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Settimanale di Preghiera Domenica 15 novembre 2020 33^ settimana tempo ordinario anno XXII n.

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Non di solo Pane

Io ho scelto voi, dice il Signore,


33^ perché andiate e portiate frutto
Tempo e il vostro frutto rimanga.
(Gv 15,16)

Ordinario
Apostolato
della preghiera

“ Avere fede non si-


gnifica non avere
momenti difficili, ma
avere la forza di af-
Novembre frontarli sapendo che
Primo venerdì 06/11 non siamo soli. ”
Papa Francesco

La grande danza
Insegnaci, Signore, la visione completa della zione di trasparenza e di bontà, poiché è
vita. Che non cessiamo di salutare ogni giorno per questo che tu ci hai creato.
il suo miracolo sbalorditivo e di riceverlo con
Che non piangiamo solamente gli abbrac-
cuore umile e consapevole.
ci non dati, ma sappiamo ringraziare di
Che non cessiamo di rimanere ammaliati dalla tutti quelli scambiati, e il cui senso e pro-
prodigiosa rete d’amore che sostiene il mondo: messa abbiamo scordato nella distrazione
quanta prontezza, quanta resilienza, quanto do- dei giorni.
no, quanta speranza si celano invincibili in gesti
Che non rimaniamo soltanto a rimuginare
che si direbbe fragili o in contributi che affret-
sulle nostre passeggiate nel bosco sempre
tatamente abbiamo giudicato insufficienti.
rinviate, ignorando che i boschi sono in-
Fa’ che non diventiamo dei professionisti della cantevoli anche quando nessuno li vede.
lamentela e dello scoramento, ma dei testimoni Per questo ti chiediamo che la nostra vita
appassionati e cantori del reale, che a ogni i- assomigli alla sala prove di una compagni-
stante si fa più puro. a dove pazientemente si preparano i passi
per il debutto della grande danza.
Che l’isolamento del corpo non significhi mai
isolamento dell’anima piuttosto il contrario: che (Josè Tolentino Mendonça)
s’ingigantisca, l’anima, rivelando la sua condi-

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 2
I santi del giorno: Beata Lucia Broccadelli, do-
menicana; san Giuseppe Pignatelli, religioso.

“Vedere il possibile là dove gli altri vedono


l’impossibile, questa è la chiave del
Domenica
Novembre
33^ tempo ordinario
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successo.” (C.A,Poissant)
TO

Parola di Dio I Santi del giorno: sant’Alberto Magno


in briciole È nell'anima il cuore del mistero dell'essere umano: lì la sua natura in-
contra Dio ed è da lì che parte ogni progetto esistenziale, ogni percorso
di vita. Sant'Alberto Magno ci ha insegnato a mettersi sulle tracce dell'a-
nima e il titolo di "dottore universale" rende bene l'idea della vastità del
La vera bellezza campo della sua ricerca teologica e filosofica, trasmessa poi al più famo-
so dei suoi allievi, san Tommaso d'Aquino. Ma Alberto portò nel suo
Pagina curata da Don Luciano ordine, i Domenicani, anche quella tensione mistica che sarà poi svilup-
“Una donna forte chi potrà trovar- pata da da Meister Eckhart. Alberto era nato in Baviera attorno al 1206,
la?....” studente a Padova, nel 1223 era entrato tra i Domenicani, insegnando
(Pr 31,10-13.19-20.30-31)
poi in diverse città. Dopo un'esperienza a Parigi tornò con il suo allievo
La vera bellezza secondo la Tommaso a Colonia per dirigere il nuovo studium. Tra il 1260 e il 1262
scrittura è data dalla capacità di fu anche vescovo di Ratisbona; nel 1274 partecipò al Concilio di Lione.
essere intraprendente nel ber- Morì nel 1280.
ne. Questo vuol dire che chi
ha a cuore gli altri cerca in tutti
i modi di renderli felici e so-
Vangelo Mt 25,14-30
prattutto di pensare al loro be-
ne. Chi vuole il bene degli altri In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a
un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i
è molto pratico e sa rendersi suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo
conto delle reali necessità delle le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti
persone che gli stanno accan- andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva
ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo
to. Questa è la bellezza miglio- talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padro-
re a cui si possa aspirare: anzi, ne. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti
con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri
dovrebbe essere l’obiettivo di cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho gua-
tutti. Questa bellezza e questa dagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –,
grazia non sfioriscono mai e il sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo
padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse:
tempo può soltanto farle ac- “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”.
crescere; Dio le dona con ge- “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel
nerosità e longanimità a tutti poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si pre-
sentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore,
coloro che gliele chiedono e so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove
che si esercitano in esse. Le non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sot-
opere buone rispecchiano in to terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu
sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avre-
noi la presenza di Dio e del sti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il
suo amore, e lasciano un ri- mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talen-
ti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha,
flesso di eternità attorno a noi. verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre;
là sarà pianto e stridore di denti”».

