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Dr. M. Martinelli - Articolo divulgazioni Gurdjieff marmartinelli@interfree.

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Un nuovo paradigma, Esseri Superiori e


Governance del pianeta Terra. Le
divulgazioni di George I. Gurdjieff

 Gurdjieff e Sitchin –

Formazione della Terra ed interventi genetici

 Gurdjieff e Sitchin –

Dimensioni temporali e longevità

 La base sul pianeta Marte

 Gurdjieff, Sitchin ed Andy Lloyd

Un nuovo paradigma cosmologico

 Il pianeta di origine degli Esseri Superiori e la


Pietra Nera

 L’imprevidenza degli Esseri Superiori

1
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 Le corna come simbolo di potere e conoscenza

 Verso un nuovo paradigma

“ In modo analogo, noi, sul pianeta Karataz ( o Karatas


1
secondo la traduzione di Letizia Comba ed Igor Legati )
chiamiamo “ anno “ il periodo di tempo compreso fra i
momenti in cui i soli “ Samos “ e “Selos “sono più vicini
l’uno all’altro….Inoltre è stato calcolato che durante il
periodo al termine del quale il sole “ Samos “ raggiunge il
punto più vicino al sole “ Selos “ –periodo che sul pianeta
Karataz ( o forse meglio Karatas, NDA ) è considerato un “
anno “ – il pianeta Terra descrive attorno al suo sole Ors
trecentottantanove dei suoi cerchi ( anno, NDA )… 2”

Le sorprendenti frasi sopra citate appartengono a


George Ivanovitch Gurdjieff3, senz’altro uno fra i personaggi
più interessanti, dal punto di vista cognitivo, apparsi in
Europa e negli Stati Uniti negli ultimi due secoli. Lo scopo del

1
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, L’Ottava Editrice, Giarre, 1994, traduzione di Letizia Comba
e Igor Legati, pagg 104-110
2
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 105-110
3
George I. Gurdjieff (data di nascita incerta, fra il 1865 ed il 1875 – 1949) scrisse i seguenti libri stampati dopo la sua
morte, salvo il primo “Herald of Coming Good “, subito ritirato,” Belzebub’s Tales to his Grandson “, Meeting with
Remarkable Men “, Views of the Real World “, Life is Real Only Then, “ I am “

2
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presente saggio non consiste ovviamente in uno studio di


Gurdjieff, sul quale le opere ed i libri abbondano sin dalla
sua morte avvenuta in Francia nel 1949. Intendo invece
mettere in evidenza il fatto che i suoi scritti diventano molto
più comprensibili inquadrando Gurdjieff all’interno dei
progetti educativi in atto verso l’Homo Sapiens Sapiens da
parte degli esseri che gestiscono la governance del pianeta
Terra.

Gurdjieff durante una conferenza

Innanzitutto Gurdjieff non era isolato, ma era legato,


direttamente od indirettamente ad una millenaria
organizzazione, la quale opera per nome e per conto di chi
detiene la Governance del pianeta Terra. La sua

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appartenenza a tale organizzazione è stata divulgata


dall’Avvocato Paolo Rumor nel 2010 in un saggio all’interno
del libro “L’altra Europa “4, scritto con la collaborazione del
professor Giorgio Galli e dell’architetto Loris Bagnara.

Nel libro Rumor riporta e ricostruisce le memorie del


padre, Giacomo, il quale svolse le sue attività per tale
l’Organizzazione o Struttura, all’interno del movimento
cattolico e della Democrazia Cristiana, rimanendo sempre a
stretto contatto con il cardinale Montini, successivamente
Papa Paolo VI, all’epoca responsabile dei servizi segreti del
Vaticano. Il cugino di Paolo Rumor, Mariano, fu invece un
protagonista più visibile della politica italiano sempre
all’interno della Democrazia Cristiana; infatti Mariano Rumor
fu per ben cinque volte presidente del Consiglio dei Ministri
della Repubblica Italiana.

Analizzando i profili dei personaggi citati da Rumor fra


gli appartenenti alla Struttura intorno alla metà del
diciannovesimo secolo (Rumor ha accuratamente evitato di
citare persone ancora in vita), si notano comuni intenti
divulgativi riguardo ad tema estremamente attuale, ovvero
l’ipotesi che la governance del pianeta Terra sia diretta da
poche persone, accuratamente non identificabili, i cosiddetti
“Maestri Sconosciuti “, “Superiori Sconosciuti “, oppure
“Guide dell’Umanità “. A tale tema era legato il concetto di

4
Paolo Rumor, con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara “L’Altra Europa “, Hobby & Works Publishing
Srl, 2010, prima edizione maggio 2010

4
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“magia “, ovvero una tecnologia sconosciuta alle persone


normali, che era appunto gestita da Esseri Superiori.

In un articolo5 pubblicato di recente ho iniziato una


prima analisi delle persone che Paolo Rumor indica come
appartenenti alla Struttura6, mentre Gurdjieff invece è citato
da Rumor per ben tre volte all’interno del proprio libro. La
prima volta a pagina 105, assieme a personaggi come Cesare
Merzagora7, Jean Cocteau8, Giacomo Rumor, padre dello
stesso Paolo Rumor, i quali furono membri come lui delle
commissioni che si riunirono poco dopo la fine della seconda
guerra mondiale allo scopo di mettere le basi per la
creazione della futura Unione Europea.

5
M. Martinelli “Governance del pianeta Terra: le rivelazioni di Harry Potter e Dmitrji Medvedev “, Ufo International
Magazine, Anno 2, n. 9, Nuova Serie (n. 209), pagg. 41-51
6
Confronta l’elenco dettagliato dei membri della Struttura da pagina 116 a pagina 120
7
Cesare Merzagora (1898 – 1991), banchiere, e politico italiano, ricoprì importanti incarichi nelle istituzioni sino ad
essere Supplente del Presidente della Repubblica per un breve periodol
8
Jean Maurice Eugène Clément Cocteau (1889 -1963) è stato un poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, scrittore,
regista ed attore francese, membro della Académie Francaise dal 1955

5
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Jean Cocteau

La seconda volta a pagina 128, “…Il già citato Georges


Gurdjieff, in cui nome compariva anche nella lettera di
Spellmann del 1961, era indicato da Schumann come un “…
Priore, depositario di un registro (o di una copia di questo)
contenente la parte inziale dell’elenco da me
sommariamente riportato9” (degli appartenenti
all’Organizzazione o Struttura come la indica Rumor, NDA).

Ricordo che Gurdjieff, prima di un viaggio negli Stati


Uniti durante gli anni Trenta, distrusse tutte le sue carte
private e documenti personali, per cui non è escluso che
possa aver distrutto anche i documenti riguardanti la
Struttura. Incidentalmente rammento ancora che egli si
stabilì assieme ai suoi allievi in Francia vicino a

9
Paolo Rumor, con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara “L’Altra Europa “, Hobby & Works Publishing
Srl, 2010, prima edizione maggio 2010, pag. 128

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Fontainebleau nel 1922 andando a vivere in una struttura


denominata “Prieurè.

Il Chateau de Pieuré a Fontainebleu-Avon

La terza volta Gurdjieff viene citato a pagina 142, fra i


collaboratori “speciali “della Struttura, assieme ad uno dei
suoi principali discepoli, J.G. Bennett10 e a Jean Cocteau.

10
John Godolphin Bennett (1897 - 1974), lavorando per i servizi segreti inglesi in Medio Oriente, venne incaricato di
controllare Gurdjieff ad Istanbul durante il 1920. Successivamente svolte varie attività economiche all’interno
dell’establishment britannico. Brillante conferenziere ed autore di successo, ritornò da Gurdjieff a Parigi dopo la
seconda guerra mondiale, scrivendo in seguito alcuni libri su Gurdjieff. Secondo l’avvocato Rumor, Benett partecipò
assieme a Gurdjieff e a Jean Cocteau a diverse riunioni preparatorie al progetto di integrazione Europea appunto dopo la
fine della seconda Guerra mondiale.

