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INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO I: COMPOSIZIONE CORPOREA NEI BAMBINI ITALIANI

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18184393/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18792529/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18301392/

CAPITOLO II: INFLUENZA DEI DISTURBI ALIMENTARI SULLA


QUALITA’ DELLA VITA

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31596495/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28489221/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28213684/

CAPITOLO III: OBESITA’E SOVRAPPESO IN BAMBINI E ADOLESCENTI

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30281992/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12373618/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31584956/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31319635/

CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA

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INTRODUZIONE

2
CAPITOLO I: COMPOSIZIONE CORPOREA NEI BAMBINI ITALIANI
 

Stato del peso e percezione dell'immagine corporea nei bambini italiani


Attraverso delle precedenti ricerche viene spesso evidenziato il fatto che i soggetti
in sovrappeso hanno la tendenza a sottovalutare il loro stato di peso corporeo.
Tale studio ha voluto esaminare nei bambini italiani, la percezione della propria
immagine corporea, con un particolare riguardo verso i soggetti in sovrappeso.
Per un’indagine nutrizionale, sono stati presi in esame alcuni campioni di bambini
che frequentano la scuola elementare nel settentrione italiano.
Diversi i metodi utilizzati; difatti sono state eseguite delle misurazioni
antropometriche per determinare il BMI cioè l’indice di massa corporea. La
conoscenza dell'immagine corporea e' stata valutata facendo vedere ai bambini e
alle loro famiglie la cosiddetta “The Body Silhouette Chart” , definita così per la
raffigurazione di una serie di figure che ritraggono varie tipologie di corpi e in
quel caso bisogna sapersi identificare secondo quello che si ritiene più simile

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rispetto il proprio corpo. Per valutare le risposte sbagliate o comunque non
veritiere dalla parte dei bambini in sovrappeso e' stato costruito uno schema
particolare.
I risultati tratti, riguardano più di un terzo dei bambini che avevano un BMI
superiore alla normale fascia con una prevalenza di sovrappeso del 37,2% nei
ragazzi, e del 35,8% nelle ragazze.
Nel 6-9% dei bambini in sovrappeso/obesi si e' verificata un aspetto poco
soddisfacente e una discrepanza tra la visione della propria immagine corporea e il
reale stato nutrizionale del bambino. La maggior parte degli adolescenti obesi,
tendono a indicare di avere un peso minore rispetto a quello reale e inoltre si
classificano con un'altezza maggiore di quella che realmente possiedono.
Mettendo a confronto la valutazione antropometrica dello stato nutrizionale e la
percezione dell'immagine corporea e del soggetto si forniscono delle valide
indicazioni riguardo all'insoddisfazione e i disturbi della personale immagine.
Questo potrebbe essere un argomento utile per i futuri programmi di sorveglianza
nutrizionale.

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Voglio introdurre l’argomento che mi appresto a trattare citando l’importanza
della valutazione dell’obesità nei bambini e negli adolescenti. Purtroppo oggi
l’obesità infantile sta aumentando drasticamente in Europa causando delle
importanti conseguenze in maniera negativa durante l’età adulta e rappresentando
generalmente un gravissimo problema di salute. Nell’infanzia l’obesità e il rischio
di malattie cardiovascolari sono strettamente collegati con un’importanza
significativa, simile a quella che si ha per la popolazione adulta . Sarebbe bene
fare uno studio degli errori nella percezione della propria immagine corporea.
Questo potrebbe essere di aiuto e supporto per l'eziologia cioè lo sviluppo dei
disturbi alimentari come l’anoressia, la bulimia, l’abbuffarsi senza controllo, ed
altre tipologie di disordini alimentari non specifici. Alcuni precedenti studi hanno
relazionato la percezione dell' immagine corporea e l’altezza, il peso, il BMI nei
bambini, ma nonostante ciò, non si sa molto riguardo la relazione tra percezione
dell'immagine corporea e il grado di soddisfazione del corpo dei bambini.

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Si sa che una maggiore attenzione alla propria immagine corporea viene data
subito dopo l'inizio dell'adolescenza, ma va anche detto che alcuni tipi di
influenze ambientali e culturali agiscono già sui bambini pre-adolescenti
indirizzandoli verso un’ideale di bellezza. Viceversa bambini e adolescenti maschi
nella fascia più bassa del BMI vogliono al contrario un aumento del loro BMI,
perché' vedono il guadagno di peso come aumento dei muscoli. L’aspetto più
grave legato a differenti ideali di bellezza, come la distorsione della propria
percezione dell’immagine corporea, e ai fattori che ne conseguono il rischio di
alcuni disordini alimentari, richiama l'importanza di un’attenta analisi all’inizi
dell'infanzia riguardo queste situazioni, in modo che poi si possano prendere
delle adeguate misure di precauzione.

