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Economia politica – E-I

(Prof. Giorgio Rodano)

Anni accademici 2003-04-05-06

Testi degli esami


(con tracce delle risposte)

Università di Roma  La Sapienza — Facoltà di Scienze politiche


facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Esonero del 20 novembre 2003


Domande ed esercizi
1. Disegnare la retta del bilancio di un consumatore che dispone di una
quantità data di denaro M . Spiegare cosa succede alla retta se aumen-
tano i prezzi di entrambi i beni con ∆p1 > ∆p2 > 0.
Risposta. È una retta decrescente con termine noto M p2
e coefficiente
p1
angolare (in valore assoluto) p2 . Quando aumentano i prezzi la retta si
sposta in basso e diventa più ripida: il termine noto diventa più piccolo
perché p2 aumenta; il coefficiente angolare diventa più grande (in valore
assoluto) perché ∆p1 > ∆p2 .

2. Definire l’isoquanto.
Risposta. È la curva che identifica tutte le combinazioni di x1 e di x2
(tutte le tecniche) che consentono di produrre una quantità data y. Se
i due inputs sono sostituti imperfetti, la curva, con x1 in ascissa e x2
in ordinata, è decrescente e convessa (come una curva di indifferenza).

3. La curva di domanda del bene A è ya = 100 − 2pa ; quella del bene B


è yb = 120 − 3pb . Calcolare le quantità domandate per pa = pb = 10
e quelle domandate quando due prezzi raddoppiano. Quale delle due
domande è più elastica?
Risposta. ya (10) = 80; yb (10) = 90; ya (20) = 60; yb (20) = 60. Il
calcolo delle elasticità dà ηa = 20 / 10 = 14 ; ηb = 30
80 10
/ 10 = 31 . Le due
90 10
domande sono entrambe “anelastiche”, ma quella del bene A è la più
rigida delle due.

4. Si dispone dei seguenti dati: il prezzo dell’input variabile è w = 10;


il prezzo del prodotto è p = 40; la produttività marginale è P m = y8 .
Calcolare la quantità prodotta scelta dall’impresa.
Risposta. La scelta dell’impresa (quella che massimizza il profitto) è
identificata dalla condizione p = Cm. Il costo marginale è dato dalla
formula Cm = Pwm . Utilizzando i dati, il costo marginale è Cm = 54 y.
La condizione di massimo profitto è perciò 10 = 45 y, la cui soluzione è
y ∗ = 8.

5. Le preferenze di un consumatore in tema di consumo e tempo libero


sono descritte dal SM S = Ly ; la sua disponibilità di tempo è T = 15;
il suo reddito non da lavoro è M = 10. Sapendo che il prezzo di una
unità di consumo è p = 1 e che il salario è w = 2, calcolare la quantità

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

di lavoro offerta dal consumatore. Come cambierebbe la risposta se egli


non disponesse di alcun reddito indipendente dal lavoro?
Risposta. Le due equazioni che identificano la scelta sono (i) Ly = 2
(ossia SM S = wp ) e (ii) y + 2L = 10 + 2T (vincolo di bilancio). Dalla
(i) si ricava y = 2L. Sostituendo questo risultato e il valore di T nella
(ii) si ottiene 4L = 10 + 30 e perciò L∗ = 10. Dato che, per definizione,
x = T − L, segue subito x∗ = 5. Nel caso che M = 0, la nostra
equazione diventa 4L = 30, da cui segue L∗ = 7.5 e perciò x∗ = 7.5
(l’offerta di lavoro aumenterebbe).
6. In che consiste la distinzione tra “breve periodo” e “lungo periodo” per
quanto riguarda le scelte di un’impresa?
Risposta. breve periodo: l’impresa può scegliere solo la quantità
di un input, detto input variabile; deve assumere come un dato non
modificabile la quantità dell’altro input, detto input fisso. lungo pe-
riodo: l’impresa può scegliere liberamente tutti e due gli inputs, che
sono perciò entrambi variabili.
7. Giovanni presta al cognato Carlo la somma di 3500 euro. Dopo un
anno Carlo estingue il debito pagando 3745 euro. Calcolare il tasso di
interesse.
3745−3500 7
Risposta. Abbiamo i = 3500
= 100
= 7%.
8. Un sistema economico è in equilibrio quando sono soddisfatte due
condizioni. Quali?
Risposta. Sono: (a) ciascun soggetto economico non ha motivo di
cambiare la propria scelta (condizione “soggettiva”); (b) le scelte dei
vari soggetti coinvolti sono compatibili tra loro (condizione “oggetti-
va”).

Esonero del 18 dicembre 2003


Domande ed esercizi
1.  La curva di indifferenza identifica tutti i panieri che costano la stessa
somma di denaro. Spiegare brevemente se l’affermazione tra virgolette
è vera o falsa.
Risposta. L’affermazione è falsa. Quella corretta è: “La curva di
indifferenza identifica tutti i panieri che che il consumatore giudica
equivalenti nella sua scala di preferenze (i panieri che sono, appun-
to, indifferenti)”. Pure corretta sarebbe l’affermazione: “La curva di

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indifferenza identifica tutti i panieri che che danno al consumatore la


stessa utilità” (la prima definizione è preferibile). La definizione fornita
nell’enunciato della domanda si riferisce al vincolo di bilancio.

2. Cosa succede al prezzo di equilibrio di un bene quando aumenta il


prezzo di un bene complementare?
Risposta. L’effetto dell’aumento del bene complementare è quello di
spostare a sinistra e in basso la curva di domanda del bene. Ne con-
segue che il prezzo di equilibrio diminuisce. Questo sia in concorrenza
perfetta (il nuovo prezzo è identificato dal punto di incontro della nuova
curva di domanda con la vecchia curva di offerta), sia in monopolio (il
nuovo prezzo è identificato dall’incontro tra la vecchia curva del costo
marginale e la nuova curva del ricavo marginale, che si sposta anch’essa
a sinistra e in basso). La cosa si vede bene facendo i grafici.

3. Cosa afferma il primo teorema dell’economia del benessere?


Risposta. Afferma che le allocazioni realizzate da un mercato per-
fettamente concorrenziale (in equilibrio generale) sono Pareto-ottimali.
Vi sono eccezioni associate alla presenza di esternalità e beni pubblici.

4. Illustrare in breve la differenza principale tra duopolio di Cournot e


duopolio di Bertrand.
Risposta. Nel duopolio di Cournot le imprese si fanno concorrenza
scegliendo (simultaneamente) le quantità prodotte. Nel duopolio di Ber-
trand si fanno concorrenza scegliendo i prezzi. Per quanto riguarda i
risultati, i due equilibri di Nash risultanti sono assai diversi: nel duo-
polio di Cournot il prezzo di equilibrio è più alto, le quantità prodotte
sono inferiori (anche se maggiori di quelle dell’accordo) e i profitti so-
no positivi; nel duopolio di Bertrand (assumendo imprese identiche) il
prezzo è uguale al costo marginale e i profitti sono nulli.

5. Le preferenze di un consumatore sono descritte dal SM S = 2y 2


3y1
; le sue
dotazioni dei due beni sono e1 = 5 e e2 = 10. I prezzi sono rispettiva-
mente p1 = 12 e p2 = 6. Calcolare le quantità acquistate e vendute dei
due beni.
Risposta. La scelta è identificata da due equazioni: (i ) il vincolo di
bilancio, che nel nostro caso è 12y1 + 6y2 = 12e1 + 6e2 = 12 × 5 +
6 × 10 = 120; (ii ) SM S = pp21 , che nel nostro caso è 2y 2
3y1
= 12
6
. Da
quest’ultima equazione si ricava facilmente y2 = 3y1 . Sostituendo nel
vincolo si ottiene 12y1 + 6 × 3y1 = 120, la cui soluzione è y1∗ = 4; segue
anche, perciò, y2∗ = 3y1∗ = 12. In conclusione, il consumatore vende

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s1 = e1 − y1∗ = 5 − 4 = 1 e compra d2 = y2∗ − e2 = 12 − 10 = 2 (notare


che p1 s1 = 10 = p2 d2 , sicché il vincolo di bilancio è rispettato).

6. Il costo marginale di un’impresa è Cm = 8y 2 − 72y + 85. L’impresa


vende il suo prodotto al prezzo dato p = 85. Calcolare la quantità
venduta.
Risposta. La scelta è identificata dalla condizione Cm = p, ossia, nel
nostro caso, 8y 2 − 72y + 85 = 85. Semplificando si ottiene l’equazione
y (8y − 72) = 0. Abbiamo due soluzioni, y = 0 (che scartiamo) e
y = 72 8
= 9, che è la quantità scelta dall’impresa. Perché possiamo
scartare y = 0? Perché, se partendo da quel punto si aumenta di 1
la quantità prodotta si ha Cm(1) = 21 < Rm = p, sicché il profitto
aumenta; perciò, partendo da y = 0 conviene aumentare la quantità
prodotta (lo stesso calcolo, effettuato per y = 9, ci dice che in quel caso
il profitto è effettivamente massimo).

7. Si consideri un mercato perfettamente concorrenziale in equilibrio di


lungo periodo. L’offerta del bene è fornita da un gran numero di im-
prese tutte identiche, il cui costo totale è Ct = 338 + 2y 2 e il cui costo
marginale è Cm = 4y. Calcolare il prezzo di equilibrio del mercato.
Risposta. Quando un mercato è in equilibrio di lungo periodo i pro-
fitti sono nulli. Ciò si verifica quando p = Cu. Dato che la scelta
dell’impresa è sempre identificata dalla condizione p = Cm, segue che
devono valere entrambe le condizioni. Scriveremo perciò, uguagliando i
secondi membri, Cu = Cm. Calcoliamo Cu = Ct y
= 338
y
+ 2y. Abbiamo
338
perciò y + 2y = 4y, un’equazione la cui soluzione è y = 13. Sosti-
tuendo nel costo marginale o nel costo medio (è indifferente) si ottiene
p = 4 × 13 = 52. Questo è appunto il prezzo di equilibrio di lungo
periodo del mercato.

8. Un’impresa si trova in condizioni di monopolio in un mercato la cui cur-


va di domanda è y = 150− 12 p. La funzione del costo totale dell’impresa
è Ct = 7000 + 40y. Calcolare il profitto conseguito dall’impresa.
Risposta. La scelta del monopolista è identificata dalla condizione
Rm = Cm. Dobbiamo perciò calcolare queste due funzioni. Per otte-
nere la prima invertiamo innanzitutto la curva di domanda y = 150− 12 p,
per ottenere la funzione del ricavo medio p = Ru = 300 − 2y; da que-
sta funzione si ottiene subito Rm = 300 − 4y (è la solita retta con
lo stesso termine noto e doppio coefficiente angolare). Per ottenere il
costo marginale osserviamo che, nel problema in esame, il costo totale

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

è una retta, sicché il costo marginale non è altro che il suo coefficiente
angolare: Cm = 40. Utilizzando questi risultati abbiamo l’equazione
300 − 4y = 40 (appunto Rm = Cm), la cui soluzione è y ∗ = 65. Se-
gue subito, sostituendo nella curva del ricavo medio (o nella curva di
domanda), p∗ = 170. Il profitto può essere calcolato partendo dalla
sua definizione π = Rt − Ct. Sostituendo i nostri risultati otteniamo
π ∗ = 170 × 65 − 7000 − 40 × 65 = 1450.

Esame del 15 gennaio 2004


Domande ed esercizi
1.  Quando aumenta il tasso di interesse i, il livello del risparmio scelto
dal consumatore aumenta. Dire se l’affermazione tra virgolette è vera
o falsa impiegando, per rispondere, il grafico della scelta tra consumo
e risparmio.
Risposta. Quando aumenta il tasso di interesse la retta del bilan-
cio intertemporale ruota verso l’alto facendo perno sull’intercetta con
l’asse delle ascisse (è come se fosse diminuito il prezzo del consumo
futuro). Per l’effetto sostituzione il consumo futuro aumenta e questo
fa aumentare il risparmio. Se il consumo (presente e futuro) è un bene
normale (come è ragionevole assumere) l’effetto reddito (che è positivo)
fa aumentare il consumo corrente e perciò ridurre il risparmio. Perciò
i due effetti agiscono in direzione opposta, sicché il risparmio aumenta
solo se l’effetto sostituzione prevale sull’effetto reddito.

2. Quali caratteristiche identificano una forma di mercato come un mo-


nopolio?
Risposta. Sono due: (i ) l’offerta proviene da una sola impresa che,
essendo “grande” è in grado di servire l’intero mercato; (ii ) l’impresa
è protetta da “barriere” che impediscono l’entrata di altre imprese nel
mercato.

3. Dire quali delle seguenti affermazioni sono corrette: (a) il saggio mar-
ginale di sostituzione è misurato dal coefficiente angolare (in valore as-
soluto) della retta tangente alla curva di indifferenza; (b) l’elasticità
della domanda è misurata dal coefficiente angolare (in valore assoluto)
della retta tangente alla curva di domanda; (c) il saggio marginale
di sostituzione tecnica è sempre uguale al rapporto tra i prezzi dei due
inputs.

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Risposta. (a) è corretta: SM S è appunto l’inclinazione della curva


di indifferenza; (b) è scorretta: l’elasticità non è misurata dal rapporto
tra le variazioni (coefficiente angolare) ma dal rapporto tra le variazioni
percentuali (variazioni divise per i livelli di partenza); (c) è scorretta:
si ha SM ST = w 1
w2
solo quando l’impresa adotta la tecnica che mini-
mizza il costo (solo, dunque, quando l’impresa è in equilibrio di lungo
periodo). In generale il saggio marginale di sostituzione tecnica è mi-
surato dal coefficiente angolare (in valore assoluto) della retta tangente
all’isoquanto.

4. Dare la definizione dell’espressione “economie di scala”.


Risposta. Si hanno economie di scala quando nel lungo periodo, al
crescere della dimensione dell’impresa (dell’impianto x2 ), i costi unitari
diminuiscono.

5. Un’impresa opera in condizioni di concorrenza perfetta. La sua pro-


duttività marginale è P m = 122 − 3x. Il prezzo del prodotto è p = 13;
il salario è w = 26. Calcolare la sua domanda di lavoro.
Risposta. La condizione del massimo profitto, che identifica la scelta
dell’impresa, è p = Cm. Dato che il costo marginale è dato dal rapporto
tra salario e produttività marginale (ossia Cm = w/P m) possiamo
ricavare la condizione equivalente w = p×P m, che definisce la domanda
di lavoro. Nel nostro caso questa condizione è 26 = 13 (122 − 3x), che è
un’equazione la cui soluzione ci dà x∗ = 40. Dunque l’impresa domanda
40 unità di lavoro.

6. La curva delle possibilità produttive di Robinson Crusoe è y12 + y22 =


100, cui corrisponde il saggio marginale di trasformazione SM T =
y1
y2
. Le preferenze di Robinson sono descritte dal saggio marginale di
9y2
sostituzione SM S = 16y 1
. Calcolare le quantità che Robinson decide
di produrre e di consumare.
Risposta. La scelta di Robinson è identificata dalla curva di indiffe-
renza più alta (quella tangente alla curva di trasformazione) in cui si
ha perciò SM T = SM S. Sostituendo abbiamo l’equazione yy12 = 16y 9y2
1
che, eliminando le frazioni, diventa 16y12 = 9y22 e ancora, estraendo le
radici, 4y1 = 3y2 . Questa equazione va messa a sistema con la curva
di trasformazione (cerchiamo infatti un punto sulla curva). Ricaviamo
y2 = 43 y1 e sostituiamo ottenendo y12 + 16 y 2 = 100. Questa equazione
9 1
ha due soluzioni y1 = −6 (che scartiamo, perché Robinson non può
produrre una quantità negativa) e y2 = 6, che è appunto la quantità

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

del primo bene che Robinson sceglie di produrre e di consumare. Usan-


do l’espressione y2 = 43 y1 , si ottiene subito y2 = 8 ossia la scelta di
produzione e di consumo del secondo bene.

7. Abbiamo un mercato perfettamente concorrenziale in cui le imprese,


tutte uguali, massimizzano il profitto date le seguenti funzioni del costo
totale e del costo marginale: Ct = 1200 + y 2 , Cm = 2y. Il prezzo del
prodotto è p = 80. Controllare se il mercato si trova in equilibrio di
breve o di lungo periodo.
Risposta. Basta calcolare se il profitto (l’extraprofitto) dell’impresa
rappresentativa è positivo o nullo. La scelta è data dalla condizione
p = Cm, ossia, nel nostro caso, 80 = 2y, da cui si ricava subito y ∗ = 40.
Il ricavo totale dell’impresa è Rt = p × y = 80 × 40 = 3200. Il costo
totale è Ct = 1200 + 402 = 2800. Perciò il profitto è π = Rt − Ct =
400 > 0. Dunque il mercato è in equilibrio di breve periodo (la presenza
di profitti positivi farà entrare nuove imprese).

8. Nel mercato, perfettamente concorrenziale, del bene y ci sono 1000


consumatori, tutti identici, e 500 imprese, tutte identiche. La curva
di domanda del singolo consumatore è yi = 10 − p. Il costo marginale
della singola impresa è Cm = 12 yj . Calcolare il prezzo di equilibrio,
la quantità acquistata dal singolo consumatore e quella prodotta dalla
singola impresa.
Risposta. La domanda del mercato è la somma delle domande indivi-
duali: y d = 1000yi ; segue perciò y d = 1000 (10 − p) = 10 000 − 1000p.
Per calcolare la curva di offerta della singola impresa poniamo p = Cm
ossia p = 21 yj , da cui si ricava subito yj = 2p. L’offerta del mercato
è la somma delle offerte individuali:y s = 500yj = 1000p. Per trovare
il prezzo di equilibrio uguagliamo domanda e offerta: da y d = y s si
ottiene subito l’equazione 10 000 − 1000p = 1000p, la cui soluzione è
p∗ = 5. Sostituendo questo valore nella curva di domanda individuale
si ricava yi∗ = 5 e, sostituendolo nella curva di offerta individuale, si
ricava yj∗ = 10.

Esame del 23 gennaio 2004


Domande ed esercizi
1. Quali caratteristiche identificano una forma di mercato come “concor-
renza monopolistica”?

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Risposta. La concorrenza monopolistica ha tutte le caratteristiche


della concorrenza perfetta tranne una: il prodotto è differenziato invece
che omogeneo (vedi lucido 233). Le caratteristiche comuni sono: (i )
mercato “atomistico” (tanti venditori, tanti compratori e tutti picco-
li); (ii ) mercato “trasparente” (diffusione completa delle informazioni);
(iii ) assenza di barriere all’entrata e all’uscita.

2. Disegnare il vincolo di bilancio di un consumatore che dispone di una


data somma di denaro M da spendere nell’acquisto di due beni, y1 e
y2 . Spiegare come cambia il disegno quando diminuisce il prezzo del
secondo bene.
Risposta. L’equazione del vinolo di bilancio è p1 y1 + p2 y2 = M , che
è l’equazione di una retta scritta in forma implicita (quella esplicita è
y2 = M p2
− pp12 y1 ) (vedi lucido 18). Il grafico, con y1 in ascissa e y2
in ordinata, è una retta decrescente che incontra l’asse orizzontale nel
punto M/p1 e l’asse verticale nel punto M/p2 (il coefficiente angolare
della retta, in valore assoluto, è il prezzo realtivo p1 /p2 ) (vedi lucido
22). Un modo per costruirlo è quello di porre y1 = 0, ricavando l’inter-
cetta sull’asse delle ordinate y2 = M/p2 , e poi porre y2 = 0, ricavando
l’intercetta sull’asse delle ascisse y1 = M/p1 . Quando diminuisce p2
l’intercetta sull’asse verticale aumenta mentre quella sull’asse orizzon-
tale rimane immutata: perciò la retta ruota verso l’alto (si vede anche
che aumenta il coefficiente angolare) (vedi lucido 25).

3. Come può essere identificata la tecnica scelta dall’impresa per produrre


una determinata quantità ȳ nel lungo periodo?
Risposta. È la tecnica che minimizza il costo totale, ed è identificata
dall’isocosto più basso, ossia quello tangente all’isoquanto di ȳ. La
w1
condizione che identifica la tecnica è SM ST = w 2
(vedi lucidi 141 e
142).

4. Definire il “prezzo di offerta” e il “prezzo di domanda”.


Risposta. Il “prezzo di offerta” è il prezzo che, se realizzato, massi-
mizza il profitto delle imprese. Il “prezzo di domanda” è quello che con-
sente di vendere tutta la quantità che l’impresa ha prodotto e portato
al mercato (vedi lucido 163).

5. Le preferenze del consumatore sono descritte dal saggio marginale di


−5
sostituzione SM S = yy12−10 . Scrivere la curva di domanda del primo
bene sapendo che p2 = 12 e che M = 140.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. La scelta è data, come sempre, dalla due condizioni (i )


SM S = pp12 e (ii ) p1 y1 + p2 y2 = M . Dalla (i ) si ricava facilmente
p1 y1 − 12y2 = 10p1 − 60; la (ii ) è invece p1 y1 + 12y2 = 140. Risolvendo
il sistema nell’incognita y1 (il modo più semplice per eliminare y2 è
quello di sommare le due equazioni ottenendo 2p1 y1 = 80 + 10p1 ) si
ottiene la seguente espressione per la curva di domanda: y1 = 5 + 40 p1
.

6. Si consideri la curva delle possibilità produttive 2y12 +y22 = 96. Abbiamo


due allocazioni: A = {5; 6} e B = {4; 8}. Verificare se sono efficienti
(l’una, l’altra, entrambe o nessuna).
Risposta. Basta sostituire ciascuna delle due allocazioni al primo
membro della curva. Per l’allocazione A si ottiene 2 × 52 + 62 =
86 < 96, sicché l’allocazione A non è efficiente (l’allocazione è “sot-
to” la curva, ovvero non impiega integralmente l’input disponibile).
Per l’allocazione B si ottiene 2 × 42 + 82 = 96, sicché l’allocazione B
è efficiente (l’allocazione è sulla curva, ovvero impiega integralmente
l’input disponibile).

7. La funzione del ricavo totale di un’impresa è Rt = 145y − 3y 2 ; quella


del costo totale è Ct = 25y. L’impresa sceglie di produrre la quantità
y ∗ = 20. La sua scelta è stata razionale? [Suggerimento. Conviene
calcolare il livello del profitto e poi verificare se è massimo.]
Risposta. Scriviamo la formula del profitto in funzione della quantità
prodotta. Sappiamo che π (y) = R (y) − C (y); perciò abbiamo π (y) =
120y − 3y 2 . Scegliendo la quantità y ∗ = 20, l’impresa ottiene il profitto
π (20) = 1200. Per vedere se questo profitto è massimo calcoliamo
π (21) = 1197 e π (19) = 1197, verificando che l’eventuale decisione di
produrre di più o di meno farebbe scendere il profitto. Un altro modo
di procedere (più lungo ma più corretto) è quello di calcolare Rm e
Cm usandoli per identificare la scelta ottima. Calcolare Cm è facile: si
ottiene subito Cm = 25. Per calcolare Rm la strada è più lunga (a meno
di non usare le derivate e calcolare Rm = dRtdy
). Si calcola prima il ricavo
unitario Ru = p = 145 − 3y, verificando che la curva di domanda che
ha di fronte l’impresa è una retta decrescente (concorrenza imperfetta).
Poi si applica la “regola” che il ricavo marginale è una retta che ha
la stessa intercetta di quella del ricavo unitario e inclinazione doppia,
ottenendo Rm = 145 − 6y. Ora uguagliamo Rm a Cm ottenendo
l’equazione 145 − 6y = 25, la cui soluzione è appunto y ∗ = 20.

8. La curva di domanda del bene y è y d = 160 − 4p. Nel mercato ci sono


due sole imprese identiche con costo totale Cti = 15yi . Esse si fanno

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

concorrenza fissando il prezzo. Calcolare il prezzo di equilibrio e la


quantità prodotta da ciascuna delle due imprese.
Risposta. La situazione descritta è quella del duopolio di Bertrand.
Perciò il prezzo di equilibrio è uguale al costo marginale. Si verifica
subito che Cmi = 15. Dunque si ha p∗ = 15. Sostituendo nella curva

di domanda si ottiene y ∗ = 100 e perciò yi = y2 = 50.

Esame del 3 febbraio 2004


Domande ed esercizi
1. Dire cosa misura e come si calcola il saggio marginale di sostituzione.
Risposta. Il saggio marginale di sostituzione tra due beni misura
quante unità del bene 2 è disposto a cedere un consumatore in cambio
di una unità del bene 1 restando indifferente tra prima e dopo. Misura
quanto vale, per il consumatore, un bene rispetto all’altro (equivalen-
za soggettiva) (vedi lucido 43). Si calcola graficamente misurando
l’inclinazione della curva di indifferenza (il coefficiente angolare della
retta tangente in valore assoluto): SM S = −∆y2 /∆y1 (vedi luci-
do 42). Conoscendo la formula della funzione di utilità può essere
calcolato come rapporto (in valore assoluto) tra le utilità marginali:
SM S = U m1 /U m2 (vedi lucido 51).

2. Si consideri un’impresa che deve decidere le quantità dei due input da


impiegare per produrre un bene. In che consiste, in questo caso, la
distinzione tra breve e lungo periodo?
Risposta. Nel breve periodo l’impresa può scegliere solo la quantità di
un input, detto input variabile, mentre non può modificare la quantità
dell’altro input, detto input fisso. Nel lungo periodo l’impresa può
scegliere liberamente le quantità di entrambi gli input (vedi lucido
128).

3. Scrivere la formula della “legge di Walras” e illustrarne brevemente il


significato economico.
Risposta. Quando i mercati  considerati
  sono quello
 del bene e quello
d s d s
del lavoro, la formula è p y − y + w x − x = 0. Essa esplicita il
legame tra i due mercati e afferma che se uno dei due è in equilibrio deve
essere in equilibrio anche l’altro e che, se c’è un eccesso di domanda
positivo in uno dei due mercati deve esserci un eccesso di domanda
negativo (eccesso di offerta) nell’altro (vedi lucido 182).

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

4. Dire quali sono i tre significati della parola “efficienza”.


Risposta. Vedi lucido 196. (1) efficienza produttiva: quando non è
possibile aumentare la quantità prodotta se non aumentando l’impie-
go di almeno un input (y < f (x) implica inefficienza). (2) efficienza
economica (o tecnica): quando non è possibile aumentare la quantità
prodotta senza aumentare il costo (la condizione che la identifica è
SM ST = w1 /w2 ). (3) efficienza allocativa: quando non è possibile au-
mentare la produzione di un bene senza ridurre quella di un altro bene
(la condizione è che ci si trovi sulla “curva di trasformazione”).

5. Le dotazioni iniziali di un consumatore sono e1 = 20 ed e2 = 40. I prezzi


dei due beni sono p1 = 5 e p2 = 5. Il consumatore decide di consumare
la quantità y1∗ = 30 (comprandone perciò 10 unità). Quanto deve
vendere del secondo bene? Supponiamo ora che il prezzo del secondo
bene aumenti e diventi p2 = 6. Cosa è successo al reddito reale del
consumatore? È aumentato, diminuito o rimasto uguale? Perché?
Risposta. Il vincolo di bilancio è p1 y1 + p2 y2 = p1 e1 + p2 e2 , ossia, nel
nostro caso 5y1 +5y2 = 5×20+5×40 = 300 (vedi lucido 54). Si ricava
facilmente, allora, che il consumatore consuma y2∗ = 30 (dall’equazione
5 × 30 + 5y2 = 300) e perciò vende 10 unità del secondo bene. Se
aumenta p2 il reddito reale del consumatore aumenta. Due possibili
spiegazioni (equivalenti): (a) è aumentato il prezzo di un bene che il
consumatore vende; (b) la retta del bilancio ruota attorno al punto E
diventando più piatta (la sua inclinazione è p1 /p2 ); dato che il paniere
della scelta è a destra del punto E, dopo l’aumento di p2 il consumatore
può consumare panieri che si trovano su curve di indifferenza più alte
e che prima non poteva permettersi (vedi lucido 82).
50
6. Il costo unitario di un’impresa è descritto dall’espressione Cu = y
+ 6.
Calcolare il suo costo marginale.
Ct
Risposta. Dalla definizione Cu = y
si ricava Ct = Cu × y (vedi
 
lucido 121). Usando la formula di Cu segue perciò Ct = 50 y
+6 y =
50 + 6y = C (y). Dal costo totale si ricava il costo marginale usando
la definizione Cm = C (y + 1) − C (y) (vedi lucido 117). Si ha allora
Cm = [50 + 6 (y + 1)] − [50 + 6y] = 6.

7. Abbiamo un mercato perfettamente concorrenziale descritto dalle fun-


zioni y d = 2000 − 5p (domanda) e y s = 15p (offerta). Calcolare prezzo
e quantità di equilibrio. Se il prezzo di offerta è ps = 80, quale sarà il
corrispondente prezzo di domanda?

