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Un"abhazia e Ea sua oÉ.gantzzazione
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Vecliamo tin po'piu cla vicino dot e e come vivesselo i rnonaci, esaminando i1 disegno che ripr-ocluce uu pro-
getto eseguito nel lX secolo per la ricostruzione della grande abbaziabenec.lettina di San Gallo insvtzzera.
11 disegno è accotnpaguato da moltissime scritte che ci aiutano a capire i vari particolari.
Cuore della comu-
uità monastica era la chiesa.(1), lunga circa 100 netri, orientata Est-Ovest in moclo che i prirni raggi c1elso-
le ettttassero da11'absidE6portassero subito la luce ai monaci riuniti a pregare nel coro. La chiesa era fian-
cheggiata a Ovest da due torrioni-campanili che, in caso di necessità, servivar"ro anche per fare 1a guarclia.
Accanto a1la chiesa, dal lato Sud era situato il c\io.stro (27), conal centro llpozzo.Tutti e cluattro i lati era-
no coperti e le volte si appoggiavano acluna flli àì óóio"n.. Qui i monaci pàt.uuno pr.gui. anche durante
la cattiva stagione: l'alternarsi delle colorrne faceva si che chi camminava passasse continuanente da1la lu-
ce all'ombra, dando alla propria andatura un ritmo regolare, che aiutava 1a concenhazione.
Solo la chiesa, il can-rpanile e il chiostro erano previsti in pietra; gli altri edifici sarebbero stati i1 legno.
Tutt'intorno al chiostro si situavano il.dormitorio(6), il refettorig (B) e la cantina-dispensa (9), 1'una a piano
terra, l'altra al piano superiore. I monaci passavano direttamente dal dormitorio alia chiésa attraverso un

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di San Gallo.

