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PER CONOSCERE LE QUOTAZIONI DEI DISCHI DA COLLEZIONE

Stonemusic.it
TARIFFA R.O.C. POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE – AUT. MBPA/LO – NO/149/A.P./2016 ART.1 COMMA1 – S/NA.

FABRIZIO GLI ANNI


DE ANDRÉ D’ORO DELLA
INTERVISTA
INEDITA • RIMINI
SEXY MUSIC
GRANDI
PAOLO FOTOGRAFI
E GIORGIO MIMMO
DABBRESCIA
CONTE
DISCOGRAFIA
ILLUSTRATA EDOARDO
& STELIO
50 ANNI DI LELLA
ANDREA
LO VECCHIO 15 ALBUM
INTERVISTA
DEL 1979
LA STORIA DISCOGRAFIA
DELLA RI-FI ITALIANA
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“CRUELTY AND THE BEAST”
Una delle pietre miliari del Gothic Black Metal!
Il capolavoro dei Cradle of Filth
viene remixato e rimasterizzato a 21 anni dalla sua uscita.
Disponibile in vinile rosso - 180g per tutti i collezionisti
ed amanti della band inglese

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editoriale

LA NOSTRA MUSICA
MERITA DI PIÙ
in dalla fine degli anni 80, sono stato molto attratto dai cofanetti che usciva-
no con retrospettive, più o meno complete, dei miei artisti preferiti. Di solito
erano composti da quattro Cd, a volte tre o due, raramente di più. Con un box
solitamente si esauriva la carriera di un artista o un complesso medio grande.
Ricordo la bellezza di CROSSROADS di Clapton o DREAMS della Allman Bro-
thers Band o ancora i Jethro Tull che nel 1988 celebravano il loro ventesimo
anniversario con un raffinato triplo. Ecco i Jethro, posso usare loro per cercare
di illustrare come si è evoluto il concetto di retrospettiva nei giorni nostri. Con
tre o quattro dischi si ripercorreva l’intera storia discografica di un artista, mettendoci anche
una certa quota di materiale inedito. Poi sono cominciate le ristampe dei singoli album con le
IN COPERTINA famose “bonus track”. In alcuni casi un intero bonus disc si aggiungeva all’edizione originale.
QUEEN Da qualche anno si è arrivati all’estremizzazione del concetto di operazione d’archivio, con la

Abbonati!
pubblicazione di corposi cofanetti multidisco, interamente dedicati a un singolo album, alle
session che l’hanno generato, ai live di quell’epoca. Il primo che io ricordi di aver acquistato fu
quello dedicato alle registrazioni di PET SOUNDS dei Beach Boys, oggi sono decine e decine le
operazioni di questo genere. Non scappa nessuno: Beatles, Rolling Stones, Doors, King Crimson
e tanti altri e appunto i Jethro Tull che prima ho citato come esempio lampante – e virtuoso – di
questo genere di pubblicazioni. Da qualche anno il gruppo di Ian Anderson sta ripubblicando
tutta la sua discografia in ordine cronologico in confezioni deluxe che contengono nuovi mix,
Scopri come fare a pagina 95
inediti d’epoca, rarità live e mix alternativi, in 5.1, 4.1, quadrafonici a seconda di quali tipi di
master sono sopravvissuti. Ho usato il termine virtuoso perché questi box sono particolarmen-
te ben realizzati, ricchi di materiale iconografico e di note dettagliatissime, comprendono un
Stonemusic.it assortimento di possibilità di ascolto (ad esempio la differenza tra missaggio originale inglese
e americano) veramente ampio. Tutto questo viene proposto a prezzi che solitamente sono in-
credibilmente affrontabili. Sono diversi i puristi che a volte storcono il naso di fronte a questo
TROVI I SUONI diluvio di materiale aggiuntivo e inedito, a questa snaturalizzazione di opere ormai mitizzate.

DI VINILE
Sono opinioni anche condivisibili ma è certo che sarà impossibile tenere un appassionato dei
Beatles, ad esempio, lontano dalla mastodontica ristampa in sei dischi del White Album o anco-
ANCHE SUL WEB ra impedire ai fan del boss Springsteen di procurarsi le magnifiche retrospettive su DARKNESS
ON THE EDGE OF TOWN o su THE RIVER. E vogliamo parlare della Bootleg Series di Dylan? Ma
OGNI GIORNO veramente chi ha la discografia intera di Bob può fare a meno delle session integrali di BLOOD
ON THE TRACKS o del periodo 1965/1966 o ancora dei 14 dischi live della ROLLING THUN-
SU STONEMUSIC TANTI DER REVUE? È naturale che venga il sospetto che l’ascolto di queste mastodontiche antologie
CONTENUTI ESCLUSIVI sia troppo impegnativo e foriero di noia mortale col crescere della mole, però non è così anche
in presenza di allestimenti estremamente filologici. Ad esempio, la versione di 18 dischi di THE
E UNA COMMUNITY CUTTING EDGE, il box che ripropone le session di Dylan del periodo 1965-66, pur con le tante
DI 1 MILIONE ripetizioni e le numerose false partenze, risulta persino più scorrevole di quella ridotta a sei Cd.
DI APPASSIONATI È anche evidente che questo tipo di operazione ha ancora il Cd come supporto ideale, con l’ab-
binamento di Dvd o Blu-ray che possano, grazie alla loro maggior capacità, offrire tutte quelle
DI ROCK COME TE! alternative di ascolto di cui si diceva sopra. Quindi il presente e il prossimo futuro delle collezioni
TI ASPETTIAMO! e delle discografie domestiche prevede che si opti per il vinile per le ristampe dei classici e per le
nuove uscite ma che si prediliga ancora il Cd, e i suoi fratelli maggiori, per le confezioni colossali
WWW.STONEMUSIC.IT che dicano la parola definitiva sulla riproposizione d’archivio di un album fondamentale e di
tutte le registrazioni, edite o inedite, a esso collegate.
SOCIAL E in Italia? Buio pesto. Qualcosa ha fatto il figlio di Pino Daniele con due cofanetti molto ricchi
che analizzano il primo periodo di carriera del padre. Qualcosa è uscito recentemente per ce-
lebrare anniversari rotondi di album importanti dei nostri artisti più importanti: Lucio Dalla,
STONEMUSIC.IT Rino Gaetano, Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Fabrizio De André. Ma non c’è niente di neanche
lontanamente paragonabile alle analoghe operazioni inglesi e americane. Quasi sempre si pri-
vilegia l’aspetto feticistico e mai quello del contenuto. E non è vero che il materiale per edizioni
VINILEMAG deluxe che siano realmente tali non c’è. Manca la conoscenza, la ricerca, la voglia di stupire,
il desiderio del bello, la voglia di cultura, il bisogno di valorizzare quelle opere di cui parliamo
STREAMING & SHARING ancora con gli occhi umidi a distanza di quaranta o cinquant’anni. Quelle che celebriamo con
troppa parsimonia, con troppa pigrizia. Quelle che non meritano questo trattamento.
STONEMUSIC.IT
Michele Neri

www.sprea.it/vinile
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imo
sommario Il pross
sarà
numero
la
in edico e
VINILE #22 2019

mbr
il 13 dice
60 La storia della Ri-Fi Records
2019
Musica solida ricostruisce
per la prima volta l’intricato albero
genealogico della discografia in Italia. In
queste pagine, una succulenta anteprima.
di Vito Vita

68 Andrea Lo Vecchio
Musicista, paroliere, cantautore,
produttore discografico, talent scout,
autore televisivo… Da più di mezzo
secolo, è un grande protagonista dello
spettacolo italiano.
Intervista di Emmanuel Grossi

80 1979: 15 album
Abbiamo scelto e raccontato
quindici 33 giri che compiono
quarant’anni in questo 2019.

68
A cura di Michele Neri

102Paolo e Giorgio Conte


Per la prima volta, ricostruita la
discografia dei fratelli Paolo e Giorgio

Andrea Lo Vecchio
Conte.
Discografia di Franco Settimo, a cura di
Michele Neri e Vito Vita

Vivere di idee

Rubriche
4Contributors
I volti dietro «Vinile».

8Stonemusic
Le ultimissime, direttamente
DANILO D’AURIA

dal nostro sito.

88 Recensioni
Tutto quello che c’è da ascoltare:

Articoli
le novità, le ristampe in vinile e le nostre
segnalazioni.

14 Fulminacci
Vi presentiamo il vincitore della 36 COVER STORY:
Queen Discografia italiana
94Non l’ho fatto apposta
Cos’hanno in comune Vasco Rossi
e lo sconosciuto Carlo Credi?
Targa Tenco per l’Opera Prima e del I Queen sono tra i pochi complessi a poter
premio Giovani Mei-Exitwell.
Intervista di Viviana Mastropietro
vantare vendite simili a quelle di Beatles, Led
Zeppelin e Pink Floyd. Ecco la produzione
italiana dei primi sei anni di carriera.
96 Carosello musicale
Fausto Cigliano e la pubblicità.

18Fabrizio De André
Il 2 maggio 1978, la Ricordi
di Franco Brizi
100LibriLetti e commentati per voi.
pubblicò RIMINI. Per presentarlo,
commissionò un’intervista esclusiva
rimasta inedita fino a oggi.
48 Mimmo Dabbrescia
Una vita passata a scattare foto,
spesso prima degli altri. Nel cinema,
Intervista di Roberto Manfredi nell’arte, e naturalmente nella musica.
Intervista di Luca Fassina

26Glidellaannisexyd’oromusic
Censurate ma neanche poi tanto, le 56 Storia di Lella
La celebre canzone in romano ha
ABBONATI ALLA
VERSIONE DIGITALE
SOLO PER PC E MAC
canzoni erotiche costituiscono una appena compiuto mezzo secolo di vita. A SOLI 14,90 €
piccola discografia parallela a quella Ne abbiamo ripercorso la storia con DURATA ABBONAMENTO 1 ANNO
ufficiale della nostra musica leggera. Edoardo De Angelis e Stelio Gicca Palli. www.sprea.it/vinile
di John N. Martin Intervista di Federico Guglielmi

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11.10

IL NUOVO ALBUM DEI LACUNA COIL!


“BLACK ANIMA” SARÀ DISPONIBILE NEI SEGUENTI FORMATI:

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CONTRIBUTORS
I VOLTI DIETRO «VINILE»

MICHELE NERI tutto ciò che ha a che fare con la cultura JOHN NICOLÒ MARTIN
(Roma, 1966), autore RAI, sto- underground degli anni 70 e il rock pro- (Milano, 1963), ex musicista,
rico della musica italiana, sag- gressivo italiano. Ha pubblicato diversi webmaster, scrittore e saggista.
gista. Dal 1998 è autore e con- libri, tra cui le discografie illustrate dei Con Primo Moroni pubblica
sulente RAI per diverse trasmissioni: Serata Led Zeppelin, dei Pink Floyd e dei Queen, Dal Nomadismo urbano al mangiare il Centro
pop, Dopo pranzo pop, Eventi Pop, DaDaDa, il volume Le ragazze dei capelloni. Icone (Edizioni AASTER, 1989) e La luna sotto
Techetechetè, Sottovoce, Settenote, Milleeunli- femminili beat e yéyé 1962-1968 (2010, casa (Shake Edizioni, 2007), ritenuto da
bro, Applausi, B come sabato e Vieni da me, Coniglio Editore) e, con Maurizio Becker, molti critici la bibbia della controcultura mi-
oltre ad aver collaborato a diversi speciali The Beatles in Italy. Come li raccontava la lanese. Nel 2007 dà vita a “Classic Rock”,
del TG2 sulla musica. Nel 2005 è curatore stampa dell’epoca (Arcana, 2012) e Volo sito specializzato sul rock progressivo ita-
della collana Discografie illustrate (Coni- Magico. Storia illustrata del rock progres- liano anni Settanta, con all’attivo due mi-
glio Editore). In questa collana ha realiz- sivo italiano (Arcana, 2014). È uno dei lioni e mezzo di pagine viste. Tra il 2012
zato, come coautore, due volumi dedicati massimi antiquari di dischi in vinile. Il e il 2013 interviene sulle riviste musicali
a Fabrizio De André e a Ivano Fossati. Per suo sito è vinylseduction.com. È collabo- «Contrappunti» e «Blow Up», ispira al
Coniglio Editore ha curato anche la colla- ratore di «Classic Rock» e «Vinile». gruppo neo-prog If Sounds l’album APEI-
na Zum Zum Zum. Nel 2008 è co-diretto- ROPHOBIA, e firma un capitolo del libro Lo
re, assieme a Maurizio Becker, della rivista EMMANUEL GROSSI stivale è marcio di Claudio Pescetelli, opera
«Musica Leggera». Nel 2010 ha pubblicato (Pietrasanta, 1978), storico omnia sulle origini del punk italiano. Sem-
Lucio Battisti, La discografia mondiale, un li- della pubblicità televisiva e ci- pre nel 2013, è coautore del prestigioso
bro illustrato di 640 pagine. Nel 2013 ha nematografica italiana. Stori- Libro del prog italiano per Giunti Editore a
pubblicato Il libro del prog italiano (Giunti co dello spettacolo. Esperto di archivi au- cura di Riccardo Bertoncelli. L’anno suc-
Editore), dal 2016 è curatore della rivista diovisivi e fotografici. Consulente per TV, cessivo pubblica per Arcana, Gast(rock)
«Vinile» per Sprea Editori. Sta attualmente Editoria e Archivi Storici Industriali. Do- nomia (Storie di cucina e rock’n’roll). Dal
lavorando a un voluminoso dizionario sul- cente del Centro Sperimentale di Cinema- 2016 collabora con Sprea Editori, scriven-
la canzone italiana del nuovo millennio. tografia. Fondatore e curatore dell’Archi- do per«Classic Rock» e «Vinile».
vio Generale Audiovisivo della Pubblicità
FRANCESCO CONIGLIO Italiana, il più grande archivio storico d’I- LUCA FASSINA
(Genova, 1957) storico della talia dedicato all’audiovisivo pubblicita- (Milano, 1970) giornalista
musica, editore e curatore di rio, comprendente circa 100.000 filmati musicale e scrittore di libri di
libri di saggistica e autobiogra- dagli anni Trenta ad oggi con relativa saggistica sulla musica, è sta-
fie. Negli ultimi 20 anni ha dato alle stam- documentazione (migliaia di documenti to caporedattore delle riviste «Monsters!»
pe più di 200 volumi sulla musica. Ha fon- d’epoca e centinaia di migliaia di schede e «Hard!», collaboratore editoriale per
dato le riviste di musica «Musica Leggera» tecniche dettagliate) e oltre 1200 ore di Mondadori, De Agostini Periodici, Italia 2,
e «Vinile». Il suo format del saggio illustra- interviste audio, appositamente rilascia- Rollingstone.it, senior editor per il mensile
to sulla musica è stato imitato da molti edi- te nell’ultimo quindicennio da circa 600 «Metal Maniac», dal 2012 collabora con
tori. Ha pubblicato per Sprea Editori, Co- addetti ai lavori, tra autori, realizzatori e «Classic Rock» per cui ha curato anche
niglio Editore, Mare Nero, Acme, Macchia interpreti. È uno dei collaboratori più at- dei numeri Speciali sui Metallica e gli Iron
Nera, Iacobelli, Castelvecchi, Arcana. At- tivi di «Vinile». Maiden. Ha pubblicato numerosi libri per
tualmente è il direttore di «Classic Rock». Tsunami Edizioni e Crac Edizioni.
VITO VITA
ALESSANDRO AGNOLI (Torino, 1964), storico della FEDERICO GUGLIELMI
(Padova, 1987) architetto di musica italiana, musicista. (Roma, 1960) 40 anni di
formazione, ma opera in cam- Scrive di musica dagli anni 80 giornalismo rock. Storico ca-
po editoriale da quando ha 18 sul mensile «Gioventù Operaia». Collabora poredattore del «Mucchio
anni per diverse realtà, a cavallo tra car- con varie riviste musicali, tra cui «Raro!» Selvaggio». Ha fondato e diretto le riviste
ta stampata, web e televisione. Dal 2014 (e poi «Raropiù»), «BEATi voi!», «Storie di «Velvet» e «Mucchio Extra». Ha scritto per
lavora per Sprea Editori occupandosi di giovani pop», «Nuovo Ciao Amici» e «Mu- «Rockerilla», «Rumore», «Rockstar», «ciao
diverse pubblicazioni del gruppo. Attual- sica Leggera»; ha scritto tre capitoli pub- 2001»; «Bassa Fedeltà». Da 20 anni cura
mente è membro del Consiglio d’Ammini- blicati nel libro a cura di Walter Pistarini, l’inserto musica di «Audioreview». Col-
strazione e editore delegato delle testate di Fabrizio De André. Canzoni nascoste storie labora con «Blow Up», «Classic Rock» e
musica della casa editrice. segrete, pubblicato nel 2013 da Giunti e «Vinile». Ha pubblicato oltre venti libri. È
collaborato ai volumi Le ragazze dei capello- stato conduttore/autore di numerose tra-
FRANCO BRIZI ni. Icone femminili beat e yé-yé 1963-1968 smissioni radio per la RAI (Stereonotte e
(Roma, 1958), critico musi- di Franco Brizi del 2010 e Da Mameli a Va- Stereodrome), attualmente collabora con
cale, storico del prog italiano, sco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani Rai Isoradio. Come produttore artistico ha
ha pubblicato articoli e di- di Maurizio Becker del 2011, pubblicati realizzato 22 dischi e decine di ristampe. Il
scografie per numerose riviste specializ- entrambi da Coniglio Editore. Attualmen- suo «L’Ultima Thule» ha vinto l’Indie Blog
zate tra cui «Raro!», «Musica Leggera», te è redattore di «Vinile» e collaboratore di Award per il miglior blog musicale nel
«Classix». Collezionista e archivista di «Prog». 2014 e nel 2017.