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 3
“I doni del tuo Spirito…..” meditazione curata da don Luciano Parroco di Bovegno

tito per un lungo viaggio e rovina.


che un giorno ritornerà per Invece il sentirsi ricono-
regolare i conti? scenti e responsabili di
Sei tu, Signore, morto, risor- quanto ci affidi ci rende vi-
to, salito al cielo, e noi sia- gili e laboriosi verso i fratel-
mo i depositari dei doni del li, ci fa rimanere nella luce e
tuo Spirito: li abbiamo rice- come per una fotosintesi
vuti perché tu ci hai amato, spirituale il talento si dupli-
ce li hai affidati perché ci ca.
amiamo come tu hai amato E la gioia con cui te li ricon-
noi. segneremo s’incontrerà con
“Sei stato fedele nel poco, pren- Se seppelliamo questo dono la tua di poterci avere sem-
di parte alla gioia del tuo pa- in un cuore pigro e pauroso, pre con te.
drone”. la fiamma si spegne e rima-
niamo nelle tenebre, chiusi
in noi stessi, perdendo quel-
lo che pensavamo di posse-
Chi è quell’uomo che è par- dere e preparando la nostra

Preghiamo la Contemplo: Quelli che fanno il male


Parola
Metto in prima linea quelli che componente negativa per la mia
O Signore, che ti fanno il male e che lo sanno. Que- salvezza.
compiaci di riversare sti indicano la presenza del demo- La visione così indisponente del
la tua misericordia nio e mi aiutano a fuggirla. Un male mi deve far correre sulla via
sui tuoi figli, conce- tempo il demonio si mostrava fa- del bene. Così quelli che parlano
dici la grazia di gu- cilmente e, forse per questo, era male degli altri e che fanno del
più facile evitarlo. Ora, probabil- male agli altri sono all’opposto di
stare la gioia di esse-
mente, per colpa del nostro occhio chi indica la presenza di Dio e de-
re ritrovati da te, per non lo vediamo più e dobbiamo
poter comunicare a vono indispormi contro tutto
servirci dei nostri fratelli per po-
quello che appartiene al male. La
tutti la bellezza e la terlo distinguere. Molti fanno il
male senza saperlo e diventano via dell’empio mi diventa ripu-
letizia del tuo amore,
incolpevoli cartelli indicatori del gnante per mezzo loro, quindi
che è per sempre. m’indirizzo sulla strada del bene.
demonio. Io devo essere partico-
Amen
larmente indulgente verso tutti (Don Giovanni Antonioli)
perché posso utilizzare la loro

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 4
I Santi del giorno: Santa Margherita di Scozia,
regina e vedova; sant'Agnese di Assisi, clarissa.

“Il coraggio, quello vero, non consiste nell’attendere


con calma l’avvenimento; significa correre avanti, per
conoscerlo il più presto possibile e accettarlo.” (R.M.
Lunedì
Novembre
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Du Gard)
TO
Il Santo del giorno: santa Geltrude
Parola di Dio
in briciole La misericordia è la via che porta nel cuore di Dio; saperla
vivere significa portare il divino nel quotidiano. E fu pro-
prio questo il percorso intrapreso da santa Geltrude (o
Gertrude) la Grande, monaca e mistica vissuta nel XIII
Le promesse di Dio sono secolo. Era nata a Eisleben, in Germania, nel 1256 ed era
sempre una grande benedi- stata affidata da piccola alle monache di Helfta, dove visse
zione fino alla morte nel 1301 (o 1302). In monastero si accorse-
Pagina curata da Don Luciano V. M. ro subito della sua vivace intelligenza e a 26 anni Geltrude
“....conosco le tue opere, la tua fatica e la visse un'intensa esperienza mistica: la visione di una siepe
tua perseveranza….” di spine che Cristo l'aiutò a oltrepassare. Da quel momen-
(Ap 1,1-5a; 2,1-5a) to la sua vita spirituale divenne un itinerario verso Dio nel
Proviamo a immaginare quale nome della misericordia sui passi del Crocifisso: un'espe-
impatto dovevano avere queste rienza custodita nei cinque libri delle "Rivelazioni", dei
parole sui primi cristiani: “Il quali solo il secondo è scritto di suo pugno, mentre tre
tempo è vicino.” Queste parole sono postumi, basati sui suoi appunti.
significano che c’è un piano di
Dio per la storia di tutta
l’umanità: questo piano deve
compiersi e nulla e nessuno
Vangelo Lc 18,35-43
riuscirà a fermare l’amore che
egli vuole riversare su ogni uo- Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico,
mo. Da allora, sono passati tanti un cieco era seduto lungo la strada a
secoli. Eppure, queste parole mendicare. Sentendo passare la gen-
non hanno perso la loro attuali-
te, domandò che cosa accadesse. Gli
tà. Infatti non si tratta tanto di
una vicinanza cronologica, annunciarono: «Passa Gesù, il Naza-
quanto di una vicinanza di gra- reno!». Allora gridò dicendo: «Gesù,
zia: questo significa che quando figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti
accettiamo nella nostra vita lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte:
l’amore di Dio e crediamo con «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò
tutto il cuore che egli vuole il che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che
nostro bene, allora quel tempo cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda
di benedizione e di grazia si sta di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti
realizzando già dentro e attorno ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorifican-
a noi. Quindi non si deve teme-
do Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
re: le promesse di Dio sono
sempre una grande benedizione
per ognuno di noi.

