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Descrivere le metodologie e strategie didattiche adottate nella progettazione di un'unità

didattica di apprendimento sui convertitori analogici-digitali (ADC).

L'unità didattica di apprendimento (U.D.A.) “Convertitori analogici-digitali (ADC)” si inserisce


nell'ambito della disciplina “Elettronica ed Elettrotecnica” e viene svolta al quinto anno degli istituti
tecnico-industriali indirizzo elettronica ed elettrotecnica, nelle varie articolazioni ITET, ITAT e
ITEC.
Gli obiettivi di apprendimento della U.D.A. sono:
• comprensione dei circuiti fondamentali che realizzano la conversione analogico-digitale;
• utilizzo di ADC in una catena di acquisizione ed elaborazione dati.
La U.D.A. consentirà al discente lo sviluppo di una serie di conoscenze e abilità necessarie
nell'analisi e nella progettazione di circuiti elettronici per la conversione in digitale di segnali per
successive elaborazioni.
Nella lezione introduttiva viene richiamato lo schema a blocchi generale di una catena di
acquisizione ed elaborazione dati; in questa fase gli studenti vengono indotti attraverso la tecnica
del brainstorming a raccogliere le conoscenze e nozioni pregresse. In tal modo gli allievi vengono
stimolati alla riflessione e sono resi attivamente partecipi alla lezione. D'altra parte, il docente ha
così la possibilità di verificare il livello di preparazione della classe.
Vengono svolte mediante la metodologia del mastery learning le lezioni teoriche sugli ADC, vale a
dire: le tipologie di conversione analogico-digitale, i parametri degli ADC e i circuiti che realizzano
la conversione da analogico a digitale (ADC flash, ADC ad approssimazioni successive, eccetera).
Nel mastery learning è centrale l'apprendimento, piuttosto che l'insegnamento: l'obiettivo finale è
produrre un apprendimento ottimale per tutti gli allievi della classe. Pertanto la didattica viene
personalizzata e vi è una continua verifica in fieri per interventi correttivi.
Ciascuna lezione teorica viene seguita da un'esercitazione in classe allo scopo di rinforzare i
concetti teorici e stimolare l'allievo a risolvere un compito assegnato. La metodologia didattica è
proprio quella del problem solving che lo studente sviluppa in quattro fasi: (i) comprensione della
traccia; (ii) ricerca delle possibili soluzioni sulla base delle proprie conoscenze e competenze; (iii)
decisione e pianificazione della soluzione; (iv) esecuzione e valutazione dei risultati. Al termine
dell'esercitazione, il docente conduce una guida al confronto tra i vari risultati ottenuti dagli allievi
al fine di far notare eventuali errori tipici.
Nello svolgimento di problemi pratici, come ad esempio il dimensionamento opportuno di un ADC,
è altresì importante lavorare insieme nelle cosiddette esercitazioni di gruppo che potenziano le
interazioni attive tra gli alunni.
Nella U.D.A. sugli ADC il laboratorio come apprendimento è cruciale per lo sviluppo delle
conoscenze teoriche, il potenziamento delle attività creative e per motivare l'allievo.
Le attività di laboratorio prevedono la realizzazione su breadboard e la caratterizzazione di circuiti
ADC semplici ed il loro utilizzo in sistemi complessi per l'acquisizione ed elaborazione di
grandezze fisiche per applicazioni varie. Una metodologia efficace da utilizzare è quella del
cooperative learning (apprendimento collaborativo), fondato sulla collaborazione di gruppi ristretti
di alunni che mettono insieme le proprie abilità e conoscenze per raggiungere obiettivi comuni in
maniera non competitiva. Il cooperative learning facilita l'acquisizione delle conoscenze e lo
sviluppo delle capacità da parte dell'allievo e realizza un'elevata integrazione sociale fra gli alunni.
I circuiti ADC complessi possono anche essere simulati mediante software opportuni (per esempio
Workbench o Multisim). In questo caso viene adottata la metodologia detta simulazione operativa:
si può apprendere anche simulando la realtà e non solo osservandola sistematicamente.
La didattica laboratoriale in generale permette di dare senso e significato all'esperienza scolastica.

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