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J. G. Benett ed Elizabeth Mayall Benett

 Gurdjieff e Sitchin –

Formazione della Terra ed interventi genetici

Il concetto di una catastrofe iniziale avvenuta all’interno


del sistema solare e di cui uno dei protagonisti fu proprio il
nostro pianeta, la Terra, venne proposto da George Ivanovic
Gurdjieff in “I racconti di Belzebù a suo nipote “. Come
sappiamo Gurdjieff non pubblicò in vita nessun scritto, salvo
un saggio che venne immediatamente ritirato 11, per cui le
informazioni da lui dischiuse apparvero solamente a partire
dal 1950, quando le prime edizioni dei suoi libri 12 vennero
pubblicate.

Anticipando dunque i recenti riscontri della scienza


ufficiale, Gurdjieff, pur nel suo stile iperbolico, descrive in
maniera dettagliata gli avvenimenti cosmici che formarono il
nostro sistema solare “… A quel tempo, come Ti ho già
detto, quel sistema solare si era appena formato e non
partecipava ancora pienamente a ciò che si chiama
“l’armonia di reciproco sostegno di tutte le concentrazioni
cosmiche “. Solo più tardi si seppe che, in conformità a
questa “armonia di reciproco sostegno di tutte le

11
G.I. Gurdieff, “ The Herald of the Coming Good “ Holmes Publishing Group, 1933
12
In lingua italiana sono stati pubblicati, “Incontri con uomini straordinari “, “I racconti di Belzebù al suo piccolo
nipote “, “Vedute sul mondo reale “,” Il nunzio del bene venturo “

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concentrazioni cosmiche “, una cometa detta “a grande


orbita “, che oggi esiste con il nome di cometa Kondur,
doveva attraversare quel sistema. A quell’ epoca quella
cometa era “concentrata”, ma era la prima volta che
percorreva la sua traiettoria definitiva. E alcuni Individui
sacri (ovvero Esseri Superiori, NDA) competenti ci
spiegarono più tardi, in via confidenziale, che la traiettoria
decritta dalla cometa doveva incrociare quella della Terra.

Dunque, in seguito a degli errori di calcolo di un


Individuo sacro, esperto in materia di leggi della creazione e
della conservazione del modo, i tempi in cui le due
contrazioni cosmiche dovevano passare nel punto delle
rispettive traiettorie, coincisero. In seguito a questo errore il
pianeta Terra e la cometa Kondur entrarono in collisione,
cozzarono così violentemente che per l’urto, come ti ho già
detto, dal pianeta Terra si staccarono due grandi frammenti
che se ne andarono a volare nello spazio…il pianeta Terra e
la cometa Kondur entrarono in collisione: cozzarono così
violentemente che per l’urto, come ti ho già detto, dal
pianeta Terra si staccarono due grandi frammenti che se ne
andarono a volare nello spazio. L’urto ebbe gravi
ripercussioni, poiché quel pianeta si era appena formato e la
sua atmosfera, che avrebbe dovuto servire da
“ammortizzatore “, non aveva ancora avuto il tempo di
costituirsi interamente…il più grande dei due frammenti fu
chiamato”Lunderperzo” e il più piccolo” Anulios “ ; furono

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inizialmente chiamati così anche dagli esseri tricerebrali


ordinari che apparvero in seguito sulla Terra. Ma più avanti,
secondo le epoche, ricevettero nomi diversi. Fu così che, non
molto tempo fa, il frammento più grande prese il nome di
“Luna “; il piccolo frammento invece fu a poco a poco
dimenticato, tanto che gli esseri dei tempi attuali non solo
non gli danno alcun nome, ma non sospettano nemmeno che
esista “13.

Apparentemente pochissime persone si sono soffermati


su questa importante comunicazione. A mia personale
conoscenza solamente tre persone ne hanno scritto, uno dei
biografi di Gurdjieff, James Moore, il quale ne accenna
velocemente nella sua ampia biografia 14, lo studioso Phil
Teerta Mistlberger15, il cui studio è riportato da Andy Lloyd
nei suoi siti e Ralph Metzner della Green Earth Foundation 16.

13
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson pagg. 74-75
14
James Moore, “ Gurdjieff, anatomia di un mito “,Edizioni il punto di incontro, Vicenza, 1993, pagg. 396-97
15
P.T. Mistlberger, “ An Abridge Essay from Appendix III of “ the Three Dangerous Magi “. Vedi anche il suo sito
internet http://www.ptmistlberger.com/
16
Consulta il commento lasciato da Metzner nella rete il 17 luglio 2007 alle 23:43

10
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La copertina del libro di Mistlberger

In effetti Mistlberger si è reso conto che Gurdjieff ha


preceduto di circa cinquanta anni le informazioni che
Zecharia Sitchin17 ha divulgato all’Homo Sapiens Sapiens a
partire dal suo primo libro pubblicato nel 1976. Mistlberger,
citando alcune parti de “I racconti di Belzebù “, ne fornisce
una chiara spiegazione “…il libro è un’allegoria che riguarda
un angelo denominato Belzebù il quale in gioventù si rivoltò
contro evidenti ingiustizie nel progetto e nell’organizzazione
dell’universo. Egli tentò di risolvere i problemi da solo, ma

17
Zecharia Sitchin (1920 - New York 2010) ha pubblicato il primo libro dei propri quattordici libri nel 1976. In esso
sono già contenuta la maggior parte dei temi trattati in seguito nei suoi libri. Evidentemente Sitchin era stato incaricato
di seguire un piano di divulgazione che partiva da questioni generali per giungere alle verifiche empiriche

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ne scaturì un enorme disastro dovunque, per cui venne


punito con l’esilio nel sistema solare “Ors “, il nostro
sistema solare dove visse su Marte con la possibilità di
effettuare viaggi inter-planetari. Altri suoi compagni in esilio
vennero inviati sulla Terra, alcuni di loro (i quali ricordano i
Nefilim, i “Giganti “o gli “angeli caduti “del vecchio
Testamento) crearono problemi interagendo con le civiltà
umane. Questi angeli rimasti sulla Terra alla fine chiesero di
essere aiutati da Belzebù, che si trovava su Marte, da dove
aveva iniziato le sue acute osservazioni riguardo
all’umanità…Esaminando alcune fra le interpretazioni di
Sitchin riguardo agli antichi documenti Sumeri, rimasi
colpito da alcune similitudini fra le sue affermazioni e le idee
cosmologiche proposte da Gurdjieff in “ Belzebù “ .

Ovviamente non è in discussione chi sia stato il primo.


Sitchin nacque solo nel 1920, il suo primo libro, che riscosse
grande successo, “ Il dodicesimo pianeta “, venne
pubblicato nel 1976. Da allora egli scrisse una serie di opere
delineando le sue teorie. Non esiste prova che Sitchin abbia
mai conosciuto le opere di Gurdjieff. Le correlazioni sono
sorprendenti, è interessante anche notare che Gurdjieff
sosteneva che la Fratellanza Sarmoung (la leggendaria
società esoterica che lo avrebbe istruito) sia nata in
Babilonia intorno al 2.500 A.C., mentre Sitchin ha sempre

12
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scritto che le sue fonti erano i documenti Sumeri che


18
vengono datati all’incirca nello stesso periodo. “.

Zecharia Sitchin, basandosi su una propria


interpretazione “ letterale “ delle tavolette Sumere ritrovate
nella Mesopotamia a partire dal diciannovesimo secolo e
successivamente tradotte da varie missioni gestite dai paesi
occidentali ed in particolare dagli Stati Uniti tramite The
Oriental Studies Departments of the University of
Pennsylvania grazie agli studiosi Ephraim Avigord Speiser 19,
Samuel Noah Kramer20 e Thorkild Jacobsen21, ha iniziato nel
1976 la pubblicazione di una serie di 14 libri, nei quali
presenta sia una coerente ricostruzione degli accadimenti
verificatisi sul pianeta Terra negli ultimi 450.000 anni circa,
sia una plausibile spiegazione della formazione del nostro
sistema solare intorno a 3.9 miliardi anni fa.

