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Cultura musicale

di Cesare Marinacci

La concretezza
dell’ineffabile

N
ell’arco dei nostri giorni e delle nostre esistenze la pre- mentre risulta relativamente semplice distinguere un paesaggio
senza del suono è costante per quanto spesso sottintesa. da un ritratto, una lirica da un romanzo o una cattedrale da un
Siamo ininterrottamente immersi in un orizzonte di sti- centro commerciale(!) risulta invece ben più astratto immaginare
moli e messaggi sonori, più o meno casuali, più o meno organiz- la forma di una sinfonia o cosa dovremmo aspettarci ascoltando
zati in una immanenza lampante quanto incorporea. Tutti noi, in un notturno o un mottetto annunciati sul programma di un con-
viaggio, durante l’attività o il riposo, entriamo in contatto con certo. Se il concetto di musica si perde nella notte dei tempi,
forme sonore dai significati assai diversi. Il suono d’avvio dei l’idea di una forma musicale che dia coerenza ad un pensiero
nostri pc o smartphone ci è familiare ormai quanto e più di quello astratto espresso con mezzi difficilmente descrivibili risale più o
della campana di una chiesa e, come quest’ultima, in un non tanto meno al XIII secolo. Fino a tale periodo la pratica musicale era
remoto ma comunque lontano passato, scandiva le fasi della gior- strettamente connessa con altre arti, in primis, la poesia pertanto
nata così la meno evocativa campanella d’accensione del nostro la struttura dei brani musicali era definita in funzione della parola
notebook spesso marca l’inizio, più o meno glorioso, di una gior- che rivestivano. L’esempio storicamente imprescindibile di uno
nata feriale. Per non dire quanto ci siano familiari e significanti i stretto connubio tra parola e suono è nel repertorio del Canto Gre-
tintinni dei social, che incuriosiscono con un messaggio da Fa- goriano, una imponente raccolta di melodie modellate sulle ca-
cebook, Instagram o Snapchat, il cui semplice suono di notifica ratteristiche formali e foniche dei testi sacri caratterizzati dalla
può rendere più o meno stimolante l’inizio di giornata. Il suono esecuzione monodica vocale, da una spontanea fluidità ritmica
è immateriale dunque ma dà vita a concetti e consistenza tangi- che segue quella del respiro naturale e dalla sonorità straordina-
bile agli oggetti che attraversa. Ci appare misterioso quanto abi- riamente evocativa che secondo diversi scienziati tra cui il cele-
tuale, familiare eppure indescrivibile. Basta enumerare alcuni bre Alfred Tomatis, al pari dei Mantra, orientali recherebbe anche
aggettivi che spesso si utilizzano per connotare un suono, per ac- benefici effetti fisiologici e psicologici. Dopo l’anno Mille il rap-
corgersi che sono presi a prestito da ben altre regioni sensoriali: porto formale parola-musica tende ad incrinarsi in particolare per
una melodia può essere dolce, una voce argentina, un pianoforte il sorgere della ‘Polifonia’ ossia l’arte di fondere più melodie vo-
caldo e così via. Il suono è tanto concreto nella sua azione – come cali insieme per ottenere un’opera d’arte composita dall’affasci-
il clacson dell’automobilista che allo scattare del verde semafo- nante effetto uditivo ma dalla più complessa struttura che dunque
rico ci spinge letteralmente a toglierci di torno - quanto astratto non si basa più solo sul testo ma anche su delle ricorrenze melo-
persino nella sua più scientifica enunciazione che lo definisce diche. Fino al XVI secolo è questa dunque l’epoca d’oro di forme
uno spostamento di energia attraverso un mezzo elastico…Se colte come il Mottetto su testi sacri o il Madrigale su testi profani.
tanto poco siamo in grado di dire cosa è un suono forse ancor più La musica strumentale, pur presente, ha un ruolo secondario fino
difficile sarà individuare una logica nei suoni che intendiamo al ‘600 barocco, quando invece comincia ad affermarsi con un
come musica; in effetti tutti noi ascoltiamo di continuo, volon- repertorio originale. Inizialmente la pratica di trascrivere com-
tariamente o meno, composizioni di vario tipo provenienti da posizioni vocali per strumenti a tastiera o a corde da origine alla
epoche remote come dalla ultima hit-parade venendo dunque in cosiddetta ‘Canzone Sonata’. Dunque il termine ‘sonata’ nasce
contatto anche con termini quali: canzone, sinfonia, sonata, con- come costola della musica vocale ma ben presto durante il ‘600
certo, fuga, notturno. Non sempre tuttavia abbiamo immediata- assume una sua più precisa fisionomia indipendente per opera di
mente sentore di cosa abbiamo di fronte ed ascoltiamo solo una autori come Corelli il quale la definisce generalmente come una
sequenza di suoni di cui talvolta fatichiamo a capire la logica. raccolta variabile di tre o più brevi brani detti anche ‘movimenti’
Tutti sanno cos’è la musica ma nessuno sa davvero spiegarlo. In di carattere e tempo contrastante (Allegro-Adagio-Allegro…) per
effetti diversamente da altre discipline che coinvolgono impres- piccolo ensemble, 2,3,o 4 strumenti,diviso in solisti ed accom-
sioni più ‘rappresentative’, ascoltando musica ci troviamo ad in- pagnatori come magnificamente esaltato nella sua opera V. Pure
dagare un materiale col più astratto dei sensi, il che si traduce il cosiddetto Concerto grosso si sviluppa in epoca barocca fino
forse in una maggiore percettività immediata dell’oggetto arti- alla metà del ‘700; in questa forma, solitamente in 3 o più movi-
stico ma in una scarsa capacita di rappresentarcelo; Insomma, menti, troviamo due gruppi strumentali, uno più esiguo, detto

