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SEZIONE 2 – LE ORIGINI DELLA CULTURA IN VOLGARE

Capitolo 2 – L’Età comunale

L1 LETTURA CRITICA
J. Le Goff
Tempo della Chiesa e tempo del mercante
Lo storico Jacques Le Goff (1924-viv.) analizza in queste pagine i diversi aspetti della concezione e della percezione
del tempo attraverso il Medioevo, mostrando come esso, soprattutto nell’ottica dei mercanti, fosse in stretta re-
lazione con il concetto di spazio. Le Goff rivela nella prospettiva del mercante una frattura, che appare però non
traumatica, fra il tempo nel quale egli «agisce professionalmente» e «quello in cui vive religiosamente», di modo
che si profila ormai scoperta la distinzione tra «tempo naturale», «tempo professionale» e «tempo sovrannatu-
rale».

I l mercante scopre il prezzo del tempo nello stesso


momento in cui esplora lo spazio: per lui la durata
essenziale è quella di un tragitto. Ora, per la tradi-
una conoscenza pratica di uno spazio nel quale gli
uomini e gli oggetti sono raggiunti successivamente
– secondo tappe quantitativamente misurabili – dai
zione cristiana, il tempo non era «una sorta di sdop- procedimenti umani. Del pari, il pittore riduce il
piamento dello spazio, né una condizione formale suo quadro o il suo affresco all’unità temporale di
del pensiero». […] un momento isolato, si applica all’istantaneo (che
Il fatto che il mercante medievale compia la con- fisserà al limite la fotografia), mentre il tempo – il
quista del tempo e insieme dello spazio meriterebbe tempo romanzesco si potrebbe dire – si trova resti-
di attrarre maggiormente l’attenzione degli storici tuito nei cicli murali in cui proprio la pittura fio-
e dei sociologi dell’arte. Pierre Francastel1, in un rentina, patrocinata dall’aristocrazia mercantile,
libro ormai classico, ha mostrato i legami tra la pit- manifesta i suoi più strepitosi progressi. Trionfa il
tura e la società, indicando sotto quali pressioni tec- ritratto, che non è più l’immagine astratta di un
niche, economiche e sociali uno «spazio plastico» personaggio rappresentato da simboli, da segni che
può essere distrutto. Insieme con la prospettiva, la materializzano il posto e il rango assegnatogli da
pittura medievale scopre il tempo del quadro. I se- Dio, ma è un modo per rendere l’individuo colto
coli precedenti hanno rappresentato i diversi ele- nel tempo, nel concreto spaziale e temporale, non
menti sullo stesso piano, conformemente alla più nella sua essenza eterna, ma nel suo essere effi-
visione libera dalle servitù del tempo e dello spazio, mero che appunto l’arte, nella sua nuova funzione,
che esclude la profondità come successione. Le dif- mira a immortalare. […]
ferenze di statura non esprimevano che la gerarchia Tempo misurabile, meccanizzato addirittura,
delle condizioni sociali e delle dignità religiose. quello del mercante, ma discontinuo, rotto da pause,
Senza rispetto per le fratture temporali, venivano da momenti morti, affetto da accelerazioni o rallen-
giustapposti episodi successivi, il cui insieme costi- tamenti – spesso legato con il ritardo tecnico e il
tuiva una storia sottratta ai capricci del tempo, de- peso dei fattori naturali: la pioggia o la siccità, la
terminata fin dall’origine in tutte le sue fasi dalla calma o la tempesta, hanno le loro forti incidenze
volontà di Dio. Ormai la prospettiva, anche se è sol- sui prezzi. In questa malleabilità del tempo, che non
tanto una nuova schematizzazione, anche se sup- esclude le inesorabilità delle scadenze, si situano i
pone una visione che non è «naturale», ma risponde guadagni e le perdite, i margini di profitto o defici-
al postulato di un occhio astratto, traduce il risul- tari; lì agiscono l’intelligenza, l’abilità, l’esperienza,
tato di un’esperienza scientifica, è l’espressione di l’astuzia del mercante.