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 5
“Cosa vuoi che io faccia per te?…” meditazione curata da don Luciano

Il cieco di Gerico ci Niente è scontato e


insegna come porci da- ciascuno deve essere
vanti al Signore: ricono- consapevole della pro-
scendosi sempre biso- pria cecità, della necessi-
gnosi di pietà e di miseri- tà di vedere nella verità,
cordia. pronto a narrare e con-
Il Signore Gesù ascolta segnare la propria esi-
sempre il grido degli af- stenza ferita.
flitti e si ferma per in- E Gesù concede uno
«Che cosa vuoi che io contrare l’uomo che gli dei doni più grandi: la
faccia per te?». si rivolge con fiducia, vista.
«Signore, che io veda di vincendo le resistenze, Una nuova attitudine
nuovo!». superando le strategie verso il mondo.
E Gesù gli disse: «Abbi maldestre dei perbenisti. Vedere: via fondamen-
di nuovo la vista! La tua Quanto scava nel no- tale di relazione, di aper-
fede ti ha salvato». stro cuore la domanda di tura all’altro, di acco-
Gesù: cosa vuoi che io glienza. Di vita.
faccia per te?

Preghiamo la Contemplo: Il vuoto per la grazia


Parola
Man mano che ogni giorno passa doni, lo fa per mandarmene altri
Abbi pietà di noi,
si forma in me un grande vuoto. più belli.
Signore! Soccorrici
nelle nostre cecità! C’era un po’ di forza, non c’è più. Andrà via la mia vita terrena, verrà
Donaci il coraggio di C’era una certa bellezza giovanile, quella eterna. Scomparirà la mia
chiedere la fede,
non c’è più. C’era una buona salu- povera forza, verrà la potenza di
sconvolgi le nostre
vite, illumina il no- te ed ora sono ridotto a un rudere. Dio. Si cancellerà la mia povera
stro buio, e consenti- C’era un bel legame tra le strutture primavera, verrà la sua gloria.
ci di riconoscerti per
intraprendere il no- della vita, ma adesso le tengo as- (Don Giovanni Antonioli)
stro cammino di sieme a stento. S’è formato un
conversione e di sal- grande vuoto dentro di me e so-
vezza. Amen
vrasta lo sfacelo. Ma io so che
quando la Provvidenza ritira i suoi

Non di solo pane Trentatrreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 6
Santi Acisclo e Vittoria, martiri;
Santi del giorno:
sant'Ugo di Novara di Sicilia, abate.

“Sei triste? Cerca intorno a te un favore da


fare, una pena da consolare.....” (Jacques Coeur)
Martedì
Novembre
33^ settimana tempo ordinario
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TO
Il Santo del giorno: Sant’Elisabetta d’Ungheria
Parola di Dio
in briciole Il "potere" è servizio, è capacità di mettersi a disposizione
del bene comune, soprattutto di coloro che vivono ai mar-
gini. È questo il messaggio che oggi ci consegna santa Eli-
sabetta d'Ungheria, la sovrana che si fece povera tra i pove-
Rinvigorire la propria fede ri. Era figlia di Andrea, re d'Ungheria, ed era nata nel 1207
Pagina curata da Don Luciano V. M. e andò, giovanissima, in sposa a Ludovico, erede del sovra-
“”…Se qualcuno ascolta la mia voce e no di Turingia. Divenne madre a 15 anni ma rimase vedova
mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con a 20; decise così di ritirarsi a Eisenach e poi nel castello di
lui ed egli con me…..”
Pottenstein; infine andò a vivere in una modesta casa di
(Ap 3,1-6.14-22) Marburgo, suscitando le ire dei parenti che la privarono dei
figli. Elisabetta, però, continuò nel progetto di offrire la
Le parole che il Signore rivolge
propria vita per gli ultimi: fece costruire a proprie spese un
alla chiesa di Sardi sono quan- ospedale, entrò nel Terz'ordine francescano, cominciò a
tomai attuali per tanti di noi. visitare i malati due volte al giorno, si fece mendicante. Mo-
Solitamente infatti la prima rea- rì ad appena 24 anni nel 1231.
zione quando si ascolta la parola
di Dio e si decide di costruire la
propria vita su di essa, è
l’entusiasmo e il grande amore
per il Signore. Però, man mano Vangelo: Lc 19,1-10
con il passare del tempo, questo In quel tempo, Gesù entrò nella
entusiasmo si raffredda; ecco città di Gèrico e la stava attraver-
che ciò che prima facevamo con sando, quand’ecco un uomo, di
facilità e amore, dopo un po’ nome Zacchèo, capo dei pubblicani
e ricco, cercava di vedere chi era
diviene pesante, difficile e lo Gesù, ma non gli riusciva a causa
facciamo in una maniera trascu- della folla, perché era piccolo di
rata. Proprio per questo motivo statura. Allora corse avanti e, per
Gesù ci esorta, con queste paro- riuscire a vederlo, salì su un sico-
le chiare ed efficaci, a rinvigori- mòro, perché doveva passare di là.
re nuovamente la nostra fede. Quando giunse sul luogo, Gesù
Le situazioni della vita, anche le alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché
oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pie-
più difficili, non dovrebbero no di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in
raffreddare la nostra fiducia in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore:
lui: tutt’altro! Proprio attraverso «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e,
le difficoltà e le croci i nostri atti se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
di fede divengono più puri e Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza,
torniamo a vivere in piena ami- perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti
è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
cizia con Dio.