Scopo principale del mio studio è’ quello di analizzare lo stato del peso in un
campione di bambini dell'Italia settentrionale e mettere a confronto la percezione
dell'immagine corporea del bambino con il proprio BMI, poi è bene notare le
differenze nella percezione dell'immagine corporea del bambino stesso, con la
percezione che la madre ha dell'immagine del figlio, importante anche la
valutazione del grado di insoddisfazione e l’identificazione di una possibile
tendenza sessualmente dimorfica del bambino, infine è bene esaminare in maniera
generale la percezione dell'immagine corporea nei bambini sovrappeso dunque
con segni di obesità.

Tra i materiali e i metodi di questo sondaggio nutrizionale condotto in Italia


nell’anno 2000 notiamo che i soggetti sono provenienti dall’Emilia Romagna, ai
tempi venne addirittura approvato dal Ministero della Salute Italiano con il
massimo supporto dell'Istituto Nazionale della Nutrizione. 866 bambini presi
come campione con un età tra gli 8-9 anni, che frequentavano le scuole elementari
di Bologna.
In dettaglio 417 sono le femmine, 107 di 8 anni, 310 di 9 anni, mentre 449 sono i
maschi, 96 di 8 anni e 353 di 9 anni. Premesso che i bambini in Italia solitamente

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fanno 5 pasti al giorno, cioè la prima colazione, la merenda a metà mattinata, il
pranzo, la merenda a metà pomeriggio, e infine la cena.
E’ risultato che tutti loro mangiavano regolarmente a pranzo e cena, il 78.6%
mangiavano regolarmente la prima colazione, più del 50% mangiavano in maniera
regolare le merendine e il 20% mangiavano ogni tanto le merendine.
Per riuscire a valutare la percezione dell'immagine corporea dei bambini, a
quest’ultimi viene mostrata la cosiddetta “carta della silhouette corporea di

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Collins per preadolescenti, con 7 figure maschili e 7 figure femminili.

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Queste immagini si susseguono dal soggetto "deperito" a quello in "sovrappeso",
ai bambini e' stato chiesto di scegliere la figura che secondo loro era piu' simile al
propria figura, e poi di scegliere il corpo ideale che avrebbero voluto avere.

La discrepanza tra la propria figura e l’ideale rappresenta il grado di


insoddisfazione della propria immagine. Questo indice si calcola sottraendo il
punteggio della propria figura ideale dal punteggio della propria figura.

Alle mamme dei bambini venne mostrata la stessa carta delle silhouette ponendo

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le stesse domande fatte ai figli, per gli stessi. La percezione dell'immagine
corporea che le madri avevano dei loro bambini e' stata comparata con la
percezione dell'immagine corporea dei bambini e col valore del loro BMI. Data
l'oggettiva difficoltà di un bambino nell'interpretazione delle figure, e' stato
concesso un certo margine di incertezza. L'altezza ed il peso di ogni bambino sono
stati misurati a scuola da tecnici qualificati secondo dei metodi standard.

Tra i risultati si nota una percentuale dei soggetti in sovrappeso del 26.7% nei
maschi e del 24.7% nelle femmine. La percentuale degli obesi era del 10.5% nei
maschi e del 11.1% nelle femmine. Viene poi messo in mostra come in entrambi i
sessi, ci sia un aumento del valore medio del BMI con l'aumento della silhouette,
il che dimostra la generale appropriatezza dei bambini nella valutazione della
propria immagine corporea. Sia i maschi che le femmine hanno mostrato
preferenza per i corpi magri, anche se c’è stata una forte correlazione tra propria
figura e propria figura ideale, risultano i valori delle femmine: 0.43 ± 1.05; mentre
dei maschi: 0.38 ± 1.30. Rispetto ai valori del FID, si è costatato che:

-la percezione che le madri avevano dell'immagine corporea dei figli confermava
la percezione che gli stessi figli avevano della loro immagine corporea, con
piccole differenze.

-per le figlie femmine, il desiderio della madre che la figlia fosse magra non era
forte quanto il desiderio della stessa figlia di essere magra.

-per i figli maschi, la percezione che le madri avevano dell'immagine del figlio era
virtualmente la stessa della figura ideale che le madri avevano scelto per il loro
figlio.

In base ai valori del FID, e' stato rilevato che poco più della metà dei bambini
erano insoddisfatti del loro aspetto fisico. In particolare, il 41.6% delle femmine e
il 39.4% dei maschi avrebbero voluto essere più magri.

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Tra i bambini in sovrappeso/obesi, il grado di insoddisfazione era del 76.4% nelle
bambine e 63.4% nei bambini.