1. Pierre Francastel: storico dell’arte ciété. Naissance et destruction d’un dal Rinascimento al Cubismo, Torino,
francese (1900-69). Il libro cui fa ri- espace plastique. De la Renaissance au Einaudi, 1957).
ferimento Le Goff è Peinture et so- Cubisme (trad. it. Lo spazio figurativo
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C. Bologna, P. Rocchi, Rosa fresca aulentissima © Loescher Editore - Torino 1


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E il tempo della Chiesa? Il mercante cristiano lo e abusare del tempo. Rimasto cristiano, egli non
conserva come un altro orizzonte della sua esistenza. potrà d’ora innanzi evitare, se non a costo di una di-
Il tempo nel quale agisce professionalmente non è storsione mentale e di abilità pratiche, gli urti vio-
quello nel quale vive religiosamente. Nella prospet- lenti e le contraddizioni tra il tempo dei suoi affari
tiva della salvezza si contenta di accettare gli inse- e il tempo della sua religione, perché la Chiesa si ag-
gnamenti e le direttive della Chiesa. Dall’uno grappa alle vecchie regolamentazioni, anche quando
all’altro orizzonte le zone d’incontro non si toccano cede, per l’essenziale, al capitalismo nascente e vi
se non esteriormente. Dai suoi guadagni il mercante s’insinua essa stessa.
trae il denaro delle elemosine, con cui alimenta le
opere di beneficenza. In quanto essere che dura, sa Fra i numerosi problemi che solleva una que-
che il tempo, che lo porta verso Dio e l’eternità, è a stione storica di cui queste pagine cercano solo di
sua volta esso suscettibile di pause, di cadute, di ac- provocare uno studio approfondito, ci sembra di im-
celerazioni. Tempo del peccato e tempo della grazia. portanza fondamentale scrutare quale abbia potuto
Tempo della morte al mondo prima della risurre- essere l’influsso, sull’evoluzione delle idee riguar-
zione. Talvolta l’affretta con il ritiro finale in mona- danti il tempo, delle opere dei maestri scientifici alla
stero, più comunemente, accumula le restituzioni, svolta fra il secolo XIII e il XIV. […] In quest’am-
le opere buone, le donazioni pie, nell’ora in cui mi- biente la critica della fisica e della metafisica aristo-
naccia il passaggio sempre terribile nell’aldilà. teliche, e in pari tempo le speculazioni matematiche
Fra il tempo naturale, il tempo professionale, il e le ricerche scientifiche concrete, hanno dovuto far
tempo sovrannaturale, c’è dunque una separazione sorgere nuove idee sul tempo e sullo spazio. Sap-
essenziale e insieme incontri contingenti. L’inonda- piamo approssimativamente che la cinematica2, con
zione diventa materia di speculazione ragionata, le lo studio del moto uniforme accelerato, ne esce tra-
ricchezze d’iniquità aprono le porte del cielo. Biso- sformata. Non basta questo per indurre a sospettare
gna dunque eliminare dalla psicologia del mercante che, con il movimento, proprio il tempo si trova
medievale il sospetto dell’ipocrisia. Tanto diversa- colto in una prospettiva nuova? Già fra gli arabi le ri-
mente legittimi sono per lui gli scopi perseguiti in cerche congiunte nel campo scientifico e nel campo
prospettive differenti: il guadagno e la salvezza. Pro- filosofico, affrontando nuovamente le nozioni-
prio questa separazione permette di pregare Dio per chiave di discontinuità ereditate dagli atomisti del-
il successo degli affari. Così, nel secolo XVI e più l’antichità, avevano rinnovato la visione del tempo.
tardi, il mercante protestante, nutrito della Bibbia, Forse c’è un nesso più stretto di quanto si creda e di
particolarmente attento alle lezioni del Vecchio Te- quanto essi stessi, senza dubbio, pensassero fra le le-
stamento, continuerà volentieri, ma in un modo in zioni dei maestri di Oxford e Parigi e le imprese dei
cui si è presa l’abitudine di distinguerli, a confon- mercanti di Genova, di Venezia, di Lubecca, al tra-
dere i disegni della provvidenza con la prosperità monto del Medioevo. Forse proprio sotto la loro
degli affari. azione congiunta il tempo si spezza e il tempo dei mer-
[…] canti si libera del tempo biblico, che la Chiesa non sa
Così il mercante – in un’età in cui l’incremento conservare nella sua ambivalenza fondamentale.
quantitativo allarga i suoi orizzonti e dilata la sua (J. Le Goff, Tempo della Chiesa e tempo del mercante.
azione, senza che le strutture economiche siano fon- E altri saggi sul lavoro e la cultura del Medioevo,
damentalmente mutate – è ormai in grado di usare Torino, Einaudi, 1977, pp. 15-23)

2. cinematica: è il campo della fisica titativa del moto dei corpi in atto. Si studia invece le forze che producono
che si occupa della descrizione quan- distingue dunque dalla dinamica, che il movimento.

2 C. Bologna, P. Rocchi, Rosa fresca aulentissima © Loescher Editore - Torino