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 7
Il desiderio di un incontro che ci cambia la vita a cura di don Luciano

curiosità, giovinezza. Coltiviamo nel nostro


cuore un sicomoro che
Zaccheo è un uomo in
ci permetta di vedere il
ricerca. Ha sentito parla-
Signore?
re del Maestro e lo vuole
vedere. Un giorno Montale scris-
se: “Si tratta di arrampi-
Sa che quel rabbi non è
carsi sul sicomoro, per
stato tenero con i ricchi
vedere il Signore se mai
e che non li crede capaci
passi. Ahimè, non sono
“Il Figlio dell’uomo infatti di entrare nella logica del
un rampicante ed anche,
è venuto a cercare e a salva- regno. Eppure non si ar-
stando in punta di piedi
re ciò che era perduto” resta. Pensa di poterlo
non l’ho mai visto”.
guardare senza essere
L’evangelista Luca de- veduto e, invece, viene Lo stare in punta di pie-
scrive Zaccheo mentre colto in flagrante. di, anche per noi, non
corre e si arrampica so- dice forse il desiderio
pra un albero: dinamismi E noi siamo desiderosi
forte di un incontro che
che si addicono ai ragaz- di incontro con colui che
ci cambia la vita?
zi, che rivelano, agilità, ci cerca?

Contemplo: Anch’io sono un deserto


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola So di essere un piccolo essere sempre la strada tracciata dalla
sperduto in mezzo a un’infinità di Chiesa, che non hanno mai disde-
esseri, ma so anche di essere un gnato d’essere tenuti per mano da
Signore, le tue parole deserto troppo grande perché io un prete.
tuonano e fanno tre-
non posso perdermi dentro di me. Guai se fossi condannato dalla mia
mare il cuore: abbi
misericordia di noi e Quando nel deserto della mia ani- superbia a morir di sete accanto
del mondo intero, ma soffia la tempesta, io non ho la alla fontana della grazia e a smarri-
concedici di cammi- bussola per orizzontarmi. Quando re la strada in piena luce
nare sempre nella nel deserto della mia anima cala la dell’anima.
luce della tua ìGra- notte, io non so più dove andare
(Don Giovanni Antonioli)
zia, affinchè tutti ed è in me stesso che mi perdo.
possiamo godere dei Allora rimpiango l’umiltà della pic-
benefici della Salvez- cola gallinella da cortile che è sem-
za. Amen pre in grado di rintracciare il suo
nido.
Ho nostalgia di coloro che vedono

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 8
Santi del giorno: Dedicazione delle basiliche dei
Santi Pietro e Paolo; beata Carolina Kozka, vergine

“Essere felici è il modo più sicuro che abbiamo


Mercoledì
Novembre
33^ settimana tempo ordinario
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per avvicinarci al bene”. (Eugene O’Neill)