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con passione. Ma un mese di attesa, nel caso di «Classic Rock», due mesi per «Prog» e «Vinile», rappresentano un tempo troppo lungo in cui
accadono tante cose che ci interessano. Per colmare questo vuoto abbiamo creato Stonemusic.it, il portale che ci consente di stare sempre
collegati e di vivere insieme, giorno per giorno, la realizzazione delle nostre riviste e condividere in tempo reale i fatti e le notizie che ci
appassionano. State collegati, andate ogni giorno su Stonemusic.it, dove scoprirete una community di 1 milione di appassionati!

Prince: in arrivo Franco Battiato: L’attesissimo


la ristampa aggiornamenti ritorno di
“Super-Deluxe” sul nuovo album Niccolò Fabi
di 1999 Sembra sia tutto pronto: il nuovo album Il nuovo singolo di Niccolò Fabi s’intitola
Io sono l’altro e, come annuncia il titolo,
Il prossimo 29 novembre, di Battiato s’intitolerà BATTIATO &
l’album 1999 uscirà come ristampa ROYAL PHILHARMONIC CONCERT il brano ha come tematica centrale
rimasterizzata in cinque versioni ORCHESTRA. Il disco conterrà, oltre l’empatia sociale e l’avere le capacità
differenti, ovvero: Cd singolo; Due Lp; a esecuzioni live dell’artista registrate di mettersi nei panni degli altri, temi da
“Deluxe Edition” in due Cd o quattro Lp con l’orchestra londinese Royal sempre molto cari al cantautore romano
e “Super-Deluxe” contenente cinque Philharmonic Concert Orchestra, anche che ha prodotto il pezzo insieme ai
Cd e un Dvd (o 10 Lp e un Dvd) con 35 un inedito che inizialmente si sarebbe collaboratori storici Roberto Angelini e
tracce audio inedite, un album dal vivo dovuto chiamare Migrantes. In realtà, Pier Cortese. A 3 anni e mezzo di distanza
di un late-night concert tenuto a Detroit però, si tratta di Torneremo ancora, un da UNA SOMMA DI PICCOLE COSE, Fabi
il 30 novembre 1982 che mostra il video brano scritto dal cantautore siciliano torna con un altro attesissimo album
di un concerto al Summit di Houston nel 2015. Tra le canzoni contenute al suo intitolato TRADIZIONE E TRADIMENTO,
del 29 dicembre 1982. Come se non interno si troveranno anche capolavori disponibile dall’11 ottobre. A seguito
bastasse, all’interno si trovano anche come La cura e Voglio vederti danzare. dell’uscita dell’album, partirà il tour nei
note di copertina di David Fricke di teatri italiani.
«Rolling Stone», del bassista dei Guns
N’Roses Duff McKagan, del conduttore
radiofonico Andrea Swensson e della
studiosa di Prince Duane Tudahl, oltre al
booklet contenente testi scritti a mano
da Prince per Little Red Corvette e altre
canzoni di quel periodo, rare foto di Allen
Beaulieu e immagini dei rulli analogici su
cui l’artista ha registrato.

Brunori Sas: nuovo singolo


e nuovo tour
In attesa del nuovo disco, Brunori Sas annuncia sul suo profilo
Instagram l’arrivo di un inedito e di un tour nei palasport. A due anni
dalla pubblicazione del suo ultimo album A CASA TUTTO BENE,
Brunori Sas, pseudonimo di Dario Brunori, torna con un nuovo inedito
“ufficiale” intitolato Al di là dell’amore. Prima dell’annuncio di questo singolo, negli scorsi
due anni, abbiamo potuto godere della sua musica solo attraverso il brano Un errore
di distrazione, scritto per il film L’ospite, il duetto con gli Zen Circus a Sanremo e il tour
teatrale. Da questa data in poi, il cantautore italiano riprenderà a pieno regime: con un
post sul suo profilo Instagram, Brunori Sas ha annunciato una tournée nei palasport:
sono previsti dieci concerti tra marzo e aprile 2020.

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Gianna Nannini:
ecco le date
da segnare
Aforismi contemporanei
Tra ottobre e novembre ci aspettano


tante novità da parte di Gianna Nannini:
un nuovo singolo e un nuovo album. Ieri ho ascoltato ‘sottobanco’ il pezzo
Due sono le date che i fan di Gianna nuovo di Brunori Sas e ho capito
Nannini non possono assolutamente perché sul palco di #roccellajonica era
scordare: l’11 ottobre, giorno in cui JOVANOTTI
verrà pubblicato il suo nuovo brano
una furia: perché ha scritto roba
intitolato La differenza, e il 15 novembre,
A proposito della favolosa e lì già lo sapeva ma non me
data in cui uscirà l’album omonimo per
Sony Music, a ben due anni di distanza
dall’ultimo lavoro AMORE GIGANTE.
performance di
Brunori Sas al
Jova Beach Party
di Roccella
l’aveva mica detto! Comunque
#jovabeachparty è la cosa più bella
mondo, e io sono contentissimo e grato

Jonica a tutti voi. Spacchiamo!


D’ora in poi tutto ciò che scriverò e
canterò non sarà più Thegiornalisti
ma sarà Tommaso Paradiso. È giusto
TOMMASO
che sia così. È stata una fantastica
PARADISO avventura che ci ha portato fino al
In merito allo
Circo Massimo. Ma sapete meglio
scioglimento dei di me che le storie nella maggior parte
Thegiornalisti dei casi non sono eterne. È inutile che
vi stia a raccontare le dinamiche per
le quali si è arrivati a questa

conclusione.
Ho fatto un selfie:
l’ultimo, ironico


lavoro di Edoardo Della sua penna, della sua testa
Bennato e del suo cuore altri hanno detto
Da Salvini a Travaglio, passando per
Bertinotti e Barbara D’Urso: questi sono DANIELE
e diranno meglio di me. Io mi limito
solo alcuni dei protagonisti della nuova SILVESTRI a dire che La concessione del
canzone di Edoardo Bennato. A quattro
Dedica 
telefono mi spalancò un mondo, che
anni dalla pubblicazione del suo ultimo Il Re di Girgenti si studierà a scuola
album PRONTI A SALPARE, il 9 agosto 
ci ha presentato il suo nuovo singolo: 
Ho fatto un selfie. Brano ironico, come
ad Andrea
Camilleri come I Malavoglia e che Vigata
esiste ed esisterà per sempre.
Grazie

si può intuire dal titolo, ma che punta
a far riflettere, per farci rendere conto
di quanto la digitalizzazione sia parte
della nostra quotidianità. Nel testo il
cantautore cita numerosi personaggi
con cui ha scattato dei selfie e parla di
questo fenomeno digitale che colpisce
Sinead O’Connor
ormai ogni generazione. denuncia Prince:
“Ha tentato di
picchiarmi”
Rivelazioni shock quelle di Sinead
O’Connor che definisce Prince un
violento, soprattutto con le donne…
Chi se lo sarebbe mai immaginato
che Prince, proprio colui che fu
l’autore di Nothing Compares 2
U, avrebbe tentato di colpire con
un cuscino contenente oggetti
contundenti l’interprete di questa
canzone, Sinead O’Connor (dal 2018 essere una sua protetta e da alcune
conosciuta anche come Shuhada’ interviste rilasciate appunto da
Davitt). Sembra che tutto sia nato a quest’ultima, le quali non sono state
seguito del rifiuto della cantante di particolarmente gradite.

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5-6 Genova – Magazzini del Cotone orari al pubblico 9-21 Fiera del Disco
17ª Fiera del Disco ingresso al pubblico: libero orari al pubblico 10-19
orari al pubblico: 9-19 ingresso al pubblico: libero
ingresso al pubblico: libero 27 Verona – Fiera, viale del Lavoro, 8
Mostra Mercato del Disco (80 espositori) 16-17 Stezzano (BG) – c/o Due Torri, via
5-6 Faenza (Bo) – Palazzo delle orari al pubblico: 10-19 Guzzanica, 62
Esposizioni, v.le Mazzini, 92 ingresso al pubblico: € 5 9ª Fiera del Disco (50 espositori)
1ª Fiera del Disco 25ª Edizione MEI orari al pubblico: 9-21
orari al pubblico: sab 10-24 • dom 10-20 ingresso al pubblico: libero
ingresso al pubblico: libero NOVEMBRE 2019
1-3 Padova – Fiera, Via N. Tommaseo, 59
16-17 Utrecht – Jaarbeurs Congress
5-6 Ostuni (BR) – Chiostro S. Francesco, Fiera del Disco (40 espositori)
Center
piazza della Libertà orari al pubblico: 9-20
50ª Mostra Mercato del Disco (400
Ostuni Vinyl Days ingresso al pubblico: libero
espositori)
orari al pubblico: 10-21 orari al pubblico: 9-17
ingresso al pubblico: libero 2-3 Bellinzago Lombardo
Fiera del Disco ingresso al pubblico: € 13
12-13 Bologna orari al pubblico: 10-19
ingresso al pubblico: libero 16-17 Modena – c/o Polisportiva Saliceta
2ª Fiera del Disco
orari al pubblico: 10-19 San Giuliano, Strada Panni, 83
ingresso al pubblico: libero 9-10 Pescara – Porto Turistico 1ª Fiera del Disco
12ª Fiera del Disco (50 espositori) orari al pubblico: 10-19
19-20 Milano – Parco Esposizioni orari al pubblico: 10-19 ingresso al pubblico: libero
Novegro, via Novegro ingresso al pubblico: € 3
98ª Mostra Mercato del Disco (100 espositori) 30 Palermo – Cantieri Culturali alla Zisa,
orari al pubblico: 10-19 9-10 Lecco – Palataurus, via Paolo Gili, 4
ingresso al pubblico: € 8 via Brodolini, 35 11ª Mostra Mercato del Disco (50
1ª Fiera del Disco (80 espositori) espositori)
26-27 Perugia (Corciano) – Quasar orari al pubblico: 10-19 orari al pubblico: 10-21
Village, via Aldo Capitini, 8 ingresso al pubblico: libero ingresso al pubblico: libero

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FULMINACCI CI HA
COLPITO IN PIENO! Il suo percorso ha davvero avuto la velocità di un fulmine:
fino all’altro ieri a livello artistico Fulminacci nemmeno esisteva.
E oggi è il vincitore della Targa Tenco per l’Opera Prima
e del premio Giovani Mei-Exitwell. Senza bisogno di gavetta.
Intervista: Viviana Mastropietro

F
ulminacci è un giovanissi-
mo (classe 1997!) cantau-
tore romano, che da aprile
di quest’anno è approdato
nella scena musicale italia-
na come un tornado. Con il suo album di
esordio, LA VITA VERAMENTE (Maciste
Dischi/Artist First), ha conquistato in po-
che settimane assensi da ogni fronte, tanto
da vincere la prestigiosissima Targa Tenco
2019 per l’Opera Prima e il premio “Giovani
Mei – Exitwell”, portando a casa la nomina
come miglior giovane indipendente dell’an-
no. Non potevamo farci scappare l’occasione
di conoscere questo incredibile talento che,
siamo sicuri, ha in serbo per noi tante altre
piacevoli sorprese!

Partiamo da una domanda banale:


come mai ti chiami Fulminacci?
In realtà non c’è una storia particolar-
mente affascinante su questo nome. Ero
a casa con i miei genitori e mi chiedevo:
“Come posso chiamarmi?”. A un certo pun-
to mi sono detto: “Fulminacci”! Un po’ per-
ché mi chiamo Filippo Uttinacci, (quindi fa
rima) ed è anche una crasi tra il mio nome e
il mio cognome, un po’ perché la parola mi
piace a livello di suono e secondo me si ri-
corda abbastanza facilmente. Solo in seguito
ho scoperto che è un esclamazione tipica dei
fumetti dell’epoca dei miei genitori: Braccio
di Ferro, Tex… Una cosa che vuol dire “Acci-
picchia!”, e questo mi divertiva, per cui sono
soddisfatto. cela il suo vero nome sotto uno d’arte: sempre una cosa affascinante, e in alcuni casi
come mai secondo te? dà la forza di esprimere i concetti in maniera
Questo è un momento particolare in cui Secondo me perché il nome d’arte fa un po’ più interessante. Poi ovviamente il nome vero
la maggior parte degli artisti emergenti l’effetto “supereroe”. Poi l’identità segreta è si sa, lo sanno tutti, è un tacito accordo.
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fulminacci
Hai dichiarato che LA VITA VERAMEN- sembra che tutto vada bene a livello di nu- mento. Però per fortuna adesso viviamo in
TE si può considerare un disco “schizo- meri, ascolti e pareri della gente. Ho avuto un’epoca in cui c’è il telefono e puoi appun-
frenico” ma allo stesso tempo coeren- molti riscontri positivi da persone di fasce tare ciò che ti viene in mente in una memo
te: che idea avevi in mente quando hai d’età differenti. Ecco, a me piacerebbe essere vocale.
scelto i brani da inserire al suo interno? apprezzato sia dai genitori che dai figli in te-
Fondamentalmente sono tutti brani che oria, però è un’utopia. Vedremo… Quale canzone hai scritto nel momen-
ho scritto dai miei 18 ai 20 anni e hanno in to emotivamente più triste? E quale in
comune il fatto che parlano tutti di me; ogni Come nascono le tue canzoni? Hai no- quello più allegro?
brano racconta una faccia differente della tato dei momenti in particolare in cui Ho scritto in un momento in cui ero emo-
stessa persona, raccontano il passaggio dal- senti il bisogno di scrivere e comporre? tivamente triste I nostri corpi: ero al mare,
la mia adolescenza alla post-adolescenza. È Ogni tanto sento il bisogno di scrivere, ma ho passato parecchie notti concentrandomi
schizofrenico, secondo me, da un punto di per ironia della sorte spesso capita in mo- solo sullo scrivere quel pezzo, era un periodo
vista stilistico, prettamente musicale, perché menti in cui non posso, come tutte le cose in cui ero molto giù di morale. Invece La vita
ci sono molti esempi di sonorità differenti e della vita. Come quando cerchi disperata- veramente e Borghese in borghese le ho scritte
di generi differenti, per questo non saprei ri- mente un oggetto a casa tua, non lo troverai in momenti di rabbia, di rabbia cinica e co-
spondere alla domanda “che genere fai?”. Il mai, poi lo ritrovi dopo dieci anni quando mica, non disperazione.
denominatore comune è che le ho scritte io, magari non ti serve più. Ecco, con le canzoni
quindi la coerenza è di tipo personale. è più o meno così, il momento giusto è diffi- Hai affermato di non conoscere la musi-
cilissimo da trovare. Spesso mi dico: “Adesso ca contemporanea e che stai scoprendo
Qual è stato il momento in cui ti sei mi metto a scrivere”, poi prendo la chitarra e generi e artisti da quando sei entrato in
reso conto che la tua musica stava ini- sto due ore senza fare niente, suonando can- Maciste Dischi… Cosa ascolti di solito?
ziando a prendere piede? Se te ne sei zoni di altri, per cui alla fine non si quaglia. Fondamentalmente quello che ascoltavo
reso conto… Invece delle volte sto in macchina, immerso erano le canzoni che mettevano in macchi-
Non capisco ancora nulla di tutto ciò in nel traffico di Roma che porta all’esaspera- na i miei genitori durante i viaggi, per cui
realtà, per fortuna ho delle persone che se zione, e lì vengono in mente cose, che poi Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Battisti…
ne occupano e che sono bravissime. Però mi prendono forma a casa, in un secondo mo- Poi i Beatles, me li sono studiati, mi piaccio-
no davvero molto, quello è l’unico gruppo di
cui sono un appassionato nella totalità. Per
il resto sento un sacco di musica scegliendo-
la a caso, ci sono band di cui magari conosco
«A me piacerebbe solo un pezzo per esempio. Mi piace molto
spaziare, c’è un po’ di bipolarismo di gusti.
essere apprezzato
Riusciresti mai a cantare una canzone
sia dai genitori che dai figli, scritta da un altro per te, qualcosa di
non tuo?
però è un’utopia» In questo momento forse no, ora come ora
ho bisogno di farmi conoscere, di dire tutto
quello che ho dentro. Degli artisti che mi
piacciono faccio delle cover private, le can-
zoni degli altri le suono e mi piace tanto per-
ché è comunque un modo per imparare cose
nuove. Poi però chissà, chi può dirlo…

Cosa consigli ai ragazzi della tua età


che stanno cercando di approcciarsi al
mondo della musica?
Questo decennio è molto florido a livel-
lo musicale, si può fare tutto, se hai da dire
qualcosa riesci a dirla in ogni caso, senza
dubbio. Quindi se dovessi dire qualcosa a co-
loro che vogliono approcciare questo mondo
direi: “Fatelo, perché è proprio il momento
giusto”. Prendete me, fino a pochi mesi fa
non esistevo a livello artistico, poi ho avuto
la fortuna di entrare in contatto con un’eti-
chetta (Maciste Dischi) molto forte che mi
ha permesso di irrompere nel panorama
all’improvviso, senza preavviso, senza fare
nessun tipo di gavetta faticosa. Questa è una
cosa per cui sarò per sempre grato all’epoca
in cui vivo.
SARA PELLEGRINO

Prossimi obiettivi?
Il disco che ho fatto mi piace molto, il se-
condo lo voglio fare più bello!
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Club Tour
5 dicembre, MILANO, Santeria Toscana 31
6 dicembre, RONCADE (TV), New Age
7 dicembre, BOLOGNA, Locomotiv
13 dicembre, FIRENZE, Flog 

14 dicembre, ROMA, Spazio Rossellini

SARA PELLEGRINO

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inedito!

