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ANALISI DI UN’OPERA DONATO BRAMANTE

Anna Abramova e Ayoub Khelifa

1. Presentazione dell’Opera
Nome: Tempietto di San Pietro in Montorio, detto anche Tempietto di Bramante (fig.1)
Autore: Donato "Donnino" di Angelo di Pascuccio, detto il Bramante
Datazione: progettato nel 1502, edificato nel 1510 ca.
Stile: classico (architettura romana)/paleocristiano
Dimensioni: diametro di 4,5 m ca.
Collocazione: San Pietro di Montorio, Roma
Motivazione dell’opera: Fu commissionata dal re di Spagna Ferdinando II d’Aragona come
scioglimento di un voto.

2. Descrizione e Lettura critica


Il tempio è un edificio a base circolare monoptero, con un corpo cilindrico che costituisce la cella del
tempio (il naos), che presenta delle nicchie profonde, quattro delle quali ospitano piccole statue degli
evangelisti. Sull’altare è presente una statua di San Pietro.
Il soffitto è a cassettoni, mentre il pavimento è a tessere marmoree policrome in stile cromatesco.
Le colonne in granito, le cui basi è capitelli sono invece in maromo chiaro, che circondano il
tempietto sono 16 (numero considerato perfetto dai pitagorici) ed in stile tuscanico, mentre la
trabeazione sopra di esse è in ordine dorico. Entrambi gli ordini, secondo Vitruvio, identificherebbero
San Pietro come figura eroica.
Il fregio presenta 48 metope, in cui sono ripetuti 12 bassorilievi raffiguranti oggetti liturgici legati alla
Chiesa e a San Pietro.
L’intero spazio è ricoperto da una cupola, costruita in opera cementizia e rivestita in piombo, la quale
è sovrastante un tamburo ornato di leserne (ornamento che continua anche nello strato inferiore) e
sulla cui sommità è presente una croce.
Il tempio è costruito al di sopra di una cripta circolare, probabilmente il resto di un edificio già
preesistente, il cui centro starebbe ad indicare il luogo dove è stata piantata la croce di San Pietro.
Lo spazio all’interno del tempietto è molto ristretto (di diametro poco superiore ai 4,5 metri), quindi si
può intuire che sia stato costruito non per essere utilizzato in riti liturgici, ma solo per essere
osservato.
Il tempio stesso sembra essere basato su dei templi già presenti, come il Tempio di Vesta di Tivoli, il
Tempio di Vesta nel Foro ed il Tempio di Ercole Vincitore a Roma. Un altro riferimento utilizzato da
Bramante potrebbe essere stato il Pantheon stesso, immaginato in pianta circolare.
L’intera costruzione segue dei semplici rapporti geometrici (fig. 2):
● l'altezza (compreso architrave, fregio e cornice) è uguale alla distanza da questa alla sommità della
cupola;
● la cupola dell'edificio ha un raggio pari alla sua altezza, e all'altezza del tamburo su cui si appoggia;
in questo ha un chiaro rapporto con il Pantheon (nel quale la cupola, anch'essa una semisfera, è alta
la metà esatta dell'edificio completo);
● il diametro della circonferenza esterna delle colonne è pari a 3/2 del diametro della cupola.
E’ probabile che Bramante abbia deciso di costruire un tempio circolare a causa dell’ importanza di
quest’ultimo come tema nei primi del 500. Possiamo infatti ritrovarne esempi anche in altre opere,
come il dipinto di Raffaello “Lo sposalizio della Vergine”. (fig. 3)

3. Domande Guida
Come mai Bramante scelse di costrure proprio un tempio di forma circolare?

4. Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Tempietto_di_San_Pietro_in_Montorio
http://www.archidiap.com/opera/tempietto-di-san-pietro-in-montorio/
https://www.arte.it/luogo/tempietto-di-san-pietro-in-montorio-4716
ANALISI DI UN’OPERA DONATO BRAMANTE

https://www.artwave.it/architettura/buildings/archiwaveclassics-donato-bramante-il-tempietto-di-san-
pietro-in-montorio/

5. Riproduzioni fotografiche e didascalie complete.

Foto dal basso del tempietto.

I rapporti geometrici del Tempietto.

Particolare dello ​Sposalizio della vergine​ di


Raffaello, 1504.