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La metafisica di Platone

“La seconda via di navigazione”, è una metafora utilizzata da Platone nel Fedone, che rappresenta
l’alternativa con la prima navigazione. La prima si fa con il vento, la seconda a remi.
La prima rappresenta per Platone la sua adesione al pensiero naturalista. Cioè di quella filosofia
natuarlista che cerca “le vere cause” nel mondo materiale.
L’utilizzo del termine seconda navigazione indica, quindi, il salto, in Platone, verso il
sovrasensibile, le vere cause non sono nel mondo materiale

(Platone si è incontrato con i naturalisti in modo particolare col Pensiero di Eraclito).

La questione di fondo
Nel Dialogo “Fedone” ci dice che la prima cosa che ci stupisce nel mondo sensibile è la corruzione
delle cose. Cioè: esiste nel mondo sensibile una corruzione dell’essere. Pone questa questione.
Perché le cose si generano? Perche si corrompono? Perche Sono?
Questo è Il dilemma di Platone.
Nel Fedone, per bocca di Socrate, dice che è andato ad indagare e in questa ricerca le risposte che si
è dato sono di carattere puramente fisico. (es il concetto di vita. La vita si genererebbe a causa dei
processi del caldo e del freddo. Altro esempio il pensiero sarebbe prodotto in questa ottica dal
sangue; Empedocle, per esempio diceva che il pensiero sarebbe generato dal sangue; Anassimene
dall’aria. )
Ma Platone reagisce e dice che se queste risposte sono inconsistenti: perché inconsistenti i
fondamenti del pensiero naturalistico. Questo modo di analizzare lo porta a costruire un’altra ottica
di interpretazione della realtà.
La scoperta del sovrasensibile
Nella sua analisi fa un passo avanti e si incontra col pensiero di Anassagora.
Per cercare la risposta alla questione della corruzione, esamina la questione di una intelligenza
universale (il nous di Anassagora, al quale però quest’ultimo dava un valore di entità “fisica”)
Secondo Platone avrebbe potuto rispondere ai problemi della corruzione dell’essere materiale
h8Analizzandone questo pensiero dice: “l’intelligienza” ordina tutte le cose e ne è causa e ciò
significa che questa intelligenza dispone tutte le cose nella maniera migliore. Quindi l’Intelligenza e
il Bene sono connesse tra di loro.

Platone collega l’intelligenza con il bene (aldilà delle altre idee). Dunque Platone vuole collegare
l’idea di Intelligenza con l’idea del Bene (il criterio del meglio).

L’idea del Bene è la Causa in Platone e diventa criterio del meglio nel senso che E’ l’Intelligenza, e
l’Idea che gerarchicamente sta al vertice di tutte le altre. (questo universo sembra perfetto. La mente
che ha creato tutto questo è creato nel “Bene” o “meglio” secondo Platone)

Seconda via navigazione

Abbiamo 2 tappe nel pensiero platonico:


1)la teoria delle idee
La dottrina dei principi;
Come detto la vera Causa che consiste nelle realtà puramente intellegibili, consegue che Platone
postula l’esistenza di queste realtà intellegibili e le spiegazioni di tutte le cosa a partire dal postulato
dell’esistenza di queste realtà intellegibili, ed esclude tutto ciò che è sensibile ch è vera causa.
Cio che è fisico non può essere vera causa. Dunque il mondo sensibile si pone come mezzo o
strumento per cui si realizza la vera causa.
Per esempio si spiega che non ci sono gli elementi fisici. La bellezza per esempio non spiega la
bellezza. Il suo criterio, il suo valore è la bellezza in sé. (la grandezza non si spiega in funzione del
pentagon, ma a partire dalla grandezza in sé)

In generale possiamo dire che la prima tappa consiste nel prendere per base il postulato più solido
dove si ammette che la base sono le idee.

