ab. / 31.12.2016
Politica
Forma di Repubblica direttoriale
governo federale
Presidente Simonetta Sommaruga
della
Confederazione
Cancelliere Walter Thurnherr
federale
Indipendenza 1º agosto 1291
Ingresso 10 settembre 2002
nell'ONU
Superficie
Totale 41 285 [3] km² (137º)
% delle acque 3,7%
Popolazione
Totale 8 530 100[4] ab. (94º)
Densità 205 ab./km²
Tasso di +0,5%[5][6](2016)
crescita
Nome degli svizzeri, elvetici
abitanti
Geografia
Continente Europa
Confini Germania, Austria,
Liechtenstein, Italia,
Francia
Fuso orario UTC+1 (UTC+2 in ora
legale)
Economia
Valuta Franco svizzero
PIL (nominale) 703 750 milioni di $[7]
milioni di $ (2018) (20º)
PIL pro capite 82 950[7] $ (2018) (3º)
(nominale)
PIL (PPA) 548 483[7] milioni di $
(2018) (35º)
PIL pro capite 64 649[7] $ (2018) (9º)
(PPA)
ISU (2016) 0,939 (molto alto) (3º)
Fecondità 1,5 (2010)[8]
Varie
Codici ISO CH, CHE, 756
3166
TLD .ch
Prefisso tel. +41
Sigla autom. CH
Inno nazionale Salmo Svizzero
Festa nazionale 1º agosto

1La Svizzera possiede una forma di governo


direttoriale: il Consiglio Federale, composto
da sette membri, funge collegialmente da
capo di stato e di governo della
Confederazione.
Evoluzione storica
Stato Repubblica Elvetica
precedente
 

La Svizzera (in tedesco Schweiz, in


francese Suisse, in romancio Svizra),
ufficialmente Confederazione Svizzera[9]
(in tedesco Schweizerische
Eidgenossenschaft, in francese
Confédération suisse, in romancio
Confederaziun svizra, in latino
Confoederatio Helvetica[10][nota 1]),
abbreviata con l'acronimo CH, è uno
Stato federale dell'Europa centrale,
composto da 26 cantoni autonomi di cui
6 sono semicantoni. È un paese alpino
senza sbocco sul mare, il cui territorio è
geograficamente suddiviso tra il
massiccio del Giura, l'Altipiano e le Alpi
svizzere, e occupa una superficie di oltre
41 285 km². Confina a nord con la
Germania, ad est con l'Austria e il
Liechtenstein, a sud con l'Italia e ad
ovest con la Francia.
Due terzi degli 8,4 milioni di abitanti del
paese si concentrano sull'Altipiano, dove
si trovano le maggiori città: Zurigo,
Ginevra, Basilea, Losanna, Berna,
Winterthur, Lucerna e San Gallo. Le prime
due sono piazze finanziarie internazionali
e vengono anche spesso considerate
come le città aventi la qualità di vita più
elevata al mondo, mentre Berna, come
capitale (più propriamente "città
federale"),[11][12] è il centro burocratico e
politico della nazione e sempre qui, nel
Palazzo Federale (ted.: Bundeshaus; fr.:
Palais fédéral), vi è la sede del
Parlamento e del Governo svizzero.[13]
Mentre Basilea è il centro dell'Industria
farmaceutica svizzera e
complessivamente il secondo centro
economico del paese dopo Zurigo,[14][15]
a Losanna e Lucerna vi sono le sedi della
massima istanza giuridica della
Confederazione: il Tribunale federale.
Altri tribunali della Confederazione si
trovano invece a San Gallo e a
Bellinzona.

Vide la sua nascita ufficiale con l'alleanza


di tre cantoni che nel 1291 rinnovarono il
patto eterno confederale[16], il che spinge
a pensare che la nascita della Svizzera
risalga a tempi ancora più remoti. Ad
ogni modo, la Svizzera è uno dei più
antichi Stati del mondo.[17] Con un
reddito pro-capite pari a 80 275 $ (2013),
la Svizzera è uno dei Paesi
economicamente più prosperi al mondo.
Due terzi della forza lavoro sono attivi nel
settore terziario e circa un terzo nel
secondario. La Svizzera è stata altresì
nota per il suo segreto bancario, abolito a
partire dal 2018 ma ancora valido per i
residenti e la popolazione svizzera [18][19].

La Svizzera è suddivisa in tre grandi


regioni linguistiche e culturali: tedesca,
francese, italiana, a cui vanno aggiunte le
valli del Canton Grigioni in cui si parla il
romancio. Il tedesco, il francese, e
l’italiano sono lingue ufficiali e nazionali.
Il romancio è lingua nazionale dal 1938
ed è parzialmente lingua ufficiale dal
1996. Nella Svizzera tedesca viene
parlato un insieme di dialetti conosciuti
collettivamente come Schwiizertüütsch
(in svizzero tedesco significa
letteralmente “svizzero tedesco”). Alla
diversità linguistica si aggiunge quella
religiosa con i cantoni protestanti e i
cantoni cattolici. Gli svizzeri quindi non
formano una nazione nel senso di una
comune appartenenza etnica, linguistica
e religiosa. Il forte senso di appartenenza
al Paese si fonda sul percorso storico
comune, sulla condivisione dei miti
nazionali e dei fondamenti istituzionali
(federalismo, democrazia diretta,
neutralità), sulla geografia (Alpi) e in
parte sull'orgoglio di rappresentare un
caso particolare in Europa.

La politica estera è contraddistinta dalla


tradizionale neutralità, mantenuta sin dal
1674, anno della prima dichiarazione
ufficiale di neutralità[20]. La Svizzera fa
parte delle Nazioni Unite (dal 2002),
dell'AELS, del Consiglio d'Europa,
dell'Organizzazione mondiale del
commercio e ospita numerose
organizzazioni internazionali, in
particolare a Ginevra, dove vi si trovano
la sede del CERN, la sede della Croce
Rossa e la sede europea dell'ONU. A
Zurigo ha invece sede la FIFA, a Nyon la
UEFA, a Losanna il Comitato Olimpico
Internazionale ed ad Aigle l'Unione
Ciclistica Internazionale. A Basilea si
trova inoltre la sede mondiale della
Banca dei Regolamenti Internazionali.
Non fa parte dell'Unione europea.

Etimologia
Il nome Svizzera proviene da Svitto
(tedesco Schwyz), uno dei cantoni
forestali (ted. Waldstätte) che formavano
il nucleo della Vecchia Confederazione. Il
nome Svitto è attestato per la prima volta
nel 972 come il villaggio di Suittes ed è
forse legato all’alto tedesco antico
swedan ‘bruciare’ (affine al islandese
svíða, danese e svedese svide
‘bruciacchiare’), con riferimento al debbio
delle foreste per creare nuovi spazi agli
insediamenti.[21] Probabilmente il nome
designava sia il territorio sia la
popolazione del cantone, ma dopo la
battaglia di Morgarten nel 1315 il nome
Switzer, Switenses o Swicenses passò a
designare tutti i Confederati. In francese
sono attestati i termini Soisses, Suysses
e Souyces a partire dal Cinquecento;
contemporaneamente in italiano
compaiono i termini Sviceri e Suyzeri, per
stabilizzarsi nella variante Svizzeri scelta
da Machiavelli nel 1515.[22]

Il nome antico Elvezia (lat. Helvetia)


proviene dagli Elvezi, una popolazione
celtica stabilitasi sull'Altipiano in epoca
pre-romana. Gli Elvezi sono menzionati
per la prima volta nel VI secolo a.C.[23] Il
nome Confoederatio Helvetica o Helvetia
non figurava invece fra le tradizionali
denominazioni del paese ed è stato
utilizzato solo dopo la nascita dello Stato
federale nel 1848 (quindi è da
considerarsi un neologismo), con lo
scopo di non privilegiare alcuna delle
lingue ufficiali della Confederazione
(oppure quando, per motivi pratici, era
difficoltosa l'iscrizione in tre o quattro
lingue). Tale denominazione compare in
ambiti formali e ufficiali: sulle monete e
sui francobolli a partire dal 1879, sul
frontone del Palazzo federale a Berna nel
1902 e sul sigillo della Confederazione
nel 1948.[10]

Dal 1995 l’acronimo “ch” costituisce il


dominio di primo livello dei siti internet
svizzeri.[24]

Storia
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia
della Svizzera.

Prima del 1291 …

La Svizzera in età romana: tra il limes e le Alpi.


La Svizzera nel Duecento: territori degli
Hohenstaufen, degli Zähringen, dei Savoia e degli
Asburgo.

Fino al termine dell'età medievale il


territorio occupato dalla Svizzera non
costituiva uno spazio politicamente
unitario. Le più antiche tracce della
presenza umana sul suolo elvetico
risalgono a circa 150 000 anni fa, mentre
gli insediamenti agricoli più remoti, allo
stato attuale delle ricerche
archeologiche, sembrano essere quelli di
Gächlingen, fatti risalire al 5300 a.C.
circa. Prima della conquista romana, il
territorio a sud del Reno era abitato da
diverse tribù celtiche. L'insediamento più
conosciuto e documentato è quello di La
Tène, sul lago di Neuchâtel, che ha dato il
nome alla cultura della tarda età del
ferro, iniziata intorno al 450 a.C. Nella
parte orientale del paese (nell'attuale
Canton Grigioni) erano stanziati i Reti, più
a sud (nell'attuale Canton Ticino) i
Leponzi e gli Insubri. Gran parte
dell'Altipiano, tra le Alpi e la catena del
Giura, era invece occupato dalla tribù
degli Elvezi, la cui sconfitta, nella
battaglia di Bibracte, nel 58 a.C., segnò
l'inizio della dominazione romana sul
territorio.

La conquista romana venne portata a


termine nel 15 a.C., da Tiberio (destinato
a diventare il secondo imperatore
romano) e da suo fratello Druso che
annetterono all'impero le Alpi (creando la
provincia delle Alpi Pennine,
corrispondente grossomodo al Vallese).
L'area occupata dagli Elvezi fu prima
parte dalla provincia della Gallia Belgica
quindi della Germania superiore, mentre i
territori a est della Linth e dell'Alto Ticino
furono integrati nella provincia della
Rezia. Le popolazioni celtiche si
integrarono velocemente nel mondo
culturale romano, adottandone lingua e
religione.[25] Tre erano le colonie
governate secondo il diritto romano:
Augusta Raurica (Augst, fondata nel 44
a.C., oggi il principale sito archeologico
della Svizzera), Aventicum (Avenches,
che conserva l'anfiteatro del 130 d.C., ed
entro le cui mura potevano trovare rifugio
oltre 50 000 abitanti)[26] e Colonia Iulia
Equestris (Nyon).[nota 2] Gli insediamenti
erano collegati da un'efficiente rete
stradale che innervava l'altipiano da
ovest a est. Altre strade, varcando le Alpi
attraverso sei passi, mettevano in
comunicazione l'Altipiano con la Gallia
Transpadana e il cuore dell'impero. [nota 3]
Alla pax romana nelle province misero
fine le incursioni delle tribù germaniche.
Il limes germanico-retico venne
abbandonato poco dopo il 260 d.C. in
seguito all'attacco in forze degli
Alemanni. Un nuovo confine fortificato
venne creato lungo il Reno, ma il territorio
fra questo e le Alpi (impoverito dalle
incursioni e dalla rinnovata presenza
dell'esercito romano) venne abbandonato
definitivamente da Roma verso il 400.

La tribù germanica dei Burgundi si


insediò nella regione a ovest dell'Aare:
adottò la lingua latina e si convertì al
cristianesimo, mentre le tribù Alemanne,
stabilitesi a est dell'Aare, mantennero usi
e costumi germanici. Si formò così quel
confine linguistico tra francese e tedesco
che caratterizza ancora oggi l'Altipiano
svizzero. I Reti (o Reto-romanzi,
Rumantsch, poiché latinizzati) vennero
progressivamente assimilati, sicché oggi
sono presenti solo in alcune vallate dei
Grigioni. Tra il 511 e il 534 il Regno dei
Burgundi venne conquistato dai Franchi;
nel 539 fu la volta dell'Alemannia.

I sovrani Merovingi e Carolingi


promossero l'espansione del
cristianesimo, sull'Altipiano e nelle valli
alpine sorsero numerose abbazie (San
Gallo, Einsiedeln, Disentis, San Giovanni,
Saint-Maurice d'Agaune): centri religiosi,
economici e culturali della civiltà feudale.
Con il Trattato di Verdun nell'843, che
mise fine all'impero di Carlo Magno, il
territorio venne nuovamente spartito: il
territorio dei Burgundi venne assegnato a
Lotario I, quello degli Alemanni a
Ludovico il Germanico. Nel 1039, con la
conquista del Regno burgundo da parte
di Corrado II, tutto il territorio dell'attuale
Confederazione si ritrovò riunito nel
Sacro Romano Impero. La crisi del
sistema feudale fra il Duecento e il
Trecento portò a una situazione di
endemica conflittualità fra casati
nobiliari. Sull'Altipiano dapprima si
scontrò la famiglia sveva degli Zähringen
(che ebbe la peggio) con quella imperiale
degli Hohenstaufen (che perse poi nello
scontro con il papato) poi si scontrarono
i Savoia e i Kyburg (che si estinsero),
finché su tutti trionfarono gli Asburgo,
originari dell'Habichtsburg,
nell'Argovia.[27]

La Confederazione …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Confederazione degli otto cantoni e
Vecchia Confederazione.
La situazione territoriale in Svizzera nel 1315.

Gli Asburgo, che nel 1291 dominavano


gran parte della Svizzera centrale, erano
intenzionati a rendere più efficiente la
loro amministrazione trasformando i
propri feudatari in semplici funzionari
(landamani). Le comunità di contadini
che abitavano le vallate alpine
desideravano al contrario conservare le
loro antiche prerogative e premevano per
ottenere la dipendenza diretta
dall'Impero (su modello delle città libere
dell'Impero) scavalcando il dominio dei
feudatari.
Nel 1237 Federico II cala nella penisola
italiana, lacerata da guerre tra guelfi
(fedeli al Papa) e ghibellini (favorevoli
all’Imperatore) per ristabilire il suo
imperio. Dopo aver sconfitto la Lega
Lombarda (fedele al Papa) a Cortenuova
e soggiogato Toscana e Marche, torna
per “far pentita Bologna”, capofila del
guelfismo. Tutti i piccoli comuni vicini
capitolarono uno dopo l’altro e
nell'agosto 1240 l’esercito imperiale
cinse d'assedio Faenza. Ma gli abitanti
resistettero strenuamente e tennero fuori
dalle mura l'esercito assediante per
diversi mesi costringendo le truppe a
svernare in Romagna.
Nell'esercito imperiale militavano
contingenti di mercenari svizzeri
provenienti dai cantoni di Nidwald,
Obwald, Schwiz e Uri (i primi due fanno
parte della regione di Untervaldo). Erano
parecchio contrariati dal lungo assedio
così, quando l'imperatore propose loro un
premio extra se avessero preso Faenza,
invece del denaro chiesero di essere
liberati dalle tasse imperiali e di
dipendere direttamente dall'Imperatore.
L’imperatore accettò la richiesta così nel
dicembre 1240 la città fu espugnata. Nel
1240 con la “Lettera di Faenza"[28]
Federico II concesse ai quattro cantoni
svizzeri di passare sotto al suo dominio
diretto, affrancandosi dal vessante giogo
dei conti d’Asburgo.[29]

Per difendersi dallo strapotere degli


Asburgo le comunità rurali strinsero
numerosi trattati di alleanza e di mutua
assistenza. Tra questi il Patto eterno
confederale, stipulato a Grütli intorno ai
primi giorni di agosto del 1291 (per
convenzione il 1º agosto), che
costituisce il primo documento noto
della Confederazione elvetica. In esso, le
comunità di Uri, Svitto e Untervaldo si
giurarono reciproco aiuto in caso di
conflitto, formando il primo nucleo della
Confederazione. Nel testo del trattato, in
realtà, si fa riferimento ad altri accordi
precedenti, che sono tuttavia andati
perduti: l'inizio della confederazione
elvetica è quindi convenzionalmente
associato con la stipula dell'accordo fra i
tre cantoni iniziatari nel 1291. Nel 1313 i
contadini di Svitto attaccarono l'abbazia
di Einsiedeln e quando, due anni dopo,
intervennero i cavalieri degli Asburgo, i
Confederati li affrontarono uniti e li
sconfissero a Morgarten (1315). Subito
dopo la vittoria, Ludovico il Bavaro
(anch'egli rivale della casa d'Asburgo)
riconobbe ai Confederati l'immediatezza
imperiale. Negli anni seguenti alla
Confederazione aderirono Lucerna
(1332), Zurigo (1351), Berna (1353) e
Zugo (1365).
Preoccupati per la crescente forza dei
Confederati, gli Asburgo intervennero a
due riprese, ma i fanti svizzeri
sconfissero ancora la cavalleria a
Sempach (1386) e a Näfels (1388). Nello
stesso anno si unì ai Confederati
Glarona, poi, dopo le Guerre borgognone
(1474-1477), aderirono Friburgo e Soletta
(1481), dopo la Guerra sveva (in cui
Massimiliano I, sconfitto, riconobbe nel
1499 la sovranità svizzera) aderirono
Sciaffusa e Basilea (1501) mentre,
durante le Guerre d'Italia, aderì
l'Appenzello (1513). Oltre ai territori
cantonali, i Confederati conquistarono
altre regioni di interesse strategico, i
baliaggi (ted. Vogteien, dal lat.
(ad)vocatiae): l'Argovia (1415), Uznach
(1437), i territori a sud delle Alpi che oggi
formano il Canton Ticino (acquisiti fra il
1439 e il 1513 nell'ambito delle
campagne transalpine dei Confederati),
Turgovia (1460) e Sargans (1483). Infine,
accanto ai Cantoni confederati, vi erano
gli alleati: la Repubblica del Vallese
(1416), l'abbazia di San Gallo (1451), la
città di San Gallo (1454), la Repubblica
delle Tre Leghe (1497), le città di
Mulhouse (dal 1515 al 1586), Rottweil
(dal 1519 al 1643) e Ginevra (1519). Nel
1515 la battaglia di Marignano (in cui i
confederati, alleati del Ducato di Milano,
vennero sconfitti dalle forze francesi e
venete) segnò invece la fine della politica
espansionista della Svizzera; da allora
non vi furono più campagne militari al di
fuori dai confini elvetici.[30]

Espansione territoriale della Confederazione dal


1291 al 1798

I 13 Cantoni sovrani che allora


componevano la Confederazione
inviavano più volte all'anno i propri
rappresentanti (landamani o
borgomastri) alla Dieta Federale (ted.
Tagsatzung, fr. Diète, dal lat. med. dies,
“giorno”) che costituiva l'unico organo
sovra-cantonale, sviluppatosi dai
precedenti trattati (la “Carta dei preti” del
1370 e la Convenzione di Sempach del
1393). A partire dal 1415 la Dieta andò
rafforzando le sue prerogative,
soprattutto riguardo al governo dei
baliaggi (Convenzione di Stans, siglata
con la mediazione di Nicolao della Flüe,
nel 1481). Le decisioni prese dalla Dieta
dovevano poi essere riferite (lat., ad
referendum) alla popolazione dei cantoni
e ratificate. Nel 1525 il Consiglio
cittadino di Zurigo approvò le idee
riformatrici di Ulrico Zwingli: le proprietà
fondiarie dei conventi e della Chiesa
cattolica vennero incamerate dalla città e
crebbero le prerogative del municipio e
delle corporazioni cittadine ai danni delle
campagne. La Riforma si estese a
Sciaffusa, a Basilea, a Berna e nelle
campagne di San Gallo e dei Grigioni.

I cantoni rurali individuarono nella


Riforma un movimento cittadino e vi si
opposero. La vittoria cattolica nella
Seconda guerra di Kappel (1531) segnò
l'arresto del movimento riformato nella
Svizzera centrale. Nel 1536 Giovanni
Calvino cominciò la Riforma a Ginevra e
si accordò con le città zwingliane per una
confessione elvetica comune
(Confessiones Helveticae, 1536 e 1566).
I cantoni cattolici, poco popolati (circa un
terzo della popolazione), ma più
numerosi, tennero il controllo della Dieta
e imposero ai baliaggi comuni (i territori
soggetti sia ai cantoni cattolici, sia a
quelli protestanti) la religione cattolica. I
contrasti confessionali nei territori
dell'Impero, sfociati nella guerra dei
trent'anni, spinsero la Confederazione ad
allontanarsi sempre di più dal potente
vicino e cementarono l'alleanza militare
fra cantoni (codificata nel Defensionale di
Wil del 1647) nonostante le differenze
religiose: nel 1648 anche l'Impero
riconobbe l'indipendenza svizzera. Nel
1674 la Dieta, in risposta all'occupazione
francese della Franca Contea, proclamò
la neutralità armata, che dura tuttora. Se,
con la Seconda guerra del Toggenburgo
del 1712, si chiusero definitivamente i
conflitti religiosi, si acuirono quelli
economici e sociali: le campagne
svilupparono una precoce
modernizzazione e tolleravano sempre
meno i privilegi dei patriziati urbani.[31]

L'età delle rivoluzioni …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Repubblica Elvetica, Atto di Mediazione e
Guerra del Sonderbund.
La Repubblica Elvetica il 15 gennaio 1798, con i
nuovi cantoni (dipartimenti) di Sargans, Lugano,
Bellinzona, Argovia, Lemano e Turgovia che avevano
soppiantato i baliaggi.

La Guerra del Sonderbund (1847): in giallo i cantoni


conservatori-secessionisti, in verde i liberali-unitari,
in grigio i cantoni neutrali.

Sotto l'influsso dei Lumi si verificarono


numerosi cambiamenti: progressi in
ambito agricolo (propagati dai
fisiocratici), incremento demografico
(+25% dal 1700 al 1800) e diffusione del
lavoro proto-industriale a domicilio fra i
contadini (Verlagssystem; filatura e
tessitura del cotone, assemblaggio di
orologi). La diffusione di un'economia di
tipo commerciale nelle campagne portò
a contrasti sempre maggiori con i
patriziati urbani. Scoppiarono rivolte a
Ginevra (1737 e 1782), a Berna (1749), in
Valle Leventina (1755, → Rivolta della
Leventina) e nella campagna zurighese
(1794). Nel 1798 le truppe rivoluzionarie
francesi occuparono il Giura. A Basilea la
popolazione (guidata da Peter Ochs)
insorse contro il patriziato e rinunciò alla
sovranità sui baliaggi a sud delle Alpi
(che si proclamarono Liberi e Svizzeri
pochi giorni dopo, respingendo un
tentativo d'invasione dei Cisalpini). Nel
Vaud Frédéric-César de La Harpe
proclamò la Repubblica del Lemano,
separata da Berna. Insorsero il Vallese,
l'Argovia, le campagne di Zurigo e di
Sciaffusa. Berna si oppose alla Francia,
ma venne sconfitta a Grauholz. La
Svizzera venne trasformata in una
repubblica unitaria, senza confini interni
e divisa in dipartimenti (su modello
francese): la Repubblica Elvetica. Venne
abolita la differenza fra i cittadini delle
campagne e quelli delle città e quella fra
cantoni sovrani e baliaggi. Si formarono
allora due schieramenti (che si sarebbero
successivamente organizzati in partiti):
da una parte i favorevoli allo Stato
egualitario e liberale, dall'altra i
conservatori che chiedevano un ritorno
allo Stato precedente; tra il 1800 e il 1802
si susseguirono cinque colpi di stato.

Nel 1803 Napoleone, esasperato, fece


ridiventare la Svizzera uno Stato
confederale tramite l'Atto di Mediazione,
ma conservò importanti elementi della
Repubblica elvetica: gli ex baliaggi
(Argovia, Ticino, Turgovia e Vaud) e l'ex
alleato Grigioni vennero ammessi come
cantoni a pieno titolo. Crollato il sistema
napoleonico a Lipsia, la Svizzera
recuperò dalla Francia i vecchi territori
(con l'eccezione della Valtellina e
Valchiavenna, e di Mulhouse) che
vennero ammessi come cantoni:
Neuchâtel, Vallese e Ginevra. Il
Congresso di Vienna riconobbe inoltre le
frontiere esterne della Svizzera e quelle
interne tra cantoni e impose al Paese la
neutralità armata permanente per
sottrarlo all'influenza francese.[32] Il
movimento restauratore si arrestò nel
1830 quando il tumultuoso sviluppo
industriale impose sempre nuove
modifiche al vecchio quadro legislativo
(la Rigenerazione). Nel 1845 i cantoni
conservatori-cattolici (i Waldstätten,
Vallese, Lucerna e Friburgo), scontenti
per il crescente centralismo federale,
costituirono una propria lega, il
Sonderbund (ted. “Lega separata"). I
legami fra i secessionisti e l'Austria
provocarono l'intervento dell'esercito
federale (→ Guerra del Sonderbund) che
trionfò a Gislikon (genereale G.H. Dufour)
nel 1847. Nel 1848 entrò in vigore la
nuova costituzione federale che
trasformava la Svizzera da una
Confederazione di cantoni in uno Stato
federale, moderno e liberale; ponendo le
basi per un'accelerazione dello sviluppo
economico.[33]

Lo Stato federale …
Il primo Consiglio federale eletto il 16 novembre
1848: (in senso orario dall'alto) J. Munzinger
(Soletta), D.H. Druey (Vaud), W.H. Naeff (San Gallo),
F. Frey-Herosé (Argovia), S. Franscini (Ticino), U.
Ochsenbein (Berna) e, al centro, J. Furrer (Zurigo),
primo Presidente della Confederazione.