TO
I Santi del giorno: Santa Filippina Rosa Duches
Parola di Dio Una santa per due continenti, testimone dell’universalità
in briciole del Vangelo, che non conosce alcun confine, né geografici,
né culturali. Santa Filippina Rosa Duchesne visse in
un’epoca in cui il Vecchio Continente stava cercando una
nuova anima, a volte con risultati catastrofici, mentre
dall’altra parte dell’oceano si stavo costruendo una società
L’adorazione a cui siamo diversa, bisognosa di essere innervata dalla linfa
dell’educazione e dei valori fondamentali. Era nata a Gre-
chiamati noble nel 1769 e a 18 anni entra nelle Visintandine, ma gli
Pagina curata da Don Luciano V. M. esiti della Rivoluzione interrompono questa esperienza.
“.....subito fui preso dallo Spiri- Nel 1801 entrò nella Società del Sacro Cuore fondata da
to..” (Ap 4,1-11) Maddalena Sofia Barat. Nel 1818 partì per l’America: fu
prima in Louisiana tra gli immigrati francesi e aprire scuole
Il veggente dell’Apocalisse si e poi in missione in mezzo ai nativi Potawatomi. Morì a
trova davanti alla maestà di St. Charles nel 1852.
Dio. Con un linguaggio simbo-
lico esprime la santità e la tra-
scendenza dell’Altissimo attra- Vangelo Lc 19,11-28
verso una serie di immagini. In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme
Dovremmo ricordare che Dio ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento
si è fatto prossimo a noi attra- all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lon-
verso suo Figlio Gesù, ma tano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi,
consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio
questo non dovrebbe farci di- ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una de-
menticare il rispetto e legazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Do-
l’adorazione a cui siamo chia- po aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui
mati tutte le volte che siamo di aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
fronte alla sua maestà gloriosa. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate
In ogni atto liturgico, in ogni dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel po-
co, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse:
celebrazione eucaristica e per- “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse:
sino quando preghiamo da so- “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse:
li, facciamo la stessa esperienza “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzolet-
di Giovanni: anche noi siamo to; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai
posti di fronte alla santità di messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle
tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo seve-
Dio e questo dovrebbe dispor- ro, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che
re il nostro cuore non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una
all’adorazione e al rispetto del banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai pre-
luogo in cui siamo. Da questo senti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli ri-
si vede anche quanta fede ab- sposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece
biamo nella presenza reale di a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non
volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a
Dio in mezzo a noi. me”». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso
Gerusalemme.

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 9
“Fai del tuo meglio….” a cura di don Luciano Vitton Mea

menti inaccettabili, in gelo di Gesù e dei beni


particolare di fronte al do- della salvezza.
no della fede e alla conse- Diceva T. de Chardin:
guente responsabilità “Pe r i l s uc c es s o
missionaria di annunciare dell’immensa opera della
il Vangelo, che è compito creazione, Dio ha bisogno
di ogni battezzato. di una cosa sola: che tu
Non basta essere conser- faccia del tuo meglio. Se
vatori della Parola, per pa- tu dai quello di cui sei ca-
“Vi dico: a chiunque ha ura del rischio o per man- pace di dare, sarai unito al
sarà dato; ma a chi non ha canza di iniziativa; il dono massimo grado all’azione
sarà tolto anche quello della fede impegna i cri- creatrice. Non potresti
che ha”. stiani ad essere soprattut- essere un servo più utile.”
Il senso di questa frase è to promotori intrapren-
chiaro: la pigrizia e il di- denti e generosi del Van-
simpegno sono atteggia-

Preghiamo la Contemplo: Per tutti quelli che incontro e che non conosco
Parola
Apri le nostre menti e Il primo istinto è un istinto di riget- visuali, ma sono sempre limitati. Ci
i nostri cuori, o Si- to. Tutto quello che c’è di male in vuole un costante spirito di fede che
gnore, affinchè acco- me lo proietto su di loro, perfino i possa mostrarmi in tutti l’immagine
gliamo ogni giorno, in mali fisici. Ho un mal di gambe e mi perfetta di Dio. Allora scompaiono i
ogni istante, il tuo stupisce che gli altri vadano a pas- brutti, gli antipatici, i bianchi, i neri,
seggio per divertimento. Ho male ai gli uomini e le donne per far posto
amore gratuito e mi-
denti e mi arrabbio con quelli che si all’amabile. Ma non solo diventano
sericordioso, per gu- fermano a complimentarsi. Sono amabili, ma anche luminosi e mi
stare la gioia che vie- vecchio e ho gelosia per i giovani segnano la strada della mia salvezza.
ne dal donarsi con che corrono. Sono giovane e sento Non posso passare per altri sentieri
gratuità a te, presente disgusto per tutti gli intoppi dei vec- e, se non c’è il lasciapassare anche di
nei nostri fratelli, e chi. Sono vestito male e penso ladri questo mio fratello sconosciuto,
camminare a passi quelli vestiti bene. Sono vestito be- non entrerò nel regno della salvez-
ne e penso dei sudicioni gli altri. za. Non è necessario che tutti mi
lieti verso la risurre- In generale è sempre il mio stato amino, però io devo amare tutti.
zione dei giusti. A- d’animo che dà la qualifica agli altri.
men Ci sono anche in me dei momenti (Don Giovanni Antonioli)
euforici che gettano sugli altri belle

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 10
Santi del giorno: San Fausto di Alessandria,
diacono e martire; santa Matilde di Helfta.

