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IL PENDOLO PER

PICCOLE OSCILLAZIONI
Alunni Classe seconda
Destinatari
Liceo scientifico

Docenti coinvolti Docente di fisica

Titolo: IL PENDOLO
PER PICCOLE Gli alunni dovranno
OSCILLAZIONI Compito Unitario produrre una relazione
sugli esperimenti condotti

Tempi 40 ore
Competenze chiave europee e
Competenze di cittadinanza Evidenze osservabili

- Organizzare il proprio apprendimento


- Acquisire il proprio metodo di lavoro e di studio
- Individuare, scegliere ed utilizzare varie fonti e varie modalità
IMPARARE AD IMPARARE
di informazioni e di formazione (formale, non formale ed
informale) in funzione dei tempi disponibili e delle proprie
strategie

- Interagire in gruppo
- Comprendere i diversi punti di vista
- Valorizzare le proprie e le altrui capacità, gestendo la
COLLABORARE E PARTECIPARE conflittualità
- Contribuire all’apprendimento comune e alla realizzazione
delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti
fondamentali degli altri

- Affrontare situazioni problematiche


- Costruire e verificare ipotesi
- Individuare fonti e risorse adeguate
RISOLVERE PROBLEMI
- Raccogliere e valutare i dati
- Proporre soluzioni utilizzando contenuti e metodi delle
diverse discipline, secondo il tipo di problema
Traguardi • Osservare, descrivere ed interpretare fenomeni appartenenti alla
realtà naturale ed artificiale e riconoscere nelle sue varie forme i
generali concetti di sistema e di complessità
di • Comprendere il linguaggio formale specifico della fisica, saper
utilizzare le procedure tipiche del pensiero scientifico, conoscere i
apprendimento contenuti fondamentali delle teorie che sono alla base della
(area scientifica, descrizione matematica della realtà.
• Possedere i contenuti fondamentali delle scienze fisiche
matematica e padroneggiandone le procedure ed i metodi di indagine propri,
tecnologica) anche per potersi orientare nel campo delle scienze applicate.
• Essere in grado di utilizzare strumenti informatici e telematici nelle
PRIMO BIENNIO attività di studio e di approfondimento.
ASSI CULTURALI
CONOSCENZE ABILITÀ COMPETENZE
TECNOLOGICO-
SCIENTIFICO

• Osservare, descrivere ed
analizzare fenomeni
appartenenti alla realtà
naturale ed artificiale
• Riconoscere questioni che
• Analizzare e
possono essere indagate in
descrivere quantitativament
modo scientifico.
e fenomeni fisici
• Applicare conoscenze
• Il moto circolare uniforme • Applicare le conoscenze sulle
scientifiche in una data
• La velocità angolare grandezze vettoriali ai moti
situazione.
• La forza che causa il moto nel piano. Operare con le
• Conservazione della quantità • Schematizzare situazioni reali
circolare grandezze fisiche scalari e
di moto selezionando i parametri
• Il moto armonico vettoriali. Calcolare le
significativi. Formulare
• Il pendolo grandezze caratteristiche del
ipotesi, sperimentare e/o
moto circolare uniforme.
interpretare leggi fisiche
Risolvere semplici problemi
• Proporre e utilizzare modelli
sul moto circolare uniforme.
e analogie
• Comprendere le
caratteristiche del moto
armonico e del moto del
pendolo.
• Lezione frontale partecipata alla Lim

• Inquiry based learning (apprendimento basato


sull’indagine)

Metodologia • Cooperative learning

• Didattica laboratoriale

• Peer to peer (recupero in tutoring)


