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ARCHITETTONICA DEL TEMPIO FARAONICO.

L'IMPERO DELLA CONOSCENZA E DELLA GRANDE PIETRA


R.A. Schwaller de Lubicz

Il Maestro d'Opera dice al discepolo:


«Tu vieni dalla terra, essa ti ha nutrito e tu ritornerai alla terra.
Questo elemento prende e conserva gli altri.
Sappi che tutto ciò che si diffonde senza forma
ha bisogno di un recipiente.

L'Aria trattiene il Fuoco dell'Universo, e l'Acqua trattiene l'Aria.


La Terra è il vaso che porta l'acqua e gli dà forma.
Perciò la Terra è il contenente del Tutto.
Ti parlo della terra su cui cammini, immagine grossolana
della Terra spermatica di cui sei fatto.
Vedi sempre, nelle cose basse che ti rivelano i sensi,
l'immagine di quelle che solo il tuo spirito può concepire
mentre i tuoi sensi sono fissati sul mondo degli aspetti transitori.

Ti parlerò di Architettura, non di tecnica.


L'uomo della terra vive nelle sue case di terra.
Il Neter viene dal cielo e fa la terra;
la casa non è che vuoto racchiuso.
Le forme del mondo, dove sono scritte
tutte le leggi del Divenire e del Ritorno,
inquadrano questo vuoto.
Bisogna imparare a leggere questi segni
per raggiungere il Santuario
attraverso il dedalo delle "Possibilità".
Apprendi come sono inchiavardate le porte dal segreto della Natura,
o non raggiungerai mai lo scopo.
Il vuoto non si limita che con la Legge dei Numeri.
I Numeri impongono la forma dei limiti. Questa è la base.

Con questa Idea lo Spirito informe diventa, cresce e vegeta


in materia formata, perché tutto si mantiene per vegetazione.
Si ha crescita dalla terra verso il cielo, si ha formazione
andando da un orizzonte all'altro.
Allora si ha ciò che sta dentro e ciò che sta fuori.
Da dentro viene la linfa matura che dà il seme;
dal fuori viene il nutrimento che il cielo porta alla terra.
Questa è l'Idea del Tempio, la Casa di Dio.

Ecco: l'uomo che abita la propria casa


vi imprime il proprio pensiero, il ritmo del suo essere.
La casa che abita un Neter è impregnata
dalla sua Idea e dalla natura del suo essere.
È la sua casa, non quella di un altro;
non cercare quello che non ci sarà.
Il Tutto concorre a definire questo Neter,
perché è Lui e tuttavia è inseparabile dal Tutto.

Quando conosci l'orientamento del Dio


per cui vuoi costruire una dimora,
conosci l'Idea che prenderà forma,
cioè la base del progetto.
Su questa base traccia il Numero, o "geometria" del Neter.
Questo elemento iniziale ti guiderà necessariamente
verso tutte le forme che ne possono risultare,
ma sarà guida, non immagine.

Sappi il segreto del Numero perché genera.


È un seme che porta un frutto della sua specie.
Segna sul suolo del tempio il piano di questa "fatalità"
per coloro che verranno dopo di te,
quando arriverà il momento di abbattere questa dimora
per costruirne una nuova su questa base.

Ogni nuova forma è costituita dalla morte della precedente.


Il cielo è una sfera che fa rotolare il Divenire.
Il Neter è dal cielo, venuto ad abitare sulla terra,
vi deve prendere forma col cielo, come una pianta.
Poi disponi sul Numero le recinzioni,
come devono esserlo nell'organismo vivente
del Neter, secondo il suo "divenire".
Così farai vivere la Geometria.

Il Tempo è crescita e divenire; è la tua sola vera misura.


Ogni Neter ha il proprio Tempo, come ogni seme che dà frutto.
Sappi che, per l'uomo, l'anima si fissa in quaranta giorni:
Maat, ed egli si muove al quarto mese.
Può vivere a sette mesi di luna: Osiride,
oppure in sette mesi di sole: Horo.
Trascrivi questi numeri in cubiti, dita e pollici,
e in diametri, col segreto delle Misure,
poi delimita le tue case nella Casa del Neter.
Così l'idea indistruttibile prenderà forma nella materia transitoria.
Crescerà nel suo piano, e da questo piano vegeterà verso il cielo.

Apri e chiudi le corolle delle colonne


secondo la natura dei mesi della gestazione del Neter,
dall'ingresso al naos, scegli le pietre in questo spirito.
Sappi che l'opera delle tue mani, se è conforme all'Idea,
sarà creatrice, armoniosa; così si costruirà il tempio indistruttibile.
Che importa se la pietra e la terra crollano:
l'Idea ha la natura del Neter e si confonderà in Dio.
Tutto questo è l'Archi-struttura.