11
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. Il prezzo di equilibrio può essere ottenuto ponendo y d = y s


(vedi lucido 162). Sostituendo si ottiene l’equazione 2000 − 5p =
15p, la cui soluzione è p∗ = 100. Segue che la quantità di equilibrio
(ricavabile sia dalla curva di domanda che dalla curva di offerta) è y ∗ =
1500. Quando il prezzo di offerta (vedi lucido 163) è ps = 80, segue che
la quantità offerta per quella volta è y s = 15 × 80 = 1200. Sostituendo
questa quantità nella curva di domanda si ottiene il prezzo di domanda,
che è la soluzione dell’equazione 1200 = 2000−5p, ossia pd = 160. Dato
che pd > ps , nel periodo successivo le imprese rivedrannno verso l’alto
il prezzo di offerta e aumenteranno la produzione, spingendo il mercato
verso l’equilibrio.

8. Abbiamo un duopolio con imprese identiche e prodotto omogeneo. La


curva di domanda del mercato è y = 130 − p. La curva di reazione della
prima impresa è y1 = 60 − 21 y2 . Scrivere quella della seconda impresa.
Calcolare il prezzo e la quantità prodotta da ciascuna impresa nel caso
dell’equilibrio di Cournot. Calcolare il prezzo e la quantità prodotta
da ciascuna impresa nel caso della collusione.
Risposta. La curva di reazione (vedi lucido 240) della seconda im-
presa è simmetrica: y2 = 60 − 21 y1 . La quantità di Cournot si calcola
mettendo a sistema le due curve di reazione (vedi lucido 242) o, più
semplicemente, ponendo in una delle due curve y1 = y2 = yi . Si ottiene
cosı̀ l’equazione yi = 60 − 21 yi , la cui soluzione è y1 = y2 = 40. Il prezzo
si ricava dalla curva di domanda ponendo y = y1 + y2 = 80. Si ottiene
subito p = 50. Sappiamo che nella collusione le due imprese si dividono
a metà la quantità y m che produrrebbe un monopolista (vedi lucido
237). Questa quantità può essere ottenuta dalla curva di reazione po-
nendo y2 = 0 da cui si ricava y m = 60. Perciò nella soluzione collusiva
abbiamo y1 = y2 = 30 e, sostituendo nella curva di domanda, p = 70.

Esame del 24 febbraio 2004


Domande ed esercizi
1. Quali condizioni identificano la scelta razionale di un consumatore che
deve distribuire un dato reddito nell’acquisto di due beni?
Risposta. Sono due: (1) la scelta deve rispettare il vincolo di bilancio,
ossia la condizione p1 y1 + p2 y2 = M ; (2) la scelta è identificata dalla
curva di indifferenza più alta, ossia dalla condizione SM S = p1 /p2
(escludendo il caso di “soluzioni d’angolo”) (vedi lucido 39).

12
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

2.  Se in un mercato i venditori e i compratori sono “tanti” e “piccoli”


allora il mercato è perfettamente concorrenziale. Spiegare brevemente
se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Quelle caratteristiche identificano un mercato “ato-
mistico” ma non bastano per avere un mercato perfettamente concor-
renziale. Occorre anche che il prodotto sia omogeneo (altrimenti avrem-
mo concorrenza monopolistica), che non ci siano barriere all’entrata e
che il mercato sia “trasparente” (vedi lucidi 151 e 152).

3. Cosa afferma la “legge della domanda e dell’offerta”?


Risposta. Afferma che in un mercato perfettamente concorrenziale, se
a un dato livello del prezzo la quantità domandata supera quella offerta,
allora il prezzo tende a salire (i compratori spingono verso l’alto il
prezzo facendosi concorrenza). Avviene il viceversa quando la quantità
domandata è inferiore a quella offerta (questa volta l’impulso viene
dalla concorrenza che si fanno i venditori). Il processo va avanti fino a
quando le due quantità diventano uguali, ossia si raggiunge l’equilibrio
(vedi lucido 161).

4. Dare la definizione di “prezzo ombra”.


Risposta. È il prezzo che corrisponde a un’allocazione Pareto-ottimale.
È identificato dal punto di incontro tra la curva del beneficio marginale
sociale (Bms) e quella del costo margianle sociale (Cms). In assenza
di esternalità coincide col prezzo che verrebbe realizzato da un mercato
perfettamente concorrenziale (vedi lucido 214).

5. Il prezzo del bene y è p = 50 e, a quel prezzo, la quantità domandata


è y = 200. Sapendo che l’elasticità della domanda del bene è η = 1.5,
calcolare la variazione della quantità domandata del bene se si verifica
un aumento del prezzo pari a ∆p = +5.
Risposta. La definizione di elasticità della domanda è η = ∆y y
/ ∆p
p
(in
∆p 5
valore assoluto) (vedi lucido 86). Otteniamo subito p = 50 = 10%.
Perciò ∆y
y
= −η × ∆pp
10
= −1.5 × 100 = −15%. Dato che il livello di par-
∆y 15
tenza della quantità domandata era y = 200, si ha 200 = − 100 , da cui
segue subito ∆y = −30. Procedendo in modo più meccanico si pote-
vano sostituire tutti i dati disponibili nella formula dell’elasticità della
∆y 5
domanda ottenendo l’equazione 1.5 = 200 / 50 , la cui soluzione (dopo
aver cambiato il segno, perché quando il prezzo aumenta la quantità
domandata diminuisce) è ∆y = −30.

13
facolt di scienze politiche economia politica – e-i


6. La funzione di produzione di un bene è y = x1 x2 . Il saggio marginale
di sostituzione tecnica è SM ST = xx21 . I prezzi dei due inputs sono
rispettivamente w1 = 1 e w2 = 4. Calcolare le quantità dei due inputs
che vengono impiegate dall’impresa nel lungo periodo per produrre la
quantità y = 30.
Risposta. La scelta della tecnica nel lungo periodo è identificata dalla
condizione SM ST = w 1
w2
. Applicando i dati si ha xx21 = 41 da cui segue
subito x1 = 4x2 . Sostituiamo questo√ risultato nella funzione di produ-
zione: otteniamo l’equazione 30 = 4x2 x2 , la cui soluzione è x2 = 15.
Perciò abbiamo anche x1 = 4 × 15 = 60 (vedi lucidi 141 e 142).

7. Si consideri un sistema economico costituito da due mercati, quello


del bene e quello del lavoro, in equilibrio generale. Si assuma come
numerario il lavoro. Sappiamo che il prezzo di equilibrio del bene è
p = 4 . Calcolare il livello del salario nominale e del salario reale.
Risposta. Se il lavoro è il numerario significa che il suo prezzo è w = 1.
Perciò il salario reale di equilibrio è wp = 14 = 0.25 (vedi lucido 184).

8. La relazione tra prezzo e quantità domandata del bene y è p = 260−2y.


Nel mercato opera una sola impresa con la funzione del costo totale
Ct = 20y. Calcolare prezzo e quantità prodotta nel caso che l’ingresso
di altre imprese nel mercato sia impedito dalla presenza di barriere.
Come cambierebbero le risposte se invece fosse possibile la “concorrenza
mordi e fuggi” da parte di un’impresa esterna e identica a quella che
opera nel mercato?
Risposta. Nel primo caso l’impresa è un monopolio (vedi lucidi
222-227). La sua scelta è identificata dalla condizione Rm = Cm.
Si ottiene semplicemente la formula del ricavo marginale raddoppian-
do il coefficiente angolare nella formula del ricavo unitario; si ha cioè
Rm = 260 − 4y. Dalla formula del costo totale si ottiene immediata-
mente Cm = 20. Uguagliando otteniamo l’equazione 260 − 4y = 20,
la cui soluzione è y m = 60. Sostituendo nel ricavo unitario si ottiene
pm = 260 − 2 × 60 = 140. Nel secondo caso il mercato è contendibile
(vedi lucido 251). Per impedire la “concorrenza mordi e fuggi” l’im-
presa deve fissare un prezzo pari al costo medio dell’impresa esterna,
ossia pc = 20 (l’impresa esterna ha gli stessi costi). Perciò la quantità
prodotta sarà data dall’equazione 20 = 260 − 2y, ossia y c = 120.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Esame del 7 giugno 2004


Domande ed esercizi
1. Giovanni consuma due beni i cui prezzi sono p1 = 10 e p2 = 15. Il
4y2
suo saggio marginale di sostituzione è SM S = 5y 1
. Sapendo che egli

consuma y1 = 78, calcolare il suo consumo di y2 .
Risposta. La scelta è identificata dalla condizione SM S = pp12 (vedi
4y2
lucido 44). Abbiamo perciò 5y 1
= 10
15
. Risolvendo per y2 otteniamo
y2 = 6 y1 . Sostituendo y1 = 78 otteniamo facilmente y2∗ = 65.
5 ∗

2.  Quando aumenta il suo reddito, il consumatore aumenta il consumo


di entrambi i beni. Spiegare se l’affermazione tra virgolette è vera o
falsa.
Risposta. L’affermazione è falsa. Sarebbe vera solo nel caso che
entrambi i beni fossero normali (vedi lucido 80).

3. Per quale motivo in concorrenza perfetta la singola impresa non au-


menta il prezzo del suo prodotto?
Risposta. Perché, data l’ipotesi che il prodotto è omogeneo i com-
pratori si rivolgerebbero alle altre imprese (che sono “tante”), sicché
l’impresa che aumentasse il prezzo perderebbe tutti i clienti e non
venderebbe nulla (vedi lucido 111).

4. Illustrare brevemente la relazione tra profitto e quantità prodotta per


un’impresa che opera in un mercato perfettamente concorrenziale.
Risposta. Si ha π = Rt − Ct. Si ha anche Rt = py (dove p è un dato
per l’impresa). Si ha poi Ct = C (y). Segue perciò π = py − C (y).
Abbiamo cioè una funzione di y (vedi lucido 114). Questa funzione è
prima crescente e poi decrescente al crescere della quantità prodotta: il
profitto aumenta finché p > Cm e diminuisce quando p < Cm; perciò
il profitto è massimo quanto p = Cm.

5. Il mercato (perfettamente concorrenziale) del bene y è descritto dalla


curva di domanda y d = 500 − 20p e dalla curva di offerta y s = 50 + 10p.
Calcolare prezzo e quantità di equilibrio.
Risposta. L’equilibrio si ha quando y d = y s . Sostituendo abbiamo
500 − 20p = 50 + 10p, che è una equazione nell’incognita p la cui
soluzione è p∗ = 15. Sostituendo nella curva di domanda (o in quella
di offerta) si trova y ∗ = 200 (vedi lucido 159).

15
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6. La distinzione tra breve e lungo periodo ha due significati diversi: uno


riguarda l’impresa; l’altro riguarda il mercato. Illustrare brevemente le
due distinzioni.
Risposta. L’impresa opera in breve periodo quando non può scegliere
liberamente tutti gli input (uno, l’impianto, è fisso); opera in lungo pe-
riodo quando può scegliere liberamente anche l’impianto (vedi lucido
128). Il mercato è in condizioni di breve periodo quando il numero delle
imprese che vi operano è dato; è in condizioni di lungo periodo quando
il numero delle imprese può aumentare o diminuire (le imprese tendono
a entrare nel mercato se vi si fanno extraprofitti; tendono a uscirne se
i profitti sono inferiori al livello normale) (vedi lucido 166).

7. Abbiamo un’allocazione in cui le quantità date e1 = 35 ed e2 = 55


vengono distribuite a due soggetti (etichettati con gli indici 1 e 2).
Al primo soggetto vanno le quantità y11 = 5 e y21 = 15; al secondo
le quantità restanti. Sapendo che i due saggi marginali di sostituzio-
ne sono rispettivamente SM S1 = 2y 21
3y11
e SM S2 = 3y 22
2y12
, controllare se
l’allocazione è Pareto-ottimale.
Risposta. Innanzitutto calcoliamo le quantità del secondo soggetto,
che sono y12 = 35 − 5 = 30 e y22 = 55 − 15 = 40. Ora calcoliamo i due
SM S: abbiamo SM S1 = 2×15 3×5
= 2 e abbiamo SM S2 = 3×40
2×30
= 2. I due
SM S sono uguali, sicché l’allocazione è Pareto-ottimale (nonostante
sia decisamente iniqua, visto che il secondo soggetto ha molti più beni
del primo) (vedi lucidi 203 e 208).

8. La curva del ricavo unitario di un’impresa che opera in condizioni di


monopolio è p = 1000 − 5y. Il costo marginale dell’impresa è costante e
pari a Cm = 50. Calcolare la quantità prodotta dall’impresa e il prezzo
a cui viene venduta.
Risposta. La scelta è identificata dalla condizione Rm = Cm (vedi
lucido 223). Il ricavo marginale viene ottenuto dal ricavo unitario
raddoppiando il coefficiente angolare della retta: Rm = 1000−10y (vedi
lucido 224). Uguagliando Rm a Cm otteniamo l’equazione 1000 −
10y = 50, la cui soluzione è y ∗ = 95. Sostituendo questo valore nella
curva di domanda (nel ricavo unitario) otteniamo p∗ = 1000 − 5 × 95 =
525.

16
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Esame del 16 giugno 2004


Domande ed esercizi
1. Le utilità marginali di Maria sono, rispettivamente, U m1 = 3y2 e
U m2 = 5y1 . Maria dispone di un reddito pari a M = 960. Sapen-
do che i prezzi dei due beni sono p1 = 12 e p2 = 15, calcolare i suoi
acquisti dei due beni.
Risposta. La scelta è identificata dal vincolo di bilancio, che è 12y1 +
15y2 = 960 (che può essere semplificata dividendo per 3 e ottenendo
4y1 + 5y2 = 320), e dalla condizione SM S = pp21 . Per calcolare il SM S
possiamo usare la sua relazione con le utilità marginali, ossia la formula
3y2
SM S = UU mm2
1
. In questo modo otteniamo SM S = 5y 1
. Uguagliando al
p1
prezzo relativo p2 e risolvendo per y2 , otteniamo y2 = 43 y1 . Sostituendo
nel vincolo di bilancio si ottiene l’equazione 4y1 + 20 3 1
y = 320, la cui
∗ ∗ 4
soluzione è y1 = 30. Perciò si ha anche y2 = 3 × 30 = 40 (cfr. lucido
46).

2. La funzione di offerta di lavoro di Alessio è xs = 5w − M 10


dove w è
il salario e M è il suo reddito non da lavoro. Calcolare la quantità di
lavoro offerta sapendo che M = 200 e che w = 5.8. Sempre assumendo
M = 200, calcolare il suo salario di riserva.
Risposta. Per rispondere alla prima domanda basta sostituire nella
funzione i due valori di M e w, ottenendo facilmente x = 5×5.8− 200 10
=
9. Per rispondere alla seconda domanda bisogna porre nella funzione
di offerta x = 0 e risolvere nell’incognita w l’equazione risultante che è
0 = 5w − 20, la cui soluzione è w0 = 4 (cfr. lucido 93).

3. Dire cosa è l’elasticità della domanda e scriverne la formula.


Risposta. L’elasticità della domanda è il (valore assoluto del) rappor-
to tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione
percentuale del prezzo che l’ha provocata. La sua formula è η = ∆y/y∆p/p
.
Essa è una misura della sensibilità della domanda alle variazioni del
prezzo: se η > 1 la domanda è “elastica”, ossia è molto sensibile al
prezzo; se invece η < 1 la domanda è “rigida”, ossia è poco sensibile al
prezzo (cfr. lucidi 86-87).

4. Durante una lezione il prof. Rodano, in un momento di distrazione,


dice che nel breve periodo l’impresa sceglie le quantità dei due in-
w1 
put sulla base della condizione SM ST = w 2
. Cosa c’è di sbagliato
nell’espressione tra virgolette?

17
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. È sbagliato l’aggettivo “breve”, che va sostituito dall’ag-


gettivo “lungo”. La condizione SM ST = w 1
w2
identifica la scelta della
tecnica nel lungo periodo, quando appunto l’impresa può scegliere li-
beramente entrambi gli input, sia il lavoro (che può scegliere anche nel
breve periodo) sia l’impianto, che può scegliere solo nel lungo periodo
(cfr. lucidi 136 ss).

5. Cosa significa l’espressione “rendimenti di scala”?


Risposta. I rendimenti di scala misurano cosa succede alla quantità
prodotta y quando si variano (aumentano) nella stessa proporzione en-
trambi gli input x1 e x2 . Se la produzione aumenta nella stessa mi-
sura abbiamo rendimenti costanti di scala; se aumenta meno che pro-
porzionalmente abbiamo rendimenti decrescenti; se aumenta più che
proporzionalmente abbiamo rendimenti crescenti (cfr. lucido 130).

6. In un mercato perfettamente concorrenziale le imprese, tutte identiche,


hanno il costo marginale Cm = 4y e il costo unitario Cu = 200 y
+ 2y.
Il prezzo di equilibrio è p = 40. Calcolare la quantità prodotta dalla
singola impresa. Dire se il mercato è in equilibrio di breve o di lungo
periodo.
Risposta. La quantità prodotta dalla singola impresa è identificata
dalla condizione Cm = p, ossia nel nostro caso dall’equazione 4y = 40,
la cui soluzione è y ∗ = 10. Per vedere se l’equilibrio è di breve o di
lungo periodo calcoliamo il costo unitario Cu (y ∗ ) = 200
10
+ 2 × 10 = 40.
Dato che si ha Cu = p i profitti sono nulli e perciò l’equilibrio è di
lungo periodo, dato che non entrano e non escono imprese dal mercato
(cfr. lucidi 116 ss e 173).

7. Definire la disoccupazione. Si consideri un mondo semplificato con solo


due mercati, quello del bene y e quello del lavoro x. Scrivere la legge
di Walras. Si dispone dei seguenti dati: il prezzo del bene è p = 50, la
quantità domandata del bene è y d = 240, la quantità offerta del bene è
y s = 200, il livello del salario (fisso) è w = 20. Calcolare il livello della
disoccupazione.
Risposta. La disoccupazione è data dalla differenza tra offerta di
lavoro e domanda di lavoro: d = xs − xd (cfr. lucido 179). Per calco-
larla scriviamo la legge di Walras che lega i due mercati: p y d − y s +
 
w xd − xs = 0 (cfr. lucido 182). Sostituendo nella legge di Walras la
definizione
 di disoccupazione
 e risolvendo per l’incognita d otteniamo
d = wp y d − y s = 20
50
(240 − 200) = 100.

18
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

8. Abbiamo un duopolio con prodotto omogeneo e imprese identiche.


Se esse possono stabilire un accordo vincolante, come decideranno la
quantità prodotta da ciascuna?
Risposta. Calcoleranno la quantità che produrrebbe il monopolista e
stabiliranno di produrne metà per ciascuna. Se, per esempio, la curva
di domanda del mercato è p = a − y e il costo marginale è costante
Cm = c, allora la quantità prodotta dal monopolista sarebbe ym = a−c 2
(si calcola il ricavo marginale Rm = a − 2y, lo si uguaglia al costo
marginale e si trova y). Perciò la quantità prodotta da ciascuna delle
due imprese sarà yi = y2m = a−c
4
. Il prezzo di vendita è, in entrambi i
a−c a+c
casi, pm = a − 2 = 2 (cfr. lucido 237).

Esame del primo luglio 2004


Domande ed esercizi
1. Alessandro dispone di 10 unità del primo bene e di 20 unità del secondo
bene. Vuole consumare 16 unità del primo bene. Quante unità del
secondo bene deve vendere se i prezzi dei due beni sono rispettivamente
p1 = 70 e p2 = 35?
Risposta. Per rispondere conviene scrivere il vincolo di bilancio di
Alessandro, che in termini generali è p1 y1 + p2 y2 = p1 e1 + p2 e2 . Ora
sostituiamo i dati di cui disponiamo: 70 × 16 + 35y2 = 70 × 10 + 35 × 20;
l’unica incognita dell’equazione è y2 ; risolvendola si ottiene y2 = 8;
questo significa che Alessandro deve vendere 12 unità delle 20 unità
del secondo bene di cui dispone. Allo stesso risultato sia arriva anche
ragionando in un altro modo: Alessandro deve comprare 6 unità del
primo bene (ne ha 10 e ne vuole 16) ; dato il prezzo gli sereve una
somma pari a 6 × 70 = 420; dato che dalla vendita di una unità del
secondo bene egli ricava 35, ne deve vendere appunto 420 35
= 12 (vedi
lucido 54).

2. Definire l’utilità marginale.


Risposta. L’utilità marginale è l’aumento di utilità che il consuma-
tore ottiene quando la quantità di un bene del suo paniere aumenta
di una unità a parità della quantità dell’altro bene (vi sono due unità
marginali, una per ciascun bene). In simboli abbiamo, per il primo
∆U
bene, U m1 = ∆y 1
(con, appunto, ∆y2 = 0); e naturalmente abbiamo
∆U
per il secondo bene U m2 = ∆y 2
(con, appunto, ∆y1 = 0) (vedi lucido
50).

19
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

3. La curva di domanda del bene y è y d = 500 − 3p − M 60


, dove p è il
prezzo del bene e M è il reddito del consumatore. Calcolare la quantità
domandata quando p = 50 e M = 1200. Dire se il bene y è un bene
normale o un bene inferiore.
Risposta. Sostituendo i due valori nella curva di domanda si ottiene
y = 500 − 3 × 50 − 120060
= 330 (vedi lucido 85). Il bene è inferiore:
infatti si vede subito che all’aumentare di M la quantità domandata
del bene diminuisce (formalmente abbiamo: ∆y = − ∆M 60
; ogni volta
che il reddito aumenta di una unità, la domanda diminuisce di un
sessantesimo) (vedi lucido 89).

4. Che cosa è la curva di trasformazione?


Risposta. In un grafico, con y1 in ascissa e y2 in ordinata, è una cur-
va che identifica tutte le combinazioni dei due beni che possono essere
prodotte con una data quantità di lavoro x̄. I punti sotto la curva rap-
presentano produzioni inefficienti; quelli sopra la curva rappresentano
produzioni impossibili (vedi lucido 101).

5. L’impresa godinez ha deciso di produrre 120 unità del bene y con la



funzione di produzione y = x1 x2 . Sapendo che il suo saggio marginale
di sostituzione tecnica è SM ST = xx21 e che i prezzi dei due input sono
rispettivamente w1 = 16 e w1 = 9, calcolare le quantità dei due input
scelti dall’impresa nel lungo periodo.
Risposta. La tecnica scelta nel lungo periodo è identificata dal punto
w1
dell’isoquanto in cui si ha SM ST = w 2
(vedi lucidi 141 e 142). So-
stituendo i dati in quest’ultima espressione otteniamo xx21 = 169
, da cui,
16
risolvendo per x2 , si ricava x2 = 9 x1 . Sostituiamo questa espressione
nella funzione
q di produzione con y = 120 (nell’isoquanto). Abbiamo
cioè 120 = x1 16 x , da cui si ottiene facilmente x∗1 = 90; sostituendo
9 1
questo risultato nell’espressione scritta prima per x2 in funzione di x1 ,
si ottiene x2 = 16
9
× 90 e perciò x∗2 = 160.

6.  Perché un mercato sia perfettamente concorrenziale è necessario che


(i ) non ci siano barriere all’entrata e all’uscita, (ii ) che il mercato
sia “atomistico”, (iii ) che il mercato sia “trasparente”. Questa af-
fermazione è corretta o no? La risposta cambierebbe se al posto di
“necessario” ci fosse scritto “sufficiente”?
Risposta. L’affermazione è corretta. Nel caso ci fosse scritto “suffi-
ciente” l’affermazione non sarebbe più corretta. Va aggiunta anche una

20
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

quarta condizione, quella che il prodotto sia omogeneo (vedi lucidi 151
e 152).
7. La curva di domanda del servizio comunale di taxi è p = 100 − y; la
funzione del costo totale è Ct = 20y. Quali sarebbero prezzo e quantità
se il Comune concedesse gratuitamente la licenza a chiunque ne facesse
richiesta? E quali sarebbero, invece, prezzo e quantità se il Comune
concedesse la licenza a una sola impresa? E quanto potrebbe farsi
pagare la licenza?
Risposta. Nel primo caso il mercato sarebbe concorrenziale; il prezzo
sarebbe uguale al costo marginale (pc = Cm = 20); la quantità vendita
si ricava dalla curva di domanda (yc = 100−20 = 80). Nel secondo caso
il mercato sarebbe monopolistico: si ha Rm = 100 − 2y e Cm = 20;
dall’uguaglianza Rm = Cm si ha 100 − 2y = 20, la cui soluzione è
ym = 40; il prezzo sarà pertanto pm = 60 e il profitto sarà πm =
60 × 40 − 20 × 40 = 1600. Il massimo prezzo della licenza sarebbe
appunto pari al profitto di monopolio, ossia a πm = 1600 (vedi lucido
227).
8. Scrivere una definizione di “equilibrio di Nash”.
Risposta. Ci sono varie definizioni possibili, tutte equivalenti: (i) una
coppia di scelte (una per giocatore) è un equilibrio di Nash quando,
data la scelta dell’altro, a nessuno dei due giocatori conviene cambiare
scelta (vedi lucido 241); (ii ) si ha un equilibrio di Nash quando cia-
scun giocatore ottiene il massimo della sua funzione-obiettivo data la
scelta dell’altro giocatore (vedi lucido 239); (iii ) si ha un equilibrio di
Nash quando ciascun giocatore gioca la sua risposta ottima alla scelta
dell’altro giocatore (vedi lucido 242).

Esame del 29 settembre 2004


Domande ed esercizi
1. Cosa afferma l’ipotesi di non sazietà delle preferenze del consumatore?
Risposta. Afferma che, se l’alternativa è tra due panieri che con-
tengono la stessa quantità di un bene e quantità diverse dell’altro,
la preferenza va al paniere che contiene più di quest’altro bene [vedi
lucido 35].
2. Dire quale delle seguenti formulazioni della scelta del consumatore tra
lavoro e tempo libero è quella corretta: (i ) py = M +wx; (ii ) wL+py =
weL + pey .

21
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. Sono corrette tutte e due. Sono due espressioni equivalenti


dello stesso vincolo di bilancio. Si ha infatti ey = Mp (la “dotazione”
del bene è la quantità che può essere acquistata col reddito non dal
lavoro, dato il suo prezzo). E si ha anche x = eL − L (il lavoro offerto è
la differenza tra il tempo disponibile, ossia la “dotazione” di tempo, e
il tempo libero, ossia il tempo “consumato” dal consumatore). Usando
queste definizioni, il passaggio dalla prima formula alla seconda diventa
elementare [vedi lucidi 59-62].

3. L’elasticità della domanda è misurata dal rapporto tra la variazio-


ne percentuale del prezzo e la variazione percentuale della quantità
domandata. Spiegare se l’affermazione tra virgolette è corretta.
Risposta. No. È misurata dal rapporto tra la variazione percentuale
della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo: η =
∆y ∆p
y
/ p [vedi lucidi 86-87].

4. La curva di domanda in un mercato perfettamente concorrenziale è


y d = 400
p
; la curva di offerta è y s = 100p. Calcolare prezzo e quantità
di equilibrio.
Risposta. Uguagliando domanda e offerta abbiamo 400 p
= 100p, da cui
2 ∗
si ricava facilmente p = 4 e perciò p = 2 (ovviamente, si scarta la
soluzione negativa). Sostituendo questo valore nella curva di domanda
o in quella di offerta (ovviamente, le due scelte danno lo stesso risultato)
si ottiene subito y ∗ = 200 [vedi lucido 158].

5. Illustrare il meccanismo che, nel lungo periodo, regola il flusso delle


imprese in entrata e in uscita da un mercato concorrenziale.
Risposta. Le imprese entrano se nel mercato si fanno extraprofitti
(Rt > Ct ossia π > 0); escono se i profitti sono inferiori al normale
(Rt < Ct ossia π < 0). I due flussi si arrestano quando i profitti
raggiungono il livello normale (Rt = Ct ossia π = 0) [vedi lucido
171].

6. Definire l’espressione “economie di scala”.


Risposta. Si hanno economie di scala quando nel lungo periodo, al
crescere della dimensione dell’impresa (dell’impianto x2 ), i costi unitari
diminuiscono [vedi lucido 218].

7. In un mercato ci sono due sole imprese, identiche. La curva di reazione


della prima impresa è y1 = 150 − 21 y2 . Qual è la curva di reazione della

22
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

seconda impresa? Quale quantità produce ciascuna impresa nell’equi-


librio di Cournot? Quale quantità produce ciascuna impresa quando è
possibile un accordo vincolante?
Risposta. La curva di reazione della seconda impresa è, ovviamente,
y2 = 150 − 12 y1 . Le quantità dell’equilibrio di Cournot si trovano met-
tendo a sistema le due curve di reazione [vedi lucido 241]. Si ottiene
y1 = y2 = 100 (lo stesso risultato può essere ottenuto ponendo in una
delle due curve di reazione, a piacere, y1 = y2 e risolvendo l’equazio-
ne risultante). Se è possibile un accordo vincolante ciascuna impresa
produce metà della quantità y m che produrrebbe il monopolista. Per
trovare questa quantità basta mettere y1 = y m e y2 = 0 ottenendo
subito y m = 150, da cui segue subito y1 = y2 = 75 [vedi lucidi 237 e
240].