“Non dimostrarti sospettoso verso tutti, ma


Giovedì
Novembre
33^ settimana tempo ordinario
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prudente e fermo.” (Democrito)
TO

Il santo del giorno: sant’Abdia


Parola di Dio Guai a coloro che gioiscono nel "giorno della sventura" del
in briciole loro fratello, perché a "vincere" nella storia non sarà la vio-
lenza, la supremazia del più forte, ma saranno coloro che
sapranno affidarsi a Dio. Ecco l'unico metro di giudizio sul-
le nazioni secondo la visione biblica e cristiana, un criterio
Gesù spiegherà il senso della che appare chiaro nel libro più corto delle Sacre Scritture,
nostra storia quello di Abdia. Il profeta ricordato oggi dalla liturgia visse
Pagina curata da Don Luciano V. M. nel VI secolo prima di Cristo, assistendo forse alla conqui-
sta babilonese di Gerusalemme. Altri popoli "cugini" appro-
“….chi è degno di aprire il libro e scio- fittarono della debolezza di Israele per depredarlo e ciò fece
glierne i sigilli?….” (Ap 5,1-10) crescere la sete di giustizia in mezzo al popolo di Dio. Una
sete che trovò piena espressione nei 21 versetti di Abdia, il
Chi è degno di aprire i sigilli cui grido, però, non nasce dalla rabbia ma dalla sconfinata
del rotolo? Cioè chi è in grado fiducia nel Signore, che da sempre è vicino al più debole:
di spiegare e dare senso alla approfittarsi di chi è in disgrazia significa andare contro Dio
storia dell’uomo, con tutte le stesso.
sue contraddizioni e le sue fe-
rite? Nessuno. Per questo il
veggente piange, perché si ren-
de conto che nessuno può
spiegare l’uomo a se stesso, se
non Dio. L’Agnello, cioè Gesù Vangelo Lc 19,41-44
Cristo crocifisso e risorto, è In quel tempo, Gesù,
l’unico in grado di fare ciò. E-
gli può farlo perché ha donato quando fu vicino a Geru-
la sua vita per ognuno di noi; salemme, alla vista della
per questo ha il diritto e il po- città pianse su di essa di-
tere di aprire quel rotolo sigil-
cendo: «Se avessi compre-
lato. Quanti passaggi della no-
stra vita, quante esperienze e so anche tu, in questo
quanti incontri sono per noi giorno, quello che porta
ancora oscuri? Di quanti di alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te
essi non riusciamo ancora a
capire il significato? Affidia- verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di
moci a Gesù, preghiamolo e trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte;
leggiamo la sua parola di vita. distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasce-
Sarà lui stesso ad aprire i sigilli
della nostra storia e a spiegar- ranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto
cene il senso. il tempo in cui sei stata visitata».

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 11
Un appello alla conversione pagina curata da Don Luciano –Parroco di Bovegno

Gesù piange su Gerusa- suo cuore umano ricco


lemme, sulla città santa, di sentimenti.
dove il tempio custodi- Rivela il cuore di Dio
sce l’arca dell’alleanza. che si lascia affettiva-
Piange sugli uomini che mente toccare dal rifiuto
non si lasciano cambiare dell’uomo.
da questa presenza di Quale grande mistero!
Dio e, ancor di più, che E anche la profezia
non sanno riconoscere drammatica sulla distru-
di essere stati visitati dal zione di Gerusalemme è
“….distruggeranno te e i
Figlio di Dio fatto uomo, una parola di dolore, di
tuoi figli dentro di te e non
il “Dio con noi” venuto compassione per il no
lasceranno in te pietra su pie-
a portare la nuova ed e- degli uomini: un appello
tra, perché non hai ricono-
terna alleanza. alla conversione.
sciuto il tempo in cui sei stata
Gesù Cristo, Figlio del
visitata.”
Padre, piange: rivela il

Contemplo: I compagni di viaggio

Preghiamo la Tutti gli uomini mi sono compagni dobbiamo accordarci nel passo,
Parola di viaggio, ma non con tutti io quindi verificare ad ogni istante se
cammino. Sono pochi quelli che è d’accordo a ogni istante col pas-
Guarisci, Signore la incontro e ancor più pochi quelli so del nostro fratello. Non ci deve
mia cecità spiritua- che sopporto. Sono rari coloro coi spronare la fretta né ritardare la
le, concedimi la sal- quali accordo il mio passo per pigrizia, ma dobbiamo camminare
vezza e donami camminare assieme. Eppure è ne- nella carità, perché Dio si raggiun-
cessario camminare assieme con ge soltanto se arriviamo in accor-
sempre la forza di
tutti se voglio rimanere sotto la do con il nostro fratello. Su que-
ringraziarti del be- nube prodigiosa di Dio mandata sto traguardo non c’è il primo ed il
ne che mi doni. sul popolo d’Israele per illuminar- secondo , ma diventa primo quello
Amen lo di notte e per ombreggiarlo di che è arrivato con più fratelli. Guai
giorno (Es.13,21;14,2°….)La nube a chi perde fratelli per strada, per-
era unica per tutto il popolo e do- ché ogni fratello contiene anche la
vevano rallentare i grandi corridori mèta.
mentre dovevano affrettarsi i pigri. (Don Giovanni Antonioli)
Così noi, pellegrini sulla terra, per
camminare sulla via della salvezza