Inaugurazione della linea del Gottardo nel 1882.

Le basi per lo Stato federale moderno


vennero poste all'indomani della guerra
del Sonderbund. La costituzione del 1848
(in seguito rivista solo nel 1874 e nel
1999) diede alla Svizzera un governo
maggiormente centralizzato:
competenze fino ad allora appannaggio
dei cantoni vennero delegate alla
Confederazione (la difesa nazionale, la
moneta, le dogane e il servizio postale).
Con la creazione di uno spazio
economico comune (vennero unificati
pesi e misure e abolite le dogane fra
cantoni), lo Stato federale si fece
promotore dello sviluppo economico e la
Svizzera venne radicalmente trasformata
dall'industrializzazione e dalle ferrovie. Il
Paese seppe sfruttare alcune buone
condizioni di partenza (il basso tasso di
analfabetismo tra gli adulti, le
conoscenze artigianali, la coesione
interna e il quadro legislativo liberale) e
puntò sin dall'inizio sull'esportazione di
prodotti ad alto valore aggiunto (orologi,
alimentari lavorati, tessuti particolari,
prodotti chimici, telai meccanici e
macchinari complessi).[34] Non più
soddisfatti del solo diritto di voto
(divenuto universale, per gli uomini, nel
1848), i cittadini si attivarono per
ottenere maggiori strumenti democratici
e ottennero che nella Costituzione
fossero iscritti il diritto di lanciare un
referendum (1874) e il diritto di lanciare
un'iniziativa popolare (1891).[35]
Nella seconda metà del secolo le diverse
correnti politiche si organizzarono in
partiti: nacquero il Partito cattolico-
conservatore (oggi Partito Popolare
Democratico, nel 1848), il Partito
Socialista Svizzero nel 1888 e il Partito
Liberale Radicale nel 1894. Come
durante la Guerra franco-prussiana
(1870-1871), la Svizzera si mantenne
neutrale anche durante la prima guerra
mondiale (1914-1918), ma il degrado
delle condizioni di vita di gran parte della
popolazione a causa della guerra
condusse le organizzazioni operaie
(riunite nel Comitato di Olten) a lanciare il
primo sciopero generale nel 1918: le
principali rivendicazioni (la settimana
lavorativa di 48 ore e l'istituzione di
un'assicurazione sulla vecchiaia) vennero
rifiutate, ma l'anno seguente il Consiglio
nazionale venne eletto con il sistema
proporzionale e fecero il loro ingresso nel
parlamento elvetico esponenti delle
organizzazioni operaie, segnando la fine
dell'egemonia del Partito Liberale
Radicale.

Nel 1920 il Paese aderì alla Società delle


Nazioni che aveva posto la sua sede
proprio in Svizzera, a Ginevra. La Società
riconobbe la neutralità permanente della
Svizzera e la esonerò dalla
partecipazione alle azioni militari. La crisi
economica del 1929 determinò un
aumento massiccio della disoccupazione
in Svizzera e nel 1936 il franco venne
svalutato per aiutare le esportazioni;
l'anno successivo fu quindi possibile
siglare la pace del lavoro nell'industria
metallurgica (allora la più importante del
paese).[36] Il riconoscimento del
Romancio come lingua nazionale (1938),
la costruzione di un sistema di
fortificazioni nelle Alpi (Ridotto
nazionale, 1940) e l'entrata del primo
esponente socialista nel Consiglio
federale (1943) rafforzarono la coesione
nazionale durante gli anni della seconda
guerra mondiale. Tuttavia la neutralità
elvetica venne messa a dura prova dagli
eventi bellici: se durante i precedenti
conflitti la Svizzera confinava con
entrambi gli schieramenti, dopo il crollo
della Francia nel giugno del 1940, la
Svizzera si trovava circondata dalle forze
dell'Asse.[37] Il commercio aereo era
all'epoca poco sviluppato e il Paese finì
per intrattenere relazioni economiche
principalmente con i paesi confinanti e
segnatamente con la Germania.

Terminato il conflitto gli Alleati


obbligarono la Svizzera a versare 250
milioni di franchi (circa l'1,7% del PIL
elvetico di allora) per la ricostruzione
dell'Europa.[38] Nei confronti dei rifugiati
la politica svizzera oscillò da una
moderata apertura alla politica della
barca piena (ted. vollen Boot), che portò
al respingimento di parecchi profughi,
anche su pressione delle autorità
tedesche e italiane.[39] Il ruolo della
Confederazione durante la seconda
guerra mondiale è stato indagato
criticamente dalla Commissione Bergier
(dal nome dello storico che ha presieduto
il gruppo di lavoro) istituita dal governo
federale negli anni novanta.[40] Nel 1947
venne introdotta l'assicurazione sulla
vecchiaia (Assicurazione vecchiaia e
superstiti, AVS) ponendo le basi per lo
stato sociale odierno. Al crescente
internazionalismo dell'economia elvetica
fece da contrappeso l'attaccamento
popolare alla neutralità e
all'isolazionismo del paese: nel 1948 gli
elettori rifiutarono di aderire
all'Organizzazione delle Nazioni Unite (la
cui sede principale venne posta a
Ginevra, nei locali della Società delle
Nazioni). Nel 1959 venne eletto un
secondo socialista nel Consiglio federale
e per la prima volta l'assegnazione dei
seggi nell'esecutivo divenne
proporzionata alla forza elettorale dei
quattro grandi partiti: la ripartizione
(chiamata formula magica) costituì un
elemento di grande stabilità e durò sino
al 2004 (quando entrò in governo un
secondo esponente UDC a scapito del
rappresentante PPD). La stabilità politica
interna (accanto a un'amministrazione
prudente della cosa pubblica)
accompagnò la crescita economica nella
seconda metà del Novecento: il reddito
pro capite crebbe più rapidamente che
nel resto del continente, beneficiando
anche dello sviluppo del settore
finanziario. Le buone condizioni di
partenza e una spesa costante
permisero di mantenere all'avanguardia
la ricerca elvetica, assicurando il
prestigio dei prodotti esportati sui
mercati esteri e attraendo nel paese
ricercatori stranieri.[41]
Padiglione di Expo.02 a Neuchâtel.

Nel 1971, dopo un tentativo infruttuoso


nel 1959, popolo e cantoni concessero il
diritto di voto anche all'elettorato
femminile, i diritti politici divennero per la
prima volta nel paese veramente
universali. Nel 1978, dopo una serie di
consultazioni popolari (a livello
cantonale e federale), tre distretti
francofoni del Canton Berna si separano
da esso e andarono a costituire il Canton
Giura, che divenne il ventiseiesimo
cantone della Svizzera. Le tendenze
isolazioniste riemersero nel 1986 quando
in un referendum gli elettori rifiutarono di
entrare nelle Nazioni Unite e nel 1992
quando il popolo bocciò l'entrata della
Svizzera nello Spazio economico
europeo: in quest'ultima occasione il
paese si divise tra la Romandia,
favorevole a un'integrazione continentale,
e la Svizzera tedesca e quella italiana,
che volevano mantenere la totale
indipendenza del Paese; il paese
accederà infine al Mercato europeo
comune e allo Spazio europeo di libera
circolazione a partire rispettivamente dal
2002 e dal 2008, attraverso i due accordi
bilaterali con l'Unione Europea,
sottoscritti nel 1999 e nel 2004, e
approvati con referendum popolari nel
2000 e nel 2005. Sempre nel 1992, la
Svizzera entrò invece a far parte delle
maggiori organizzazioni capitalistiche
mondiali: la Banca Mondiale e il Fondo
monetario internazionale.

Pochi anni dopo l'ottenimento del diritto


di voto a livello federale, nel 1984
Elisabeth Kopp divenne la prima donna a
entrare nel governo, mentre nel 1999 -
dopo che nel 1990 anche l'Appenzello
Interno (ultimo cantone ad adeguarsi)
introdusse il suffragio femminile per
decisione del Tribunale federale - Ruth
Dreifuss venne eletta alla presidenza
della Confederazione. Durante gli anni
novanta la Svizzera ha vissuto una lunga
crisi caratterizzata da bassi tassi di
crescita economica e dal venir meno
della fiducia dei cittadini in alcuni ambiti
e settori pubblici (lo scandalo delle
schedature, la vicenda degli averi ebraici,
le grandi fusioni nel settore bancario, il
fallimento della compagnia aerea
Swissair).[42] Con una nuova votazione
popolare, questa volta con esito positivo,
la Svizzera entrò ufficialmente nelle
Nazioni Unite il 10 settembre 2002, lo
stesso anno si tenne l'esposizione
nazionale Expo.02. Con il nuovo millennio
l'economia elvetica ha ricominciato a
crescere con tassi superiori alla media
europea.[43] Pur continuando a osservare
una stretta neutralità, si è accentuata
l'internazionalizzazione dell'economia
svizzera (4º paese più globalizzato
secondo il Politecnico di Zurigo e
l'OCSE[44]), considerata fra le più
competitive al mondo[45] (nel 2009[46], nel
2010[47], nel 2011[48] e nel 2012[49] al
primo posto) mentre il reddito pro capite,
la qualità di vita nelle sue città[50] e le
opportunità offerte ai suoi cittadini[51]
sono stabilmente ai vertici delle
classifiche internazionali.

Geografia
Lo stesso argomento in dettaglio:
Geografia della Svizzera.
Una fattoria a Stans, Canton Nidvaldo. Le attività
agricole e gli alpeggi coprono oltre un terzo della
superficie svizzera, ma ogni secondo un metro
quadrato di suolo diviene edificabile.[52]

La Svizzera è situata tra il 46º e il 47º


parallelo nord e tra il 5º e 10º meridiano
est. La sua morfologia ne fa il tetto
d'Europa[53] e i fiumi che nascono in
territorio elvetico sfociano in quattro
diversi mari. La massima estensione
nord-sud (da Bargen a Chiasso) misura
220,1 km, mentre quella est-ovest (da
Chancy alla Val Monastero) misura 348,4
km. La cima più alta è la Punta Dufour a
4634 metri s.l.m.; il punto più basso è il
pelo del Lago Maggiore a 193 m. La
località più elevata è Juf a 2 126 m,
quella più bassa è Ascona a 196 m. La
Svizzera ha una frontiera di 1 858 km:
due terzi dei confini sono costituiti da
elementi naturali (spartiacque, laghi,
fiumi), il resto è segnato
convenzionalmente da termini di confine.

Il confine di Stato più esteso è quello in


comune con l'Italia, a sud, che misura
741 km (compresi i 7,1 km dell'enclave di
Campione d'Italia). A ovest la frontiera
con la Francia misura 572 km. A nord e a
est la frontiera, costituita in gran parte
dal corso del Reno e dal lago di
Costanza, si estende per 346 km con la
Germania (compresi i 16,8 km
dell'enclave di Büsingen), per 165 km con
l'Austria e per 42 km con il Principato del
Liechtenstein.[54] Il 23,9% della superficie
svizzera è utilizzato per attività agricole e
il 13% per gli alpeggi. Gli insediamenti
coprono il 6,8% della superficie totale.
Oltre un quarto del territorio (la parte più
elevata dell'arco alpino) è inutilizzato
(25,5%), mentre il restante 30,8% è
coperto da foreste.[55]

Morfologia …

Il territorio elvetico può essere diviso in


tre grandi regioni tra loro differenti: le Alpi
(e le loro appendici prealpine), l'Altipiano
(ted. Schweizer Mittelland, fr. Plateau
suisse) e la catena del Giura (latinizzato
in Juria; il termine deriva forse dalla
radice celtica jura ‘foresta di montagna,
monte boscoso’, da cui il
francoprovenzale dzor, jour). La regione
alpina e le Prealpi coprono insieme il 60%
del territorio svizzero (rispettivamente il
48% e il 12% del totale) e costituiscono,
nel cuore d'Europa, un importante
spartiacque e il punto d'incontro di due
diversi climi. Il versante sud delle Alpi
comprende il Canton Ticino, le valli
Mesolcina, Calanca, Bregaglia,
Poschiavo, Monastero e Divedro. Le tre
grandi valli anteriori del Rodano (Vallese)
del Reno (Surselva) e dell'Inn (Engadina)
separano chiaramente il versante sud
delle Alpi da quello nord. Solo in
prossimità del massiccio del San
Gottardo, le tre vallate si avvicinano,
permettendo di valicare le Alpi con un
solo passo: dalla Leventina (versante
sud) alla valle della Reuss (versante
nord).

A nord delle Alpi e delle Prealpi (quando


si raggiunge un'altitudine inferiore ai 1
500 m) si estende l'Altipiano, delimitato a
nord-ovest dai rilievi del Giura, a nord-est
dal Lago di Costanza e a sud-ovest dal
Lago Lemano. La regione ha un'altitudine
compresa fra i 400 e i 600 metri ed è
interrotta da numerosi laghi. Poco a sud
di Ginevra, dall'arco alpino si stacca la
catena del Giura, che continua la sua
estensione in territorio francese (Franca
Contea). È un massiccio poco elevato,
mediamente attorno ai 1 000 m che
delimita per 300 km l'Altipiano verso
ovest e verso nord, il punto più alto - la
Crête de la Neige - si trova in territorio
francese a 1 720 m. Due fiumi delimitano
a loro volta il Giura: il Rodano a ovest e
l'Aare a nord. Poco sopra, all'estremità
nord-occidentale della Svizzera, si trova
la città di Basilea che giace sul
Bassopiano renano.[56]

Orografia …
Lo stesso argomento in dettaglio: Alpi
svizzere e Montagne della Svizzera.

In Svizzera svettano complessivamente


74 cime oltre i 4 000 metri, di cui 55
completamente nel territorio svizzero e
19 al confine con l'Italia. Le dodici cime
più alte sono tutte nelle Alpi vallesane. Il
punto più elevato è rappresentato dai 4
634 m sul livello del mare della Punta
Dufour del massiccio del Monte Rosa,
poco distante dall'Italia, mentre la
montagna più alta interamente nel
territorio della Confederazione è il Dom,
di 4 545 m s.l.m., tra Zermatt e Saas Fee.
Il monte svizzero (condiviso con l'Italia)
più noto al mondo è probabilmente il
Cervino, anche conosciuto come
Matterhorn (4 478 m s.l.m.), a sud di
Zermatt. Anche il gruppo composto da
Eiger (3 970 m s.l.m.), Mönch (4 107 m
s.l.m.) e Jungfrau (4 158 m s.l.m.) nelle
Alpi bernesi è uno dei panorami più
fotografati.

Geologia …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Geologia delle Alpi.

La Creux du Van nella catena del Giura (Canton


Neuchatel). Un anfiteatro roccioso (calcare del
Kimmeridgiano) lungo 4 chilometri e alto 160 metri,
ricordo della Glaciazione di Würm.

Differenti fenomeni geologici hanno


concorso alla formazione dell'attuale
paesaggio e della natura del suolo
elvetico. La geologia della Svizzera è
fortemente marcata dalla formazione
delle Alpi (Orogenesi alpina).
Geologicamente le Alpi sono montagne
giovani: pur essendo costituite in
massima parte da rocce del Mesozoico,
sono sorte solo nel Cenozoico. Nel tardo
Cretaceo avvenne una prima collisione
fra la placca africana e quella
euroasiatica (fase Eo-Alpina). In un
secondo tempo (Oligocene e Miocene) la
spinta fra le due placche portò in
superficie gli strati che si erano
depositati sul fondo della Tetide durante
il Triassico e il Giurassico (arenarie,
marne, calcari e argille). Dai rilievi
sgorgarono i primi fiumi che
depositarono nel mare materiale di
erosione, formando la molassa. In
un'ultima fase (coincidente con il
Pliocene) la collisione generò
l'innalzamento della catena del Giura,
portando in superficie anche gli strati di
molassa.

Ai nostri giorni continua la convergenza


delle due placche facendo proseguire
l'innalzamento delle Alpi (dal millimetro
al centimetro annui), bilanciato però
dall'attività erosiva. La Svizzera si ritrova
oggi su una zolla tettonica relativamente
calma, anche se la città di Basilea è stata
distrutta da un sisma il 18 ottobre 1356
(forse il principale evento sismico
dell'Europa centrale). Le regioni
geologicamente più attive sono la Fossa
Renana e il Vallese. Riguardo alla natura
del suolo, partendo da nord, il Giura è
costituito da pieghe calcaree, cui si
sovrappongono nell'Altipiano (sino al
Rigi) gli strati sovrapposti (non piegati) di
molassa. Scomparsa la Molassa, riaffiora
il calcare nelle Alpi settentrionali (Alpi
calcaree del Nord). Le Alpi centrali
(Bristen, San Gottardo) sono costituite da
un massiccio granitico e nella falda
pennidica (Sopraceneri) da gneiss,
micascisti e dolomie. Ricompare il
calcare nelle Prealpi meridionali
(Sottoceneri) con gneis, dolomie, porfiriti
e marmi.[56]

Idrografia …

Fiumi …

Lo stesso argomento in dettaglio: Fiumi


della Svizzera.

I bacini idrografici della Svizzera:


     Reno (Aar)
     Rodano (Doubs, Arve, Venoge)
     Po (Ticino, Diveria, Poschiavino, Mera)
     Adige (Rio Ram)
     Danubio (Inn)

Il Reno a Basilea come porta d'accesso all'Europa.

I maggiori fiumi svizzeri, tra cui i grandi


fiumi europei Reno e Rodano, nascono
dal massiccio del San Gottardo, che dà
alla luce anche il Ticino, che scorre verso
sud, e la Reuss, che forma a nord il lago
dei Quattro Cantoni. Il corso d'acqua più
lungo nel territorio svizzero è il Reno,
lungo 375 km, seguito dal suo affluente
Aar con 295 km e dal Rodano con 264
km. Il bacino idrografico del Reno e
dell'Aar, suo affluente, raccoglie il 68%
delle acque svizzere e le conduce nel
Mare del Nord. Il 18% delle acque,
raccolte dal Rodano e dal Doubs,
confluisce nel Mediterraneo occidentale.
Il 9,6% confluisce invece nell'Adriatico (il
9,3% attraverso il Ticino e il Po e lo 0,3%
attraverso il Rio Ram e l'Adige). Il 4,4%
delle acque, raccolte interamente dall'Inn,
confluisce nel Mar Nero attraverso il
Danubio.[57]
La prossimità di alte vette rende i fiumi
elvetici pericolosi durante vari mesi
dell'anno (a causa della fusione delle nevi
in primavera o delle forti precipitazioni in
autunno), nel 1877 è stata perciò
approvata la Legge federale sulla polizia
delle acque.[58] Le grandi correzioni
fluviali erano però cominciate decenni
prima. Tra il 1711 e il 1714 venne
incanalato il Kander (deviandolo verso il
lago di Thun); tra il 1807 e il 1822 è stato
corretto il corso della Linth; tra il 1865 e il
1885 il Rodano (tra Briga e il lago
Lemano); tra il 1868 e 1878 l'Aar (deviato
nel lago di Bienne); tra il 1888 e il 1914 il
Ticino (→ Piano di Magadino) e la
Maggia; infine tra il 1892 e il 1923 è stato
corretto il corso del Reno tra Coira e il
lago di Costanza.[57]

Laghi …

Lo stesso argomento in dettaglio: Laghi e


dighe della Svizzera.

Lago Ceresio (Canton Ticino)

A causa della sua struttura topografica e


dell'eredità lasciata dalle glaciazioni, il
territorio svizzero ospita circa 1 500
laghi; per la maggior parte si tratta di
piccoli laghi di montagna (→ Lago
glaciale). Nel suo insieme, circa il 3,7%
del territorio è coperto da acque, ma a
formare questa superficie concorrono in
massima parte pochi grandi laghi. Lo
specchio d'acqua con la maggior
estensione in Svizzera è il lago Lemano,
al confine con la Francia (580,03 km², di
cui il 60% in territorio svizzero), formato
dal Rodano, sulle cui rive si trovano
Ginevra e Losanna. Con i suoi 536 km²
(di cui il 23,73% in territorio elvetico) il
lago di Costanza (ted. Bodensee), al
confine con Austria e Germania e
formato dal Reno, è solo leggermente
meno esteso. A sud delle Alpi, il Lago di
Lugano (o Ceresio) e il lago Maggiore (o
Verbano) sono posti al confine con
l'Italia. I laghi più grandi completamente
in territorio elvetico sono: il lago di
Neuchâtel (215,20 km²), il lago dei
Quattro Cantoni (ted. Vierwaldstättersee,
113,72 km²) e il lago di Zurigo (88,17
km²).[59]

Clima …

Nonostante la sua posizione all'interno


del continente europeo, il clima del paese
è influenzato dall'Atlantico. Le correnti
d'aria provenienti da occidente portano
sui cieli svizzeri aria umida e mite, in
modo da raffreddare il clima in estate e
di mantenerlo temperato in inverno. Le
precipitazioni sono abbondanti durante
tutti i mesi dell'anno. Le regioni che si
trovano a Sud delle Alpi sono influenzate
dal clima mediterraneo e registrano
inverni più caldi che al nord. Le valli
alpine risultano riparate dalle forti
precipitazioni e alcune hanno un clima
più secco delle regioni circostanti (2 000
mm di acqua all'anno nelle Prealpi contro
i circa 650 dell'Engadina e i 550 del
Vallese). La variazione di temperatura
nelle diverse località svizzere è
influenzata soprattutto dall'altitudine.
Sull'Altipiano (Mittelland) le temperature
vanno da 1 °C in gennaio ai 17 °C in
luglio. Nel Sud del Ticino sono
mediamente superiori di 2 o 3 °C. Sopra i
1 500 di altitudine le temperature
oscillano dai -5° in gennaio agli 11 °C in
luglio. Una singolarità del clima alpino è
costituita dal favonio (Föhn): vento che
spira in direzione nord-sud al sud delle
Alpi (e in senso inverso al nord delle
stesse) creando delle zone miti e
asciutte nei mesi invernali[60].

Popolazione

Demografia …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Demografia della Svizzera.
Andamento della popolazione della Svizzera dal
1970 al 2006

Densità della popolazione (abitanti per chilometro


quadrato nel 2007).

Con 198 abitanti per chilometro


quadrato, la Svizzera è senz'altro un
paese densamente abitato. La
popolazione tuttavia non si distribuisce
in maniera uniforme sul territorio: è
riscontrabile, al contrario, una notevole
differenza fra un cantone e l'altro (dai 27
ab/km² dei Grigioni, ai 5 045 di Basilea
città). La maggior parte della
popolazione risiede sull'Altipiano (ted.
Schweizer Mittelland, fr. Plateau suisse)
dove, sul 30% della superficie elvetica, si
concentrano i due terzi degli abitanti; qui
si raggiunge una densità media di 450
abitanti per chilometro quadrato. Una
densità poco più elevata si registra
anche all'estremità meridionale del
Paese, nei distretti di Lugano (468
ab/km²) e di Mendrisio (454 ab/km²).[61]

Il primo censimento federale venne


eseguito nel 1850: si contarono
2'392'740 abitanti. Per gli anni precedenti
sono presenti solo delle stime. Si calcola
che la popolazione del Paese raddoppiò
una prima volta tra il 1400 e il 1700
(passando da 0,6 a 1,2 milioni),
raddoppiò una seconda volta tra il 1700 e
il 1850 (da 1,2 a 2,4 milioni) e raddoppiò
una terza volta tra il 1850 e il 1950 (da
2,4 a 4,8 milioni). A partire dal 1950
l'incremento si è fatto ancora più rapido:
annualmente la popolazione è cresciuta
di 71 400 unità nel decennio 1950-1960 e
di 84 000 unità nel decennio 1960-
1970.[62] A partire dal 1970, l'aumento è
continuato, ma con un ritmo meno
elevato: 9 500 unità all'anno nel decennio
1970-1980, 31 640 all'anno nel decennio
1980-1990, 44 969 all'anno nel decennio
1990-2000 e 53 741 all'anno nell'ultimo
decennio (2000-2010).[63] Nella prima
metà del Novecento le ragioni
dell'aumento vanno ricercate
nell'incremento naturale,
nell'allungamento della speranza di vita
(43 anni nel 1880; 80,5 nel 2007) e
nell'abbattimento della mortalità infantile
(134‰ nel 1904; 19‰ nel 1964; 9‰ nel
1980; 4,4‰ nel 2009)[64]. Nella seconda
metà del Novecento (dato il tasso di
fecondità – di 1,2 figli per donna –
inferiore alla soglia di sostituzione)
l'incremento è invece da attribuire
unicamente all'immigrazione.

Immigrazione …
Hermann Hesse in un'immagine del 1927: immigrato
in Svizzera (Basilea) dalla Germania nel 1912, diede
un contributo fondamentale alla letteratura e
ricevette il Premio Nobel nel 1946.