La dottrina dei principi primi


Seconda tappa: abbiamo a che fare con un accenno allussivo all’unità della nuova dimensione cioè
il punto focale della dottrina non scritta di Platone.
La domanda che si pone è questo. Se si attacca il punto focale delle idee si dovranno esaminare le
confutazioni al fine di accertare se concordino o no tra di loro, e al fine di giustificare il postulato si
dovrà ricercare un postulato ancora più elevato. Quel postulato che non ha bisogno di alcun
postulato. Soltanto i principi supremi più estremi:

Risale dalle idee ai primi principi, le cause


(Cerchiamo dei postulati che cercano di dare la spiegazione della realtà. Il postulato oltre il quale
non si può andare oltre. Le cause prime)
Nella Repubblica non si distingue che se è un bene è anche un essere, tuttavia.

Cosa dice Platone su queste dottrine delle idee e dei principi primi.
Si possono spiegare solo attraverso l’oralità.
I caratteri delle idee.. Cosa intende per la teoria delle idee.

La teoria delle idee


Attraverso il termine idea nell’italiano riprende 2 parole greche. Idea ed eidos.
La traduzione di queste due parole non è proprio una traduzione felice.
La traduzione esatta dovrebbe essere “forma” dovremmo parlare della teoria delle forme . L’idea
per noi è un pensiero, una rappresentazione mentale che ci porta, su un piano logico intellettuale.
Mentre per Platone concerne la forma(in senso filosofico).
Terminologia
Sempre sul piano greco il termine idea deriva idein (vedere) e questo termine, prima di Platone era
designato per la forma visibile delle cose. Un vedere sensibile.
Eidos e ideain pian piano sono entrati a rappresentare qualcosa di più profondo. Platone per
entrambi parla di qualcosa di natura intelligibile.

Perché questo cambio di prospettiva? Per capire in profondità il motivo per cui Platone abbia
pensato le teorie delle idee bisogna comprendere l’ uomo greco c’è un vedere delle cose in senso
completo: estetico, formale e metafisico.
L’intelligenza dell’anima coglie la vera essenza delle cose. Quando l’intelligentia, questo vedere
con l’anima, vede la bellezza, la giustizia, essa contempla. Quindi in Platone c’è un unione tra
visione/veduto//forma/essere (idee).
Caratteristiche delle idee
Per questo la teoria delle idee ha dei caratteri ontologici.
I postulati, le carattaristiche che vengono dal mondo delle idee hanno carattere ontologico.
Innanzitutto il carattere di base delle idee è dato dall’intellegibilità.
1)L’idea è per eccellenza oggetto dell’intelletto può essere colta solo da esso
2) L’incorporeità: non appartiene al mondo sensibile;
3) L’idea e l’essere in senso pieno: l’idea è ciò che E’.
4) L’immutabilità: le idee sono immutabile, si sottraggono a qualunque forma di cambiamento,
incorruttibili. Al di là del nascere e del perire.
5) Perseità: Le idee sono in se e per se sono assolutamente oggettive. A prescindere da qualsiasi
altra cosa.
6) Unità: Le idee sono ciascuna una unità, questo è il carattere ontologico.
Questo carattere ontologica tramite i 6 caratteri ci spinge ad affermare che le idee sono realtà
intellegibili e metasensibili.
L’intellegibilità di cui parla Platone è un a carattere essenziale di ciascuna idea “in se e per se” che
si contrappone alla sensibilità. Le idee hanno una sfera di realtà sussistente aldilà del mondo
sensibile:

Il dualismo platonico

Le realtà empiriche sono sensibili. E’ un’espressione della trascendenza. Abbiamo da una parte le
realtà empiriche ed intellegibile. Realtà e-. Le idee. Dunque le realtà sensibili sono corporee, le idee
sono
cose molteplici vs unità
Affermano questo dulaismo sostenendo questa separazione tra le raeltà senzbili .
Questo è un giudizio teoretico nel pensiero di Platone.
Perchp+è il concetto di idea in platone è immanente e trascendente.
Per Pl. La trascendenza delle idee è la ragion d’essere. Trascendenza delle idee nel ruolo di vera
causa