QUESTO
NON È UN
MESTIERE
SERIO
Il 2 maggio 1978, a tre anni da VOLUME 8, Fabrizio De André
pubblicò RIMINI. Per presentarlo nel migliore dei modi, la Ricordi
pensò di distribuire alle radio private un’intervista esclusiva realizzata
appositamente, poi per qualche motivo cambiò idea.
E quella chiacchierata intima e ricca di spunti rimase
per 31 anni nell’archivio di Roberto Manfredi. Fino a oggi.
Intervista: Roberto Manfredi

N
el pomeriggio del 15 marzo tata: “Senti Roberto, perché non mi fai
del 1978 Fabrizio De André un’intervista sul disco? La Ricordi vuole
suonò alla porta dell’ufficio registrare un’intervista sull’album da
de L’Ultima Spiaggia, l’eti- distribuire a tutte le radio private. Ora
chetta discografica di Nanni Lucio Salvini (direttore generale della
Ricordi in cui io lavoravo. Non ci vedevamo Ricordi) vorrebbe farla fare a Mario
da un anno e fu una vera sorpresa rivederlo: Luzzatto Fegiz, ma io preferirei fare
aveva portato con sé una delle prime copie una cosa più informale con te. Ti
dell’album RIMINI, anche se l’uscita avven- va?”. Gli dissi francamente che non
ne due mesi dopo, se non sbaglio il 2 maggio: mi sentivo all’altezza e che come
voleva farlo sentire a Nanni e a me in ante- minimo avrei dovuto prepararmi
prima. Staccammo i telefoni e lo ascoltam- bene e concordare insieme una
mo in silenzio, canzone dopo canzone, da linea comune. “Ma poi quando si
Rimini a Folaghe. Al termine ci invitò a espri- registrerebbe?”. “Domattina alle
mere i nostri rispettivi pareri: Nanni non 10.00 in Ricordi, in via Berchet”.
si fece pregare e lo subissò di complimenti, Sentii che cercava una via d’u-
io invece stavo un po’ sulle mie, perché ho scita da quella registrazione pro-
sempre bisogno di più ascolti per esprimere mozionale che probabilmente non
un parere compiuto, così mi limitai all’ovvio avrebbe mai voluto fare, e alla fine
e andai sul sicuro ringraziandolo per aver gli dissi di sì e gli pregai di lasciarmi
inciso e tradotto Romance in Durango che è il disco, così l’avrei ascoltato atten-
uno dei miei brani preferiti di Dylan. Ricordo tamente la sera stessa. Mi ringraziò e
anche di avergli detto che quello era il suo uscì rinfrancato. Qualcosa di imprevedi-
album più aperto, per certi versi persino di- bile stava per accadere: alle 9.15 del 16
GUIDO HARARI

vertente, mi aveva colpito il ritmo e l’allegria marzo 1978 in via Mario Fani a Roma un
di Zirichiltaggia. Fabrizio all’improvviso mi commando delle Brigate Rosse rapì l’ono-
raggelò il sangue con una domanda inaspet- revole Aldo Moro
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Roberto Manfredi
con Cristiano e Fabrizio De André
nei camerini durante il tour
di Fabrizio con la PFM.

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fabrizio de andré
uccidendo i due carabinieri e i tre poliziotti rimasi solo con un tecnico che
della scorta. La notizia della strage e del se- stava preparando il registratore.
questro di Moro si diffuse rapidamente an- Attesi circa un quarto d’ora e
che se l’annuncio ufficiale avvenne un’ora dalla finestra vidi che la Galleria
dopo. Quando arrivai in centro erano circa si stava riempiendo di gente che
le 9.45 e in piazza Duomo c’erano già centi- si dirigeva verso piazza Duomo.
naia di persone che manifestavano contro il Il casino aumentava, ma il tec-
rapimento. Operai e studenti erano già usciti nico mi disse che non dovevo
dalle fabbriche e dalle scuole per riunirsi in preoccuparmi per la registrazio-
un corteo spontaneo, c’era rabbia, un’agita- ne. Figuriamoci, l’ultima cosa
zione incontenibile. Le urla della folla mi ac- a cui pensavo in quel momento Roberto Manfredi assieme
a Eraldo De Vita nella sede
compagnarono fino all’entrata della Ricor- era proprio la qualità dell’au- della Produttori Associati.
di, in via Berchet al 2, a fianco della Galleria dio. Dopo un po’ arrivò Fabrizio
Vittorio Emanuele. Ero già abbastanza teso apparentemente tranquillo: il
di mio e quello che stava accadendo raddop- tecnico fece partire il registratore
piò la mia agitazione. Quando arrivai nella uscendo subito dopo dalla saletta, evidente- aggiunto le canzoni in sottofondo e mixato
saletta di registrazione, trovai Fabrizio che mente Fabrizio lo aveva pregato di lasciarci il tutto. Per motivi che ignoro, la registrazio-
parlava con Lucio Salvini. Salutai Fabrizio: soli. Dovevamo registrare l’intervista su due ne alla fine non venne utilizzata e non andò
i due si spostarono in un ufficio attiguo e io piste, e solo in un secondo tempo avrebbero mai in onda.

Dori Ghezzi
e Fabrizio De André
nella loro tenuta agricola
all’Agnata in Sardegna.

Q
uello che ho notato subito cui lo senti diverso, finalmente non mi zone di quanto non fossi prima. Non consi-
sentendo il disco è che è molto prendo così sul serio come in passato. Il dero più la canzone il mezzo per risolvere i
differente da tutti gli altri tuoi disco dà anche l’idea che mi prendo un problemi esistenziali spiccioli come vestirmi
album, c’è una diversa atmosfera, po’ per il culo. e mangiare. Sono più libero, tranquillo e
più spazio alla musica, una chiave canto soprattutto quando mi diverto, qui si
differente di comunicazione… Sì, c’è una certa autoironia, estranea ai sente che in questo disco ci siamo divertiti.
Sì, credo che tu abbia ragione, i motivi tuoi dischi precedenti… Credo si possa percepire no? Dimmelo tu.
possono essere fondamentalmente due, Ti dico la verità, penso sia venuta fuo-
prima di tutto non l’ho scritto da solo ma ri perché non sono più costretto, almeno Sì, la prima cosa che ho notato è proprio
tutto quanto insieme a Massimo Bubola, da un punto di vista psicologico, perché in un senso di freschezza, anche di allegria…
un giovane cantautore che probabilmente realtà non è che io possa pensare che la fa- A parte uno o due brani. In RIMINI ci sono
ha dedicato più attenzione mosa azienda agricola di cui si va ciancian- novità assolute come la traduzione del
di me alla musica, ma do mi possa dare dei frutti, per adesso ci sto brano di Dylan, Avventura a Durango.
credo che non sia solo mettendo dei soldi, però psicologicamente Sembra un’ironia anche nei confronti dello
questa la ragione per sono molto più libero dai lacci della can- stesso Dylan…
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fabrizio de andré
ni a persone che ti raccontano cose che non
Fabrizio e Dori
e la piccola credevi fossero neanche possibili; e mentre
Ludovica Vittoria (Luvi). tu ti rendi conto che loro possono fare a
meno di te e della tua cultura, ti rendi conto
che là, tu non puoi fare a meno della loro e
quindi c’è un assorbimento direi necessario
da parte tua di una cultura differente. Cosa
che io non mi aspettavo neanche, ma poi mi
sono sentito coinvolto in questo nuovo modo
di vivere.

È stato molto problematico all’inizio


destrutturare il tuo stile di vita?
Diciamo la verità, io mi sono trovato abba-
stanza bene fin da subito perché mi portavo
dietro un nome e forse questo è il vantaggio
di chiamarsi in una certa maniera e di fare
un lavoro che si identifica con il fatto di es-
sere ascoltati dal pubblico, quindi mi sono
trovato la pappa abbastanza fatta, la gente
quando chiedevo di essere ricevuto mi sor-
rideva, mi faceva entrare in casa, qualcuno
anche tra i pastori sardi addirittura mi rico-
nosceva, insomma ero abbastanza facilitato.

Ti vivevano più come persona o come


Be’, diciamo che questo è un disco fatto da Haha! E speriamo serva a questo scopo. personaggio?
piccolo-borghesi per piccolo-borghesi, an- Adesso che ci penso sarebbe stato giusto All’inizio più come personaggio, poi qual-
che se non è che io voglia coinvolgere in que- mettere un asterisco sul pezzo e poi scrive- cuno mi ha anche preso come persona.
sta definizione Massimo Bubola che è trop- re “Per colonne sonore rivolgersi al centro
po giovane per poterlo considerare inserito allevamento L’Agnata a Tempio Pausania”. Quindi uno dei pochi casi in cui il successo
in questa classe o interclasse. Invece io da Diciamo che ci siamo divertiti a fare anche ti ha facilitato il rapporto con gli altri…
piccolo-borghese quale sono, mi è sembra- un po’ di musica insomma. Sì, senz’altro, ma anche a livello di uffici,
to che questo racconto di Dylan avesse tutti vai a chiedere una concessione per l’acqua
gli ingredienti per poter piacere alla classe Credo che rispecchi fedelmente lo spirito e te la danno. È inevitabile, fortunatamente,
piccolo-borghese, la storia di due emigranti che stai vivendo in questo momento… da questo punto di vista. D’altra parte io non
messicani che vanno in America, lui uccide Ma sì… Diciamo che è un periodo, per lo supponevo neppure però pare che questo
un collega rivale poi se ne torna indietro con modo di dire, abbastanza sereno, anche per- privilegio una volta che c’è è difficile da to-
questa Maddalena. Poi si parla in napoleta- ché c’è parecchio da fare, da lavorare, mi di- gliere. E a me non dispiace.
no anche per far capire meglio quella che è verte. E questo è il modo migliore per vivere,
la situazione degli emigranti qui in Italia, no? Anche quando facevo i dischi i momenti Un brano che mi ha molto colpito è
nell’inciso io ho cercato di trasportare il migliori sono stati quelli in cui lavoravo sodo Zirichiltaggia. Una specie di Square Dance
concetto equivalente in italiano ed è venuto e mi divertivo a farli, momenti rarissimi pe- sarda: come è nata l’idea di questo pezzo?
fuori il dialetto napoletano, sembra uno di raltro… Chiacchierando con due fratelli, due pa-
quei fumettoni che puoi vedere su «Bolero stori tra i quali c’era una sorta di odio, di
Film» oppure come una cronaca rosa-nera Questo tuo cambiamento rispecchia anche prevaricazione, amore, tentativi di riconci-
su «Stop», insomma un fumettaccio. il lavoro del dopo-disco? liazione frenata dall’orgoglio di entrambi.
Del dopo e del durante, mentre facevo il di- Quando morì il padre, i due si misero a liti-
Come mai lo deprezzi così? sco infatti eravamo in Sardegna, in campa- gare per motivi ereditari e poi non si sono
Non è che io lo deprezzi, così come io non gna, e ora bisogna che torni là a organizzare più parlati e ancora oggi litigano e non si
deprezzo nemmeno questa interclasse a cui ’sta azienda agricola; e mi piace perché hai parlano. Siccome io ero amico di tutti e due,
mi rivolgo e di cui credo di fare parte. È una contatto con persone diverse e con culture quando andavo da uno mi parlava del fratel-
realtà. Se poi io sono consapevole di esse- diverse, è diversa la cultura di chi vive senza lo, quando andavo dall’altro mi parlava del
re un piccolo-borghese, ho anche la possi- la luce elettrica per esempio, quindi ti avvici- primo per cui è venuto fuori questo alterco di
bilità di prendermi per il sedere insomma. questi due che se ne dicono di tutti i colori. E
Purtroppo chi è piccolo-borghese non se ne la canzone finisce con questa sfida in piazza
rende conto, anche perché è attanagliato tra i due, a muso duro, dove si lanciano delle
da problemi spiccioli di esistenza quotidia-
na, cosa che invece per me comincia a si-
«Sono più libero, ingiurie sanguinose: “Le tue figlie sono spor-
che di terra e di letame, finiranno per sposar-
stemarsi. tranquillo, e canto si con qualche servo pastore”.

Ci sono altri momenti simili a questo di soprattutto quando Hai fatto ascoltare la canzone ai due?
cui stiamo parlando: per esempio l’ultimo Sì.
pezzo strumentale, Folaghe, la mia mi diverto»
impressione è che assomigli a una colonna Cosa hanno detto?
sonora dei documentari di Folco Quilici. Si sono divertiti parecchio.
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fabrizio de andré
poi, perché il pezzo sia diventato più square
9 aprile 1970: all’imbocco dance che baddu tundu? Be’, per un motivo
del porto di Genova,
a nave inglese London Valour biecamente commerciale, perché abbiamo
urtò gli scogli e si inabissò. più nell’orecchio lo square dance, però in fin
dei conti non c’è molta differenza.

La base comune è quella dell’entusiasmo.


Eh sì, credo proprio di sì.

Parlando del naufragio della London


Valour: questa canzone sembra quasi
che tu l’abbia scritta vedendo di persona
quella tragedia… Come se fossi stato un
testimone oculare.
Fortunatamente non lo sono stato, per-
ché non sono né sadico né masochista per
approfittare del fatto che questo dramma è
E magari si sono anche riconciliati… dal desiderio di muoversi alla maniera in cui accaduto a duecento metri da casa mia in
No, questo purtroppo non è successo. ci si muoveva nei campi credo… Quindi un corso Italia, a Genova, e quindi di andarlo
ritmo abbastanza simile. Gli strumenti stessi a vedere… Quando c’è una tragedia, io non
E dal punto di vista strettamente musicale, usati poi, tipo la fisarmonica e il chitarrone, so cosa fare per ovviarla e quindi preferisco
perché hai pensato di unire un testo sono strumenti di nuovo abbastanza simili. non vederla. Andare là ad assorbirsi l’im-
in lingua sarda a un ritmo tipicamente Il fatto poi che il baddu tundu, cioè il “ballo magine di un capitano che si spara negli
nordamericano, quasi country western? tondo” differisca dallo square dance è sol- occhi non mi divertiva per niente. Invece
Perché fondamentalmente ho scoperto che tanto per un fatto di maggiore prudenza, tanta gente l’ha presa per uno spettacolo,
certi tipi di balli e canti popolari sono uguali diciamo, nello scatenarsi dei ritmi. In Sarde- ed è proprio di questa gente che io parlo,
dappertutto, sarà perché sono nati da gente gna il tempo è più lento anche se il ritmo è di questi piccolo-borghesi che hanno delle
che fa lo stesso mestiere, i contadini del nord simile ed è suonato in modo quasi più reli- fregole sadomasochistiche e portano i loro
CESARE MONTI

America di allora facevano i contadini come gioso, più accorto, la fisarmonica è suona- bambini a vedere una nave che naufraga in
quelli sardi di oggi, quindi forse questi balli ta con un tocco più morbido, invece là in quattro metri d’acqua e i marinai che fini-
sono nati dalle stesse abitudini, addirittura America è puro scatenamento degli istinti. E scono nel tritacarne degli scogli. È una cosa

In uno scatto a Roma di Cesare Monti,


Tony Mimms, Massimo Bubola, Dori Ghezzi
e Fabrizio De André durante le prime
lavorazioni per l’album RIMINI.