8. Carlo ha acquistato 20 unità del primo bene e 20 del secondo, rispet-


tivamente ai prezzi p1 = 5 e p2 = 5. Calcolare la somma di denaro di
cui disponeva. Si verifica un cambiamento dei prezzi: quelli nuovi sono
p01 = 8 e p02 = 2. Supponendo che disponga ancora della stessa somma,
quale situazione preferisce Carlo? La vecchia o la nuova?
Risposta. Abbiamo M = 5 × 20 + 5 × 20 = 200 [vedi lucido 15].
Nella nuova situazione Carlo, se vuole, può acquistare il vecchio paniere,
che infatti costa 8 × 20 + 2 × 20 = 200. In questo caso, però, non
si avrebbe SM S = pp21 . Sappiamo infatti che il saggio marginale di
sostituzione che corrisponde al paniere {20; 20} è pari al vecchio prezzo
relativo [vedi lucido 44]. Perciò Carlo cambierà scelta (comprerà un
paniere che contiene una quantità maggiore di y2 , il bene divenuto
relativamente meno caro, e una minore di y1 ). Evidentemente, visto
che Carlo scarta la vecchia scelta, la nuova sarà migliore (sarà cioè su
una curva di indifferenza più alta). Il risultato può essere verificato
graficamente osservando che la nuova retta del bilancio passa per il
p0
punto della vecchia scelta ma è più ripida ( p01 = 4 > pp12 = 1); dato
2
che la vecchia retta era tangente alla curva di indifferenza che passa
per quel punto (visto che era il paniere della scelta), la nuova retta è
secante [si faccia variare l’inclinazione, aumentandola, nel grafico della
scelta, per esempio quello del lucido 47]; questo implica che, se il
consumatore si sposta in alto lungo la nuova retta del bilancio, può
ora acquistare panieri (prima troppo costosi) che si trovano su curve di
indifferenza più alte.

23
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Esame del 9 ottobre 2004


Domande ed esercizi
1. Consideriamo un consumatore che, dati i prezzi dei beni, ha scelto di
consumare il paniere E delle sue dotazioni iniziali. Se cambiano i prezzi,
può ancora, se vuole, consumare quel paniere? E, ammesso che possa,
vorrà consumare quel paniere oppure ne sceglierà un altro?
Risposta. Se vuole, può, perché il vincolo di bilancio passa per il
punto E quali che siano i prezzi dei beni [vedi lucido 55]. In generale
vorrà, però, consumare un altro paniere. Questo perché, se per i vec-
chi prezzi la retta del bilancio era tangente alla curva di indifferenza
nel punto E (visto che sceglieva di consumare quel paniere), ai nuovi
prezzi la retta non sarà più tangente, sicché non sarà più soddisfatta
la condizione sms = p1 /p2 , a meno che i prezzi non siano variati nella
stessa proporzione, lasciando immutato il prezzo relativo [vedi lucido
58].
2. Definire il salario di riserva. La funzione di offerta di lavoro di Sara è
xS = 5w − 30. Calcolare il suo salario di riserva.
Risposta. È quel livello w0 in corrispondenza del quale l’offerta di
lavoro si annulla: per w ≤ w0 si ha xS = 0; per w > w0 si ha xS > 0.
Per calcolare il salario di riserva di Sara basta perciò porre nella sua
funzione di offerta xS = 0. Si ottiene l’equazione 0 = 5w − 30, la cui
soluzione è w0 = 6 [vedi lucido 93].
3. Inizialmente Fabio spende una parte della sua disponibilità data di
denaro per acquistare 50 unità del bene y. Successivamente aumenta
il prezzo del bene. L’effetto sostituzione è es = −12, mentre l’effetto
reddito è er = −8. Dire qual è il consumo del bene dopo l’aumento
del prezzo. Dire se si tratta di un bene normale o di un bene inferiore.
Risposta. La variazione del consumo è determinata dalla somma (al-
gebrica) dell’effetto sostituzione e dell’effetto reddito [vedi lucido 76].
Abbiamo perciò ∆y = −12 − 8 = −20 (il consumo del bene è dimi-
nuito). Il nuovo livello del consumo è perciò y N = 50 − 20 = 30. Il
bene è normale perché l’aumento del prezzo diminuisce il reddito rea-
le e il consumo del bene y è una funzione crescente del reddito reale
(∆R < 0 =⇒ ∆y < 0) [vedi lucido 80].
4. Per produrre 7 unità del bene y si devono impiegare 19 unità dell’input
x1 e 13 unità dell’input x2 . Per produrne 21 ne servono, rispettivamen-
te, 57 e 39. Dire come sono i rendimenti di scala.

24
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. I rendimenti di scala sono costanti. Infatti per produrre il


triplo di prodotto (21 = 3 × 7) serve esattamente il triplo di ciascun
input: 57 = 3 × 19 e 39 = 3 × 13 [vedi lucido 130].

5. Qual è il significato dell’espressione “fallimento del mercato”? Indicare


i principali casi in cui esso si verifica.
Risposta. Con l’espressione “fallimento del mercato” si intende una
situazione in cui l’allocazione realizzata dal mercato non è Pareto-
ottimale. I principali casi di fallimento del mercato sono (i ) concorrenza
imperfetta, (ii ) esternalità, (iii ) beni pubblici, (iv ) tasse e sussidi [vedi
lucido 216].

6. Si consideri un mercato perfettamente concorrenziale in cui operano 960


imprese, tutte identiche. La curva di domanda del bene è y = 18 300−p.
Il mercato è in equilibrio di lungo periodo e ciascuna impresa produce
la quantità yi = 19. Calcolare il prezzo di equilibrio e il costo unitario
di ciascuna impresa.
Risposta. La quantità complessivamente prodotta è yi × n = 19 ×
960 = 18 240. Sostituendo nella curva di domanda si ottiene pL = 60.
Dato che in equilibrio di lungo periodo si ha p = Cu, segue subito che
Cu = 60 [vedi lucido 173].

7. La curva di domanda di un bene è y = 100 − p. Il mercato è servito


da una impresa in condizioni di monopolio, che sopporta soltanto un
costo fisso: Ct = k = 2 000. Calcolare la quantità prodotta e il prezzo
fissato dall’impresa. Calcolare anche il suo profitto.
Risposta. La scelta del monopolista è identificata dalla condizione
Rm = Cm. Nel nostro caso, per ottenere la formula del ricavo margina-
le si risolve la curva di domanda per l’incognita p, ottenendo p = 100−y,
e poi si raddoppia il coefficiente angolare ottenendo Rm = 100 − 2y.
Per quanto riguarda il costo marginale, dato che l’impresa sopporta
solo un costo fisso, produrre un’unità in più non costa nulla, sicché
abbiamo Cm = 0 (formalmente abbiamo Cm = C(y + 1) − C(y) =
[2 000 + 0 × (y + 1)] − [2 000 + 0 × y] = 0). La condizione Rm = Cm
diventa 100 − 2y = 0 da cui si ricava subito y ∗ = 50. Sostituendo nella
curva di domanda si ottiene subito p∗ = 50. Per ottenere il profitto
calcoliamo il ricavo totale, che è Rt = p × y = 50 × 50 = 2500. Perciò
il profitto è π = Rt − Ct = 2 500 − 2 000 = 500 [vedi lucidi 225-7].

8. L’ipotesi di “completezza” sulle preferenze del consumatore serve a


escludere che, di fronte alla richiesta di stabilire una graduatoria tra

25
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

due panieri, il consumatore possa rispondere “per me sono alla pari”.


Spiegare in breve se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. La risposta del consumatore esclusa dall’ipotesi
di completezza è “non lo so, non so indicare quale dei due panieri sia
migliore e neppure se sono indifferente tra i due” [vedi lucido 35].

Esonero del 25 novembre 2004 – Traccia A


Domande ed esercizi
1. Francesca dispone di 10 unità del primo bene e di 20 unità del secondo
bene. Ha deciso di comprare 6 unità del primo bene; per poterle com-
prare ha dovuto vendere 12 unità del secondo bene. Calcolare il prezzo
relativo tra i due beni.
p1 s2 12
Risposta. Abbiamo p1 d1 = p2 s2 . Perciò p2
= d1
= 6
= 2.

2. Filippo ha la possibilità di ricevere in regalo uno dei seguenti tre panieri:


A = (3; 6), B = (5; 5) e C = (6; 4). Filippo vi dice che, senza aver
ancora considerato B, egli è indifferente tra A e C. Mettendovi nei
suoi panni quale paniere gli consigliate di chiedere per regalo?
Risposta. Riportando su un grafico i tre panieri, si vede che il paniere
B si trova sopra il segmento che unisce A a C. Dato che A e C sono
indifferenti, e che le curve di indifferenza sono convesse, B si trova
sicuramente su una curva di indifferenza più alta. Perciò il consiglio è:
Fatti regalare il paniere B!.

3. Federica dispone di un reddito pari a M = 420, che deve distribuire


tra consumo corrente e consumo futuro. Il suo saggio marginale di
sostituzione è SM S = 11y
10y1
2
. Il tasso di interesse è i = 5%. Calcolare
quanto decide di risparmiare.
1
Risposta. Il vincolo di bilancio è y1 + 1+i y2 = M . Va messo a sistema
con la condizione SM S = 1 + i. Sostituendo in quest’ultima equazione
abbiamo 11y 2
10y1
= 1.05, da cui otteniamo y2 = 10 y × 1.05. Sostituiamo
11 1
nel vincolo di bilancio: y1 + 11 y1 = 420, la cui soluzione è y1∗ = 220. Il
10

risparmio è perciò R∗ = M − y1∗ = 200.

4. Che cosa misura il saggio marginale di trasformazione?


Risposta. Misura quante unità del bene y2 si devono sacrificare se
si vuole produrre una unità in più del bene y1 . In ogni punto della
curva di trasformazione è misurato dal coefficiente angolare della retta

26
facolt di scienze politiche economia politica – e-i


tangente (SM T = ∆y 2
). Dato che la curva di trasformazione è, in

∆y1 ∆x=0

genere, concava, il SM T (misurato, naturalmente, in valore assoluto)
è crescente.

5.  Le imprese che producono in perdita non stanno massimizzando il


profitto e perciò non sono razionali. Spiegare in breve se l’affermazione
tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Un’impresa può scegliere di produrre la quantità
y ∗ identificata dalla condizione Rm = Cm (che è la condizione che
identifica il massimo profitto) e ciò nonostante trovarsi in perdita perché
Cu (y ∗ ) > p. In questo caso, nel breve periodo, conviene produrre
ugualmente y ∗ > 0 perché, dato che comunque va pagato il costo fisso,
se l’impresa non producesse nulla (y = 0), la perdita sarebbe maggiore.
Diverso è il discorso del lungo periodo: se la situazione Cu > p persiste
anche nel lungo periodo, conviene chiudere e abbandonare il mercato.

6. La produttività marginale del lavoro è P m = 70 − 6x. Il salario è


w = 10. La funzione di produzione è y = 70x − 3x2 . Assumendo il
bene prodotto dall’impresa come numerario, e sapendo che il costo fisso
sopportato dall’impresa è Cf = 250, calcolare il suo profitto.
Risposta. Dato che il prodotto è numerario, abbiamo p = 1. Dalla
condizione w = p · P m ricaviamo l’equazione 10 = 70 − 6x, la cui
soluzione è x∗ = 10. Sostituendo nella funzione di produzione abbiamo
y ∗ = 400 e Rt = py ∗ = 400. Il costo totale è Ct = wx∗ + Cf =
102 + 250 = 350. Perciò il profitto è π = 50.

7. L’impresa alpha produce la quantità y = 48 impiegando 64 unità del-



l’input x1 con la funzione di produzione y = x1 x2 . I prezzi dei due
input sono, rispettivamente, w1 = 6 e w2 = 8. L’impresa opera, insie-
me a molte altre imprese identiche a lei, in un mercato perfettamente
concorrenziale in equilibrio di lungo periodo. A quale prezzo vende la
quantità prodotta?

Risposta. Calcoliamo innanzitutto x2 . Lo otteniamo da 48 = 64x2 ,
e troviamo facilmente x2 = 36. Perciò il costo totale è Ct = 6 × 64 +
8 × 36 = 672. Il costo unitario è Cu = Ct y
= 672
48
= 14. Dato che il
mercato è in equilibrio di lungo periodo avremo p = Cu = 14.

8. La curva di domanda del bene y venduto in un mercato perfettamente


concorrenziale è y d = 500 − 10p; la curva di offerta è y s = 15p. Calco-
lare prezzo e quantità di equilibrio. Se le imprese hanno scelto la loro
quantità prodotta basandola sul prezzo di offerta p = 24, quale sarà il

27
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

prezzo di domanda? E che decideranno di fare le imprese nel periodo


successivo?
Risposta. Dalla condizione y d = y s si ricava subito l’equazione 500 −
10p = 15p, che ci dà subito p∗ = 20 e perciò y ∗ = 300. L’offerta
che corrisponde a ps = 24 sarà y s = 360. Sostituendo nella curva di
domanda troviamo pd = 14. Dato che ps > pd , nel periodo successivo
le imprese ridurranno la produzione.

Esonero del 25 novembre 2004 – Traccia B


Domande ed esercizi
1. Filippo dispone di 20 unità del primo bene e di 10 unità del secondo
bene. Ha deciso di comprare 6 unità del secondo bene; per poterle
comprare ha dovuto vendere 12 unità del primo bene. Calcolare il
prezzo relativo tra i due beni.
p1 d2 6
Risposta. Abbiamo p1 s1 = p2 d2 . Perciò p2
= s1
= 12
= 12 .
2. Francesca ha la possibilità di ricevere in regalo uno dei seguenti tre
panieri: A = (3; 6), B = (4; 5) e C = (5; 4). Francesca vi dice che, senza
aver ancora considerato B, è indifferente tra A e C. Mettendovi nei
suoi panni quale paniere gli consigliate di chiedere per regalo? Perché?
Risposta. Riportando su un grafico i tre panieri, si vede che i tre
panieri sono allineati sulla stessa retta decrescente. Dato che A e C
sono indifferenti, e che le curve di indifferenza sono convesse, B si trova
sicuramente su una curva di indifferenza più alta.Perciò il consiglio è:
Fatti regalare il paniere B!.

3. Federica dispone di un reddito pari a M = 720, che deve distribuire


tra consumo corrente e consumo futuro. Il suo saggio marginale di
sostituzione è SM S = 10y
8y1
2
. Il tasso di interesse è i = 5%. Calcolare
quanto decide di risparmiare.
1
Risposta. Il vincolo di bilancio è y1 + 1+i y2 = M . Va messo a sistema
con la condizione SM S = 1 + i. Sostituendo in quest’ultima equazione
abbiamo 10y
8y1
2
= 1.05, da cui otteniamo y2 = 10 8
y1 × 1.05. Sostituiamo
nel vincolo di bilancio: y1 + 10 y1 = 720, la cui soluzione è y1∗ = 400. Il
8

risparmio è perciò R∗ = M − y1∗ = 320.


4. Che cosa misura il saggio marginale di sostituzione tecnica?
Risposta. Misura quante unità dell’input x2 devono essere aggiunte se
si vuole produrre una determinata quantità del bene y impiegando una

28
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

unità in meno dell’input x1 . In ogni punto dell’isoquanto


è misurato dal
coefficiente angolare della retta tangente (SM ST = ∆x 2
∆x1
). Dato
∆y=0
che l’isoquanto è in genere convesso, il SM ST (misurato, naturalmente,
in valore assoluto) è decrescente.

5.  Le imprese che massimizzano il profitto sono anche tecnicamente ef-


ficienti. Spiegare in breve se l’affermazione tra virgolette è vera o
falsa.
Risposta. È falsa. È vera solo nel lungo periodo, quando l’impresa
può scegliere entrambi gli input. Nel breve periodo, quando x2 è da-
to, l’impresa che vuole aumentare la quantità prodotta è costretta ad
aumentare solo x1 e perciò, in genere, cessa di rispettare la condizione
w1
dell’efficienza tecnica, ossia SM ST = w 2
.

6. La produttività marginale del lavoro è P m = 70 − 6x. Il salario è w =


12, mentre il prezzo del prodotto è p = 3. La funzione di produzione è
y = 70x − 3x2 . Calcolare la quantità del bene prodotta dall’impresa.
Sapendo che il costo fisso è Cf = 1200, calcolare il profitto dell’impresa.
Risposta. Dalla condizione w = p · P m ricaviamo l’equazione 4 =
70 − 6x, la cui soluzione è x∗ = 11. Sostituendo nella funzione di
produzione abbiamo y ∗ = 407 e Rt = py ∗ = 407 × 3 = 1221. Il costo
totale è Ct = wx∗ + Cf = 12 × 11 + 1200 = 1332. Perciò il profitto è
π = −111 (l’impresa è in perdita).

7. L’impresa beta produce la quantità y = 48 impiegando 36 unità del-



l’input x1 con la funzione di produzione y = x1 x2 . I prezzi dei due
input sono, rispettivamente, w1 = 16 e w2 = 12. L’impresa opera, in-
sieme a molte altre imprese identiche a lei, in un mercato perfettamente
concorrenziale in equilibrio di lungo periodo. A quale prezzo vende la
quantità prodotta?

Risposta. Calcoliamo innanzitutto x2 . Lo otteniamo da 48 = 36x2 ,
e troviamo facilmente x2 = 64. Perciò il costo totale è Ct = 16 × 36 +
12 × 64 = 1344. Il costo unitario è Cu = Ct y
= 1344
48
= 28. Dato che il
mercato è in equilibrio di lungo periodo avremo p = Cu = 28.

8. La curva di domanda del bene y venduto in un mercato perfettamente


concorrenziale è y d = 500 − 10p; la curva di offerta è y s = 15p. Calco-
lare prezzo e quantità di equilibrio. Se le imprese hanno scelto la loro
quantità prodotta basandola sul prezzo di offerta p = 14, quale sarà il
prezzo di domanda? E che decideranno di fare le imprese nel periodo
successivo?

29
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. Dalla condizione y d = y s si ricava subito l’equazione 500 −


10p = 15p, che ci dà subito p∗ = 20 e perciò y ∗ = 300. L’offerta che
corrisponde a ps = 14 sarà y s = 14 × 15 = 210. Sostituendo nella curva
di domanda troviamo pd = 29. Dato che ps < pd , nel periodo successivo
le imprese aumenteranno la produzione.

Esonero del 25 novembre 2004 – Traccia C


Domande ed esercizi
1. Giuseppe dispone di 24 unità del primo bene e di 16 unità del secondo
bene. Le sue preferenze sono descritte dal saggio marginale di sosti-
tuzione SM S = yy21 . Ha deciso di consumare il paniere che possiede.
Calcolare il prezzo relativo tra i due beni.
p1 y2 16 2 p1
Risposta. Abbiamo SM S = p2
, ovvero y1
= 24
= 3
= p2
.

2. Giulia ha la possibilità di ricevere in regalo uno dei seguenti tre panieri:


A = (3; 6), B = (4; 4) e C = (3; 4). Giulia vi chiede consiglio dicen-
dovi che non sa proprio cosa scegliere. Siete in grado di darle qualche
consiglio? Magari riducendo l’alternativa a due soli panieri?
Risposta. Innanzitutto notate che le preferenze di Giulia non sono
complete (il che è già un problema). E voi non potete mettervi nei suoi
panni perché le preferenze sono personali. Tuttavia, riportando su un
grafico i tre panieri, si vede che il paniere C è dominato da entrambi
gli altri due.Perciò il consiglio è: Lascia perdere C! Almeno cerca di
capire cosa preferisci tra A e B .

3. Giacomo dispone di un reddito pari a M = 720, che deve distribuire


tra consumo corrente e consumo futuro. Il suo saggio marginale di
8y2
sostituzione è SM S = 10y 1
. Il tasso di interesse è i = 10%. Calcolare
quanto decide di risparmiare.
1
Risposta. Il vincolo di bilancio è y1 + 1+i y2 = M . Va messo a sistema
con la condizione SM S = 1 + i. Sostituendo in quest’ultima equazione
8y2
abbiamo 10y 1
= 1.1, da cui otteniamo y2 = 10 y × 1.1. Sostituiamo nel
8 1
vincolo di bilancio: y1 + 8 y1 = 720, la cui soluzione è y1∗ = 320. Il
10

risparmio è perciò R∗ = M − y1∗ = 400.

4. Che cosa misura il costo unitario? Come può essere ricavato grafica-
mente?
Risposta. Misura quanto costa ogni singola unità del bene prodot-
ta dall’impresa: esso viene calcolato dividendo il costo totale per la

30
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

quantità prodotta (Cu = Ct y


). Graficamente, per ogni singola quantità
prodotta è identificato dal coefficiente angolare della retta che unisce
l’ordinata di quella quantità sulla funzione del costo totale con l’origine
degli assi.

5. Se il prezzo è minore del costo marginale all’impresa conviene au-


mentare la quantità prodotta. Spiegare in breve se l’affermazione tra
virgolette, assumendo concorrenza perfetta, è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Le conviene ridurla. In questo modo il suo ricavo
si riduce di p ma il suo costo si riduce di Cm > p, sicché il suo profitto
aumenta.

6. La produttività marginale del lavoro è P m = 70 − 6x. Il salario è w =


20, mentre il prezzo del prodotto è p = 5. La funzione di produzione è
y = 70x − 3x2 . Calcolare la quantità del bene prodotta dall’impresa.
Sapendo che il costo fisso è Cf = 1100, calcolare il profitto dell’impresa.
Risposta. Dalla condizione w = p · P m ricaviamo l’equazione 4 =
70 − 6x, la cui soluzione è x∗ = 11. Sostituendo nella funzione di
produzione abbiamo y ∗ = 407 e Rt = py ∗ = 407 × 5 = 2035. Il costo
totale è Ct = wx∗ + Cf = 20 × 11 + 1100 = 1320. Perciò il profitto è
π = 2035 − 1320 = 715 (l’impresa è in attivo).

7. L’impresa gamma produce la quantità y = 35 impiegando 49 unità



dell’input x1 con la funzione di produzione y = x1 x2 . I prezzi dei due
input sono, rispettivamente, w1 = 10 e w2 = 14. L’impresa opera, in-
sieme a molte altre imprese identiche a lei, in un mercato perfettamente
concorrenziale in equilibrio di lungo periodo. A quale prezzo vende la
quantità prodotta?

Risposta. Calcoliamo innanzitutto x2 . Lo otteniamo da 35 = 49x2 ,
e troviamo facilmente x2 = 25. Perciò il costo totale è Ct = 10 × 49 +
14 × 25 = 840. Il costo unitario è Cu = Ct y
= 840
35
= 24. Dato che il
mercato è in equilibrio di lungo periodo avremo p = Cu = 24.

8. La curva di domanda del bene y venduto in un mercato perfettamente


concorrenziale è y d = 500 − 10p; la curva di offerta è y s = 15p. Cal-
colare prezzo e quantità di equilibrio. Nel mercato, però, il prezzo che
che uguaglia la quantità domandata e quella offerta è p = 23. Quale
quantità avevano portato al mercato le imprese? E quale era il loro
prezzo di offerta?
Risposta. Dalla condizione y d = y s si ricava subito l’equazione 500 −
10p = 15p, che ci dà subito p∗ = 20 e perciò y ∗ = 300. La quantità

31
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

che corrisponde a p = 23 è y d = 270. Sostituendo nella curva di offerta


troviamo ps = 18.

Preappello del 22 dicembre 2004 – Traccia A


Domande ed esercizi
1. Le preferenze di Marcella in tema di consumo (y) e tempo libero (L)
sono descritte dal SM S = 2y L
. Il prezzo di un’unità di consumo è p = 2
mentre il salario è w = 6. La sua disponibilità di tempo è T = 16
mentre quella di denaro è M = 12. Marcella decide di offrire x = 4 di
lavoro. È razionale la sua scelta?
Risposta. La scelta razionale è identificata dalle solite due condizioni:
(i ) il vincolo di bilancio e (ii ) SM S = wp . Scriviamo il sistema
(
6L + 2y = 6 × 16 + 12
2y
L
= 62
La sua soluzione dà L∗ = 12. Segue perciò x∗ = T − L∗ = 4. Perciò la
scelta di Marcella è razionale.
2. Presentare graficamente l’equilibrio (parziale) di lungo periodo di un
mercato perfettamente concorrenziale.
Risposta. È costituito da due grafici allineati orizzontalmente. Nel
primo è presentata la situazione dell’impresa rappresentativa: il punto
di minimo del suo costo unitario (dove passa il costo marginale) iden-
tifica il prezzo di equilibrio (abbiamo p = Cu, ovvero l’extraprofitto
è nullo). Nel secondo grafico è presentata la situazione del mercato:
le curve di domanda e di offerta si incontrano in corrispondenza del
prezzo di equilibrio determinato nel primo grafico.
3. In un mercato (di puro scambio) vengono scambiati due beni, y1 e
y2 . Vi sono n soggetti primo, ciascuno con preferenze descritte dal
y21
SM S1 = 2y 11
e con una dotazione e1 = 120, ed n soggetti secondo,
y22
ciascuno con preferenze descritte dal SM S2 = 2y 12
e con una dotazione
e2 = 120. Calcolare l’equilibrio generale di concorrenza perfetta.
Risposta. Poniamo p2 = 1 e concentriamoci sull’equilibrio del primo
bene (la legge di Walras ci garantisce che, se il primo mercato è in equi-
librio, anche il secondo lo sarà). Per quanto riguarda il primo bene la
condizione di equilibrio è y11 + y12 = e1 = 120. Calcoliamo le scelte dei
due consumatori mettendo a sistema il vincolo di bilancio e la condizio-
ne SM S = p1 . Con la consueta procedura, per il primo consumatore

32
facolt di scienze politiche economia politica – e-i


si ottiene y11 = 40 (nel calcolo p1 si semplifica e sparisce dall’equa-
zione). Per il secondo consumatore si ottiene y12 = 40 p1
. Sostituendo
nella condizione di equilibrio e risolvendo per p1 si ottiene p∗1 = 12 . I
valori di equilibrio delle altre grandezze si ottengono facilmente. Essi
∗ ∗ ∗
sono: y12 = 80, y21 = 40 e y22 = 80. Si controlli che queste grandezze
rispettano i due vincoli di bilancio e le condizioni sui saggi marginali
di sostituzione. È agevole controllare anche che l’allocazione risultan-
te è Pareto-ottimale (in coerenza col primo teorema dell’economia del
benessere).

4. Illustrare brevemente la distinzione tra beni “normali” e beni “inferio-


ri”.
Risposta. Un bene viene detto normale se il suo consumo aumenta al
crescere del reddito; viene detto inferiore se il suo consumo diminuisce
al crescere del reddito.

5. La curva del ricavo unitario di un’impresa che opera in condizioni di


monopolio è Ru = 600 − 5y; quella del costo totale è Ct = 6000 + 5y 2 e
quella del costo marginale è Cm = 10y. Calcolare la quantità prodotta
che corrisponde all’allocazione Pareto-ottimale, il prezzo “ombra” e il
profitto che otterrebbe l’impresa in questo caso.
Risposta. Ricordiamo che si ha Ru = p e che la quantità Pareto-
ottimale è identificata dalla condizione p = Cm. Sostituendo otteniamo
l’equazione 600 − 5y = 10y, da cui si ricava agevolmente y p = 40.
Sostituendo nella curva del ricavo unitario si ottiene il prezzo “ombra”
pp = 600−5×40 = 400. Il profitto è π p = 400×40−(6000 + 5 × 402 ) =
2000.

6. Un’impresa produce y = 48 impiegando con la funzione di produzione



y = x1 x2 le quantità degli input x1 = 64 e x2 = 36. Sapendo che il
saggio marginale di sostituzione tecnica è SM ST = xx21 e che i prezzi
dei due input sono rispettivamente w1 = 45 e w2 = 80 controllare
se l’impresa opera in condizioni di efficienza produttiva e di efficienza
tecnica (economica).

Risposta. Si ha 64 × 36 = 48. Perciò l’impresa opera in condizioni
di efficienza produttiva. Si ha anche SM ST = xx21 = 36
64
9
= 16 . Dato che
w1
la condizione di efficienza tecnica (economica) è SM ST = w 2
= 45
80
=
9
16
, possiamo concludere che anche questa condizione è soddisfatta.

7.  Quando aumenta p2 la retta del bilancio ruota verso l’alto facendo

33
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

perno sull’intercetta con l’asse delle ordinate e diventa più piatta.


