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INCONTRI DI COORDINAMENTO DEI CENTRI DI SERVIZIO SOCIALE

31 GENNAIO 2012
IV INCONTRO TEMATICO: ACCOGLIENZA RESIDENZIALE E DISPERSIONE
SCOLASTICA

Il dr. Attademo presenta i lavori della giornata: saranno affrontati i nuovi


indirizzi dell’accoglienza residenziale e dopo, con la dr.ssa Carnevale, il
tema della dispersione scolastica rispetto alla quale è emersa, dal
monitoraggio, la necessità di avere una migliore interlocuzione con le
municipalità nelle quali si è riscontrata una maggiore dispersione. È necessario
capire le difficoltà in modo da poter orientare le risorse in maniera più precisa.
L’accoglienza residenziale, spiega il dr. Attademo, ha richiesto la
formulazione di nuove Linee di indirizzo, le criticità delle procedure
complessive, ad oggi, hanno portato ad elaborare una delibera, un
regolamento e una convenzione tipo da stipulare con le strutture residenziali
che potranno collaborare con il Comune di Napoli, per porre dei punti fermi
definiti e puntuali. Punto di partenza è stato il regolamento regionale 11 del
2009 che fissa le direttive per l’autorizzazione e l’accreditamento delle
strutture di accoglienza residenziali. L’iter da seguire, a cura della struttura,
prevede che essa debba acquisire l’autorizzazione al funzionamento e
successivamente ottenere l’accreditamento, completato tale prassi potrà
convenzionarsi con il Comune di Napoli.
La delibera verte, tra l’altro, sulla questione dell’appropriatezza
dell’intervento, ossia la scelta prioritaria degli interventi deve essere
finalizzata alla prevenzione dell’allontanamento del minore dalla famiglia. È
fondamentale fornire preventivamente ogni supporto utile al nucleo familiare
attraverso tutti gli interventi a sostegno tra i quali, oltre il Programma
Adozione Sociale e l’Educativa Territoriale, vanno inclusi l’affido, anche
diurno o part-time, i centri diurni socio-educativi anch’essi vanno
riorganizzati sul modello dei centri diurni polifunzionali ai sensi del regolamento
regionale 11/2009. È già in rete la bozza delle nuove linee guida per
l’accoglienza residenziale: regolamento, delibera e convenzione tipo.
Il dr. Attademo specifica, inoltre, quali sono i criteri cui fare riferimento ai fini
della prevenzione dell’allontanamento:
a) Appropriatezza (già illustrato)
b) Procedure da seguire per la scelta della struttura di accoglienza
residenziale
a. Verificare che la tipologia della comunità indicata sia adeguata
alla problematica specifica del minore
b. Dare priorità alla vicinanza rispetto alla residenza del minore a
meno che non vi sia un’ordinanza del T.M. che prescriva
diversamente.
c. La disponibilità dei posti nella struttura
d. La priorità, in ogni caso, va data alle strutture presenti nell’area
metropolitana
c) Permanenza: è importante che il progetto personalizzato del minore
sia realistico rispetto ai tempi e indichi con la maggiore precisione
possibile la durata prevista dell’inserimento e, inoltre, che siano già in
esso contemplati i casi eccezionali che consentono il ricorso ad una
proroga:
a. Dagli anni 0 a 10 la permanenza non dovrà superare un periodo
massimo di 12 mesi
b. Si ritiene opportuno che nel caso di minori inseriti in strutture il
progetto sia condiviso e valutato con la collaborazione delle
E.T.I. sia quello relativo al minore che quello di supporto alla
famiglia
d) I progetti di sostegno alla famiglia potranno avvalersi della
collaborazione delle strutture di accoglienza residenziali, di
associazioni (famiglie solidali o affidatarie) affinché sia predisposto il
rientro in famiglia o in affido familiare e il reinserimento sociale. Dovrà
aversi, quindi, un “accompagnamento alle dimissioni”, progetto
che scatterà a sei mesi circa dalle dimissioni
e) Prevedere, ove possibile, l’inserimento al lavoro dei minori
f) Ripensare il sostegno al nucleo familiare dando più forza ai progetti
specifici (vedi P.I.P.P.I. Adozione sociale ecc.)
Successivamente si apre il dibattito e interviene la dr.ssa Maria Cacace che
chiede come regolarsi nei confronti della Magistratura Minorile, il dr. Attademo
spiega che le prescrizioni del Tribunale vanno eseguite pedissequamente,
tuttavia il servizio sociale ha la facoltà di fornire indicazioni progettuali e
proposte (ovvero delle linee progettuali che possano profilare un percorso non
limitandosi alla semplice diagnosi), in tal modo il rapporto con il T.M. diventa
più propositivo.
La dr.ssa Dora Artiaco esprime la sua preoccupazione relativa all’inserimento in
struttura dei minori, spiegando che l’allontanamento non può essere una scelta
residuale poiché, nei casi di maltrattamento, è il solo modo di proteggere un
minore che non è ben tutelato dai genitori. Quanto al passaggio in E.T.I.
afferma che il rapporto con l’AS.L. va ridefinito magari attraverso un tavolo
congiunto. In merito all’accompagnamento alle dimissioni sorge qualche
difficoltà nell’immaginare la collaborazione delle famiglie solidali o affidatarie
che sono in numero esiguo.
Il dr. Attademo spiega che è importante sollecitare le strutture a costruire una
propria rete perché ciò sarà un considerato un motivo preferenziale di scelta