18
P.T. Mistlberger, “The Three Dangerous Magi “, O-Books, Winchester UK, 2010, pag. 632 (La traduzione è mia).
19
Ephraim Avigord Speiser, ( 1902 – 1965 ), uno dei principali studiosi delle civilizzazione del Medio Oriente
20
Samuel Noah Kramer, ( 1897 – 1990 ) è considerato il padre degli studi sulla civilizzazione Sumera.
21
Thorkild Jacobsen ( 1904 – 1993 ) fu anche lui uno dei principali studiosi di Assiri e Sumeri

13
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E. A. Speiser Copertina di uno dei libri di Kramer

E’ importante notare che Sitchin, secondo quanto


riportato in un articolo pubblicato il 10 gennaio 2010 dal
New York Times22, si trasferì a New York nel 1952.

Oltre alla evidente similarità nella spiegazione della


formazione del nostro sistema solare tra Gurdieff e Sitchin,
esiste un’altra importante correlazione positiva tra i due
studiosi relativa ad un intervento esterno sull’Homo Sapiens
Sapiens oppure sull’Homo Erectus secondo Sitchin. Infatti
fra le pagine di “Belzebù “emergono le prove di un
intervento genetico effettuato da Esseri Superiori nei
confronti dell’Homo Sapiens, tramite l’installazione nella sua
colonna vertebrale di un organo speciale (chiamato da
Gurdjieff “kundabuffer “). Questo fatto generò delicate ed
importanti conseguenze nella cosiddetta “evoluzione “
22
Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 153

14
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dell’Homo Sapiens Sapiens, come spiega Gurdjieff, “…Così


caro figliolo, l’Altissima Commissione decise di impiantare a
titolo provvisorio un certo organo nella presenza generale
degli esseri tri-cerebrali di laggiù , questo organo aveva
proprietà tali che da lì in poi essi (l’Homo Sapiens Sapiens,
NDA ) avrebbero percepito la realtà “alla rovescia “ ,ed
inoltre ogni impressione ripetuta di origine esterna avrebbe
cristallizzato in loro i dati necessari all’apparizione di alcuni
fattori atti a provocare le sensazioni di “ piacere “ e di
23
“soddisfazione “.

Purtroppo per l’Homo Sapiens Sapiens le conseguenze


dell’installazione dell’organo “ kundabuffer “ rimasero
intatte anche dopo la sua eliminazione, come spiega ancora
Gurdjieff, “…Ora figliolo, per comprendere i risultati che
derivarono dalle proprietà dell’organo inventato e realizzato
dall’incomparabile Angelo Luisos – sia benedetto il suo
nome nei secoli dei secoli – dovresti conoscere le svariate
manifestazioni degli esseri tri-cerebrali di quel pianeta, sia
durante il periodo in cui possedevano l’organo kundabuffer,
sia dopo la sua distruzione , infatti, anche se le proprietà di
questo organo sbalorditivo scomparvero come tali insieme
ad esso, tuttavia, per diverse ragioni, le loro conseguenze
24
avevano già cominciato a cristallizzarsi nella loro presenza

23
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80

15
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Parallelamente Sitchin ha spiegato nei propri libri,


anche alla luce delle scoperte della scienza ufficiale riguardo
all’ingegneria genetica, che Esseri Superiori ( denominati da
Sitchin Anunnaki secondo la terminologia dei Sumeri )
operarono due successive manipolazioni genetiche su un
essere esistente sul pianeta Terra, l’Homo Erectus, “ I testi
Sumeri della Creazione descrivono dettagliatamente il
processo grazie al quale Enki ( il manager della Terra per gli
Anunnaki, NDA ) e Ninharsag ( la manager del settore
genetico, NDA ) crearono l’Uomo. I testi descrivono un
processo di ingegneria genetica – implementare l’ominide
che (nelle parole di Enki ) “ già esisteva “ aggiungendo geni
degli Anunnaki per permettergli di diventare un Uomo
Sapiens; quindi tramite una seconda operazione di
ingegneria genetica, il “Serpente“ ( il biblico Serpente,
ovvero Enki, NDA ) introdusse nell’ibrido la possibilità di
procreare “25. Continua Sitchin, …Il Te’ema – l’Essenza della
Vita o Personalità di un dio – ciò che oggi definiamo come il
suo DNA genetico – venne “mescolato “con l’essenza di un
Essere trovato (scrivono i testi ) nell’area “ proprio sopra
l’Abzu26 “. Mescolando i geni estratti dal sangue di un dio
24
G. I. Gurdjieff, “ I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote “, Neri Pozza, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80-81
25
Z. Sitchin, “ The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Co., Rochester, 2009, pag. 87
26
Per i Sumeri l’Abzu era la zona dell’Africa del Sud dove venivano effettuate le operazioni di estrazione dell’oro.
Pertanto la zona “ sopra “ l’Abzu denota l’area geografica della Tanzania , Kenya ed,Ethiopia in cui sono stati ritrovati
i resti di ominidi ed in cui si trovava la “ Prima Eva “, così come dimostrato grazie al Dna Mt dai moderni genetisti e
portato alla conoscenza del grande pubblico. Vedi ad esempio la mostra realizzata a Roma dal genetista Luca Cavalli
Sforza tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

16
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con l’” essenza “di un essere terrestre allora esistente,


venne creato “ l’Adamo “ tramite un’operazione di
27
ingegneria genetica. “..

Cilindro mesopotamico in cui Ea/Enki e Ninharsag/Ninti aiutati da


Ninghiszidda portano a compimento la seconda manipolazione genetica

Tuttavia lo scopo di quei cosiddetti Esseri Superiori


consisteva nella creazione di un Essere abbastanza
intelligente per poter eseguire gli ordini che gli venivano
impartiti, ma non abbastanza da poter raggiungere né il
livello di conoscenza, né la longevità dei suoi Padri. Pertanto
la trasmissione dei geni degli esseri Superiori venne
deliberatamente gestita in maniera da porre un “ blocco “
alle capacità del nuovo essere, colui che si è definito, l’Homo
Sapiens Sapiens. Ancora Sitchin, “ “ Sappiamo da testi

27
Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 149

17
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antichi come l’Atra-Hasis ed altri che il Lavoratore Primitivo


( ovvero il nuovo essere scaturito dall’implementazione
dell’Homo Erectus , NDA ) venne immediatamente portato a
lavorare nelle miniere…La Bibbia, sebbene molto
succintamente, riporta lo stesso concetto . “E Yahweh
Elohim prese l’Adamo – dal luogo dove era stato creato – e
lo portò nel giardino dell’Eden, per coltivarlo e custodirlo “28.

La sostanziale convergenza fra le informazioni dischiuse


da Gurdjieff e quelle da parte di Sitchin, pur nell’enorme
differenza linguistica - infatti Gurdjieff parlava
principalmente in turco ed armeno meglio del russo, non
scriveva ma dettava, mentre Sitchin ebreo Azero ha scritto
in inglese anche se non si trattava della sua lingua madre –
è ancora rimarcata da Mistlberger tramite una serie di
comparazioni tra Gurdjieff e Sitchin :

“1.Comparazione relativa ad uno scontro avvenuto nel


lontano passato fra un grande pianeta e la Terra

 “Gurdjieff: Molto tempo fa, Kondoor, un grande corpo con


una vasta orbita, entrò nel nostro sistema solare che si
stava allora formando

28
Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 153

18
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 Sitchin: Molto tempo fa, Nibiru, un grande corpo con una


vasta orbita, entrò nel nostro sistema solare che si stava
allora formando

 G: Kondoor si scontra con la Terra

 S:le lune di Nibiru si scontrano con Tiamat ( la Terra nel


passato)

 G: Quando Kondoor colpisce la Terra, essa si spezza in due


parti, una più grande ed una più piccola.

 S: La Terra è colpita due volte e la seconda volta si spacca


in due parti

 G. Il sistema Terra-Luna nasce direttamente


dall’interazione con Kondoor.

 S: Il sistema Terra-Luna ( metà di Tiamat e Kingu, il


principale satellite di Tiamat) nasce direttamente
dall’interazione con Nibiru.