In particolare, il 73.6% delle bambine e il 58.3% dei bambini avrebbero voluto


essere più magri, mentre solo il 2.8% delle femmine e il 5.1% dei maschi
avrebbero voluto essere più in carne. Inoltre, il 5.7 % dei maschi e il 8.8% delle
femmine in sovrappeso/ obesi ha mostrato una percezione della propria immagine
corporea decisamente errata. Tra questi, il 2.5% dei maschi e il 3.4% delle
femmine si percepivano come molto più magri. Ora, dato che il margine di
incertezza che veniva concesso ai bambini nella scelta della propria figura era
ampio, questo deve essere considerato come un errore di percezione grave cioè
una distorsione della propria immagine.

E’ discutibile come anche se i punti limite adoperati in studi precedenti per


classificare i bambini come di peso normale, sovrappeso o obesi possono essere
diversi, questi dati mostrano che in Italia vi è un aumento della obesità infantile .
Si nota come più di un terzo dei bambini Italiani erano sovrappeso o obesi. In
Europa il livello di obesità varia grandemente a seconda del paese, con i livelli più
alti nei paesi del Sud Europa. I livelli di sovrappeso riscontrati nel campione di
bambini Italiani erano gli stessi riscontrati in altri paesi dell'Europa Sud-
Occidentale come Spagna, Portogallo e Grecia. L'aumentare dell'obesità infantile
comporta anche serie conseguenze psicosociali infatti i bambini in sovrappeso di
soli 5 anni hanno un' immagine negativa di se stessi e gli adolescenti obesi hanno
una bassa autostima e mostrano comportamenti ad alto rischio. Effetti psicosociali
addirittura più gravi sono stati osservati nei bambini bianchi rispetto ad altri
gruppi etnici. La discrepanza osservata nei bambini sovrappeso o obesi tra la
percezione della propria figura ed il reale stato nutrizionale dimostra che alcuni
bambini erano totalmente inconsapevoli della loro situazione. Questo è in accordo
con precedenti studi che dimostrano che soggetti sovrappeso tendono a
sottovalutare il loro peso. Il fatto che più del 40% dei bambini in sovrappeso/

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obesi erano soddisfatti della loro immagine corporea o addirittura avrebbero
voluto essere piu' "in carne", potrebbe riflettere influenze socio-culturali. L'analisi
della percezione della propria immagine corporea potrebbe giocare un ruolo
importante nella sorveglianza nutrizionale, è bene osservare con attenzione anche
i disturbi della percezione della propria immagine corporea o l'insoddisfazione
ingiustificata della propria immagine corporea, in modo tale che cio' non porti a
disordini alimentari. A tal proposito, bisogna dare particolare attenzione al
dimorfismo sessuale nei concetti di bellezza indotti da condizionamenti culturali.

Sottopeso e sovrappeso tra bambini e adolescenti in Toscana.


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Il recente aumento dell'obesità infantile e dell'anoressia nervosa adolescenziale
nei paesi sviluppati ha sottolineato le importanti conseguenze che queste tendenze
possono avere sulla salute pubblica, poiché vi è un aumento del rischio che queste
condizioni possano diventare malattie croniche in età adulta.  Dunque è necessario
monitorare i tassi di prevalenza e le tendenze di magrezza e sovrappeso tra
bambini e adolescenti a diversi livelli: internazionale, nazionale e subnazionale.
E’ stato implementato nella Toscana un sistema di sorveglianza nutrizionale per
stimare lo stato nutrizionale e gli stili di vita di bambini e adolescenti.  Gli
obiettivi principali erano valutare la prevalenza della magrezza. I dati sono stati
raccolti da campioni di cluster stratificati a due stadi di bambini di età compresa
tra 9 anni e di adolescenti di età compresa tra 11-13-15 anni. I pesi e le altezze dei
bambini della scuola primaria sono stati misurati mediante metodi standardizzati,
mentre quelli degli adolescenti sono stati auto-segnalati.  L'età decimale è stata
calcolata dalla data di nascita alla data di misurazione.  Le classi dell'indice di

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massa corporea sono state calcolate in base agli standard della task force
internazionale sull'obesità. Invece del termine sottopeso nei bambini, abbiamo
usato il termine magrezza, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità usa per
indicare un basso indice di massa corporea per l'età negli adulti e negli
adolescenti. 