La Svizzera è un paese di immigrazione


da lunga data: nel 1830 gli immigrati
rappresentavano il 2,1% della
popolazione, cresciuti al 18,3% nel 1913.
Da allora il numero è rimasto, in termini
percentuali, praticamente costante. Nel
2012 gli stranieri rappresentavano circa il
22,7% della popolazione, facendo della
Svizzera il paese europeo con la più alta
presenza di immigrati dopo il
Lussemburgo.[65][66] Annualmente viene
naturalizzato circa un decimo della
popolazione straniera (ma la tendenza è
in aumento: le naturalizzazioni sono
triplicate dal 1992 al 2005). Nel 2005
circa un terzo della popolazione
residente era immigrato o discendente di
immigrati. Secondo i dati del 2012, la
maggior parte degli stranieri proviene
dall'Italia (16,2% → Italo-svizzeri), dalla
Germania (15,7%), dal Portogallo (13,0%),
dalla Francia (5,6%), dalla Serbia (5,4%) e
dalla Spagna (3,8%).[65] Nel 2009, 43 400
residenti avevano acquisito la
cittadinanza elvetica.[67]

A coloro che emigrano in Svizzera per


ragioni economiche, vanno aggiunti circa
16 000 richiedenti l'asilo, pari allo 0,21%
della popolazione: una percentuale -
tradizionalmente - più alta di quella dei
paesi vicini.[nota 4]. In passato la Svizzera
ha offerto asilo politico a interi gruppi di
persone in fuga da situazioni particolari.
Durante la seconda guerra mondiale la
Svizzera accolse oltre 51 000 profughi
civili (pari all'1,2% della popolazione
svizzera di allora: 14 000 dall'Italia,
10 400 dalla Francia, 8 000 dalla Polonia,
3 250 dall'Unione sovietica, 2 600 dalla
Germania e 2 200 apolidi;
complessivamente 21 000 erano
ebrei)[68]. Nel 1956 vennero accolti
56 000 rifugiati provenienti dall'Ungheria,
nel 1968 circa 11 000 rifugiati provenienti
dalla Cecoslovacchia, nel 1973 oltre
8 000 rifugiati provenienti dal Cile e altri
8 000 provenienti dal Sud-est asiatico.
Nel 1981 2 500 provenienti dalla Polonia.
A partire dagli anni novanta il flusso si è
intensificato: la Svizzera ha accolto circa
30 000 bosniaci (dal 1992) e 53 000
kosovari (dal 1999)[69]. A partire dal 2000
la principale comunità di rifugiati è quella
eritrea.[70]
Oltre agli stranieri che trasferiscono il
loro domicilio in Svizzera, nel paese
entrano giornalmente (o
settimanalmente) circa (il numero varia
annualmente) 250 000 frontalieri
(lavoratori domiciliati nei paesi vicini che
passano regolarmente il confine per
lavorare, attratti da migliori condizioni di
lavoro).[71] Nel 2012 i frontalieri registrati
erano 264 741. Oltre la metà proviene
dalla Francia (138 542), quindi dall'Italia
(61 801), dalla Germania (55 311),
dall'Austria (8 120) e da altri paesi
europei (967).[72] La maggior parte dei
frontalieri si concentra nella regione
lemanica (89 017), nella Svizzera nord-
occidentale (66 074) e nel Canton Ticino
(55 879).[72]

Emigrazione …

Nova Friburgo, tra il 1819 e il 1830. La città venne


fondata da 261 famiglie svizzere provenienti da
Friburgo, cui si aggiunsero, nel 1824, altri 400 coloni
tedeschi.

Fino al 1900 il saldo migratorio svizzero


era passivo: coloro che lasciavano la
Svizzera erano più numerosi di quelli che
vi arrivavano. Tradizionalmente, prima
che la Costituzione del 1848 lo proibisse,
il mestiere più praticato dagli svizzeri
all'estero era quello del mercenario: si
calcola che dal 1400 al 1848 oltre due
milioni di svizzeri combatterono nelle
guerre europee.[73] Tra la metà
dell'Ottocento e la prima guerra mondiale
emigrarono dalla Svizzera circa 400 000
persone. La maggior parte si diresse
verso gli Stati Uniti (New Bern, 1710;
Purrysburg, 1731; → Emigrazione
svizzera negli Stati Uniti), il Brasile (Nova
Friburgo, 1819), l'Argentina (Villa Lugano,
1908), l'Uruguay (Nueva Helvecia, 1862;
Nouvelle Berne, 1869), l'Australia e il Sud
Africa.[74]
Accanto all'emigrazione economica, vi è
stata, a partire dal XVI secolo, la fuga da
persecuzioni religiose. In particolare
furono gli Anabattisti nel Cinquecento a
dover abbandonare la Svizzera. Alla fine
del Seicento, una nuova ondata di
persecuzioni investì la comunità
mennonita: nel 1693 Jakob Ammann (il
fondatore della comunità Amish) e i suoi
seguaci dovettero rifugiarsi prima sulle
Alpi quindi, nel 1720, in Pennsylvania e
successivamente nell'Indiana (Berne,
1852) dove hanno potuto conservare le
loro peculiarità sino a oggi.[74] Per
designare gli svizzeri emigrati all'estero,
si parla di Quinta Svizzera (dopo le
quattro realtà linguistiche nazionali). I
cittadini svizzeri che risiedono all'estero
sono circa 700 000 (quasi il 10% degli
svizzeri che vivono in patria): la maggior
parte di essi risiede in Francia (179 106),
negli Stati Uniti (74 966), in Germania
(74 966), in Italia (48 638), in Canada
(38 866), nel Regno Unito (28 861), in
Spagna (23 802), in Australia (22 757), in
Argentina (15 624), in Brasile (14 653), in
Israele (14 251) e in Sudafrica (9 035).[75]

Religione …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Religioni in Svizzera.
Il Muro dei Riformatori a Ginevra. Il monumento,
inaugurato nel 1909 nel quartiere di Plainpalais
presso l'Università fondata da Calvino, celebra i
quattro riformatori calvinisti: Guglielmo Farel, lo
stesso Calvino, Teodoro Beza e John Knox.

Religioni in
Svizzera nel
2018 (età degli
intervistati:
15+)[76][nota 5]
██ Cattolici
(35,2%)
██ Evangelici
riformati
(23,1%)
██ Altri
cristiani (5,6%)
██ Musulmani
(5,3%)
██ Ebrei (0,2%)
██ Altre
religioni (1,3%)
██ Senza
indicazione
(1,4%)
██ Senza
confessione:
agnostici, atei o
teisti senza
appartenenza a
religioni (28%)
A livello federale la Svizzera non ha una
religione di Stato. La libertà di culto è
garantita dall'Articolo 49 della
Costituzione federale del 1874, mentre la
Costituzione del 1999 prevede,
all'Articolo 15, la libertà di credo e di
coscienza.[77]

Nel 2018, in Svizzera il 37,2% (3.182.082


persone) della popolazione totale sono
membri della Chiesa cattolica, e il 24,7%
(2.109.360 persone) sono membri della
Chiesa evangelica riformata (100%:
8.546.081 persone).[78]

Dal 2000 (l'ultimo censimento realizzato


nel modo classico[79]) non esistono più
dati relativi alla religione della
popolazione totale. Ma dal 2010 una
rilevazione strutturale è realizzata ogni
anno dall'Ufficio federale di
statistica.[nota 5]

Secondo la rilevazione strutturale del


2018 il panorama religioso svizzero è
piuttosto variegato: la religione
maggiormente praticata è quella
cattolica che raccoglie, tuttavia, meno
della metà dei credenti dai 15 anni in su,
il 35,2%. Alla Chiesa evangelica riformata
aderisce il 23,1%, e altri cristiani
costituiscono il 5,6% della popolazione
dai 15 anni in su. L'Islam è la terza
religione per numero di credenti: il 5,3%
della popolazione dai 15 anni in su. La
comunità ebraica (presente sul territorio
elvetico prima della costituzione della
Svizzera) è concentrata oggi soprattutto
nelle città, dove è organizzata in
comunità: rappresenta lo 0,2% della
popolazione dai 15 anni in su. Secondo
l'Ufficio federale di statistica, il 28,0%
della popolazione dai 15 anni in su non
aderisce ad alcuna religione e il 1,4% non
fornisce alcuna indicazione.[76]

Si discostano dai dati ufficiali quelli


raccolti nel 2005 dall'Eurobarometro.
Secondo l'istituto europeo: il 48% dei
cittadini afferma di “credere
nell'esistenza di Dio”, il 39% sostiene di
credere “in una sorta di spirito o di una
forza vivente”, mentre il 9% ha dichiarato
di “non credere né nell'esistenza di un Dio
né in quella di uno spirito vivente.”[80]

Lingue …

Lingue nazionali e ufficiali …

Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua


italiana in Svizzera.

Ripartizione delle lingue ufficiali in Svizzera (2000).


Le lingue parlate in Svizzera sono quattro,
ossia, in ordine per numero di locutori
materni: il tedesco, il francese, l'italiano e
il romancio. Le prime tre lingue sono
definite "nazionali e ufficiali" a livello
federale. Dal 1938 anche il romancio è
"lingua nazionale" e dal 1999 è inoltre
lingua ufficiale "nei rapporti [della
Confederazione] con le persone di lingua
romancia". Vale a dire che ogni
documento ufficiale pubblicato in
Svizzera deve essere disponibile in
tedesco, francese e italiano, mentre se
ne fornisce una versione in romancio
solo su richiesta.
L'organizzazione del sistema scolastico è
lasciata ai singoli cantoni, quindi in ogni
cantone l'insegnamento viene impartito
nella lingua o nelle lingue ufficiali del
cantone mentre è obbligatorio lo studio
di almeno un'altra delle tre lingue
nazionali. Ogni cittadino svizzero ha il
diritto di potersi rivolgere alle istituzioni
nazionali in una delle tre lingue ufficiali e
di ricevere risposta in tale lingua. Ciò vale
anche per i romanci. Questo
plurilinguismo, però, non vale a livello dei
cantoni e dei comuni, in cui ogni territorio
decide indipendentemente sulle
questioni linguistiche a livello locale.
I confini fra i cantoni svizzeri non
ricalcano quasi mai i confini linguistici: vi
sono, al contrario, cantoni plurilingui. In
17 cantoni si parla solo tedesco, in 4
cantoni solo francese (nel Canton Giura
esiste un unico comune di lingua
tedesca, Ederswiler). Il Canton Vallese, il
Canton Berna e il Canton Friburgo sono
bilingui, tedesco e francese. Il Canton
Ticino è l'unico di lingua italiana (solo il
comune di Bosco Gurin è bilingue
italiano-tedesco). Il Canton Grigioni è
l'unico trilingue: tedesco, italiano e
romancio. Nel 2013, il tedesco era
parlato dal 64,5% degli svizzeri, il
francese dal 22,6% (in 7 cantoni),
l'italiano dall'8,3% e il romancio dallo
0,5%.[2] Il 21,0% della popolazione parla
una lingua non nazionale. Queste
percentuali includono, infatti, i residenti
nel Paese senza cittadinanza elvetica
(23,8% della popolazione alla fine del
2013). Se si tiene invece conto solo dei
cittadini svizzeri, la ripartizione
linguistica, secondo i dati censuali
dell'anno 2000, era la seguente:
germanofoni 72,5%, francofoni 21,0%,
italofoni 4,3%, romanciofoni 0,6%, altri
1,6%.

La percentuale delle lingue non nazionali


parlate come prima lingua nelle case
svizzere è aumentata da meno dell'un per
cento del 1950 al 21% per cento nel
2012,[81] per lungo tempo a spese del
tedesco. Le lingue principali dei residenti
svizzeri dal 1950 al 2012, in percentuali,
sono le seguenti:[82][83]

Anno Tedesco Francese Italiano Romancio Altre

2012[84] 64,9 22,6 8,3 0,5 21,0

2000 64,2 20,0 6,8 0,5 8,5

1990 64,6 19,3 8,0 0,6 7,6

1980 65,7 18,6 9,3 0,8 5,5

1970 65,3 18,7 11,1 0,8 4,0

1960 69,4 18,9 9,5 0,9 1,4

1950 72,1 20,3 5,9 1,0 0,7

Lingue materne in Svizzera


Lingua materna percentuale
tedesco    64,9%
francese    22,6%
 
italiano 8,3%

romancio 0,5%
Lingue senza riconoscimento ufficiale …

Famiglia di Jenisch sul Lago di Lauerz, Canton


Svitto, 1928.

Gli svizzeri germanofoni comunicano tra


di loro usando in stragrande
maggioranza un gruppo di dialetti
tedeschi, spesso definiti unitariamente
svizzero tedesco (Schwitzerdütsch →
tedesco alemanno). L'uso del dialetto si
intensificò a causa della volontà della
comunità germanofona di differenziarsi
dai tedeschi in seguito alla spinta
pangermanista che coinvolse i
tedescofoni fra la fine del XIX secolo e il
periodo nazionalsocialista, quando in
Svizzera il tedesco standard era più
diffuso. In conseguenza di tale processo,
il dialetto si è rapidamente diffuso anche
nei mass-media elettronici e nella
società dello spettacolo a partire dalla
seconda metà del Novecento. Grazie a
quest'evoluzione, lo svizzerotedesco
viene ora utilizzato automaticamente in
quasi tutti i registri linguistici del parlato.
In alcune zone rurali del Vallese del Giura
e del canton Friburgo è parlato il patois
romando, un dialetto della lingua
Arpitana o Francoprovenzale,
recentemente si è anche discusso della
possibilità di dargli uno status simile a
quello del Romancio.

Nonostante questo il patois romando


non è quasi più parlato, in effetti solo
pochi anziani lo conoscono l'unico caso
eccezionale risulta quello del comune di
Evolène in Vallese dove risulta ancora
trasmesso di generazione in
generazione. Questa debolezza è il
risultato di una politica messa in atto
dagli stessi cantoni romandi che
cominciò all'inizio dell'Ottocento, dalla
popolazione veniva considerato una
lingua per i barbari e gli incolti (a
differenza delle zone germanofone e
italofone dove il proprio idioma viene
considerato un simbolo della propria
identità), tutto questo ha portato il patois
sull'orlo dell'estinzione (lo è ancora oggi),
ma a partire dagli anni 70 c'è stato un
cambiamento e sono nati i primi progetti
per la sua tutela. Il primo nel Giura dove
dopo la sua nascita come cantone ha
scritto nella sua costituzione l'obbligo
della sua tutela, infatti fu il primo cantone
a introdurre corsi scolastici facoltativi
per il patois. Oggigiorno esistono varie
associazioni a difesa del patois che si
impegnano a raccogliere i detti e le
parole nelle sue varie forme.
Nel Canton Ticino e nel Grigioni italiano
sono molto diffuse nella comunicazione
quotidiana varietà lombarde, come il
comasco (parlato nella parte meridionale
del Canton Ticino)[85], il ticinese (parlato
nella parte settentrionale del cantone
omonimo e nel Moesano del Canton
Grigioni)[86], poschiavino e bregagliotto
(varianti del dialetto valtellinese parlate
nelle valli omonime del Canton
Grigioni)[85]. L'idioma lombardo,
riconosciuto dall'UNESCO come lingua
regionale[87], non è riconosciuto dal
Canton Ticino come lingua ufficiale, ma è
sostenuto da varie iniziative cantonali tra
cui il Centro di dialettologia e etnografia
che ha pubblicato un dizionario, un
lessico e una raccolta dei documenti
orali.[88] Accanto ai dialetti presenti nelle
tre regioni linguistiche, nel corso dei
secoli, gli Jenisch svizzeri (e altri
itineranti associati alla loro comunità)
elaborarono una lingua propria, lo
Jenisch, imparentata con un dialetto
tedesco tardomedievale (il Rotwelsch).
Lo Jenisch è conosciuto da circa 35 000
persone (100 000 nell'Europa
centrale)[89]. Il serbocroato, infine, viene
parlato o compreso dall'1,5% della
popolazione residente in Svizzera. Si
tratta di immigrati o discendenti di
immigrati provenienti dai Paesi della ex
Jugoslavia (soprattutto Serbia, Croazia e
Bosnia).
Ordinamento dello Stato

Suddivisione amministrativa …

Bandiera marittima svizzera.

La Svizzera politicamente è una


federazione di 26 stati chiamati
cantoni,[nota 6] è stata una
Confederazione solo fino al 1848. Da
quell'anno, pur mantenendo il nome di
Confederazione, si è trasformata in una
repubblica federale. Tradizionalmente è
sempre stata divisa in cantoni, termine
tuttora ufficialmente e correntemente
usato per indicare i vari stati, poiché la
maggioranza di essi sono coestensivi
con gli omonimi cantoni tradizionali (per
esempio Repubblica e Cantone del Ticino,
République et Canton de Neuchâtel).
Appenzello Esterno e Interno, Basilea
città e Campagna, Nidvaldo e Obvaldo
erano, fino alla revisione della
Costituzione del 1º gennaio 2000,
ufficialmente chiamati semicantoni. Oggi
la Costituzione li definisce cantoni. Essi
continuano tuttavia a disporre di mezzo
voto ciascuno nelle votazioni in cui è
richiesta la maggioranza dei cantoni e
dispongono di un solo rappresentante
ciascuno al Consiglio degli Stati, contro i
due degli altri Cantoni.

Germania
Sciaffusa
Basilea Città Turgovia
Basilea Campagna Zurigo
Giura Argovia AR
Francia Soletta AI
Austria
Zugo San Gallo Liechtenstein
Lucerna Svitto Glarona
Neuchâtel
Nidvaldo
Berna Obvaldo Uri
Friborgo Grigioni
Vaud

Ticino

Ginevra Vallese

Italia

Cantoni della Confederazione elvetica


Argovia
Appenzello Interno
Appenzello Esterno
Basilea Città
Basilea Campagna
Berna
Friburgo
Ginevra
Glarona
Grigioni
Giura
Lucerna
Neuchâtel
Nidvaldo
Obvaldo
Sciaffusa
Svitto
Soletta
San Gallo
Turgovia
Ticino
Uri
Vallese
Vaud
Zugo
Zurigo

Enclavi …

Büsingen am Hochrhein e Campione


d'Italia sono enclavi estere in Svizzera. Il
comune tedesco di Büsingen confina a
nord con il Canton Sciaffusa e a sud con
i Cantoni Zurigo e Turgovia, e appartiene
allo spazio doganale svizzero. Campione
d'Italia si trova all'interno del Canton
Ticino, sul Lago di Lugano, poiché il Lago
è extraterritoriale e alcune sue coste
appartengono alle province italiane di
Como e Varese. Il territorio di Campione
d'Italia non rientra nello spazio doganale
svizzero e, dal 1º gennaio 2020, forze di
polizia italiane e svizzere sorvegliano il
confine del comune, essendo questo
entrato nell’area doganale europea a
seguito della risoluzione 2018/0124 del
14 maggio 2018.

Città principali …

Lo stesso argomento in dettaglio: Titolo


di città in Svizzera.
Vista del centro di Zurigo da un satellite NASA

La città di Lugano e il Monte San Salvatore


La città di Basilea, vista dalle sponde del Reno

Le due principali aree metropolitane


svizzere, centri demografici ed
economici, sono la regione di Zurigo e
quella del lago di Ginevra (detta Arco
Lemanico) che comprende le città di
Ginevra e Losanna. Le due aree
contengono entrambe circa 2 milioni di
abitanti. Altre grandi città sono Basilea e
Berna che svolgono un ruolo maggiore
nell'industria e nell'amministrazione.

Lugano è il centro urbano più importante


sul versante sud delle Alpi svizzere. Si
distinguono anche, se non per il numero
di abitanti ma per le loro posizioni
particolari, le città di La Chaux-de-Fonds
a oltre 1 000 metri di altitudine nell'arco
del Giura e quella di Davos che, a 1 560
metri di quota, può essere considerata la
città più elevata d'Europa.

I comuni più estesi sono Scuol (438


chilometri quadrati), Glarona Sud (430
chilometri quadrati), Davos (284
chilometri quadrati) e Bagnes (282,6
chilometri quadrati).
Elenco delle dieci città più popolate della Confederazione
Popolazione Superficie Densità
Stemma Città Distretto Cantone
(ab.) (km²) (ab./km²)

Zurigo 400 028 91,88 4 289 Zurigo Zurigo

Ginevra 191 964 15,93 12 050 — Ginevra

Basilea 174 793 22,75 7 546 — Basilea Città

Berna 140 288 51,60 2 591 Berna-Altipiano Berna

Losanna 133 521 41,37 3 042 Losanna Vaud

Winterthur 101 745 67,93 1 498 Winterthur Zurigo

Lucerna 81 057 37,40 2 089 Lucerna Lucerna

San Gallo 75 310 39,41 1 844 San Gallo San Gallo

Lugano 68 473 75,80 903 Lugano Ticino

Biel/Bienne 53 667 21,21 2 414 Biel/Bienne Berna

Istituzioni …

Università …

È al 1460 che risale la fondazione della


più antica università svizzera: l'Università
di Basilea: L'Università è stata fondata in
collegamento con il Concilio di Basilea,
Ferrara e Firenze. L'atto di fondazione,
sotto forma di bolla papale da parte di
Papa Pio II il 12 novembre 1459, vide la
cerimonia ufficiale di apertura il 4 aprile
1460

Ordinamento scolastico …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Istruzione in Svizzera.

Alcuni degli scienziati che hanno maggiormente


contribuito nelle loro discipline:
Leonhard Euler (matematica)
Louis Agassiz (glaciologia)
Albert Einstein (fisica)
Auguste Piccard (aeronautica)

L'istruzione in Svizzera è organizzata in


diverse maniere perché la costituzione
delega l'autorità per il sistema scolastico
ai cantoni.[90] Ci sono scuole pubbliche e
private, tra cui molte scuole
internazionali rinomate, ma la
maggioranza degli studenti frequenta le
istituzioni pubbliche. La scuola
dell'obbligo ha una durata di 11 anni in
tutti i cantoni e comincia a circa 4 anni, è
divisa tra scuola dell'infanzia, scuola
elementare e secondaria I.[90]
Tradizionalmente, la prima lingua
straniera nelle scuole è sempre stata una
delle altre lingue nazionali, anche se di
recente (2002) l'inglese è stato introdotto
come prima lingua in alcuni cantoni.[90]
Alla fine della scuola dell'obbligo la
maggioranza degli studenti sceglie di
proseguire gli studi con la scuola
secondaria II, che ha una durata di tre o
quattro anni. Altri scelgono la via della
formazione professionale.[90]

Forze armate …

F/A-18 Hornet delle forze aeree svizzere


«Stettono Roma e Sparta molti
secoli armate e libere. Svizzeri
sono armatissimi e liberissimi.»

(Niccolò Machiavelli - Il Principe,


cap. XII)

L'esercito svizzero (ted. Schweizer Armee,


fr. Armée suisse, rom. Armada svizra) è
composto dalle forze terrestri e dalle
forze aeree (ted. Schweizer Luftwaffe, fr.
Forces aériennes suisses, rom. Aviatica
militara svizra). Senza sbocco al mare, la
Svizzera non possiede una marina
militare, benché vengano impiegate
imbarcazioni militari per il
pattugliamento dei laghi frontalieri.
La particolarità dell'esercito svizzero è il
sistema di milizia. I soldati professionisti
(istruttori militari e soldati di guardia alle
ambasciate svizzere in alcuni Paesi)
costituiscono solo il 5% del personale
militare. Il resto è formato da cittadini tra
i 20 e i 34 anni di età (in certi casi fino ai
50 anni). Agli Svizzeri viene proibito di
servire in eserciti stranieri, fatta
eccezione per la Guardia Svizzera
Pontificia.

La struttura del sistema di milizia implica


per il soldato il mantenimento al suo
domicilio dell'equipaggiamento
personale, incluso il noto coltellino
militare e l'arma personale, solitamente il
fucile d'assalto SIG-550). L'obbligo di
servizio riguarda tutti i cittadini svizzeri
maschi; le donne possono servire su
base volontaria. I coscritti ricevono
l'ordine di marcia generalmente verso i
19 anni. Il reclutamento avviene su base
distrettuale. Ogni anno 24 000 nuove
reclute vengono addestrate per un
periodo di tempo compreso tra le 18 e le
21 settimane. Il modello Esercito XXI è
stato adottato per votazione nel 2003, e
ha sostituito il precedente Esercito 95: la
riforma ha comportato un riduzione degli
effettivi da 400 000 a 210 000 unità, delle
quali 130 000 in servizio attivo e 80 000
riservisti.[91]
L'esercito svizzero è nel complesso poco
costoso: nel 2010 la Confederazione ha
speso circa 4,141 miliardi di franchi per
la difesa, che rappresentano lo 0,8% del
PIL svizzero.[92] Nell'Esercito svizzero il
grado di generale viene attribuito solo in
caso di guerra, quando il Consiglio
federale dichiara la mobilitazione. Dopo
la guerra del Sonderbund, quando venne
eletto generale Guillaume-Henri Dufour,
sono state dichiarate tre altre
mobilitazioni: in occasione della guerra
franco-prussiana nel 1870 (venne eletto
generale Hans Herzog), all'inizio della
prima guerra mondiale (generale Ulrich
Wille) e nel settembre 1939, in seguito
all'attacco alla Polonia da parte della
Germania (generale Henri Guisan). In
ossequio alla sua neutralità la Svizzera
non partecipa ai conflitti militari esteri,
militi disarmati possono tuttavia essere
impiegati in missioni di pace: soldati
svizzeri svolgono, per esempio, missioni
di sorveglianza al confine fra le due
Coree.[93] Nel 1992 e 2007 si sono
verificate — in entrambi i casi per sbaglio
— due invasioni accidentali del
Liechtenstein.[94][95][96]

Nel 2010 il Servizio di Informazione


Strategico (SND in tedesco, SRS in
francese) e il Servizio di Analisi e
Prevenzione (DAP in tedesco, SAP in
francese) sono stati raggruppati nel
Servizio delle attività informative della
Confederazione (ted. Schweizer
Nachrichtendienste, fr. Services de
renseignements suisse). I compiti del
servizio di informazione sono: le indagini
sul terrorismo e sulla proliferazione di
armi non convenzionali, la prevenzione di
attacchi contro le infrastrutture e la
raccolta di informazioni sensibili.[97] Dal
2000 il Dipartimento militare gestisce
anche il sistema di intercettazioni Onyx.
Ricevitori per l'ascolto e il vaglio del
traffico di informazioni sono posizionati
nella località di Zimmerwald (BE),
Heimmenschwand-Buchholterberg (BE) e
Leuk (VS).[98]
Politica
Lo stesso argomento in dettaglio: Politica
della Svizzera.