19
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2.Comparazione relativa ad un intervento da parte di Esseri


Superiori nella creazione dell’attuale Homo Sapiens

 G.in origine una catastrofe ( scaturita dall’interazione tra


Kondoor e la Terra ) crea una situazione per la quale una
speciale sostanza ( askokin ) viene estratta dalla Terra
allo scopo di stabilizzazione (tra la Terra e le sue Lune con
le grandi concentrazioni cosmiche )

 S. in origine una catastrofe ( scaturita dall’interazione tra


Nibiru e le sue lune con Tiamat/Terra ) crea una
situazione per la quale una speciale sostanza ( oro ) allo
scopo di viene estratta dalla Terra allo scopo di
stabilizzazione ( la situazione ambientale in Nibiru )

 G. la razza umana è creata ed gli è permesso di evolversi


con il solo scopo di generare una speciale sostanza
(askokin )

 S. la razza umana è create con il solo scopo di ottenere


velocemente l’ottenimento di una decisiva sostanza
( oro )

20
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 G. la razza umana è semplicemente funzionale, una “


ruota dentata cosmica “, che non venne creata per alcun
particolare divino scopo

 S. la razza umana è puramente funzionale, una razza


guidata, pianificata in origine allo scopo di operare per
servire a duna scopo più importante ( gli Anunnaki o
Nephilim, i Biblici “ Angeli Caduti “ )

 G. Alcuni fra gli Ispettori ( La Commissione Principale ed


un Arcangelo ) ritengono che l’umanità sia incapace e non
sia in grado di comprendere lo scopo fondamentale della
loro esistenza sulla Terra. I fatti reali vengono occultati
con gravi conseguenze

 S. E’ implicito che alcuni fra gli Ispettori ( Anunnaki )


considerano che l’umanità sia inferiore ( a loro, NDA ) ed
incapace di comprendere le sue vere origini e dunque
ritengono che non sia degna di essere realmente libera. I
29
fatti reali vengono occultati con gravi conseguenze

29
P.T. Mistlberger, “ An Abridge Essay from Appendix III “ of “ the Three Dangerous Magi “.

21
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 Gurdjieff e Sitchin –

Dimensioni temporali e longevità

Zecharia Sitchin ha dedicato un’importante parte dei


propri studi al concetto di longevità applicato agli esseri,
Anunna e/o Anunnaki, che sarebbero arrivati sulla Terra
circa 450.000 anni orsono dal loro pianeta, Nibiru o Neberu,
di origine oppure dal pianeta in cui abiterebbero in questo
periodo.

In pratica spiega Sitchin “… La lista dei re Sumeri


misura la durata del regno dei governanti Anunnaki prima
del Diluvio in termini di “Sar “– un termine Sumero che
rappresenta il numero 3600. Combinando tale fatto con il
tempo zodiacale dei vari eventi chiave (come il Diluvio),
Sitchin è stato in grado di stabilire una scaletta temporale
per il periodico ritorno di Nibiru al suo perigeo e di
concludere che – matematicamente – la grande orbita
ellittica di Nibiru è in media 3.600 anni terrestri (ma per gli
Anunnaki solamente un anno del loro Tempo Divino). La
durata delle attuali orbite, in particolare a partire da quelle

22
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del Diluvio (come spiegato in “The end of the Days” 30) si


31
scostano dal perfetto, dal punto di vista matematico, Sar “.

Re Epiteto Durata del regno


"After the kingship descended from heaven, the kingship was in Eridug. In Eridug, Alulim became
king; he ruled for 28800 years."
Alulim 8 sars (28,800anni)
Alalngar 10 sars (36,000 anni)
"Then Eridug  fell and the kingship was taken to  Bad-tibira."
En-men-lu-ana 12 sars (43,200 anni)
En-men-gal-ana 8 sars (28,800 anni)
Dumuzid, the
"the shepherd" 10 sars (36,000 anni)
Shepherd 
"Then Bad-tibira  fell and the kingship was taken to  Larag."
En-sipad-zid-ana 8 sars (28,800 anni)
"Then Larag fell and the kingship was taken to Zimbir."
En-men-dur-
5 sars and 5 ners (21,000 anni)
ana
"Then Zimbir  fell and the kingship was taken to  Shuruppag."
Ubara- 5 sars and 1 ner (18,600
Tutu anni)
"Then the  flood swept over."

Riassunto della lista dei re sumeri sin dall’inizio in Eridu. La durata è misurata
in “Sar “, che equivale a 3600 anni

Pertanto il rapporto della longevità tra l’Homo Sapiens


Sapiens e gli esseri Anunna od Anunnaki consisterebbe nella
relazione media 1/3600, fatto che spiega agevolmente il
motivo per cui l’Homo Sapiens Sapiens ha ritenuto durante
la propria storia che gli esseri superiori (Dei oppure Dio)
siano immortali.
30
“ The End of the Days “,HarperCollins Publisher, New York, 2007, è il settimo ed ultimo libro delle “ Earth
Chronicles “
31
Z. Sitchin “The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Company, Rochester, 2009, pagg 154-5. La traduzione è mia

23
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Gurdjieff, come si nota della frase iniziale, sostiene che


il rapporto della longevità tra Homo Sapiens Sapiens ed
Esseri Superiori abbia una relazione intorno ad un decimo
rispetto a quella proposta da Sitchin, infatti “ …ne deriva
dunque, secondo un calcolo oggettivamente convenzionale
del Tempo, che il nostro anno è trecentottantanove volte più
lungo del periodo che i tuoi beniamini considerano un
anno…Osserviamo ora questo : in quanto essere tricerebrale
del pianeta Karataz ( Karatas ), tu adesso sei soltanto un
ragazzo di dodici anni esattamente simile, dal punto di vista
dell’Essere e della Ragione, a un ragazzo del pianeta Terra
non ancora formato e non ancora cosciente di sé stesso…
Dunque, dopo quanto ti ho appena detto e benché tu,
secondo il nostro calcolo del Tempo, sia solo un ragazzo di
dodici anni non ancora formato e non ancora cosciente di sé
stesso, proprio come quelli del pianeta Terra, tuttavia,
secondo un calcolo basato sulle loro concezioni soggettive e
le loro sensazioni esseriche del corso del Tempo, tu non
avresti dodici anni, ma quattromilaseicentosessantotto…32”

In definitiva entrambi gli studiosi convengono che gli


esseri superiori hanno una durata di vita estremamente più
lunga rispetto a quella degli Homo Sapiens, in quanto il
pianeta di origine di tali esseri superiori ha una velocità di
rivoluzione molto più lenta rispetto a quella del pianeta

32
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 110-111

24
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Terra. La differenza tra Gurdjieff e Sitchin consiste dunque


in un diverso valore numerico, ovvero 1/389 per il primo ed
1/3600 per il secondo.

 La base sul pianeta Marte

Un tema molto importante, che è stato trattato sia da


Gurdjieff che Sitchin, riguarda il pianeta Marte, in particolare
la possibilità che esseri intelligenti, simili all’Homo Sapiens
Sapiens, vi abbiano abitato nel passato prima di giungere sul
pianeta Terra. Gurdjieff ne tratta in vari capitoli di

25
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“Belzebù”33, mentre Sitchin ne ha trattato in alcuni dei suoi


libri, in particolare in “The Lost Book of Enki “ed in “ Genesis
Revisited “.

Innanzitutto Gurdjieff spiega che un gruppo di esseri


non terrestri venne esiliato nel passato nel nostro sistema
solare ed in particolare il pianeta scelto come prima base fu
proprio Marte,

“ …ad esiliare Belzebù ed i suoi amici sul sistema solare


“ Ors”, una lontana contrada dell’Universo che i suoi abitanti
chiamano semplicemente il “ sistema solare “ ; come luogo
d’esistenza fu loro assegnato il pianeta “Marte “, con il
diritto di abitare su altri pianeti, ma soltanto all’interno di
quel sistema solare…durante gli anni che seguirono, un gran
numero di loro emigrò su altri pianeti sia di propria volontà,
sia per necessità di ordine generale : Belzebù, lui, restò su
Marte con i suoi familiari e organizzò la proprio esistenza in
modo più o meno sopportabile. Una delle sue occupazioni
principali fu l’installazione su Marte di un osservatorio
destinato ad esplorare le lontane concentrazioni
dell’Universo, come anche a studiare le condizioni di
esistenza sui pianeti vicini…34”

33
Vedi i capitoli numero 2, 18 e 19 di George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore,
Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson,
34
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 50

26
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Il pianeta Marte fungeva dunque da base generale per


spedizioni e viaggi verso gli altri pianeti del nostro sistema
solare, incluso ovviamente il pianeta Terra. Pertanto Marte
era un pianeta abitabile, come ha sempre sostenuto anche
Sitchin, il quale ha scritto nei propri libri che vi esisteva
acqua, persino potabile, pur se l’aria non era sufficiente per
la respirazione. Sempre lo studioso di origine azera
sosteneva che gli Anunnaki avevano costruito su Marte una
base operativa, la quale serviva per le loro astronavi come
scalo intermedio tra il pianeta Terra ed il loro pianeta di
origine oppure stanziale.