Attraverso questo studio sono risultati dei dati sulla prevalenza di diversi gradi di
stato nutrizionale (magrezza, peso normale, sovrappeso e obesità) tra i bambini in
età scolare toscana dalle elementari alle superiori (9-11-13-15 anni), valutati da
mezzo di Body Mass Index, secondo le definizioni internazionali.  Dal 2002 al
2006 la prevalenza della magrezza tra i bambini di 9 anni è scesa dal 4,6% al
4,2% e la prevalenza del peso normale dal 63,7% al 62,4%; la prevalenza del
sovrappeso (inclusa l'obesità) è passata dal 31,7% al 33,4%.  Dal 2004 al 2006, tra
i preadolescenti di età compresa tra 11 anni, la prevalenza della magrezza è scesa
dall'11,0% al 10,1%; la prevalenza del peso normale è passata dal 68,4% al 70,2%
e la prevalenza del sovrappeso è scesa dal 20,7% al 19,6%.  Tra gli adolescenti di
13 anni, la prevalenza della magrezza è scesa da 9.  Dall'8% all'8,0%; la
prevalenza del peso normale è passata dal 73,5% al 74,0% e la prevalenza del
sovrappeso dal 16,8% al 17,9%. Tra gli adolescenti di 15 anni, la prevalenza di
magrezza è scesa dal 9,8% all'8,7% e la prevalenza di peso normale dal 77,0% al
71,6%, mentre la prevalenza di sovrappeso è passata dal 13,3% al 19,7%.  I dati
del 2006 hanno mostrato che la tendenza nella prevalenza del sovrappeso (inclusa
l'obesità) tendeva a diminuire con l'età per entrambi i sessi, anche se più
marcatamente nelle ragazze (dal 34,0% a 9 anni di età al 12,2% a 15 anni di età)
rispetto ai ragazzi (dal 32,8% all'età di 9 anni al 22,8% all'età di 13 anni al 27,5%
all'età di 15 anni). Al contrario, la prevalenza di magrezza è aumentata con l'età
nelle ragazze (dal 4,9% a 9 anni di età al 14,1% a 15 anni di età), mentre i ragazzi
hanno presentato una simile bassa prevalenza a 9 e 15 anni di età (3,3% e
3,1%), raddoppiando i valori a 11 e 13 anni (7,5% e 6,5%).  La tendenza nella

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prevalenza del peso normale è aumentata con l'età dal 62,4% a 9 anni al 74,0% a
13 anni e al 71,6% a 15 anni. I ragazzi hanno mostrato una prevalenza più alta
rispetto alle ragazze solo a 9 anni di età (63,9% contro 61,0%). I risultati di questo
studio ci permettono di analizzare i dati del sistema di sorveglianza nutrizionale in
Toscana utilizzando recenti definizioni dell'Indice di Massa Corporea tra bambini,
pre-adolescenti e adolescenti. Di norma, la tendenza nella prevalenza del
sovrappeso (inclusa l'obesità) tra le ragazze di età compresa tra 9 e 15 anni è
fortemente diminuita, mentre è aumentata la prevalenza della magrezza.  Nei
ragazzi, questa diminuzione è stata meno marcata e la prevalenza della magrezza
ha mostrato un andamento irregolare, con un incremento da 9 anni a 11 anni e una
diminuzione da 13 anni a 15 anni. La tendenza alla prevalenza del peso normale è
aumentata con l'età, con una prevalenza maggiore tra i ragazzi rispetto alle
ragazze.

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Il mondo avrà più bambini e adolescenti obesi che sottopeso, colpa anche del
Marketing Alimentare.

L’aumento dei tassi di obesità infantile e adolescenziale nei paesi a basso e medio
reddito, in particolare in Asia, è recentemente accelerato. D’altra parte, l’aumento
dell’infanzia e dell’adolescenza nei paesi ad alto reddito è rallentato.

Nel 2016, il tasso di obesità era più elevato si è registrato in Polinesia e


Micronesia in ragazzi e ragazze, al 25,4% nelle ragazze e nel 22,4% nei ragazzi,
seguito dalla regione inglese ad alto reddito che comprende Stati Uniti, Canada,
Australia, Nuova Zelanda , Irlanda e Regno Unito.
Le aree del mondo con il maggiore aumento del numero di bambini e adolescenti
obesi sono stati l’Asia orientale, la regione inglese ad alto reddito, il Medio

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Oriente e il Nord Africa.

Nauru era il paese con la più alta prevalenza di obesità per le ragazze (33,4%), e
le isole Cook hanno avuto il più alto per i ragazzi (33,3%).