Spiegare brevemente se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Quando aumenta p2 la retta del bilancio diventa
effettivamente più piatta, ma ruota verso il basso facendo perno sull’in-
tercetta con l’asse delle ascisse (se il consumatore dispone di una somma
data M ) oppure ruota facendo perno sul punto E (se il consumatore
dispone, come dotazione iniziale, di un paniere di beni).

8. Cosa distingue l’oligopolio da tutte le altre forme di mercato?


Risposta. È l’interazione strategica. Questa espressione significa che
ciascuna singola impresa sa che il suo profitto non dipende solo dalla sua
scelta (come avviene, appunto, in tutte le altre forme di mercato) ma
anche dalle scelte di tutte le altre imprese. Per esempio, nel duopolio,
il profitto della prima impresa è

π1 = (a − y1 − y2 ) y1 − cy1

e dipende perciò non solo da y1 ma anche da y2 .

Preappello del 22 dicembre 2004 – Traccia B


Domande ed esercizi
1. Illustrare brevemente la distinzione tra beni “normali” e beni “inferio-
ri”.
Risposta. Un bene viene detto normale se il suo consumo aumenta al
crescere del reddito; viene detto inferiore se il suo consumo diminuisce
al crescere del reddito.

2. Cosa distingue l’oligopolio da tutte le altre forme di mercato?


Risposta. È l’interazione strategica. Questa espressione significa che
ciascuna singola impresa sa che il suo profitto non dipende solo dalla sua
scelta (come avviene, appunto, in tutte le altre forme di mercato) ma
anche dalle scelte di tutte le altre imprese. Per esempio, nel duopolio,
il profitto della prima impresa è

π1 = (a − y1 − y2 ) y1 − cy1

e dipende perciò non solo da y1 ma anche da y2 .

3. Le preferenze di Giovanni in tema di consumo (y) e tempo libero (L)


sono descritte dal SM S = 3y
L
. Il prezzo di un’unità di consumo è p = 1

34
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

mentre il salario è w = 6. La sua disponibilità di tempo è T = 15


mentre quella di denaro è M = 14. Giovanni decide di offrire x = 2 di
lavoro. È razionale la sua scelta?
Risposta. La scelta razionale è identificata dalle solite due condizioni:
(i ) il vincolo di bilancio e (ii ) SM S = wp . Scriviamo il sistema
(
6L + y = 6 × 15 + 14
3y
L
=6

La sua soluzione dà L∗ = 13. Segue perciò x∗ = T − L∗ = 2. Perciò la


scelta di Giovanni è razionale.

4. Un’impresa produce y = 150 impiegando con la funzione di produzione



y = x1 x2 le quantità degli input x1 = 100 e x2 = 225. Sapendo
che il saggio marginale di sostituzione tecnica è SM ST = xx12 e che i
prezzi dei due input sono rispettivamente w1 = 10 e w2 = 5 controllare
se l’impresa opera in condizioni di efficienza produttiva e di efficienza
tecnica (economica).

Risposta. Si ha 100 × 225 = 150. Perciò l’impresa opera in condi-
zioni di efficienza produttiva. Si ha anche SM ST = xx21 = 100
225
= 94 . Dato
w1
che la condizione di efficienza tecnica (economica) è SM ST = w 2
=
10
5
= 2, possiamo concludere che questa condizione non è soddisfatta.

5. Presentare graficamente l’equilibrio (parziale) di lungo periodo di un


mercato perfettamente concorrenziale.
Risposta. È costituito da due grafici allineati orizzontalmente. Nel
primo è rappresentata la situazione dell’impresa rappresentativa: il
punto di minimo del suo costo unitario (dove passa il costo marginale)
identifica il prezzo di equilibrio (abbiamo p = Cu, ovvero l’extraprofitto
è nullo). Nel secondo grafico è rappresentata la situazione del mercato:
le curve di domanda e di offerta si incontrano in corrispondenza del
prezzo di equilibrio determinato nel primo grafico.

6. La curva del ricavo unitario di un’impresa che opera in condizioni di


monopolio è Ru = 600 − 5y; quella del costo totale è Ct = 6000 + 5y 2
e quella del costo marginale è Cm = 10y. Calcolare quantità prodotta,
prezzo e profitto dell’impresa.
Risposta. Ricordando che si ha Ru = p e che la curva del ricavo
marginale ha un coefficiente angolare doppio, segue subito Rm = 600−
10y. Uguagliando Rm = Cm si ottiene l’equazione 600 − 10y = 10y,
da cui si ricava subito y m = 30. Sostituendo nella curva del ricavo

35
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

unitario si ottiene pm = 600 − 5 × 30 = 450. Il profitto è π m =


450 × 30 − (6000 + 5 × 302 ) = 3000.

7. Quando aumenta p1 la retta del bilancio ruota verso l’alto facendo per-
no sull’intercetta con l’asse delle ascisse e diventa più ripida. Spiegare
brevemente se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Quando aumenta p1 la retta del bilancio diven-
ta effettivamente più ripida, ma ruota verso il basso facendo perno
sull’intercetta con l’asse delle ordinate (se il consumatore dispone di
una somma data M ) oppure ruota facendo perno sul punto E (se il
consumatore dispone, come dotazione iniziale, di un paniere di beni).

8. In un mercato (di puro scambio) vengono scambiati due beni, y1 e


y2 . Vi sono n soggetti primo, ciascuno con preferenze descritte dal
y21
SM S1 = 2y 11
e con una dotazione e1 = 120, ed n soggetti secondo,
y22
ciascuno con preferenze descritte dal SM S2 = 2y 12
e con una dotazione
e2 = 120. Verificare che l’allocazione “equa” y11 = 60, y12 = 60,
y21 = 60 e y22 = 60 è, in questo caso, anche Pareto-ottimale. Quale
redistribuzione iniziale deve essere effettuata perché l’allocazione possa
essere realizzata dal mercato, assumendo che esso sia perfettamente
concorrenziale?
Risposta. Nell’allocazione sotto esame i beni vengono distribuiti in-
tegralmente, sicché la prima condizione della Pareto-ottimalità è sod-
disfatta. Per verificare la seconda calcoliamo i due saggi marginali di
y21 60 y22
sostituzione: SM S1 = 2y 11
= 2·60 = 21 ; SM S2 = 2y 12
60
= 2·60 = 12 ; i
due SM S sono uguali; perciò l’allocazione è Pareto-ottimale. Dato che
il prezzo relativo è pp12 = 21 , poniamo p2 = 1 e p1 = 12 . Perciò primo
deve avere una dotazione che equivale a un reddito di 12 · 60 + 60 =
1
2
· 120 + x e secondo una dotazione iniziale che equivale a un reddito
di 12 · 60 + 60 = 120 − x. Da entrambi i vincoli di bilancio si ricava fa-
cilmente x = 30. La redistribuzione richiesta comporta il trasferimento
di 30 unità del secondo bene da secondo a primo.

Appello del 10 gennaio 2005


Domande ed esercizi
1. Che cosa è la curva di domanda di un bene?
Risposta. La curva di domanda (vedi slide 85) identifica, per ogni
dato livello del prezzo p, la quantità del bene y che il consumatore (gli
acquirenti) intende (intendono) acquistare. In genere si tratta di una

36
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

funzione decrescente del prezzo (in un grafico con y in ascissa e p in


ordinata è una curva decrescente).

2. La funzione di produzione del bene y è y = x1 x2 . La quantità del-
l’input fisso è x2 = 225. Sapendo che i prezzi dei due input sono
rispettivamente w1 = 15 e w2 = 20, calcolare la funzione del costo to-
tale di breve periodo. L’impresa produce 30 unità del bene. Quanto le
costa, in media, produrre ciascuna unità?
Risposta. Il procedimento per ricavare la funzione Ct = C (y) è
illustrato nella slide 131. Si sostituisce x2 nella funzione
√ di produzione
e si ricava x1 in funzione di y. Abbiamo cioè y = 225x1 , da cui
y2
ricaviamo x1 = 225 . Ora sostituiamo il tutto nella definizione di costo
totale, ottenendo facilmente la funzione Ct = C (y) che è: Ct = w1 x1 +
y2 1 2
w2 x2 = 15 × 225 + 20 × 225 = 15 y + 4500. Per vedere quanto costa in
media ciascuna unità, calcoliamo prima di tutto la funzione del costo
y
unitario, che è Cu = Ct
y
= 15 + 4500
y
. Ora poniamo nella funzione y = 30
30 4500
ottenendo Cu (30) = 15 + 30 = 152.

3. Cosa afferma la “legge della domanda e dell’offerta”?


Risposta. Afferma che quando la domanda del bene supera la sua
offerta (eccesso di domanda positivo) il prezzo del bene tende ad au-
mentare (perché i compratori si fanno concorrenza al rialzo); invece,
quando la domanda del bene è inferiore alla sua offerta (eccesso di do-
manda negativo) il prezzo del bene tende a diminuire (perché i venditori
si fanno concorrenza al ribasso). Se la curva di domanda è inclinata ne-
gativamente, questo meccanismo conduce il mercato verso l’equilibrio
(vedi slide 161).

4. Michele dispone di una somma M = 65 da distribuire nell’acquisto di


due beni, i cui prezzi sono p1 = 4 e p2 = 3. Egli decide di acquistare
y1∗ = 12 e y2∗ = 5. Sapendo che le sue preferenze sono descritte dal
y 2 −5
SM S = y21 +3 , verificare se la sua scelta è razionale.
Risposta. Il paniere della scelta razionale è quello che si trova sulla
curva di indifferenza più alta, dato il vincolo di bilancio. Esso è perciò
identificato da due condizioni
(
p1 y1 + p2 y2 = M
SM S = pp21
2
5 −5
La seconda condizione è 12+3 = 43 ed è soddisfatta. La prima condizione
è 4 × 12 + 3 × 5 = 65 e non è soddisfatta: Michele non spende tutta la

37
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

sua somma disponibile, sicché potrebbe acquistare un paniere su una


curva di indifferenza più alta. Si verifica facilmente che la scelta sarebbe
razionale se Michele avesse M = 63.
5. Disegnare un diagramma a scatola e indicarvi un’allocazione A che non
è Pareto-ottimale e una allocazione B che, invece è Pareto-ottimale. In
un secondo diagramma a scatola disegnare invece due allocazioni che
non sono confrontabili.
Risposta. Nel primo diagramma (vedi slide 201), l’allocazione A è
un punto in cui le curve di indifferenza dei due soggetti non sono tan-
genti, mentre l’allocazione B è un punto in cui le curve di indifferenza
dei due soggetti sono tangenti (vedi slide 202). Nel secondo diagram-
ma i punti corrispondenti alle due allocazioni hanno la caratteristica
che il passaggio da un paniere all’altro sposta uno dei due soggetti su
una curva di indifferenza più alta ma sposta l’altro su una curva di
indifferenza più bassa (il primo guadagna ma il secondo perde).
6. La tecnologia a disposizione delle imprese che producono il bene y è la
stessa ed è descritta dalle funzioni Cu = 441
y
+ 9y e Cm = 18y. Se il
mercato fosse perfettamente concorrenziale, quale sarebbe il prezzo di
equilibrio di lungo periodo?
Risposta. In concorrenza perfetta il prezzo di equilibrio di lungo pe-
riodo è uguale al costo unitario. Per calcolarlo ricaviamo la quan-
tità prodotta dalla singola impresa y ∗ dall’equazione Cu = Cm ossia
441
y
+ 9y = 18y, la cui soluzione è y ∗ = 7. Sostituendo nella Cu (o nella
Cm) si ottiene p∗ = 441 7
+ 9 × 7 = 126.
7. Cosa afferma la “legge di Walras”?
Risposta. È la seguente formula che lega i mercati dei beni:
   
p y d − y s + w xd − xs = 0
Essa afferma perciò che la somma dei valori degli eccessi di domanda è
sempre uguale a zero. Ne consegue che, se in un mercato c’è equilibrio,
allora deve esserci equilibrio anche nell’altro mercato. Se invece in
uno dei due mercati c’è un eccesso di domanda positivo, nell’altro ci
deve essere un eccesso di domanda negativo. La legge di Walras viene
ricavata sommando i vincoli di bilancio dei consumatori (py d = wxs +π)
e delle imprese (π = py s − wxd ), portando tutto al primo membro e
poi raccogliendo i termini moltiplicati per lo stesso prezzo. Essa vale
anche per i mercati di puro scambio, dove assume la seguente forma:
   
p1 y1d − e1 + p2 y2d − e2 = 0

38
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

(si ricava sempre dai vincoli di bilancio). E vale anche per mercati in
cui si considera un numero qualunque di beni.

8. La curva di domanda di un bene è y = 200 − p. Nel mercato sono


presenti due imprese identiche (protette da barriere che impediscono
l’ingresso di altre imprese) la cui funzione del costo totale è Cti =
2000 + 60yi . Esse hanno la possibilità di stipulare un’intesa. Calcolare
il prezzo di mercato e il profitto conseguito da ciascuna impresa.
Risposta. L’intesa comporta che si fissi il prezzo che fisserebbe il
monopolista e che ciascuna delle due imprese produca la metà della
quantità che produrrebbe il monopolista. Invertendo la curva di do-
manda otteniamo p = 200 − y, da cui segue che il ricavo marginale è
Rm = 200 − 2y. Il costo marginale è Cm = 60. Segue perciò y m = 70
e yi∗ = 35. Il prezzo dell’accordo è pm = 200 − y m = 130. Il profit-
to della singola impresa è πi∗ = pm yi∗ − (2000 + 60yi∗ ) = 130 × 35 −
(2000 + 60 × 35) = 450.

Appello del 24 gennaio 2005


Domande ed esercizi
1. Si consideri un bene y prodotto in condizioni di concorrenza perfetta
con la funzione di produzione y = f (x) uguale per tutte le imprese (e
con produttività marginale decrescente). Si disegni il grafico che rap-
presenta l’equilibrio (parziale e di breve periodo) del mercato del bene,
identificando sul grafico prezzo di equilibrio e quantità venduta. Si
supponga, ora, che un’innovazione tecnologica accresca la produttività
∆y
marginale P m = ∆x . Cosa succede, sempre nel breve periodo, a prezzo
di equilibrio e quantità venduta?
Risposta. Il grafico ha y in ascissa e p in ordinata: la domanda è
una curva decrescente e l’offerta è una curva crescente. Quest’ultima
viene ottenuta aggregando per tutte le imprese la condizione di massimo
profitto p = Cm dove Cm = Pwm (vedi slide 125). Prezzo e quantità
di equilibrio sono identificati dal punto di incontro tra le due curve:
p∗ è l’ordinata del punto di incontro e y ∗ è l’ascissa (vedi slide 158).
Un aumento della produttività marginale sposta in basso Cm e perciò
sposta a destra la curva di offerta (vedi slide 135). Perciò il prezzo
di equilibrio scende (∆p∗ < 0) mentre aumenta la quantità venduta
(∆y ∗ > 0).

2. Le preferenze di Simona sono caratterizzate dal saggio marginale di

39
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

sostituzione SM S = 3y y1
2
. Qual è il significato economico del saggio
marginale di sostituzione? Mostrare che, nel caso di Simona, esso è
decrescente. Simona ha a disposizione la somma M = 240 e i prezzi
dei due beni sono p1 = 10 e p2 = 5. Calcolare il paniere acquistato.
Risposta. Il saggio marginale di sostituzione misura il numero di
unità di y2 che il consumatore è disposto a cedere in cambio di una
unità in più di y1 restando indifferente tra il paniere di partenza e
quello di arrivo (vedi slide 43). Nel caso di Simona SM S è tanto
più grande quanto maggiore è la disponibilità iniziale di y2 e quanto
minore è la disponibilità iniziale di y1 ; perciò esso diventa più piccolo
man mano che, lungo la curva di indifferenza, aumenta y1 e diminuisce
y2 ; è appunto decrescente. Per calcolare la scelta di Simona si può
procedere nel solito modo (vedi slide 46). Scrivendo la condizione
SM S = pp21 , si ottiene l’uguaglianza 3y2 = 2y1 che va messa a sistema
col vincolo di bilancio 10y1 + 5y2 = 240. Un semplice calcolo conduce
al risultato y1∗ = 18 e y2∗ = 12 [un modo per effettuare il calcolo è il
seguente: (i ) si divide per 5 primo e secondo membro del vincolo di
bilancio, ottenendo 2y1 + y2 = 48; (ii ) si sostiuisce al posto di 2y1 il
valore 3y2 ricavato dall’altra equazione, ottenendo 4y2 = 48, da cui
si ottiene subito il risultato; (iii ) dato y2∗ si può sostituirlo in una a
piacere delle due equazioni, trovando il valore di y1∗ ].

3. Che cosa è il “salario di riserva”?


Risposta. È il livello del salario w0 in corrispondenza del quale l’offerta
di lavoro si annulla. Per w > w0 si ha xs > 0; per w ≤ w0 si ha
appunto xs = 0 (vedi slide 93). Il salario di riserva è identificato
dall’inclinazione della retta del bilancio per cui la curva di indifferenza
del consumatore (tra consumo y e tempo libero L) è tangente nel punto
della dotazione iniziale E, in cui si ha L = T e y = Mp (o, ponendo
p = 1, y = M ) (vedi slide 92).

4. La funzione di produzione del bene y è y = x1 x2 mentre il corrispon-
dente saggio marginale di sostituzione tecnica è SM ST = xx12 . I prezzi
dei due input sono rispettivamente w1 = 2 e w2 = 8. L’impresa costrui-
sce l’impianto x∗2 che corrisponde alla tecnica economicamente efficiente
per produrre la quantità ȳ = 128. Calcolare il valore di x∗2 . Una volta
costruito l’impianto, cambiano le condizioni del mercato e l’impresa si
rende conto che la quantità prodotta che massimizza il suo profitto non
è ȳ ma è y ∗ = 120. Calcolare la quantità acquistata dell’input variabile
x∗1 .

40
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. La tecnica economicamente efficiente è identificata da due


condizioni (vedi slide 142):
w1
(
(i) SM ST = w
√ 2
(ii) x1 x2 = ȳ

Nel nostro caso esse diventano: (i ) xx21 = 28 = 41 , da cui segue x1 = 4x2 ;



(ii)
q
x1 x2 = 128. Sostituendo il primo risultato nel secondo si ottiene
4x22 = 128, la cui soluzione ci dà l’impianto economicamente efficiente
x∗2 = 64. Dato l’impianto, la funzione di produzione di breve periodo

diventa y = 8 x1 (vedi slide 144). Inserendo il valore y ∗ = 120 si
ottiene subito x∗1 = 225. Si noti che, come previsto, la tecnica usata
nel breve periodo per produrre y = 120 non è quella economicamente
w1
efficiente (si ha infatti, come è agevole verificare, SM ST 6= w 2
).

5.  Nell’equilibrio di lungo periodo di un mercato perfettamente concor-


renziale i profitti delle imprese sono nulli. Dire se l’affermazione tra
virgolette è vera o falsa, spiegando brevemente il perché?
Risposta. L’affermazione è vera se con la parola “profitti” si intendono
gli extraprofitti (π = Rt − Ct), in quanto nel computo del costo totale
sono compresi, come costi opportunità, i profitti normali (remunera-
zione del capitale investito nell’impresa e del lavoro dell’imprenditore).
Il motivo per cui i profitti si annullano è legato all’ingresso di nuove
imprese nel mercato che continua fin quando le imprese che vi operano
conseguono appunto extraprofitti. L’ingresso di queste nuove imprese
fa aumentare l’offerta e scendere il prezzo. La discesa continua fino a
quando il prezzo scende al livello del costo medio dell’impresa rappre-
sentativa, annullando cosı̀ l’extraprofitto. Se in partenza i profitti sono
inferiori al normale (π < 0), allora il meccanismo che conduce a π = 0
è analogo ma si basa sull’uscita delle imprese dal mercato: si riduce
via via l’offerta, il prezzo sale, ecc.

6. Si consideri un monopolio. La curva di domanda del bene è y = 200−p.


La funzione del costo totale dell’impresa è Ct = 4400 + 40y. Calcolare
la quantità prodotta dall’impresa, il prezzo a cui la vende e il suo
profitto. Calcolare inoltre prezzo, quantità e profitto che corrispondono
all’allocazione Pareto-ottimale.
Risposta. La scelta del monopolista è data dalla condizione Rm =
Cm (vedi slide 225). Il ricavo marginale viene ottenuto raddoppiando
il coefficiente angolare della curva di domanda (dopo che è stata risolta
per l’incognita p); esso è perciò Rm = 200−2y (vedi slide 224). Il costo

41
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

marginale, dato che, nel caso considerato, il costo totale è una retta, è
pari al coefficiente angolare di quella retta; esso è perciò Cm = 40 (vedi
slide 226). Perciò la quantità prodotta è identificata dall’equazione
200 − 2y = 40, la cui soluzione è y m = 80. Il prezzo viene ottenuto
sostituendo y m nella curva di domanda; si ottiene subito pm = 120. Per
ottenere il profitto calcoliamo il ricavo totale Rt = pm y m = 120 × 80 =
9600 e il costo totale Ct = 4400 + 40 × 80 = 7600. Abbiamo perciò
π m = 9600 − 7600 = 2000. Passando all’allocazione Pareto-ottimale,
il prezzo ombra è identificato dalla condizione p = Cm; esso è perciò
pc = 40 (vedi slide 230). Sostituendo questo valore nella curva di
domanda otteniamo y c = 200 − pc = 160. Calcolando il profitto con
lo stesso procedimento di prima otteniamo Rt = 40 × 160 = 6400,
Ct = 4400 + 40 × 160 = 10800 da cui segue π c = 6400 − 10800 =
−4400 (se producesse la quantità Pareto-ottimale, l’impresa subirebbe
una perdita pari all’ammontare del costo fisso).

Appello del 10 febbraio 2005


Domande ed esercizi
1.  Se un’impresa che opera in condizioni di concorrenza perfetta accresce
la quantità prodotta il suo ricavo totale, il suo costo totale e il suo
profitto aumentano (sempre). Spiegare brevemente se le affermazioni
tra virgolette sono vere o false.
Risposta. Il ricavo totale, la cui formula è Rt = p̄y, aumenta (sempre):
il suo grafico è quello di una retta crescente che esce dall’origine e
ha inclinazione pari a p̄. Il costo totale aumenta anch’esso sempre;
lo impone la condizione di efficienza produttiva (per produrre di più
servono più input, e perciò aumenta la spesa per acquistarli). Il profitto,
invece, può aumentare o diminuire: aumenta finché Rm = p > Cm,
mentre diminuisce quando Rm = p < Cm.

2. Le utilità marginali di Stefano sono, rispettivamente, U m1 = 3y2 e


U m2 = 5y1 . Stefano dispone, inizialmente, del paniere e1 = 30 e
e2 = 40. Sapendo che i prezzi dei due beni sono p1 = 12 e p2 = 15,
calcolare le quantità acquistate e vendute dei due beni.
Risposta. Il modello rilevante è quello delle “dotazioni iniziali”. La
scelta del consumatore è identificata dalle due condizioni:
SM S = pp12
(

p1 y1 + p2 y2 = p1 e1 + p2 e2

42
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

U m1
Nel nostro caso, ricordando che SM S = U m2
, il sistema diventa
3y2
= 12
(
5y1 15
12y1 + 15y2 = 12 × 30 + 15 × 40
Un semplice calcolo conduce alla soluzione y1∗ = 30, y2∗ = 40. Dato che
in questo caso si ha y1∗ = e1 e y2∗ = e2 , si conclude che Stefano non
compra e non vende nulla (si tiene il paniere iniziale).
3. Si abbia la seguente curva di domanda: y = 600 − 30p. Calcolare
la quantità domandata quando p = 12. Cosa succede alla quantità
domandata quando ∆p = 3? Calcolare l’elasticità della domanda e
verificare se la domanda è elastica o rigida.
Risposta. Per p = 12 si ha y = 600−30×12 = 240. Quando p diventa
12 + 3 = 15, la domanda diminuisce e diventa y = 600 − 30 × 15 =
150. La formula dell’elasticità della domanda è η = ∆yy
/ ∆p
p
, dove le
grandezze al denominatore sono quelle di partenza e le variazioni si
considerano in valore assoluto. Abbiamo perciò η = 150−240 / 15−12 =

240 12
3
2
. La domanda è elastica (per lo meno in quel tratto della curva di
domanda).
4.  Perché un mercato sia perfettamente concorrenziale è sufficiente che i
venditori e i compratori siano “tanti” e “piccoli”. Spiegare brevemente
se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. L’affermazione è falsa (o, per lo meno, incompleta). Non
è sufficiente, infatti, che il mercato sia “atomistico”. Occorre anche
che sia “trasparente”, che il prodotto sia omogeneo e che non ci siano
barriere all’entrata (e all’uscita).
5. Dare le definizioni di efficienza produttiva, efficienza economica ed
efficienza allocativa.
Risposta. Efficienza produttiva: non è possibile aumentare la pro-
duzione di un bene senza aumentare l’impiego di almeno un input (la
condizione che la identifica è y = f (x1 , x2 ); se si ha y < f (x1 , x2 ) c’è
inefficienza produttiva). Efficienza economica: non è possibile aumen-
tare la produzione di un bene senza accrescere Ct (la condizione che la
identifica è SM ST = w 1
w2
; l’impresa può essere economicamente ineffi-
ciente nel breve periodo). Efficienza allocativa: non è possibile, date le
risorse disponibili, aumentare la produzione di un bene senza ridurre
la produzione di un altro bene (le combinazioni dei due beni allocati-
vamente efficienti ssono quelle sulla curva di trasformazione; sotto la
curva abbiamo combinazioni inefficienti).

43
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6. Si consideri un duopolio con imprese identiche. La curva di domanda


del bene è y = 130 − p. La funzione del costo totale di ciascuna delle
due imprese è Ct = 10y. La curva di reazione della prima impresa è
y1 = 60 − y22 . Calcolare il profitto ottenuto da ciascuna delle due im-
prese nell’equilibrio di Nash-Cournot. Se le imprese potessero stabilire
un’intesa, quale sarebbe il loro profitto?
Risposta. La quantità prodotta dalla singola impresa che corrisponde
all’equilibrio di Nash-Cournot si ottiene mettendo a sistema le due cur-
ve di reazione (quella della seconda impresa è identica: basta scambiare
y1 con y2 ), oppure, più rapidamente, ponendo y1 = y2 = yi in una delle
due curve (questa scorciatoia è possibile quando le due imprese sono
identiche). In entrambi i casi si ottiene y1∗ = y2∗ = 40. Segue perciò
y ∗ = y1∗ + y2∗ = 80 e p∗ = 50. Il profitto, calcolato nel solito modo,
è π ∗ = y ∗ (p∗ − Cu) = 1600. Se potessero stabilire un’intesa, le due
imprese produrrebbero, metà per ciascuna, la quantità che produrreb-
be un monopolista. Il suo ricavo marginale sarebbe Rm = 130 − 2y.
Uguagliando al costo marginale Cm = 10, si ottiene y m = 60 (risultato
che poteva essere ottenuto immediatamente guardando il termine noto
della curva di reazione che, come sappiamo, è y m ). diventa banale, a
m
questo punto, calcolare pm = 70 e yi = y2 = 30. Calcolando il profitto
nel solito modo si ottiene πi = yi (pm − Cu) = 1800 (come previsto,
l’intesa conviene).

Appello del 23 febbraio 2005


Domande ed esercizi
1. Illustrare in che cosa sono diverse e in cosa sono simili la concorrenza
perfetta e la concorrenza monopolistica.
Risposta. Per quanto riguarda la definizione, la concorrenza mono-
polistica ha tutte le caratteristiche della concorrenza perfetta (mercato
atomistico, mercato trasparente, assenza di barriere) tranne una: i pro-
dotti non sono omogenei ma differenziati. Per quanto riguarda i risul-
tati, in concorrenza perfetta il prezzo è dato, ossia l’impresa fronteggia
una curva di domanda orizzontale (infinitamente elastica); in concor-
renza monopolistica, invece, la curva di domanda che ha di fronte l’im-
presa è inclinata (come quella del monopolio); perciò, a differenza della
concorrenza perfetta, la condizione di massimo profitto (che è sempre
Rm = Cm) conduce a un risultato in cui si ha p > Cm. Nel lungo pe-
riodo, invece, i profitti si annullano anche per l’impresa in concorrenza
monopolistica (sono “quasi-rendite” come in concorrenza perfetta e a

44
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

differenza del monopolio); il meccanismo che conduce a questo risultato


è (come in concorrenza perfetta) l’ingresso di nuove imprese.