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fabrizio de andré
che è successa proprio davanti a casa mia, esempio il rapporto con la promozione
era una nave inglese con un comandante discografica, i concerti?
inglese che era appena stato raggiunto dal-
la moglie dall’Inghilterra. L’equipaggio era
«Avevo bisogno Non necessariamente, il mio rapporto con
il pubblico, credo tu lo sappia bene come tut-
indiano, si sa che questi masticano betel*
dopo aver mangiato. Alle due del pomerig-
di andare in tour te le persone che in qualche maniera mi sono
state vicino e con cui ho parlato abbastanza
gio li avevano chiamati dal porto per avvi- perché non avevo a lungo, è condizionato dal fatto che avevo
sarli che stava per scatenarsi un uragano bisogno di andare in tour perché non avevo
di libeccio, il vento del sud-ovest che è il più una lira» più una lira. Che poi sia stata un’esperienza
peggiore che ci sia a Genova, e di mettersi positiva non solo dal punto di vista economi-
in rada, ma questo appello cadde nel vuoto co è altrettanto vero, quindi non escludo che
perché i marinai se ne stavano a masticare tornerò a cantare in pubblico, però ci andrò
betel, il capitano si faceva gli affari suoi con ho scritti con altri autori, che forse meglio in maniera più serena, addirittura forse gra-
la moglie, e così accadde la tragedia. E que- di altri esprimono questo nuovo modo di tuitamente perché non si prospetta più per
sti personaggi di cui parlo e che accosto alla comunicare. Il penultimo l’ho scritto con me lo spettro di diventare vecchio e povero,
visualizzazione della tragedia sono emble- Francesco De Gregori e RIMINI con Massi- con la campagna si spera di sopperire a que-
maticamente dei piccolo-borghesi. C’è un mo Bubola. Per esempio, Massimo ha una sti problemi…
pasticciere, c’è un poeta metodista, c’è un pasta di cervello simile a quella di Dylan,
paralitico di quelli contenti quando vedono per cui il compito mi è stato abbastanza fa- Be’… Una volta ai concerti era di rigore
sbagliare un salto di un acrobata, questo cilitato. Del resto, io non mi reputo un pro- lo smoking, oggi è di rigore il biglietto
macellaio “mani di seta” che poi distribu- fessionista né un poeta metodista per cui ho gratuito.
isce a tutti le munizioni arrivando addirit- bisogno anch’io ogni tanto di sorgenti lumi- Sì, è un bel casino: queste sono cose che
tura a identificare un naufragio come una nose. È chiaro che c’è la voglia di fare, però partono da motivi piuttosto seri che poi de-
sorta di rivoluzione a livello epidermico, se non hai l’elasticità mentale di quando generano perché tutti quanti hanno voglia
una cosa che non sta bene per cui bisogna avevi venticinque anni, allora è meglio farsi di fare casino ai concerti. L’iniziativa di «Re
prendersela probabilmente con i capelloni. usare, non soltanto nella forma ma anche Nudo» era una cosa seria, quella cioè di ri-
Questo è il senso della canzone. nei contenuti, perché è abbastanza difficile durre il costo dei biglietti; ma da lì a non pa-
che uno come me a trentotto anni riesca a gare niente oppure anche senza pagare met-
* Il betel, detto noce di betel, è una sostanza parlare compiutamente della problematica tersi a far casino… Be’, si è trasceso.
che deriva dalla palma di betel, originaria giovanile… Capisci?
dell’India e della Malesia. Le “noci” si Sì, certo. Penso anche che il problema sia
tagliano in fette molto sottili, si avvolgono Be’ non è così necessario, può parlare quello di valutare la cultura sotto forma
poi nelle foglie di pepe di betel e spesso unite della sua… di merce, come se fosse un prodotto
ad altre spezie come cannella, noce moscata Eh… della mia ne ho parlato fin troppo, ri- qualsiasi: l’attenzione è sul costo e non
e cardamomo. Il preparato viene masticato schiavo anche di rompere i coglioni. E poi la sul contenuto, più sul prezzo che su quello
sia per aiutare la digestione del dopo pasto sia mia è una problematica abbastanza stantia, che un artista propone, insomma niente di
durante i riti cerimoniali. Il principio attivo non è neanche molto divertente. nuovo da questo punto di vista.
presente nelle foglie di pepe di betel provoca Sì. Oltretutto quello che oggi mi sembra si

GUIDO HARARI
un effetto narcotizzante che spiega in parte la Nel cambiamento che stai attraversando contesti più facilmente di prima, non è tan-
non reazione dei marinai a bordo della London in questo periodo è cambiato anche il to il modo in cui un artista si pone quanto il
Valour all’annuncio di allarme provenuto dalla tuo approccio con il sistema musica? Per personaggio, però per conoscere
capitaneria del porto di Genova.

I cantautori hanno cambiato il linguaggio Da sinistra: Flavio Premoli, Patrick Djivas,


della canzone, nuove forme espressive, Franco Mussida, Roberto Colombo, Fabrizio
ispirazioni diverse e originali. Ti sei mai De André e Franz Di Cioccio durante il tour
posto il problema di comunicare in modi e congiunto De André/PFM del 1979.
stili differenti?
Certo. Infatti i miei due ultimi album li

Fabrizio De André in studio


di registrazione
per VOLUME 8
con Francesco
De Gregori.

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fabrizio de andré
questo personaggio bisogna essere un po’ vo: io non ho mai considerato il cantautore persone, non era contro la società oppressi-
più attrezzati, non è che basti aver letto quat- come un mestiere serio. Mi è sempre stato va. Credo che se avessi voluto diventare un
tro articoli scritti da quattro stronzi, e que- detto da parte delle persone con cui ho pas- rivoluzionario, cosa che non posso essere
sto credo sia diventato impossibile. È come sato la maggior parte dei primi anni della neanche per temperamento, non avrei fatto
riconoscere che uno diventi stronzo solo per mia vita che fare il cantautore era vivere di la rivoluzione per una fetta di pane, casomai
il fatto che in qualche modo è diventato un espedienti… Fare l’avventuriero insomma… per i cioccolatini, quindi mi sarei battuto per
personaggio istituzionalizzato: magari può il superfluo non per il necessario, come tutti
anche essere che sia vero, non dico mica di I primi a dirtelo sono stati i tuoi genitori… i piccolo-borghesi d’altronde… È vero.
no, però il problema andrebbe un po’ più ap- Ovvio, sai bene che io vengo da una fami-
profondito. glia borghese, quindi da questo punto di vista Champagne e molotov?
non mi era neanche concesso di diventare In fin dei conti si può dire così ma me ne
Tu hai sempre cercato però di uscire dal un Elvis Presley, non c’era neanche la spinta sono tenuto al di fuori, ripeto non cosciente-
personaggio istituzionalizzato… che invece forse ci sarebbe stata se fossimo mente ma solo per il mio carattere.
Mah, più che uscire direi che ho sempre stati dei proletari. Non c’era un desiderio di
cercato di non entrarci, ho sempre fatto di escalation, c’era una forte necessità di com- Bene, finora abbiamo fatto gli intellettuali,
tutto per evitare di diventare un personag- petizione ma che si risolveva nei confronti ora entriamo nel pettegolezzo più bieco. In
gione, cosa poi che si sposava benissimo con di mio padre, non certo a livello di guada- RIMINI canta anche Dori, Wess come l’ha
il mio temperamento, quindi non ho nean- gnarsi una fetta di pane insomma. Quindi la presa?
che fatto molta fatica in questo senso. spinta era fradicia. Il mio era semplicemen- Be’, non potrò insidiargli le sue posizioni
te un confronto diretto nei riguardi di certe da questo punto di vista, lui canta in manie-
Ma non è un viaggio interessante ra abbastanza diversa da me. È già stato un
provarci? problema che lui mi lasciasse riconoscere
Quale? Quello di diventare Presley? ’sta figlia che ho avuto con Dori, credo inve-

Be’, Elvis meglio di no, vista la fine che ha «Io non ho mai ce che da un punto di vista professionale la
coppia Wess-Dori Ghezzi continuerà a can-
fatto, ma hai mai avuto la tentazione di
sentirti un prodotto di successo?
considerato tare; per quanto riguarda me, adesso non so
dirti se continuerò a fare figli o no…
Be’ sì, un mito ai margini degli ultimi film
western americani in cui l’eroe è circondato
il cantautore come Be’, potresti fare una coppia anche tu con
da ali di folla, sì, sì… Ci ho pensato sul serio un mestiere serio» Lola Falana…
ma poi credo di non esserci riuscito caratte- Eh, ma non so ballare… No dai, torno se-
rialmente, ma poi anche per un altro moti- rio, quando eravamo giù in Sardegna Dori è
sempre stata vicina a me e quindi ha visto
nascere questo disco e siccome c’era bisogno
di una voce femminile, soprattutto in Volta la
carta, ho pensato che avrebbe cantato sicu-
ramente meglio lei che nessun altra. Bene,
così abbiamo anche fatto del pettegolezzo e
abbiamo fatto contenti tutti. Ti ringrazio Ro-
berto.

Grazie anche a te.


Arrivederci Fabrizio.

Fabrizio nella sua tenuta agricola


in Sardegna con Cristiano,
Dori e il giornalista Fabrizio Zampa durante
un collegamento con la RAI nel 1978.

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Fabrizio De André

GHIGO AGOSTI
e Luvi nel 1980.

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gli anni d’oro della sexy music

UN MONDO
D’AMORE
Qualche volta censurate ma neanche
poi tanto, le canzoni erotiche italiane
costituiscono una piccola discografia
parallela a quella ufficiale della nostra
musica leggera. Nate sulla scia
di famosi inni alla sessualità del mondo
anglosassone e francese, le canzoni
a luci rosse italiane, incise da nomi noti
e perfetti sconosciuti, rappresentano
una divertente “deviazione” dalle solite
rotte. Una navigazione… a vista.
Testo: John N. Martin

Brigitte Bardot e Serge


Gainsbourg: cocktail esplosivo!

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L
a musica e l’amore, è dimo-
strato, attivano le stesse
zone del nostro cervello, pro-
ducono gli stessi oppioidi en-
dogeni e ci emozionano più o
meno quanto uno psicofarmaco light o un
buon cibo gustato a dovere. Nulla di strano
dunque se Eros e Armonìa hanno sempre
provocato cuori e batticuori, a volte
impalpabili, e a volte così incisivi
da connotare intere generazioni.
Colpevoli di tanto ardore? Una
genìa di artisti che da
Orfeo a Mozart, dai
«Verso la fine degli anni 60 trovatori ai Led Zeppe-
la contestazione, l’emancipazione lin, da Shakespeare a
Barry White, si con-
femminile e una graduale caduta vinse che la vita non
era soltanto una que-
dei tabù sgretolarono i limiti stione genetica o mec-
del consentito» canica, ma frutto di
attrazioni, intrecci, al-
chimie. Passioni cele-
brate per secoli in for-
me prosaiche, epiche e auliche,
sublimate nell’Ottocento dalla glo-
riosa temperie romantica, ma pur sem-
pre appannaggio di chimere e raffigurazioni.
Poi venne la modernità, e tutto cambiò. Ver-
so la fine degli anni Sessanta la contestazio-
ne, l’emancipazione femminile e una gra-
duale caduta dei tabù sgretolarono rapida-
mente i limiti del consentito, la realtà sosti-
tuì la fantasia, e le icone del desiderio comin-
ciarono ad assumere le loro fattezze reali:
nei lungometraggi di John Waters e Russ
Meyer, nei fumetti di Crepax, negli happe-
nings del Living Theatre, e in certi film pro-
venienti dalla Danimarca che nel 1969 fu la
prima nazione a legalizzare la produzione di
pellicole hard. Tuttavia, se tanto pragmati-
smo ebbe il merito di appagare l’utenza più
maliziosa, innalzò anche la domanda di ma-
teriale caliente, specie quello usa e getta. Nei
cinema ad esempio, a parte una manciata di
classici tra cui La Belle de Jour di Buñuel
(1967), e Barbarella di Vadim (1968), i film
più spinti si consumavano in fretta. Le varie
Justine, Fanny e Greta finivano presto nel di-
menticatoio e il pubblico reclamava emozio-
ni sempre più forti. Un’esigenza che in capo
a tre anni spinse Bernardo Bertolucci e Ge-
rard Damiano a produrre due monoliti
dell’erotismo, Ultimo Tango a Parigi e Gola
Profonda, ma che già dal 1969 ebbe riper-
cussioni anche sulla musica. Artefice? Un
quarantenne di nome Lucien Ginsburg, in
arte Serge Gainsbourg, che nell’autunno del
1967 ebbe la geniale idea di immortalare su
nastro un rapporto con la sua ragazza di al-
lora, l’attrice Brigitte Bardot. Usò come base
un tema da lui stesso composto per il film di
Édouard Luntz Les Coeurs Verts (Scene de bal
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gli anni d’oro della sexy music
n° 1 del 1968), lo fece arrangiare in chiave anni, ma l’interprete femminile dell’ancora
heavy-psych da Michel Colombier, lo ribat- inedito Je t’aime… La canzone venne così riar-
tezzò poeticamente Je t’aime… moi non plus, e rangiata da Arthur Greenslade, reincisa nel
lo farcì con un testo da far impallidire il più dicembre del 1968 tra Londra e Parigi, e can-
libertario dei libertini. “Je vais et je viens entre tata dalla Birkin un ottava sopra la Bardot,
tes reins”, e “Je me retiens. Non! Maintenant… espediente che rese la sua fragile voce ancor
Viens!” furono i due passaggi più espliciti, e per più seduttiva. Tra anatemi e censure il 45 giri
questo, non appena il master definitivo venne – poi miliardario – uscì nel febbraio del 1969,
trasmesso su Radio Europe 1 scoppiò un puti- e quello che fu uno degli anni più significativi
ferio. Gunter Sachs, il marito della Bardot, del rock e del pop, si arricchì di un nuovo ge-
andò su tutte le furie, impedì la pubblicazione nere, la sexy music, là dove l’amore non veniva
del brano che venne sbloccato solo nel 1986, semplicemente menzionato, ma restituito nel-
si riprese la moglie fedifraga, e lasciò Serge solo la più schietta delle maniere possibili. Uno sti-
e disperato. Fortunatamente, sul set del suo le in cui testi e musiche venivano concepiti
nuovo film Slogan (1969), il nostro incontrò espressamente per evocare o descrivere una
Jane Birkin, un’inglesina di vent’anni già relazione, come nel caso delle colonne sonore
comparsa a seno nudo in Blow-Up di Miche- scritte da Gato Barbieri, Pierre Bachelet e
langelo Antonioni, che non solo sarebbe di- Francis Lai; istigare l’accoppiamento (compi-
Serge Gainsbourg e Jane Birkin: la
ventata la sua compagna per dodici lunghi to svolto egregiamente da una certa dance pre- coppia trasgressiva per definizione.
travoltiana dalle Labelle a Barry White), ma
anche per definire tutte le varie sfaccettature
di una sessualità che mai come negli anni
Sessanta-Settanta fu in continua evoluzione. da Claudio “Daiano” Fontana e il curioso 45
Si pensi solo ai coraggiosi Man che nel 1969 giri Amo sentirvi di tale Maria Sole, all’epoca
imbottirono di gemiti il loro brano Erotica, ai modella di Guttuso, saturo oltremisura di al-
chiassosi John’s Children di Marc Bolan che lusioni e doppi sensi. Per il resto, però, l’esor-
intitolarono il loro unico album ORGASM dio della nostra discografia XXX non fu affatto
(1970) con tanto di modella estasiata in co- semplice. Per quasi tre anni le musiche più
pertina, alla sfacciata promiscuità della gay stuzzicanti rimasero confinate nei cinema a
disco di Sylvester e Divine, o alla superba classe luci rosse, qualcuno avvistò giusto qualche
di Donna Summer la cui discografia fu la singolo osé nei mercatini rionali (vedasi Buo-
quintessenza della sensualità in musica. A nanotte Amore di Grace per la Auredi in cui
proposito: e in Italia? Curioso a dirsi, ma l’artista appare nuda in copertina), Mina af-
pur se ostacolata dalla censura, la fondò appena qualche stoccata, e fu solo dal
musica a luci rosse approdò anche 1973 che il diffondersi del permissivismo un-
da noi, e guarda caso proprio du- derground spronò qualche autore più in vista
rante quell’année érotique in cui a sbilanciarsi. Lo fecero Maurizio Monti e Gio-
persino i Pink Floyd intitolarono vanni Ullu scrivendo per Patty Pravo la getto-
un disco con un termine hard natissima Pazza Idea, Enrico Riccardi, già au-
(UMMAGUMMA = “fare sesso” tore di Zingara, firmando per Loredana Bertè
nel gergo giovanile del Cam- le sferzanti S.e.s.s.o. e Parlate di moralità, e
bridgeshire). Nel 1969 usci- mentre nei cinema spopolavano Emmanuelle e
rono infatti ben cinque Histoire d’O, un ulteriore manipolo di trasgres-
versioni nostrane sori diede il via al periodo più vizioso della mu-
di Je t’aime… tra- sica italiana. Complici: la controinformazione
dotte perlopiù e il pluralismo dei movimenti antiautoritari