Il marketing alimentare, le politiche, i prezzi dietro l’obesità aumentano


L’autore principale, il professor Majid Ezzati, afferma: “Negli ultimi quattro
decenni i tassi di obesità nei bambini e negli adolescenti sono aumentati a livello
mondiale e continuano a farlo nei paesi a basso e medio reddito. Più di recente,
hanno coinvolto paesi a reddito superiore, anche se i livelli di obesità rimangono
in generale inaccettabilmente elevati “.
Il professor Ezzati aggiunge: “Queste tendenze preoccupanti riflettono l’impatto
del marketing e delle politiche alimentari in tutto il mondo, con cibi sani nutrienti
troppo costosi per le famiglie povere e le comunità. La tendenza prevede una
generazione di bambini e adolescenti che crescono obesi e a maggior rischio di
malattie , come il diabete: abbiamo bisogno di metodi per rendere più disponibili
cibo sano e nutriente a casa e in scuola, specialmente nelle famiglie povere e nelle
comunità, e regolamenti e tasse per proteggere i bambini da alimenti non sani “.
Gli autori affermano che se le tendenze post-2000 continueranno, i livelli globali
di obesità infantile e adolescente supereranno quelli per i giovani moderatamente
e gravemente sottopeso della stessa fascia di età entro il 2022. Nel 2016, il
numero globale di ragazze e ragazzi moderatamente o gravemente sottopeso era di
75 milioni e 117 milioni rispettivamente. Tuttavia, nel 2016 il numero elevato di
bambini e adolescenti moderatamente o gravemente sottopeso rappresenta ancora
una grande sfida per la salute pubblica, soprattutto nelle zone più povere del
mondo. Ciò riflette la minaccia della malnutrizione in tutte le sue forme, con i
giovani sottopeso e sovrappeso che vivono nelle stesse comunità. I bambini e gli
adolescenti sono rapidamente passati da in gran parte in sovrappeso in molti paesi
a reddito medio, tra cui in Asia orientale, in America Latina e nei Caraibi. Gli
autori dicono che ciò potrebbe riflettere un aumento del consumo di alimenti

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denso, in particolare i carboidrati altamente elaborati, che portano a un aumento di
peso e a risultati di salute scadenti. Fiona Bull, coordinatore del programma per la
sorveglianza e la prevenzione delle malattie non trasmissibili basato sulla
popolazione (Oms), afferma: “Questi dati evidenziano, ricordano e rafforzano che
il sovrappeso e l’obesità sono oggi una crisi sanitaria globale e minaccia di
peggiorare nei prossimi anni a meno che non iniziamo ad intraprendere azioni
drastiche “.

Lo studio ha calcolato e confrontato l’indice di massa corporea (BMI) tra i


bambini, gli adolescenti e gli adulti dal 1975 al 2016 e ha fatto proiezioni sulla
base delle attuali tendenze nei tassi di obesità. Il calcolo del BMI è il modo più
semplice per valutare lo stato di peso di una persona e lo strumento più comune
utilizzato per determinare la malattia sottostante, sana e sovrappeso e l’obesità.
Per i bambini e gli adolescenti, il loro BMI viene regolato per età e sesso
utilizzando le curve di riferimento della crescita dell’Oms. L’azione per
contrastare l’obesità è un elemento chiave dell’Agenda del 2030 per lo sviluppo
sostenibile. Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) 3.4 impegna il mondo a
ridurre di un terzo i decessi precoci di NCD entro il 2030, anche attraverso la
prevenzione dell’obesità. L’obiettivo SDG 2.2 impegna il mondo a concludere
tutte le forme di malnutrizione entro il 2030, tra cui il sovrappeso e l’obesità.
Inoltre, l’obiettivo della Decennio d’azione per l’alimentazione (2016-2025) delle
Nazioni Unite è quello di promuovere la collaborazione in tutti i settori e le parti
interessate per porre fine alla malnutrizione in tutte le sue forme.

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La preoccupazione materna per il peso dei bambini influisce sulla percezione
delle dimensioni corporee dei bambini all'età di 6/5 anni? Uno studio basato
sulla comunità.

Sebbene il sovrappeso sia spesso stabilito dall'ingresso a scuola, non tutte le madri
di questi bambini riferiscono problemi di peso. Aumentare la preoccupazione
potrebbe aiutare il cambiamento dello stile di vita, ma potrebbe portare
all'insoddisfazione del corpo del bambino. Attraverso lo studio della dimensione
corporea percepita o desiderata e l'insoddisfazione corporea nelle madri e nei loro
bambini di 6/5 anni e l'impatto della precedente preoccupazione materna per il
sovrappeso sullo stato dell'indice di massa corporea dei bambini e
sull'insoddisfazione corporea.

Su 317 coppie di madri e figli è risultato che l'IMC era correlato alla dimensione
corporea percepita, allo stesso modo, tutti i punteggi di insoddisfazione erano
maggiori con l'aumento dello stato di BMI. Questi erano correlati con il loro
indice di massa corporea effettivo, ma non ai punteggi di insoddisfazione corporea

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delle madri o con l'insoddisfazione delle madri per le dimensioni corporee dei
bambini. La preoccupazione materna per il sovrappeso all'età di 4 anni non era
associata a un cambiamento del BMI o all'insoddisfazione del corpo del bambino
all'età di 6,5 anni. La maggior parte delle madri di bambini in sovrappeso e obesi
(rispettivamente l'88 e il 90%) considerava il proprio figlio la figura centrale o più
magro. In conclusione nonostante i bassi tassi di riconoscimento del bambino in
sovrappeso, le percezioni materne del corpo del bambino erano fortemente
correlate con l'effettivo BMI del bambino. Le preoccupazioni materne riguardo
all'IMC del bambino non sembravano avere un impatto sul cambiamento dell'IMC
del bambino o sull'insoddisfazione del corpo del bambino.

