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Cultura musicale
di Cesare Marinacci

EZIO BOSSO
La poesia della
provvida sventura

A
vevo preparato un altro contributo per il mese dimenticare, ovviamente, il Teatro Regio della sua città, Torino.
di giugno tuttavia mentre scrivevo le righe fi- Nel 2001 Ezio Bosso si occupa della colonna sonora del film
nali è arrivata la notizia della scomparsa pre- “Ribelli per caso”, mentre due anni più tardi realizza quella di
matura del maestro Ezio Bosso. Una notizia “Io non ho paura”, diretto da Gabriele Salvatores, grazie alla
che ha colpito tutti profondamente visto l’af- quale riceve una nomination al David di Donatello. Nel 2013,
fetto per un personaggio che pur lontano era viene contattato da Mario Brunello, celebre violoncellista con il
diventato poco a poco una presenza delicata ma familiare per chi quale stringe una grande amicizia che si traduce in una impor-
si occupa di musica in generale ed in particolare di classica. Nato tante collaborazione professionale in un duo violoncello-piano-
a Torino il 13 settembre 1971, quel 14 maggio Ezio Bosso aveva forte. L’anno successivo Bosso esordisce alla testa della London
solo 48 anni. Nel 2011 in seguito ad un operazione per una grave Symphony Orchestra con la sua “Fantasia per Violino e Orche-
patologia cerebrale aveva scoperto stra”. Nel 2015, il suo concerto al-
di essere affetto da quella sindrome l’Ikon Gallery, viene definito da
autoimmune che ne ha compro- Penelope Curtis, direttrice di “Tate
messo gravemente le abilità fisiche. Britain”, e da “The Arts News
Benchè sia arrivato al grande pub- Paper” l’evento artistico dell’anno
blico generalista solo da pochi anni, in Gran Bretagna. Nello stesso anno
Ezio Bosso è stato un artista di Ezio Bosso viene candidato al
primo piano nella musica classica David di Donatello per le musiche
mondiale, sia come compositore de “Il ragazzo invisibile” ancora di
che come direttore d’orchestra. Di- Gabriele Salvatores, e viene chia-
rettore stabile e Artistico della Eu- mato dall’Università Alma Mater di
rope Philharmonic Orchestra, Sony Bologna per realizzare e dirigere
Classical International Artist dal una composizione incentrata sulla
2016, a Febbraio 2018 è stato no- Magna Charta dell’ateneo. Registra
minato Steinway Artist. Ezio Bosso anche il suo primo album ufficiale
era inoltre Testimone e Ambascia- da solista “The 12th Room” Disco
tore internazionale dell’Associazione Mozart14 che persegue gli D’oro con oltre 50.000 copie. Nel febbraio del 2016 è tra gli
ideali sociali, didattici ed artistici del grande Claudio Abbado. ospiti d’onore del Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti:
L’impegno didattico e sociale di Bosso infatti si sviluppava non la sua esibizione e la sua intervista sul palco dell’Ariston rien-
solo nella sua intensa attività di divulgazione, sempre ribadita trano tra i momenti più commoventi della kermesse trasmessa
anche nell’attività concertistica, ma anche nell’impegno costante da Raiuno. Il giorno successivo alla sua ospitata si fa apprezzare
ad aprire, dove possibile, tutte le prove orchestrali o cameristiche anche per un tweet ironico scritto in risposta alla inqualificabile
al pubblico così come aveva fatto già con le sue lezioni. Aveva battuta del collettivo satirico Spinoza che aveva sentenziato:
debuttato a 16 anni in Francia come solista dopo gli studi di con- “anche un disabile può pettinarsi come un idiota”: Bosso replica
trabbasso, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra scherzando sulla propria malattia e sottolineando che la sua ca-
all’Accademia di Vienna, collaborando poi con diverse orchestre pigliatura strana è dovuta proprio al fatto che si pettina da solo.
europee tra cui Chamber Orchestra of Europe, Festival Strings La fase più intensa della carriera di Ezio Bosso riparte appena
Lüzern, Deutsche Kammer-Virtuosen. Negli anni Novanta, an- dal 2015 al pianoforte ma soprattutto alla testa di importantis-
cora molto giovane, calca le più prestigiose scene internazionali, sime compagini orchestrali. Vale ricordare l’Orchestra Filarmo-
dal Royal Festival Hall alla Sydney Opera House, dal Southbank nica del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro
Centre al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, dalla Car- Comunale di Bologna, Georgian State Opera and Ballet, Orche-
negie Hall al Teatro Colòn di Buenos Aires, dalla Houston Sym- stra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del
phony all’Auditorium Parco della Musica di Roma, senza Teatro San Carlo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra da