Brigitte Bardot e Donna Summer

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gli anni d’oro della sexy music
Basato su una storia vera, vendette di fatto
oltre mezzo milione di copie, ed ebbe un se-
quel meno fortunato (Niente…) che mancò
di un soffio la partecipazione a Sanremo.
Nel 1977 memorabile fu invece il 45 giri Ra-
gazzina, scritto da Claudio Daiano e Lorenzo
Bornice, e interpretato dal fascinoso ex chi-
tarrista dei New Dada Franco Jadanza, in
arte Luca D’Ammonio: un successo abnor-
me e mai più bissato neppure dal successivo
Prima esperienza, sviluppato sulla stessa fal-
sariga. E venne così l’ora del punk e della di-
sco, impazzarono spille, borchie, badge e lu-
strini, e la musica a luci rosse ne approfittò
puntando di volta in volta sull’uno o sull’altro
stile. Dark e inquietanti apparvero Le Streghe
della ex cantante dei Circus 2000 Silvana
Icone sexy: Loredana Bertè, Ilona Staller Aliotta e i misogini Triangolo dei fratelli Gian-
ai tempi di Radio Luna, e Mina. ni e Alberto Tirelli; fatale e suadente l’attrice
serba Desanka “Beba” Lončar
ferta in ogni direzione con la spiazzante Dentro di cui
possibile: dalle candide pare esistesse anche una versio-
melodie adolescenziali di ne di Moana Pozzi; magnetica e
Santo California, Bottega misteriosa l’ex modella di Salva-
Dell’Arte e Collage, agli dor Dalí, Amanda Lear, la cui
eccessi camerateschi de- sessualità fu a lungo messa in
gli Squallor (anch’essi rei discussione; più svestita che mai
di una cover di Je t’ai- la showgirl Nadia Cassini, rea
me…); dalla dance trave- del mugolante Lp ENCOUNTERS
stita di Renato Zero ai cin- OF A LOVING KIND, e una mol-
guettii di Ilona Staller to meno discinta, ma pur sem-
(Voulez vous coucher avec pre provocante, la ventiquat-
moi?) che da Radio Luna trenne Fiorella Mannoia con
elargiva consigli pratici Scaldami. E a tanto calore si ag-
agli ascoltatori; dall’esoti- giungano pure gli auguri di
ca Amore con cui Maurizio Raffaella Carrà a chi collezio-
Arcieri e Cristina Moser nava più amanti possibile, le
inaugurarono il marchio digressioni comiche dell’ex
Chrisma, alla non meno in- Barritas Benisto Urgu con la
trigante Calore siglata Mal- sua esilarante Sexi fonni, le al-
che permise agli artisti più smaliziati di espri- gioglio-Carucci, che fece cono- tre due coppie birichine Michel
mersi liberamente e a 360°. Tra loro, il venti- scere al belpaese la focosa Marie Laure Sachs, e Paula (Je…) e Timothy e Sara (Tre in amore),
duenne bergamasco Ivan Cattaneo nei cui guarda caso parente della Bardot. Ciò che e al repertorio erotico italiano non mancò
primi vagiti troviamo Darling, spudorata di- però distinse il biennio 1976-77 fu sicura-
chiarazione d’amore in dialetto bergamasco e mente uno strano accanimento sul tema della
Su, cronaca sin troppo circostanziata di un pubertà e sul successivo passaggio all’età
affaire tra maschi, il fiatista Theodorking Flute adulta. Lo svolsero più che degnamente il duo
al secolo Rosario Sferrazza che con Elle et Paolo e Francesca con la rovente 18 anni
Elle musicò l’amore saffico, e scritta dagli ex Blocco Mentale
non ultima l’inossidabile Aldo Angeletti e Claudio Mer-
Mina che rimase 19 settima- loni; fecero altrettanto i più
ne in classifica con la sinuosa oscuri Romantiques che pub-
L’importante è finire, scritta
per lei da Cristiano Malgioglio
«All’inizio, blicarono il sensuale 45 giri
La prima volta per l’etichetta
e Giampiero Anelli. Ma fu tra
il 1976 e il 1979 che la no-
le musiche ERRE di Carlo Rossi, ma so-
prattutto la coppia Andrea e
stra musica sexy visse il suo più stuzzicanti Nicole (aka lo strumentista
vero periodo aureo, sostenuto
stavolta dalle neonate emit- rimasero confinate Giancarlo Giomarelli e la sua
amica Daniela Casoni affian-
tenti private, dalla loro insa-
ziabile domanda di materiale
nei cinema cati dal gruppo I Beati Paoli e
dall’attore Luciano Telli) il
piccante, nonché da un inedi- a luci rosse» cui “fonoromanzo” Storia del-
to accavallarsi di codici con- la prima volta, oltre ad essere il
trastanti (movimentismo, ri- prodotto più attendibile della
bellismo, riflusso, conformi- sua generazione, ebbe un no-
smo) che ampliò la nuova of- tevole successo commerciale. Salvador Dalí e Amanda Lear

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gli anni d’oro della sexy music
più nulla. Ogni libido era stata sviscerata, che un tempo fu il
ma come in preda a un orgoglio smisurato, il fiorente mercato dei
vecchio decennio non se ne andò in silenzio. 45 giri di cover a
Anzi, forte della sua decennale esperienza in basso costo venne
materie scottanti, il 1979 produsse ancora soppiantato dall’ec-
un grappolo di titoli a dir poco peccaminosi: cesso di produzioni
l’avvolgente Cocktail d’amore della compian- per le radio e le di-
ta Stefania Rotolo, l’impertinente Sbucciami scoteche, e sembra
di Malgioglio, l’invitante Body To Body, che uno degli ultimi
grande successo da discoteca di Gepy & brani pungenti ad
Gepy, e le scioccanti Due (brano gay molto essere pubblicato a Serge Gainsbourg con la figlia
spinto) e Un buco di chiave, interpretate ri- sette pollici fu Jean, Charlotte: un duetto che fece scalpore.
spettivamente da Timothy (sempre Luciano dell’ex cantante folk
Telli) e da Cinzia Genderian, allora minoren- calabrese Maria Lui-
ne. Una spanna sopra tutti, l’avvenente Pen- sa “Louiselle” Catricalà, in questo caso straordinariamente fisica, che osò sperimen-
siero stupendo di Ivano Fossati, cronaca di Femina Femme. Poi, non bastarono più ne- tare tutto e non ebbe mai paura di niente.
una libido proibita che l’interpretazione di anche i Kobra della Rettore, la scherzosa A Così a letto come nella vita.
Patty Pravo trasformò in un irripetibile ca- chi la do stasera (la mia felicità) di Nadia Cas-
polavoro di classe e malizia. E infine arriva- sini, il “voglio fare l’amore con te andiamo a L’autore ringrazia Vittorio Papa
rono i favolosi anni Ottanta, quelli delle città letto” degli svedesi Fake, e i climax campio- e Fabio Casagrande Napolin
da bere, delle tv commerciali e dei primi per- nati degli Art of Noise. Forse, solo l’album
sonal computer. Un periodo di apparente be- LOVE ON THE BEAT (1984) del vecchio
nessere e ad alto tasso di svi- Gainsbourg provocò ancora
luppo tecnologico, ma la cui un po’ di sconquasso: per l’in-
elevata promiscuità, unita a cestuoso duetto con sua figlia
un’eccedenza di merci e diver- tredicenne Charlotte (Lemon
tissement, seppellirono ineso- incest), e per la massacrante
rabili i sospiri e i singulti di an- title-track in cui la ritmica era
tica memoria. Per aizzare le scandita nientemeno che dalle
masse occorse ben altro ardenti grida della sua compa-
(Frankie Goes to Hollywood? gna Bambou. Ultimi furori di
Prince? Madonna?); quello una generazione idealista, ma

A sinistra: Patty Pravo.


A destra: Nadia Cassini.
Fantasie erotiche
di molti italiani.

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gli anni d’oro della sexy music

DISCHI
PER
ADULTI
Dalla sensuale Jula de Palma che stravolge una canzone
apparentemente innocente come Tua alle sfrontate
Nadia Cassini e Ilona Staller, passando per una
selezionata rappresentanza delle varie versioni italiane
dell’inno mondiale all’amore Je t’aime… moi non
plus. Quaranta canzoni che parlano
di erotismo e sensualità, siano
esse sfacciate, discrete, crude o
raffinate. Sicuramente
non hanno lasciato
indifferenti gli ascoltatori
di diverse generazioni.
A cura di: John N. Martin e Michele Neri

Jula de Palma Domenico Modugno Giorgio Albertazzi Brigitte


e Anna Proclemer
Tua Nuda Ti amo…… ed io di più
in TUA EP Columbia SEMQ 108; in 45 giri Fonit SPM 1; 1960 Ti amo… ed io di più in 45 giri King 1; 1969.
1959 in 45 giri Broadway International 13; Allegato al numero 8 del
1969 periodico «New King»

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Ombretta Colli Andrea Giordana Grace Patty Pravo
e Marisa Solinas
Ti amo…… io di più Buonanotte Pazza idea
in 45 giri Rare NP 77527; 1969 L’estasi amore in 45 giri RCA Italiana PM 3709;
in 45 giri CDB 1135; 1969 in 45 giri Auredi LD 5001; 1971 1973

Loredana Bertè Theodorking Flute Ivan Cattaneo Mina

Parlate Elle et elle Darling L’importante


di moralità in 45 giri City Record C 6314; 1975 in UOAEI LP Ultima Spiaggia ZLUS è finire
in STREAKING LP CGD 69073; pseudonimo di Rosario 55182; 1975 in 45 giri PDU P.A. 1105; 1975
1974 Sferrazza

Juli & Julie Paolo e Francesca Andrea e Nicole Marie Laure

Una storia Diciottanni La prima volta Calore


d’amore in 45 giri Move MD 2303; 1976 in 45 giri EMI 3C 006-18143; in 45 giri Durium LdAI 7936; 1976
in 45 giri YEP 00666; 1975 1976

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Chrisma Renato Zero Le Streghe Amanda Lear

Amore Madame I Feel It With Love Tomorrow


in 45 giri Polydor 2060 119; 1976 in 45 giri RCA Italiana TPBO 1223; in 45 giri Spaghetti record ZBSR in 45 giri Polydor 2060145; 1977
1976 7036; 1977

Andrea e Nicole Benito Urgu Ilona Staller Nadia Cassini

Niente… Sexy Fonni Voulez-vous Encounters


in 45 giri EMI / Odeon 3C 006- in 45 giri Derby DBR 5378; 1977 coucher avec moi? in 45 giri CGD 10119; 1978
18252; 1977 in 45 giri promozionale Nuovo Playore
1°; 1978
Allegato alla rivista «Nuovo
Playore»

Fiorella Mannoia Luca D’Ammonio Beba Loncar Timothy e Sarah

Scaldami Prima esperienza …dentro… Tre in amore


in 45 giri Ricordi SRL 10881; 1978 in 45 giri CLS MD F 006; 1978 in 45 giri CBS 6065; 1978 in 45 giri Fontana 6026 035; 1978

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Patty Pravo Gepy & Gepy Cristiano Malgioglio Stefania Rotolo

Pensiero Body To Body Sbucciami Cocktail d’amore


stupendo in 45 giri Baby Records BR 56003; in SBUCCIAMI LP Ri-Fi RDZ ST in 45 giri EMI 3C 006-18450;
in 45 giri RCA Italiana PB 6138; 1979 14315; 1979 1979
1978

Cinzia Genderian Timothy e Luca Proibito Rettore

Un buco di chiave Due Proibito Kobra


in 45 giri Cultura & Musica PN 040; in 45 giri Fontana 6026 037; 1979 in 45 giri Meeting Music MMC 105; in 45 giri Ariston AR 00893; 1980
1979 1979
pseudonimo di Andrea Lo
Vecchio, Detto Mariano,
Umberto Boseman

Femina Femme Nadia Cassini Fake Scialpi

Jean A chi la do Donna Rouge Non ti amo più (Je


in 45 giri Futura FT 5002; 1980 stasera in 45 giri Int 10478; 1983 t’aime… moi non
in 45 giri Ricordi SRL 10969; 1982 plus)
in AUTOSCATTO CD Deltadischi;
2006

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cover story

DISCOGRAFIA
ITALIANA 1973-1979
Non sono molti i complessi che possono vantare vendite simili
a quelle di Beatles, Led Zeppelin e Pink Floyd. I Queen, con i loro album
degli anni Settanta e Ottanta, sono fra questi. Ecco l’analisi della produzione
italiana dei primi sei anni di carriera.
Testo: Franco Brizi

N
ell’ottobre del 2018 è uscito Freddie Mercury, John Deacon, Brian May un set di incredibile energia sonora e sce-
in Gran Bretagna – e poi in e Roger Taylor è entrato nel cuore di molti nica al Live Aid, la grande manifestazione
tutto il mondo – Bohemian ascoltatori di rock, soprattutto quelli che del luglio 1985 che in contemporanea dal-
Rhapsody, acclamato film più cercavano la giusta commistione tra lo stadio Wembley di Londra e dal John F.
sulla storia dei Queen, il pop e rock. E da lì sono arrivati successi a Kennedy di Philadelphia riunì una serie
complesso che, assieme a pochi altri, rappre- ripetizione: Somebody To Love, You’re My mai vista di artisti di fama mondiale. Mer-
senta uno dei pochi, veri, miti della musica Best Friend, Bicycle Race, We Will Rock You cury, May e soci furono tra i più acclamati
rock mondiale. Il film ha suscitato entusia- e l’epica We Are The Champions. Pian piano, a suggellare il loro primo decennio – ab-
smi e polemiche ma è giusto così, deve es- i Queen sono diventati una vera e propria bondante – di grande musica. Con questa
sere così: i Queen sono amati da milioni di icona, sparpagliando le loro note e la ma- discografia, che si riferisce alle sole emissio-
appassionati in tutto il mondo, le loro vicen- gica voce di Mercury ai quattro angoli del ni italiane degli anni Settanta, celebriamo
de sono perlopiù arcinote e la loro carriera, mondo. E dieci anni esatti dopo l’uscita del uno dei complessi più amati nel periodo di
analizzata in gran dettaglio. brano che più li rappresenta, i Queen stor- crescita, di adolescenza, d’intemperanza e
Sin da quando, nel 1975, pubblicò la gi- dirono le decine di migliaia di spettatori genialità. Il periodo contemplato va dall’e-
gantesca Bohemian Rhapsody, contenuta (molti ma molti di più quelli incollati alla sordio del 1974 al doppio live del 1979 e al
nel quarto album, il quartetto formato da televisione in mondovisione), proponendo singolo che lo seguì di pochissimo.
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Da sinistra:
Roger Taylor,
Freddie Mercury,
Brian May
e John Deacon.
Dal 1973, i Queen.

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cover story: queen discografia italiana 1973-1979

DISCOGRAFIA
ITALIANA 1973-1979
fortuna e la stessa cosa avviene per il singolo estratto, Keep Yourself
Alive / Son And Daughter, che precede di una settimana l’uscita del
33. In Italia l’album viene distribuito alcuni mesi più tardi rispet-
to all’originale inglese, nel gennaio del ’74: la grafica è identica alla
pubblicazione madre – la cui copertina è a busta singola – ma si di-
scosta da questa per alcune varianti come l’indicazione del “Made In
Italy” e l’acronimo SIAE che identifica le copie distribuite nel nostro
Paese. In questo caso il timbro SIAE è quello piccolo di prima gene-
razione da 13 millimetri. C’è comunque una particolarità legata alla
prima tiratura italiana del primo album del complesso di Mercury e
riguarda la scritta del nome della band sulla costina laterale: QUENN
invece di QUEEN. Per quel che concerne Keep Yourself Alive, brano
lanciato dal programma radiofonico Supersonic e composto da Brian
May, viene stampato in Italia su un singolo destinato al circuito dei
jukebox, quindi non distribuito commercialmente. Viene abbinato a
What’s Going On Here dei Deep Purple. Questo singolo riceve un’alta
attenzione dai collezionisti non italiani, ma la quotazione oggi non
supera i 40 euro, in quanto la tiratura dei dischi di questo tipo era
all’epoca piuttosto alta. Inoltre, questi 45 giri venivano distribuiti,
ovviamente, senza copertina fotografica.

Freddie Mercury,
John Deacon,
Brian May
e Roger Taylor.