Addirittura in due lunghi capitoli del libro “Genesis


35
Revisited “ Sitchin, partendo dallo studio delle traduzioni
delle antiche tavolette sumere ed accadiche, unito ai recenti
studi sulla vita su Marte ed alla pubblicazione da parte della
Nasa di numerose fotografie scattate sulla superficie del
pianeta Rosso, spiega che

“…Combinati con testi e rilievi antichi, i dati fotografici


provenienti dalla superficie di Marte e le somiglianze tra le
strutture marziane e quelle costruite sulla Terra dagli
Anunnaki, conducono tutti verso una sola plausibile
conclusione:

Marte, nel suo passato, era il luogo di una base spaziale.

35
Si tratta dei capitoli no. 11 “Una base spaziale su Marte e no. 12 “Phobos: malfunzionamento oppure incidente da
guerre stellari “in Z. Sitchin “ Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990 ( la traduzione dei titoli è mia )

27
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Ed esiste una sostanziale evidenza la quale suggerisce


che l’antica base spaziale è stata riattivata nel nostro tempo,
36
proprio in questi giorni “(Sitchin scriveva nel 1990)

Sitchin si riferiva al caso del cosiddetto “Incidente


Phobos “, ovvero la distruzione della sonda spaziale
sovietica Phobos 2 avvenuta il 27 marzo 1989 mentre si
avvicinava appunto al satellite di Marte, Phobos. Alla fine di
una dettagliata analisi del caso, Sitchin concludeva

…Ma l’evidenza di una antica base su Marte e


”l’ombra “ con una strana forma nei suoi cieli conducono ad
una terrificante conclusione : Ciò che la struttura segreta
nasconde è l’evidenza che la perdita di Phobos 2 non sia
avvenuta per caso, ma per un incidente.

Forse il primo incidente in una Guerra Stellare –


l’abbattimento da parte di Alieni provenienti da un altro
pianeta di una navicella spaziale proveniente dalla Terra che
si stava introducendo all’interno della loro base su Marte.37“

36
Z. Sitchin “ Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990, pag. 269 ( la traduzione è mia )
37
Z. Sitchin “Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990, pag. 284 ( la traduzione è mia )

28
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Sitchin all’epoca citava ampiamente gli studi di Mark J.


Carlotto38, Vincent DiPietro39, Gregory Molenaar40 e Richard
Hoagland41 riguardo sia alla presenza di strutture artificiali
su Marte, sia per la supposta esistenza di un’enorme volto
conosciuto come “Volto di Cydonia”, dal nome di una regione
dello stesso pianeta.

Come connessione per tale “Volto “Zecharia Sitchin ha


inoltre sostenuto che su Marte esisterebbe da centinaia di
migliaia di anni terrestri la tomba di un importante leader
degli Anunnaki, Alalu, la cui immagine sarebbe scolpita nella
pietra:

“…Essi scolpirono con raggi sulla grande roccia della


montagna l’immagine di Alalu con il volto scoperto ed un
copricapo a forma di elmetto d’aquila (il simbolo degli astronauti di
Nibiru, NDA). Lasciamo che l’immagine di Alalu fissi per
sempre Nibiru che ha governato e la Terra nella quale egli
42
scoprì l’oro !..

Recentemente due studiosi italiani, Gianni Viola ed


Ennio Piccaluga43 hanno implementato quelle ricerche
38
Scienziato ottico con trenta anni di esperienza nello studio di immagini digitali e nel trattamento di dati sensibili
satellitari, vedi il suo sito http://www.carlotto.us/
39
Ingegnere elettronico e specialista d’immagini computerizzate press il Goddard Space Center della Nasa
40
Scienziato dei sistemi computerizzati della Lockheed
41
Divulgatore scientifico ed ex collaborator della Nasa, ha scritto numerosi libri ed articoli riguardo alla presenza di
esseri extra-terrestri sulla Luna e su Marte
42
Z. Sitchin “The Lost Book of Enki “, Bear & Co, Rochester, 2002, pag. 104 ( la traduzione è mia )
43
Vedi E. Piccaluga “Ossimoro Marte “, Hera Book, Roma, 2006

29
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sfruttando nuove foto scattate dal Mars Express, una sonda


dell’Agenzia Spaziale Europea lanciato il 2 giugno 2003 dal
Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan verso il pianeta
Marte.

Ennio Piccaluga

Tuttavia fu ancora una volta Gurdjieff a parlare per


primo della costruzione di una tomba di un essere
intelligente, anche se per lui si trattava di un Homo Sapiens
Sapiens e non di un essere intelligente extra-terrestre, sul
pianeta Marte. In “Belzebù “, egli sostiene che

“ …A bordo del vascello Occasione mi innalzai presto dal


mare Calcidio verso il pianeta Marte, dove i nostri, aiutati da
qualche buon Marziano, al corrente degli avvenimenti che
erano accaduti sulla Terra, si prodigarono per rendere i
dovuti onori al corpo planetario che avevo portato con me.

Lo seppellirono con tutto il cerimoniale in uso su quel


pianeta, poi fecero erigere sul posto un monumento degno
di lui.

30
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Quella fu la prima, senza dubbio, l’ultima “tomba “di un


essere della Terra sul pianeta Marte, così vicino e allo stesso
44
tempo così inaccessibile a tutti gli esseri terrestri “.

 Gurdjieff, Sitchin ed Andy Lloyd

Un nuovo paradigma cosmologico

All’inizio del presente saggio ho citato alcune frasi di


Gurdjieff tratte da “Belzebù “, in cui l’autore spiega che il
sistema di riferimento astronomico del pianeta di origine
degli esseri superiori è legato a due Soli, denominati da
Gurdjieff nel suo a volte oscuro lessico, Samos e Selos.
Pertanto Gurdjieff postula l’esistenza di un sistema binario

44
George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 169

31
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in cui esiste il pianeta di origine degli esseri superiori, cui si


aggiunge come terzo componente il sistema solare del
nostro sole (Ors nella denominazione di Gurdjieff ).
Gurdjieff accenna a questo concetto solo due volte, tuttavia
la connessione con l’attuale teoria della “Dark Star”
proposta dall’eclettico studioso Andy Lloyd è conseguente.

L’attività di Andy Lloyd (1968, Inghilterra del sud), è


esplicitata attraverso due siti istituzionali, uno
maggiormente personale, ovvero www.andylloyd.org ed uno
più tecnico, ovvero www.darkstar1.co.uk. Nel primo Lloyd si
presenta come raffinato artista, autore e ricercatore del
cosiddetto Planet X, romanziere, critico letterario, cacciatore
di fantasmi, muralista. Nel secondo Lloyd, partendo dalle
divulgazioni di Sitchin, espone la teoria della “Dark Star,
l’evidenza di Planet X “, proponendo un nuovo modello per il
nostro sistema solare tratto dai i suoi tre libri, un saggio e
due romanzi45.