– Nello studio di tutte le scienze sperimentali si deve dare priorità
alla comprensione di “come funziona” la scienza, piuttosto che
all’acquisizione di una serie di conoscenze che, comunque,
risulterebbero sempre insufficienti rispetto a tutte quelle ritenute
importanti per ogni singola disciplina. Occorre considerare che il
Metodologia comprendere come le conoscenze scientifiche vengono acquisite,
e anche messe in discussione e riformulate, è anche alla base dello
induttiva sviluppo del pensiero critico e di un atteggiamento razionale.
– Questa comprensione non si realizza facilmente con una didattica
trasmissiva, anche quando questa riguarda le modalità con cui
sono state ottenute le “scoperte” scientifiche più note. Risulta
invece facilitata se l’allievo è chiamato a risolvere problemi
secondo i metodi propri dell’indagine scientifica.
– Al fine di sviluppare modalità proprie del pensiero scientifico gli
allievi debbono essere chiamati ad utilizzare ripetutamente dette
abilità in contesti e con contenuti differenti.Molto utile risulta di
adottare “un insegnamento di tipo problematico” per permettere
agli studenti di praticare le attività di astrazione e
modellizzazione.In pratica, a scuola dovremmo impostare il lavoro
Metodologia da svolgere con le classi con l’obiettivo di “fare scienza” piuttosto
che di “fare lezione”
induttiva e – L’uso di una didattica laboratoriale dà più importanza alle
didattica competenze da acquisire piuttosto che agli argomenti da
trattare.Occorre però sottolineare che il laboratorio non deve
laboratoriale essere il luogo dove gli studenti vengono chiamati solo ad
osservare esperienze realizzate da altri o ad assistere a
dimostrazioni di quanto già spiegato dall’insegnante .L’attività
laboratoriale non può esaurirsi con lo svolgimento di esperimenti
ed osservazioni, ma riguarda l’intero percorso didattico, in
particolare anche le importanti fasi della progettazione delle
procedure e della valutazione dei risultati e degli eventuali errori
– È una metodologie didattica induttiva che si pone l’obiettivo di
riproporre in classe le modalità proprie dell’indagine scientifica: AGLI
STUDENTI VIENE PRESENTATO UN COMPITO/SFIDA/STIMOLO
INIZIALE E VENGONO FORNITI MATERIALI DIDATTICI
– Il problema/sfida è presentato ad un piccolo gruppo di allievi e
discusso con loro. Deve essere un problema "autentico", (simile ad un
Inquiry based problema che gli allievi potrebbero realmente affrontare in futuro).
Devono esserci diverse soluzioni possibili e diversi modi di arrivare a
learning: tali soluzioni.Gli allievi non devono essere già in grado di risolverlo.
l’apprendimento – Il gruppo degli allievi ha la responsabilità di: definire il problema,
descrivere le conoscenze già in loro possesso, identificare le nuove
basato sulla sfida conoscenze da apprendere per risolvere il problema, stabilire i
prossimi passi da compiere.
– Ciascun allievo deve individualmente: cercare una parte delle
conoscenze da apprendere, organizzarla, presentarla agli altri.
– Le risorse informative raccolte sono valutate secondo standard di
riferimento
1° FASE 2° FASE : 3°FASE 4°FASE
Presentazione del compito Attivita' laboratoriale e Peer to peer e realizzazione Briefing ed esposizione
Lezione partecipata alla Lim e approfondimento relazione delle relazioni
divisione in gruppi
Fasi
• Al fine di provocare
stupore, curiosità e interesse
• Si introducono i concetti che
stanno alla base della
• Ogni studente verrà inserito in un •
gruppo eterogeneo che sarà
I gruppi saranno chiamati a
relazionare sugli esperimenti
nelle studentesse e negli conservazione della quantità di invitato a produrre la relazione di realizzati spiegando I
studenti si può mostrare loro moto. uno degli esperimenti proposti.
• Successivamente per attrarre l’ fenomeni osservati
il pendolo di Newton. • Per guidare questo processo si
attenzione degli allievi stimolare (valutazione collettiva degli
• È una oscillatore non possono proporre degli esempi
l loro creatività si metteranno in come: spiega perché succede elaborati finali; valutazione
convenzionale in quanto l'urto
rilievo i diversi comportamenti …quale potrebbe essere una individuale – vedi scheda
tra le biglie provoca
con una, due, tre o un numero esempio di …/ quale differenza c'è allegata)
l'oscillazione solo della prima e dispari di biglie. Dopo aver tra I fenomeni osservati/ quali
dell'ultima biglia non di tutto il lanciato il dibatto si può pensare conclusioni puoi trarre…
sistema . Se sollecito due biglie quindi di assegnare del materiale • All’interno dei gruppi di lavoro gli
il sistema si comporta di approfondimento per entrare studenti avranno precisi compiti:
in maniera simmetrica con tre nel vivo dell’argomento tutor, tutee e relatore, in modo da
invece ha un comportamento • Successivamente gli alunni incentivare i processi di recupero e
diverso. dovranno svolgere degli esercizi in potenziamento
• Si sollecita pertanto una dibatto classe per rilevare le conoscenze • Ogni gruppo dovrà eseguire prove
cona il quale la classe acquisite (valutazione raccogliere i dati , riela borarli e
viene invitata ad ipotizzare le individuale). trovare conferma dei principi