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 12
Santi del Giorno: San Cipriano di Calamizzi,
abate; beata Maria Fortunata Viti, benedettina.

“Saper vivere è fare le cose in modo felice.”


(R.. W. Emerson)
Venerdì
Novembre
33^ settimana tempo ordinario
20
TO

I Santi del giorno: Ottavio Solutore e Avventore


Parola di Dio Soldati, armati dalla mano dei potenti, ma in realtà al servizio di
in briciole un Regno più grande, quello di Dio: i santi Ottavio, Solutore e
Avventore appartengono al folto gruppo di militari romani che
aderirono al Vangelo e per questo pagarono con la vita. La tradi-
zione li vuole legati a Torino: il vescovo santo Massimo nel IV
Nutrirsi della Parola di secolo li cita in uno dei suoi sermoni e questo testimonia l'antichi-
Dio tà del culto verso questi santi. Per la tradizione essi erano soldati
Pagina curata da don Luciano della Legione Tebea – composta da cristiani – che fu sterminata
“…..presi quel piccolo libro dalla mano per ordine dell'imperatore Massimiano alla fine del III secolo nel
dell’angelo e lo divorai…..”. Vallese, in Svizzera. Alcuni riuscirono a fuggire, portando il Van-
(Ap 10,8-11) gelo in diverse località dell'arco alpino. Ottavio, Avventore e So-
Il Signore ci dona oggi un lutore arrivarono a Torino, ma qui furono raggiunti dai soldati
grande messaggio. Non si può fedeli all'imperatore e uccisi.
trasmettere agli altri la Parola
di Dio e il suo contenuto, se
prima non la si ”mangia” e
non ci si nutre di essa. E’ un
modo molto chiaro per dire
che non si può dare agli altri Vangelo: Lc 19,45-
ciò che non si possiede; se pri- 48
ma non si assimila la parola,
non la si mastica e non la si In quel tempo, Ge-
conosce profondamente, ri- sù, entrato nel tem-
schieremmo di trasmettere agli
altri un’immagine parziale, se pio, si mise a scac-
non addirittura distorta, di ciare quelli che ven-
Dio. La nostra è una grande devano, dicendo
responsabilità: tante persone
possono avvicinarsi a Dio o loro: «Sta scritto:
allontanarsene a causa di come “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete
ci rapportiamo alla Scrittura. fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio.
Non si tratta di essere degli
specialisti; si tratta intanto di I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e
leggere con amore e con inte- così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa
resse una Parola che può dare fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra
luce e conforto anzitutto a te e
nell’ascoltarlo.
poi, attraverso di te, può illu-
minare l’esistenza di tanti fra-
telli e sorelle in attesa di sa-
pienza e speranza.

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 13
Mettersi a disposizione della verità di Dio a cura di don Luciano

sono pronte ad accoglie- Le tentazioni di un com-


re questo messaggio? portamento simile sono
in agguato.
Viviamo nel desiderio di
incamminarci sulla strada La nostra debolezza, ter-
di Dio? reno fecondo per ogni
tipo di trasgressione,
Oppure arriviamo anche
può diventare anche il
noi a trattarlo come mer-
pegno della nostra re-
ce di scambio da cui rica-
denzione; è sufficiente
Dio parla chiaramente, vare profitto?
mettersi a disposizione
Gesù agisce con serietà, della verità di Dio.
Arriviamo anche noi a
lo Spirito Santo procla-
far dire a Dio cose che
ma la verità.
vengono dalla volontà
Ma le nostre orecchie, nostra e non da quella
meglio il nostro cuore, del Signore stesso?