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‘concertino’, al quale sono affidati passi di agilità e brillantezza, bre Sinfonia K 550 di Mozart. Con il Concerto solista si inseri-
l’altro detto appunto ‘grosso’ che invece presenta le frasi melo- sce un’altra variabile alla collezione incentrata sulla ‘Forma-so-
dicamente più rilevanti; a questa categoria appartengono le mi- nata’ ora citata: una sinfonia senza il Minuetto alla quale si
rabili opere di A.Vivaldi dette ‘Quattro stagioni’ o gli aggiunge uno strumento preponderante, il solista che ripercorre
irrinunciabili Concerti Brandeburghesi di J.S. Bach. Johann Se- i temi principali dell’opera, ora accompagnando l’orchestra ora
bastian è celebre anche per aver portato alle massime espressioni dominandola, con il suo titanico slancio. Non sorprende come
la tecnica del contrappunto nella forma della Fuga, una complessa questa forma appassionata trovi nel Romanticismo il suo più fer-
e rigorosa architettura nella quale una o più melodie si inseguono tile terreno e nel pianoforte il suo strumento principe. Eppure
vicendevolmente, come in embrione avviene nella nota ‘Fra’ l’epoca romantica non è solo quella delle enfasi sonore e dei vir-
Martino campanaro’, sovrapponendosi continuamente ad ingressi tuosismi eroici. Dalla meditazione intima e lirica si sviluppa in-
successivi e riproponendosi in forme differenti - ad esempio suo- fatti il filone ricchissimo dei cosiddetti ‘pezzi brevi’ ossia quei
nata a partire dall’ultima nota alla prima – in un gioco di incastri, brani che non si affidano ad una sontuosa architettura ma seguono
una sorta di sudoku dove una scelta solo l’ispirazione momentanea e dun-
compositiva sbagliata si riverbera su que si materializzano in forme più pic-
tutto il resto con un effetto domino cole ma non per questo meno intense.
mentre la perfetta compiutezza rea- Nascono allora composizioni quasi
lizza un’idea di sublime suggestione , aforistiche, nella loro densità, come i
un perfetto esempio di varietà nel- Preludi e gli Studi, incentrati sovente
l’unità, tecnica ed espressività, che si sullo sviluppo spontaneo di un unico
può ben apprezzare nella monumen- breve spunto melodico- ritmico, o i
tale opera ‘Das Wohltemperierte Kla- Notturni e gli Improvvisi che illu-
vier’. Nel ‘700 è da citare come strano un contrasto sentimentale in-
esemplare anche la cosiddetta Sonata corniciando in pagine relativamente
‘scarlattiana’ sviluppata da Domenico brevi un episodio appassionato tra due
Scarlatti in un unico brano per stru- momenti lirici, come appare chiara-
mento a tastiera diviso in due sezioni mente nel IV notturno per pianoforte
nelle quali si alternano due melodie di F. Chopin. Accanto alla figura del
antagoniste. Nel secondo ‘700 si af- grande polacco, imprescindibile per
ferma infine la vera e propria ‘sonata tutte le forme citate vanno annoverati
classica’ strutturata normalmente in tre poi senz’altro almeno F. Liszt, F. Men-
movimenti (Allegro-Adagio-Allegro). delssohn,R. Schumann, J. Brahms, G.
Le opere esemplari di tal genere ap- Faurè E.Grieg e più in la S. Rachma-