45
La teoria della “Dark Star “è esposta in A. Lloyd “Dark Star “, 2005, mentre in due successivi romanzi Lloyd entra
nei particolari della sua posizione astronomica rispetto al pianeta Terra. I due romanzi, i quali fanno parte di una trilogia
ancora da completare sono, “Ezekiel 1 “(2008) e “Followers of Horus “(2010)

32
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La copertina del saggio di Andy Lloyd

Partendo dagli studi e le ricerche sul cosiddetto Planet X


sin dall’inizio del ventesimo secolo 46 e riprendendo le ipotesi
sull’esistenza di una compagna, una stella gemella del
nostro sole, una stella “nana rossa” o “nana bruna “
elaborate in particolare a partire dagli anni ottanta, Lloyd
propone un nuovo ed originale modello interplanetario per il
nostro sistema solare “ ….

“ “The Dark Star “ è la causa di molti effetti nel nostro


sistema solare. Essa spiega un gran numero di anomalie
all’esterno del nostro sistema solare, in particolare nella
Fascia di Kuiper. L’evidenza scientifica è abbastanza
solida ed io presento a tale riguardo un gran numero di
46
Per una esauriente e sinottica visione delle ricerche su Planet X consiglio la lettura dei saggi di Luca Scantamburlo, in
particolare “The American Armageddon “, Lulu.com, 2009

33
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dettagli nel mio primo libro “The Dark Star “. Questo


oggetto che è ad oggi distante fu in grado di causare
grandi catastrofi nel passato e forse causerà di nuovo
un disastro globale nel futuro. Ritengo che la “Dark Star
“giochi un ruolo importante nella nostro storia. Poiché
questo oggetto emette calore ed una piccola debole
luce, esso riscalda e nutre il proprio sistema planetario.
Quel sistema è in grado di mantenere forme complesse
di vita proprio alle porte del nostro cosmo. Questo fatto
rende la Teoria della Nana Bruna estremamente
importante per chiunque studi i misteri dell’antichità.
Essa propone l’esistenza di un sistema locale di una
Nana Bruna, dal quale visitatori giunsero sul nostro
pianeta nel lontano passato e dal quale, in un certo
senso, noi potremmo anche discendere. Questa idea di
visitatori cosmici da Nibiru è derivata dagli scritti del
defunto Zecharia Sitchin, ma trova credibilità grazie alla
teoria della “ Dark Star “. Questa Nana Bruna è parte di
un quadro molto più ampio, che coinvolge un vero e
47
proprio nuovo paradigma “

Successivamente Andy Lloyd ha sviluppato ed ampliato


la propria teoria in due successivi romanzi che nelle
intenzioni dell’autore fanno parte di una trilogia. Sfruttando
forse il fatto di non dover rispondere ad eventuali obiezioni

47
Vedi il sito web di A. Lloyd http://www.darkstar1.co.uk/. La traduzione è mia

34
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di carattere scientifico da parte dell’establishment proprio


per la natura di “fiction “ dei due libri, egli ha tentato di
spiegare il nuovo paradigma.

La copertina dei due romanzi di Andy Lloyd

po

Secondo Lloyd il nuovo paradigma, seppure per adesso


accennato qua e là nei due romanzi e nei suoi blogs,
consisterebbe in una sorta di sistema planetario trinario, con
3 poli, il nostro Sole, la Nana Bruna (attorno alla quale
orbiterebbe il pianeta di origine degli esseri superiori o
Anunnaki o come preferiamo denominarli) e Sirio, all’interno
dei quali opererebbero diverse tipologie di esseri, l’Homo
Sapiens Sapiens, gli Anunnaki, gli Igigi

35
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“…Gli Igigi…come gli umani, erano il risultato di un


riuscita fusione di geni diversi, in questo caso tra gli
Anunnaki ed una razza aliena che vive nel sistema di Sirio.
Essi erano stati ingegnerizzati specificatamente per
sopportare le difficoltà di un ambiente senza gravità. Gli
Igigi sarebbero in grado di viaggiare tra i sistemi (Sole,
Nibiru e Sirio) ad una velocità molto superiore a quella degli
Anunnaki. Essi erano capaci di raggiungere la Terra in meno
di due settimane, in quanto riuscivano a sostenere la
straordinaria accelerazione delle navi spaziali progettate su
Sirio. Le quali impiegavano come propulsione gli intensi
campi gravitazionali...l’equipaggio di Ezechiele 1 comprese
che gli Igigi monitoravano i progressi dell’Umanità nelle loro
navicelle spaziali (UFO) ed erano conosciuti dai popoli della
Terra come i Grigi. Essi erano stati creati in laboratorio e,
come i Siriani, comunicavano telepaticamente. Ma a
differenza degli umani essi erano considerati dagli Anunnaki
al loro stesso livello. Le due razze lavoravano in stretta
collaborazione.

La nave spaziale degli Igigi stava dolcemente


portando Ezechiele 1 verso l’unico mondo abitabile del
sistema della Dark Star. Si trattava del mondo che era più
appropriatamente conosciuto come “Nibiru “. Padre Douglas
aveva spiegato come questo antico termine avesse generato
confusione. Gli Anunnaki si riferivano al loro mondo di
origine come Nibiru, ma gli antichi popoli della Terra, i quali

36
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erano stati in contatto con gli Anunnaki, usavo quel terme in


maniera più generica per riferirsi ad ogni stella nel cielo
associata con il ritorno degli dei.

Il mondo di origine stesso non era visibile dalla Terra,


mentre invece lo era la Dark Star attorno alla quale orbitava,
in occasioni estremamente rare durante il suo perielio. Più
spesso gli antichi avevano osservato nel cielo il “ Disco
Alato“, nave spaziale del leader degli Anunnaki, Anu,
durante le sue visite, per cui era stata soprannominata
“Nibiru”. Ad aggiungere maggiore confusione, la luna più
esterna del sistema della Dark Star, che agiva come base
operativa per gli Igigi, era il “Traghetto” Nibiru. Questo
ponte tra i sistemi binari era divenuto la fonte dei miti
comunemente conosciuti come quelli del Traghettatore che
trasporta le anime da un mondo all’altro.

Era dunque un’ironia il fatto che il vero “ Nibiru “ era un


piccolo, ignoto mondo terrestre bloccato in un’orbita chiusa
attorno alla Nana Bruna, la quale ruotava essa stessa
48
attorno al Sole. .“

48
A. Lloyd, “The Followers of Horus “, Timeless Voyager Press, Santa Barbara, CA, 2010, pagg. 174-5, la traduzione è
mia

37
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 Il pianeta di origine degli Esseri Superiori e la


Pietra Nera

All’inizio del presente saggio ho indicato come Gurdjieff


abbia addirittura specificato il nome del pianeta di
provenienza degli Esseri Superiori, ovvero il pianeta Karatas.
Personalmente preferisco Karatas a “Karataz “, secondo la
traduzione di Mariella Fumagalli con la supervisione di
Michèle Thomasson e Roberta Cervetti nell’edizione italiana

38
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di Neri Pozza, proprio perché Karatas ha un significato ben


preciso in lingua turca.

Uno dei più stretti collaboratori di Gurdjieff, John G.


Benett49, in uno dei suoi libri su di lui, spiega molto bene
l’importanza della lingua turca tra la fine del diciannovesimo
e l’inizio del ventesimo secolo per un personaggio come
Gurdjieff che viaggiò a lungo attraverso gran parte dell’Asia,

“…La lingua è tutto. Attraverso tutta l’Asia si può


parlare il turco: da immediatamente dopo il mar Caspio,
passando per l’Amur Daria fino ad arrivare al Turkestan
cinese, si parla un qualche dialetto turco. Ai tempi in cui io
ero giovane, uno che sapeva il turco poteva trovare gente
che lo capiva a partire dall’Adriatico sin giù alla muraglia
cinese…Vale la pena di ricordare che Gurdjieff, che
sicuramente parlava il turco con estrema facilità…non credo
che conoscesse molte lingue. Quando, nel 1919, sentii
parlare di lui per la prima volta, si diceva che avesse
viaggiato in tutti i paesi dell’Oriente, che conoscesse molte
lingue. Io non ci ho mai creduto, perché secondo me basta
sapere il turco e si va quasi dappertutto. Sapendo il turco,
alla fine del diciannovesimo secolo si poteva attraversare
tutta l’Asia centrale. Non si ha bisogno di nient’altro sino a
49
John Godolphin Bennett (1897 - 1974), lavorando per i servizi segreti inglesi nel Medio Oriente ed in Asia, venne
incaricato di controllare Gurdjieff ad Istanbul durante il 1920. Successivamente scienziato, tecnologo, conferenziere ed
autore di successo ritornò da Gurdjieff a Parigi dopo la seconda guerra mondiale. Secondo l’avvocato Rumor, Benett
partecipò assieme a Gurdjieff e a Jean Cocteau a diverse riunioni preparatorie al progetto di integrazione Europea
appunto dopo la fine della seconda Guerra mondiale.