QUEEN
Keep Yourself Alive / Doing All Right / Great King Rat / My Fairy King
/ Liar / The Night Comes Down / Modern Times Rock’n’Roll / Son And
Daughter / Jesus / Seven Seas Of Rhye
LP EMI 3C 064-94519; 1974 € 80

P
er il primo ellepì erano stati proposti vari titoli, ma il 13 luglio
del 1973, data del debutto ufficiale, l’Lp s’intitola semplice-
mente QUEEN. L’album viene registrato tra giugno e novem-
bre del 1972 ai Trident Studios di Londra e per portarlo a termine la
band è costretta a effettuare numerose prove potendo però operare
in sala solo durante “i buchi” lasciati dagli artisti già affermati, con
notevole disappunto dei quattro, costretti a lavorare a singhiozzo.
In una di queste lunghe pause, Freddie Mercury, Brian May e Ro-
ger Taylor sono coinvolti da Robin Cable, tecnico e responsabile degli
studi londinesi, nella registrazione di due brani: I Can Hear Music dei
Beach Boys e Goin’ Back, un successo dei Byrds del 1968 scritto dal-
la coppia Carole King-Gerry Goffin, canzoni ai quali il manager era
molto legato. Cable rimase soddisfatto delle due registrazioni e spinse
la EMI a pubblicarle su disco. In quel contesto, non essendo presente
in sala di registrazione John Deacon, la band non riconobbe il singo-
lo e ne vietò l’uscita a nome Queen. La EMI lo distribuì quasi un anno
dopo, nel giugno del 1973, utilizzando lo pseudonimo Larry Lurex
CHRISTOPHER HOPPER

(45 giri EMI 2030, € 400). Chiusa la parentesi Larry Lurex, anche
il 33 di debutto subì notevoli ritardi a causa di alcuni missaggi poco
graditi ai musicisti. Il disco è acerbo e legato a un hard/glam rock tipico
dei primi anni Settanta. Però, collocato storicamente nel momento
della sua uscita, non può che risultare ottimo. L’album non ha molta
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QUEEN II
Procession / Father To Son / White Queen (As It Be-
gan) / Some Day One Day / The Loser In The End / Ogre
Battle / The Fairy Feller’s Master-Stroke / Nevermore /
The March Of The Black Queen / Funny How Love Is /
Seven Seas Of Rhye
LP EMI 3C 064-95186; 1974 € 80

T
ra le ricercate armonie vocali e l’immagine iconica della co-
pertina di Mick Rock, già fotografo di David Bowie, Lou Reed
e Mott the Hoople, il secondo album dei Queen sprigiona nuo-
ve energie passionali e viene pubblicato in Gran Bretagna l’8 marzo
del 1974. L’idea di Mick Rock, ispiratosi per la cover a un’immagine
della divina Marlene Dietrich tratta dal film Shangai Express, trova
accondiscendente un affascinato Freddie Mercury. Il cantante con-
divide ancor più l’immagine interna: lo scatto caratterizza la sensi-
bilità glamour decadente del momento con un “guardaroba” capace
di descrivere al meglio la sua stravaganza in una regale immagine
dal sicuro impatto emotivo. Regali sono anche le note introduttive
di Procession che apre l’album introducendo un percorso d’indubbie
potenzialità tecnico-artistiche che nel corso degli anni la band imple-
menterà. In Italia, il disco viene stampato il 26 aprile 1974 quando
i Queen sono ancora poco conosciuti e poco reclamizzati, con la EMI
Italiana che gioca al risparmio: la copertina viene infatti realizzata
a busta singola e a supportare la tesi della poca fiducia nei confronti
della band nel nostro Paese, c’è la mancata pubblicazione del secon-
do 45 giri inglese, Seven Seas Of Rhye, abbinato all’inedito See What
A Fool I’ve Been, stampato invece in alcuni Paesi continentali. Tor-
nando al 33 giri, anche in questo caso il timbro dell’acronimo SIAE
per la stampa originale è quello piccolo di prima generazione e il 33
giri viene completato dalla busta interna con i testi.

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cover story: queen discografia italiana 1973-1979

È
sempre Mick Rock a immortalare i Queen per la copertina del
terzo ellepì, SHEER HEART ATTACK. Pubblicato in terra d’Al-
bione l’8 novembre del ’74, è l’album che consacra definiti-
vamente la band. La formula glamour si affina e diviene più netta;
l’ammiccante hard rock e l’esuberanza che si propaga tra le tredici
tracce, sono le fondamenta della loro crescita musicale. Contem-
poraneamente all’uscita dell’album, i Queen intraprendono il loro
primo grande tour mondiale. In tutto questo un ruolo importante
lo gioca Killer Queen, il brano scelto come supporto a 45 giri: il sin-
golo raggiunge la piazza d’onore in Inghilterra e spopola nel difficile
mercato statunitense. In questo terzo disco, la musica diventa più
immediata e traccia la strada per il cammino futuro, fatto di tanta
creatività e versatilità; ed è anche da qui che partono i primi classici
del loro repertorio live come la stessa Killer Queen, Brighton Rock e
Now I’m Here. SHEER HEART ATTACK entra nella Top Ten un po’
ovunque e nel gennaio del 1975 la band riesce a bissare il successo
con il quarto singolo: Now I’m Here / Lily Of The Valley. Tra i Queen
e il pubblico italiano non scatta ancora la scintilla e il successo è
ancora distante. A un discreto riscontro commerciale dell’album,
corrisponde un totale disinteresse per Killer Queen, il primo singolo
ufficiale italiano, un brano scritto da Freddie Mercury e stampato
il 25 febbraio del 1975. Complice una bassa tiratura con le vendite
vicine allo zero, oggi il 45 giri italiano rimane il disco più quotato e
ricercato dai collezionisti di tutto il mondo. Non viene pubblicato,
invece, Now I’m Here. SHEER HEART ATTACK uscì con copertina a
busta singola (come l’originale inglese) accompagnato dalla busta
SHEER HEART ATTACK interna con i testi stampati. Sull’etichetta il timbro SIAE, ancora da
Brighton Rock / Killer Queen / Tenement Funster / Flick Of The Wrist / 13 millimetri .
Lily Of The Valley / Now I’m Here / In The Lap Of The Gods / Stone Cold
Crazy / Dear Friends / Misfire / Bring Back That Leroy Brown / She Ma-
kes Me (Stormtrooper In Stilettos) / In The Lap Of The Gods… Revisited
LP EMI 3C 064-96025; 1975 € 50

Killer Queen / Flick Of The Wrist


45 giri EMI 3C 006-96060; 1975 € 600

Freddie
Mercury,
una delle più
grandi icone
del rock
mondiale.
40

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più volte al giorno nel suo spazio radiofonico. Il pubbli-
co rimane esterrefatto e i negozianti sono invasi dalle
richieste del brano, cioè di un disco che di fatto non
c’è. È solo a questo punto che la EMI fa dietro front:
stampa il singolo di Bohemian Rhapsody il 31 ottobre
del ’75 e lo guarda arrivare in testa alla classifica bri-
tannica dove rimane per nove settimane consecutive,
vendendo più di un milione di copie. «Melody Maker»,
la testata musicale inglese più autorevole, sintetizza così: “With a tour,
a hit single and an outrageus new album A Night At The Opera, Queen are
on top of the world”. La testimonianza tangibile della voglia di sperimen-
tare i Queen la trasmettono anche attraverso le note di Prophet Song,
che si congiungono ottimamente con l’hard-rock di Death On Two Legs,
riuscendo a coniugare una sintesi perfetta tra creatività compositiva,
un’intensa emotività e una forte dose di orecchiabilità. In Italia, Bohe-
mian viene pubblicato l’11 dicembre del ’75. Da notare come nelle pri-
me copie del singolo, il titolo del retro presenti un errore di stampa: la
preposizione “WITH” è scritta erroneamente come “WHIT”. La copia
con questo errore vede aumentare sensibilmente la propria quotazio-
ne. Il 33 giri, il cui titolo è ispirato al film dei fratelli Marx e tradotto in
Italia nel 1935 come Una notte all’opera, viene pubblicato in Inghilterra
il 21 novembre dello stesso anno, mentre nel nostro Paese viene stam-
pato con tre mesi di ritardo, il 12 febbraio del 1976. La cover mantiene
le stesse caratteristiche dell’omonimo d’Oltremanica: la copertina è
apribile con i testi stampati all’interno; inoltre c’è la inner sleeve interna
correlata di foto a colori. Il timbro SIAE è quello di seconda generazione
da 15 millimetri.

A NIGHT AT THE OPERA


Death On Two Legs (Dedicated To…) / Lazing On A Sunday Afternoon /
I’m In Love With My Car / You’re My Best Friend / ’39 / Sweet Lady /
Seaside Rendezvous / The Prophet’s Song / Love Of My Life / Good Com-
pany / Bohemian Rhapsody / God Save The Queen
LP 3C 064-97176; 1976 € 60

Bohemian Rhapsody /
I’m In Love With My Car
45 giri EMI 3C 006-97140; 1975 € 100 (con errore ortografico € 150)

You’re My Best Friend / ’39


45 giri 3C 006-97944; 1976 € 80

N
on v’è alcun dubbio: è il loro disco più bello tra quelli degli
anni Settanta. A NIGHT AT THE OPERA è un lavoro maturo e
completo, sorprendente per estro e creatività, ma soprattutto
ci sono i sei minuti che cambiano il destino della band, quelli di Bohe-
mian Rhapsody. Scritto interamente da Freddie Mercury nella sua casa
di Kensington, Bohemian è un pezzo che caratterizza un’epoca, una lu-
cida forma d’arte tra pop e musica sinfonica che diventa l’anima dei
Queen, grazie alla sua particolare struttura musicale. Per via della sua
durata, inizialmente la EMI non vuol saperne di pubblicare la canzone
su singolo, entrando in contrasto con Mercury che spingeva, invece,
per la sua distribuzione. Il cantante gioca d’astuzia e mette una copia
del brano in mano al suo amico dj Kenny Everett, il quale lo trasmette
41

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cover story: queen discografia italiana 1973-1979
doli come i migliori protagonisti della terza ondata del rock inglese.
Il nuovo singolo estratto dall’album è ancora una volta baciato dal
successo: scritta da Freddie Mercury, Somebody To Love è una balla-
ta d’amore dal sapore gospel ispirata al soul di Aretha Franklin; a
destreggiarsi al piano è lo stesso cantante, supportato alle voci da
Brian May e Roger Taylor, che grazie alle molteplici sovraincisioni
e stratificazioni diventano un grande ed evocativo coro. Il singolo
ottiene un successo planetario e anche in Italia raggiunge la parte
alta della classifica di vendita. Sempre nel nostro Paese, il successo
viene amplificato dalla realizzazione di una seconda copertina con
la dicitura “Sigla del ciclo tv dedicato a Billy Wilder”, sigla per l’ap-
punto della serie dedicata al regista austriaco naturalizzato ame-
ricano. La matrice della nuova emissione rimane la stessa, cambia
soltanto la copertina. La serie di film va in onda a partire dal 23
febbraio del 1977 su Rai 2. Di Somebody To Love c’è anche la ver-
sione da jukebox abbinata a Make Me Smile di Suzy Quatro (€ 10).
In Inghilterra viene distribuito come 45 giri anche Tie Your Mother
Down, mentre la particolare traccia Teo Torriatte (con il ritornello
cantato in giapponese) viene distribuito a 45 giri proprio nel Pae-
se del Sol Levante con grande successo. L’ellepì viene stampato in
Italia il 15 dicembre del 1976 e mantiene le caratteristiche dell’ori-
ginale inglese: la copertina è apribile con i testi stampati all’interno
e a completare la confezione c’è la busta interna con le foto della
band. L’etichetta contiene il logo dei Queen e il timbro SIAE è quello
di seconda generazione.

A DAY
AT THE RACES
Tie Your Mother Down / You Take
My Breath Away / Long Away /
The Millionaire Waltz / You And I
/ Somebody To Love / White Man
/ Good Old-Fashioned Lover Boy /
Drowse / Teo Torriatte (Let Us Cling
Together)
LP EMI 3C 064-98485; 1976 € 60

Somebody To Love /
White Man
45 giri 3C 006-98428; 1976 € 30 (edizione sigla del ciclo tv € 40)

S
ono sempre i fratelli Marx a ispirare i Queen con A Day at the
Races del 1937, che in Italia venne tradotto in Un giorno alle
corse. Il quinto ellepì del complesso è il primo a essere autopro-
dotto dalla band e registrato a Londra dal tecnico del suono Mike
Stone in tre diversi studi. A DAY AT THE RACES è musicalmente il
proseguimento del precedente con il quale condivide ispirazione, ar-
rangiamenti, freschezza di idee, qualità. Anche la copertina riprende
la grafica di A NIGHT AT THE OPERA, con il logo (in questo caso su
sfondo nero) ideato e disegnato da Mercury ispirandosi allo stemma
reale del Regno Unito. Il disco non tradisce le attese dei fan e anche
la critica inglese, generalmente molto severa, elogia i Queen definen-
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Farrokh Bulsara in arte Freddie
Mercury (1946-1991). La sua
fortissima presenza scenica ha
caratterizzato l’intera carriera
dei Queen, notissimi per le
pirotecniche esibizioni live.

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cover story: queen discografia italiana 1973-1979

declino. La consapevolezza di quanto stava accadendo in Inghilterra


a livello musicale non coglie impreparati Freddie Mercury e Brian
May i quali, dopo le stagioni dorate di A NIGHT AT THE OPERA e a
A DAY AT THE RACES, rispondono in maniera immediata tornando
a un rock essenziale e diretto. Già la copertina, opera del disegnatore
di fantascienza Frank Kelly Freas e voluta da Roger Taylor, illustra
la nuova strada. Contattato dalla band, l’artista ridisegna la cover
su precisa richiesta, illustrando e collocando i quattro membri tra
le mani del robot; in realtà l’art-work è una velenosa parodia contro
critica e punkettari, che, a detta dei Queen, li avrebbero voluti “stri-
tolati e agonizzanti”. E di motivi invece per osannare il nuovo rock
perforante dei Queen ce ne sono: il pezzo iniziale, We Will Rock You, è
firmato da Brian May e vive su un battito ritmico for-
NEWS OF THE WORLD sennato di piedi e mani, diven-
We Will Rock You / We Are The Champions / Sheer Heart Attack / All tando ben presto un cavallo
Dead, All Dead / Spread Your Wings / Fight From The Inside / Get Down, di battaglia inossidabile
Make Love / Sleeping On The Sidewalk / Who Needs You / It’s Late / della band. Non è da meno
My Melancholy Blues Sheer Heart Attack di Roger
LP 3C 064-60033; 1977 € 60 Taylor, che fece arrabbiare
Johnny Rotten quando venne
We Are The Champions / definito da più parti come un
We Will Rock You pezzo punk in versione lus-
45 giri 3C 006-60045; 1977 € 30 so, così come Spread Your

Spread Your Wings /


Sheer Heart Attack
45 giri EMI 3C 006-60476; 1978 € 40

N
EWS OF THE WORLD è registrato
negli stessi studi dove i Sex Pistols
incidevano NEVER MIND THE
BOLLOCKS. In seguito a un vivace battibecco inter-
corso lungo i corridoi tra Freddie Mercury
e Sid Vicious, allora bassista dei Pistols,
nacque una disputa a distanza tra la
band di Jonny Rotten, leader del nascen-
te fenomeno Punk, e i Queen, rei, a det-
ta degli stessi Pistols, di essere “pomposi
e pretenziosi” al pari dei colleghi del
“prog”, ormai destinati a un inevitabile

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Wings. L’anima vera della band sta nella semplice dimostrazione del-
le proprie e indubbie capacità (passate e future) di spadroneggiare
su ogni genere musicale. La freschezza, l’irruenza, nonché la solen-
nità di alcuni brani spiccano per senso di appartenenza: We Are The
Champions è una di queste: “Noi siamo i campioni, amici miei e conti-
nueremo a combattere fino alla fine”, scrive e canta Mercury. Il pezzo,
oltre a essere un successo clamoroso del momento, diventa nel corso
degli anni il più iconico, utilizzato come score finale dei loro concerti
e preso a inno negli stadi di tutto il mondo per celebrare le vittorie
sportive. Nel nostro Paese esistono due versioni di We Are The Cham-
pions: la variante è la presenza o meno della scritta Disco Inverno Ciao
2001; ma questo dettaglio non modifica la quotazione del singolo.
Esistono anche due versioni per i jukebox: We Are The Champions / We
Will Rock You (€ 15) e We Are The Champions / Your Love Is So Good For
Me (di Diana Ross, € 15). Anche l’album ha un ottimo riscontro di
vendite e in risposta alla polemica innesca-
ta tempo prima, Roger Taylor in un’in-
tervista concessa nel novembre del
1977 a Enrico Gregori di «Ciao
2001», disse: “Il Punk è un fenome-
no di grosse proporzioni ma non è
così grande da poter monopolizzare
il pubblico intero”. NEWS OF THE
WORLD viene stampato l’11 ot-
tobre del ’77, come riportato dalla
data sulla matrice, ma distribuito
con qualche settimana di ritardo,
intorno alla fine di novem-
bre. La copertina è apribile
con le illustrazioni all’in-
terno di Frank Kelly
Freas e l’aggiunta della
busta interna con i te-
sti stampati. Il timbro
SIAE è sempre quel-
lo di seconda gene-
razione .