Politica interna …
Democrazia diretta

In Svizzera la democrazia ha sia


forma diretta sia rappresentativa.
La fusione delle due forme non è
una caratteristica unica della
Svizzera, ma rispetto agli altri paesi ciò è
accentuato. I cittadini possono sia proporre
leggi sia respingere leggi già approvate dal
parlamento.

Sono presenti numerosi metodi per


consultare il popolo, a livello federale, a
seconda della questione:

Iniziativa popolare per la revisione totale


della Costituzione federale. 100 000
aventi diritto di voto possono proporre la
revisione totale della Costituzione e tale
revisione è obbligatoriamente sottoposta
al Popolo per approvazione.
Iniziativa popolare per la revisione
parziale della Costituzione federale
elaborata. 100 000 aventi diritto di voto
possono chiedere la revisione parziale
della Costituzione presentando un
progetto di legge elaborato; tale revisione
è sottoposta al voto del Popolo e dei
Cantoni.
Referendum obbligatorio. Devono essere
approvate dal voto del Popolo e dei
Cantoni le modifiche della Costituzione, i
trattati internazionali, gli aumenti o le
diminuzioni d'imposte, l'introduzione di
nuove imposte e le leggi federali
dichiarate urgenti.
Referendum facoltativo. Se 50 000
aventi diritto di voto o otto Cantoni
(repubbliche federate della Svizzera) ne
fanno richiesta sono sottoposti al voto
del Popolo: le leggi federali, le leggi
federali dichiarate urgenti (con durata di
validità superiore a un anno), i decreti
federali e i trattati internazionali.

La base della Confederazione è la


Costituzione del 1848, che è stata
modificata nel 1874 ed è rimasta
inalterata fino alla votazione del 1999,[99]
quando il popolo adottò una magna
charta totalmente rinnovata. Tra gli stati
moderni, la Svizzera è il solo a essere
governato per mezzo della Democrazia
diretta. Il parlamento svizzero, inoltre,
non è composto da politici professionisti.
Le camere federali si riuniscono quattro
volte all'anno per tre settimane. Questo
permette ai parlamentari di lavorare tra
una sessione e l'altra. Nonostante i
problemi che comporta il sistema dei
politici part-time ("di milizia"), vi è una
forte opposizione popolare a una sua
eventuale modifica, poiché è convinzione
comune che nella situazione attuale i
parlamentari siano più vicini ai problemi
dei cittadini elettori e che, facendo
anch'essi parte del mondo del lavoro,
possano portare la loro esperienza
professionale all'interno delle discussioni
parlamentari.
Amministrazione pubblica …

A livello federale l'amministrazione


pubblica svizzera risulta divisa in sette
dipartimenti (ministeri), alla guida dei
quali si trovano i sette consiglieri federali:

Ueli Maurer (UDC) al Dipartimento


federale delle finanze
Simonetta Sommaruga (PS) al
Dipartimento federale dell'ambiente,
dei trasporti, dell'energia e delle
comunicazioni e Presidente;
Ignazio Cassis (PLR) al Dipartimento
federale degli affari esteri;
Guy Parmelin (UDC) al Dipartimento
federale dell'economia, della
formazione e della ricerca.
Viola Amherd (PPD) al Dipartimento
federale della difesa, della protezione
della popolazione e dello sport;
Karin Keller-Sutter (PLR) al
Dipartimento federale di giustizia e
polizia;
Alain Berset (PS) al Dipartimento
federale dell'interno.

Sempre a livello federale il potere


legislativo è esercitato da due camere, il
Consiglio Nazionale e il Consiglio degli
Stati. I cantoni svizzeri mantengono gran
parte della loro sovranità. In alcuni
piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e
Untervaldo) è ancora in vigore la pratica
della Landsgemeinde: l'assemblea dei
cittadini si riunisce all'aperto e vota per
alzata di mano.

Il budget dell'amministrazione pubblica


viene deciso dal Parlamento che, in caso
di aumento delle imposte, deve
obbligatoriamente sottoporre la richiesta
al popolo svizzero attraverso un
referendum. Nel 2009 nella casse
federali sono entrati circa 63 027 milioni
di franchi e sono stati spesi circa 58 552
milioni di franchi (la differenza è stata
accantonata per ridurre ulteriormente il
debito pubblico).[100]

Politica estera …
La sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Prima
dell'ONU, la città aveva ospitato la sede della
Società delle Nazioni dal 1º novembre 1920.

La politica estera della Svizzera è


improntata da cinque secoli (dal 1515)
alla neutralità. Questo non ha impedito di
sviluppare, soprattutto negli ultimi anni,
una politica estera attiva, tesa ad
appianare le divergenze fra stati terzi ("i
buoni uffici"), a promuovere attivamente i
diritti umani e a garantire le basi naturali
della vita (l'impegno per lo sviluppo e
l'affermazione di un sistema ambientale
internazionale). Oltre a ospitare la sede
delle Nazioni Unite, la Svizzera è la patria
e la sede di due grandi organizzazioni
internazionali: la Croce Rossa, fondata a
Ginevra, e il World Wildlife Fund (WWF),
fondato a Zurigo, ma con sede a Gland,
nel Canton Vaud. Nel 1960 la Svizzera ha
dato vita all'Associazione europea di
libero scambio (AELS), ne è tuttora
membro insieme con la Norvegia, il
Liechtenstein e l'Islanda. Nel 1963 la
Svizzera ha aderito al Consiglio d'Europa
e nel 1975 all'Organizzazione per la
Sicurezza e la Cooperazione in Europa
(OSCE). Membro anche
dell'Organizzazione per la Cooperazione
e lo Sviluppo Economico (OECD), nel
1992 la Confederazione è entrata a far
parte del Fondo Monetario Internazionale
(FMI) e nella Banca Mondiale (WB). Il 10
settembre 2002, con l'approvazione
popolare, la Svizzera è entrata a far parte
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
(ONU)[101], come centonovantesimo
Stato.[102]

La Svizzera e l'Unione europea …

In generale la Svizzera affronta la politica


europea, così come quella estera, con
prudenza e pragmatismo. Dopo il
fallimento di alcuni referendum su
un'eventuale adesione (ma con margini
molto ristretti: il primo di questi, sullo
Spazio economico europeo nel 1992,
venne respinto dal 50,3% dei votanti), la
Svizzera ha scelto una via basata su
accordi bilaterali con l'Unione europea.
Nel 2000 un importante pacchetto di 7
accordi, rispettivamente su libera
circolazione delle persone, trasporto
aereo, trasporti terrestri, agricoltura,
ostacoli tecnici al commercio, appalti
pubblici e ricerca, ha avuto l'avallo
popolare. Questo pacchetto di 7 accordi
è tenuto insieme dalla cosiddetta
clausola ghigliottina, ossia che se uno
solo dei 7 accordi viene messo in
discussione, cade l'intero pacchetto. Nel
giugno del 2005 la Svizzera ha aderito
agli accordi di Schengen, negoziandone
l'attuazione pratica in modo da
mantenere controlli saltuari alle frontiere,
e reclamando un eventuale diritto di
rescissione.[103] Il 25 settembre 2005, un
altro referendum ha esteso l'accordo
della libera circolazione delle persone ai
10 Paesi entrati nell'UE nel 2004 (il
referendum riguardava solo questo
accordo, in quanto gli altri 6 si erano già
automaticamente estesi ai nuovi Paesi).

Il 26 novembre 2006, sulla scia delle


trattative bilaterali in corso, un ulteriore
referendum ha permesso l'approvazione
della "Legge federale sulla cooperazione
con i Paesi dell'Est": tale legge funge da
base legale per il versamento di un
miliardo di Franchi svizzeri (650 milioni di
Euro), che avviene a tappe nell'arco di 10
anni, dal 2006 al 2016, a sostegno dello
sviluppo sociale ed economico dei 10
Paesi che hanno aderito all'UE nel 2004.
Il 12 dicembre 2008 la Confederazione è
entrata nell'area Schengen come 25º
Paese. Da allora non vi è più nessun
controllo alla frontiera per le persone,
mentre sono stati mantenuti i controlli
per le merci. L'8 febbraio 2009 il popolo
svizzero è stato chiamato a rispondere
attraverso un referendum alla domanda
se allargare l'accordo sulla libera
circolazione delle persone anche alla
Romania e alla Bulgaria e al rinnovo dello
stesso accordo con gli altri stati Europei;
il risultato è stato positivo con il 59,6% di
preferenze.[104]

Economia
Lo stesso argomento in dettaglio:
Economia svizzera.

Condizioni economiche …

Banconote svizzere: il franco svizzero cominciò a


circolare nel 1848, nel 2010 era la sesta moneta più
utilizzata al mondo.[105]
La Svizzera è una stabile e moderna
economia di mercato. Detiene il primato
della libertà economica in Europa
(2010)[106] e il primato della competitività
a livello mondiale (2009, 2010 e
2011).[47] Fino alla prima rivoluzione
industriale, l'economia elvetica si basava
quasi unicamente sull'agricoltura, come
nella larghissima maggioranza degli altri
stati europei. Tuttavia le novità in campo
tessile provenienti dal Regno Unito
trovarono terreno molto fertile, questo
permise al paese di diventare uno degli
Stati più industrializzati d'Europa.
Dall'industria tessile nacquero quella
meccanica (iniziatasi con la produzione
di telai meccanici) e quella chimica (nata
dalla produzione di coloranti per i tessili).
La Svizzera, nonostante le ridotte
dimensioni del mercato interno, riuscì a
cavalcare la seconda rivoluzione
industriale: dall'industria meccanica
nacque successivamente la meccanica
di precisione, mentre dall'industria
chimica nacque quella farmaceutica.
Parallelamente, anche su pressione dei
paesi vicini, la Svizzera si impegnò nella
costruzione di linee ferroviarie che
attraversavano il paese. A seguito di
questi grandi cantieri nacquero le grandi
banche industriali (Credit Suisse e,
successivamente, dopo varie fusioni,
UBS). La fusione tra Unione di Banche
Svizzere (UBS) e Società di Banche
Svizzere (SBS) per creare l'odierna UBS
avvenuta nel 1998 segnò una grande
svolta nella storia dell'economia svizzera
e della banca, che finalmente poteva
competere con i leader mondiali di
private banking, investment banking,
private equity e wealth
management.[107][108][109]

St. Moritz in Engadina, con il Lago. Il turismo


costituisce una fonte di reddito importante per le
regioni di montagna.
A Zurigo vi è la sede della borsa Svizzera,
il SIX Swiss Exchange, che ricopre un
ruolo molto importante in campo
internazionale, soprattutto nel settore
finanziario e nel commercio dell'oro. Con
una capitalizzazione di circa 1 100
miliardi di dollari americani, il SIX Swiss
Exchange è la quindicesima borsa del
pianeta e la quinta in Europa (dopo
l'Euronext, Londra, Madrid e Francoforte).
Alla neutralità e all'isolazionismo politico
della Svizzera fa da contrappeso la forte
integrazione della sua economia con
quella mondiale (in particolare con
l'Unione europea). Le imprese svizzere, in
parte grazie alla stabilità politica del
paese, si sono internazionalizzate,
soprattutto nella seconda metà del
Novecento. Oggi la Svizzera annovera
parecchie e dinamiche imprese
transnazionali: Nestlé (alimentari), ABB
(tecnologia per l'energia), Holcim
(cemento), UBS e Credit Suisse (banche),
Swatch e Rolex (orologi), Swiss Life e
Swiss Re (assicurazioni), Novartis,
Hoffmann-La Roche e Actelion (farmaci),
Lonza (biotecnologie), Synthes
(ingegneria biomedica), Syngenta
(fertilizzanti). Inoltre, nonostante le
ridotte dimensioni, la Svizzera si trova al
centro dei grandi flussi monetari mondiali:
nel 2010 è stata, in termini assoluti, il
sesto Paese per investimenti effettuati
all'estero (911,5 miliardi di dollari)[110] e il
decimo per investimenti esteri ricevuti
(576,2 miliardi di dollari);[111]; in termini
pro-capite è al primo posto.[nota 7]

Energia …

La diga di Mauvoisin nel Vallese. L'energia di origine


idroelettrica costituisce circa 55% dell'energia
elettrica in Svizzera

Lo stesso argomento in dettaglio:


Produzione di energia elettrica in
Svizzera ed Energia nucleare in Svizzera.
Lo sviluppo dell'economia energetica è
stato analogo al resto dell'Europa. Ci
sono tre periodi nella storia dello
sfruttamento energetico. Prima della
metà del XIX secolo, l'economia
energetica era circoscritta all'ambito
locale e impiegava soprattutto legname
(industria del legno, carbonaia) e
biomassa (lavoro umano e animale),
risorse quindi in gran parte rinnovabili. In
maniera limitata venivano anche
sfruttate l'energia eolica per la
navigazione e quella idrica, la torba e, dal
XVIII secolo, anche il carbone indigeno.
Dal 1860 per un secolo, la società
industriale usava il carbone come
principale fonte energetica, che doveva
importare in grandi quantità.

Dal 1940 prese piede l'uso dell'energia


idroelettrica, venne sfruttata grazie a
centrali fluviali e alle prime grandi dighe,
tra le quali alcune superiori ai 200 metri
di altezza: Mauvoisin (1957), Grande
Dixence (1961), Luzzone (1963) e
Vogorno (1965); occupò comunque una
percentuale limitata rispetto al carbone
per quanto riguarda i consumi. Dopo gli
anni 1960, la società dei consumi coprì il
proprio fabbisogno energetico
principalmente con il petrolio e il gas
naturale[112] e in misura minore con
l'energia idroelettrica e il carbone e più
tardi anche con l'energia nucleare
(Gösgen, Leibstadt). La decisione di
munirsi di centrali nucleari era stata
determinata, durante il periodo della
guerra fredda, dalla necessità di produrre
uranio arricchito per la produzione di
ordigni nucleari, atti alla difesa del paese
da parte di paesi aggressori. Con
l'occasione, furono pure approntati rifugi
antiatomici, al fine di dare rifugio e
accoglienza, limitati però a solo il 30%
della popolazione medesima.

In seguito alla crisi petrolifera e al


crescente inquinamento dell'ambiente si
è ricorso anche a fonti energetiche
alternative, sebbene in un modo limitato.
I due assi portanti della politica
energetica svizzera sono diventati la
promozione delle energie rinnovabili e
l'incoraggiamento dell'efficienza
energetica.

Nel 2011, il governo svizzero si è


prefissato di arrivare nel 2050 a una
riduzione del 100% della produzione di
energia nucleare, sostituendola con fonti
pulite, senza però fissare obiettivi
intermedi graduali.[113]

Trasporti …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Trasporti in Svizzera.
Un Intercity sulla linea del Gottardo.

La rete di trasporti in Svizzera è molto


ben sviluppata: le ferrovie coprono in
modo capillare tutto il territorio. Gli
autopostali collegano innumerevoli
stazioni alle località più discoste. Il
tariffario è unificato tra treni, autobus,
battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria
automatica delle Ferrovie Federali
Svizzere è possibile selezionare la
maggior parte delle destinazioni, anche
se fanno capo ad altre imprese di
trasporti. Un sistema d'orario cadenzato
fu istituito già negli anni settanta-ottanta.

Dal 2005, oltre all'apertura della tratta ad


alta velocità Mattstetten (Berna) -
Rothrist (Argovia), tra Berna e Zurigo, un
sistema di nodi in corrispondenza dei
principali centri ha migliorato la
connettività tra le regioni. La maggior
parte dei treni di lunga percorrenza
entrano in stazione nei 10 minuti
precedenti o successivi l'ora in punto. È
quindi possibile ripartire nei 10/15 minuti
seguenti verso destinazioni regionali e
locali. Sulle linee principali i treni
transitano ogni mezz'ora. Attualmente è
allo studio la cadenza di 15 minuti sulle
linee principali (Ginevra-Losanna-Berna-
Zurigo-San Gallo).

La Stazione di Basilea (FFS) è la prima stazione


internazionale d'Europa.

Nel 1998 è cominciata la costruzione


della galleria ferroviaria più lunga del
mondo (progetto AlpTransit Gottardo) di
57 km che, inaugurata ufficialmente il 1º
giugno 2016 (in anticipo rispetto ai tempi
previsti) alla presenza delle Autorità
politiche nazionali e internazionali ha
dato il via al passaggio di treni merci.
Dall'11 dicembre 2016 circolano
ufficialmente anche i treni viaggiatori che
da Bellinzona a Lucerna, in direzione
Zurigo e Basilea risparmiano oltre
mezz'ora, avvicinando ulteriormente il
sud al nord dell'Europa. L'AlpTransit
comprende anche la galleria di base del
Lötschberg di 34,6 km (linea Basilea-
Milano via Berna-Sempione-
Domodossola), terza più lunga del
mondo, inaugurata nel 2007 e la galleria
di base del Monte Ceneri di 15,4 km, la
cui apertura è prevista nel 2020 e ridurrà
ulteriormente i tempi di percorrenza da
Milano a Zurigo, accorciando la tratta da
Lugano a Bellinzona. Su richiesta del
Cantone Ticino è in corso di
realizzazione la bretella Locarno –
Lugano che, attraverso la galleria del
Ceneri, servirà anche a smaltire il traffico
regionale ticinese, riducendo i tempi di
percorrenza del tratto tra le due località
dagli odierni 55 minuti a 22 minuti. Le
NTFA (nuove trasversali ferroviarie
alpine) sono un progetto molto
dispendioso che è nato con l'intento di
trasferire la maggior parte degli autocarri
che attraversano il paese su rotaia e
ridurre di conseguenza il traffico e
l'inquinamento stradale.
Autobus (chiamato Autopostale in Ticino) sulla
strada del passo del Susten. Nelle regioni di
montagna i trasporti possono diventare attrazioni
turistiche.

Secondo le cifre pubblicate a fine 2006


dall'Ustra (Ufficio federale delle strade)
sono in servizio 1 758,2 km di strade e
semiautostrade, ciò che corrisponde
circa al 93% della rete pianificata. I tratti
ancora in costruzione per ordine di
importanza sono: A9 tra Sierre e Briga, in
Vallese; A16 "Transgiurassiana"
Tavannes (BE) - Delémont (JU) - confine
francese presso Boncourt (JU); A5
circonvallazione di Biel/Bienne (BE).
Per assicurare l'approvvigionamento di
materie prime estere durante i due
conflitti mondiali, la Svizzera si dotò di
una piccola flotta mercantile. Le basi
giuridiche per l'esistenza della bandiera
svizzera sul mare sono state create
durante la seconda guerra mondiale da
una decisione del Consiglio federale del
9 aprile 1941. Benché gli impegni per
costituire una marina mercantile
risalgano già agli inizi dell'esistenza della
Confederazione nel 1848, il 9 aprile 1941
è considerato come la data di nascita
della flotta nazionale. Nel 1957 il diritto
di emergenza del settore marittimo è
stato sostituito dalla legge federale sulla
navigazione marittima sotto bandiera
svizzera. Pur non disponendo di un
accesso diretto al mare, la Svizzera
possiede una flotta mercantile composta
di 23 navi per una capacità totale di
trasporto di un milione di tonnellate circa,
costituendo così la più grande flotta
navale degli Stati senza sbocco sul mare.

Poste e telecomunicazioni …

Il servizio postale è garantito


essenzialmente da La Posta Svizzera
(ted. Die Schweizerische Post, fr. La Poste
Suisse, rom. La Posta Svizra), principale
erede della Posta federale, creata il 1º
gennaio 1849. Oggi La Posta, con sede a
Berna, è un'azienda di diritto pubblico
gestita con criteri d'efficienza (nel 2007
ha conseguito un utile di 909 milioni di
franchi, 825 milioni nel 2008[114]), detiene
il monopolio degli invii postali fino a 100
grammi. La sua rete di 2500 uffici postali
copre capillarmente il territorio elvetico e
gli enclavi di Campione e di Büsingen. La
divisione PostMail assicura il servizio
postale interno, con un servizio separato
per le imprese; PostLogistics si occupa
dell'invio di merci, operando
principalmente con le aziende;
PostFinance offre servizi di pagamento;
mentre Swiss Post International si
occupa degli invii all'estero.[115] I
principali fornitori di servizi di
telecomunicazione sono Swisscom, una
società anonima (presente nello SMI)
controllata dalla Confederazione (che
detiene il 52% del capitale azionario) e
UPC Svizzera; entrambi offrono
connessione internet basata su fibra
ottica su gran parte del territorio
nazionale. Oltre ai servizi di telefonia
(Natel) assicura le connessioni internet a
banda larga (DSL, dal 2007, VDSL e, dal
2012, VDSL2) su gran parte del territorio
nazionale.[116]

Settori economici …

Industria orologiera …
L'Omega Speedmaster, noto per essere stato portato
dagli astronauti durante le missioni lunari Apollo.
Oggi la Svizzera produce metà del valore degli
orologi del mondo.[117]

L'industria orologiera svizzera è radicata


tradizionalmente nella svizzera romanda,
portata in terra elvetica dai profughi
ugonotti in fuga dalle persecuzioni
cattoliche in Francia. Inizialmente la
lavorazione avveniva a domicilio, nelle
case, soprattutto nel Canton Neuchâtel:
qui dai 3 000 ai 4 000 artigiani
fabbricavano orologi e strumenti di
precisione (e la loro produzione si
avvantaggiò notevolmente dal blocco
napoleonico che escluse dal continente i
concorrenti prodotti inglesi). Anche a
Ginevra il settore orologiero conobbe una
forte espansione, rivolgendosi alla
produzione di piccoli orologi da donna e
di carillon e arrivando a occupare circa
2.800 orologiai, orefici e gioiellieri. Negli
anni trenta dell'Ottocento, gli operai
ginevrini presero la via delle officine
specializzate come la Vacheron &
Constantin, meccanizzata a partire dal
1839 e attrezzata per produrre pezzi
intercambiabili di orologi, quasi una
seconda rivoluzione industriale che
riguardava l'intero settore orologiero.
Durante gli anni sessanta e settanta
l'esportazione di orologi svizzeri ha
subito un forte rallentamento a causa
della concorrenza giapponese (che aveva
messo sul mercato precisissimi orologi
digitali al quarzo). Le principali ditte
erano: Casio, Seiko, Citizen, Orient,
Kentex, Zumona e BISM.

All'inizio degli anni ottanta un


imprenditore svizzero-libanese, Nicolas
Hayek, rilanciò l'industria orologiera
svizzera creando la Swatch.
L'assemblaggio era completamente
automatizzato e il prodotto finito
risultava meno caro del 20%. Lo Swatch
ebbe un immediato successo e rilanciò
(diffondendo nuovamente l'immagine di
un'industria elvetica di precisione) anche
le imprese orologiere svizzere che
continuavano a produrre orologi in
maniera artigianale, come Mondaine (gli
orologi delle FFS). Swatch Group rimane
la principale impresa produttrice di
orologi, mentre il gruppo Richemont
(proprietaria, fra gli altri, del brand
Cartier) è la principale azienda attiva nel
commercio di beni di lusso e di orologi.
Entrambi sono presenti nello Swiss
Market Index e rappresentano il 4,2%
dell'indice.

Industria alimentare …
Sede della Nestlé a Vevey, nel Canton Vaud.
Cioccolato svizzero

Forse l'aspetto più distintivo


dell'industria alimentare svizzera
è la produzione del cioccolato. Nel 1697 il
sindaco di Zurigo, Heinrich Escher, fece una
vacanza in Spagna, dove assaggiò la
cioccolata (giunta da poco dalle Americhe)
e ne rimase estremamente colpito.

La prima fabbrica di cioccolato in Svizzera


venne aperta da François-Louis Cailler nel
1819 a Corsier, presso Vevey. Nel 1826
Philippe Suchard impiantò una seconda
fabbrica di cioccolata a Serrières. Poi ne
seguirono altre. Sempre a Vevey si iniziò a
mescolare il cacao con il latte, il principale
prodotto della regione e nel 1875 Daniel
Peter perfezionò il procedimento, creando il
cioccolato al latte. A Berna Rodolphe Lindt,
con un nuovo procedimento (chiamato
concaggio), produsse, nel 1879, il
cioccolato fondente e ancora a Berna Jean
Tobler aprì nel 1867 il suo primo
stabilimento, Tobler & Cie, nel quale il figlio
Theodor, nel 1908, creò il Toblerone. Fra il
1890 e il 1920 l'industria svizzera del
cioccolato conobbe una fortissima
espansione: poco meno di tre quarti del
cioccolato veniva esportato.[118]

La Svizzera cominciò precocemente a


esportare prodotti alimentari lavorati:
formaggi (Gruyère e Emmentaler),
concentrati di carne (dadi da cucina),
carne in scatola, minestre liofilizzate,
latte in polvere, alimenti a base di latte
per neonati. Nel 1938 la Nestlé (fondata
nel 1866 dal chimico Henri Nestlé e
dedita alla produzione di latticini) mise a
punto un procedimento per liofilizzare il
caffè, creando, appunto, il Nescafé. Il
prodotto ebbe un'immediata diffusione
nei paesi vicini e nel 1942 l'esercito
americano lo adottò (inserendolo nella
"Razione K") e ne decretò il successo.[119]
Nestlé è la più grande azienda alimentare
a livello mondiale e rappresenta da sola il
23,4% dello SMI.