2. Le utilità marginali di Stefania sono, rispettivamente, U m1 = 3y2 e


U m2 = 5y1 . Stefania dispone della somma da spendere M = 960.
Scrivere la formula della sua curva di domanda per il bene y1 assu-
mendo come numerario l’altro bene. Utilizzare la curva di domanda
per calcolare come cambia la quantità domandata di y1 quando si pas-
sa da pv1 = 10 a pn1 = 20. Servirsi dei risultati ottenuti per calcolare
l’elasticità della domanda.
Risposta. Per calcolare la formula della curva di domanda si deve
risolvere il problema della scelta del consumatore la cui soluzione è
data dalle solite condizioni:
SM S = pp21
(

p1 y1 + p2 y2 = M
U m1
Nel nostro caso, ricordando che SM S = U m2
e che p2 = 1 (il secondo
bene è numerario), il sistema diventa
3y2
(
5y1
= p1
p1 y1 + y2 = 960

Ricavando y2 dalla prima equazione, sostituendo nella seconda e risol-


vendo per y1 , si ottiene y1d = 360
p1
. Per pv1 = 10 si ha y1v = 360 10
= 36;
n n 360
per p1 = 20 si ha y1 = 20 = 18. Calcoliamo infine l’elasticità della
y1n −y1v pn1 −pv1

18−36 20−10 1
domanda con la formula η = yv / pv = 36 ÷ 10 = 2 : dal
1 1
calcolo risulta che la domanda è rigida.

3. Disegnare il grafico della scelta del consumatore tra consumo e rispar-


mio. Discutere cosa succede al risparmio quando aumenta il reddito
corrente (∆M > 0).
Risposta. Indicando con y1 il consumo corrente, y2 il consumo futuro,
M il reddito corrente R = M − y1 il risparmio e i il tasso di interesse,
1
il vincolo di bilancio è dato dalla retta y1 + 1+i y2 = M ; esso è perciò
una retta decrescente che incontra l’asse delle ascisse (y1 ) nel punto M
e che ha come coefficiente angolare (in valore assoluto) 1 + r. La scelta
è identificata, come sempre, dalla curva di indifferenza più alta (quella
tangente). L’ascissa del punto di tangenza è il consumo corrente y1∗ ;
la distanza tra M e y1∗ ci dà il risparmio. Quando aumenta il reddito
corrente la retta del bilancio si sposta a destra mantenendo la stessa

45
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

inclinazione. Il consumatore si sposta su una curva di indifferenza più


alta. Se consumo corrente e consumo futuro sono entrambi “norma-
li” aumenteranno entrambi. Questo comporta che aumenta anche il
risparmio. Infatti, per poter aumentare il consumo futuro, il consu-
matore deve risparmiare una parte dell’aumento del reddito corrente:
∆y2 = ∆R (1 + i); perciò ∆y2 > 0 richiede ∆R > 0 (insomma, il sog-
getto spende solo una parte del maggior reddito corrente in consumo
corrente e risparmia il resto).
4. Mr. Robinson dispone di 100 unità di lavoro, da distribuire nella pro-
duzione di due beni, y1 = 3x1 e y2 = 4x2 (dove x1 e x2 sono, rispettiva-
mente, le quantità di lavoro destinate alla produzione del primo e del
secondo bene). Calcolare la formula della curva di trasformazione. Sa-
pendo che le preferenze di Robinson sono descritte da SM S = yy12 , calco-
lare le quantità prodotte dei due beni e la corrispondente distribuzione
del lavoro nelle due produzioni.
Risposta. Il vincolo del tempo disponibile è x1 + x2 = 100. Ricavando
x1 e x2 nelle due funzioni di produzione (notare che entrambe hanno
produttività marginale costante) e sostituendo nel vincolo si ottiene la
curva di trasformazione. Un semplice calcolo dà y31 + y42 = 100, ossia,
riducendo a forma intera, 4y1 + 3y2 = 1200 (in questo esempio, la curva
di trasformazione è una retta, in coerenza col fatto che le produttività
marginali sono costanti). Per trovare la scelta delle quantità prodotte
dobbiamo mettere a sistema la curva di trasformazione con la condizio-
ne SM S = SM T ossia, nel nostro caso, yy21 = 43 (SM T è il coefficiente
angolare della curva di trasformazione, in valore assoluto). Ricavando
y2 = 34 y1 e sostituendo nella curva di trasformazione si ottiene l’equa-
zione 4y1 + 3 × 43 y1 = 1200, la cui soluzione è y1∗ = 150. Segue perciò
y2∗ = 43 y1∗ = 200. Si calcolano infine x∗1 = 13 y1∗ = 50 e x∗2 = 41 y2∗ = 50
(Robinson divide il lavoro disponibile a metà nelle due produzioni).
5. Disegnare il grafico della scelta della quantità prodotta e del prezzo da
parte di un’impresa nelle seguenti ipotesi: (i ) l’impresa è in monopolio;
(ii ) la curva di domanda del bene è lineare; (iii ) l’impresa sopporta
solo un costo fisso (il costo variabile è nullo). Identificare sul grafico il
profitto dell’impresa.
Risposta. Nel grafico, con y in ascissa e p in ordinata, la curva di
domanda (Ru) è una retta decrescente e la curva del ricavo marginale
(Rm) è una retta che parte dalla stessa intercetta ma ha un’inclinazione
doppia di quella della curva di domanda (sicché l’intercetta con l’asse y
è la metà). La scelta di quantità è prezzo è identificata dalla condizione

46
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Rm = Cm, ma in questo caso Cm = 0, sicché la condizione diventa


Rm = 0. Perciò y ∗ è identificata dal punto di incontro tra la retta
Rm e l’asse y. Al solito, p∗ è l’ordinata di y ∗ sulla curva di domanda
(Ru). Per identificare nel grafico il profitto si applica la formula π =
(p∗ − Cu) y ∗ e perciò si deve disegnare la curva del costo unitario. Nel
caso considerato (solo costo fisso), la curva Cu = Cf y
è un’iperbole
equilatera (con i due assi per asintoti). Il profitto è l’area del rettangolo
che ha y ∗ per base e la differenza p∗ − Cfy∗
per altezza.

6. Si consideri un’impresa in concorrenza perfetta. Il suo costo totale


è Ct = 48 + 3y 2 e il suo costo marginale è Cm = 6y. Sapendo che il
prezzo del prodotto è p = 24, calcolare il profitto ottenuto dall’impresa.
Calcolare anche il prezzo che si afferma nel mercato nel lungo periodo
se le imprese che producono il bene sono tutte identiche.
Risposta. La condizione che identifica la scelta dell’impresa (max π)
è Cm = p, ossia, nel nostro caso, 6y = 24, da cui segue subito y ∗ = 4.
Abbiamo perciò Rt = 24 × 4 = 96 e Ct = 48 + 3 × 42 = 96, sicché si
ha immediatamente π = 0. Ne consegue che, se tutte le imprese sono
identiche, la situazione è già di lungo periodo. In altre parole avremo
pL = 24. Si può verificare la cosa calcolando la quantità prodotta
dall’impresa nel lungo periodo dalla condizione pL = Cu = Cm, ossia
pL = 48y
+ 3y = 6y. La seconda eguaglianza ci dà un’equazione in y la
cui soluzione è, come previsto, yL = 4; sostituendo yL nel costo unitario
(o nel costo marginale) si ottiene appunto pL = 24.

Appello del primo giugno 2005 (Traccia A)


Domande ed esercizi
1. La funzione di utilità di Andrea è U = y1 y2 . Calcolare il suo saggio
marginale di sostituzione. Andrea dispone della somma M = 420 da
spendere per i due beni. Sapendo che i loro prezzi sono p1 = 7 e
p2 = 14, calcolare i suoi acquisti. Successivamente cambiano i prezzi:
quello del primo bene si raddoppia e quello del secondo si dimezza.
Come cambiano gli acquisti? Quale è la situazione preferita da Andrea,
la vecchia o la nuova?
Risposte. (1) Calcolo di SM S: si ha U m1 = (y1 + 1) y2 − y1 y2 =
y2 ; usando lo stesso procedimento si ottiene U m2 = y1 ; perciò segue
SM S = UU m m1
2
= yy21 . (2) Scelta ai vecchi prezzi: il vincolo di bilancio
è 7y1 + 14y2 = 420 ossia y1 + 2y2 = 60; dalla condizione SM S = pp21
si ricava facilmente y1 = 2y2 ; utilizzando questo risultato nel vincolo

47
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

di bilancio si ottiene y1v = 30 e y2v = 15. (3) Scelta ai nuovi prezzi:


il vincolo di bilancio diventa 14y1 + 7y2 = 420 ossia 2y1 + y2 = 60;
questa volta dalla condizione SM S = pp12 si ricava y2 = 2y1 ; utilizzando
questo risultato nel vincolo di bilancio si ottiene y1n = 15 e y2n = 30. (4)
Confronto tra le due situazioni: calcoliamo U v e U n e vediamo quale
delle due ha il valore più grande; si ottiene U v = 30 × 15 = 450 e
U n = 15 × 30 = 450; le due utilità sono uguali, il che significa che
i due panieri si trovano sulla stessa curva di indifferenza; in questo
caso, il cambiamento dei prezzi ha lasciato immutato il reddito reale
del consumatore (i due effetti reddito si sono compensati esattamente,
sicché è rimasto solo l’effetto sostituzione associato al fatto che il prezzo
relativo pp21 si è quadruplicato).

2. Si consideri la seguente funzione dell’offerta di lavoro: x = −10 +


2w. Calcolare il salario di riserva w0 . Spiegare in breve se la seguente
affermazione tra virgolette è vera o falsa: Quando il salario è minore
del salario di riserva l’offerta di lavoro è minore di zero.
Risposta. Per calcolare il salario di riserva basta porre nella formula
x = 0; cosı̀ facendo si ricava immediatamente w0 = 10 2
= 5. L’affer-
mazione è falsa: l’offerta di lavoro continua a essere nulla. È vero,
tuttavia, che se si calcola la quantità offerta di lavoro per un salario
w < w0 (per esempio per il salario w = 4 < w0 ) si ottiene un numero
negativo (nell’esempio considerato x = −2); ma, appunto, la soluzione
che si ottiene va esclusa: è vero che quando w < w0 il consumo deside-
rato di tempo libero L∗ è maggiore del tempo disponibile T , ma dato
che L può al massimo essere uguale a T , l’offerta di lavoro può essere
al minimo uguale a zero (soluzione d’angolo).

3. La funzione del costo unitario dell’impresa catfish è Cu = 500y


+ 20.
Calcolare la funzione del suo costo totale, distinguendo tra costo fisso
e costo variabile. Calcolare anche la funzione del suo costo marginale.
Risposta. Ricaviamo innanzitutto la funzione del costo totale: dalla
definizione Cu = Ct y
otteniamo Ct = Cu · y = 500 + 20y; il costo totale
è una retta crescente; il costo fisso è Cf = 500 mentre il costo variabile
è Cv = 20y. Ora ricaviamo il costo marginale dal costo totale usando
la definizione Cm = Ct (y + 1) − Ct (y): abbiamo 500 + 20 (y + 1) −
(500 + 20y) = 20; il costo marginale è costante, il che era prevedibile
visto che la funzione del costo totale era una retta (il costo marginale
poteva essere ricavato anche osservando il coefficiente angolare della
retta, appunto Cm = 20).

48
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

4. Il bene y è “normale” ed è prodotto da un gran numero di piccole


imprese identiche; il mercato è trasparente e, nel lungo periodo, non
ci sono barriere all’entrata e all’uscita dal mercato. Partendo da una
situazione di equilibrio di lungo periodo, dire cosa succede, nel breve
periodo, al prezzo di equilibrio quando aumenta il reddito a disposizione
dei consumatori. E cosa succede nel lungo periodo?
Risposta. Il mercato è perfettamente concorrenziale. Il prezzo di
equilibrio di lungo periodo è dato dalla condizione p = Cui = Cmi
(il prezzo è uguale al costo unitario e gli extraprofitti delle imprese
sono nulli). Quando aumenta il reddito dei consumatori la curva di
domanda del bene (dato che si tratta di un bene normale) si sposta
a destra (a parità di prezzo i consumatori desiderano acquistare una
quantità maggiore del bene). Dato che nel breve periodo il numero
delle imprese è dato, il prezzo sarà determinato dal punto di incontro
tra la nuova curva di domanda e la curva di offerta di queste imprese,
che è crescente. Perciò il prezzo salirà, diventerà maggiore del costo
unitario e le imprese presenti nel mercato faranno extraprofitti. Nel
lungo periodo la presenza di extraprofitti farà affluire nuove imprese
nel mercato; la loro presenza farà spostare a destra la curva di offerta
e scendere il prezzo. Il processo andrà avanti fino a quando il prezzo
tornerà al livello del precedente equilibrio di lungo periodo in cui gli
extraprofitti sono nuovamente nulli.

5. Cosa vuol dire l’espressione “diseconomie di scala”?


Risposta. È la situazione opposta a quella delle economie di scala. Si
hanno diseconomie di scala quando nel lungo periodo, al crescere della
dimensione dell’impresa (dell’impianto x2 ) i costi unitari aumentano
(cfr. slide 220).

6. Si consideri un mercato la cui curva di domanda è y = 1000 − 2p. Il


mercato è servito da due imprese identiche il cui costo totale è Cti =
50yi . Il mercato è in equilibrio di Bertrand. Calcolare il prezzo di
equilibrio, la quantità prodotta da ciascuna impresa e il loro profitto.
Risposta. Nel duopolio di Bertrand le imprese si fanno concorrenza
tagliando i prezzi e l’equilibrio è raggiunto quando p = Cmi . Dalla
funzione del costo totale si ricava facilmente Cmi = 50. Perciò in equi-
librio si ha p∗ = 50. Sostituendo questo valore nella curva di domanda

si ottiene y ∗ = 1000 − 2 × 50 = 900 e perciò yi∗ = y2 = 450. I profitti
delle due imprese sono, ovviamente, nulli dato che p∗ = Cui = 50.

49
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Appello del primo giugno 2005 (Traccia B)


Domande ed esercizi
1. La funzione di utilità di Beatrice è U = y1 y2 . Calcolare il suo saggio
marginale di sostituzione. Beatrice dispone della somma M = 480
da spendere per i due beni. Sapendo che i loro prezzi sono p1 = 4 e
p2 = 12, calcolare i suoi acquisti. Successivamente cambiano i prezzi:
quello del primo bene si triplica e quello del secondo si dimezza. Come
cambiano gli acquisti? Quale è la situazione preferita da Beatrice, la
vecchia o la nuova?
Risposte. (1) Calcolo di SM S: si ha U m1 = (y1 + 1) y2 − y1 y2 =
y2 ; usando lo stesso procedimento si ottiene U m2 = y1 ; perciò segue
SM S = UU m m1
2
= yy21 . (2) Scelta ai vecchi prezzi: il vincolo di bilancio
è 4y1 + 12y2 = 480 ossia y1 + 3y2 = 120; dalla condizione SM S = pp21
si ricava facilmente y1 = 3y2 ; utilizzando questo risultato nel vincolo
di bilancio si ottiene y1v = 60 e y2v = 20. (3) Scelta ai nuovi prezzi:
il vincolo di bilancio diventa 12y1 + 6y2 = 480 ossia 2y1 + y2 = 80;
questa volta dalla condizione SM S = pp12 si ricava y2 = 2y1 ; utilizzando
questo risultato nel vincolo di bilancio si ottiene y1n = 20 e y2n = 40. (4)
Confronto tra le due situazioni: calcoliamo U v e U n e vediamo quale
delle due ha il valore più grande; si ottiene U v = 60 × 20 = 1200 e
U n = 20 × 40 = 800; l’utilità del paniere vecchio è maggiore, il che
significa che il paniere vecchio si trova su una curva di indifferenza più
alta; in questo caso, il cambiamento dei prezzi ha ridotto il reddito
reale del consumatore.

2. Si consideri la seguente funzione dell’offerta di lavoro: x = −24 +


4w. Calcolare il salario di riserva w0 . Spiegare in breve se la seguente
affermazione tra virgolette è vera o falsa: Quando il salario è minore
del salario di riserva l’offerta di lavoro è minore di zero.
Risposta. Per calcolare il salario di riserva basta porre nella formula
x = 0; cosı̀ facendo si ricava immediatamente w0 = 24 4
= 6. L’affer-
mazione è falsa: l’offerta di lavoro continua a essere nulla. È vero,
tuttavia, che se si calcola la quantità offerta di lavoro per un salario
w < w0 (per esempio per il salario w = 2 < w0 ) si ottiene un numero
negativo (nell’esempio considerato x = −16); ma, appunto, la soluzio-
ne che si ottiene va esclusa: è vero che quando w < w0 il consumo
desiderato di tempo libero L∗ è maggiore del tempo disponibile T , ma
dato che L può al massimo essere uguale a T , l’offerta di lavoro può
essere al minimo uguale a zero (soluzione d’angolo).

50
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

3. La funzione del costo unitario dell’impresa underdog è Cu = 1500


y
+36.
Calcolare la funzione del suo costo totale, distinguendo tra costo fisso
e costo variabile. Calcolare anche la funzione del suo costo marginale.
Risposta. Ricaviamo innanzitutto la funzione del costo totale: dalla
definizione Cu = Ct y
otteniamo Ct = Cu · y = 1500 + 36y; il costo totale
è una retta crescente; il costo fisso è Cf = 1500 mentre il costo variabile
è Cv = 36y. Ora ricaviamo il costo marginale dal costo totale usando
la definizione Cm = Ct (y + 1) − Ct (y): abbiamo 1500 + 36 (y + 1) −
(1500 + 36y) = 36; il costo marginale è costante, il che era prevedibile
visto che la funzione del costo totale era una retta (il costo marginale
poteva essere ricavato anche osservando il coefficiente angolare della
retta, appunto Cm = 36).
4. Il bene y è “normale” ed è prodotto da un gran numero di piccole impre-
se identiche; il mercato è trasparente e, nel lungo periodo, non ci sono
barriere all’entrata e all’uscita dal mercato. Partendo da una situazio-
ne di equilibrio di lungo periodo, dire cosa succede, nel breve periodo,
al prezzo di equilibrio quando diminuisce il reddito a disposizione dei
consumatori. E cosa succede nel lungo periodo?
Risposta. Il mercato è perfettamente concorrenziale. Il prezzo di
equilibrio di lungo periodo è dato dalla condizione p = Cui = Cmi
(il prezzo è uguale al costo unitario e gli extraprofitti delle imprese
sono nulli). Quando diminuisce il reddito dei consumatori la curva di
domanda del bene (dato che si tratta di un bene normale) si sposta
a sinistra (a parità di prezzo i consumatori desiderano acquistare una
quantità minore del bene). Dato che nel breve periodo il numero delle
imprese è dato, il prezzo sarà determinato dal punto di incontro tra la
nuova curva di domanda e la curva di offerta di queste imprese, che è
crescente. Perciò il prezzo scenderà, diventerà minore del costo unitario
e le imprese presenti nel mercato saranno in perdita (extraprofitti infe-
riore ai profitti normali). Nel lungo periodo la presenza di perdite farà
uscire parte delle imprese nel mercato; la loro uscita farà spostare a si-
nistra la curva di offerta e salire il prezzo. Il processo andrà avanti fino
a quando il prezzo tornerà al livello del precedente equilibrio di lungo
periodo in cui le perdite spariscono e gli extraprofitti sono nuovamente
nulli.
5. Cosa vuol dire l’espressione “economie di scala”?
Risposta. Si hanno economie di scala quando nel lungo periodo, al
crescere della dimensione dell’impresa (dell’impianto x2 ) i costi unitari
diminuiscono (cfr. slide 218).

51
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6. Si consideri un mercato la cui curva di domanda è y = 1500 − p. Il


mercato è servito da due imprese identiche il cui costo totale è Cti =
300yi . Il mercato è in equilibrio di Cournot. Calcolare la quantità
prodotta da ciascuna impresa, il prezzo di equilibrio e il loro profitto
sapendo che la curva di reazione della prima impresa è y1 = 600 − 21 y2 .
Risposta. Data la curva di reazione y1 = 600− 21 y2 , ponendo y1 = y2 =
yi si trova l’equazione yi = 600− 12 yi la cui soluzione è appunto yin = 400.
Per calcolare il prezzo di equilibrio si pone y = 2yi = 800 nella curva
di domanda e si ottiene pn = 700. Per calcolare il profitto di ciascuna
impresa si può usare la formula πi = yi (p − c) = 400 (700 − 300) =
160 000.

Appello del primo giugno 2005 (Traccia C)


Domande ed esercizi
1. La funzione di utilità di Corrado è U = y1 y2 . Calcolare il suo saggio
marginale di sostituzione. Corrado dispone della somma M = 480 da
spendere per i due beni. Sapendo che i loro prezzi sono p1 = 12 e
p2 = 4, calcolare i suoi acquisti. Successivamente cambiano i prezzi:
quello del primo bene si dimezza e quello del secondo si triplica. Come
cambiano gli acquisti? Quale è la situazione preferita da Corrado, la
vecchia o la nuova?
Risposte. (1) Calcolo di SM S: si ha U m1 = (y1 + 1) y2 − y1 y2 =
y2 ; usando lo stesso procedimento si ottiene U m2 = y1 ; perciò segue
SM S = UU m m1
2
= yy21 . (2) Scelta ai vecchi prezzi: il vincolo di bilancio
è 12y1 + 4y2 = 480 ossia 3y1 + y2 = 120; dalla condizione SM S = pp21
si ricava facilmente y2 = 3y1 ; utilizzando questo risultato nel vincolo
di bilancio si ottiene y1v = 20 e y2v = 60. (3) Scelta ai nuovi prezzi:
il vincolo di bilancio diventa 6y1 + 12y2 = 480 ossia y1 + 2y2 = 80;
questa volta dalla condizione SM S = pp12 si ricava y1 = 2y2 ; utilizzando
questo risultato nel vincolo di bilancio si ottiene y1n = 40 e y2n = 20. (4)
Confronto tra le due situazioni: calcoliamo U v e U n e vediamo quale
delle due ha il valore più grande; si ottiene U v = 60 × 20 = 1200 e
U n = 20 × 40 = 800; l’utilità del paniere vecchio è maggiore, il che
significa che il paniere vecchio si trova su una curva di indifferenza più
alta; in questo caso, il cambiamento dei prezzi ha ridotto il reddito
reale del consumatore.

2. Si consideri la seguente funzione dell’offerta di lavoro: x = −12 + 3w.


Calcolare il salario di riserva w0 . Spiegare in breve se la seguente affer-

52
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

mazione tra virgolette è vera o falsa: Quando il salario è minore del


salario di riserva l’offerta di lavoro è minore di zero.
Risposta. Per calcolare il salario di riserva basta porre nella formula
x = 0; cosı̀ facendo si ricava immediatamente w0 = 12 3
= 4. L’affer-
mazione è falsa: l’offerta di lavoro continua a essere nulla. È vero,
tuttavia, che se si calcola la quantità offerta di lavoro per un salario
w < w0 (per esempio per il salario w = 3 < w0 ) si ottiene un numero
negativo (nell’esempio considerato x = −3); ma, appunto, la soluzione
che si ottiene va esclusa: è vero che quando w < w0 il consumo deside-
rato di tempo libero L∗ è maggiore del tempo disponibile T , ma dato
che L può al massimo essere uguale a T , l’offerta di lavoro può essere
al minimo uguale a zero (soluzione d’angolo).

3. La funzione del costo unitario dell’impresa silverfox è Cu = 750


y
+ 25.
Calcolare la funzione del suo costo totale, distinguendo tra costo fisso
e costo variabile. Calcolare anche la funzione del suo costo marginale.
Risposta. Ricaviamo innanzitutto la funzione del costo totale: dalla
definizione Cu = Ct y
otteniamo Ct = Cu · y = 750 + 25y; il costo totale
è una retta crescente; il costo fisso è Cf = 750 mentre il costo variabile
è Cv = 25y. Ora ricaviamo il costo marginale dal costo totale usando
la definizione Cm = Ct (y + 1) − Ct (y): abbiamo 750 + 25 (y + 1) −
(750 + 25y) = 25; il costo marginale è costante, il che era prevedibile
visto che la funzione del costo totale era una retta (il costo marginale
poteva essere ricavato anche osservando il coefficiente angolare della
retta, appunto Cm = 25).

4. Il bene y è prodotto da un gran numero di piccole imprese identiche; il


mercato è trasparente e, nel lungo periodo, non ci sono barriere all’en-
trata e all’uscita dal mercato. Partendo da una situazione di equilibrio
di lungo periodo, dire cosa succede, nel breve periodo, al prezzo di equi-
librio quando diminuisce il prezzo di un bene complementare. E cosa
succede nel lungo periodo?
Risposta. Il mercato è perfettamente concorrenziale. Il prezzo di
equilibrio di lungo periodo p è dato dalla condizione p = Cui = Cmi
(il prezzo è uguale al costo unitario e gli extraprofitti delle imprese
sono nulli). Quando diminuisce il prezzo di un bene complementare
la curva di domanda del bene si sposta a destra (dato il prezzo p del
bene, i consumatori desiderano acquistarne una quantità maggiore).
Dato che nel breve periodo il numero delle imprese è dato, il prezzo
p del bene sarà determinato dal punto di incontro tra la nuova curva

53
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

di domanda e la curva di offerta di queste imprese, che è crescente.


Perciò il prezzo p salirà, diventerà maggiore del costo unitario e le
imprese presenti nel mercato faranno extraprofitti. Nel lungo periodo
la presenza di extraprofitti farà affluire nuove imprese nel mercato; la
loro presenza farà spostare a destra la curva di offerta e scendere il
prezzo p. Il processo andrà avanti fino a quando il prezzo p tornerà al
livello del precedente equilibrio di lungo periodo in cui gli extraprofitti
sono nuovamente nulli.

5. La distinzione tra breve e lungo periodo ha due significati diversi: uno


riguarda l’impresa; l’altro riguarda il mercato. Illustrare brevemente le
due distinzioni.
Risposta. L’impresa opera in breve periodo quando non può scegliere
liberamente tutti gli input (uno, l’impianto, è fisso); opera in lungo
periodo quando può scegliere liberamente anche l’impianto (vedi slide
128). Il mercato è in condizioni di breve periodo quando il numero delle
imprese che vi operano è dato; è in condizioni di lungo periodo quando
il numero delle imprese può aumentare o diminuire (le imprese tendono
a entrare nel mercato se vi si fanno extraprofitti; tendono a uscirne se
i profitti sono inferiori al livello normale) (vedi slide 166).

6. Si consideri un mercato la cui curva di domanda è y = 1500 − p. Il


mercato è servito da due imprese identiche, il cui costo totale è Cti =
300yi . Nel mercato è possibile un’intesa tra le due imprese. Calcolare
la quantità prodotta da ciascuna impresa il prezzo a cui quella quantità
viene venduta e il profitto conseguito da ciascuna impresa.
Risposta. Quando nel mercato è possibile un’intesa, le due imprese si
accordano per produrre, assieme, la quantità y m che verrebbe prodotta
da un monopolista. Essa viene ottenuta dall’uguaglianza tra ricavo
marginale e costo marginale. Il primo è Rm = 1500 − 2y; il secondo
è Cm = 300. Si ottiene perciò l’equazione 1500 − 2y = 300, la cui
soluzione è y m = 600. Ciascuna impresa produce la metà, ossia yi =
300. Il prezzo di equilibrio viene ottenuto sostituendo y m nella curva di
domanda; si ricava subito pm = 900. Per calcolare il profitto di ciascuna
impresa si può usare la formula πi = yi (pm − c) = 300 (900 − 300) =
180 000.

54
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Appello del 16 giugno 2005 (Traccia A)


Domande ed esercizi
1. Si consideri un monopolio. La curva di domanda del bene è y = 220−p.
La funzione del costo totale dell’impresa è Ct = 4600+40y. Calcolare la
quantità prodotta dall’impresa, il prezzo a cui la vende e il suo profitto.
Risposta. La scelta del monopolista è data dalla condizione Rm =
Cm (vedi slide 225). Il ricavo marginale viene ottenuto raddoppiando
il coefficiente angolare della curva di domanda (dopo che è stata risolta
per l’incognita p); esso è perciò Rm = 220−2y (vedi slide 224). Il costo
marginale, dato che, nel caso considerato, il costo totale è una retta, è
pari al coefficiente angolare di quella retta; esso è perciò Cm = 40 (vedi
slide 226). Perciò la quantità prodotta è identificata dall’equazione
220 − 2y = 40, la cui soluzione è y m = 90. Il prezzo viene ottenuto
sostituendo y m nella curva di domanda; si ottiene subito pm = 130. Per
ottenere il profitto calcoliamo il ricavo totale Rt = pm y m = 130 × 90 =
11 700 e il costo totale Ct = 4600 + 40 × 90 = 8200. Abbiamo perciò
π m = 11 700 − 8200 = 3500.