partengono a F.J. Haydn, W.A.Mozart ninov. Naturalmente l’epoca roman-
e L. van Beethoven. La grande novità tica si interroga su come conciliare la
della sonata classica rispetto a quella grande forma sinfonica simbolo di
precedente si trova nei due movimenti Caspar David Friedrich Viandante sul mare di nebbia un’architettura ragionata con la spon-
esterni (Allegro) che sono strutturati taneità della ispirazione momentanea
come una alternanza di due melodie principali fortemente con- simboleggiata dal ‘pezzo lirico’. Nasce così ad opera di musici-
trastanti ed elaborate nella parte centrale che, assente nel reper- sti come Liszt e Berlioz la forma del poema sinfonico, un ampio
torio precedente, assume invece proporzioni ben considerevoli brano orchestrale, più o meno suddiviso, di sviluppo più libero ri-
ed il ruolo essenziale. Dunque ascoltando ad esempio la celebre spetto alla sinfonia basato solitamente su una ispirazione extra-
‘Patetica’ di Beethoven, ci troveremo di fronte, dopo una intro- musicale, letteraria , filosofica, descrittiva, immaginifica, che da
duzione lenta ed interlocutoria, ad una ‘Esposizione’ dominata vita ad episodi differenti e non vincolati, ma tenuti insieme dal
dal contrasto tra due motivi melodici, più energico il primo più tema conduttore con il quale si fornisce una chiave interpretativa
melodico il secondo, che vanno poi ad intrecciarsi in varie pos- che rende ancor più vive le immagini evocate dalla musica. Tra
sibilità di elaborazione nel cosiddetto ‘Sviluppo’ centrale prima i più celebri ‘Les Preludes’, di F.Liszt, ‘Prelude a l’apres midi
di ritornare semplificati nella ‘Ricapitolazione’ finale in una sorta d’un faune’ di C. Debussy, ‘Moldava’ di B. Smetana, ‘Pini di
di struttura fenomenologica. La Sinfonia nasce nello stesso pe- Roma’ di O. Respighi… una buona idea trova sempre la sua
riodo ed è una specie di sonata, scritta direttamente per grande forma; per quanto tempo durante la mia carriera da studente ho
orchestra, nella quale assume una importanza creativa anche la dovuto sentire frasi del tipo ‘non importa la forma ma il conte-
combinazione dei vari colori strumentali; dunque un’opera di nuto’ talvolta convincendomi di questo per giustificare qualche
ampie dimensioni suddivisa per lo più in 4 movimenti (Allegro- mio tema di ginnasio particolarmente scadente. Eppure con lo
Minuetto o scherzo - Adagio- Finale) dove nel primo e nell’ul- studio della musica ho apprezzato sempre più l’imprescindibilità
timo sarà dominante la ‘forma-sonata’ in una complessa simbiotica di questi due concetti e la doppiezza della precedente
architettura, mentre nei restanti movimenti si esalteranno la spen- affermazione. La forma è sostanza essa stessa in quanto può ar-
sieratezza ritmica (Minuetto) e la profonda espressività melodica ricchire anche un mediocre pensiero, mentre la più brillante delle
(Adagio) fino ad abbracciare un intero repertorio tecnico ed emo- idee senza una forma che la esprima compiutamente resterà per
tivo, come emerge in maniera cristallina dall’ascolto della cele- sempre solo visione nella mente di chi l’ha pensata.

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