JAZZ
Mustapha / Fat Bottomed Girls / Jealousy / Bicycle Race / If You Can’t
Beat Them / Let Me Entertain You / Dead On Time / In Only Seven Days /
Dreamers Ball / Fun It / Leaving Home Ain’t Easy / Don’t Stop Me Now
/ More Of That Jazz
LP EMI 3C 064-61820; 1978; € 70 (con il poster ancora attaccato)

45

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cover story: queen discografia italiana 1973-1979

Bicycle Race / Fat Bottomed Girls Don’t Stop Me Now / In Only Seven Days
45 giri EMI 3C 006-61846; 1978 € 20 45 giri EMI 3C 006-62276; 1979 € 20

D
opo il ciclo vincente e strabordante del trittico A NIGHT
AT THE OPERA / A DAT AT THE RACES / NEWS OF THE
WORLD, con JAZZ i Queen dimostrano di saper stare decisa-
mente al passo con i tempi. I contenuti musicali mettono da parte i
manierismi più accentuati e il rock si veste di essenzialità e incontra
i gusti di un pubblico più adolescenziale. Gusti di fine decennio che
coinvolgono anche gli inossidabili Rolling Stones, che piazzano sul
mercato il discusso SOME GIRLS, ovvero il rock’n’roll sedotto dalla
disco-dance. A ogni modo, il neo-rock scritto da Mercury e compagni
è una confezione di lusso. Registrato a Montreux e a Nizza tra luglio
e ottobre del 1978, il 33 viene pubblicato il 14 novembre dello stesso
anno. Per promuovere l’album non si bada a spese: viene presenta-
to all’Hotel Fairmont di New Orleans con almeno 400 invitati, fra
prostitute, ballerine, danzatori e fiumi di cocaina. A Londra, per il
videoclip di Bicycle Race, il singolo prescelto, vengono ingaggiate 65
modelle che girano la clip completamente nude. Le riprese vengono
effettuate a Wimbledon e la ditta Halford’s Cycles, appaltatrice delle
due ruote, una volta saputo dell’uso che ne era stato fatto chiede un
rimborso oneroso per sostituire i sellini. Curiosità a parte, all’interno
delle prime emissioni dell’album i Queen decidono di far spillare un
poster con le modelle nude in bicicletta, idea che negli States viene
censurata. A conti fatti, JAZZ non è certamente annoverato tra i mi-
gliori dischi della produzione del gruppo e viene accolto in maniera
discordante. A promuoverlo a pieni voti è invece il pubblico, giudice
sovrano, che lo fa entrare nella Top Ten degli Stati Uniti e nella piaz-
za d’onore in patria. In Paesi come Germania, Iugoslavia, Spagna e
Bolivia viene distribuito come 45 giri Mustapha, un brano bizzarro
di Freddie dalle cadenze arabeggianti. Tornando a JAZZ, anche in
Italia l’album viene accolto bene e distribuito con copertina apribi-
le e completo del poster con le ragazze nude. C’è anche una busta
interna con la foto della band. Del singolo Don’t Stop Me Now esiste
anche una versione “omaggio” destinata ai lettori del mensile «Mu-
sic» facilmente riconoscibile dallo sticker stampato in copertina. Per
il circuito da jukebox, Bicycle Race e Fat Bottomed Girls si sdoppiano:
il brano principale è accoppiato a Cico (Tony Cicco) con Ironia (€ 15)
mentre l’altro brano viene abbinato ai Chorale con Riu Riu (€ 10).

I Queen in abiti femminili nel video di I Want To Break


Free (1984), parodia della popolare soap opera
inglese Coronation Street.

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Monaco di Baviera durante la doccia. In meno di
mezz’ora, lui e i suoi compagni si diressero ai Music
Land Studios già pronti per inciderla. Sul retro viene
inserita We Will Rock You, nella versione live tratta
dal doppio ellepì LIVE KILLERS. La stagione dei Set-
tanta per i Queen si conclude la sera del 26 dicem-
bre 1979, quando si esibiscono all’Hammersmith
Odeon a favore della Cambogia in un evento organizzato da Paul Mc-
Cartney. Dalle serate, cui partecipano tra gli altri Clash, Who, Wings
e Pretenders, viene realizzato il doppio disco CONCERTS FOR THE
PEOPLE OF KAMPUCHEA. Per poter vedere dal vivo i Queen in Ita-
lia, il pubblico nostrano dovrà invece attendere ancora circa cinque
anni. E presto lo racconteremo.

LIVE KILLERS
We Will Rock You / Let Me Entertain You / Death On Two Legs / Killer
Queen / Bicycle Race / I’m In Love With My Car / Get Down, Make Love
/ You’re My Best Friend / Now I’m Here / Dreamers Ball / Love Of My
Life / ’39 / Keep Yourself Alive / Don’t Stop Me Now / Spread Your Wings
/ Brighton Rock / Bohemian Rhapsody / Tie Your Mother Down / Sheer
Heart Attack / We Will Rock You / We Are The Champions / God Save The
Queen
2LP EMI 3C 162-62792/93; 1979 € 50

I
l monumentale doppio album dal vivo è il disco che documenta e
chiude l’epopea degli anni Settanta dei Queen. Tuoni e lampi (di
genio) su We Will Rock You che apre le danze e su tutte e quattro
le facciate che sintetizzano in maniera magistrale l’irruenza, la forza
penetrativa, la capacità di unirsi al pubblico in un unico “coro” di
Mercury e soci. Il live è il suggello su questa prima parte di carriera.
Registrato in occasione del tour promozionale di JAZZ tra gennaio e
L’iconica coreografia del video
marzo del ’79, è un disco dall’impatto grezzo, diretto e potente dove di Radio Ga Ga (1984).
possiamo riascoltare “il meglio” della loro produzione a partire dall’e-
sordio di Keep Yourself Alive, passando per Killer Queen, Death On Two
Legs, la roboante Bohemian Rhapsody, fino alla chiusura di We Are The
Champions e God Save The Queen, consueto atto finale. In tutto questo,
c’è la straripante voce di Freddie Mercury. Il doppio album è un succes-
so planetario e da esso viene estratta la canzone Love Of My Life, che
diventa 45 giri in Paesi come Inghilterra, Germania, Olanda, Giappo-
ne, Brasile, Belgio, Irlanda e Argentina. Come b-side viene scelta Now
I’m Here. In Italia il singolo non viene distribuito. Per il doppio ellepì,
la vesta grafica è identica alla versione inglese: la copertina è apribile
e si completa con le due buste interne di foto, note e crediti stampati.

Crazy Little Thing Called Love /


We Will Rock You
45 giri EMI 3C 006 63317; 1979 € 15

S
critta da Freddie Mercury, Crazy Little Thing Called Love è l’ulti-
ma pubblicazione degli anni Settanta. Il pezzo viene stampato e
distribuito in ottobre e poi inserito nell’album THE GAME esat-
tamente otto mesi dopo, nel giugno del 1980. La canzone raggiunge
la prima posizione in alcuni Paesi (Stati Uniti, Australia, Canada) e
le posizioni d’onore in Inghilterra, Svizzera e Nuova Zelanda. Il bra-
no viene pensato e composto da Mercury in una stanza d’albergo di
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NIENTE FOTO
DI DABBRESCIA!
Una vita passata a scattare foto, spesso prima degli altri.
Nel cinema, nell’arte, e naturalmente nella musica.
Tanto bravo da dar fastidio, Mimmo Dabbrescia. Storia di un fuoriclasse.
Intervista: Luca Fassina | Foto: Mimmo Dabbrescia

M
immo Dabbrescia nasce a che aveva tra i clienti il «Corriere della Sera». Quando sono cambiate
Barletta nel 1938, arriva a Quando nel 1961 crearono una sezione foto- le cose?
Milano nel ’53 e nei primi grafica interna, mi assunsero grazie all’inter- Al mio primo Sanremo, nel ’64.
anni Sessanta lavora come cessione di Alfredo Pigna e Dino Buzzati. Due Nel mondo discografico serviva-
fotoreporter al «Corriere del- anni dopo mi misi in proprio, dimettendomi. no foto sempre nuove. Quando ho
la Sera», prima di mettersi in proprio; foto- capito come funzionava, ho attrez-
grafa Dalí, Clint Eastwood, Eugenio Monta- Perché fare un salto nel buio? zato una camera oscura in albergo,
le, Orson Welles, Richard Burton, i Beatles. Per ambizione, forse anche tanta insicu- all’insaputa di tutti: la sera spediva-
E gli italiani. Tanti. Tutti. Quando la disco- rezza. Mia mamma ci ha messo molto ad mo centinaia di fuorisacco omaggio,
grafia inizia a perdere colpi, la nuova idea, accettare quello che vedeva come un colpo all’Associated Press, all’Ansa, anche a
buttandosi nel mondo dell’arte. Ecco la sua di testa. All’inizio soldi ce n’erano pochi. Se giornali piccolissimi – che pubblicavano
storia, costruita a suon di click. avevo bisogno, le portavo un assegno e lei tutto – monopolizzando gran parte della
mi dava i liquidi – senza mancare di ricor- stampa. Il boom è arrivato con il Festival-
Cosa ti ha spinto alla fotografia? darmi che avevo lasciato un posto fisso – e bar e con i jukebox, per i quali si produce-
Sono un ragazzo nato al sud. Finite le a Natale, quando andavo a farle gli auguri, vano appositi 45 giri. Il format era stato lan-
elementari ho iniziato la scuola nautica: li strappava. ciato dalla Columbia americana nel 1948;
se non t’imbarchi hai sempre la possibilità sembra non avessero registrato il brevetto,
di entrare in un’azienda legata al mare. In così la RCA in Italia ha fatto il resto. Pensa
alternativa ti dai all’artigianato; le famiglie che White Christmas cantata da Bing Crosby
per bene – che sono la maggior parte – per vendette oltre settanta milioni di copie e che
non lasciarti in strada ti mandano a bottega: Modugno con Volare fece cifre da record an-
dal barbiere, in profumeria, dal giornalaio. che in Italia. Se ne facevano per ogni mani-
Io ho lavorato qualche settimana col sarto di festazione, dal Festivalbar al Disco per l’Esta-
famiglia, col calzolaio, poi sono arrivato da te, la Caravella dei Successi a Bari… E ogni
un fotografo. Mi sentivo importante perché volta che si avvicinava una manifestazione
mi metteva la reflex a tracolla e mi portava canora dovevamo trovare nuovi modi per
a fare i matrimoni; in effetti ero il suo por- attirare l’attenzione sugli artisti.
taborse. Quando sono arrivato al Nord,
ho lavorato con un fotografo di Corsi- Ci fai qualche esempio?
co. Dopo tre settimane mi fa: “Per noi Il regista Enzo Trapani preparava un
vai molto bene, ma possiamo assumerti programma con il contributo delle case
solo a primavera, quando ricominciano discografiche e lo regalava alla Rai – al-
comunioni, matrimoni e battesimi”. Ma lora unica emittente – dando così il via
come, dico io, al Sud mi avevano detto a un volano di visibilità per i cantanti
che qui si lavora coi libretti e quando che si trasformava in dischi, serate,
sei vecchio vai in pensione. Io comin- manifestazioni. Per un Sanremo, con
cerò da un’altra parte. Luciano Giacotto, PR della Durium, ab-
biamo portato in svizzera Rocky Roberts
Dopo la Newsblitz con Grazia Neri e la biondissima Ingrid Schoeller. Sono
arrivi alla Rotophoto di Fedele andati in comune a domandare tutte le
Toscani, il papà di Oliviero… informazioni per un matrimonio. Col tele-
Siamo nel ’56. Grazia era bella, in gam- obbiettivo ho scattato delle foto mentre
ba e parlava quattro o cinque lingue. uscivano, volutamente mezze mosse. Poi
Successivamente passo alla Rotophoto, abbiamo incominciato a mettere in giro
48

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Fabrizio
De André
con due amiche.
Genova, 1969.

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Lo scoop della Masiero: l’attrice
beccata da Mimmo Dabbrescia
nel centro di Milano in compagnia
mimmo dabbrescia di un giovane Vittorio Mezzogiorno.
la voce: guarda che è una cosa segretissima,
la dico solo a te, porca misera non te lo dove-
vo dire, zitto che mi licenziano… Gli inviati
delle altre testate sono andati a controllare e
negli uffici del comune hanno avuto la con-
ferma che quello di Stasera mi butto era an-
dato assieme a una signora bionda a chiede-
re informazioni per un matrimonio. I gior-
nali si sono buttati a rincorrere l’esclusiva.
Le mie foto intanto sono finite su «TV Sorrisi
e Canzoni» di Gigi Vesigna e Rosanna Mani.
Dovendo dare un’esclusiva i discografici an-
davano da Gigi, perché aveva una tiratura
da due milioni di copie. Quando uscivano
delle mie esclusive, il mio agente-venditore
mi avvisava che nelle redazioni della con-
correnza vedeva dei cartelli: “Per un mese
non comprate nulla da Dabbrescia”. Ma
scusa, se qualcuno mi chiama e mi avvi-
sa che al Sant’Erasmo – un vecchio teatro
che stava in via Manzoni – a mezzanotte e
mezza la Masiero esce col suo ragazzo, io ci
vado. Casomai, siete voi che siete peggio in-
formati…
«Celentano Quindi ogni tanto qualcuno
Racconta della Masiero… s’incazzava?
Mi presento con il fotografo Alberto Sera- è uno che ha sempre Prendi Celentano: è uno che ha sempre
fino. Lei esce, arriva una Lancia HP guidata
da un signore che non sapevamo chi fosse. Li avuto il polso della avuto il polso della situazione, nel bene e
meno bene decideva lui. Se volevi fotografar-
seguiamo: piazza San Babila, via Montena-
poleone. I due, scocciati, si dividono. Anzi, il situazione, nel bene lo dovevi aspettarlo la domenica fuori da mes-
sa, dove andava con la mamma, o alle mani-
signore prova a dare un cazzotto ad Alberto.
Non so se lo ha preso o meno, ma io l’ho fo- e meno bene festazioni ufficiali. Nel dicembre del 1965 mi
chiama la mia amica Totò Badini Borromeo e
tografato nel gesto. Lui capisce di avere esa-
gerato, chiede scusa… aveva timore di una decideva lui» mi dice che per i famigli del maneggio di San
Siro c’è uno che forse va bene per me. Chiedo
denuncia. Ci siamo bevuti un caffè assieme e chi è: Celentano con la Mori. Se m’interessa?
via: era l’attore Vittorio Mezzogiorno. Certo, ma posso fotografarlo? “Tu di’ che ti

Adriano Celentano
al maneggio di San Siro.
Milano, 1965.