Preghiamo Contemplo: Quelli che non hanno mai tempo


la Parola
Ci sono parecchi fratelli che non senti l’infinito amor di Dio.
O Dio, io credo, ma hanno mai tempo di fare un favo- Compatisci il fratello che non ha
aumenta la mia fede
re. Bussi cento volte alla loro por- tempo di ascoltarti, perché noi sia-
perché la tua vita
ta, ma loro sono sempre occupati mo vasi piccoli subito pieni. Tu fa’
divina si accresca in
e tu te ne vai via a mani vuote. di tutto per non riempire il tuo
me, ed io possa es-
Non lamentarti, ti insegnano la tempo di cianfrusaglie o inerzie,
sere un tuo stru-
mento di misericor- pazienza e ti allenano a credere in così da lasciar mancare il posto alle
dia e di pace per Dio che non sempre risponde. Ti cose importanti. Tieni presente
portare tanti alla co- fanno poi gustare quanto è amaro che non c’è nulla di più importan-
noscenza del tuo il rifiuto di un fratello e ti mettono te della carità.
amore misericordio- nelle condizioni di non ripetere tu (Don Giovanni Antonioli)
so. Amen un gesto simile. Anche quando sei
pieno di impegni fin sopra i capel-
li, non rifiutarti perché tu rappre-

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 14
I santi del giorno: San Mauro di Parenzo,
vescovo; beata Francesca Siedliska, religiosa.

“Ridere spesso e molto; ottenere il rispetto delle persone


intelligenti e l’affetto dei bambinio; sapere che qualcuno
ha respirato più facilmente perchè voi avete vissuto.
Sabato
Novembre
33^ settimana tempo ordinario
21
Questo è il siuccesso della vita.”(R.W. Emerson)
TO

Presentazione di Maria
Parola di Dio
in briciole A Dio possiamo mostrare tutto ciò che siamo: quando ci
troviamo faccia a faccia con lui non abbiamo nulla da na-
scondere perché nella sua luce tutti i nostri limiti e le no-
stre povertà diventano motivo per sentirci amati. È que-
sto uno dei significati della ricorrenza liturgica odierna: la
Vangelo: Lc 20,27-40
Presentazione al tempio della Beata Vergine Maria. Di
In quel tempo, si avvicinarono a questo evento non c'è traccia nei Vangeli canonici ma se
Gesù alcuni sadducèi – i quali dico- ne trova descrizione in quelli apocrifi, i quali – anche at-
no che non c’è risurrezione – e gli traverso particolari dal tono letterario e metaforico – dan-
posero questa domanda: «Maestro,
Mosè ci ha prescritto: “Se muore il no voce alla convinzione che tutta la vita di Maria si svol-
fratello di qualcuno che ha moglie, se nella totale donazione di sé a Dio. Un modo per ricor-
ma è senza figli, suo fratello prenda darci che solo se ci lasciamo plasmare dallo Spirito come
la moglie e dia una discendenza al Maria potremo essere davvero segni della sua presenza in
proprio fratello”. C’erano dunque
sette fratelli: il primo, dopo aver mezzo agli uomini, cioè santi.
preso moglie, morì senza figli. Allo-
ra la prese il secondo e poi il terzo e
così tutti e sette morirono senza
lasciare figli. Da ultimo morì anche
la donna. La donna dunque, alla Medita
risurrezione, di chi sarà moglie? Poi- Ancora una volta Gesù risponde con sapienza a domande
ché tutti e sette l’hanno avuta in
moglie». Gesù rispose loro: «I figli tranello che si presentano come intelligenti: come saremo
di questo mondo prendono moglie alla risurrezione, come saranno i nostri legami affettivi
e prendono marito; ma quelli che vissuti qui in terra?
sono giudicati degni della vita futura
e della risurrezione dai morti, non Gesù ricordando Abramo, Isacco, Giacobbe afferma che
prendono né moglie né marito: in- il Padre è il Dio delle generazioni: la morte non può di-
fatti non possono più morire, per-
ché sono uguali agli angeli e, poiché
struggere il suo amore e la sua fedeltà agli uomini di ogni
sono figli della risurrezione, sono generazione. La comunione con Dio non è distrutta dalla
figli di Dio. Che poi i morti risorga- morte biologica, perché egli è la fonte della vita.
no, lo ha indicato anche Mosè a
proposito del roveto, quando dice: Lasciamo da parte le curiosità inutili o morbose sulla fine
“Il Signore è il Dio di Abramo, Dio del mondo e sul mondo che verrà; impegniamoci a vivere
di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio con fede la sequela a Gesù Cristo nell’ascolto del suo
non è dei morti, ma dei viventi; per-
ché tutti vivono per lui». Vangelo; rinfranchiamo la nostra vita con la partecipazio-
Dissero allora alcuni scribi: ne all’eucaristia e agli altri sacramenti, animati dal fuoco
«Maestro, hai parlato bene». E non dello Spirito. In questo modo già gusteremo la vita senza
osavano più rivolgergli alcuna do-
manda. fine.

Non di solo pane Trentatreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 964 pagina 15
Scheda del n°923
di Non di solo Pa-
ne

Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Anno XXII - n. 964
Redazione
Domenica 15 novembre 2020 don Luciano Vitton Mea,
Chiuso il 04/11/2020 don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Numero copie 950
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano Ideato da
don Luciano Vitton Mea

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 I racconti di un pellegrino russo
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