2. Dare le definizioni di efficienza produttiva, efficienza economica ed


efficienza allocativa.
Risposta. Efficienza produttiva: non è possibile aumentare la pro-
duzione di un bene senza aumentare l’impiego di almeno un input; la
condizione che la identifica è y = f (x1 , x2 ); se si ha y < f (x1 , x2 ) c’è
inefficienza produttiva. Efficienza economica: non è possibile aumen-
tare la produzione di un bene senza accrescere Ct; la condizione che la
identifica è SM ST = w 1
w2
; l’impresa può essere economicamente ineffi-
ciente nel breve periodo. Efficienza allocativa: non è possibile, date le
risorse disponibili, aumentare la produzione di un bene senza ridurre
la produzione di un altro bene; le combinazioni dei due beni allocativa-
mente efficienti sono quelle sulla curva di trasformazione; sotto la curva
abbiamo combinazioni inefficienti (vedi slide 196).

3. Le preferenze di Anna sono date da SM S = y2y−4 1


. Anna dispone di
12 unità del primo bene e di 6 unità del secondo bene. Sapendo che il
prezzo del primo bene è pari a 10 e quello del secondo è il doppio, cosa
comprerà e venderà Anna? Spiegare come cambierebbe la sua scelta
se si raddoppiasse il prezzo del primo bene. Quale paniere è preferito,
quello vecchio o quello nuovo?

55
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. Abbiamo p2 = 20. Le due equazioni del sistema sono


y2 −4 10
= 12
(
y1
= 20
10y1 + 20y2 = 10 × 12 + 20 × 6 = 240

la cui soluzione è y1∗ = 8 e y2∗ = 8. Perciò Anna venderà e1 −y1∗ = 4 unità


del primo bene, incassando 4 × 10 = 40 che le servono per comprare
y2∗ − e2 = 2 unità del secondo bene (il cui costo è appunto 2 × 20 = 40).
Se il prezzo del primo bene raddoppia (pN 1 = 20), il sistema diventa

y2 −4 20
(
y1
= 20 =1
20y1 + 20y2 = 20 × 12 + 20 × 6 = 360

la cui soluzione è y1∗ = 7 e y2∗ = 11. Anna vende una unità in più
rispetto a prima del primo bene (e1 − 7 = 5) e ne compra ben 3 in
più del secondo (11 − e2 = 5). Siccome è aumentato il prezzo del bene
che vendeva, la rotazione del vincolo di bilancio le consente di salire su
una curva di indifferenza più alta. Insomma, Anna preferisce il nuovo
paniere.

4. Cosa distingue l’oligopolio da tutte le altre forme di mercato?


Risposta. È l’interazione strategica. Questa espressione significa che
ciascuna singola impresa sa che il suo profitto non dipende solo dalla sua
scelta (come avviene, appunto, in tutte le altre forme di mercato) ma
anche dalle scelte di tutte le altre imprese. Per esempio, nel duopolio,
il profitto della prima impresa, supponendo che la curva di domanda
sia p = a − y e sapendo che y = y1 + y2 , è

π1 = (a − y1 − y2 ) y1 − cy1

e dipende perciò non solo da y1 ma anche da y2 .

5. L’impresa argentina opera in un mercato √ perfettamente concorren-


ziale. La sua funzione di produzione è y = x. Il prezzo di mercato
è p = 80 e il salario è w = 10. Conosciamo il livello del suo costo
totale, che è Ct = 400. E conosciamo anche il suo costo fisso, che
è Cf = 150. Calcolare la quantità prodotta e il profitto conseguito
dall’impresa. Supponendo che tutte le imprese siano identiche ad ar-
gentina, dire se il mercato si trova in equilibrio di breve o di lungo
periodo.
Risposta. Dalla funzione del costo totale Ct = k + wx, sostituendo
tutti i valori, si ottiene x = 25. Introducendo il valore di x nella

56
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

funzione di produzione risulta che l’impresa produce y ∗ = 5. Il profitto


può essere calcolato con la formula π = py − Ct; si ottiene π = 80 ×
5 − 400 = 0. Siccome non ci sono extraprofitti, il mercato si trova in
equilibrio di lungo periodo.

6. Illustrare brevemente la distinzione tra beni “normali” e beni “inferio-


ri”.
Risposta. Un bene viene detto normale se il suo consumo aumenta al
crescere del reddito; viene detto inferiore se il suo consumo diminuisce
al crescere del reddito (vedi slide 80).

Appello del 16 giugno 2005 (Traccia B)


Domande ed esercizi
1. L’impresa brasile opera in un mercato √ perfettamente concorrenziale.
La sua funzione di produzione è y = 2 x. Il prezzo di mercato è p = 50
e il salario è w = 10. Conosciamo il livello del suo costo totale, che è
Ct = 260. E conosciamo anche il suo costo fisso, che è Cf = 100.
Calcolare la quantità prodotta e il profitto conseguito dall’impresa.
Supponendo che tutte le imprese siano identiche a brasile, dire se il
mercato si trova in equilibrio di breve o di lungo periodo.
Risposta. Dalla funzione del costo totale Ct = k + wx, sostituendo
tutti i valori, si ottiene x = 16. Introducendo il valore di x nella
funzione di produzione risulta che l’impresa produce y ∗ = 8. Il profitto
può essere calcolato con la formula π = py − Ct; si ottiene π = 140 > 0.
Siccome ci sono extraprofitti, il mercato si trova in equilibrio di breve
periodo.

2. Scrivere la formula dell’elasticità della domanda e spiegare cosa misura.


Risposta. L’elasticità della domanda è data dal rapporto (in valore
assoluto) tra la variazione percentuale della quantità domandata e la
variazione percentuale del prezzo. La sua formula è η = ∆y y
/ ∆p
p
dove
i livelli di y e di p nei due denominatori sono quelli di partenza (vedi
slide 86). Il motivo per cui si considera il valore assoluto è che, salvo
rarissime eccezioni, le due variazioni hanno segno opposto (vedi slide
87). L’elasticità della domanda misura di che percentuale si riduce y
quando p aumenta dell’1%. Se η > 1 la domanda è elastica; se invece
η < 1 la domanda è rigida, o anelastica (vedi sempre slide 87).

57
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

3. Le preferenze di Benedetta sono descritte dal SM S = y2y−8 1


. Benedetta
dispone di 20 unità del primo bene e di 12 unità del secondo bene.
Sapendo che il prezzo del primo bene è pari a 10 e quello del secondo
è la metà, cosa comprerà e venderà Benedetta? Spiegare come cambie-
rebbe la sua scelta se si raddoppiasse il prezzo del secondo bene. Quale
paniere è preferito, il vecchio o il nuovo?
Risposta. Abbiamo p2 = 5. Le due equazioni del sistema sono
y2 −8
= 10
(
y1 5
=2
10y1 + 5y2 = 10 × 20 + 5 × 12 = 260

la cui soluzione è y1∗ = 11 e y2∗ = 30. Perciò Benedetta venderà e1 −y1∗ =


9 unità del primo bene, incassando 9 × 10 = 90 che le servono per
comprare y2∗ − e2 = 18 unità del secondo bene (il cui costo è appunto
18 × 5 = 90). Se il prezzo del secondo bene raddoppia (pN 2 = 10), il
sistema diventa
y2 −8
= 10
(
y1 10
10y1 + 10y2 = 10 × 20 + 10 × 12 = 320

la cui soluzione è y1∗ = 12 e y2∗ = 20. Benedetta vende una unità in


meno rispetto a prima del primo bene (e1 − 12 = 8) e ne compra ben
10 in meno del secondo (20 − e2 = 8). Siccome è aumentato il prezzo
del bene che comprava, la rotazione del vincolo di bilancio la costringe
a scendere su una curva di indifferenza più bassa. Insomma, Benedetta
preferiva il vecchio paniere.

4. Cosa afferma il criterio di Pareto?


Risposta. Afferma quanto segue: un’allocazione A è superiore a un’al-
locazione B se almeno un soggetto preferisce A a B e nessuno preferisce
B ad A (e viceversa); se qualcuno preferisce A a B e qualcun altro pre-
ferisce B ad A, allora le due allocazioni sono inconfrontabili (vedi slide
197).

5. La curva di domanda di un bene è y = 200 − p. Nel mercato è presente


una sola impresa che è protetta da barriere che impediscono l’ingresso
di altre imprese. La sua funzione del costo totale è Ct = 2000 + 60y.
Calcolare il prezzo di mercato e il profitto conseguito dall’impresa.
Risposta. Per trovare il prezzo che fissa il monopolista dobbiamo
prima calcolare la quantità che sceglie di produrre. Sappiamo che es-
sa è data dalla condizione Rm = Cm. Per ottenere il primo dob-
biamo invertire la curva di domanda (risolvere per l’incognita p) e

58
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

poi raddoppiare il coefficiente angolare: si ha p = 200 − y, da cui


segue appunto Rm = 200 − 2y. Il costo marginale può essere ri-
cavato a partire dal costo totale ed è Cm = 60. Abbiamo perciò
200 − 2y = 60 la cui soluzione è y m = 70. Sostituendo nella curva
di domanda si ottiene il prezzo, che è pm = 200 − y m = 130. Il profitto
è π m = pm y m − (2000 + 60y m ) = 130 × 70 − (2000 + 60 × 70) = 2900.
6. Cosa afferma la “legge della domanda e dell’offerta”?
Risposta. Afferma che quando la domanda del bene supera la sua
offerta (eccesso di domanda positivo) il prezzo del bene tende ad au-
mentare (perché i compratori si fanno concorrenza al rialzo); invece,
quando la domanda del bene è inferiore alla sua offerta (eccesso di do-
manda negativo) il prezzo del bene tende a diminuire (perché i venditori
si fanno concorrenza al ribasso). Se la curva di domanda è inclinata ne-
gativamente, questo meccanismo conduce il mercato verso l’equilibrio
(vedi slide 161).

Appello del 18 luglio 2005


Domande ed esercizi
1. Che cosa è la curva di domanda di un bene?
Risposta. La curva di domanda (vedi slide 85) identifica, per ogni
dato livello del prezzo p, la quantità del bene y che il consumatore (gli
acquirenti) intende (intendono) acquistare. In genere si tratta di una
funzione decrescente del prezzo (in un grafico con y in ascissa e p in
ordinata è una curva decrescente).
2. Michela dispone della somma M = 126 da distribuire nell’acquisto di
due beni, i cui prezzi sono p1 = 8 e p2 = 6. Ella decide di acquistare
y1∗ = 12 e y2∗ = 5. Sapendo che le sue preferenze sono descritte dal
2 −6
SM S = 2yy1 −9
, verificare se la sua scelta è razionale.
Risposta. Il paniere della scelta razionale è quello che si trova sulla
curva di indifferenza più alta, dato il vincolo di bilancio. Esso è perciò
identificato da due condizioni
(
p1 y1 + p2 y2 = M
SM S = pp21

La seconda condizione è (2×5)−6


12−9
= 34 ed è soddisfatta. La prima condi-
zione è 8 × 12 + 6 × 5 = 126 ed è soddisfatta: Michela spende tutta la
sua somma disponibile. Perciò la scelta di Michela è razionale.

59
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

3. Qual è il significato economico del saggio marginale di sostituzione? E


del prezzo relativo? Illustrare analogie e differenze.
Risposta. Il saggio marginale di sostituzione misura il numero di
unità di y2 che il consumatore è disposto a cedere in cambio di una
unità in più di y1 restando indifferente tra il paniere di partenza e
quello di arrivo (vedi slide 43). Il sms, quindi, misura quanto vale un
bene in termini dell’altro per il consumatore. Il prezzo relativo, invece,
misura il rapporto di scambio tra i beni per il mercato: quante unità del
bene il cui prezzo è al denominatore occorrono per acquistare un’unità
del bene il cui prezzo è al numeratore. Il prezzo relativo è costante (è
l’inclinazione di una retta, la retta di bilancio), mentre il sms è variabile
(misura l’inclinazione di una curva, la curva di indifferenza).

4.  Nell’equilibrio di lungo periodo di un mercato perfettamente concor-


renziale i profitti delle imprese sono nulli. Dire se l’affermazione tra
virgolette è vera o falsa, spiegando brevemente il perché.
Risposta. L’affermazione è vera se con la parola “profitti” si intendono
gli extraprofitti (π = Rt − Ct), in quanto nel computo del costo totale
sono compresi, come costi opportunità, i profitti normali (remunera-
zione del capitale investito nell’impresa e del lavoro dell’imprenditore).
Il motivo per cui i profitti si annullano è legato all’ingresso di nuove
imprese nel mercato che continua fin quando le imprese che vi operano
conseguono appunto extraprofitti. L’ingresso di queste nuove imprese
fa aumentare l’offerta e scendere il prezzo. La discesa continua fino a
quando il prezzo scende al livello del costo medio dell’impresa rappre-
sentativa, annullando cosı̀ l’extraprofitto. Se in partenza i profitti sono
inferiori al normale (π < 0), allora il meccanismo che conduce a π = 0
è analogo ma si basa sull’uscita delle imprese dal mercato: si riduce
via via l’offerta, il prezzo sale, ecc.

5. Si consideri un duopolio con imprese identiche. La curva di domanda


del bene è y = 150 − p. La funzione del costo totale di ciascuna delle
due imprese è Ct = 30y. La curva di reazione della prima impresa è
y1 = 60 − y22 . Calcolare il profitto ottenuto da ciascuna delle due im-
prese nell’equilibrio di Nash-Cournot. Se le imprese potessero stabilire
un’intesa, quale sarebbe il loro profitto?
Risposta. La quantità prodotta dalla singola impresa che corrisponde
all’equilibrio di Nash-Cournot si ottiene mettendo a sistema le due cur-
ve di reazione (quella della seconda impresa è identica: basta scambiare
y1 con y2 ), oppure, più rapidamente, ponendo y1 = y2 = yi in una delle

60
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

due curve (questa scorciatoia è possibile quando le due imprese sono


identiche). In entrambi i casi si ottiene y1∗ = y2∗ = 40. Segue perciò
y ∗ = y1∗ + y2∗ = 80 e p∗ = 70. Il profitto, calcolato nel solito modo,
è πi∗ = yi∗ (p∗ − Cu) = 1600. Se potessero stabilire un’intesa, le due
imprese produrrebbero, metà per ciascuna, la quantità che produrreb-
be un monopolista. Il suo ricavo marginale sarebbe Rm = 150 − 2y.
Uguagliando al costo marginale Cm = 30, si ottiene y m = 60 (risultato
che poteva essere ottenuto immediatamente guardando il termine noto
della curva di reazione che, come sappiamo, è y m ). Diventa banale, a
m
questo punto, calcolare pm = 90 e yi = y2 = 45. Calcolando il profitto
nel solito modo si ottiene πi = yi (pm − Cu) = 1800 (come previsto,
l’intesa conviene).
6. Il costo totale di un’impresa in concorrenza perfetta è Ct = 24 + 32 y 2 e
il suo costo marginale è Cm = 3y. Sapendo che il prezzo del prodotto
è p = 12, calcolare il profitto ottenuto dall’impresa.
Risposta. La condizione che identifica la scelta dell’impresa (max π)
è Cm = p, ossia, nel nostro caso, 3y = 12, da cui segue subito y ∗ = 4.
Abbiamo perciò Rt = 12 × 4 = 48 e Ct = 24 + 23 × 42 = 48, sicché si
ha immediatamente π = 0.

Appello del 27 settembre 2005


Domande ed esercizi
1. Enrico acquista due beni i cui prezzi sono p1 = 15 e p2 = 10. Il suo
saggio marginale di sostituzione è SM S = 5y 2
4y1
. Sapendo che egli ha

acquistato y2 = 90, calcolare la sua spesa complessiva per i due beni.
Risposta. Dobbiamo trovare M . Oltre che dal vincolo di bilancio
p1 y1 + p2 y2 = M , la scelta è identificata dalla condizione SM S = pp12 .
Inserendo i dati disponibili in quest’ultima condizione abbiamo 5×904y1
=
15 ∗
10
. Risolvendo per y1 otteniamo facilmente y1 = 75. Sostituiamo ora
tutti i dati nel vincolo di bilancio: abbiamo 75 × 15 + 90 × 10 = M da
cui si ricava subito M = 2025.
2. Spiegare in breve cosa si intende con l’espressione “produttività mar-
ginale”. Si consideri una tecnologia in cui gli input devono essere uti-
lizzati secondo una combinazione fissa (come in una ricetta di cucina).
In questo caso, quale è la produttività marginale del singolo input?
Risposta. La produttività marginale di un input misura l’incremento
di prodotto che si ottiene aumentando di una unità l’impiego di quel-

61
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

l’input mentre si tiene costante la quantità impiegata dell’altro input


(o degli altri input, se ve ne è più di uno). Da questa definizione segue
che, nel caso degli input impiegati in combinazioni fisse la produttività
marginale del singolo input è nulla.

3. Per produrre il bene y occorrono due input, x1 e x2 . Con x1 = 9 e


x2 = 7 si ottiene y = 13; con x1 = 20 e x2 = 14 si ottiene y = 26.
Tenendo conto di queste cifre, dire come sono i rendimenti di scala.
Risposta. Le cifre mostrano che, per ottenere il raddoppio della pro-
duzione occorre raddoppiare il secondo input ma più che raddoppiare
il primo (20 > 18). Perciò i rendimenti di scala sono decrescenti.

4. Disegnare il grafico di un’impresa in equilibrio di lungo periodo in un


mercato pertettamente concorrenziale. Supponendo che le imprese sia-
no tutte identiche, spiegare cosa succede al prezzo e alla quantità com-
plessivamente venduta nel mercato (sempre in equilibrio di lungo perio-
do) quando aumenta il costo unitario delle imprese. Sottolineare qual è
il ruolo, nel cambiamento dell’equilibrio, dell’elasticità della domanda.
Risposta. In equilibrio di lungo periodo il prezzo è uguale al (minimo
del) costo unitario dell’impresa rappresentativa (è identificato dal punto
di incontro tra le curve del costo marginale e del costo unitario nel punto
di minimo di quest’ultimo). Se la curva del costo unitario si sposta
in alto il prezzo di equilibrio (identificato dal punto di minimo della
curva) aumenta. Riportando questo prezzo nella curva di domanda di
mercato del bene si verifica subito che la quantità complessivamente
venduta diminuisce, visto che la curva di domanda è decrescente. La
misura della diminuzione è tanto maggiore quanto più elastica è la
domanda del bene (ovvero, in pratica, quanto più “piatta” è la curva
di domanda).

5. Si consideri un monopolista. La sua funzione del costo totale è Ct =


85 000 + 50y. La sua funzione del ricavo unitario è Ru = 1850 − 10y.
Calcolare la quantità prodotta dal monopolista.
Risposta. La scelta del monopolista è identificata dalla condizione
Rm = Cm. Dalla funzione del costo totale si ricava Cm = 50 (dato che
il costo totale è una retta, il costo marginale è il suo coefficiente ango-
lare). Dalla funzione del ricavo unitario si ricava Rm = 1850 − 20y (per
passare dalla funzione del ricavo unitario a quella del ricavo marginale
si deve raddoppiare il coefficiente angolare). Abbiamo perciò l’equazio-
ne 1850 − 20y = 50, la cui soluzione è y = 90. Per verificare se questa è
la scelta del monopolista dobbiamo controllare se il profitto è positivo.

62
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Abbiamo π = Rt − Ct = [(1850 − 10 × 90) × 90] − [85 000 + 50 × 90] =


−4000 < 0. Se l’impresa producesse y = 90 il suo profitto sarebbe ne-
gativo. Perciò all’impresa conviene scegliere y ∗ = 0 (magari in attesa
di una riduzione dei costi o di un aumento della domanda che sposti in
alto la curva del ricavo unitario.

6.  L’espressione “fallimento del mercato” significa che il mercato non


riesce a trovare un equilibrio tra domanda e offerta. Spiegare in breve
se l’affermazione tra virgolette è corretta o sbagliata.
Risposta. È sbagliata. Con l’espressione “fallimento del mercato”
si intende una situazione in cui l’allocazione realizzata dal mercato
non è Pareto-ottimale. Questo succede, per esempio, quando non c’è
concorrenza perfetta, o quando c’è una esternalità, o quando lo Stato
interviene in un mercato concorrenziale con tasse o sussidi. In questi
casi, il mercato raggiunge un equilibrio, ma, appunto, questo equilibrio
non è Pareto-ottimale.

Esonero del 23 novembre 2005 – Traccia A


Domande ed esercizi
1. Le preferenze di Arianna in tema di consumo e tempo q libero sono de-
scritte dal saggio marginale di sostituzione SM S = Ly . Il suo tempo
disponibile è T = 60. L’unica fonte di reddito per Arianna è il lavoro.
Si chiede di: (a) calcolare la formula della sua offerta di lavoro assu-
mendo il consumo come numerario; (b) calcolare il livello del suo salario
di riserva; (c) calcolare il livello del suo consumo quando il salario è
w = 4.
Risposta. (a) Per ricavare l’offerta di lavoro mettiamo a sistema la
condizione SM S = wp e il vincolo di bilancio. Dato che il consumo è
q
il numerario abbiamo p = 1. Le due equazioni diventano: (i) Ly = w
da cui si ricava y = w2 L; (ii) wL + y = 60w (dove abbiamo utilizzato
T = 60 e M = 0). Sostituendo la (i) nella (ii) e risolvendo per L ot-
60
teniamo Ld = 1+w . L’offerta di lavoro è xs = 60 − Ld ; perciò abbiamo
w
xs = 1+w 60.
(b) Per calcolare il livello del salario di riserva w0 poniamo nella fun-
zione di offerta di lavoro xs = 0. Si ottiene subito w0 = 0 (la cosa è
intuitiva: se non dispone di altri redditi, Arianna non può permettersi
di non lavorare).

63
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

(c) Ponendo w = 4 nella formula dell’offerta di lavoro si ottiene x∗ = 48.


Il consumo è perciò y ∗ = wx∗ = 192.

2. Si disegni il grafico del mercato del bene “normale” y in equilibrio di


concorrenza perfetta (breve periodo). Spiegare cosa succede a prezzo e
quantità di equilibrio se aumenta il salario.
Risposta. Il grafico è quello solito con y in ascissa e p in ordinata.
L’equilibrio è identificato dal punto di incontro tra una curva di do-
manda decrescente e una curva di offerta crescente. Se aumenta w,
si spostano entrambe le curve: quella di domanda si sposta a destra,
perché ∆w > 0 accresce il reddito dei consumatori e il bene è normale;
quella di offerta si sposta a sinistra perché ∆w > 0 accresce il costo
marginale (Cm = Pwm ) la cui curva coincide con la curva di offerta.
Il nuovo equilibrio è caratterizzato da un prezzo più alto (pN > pV ).
Sulla quantità venduta non si può dire, senza conoscere le formule, se
aumenta o diminuisce: dipende da quale curva si è spostata di più.

3. Il saggio marginale di sostituzione di Armando è SM S = yy21 −4


+4
. Il suo
reddito è M = 200. I prezzi dei due beni sono p1 = 50 e p2 = 25.
Calcolare il “paniere” scelto da Armando.
Risposta. Per calcolare il paniere si devono mettere a sistema le due
equazioni SM S = pp21 e p1 y1 + p2 y2 = M . Nel nostro caso, utilizzando
tutti i dati, arriviamo al sistema
(
50y1 − 25y2 = −300
50y1 + 25y2 = 200

Risolvendo il sistema si trova la soluzione y = −1 e y2 = 10. Questo


paniere non può essere accettato perché una delle due quantità è ne-
gativa. Abbiamo cioè una soluzione d’angolo. In questo caso la scelta
si trova ponendo y1∗ = 0 e ricavando y2∗ = 8 dal vincolo di bilancio.

4. Cosa misura la produttività marginale?


Risposta. Misura di quanto aumenta la quantità prodotta quando si
aumenta di uno l’impiego di un input a parità dell’altro. Se la formula
∆y
della funzione di produzione è y = f (x1 , x2 ) abbiamo P m1 = ∆x 1
quando ∆x2 = 0. Graficamente può essere visualizzata coi coefficienti
angolari delle rette tangenti al grafico della funzione di produzione di
breve periodo (quella con x2 fisso).

5. Il mercato delle arance (y) è perfettamente concorrenziale e in equilibrio


di lungo periodo. La curva di domanda di arance è y d = 1800 − 5p.

64
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Il costo totale dell’impresa rappresentativa è Ct = 450 + 2yi2 mentre il


costo marginale è Cm = 4yi . Calcolare il prezzo e la quantità venduta
nel mercato.
Risposta. Dato che siamo in lungo periodo e perciò gli extraprofitti
sono nulli il prezzo è identificato dalla condizione pL = Cu = Cm.
Calcoliamo Cu = Ct yi
= 450
yi
+ 2yi . Uguagliando Cu e Cm otteniamo
450
l’equazione yi + 2yi = 4yi , la cui soluzionè è yi = 15. Sostituendo
questo valore, indifferentemente, in Cu o in Cm otteniamo pL = 60.
Possiamo calcolare la quantità venduta sostituendo pL nella curva di
domanda. Abbiamo yL = 1800 − 5 × 60 = 1500.

6. Che cosa è e che cosa misura l’elasticità della domanda?


Risposta. L’elasticità della domanda è il rapprorto tra la variazione
percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del
prezzo che l’ha provocata. La sua formula è η = ∆y/y∆p/p
dove i valori di
y e di p nei denominatori delle due frazioni sono i livelli di partenza.
Dato che le due variazioni hanno segno opposto, si considera il valore
assoluto del risultato. L’elasticità della domanda misura la sensibilità
della domanda alle variazioni del prezzo: se η > 1 la domanda è elastica;
se η < 1 la domanda è rigida.

Esonero del 23 novembre 2005 – Traccia B


Domande ed esercizi
1. Le preferenze di Barbara in tema di consumo e tempo libero sono de-
scritte dal saggio marginale di sostituzione SM S = Ly . Il suo tempo
disponibile è T = 30. Barbara dispone inoltre di altre fonti di reddito,
oltre al lavoro, pari a M = 60. Si chiede di: (a) calcolare la formula
della sua offerta di lavoro assumendo il consumo come numerario; (b)
calcolare il livello del suo salario di riserva; (c) calcolare il livello del
suo consumo quando il salario è w = 5.
Risposta. (a) Per ricavare l’offerta di lavoro mettiamo a sistema la
condizione SM S = wp e il vincolo di bilancio. Dato che il consumo è il
numerario abbiamo p = 1. Le due equazioni diventano: (i) Ly = w da
cui si ricava y = wL; (ii) wL + y = 30w + 60 (dove abbiamo utilizzato
T = 30 e M = 60). Sostituendo la (i) nella (ii) e risolvendo per L
otteniamo Ld = 15 + 30 w
. L’offerta di lavoro è xs = 30 − Ld ; perciò
s 30
abbiamo x = 15 − w .

65
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

(b) Per calcolare il livello del salario di riserva w0 poniamo nella fun-
zione di offerta di lavoro xs = 0. Si ottiene subito w0 = 2 (se il salario è
troppo basso, Barbara preferisce non lavorare accontentandosi del con-
sumo y0 = 60 che può ottenere grazie alla disponibilità di M ).
(c) Ponendo w = 5 si ottiene x∗ = 9. Il consumo è perciò y ∗ =
wx∗ + 60 = 105.
2. Si disegni il grafico del mercato del bene “inferiore” y in equilibrio di
concorrenza perfetta (breve periodo). Spiegare cosa succede a prezzo e
quantità di equilibrio se aumenta il salario.
Risposta. Il grafico è quello solito con y in ascissa e p in ordinata.
L’equilibrio è identificato dal punto di incontro tra una curva di do-
manda decrescente e una curva di offerta crescente. Se aumenta w, si
spostano entrambe le curve: quella di domanda si sposta a sinistra,
perché ∆w > 0 accresce il reddito dei consumatori e il bene è inferiore;
quella di offerta si sposta a sinistra perché ∆w > 0 accresce il costo
marginale (Cm = Pwm ) la cui curva coincide con la curva di offerta.
Il nuovo equilibrio è caratterizzato da una quantità venduta più bassa
(yN < yV ). Sul prezzo non si può dire, senza conoscere le formule, se
aummenta o diminuisce: dipende da quale curva si è spostata di più.
3. Il saggio marginale di sostituzione di Bruno è SM S = yy12 −4
+4
. Il suo
reddito è M = 200. I prezzi dei due beni sono p1 = 50 e p2 = 25.
Calcolare il “paniere” scelto da Bruno.
Risposta. Per calcolare il paniere si devono mettere a sistema le due
equazioni SM S = pp12 e p1 y1 + p2 y2 = M . Nel nostro caso, utilizzando
tutti i dati, arriviamo al sistema
(
50y1 − 25y2 = 300
50y1 + 25y2 = 200
Risolvendo il sistema si trova la soluzione y1 = 5 e y2 = −2). Questo
paniere non può essere accettato perché una delle due quantità è ne-
gativa. Abbiamo cioè una soluzione d’angolo. In questo caso la scelta
si trova ponendo y2∗ = 0 e ricavando y1∗ = 4 dal vincolo di bilancio.
4. Che cosa misura l’utilità marginale?
Risposta. L’utilità marginale misura l’incremento di utilità che si
consegue quando la quantità di un bene viene aumentata di uno mentre
la quantità dell’altro bene viene mantenuta costante. Abbiamo cioè
∆U
U m1 = U (y1 + 1, y2 ) − U (y1 , y2 ). Si può anche scrivere U m1 = ∆y 1
quando ∆y2 = 0.

