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Camilla

Camilla regina dei Volsci e figlia di Casmilla e Metabo, è un personaggio


diverso dalle aspettative.
È cresciuta con il padre e sin dall’inizio la sua vita è stata segnata da
esperienze diverse dagli altri. Quando era ancora in fasce il padre fu
costretto a scappare dalla città e la portò con se, arrivato sulla riva del fiume
Amaseno, che era in piena, la avvolse nella corteccia di un albero, la legò
alla sua lancia e la scagliò sulla riva opposta, ma prima la consacrò alla dea
Diana, e quindi si salvò grazie a Diana.
Camilla venne cresciuta dal padre, che le insegnò ad usare arco e frecce per
andare a caccia, non indossava vestiti, ma pelle di tigre; aveva un fisico tale
da fondere mascolinità e femminilità in modo armonioso. Grazie alle sue
doti di guerriera diventò celebre e i Volsci la fecero diventare la loro regina.
Crescendo provò amore solo per le armi, anche perché giurò verginità
eterna.
Guidò una schiera di cavalieri e fanti, ed era seguita anche da donne
guerriere, tra cui la più fedele Acca.
Non sapeva svolgere i lavori femminili, era abituata agli scontri ed era molto
veloce nei movimenti e proprio per questo fu molto ammirata.
Combatté valorosamente e affrontò ogni pericolo, ma non si rese conto che
un giovane etrusco, Arunte, che la seguiva nelle battaglie, cercava il
momento giusto per ucciderla.
Creò scompiglio tra gli Etruschi tanto da far intervenire il re Tarconte.
Vedendo Cloreo che lanciava frecce, lo inseguì, tralasciando il resto. Allora
Arunte approfittò dell’occasione e le scagliò contro una freccia che la
trafisse al seno, ferendola a morte, lei cercò di strapparsi la freccia ma la
punta rimase incastrata tra le costole, e così Camilla cadde tra le braccia
della sua compagna più fedele.
Il personaggio di Camilla è mascolino, forte, quindi talvolta poco femminile,
probabilmente questo è dovuto alla complicata infanzia trascorsa con il
padre, quindi con una figura di riferimento maschile che le ha trasmesso le
conoscenze necessarie per diventare un guerriero, o forse era semplicemente
un tratto del suo essere.
Una ragazza contro le convinzioni popolari, contro ogni tipo di pregiudizio,
che esprime se stessa cosi come è; perché qualsiasi cosa fuori dagli schemi
voglia fare un individuo non deve dare peso al giudizio altrui, la cosa più
rilevante è essere se stessi. Cosi come a Camilla piaceva combattere, ad
un’altra ragazza potrebbe piacere qualcos’altro di insolito,
cosa c’è di male? Ormai i pregiudizi prevalgono, creano insicurezze e non
lasciano spazio, tutti anche se non lo ammettiamo abbiamo qualcosa di
nascosto in noi che non mostriamo per paura del giudizio altrui.
Bisognerebbe fare sempre come Camilla, che della sua particolarità ne ha
fatto una forza, mostrandola senza timore.

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