39
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quando non si arriva dalle parti del Tibet, ed è certo che egli
si sia messo con molto impegno a studiare il tibetano.
Immagino quindi che probabilmente Gurdjieff conosceva
solo il turco, che aveva appreso alcuni dialetti turchi e anche
il tibetano, nient’altro…50”

La parola turca “Karatas “, con la quale Gurdjieff


denomina il pianeta di origine degli esseri superiori, i quali
giunsero sul pianeta Terra nel lontano passato, significa
dunque “Pietra Nera “, da “Kara “ovvero nera e “Taş “pietra.
Gurdjieff ha inteso, come ha del resto sempre fatto in
“Belzebù “, fornire indirettamente una indicazione ai propri
lettori riguardo ad un tema estremamente importante.

Oltre alla determinazione della posizione astronomica


del pianeta, egli ha aggiunto un’altra importante
caratteristica di tale pianeta, il fatto che per i suoi abitanti è
ricordato come il pianeta della “Pietra Nera “. Noi sappiamo
che con tale espressione è indicato uno dei simboli più
importanti della religione mussulmana, ovvero Al-Ḥajar al-
Aswad, una pietra nera che è incastonata in una struttura
argentea a poco più di un metro di altezza dal suolo nella
parte est della Kaaba, la grande struttura in pietra che si

50
John G. Benett, “L’enigma Gurdjieff “, Ubaldini Editore, Roma, 1983, pagg. 26-26, traduzione di Salvatore
Maddaloni

40
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trova al centro della Grande Mosca della Mecca, in Arabia


Saudita.

La “Pietra Nera “è venerata come un’antichissima


reliquia datata dai tempi di Adamo ed Eva da milioni di
pellegrini che si recano alla Mecca per adempiere al sacro
pellegrinaggio dello “Haji “, che ogni mussulmano deve
compiere almeno una volta nella propria vita. Il numero dei
pellegrini i quali visitano annualmente la Mecca e la “Pietra
Nera “è naturalmente aumentato in maniera esponenziale
negli ultimi lustri grazie alle maggiori disponibilità
economiche ed alle crescenti organizzazioni di viaggio,
raggiungendo il numero massimo nel 2012 di 3.161.573 fra
residenti in Arabia Saudita ed esteri secondo le statistiche
ufficiali51.

La Pietra Nera alla Mecca

E’ straordinario come sia stato possibile “indurre”


milioni, ma a questo punto si potrebbe considerarli miliardi
di persone (se consideriamo l’inizio dei pellegrinaggi
51
Vedi Royal Embassy of Saudi Arabia. October 27, 2012, aggiornato al 2013-03-12, citato in Wikipedia

41
Dr. M. Martinelli - Articolo divulgazioni Gurdjieff marmartinelli@interfree.it

organizzati dal VII secolo della presente era dopo l’inizio


ufficiale della religione islamica), ad organizzare lunghi e
costosi viaggi per visitare i luoghi sacri mussulmani e
soprattutto “toccare “la “Pietra Nera “. Ovviamente nei
nostri tempi esiste anche una componente commerciale per
l’Arabia Saudita, tuttavia ritengo l’identificazione tra la
“Pietra Nera” come una reliquia originale del pianeta da
dove provengono gli Esseri Superiori che hanno prima
implementato l’Homo Erectus in Homo Sapiens Sapiens e che
attualmente ancora gestiscono la Governance del pianeta
Terra, permetta di meglio comprendere il fenomeno di
questo millenario pellegrinaggio.

42
Dr. M. Martinelli - Articolo divulgazioni Gurdjieff marmartinelli@interfree.it

 L’imprevidenza degli Esseri Superiori

A differenza della stragrande maggioranza degli


studiosi, Gurdjieff si permette di criticare più volte, seppure
con un ovvio rispetto, l’operato degli Esseri Superiori in
varie parti di “Belzebù”. Questo fatto mette ancora una volta
in rilievo l’interesse profondo che egli dimostra verso l’Homo
Sapiens Sapiens, indicato più volte anche come abitante
dello “sfortunato” pianeta Terra.

Gurdjieff insiste sulla “imprevidenza “degli Esseri


Superiori, i quali non sono stati in grado di determinare le
conseguenze delle loro azioni e dei loro interventi sull’Homo
Sapiens Sapiens, oppure, se seguiamo Zecharia Sitchin,
nell’implementazione dell’Homo Erectus.

43
Dr. M. Martinelli - Articolo divulgazioni Gurdjieff marmartinelli@interfree.it

In sostanza gli Esseri Superiori decisero di


installare nell’Homo Erectus che si stava formando ed
evolvendo nell’Homo Sapiens Sapiens una speciale organo,
denominato Kundabuffer da Gurdjieff, il quale venne
successivamente tolto. Tuttavia le sue proprietà si
cristallizzarono nell’Homo Sapiens Sapiens, contribuendo
così ad impedirgli una regolare evoluzione in un essere
maturo dal punto di vista planetario, spiega Gurdjieff,

“…Così, caro figliolo, l’Altissima Commissione decise


d’impiantare a titolo provvisorio un certo organo nella
presenza generale degli esseri tricerebrali di laggiù (Homo
Sapiens Sapiens sulla Terra, NDA) ; questo organo aveva
proprietà tali che da lì in poi essi avrebbero percepito la
realtà “ alla rovescia “, ed inoltre ogni impressione ripetuta
di origine esterna avrebbe cristallizzato in loro i dati
necessari all’apparizione di alcuni fattori atti a provocare le
sensazioni di “ piacere “ e di “ soddisfazione “…E così’
dunque fecero crescere in un certo modo negli esseri
tricerebrali di laggiù, alla base della loro coda – a quei tempi
infatti ne avevano una e questa parte della loro presenza
generale conservava ancora un aspetto normale ed
esprimeva la “ pienezza del loro significato esserico “-
fecero crescere, dicevo, una “ certa cosa “che favoriva
l’apparizione della suddetta proprietà. E per la prima volta
52
diedero a questa “cosa “il nome di “organo kundabuffer “.

52
George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80

44
Dr. M. Martinelli - Articolo divulgazioni Gurdjieff marmartinelli@interfree.it

Dopo una serie di verifiche ed un certo lasso di tempo,


gli Esseri Superiori, spiega Gurdjieff, si resero conto che tale
organo aveva completato la propri funzione per cui decisero
di toglierlo dall’Homo Sapiens, ma “anche se le proprietà di
questo organo sbalorditivo scomparvero assieme ad esso,
tuttavia, per diverse ragioni, le loro conseguenze avevano
già cominciato a cristallizzarsi nello loro presenza… “, per
cui “ …essi cominciarono ad esistere in un modo indegno per
degli esseri tricerebrali…spinti dal loro strano psichismo, si
misero a distruggere gli esseri di altre forme del loro
pianeta…53”. Naturalmente Gurdjieff ammette che “…se la
causa primaria della calamità terrestri è stata una certa
“imprevidenza dall’Alto “, da parte di alcuni individui sacri,
tuttavia la ragione del caos che oggi regna su quel pianeta
può essere cercata solo nelle anormali condizioni di
esistenza esserica ordinaria che essi stessi hanno
gradualmente stabilito e che ancora ai nostri giorni
54
continuano a stabilire “.