66
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

5. Il mercato delle banane (y) è in equilibrio di concorrenza perfetta. La


curva di domanda di banane è y d = 1800 − 5p. L’offerta è fornita
da 100 imprese identiche. Il costo totale dell’impresa rappresentativa
è Ct = 400 + 2yi2 mentre il costo marginale è Cm = 4yi . Calcolare
prezzo e quantità di equilibrio e mostrare se esso è di breve o di lungo
periodo.
Risposta. Dobbiamo calcolare la curva di offerta. Quella della singola
impresa è identificata dalla condizione p = Cm. Abbiamo perciò p =
4yi da cui si ricava yi = p4 . L’offerta di mercato è la somma delle
offerte individuali, ossia, dato che ci sono 100 imprese, y s = 100 × p4 =
25p. Possiamo trovare il prezzo di equilibrio p∗ uguagliando domanda
e offerta. Si ottiene l’equazione 1800 − 5p = 25p, la cui soluzione è
p∗ = 60. Sostituendo nella curva di domanda o in quella di offerta
(indifferentemente) si trova subito y ∗ = 1500. Per vedere se l’equilibrio
è di breve o di lungo periodo dobbiamo vedere se le imprese fanno
extraprofitti. La singola impresa produce yi = 15 (risultato che si
ottiene indifferentemente dalla condizione p∗ = Cm e risolvendo per
yi , oppure dividendo y ∗ per il numero delle imprese). L’extraprofitto è
π = Rt − Ct = 15 × 60 − (400 + 2 × 152 ) = 50 > 0. Perciò l’equilibrio è
di breve periodo: nel lungo periodo entreranno altre imprese, l’offerta
aumenterà e il prezzo scenderà fino ad annullare gli extraprofitti.

6. Cosa sono i rendimenti di scala? Quand’è che sono crescenti?


Risposta. I rendimenti di scala sono una caratteristica delle funzio-
ni di produzione. Essi misurano cosa succede alla quantità prodotta
quando si aumentano, in proporzione, tutti gli input (ossia, appunto,
quando si varia la “scala” della produzione). Sono crescenti quando, au-
mentando entrambi gli input della stessa misura (per esempio raddop-
piandoli), il prodotto aumenta più che proporzionalmente (nell’esempio
considerato aumenta più del doppio).

Appello del 22 dicembre 2005 – Traccia A


Domande ed esercizi
1. Abbiamo due beni disponibili in quantità date, y1 = 50 e y2 = 80, e due
consumatori, Alberto (1) e Antonio (2). Le loro funzioni di utilità sono,
rispettivamente u1 = y11 y21 e u2 = y12 y22 . Ordinare (se è possibile) le
seguenti due allocazioni col criterio di Pareto: (a) y11 = 20, y21 = 20
(al secondo consumatore vanno le quantità restanti); (b) y11 = 20,
y21 = 32 (al secondo consumatore vanno le quantità restanti).

67
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. L’allocazione b è Pareto-ottimale (infatti si ha SM S1 =


y21
y11
= 32
20
= 85 e SM S2 = 30 48
= 85 ) mentre l’allocazione a non lo è (i due
SM S sono SM S1 = 20 20
= 1 e SM S2 = 60 30
= 2 e perciò sono diversi). Le
due allocazioni, però, non sono confrontabili. Infatti u1 (a) = 20 × 20 =
400 e u1 (b) = 20 × 32 = 640, sicché il primo consumatore guadagna
passando da a a b. Invece u2 (a) = 30 × 60 = 1800 e u2 (b) = 30 × 48 =
1440 e perciò la sua utilità diminuisce nel passaggio da a a b.

2. Cosa si intende con l’espressione “efficienza produttiva”?


Risposta. Si ha efficienza produttiva quando con una data quantità
degli input viene prodotta la quantità massima possibile di prodot-
to. Formalmente, se la tecnologia è espressa dalla funzione f (x1 , x2 ),
abbiamo y = f (x1 , x2 ). Invece avremmo inefficienza produttiva se si
avesse y < f (x1 , x2 ).

3. La curva di domanda di aspirina è y d = 900 − p. L’offerta viene da due


imprese che hanno la stessa funzione del costo totale, e precisamente
Cti = 180yi . Le due imprese si fanno concorrenza scegliendo le quantità
prodotte. Scrivere le loro funzioni di risposta ottima e servirsene per
calcolare prezzo, quantità prodotte e profitti.
Risposta. Abbiamo un duopolio di Cournot. La funzione di risposta
ottima della prima impresa è y1 = y m − y22 , dove è facile calcolare che
y m = a−c2
= 900−180
2
= 360. Quella della seconda impresa è la stessa
con gli indici scambiati. Per trovare le quantità prodotte applichiamo
l’ipotesi di simmetria e scriviamo l’equazione
yi
yi = 360 −
2
la cui soluzione è yi∗ = 240. Perciò le due imprese producono com-
plessivamente y ∗ = y1 + y2 = 480. Dalla curva di domanda si rica-
va, perciò p∗ = 900 − 480 = 420. Il profitto di ciascuna impresa è
π ∗ = (p − c) yi = (420 − 180) 240 = 57 600.

4. Il mercato delle arance (y) è perfettamente concorrenziale e in equi-


librio di lungo periodo. Illustrare quale è l’effetto sul prezzo e sulla
quantità prodotta di arance (nel breve e nel lungo periodo) provocato
dall’aumento del prezzo dei mandarini.
Risposta. Si parte dal grafico del mercato in equilibrio di lungo perio-
do con le consuete curve di domanda e di offerta il cui punto di incontro
identifica il prezzo di equilibrio di lungo periodo pL (quello uguale al
costo medio dell’impresa rappresentativa). L’aumento del prezzo di un

68
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

bene sostituto sposta a destra la curva di domanda. Nel breve periodo


salgono prezzo e quantità venduta. Nel lungo periodo si sposta a destra
anche la curva di offerta (perché entrano nuove imprese dato che nel
mercato si fanno extraprofitti). Nel nuovo punto di equilibrio di lungo
periodo la curva di offerta si sposta fino a far tornare il prezzo al livello
pL (la curva di offerta di lungo periodo è orizzontale).

5. Le preferenze di Alessandra sono descritte dal SM S = yy21 −1


−3
. Alessan-
dra consuma il paniere y1∗ = 10 e y2∗ = 36. Per poter consumare questo
paniere ha acquistato 15 unità del secondo bene. Quante unità del
primo bene ha dovuto vendere?
36−1
Risposta. Sostituendo il paniere scelto nel SM S si ottiene 10−3 =
5, sicché abbiamo il prezzo relativo pp21 = 5. Per trovare la quantità
venduta del primo bene usiamo la relazione d2 p2 = s1 p1 . Dividendo
primo e secondo membro per p2 , e sostituendo i dati di cui disponiamo,
otteniamo 15 = 5s1 , da cui segue subito s1 = 3.

6.  L’aumento del prezzo di un bene (a parità dell’altro) riduce sempre il


reddito reale del consumatore. Spiegare brevemente se l’affermazione
tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Il reddito reale si riduce solo se il consumatore
comprava il bene, ma aumenta se lo vendeva.

Appello del 22 dicembre 2005 – Traccia B


Domande ed esercizi
1. Cosa si intende con l’espressione “efficienza tecnica”? Quale condizione
la identifica?
Risposta. Si ha efficienza tecnica (o economica) quando la combina-
zione dei due input impiegata (appunto la “tecnica” impiegata) imini-
mizza il costo di produrre una data quantità di prodotto. La condizione
che la identifica è SM ST = w 1
w2
(è identificata dall’isocosto più basso
data la quantità da produrre, ossia l’isoquanto).

2. Le preferenze di Biagio sono descritte dal SM S = yy21 −3


−1
. Egli consuma
il paniere y1∗ = 21 e y2∗ = 43. Per poter consumare questo paniere ha
acquistato 6 unità del primo bene. Quante unità del secondo bene ha
dovuto vendere?
Risposta. Sostituendo il paniere scelto nel SM S si ottiene 43−3
21−1
=
p1
2, sicché abbiamo il prezzo relativo p2 = 2. Per trovare la quantità

69
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

venduta del secondo bene usiamo la relazione s2 p2 = d1 p1 . Dividendo


primo e secondo membro per p2 , e sostituendo i dati di cui disponiamo,
otteniamo s2 = 6 × 2, da cui segue subito s2 = 12.

3.  La diminuzione del prezzo di un bene (a parità dell’altro) accresce


sempre il reddito reale del consumatore. Spiegare brevemente se
l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Il reddito reale aumenta solo se il consumatore
comprava il bene, ma diminuisce se lo vendeva.

4. Abbiamo due beni disponibili in quantità date, y1 = 50 e y2 = 80, e


due consumatrici, Bruna (1) e Bettina (2). Le loro funzioni di utilità
sono, rispettivamente u1 = y11 y21 e u2 = y12 y22 . Ordinare, se possibile,
le seguenti due allocazioni col criterio di Pareto: (a) y11 = 15, y21 = 24
(alla seconda consumatrice vanno le quantità restanti); (b) y11 = 10,
y21 = 32 (alla seconda consumatrice vanno le quantità restanti).
Risposta. L’allocazione a è Pareto-ottimale (infatti si ha SM S1 =
y21
y11
= 24
15
= 58 e SM S2 = 56
35
= 85 ) mentre l’allocazione b non lo è (i due
32
SM S sono SM S1 = 10 = 3.2 e SM S2 = 4840
= 1.2 e perciò sono diversi).
Le due allocazioni sono confrontabili. Infatti u1 (a) = 15 × 24 = 360 e
u1 (b) = 10 × 32 = 320, sicché Bruna guadagna passando da b ad a.
Per Bettina abbiamo u2 (a) = 35 × 56 = 1960 e u2 (b) = 40 × 48 = 1920
e perciò anche Bettina guadagna nel passaggio da b ad a.

5. Il mercato del burro (y) è perfettamente concorrenziale e in equilibrio


di lungo periodo. Illustrare quale è l’effetto sul prezzo e sulla quan-
tità prodotta di burro (nel breve e nel lungo periodo) provocato dalla
diminuzione del prezzo dell’olio.
Risposta. Si parte dal grafico del mercato in equilibrio di lungo perio-
do con le consuete curve di domanda e di offerta il cui punto di incontro
identifica il prezzo di equilibrio di lungo periodo pL (quello uguale al
costo medio dell’impresa rappresentativa). La diminuzione del prezzo
di un bene sostituto sposta a sinistra la curva di domanda. Nel bre-
ve periodo scendono prezzo e quantità venduta. Nel lungo periodo si
sposta a sinistra anche la curva di offerta (perché esce una parte delle
imprese dato che nel mercato si fanno profitti inferiori al normale). Nel
nuovo di equilibrio di lungo periodo la curva di offerta si sposta fino a
far tornare il prezzo al livello pL (la curva di offerta di lungo periodo è
orizzontale).

70
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6. La curva di domanda di biscotti è y d = 1100 − p. L’offerta viene da due


imprese che hanno la stessa funzione del costo totale, e precisamente
Cti = 260yi . Le due imprese si fanno concorrenza scegliendo le quantità
prodotte. Scrivere le loro funzioni di risposta ottima e servirsene per
calcolare prezzo, quantità prodotte e profitti.
Risposta. Abbiamo un duopolio di Cournot. La funzione di risposta
ottima della prima impresa è y1 = y m − y22 , dove è facile calcolare che
y m = a−c2
= 1100−260
2
= 420. Quella della seconda impresa è la stessa
con gli indici scambiati. Per trovare le quantità prodotte applichiamo
l’ipotesi di simmetria e scriviamo l’equazione
yi
yi = 420 −
2
la cui soluzione è yi∗ = 280. Perciò le due imprese producono com-
plessivamente y ∗ = y1 + y2 = 560. Dalla curva di domanda si rica-
va, perciò p∗ = 1100 − 560 = 540. Il profitto di ciascuna impresa è
π ∗ = (p − c) yi = (540 − 260) 280 = 78 400.

Appello del 9 gennaio 2006


Domande ed esercizi
1. Si consideri il modello del consumatore con dotazioni iniziali. Il consu-
matore ha scelto un paniere in cui si ha y1v < e1 . Cosa si può dire circa
il consumo del secondo bene? È maggiore o minore della dotazione
a disposizione del consumatore? Cosa succede al consumo del primo
bene e del secondo bene quando aumenta p1 , assumendo che entrambi
i beni siano “normali”?
Risposta. Dal vincolo di bilancio p1 y1 + p2 y2 = p1 e1 + p2 e2 si ricava
p1 (y1 − e1 ) + p2 (y2 − e2 ) = 0, sicché, se il primo addendo è, come nel
nostro caso, negativo, allora il secondo addendo deve essere positivo.
Pertanto si ha y2v > e2 . Quando aumenta p1 il reddito reale del con-
sumatore aumenta, sicché, per l’effetto reddito, il consumo di entrambi
i beni deve aumentare (visto che sono “normali”). Ma si deve tener
conto dell’effetto sostituzione. L’aumento di p1 rende il secondo bene
relativamente meno caro; perciò nel suo caso anche l’effetto sostituzione
è positivo; possiamo allora concludere che ∆y2 > 0. Nel caso del primo
bene, però, l’effetto sostituzione è negativo; perciò avremo ∆y1 > 0 solo
se la dimensione dell’effetto reddito (er > 0) supera quella dell’effetto
sostituzione (es < 0) ossia se si ha er> |es|.

71
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

2. L’impresa record.com opera in un mercato perfettamente concorren-


ziale con la funzione del costo totale Ct = 1600 + 25y 2 e la funzione del
costo marginale Cm = 50y. Il mercato è in equilibrio di lungo periodo.
Calcolare il prezzo di equilibrio di lungo periodo e la quantità venduta
dall’impresa.
Risposta. L’equilibrio di lungo periodo è identificato dalla condizione
π = 0 (extraprofitti nulli) e perciò dalla condizione p = Cm = Cu.
Calcoliamo Cu = Ct y
= 1600
y
+ 25y. Dall’uguaglianza Cm = Cu ri-
1600
caviamo l’equazione 50y = y + 25y, da cui si ottiene facilmente
q
1600
yL = 25
= 8. Segue subito pL = Cm = 50 × 8 = 400.

3. Quali ipotesi generali vengono fatte per descrivere le preferenze dei


consumatori?
Risposta. Sono quattro: (i ) completezza; (ii ) coerenza; (iii ) non
sazietà; (iv ) sostituibilità imperfetta.

4. Quali caratteristiche identificano un mercato come concorrenza mono-


polistica?
Risposta. La concorrenza monopolistica presenta tutte le caratteri-
stiche della concorrenza perfetta (mercato atomistico, mercato traspa-
rente, assenza di barriere) tranne una: il prodotto non è omogeneo ma
differenziato.

5. Il negozio di alimentari corner-grocer vende il bene y in condizioni


di monopolio con la curva di domanda p = 3000 − 6y con la curva
del costo totale Ct = 200000 + 4y 2 e con la curva del costo marginale
Cm = 8y. Calcolare quantità venduta, prezzo e profitto.
Risposta. La scelta dell’impresa è identificata dalla condizione Rm =
Cm. La funzione del ricavo marginale viene ottenuta raddoppiando il
coefficiente angolare della curva di domanda ed è perciò Rm = 3000 −
12y. Abbiamo pertanto l’equazione 3000 − 12y = 8y, la cui soluzione
è y ∗ = 150. Il prezzo viene ricavato dalla curva di domanda ed è
p∗ = 3 000 − 6 × 150 = 2100. Calcoliamo infine il profitto: abbiamo
π = 2100 × 150 − (200000 + 4 × 1502 ) = 25000 > 0.

6. Si dia la definizione di bene pubblico e si risolva il seguente problema.


In Free-rider road c’è un villino bifamiliare, i cui due proprietari sono
mister Eager e mister Placid. Per illuminare la strada si possono instal-
lare dei lampioni al prezzo di 2500 euro ciascuno. Ciascun proprietario
valuta il beneficio del primo lampione pari a 3000 euro, e quello di

72
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

ciascun successivo lampione 1000 euro meno del precedente. Se uno


dei due proprietari aspetta che sia l’altro a sopportare la spesa dell’in-
stallazione dei lampioni in modo da usufruire gratis del bene pubblico,
quanti lampioni verranno installati? E quanti ne saranno installati se
invece i due proprietari si accordano per dividere la spesa?
Risposta. I beni pubblici presentano due caratteristiche: (i) indivisi-
bilità del beneficio (la stessa unità può essere consumata da più di un
soggetto, senza che ciò diminuisca l’utilità del singolo); (ii ) non esclu-
dibilità dal beneficio (quando una unità del bene viene prodotta, essa
è automaticamente a disposizione di tutti).
Soluzione del problema. Nel primo caso verrà installato un solo lam-
pione (per l’iniziativa di mister Eager, che è il primo proprietario che si
stufa di lasciare la strada al buio). Questo perché il beneficio marginale
del primo lampione è maggiore del suo costo marginale (3000 > 2500).
A mister Eager non conviene installarne un secondo il cui beneficio
marginale è minore del costo marginale (2000 < 2500). L’altro proprie-
tario, mister Placid, è ben felice di sfruttare il bene pubblico offerto da
mister Eager, e anche per lui il beneficio marginale del secondo lampio-
ne è inferiore al costo marginale. Se invece c’è un accordo (vincolante)
per dividere la spesa, verranno installati due lampioni. Il numero viene
deciso dalla condizione Bms ≥ Cms. quest’ultimo è costante e pari a
2500. Il beneficio marginale del primo lampione è 2×3000 > 2500; quel-
lo del secondo lampione è 2 × 2000 > 2500 (sicché conviene installarlo);
quello del terzo lampione è 2 × 1000 < 2500 sicché non conviene instal-
larlo perché il beneficio marginale sociale è inferiore al costo marginale
sociale. Appunto, ci si ferma a due lampioni.

Appello del 26 gennaio 2006


Domande ed esercizi
1. Si dia la definizione dell’isoquanto. Si disegni il suo grafico. Se ne
illustrino le principali caratteristiche.
Risposta. È la curva che identifica tutte le combinazioni di x1 e di x2
(tutte le tecniche) che consentono di produrre una quantità data y. Se
i due inputs sono sostituti imperfetti, la curva, con x1 in ascissa e x2
in ordinata, è decrescente e convessa (come una curva di indifferenza).

2. Consideriamo un consumatore che, dati i prezzi dei beni, ha scelto


di consumare il paniere E delle sue dotazioni iniziali. Spiegare cosa

73
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

succede alla sua utilità se cambia il prezzo relativo. Per rispondere


conviene disegnare il grafico.
Risposta. Il vecchio vincolo di bilancio passa per il punto E e anche il
nuovo continuerà a passare per E quale che sia il nuovo prezzo relativo
(pn ): sarà più piatta se pn < pv e più ripida se pn > pv . Ma in
entrambi i casi la nuova retta del bilancio sarà secante alla vecchia
curva di indifferenza. Questo significa che il consumatore potrà sempre
spostarsi su una curva di indifferenza più alta. Conclusione: quando
cambia il prezzo relativo la sua utilità aumenta comunque.

3. Le utilità marginali di Sara sono, rispettivamente, U m1 = 30y2 e


U m2 = 50y1 . Sara dispone di un reddito pari a M = 1920. Sapen-
do che i prezzi dei due beni sono p1 = 12 e p2 = 15, calcolare i suoi
acquisti dei due beni.
Risposta. La scelta è identificata dal vincolo di bilancio, che è 12y1 +
15y2 = 1920 (che può essere semplificata dividendo per 3 e ottenendo
4y1 + 5y2 = 640), e dalla condizione SM S = pp21 . Per calcolare il SM S
possiamo usare la sua relazione con le utilità marginali, ossia la formula
3y2
SM S = UU mm2
1
. In questo modo otteniamo SM S = 5y 1
. Uguagliando
p1
al prezzo relativo p2 = 15 e risolvendo per y2 , otteniamo y2 = 34 y1 .
12

Sostituendo nel vincolo di bilancio si ottiene l’equazione 4y1 + 20 y =


3 1
∗ ∗ 4
640 la cui soluzione è y1 = 60. Perciò si ha anche y2 = 3 × 60 = 80.

4.  Nel breve periodo l’impresa sceglie le quantità dei due input sulla base
w1 
della condizione SM ST = w 2
. Spiegare se l’espressione tra virgolette
è corretta o no.
Risposta. È sbagliato l’aggettivo “breve”, che va sostituito dall’ag-
gettivo “lungo”. La condizione SM ST = w w2
1
identifica la scelta della
tecnica nel lungo periodo, quando appunto l’impresa può scegliere li-
beramente entrambi gli input, sia il lavoro (che può scegliere anche nel
breve periodo) sia l’impianto, che può scegliere solo nel lungo periodo.

5. Un’impresa opera in condizioni di concorrenza perfetta. La sua pro-


duttività marginale è P m = 150 − 4x. Il prezzo del prodotto è p = 25;
il salario è w = 50. Calcolare la sua domanda di lavoro.
Risposta. La condizione del massimo profitto, che identifica la scelta
dell’impresa, è p = Cm. Dato che il costo marginale è dato dal rapporto
tra salario e produttività marginale (ossia Cm = w/P m) possiamo
ricavare la condizione equivalente w = p×P m, che definisce la domanda
di lavoro. Nel nostro caso questa condizione è 50 = 25 (150 − 4x) che è

74
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

un’equazione la cui soluzione ci dà x∗ = 37. Dunque l’impresa domanda


37 unità di lavoro.

6. Un’impresa si trova in condizioni di monopolio in un mercato la cui cur-


va di domanda è y = 150− 12 p. La funzione del costo totale dell’impresa
è Ct = 8000 + 20y. Calcolare il profitto conseguito dall’impresa.
Risposta. La scelta del monopolista è identificata dalla condizione
Rm = Cm. Dobbiamo perciò calcolare queste due funzioni. Per otte-
nere la prima invertiamo innanzitutto la curva di domanda y = 150− 12 p,
per ottenere la funzione del ricavo medio p = Ru = 300 − 2y; da que-
sta funzione si ottiene subito Rm = 300 − 4y (è la solita retta con
lo stesso termine noto e doppio coefficiente angolare). Per ottenere il
costo marginale osserviamo che, nel problema in esame, il costo totale
è una retta, sicché il costo marginale non è altro che il suo coefficiente
angolare: Cm = 20. Utilizzando questi risultati abbiamo l’equazione
300 − 4y = 20 (appunto Rm = Cm), la cui soluzione è y ∗ = 70. Se-
gue subito, sostituendo nella curva del ricavo medio (o nella curva di
domanda), p∗ = 160. Il profitto può essere calcolato partendo dalla
sua definizione π = Rt − Ct. Sostituendo i nostri risultati otteniamo
π ∗ = 160 × 70 − 8000 − 20 × 70 = 1800.

Appello dell’8 febbraio 2006


Domande ed esercizi
1. Se il saggio marginale di sostituzione è maggiore del prezzo relativo
p1
p2
il consumatore aumenterà o ridurrà il consumo del primo bene?
Giustificare la risposta.
Risposta. Lo aumenterà. Basta disegnare il grafico e si vede subito
che il consumatore si trova in un punto della retta del bilancio in cui
la curva indifferenza è secante e nel punto di incontro è più ripida.

2. Si dia la definizione del salario di riserva. Se ne calcoli il valore nel


caso che la funzione di offerta del lavoratore sia xs = 12w − M dove
M = 180 è il reddito proveniente da fonti diverse dal lavoro. Come
cambierebbe la risposta se si avesse M = 132?
Risposta. È quel livello w0 in corrispondenza del quale l’offerta di
lavoro si annulla: per w ≤ w0 si ha xS = 0; per w > w0 si ha xS > 0.
Per calcolare il salario di riserva basta perciò porre nella sua funzione di
offerta xS = 0. Si ottiene l’equazione 0 = 12w − 180 e perciò w0 = 15.

75
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Se il reddito non da lavoro fosse più basso (M = 132) anche il salario


di riserva sarebbe più basso. Il calcolo dà w0 = 11.

3. In concorrenza perfetta la quantità prodotta è la “variabile di scelta”


dell’impresa. Spiegare brevemente se l’affermazione tra virgolette è
corretta.
Risposta. È corretta. L’impresa infatti non può decidere il prezzo:
non lo può aumentare perché perderebbe tutti i clienti (le imprese sono
tante e piccole e il prodotto è omogeneo); non le conviene diminuirlo
perchè può vendere tutto quel che vuole al prezzo dato (è “piccola”).
Insomma è price taker. L’unica cosa che può decidere è appunto la
quantità da produrre e da vendere.

4. Un’impresa vende il bene y in condizioni di monopolio. Il suo ricavo


unitario è descritto dalla relazione p = 600 − 10y e il suo costo unitario
è descritto dalla relazione Cu = 5600y
+ 40. Calcolare prezzo, quantità
venduta e profitto.
Risposta. La condizione che identifica la scelta è Rm = Cm. Si
ha Rm = 600 − 20y (si raddoppia il coefficiente angolare della curva
del ricavo unitario). Per ricavare Cm si ricava prima Ct = Cu · y =
5600 + 40y e poi da Ct si ricava Cm = 40 (è il coefficiente angolare
di Ct oppure si usa la formula Cm = Ct (y + 1) − Ct (y)). Allora la
condizione diventa 600 − 20y = 40 la cui soluzione è y ∗ = 28. Dato che
p = Ru, sostituendo y ∗ si ottiene p∗ = 600 − 10 × 28 = 320. Il profitto
è dato da π ∗ = y ∗ (p∗ − Cu) = 28 320 − 5600
28
− 40 = 2240.

5. Dare la definizione di “prezzo ombra”.


Risposta. È il prezzo che corrisponde a un’allocazione Pareto-ottimale.
È identificato dal punto di incontro tra la curva del beneficio marginale
sociale (Bms) e quella del costo margianle sociale (Cms). In assenza
di esternalità coincide col prezzo che verrebbe realizzato da un mercato
perfettamente concorrenziale.

6. Un mercato perfettamente concorrenziale è descritto dalla curva di do-


manda y d = 240−3p e dalla curva di offerta y s = 5p. Calcolare prezzo e
quantità di equilibrio. Se la quantità che le imprese portano al mercato
si basa sul prezzo di offerta ps = 24, quale sarà il prezzo di domanda?
Risposta. Il prezzo di equilibrio viene ricavato dalla condizione y d =
y s ossia dall’equazione 240 − 3p = 5p la cui soluzione è p∗ = 30. Segue
allora che la quantità di equilibrio è y ∗ = 150. Se il prezzo di offerta è
ps = 24, la quantità offerta è y s = 5 × 24 = 120. Sostituendo questa

76
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

quantità nella curva di domanda si ottiene l’equazione 120 = 240 − 3p,


la cui soluzione è pd = 40.

Appello del 16 febbraio 2006


Domande ed esercizi
1. Disegnare il vincolo di bilancio di un consumatore che dispone della
somma di denaro M = 240 da spendere nell’acquisto di due beni, y1 e
y2 , i cui prezzi sono p1 = 24 e p2 = 48. Spiegare come cambia il disegno
quando il prezzo del secondo bene diventa pn2 = 96.
Risposta. L’equazione del vincolo di bilancio è p1 y1 + p2 y2 = M , che
è l’equazione di una retta scritta in forma implicita (quella esplicita è
y2 = M p2
− pp12 y1 ). Il grafico, con y1 in ascissa e y2 in ordinata, è una retta
decrescente che incontra l’asse orizzontale nel punto M p1
= 24024
= 10
M 240
(quadretti) e l’asse verticale nel punto p2 = 48 = 5 (quadretti). Il
coefficiente angolare della retta, in valore assoluto, è il prezzo relativo
p1 /p2 = 21 (graficamente è il rapporto tra il segmento M p2
e il segmento
M 5
p1
ossia appunto 10 ). Un modo per costruire il grafico è quello di porre
y1 = 0, ricavando l’intercetta sull’asse delle ordinate y2 = M/p2 , e poi
porre y2 = 0, ricavando l’intercetta sull’asse delle ascisse y1 = M/p1 .
Quando p2 aumenta diventando pn2 = 96 l’intercetta sull’asse verticale
diminuisce, diventando 240 96
= 2.5 (quadretti) mentre quella sull’asse
orizzontale rimane immutata: perciò la retta ruota verso il basso (si
vede anche che diminuisce il coefficiente angolare, che diventa pp12 =
24
96
= 14 ).