Coerentemente con l'esperienza globale, sovrappeso e obesità nei bambini


australiani sono aumentati rapidamente dal 1985 e ora colpiscono circa un quarto
di tutti i bambini della scuola primaria. Sebbene l'epidemia stia attirando una
notevole attenzione da parte della salute, dei media e dell'opinione pubblica, le
percezioni dei genitori sullo stato di sovrappeso dei propri figli spesso sembrano
non essere coerenti con l'entità delle preoccupazioni per la salute
pubblica. Supponendo che affrontare l'epidemia di obesità infantile richieda
almeno qualche cambiamento individuale, è importante comprendere le percezioni
sottostanti a livello individuale. Tuttavia, c'è anche la preoccupazione che
concentrarsi sul peso di un bambino possa favorire lo sviluppo di problemi di
immagine corporea, problemi di salute mentale e disturbi alimentari.   La sfida è
quindi comprendere non solo il problema del mancato riconoscimento dei singoli
bambini, ma anche come e quando si manifestano problemi di immagine corporea.
Secondo le teorie del cambiamento comportamentale, come le fasi del modello di
cambiamento,  genitori dovrebbero riconoscere il problema del sovrappeso in se
stessi o nel proprio figlio per motivare il cambiamento comportamentale
necessario per ottenere la riduzione del peso. Tuttavia, più rapporti
(principalmente studi di madri) hanno mostrato un quadro sorprendente di bassi

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tassi di riconoscimento; tra il 17 e il 98% dei genitori non riconosce il sovrappeso
nei propri figli in sovrappeso. L'ampia gamma può essere attribuita a differenze di
studio su fattori quali i punti di riduzione dell'obesità utilizzati, l'età dei bambini e
il metodo di interrogazione. Le madri sono più accurate con i bambini più grandi e
più pesanti, e meglio valutare le dimensioni del corpo quando si usano figure
pittoriche o fotografiche, piuttosto che le parole "sovrappeso" e
"obeso". Le ragioni postulate per questo scarso riconoscimento includono la
normalizzazione del sovrappeso, il rifiuto, una genuina mancanza di
preoccupazione o la convinzione che il "grasso da cucciolo" dell'infanzia sia
sano; tuttavia, le prove sui motivi rimangono scarse. 

È possibile che i genitori siano più preoccupati per il futuro del loro bambino
rispetto allo stato di peso attuale. Nel recente studio di Campbell, mentre solo il
5% delle madri di bambini in sovrappeso e obesi aveva preoccupazioni per
l'attuale sovrappeso nei loro bambini di 4 anni, il triplo (16%) era preoccupato che
il loro bambino sarebbe diventato in seguito sovrappeso. È più probabile che i
genitori siano preoccupati per il futuro sovrappeso se i loro figli sono già in
sovrappeso o se sono loro stessi in sovrappeso. Tuttavia, non è ancora chiaro se la
preoccupazione dei genitori per il sovrappeso attuale o futuro influenzi
effettivamente il cambiamento di peso nel tempo o la successiva percezione del
corpo nei bambini piccoli.

Qui attingiamo ai dati di una coorte longitudinale consolidata basata sulla


comunità per riferire su relazioni trasversali tra massa corporea effettiva,
percepita e desiderata, come riportato dalle madri e dai loro bambini di 6,5 anni;
relazioni longitudinali tra la preoccupazione materna precedente (all'età di 4 anni)
per il sovrappeso del bambino e il successivo aumento di BMI del bambino, la
massa corporea percepita e desiderata e la soddisfazione corporea e se queste
relazioni sono influenzate da fattori come il stato di peso della madre, stato di
peso del bambino, stato socioeconomico e sesso del bambino.

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I partecipanti erano tutti bambini di 6,5 anni. Tra il giugno 1998 e il dicembre
1999, tutti gli infermieri con sede nella comunità in tre aree governative locali a
Melbourne, in Australia, si sono avvicinati in sequenza ai genitori dei primogeniti,
con 493 dei genitori avvicinati alla fine reclutati.  Le 402 famiglie ancora
contattabili sono state invitate a partecipare a follow-up semestrali tra 4 e 6,5
anni, di cui 317 hanno fornito dati per questo documento.  Quando i bambini
avevano un'età compresa tra 4 e 6/5 anni, i genitori compilavano questionari
scritti e i bambini venivano pesati e misurati, successivamente i bambini stessi
hanno compilato un questionario tramite intervista e anche le madri sono state
pesate e misurate. 