motivazioni di tale esposti. Se i dati sperimentati non
comportamento. dovessero confermare il principio
dovranno trovare la motivazione
adducendone una giusticazione
IL PENDOLO
DI NEWTON
Il pendolo semplice è un sistema fisico costituito da un grave,
un punto materiale, vincolato da una sbarra rigida (incomprimibile e
inestensibile) e senza massa a rimanere ad una certa distanza da un
punto fissato, e soggetto alla forza peso e alla reazione vincolare.
Non sono presenti attriti.
Il Pendolo Questo pendolo si dice “semplice” in contrapposizione al pendolo
“composto”, nel quale il sistema punto materiale-sbarra viene
sostituito da un corpo rigido.
Il
PENDOLO
Per descrivere analiticamente il moto del punto materiale occorre
fare due cose: prima di tutto impostare un sistema di riferimento, in
cui il grave viene identificato tramite delle coordinate; in seguito,
F=m*a esprimiamo la risultante delle forze Ftot., per utilizzare l’equazione
fondamentale della dinamica Ftot.=m a, dalla quale estrapoleremo
l’accelerazione del punto materiale, cercando dunque di ricondurci a
una tipologia di moto a noi nota.
Passiamo a calcolare il sistema di forze che agiscono.
Sappiamo che agiscono la forza peso, diretta verticalmente e verso
il basso, e la reazione vincolare. Quest’ultima si oppone ad ogni
LE FORZE tentativo di allungare o accorciare la sbarra da parte delle altre forze
in gioco (cioè il peso), e, in base al principio di azione-reazione,
direzione e modulo coincidono con l’azione del peso, mentre il verso
è opposto.
L’ ampiezza
In realtà, la “coordinata” che meglio descrive la posizione del
pendolo è l’angolo θ (evidenziato anch’esso in verde nella figura
precedente), l’angolo che la sbarra del pendolo forma con la
verticale. Tuttavia, la scelta di questa coordinata comporta due
problemi:
L’introduzione di una coordinata angolare complica i calcoli non
L'ANGOLO poco, dato che sono necessarie funzioni trigonometriche per
raffrontare delle lunghezze con la misura di un angolo.
Esprimere l’accelerazione del punto materiale mediante l’angolo θ ci
impedirebbe di riconoscere la tipologia del moto da esso seguito, la
quale risulta invece chiara se si adotta la coordinata x.
Ora passiamo calcolare il sistema di forze che agisce sul grave.
Sappiamo che agiscono la forza peso, diretta verticalmente e verso
il basso, e la reazione vincolare. Quest’ultima si oppone ad ogni
Sistema di tentativo di allungare o accorciare la sbarra da parte delle altre forze
forze in gioco (cioè il peso), e, in base al principio di azione-reazione,
direzione e modulo coincidono con l’azione del peso, mentre il verso
è opposto.
Reazione vincolare
Il Vettore P
Moto Armonico
Oscillatore
armonico
Come si può anche vedere dalle formule che ne esprimono
il periodo di oscillazione, questo non dipende in alcun
modo dall’ampiezza delle oscillazioni (attenzione però, esse devono
Conclusioni comunque rimanere “piccole”!) né dalla massa del grave appeso al
pendolo, ma solo dal rapporto tra accelerazione di gravità gg e
lunghezza della sbarra che costituisce il pendolo ll. Questo
fenomeno è noto come isocronia del pendolo (in greco
antico, chronos vuol dire “tempo” e isos “uguale, stesso”).
– Libro di testo
– Fotocopie e materiale di approfondimento sul Padlet
Mezzi e – Riviste e contributi video e/o Multimediali
Strumenti – Lim
– PC
• Il moto circolare uniforme
• La velocità angolare
Contenuti • La forza che causa il moto circolare
• Il moto armonico
• Il pendolo
E’ un elemento pedagogico fondamentale delle programmazioni didattiche, senza cui
non si potrebbero seguire i progressi dell’alunno rispetto agli obiettivi ed ai fini da
raggiungere durante la sua permanenza a scuola. Tra questi vi sono:
– l’acquisizione e la trasmissione dei contenuti disciplinari (il sapere),
– la capacità di trasformare in azione i contenuti acquisiti (il saper fare)
– la capacità di interagire e di tradurre le conoscenze e le abilità in comportamenti
appropriati usando l’intelligenza cognitiva, emotiva, socio affettiva e sviluppando un
forte senso critico (saper essere).
VALUTAZIONE La scuola valuta anche le competenze cosiddette trasversali che attengono, oltre che agli
obiettivi cognitivi, anche agli obiettivi comportamentali riferiti cioè al comportamento
sociale, o area socio – affettiva e relazionale, e al comportamento di lavoro.La valutazione
è uno degli elementi fondamentali della programmazione didattico – educativa e può
essere definita come il confronto tra gli obiettivi prefissi (ciò che si vuole ottenere
dall’alunno) ed i risultati conseguiti (ciò che si è ottenuto dallo stesso alunno).
Livello A - avanzato- Livello B – intermedio- Livello C
• Sa raccogliere, elaborare e • Sa raccogliere e collegare • Applica, se guidato, le
collegare dati, organizzare dati, organizzare tabelle, conoscenze scientifiche in
tabelle, costruire grafici, costruire grafici. situazioni di vita non
ricavare leggi. • Sa convertire dati e complesse.
• Sa convertire dati e semplici problemi da • Sa raccogliere e collegare
problemi da linguaggio linguaggio naturale a dati, organizzare tabelle e