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renza. La music deve essere la somma totale delle esperienze
del compositore”. Ed ecco il maestro Bosso allora proporci la
direzione della celeberrima “Quinta di Beethoven” l’interpreta-
zione dei lancinanti preludi bachiani e l’immancabile “Chiaro
di Luna”, tutte cose che ovviamente data la sua condizione sa
benissimo di non poter più eseguire con la perfezione tecnica di
mille altri interpreti; tuttavia sente di poterne comunicare le sug-
gestioni emotive come egli stesso le prova su di sè e lo fa da
grande musicista con quella sensibilità che non trasmettono altre
esecuzioni tecnicamente ben più blasonate. Nel pianista, nel di-
rettore, nell’artista Ezio Bosso, non è l’interprete pirotecnico che
può emergere, non il pianista funambolico, ma il poeta solitario
e meditativo, sofferente ma non per questo disperato anzi con-
fortato e felice di avere con sé quegli esempi di una bellezza im-
mortale la cui forza può orientare ciascuno di noi: la musica e
quella spiritualità cui non ha mai fatto mistero di ispirarsi
quando affermava: «La musica ha potere di purificare tutti, è
trascendenza – aggiungeva – Trascende anche il dolore: ne ab-
biamo bisogno, non è un nostro nemico, ma un amico un po’ an-
Camera di Mantova, Orchestra da Camera Lituana, Orchestra
tipatico che va consolato. La musica è trasfigurazione come ci
Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra Filarmonica del Tea-
insegna il Cristo, la trasfigurazione è andare oltre se stessi, non
tro Verdi di Salerno, Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole. Il
è diventare altro. Le radici cristiane? In qualche modo sono ine-
lavoro di questi anni culmina nella nomina a Direttore Stabile
vitabili, per un uomo italiano è anche sciocco sostenere di non
del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste quindi nella fonda-
averle». Ci lascia così un grandissimo interprete che ha saputo
zione della StradivariFestival Chamber Orchestra. Contestual-
commuovere tutti con la sua delicatezza, che nonostante la sua
mente pubblica con Sony Classical “Ezio Bosso… and the
sofferenza aveva fatto del sorriso la sua arma vincente e della
Things that Remain”, “The Venice Concert”, “Ezio Bosso-The
musica il suo modo di condividere la speranza. Solo il suo corpo
StradivariFestival Chamber Orchestra” con composizioni di
è stato sconfitto, resta invece il suo grande spirito, il suo mes-
Bosso, Marcello, Bach, Ciaikovsky e Cage. Quindi il secondo
saggio di fiducia, il suo esempio di come la vita sia sempre
album per pianoforte “The Roots” che raccoglie brani di Pärt,
degna d’essere vissuta specialmente se condotta attraverso la
Bach, Messiaen, Beethoven nonchè le inedite “Bagatelle” e la
bellezza della spiritualità e dell’arte. Nella vita come nella mu-
“sonata per violoncello e pianoforte”. La serata-evento Rai3
sica l’esempio di Ezio Bosso non è nel virtuosismo con cui su-
“Che Storia è la Musica”, che ha visto il maestro nel triplice
perare un ostacolo, non nel superomismo che grida da una
ruolo di autore, conduttore e direttore d’orchestra, ha letteral-
condizione di prigionia, né tantomeno nel vittimismo impotente,
mente rivoluzionato la storia della divulgazione musicale in TV
ma nell’umanità commovente che affronta uno stato di fatto con
con ascolti superiori al milione di media e ne ha definitivamente
tenacia e fede; Ezio Bosso è stato un navigatore che non ha ur-
sancito il ruolo centrale nel panorama classico, ruolo ribadito
lato o pianto contro il vento contrario ma ha imparato ad orien-
dal clamoroso sold out a 14.000 presenze per il suo debutto in
tare la vela della sua provvida sventura, sublimandola in poesia,
Arena di Verona coi Carmina Burana ad agosto 2019. Tra le altre
fino al misterioso approdo.
cose Ezio Bosso aveva saputo far questo, togliere la polvere pre-
giudiziale da un repertorio spesso visto come lontano dalla quo-
tidianità, intellettualistico, senza per questo sminuirlo o
banalizzarlo come spesso si rischia di fare. Da musicista vero
aveva ben presenti le potenzialità dei vari linguaggi ed i limiti
tra i generi, non voleva infiocchettare le melodie beethoveniane
con qualche improbabile escamotage pop, sapeva che c’è una
classica più immediatamente fruibile che pian piano ci apre le
porte verso un mondo più complesso ed elevato e attraverso
quella ci ha condotti non con il piglio di un genio ineffabile, né
con l’indifferenza cattedratica ma con l’amorevolezza di un
amico che si sorprende insieme a noi di tali meraviglie. Diceva
: «La musica è la mia compagna di vita, continuo a studiare da
40 anni e continuo a stupirmi, a rinnovare quell’amore, a sen-
tirmi piccolo, parte di una cosa grande». Tale è il mondo della
musica anche per chi lo conosce dall’interno: una scoperta e ri-
scoperta continua anche di repertori che possediamo a perfe-
zione. Come diceva Calvino, classico è ciò che mai finisce di
dire quel che ha da dire. Pensando al pianista di “Rain in your
black eyes” mi viene in mente anche la celebre affermazione
dell’immenso Rachmaninov : “La musica è una calma notte di
luna, un frusciare estivo di foglie, uno scampanìo lontano nella
sera. È amore. Sorella della musica è la poesia e madre la soffe-

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