:1 Questo modellino mostra d


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come doveva presentarsi
l'abbazia di San Gallo secondo
il progetto di ricostruzione
del lX secolo.
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passaggio coperto, molto utile per arril'are rapidamente tutti iusienre senza prendere troppo fredclo. Per 1o
stesso motivo í monaci dormivano vestiti. All'altezza dell'abside, dal lato del dormitorio c'era una grande t
_sacrestìa(2), dal lato opposto 1o sct'iftoriunt(3), e al piano superiore, 1a biblioteca.-
I pro- Il dormitorio ospitava 77 nonaci e si trovava a1 piano superiore, cliviso in stanze di circa venti letti cia'
,zera. scuna. A pianteneno c'era un grande locaie clove i monaci zurdavano a scaldarsi la notte, cluando avevallo
finito di pregare in chiesa. Coliegati al clormitolio erano i gabinetti (la stanza era riscaldata), 1a lavanderia e
cn]u'
i1bagno.(7): rispetto alle abituclini igieniche del1'epoca i monaci si lavavano abbastanza, soprattutto i mala-
e1 so-
ti. Prendevano i pasti nel r;efettorio, che era collegato a1la cr:cina, ai forno, e al iocale per la preparazione dei-
fian
la bira (10-11). I monaci mangiavano in silenzio, mentre un compagno lgggeva ad alta voce passi tratti da
Lrclia.
i era- Vite dei santi o di altro argomento religioso. Di fianco a1 refettorio, addossato a1la parete della chiesa, c'era
i"l par]4lorio per i monggi (5), l'alloggio del responsabiie dell'ospizio dei pellegrini e dei poveri e un portico
rante
coperto. Nei monasteri, viandanti, poveri, malati e bisognosi di ogni tipo venivano accolti, rifocillati e cllra-
la lu
ti: l'ospizio erà insieme casa di accoglienza ed ospedale. Dal portico coperto si passava ali'ospizio dei pe11e-
grini e dei poveri{22) e alla cucina, forno, e'locale per la preparazione della birra, che funzionavano soltan-
lg11o.
to per le esigenze dei pellegrini e dei poveri.
riano
Spostiarnoci ora a Nord sul lato che correva para11elo al fianco delia chiesa, dove il progetto prevedeva di
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concentrare tutti g1i edifici collegati con le esigenze dei rapporti col mondo esterno. In questo modo i1 cuore
dell'abbazia, dove scorreva la vita dei monaci, rimaneva del tutto protetto.
Cominciano da sinish'a verso desh-a. Un grande edificio (24) doveva ospitare i dignitari e i cavalieri del se-
guito imperiale in visita aIl'abbazta. Accanto era 1a cucina, il forno, i1 locale per la preparazione della birra
destinati a questi ospiti di riguardo (12-13), i quali, in caso di necessità, trovavano alloggio anche nell'edifi
cio immediatamenl e attigr.ro.
(Da questo lato tutti gii edifici che prevedevano o una concentrazione di uomini, o persone di riguardo,
erano prowisti ognuno di una lunga fila di gabinetti). Ricordiamo che i potenti laici spesso tendevano a con-
siderare leabbazte come una sorta di proprietà personale, da cui prelevare a piacimento le grandi risorse.
Quindi spesso c'erano liti, anche assai aspre, fra i monaci e i visitatori importanti. Seguiva la scuola (14). Ve-
niva poi la.casa deil'abate (]-5) che aveva anche cucina, cantina e bagno personali.
Molto ben progettato era il settore attiguo, dedicato a1la cura dei malati (16). Accanto alla casa dell'aba-
te era posto l'edificio per i salassi: il salasso, cioè f intervento che toglie al corpo una parte di sangue attra-
verso un'incisione o applicando delle sanguisughe, era una pratica molto diffusa; si credeva di liberare il
corpo da un eccesso di umori, ritenuto causa di molte malattie. Veniva poi 1a casa dei medici e I'orto di erbe
medicinali. Siamo ora passati sul lato Est. In questa zona dell'abbazia era posto anche l'edificio dotato di due
chiostri con relative cappelle, adibito ad ospedale e a casa dei novizi (i futuri monaci). Assai vicir-re erano la
cucina e il bagno, rispettivamente per i maiati e per i novizí. Notiamo che si era cercato di separare de1 tutto
i malati mettendo a loro disposizione anche una cappella e un chiostro. Lo stesso trattarnento era stato pre-
visto anche per i novizi, che non avevano ancora il'diritto di partecipare pienamente a1la vita dei monaci.
Concludeva la zona Est la parte adibita alla coltivazione(29). C'era un grande frutteto che era insieme il ci
mitero: per un monaco la morte apriva 1a porta alla vera vita ne1 paradiso; le sepolture non dovevano esse-
re nascoste e dimenticate.
11 cimitero era un luogo sereno, dove si andava a meditare, riposarsi e cogliere ia frutta. Seguiva il gran-

de orto (28)per i bisog:ri dell'abbazia - ne1la pianta sono segnati i nomi di tutti gli ortaggi da piantare, più
di quarantal- I'alloggio del giardiniere, alcnni locali adibiti ali'allevamento delle oche, del pollame, e irela-
.=-
tivi alloggiper gli addetti a questi anirriali.
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t.t:.;
; 'i l:t*il Siamo ritornati ne1la parte più esterna del lato Sud: qui si susseguivano (19 21) i granai, due grandi edi
_ .-@3 fici per i laboratori, il mulino, e i mortai (cioè le fosse piene d'acqua per conciare il cuoio), ia fornace, l'allog-
gio dei fabbricanti di botti e ruote, il granaio per i binai, 1e stalie per i cavalli e í boi'ini (23) e I'alloggio per i
zu loro guardiani e infine - giriamo adesso ad Ovest - i locali per le pecore e pecorai, per mucche e mandriani,
per capre e caprai, per maiali e porcài, per scrofe e giumente e per i servitorí addetti alla loro cura.
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Tutt'intorno all'abbazia si addossavano le case der contadiqi (25-26).L'abbaziaproduceva di piu di quel-
n
1o che consumarra, percio dove c'era un'abbazia, di solito, in certi periodi fissi dell'anno si celebrava una fie-
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24 i
ra, dove arrivavano i mercanti. Monaci, contadir-ri, schiavi, artigiani e mercanti formavano nna specie di pic-
cola città.
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