Nel 1886 a Lenzburg venne fondata la


Conservenfabrik Henckell & Zeiler
specializzata nel commercio delle
marmellate, dei succhi di frutta e della
frutta sciroppata. Nel 1910 il nome
dell'impresa venne cambiato in Hero e da
quella data l'azienda intraprese una
rapida espansione all'estero (è presente
in oltre 50 paesi).

Industria chimica e farmaceutica …

La torre Roche (edificio più alto del Paese) a


Basilea.
L'epicentro dell'industria chimica e
farmaceutica svizzera è la città di
Basilea. Inizialmente le principali
produzioni di Basilea erano i tessuti e i
nastri di seta. Proprio per soddisfare le
esigenze di questo settore, nacquero le
industrie chimiche: dopo la scoperta dei
coloranti artificiali alla fine degli anni
cinquanta dell'Ottocento, due modeste
imprese della città cominciarono a
produrne per rifornire la locale industria,
ma la concorrenza dei già affermati
Konzerns tedeschi spinse le piccole
imprese elvetiche a specializzarsi in
prodotti esotici e di prezzo elevato, un
settore nel quale conquistarono
praticamente il monopolio mondiale.
Questo costituì la base della moderna
industria farmaceutica basilese, che nel
1895 era, per dimensioni, solo un quinto
di quella della Germania, ma equivaleva a
quella di tutti gli altri paesi europei messi
insieme. Nel 1882 le imprese attive in
ambito chimico e farmaceutico si
riunirono nella SGCI (Schweizerische
Gesellschaft für Chemische Industrie), la
Società Svizzera per l'Industria Chimica,
oggi parte di Economiesusse
(associazione mantello delle industrie
elvetiche). Il settore chimico e
farmaceutico conta 67 000 collaboratori.
La maggior parte è impiegata nella
ricerca e nello sviluppo. Circa un terzo di
quanto viene prodotto dal settore, viene
esportato[120]. Le principali aziende sono:
Novartis, Roche e Actelion (che assieme
rappresentano circa un terzo dello Swiss
Market Index).

Biotecnologie …

Una potente industria di chimica di base


e una consolidata industria meccanica
orientata alla fabbricazione di oggetti di
precisione forniscono le basi dell'attuale
industria biotecnologica svizzera. Le
industrie attive nel settore delle
bioteconologie sono raggruppate
nell'associazione Swiss Biotech
Association (SBA). Le imprese hanno
sede in aree apposite create in
collaborazione con la Confederazione e i
Cantoni: Biovalley Basel (regione di
Basilea e di Soletta, dove sono presenti
circa 900 aziende biotecnologiche[121]),
Greater Zürich Area (regione di Zurigo),
BioAlps (arco lemanico fra Ginevra e
Losanna), Biopolo Ticino (Lugano-
Manno, dove sono attive: Cerebios
Pharma, 3A Medica, Telormedix, Swiss
Stem Cell Bank, Mondo Biotech,
Micromacinazione, Isolation Solutions,
Helsin). Le imprese attive nel settore
biotecnologico sono 229: 91 fornitori
(biotech suppliers) e 138 aziende il cui
core business è la biotecnologia (core
biotech companies). Nel 2005 il settore
impiegava 14 440 addetti e registrava un
fatturato di 5 961 milioni di franchi.[122]
Nel 2010, con 19 000 addetti, il fatturato
è salito a 9 200 milioni di franchi;
facendo della Svizzera il paese con il più
alto numero di aziende biotecnologiche
in rapporto agli abitanti.[123] Le principali
imprese elvetiche del settore sono:
Lonza (Basilea) e Synthes (Soletta).

Industria meccanica …

Fra i prodotti più conosciuti dell'industria di


precisione vi è il coltellino svizzero. Si riconosce per
il colore rosso del manico, che oltre a richiamare la
bandiera svizzera lo rende facilmente visibile se
cade nella neve.
Con l'acronimo mem o SwissMem, si
designano le imprese elvetiche attive nei
settori delle macchine, dell'elettronica e
dei metalli. Nella seconda metà
dell'Ottocento la Svizzera ha cominciato
a produrre telai meccanici per il
fabbisogno dell'industria tessile
(localizzata essenzialmente nella parte
orientale del Paese). Da qui è nata la
meccanica svizzera di precisione rivolta
prevalentemente verso due settori: la
produzione di macchine utensili e,
successivamente, verso
l'elettromeccanica. Le due principali
imprese del settore sono la ABB
(tecnologie per l'energia) e la Schindler
(ascensori).

Nei settori aerospaziale e della difesa è


attiva la RUAG (acronimo di
RüstungsUnternehmen-
AktienGesellschaft) fondata nel 1989,
raggruppando aziende già attive negli
stessi settori. I due principali comparti
sono: Ruag Aerospace (concentrata sulla
produzione di vettori spaziali e di aerei) e
Ruag Defence (componenti elettroniche
per simulazioni, munizioni militari e
automezzi militari). L'impresa ha sede a
Berna: gli stabilimenti si trovano
nell'Altipiano svizzero, ma vi sono sedi
distaccate in Germania, Austria e
Svezia.[124]

Nel 1952 è stata fondata a Zugo la


Crypto Ag, impresa dedita alla
produzione di sistemi per cifrare e
decifrare messaggi. L'impresa (di piccole
dimensioni) si avvale di tecnologie
elettroniche per la produzione dei
medesimi sistemi di sicurezza, utilizzati
in 130 paesi.[125] Nel 1981 ad Apples, nel
canton Vaud, da una startup del Scuola
politecnica federale di Losanna, è nata la
Logitech, dedita alla produzione di
periferiche per computer, l'impresa
fabbrica circa un terzo dei mouse del
pianeta. L'impresa si è presto
internazionalizzata, con stabilimenti a
Fremont (California) e Suzhou (Cina), ma
mantiene a Losanna la sua sede
principale.[126]

Piazza finanziaria …

La finanza svizzera ha due protagonisti: il


settore bancario e quello assicurativo.
Storicamente la prima piazza finanziaria
svizzera è stata Ginevra: oggi è seconda
dopo Zurigo, mentre Lugano è la terza
piazza del paese.[127] A Basilea si trova
invece la Banca dei Regolamenti
Internazionali, la più antica istituzione
finanziaria internazionale.[128]
Credit Suisse - Zürich

Agli inizi del Settecento il ruolo


internazionale della piazza bancaria
ginevrina era ben superiore alle piccole
dimensioni della repubblica. La città
divenne un centro di emissione di prestiti
stranieri (sardi tra il 1742 e il 1752,
danesi nel 1760, austriaci nel 1765) e dal
1770 si concentrò sul debito francese
mantenendo uno stretto legame con
Parigi, dove erano presenti i suoi
banchieri (per esempio Jacques Necker,
nominato Controllore generale delle
finanze francesi nel 1776).
L'appartenenza all'orbita francese
persistette anche dopo l'adesione di
Ginevra alla Svizzera nel 1814 (fino a
questa data Ginevra era un alleato della
Confederazione, non un cantone vero e
proprio). Le grandi banche ginevrine
erano nate tutte a cavallo dei due secoli:
Ferrier e Darier & Cie venne fondata nel
1795, Henry Entsch & Cie nel 1796, J.G.
Lombard & J.-J. Lullin nel 1798, De
Candolle Mallet & Cie nel 1805. Il settore
bancario elvetico soffrì agli inizi di un
vistoso dualismo: da un lato le banche
private, concentrate essenzialmente sulla
gestione dei grandi patrimoni, dall'altro le
casse di risparmio cantonali e locali. Le
grandi banche d'affari arrivarono tardi, al
seguito del tumultuoso sviluppo
ferroviario. In quel frangente si ebbe
l'ascesa della piazza finanziaria
zurighese.

Le banche svizzere hanno in gestione


11 300 miliardi di franchi. Dopo gli Stati
Uniti (con 49 200 miliardi in gestione) e
la Gran Bretagna (13 400 miliardi), la
Svizzera è la terza piazza finanziaria al
mondo.[129]. Nel settore bancario sono
impiegate circa 120 000 persone[130] Le
principali banche elvetiche sono UBS e
Credit Suisse (rivolte e presenti
soprattutto all'estero nelle maggiori
piazze finanziarie mondiali);[131]
Raiffeisen (che conta 350 filiali
giuridicamente autonome), la Banca
Coop e la Banca Migros (tutte
cooperative bancarie rivolte al mercato
interno); Julius Bär e Wegelin & Co (attive
nella pura gestione patrimoniale). Per
rispondere alle esigenze delle
amministrazioni cantonali sono inoltre
attive 24 banche cantonali (generalmente
controllate dai Cantoni); mentre
l'emissione della moneta, il supporto alle
finanze della Confederazione e il
collocamento delle obbligazioni federali
spettano alla Banca Nazionale Svizzera,
che ha sede sulla Piazza federale a
Berna.
Accanto alle banche, la Svizzera ha
sviluppato un robusto settore
assicurativo. Innanzitutto per soddisfare
la domanda interna: nel 2004 il cittadino
medio svizzero spendeva circa il 22% del
proprio budget in assicurazioni
(collocando la Svizzera i primi posti nel
mondo). Molte di queste assicurazioni
sono obbligatorie: quella sulla vecchiaia
(AVS), sulla disoccupazione (AD),
sull'invalidità (AI) e l'assicurazione
malattia (la Cassa malati) per le
prestazioni sanitarie. Gli inquilini sono
poi obbligati ad avere un'assicurazione di
responsabilità civile prima di poter
firmare un contratto di locazione.
Tuttavia, nonostante la forte domanda
interna, anche il settore assicurativo
elvetico si è molto internazionalizzato,
oggi circa il 70% del volume dei premi
viene realizzato all'estero. Le grandi
assicurazioni svizzere si sono quindi
specializzate nel settore riassicurativo
(assicurazioni per case di assicurazione).
Le principali case riassicurative sono:
Zurich Financial Services, Swiss Life
(fondata a Zurigo nel 1857 da Conrad
Widmer e da Alfred Escher) e Swiss Re
(fondata a Zurigo dalla casa assicurativa
Helvetia nel 1863), tutte molto attive sui
mercati internazionali[129].

Commercio estero …
L'economia svizzera si è molto
internazionalizzata soprattutto nella
seconda metà del Novecento, diventando
la quarta economia "più cosmopolita" a
livello mondiale (dopo Singapore, Hong
Kong e i Paesi Bassi).[132] Lo stock di
capitali svizzeri investiti all'estero
ammontava, nel 2007, a 740 miliardi di
franchi, pari al 145% del prodotto interno
lordo svizzero (per fare un confronto: nei
Paesi Bassi il rapporto era del 111%).
Questi investimenti davano lavoro a 2,4
milioni di persone[133]. Le esportazioni
svizzere si rivolgono per il 20,6% alla
Germania, per il 10,1% agli Stati Uniti
d'America, per l'8,6% alla Francia, per
l'8,5% all'Italia, per il 4,8% alla Gran
Bretagna, per il 4,1% alla Spagna e per il
3,9% al Giappone. Oltre un terzo delle
importazioni proviene dalla Germania
(33,9%), quindi dall'Italia (11,7%), dalla
Francia (10,1%), dai Paesi Bassi (5,2%) e
dall'Austria (4,4%).

Per supplire alle ridotte dimensioni del


mercato interno assicurando sbocchi
commerciali alle imprese elvetiche, la
Svizzera ha concluso numerosi accordi di
libero scambio; dispone di una rete di 24
accordi di libero scambio con 33 paesi. Il
principale accordo è quello fra la
Svizzera e i 28 paesi che compongono
l'Unione europea, quindi accordi con la
Norvegia, l'Islanda, l'Ucraina e l'Albania.
In corso di negoziazione quello con la
Russia. Nel Medio oriente la Svizzera ha
stipulato accordi di libero scambio con
Marocco, Egitto, Israele, Giordania,
Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar,
Bahrain, Kuwait e Oman; sono ancora in
corso invece i negoziati per un accordo
di libero scambio con l'Algeria. In Africa
la Svizzera dispone di un accordo di
libero scambio con l'Unione doganale
dell'Africa meridionale (SACU) che
comprende il Sudafrica, la Namibia, il
Botswana, il Lesotho e l'eSwatini. In
America la Svizzera ha stipulato accordi
con il Canada, il Messico, la Colombia, il
Perù e il Cile; mentre non sono ancora in
vigore gli accordi di libero scambio
appena conclusi con Brasile, Argentina,
Uruguay e Paraguay. In Estremo oriente,
la Svizzera ha stipulato accordi di libero
scambio con il Giappone, la Corea del
sud e Singapore. E proprio l'Asia è il
continente più promettente, sono infatti
in corso negoziati con l'India, la
Thailandia, l'Indonesia e la Cina[134]
(quest'ultimo sarebbe il primo accordo di
libero scambio fra la Cina e uno Stato
europeo). Alle imprese elvetiche, quindi,
pur operando da un piccolo paese, si
presenta un mercato con oltre un
miliardo di potenziali consumatori.[135]

Turismo …
Santuario della Madonna del Sasso Orselina
(Locarno)

Il turismo in Svizzera è molto sviluppato


ed è legato principalmente alla
montagna sia per quanto riguarda
l'alpinismo, lo sci alpinismo e
l'escursionismo sia per quanto riguarda
gli sport invernali nelle sue maggiori
località sciistiche, rinomate in tutta
Europa e sede di competizioni anche a
livello mondiale: Zermatt, Wengen,
Adelboden, Veysonnaz, Crans-Montana,
Sankt Moritz, Gstaad, Davos, Saas-Fee,
Lenzerheide.

Altre importanti località turistiche sono


Lugano e Locarno in Canton Ticino.

Ambiente

Flora e fauna …

La God da Tamangur (rom.), letteralmente "La


foresta là dietro": il bosco di pini cembri più alto
d'Europa, a 2 300 m.s.l., nella Val S-Charl, Canton
Grigioni.
Il 30% circa della superficie del paese è
ricoperta da boschi. Sulle Alpi dominano
le conifere (abeti, pecci, larici e pini
cembri). I boschi alpini hanno
l'importante funzione di trattenere gli
smottamenti, impedire le frane e
permettere una filtrazione più equilibrata
dell'acqua piovana nel terreno.
Sull'Altipiano, nel Giura e sul versante
sud delle Alpi (al di sotto dei 1 000 m)
dominano invece le latifoglie.[62] Nel
2007 le foreste svizzere coprivano una
superficie di 1,25 milioni di ettari, con una
ripartizione ineguale fra una regione e
l'altra: se il versante meridionale delle
Alpi è particolarmente ricco, l'Altipiano,
con il suo intenso popolamento, è molto
meno boscoso. Nel Ticino, in particolare,
vi sono ancora importanti selve castanili,
che rivestivano negli anni passati un
fondamentale ruolo economico per la
popolazione. Tra il 1994 e il 2005 la
superficie boschiva è aumentata
complessivamente del 4,9%: stabile
sull'Altipiano (0%), 0,9% nel Giura, 2,2%
nelle Prealpi, 9,1% nelle Alpi e del 9,8% a
sud delle Alpi. Il volume totale dei boschi
si è elevato a 420 milioni di metri
cubi.[136] La parte del territorio non
boschiva né coperta dagli insediamenti è
tenuta a pascolo oppure è coltivata:
principalmente orzo, avena, frumento,
mais, patate, barbabietole e alberi da
frutto: meli nella parte orientale (destinati
in gran parte alla produzione del mosto)
e ciliegi nella Svizzera centrale. Nella
Svizzera romanda, lungo il Reno e nel
Canton Ticino riveste un'importanza
sempre maggiore la coltivazione della
vite (9 000 aziende, 13 000 ettari di
vigneti, 120 milioni di litri di vino, per la
metà bianco).[137]

Una "Bruna alpina" (Brauvieh) pascola sulle Alpi, con


il tipico campanaccio.
La fauna svizzera varia notevolmente
soprattutto in rapporto all'altitudine.
Anche se si incontrano alcune specie
endemiche, la fauna di montagna è
comune a tutto l'arco alpino. In Svizzera
vivono circa 83 specie di mammiferi. I
grandi predatori sono scomparsi
nell'ultimo secolo; tuttavia l'importanza
dei predatori per il mantenimento di un
ecosistema sano è stata presto
compresa e oggi linci, lupi e orsi bruni
sono protetti. La lince è stata reintrodotta
artificialmente, i lupi sono migrati dalla
Francia, mentre nella parte sudorientale
del Cantone dei Grigioni è riapparso, nel
2005, l'orso bruno, migrato
probabilmente dal Trentino o dalla
Slovenia. Le volpi rosse, i gatti selvatici e
le martore non sono mai scomparsi e -
anche se in numero ridotto - sono ancora
visibili. La lontra europea è invece
scomparsa nel 1990, ma è riapparso il
castoro (insediatosi soprattutto lungo la
Thur).[138] Il cervo nobile (Cervus elaphus)
è presente soprattutto nei Grigioni. Al di
sopra del limite di vegetazione arborea si
incontra il capriolo (Capreolus capreolus).
La lepre bianca (Lepus timidus) è visibile
sino ai 3000 metri ben al di sopra del
limite boschivo: in inverno ha un manto
bianco che si ricopre di chiazze brune nei
mesi caldi. Il roditore alpino più diffuso è
la marmotta (Marmota marmota), difficile
da sorprendere, ma facile da ascoltare
grazie al suo inconfondibile fischio
acuto.

Il camoscio (Rupicapra rupicapra) è


diffuso sia sulle Alpi sia nella catena del
Giura, la densità più alta (forse la più
elevata d'Europa) è probabilmente in
Engadina. Ad altitudini ancora superiori
(fino ai 4000 metri) vivono gli stambecchi
(Capra ibex): i due branchi più numerosi
sono stati avvistati sul Piz Albris
(Pontresina) e nella Val des Bagnes
(Canton Vallese), raramente scendono
sino al limite di vegetazione arborea.[139]
Tra i pennuti, i più grandi sono l'aquila
reale (Aquila chrysaetos) e il gipeto
barbuto (Gypaetus barbatus). Nel Giura
l'uccello più tipico è il gallo cedrone
(Tetrao urogallus) di cui si sente il
richiamo, simile a uno schiocco, nelle
mattine di primavera. Ingente il
patrimonio zootecnico, che garantisce
due terzi del reddito dell'agricoltura
svizzera (e i bovini da soli costituiscono
metà del reddito). Nel paese vengono
allevati soprattutto bovini: ve ne sono
oltre 1,7 milioni, principalmente razze da
latte: la Pezzata rossa, la Simmental e la
Bruna alpina. Ogni anno circa 750 000
capi di bestiame raggiungono i circa
10 000 alpeggi in alta quota. Si contano
anche 400 000 pecore (importanti per la
gestione e la cura dei pascoli ripidi),
60 000 capre (principalmente Saanen,
Camosciata, Toggenburgo e Nera
verzaschese), circa un migliaio di suini e
6,3 milioni di volatili (per un terzo galline
ovaiole).[140]

Biodiversità …

Sul territorio svizzero sono presenti circa


10 000 specie vegetali e poco meno di
40 000 specie animali.[141] La
biodiversità è generalmente elevata nelle
zone montagnose, nelle foreste e sulle
superfici verdi delle zone abitate.
Tuttavia, sulla maggior parte del territorio
utilizzato intensamente, come gran parte
dell'Altipiano, la biodiversità diminuisce.
Solo raramente il numero di specie è in
aumento e questo è dovuto alla
colonizzazione da parte di specie già
diffuse, un fenomeno che comporta,
secondo l'Ufficio federale dell'ambiente,
"la semplificazione e la banalizzazione
degli habitat".[142] È stato monitorato lo
stato di salute di circa il 20% delle specie
(piante, animali e funghi). Circa un terzo
delle specie monitorate risulta essere a
rischio e potenzialmente minacciato di
estinzione. In particolare è a rischio il
79% delle specie di rettili e il 70% di
quelle degli anfibi[143]. Nel 1982 è stata
istituita ad Aarau la fondazione
ProSpecieRara con lo scopo di
salvaguardare la diversità biologica
presente sul territorio elvetico (con
particolare attenzione alle razze animali
da reddito, agli ortaggi e alle bacche). Nel
1992 la Confederazione ha sottoscritto la
Convenzione di Rio sulla salvaguardia
della biodiversità. Da allora
ProSpecieRara lavora a stretto contatto
con l'Ufficio federale dell'agricoltura (da
cui è in parte finanziata) e con le
associazioni di coltivatori e allevatori,
proponendo ai contadini svizzeri di
coltivare e allevare specie che
andrebbero altrimenti perse.[144]

Protezione dell'ambiente …
Il Parco nazionale Svizzero nel Canton Grigioni

Le prime zone protette sul territorio


svizzero sono state le bandite federali di
caccia (foreste in cui vige il divieto di
caccia) istituite nel 1875 per proteggere
le specie di ungulati all'epoca fortemente
minacciate (camosci, stambecchi, cervi,
caprioli): vi sono 41 bandite di caccia che
coprono complessivamente una
superficie di 150 900 ettari (quasi il 4%
della superficie svizzera). Il 1º agosto
1914 venne creato il Parco nazionale
Svizzero, nel Canton Grigioni (dal 1979,
Riserva UNESCO della biosfera). Nel
1961 a Zurigo venne fondato il WWF, da
allora la sensibilità per la protezione
dell'ambiente è andata crescendo. A
partire dal 1991 è stata decisa la
protezione di ambienti adatti agli uccelli
acquatici e di zone di sosta per gli uccelli
migratori. Nello stesso anno si è decisa
la protezione di biotopi di importanza
nazionale: paludi alte e intermedie
(1991), zone golenali (1992, 283 siti per
una superficie complessiva di 22 640
ettari), paludi (1994), siti adatti alla
riproduzione degli anfibi (2001, 897 siti,
per una superficie di 13 900 ettari), prati
secchi e pascoli secchi (2010, 3 000
siti).[145]

Negli ultimi anni il numero delle aree


protette e dei parchi è notevolmente
aumentato. Sul territorio nazionale si
contano cinque parchi, oltre al PNS, il
Parco naturale regionale dell'Entlebuch
(39 500 ettari) nel Canton Lucerna, il
Parco naturale di Thal nel Canton Soletta,
il Wildnispark di Zurigo-Sihlwald (alle
porte di Zurigo) e il Parco naturale della
Val Monastero nel Canton Grigioni. Nel
2011 sono state inoltrate domande per
l'istituzione di altri otto parchi: il Parco
del paesaggio di Binntal (nel Canton
Vallese), il Parco di Chasseral, quello di
Diemtigtal, quello del Gantrisch e quello
del Lago di Thun e Hohgant (nel Canton
Berna), il Parco della Gruyère (nel Canton
Friburgo) e lo Jurapark (nel Canton
Argovia). Sono attualmente in
allestimento altri sette parchi: il Parc
Adula (nei cantoni Ticino e Grigioni), il
Parco del Locarnese (nel Canton Ticino),
il Parco Beverin (nel Canton Grigioni), il
Parco della Doubs (nei cantoni di
Neuchâtel e Giura), il Parco del Giura
Vodese (nel Canton Vaud) e i parchi di
Pfyn-Finges e della Val d'Hérens (nel
Canton Vallese).[143]

Cultura
La Fondazione Beyeler, a Basilea (Riehen)

Storicamente la Svizzera ha sempre


offerto asilo a scienziati e studiosi in
fuga da altri paesi. Ci sono 12 università
in Svizzera: dieci sono finanziate dai
rispettivi cantoni e due dalla
Confederazione.

La prima università svizzera è stata


fondata nel 1460 a Basilea (con una
facoltà di medicina), l'istituzione viene
considerata come uno dei luoghi di
nascita dell'Umanesimo europeo, anche
grazie al patrimonio intellettuale di
Erasmo da Rotterdam, che qui era
attivo.[146] Nel XIX secolo, i personaggi
più famosi che insegnavano
all'università, oltre allo storico dell'arte
Jacob Burckhardt, era il filosofo e poeta
tedesco Friedrich Nietzsche (professore
di lingua e letteratura greca). Ad oggi, in
totale, nove premi Nobel e due presidenti
svizzeri hanno studiato o insegnato
all'università.[147]
L'Università di Basilea è la più antica università della
Svizzera ed è considerata come uno dei luoghi di
nascita dell'Umanesimo europeo grazie al
patrimonio di Erasmo da Rotterdam che fu attivo
qui.

