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18/11/2020 (2) Virgilio Mail - Posta

Il Santo Sepolcro e gli Ebrei (dall’Almanacco di Terra Santa per l’Anno di Grazia 1932, Tipografia dei PP. Francescani,
Gerusalemme, pagg. 36-38).

Queste pagine che togliamo da "La Terra Santa, del P. Cassini" stampata nel 1855, la dedichiamo a quanti ancora
credono come i Giudei possano governare la Palestina col rispetto delle confessioni altrui (riferimento al Sionismo,
ndr).

(…) Ma questo egregio lavoro (riferimento ai lavori intrapresi dai Francescani a partire dal 1555 per il restauro della
basilica del Santo Sepolcro, ndr), che tanto consolò il cristiano-mondo, inviperì talmente gli Ebrei, che nel 1607 dopo
indicibili infernali maneggi, non valendo più a sostenere il rio veleno, che rodeva fino al midollo delle ossa, offrirono
al Sultano Ahmet I, figlio di Maometto III, la non piccola somma di cinquecento mila scudi a semplice titolo di
ossequio, con preghiera però di decretare la demolizione del tempio del Sepolcro dì Cristo, promettendo, che si
fosse effettuata una tal cosa essi avevano in pronto una somma assai più considerevole di quella già offerta, per
dimostrargli la loro viva riconoscenza. 
Il Sultano tra per l'odio innato che nutriva contro i Cristiani, e per l'offertogli denaro, e per la fattagli promessa, e più
ancora pei pessimi consiglieri, che aveva nel suo Divano, senza punto riflettere alle terribili conseguenze che
sarebbero potute derivare dalla sua accondiscendenza alla malignità giudaica, decretò che fosse distrutto fino alle
fondamenta l'invidiato tempio del Sepolcro dell' Unigenito figliuolo di Dio: ed acciocché non avesse a risorgere mai
più, diede ordine che sulle rovine di quello vi fosse innalzata una moschea in onore di Maometto; fulminando nel
medesimo tempo chi avesse osato di fargli qualche osservazione su tale proposito. 
Già tripudiavano gli Ebrei per l'ottenuta grazia, e già cantavano vittoria; già l'intiera Cristianità piangeva l'irreparabile
perdita che stava per fare, e gli Ambasciatori tutti delle potenze europee presso la Sublime Porta Ottomana già
disperavano di poter far rievocare quel barbaro editto, non azzardando alcuno di profferir parola per timore della
comminata pena; quand'ecco uscir fuori l'Eccellentissimo Bailo di Venezia, che era un tale Signor Gerolimo Cappello,
e disprezzando la propria vita, presentarsi audacemente al Gran Visir, e con un'eloquenza degna di un cuore acceso
di amor di Dio, tanto disse e tanto minacciò, che l'indusse a fare rievocare egli stesso quell'imperiale comando con
pericolo della propria vita; facendogliene emanare nel medesimo tempo un altro, nel quale era comminata la pena di
morte a chiunque avesse avuto l'ardimento di ricordare il primo editto, o di cercare la ragione per cui era stato
rievocato. 
Nel qual fatto non so qual cosa si debba di più ammirare, cioè se la perfidia giudaica, che non abbastanza paga di
aver condannato a morte il Figliolo di Dio, rugge come leone piagato a morte contro il suo glorioso avello, o l’eroica
azione del degno rappresentante della Serenissima Repubblica di Venezia, ovvero la divina provvidenza che in tanto
manifesto pericolo, in cui si trovava il Cristianesimo di perdere per sempre questo prezioso pegno dell’umana
redenzione, dissipò in un tratto la furiosa procella, confermandosi con ciò sempre più il vaticinio di Geremia: Sanctum
Domini non evelletur et non destruetur ultra in perpetuum.

Nello stesso fascicolo dell’Almanacco di Terra Santa a pag. 15 si legge :


“In Palestina i Minori dovettero sostenere simultaneamente l’urto di tre nemici diversi: il fanatismo mussulmano, che
in nome del Corano domandava lo sterminio degli «infedeli»; l’odio ebraico che aveva sete di vendetta contro i seguaci
di Colui che aveva profetato la rovina nazionale d' Israele, e la gelosia dello scisma che avrebbe voluto sfrattare dai
Luoghi Santi ogni rappresentante della Chiesa di Roma. E, premuti per secoli da queste forze ostili, i Francescani restano
sempre fedeli alla loro consegna con un eroismo tranquillo che soffre in silenzio ogni forma di persecuzione, offrendo
alla voluttà sanguinaria dei loro carnefici migliaia di martiri per la difesa dei diritti cattolici in Terra Santa.” 

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