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CORRIERE DEL GIORNO

Lunedì 7 febbraio 2011

CRONACA

7

IL CASO DI GIORGIO

LE ACCUSE Pesantissimi i reati di cui deve rispondere il pm castellanetano, tuttora ai domiciliari:

concussione, corruzione e favoreggiamento

CASTELLANETA Dall'inchiesta di Potenza emergono nuovi e compromettenti particolari della vicenda che ha messo nei guai il magistrato

Carte scottanti in casa del pm

Nelle perquisizioni sono spuntati documenti riguardanti progetti eolici e lavori pubblici del Comune

CASTELLANETA - L'indagi-

ne

fiume carsico. Affiorano, a poco

a

carte scottanti frutto del note-

vole lavoro

d'indagine

(intercetta-

zioni, regi-

strazioni,

documenti

e t est i mo-

nianze) dei

carabinieri

di Potenza

passato mi-

n u z i o s a-

mente al va- glio dei ma- gistrati, ul-

timi in ordi-

ne

del Riesame.

di tempo quelli del Tribunale

poco, particolari importanti e

sul caso Di Giorgio è come un

particolari importanti e sul caso Di Giorgio è come un matico, un flashback che scorre lungo

matico, un flashback che scorre lungo dieci anni della vita poli- tica castellanetana, a partire dalle dimissioni in massa di con- siglieri comunali datato 30 set- tembre 2001 (che comportò lo scioglimento del Consiglio), in cui agiscono due personaggi chiave: Mimmo Trovisi (l'ex braccio destro dell'allora sinda- co Rocco Loreto “costretto” a di- mettersi) e Italo Pontassuglia,

prima sodale poi grande accusa- tore di Di Giorgio. Settentadue pagine, dopo le 158 dell'ordinanza cautelare, che mettono l'accento sulle va-

lutazioni già espresse dal Gip Romaniello in prima battuta e ribadiscono i gravi indizi di col- pevolezza del magistrato, coin- volto in questo “ingorgo” giudi- ziario assieme ad altre sei per- sone (tra cui il sindaco D'Ales- sandro, indagato). «L'attento esame delle emergenze investi- gative - scrivono i giudici del Riesame - ha consentito di ap- purare la commissione, da parte del ricorrente, di una pluralità di episodi delittuosi, caratterizzati dalla costante strumentalizza- zione della propria funzione di magistrato del pubblico mini-

stero e dal desiderio di affermar- si quale referente unico della vi- ta istituzionale di Castellaneta». L'uomo di legge, insomma, che piega il codice come fosse un Bi- gnami. E ancora: «Non sarebbe possibile ricostruire la trama dei delitti posti a fondamento della misura cautelare senza appro-

fondire il ruolo svolto di fatto dal

Di

Giorgio nell'agire del Comu-

ne

di Castellaneta. Proprio l'in-

teresse, se non addirittura l'in- gerenza dell'indagato nelle scel- te politiche della cittadina costi- tuisce, infatti, lo scenario nel quale si collocano le singole fat-

Il collegio che il 25 novembre

ha

ciliari al pm Matto Di Giorgio, fi-

confermato gli arresti domi-

nito nell'occhio del ciclone giu- diziario l'11 novembre scorso con accuse pesantissime: con- cussione, corruzione e favoreg- giamento. Nelle motivazioni, depositate il 20 dicembre, c'è la conferma dell'impianto accusa- torio formulato dal pm titolare

dell'inchiesta, Laura Triassi, e il sistematico “smontaggio” del tentativo dei difensori di sgrava- re la posizione del magistrato di Castellaneta. Ne vien fuori un quadro, ancora una volta, nitido

e per certi versi stordente non

solo della sua vicenda personale,

ma anche dello scenario cittadi-

no e, segnatamente, ammini- strativo. Uno spaccato emble-

tispecie di reato in contestazio-

dal Comune di Castellaneta».

ne

e l'elemento che le accomuna

Eolico, il grande business per

tutte».

il

quale a Castellaneta sono stati

Ma c'è di più. Il Riesame parla

autorizzati 28 impianti da 3 me-

di

«partecipazione occulta alla

gawatt ciascuno. E una serie di

gestione politica di Castellane-

lavori pubblici, che a quanto è

ta

corroborata dall'esame del-

dato sapere in gran parte non so-

la

documentazione sequestrata

no stati ancora appaltati: le par-

rabinieri. Tra gli altri: verbali di

presso l'abitazione del ricorren- te». Qui lo scenario si allarga, ac-

tite più importanti in cui un'Amministrazione può met-

quista solidità, almeno secondo quanto ritengono i giudici. «Al- l'esito dell'attività di perquisi- zione domiciliare eseguita lo scorso 11 novembre sono state rinvenute talune carte, la cui di- sponibilità da parte del dott. Di Giorgio difficilmente può giusti- ficarsi in considerazione della funzione di magistrato da questi svolta». Segue l'elenco: «Docu- mentazione varia, relativa all'at- tività di progettazione ed esecu- zione di impianti eolici nel Co- mune di Castellaneta; atti re- canti il numero di protocollo del Comune di Castellaneta, dall'e- vidente contenuto politico-am-

tersi in gioco. Ma perchè quelle carte così scottanti a casa di un magistrato? Un interrogativo attorno al quale si affastellano altri documenti ritrovati dai ca-