L'Università di Losanna è stata fondata


nel 1537. La più grande università della
Svizzera è l'Università di Zurigo, con circa
25 000 studenti. L'Università di Zurigo
venne aperta nel 1833 e sin dall'inizio la
maggior parte dei suoi professori era
costituita da tedeschi in fuga dalla
controrivoluzione del 1830. Nel 2010
solo la metà dei professori del
Politecnico federale di Zurigo è di
nazionalità svizzera[148]. Oltre agli
insegnanti la Svizzera ha il secondo più
alto tasso di studenti stranieri
nell'istruzione terziaria, dopo
l'Australia.[149] I due istituti gestiti dal
governo federale sono: il Politecnico
federale di Zurigo (fondato nel 1855,
dalla quale sono usciti 21 premi nobel
per la fisica e la chimica) e il Politecnico
federale di Losanna (fondato nel 1853),
entrambi con un'eccellente reputazione
internazionale. Oltre ai due politecnici,
riveste grande importanza l'Istituto Paul
Scherrer (PSI) nel Canton Argovia, fra i
maggiori centri di ricerca d'Europa:
ospita apparecchiature d'avanguardia
come la Swiss Light Source e la
Spallation Neutron Source (SINQ)[150].
Nel 1991 a Lugano è stato localizzato il
Centro Svizzero di Calcolo Scientifico
(CSCS, che ospita il sesto supercomputer
più potente d'Europa[151]).[152] A Basilea
nel 2006 il Fondo Nazionale Svizzero per
la Ricerca Scientifica ha aperto presso
l'università lo Swiss Nanoscience
Institute (SNI, Istituto svizzero di
nanoscienza).[153] A Dübendorf si trovano
il Laboratorio federale per la prova dei
materiali e per la ricerca (Eidgenössische
Materialprüfungs- und Versuchsanstalt,
abbreviato con l'acronimo EMPA) e il
Laboratorio federale per la gestione, la
depurazione e la protezione delle acque
(abbreviato con l'acronimo EWAG).[154]

Il politecnico di Zurigo ha visto dieci premi Nobel per


la fisica (tra cui Albert Einstein) altrettanti per la
chimica e uno per la fisiologia e la medicina.

Molti premi Nobel sono stati assegnati a


scienziati svizzeri, ad esempio al fisico
Albert Einstein che ha sviluppato la teoria
della relatività, mentre lavorava all'ufficio
brevetti di Berna. Anche Heinrich Rohrer,
Edmond Fischer, Rolf Zinkernagel e Kurt
Wüthrich hanno ricevuto il premio Nobel.

Ginevra ospita uno dei più grandi


laboratori al mondo, il CERN, dedicato
alla ricerca sulla fisica delle particelle.
Tra le notevoli invenzioni e scoperte ci fu
l'LCD, il microscopio a scansione a
effetto tunnel (STM), che ha permesso di
vedere per la prima volta un atomo[155] o
semplicemente il popolare Velcro. Si
sono anche distinti gli ingegneri della
famiglia Piccard con le prime
esplorazioni della stratosfera con
Auguste Piccard, quella dei fondi degli
oceani con Jacques Piccard, tramite il
Mesoscafo che gli ha permesso di
raggiungere il punto più profondo della
terra, e le imprese di Bertrand Piccard,
l'uomo che insieme ad André Borschberg
ha compiuto il primo giro del mondo su
un aeroplano alimentato esclusivamente
a energia solare.[156]

La Svizzera è stato uno dei 10 fondatori


dell'Agenzia spaziale europea nel 1975
ed è il settimo maggior contribuente al
suo budget. Nel settore privato, diverse
società sono implicate nel settore
spaziale come RUAG Space[157] o Maxon
Motors[158] che forniscono strutture
spaziali.
Ed è stata fondata a Berna, dove ancora
ha sede, il 9 ottobre 1874, l'Unione
postale universale; il 9 ottobre viene
celebrata a livello internazionale con la
Giornata mondiale della posta.

Ricerca e sviluppo …

Il tunnel LHC. Il CERN di Ginevra è il più grande


laboratorio di fisica al mondo e il luogo di nascita
del World Wide Web.[159]
La Confederazione è un centro di ricerca
riconosciuto internazionalmente. Di
dimensioni modeste e privo di risorse
naturali, la Svizzera deve la sua
prosperità alla capacità di innovazione e
alla capacità intellettuale della
popolazione, divenuta la principale
risorsa del Paese. Per la Svizzera è
quindi vitale mantenersi ai vertici della
ricerca scientifica e dell'innovazione.[160]
Nel 2008 la Svizzera ha speso il 2,9% del
suo PIL per la Ricerca e lo Sviluppo.
Questa percentuale la pone al quinto
posto a livello internazionale, preceduta
da Svezia (3,73% del PIL), Finlandia
(3,45%), Giappone (3,39%) e Corea del
Sud (3,23%). Tuttavia, in termini di
brevetti (Triadic patent) pro capite
(numero di brevetti per milione di
abitanti) la Svizzera è al secondo posto
(81,01) preceduta solo dal Giappone
(117,21). Riguardo agli articoli scientifici,
secondo i dati dell'OCSE, la Svizzera è al
primo posto con 1 142,78 articoli per
milione di abitanti[161]. Il 70% dei fondi
destinati alla ricerca proviene dal settore
privato, il 23% dalla Confederazione e dai
cantoni, mentre il 7% proviene dalle
università[162].

I settori che richiedono una maggiore


spesa per la ricerca sono: quello
chimico-farmaceutico (settore che da
solo totalizza un terzo della spesa in
R&S), quello microtecnologico e quello
biotecnologico.[163] Complessivamente la
ricerca fondamentale assorbe il 10%
della spesa svizzera nella R&S, la ricerca
applicata il 36% e lo sviluppo
sperimentale il 54%.[163] Una somma
ancora maggiore di quella spesa in
Svizzera, viene investita dalla imprese
elvetiche nella R&S all'estero: nel 2008 la
spesa in R&S effettuata all'estero (15,8
miliardi di franchi) rappresentava il 132%
di quella affettuta in patria (12 miliardi di
franchi). È il comparto chimico-
farmaceutico a investire di più fuori dai
confini nazionali, dove ha investito 10
miliardi, di fronte ai 4,6 miliardi spesi in
Svizzera.[164]
La fondazione della Croce Rossa …

Una delle organizzazioni più importanti a


livello mondiale è rappresentata dalla
Croce Rossa, la Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa Internazionale,
fondata, nel 1863, da Henry Dunant: oggi
la data di nascita di Henry Dunant, l'8
maggio, viene celebrata nel mondo con
la Giornata mondiale della Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa.

Filosofia e teologia …

Le prime riflessioni che ebbero una certa


rilevanza anche fuori dai confini nazionali
si ebbero ai primi del Cinquecento con il
teologo e riformatore zurighese Ulrico
Zwingli, (uno dei maggiori esponenti
della Riforma protestante e dalla cui
dottrina venne formulato lo
zwinglianesimo), e l'umanista basilese
Giovanni Ecolampadio. Il pensiero di
Zwingli si era sviluppato dal contatto con
Martin Lutero e venne successivamente
approfondito dal riformatore francese,
poi naturalizzato ginevrino, Giovanni
Calvino e dallo zurighese Enrico Bullinger
(Confessio Helvetica 1566).[165]
Paradossalmente il calvinismo, elaborato
principalmente a Ginevra, ebbe maggior
fortuna fuori dai confini nazionali (nei
Paesi Bassi, in Scozia →
Presbiterianesimo, negli Stati Uniti
d'America → Puritanesimo) che nella
stessa Svizzera.[166] Ai primi del
Novecento (mentre il protestantesimo
svizzero approdava alla teologia
dialettica di Karl Barth) l'economista e
sociologo tedesco Max Weber ha cercato
di stabilire un nesso fra lo sviluppo del
protestantesimo calvinista e quello del
capitalismo: in Svizzera la cultura
calvinista ha permeato soprattutto i
cantoni protestanti, che tuttora
rimangono il baricentro economico del
Paese (Zurigo, Basilea, Ginevra, Losanna,
Berna), ma è filtrata – senza intaccarne i
dogmi – anche in quelli cattolici. Il
mondo cattolico elvetico (defilato per
gran parte dell'Ottocento) ha mostrato la
sua vitalità soprattutto alla fine del
Novecento: si sono infatti sviluppate sia
istanze conservatrici, come i Lefebvriani
(→ Fraternità sacerdotale Pio X), sia
istanze innovatrici e progressiste, legate
al pensiero del teologo lucernese Hans
Küng (→ Ecumenismo).

Riflessioni in campo filosofico sono state


espresse nel Settecento dal ginevrino
Jean-Jacques Rousseau e dal vodese
Benjamin Constant: nel Contratto sociale
Rousseau esalta la democrazia diretta
degli alpigiani svizzeri e la piccola
proprietà, mentre Constant ha
approfondito il godimento delle libertà
civili nelle democrazie moderne. Nel
Novecento la ginevrina Jeanne Hersch
ha proseguito le riflessioni di Henri
Bergson, da cui ha tratto principalmente
la nozione di libertà, allacciandosi
successivamente alla filosofia del
pensatore tedesco Karl Jaspers, di cui è
stata allieva (→ Esistenzialismo). In
ambito antropologico il basilese Johann
Jakob Bachofen ha approfondito le
tematiche del matriarcato. Jacob
Burckhardt ha invece sottolineato
l'importanza dell'elemento culturale nella
storia (Kulturgeschichte) e Carl Gustav
Jung, allievo di Burckhardt a Basilea, ha
sviluppato l'idea dell'inconscio collettivo.
Il neocastellano Jean Piaget è invece
considerato il fondatore
dell'epistemologia genetica mentre un
altro neocastellano, Denis de
Rougemont, è considerato come uno dei
grandi pionieri dell'idea di istituire un
federalismo europeo ed è uno dei
principali rappresentanti del federalismo
integrale[167].

Media …

Frontespizio del primo numero del 12 gennaio 1780


della Neue Zürcher Zeitung. Il giornale è uno dei più
vecchi quotidiani in lingua tedesca ancora in attività.

La libertà di stampa e il diritto alla libertà


di espressione è garantita nella
Costituzione federale della Svizzera.[168]
Secondo il rapporto del 2010
dell'organizzazione non governativa
Freedom House la Svizzera è considerata
un paese libero, occupa l'ottavo posto
nella graduatoria internazionale (libero,
8º), distanziando i suoi vicini.[nota 8].

L'Agenzia telegrafica svizzera (ATS)


trasmette regolarmente informazioni
nelle tre lingue nazionali - sulla politica,
economia, società e cultura. L'ATS
fornisce quasi tutti i media svizzeri e una
ventina di media stranieri con le sue
notizie.[168] La Svizzera, storicamente,
vanta il maggior numero di titoli di
giornali rispetto alla popolazione.[169] I
giornali svizzeri più influenti sono quelli
in lingua tedesca, il Tages-Anzeiger e la
Neue Zürcher Zeitung (NZZ), e in lingua
francese, Le Temps, ma quasi tutte le
città hanno almeno un quotidiano locale.
La diversità culturale contribuisce per un
gran numero di giornali.[169]

In contrasto con la stampa, la


radiodiffusione pubblica è sempre stata
soggetta a un maggior controllo da parte
dell'ente pubblico.[169] La Società
svizzera di radiotelevisione, la SRG SSR, è
incaricata di produrre e trasmettere i
programmi radiofonici e televisivi.
Questa azienda è divisa in quattro
divisioni: SRF di lingua tedesca, RTS di
lingua francese, RSI - Radiotelevisione
svizzera di lingua italiana di lingua
italiana, e Radio e Televisiun Rumantscha
di lingua romancia. Gli studi della SRG
SSR sono distribuiti nelle varie regioni
linguistiche. I programmi della radio sono
prodotti in sei centrali e quattro studi
regionali, mentre i programmi televisivi
sono prodotti a Ginevra, Zurigo e Lugano.
Una vasta rete di distribuzione via cavo
consente inoltre alla maggior parte della
popolazione di accedere ai programmi
dei paesi vicini.[169]
Bandiera …

La bandiera svizzera (sul lago di Brienz)

La croce bianca era un simbolo diffuso


nei territori del Sacro Romano Impero
Germanico. L'emblema (con i bracci
bianchi estesi sino ai bordi del quadrato)
fece la sua comparsa fra le armate
svizzere, per la prima volta, nella
battaglia di Laupen nel 1339. Tuttavia gli
svizzeri continuarono a utilizzare le
insegne dei singoli cantoni. La prima
bandiera unitaria fu il tricolore verde,
rosso e giallo della Repubblica elvetica,
utilizzato dal 1799 al 1803. In modo
informale, la croce bianca riprese a
sventolare dopo il 1803 e soprattutto
dopo il 1814. Nel 1847, durante la Guerra
del Sonderbund, il generale Guillaume-
Henri Dufour chiese l'adozione di un
unico simbolo nazionale per l'esercito
federale, terminata la campagna, nel
1848, la croce bianca in campo rosso
divenne ufficialmente il simbolo del
nuovo Stato federale. Nel 1889
l'Assemblea federale regolamentò
definitivamente anche le proporzioni
della bandiera, quadrata, 1:1[170].
Tuttavia, a partire dalla seconda guerra
mondiale, la marina mercantile svizzera
(sia marittima sia fluviale) utilizza la
bandiera rettangolare, con la proporzione
2:3.

Arte …

Architettura …

La chiesa riformata di Glarona. Nei cantoni


protestanti la Riforma influenzò anche l'architettura,
proponendo uno stile essenziale e spoglio.
Risparmiata dalle distruzioni grazie alla
sua neutralità, la Svizzera ha conservato
tracce di tutti gli stili architettonici che si
sono susseguiti nella sua storia. Esempi
di architettura romanica del Trecento
sono: la cattedrale di Basilea, quella di
Sion, di Coira e di Ginevra, come pure la
chiesa di San Nicolao a Giornico. Sono
invece ottimi esempi di edilizia gotica le
cattedrali di Sciaffusa, Zugo e Zurigo.
Uno dei massimi esponenti
dell'architettura barocca fu il ticinese
Francesco Borromini, che operò
essenzialmente a Roma (con il
compatriota Carlo Maderno) dove
diresse i lavori per la costruzione della
chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane.
Antonio da Ponte lavorò principalmente a
Venezia, dove progettò e diresse la
costruzione del celebre Ponte di Rialto.
Domenico Trezzini e Domenico Pelli si
distinsero come architetti e urbanisti alle
corti di Danimarca e di Russia (di Trezzini
è il piano e il progetto di San Pietroburgo,
di Pelli numerosi edifici e fortezze di
Copenaghen). Il più conosciuto architetto
svizzero è però Le Corbusier. Mentre
Atelier 5, Mario Botta e Diener & Diener
sono i principali architetti del presente
che operano soprattutto all'estero.

Pittura e scultura …
Ferdinand Hodler, La notte (1890) affresco al
Kunstmuseum. Artista eclettico, passò
dall'impressionismo, al simbolismo e
all'espressionismo

Fino al XVIII secolo le arti figurative


svizzere sono rimaste confinate - con
qualche pregevole eccezione - all'ambito
domestico. Pittori e scultori svizzeri
portarono la loro arte all'estero, fra
costoro si distinse Johann Heinrich
Füssli (che operò soprattutto in
Inghilterra con il nome di Henry Fuseli).
Nell'Ottocento si fecero largo Arnold
Böcklin, Albert Ankel, Vincenzo Vela e
Ferdinand Hodler. Il Novecento vide una
maggiore interazione dell'arte svizzera
con quella europea. Accanto a Paul Klee,
esponente dell'astrattismo, Alberto
Giacometti è forse la figura di maggior
rilievo: a Parigi, fra le due guerre, si
accostò al movimento cubista per
arrivare al surrealismo, dopo la seconda
guerra mondiale, ritornò a Parigi e
influenzato dall'esistenzialismo sviluppò
un personalissimo stile di figure molto
allungate in bronzo composte da piccoli
ammassi di materia, stile che sviluppò
anche in pittura e soprattutto in stampe
litografiche. E ancora da ricordare
l'artista Sophie Taeuber-Arp.
Altra figura di spicco, attivo soprattutto
negli anni '60/'80 del '900, Jean Tinguely,
scultore appartenente al "Nouveau
Réalisme", marito di Niki de Saint Phalle.
Sempre nel secondo dopoguerra, il
pittore, designer e scultore HR Giger
sviluppò il proprio universo distopico,
xenomorfo e biomeccanico, in cui la
creatura più celebre è il mostro alieno del
film Alien e seguiti, animato da Carlo
Rambaldi con il quale l'artista elvetico
vinse l'Oscar ai migliori effetti speciali nel
1980.

Letteratura e filosofia …
Lo stesso argomento in dettaglio:
Letteratura svizzera.
Jean- Jeremias Gottfried Charles- Denis de Friedrich
Max Frisch
Jacques Gotthelf Keller Ferdinand Rougemont Dürrenmatt
(1911–
Rousseau (1797– (1819– Ramuz (1906– (1921–
1991)
(1712–1778) 1854) 1890) (1878–1947) 1985) 1990)

Come la Confederazione, dalla sua


fondazione nel 1291, era costituita quasi
esclusivamente da regioni di lingua
tedesca, le prime forme di letteratura
sono in tedesco. Nel XVIII secolo il
francese è diventato di moda a Berna e
nelle altre regioni, mentre l'influenza degli
alleati di lingua francese si faceva
sempre più marcata. Tra i classici della
letterature svizzera tedesca sono
Jeremias Gotthelf (1797-1854), che ha
descritto la vita contadina dell'Emmental
e Gottfried Keller (1819-1890). Gli
indiscussi giganti della letteratura
svizzera del XX secolo sono Max Frisch
(1911-91) e Friedrich Dürrenmatt (1921-
90), il cui repertorio include Die Physiker
(I fisici) e Das Versprechen (La
Promessa), portato allo schermo nel
2001.[171] Eminenti autori di lingua
francese erano Jean-Jacques Rousseau
(1712-1778) e Madame de Staël (1766-
1817). La letteratura più recente
comprende autori come Charles-
Ferdinand Ramuz (1878-1947), i cui
romanzi sono per la maggior parte
incentrati sulla dura vita di paesani e
montanari nel mezzo di una natura
spettacolare, e Blaise Cendrars (1887-
1961). Hanno contribuito anche autori di
lingua italiana e romancia ma in un modo
più modesto dato il numero ristretto di
abitanti. Probabilmente la creazione
letteraria più famosa, Heidi, la storia di
una ragazza orfana che viveva con il suo
nonno nelle Alpi, fu uno dei libri per
bambini più popolari in assoluto ed è
diventato per molti un simbolo della
Svizzera. La sua creatrice, Johanna Spyri
(1827-1901), ha scritto parecchi libri
sullo stesso tema. Svizzeri sono anche il
fondatore della psicologia analitica Carl
Gustav Jung, i membri della famiglia
Bernoulli e Eulero.
Musica …
Street Parade
Il principale evento musicale su
suolo elvetico è forse la Street
Parade, la parata di musica techno che si
tiene annualmente nelle strade di Zurigo,
solitamente il secondo sabato di agosto.
La prima edizione della manifestazione
venne organizzata nell'estate del 1992 da
uno studente di matematica del Politecnico
federale di Zurigo, Marek Krynski, che si
ispirò alla Love Parade di Berlino.

Inizialmente convocata come


Manifestazione per l'amore, la pace, la
libertà, la generosità e la tolleranza, la Street
si è imposta negli anni come uno dei più
grandi appuntamenti per gli appassionati di
musica techno. Il numero dei partecipanti
oscilla attorno agli ottocentomila. A partire
dal 1998 a ogni edizione è accostato un
tema e uno slogan: It's all in your hands,
(1998), More than words (1999), Belive in
love (2000), Love, freedom, tolerance
(2001), Peace! (2002), Let the sun shine
(2003), Elements of culture (2004), Today is
Tomorrow (2005), Move your mind (2007),
Respect! (2007), Friendship! (2008), Still
have a dream (2009), Celebrate the spirit of
Street Parade! (2010), 20 Years Love,
Freedom, Tolerance & Respect (2011).[172]

Oggi la Street Parade è riconosciuta come


bene culturale zurighese, della sicurezza si
fa carico la città, mentre le Ferrovie federali
organizzano per l'occasione treni speciali
da tutta la Svizzera verso Zurigo.[173]
Arthur Honegger, il principale compositore svizzero
e membro del Gruppo dei Sei, trascorse quasi tutta
la sua vita in Francia.

Due peculiarità contraddistinguono lo


sviluppo storico della musica in Svizzera:
da una parte l'assenza di grandi centri
culturali e poli musicali (sviluppatisi
all'estero nelle corti principesche),
dall'altra la diffusione sul territorio
elvetico di generi musicali stranieri,
indipendentemente dalle variazioni
linguistiche interne: novità provenienti
dalla Scuola di Notre-Dame parigina si
diffusero infatti nelle abbazie e nelle città
svizzere di lingua tedesca. Al di fuori
dell'ambito ecclesiastico, la musica
popolare sviluppò principalmente le
Minnesang (raccolte nel Codice Manesse
del 1304). Se nelle città riformate si
sviluppò il canto religioso, nelle regioni
cattoliche crebbe la musica organistica.

Nel 1768 a Lucerna nacque l'Helvetische


Konkordiagesellschaft che promosse in
ambito borghese la musica profana. La
musica popolare – che a partire dal
Cinquecento si avvaleva del Corno
alpino[174] – si arricchì inoltre delle marce
militari che i mercenari apprendevano
all'estero. A partire dal Settecento sono
invece attestati gli Jodel.[175] Nel 1808 gli
ambienti liberali promossero la Società
svizzera di musica che si occupò di
organizzare festival musicali. Oggi i
principali appuntamenti musicali sono: le
annuali rassegne di musica classica di
Lucerna (dal 1938), di Zurigo e di Ascona,
il Montreux Jazz Festival, l'Estival Jazz di
Lugano, l'Open Air di San Gallo, il Paléo
Festival Nyon e la Street Parade
zurighese.[176].

Tra i cantautori svizzeri più noti


possiamo ricordare Paolo Meneguzzi. Da
ricordare anche Lys Assia che con il
singolo Refrain è stata la prima vincitrice
dell'Eurovision Song Contest: l'Eurovision
Song Contest 1956.

Teatro …

Il principale teatro del paese è lo


Schauspielhaus di Zurigo che figura fra i
maggiori teatri di lingua tedesca.
Fondato nel 1892, ha visto andare in
scena per la prima volta numerosi
drammi di Bertold Brecht e i lavori di
Friedrich Dürrenmatt e Max Frisch.
Accanto allo Schauspielhaus, il Cabaret
Voltaire è l'altro grande ritrovo zurighese
che ha visto nascere al suo interno il
movimento dadaista. Il teatro italofono è
limitato alla Svizzera italiana. Qui vi sono
tracce teatrali almeno a partire dal
Seicento (convento dei Gesuiti di
Bellinzona, Convento dei Somaschi a
Lugano), con realizzazioni anche di un
certo rilievo (traduzioni inedite dal
francese, in special modo di Molière e
Corneille, per opera dell'abate Gian Pietro
Riva). Nell'Ottocento l'attività teatrale è
specialmente incentrata
sull'importazione di spettacoli dall'Italia
(e più raramente dal resto della
Confederazione elvetica): sono sorti i
teatri di Lugano, Bellinzona (un raffinato
edificio architettonicamente affine alla
Scala di Milano), Locarno e Chiasso. La
produzione autoctona ha tardato però a
manifestarsi, se non nelle forme del
teatro amatoriale e dialettale (senza testi
scritti fino alla fine dell'Ottocento) e nelle
manifestazioni folkloristiche (come le
Sacre Rappresentazioni - o Processioni
storiche - di Mendrisio, nel Sottoceneri,
tradizione tuttora esistente). Nel 1932 è
nata la prima compagnia teatrale
professionistica, per opera di un'attrice
ticinese nata a Londra, Maria Bazzi
(l'iniziativa è però rapidamente fallita).

Nel 1932, inoltre, è nata la Radio della


Svizzera Italiana (detta anche Radio
Monteceneri) che ha formato una prima
generazione di attori e registi: Guido
Calgari, Romano Calò, Giuseppe Galeati.
Sono subentrati in seguito, come registi,
Vittorio Ottino e Carlo Castelli. Grazie alla
radio, gli attori hanno cominciato anche a
calcare i palcoscenici in modo
professionistico e sono nate alcune
compagnie indipendenti: Teatro Prisma
(diretto dall'italiano Franco Passatore,
1956-59), Teatro La Cittadella (1961-66) e
Teatro La Maschera (1984-93),
compagnie dirette da Alberto Canetta
(1924-87), forse uno dei più importanti
uomini di teatro nella Svizzera italiana del
Novecento. Nel 1981 nasce il Teatro della
Svizzera Italiana, che promuove vaste
tournée sul territorio cantonale e la cui
esperienza si esaurisce nel 1987. Nello
stesso anno nasce inoltre il TASI (Teatri
Associati della Svizzera Italiana) che
raggruppa le nuove compagnie
indipendenti, nate nel corso degli anni
settanta-ottanta. Un ruolo notevole, in
questo contesto, è svolto dalla Scuola e
dal Teatro Dimitri di Verscio, da cui sono
usciti molti degli artisti attivi a partire
dagli anni novanta. Nell'attuale scena,
estremamente composita dal profilo sia
organizzativo sia stilistico (teatro di
parola, teatro di marionette, teatro-danza,
teatro-multimediale) si possono
ricordare: il Teatro Pan, il Teatro Sunil (il
cui regista Daniele Finzi Pasca lavora con
il Cirque du Soleil in grandi realizzazioni
internazionali), Luganoteatro, la Markus
Zohner Theater Compagnie, il Teatro
Paravento, il Teatro delle Radici e il
Teatrodanza Margit Huber.

Cinema …

Per quanto concerne l'aspetto


cinematografico, nel XX secolo si
distinsero, tra gli altri, Bruno Ganz, attore,
e il regista Alain Tanner.