2.  Se in un mercato i venditori e i compratori sono “tanti” e “piccoli”


allora il mercato è perfettamente concorrenziale. Spiegare brevemente
se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. Quelle caratteristiche identificano un mercato “ato-
mistico” ma non bastano per avere un mercato perfettamente concor-
renziale. Occorre anche che il prodotto sia omogeneo (altrimenti avrem-
mo concorrenza monopolistica), che non ci siano barriere all’entrata e
che il mercato sia “trasparente”.

3.  L’espressione “fallimento del mercato” significa che il mercato non


riesce a garantire alle imprese che vi operano di ottenere profitti po-
sitivi. Spiegare in breve se l’affermazione tra virgolette è corretta o
sbagliata.

77
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. È sbagliata. Con l’espressione “fallimento del mercato”


si intende una situazione in cui l’allocazione realizzata dal mercato
non è Pareto-ottimale. Questo succede, per esempio, quando non c’è
concorrenza perfetta, o quando c’è una esternalità, o quando lo Stato
interviene in un mercato concorrenziale con tasse o sussidi. In questi
casi, il mercato raggiunge un equilibrio, ma, appunto, questo equilibrio
non è Pareto-ottimale.

4. Abbiamo un mercato perfettamente concorrenziale in cui le imprese,


tutte uguali, massimizzano il profitto date le seguenti funzioni del costo
totale e del costo marginale: Ct = 900 + y 2 , Cm = 2y. Il prezzo del
prodotto è p = 50. Controllare se il mercato si trova in equilibrio di
breve o di lungo periodo.
Risposta. Per risolvere l’esercizio si possono seguire due strade.
La prima strada. Si calcola il profitto (l’extraprofitto) dell’impresa
rappresentativa e si vede se è nullo. La scelta è data dalla condizione
p = Cm, ossia, nel nostro caso, 50 = 2y, da cui si ricava subito y ∗ = 25.
Il ricavo totale dell’impresa è Rt = p × y = 50 × 25 = 1250. Il costo
totale è Ct = 900 + 252 = 1525. Perciò il profitto è π = Rt − Ct =
1250 − 1525 = −275 < 0. Dunque il mercato è in equilibrio di breve
periodo (la presenza di extraprofitti negativi indurrà alcune imprese ad
abbandonare il mercato).
La seconda strada. Si calcola l’equilbrio di lungo periodo. Si parte dalla
condizione Cu = Cm da cui si ricava l’equazione 900 y
+ y = 2y, la cui
L
soluzione è y = 30. Segue allora che il prezzo di equilibrio di lungo
periodo è pL = 60. Dato che il prezzo nel mercato è p = 50, e non
p = 60, segue che il mercato non è in equilibrio di lungo periodo.

5. Un’impresa impiega le quantità degli input x1 = 64 e x2 = 36 con la



funzione di produzione y = x1 x2 . Sapendo che i prezzi dei due input
sono rispettivamente w1 = 54 e w2 = 96 e che l’impresa si trova in
equilibrio di lungo periodo in un mercato perfettamente concorrenziale,
calcolare il prezzo del prodotto y.
Risposta. Il prezzo di equilibrio di lungo periodo è dato dalla con-
dizione p = Cu. Dato che Cu = Ct y
dobbiamo calcolare costo tota-
le e quantità prodotta. Il costo totale è dato dalla relazione Ct =
w1 x1 + w2 x2 = 54 × 64 + 96 × 36 = 6912. La quantità
√ prodotta può es-
sere ricavata dalla funzione di produzione: y = 64 × 36 = 48. Perciò
si ha Cu = 6912
48
= 144 che, per quanto detto, è il prezzo di equilibrio
di lungo periodo.

78
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6. Illustrare in breve la differenza principale tra duopolio di Cournot e


duopolio di Bertrand.
Risposta. Nel duopolio di Cournot le imprese si fanno concorrenza
scegliendo (simultaneamente) le quantità prodotte. Nel duopolio di Ber-
trand si fanno concorrenza scegliendo i prezzi. Per quanto riguarda i
risultati, i due equilibri di Nash risultanti sono assai diversi: nel duo-
polio di Cournot il prezzo di equilibrio è più alto, le quantità prodotte
sono inferiori (anche se maggiori di quelle dell’accordo) e i profitti so-
no positivi; nel duopolio di Bertrand (assumendo imprese identiche) il
prezzo è uguale al costo marginale e i profitti sono nulli.

Appello del 5 giugno 2006


Domande ed esercizi
1. Cosa si intende con l’espressione “produttività marginale”?
Risposta. La produttività marginale di un dato input misura l’au-
mento di quantità prodotta che si ottiene quando si aumenta di uno la
quantità di quell’input lasciando ferma la quantità dell’altro input.

2. Il saggio marginale di sostituzione di Lorenzo è SM S = yy21 . I prezzi


dei due beni sono uguali. Lorenzo possiede inizialmente 10 unità del
primo bene e 20 del secondo. È possibile, senza calcolare la scelta,
affermare che verrà venduta un po’ della dotazione del secondo bene.
Con quale ragionamento? Calcolare la scelta indicando quale sarà la
quantità effettivamente venduta.
Risposta. Dato che i prezzi sono uguali poniamo p1 = p2 = 1. Si vede
subito che, nella situazione iniziale si ha SM S = ee21 = 2 > pp12 = 1.
Nel punto E la curva di indifferenza è più inclinata della retta del
bilancio sicché, effettivamente, Lorenzo ha interesse a vendere una parte
della sua dotazione del secondo bene. Scriviamo le due condizioni che
identificano la scelta:
(
y1 + y2 = 30 (vincolo di bilancio)
y2 /y1 = 1 (SM S uguale prezzo relativo)

Un facile calcolo dà y1∗ = y2∗ = 15. Perciò Lorenzo vende e2 − y2∗ = 5
unità del secondo bene con cui acquista y1∗ − e1 = 5 unità del primo
bene.

3. L’impresa storep organizza convegni che vende in un mercato perfet-


tamente concorrenziale al prezzo p = 24. La funzione del suo costo

79
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

totale è Ct = 60 + 3y 2 (e quella del suo costo marginale è Cm = 6y).


Quanti convegni organizza la storep? Che farà nel lungo periodo?
Risposta. Dalla solita condizione p = Cm si ottiene l’equazione 24 =
6y e perciò la quantità y ∗ = 4. Il calcolo del profitto dà π = (24 × 4) −
(60 + 3 × 42 ) = −12. L’impresa è in perdita. Se non è sussidiata, nel
lungo periodo le conviene chiudere.

4. Cosa succede al prezzo di equilibrio e alla quantità venduta del bene y


quando diminuisce il prezzo di un bene complementare? Illustrare il ra-
gionamento facendo uso del grafico che descrive l’equilibrio del mercato
del bene y.
Risposta. L’equilibrio (prezzo e quantità) del bene y è descritto dal
punto di incontro della curva di domanda (assunta decrescente) e del-
la curva di offerta (assunta crescente). Quando diminuisce il prezzo
di un bene complementare la domanda di y (a parità di prezzo) au-
menta. Perciò la curva di domanda si sposta a destra. Dato che (per
ipotesi) la curva di offerta è crescente, il nuovo equilibrio del bene
y è caratterizzato da un prezzo più alto e da una maggiore quantità
venduta.

5. Illustrare il meccanismo che, nel lungo periodo, regola il flusso delle


imprese in entrata e in uscita da un mercato concorrenziale.
Risposta. Il meccanismo si basa sulla presenza o meno di extraprofitti.
Quando l’impresa rappresentativa ha π > 0, altre imprese entreranno
nel mercato attirate dalla presenza di extraprofitti; perciò la curva di
offerta si sposta a destra; perciò il prezzo di equilibrio scende; il processo
termina e si ha un equilibrio di lungo periodo quando p = Cu (quando
cioé gli extraprofitti si annullano). Il meccanismo è simmetrico quando
inizialmente si ha π < 0 (alcune imprese cominciano a uscire, la curva
di offerta si sposta a sinstra, il prezzo di equilibrio comincia a salire,
ecc.).

6. La curva di domanda del servizio comunale di taxi è p = 200 − y;


il livello del costo marginale è Cm = 10. Quali sarebbero prezzo e
quantità se il Comune concedesse gratuitamente la licenza a chiunque
ne facesse richiesta? E quali sarebbero, invece, prezzo e quantità se il
Comune concedesse la licenza a una sola impresa?
Risposta. Nel primo caso la risposta è data dalla condizione (con-
correnziale) p = Cm ossia dall’equazione 200 − y = 10; la soluzione
è y c = 190 cui corrisponde pc = 10. Nel secondo caso la risposta è

80
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

data dalla condizione (monopolistica) Rm = Cm ossia dall’equazione


200 − 2y = 10; la soluzione è y m = 95 cui corrisponde pm = 105.

Appello del 15 giugno 2006


Domande ed esercizi
1. L’impresa côte-d’ivoire deve decidere se costruire 3 villaggi turistici

con una tecnologia descritta dalla funzione di produzione y = 41 x1 x2 e
dal saggio marginale di sostituzione tecnica SM ST = xx21 . Sapendo che
i prezzi dei due input sono rispettivamente w1 = 1 e w2 = 9 calcolare
quali sono le quantità necessarie dei due input e qual è il prezzo minimo
di un villaggio turistico per cui l’impresa è disposta a costruire i tre
villaggi.
Risposta. La condizione che identifica la scelta della tecnica nel lungo
w1
periodo è SM ST = w 2
, ossia nel nostro caso xx12 = 19 da cui si ricava x1 =
9x2 . Sostituendo questo
√ risultato nella funzione di produzione con y =
3 si ha l’equazione 14 9x2 x2 = 3, la cui soluzione è x∗2 = 4. Segue subito
x∗1 = 36. Il costo unitario di un impianto è Cu = (36 × 1 + 4 × 9) 13 =
24. Perciò il prezzo minimo per accettare l’impegno è p > 24.

2. L’effetto totale della variazione di un prezzo (per esempio l’aumento


di p1 ) sulla quantità del bene consumata può essere scomposto in un
“effetto reddito” e un “effetto sostituzione”. Illustrare il significato di
queste due espressioni.
Risposta. La variazione del prezzo (l’aumento di p1 ) ha due effetti:
(i ) cambia il prezzo relativo (il primo bene diventa relativamente più
caro) e (ii ) sposta il consumatore su una diversa curva di indifferenza
(più bassa). Il primo aspetto ha a che fare con l’effetto sostituzione: il
consumatore tende a ridurre il consumo del bene divenuto relativamen-
te più caro (cioè y1 ) e a sostituirlo, a parità di reddito reale, col bene
divenuto relativamente meno caro (cioè y2 ). L’inciso “a parità di red-
dito reale” è importante. Per questo, per calcolare l’effetto sostituzione
si vede quale sarebbe la nuova scelta del consumatore se potesse rima-
nere sulla curva di indifferenza di partenza (il “livello” della curva di
indifferenza è una definizione implicita di reddito reale); questa scelta
(teorica) è identificata dal punto sulla vecchia curva di indifferenza che
ha l’inclinazione pari a quella della nuova retta del bilancio (appunto,
del nuovo prezzo relativo). Tuttavia, come si è detto prima, il consu-
matore deve scegliere un paniere su una curva di indifferenza più bassa.
Detto in altri termini, l’aumento del prezzo riduce il reddito reale del

81
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

consumatore: questo aspetto ha a che fare con l’effetto reddito. Esso


può essere calcolato per differenza tra il cambiamento di scelta com-
plessivo (dal vecchio punto di tangenza al nuovo punto di tangenza) e
il cambiamento di scelta associato all’effetto sostituzione, calcolato nel
modo visto sopra.
3. La funzione di utilità di Ciro è u = 5y1 y2 . Egli sceglie di spendere il
suo reddito M = 240 nell’acquisto delle quantità y1∗ = 15 e y2∗ = 24.
Calcolare i prezzi dei due beni.
Risposta. Come sempre, la scelta è identificata mettendo a sistema
la condizione SM S = pp21 e la condizione p1 y1 + p2 y2 = M . Col solito
procedimento si ricava SM S = UU m m1
2
= yy21 . Sostituendo tutti i dati si
ottiene il sistema
24
= pp12
(
15
15p1 + 24p2 = 240
Risolvendo il sistema si trova facilmente p1 = 8 e p2 = 5. Un altro modo
per risolvere il problema è il seguente: dalla condizione yy21 = pp12 (saggio
marginale di sostituzione uguale prezzo relativo) si ricava, effettuando
il “prodotto in croce”, l’uguaglianza y1 p1 = y2 p2 ; essa significa che il
consumatore spende la stessa cifra per ciascuno dei due beni, ossia 120;
perciò, conoscendo le quantità acquistate, è facile calcolare i due prezzi:
p1 = 120
15
= 8 e p2 = 120
24
= 5.
4. Definire il prezzo di offerta e il prezzo di domanda. Spiegare brevemente
se la seguente affermazione tra virgolette è vera o falsa: Se il prezzo
di offerta è maggiore del prezzo di domanda ne segue che la quantità
domandata è minore di quella offerta.
Risposta. Il prezzo di offerta è il prezzo (atteso dalle imprese) sulla
cui base viene decisa la quantità offerta da portare al mercato, quan-
tità che, di conseguenza, va assunta data nel giorno di mercato (può
essere variata solo per un giorno di mercato successivo). Il prezzo di
domanda è quel prezzo che uguaglia quell’offerta data alla domanda
che si esprime nel mercato di quel giorno. L’affermazione tra virgolette
è falsa. Il prezzo di domanda (pd ) è il prezzo di equilibrio di brevissimo
periodo (giorno di mercato) e perciò uguaglia la quantità domandata
alla quantità offerta per quel giorno che è data e che è stata decisa,
appunto, sulla base del prezzo di offerta (ps ). È vero che l’offerta era
eccessiva (cioè non poteva essere venduta tutta al prezzo ps ), ma viene
venduta tutta al prezzo di domanda che si forma nel mercato grazie
alla “legge della domanda e dell’offerta”. Solo nel periodo successivo,
dato che si ha ps > pd , le imprese ridurranno la loro offerta (∆y s < 0)

82
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

5. Cosa afferma il “criterio di Pareto”?


Risposta. È un criterio che può essere utilizzato per ordinare (par-
zialmente) le allocazioni, ossia le distribuzioni delle risorse (date) tra
diversi impieghi e/o tra diversi soggetti. Il criterio afferma che un’allo-
cazione A è migliore di un’allocazione B (è pareto-superiore) se almeno
un soggetto preferisce A a B e nessun soggetto preferisce B ad A (even-
tualmente ci può essere qualche soggetto che è indifferente tra A e B).
Dal criterio consegue che un’allocazione A è ottima (è pareto-ottimale)
se rispetto a essa non può essere identificata alcuna allocazione miglio-
re. Detto diversamente, se c’è qualche soggetto che preferisce ad A
un’altra allocazione (e ce ne sono certamente), non c’è nessuna altra
allocazione B che riceve la totalità dei consensi, ossia è preferita (o
almeno è indifferente ad A) da tutti i soggetti (insomma, ci deve essere
almeno un soggetto che non è d’accordo e preferisce A a B). È facile
capire, allora, perché il criterio di Pareto è parziale: due allocazioni
A e B non sono confrontabili (secondo il criterio in questione) se c’è
almeno un soggetto che preferisce A a B e c’è almeno un altro soggetto
che preferisce B ad A.

6. Abbiamo un oligopolio costituito da tre imprese identiche. La curva


di reazione della prima impresa è y1 = 18 − y2 +y
2
3
. Calcolare la quan-
tità prodotta dalla prima impresa nell’equilibrio di Nash-Cournot e la
quantità complessivamente venduta nel mercato. Come cambierebbero
le risposte se le imprese fossero solo due? E se ci fosse solo un’impre-
sa? E infine, quali sarebbero le quantità se le tre imprese potessero
accordarsi per stabilire un’intesa?
Risposta. Dato che le imprese sono identiche, esse producono in equi-
librio la stessa quantità, che chiameremo yi . Sostituendo nella curva
di reazione abbiamo l’equazione yi = 18 − yi +y2
i
, che dà come soluzione
yi = 9 e perciò y = 3yi = 27. Nel caso di due imprese si pone y3 = 0 e,
ripetendo il procedimento, si ottiene yi = 12 e y = 2yi = 24. Nel caso di
una sola impresa (monopolio) dato che si ha y2 = y3 = 0, la risposta è,
ovviamente, y1 = y = 18. Notare che la quantità prodotta dalla singola
impresa aumenta man mano che il numero delle imprese si riduce, men-
tre la quantità complessivamente venduta nel mercato diventa sempre
più piccola. Infine, nel caso dell’intesa la quantità complessivamente
prodotta sarebbe ancora quella del monopolio, ossia y = 18, e ciascuna
impresa ne produrrebbe un terzo, ossia yi = 6.

83
facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Appello del 6 luglio 2006


Domande ed esercizi
1. Il saggio marginale di sostituzione che descrive le preferenze di Lisa è
SM S = 3y 2 +5
5y1 −4
. Lisa consuma il paniere y1∗ = 3 e y2∗ = 35. Assumendo
il secondo bene come numerario, calcolare il prezzo del primo bene e la
somma spesa da Lisa per acquistare quel paniere.
Risposta. La condizione che identifica la scelta del consumatore è
SM S = pp21 . Sostituendo i dati disponibili e ricordando che p2 = 1
(numerario) abbiamo l’equazione 3×35+5
5×3−4
= p1 . Fatto il calcolo si ottiene
subito p1 = 10. La somma spesa per acquistare il paniere è M =
3 × 10 + 35 × 1 = 65.
2. Costruire il grafico della scelta del consumatore che consente di iden-
tificare la quantità di lavoro che il consumatore decide di offrire. Mo-
dificare il grafico facendo aumentare il salario e mostrare cosa succede
alla quantità di lavoro offerta. Aumenta, diminuisce o rimane uguale?
Commentare il risultato ottenuto.
Risposta. Il grafico ha in ordinata y (la quantità del bene consumata)
e in ascissa L (la quantità “consumata” di tempo libero). Il vincolo di
bilancio è una retta che passa per il punto E delle dotazioni iniziali
di tempo disponibile T (misurato sull’ascissa) e di consumo M/p (mi-
surato sull’ordinata) e ha un’inclinazione pari al salario reale (prezzo
relativo) w/p. Le preferenze sono descritte da una mappa di curve
di indifferenza decrescenti e convesse. La scelta (L∗ , y ∗ ) è identificata
dalla curva di indifferenza più alta. Assumendo che essa sia tangente
alla retta del bilancio a sinistra di E, l’offerta di lavoro è identificata
sull’asse delle ascisse dal segmento T L∗ . L’aumento del salario accre-
sce l’inclinazione della retta del bilancio (che continua a passare per
E). Il nuovo punto di tangenza (su una curva di indifferenza più alta)
identifica la nuova scelta. L’offerta di lavoro può aumentare, diminuire
o restare immutata (dipende dal grafico, ossia dalle preferenze e dalla
variazione del salario). Il risultato si spiega chiamando in causa effetto
reddito ed effetto sostituzione.
3. Il ristorante godinez ha 8 tavoli, sempre pieni (evidentemente si man-
gia bene), ma il proprietario non ha alcuna intenzione di aggiungere
un altro tavolo. La sua funzione del costo totale è Ct = 3y 2 dove
y rappresenta il numero di tavoli. La funzione del costo marginale è
Cm = 6y. Assumendo che il mercato in cui opera l’impresa godinez
sia perfettamente concorrenziale, calcolare il suo (extra)profitto.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Risposta. L’mpresa sta massimizzando il suo (extra)profitto (altri-


menti aumenterebbe il numero di tavoli). Perciò la sua scelta (siamo
in concorrenza perfetta) è identificata dalla condizione p = Cm. Co-
noscendo la formula del costo marginale (Cm = 6y) e conoscendo la
quantità prodotta (y ∗ = 8) possiamo calcolare il prezzo: si ottiene su-
bito p = 48. Conoscendo la formula del costo totale (Ct = 3y 2 ) è facile
calcolare il valore dell’extraprofitto: π = Rt−Ct = 8×48−3×82 = 192.

4. Cosa vuol dire l’espressione “mercato atomistico”? E l’espressione


“mercato trasparente”? Quali forme di mercato hanno entrambe queste
caratteristiche?
Risposta. Mercato atomistico: il numero dei compratori e dei ven-
ditori è grande; le quantità domandate e offerte dai singoli soggetti
sono piccole. Mercato trasparente: ogni compratore è informato sulle
condizioni di vendita di tutte le imprese (l’informazione è “completa”).
Le forme di mercato che hanno entrambe queste caratteristiche sono
la concorrenza perfetta e la concorrenza monopolistica (condividono
anche la caratteristica della “assenza di barriere”, mentre si distinguo-
no perché in concorrenza perfetta il prodotto è omogeneo, mentre in
concorenza monopolistica il prodotto è differenziato).

5. Abbiamo un duopolio con imprese identiche. La curva di reazione della


prima impresa è y1 = 100 − y22 . La prima impresa ha deciso di produrre
la quantità y1 = 50. Quale è la risposta ottima della seconda impresa
a questa decisione della prima impresa?
Risposta. La risposta ottima della seconda impresa è descritta dalla
sua curva di reazione, che è y2 = 100 − y21 . Sostituendo la quantità
y1 = 50 si ottiene y2 = 75. Notare che y1 = 50 è la quantità che la
prima impresa dovrebbe produrre se vi fosse un accordo collusivo e che
la risposta ottima y2 = 75 è la conferma che l’accordo collusivo non è
un equilibrio di Nash. Due possibili risposte sbagliate sono le seguenti.
(1) Poichè le imprese sono identiche anche la seconda impresa produce
50; in realtà le quantità prodotte di due imprese identiche sono uguali
solo nei casi di intesa o di equilibrio di Nash; qui non siamo in nessuno
dei due casi e, appunto, y2 = 50 non è la risposta ottima a y1 = 50.
(2) Sostituendo y1 = 50 nella formula della traccia si ottiene y2 = 100;
questa risposta è sbagliata perché si basa sulla curva di reazione della
prima impresa, non della seconda; il suo significato è il seguente: se la
seconda impresa sceglie di produrre y2 = 100 allora la risposta ottima
della prima impresa è quella di produrre y1 = 50.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

6.  La scelta che massimizza il profitto per un’impresa che opera in con-


dizioni di monopolio è identificata dalla condizione p = Cm. Spiegare
in breve se l’affermazione tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa. La condizione corretta è Rm = Cm (e in monopolio
si ha p = Ru > Rm. La condizione tra virgolette sarebbe vera se la
forma di mercato considerata fosse la concorrenza perfetta.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Appello del 12 settembre 2006


Domande ed esercizi
1. Dare la definizione economica (a parole) di saggio marginale di sostitu-
zione tra due beni. Le preferenze di Gianni sono descritte dalla curva di
indifferenza y2 = 200
y1
. Gianni possiede il paniere V = (4; 50). Calcolare
il saggio marginale di sostituzione assumendo come punto di partenza
il paniere V .
Risposta. Il saggio marginale di sostituzione misura quante unità del
secondo bene (y2 ) è disposto a cedere il consumatore (restando indiffe-
rente) in cambio di una unità in più del primo bene (y1 ). Consideriamo
il paniere N , sempre sulla curva di indifferenza, che contiene una unità
in più del primo bene. Abbiamo perciò y1N = 5. Sostituendo que-
sto valore nella formula della curva di indifferenza otteniamo y2N = 40.
Ora possiamo
calcolare
il saggio marginale di sostituzione dalla formula
yN −yV
SM S = y2N −y2V = 40−50 = 10.

1 1
5−4

2. L’aumento del salario ha due effetti sull’offerta di lavoro. Quali sono


questi due effetti? E che si può dire dell’effetto complessivo?
Risposta. Sono l’effetto sostituzione e l’effetto reddito. Effetto sosti-
tuzione: rende il tempo libero L più caro e ne scoraggia il consumo;
perciò si offre più lavoro x = T − L (il consumatore si sposta in alto
lungo la curva di indifferenza). Effetto reddito: rende il consumatore
più ricco (perché vende il suo tempo); perciò sposta la scelta su una
curva di indifferenza più alta . Ci sono due possibilità: (a) L è un bene
“normale”, e allora il suo consumo aumenta (si offre meno lavoro); (b)
L è un bene “inferiore”, e allora il suo consumo diminuisce (si offre più
lavoro ). Effetto complessivo: se L è un bene inferiore l’offerta di lavoro
aumenta (i due effetti lavorano nella stessa direzione); se M è un bene
normale” l’aumento o la diminuzione dell’offerta di lavoro dipende da
quale dei due effetti prevale (quando il salario è basso prevale l’effetto
sostituzione, ma quando è alto può prevalere l’effetto reddito).

3. Si consideri un’impresa che opera in condizioni di breve periodo (x2 è


un dato). Quale è l’effetto di un aumento del prezzo del primo input
(w1 ) sul costo totale dell’impresa? E sul costo marginale? E quali sono
i corrispondenti effetti dell’aumento di w2 ?
Risposta. Abbiamo Ct = w1 x1 + w2 x2 . Perciò esso aumenta sia
quando aumenta w1 sia quando aumenta w2 . Abbiamo Cm = Pwm11 .
Perciò esso aumenta solo quando aumenta w1 (l’aumento di w2 accresce

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

solo il costo fisso, ma non il costo marginale, perché nel breve periodo
la quantità del secondo input non può essere cambiata).

4. Un mercato perfettamente concorrenziale è descritto dalla curva di do-


manda y d = 360 − 5p e dalla curva di offerta y s = 4p. Verificare che il
prezzo p = 50 non garantisce l’equilibrio nel mercato. Assumendo che
valga la legge della domanda e dell’offerta, cosa succede al prezzo? E
quali sono prezzo e quantità di equilibrio?
Risposta. Sostituendo p = 50 nella curva di domanda si ottiene y d =
110 e sostiuendo nella curva di offerta si ottiene y s = 200 > y d . C’è
un eccesso di domanda negativo. Perciò il prezzo tende a diminuire
fino a quando il mercato non raggiunge l’equilibrio. quest’ultimo è
identificato dalla condizione y d = y s ossia, sostituendo, dall’equazione
360 − 5p = 4p, che ha come soluzione p∗ = 40. Segue subito y ∗ = 160.

5. Cosa è la “scala minima efficiente”? Che informazioni ci dà sulla forma


di mercato destinata a prevalere?
Risposta. Con l’espressione “scala minima efficiente” si intende la di-
mensione dell’impianto che sfrutta al massimo l’effetto delle economie
di scala (in impianti maggiori il prevalere delle diseconomie di scala
fa risalire il costo unitario). La “scala minima efficiente” può essere
misurata con la quantità prodotta da quell’impianto quando, appunto,
viene usato in modo economicamente efficiente (con la tecnica identifi-
cata dall’isocosto tangente all’isoquanto). Sia y e questa quantità e sia
Cue il costo unitario corrispondente. Sia y m la quantità assorbita dal
m
mercato quando p = Cue . Il rapporto yye ci dà il numero massimo delle
imprese destinate a rimanere nel mercato quando il processo di crescita
dimensionale si arresta.

6. Il mercato del bene y è descritto dalla curva di domanda p = 900 −


2y. La tecnologia della produzione del bene comporta un costo totale
Ct = 100y. Calcolare quale quantità viene prodotta in condizioni di
monopolio. E calcolare quale sarebbe la corrispondente quantità se nel
mercato prevalessero condizioni di concorrenza perfetta.
Risposta. In monopolio la quantità prodotta è identificata dalla con-
dizione Rm = Cm. Nel nostro caso abbiamo Rm = 900−4y (si raddop-
pia il coefficiente angolare della retta del prezzo) e abbiamo Cm = 100.
Si ottiene perciò l’equazione 900 − 4y = 100, che ha per soluzione
y m = 200. La quantità prodotta in concorrenza perfetta è identificata
dalla condizione p = Cm. Si ottiene perciò l’equazione 900 − 2y = 100,
che ha per soluzione y c = 400.

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facolt di scienze politiche economia politica – e-i

Appello del xx yyyyyy 2007


Domande ed esercizi
1.  La concorrenza monopolistica è la forma di mercato in cui c’è una sola
impresa che, non essendo protetta da barriere, deve difendersi dal possi-
bile ingresso di un concorrente. Spiegare brevemente se la definizione
tra virgolette è vera o falsa.
Risposta. È falsa (e due!). La definizione di concorrenza monopoli-
stica è la seguente: la forma di mercato che ha tutte le caratteristiche
della concorrenza perfetta (mercato atomistico, mercato trasparente,
assenza di barriere) tranne una, ossia che il prodotto non è omogeneo
ma differenziato. La definizione tra virgolette somiglia a quella del
“mercato contendibile” (ma va aggiunta la caratteristica che il prezzo
non può essere cambiato nel breve periodo per la presenza di un menu
cost).

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