denuncia, atti di polizia giudi- ziaria, verbali di acquisizione documentale dei Cc riferiti pro- prio al procedimento di Poten- za, cd rom di registrazioni di persone coinvolte nell'inchie- sta, copia di esposti presentati anche nei confronti di Di Gior- gio. “Carte” che per i giudici po- tentini confermano le esigenze cautelari, a valle «dell'accertata

ministrativo, in alcuni casi ma-

e

sistematica attività di inquina-

noscritti e verosimilmente re- datti dal sindaco D'Alessan- dro». Tra i documenti spicca «uno schema manoscritto diviso in due colonne contenenti l'anno- tazione di sei lavori pubblici e, sotto la voce “parcelle”, l'indica- zione di importi compresi tra i 15mila e i 40mila euro. Alcuni dei menzionati atti sono stati,

mento probatorio, caratterizza- ta dalla manipolazione delle in- dagini, dall'intimidazione se non addirittura della corruzione dei testi, dalla lesione della ge- nuinità degli atti processuali, dalla strumentalizzazione delle scelte investigative alla realizza- zione di interessi politico-am- ministrativi ovvero personali, comunque estranei al corretto

inoltre, protocollati una setti- mana prima del sequestro, a conferma del fatto che Di Gior- gio viene tempestivamente in- formato delle questioni trattate

esercizio della funzione». Mille rivoli che segnano una vicenda intricata e che, la sensazione è forte, stanno diventando un pe- ricoloso fiume in piena.

CASTELLANETA Nuove Proposte al Flacco con il prof. Vinci sulla nascita delle Costituzioni. Libertà ed uguaglianza, le due facce della giustizia

Costituzionalismo: diritti inviolabili

CASTELLANETA – Il diritto uguale per tutti è

un diritto e un dovere di tutti.

Lezione di costituzionalismo al liceo Flacco, di- retto da Vita Surico. Tappa a Castellaneta, della Fondazione Nuove Proposte, diretta dall’avv. Elio Greco, con Antonio Silvestri e il prof. Stefano Vin-

ci, dell’università di Bari.

Aprendo i lavori, la prof. di storia e filosofia, Francesca Stasi, ha detto che questa speciale le- zione s’inscrive nelle celebrazioni del 150. dell’Unità d’Italia, che dapprima va considerato un

atto politico, cioè civico e culturale, poi un evento storico. L’avv. Greco, dopo aver fatto una breve storia della sua Fondazione, ha esortato i ragazzi a “leggere, leggere e leggere”, perché la lettura aiuta

a crescere e ha passato la parola al prof. Vinci. “Poco il tempo, massima brevità”, ha annuncia-

to il prof. Vinci e ha subito definito il costituzio-

nalismo: una riflessione sul rapporto fra chi gover-

nalismo: una riflessione sul rapporto fra chi gover- na e chi viene governato, la limitazione del

na

e chi viene governato, la limitazione del potere

gi scritte e giunse al secolo dei lumi per essere co-

quinquennio del 1700, ed entrambe intrise sia dei

di

chi governa, impostare il governo sul “come”,

dificata una volta per sempre con le varie Dichia-

valori portanti della dignità umana: libertà ed

non sul “chi”. La costituzionalizzazione del potere è uno dei processi più lunghi della storia politica, pur con alterna fortuna e infinite e resistenze, cominciò con due parole greche: isonomia (legge uguale per tutti) e isegoria (libertà di parola), passò per le leg-

razioni dei diritti umani, anche queste troppo spesso violate, in grande, lager e gulag e in piccolo, le infinite angherie d’ogni giorno. Il prof. Vinci ha cominciato la sua lezione dalla nascita delle costi- tuzioni, quella degli Stati americani, e quella nata dalla rivoluzione francese, entrambe nell’ultimo

eguaglianza, ponendo fine alle distinzioni di ceto e censo, sia del metodo teorizzato da Montesquieu, la triplice divisione del potere: legislativo, esecu- tivo e giudiziario. Napoleone, dice il prof. Vinci porta in Italia lo spirito della rivoluzione francese, disseminando di

Costituzioni gli stati della Penisola. E si sofferma sulla Costituzione della Repubblica Romana (1798), che, come già gli Stati americani e la Re- pubblica francese, si strutturava sul bicamerali- smo (Senato e Tribunato), per il potere legislativo, su un direttorio di 5 membri, per l’esecutivo, e sul potere giudiziario. In questa costituzioni, contro il clero, nota Vinci, potevano esercitare i potere solo maritati o vedovi, cioè nessuno del clero. La Re- pubblica romana insieme ai quattro diritti fonda- mentali: libertà, uguaglianza, sicurezza, e proprie- tà, riconosceva ai suoi appartenenti anche il diritto alla Istruzione pubblica. Nella conclusione il prof. Vinci ha definito me- glio il costituzionalismo: garanzia di diritti invio- labili. E questi diritti, oggi, di stringente attualità, poiché l’agire politico viene identificato con il lea- der, possono essere assicurati soltanto dal “gover- no delle leggi”, delle quali i politici “devono essere guardiani e subordinati” (Aristotele), perché “se vogliamo essere liberi dobbiamo essere servi delle leggi” (Cicerone). Il diritto uguale per tutti, che significa libertà ed uguaglianza, le due facce della giustizia, è un di- ritto di tutti e racchiude il dovere di tutti verso tut- ti.

(Michele Cristella)