Scienza e tecnologia …

Medicina …

La psicologia analitica o psicologia del


profondo elaborata da Carl Gustav
Jung (1875-1961)
1894: viene scoperto il bacillo della
peste, dal medico svizzero francese
Alexandre Yersin: il bacillo verrà
chiamato in suo onore Yersinia pestis
Per quanto concerne la psichiatria
ricordiamo la figura di Hermann
Rorschach (1884-1922), noto, in
particolare, per il test di Rorschach,
tipo di metodo psicodiagnostico.
Matematica …

Uno dei più illustri matematici


dell'illuminismo che contribuì a nuove
denominazioni matematiche fu lo
svizzero Eulero (1707-1783).

La Svizzera nello spazio …


31 luglio 1992: Claude Nicollier, in
seguito alla missione spaziale STS-46,
è il primo svizzero ad andare nello
spazio
23 settembre 2009: viene lanciato
SwissCube, il primo satellite svizzero

Patrimonio culturale …

In Svizzera il patrimonio culturale è


suddiviso in una serie di categorie a
seconda della sua rilevanza nazionale
(classe A), regionale (classe B) e locale
(classe C) ed è organizzato attraverso
degli inventari, come l'inventario dei beni
culturali svizzeri d'importanza nazionale
e regionale e l'inventario degli
insediamenti svizzeri da proteggere. La
protezione dei beni culturali è affidata
alla sezione Protezione dei beni culturali
dell'Ufficio federale della protezione della
popolazione UFPP (Protezione civile
svizzera).

Patrimonio dell'umanità …

In Svizzera vi sono 11 siti iscritti nel


patrimonio dell'umanità, 8 dei quali
rientrano nel patrimonio culturale e 3
sono patrimonio naturale[177].
I vigneti del Lavaux sul lago Lemano

La città vecchia di Berna


L'Abbazia di San Gallo

Il Monte San Giorgio


I tre castelli di Bellinzona

L'arena tettonica di Sardona


Il monastero di San Giovanni (Val
Müstair)

Ferrovia retica
Il lago di Oeschinen

Il ghiacciaio dell'Aletsch
Konkordiaplatz

Il ghiacciaio dell'Oberaletsch

Gastronomia
Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina
svizzera.
Nell'ambito della gastronomia svizzera
prevalgono tradizioni diverse per quanto
concerne quella francofona, quella
germanica e quella italiana,
prevalentemente del Nord Italia.

Sport
Lo stesso argomento in dettaglio: Sport in
Svizzera.

La Festa di Unspunnen del 1808. La Festa di


Unspunnen ha luogo a intervalli irregolari, ogni otto
o dodici anni, a Interlaken: vi si disputano gli sport
tradizionali e si cantano gli yodel.
Dal 1855 sono considerati sport
nazionali la lotta svizzera (ted.
Schwingen o Hosenlupf, fr. lutte suisse), il
lancio della pietra (ted.
Spounsteinwerfen), il tiro di campagna
federale (ted. l'Eidgenössisches
Feldischiessen) diffuso dal 1850, e
l'Hornussen che si svolge su di un grande
campo dove un giocatore tira l'Hornusse
(una pallina ovale di caucciù) su una
rampa scaraventandola in alto con una
frusta di ferro rigida nel mentre gli
avversari, anche a 3-500 metri, cercano di
prenderla prima che tocchi terra con una
specie di pala di legno anche lanciandola
in alto. Queste discipline venivano già
disputate nel basso Medioevo, e si
svolgevano durante sagre, feste di tiro o
feste di mezza estate. Solamente a
partire dal 1850 questi sport si diffusero
tra la popolazione, all'inizio erano giochi
da pastore. Un altro sport nazionale
sarebbe la Walliser Kuhkampf ad Aproz in
cui due vacche si affrontano in un duello.

Calcio …

Oltre ai giochi nazionali, gli sport di


squadra più diffusi e seguiti in assoluto
in tutto il territorio svizzero sono l'hockey
su ghiaccio e il calcio. Nel 1954 la
Svizzera ha ospitato il Campionato
mondiale di calcio, e nel 2008, insieme
all'Austria, il Campionato europeo di
calcio. Sempre in ambito calcistico la
Nazionale di calcio della Svizzera ha
conquistato un argento nel Torneo
Olimpico del 1924 e ha come suo attuale
capocannoniere Alexander Frei con ben
42 reti. A livello giovanile la Svizzera può
vantare due successi internazionali: il
campionato mondiale Under-17 svoltosi
nel 2009 in Nigeria e il campionato
europeo della stessa categoria,
disputatosi nel 2002 in Francia. Sempre
in campo giovanile è vicecampione
europeo nella categoria U21, grazie al
secondo posto raggiunto in Danimarca
nel 2011, sconfitta in finale dalla Spagna.
Hockey su ghiaccio …

Molti svizzeri seguono l'hockey su


ghiaccio e sostengono una delle 24
squadre della Lega Nazionale e della
Lega Svizzera. La Lega Nazionale di
primo livello è il campionato più
frequentato d'Europa[178]. La
partecipazione complessiva alle partite
di hockey su ghiaccio è pari a quella delle
partite di calcio in Svizzera. Nel 2009 la
Svizzera ha ospitato per la decima volta il
campionato mondiale IIHF. Nel 2013 e
nel 2018 è diventata anche vice-
campione del mondo.

Tennis …
Fra gli sport individuali particolare
successo ha avuto il tennis grazie a
campioni come Martina Hingis, la più
giovane tennista a raggiungere il n. 1 del
ranking WTA, e Roger Federer, giocatore
che è stato più a lungo il numero 1 del
mondo del ranking mondiale ATP,
acclamato da molti come il migliore
tennista della storia, vincitore di sei
Australian Open, un Open di Francia, otto
tornei di Wimbledon e cinque US Open.

Ciclismo …

Svizzero è anche il ciclista Fabian


Cancellara, quattro volte campione del
mondo a cronometro, campione olimpico
a cronometro e vicecampione olimpico
della gara in linea, vincitore di parecchie
cronometro nelle maggiori corse a tappe,
nonché vincitore di importanti gare in
linea tra cui spiccano Milano-Sanremo,
Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix.
Grandi campioni svizzeri del passato
sono Hugo Koblet, Ferdi Kübler, Beat
Breu, Urs Freuler, Pascal Richard, Mauro
Gianetti, Tony Rominger, Alex Zülle,
Oscar Camenzind e, nel ciclocross, Albert
Zweifel. Fra le donne la campionessa che
si è maggiormente distinta in questa
disciplina è Nicole Brändli, vincitrice in tre
edizioni del Giro d'Italia femminile.

Corsa d'orientamento …
Sempre negli sport individuali, la Svizzera
si è proclamata la nazione più forte al
mondo nella corsa d'orientamento, grazie
a Simone Niggli, Matthias Merz, Daniel
Hubbman e tanti altri.

Sci …

La Svizzera vanta risultati ai massimi


livelli in molti sport invernali, in primo
luogo nello sci alpino. I suoi sciatori si
sono aggiudicati per 7 volte la Coppa del
Mondo di sci alpino maschile (di cui 4
vinte da Pirmin Zurbriggen) e per 12 volte
quella femminile (3 successi di Vreni
Schneider), oltre a numerose medaglie
olimpiche e mondiali. Nello sci nordico i
risultati più rilevanti sono invece legati
alle imprese di Dario Cologna nel fondo e
Simon Ammann nel salto con gli sci.

Giochi olimpici …

Lo stesso argomento in dettaglio:


Svizzera ai Giochi olimpici.

Il primo campione olimpico svizzero


della storia fu Louis Zutter, nella
ginnastica, che vinse l'oro alle Olimpiadi
di Atene del 1896.

Gli atleti svizzeri più medagliati dei


Giochi olimpici moderni sono Georges
Miez e Eugen Mack, nella ginnastica
artistica, con 8 medaglie ciascuno.

Altri sport …

Nel pattinaggio artistico annovera tra i


suoi atleti Stéphane Lambiel, due volte
vincitore del campionato mondiale. La
Svizzera ha inoltre una delle migliori
squadre al mondo di curling sia in ambito
maschile sia femminile e si trova al
primo posto nel medagliere olimpico del
bob.

La prima ascensione
dell'Aconcagua

Il 14 gennaio 1897 è opera di un alpinista
svizzero, Matthias Zurbriggen, la prima
ascesa dell'Aconcagua, il monte più alto
del continente Americano.

Festività
Data Nome Significato

nascita della Confederazione Svizzera, nel


1º agosto Festa nazionale svizzera
1291

3º domenica di Festa federale di festa federale di ringraziamento, pentimento


settembre ringraziamento e preghiera

Il Grütli visto da Seelisberg. Qui il 1º agosto 1291


venne stipulato il Patto eterno confederale e sempre
qui, il 25 luglio 1940, il generale Henri Guisan tenne
il famoso Rapporto del Grütli.
La Festa nazionale svizzera (detta
"Natale della Patria") ricorre ogni 1º
agosto. Essa ricorda la nascita della
Confederazione avvenuta nei primi giorni
d'agosto dell'anno 1291 sul praticello del
Grütli. Con la stipulazione del Patto
confederale i primi tre cantoni (Uri, Svitto
e Untervaldo, detti Cantoni primitivi)
davano vita a un'alleanza per contrastare
le pressioni degli Asburgo d'Austria
attraverso l'amministrazione dei
balivi.[179] La mattina del 1º agosto si
tiene la tradizionale festa sul praticello
del Grütli (o Rütli).

Vi partecipano il Presidente della


Confederazione, oltre ad altre personalità
di spicco, e l'avvenimento è trasmesso
dalle televisioni nazionali. A mezzogiorno
le radio trasmettono il discorso del
Presidente della Confederazione, nelle tre
lingue. La popolazione è solita
festeggiare in maniera piuttosto sobria
davanti a un falò, esponendo le bandiere
sui balconi o sparando fuochi artificiali.
In questo giorno, alle 8 di sera, tutte le
campane della Svizzera suonano a festa.
Inoltre, la sera, un Comune svizzero
scelto con rotazione delle regioni
linguistiche ospita i festeggiamenti
ufficiali, trasmessi a reti unificate.

Una seconda festività comune a tutti gli


Svizzeri la Festa federale di
ringraziamento o, più semplicemente
"Digiuno federale". Inizialmente celebrato
solo nei cantoni protestanti, a partire dal
1643 anche i cantoni cattolici
introdussero prescrizioni riguardanti la
preghiera e il digiuno.[180] Nel 1796 la
Dieta Federale dichiarò l'8 settembre
1796 festa federale di preghiera. Infine,
nel 1832 la Dieta Federale dispose che
cattolici e protestanti in tutti i cantoni
celebrassero una giornata di preghiera,
digiuno e ringraziamento la terza
domenica di settembre.

Note

Note …
1. ^ La denominazione ufficiale latina
Confoederatio Helvetica è stata
adottata per non privilegiare una
delle lingue ufficiali quando risulta
difficoltoso riportare la
denominazione ufficiale nelle quattro
lingue ufficiali.
2. ^ Altri centri importanti erano:
Genava (Ginevra), Lousonna
(Losanna), Curia (Coira), Bilitio
(Bellinzona), Sedunum (Sion),
Octodurus (Martigny), Eburodunum
(Yverdon), Petinesca (Studen),
Salodunum (Soletta), Turicum
(Zurigo), Arbor Felix (Arbon), Ad
Fines (Pfyn), Iullomagus
(Schleitheim), le terme di Aquae
Helveticae (Baden) e il campo
legionario di Vindonissa (Windisch,
sede della Undicesima Legione).
3. ^ La conquista degli Agri Decumates
sotto i Flavi spostò il Limes sino ai
margini settentrionali della Foresta
Nera, facendo dell'altipiano elvetico
una zona interna all'Impero.
4. ^ Austria: 0,19%, Francia: 0,07%,
Italia: 0,06%, Germania 0,03%
5. Dall'ultimo censimento del 2000, non
esistono più dati relativi alla religione
della popolazione totale. Dal 2010
viene effettuata ogni anno una
rilevazione strutturale dall'Ufficio
federale di statistica, per la quale
vengono interrogate per iscritto
200 000 persone dai 15 anni in su,
pari al 2,4% della popolazione totale.
Per via della tassa ecclesiastica, i
membri della Chiesa cattolica e della
Chiesa evangelica riformata sono
conteggiati ogni anno. Vedi anche:
Rilevazione strutturale.
. ^ Tradizionalmente, 23 cantoni di cui
tre suddivisi in due semicantoni.
L'attuale Costituzione, seppur
impieghi unicamente il termine di
cantone, configura la rappresentanza
nella Camera alta del parlamento
federale sempre in base ai 23
cantoni storici
7. ^ Essendo preceduta solo da Paesi
più popolosi.
. ^ Germania (libero, 19º), Austria
(libero, 32º), Francia (libero, 40º),
Italia (parzialmente libero 72º) →
Freedom of the press 2010, TABLE
OF GLOBAL PRESS FREEDOM
RANKINGS