Le madri hanno risposto su una scala di cinque punti identica a due affermazioni
"Sono preoccupato che mio figlio diventerà sovrappeso" e "Sono preoccupato che
mio figlio sia in sovrappeso in questo momento", che sono state poi ristrette in
"non preoccupato" "in disaccordo molto, "un po' in disaccordo" o "nessun
sentimento forte" vs "preoccupato" "d'accordo molto" o "d'accordo un po'".  La
prevalenza delle risposte per sesso infantile, BMI e categorie demografiche è stata
segnalata in precedenza altrove. Per valutare la percezione della massa corporea e
della soddisfazione, abbiamo utilizzato le scale di valutazione figurale di
Stunkard e di Collins , una serie di sette disegni al tratto, numerati da 1 (sottile) a
7 (obeso), raffiguranti un adulto (Stunkard) o bambino (Collins) con livelli
crescenti di adiposità. È stata riportata un'eccellente affidabilità per la scala degli
adulti. Per i bambini di grado 1-3 (età media 8,0 anni), Collins ha riportato una
correlazione complessiva di 0,37 tra il punteggio della scala di valutazione
figurale e l'IMC, sebbene fosse più forte per i bambini più grandi.  Allo stesso
modo, utilizzando i disegni Collins disposti in modo non lineare, Williamson e
Delin hanno riportato un'accurata identificazione delle dimensioni del corpo con
bambini australiani di cinque anni. 

I punteggi di insoddisfazione corporea, sono stati calcolati per tre serie di

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valutazioni accoppiate, sottraendo la valutazione numerica della cifra percepita da
quella desiderata. I possibili punteggi di insoddisfazione erano da -6 a +6, con un
punteggio positivo che indicava un desiderio per un corpo più pesante e un
punteggio negativo un desiderio per un corpo più leggero.

Altezza e peso sono stati registrati in entrambi i punti temporali da assistenti di


ricerca formati secondo il protocollo standardizzato.

Sono stati adattati due modelli di regressione lineare multivariabile per stimare la
forza dell'associazione tra il punteggio di insoddisfazione del bambino con il
punteggio di insoddisfazione materna riguardo a se stessa e il punteggio di
insoddisfazione materna riguardo al bambino. Sia grezzo che aggiustato sono stati
calcolati i coefficienti. Le ipotesi dell'analisi di regressione lineare sono state
verificate per tutti i modelli e sono risultate non violate.  

Sono risultate le caratteristiche dei partecipanti trattenuti e persi durante lo studio,


evidenziando che un numero inferiore di madri trattenute rispetto a quelle perse
erano in sovrappeso o obese. Per le 317 diadi madre-bambino che hanno
contribuito a queste analisi, il 97,5% delle madri e il 99,7% dei bambini hanno
completato le scale di valutazione figurativa.

Si nota come tutte le madri di bambini in sovrappeso e obesi (rispettivamente l'88


e il 90%) sembravano considerarli notevolmente più magri di quanto non fossero
in realtà. Analogamente alle loro madri, quasi tutti i bambini in sovrappeso (83%)
e obesi (83%) hanno percepito di essere meglio rappresentati dalla figura centrale
o più magri. Nel complesso, il desiderio di essere più pesanti della figura centrale
è stato espresso da pochissime madri o bambini per se stesse e da pochissime
madri per i loro figli.

23
Immagine corporea e indice di massa corporea. Grafici a scatola e baffi che
raffigurano le relazioni tra il BMI misurato e i punteggi su percepito e dimensione
corporea desiderata. I grafici mostrano autovalutazione della madre in relazione al
BMI materno, relazione della madre sul bambino in relazione
al punteggio z dell'IMC del bambino e autovalutazione del bambino.

Sebbene le madri fossero scarse nel riconoscere il sovrappeso e l'obesità nei loro
figli, nel complesso, le loro valutazioni classificano correttamente i bambini lungo
lo spettro BMI su una scala di valutazione figurativa.  La precedente
preoccupazione materna per il bambino in sovrappeso era collegata alla successiva
insoddisfazione materna per le dimensioni del corpo del bambino.  Non sembrava
avere impatti né positivi, né negativi, suggerendo che le madri potrebbero non
agire o trasmettere le loro preoccupazioni ai bambini di questa età.  È anche
possibile che questo risultato rifletta una mancanza di conoscenza su come
24
assistere i propri figli o il timore che possano danneggiare l'autostima del bambino
affrontando il problema del sovrappeso. L'unico fattore predittivo
dell'insoddisfazione corporea riferita dai bambini era il loro stesso BMI.  I tassi di
sovrappeso/obesità materna e di sovrappeso infantile riflettevano gli attuali tassi
di popolazione australiana utilizzando i punti di taglio conservativi IOTF, sebbene
i bambini obesi fossero sottorappresentati (3%, piuttosto che il 5-6% previsto a
questa età). Questo studio è insolito in quanto siamo stati in grado di confrontare e
analizzare simultaneamente i dati sull'immagine corporea di madri e bambini
piccoli e di esplorare gli sviluppi longitudinali e le influenze sul peso e
sull'immagine corporea.