delle strutture residenziali. La funzione di tali famiglie solidali è quella di
accompagnare il rientro in famiglia, sebbene questa sia una funzione di grande
significato per l’equilibrio del minore a tutt’oggi quasi nessuna struttura è
fornita di tale rete.
Dopo l’intervento del dr. Attademo è la volta della dr.ssa Alba Carnevale che
affronta il tema della dispersione scolastica e come prima considerazione
evidenzia la disparità tra i territori circa la diffusione della problematica.
Inoltre si evidenzia che c’è ancora qualche difficoltà a far decollare il progetto
sperimentale “Mi perdo ma non mi disperdo” finalizzato alla prevenzione
della dispersione scolastica. Il progetto prevede una struttura tecnica di
coordinamento a livello centrale e sono state elaborate le linee guida in base
alle quali anche le assenze saltuarie sono segnalate, in modo da rilevare se i
minori o le famiglie sono già seguite dai servizi. Un monitoraggio puntuale può
far emergere la necessità di una presa in carico e di un lavoro sulle famiglie,
nella consapevolezza che l’evasione scolastica è spesso il segnale di un più
ampio disagio familiare.
Da quanto realizzato a tutt’oggi è emersa la necessità di fare incontri con le
scuole e con i docenti per illustrare il programma ma, soprattutto, le modalità
di attuazione dal punto di vista tecnico: quali sono e come vanno compilate le
schede distribuite tra i vari attori sociali coinvolti (Insegnanti, Assistenti Sociali,
Psicologi e Referenti G.P.A.). Eventuali problematiche saranno discusse nella
“microéquipe” che provvederà a stilare un “progetto personalizzato” in
relazione alle problematiche espresse. Proprio in virtù degli interventi da
attuare è importante che il Servizio Politiche per i Minori possa avere un
monitoraggio continuo del progetto allo scopo di diversificare le risorse in
maniera appropriata ai territori.
La dr.ssa Carnevale sottolinea, inoltre, alcune criticità del progetto in
riferimento alle municipalità. Alcune Municipalità non sono partite con il
programma probabilmente proprio per la difficoltà di comprendere i diversi
compiti; lo stesso dicasi per alcune scuole; non tutte hanno ancora scelto
l’insegnante referente del programma. In altre municipalità mancano i
componenti della scuola nel sottogruppo del G.P.A. (ovvero le équipe per la
presa in carico). Ci si confronta inoltre su quali scuole privilegiare nella
sperimentazione; ce ne sono alcune più collaborative che, forse proprio per
questo, hanno una minore inadempienza, si concorda che è preferibile
interfacciarsi con quelle scuole che hanno un alto livello di dispersione affinchè
il progetto possa dare migliori risultati e, nel contempo, evidenziare anche
eventuali aspetti da mettere a punto.
C’è ancora un’ulteriore criticità che vede poco presente la Procura presso il
Tribunale per i Minorenni così come l’Ufficio Scolastico Regionale che avrebbe il
compito di diffondere il progetto nelle scuole. La dr.ssa Dora Artiaco evidenzia
che per la scuola primaria la normativa è poco applicata e che solitamente la
scuola segnala solo quando l’evasione è ormai conclamata. Spesso i presidi
preferiscono ricorrere alla scappatoia dell’istruzione “parentale” per liberarsi di
ragazzi “scomodi”. Emergono, inoltre, problematiche relative ad un contesto di
illegalità sul quale è difficile incidere, in qualche municipalità, dalle visite
domiciliari, si è rilevato che vi sono palazzi dove abitano interi gruppi di evasori
scolastici, ciò richiederebbe un più puntuale intervento della Procura presso il
Tribunale per i Minorenni.
La dr.ssa Carnevale sottolinea l’importanza della comunicazione e della
collaborazione con le scuole affinché anch’esse possano mettere in campo le
risorse più adeguate alla prevenzione del disagio scolastico attraverso
interventi mirati. La scelta di attuare laboratori più in linea con le esigenza dei
minori, ad esempio, può rappresentare uno strumento importante per aiutare i
ragazzi ad identificare la scuola come un ambiente accogliente e gradevole.
Inoltre con il contributo dell’Ufficio Scolastico Regionale si sta valutando la
possibilità di ampliare il numero degli istituti scolastici da inserire nel
programma, soprattutto non bisogna attendere i tempi lunghi delle
comunicazioni ma partire già da settembre con dei progetti di prevenzione,
perciò si sta valutando la possibilità di:
- Attivare un tavolo di coordinamento con le municipalità per capire meglio
la distribuzione delle risorse (non solo per la dispersione scolastica ma
per tutti i programmi)
- Realizzare incontri, prima dell’inizio dell’anno scolastico, tra tutti gli attori
sociali coinvolti nel programma “Mi perdo ma non mi disperdo”, allo
scopo di capire cosa c’è in campo
- Elaborare un documento in collaborazione con le scuole da presentare al
comitato di indirizzo del Programma: Assessori, ASL, Prefettura, Procura
presso il Tribunale per i Minorenni, Scuole all’interno del quale illustrare
le possibilità di attuare laboratori e Progetti Pon coerenti e finalizzati alla
reale prevenzione del disagio scolastico.
-
Hanno partecipato:

I Municipalità: Laura Flaminio, Giuseppina Cerra


Alfonsina Piciocchi, Mercato-Pendino ,Izzo
II Municipalità:
Domenico, Giacco Immacolata
Filomena Carfaro, Maria Cacace, Serena Delli
III Municipalità:
Gatti, Maria Gatta
Claudia Cotena, Anna Amalfitano, Regina Ziello,
IV Municipalità:
Carmen Cioffi, Deborah Verone

Giulia De Marzo, Sabrina Assante, Barbato


V Municipalità:
Maria, Giuseppina di Francesco
C. Ascione, Virginia Saulle, M.A. Russomanno,
VI Municipalità:
M.R.Servodiddio, Anna Starace, R. Canestrino
C. Mauro, F. Palumbo, C. Alvino, S. Alessi, A.
VII Municipalità:
M. D’Ecclesia, A. Pesole
T. Gala, A. M. Sepe, I. Cipolletta, Carlo Musella,
VIII Municipalità:
G. Minervino
P. Sorrentino, D. Artiaco, S. Scimeca, D.
IX Municipalità:
Armenio
X Municipalità: A. Quatela, Maria Luisa Battista
Servizio Politiche per i Minori, Giovanni Attademo, Daniela Garofalo, Alba
l’infanzia, l’adolescenza Carnevale, Stefania Coppola

Estensore del report: Assistente Sociale Daniela Garofalo, Servizio Politiche


per i Minori, l’Infanzia, l’Adolescenza

Link dispersione scolastica:


http://www.campania.istruzione.it/miperdo/miperdo.shtml

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/441