Allo scopo di permettere all’Homo Sapiens Sapiens di


comprendere la vera essenza delle cose, Gurdjieff ritiene che
sarebbe necessario un nuovo intervento da parte degli Esseri
Superiori, azione che oggi definiremmo come ingegneria
genetica, in quanto “…l’unica misura di salvezza per gli
53
George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 112
54
George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 113-114

45
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esseri del pianeta Terra, sarebbe oggi innestare nella loro


presenza un nuovo organo, analogo a quello di kundabuffer,
ma dotato questa volta di proprietà tali che ciascuno di
quegli infelici, durante il periodo della sua esistenza, senta
e prenda incessantemente coscienza della inevitabilità della
propria morte, nonché della morte di tutti quelli su cui posa
il suo sguardo o la su attenzione. Solo questa sensazione e
questa conoscenza possono attualmente annientare
l’egoismo che si è definitivamente cristallizzato in loro ed
assorbe la loro intera essenza, distruggendo allo stesso
tempo la conseguente tendenza ad odiare gli altri, tendenza
che determina quelle relazioni reciproche la cui esistenza è
la causa principale di tutte le loro anomalie, indegne di
esseri tricerebrali, e nefaste per loro come per tutto
55
l’Universo “.

55
George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 914

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 Le corna come simbolo di potere e conoscenza

Le migliaia di migliaia di tavolette e sigilli ritrovati in


Mesopotamia a partire dal diciannovesimo secolo da parte di
archeologi europei e statunitensi portarono alla luce
l’importantissima civilizzazione Sumera, la prima conosciuta
dopo il Diluvio, per cui uno dei principali studiosi di tali
tavolette, Samuel Noah Kramer, dedicò un intero libro
solamente all’elenco del primato Sumero nell’educazione,
nel governo, nella giustizia, nell’economia, nella medicina,
nell’agricoltura e così via56.

Tali tavolette ci mostrano le immagini degli Dei, o


meglio dei Din.Gir (I saggi delle navi spaziali, NDA 57) come
gli stessi Sumeri chiamavano quegli esseri, i quali avevano
insegnato loro tutto lo scibile, i quali avevano donato loro la
straordinaria civilizzazione che li ha resi così celebri. Questi

56
Samuel Noah Kramer (1897 – 1990) “I Sumeri Alle radici della storia “, Newton Compton Editori, Roma, 1997,
traduzione di Enzo Navarra
57
Z. Sitchin “The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Company, Rochester, 2009, pag. 61

47
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“Esseri Superiori “, come segno distintivo, portavano un


copricapo adornato di corna, “… Lo stile di questo divino
copricapo mutava secondo il periodo temporale ed il gusto,
variando da una forma conica ad una piana, a volte abbellito
con piume oppure coperto da un pomo oppure da un giglio
58
“.

58
Jeremy Black and Anthony Green “ Gods, Demons and Symbols of ancient Mesopotamia “,British Museum Press,
London,, 1992 ( la traduzione è mia )

48
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Sigillo mesopotamico con il “Dio “ Ea od Enki assieme ad altri “Dei”, tutti con il
copricapo ornato di corna

La differenziazione del numero di corna scaturisce da


una ordine gerarchico ben preciso con l’attribuzione di un
riferimento numerico secondo il rango e l’importanza della
persona all’interno di una struttura di tipo militare, come era
sostanzialmente quella degli “Esseri Superiori “. Pertanto
impiegando il sistema di calcolo a base numerica 60
all’interno del loro organo decisionale formato da 12
persone, al loro “Comandante supremo “era attribuito il
valore 60, al suo vice il 50 e così via sino al numero 10
mentre i numero intermedi dispari (da 55 a 5) erano
attribuiti alle donne.

Immagine mesopotamica del “ Dio “ Nanna o Sin

49
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Ancora una volta Gurdjieff si riallaccia all’antica


sapienza spiegando che il protagonista de “I racconti di
Belzebù al suo piccolo nipote “, appunto Belzebù in persona,
aveva perso le corna a seguito della sua ribellione
all’autorità degli Esseri Superiori. Tuttavia dopo l’esilio
all’interno del nostro Sistema Solare ed al compimento di
una serie di attività in favore degli Esseri Superiori, egli può
ottenere nuovamente, le corna, simbolo del potere e della
conoscenza.

“…l’essere Belzebù, che un tempo aveva peccato, oggi è


perdonato, e ammesso di nuovo fra i suoi simili ! Poiché la
virilità e il grado di ragione degli esseri della vostra natura si
determinano e si manifestano dalle corna che portate, noi
dobbiamo, con il sostegno del nostro Sostegno-di-Tutti-i
Quarti, e con il Vostro ausilio, ricostruire le corna perdute da
Belzebù...Durante la cerimonia, sulla testa di Belzebù
cominciarono ad apparire delle corna…Si formò una prima
ramificazione, poi una seconda, ed una terza, ma quando si
formò una quarta ramificazione…Questa straordinaria
cerimonia stava ormai terminando…quado sorse da sola,
sulle corna di Belzebù una quinta ramificazione… 59

In definitiva Belzebù aveva ottenuto 5 paia di corna,


raggiungendo l’importante grado pari al numero 50, ovvero
il ruolo di Comandante della missione sul pianeta Terra,

59
George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella
Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 908-9

50
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come ha spesso ricordato Zecharia Sitchin nelle sue


interpretazioni delle traduzioni delle tavolette dei Sumeri

 Verso un nuovo paradigma

Il presente saggio non ha ovviamente né l’ambizione né


lo scopo di definire un nuovo paradigma per l’Homo Sapiens
Sapiens. Mostrando le connessioni esistenti tra divulgatori in
tempi diversi, esso ha semplicemente tentato di iniziare a
costruire alcune basi per un differente punto di vista, per
una più ampia apertura mentale in maniera da poter definire
in un prossimo futuro le basi del nuovo paradigma.

Il vasto programma di educazione dell’Homo Sapiens


Sapiens verso la comprensione della sua presenza in questa
parte della Galassia è stato sviluppato all’interno della
civilizzazione occidentale in maniera più intensiva nei paesi
anglosassoni ed in Italia a partire dalla fine della seconda
guerra mondiale, da Desmond Leslie a George Adamski, da
George Hunt Williamson a Zecharia Sitchin, da Alberto
Perego a Roberto Pinotti, da Neil Freer a Maximillien de
Lafayette, da A.R. Bordon ad Andy Lloyd, per citare alcuni fra
i principali e noti studiosi di esseri e mondi extraterrestri.

Tuttavia, come si evince dal presente saggio, George


Ivanovic Gurdjieff anticipò quegli studiosi, decidendo di
esplicitare, seppur in una linguaggio non facile a

51
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comprendere e probabilmente senza averne la completa


autorizzazione, alcune informazioni che egli ricevette dalla
Struttura millenaria che operava ed opera a supporto della
Governance del pianeta Terra. Per semplicità, le riassumo in
maniera schematica

 Il nostro sistema solare è sostanzialmente lontano dal


centro delle principali attività della galassia

 Il nostro sistema solare, come del resto una grande


parte di altri sistemi, è binario e forse ternario

 Nel passato esseri provenienti da altri sistemi planetari


hanno vissuto sulla Terra

 La Governance del pianeta Terra è gestita da esseri non


terrestri

 Tali esseri non terrestri hanno effettuato


l’implementazione di un ominide, probabilmente Homo
Erectus od Homo Ergaster, nell’odierno Homo Sapiens
Sapiens

52
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 Tali esseri non terrestri dispongono di tecnologie


sconosciute all’Homo Sapiens Sapiens

 La longevità di tali esseri non terrestri è estremamente


più lunga di quella dell’Homo Sapiens

 Tali esseri non terrestri non amano che l’Homo Sapiens


Sapiens apprenda autonomamente conoscenze ed
informazioni di loro competenza

 Tali esseri non terrestri hanno un programma educativo


per l’Homo Sapiens Sapiens

 Come tutti i programmi, anche quello degli esseri non


terrestri, può avere qualche difetto da correggere

Dr. M. Martinelli

marmartinelli@interfree.it

Copyright Dr. M. Martinelli –2014

E possibile riprodurre in toto od in parte il presente saggio


citando

53
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Copyright Dr. M. Martinelli 2014 – Reprinted with permission

Breve Bibliografia

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Gurdjieff un nuovo mondo, Ubaldini Editore, Roma, 1981, traduzione di


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Phoenicia, Arwa, Ugarit, Amrit, Carthage, Anunnaki , Time Square Press,
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58