Una limitazione è l'uso misto di autovalutazione materna e BMI misurato;  la nota
tendenza a sottostimare il peso e sovrastimare l'altezza potrebbe aver gonfiato la
stima dell'aumento dell'IMC materno dimostrato nella.  Tuttavia, ciò non avrebbe
influenzato le analisi trasversali all'età di 6 anni per cui è stato utilizzato il BMI
misurato. Per le analisi longitudinali, questo potrebbe aver leggermente attenuato
il piccolo effetto per lo stato di BMI materno indicato nella, ma non riteniamo che
avrebbe alterato gli altri risultati longitudinali.  I nostri risultati sono anche limitati
dall'età dei bambini nel nostro studio, poiché i bambini piccoli sono meno accurati
dei bambini più grandi su scale di valutazione figurativa lineari.  Chiaramente, la
relazione tra l'insoddisfazione corporea nei bambini e le loro madri deve essere
studiata nei gruppi di età più avanzata. Se sono stati trovati risultati diversi, ciò
potrebbe implicare una maggiore comprensione del compito da svolgere o
modificare i predittori dell'immagine corporea con l'età.  Man mano che i bambini
maturano, i loro genitori possono essere sempre più preoccupati, e concentrati sul
sovrappeso, e questo può portare i bambini a sviluppare punti di vista che
riflettono le convinzioni dei genitori sulla loro corporatura e influenzano
l'immagine corporea. In modo coerente, le madri tendevano a considerare i loro
figli più pesanti come aventi dimensioni corporee più piccole di quanto il BMI

25
misurato suggerirebbe oggettivamente, anche se c'erano forti correlazioni tra BMI
e l'immagine corporea materna di sé e del bambino.  Nel complesso, le donne più
grandi e le madri di bambini più grandi desideravano e percepivano se stesse oi
loro figli più pesanti rispetto alle donne più piccole o alle madri di bambini più
piccoli. La scoperta che alcune madri più pesanti o madri di bambini più pesanti
desideravano effettivamente che loro stesse oi loro figli fossero relativamente più
pesanti era preoccupante. Il desiderio di una corporatura più pesante in questa
situazione può riflettere un giudizio errato su quale massa corporea sia più sana, o
forse un'accettazione del sovrappeso come stato normale.

L'insoddisfazione corporea è stata riscontrata in tutti e tre gli scenari di


segnalazione: autovalutazione della madre, relazione della madre sul bambino e
autovalutazione del bambino. È interessante notare che, sebbene i bambini fossero
poveri nel riconoscere le dimensioni del corpo, erano sempre più insoddisfatti del
loro corpo con l'aumento della massa corporea. I collegamenti tra obesità,
preoccupazione per il sovrappeso e immagine corporea potrebbero fornire
informazioni sui fattori che possono o meno motivare il cambiamento quando il
peso minaccia la salute e forse sulla probabilità di creare problemi di salute
mentale in una generazione di bambini sempre più pesanti.  Questa è una questione
complessa che coinvolge più fattori. Il trasferimento efficace di bambini in
sovrappeso e obesi verso una corporatura più sana dovrebbe idealmente avvenire
senza aumentare la loro insoddisfazione corporea o danneggiare la loro salute
mentale. Nel suggerire che l'aumento dei tassi di riconoscimento materno del
sovrappeso e dell'obesità dei loro figli piccoli non danneggerebbe necessariamente
l'immagine corporea dei loro figli, questo studio offre qualche motivo di
ottimismo sul fatto che ciò possa essere raggiunto in questa fascia di età.  Tuttavia,
se l'aumento di tale riconoscimento potrebbe anche far progredire la disponibilità
al cambiamento, e se tale progressione possa effettivamente alterare i risultati del
BMI, resta da verificare. Sarà importante garantire che il modo in cui questa

26
preoccupazione viene espressa ai bambini sia attentamente considerato e che i
genitori con questa preoccupazione abbiano risorse comunitarie adeguate per
assisterli. Infine, poiché la preoccupazione, non era collegata a traiettorie di BMI
alterate, è imperativo che la ricerca in corso si concentri sullo sviluppo di modi
per tradurre efficacemente la preoccupazione materna in risultati BMI migliorati.

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