Per conoscere i Numeri,


sappi che l'unità è triplice per natura come il Verbo di Dio.
Tutto il Numero è fondato su questa trinità del punto
e sul triangolo di superficie;
ma il volume ternario è costruito sulle quattro colonne
degli elementi o Qualità essenziali delle cose.
Solo il Creatore che dal nulla fa il Tutto
può andare dal punto verso il volume.

Tu, creatura, tu devi cercare il punto venendo dal volume,


perché ogni cosa percepibile è volume,
è spazio o Spirito racchiuso.
La logica del tuo cervello non ha alcun potere sul Numero.
Questi è il Verbo di Dio e comanda all'Intelligenza.
Lascia le cifre che numerano le cose all'intelligenza della testa,
e cerca il Numero nell'Intelligenza del cuore.
Guarda la tua mano. Sulla faccia interna, attiva,
è tracciato il destino della tua anima incarnata;
non confonderla col dorso della mano
su cui è scritta la Legge che presiede al Divenire.

Da questo lato le tre falangi delle dita


forniscono la proporzione del Numero sacro,
la sezione di ogni armonia.
Non prostituire mai questo Numero, che non si degradi;
tuttavia il suo segreto è ben conservato per i profani.

La tua mano ha quattro dita: gli elementi di Osiride;


dodici falangi: i luoghi del cielo.
Il quinto dito comanda sugli altri, come lo Spirito sulla forma.
È la quinta Essenza delle cose.
L'interno della mano è agente, ma ti dirò ancora questo:
la seconda falange interna appartiene a Min-Amon,
il mezzo procreatore. Ora potrai far parlare le mani.

La prima superficie è il triangolo,


la sua radice è l'Unità incomprensibile.
Quando questa Unità-superficie - il triangolo - si sdoppia,
si ha maschio e femmina, coppia procreatrice
per i quattro Elementi: il quadrato tagliato dalla diagonale.
I quattro Elementi sono il quadrato del cielo.
Sappi che il lato di un quadrato
è la base di ogni triangolo rettangolo.
Traccia nel quadrato le diagonali,
formano quattro triangoli uguali
che manifestano la legge essenziale che regge
i triangoli rettangoli, legge di ogni scienza applicata dei Numeri.

Ora non ne conosci che la funzione.


Cerca quale ne sia la natura e
Su questa base traccia il canovaccio dell'Architettura del Mondo.
1. Il primo numero è Tre,
2. il secondo numero Quattro,
3. il terzo numero Cinque;

sono i primi valori dei lati del triangolo rettangolo sacro,


la cui applicazione ha innumerevoli conseguenze.
Ogni superficie è curva, perché il mondo
è un Divenire e un Ritorno; tutto in lui è ciclico.
Calcola questa superficie come se fosse piana,
con i Numeri che rettificano questo piano in curva:
o sarai un agrimensore, non il geometra del Tempio.

Non tracciare la curva che per il cielo


e per ciò che si riferisce a Osiride.
Il Divenire e il Ritorno.
I nostri Numeri sono universali,
le nostre misure sono definite per rettificare la retta in curva,
i piani in volumi, la lunghezza in Tempo,
il cielo nell'uomo, la genesi in vita.
Dio è il modello, perché è il Signore di tutto in Tutto.

Guarda crescere l'uomo quando è staccato dalla madre,


perché l'anima vivente che è in lui tende a formare il corpo
verso la perfezione della proporzione.
L'uomo è a immagine del cielo,
guarda le imperfezioni del corpo per conoscere gli errori
che gli restano da pagare, ma sappi che è l'Universo,
perciò lo prenderai a modello in quanto riflesso del Dio creatore.
Tutta l'opera della creazione sta nell'uomo,
metti l'uomo al suo posto nel Tempio.
È nato e morirà: tra questi estremi vive.

Questa vita è l'espressione della Coscienza.


Il cuore batte il ritmo del Tempo,
i polmoni respirano e legano la sostanza intangibile
alla materia vivente, l'organismo digerisce,
separa il puro dall'impuro.

Il volto è la parola della sua vita,


la bocca esprime il suo pensiero,
gli occhi rivelano la sua coscienza.
La voce può esprimere tutti i suoni della Natura,
tutte le parole espresse.
Ogni gesto dell'uomo parla.
È l'incarnazione completa dell'intangibile
e inaudibile Verbo che, attraverso questa forma, si fa conoscere.