Evidenze naturale a linguaggi


formali. •
linguaggi formali.
Sa esprimere con
costruire grafici, solo se
guidato.

osservabili : • Sa esprimere con


un’espressione matematica
un’espressione matematica
non complessa la
• Sa stabilire rapporti di
causa – effetto in una

criteri di la descrizione linguistica di descrizione linguistica di un esperienza di laboratorio,


un fenomeno naturale. fenomeno naturale. solo se guidato.

valutazione
• Identifica relazioni tra • Identifica le relazioni tra
fenomeni fisici con fenomeni fisici con
esperienze quotidiane e sa esperienze quotidiane e
stabilire rapporti di causa riconosce relazioni di causa
effetto nell’ambito delle effetto in un’esperienza di
grandezze coinvolte in un laboratorio.
fenomeno, osservabile in
un’esperienza di laboratorio
La verifica degli apprendimentiLa è una rilevazione il più possibile oggettiva e
quantitativamente misurabile. Si effettua in modo costante, regolare e programmato su
tutte le componenti e le attività del processo formativo. Le verifiche scritte saranno per ogni
quadrimestre in numero non inferiore a due per allievo. Le verifiche orali, individuali,
saranno impostate non solo su un congruo numero di interrogazioni sotto forma di
colloquio, ma anche su interventi che si inseriranno opportunamente nell’attività didattica.
La verifica didattica permetterà:
1. il continuo adeguamento dei processi di insegnamento apprendimento alle richieste degli
VERIFICHE allievi, alle reali possibilità, alle loro diversità;
2. la promozione di stili di apprendimento diversi; il potenziamento delle capacità
sviluppando le diversità e riducendo la dispersione;
3. l’accertamento del pieno sviluppo dei poliedrici aspetti della personalità;
4. la registrazione dei progressi nell’apprendimento e nel comportamento;
5. la Per la verifica dei risultati dell’apprendimento verranno utilizzate sia prove non
strutturate, quali esercizi, problemi, relazioni di laboratorio, sia prove semistrutturate e
strutturate.
CRITERI DI VALUTAZIONE DEGLI ELABORATI DI GRUPPO
CRITERI E GRIGLIE DI VALUTAZIONE
10 alunno con livello di conoscenze e abilità complete e corrette, autonomo e sicuro, con apporti
personali nelle applicazioni, anche in situazioni nuove e complesse

9 alunno con livello di conoscenze e abilità complete e corrette, autonomo e sicuro nelle applicazioni,
anche in situazioni complesse

8 alunno con livello di conoscenze e abilità complete, autonomo e generalmente corretto nelle
applicazioni

7 alunno con livello di conoscenze e abilità di base, autonomo e corretto nelle applicazioni in situazioni
note

6 alunno con livello di conoscenze e abilità essenziali, corretto nelle applicazioni in situazioni semplici e
note

5 alunno con livello di conoscenze e abilità parziali, incerto nelle applicazioni in situazioni semplici

4 alunno con livello di conoscenze frammentarie e abilità di base carenti


Scheda
valutazione
attività di
laboratorio