Fonti …

1. ^ Il romancio è lingua ufficiale nei


rapporti con le persone di lingua
romancia: ex Art. 70 della
Costituzione Svizzera.
2. Lingue e religioni – Dati, indicatori
Archiviato il 15 novembre 2015 in
Internet Archive.
3. ^ (Bundesamt für Statistik –
Bodennutzung, -bedeckung >
Tabellen Archiviato il 29 settembre
2018 in Internet Archive.)
4. ^ Effettivo ed evoluzione , su
bfs.admin.ch, 31 dicembre 2017.
URL consultato il 9 febbraio 2019
(archiviato il 3 aprile 2019).
5. ^ Stato e struttura della popolazione
– Dati, indicatori – Risultati
provvisori mensili e trimestrali
Archiviato il 13 maggio 2016 in
Internet Archive., Ufficio federale di
statistica (UST).
. ^ Google Public Data Explorer –
Svizzera , su google.ch. URL
consultato il 28 luglio 2014
(archiviato il 4 luglio 2014).
7. (EN) World Economic Outlook
Database, April 2019 , su IMF.org,
Fondo Monetario Internazionale.
URL consultato il 16 maggio 2019.
. ^ Tasso di fertilità nel 2010 , su
data.worldbank.org. URL consultato
il 12 febbraio 2013 (archiviato il 23
febbraio 2013).
9. ^ Confederazione svizzera , in
Dizionario storico della Svizzera.
10. Confoederatio helvetica , in
Dizionario storico della Svizzera.
11. ^ admin.ch, Lo statuto di Berna quale
città federale Archiviato il 28
febbraio 2015 in Internet Archive.
12. ^ Capitale federale , in Dizionario
storico della Svizzera..
13. ^ Quality of Living global city
rankings 2009 – Mercer survey
Archiviato l'11 marzo 2014 in
Internet Archive. mercer.com.
Ricavato il 2009-07-06
14. ^ (DE) Schweiz - Bruttoinlandsprodukt
(BIP) pro Kopf nach Kantonen 2016 |
Statistik , su Statista. URL
consultato il 17 novembre 2018
(archiviato il 4 novembre 2018).
15. ^ Wayback Machine (PDF), su
web.archive.org, 3 giugno 2016. URL
consultato il 17 novembre 2018
(archiviato il 12 marzo 2020).
1 . ^ pacte fédéral suisse LEXILOGOS
>> , su www.lexilogos.com. URL
consultato il 25 maggio 2015
(archiviato il 23 maggio 2015).
17. ^ Tanti Auguri Svizzera: Ma Chi è Più
Vecchio di Noi? | Smartweek , su
Smartweek. URL consultato il 25
maggio 2015 (archiviato dall'url
originale il 25 maggio 2015).
1 . ^ Agenzia Radiocor, Fisco, firmato
l'accordo Italia-Svizzera. È la fine del
segreto bancario. Renzi: rientrano
miliardi. Giovedì l'intesa con Vaduz ,
su http://www.ilsole24ore.com/ ,
Gruppo 24 Ore, 23 febbraio 2015.
URL consultato il 6 aprile 2016
(archiviato il 19 aprile 2016).
19. ^ F. Q., Fisco, dal 2018 fine del
segreto bancario in Svizzera. Firmato
accordo con Ue , su
http://www.ilfattoquotidiano.it/ ,
Editoriale il Fatto S.p.A., 27 maggio
2015. URL consultato il 6 aprile
2016 (archiviato il 31 marzo 2016).
20. ^ La sostanza della neutralità
svizzera Archiviato il 28 dicembre
2011 in Internet Archive., asni.ch
21. ^ Adrian Room, Placenames of the
World, Londra, MacFarland and Co.,
1997, p. 364.
22. ^ Svizzera , in Dizionario storico della
Svizzera.
23. ^ Reproduction in R.C. De Marinis, Gli
Etruschi a Nord del Po, Mantova,
1986.
24. ^ IANA — Root Zone Database , su
iana.org. URL consultato il 23
settembre 2020 (archiviato il 4
maggio 2019).
25. ^ Elvezi , in Dizionario storico della
Svizzera.
2 . ^ Aventicum , in Dizionario storico
della Svizzera.
27. ^ Dizionario storico della Svizzera:
http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I8028.php
Archiviato il 6 marzo 2012 in
Internet Archive. e http://www.hls-
dhs-dss.ch/textes/i/I8027.php
Archiviato l'11 agosto 2011 in
Internet Archive.
2 . ^ Alteo Dolcini , su alteodolcini.com.
URL consultato il 26 giugno 2019
(archiviato il 26 giugno 2019).
29. ^ Alteo Dolcini (1923-1999), La
Svizzera è nata in Romagna, Stefano
Casanova Editore.
30. ^ http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I10076.php
Archiviato il 22 maggio 2011 in
Internet Archive. e http://www.hls-
dhs-dss.ch/textes/i/I19506.php
Archiviato l'11 agosto 2011 in
Internet Archive.
31. ^ http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I13328.php
Archiviato il 16 luglio 2011 in
Internet Archive. e http://www.hls-
dhs-dss.ch/textes/i/I16572-1-1.php
32. ^ http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I9797.php
Archiviato l'8 ottobre 2011 in
Internet Archive. e http://www.hls-
dhs-dss.ch/textes/i/I9798.php
Archiviato il 12 novembre 2011 in
Internet Archive.
33. ^ http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I9800.php
Archiviato il 12 novembre 2011 in
Internet Archive. e http://www.hls-
dhs-dss.ch/textes/i/I17241.php
Archiviato il 10 febbraio 2012 in
Internet Archive.
34. ^ R. Cameron e L. Neal, A Concise
Economomic History of the World.
From Paleolithic Times to the
Present, Oxford 1989, trad. it. Storia
economica del mondo. Dalla
preistoria ad oggi, Bologna, 2005
35. ^ DSS: http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I9811.php
Archiviato il 18 agosto 2011 in
Internet Archive.
3 . ^ DSS: http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I26894.php
Archiviato l'8 novembre 2011 in
Internet Archive.
37. ^ DSS: http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I8927.php
Archiviato il 10 aprile 2013 in
Internet Archive.
3 . ^ A. Maddison, La politique
commerciale de la Suisse de la
Deuxème Guerre Mondiale à l'entrée
du GATT (1945-1996), Zurigo 2004.
39. ^ DSS: http://www.hls-dhs-
dss.ch/textes/i/I8927-1-5.php
Archiviato il 5 agosto 2009 in
Internet Archive.
40. ^ Una delegazione del Consiglio
federale riceve la commissione
Bergier , su admin.ch. URL
consultato il 4 maggio 2019
(archiviato l'11 settembre 2016).
41. ^ M. Kuder, La grande crescita,
Lugano, 2010
42. ^ D. Gilardoni, La Svizzera è bella. Un
Paese in crisi fra la vicenda dei beni
ebraici e dell'oro nazista e la fusione
UBS-SBS, Bellinzona 1999
43. ^ Swissinfo:
https://www.swissinfo.ch/ita/LOCSE
_non_ancora_soddisfatta_dellecono
mia_svizzera.html?cid=6232346
Archiviato il 18 gennaio 2012 in
Internet Archive.
44. ^ Osec Export Archiviato il 10 luglio
2010 in Internet Archive.
45. ^ Portale PMI - La Svizzera resta 4º
nella classifica internazionale della
competitività dell'IMD Archiviato il
6 luglio 2011 in Internet Archive.
4 . ^ Competitività, Italia ultima del G7 -
LASTAMPA.it Archiviato il 23
maggio 2011 in Internet Archive.
47. RSI - Radiotelevisione svizzera , su
info.rsi.ch. URL consultato il 9
settembre 2010 (archiviato il 15
giugno 2011).
4 . ^ Copia archiviata (PDF), su
www3.weforum.org. URL consultato
il 7 settembre 2011 (archiviato il 9
ottobre 2011).
49. ^ The Global Competitiveness Report
2012–2013, p. 13 (PDF), su
www3.weforum.org. URL consultato
il 28 gennaio 2013 (archiviato il 10
giugno 2015).
50. ^ Swissinfo:
https://www.swissinfo.ch/ita/special
i/la_svizzera_dei_record/record_mon
diali/Le_citta_con_la_migliore_qualita
_di_vita_al_mondo.html?
cid=402190&rss=true Archiviato il
19 gennaio 2012 in Internet Archive.
51. ^ Gianmaria Padovani.
52. ^ Ufficio federale dello sviluppo
territoriale: Copia archiviata , su
uvek.admin.ch. URL consultato il 22
settembre 2011 (archiviato dall'url
originale il 3 novembre 2011).
53. ^ Der Bund, 2 agosto 2012
Archiviato il 6 marzo 2016 in
Internet Archive.;
MySwitzerland.com Archiviato il 6
marzo 2016 in Internet Archive.
54. ^ Haack Weltatlas, Gotha 2007, ISBN
978-3-623-49620-7
55. ^ http://www.swiss-
meat.com/userfiles/File/statistiken/
2009/Statistik_Bodennutzung_09092
9.pdf
5 . Oskar Bär, Geografia della Svizzera,
Locarno, 1984
57. Oskar Bär, Geografia della Svizzera,
Locarno, 1985
5 . ^ RS 721.10 Legge federale del 22
giugno 1877 sulla polizia delle
acque Archiviato il 30 ottobre 2012
in Internet Archive.
59. ^ Ufficio federale di statistica: I laghi
più estesi e le cime più alte
Archiviato il 22 marzo 2016 in
Internet Archive.
0. ^ MeteoSvizzera - Il clima della
Svizzera Archiviato il 2 ottobre
2010 in Internet Archive.
1. ^ Die Bevölkerung der Schweiz 2008.
Ufficio Federale di Statistica, 2009,
pubblicato il 24 maggio 2010 (PDF,
1,23 MB).
2. Oskar Bär, Geografia della Svizzera,
Locarno, 1985
3. ^ Bilanz der ständigen
Wohnbevölkerung, Ufficio Federale di
Statistica, 2009, pubblicato il 24
maggio 2010
4. ^ Banca Mondiale, Indicatori di
sviluppo mondiale - Google Public
Data Explorer
5. Ausländerstatistik August 2012
Archiviato il 16 maggio 2013 in
Internet Archive.
. ^ Total population in the European
Union is expected to increase of an
additional d1 million during the first
quarter of the twe Archiviato il 20
maggio 2011 in Internet Archive.
7. ^ RSI - Radiotelevisione svizzera , su
info.rsi.ch. URL consultato il 23
settembre 2010 (archiviato il 26
settembre 2010).
. ^ Bundesamt für Informatik und
Telekommunikation BIT Archiviato
il 6 luglio 2011 in Internet Archive.
9. ^ Bundesamt für Informatik und
Telekommunikation BIT Archiviato
il 6 luglio 2011 in Internet Archive.
70. ^
https://www.swissinfo.ch/ita/special
i/asilo_in_svizzera/Linferno_dei_prof
ughi_eritrei_.html?cid=32120290
L'inferno dei profughi eritrei
71. ^ Frontalieri , in Dizionario storico
della Svizzera.
72. Ufficio federale di statistica (2012)
Archiviato il 20 ottobre 2013 in
Internet Archive.
73. ^ Mercenari , su hls-dhs-dss.ch. URL
consultato il 7 settembre 2010
(archiviato dall'url originale il 24
maggio 2011).
74. L'emigrazione storica - Svizzera -
Informazioni , su swissworld.org.
URL consultato il 7 settembre 2010
(archiviato il 1º settembre 2010).
75. ^ Svizzeri dell'estero, una realtà poco
conosciuta in patria - swissinfo , su
swissinfo.ch. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 19
gennaio 2012).
7 . (DE) Ständige Wohnbevölkerung ab
15 Jahren nach
Religionszugehörigkeit - 1910-2018 ,
Bundesamt für Statistik, 30 gennaio
2020. URL consultato il 7 febbraio
2020 (archiviato il 23 febbraio
2020).
77. ^ Costituzione federale:
https://www.admin.ch/ch/i/as/1999/
2556.pdf Archiviato il 30 ottobre
2012 in Internet Archive. (Art. 15).
7 . ^ "Tabelle 1.4: Kirchenmitgliedschaft
in der römisch-katholischen und
evangelisch-reformierten Kirche nach
Kantonen (2018)" , SPI St. Gallen,
2020. URL consultato l'11 aprile
2020 (archiviato il 29 aprile 2020).
79. ^ "Rilevazione strutturale" , Ufficio
federale di statistica, 2019. URL
consultato l'11 aprile 2020
(archiviato l'11 aprile 2020).)
0. ^ Eurobarometro (PDF), su
ec.europa.eu. URL consultato il 3
aprile 2011 (archiviato il 31
gennaio 2016).
1. ^ Va segnalato che dal 2010 è
possibile indicare, nelle rilevazioni
statistiche ufficiali, più lingue
principali invece di una sola e ciò
spiega un totale di parlanti superiore
al 100%
2. ^ (FR, DE, IT) Lüdi, Georges; Werlen,
Iwar, Recensement Fédéral de la
Population 2000 — Le Paysage
Linguistique en Suisse (PDF),
Neuchâtel, Office fédéral de la
statistique, aprile 2005. URL
consultato il 5 gennaio 2006
(archiviato dall'url originale il 29
novembre 2007).
3. ^ (FR, DE, IT) Ufficio federale di
Statistica della Confederazione
svizzera,
https://web.archive.org/web/20150
122141148/http://www.bfs.admin.c
h/bfs/portal/it/index/themen/01/05
.html . URL consultato il 22 gennaio
2015 (archiviato dall'url originale il
22 gennaio 2015).
4. ^ Il totale è superiore a 100 in quanto
possono essere indicate fino a tre
lingue diverse Copia archiviata , su
bfs.admin.ch. URL consultato il 30
ottobre 2015 (archiviato dall'url
originale il 15 novembre 2015).
5. Bernardino Biondelli, Saggio sui
dialetti gallo-italici, 1853, p. 4.
«Il dialetto principale raprresentante
il gruppo occidentale si è il
Milanese, e ad esso più o meno
affini sono: il Lodigiano, il Comasco,
il Valtellinese, il Bormiese, il
Ticinese e il Verbanese.[...] Il
Comasco esténdesi in quasi tutta la
provincia di Como, tranne l'estrema
punta settentrionale al di là di
Menagio e di Bellano a destra ed a
sinistra del Lario; e in quella vece
comprende la parte meridionale del
Cantone Ticinese, sino al monte
Cènere. [...] Il Valtellinese òccupa
colle sue varietà le valli alpine
dell'Adda, della Mera e del Liro,
inoltràndosi ancora nelle Tre Pievi,
lungo la riva del Lario, intorno a
Gravedona, ed a settentrione nelle
quattro valli dei Grigioni italiani,
Mesolcina, Calanca, Pregallia e
Puschiavina. [... ] Il Ticinese è
parlato nella parte settentrionale del
Cantone Svizzero d'egual nome, al
norte del Monte Cènere, in
parecchie varietà, tra le quali
distinguonsi sopra tutto le favelle
delle valli Maggia, Verzasca,
Leventina, Blenio ed Onsernone».
. ^ Bernardino Biondelli, Saggio sui
dialetti gallo-italici, 1853, p. 4.
«Il dialetto principale raprresentante
il gruppo occidentale si è il
Milanese, e ad esso più o meno
affini sono: il Lodigiano, il Comasco,
il Valtellinese, il Bormiese, il
Ticinese e il Verbanese.[...] Il
Comasco esténdesi in quasi tutta la
provincia di Como, tranne l'estrema
punta settentrionale al di là di
Menagio e di Bellano a destra ed a
sinistra del Lario; e in quella vece
comprende la parte meridionale del
Cantone Ticinese, sino al monte
Cènere. [...] Il Ticinese è parlato
nella parte settentrionale del
Cantone Svizzero d'egual nome, al
norte del Monte Cènere, in
parecchie varietà, tra le quali
distinguonsi sopra tutto le favelle
delle valli Maggia, Verzasca,
Leventina, Blenio ed Onsernone».
7. ^ UNESCO Atlas of the World's
Languages in Danger , su
unesco.org. URL consultato il 16
agosto 2017 (archiviato il 29
maggio 2018).
. ^ Centro di dialettologia e di
etnografia:
http://www4.ti.ch/index.php?
id=22758 Archiviato il 14 luglio
2011 in Internet Archive.
9. ^ Jenisch , su hls-dhs-dss.ch. URL
consultato il 7 settembre 2010
(archiviato il 14 giugno 2011).
90. Scuola Archiviato il 30 maggio
2009 in Internet Archive.
swissworld.org. Consultato il 2009-
07-07
91. ^ L'esercito in cifre - Effettivi di
truppa Archiviato l'8 settembre
2009 in Internet Archive. admin.ch
92. ^ SIPRI Publications Archiviato il 28
marzo 2010 in Internet Archive.
93. ^ Esercito svizzero Archiviato il 10
agosto 2010 in Internet Archive.
94. ^ E la Svizzera "invade" il piccolo
Liechtenstein , in la Repubblica, 18
ottobre 1992, p. 15. URL consultato
il 3 maggio 2019 (archiviato il 3
maggio 2019).
95. ^ (EN) Mark Oliver, Liechtenstein: no
retaliation for Swiss "invasion" , in
The Guardian, 2 marzo 2007. URL
consultato il 3 maggio 2019
(archiviato il 20 maggio 2019).
9 . ^ (EN) Peter Stamm, Switzerland
invades Liechtenstein , in The New
York Times, 13 marzo 2007. URL
consultato il 3 maggio 2019
(archiviato il 29 marzo 2019).
97. ^ DDPS - Organizzazione - Servizio
delle attività informative della
Confederazione Archiviato il 5
ottobre 2011 in Internet Archive.
9 . ^ Système d'interception des
communications par satellite du
Département fédéral de la défense,
de la protection de la population et
des sports (projet "Onyx") [archive].
Rapport du Conseil national sur
Onyx, 10 novembre 2003
99. ^ Vedi Nuova Costituzione
Archiviato il 30 ottobre 2012 in
Internet Archive.
100. ^ La Confédération en bref 2009,
Berna 2010, pp. 44-45.
101. ^ Addio isolamento, la Svizzera entra
nell'Onu , su repubblica.it, 3 marzo
2002. URL consultato il 13 gennaio
2020 (archiviato il 13 gennaio
2020).
102. ^ Paolo Manzo, La Svizzera è
membro dell'Onu , su vita.it, 10
settembre 2002. URL consultato il
13 gennaio 2020 (archiviato il 13
gennaio 2020).
103. ^ (EN) Schengen/Dublin , su
sem.admin.ch.
104. ^ (EN) Swiss vote 'Yes' on
immigration referendum , su rte.ie, 8
febbraio 2009. URL consultato il 9
gennaio 2017 (archiviato il 10
gennaio 2017).
105. ^ Immagine Svizzera - Die bunteste
Sicherheit Archiviato il 5 gennaio
2012 in Internet Archive.
10 . ^ Switzerland Economy: Facts, Data,
& Analysis on Economic Freedom ,
su heritage.org. URL consultato il 16
gennaio 2011 (archiviato il 1º
settembre 2009).
107. ^ "Da un matrimonio svizzero nasce il
colosso delle banche" ,
laRepubblica.it, 8 dicembre 1997.
URL consultato il 4 aprile 2018
(archiviato il 1º dicembre 2017).
10 . ^ UBS - 150 anni di attività bancaria
(PDF), su ubs.com. URL consultato il
4 aprile 2018 (archiviato dall'url
originale il 24 dicembre 2014).
109. ^ "Svizzera alla carica" , Corriere della
sera, 15 dicembre 1997. URL
consultato il 4 aprile 2018
(archiviato dall'url originale il 9
ottobre 2015).
110. ^ CIA World Factbook:
https://www.cia.gov/library/publicati
ons/the-world-
factbook/rankorder/2199rank.html
Archiviato il 17 novembre 2011 in
Internet Archive.
111. ^ CIA World Factbook:
https://www.cia.gov/library/publicati
ons/the-world-
factbook/rankorder/2198rank.html
Archiviato il 29 aprile 2017 in
Internet Archive.
112. ^ Il panorama energetico svizzero
Archiviato il 25 dicembre 2014 in
Internet Archive. pag.6
113. ^ Politica energetica Archiviato il 28
agosto 2009 in Internet Archive.
swissworld.org. Consultato il 2014-
11-28
114. ^ Copia archiviata (PDF), su post.ch.
URL consultato l'11 maggio 2011
(archiviato dall'url originale il 17
maggio 2011).
115. ^ La Posta Svizzera - Per i clienti più
esigenti del mondo , su posta.ch.
URL consultato l'11 maggio 2011
(archiviato il 7 luglio 2011).
11 . ^ Comuni e regioni Archiviato il 9
giugno 2011 in Internet Archive.
117. ^ Orologeria - Svizzera -
Informazioni , su swissworld.org.
URL consultato l'11 maggio 2011
(archiviato il 14 maggio 2011).
11 . ^ CHOCOSUISSE | Storia Archiviato
il 6 settembre 2011 in Internet
Archive.
119. ^ Dalla scoperta del caffè alla nascita
di Nescafé: una storia che cambia le
abitudini Archiviato il 18 febbraio
2009 in Internet Archive.
120. ^ sgci.ch
121. ^ Copia archiviata , su biovalley.ch.
URL consultato il 21 aprile 2011
(archiviato il 6 luglio 2011).
122. ^ Copia archiviata (PDF), su
sbf.admin.ch. URL consultato l'8
settembre 2010 (archiviato il 6
luglio 2011).
123. ^ Copia archiviata (PDF), su
swissbiotech.org. URL consultato il
5 maggio 2011 (archiviato dall'url
originale il 14 giugno 2011).
124. ^ RUAG - Group Home , su ruag.com.
URL consultato il 4 maggio 2019
(archiviato il 13 ottobre 2014).
125. ^ Crypto AG - Company , su
crypto.ch. URL consultato il 16 aprile
2011 (archiviato il 16 maggio
2011).
12 . ^ Logitech – Immergiti nel mondo
digitale con mouse, tastiera,
webcam, cuffie con microfono,
telecomando Harmony, altoparlanti, e
altro ancora
127. ^ La città Archiviato il 13 novembre
2011 in Internet Archive.
12 . ^ About BIS , su bis.org. URL
consultato il 25 maggio 2011
(archiviato il 14 maggio 2008).
129. Un settore d'importanza capitale -
Svizzera - Informazioni , su
swissworld.org. URL consultato il 16
settembre 2010 (archiviato il 9
ottobre 2010).
130. ^ fonte: seco.admin.ch
131. ^ UBS Annual Report 2016 (PDF),
UBS.com. URL consultato il 4 aprile
2018 (archiviato dall'url originale il
26 giugno 2018).
132. ^ Foreign Policy: The Globalization
Index 2007
133. ^ Osec Export Archiviato il 9
maggio 2011 in Internet Archive.
134. ^ SECO - Accordi di libero scambio
Archiviato il 10 giugno 2011 in
Internet Archive.
135. ^ Cina e Svizzera verso un accordo di
libero scambio - swissinfo , su
swissinfo.ch. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 15
gennaio 2014).
13 . ^ WSL > Ricerca , su wsl.ch. URL
consultato il 26 luglio 2011
(archiviato dall'url originale il 5
luglio 2014).
137. ^ Agricoltura Svizzera - Piante , su
agricoltura.ch. URL consultato il 30
aprile 2011 (archiviato il 6 luglio
2011).
13 . ^ WWF Svizzera - Castoro , su
wwf.ch. URL consultato il 4 maggio
2019 (archiviato l'8 gennaio 2012).
139. ^ J. Hausser, Mammiferi della
Svizzera. Distribuzione, biologia,
ecologia, Basilea 1995. ISBN 3-7643-
5194-2
140. ^ Agricoltura Svizzera - Animali , su
agricoltura.ch. URL consultato il 30
aprile 2011 (archiviato il 6 luglio
2011).
141. ^ La biodiversità in Svizzera -
Svizzera - Informazioni , su
swissworld.org. URL consultato il 4
febbraio 2011 (archiviato il 14
maggio 2011).
142. ^ UFAM - Biodiversità - Biodiversità in
Svizzera , su bafu.admin.ch. URL
consultato il 4 maggio 2019
(archiviato il 20 marzo 2015).
143. Ibidem
144. ^ ProSpecieRara , su
prospecierara.ch. URL consultato il 5
maggio 2011 (archiviato dall'url
originale il 7 luglio 2011).
145. ^ UFAM - Biodiversità - Misure per la
conservazione della biodiversità , su
bafu.admin.ch. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 7 luglio
2015).
14 . ^ Die Uni Basel muss sparen , su
nzz.ch.
147. ^ (FR) D’Erasme à Erasmus: ce que la
Suisse doit à l’Europe , in Le Temps,
24 luglio 2014. URL consultato l'8
luglio 2020.
14 . ^ Lo scambio scientifico - Svizzera -
Informazioni , su swissworld.org.
URL consultato il 25 ottobre 2010
(archiviato il 25 giugno 2010).
149. ^ Education at Glance 2005
Archiviato il 23 luglio 2013 in
Internet Archive. by the OECD:
Percentage of foreign students in
tertiary education.
150. ^ I luoghi della ricerca svizzera -
Svizzera - Informazioni , su
swissworld.org. URL consultato il 25
ottobre 2010 (archiviato il 15
giugno 2010).
151. ^ TOP500 List - June 2010 (1-100) |
TOP500 Supercomputing Sites , su
top500.org. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 24
giugno 2019).
152. ^ Swiss National Supercomputing
Centre: Newsroom , su cscs.ch. URL
consultato il 25 ottobre 2010
(archiviato il 27 dicembre 2010).
153. ^ Le ricerche di nanotecnologia in
Svizzera - Svizzera - Informazioni , su
swissworld.org. URL consultato il 25
ottobre 2010 (archiviato il 14
maggio 2011).
154. ^ Empa - Swiss Federal Laboratories
for Materials Science and
Technology , su empa.ch. URL
consultato il 23 settembre 2020
(archiviato dall'url originale il 20
ottobre 2010).
155. ^ Vincitori di premi nobel Archiviato
il 4 giugno 2009 in Internet Archive.
swissworld.org. Consultato il 2009-
07-07
15 . ^ Il primo aereo a energia solare a
completare il giro del mondo -
Corriere della sera , su corriere.it.
URL consultato il 23 settembre
2016 (archiviato l'11 settembre
2016).
157. ^ Company overview RUAG Space ,
su ruag.com. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 19
ottobre 2014).
15 . ^ Media releases maxonmotor.ch
Archiviato il 30 aprile 2011 in
Internet Archive.
159. ^ info.cern.ch Archiviato il 5
gennaio 2010 in Internet Archive.
Retrieved on 2010-04-30
1 0. ^ Scienza: contesto - Svizzera -
Informazioni , su swissworld.org.
URL consultato il 25 ottobre 2010
(archiviato il 14 maggio 2011).
1 1. ^ Phase2.fm (PDF), su oecd.org. URL
consultato il 4 maggio 2019
(archiviato il 24 settembre 2015).
1 2. ^ Ricerca e sviluppo - Svizzera -
Informazioni , su swissworld.org.
URL consultato il 22 ottobre 2010
(archiviato il 17 novembre 2010).
1 3. Spese per le attività di ricerca e
sviluppo (R-S) sostenute dalle
imprese nel 2008 | students-
careers.ch Archiviato il 29
novembre 2010 in Internet Archive.
1 4. ^ RSI - Radiotelevisione svizzera , su
info.rsi.ch. URL consultato il 18
maggio 2011 (archiviato il 7 luglio
2011).
1 5. ^ Confessioni elvetiche , su hls-dhs-
dss.ch. URL consultato il 9 maggio
2011 (archiviato il 14 giugno 2011).
1 . ^ Major Branches of Religions , su
adherents.com. URL consultato il 15
giugno 2011 (archiviato il 15 marzo
2015).
1 7. ^ Fabrizio Frigerio [et alii],
"Fédéralisme chez Rougemont", in:
Dictionnaire international du
Fédéralisme (F. Saint-Ouen ed.),
Bruxelles, Bruylant, 1994, pp. 202-204
e Fabrizio Frigerio, "L'engagement
politique de Denis de Rougemont",
Cadmos, Ginevra, 1986, n.33, pp.
115-124.
1 . Media: libertà e limiti Archiviato il 2
dicembre 2008 in Internet Archive.
www.ch.ch. Consultato il 2009-07-07
1 9. Press, Media, TV, Radio,
Newspapers Archiviato il 29
gennaio 2017 in Internet Archive.
pressreference.com. Consultato il
2009-07-07
170. ^ Bundesamt für Informatik und
Telekommunikation BIT (PDF), su
admin.ch. URL consultato il 4
maggio 2019 (archiviato il 20
marzo 2015).
171. ^
http://www.swissworld.org/it/cultura
/letteratura/autori_svizzeri_di_lingua_
tedesca/ Archiviato il 27 giugno
2009 in Internet Archive.[Letteratura]
swissworld.org. Consultato il 2009-
07-06
172. ^ Sito ufficiale: Copia archiviata , su
streetparade.com. URL consultato il
21 settembre 2011 (archiviato
dall'url originale il 31 agosto 2011).
173. ^ Tages Anzeiger:
https://www.tagesanzeiger.ch/kultur/
pop-und-jazz/Ohne-Street-Parade-
waere-Google-nie-nach-Zuerich-
gekommen/story/28782513
Archiviato il 24 settembre 2016 in
Internet Archive.
174. ^ Corno delle Alpi , su hls-dhs-dss.ch.
URL consultato il 12 dicembre 2011
(archiviato il 24 aprile 2014).
175. ^ Jodel , su hls-dhs-dss.ch. URL
consultato il 12 dicembre 2011
(archiviato il 5 luglio 2014).
17 . ^ Musica , su hls-dhs-dss.ch. URL
consultato il 12 dicembre 2011
(archiviato il 5 luglio 2014).
177. ^ Patrimonio mondiale dell’UNESCO
sul sito della Confederazione
svizzera
https://www.eda.admin.ch/aboutswit
zerland/it/home/gesellschaft/kultur/
unesco-welterbe.html Archiviato
l'11 agosto 2019 in Internet Archive.,
consultato agosto 2019.
17 . ^ Attendance Europe , su
hockeyarenas.net (archiviato dall'url
originale il 14 gennaio 2012).
179. ^ National Day , su swissworld.org,
Federal Department of Foreign
Affairs. URL consultato il 17 aprile
2014 (archiviato dall'url originale il
15 febbraio 2014).
1 0. ^ (EN) Federal Fast , su
officeholidays.com. URL consultato
il 9 gennaio 2017 (archiviato il 10
gennaio 2017).

Bibliografia

Libri …

(DE) M. Beck, Legende, Mythos und


Geschichte, 1978
(DE) P. Blickle, Kommunalismus, 2 voll.,
2000, spec. 2, 85-99, 150-175, 185-194,
202-208, 342-348
(EN) T. A. Brady, Turning Swiss, 1985
(DE) B. Braun, Die Eidgenossen, das
Reich und das politische System Karls
V., 1997
Renata Broggini, Terra d'asilo. I rifugiati
italiani in Svizzera 1943-1945, Società
editrice il Mulino, Urbino 1993
(DE, FR) Michel Caillat, Mauro Cerutti,
Jean-François Fayet, Stéphanie Roulin
(a cura di), Histoire(s) de
l'anticommunisme en Suisse -
Geschichte(n) des Antikommunismus in
der Schweiz, Chronos, Zurigo 2009
Silvana Calvo, A un passo dalla
salvezza. La politica svizzera di
respingimento degli ebrei durante le
persecuzioni, 1933-1945, Silvio
Zamorani editore, Torino 2010
Silvana Calvo, L'informazione rifiutata.
La Svizzera dal 1938 al 1945 di fronte al
nazismo e alle notizie del genocidio
degli ebrei, Silvio Zamorani editore,
Torino 2017
(DE) W. Drack, R. Fellmann, Die Römer
in der Schweiz, 1988
(DE) U. Im Hof, Mythos Schweiz, 1991
(DE) M. Jorio (a cura di), 1648, die
Schweiz und Europa, 1999
(DE) K. Mommsen, Eidgenossen, Kaiser
und Reich, 1958
(DE) M. Morkowska, Vom Stiefkind zum
Liebling, 1997
Giuseppe Pesce, Svizzera & Italia,
questioni di diritto - diritto
internazionale privato, coniugi, beni
immobili, reciprocità, Casa editrice
Stamperia Nazionale, Roma 2011.
ISBN 978-88-6638-009-2
(FR) W. E. Rappard, Du renouvellement
des pactes confédéraux (1351-1798),
1944
(DE) B. Stettler, Die Eidgenossenschaft
im 15. Jahrhundert, 2004
(DE) E. Walder, Das Stanser
Verkommnis, 1994
(DE) M. Weishaupt, Bauern, Hirten und
"frume edle puren", 1992
AA. VV., Nuova storia della Svizzera e
degli Svizzeri, 3 voll., 1982-1983
(DE) AA. VV., Innerschweiz und frühe
Eidgenossenschaft, 2 voll., 1990 (spec.
i contributi di P. Blickle, G. P. Marchal,
W. Meyer, R. Sablonier)
(DE) AA. VV., Eine kleine Geschichte der
Schweiz, 1998

Riviste …

(DE) R. Koselleck, Bund, in


Geschichtliche Grundbegriffe, a cura di
O. Brunner et al., 1, 1972, 582-671
(DE) T. Maissen, Von wackeren alten
Eidgenossen und souveränen
Jungfrauen, in RSAA, 56, 1999, 265-302
(DE) G. P. Marchal, Neue Aspekte der
frühen Schweizergeschichte, in
Geschichtsforschung in der Schweiz,
1992, 325-338
(DE) P. Moraw, Reich, König und
Eidgenossen im späten Mittelalter, in
Jahrbuch der Historischen
Gesellschaft Luzern, 4, 1986, 15-33
(DE) W. Oechsli, Orte und Zugewandte,
in JSG, 13, 1888, 1-497
(DE) W. Oechsli, Die Benennungen der
alten Eidgenossenschaft und ihrer
Glieder, in JSG, 41, 1916, 51-230; 42,
1917, 87-258
(DE) R. Sablonier, Schweizer
Eidgenossenschaft im 15. Jahrhundert,
in Die Entstehung der Schweiz, a cura
di J. Wiget, 1999, 9-42 (trad. del
contributo apparso in New Cambridge
Medieval History, 7, 1998)
(DE) B. Stettler, Reichsreform und
werdende Eidgenossenschaft, in RSS,
44, 1994, 203-229
Gianmaria Padovani, Il bebè più
fortunato del mondo è svizzero, in
Panorama, volume 9, Mondadori, 20
febbraio 2013, p. 59.
(fr) articolo sullo status del franco
provenzale in svizzera
http://www.lematin.ch/suisse/Il-veut-
des-panneaux-en-
patois/story/21682460 e per il resto
delle info vedi www.rts.ch

Voci correlate
Aeroporti in Svizzera
Bandiera della Svizzera
Cantoni della Svizzera
Carta d'identità svizzera
Catalogo dei geodati di base
Enclave ed exclave in Svizzera
Economia svizzera
Esercito svizzero
Festività in Svizzera
Guglielmo Tell
Istruzione in Svizzera
Mercenari svizzeri
Partiti politici in Svizzera
Polizia cantonale
Polizia comunale
Prostituzione in Svizzera
Religioni in Svizzera
Rivoluzione industriale svizzera
Segnaletica stradale in Svizzera
Sistema pensionistico pubblico in
Svizzera
Sport in Svizzera
Storia della Svizzera
Statistica della superficie della
Svizzera
Suicidio in Svizzera
Svizzera italiana
Svizzera francese
Svizzera tedesca
Televisione in Svizzera
Altri progetti
Wikisource contiene una pagina
dedicata a Svizzera
Wikiquote contiene citazioni sulla
Svizzera
Wikizionario contiene il lemma di
dizionario «Svizzera»
Wikinotizie contiene notizie di
attualità su Svizzera
Wikimedia Commons contiene
immagini o altri file sulla Svizzera
Wikivoyage contiene informazioni
turistiche su Svizzera

Collegamenti esterni
Sito ufficiale , su admin.ch.
Sito ufficiale , su admin.ch.
Svizzera , in Dizionario di storia, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
(IT, DE, FR) Svizzera , su hls-dhs-dss.ch,
Dizionario storico della Svizzera.
(EN) Svizzera , su Enciclopedia
Britannica, Encyclopædia Britannica,
Inc.
(EN) Svizzera , in Catholic Encyclopedia,
Robert Appleton Company.
Costituzione federale della
Confederazione svizzera , su
parlament.ch. URL consultato il 25
settembre 2015 (archiviato dall'url
originale il 2 dicembre 2011).
Costituzione federale della
Confederazione svizzera (in pdf)
Autorità federali della Confederazione
svizzera , su admin.ch.
Swissinfo: portale d'informazione
internazionale sulla Svizzera , su
swissinfo.ch.
Documenti Diplomatici Svizzeri (DDS) ,
su dodis.ch.
Il portale svizzero per la ricerca e
l'innovazione (www.myscience.ch) , su
myscience.ch.
Legge federale sulla navigazione
marittima sotto bandiera svizzera .
Sito sulla storia dei comuni della
svizzera
VIAF (EN) 154323889  · ISNI
(EN) 0000 0001 2297 4701  · LCCN
(EN) n79062978  · GND
Controllo
(DE) 4053881-3  · BNF
di
(FR) cb11868612h (data)  · NLA
autorità
(EN) 35535063  · NDL
(EN, JA) 00871917  · WorldCat
Identities (EN) viaf-154323889

Portale Svizzera: accedi alle voci di


Wikipedia che parlano della Svizzera

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?
title=Svizzera&oldid=116795671"

Ultima modifica 2 giorni fa di Stefano Tòdi

Il contenuto è disponibile in base alla licenza CC


BY-SA 3.0 , se non diversamente specificato.

Potrebbero piacerti anche