Rendi la statua vivente facendogli esprimere la verità del Neter.


Se rappresenti un corpo umano sul muro,
mostra solo un lato se l'altro è identico;
mostralo di fronte se vi è diseguaglianza nelle due parti,
perché l'uomo è dualità nella sua natura caduta,
ma Unità nella sua origine.
Il lato orientale riceve,
il lato occidentale dà (nell'uomo).
Il Male è nel suo cervello che, sempre, separa.
Il Bene è nel suo cuore - bi hai - che, sempre, unisce.
Così farai parlare l'immagine dell'uomo.

Guarda gli animali dell'aria, dell'acqua e della terra.


Ognuno esprime un aspetto. Il tutto è l'Uomo-Re.
Ognuno esprime una parola
del linguaggio divino che è l'Universo.
Fai parlare gli animali, le piante, i colori;
fai dir loro ciò che sono nella verità.
Guardati dal farne dei porta-parola
di ciò che tu stesso pensi.

Innalza ciò che è leggero, abbassa ciò che è pesante,


impara a conoscere ciò che fa salire il pesante
e ciò che fa cadere il leggero e gli dà peso.
Lo Spirito è ciò che vi è di più leggero,
l'odore del Neter è ciò che vi è di più pesante,
come il seme incarna lo Spirito e lo riduce in corpo.
Così fai parlare il tempio. Poi tracciagli intorno la cinta, l
a collana di Fuoco, perché allontani il nemico della Vita;
questa vuole l'Eternità.

Pianta all'ingresso i fusti, magneti del cielo,


che la loro fiamma si nutra dello Spirito dei quattro venti.
Qui ti ho dato i rudimenti di una grande scienza,
perché tu sappia distinguere i costruttori
delle dimore umane dal Maestro Architetto del Tempio,
e che questo ti guidi in ciò che devi apprendere».

Il discepolo, rimasto solo, vide venire verso di sé il compagno del


Maestro Architetto.
«Fratello, sono incaricato di guidarti
attraverso la scienza dell'Architettura,
mostrandoti soprattutto i cantieri dove puoi
constatare ciò che poi, nell' opera terminata,
resterà nascosto ai tuoi occhi.
Ma sarei un ingrato se mi attribuissi
l'alta Scienza che mi fu insegnata.
Perciò ti spiegherò queste cose nel modo in cui
furono date risposte alle mie domande.

Innanzitutto sappi questo.


L'Acqua non è forse l'inizio di ogni cosa?
Perciò il livello medio delle più alte acque di infiltrazione
ci serve per stabilire l'orizzontale
e il segno di base dei nostri monumenti.
I padri dei nostri padri hanno da tempo
osservato il tempo che richiede la crescita della terra
per l'apporto del limo e del cielo,
che fa salire il livello delle acque.

Perciò conosciamo in anticipo


l'epoca del crollo delle nostre opere,
corrose nelle fondamenta, come una radice che muore
dopo aver dato frutto e che seminerà di nuovo la terra,
e calcoliamo la loro vita al ritmo dei cicli del cielo
perché la crescita dei nostri templi sia conforme
al cambiamento delle grandi stagioni dell'Universo.

Vediamo ora le principali direttive dell'Architettura applicata.


Senza Filosofia non esiste Architettura,
solo tecnica di costruzione.
Il tempio deve essere come un libro.
Se non avesse nulla da insegnare
non sarebbe che una casa per uomini,
invece di essere la Casa di Dio.

Se il Neter che accoglie è bello, la casa sarà bella,


se è sgradevole, lo sarà anche la sua casa,
perché è la descrizione del Neter.
Se non si trattasse che di descrivere un mito,
lo si potrebbe scrivere sui muri
come su papiro: non sarebbe IL TEMPIO.
Edificare la casa del Neter
è crearne l'Idea in tutti i sensi,
con i materiali, con le misure e i testi sulle pietre.
L'Idea, così materializzata,
è scritta per sempre nella sostanza dell'Universo;
ma non si deve commettere nessun errore.
Il segreto sta nell'intelligenza del senso rappresentato dal Neter.

Ogni Neter non è che un aspetto del tutto che è Unità;


non può essere considerato se non integrato in una
o nell'altra delle grandi famiglie, in quella cui appartiene.
L'insegnamento globale è la genesi del mondo;
situare solo una fase non avrebbe più senso
del descrivere una parte del corpo umano
senza collegarla al corpo completo
con una funzione generale. Questa è la prima direttiva.

A che servirebbe questo insegnamento,


se non fosse la chiave di una scienza
applicabile utilmente per la nostra vita,
e più ancora per la sopravvivenza?
Non si tratta di un gioco mentale, ma di una realtà sacra.
Se la fantasia ornasse un Neter di attributi
per uno scopo estetico, sarebbe un errore imperdonabile
perché la sua immagine deve essere veridica,
senza traccia di menzogna, fosse pure per ignoranza.
Qui sta la ragion d'essere di un canone rigido
che nessuno può cambiare, eccetto il Saggio
che ha la Conoscenza dei Tempi
e del segreto della scrittura.

L'insegnamento è dato per coloro che vivono sulla terra,


che vengono e ritornano per cercarvi
la via che conduce verso l'Immortale.
È il nostro mondo della dualità,
della nascita e della morte, e della rinascita nei corpi.

Tutto è doppio e uno dei due definisce l'altro.


Tutto è incrociato, il debole definisce il forte,
il basso misura l'alto
e l'avversione chiama, la simpatia.
Qui regna il Principio Sethiano decaduto che,
facendo il Bene crea il Male, e facendo il Male chiama il Bene.
Questo determina la successione nell’architettura del tempio,
ed è la seconda direttiva.

Coloro che hanno già saputo rinunciare al corpo


per la sola via dell'anima
non hanno più bisogno di mura che delimitino il vuoto
e lo fissino in forme mortali.
Per quelli è giunto il tempo in cui solo Dio è il Tempio;
per loro non c'è più tempio sulla terra.
Sappi dunque cosa cerchi.
Se guardi il tempio, sappi che non guardi l'Unico Creatore,
ma l'insegnamento di questo Mondo, sorto dall'Unico.
Conforma perciò la tua opera allo scopo che la impone.
Non tenere in nessun conto la durata materiale della tua opera:
Posa la pietra di arenaria che rappresenta la Terra sul calcare dell'Aria,
se l'Idea lo richiede.
Non importa se il calcare si disgrega,
se la costruzione di argilla e limo crudo,
venendo dall'Acqua, rischia di crollare.

Scegli per il Fuoco la pietra granitica, dato che essa ne proviene.


Sappi anche che ogni vita è il frutto
della distruzione nera della morte;
che questa nerezza è la radice, l'origine
di ciò che sarà bianco o rosso come le vene che,
talvolta, attraversano le nostre pietre nere.

Taglia le pietre nella stessa cava,


sceglile giudiziosamente:
dà loro la misura prevista nel progetto,
perché le fessure devono misurare le immagini;
possono separare la testa di un personaggio,
o tagliare una parte del corpo.
Scegli lo strato della pietra conformemente
Al Principio che deve essere espresso.

Ogni camera - ogni capitolo del tuo libro –


sia concepito come un'unità, pronto a costruire
muri che un giorno cadranno;
ma accosta muri solo se l'Idea "passa" da una sala all'altra.
Incastra le tue chiavi nel muro e nel suolo,
nei punti precisi delle Misure e dei Numeri che fissano il progetto.
Fai salire l'Idea dal suolo agli architravi,
dalla terra al cielo dove sono scritte le Leggi,
fai salire verso Dio gli dei, come il sole attira a sé il fiore della pianta.
È la terza direttiva.

Il numero delle scene raffigurate


è limitato dal canone generale,
ma ogni scena è lo sfondo su cui si iscrivono,
con misure e attributi, mille sfumature di pensiero.
Sappi che la porta è la chiave dell'Idea
trascritta nel luogo dove conduce questa apertura.
Fai uno studio preciso di questa porta,
perché il tempio sarà consacrato
solo se non si è commesso nessun errore.

Quanto agli obelischi, cercheranno nel cielo


il Fuoco generatore del tempio;
il Maestro vi scriverà le Leggi che fanno gravitare i mondi.
E ora vieni, per toccare con mano
e vedere con gli occhi la trascrizione di ciò che ti ho detto,
perché devi constatare come lavoriamo.
Vedrai che "ripieghiamo" accuratamente il tempio passato,
perché sia il seme e la base di Vita da cui uscirà
il nuovo tempio conforme al nuovo Tempo.
Conterai il numero degli strati di pietre di fondazione,
e ne apprenderai il significato.
Osserverai la scelta delle iscrizioni:
saranno delle guide per coloro che sanno leggere;
cercherai l'insegnamento dei depositi di fondazione
e delle pietre d'angolo.
Vedrai con quale amore del Vero
i nostri Maestri hanno fondato
l'impero della Conoscenza e della grande Pietra».