50

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Albano e Romina Power
a Rio De Janeiro, 1969.
mimmo dabbrescia
mando io”. Arrivo, mi metto dietro Poi c’è il matrimonio di Dorelli
delle porte tipo saloon che si aprono con la Spaak, nel 1972…
verso il galoppatoio e ogni volta che Quando voleva realizzare qualcosa
sono sul rettilineo, scatto col tele. d’importante, Giorgio mi chiama-
Sfuocate, mosse, ma c’è il servizio. va: “Se vuoi ci vediamo domani nel
Vesigna, ovviamente, lo pubblica. tal posto”. Mi chiama un giorno che
Quando incrocio Celentano a San- sono nell’anconetano. Parcheggio
remo è un po’ contrariato: “Non mi la macchina in stazione, prendo un
hai chiesto il permesso”. Perdona- treno per Milano, facendo il viaggio
mi, ma sei così popolare che non ho di notte in quarta classe. Arrivo al
bisogno di chiederlo, anche perché Principe di Savoia e mi chiede: “Hai
mi avresti detto di no. C’era suo zio, portato le macchine? Perché fra un
Santercole, tutto nervoso, ma la po’ mi sposo, a Meda”. Vado a Meda,
cosa è finita lì e io stavo già fotogra- faccio le foto e a fine cerimonia mi
fando Pat Boone… dice: vediamoci all’Excelsior di Vene-
zia. Io torno a Milano, sviluppo i ne-
Qualche altro scoop? gativi, li asciugo col phon, stampiamo
Tony Dallara. All’epoca ero il centocinquanta foto e vado a Venezia
fotografo del gruppo giornalisti col mio agente. Giorgio e Catherine
sciatori. Nel ’64, siamo andati a le guardano eliminandone alcune,
Foppolo, per i campionati, ospiti poi mi danno un elenco dove è scritto
dell’ente del turismo. Ogni gior- a chi non dovevo darle. In quei gior-
nalista cercava di fare il pezzetti- ni c’era chi era a favore e chi contro
no sul proprio giornale come rin- questo matrimonio; c’era chi si fa-
graziamento: Alfredo Pigna sulla ceva dare l’esclusiva dalla Masiero e
«Domenica del Corriere», De Benedetti sul le valigette già pronte – ci siamo messi in poi sputtanava Dorelli dicendo che l’aveva
«Corriere»… io faccio alcune foto a Gianni macchina per Milano, a oltre quattrocento abbandonata senza una rendita e con un fi-
Rivera vicino alla neve, poi arriva Tony, già chilometri. Arriviamo il mattino dopo in glio. Dall’hotel mi portano al Marco Polo, da
importante per Ghiaccio bollente. Con Al- chiesa belli puliti e presentabili. Sugar, per- dove prendo un volo per Falconara e da lì un
fredo, allora presidente dell’Associazione sona molto riservata, aveva chiesto di non autobus per tornare alla stazione dove avevo
Giornalisti Sciatori, ci viene un’idea: Tony è spargere la voce e invece troviamo cento lasciato la mia Giulia 1300. Tutto in meno
prossimo ad andare al festival. Non sa scia- fotografi… la soddisfazione è che sull’altare di ventiquattr’ore!
re. E se cade? Meglio. E se si facesse male? c’ero solamente io, e pure protetto. Gli altri,
Meglio ancora. Tutti d’accordo, lo mettia- fuori. Non era una questione di soldi, ma più Dopo cosa è successo?
mo sugli sci, lui ovviamente cade, viene un riconoscimento. Quando la notizia è venuta fuori, tutti
aiutato dai giornalisti ad alzarsi hanno provato a rintracciarmi. In
– qualche foto mossa – arriva il quei giorni era nato mio figlio Ric-
toboga che lo carica e se lo por- Lucio Dalla sulla spiaggia cardo e mia moglie era ricoverata
ta via. Completo il reportage con di Pesaro, 1966. alle Quattro Marie, l’odierno Monzi-
alcune foto di lui a letto. Spedi- no. Mentre allattava, i giornalisti la
sco i rulli a Milano, li vendono in chiamavano a raffica. Che pazien-
esclusiva al «Giorno», che negli za… A un certo punto un giornalista
anni 60 era fatto da una serie di della Rusconi escluso riesce a bec-
inserti. Tutto pronto, ma il redat- carmi per l’esclusiva: “Hai un asse-
tore capo lo chiama: “Tony, dove gno in bianco, metti la cifra”. Gli ho
sei?”. “A letto”. “Ti fa male? Cosa risposto di no. Dice: “Ma tu poi avrai
è successo?”. “Ma no, niente, contro tutto il Gruppo Rusconi”. Di’
l’abbiamo fatto così per scherzo, ai tuoi capi che dovrebbero rispet-
ci eravamo messi d’accordo per tarmi proprio per questo, perché
far parlare del posto”. L’avrei me- un giorno potrei essere dalla vostra
nato. Hanno tolto le due pagine, parte. Io non ho mai fatto un servi-
lui ha perso la pubblicità gratuita zio per danneggiare qualcuno e molti
e hanno affisso in redazione il so- ‘rubati’ erano preparati.
lito cartello: niente foto di Dabbre-
scia per DUE mesi! Sfogliando il catalogo della
memoria, chi altro ti viene in
Le esclusive di cui vai più mente?
fiero? Albano prima maniera, a Rio de Ja-
Il matrimonio di Caterina Ca- neiro. Ho dovuto convincere lui e Ro-
selli e Piero Sugar, nell’agosto del mina a uscire per fare una foto con
1970: io e Marina Testori, capo la torta con lo sfondo di Rio mentre
ufficio stampa della CGD, casa non volevano perché faceva troppo
discografica della Caselli, erava- caldo e la torta si sarebbe sciolta…
mo al Cantagiro. Arrivate le due Nell’ottobre del ’69 avevo già docu-
di notte salutiamo tutti: baci, ab- mentato un suo viaggio in treno per
bracci ma appena soli – avevamo Cellino e ho una sua
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mimmo dabbrescia
Mia Martini. Venezia, 1973.
foto stupenda mentre mangia un panino e
beve una birra; era il momento della canzo-
ne Nel sole. Poi un giovanissimo Lucio Dalla
nel Sanremo di quando Tenco se n’è andato,
con un giubbotto di plastica rossa tipo tenda
del bagno. Ho uno scoop del 1966 in cui si
baciava con una ragazzina, in spiaggia a Pe-
saro con una tunica. Nel 1967, al Cantagiro
c’era un giovane molto promettente. Più era-
no importanti, più tardi li fotografavo: a Mas-
simo Ranieri toccava sempre il primo turno,
all’alba. Nel 1969 c’era suo papà col furgone
diesel che aveva un megafono sul tetto e ogni
volta che incrociava cinque persone partiva
con Rose rosse per teee… estenuante, la sentivo
anche dormendo.

E le donne?
Nel 1970 fotografo la Vanoni a Roma coi
vestiti creati da Marina Lante della Rovere.
A volte dovevo girare la testa per non guar-
darla… era una donna bella, di un fascino,
di una cultura… Usando il flash con luce
riflessa, in alcune foto le si vedevano i nale, figlia di un imprenditore di Cremona
capezzoli. Mando il reportage a Milano, e come tutti i benestanti di quella zona pas-
dove mia moglie Bruna lo porta alla savano le vacanze a Forte dei Marmi. Credo
casa discografica. Lei ha sempre avuto che sia stata incoraggiata a cantare da Ber-
la grande capacità di riuscire ad arri- nardini, il proprietario della Bussola. La foto-
vare, ad aprirmi la strada. È una che grafavi in strada, negli eventi, ma servizi no.
non molla. L’ufficio stampa, credo fos- Una volta siamo stati ventidue ore sotto casa
se Ardizzoni, si agita e chiama Ornella: sua, dalle parti della fiera. Alla fine esce con
“Ornè, ci sono delle cose che non vanno”. Martelli, mi riconosce, si mette a ridere… Un
Lei si preoccupa: “Ma cosa è successo?”. Lui: altro giorno mi arriva una telefonata che
“Ci sono i seni che vengono fuori”. Lei: “Ma mi avvisa di un concerto dalle parti di Ales-
sono belli?”. “Sì”. “Allora mettili in giro”. sandria. Era il momento dei venti milioni di
ascolto in televisione. Io vado, era un teatro.
E Mia Martini? Ogni volta che scattavo munito di teleobbiet-
Cosa mi fai ricordare! Era una ragazza d’o- tivo, tossivo per coprire il rumore dell’ottu-
ro, fragile, di una bontà, di una disponibili- ratore. Sembravo uno con la TBC. A fine
tà. Tutti che si atteggiavano e lei invece era concerto l’ho seguita sino al primo
una con vere capacità. Noi fotografi aveva- autogrill; si sono fermati per un
mo tutti un bel rapporto con lei, era sempre caffè. Aveva una pelliccia
disponibile. Ho delle foto che ho scattato sino ai piedi ed era con
a Venezia, dove abbiamo comprato una
torta per il suo compleanno. Non c’era
nessuno di tutti gli altri stronzi che
l’hanno sfruttata.

Sua sorella?
Loredana era una che voleva arri-
vare… ho un suo servizio in archivio
inedito, in bicicletta, bloccato dalla
sua casa discografica dell’epoca.

Altra sensibilità, quella di Lucio


Battisti…
Pensa, l’ho conosciuto che quasi
non cantava, promuoveva i Camale-
onti. Ho una serie di foto fatte al Can-
tagiro: con la fidanzata in braccio che
si baciavano. Dovrebbe uscire a breve
una compilation con delle mie foto. Ornella Vanoni
sexy. Roma, 1970.
A destra: Mina
Battisti era riservato come in concerto
Mina? ad Alessandria,
Mina era una donna eccezio- 1970.

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mimmo dabbrescia
Coi mocassini senza calze,
a casa sua: Fabrizio De André
secondo Mimmo Dabbrescia.

«Fabrizio
mi diceva: ‘Belìn,
ma cosa ne fai di
queste foto? Ne stai
guadagnando
di soldi’»

Elio Gigante, il suo uomo dei concerti. Io le


ho fatto altre foto e lei: “Ma proprio non vi
fermate mai”. Sempre molto cordiale.

Come nasce il sodalizio con Fabrizio De


André?
La casa discografica aveva bisogno di po-
sati e lui non aveva mai tempo. Lo chiamo,
prendo appuntamento, vado a Genova, in
corso Italia con la mia Fiat 500. Mi riceve
Puny, sua moglie, donna deliziosa: accomo-
dati, fa caldo, vuoi bere qualcosa? Sono qui
per Fabrizio. Hai un appuntamento? Non
c’è. Ma come… Lei lo rintraccia a Londra,
e lui: “Belìn, me lo ero proprio dimentica-
to. Scusa, ci vediamo fra due giorni”. Io due ca figlia di un console, con le gambe nude sin senza calze, in casa sua, nel suo spazio. Mi
giorni dopo sono tornato, c’era e da quel sopra al ginocchio. diceva: “Belìn, ma cosa ne fai di queste foto…
momento ho trovato sempre la porta aper- belìn, ne stai guadagnando di soldi”. Finito il
ta. L’ho fatto camminare scalzo sui ciottoli Qual è la tua foto che secondo te lo reportage, ci si sedeva a parlare di tutto, ma
del lungomare; ho una foto ‘osé’ per quegli rappresenta al meglio? con le macchine in borsa.
anni – era il 1969 – con la moglie e un’ami- Bianco e nero, rilassato, coi mocassini

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mimmo dabbrescia
Qual è stato il primo cantante
fotografato in assoluto?
Dicembre 1963, Adriano Celentano allo
Smeraldo a Milano.

E il primo straniero?
Credo sia stato Georges Moustaki, cantava
Lo straniero, a Venezia. Non c’erano tante bar-
be all’epoca. Frosi, della Phonogram, mi disse
che era un poeta musicista, amico di Brassens
e Aznavour. Prima non lo calcolava nessuno,
dopo la Mostra di Musica Leggera di Venezia
tutti lo cercavano, ma il mio era l’unico re-
portage.

E l’ultimo?
Ero a Parigi, stavo realizzando dei servizi
quando vedo tutti questi fotografi attorno a
un bel signore dai modi gentilissimi. Scatto
dei primi piani, le mani, particolari… Torno
in Italia, la CBS compra il servizio immedia-
tamente. Era Leonard Bernstein, di cui sta-
vano disperatamente cercando delle foto che
la consociata non mandava.

Perché hai smesso coi musicisti?


Dopo gli anni Settanta la musica stava

Georges Moustaki:
il primo artista internazionale
fotografato da Dabbrescia.

«Dopo gli anni


Settanta la musica
stava finendo, facevi
i reportage ma ai
giornali non fotteva
niente»

Adriano Celentano in concerto


allo Smeraldo di Milano, 1963.

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mimmo dabbrescia
finendo, facevi i reportage ma ai gior-
Leonard Bernstein.
nali non fotteva niente, c’erano cin- Parigi, 1970.
quantamila complessi ma andavano
avanti solo i soliti venti, i discografici
non spendevano per i piccoli… mi sono
chiesto come continuare. Franco Vaudo
de «l’Europeo» lavorava allo Specchio
al posto del principe Filippo Orsini, ex
assistente al soglio pontificio. Siamo
andati a Brera per un articolo sugli ul-
timi bohémien, un mondo che aveva un
certo fascino, un mondo vero, più crea-
tivo, più umano al contrario di quanto
stavamo vivendo nella discografia: al
Jamaica i pittori che vendevano paga-
vano i conti sospesi degli altri. Dato che
i cantanti sul giornale non andavano
più, perché non fotografarli negli studi
dei pittori che non avevano immagine?
Ho portato Dori Ghezzi da Osvaldo Pi-
vetta, poi Mia Martini da José Guevara
che bruciava i colori ‘porcellanandoli’.
Li pubblicano, gli altri pittori mi cerca-
no. È stato un giochetto che poi è diven-
tato importante: finita la discografia,
ho allargato il mondo dei reportage ai Albano Carrisi
pittori e scultori. sul treno per Cellino
San Marco, 1967.

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I cinquant’anni
di Lella
Testo: Federico Guglielmi

L
ella se la ricordano tutti, al- La celeberrima canzone che si dividevano le parti vocali (in romano
troché, ma molti di loro non
hanno ben chiaro chi l’abbia
in romano, che in parecchi o romanesco che dir si voglia) duettando
con le chitarre. La storia torbida e violenta
scritta. C’è chi punterebbe i credono essere raccontata nel testo, definita da molti “paso-
suoi due spiccioli sui Vianel-
la, chi su Antonello Venditti, chi su Lando
un tradizionale, ha appena liniana”, è in piena sintonia con una tradi-
zione capitolina da sempre legata ai drammi,
Fiorini, chi su Gabriella Ferri (che almeno su compiuto mezzo secolo al lutto e al maudit (si pensi a Lupo de fiume,
disco non l’ha mai interpretata), perfino chi di vita. Ne abbiamo a Pupo biondo, a Barcarolo romano…) nonché
la ritiene un’antica canzone romana, e la con un’altra tradizione di assai più ampio
confusione sulla sua paternità è in definitiva ripercorso la storia respiro geografico, quella della “murder bal-
un’ulteriore prova di quanto essa sia radica- coinvolgendo anche i suoi lad”, ovvero le ballate che narrano di omici-
ta nella cultura popolare e nell’immaginario
collettivo. Va poi da sé che chiunque sia un
autori e primi interpreti, di. È però curioso che la narrazione esplicita
di un delitto tanto efferato abbia fatto brec-
minimo addentro alle vicende della musica Edoardo De Angelis cia nel mondo del “pop”, specie consideran-
italiana ne attribuisce correttamente la com-
posizione e la prima registrazione a Edoardo
e Stelio Gicca Palli. do come l’assassino, in quell’ultima strofa
che non a caso incorse nella censura RAI,
De Angelis e Stelio Gicca Palli, che nel 1970 dichiari tranquillamente di non provare ri-
– in novembre, attenendosi all’etichetta del morsi per quanto compiuto; un aspetto an-
45 giri – la pubblicarono per la Valiant, un Anche se la Lella originale, con l’arrangia- cor più singolare è poi che non pochi, all’a-
marchio in orbita RCA. Il singolo fu l’esordio mento di Gianni Marchetti, fu incisa nel scolto, si trovino a empatizzare quasi più con
ufficiale del duo che i ragazzi classe rispetti- 1970 nello Studio A della RCA con l’assi- il carnefice che con la vittima, o comunque
vamente 1945 e 1946, amici dai giorni della stenza del tecnico del suono Giulio Spelta, a “giustificare” il primo come se la seconda
scuola dell’obbligo, avevano messo su con il il pezzo era stato composto nel 1969 ed avesse in fondo meritato il suo destino in
sogno di seguire la scia del folk-pop di Everly eseguito dal vivo al mitico Folkstudio (e non quanto bella, ricca, fedifraga e volubile.
Brothers e Simon & Garfunkel; il brano non solo); probabilmente era stata proprio la sua Molti, insomma, i temi meritevoli di esse-
conquistò subito la ribalta, ma la situazione forza, espressiva ed emotiva, a procurare il re approfonditi con gli autori, incontrati in
mutò quando nel giugno/luglio 1971 gli contratto discografico a Edoardo e Stelio, vista delle celebrazioni ufficiali del cinquan-
autori lo presentarono al decimo Cantagiro,
per poi recuperarlo come traccia di apertu- A:
Studio A della RC i
ra del loro unico album assieme, IL PAESE Gianni Marchett
e
DOVE NASCONO I LIMONI, mai ristampa- illustra la sua vision .
to da quel lontanissimo 1972. Nel frattem- a Edoardo e Stelio
po, i Vianella ne avevano già proposto una
rilettura nel loro Lp di debutto (1971), e le
successive versioni di Lando Fiorini (1972)
e della Schola Cantorum di Edoardo De An-
gelis (1974) accrebbero in modo consistente
la notorietà del brano, più avanti cantato da
moltissimi altri compreso lo stesso De An-
gelis (segnalazione d’obbligo per la sua riu-
scitissima revisione del 1993 in coppia con
Antonello Venditti), che com’è ben noto non
ha mai interrotto la sua attività di cantau-
tore; Gicca Palli, invece, si ritirò di lì a poco
dalla musica, ma dopo decenni nei quali ha
esercitato la professione di avvocato sta per
ritornare sulle scene con un suo disco.
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Stelio ed Edoardo a L’asino che

SARA ROOT/BEARTS STUDIO


vola, Roma, 2019. Accanto,
sempre loro sui banchi della
scuola elementare, metà anni 50.

tenario fissate per quest’ultimo scorcio di dubbio era più bravo di me. Ricordo che
2019: si prevedono iniziative sulla Rete, suo padre suonava pure la fisarmonica.
una serata speciale a Roma (e magari, (S.) Sì, è vero… e faceva tutto in Do!
chissà?, anche altrove) e forse qualcosa di Un momento-chiave, per me, fu una mia
stuzzicante per i cultori del vinile. vacanza all’isola di Ponza, nell’estate
del 1966. Lì mi imbattei in un gruppo
La vostra amicizia è nata da bambini… di scalmanati reduci dallo spettacolo Ci
(S.) Ci siamo conosciuti alle elementari, ragiono e canto diretto da Dario Fo, basa-
ed essendo ambedue non molto alti ci mi- to sulla canzone popolare: c’erano Paolo
sero a sedere in banchi vicini. Questo ha Ciarchi, Ivan Della Mea, Caterina Bueno,
favorito la creazione del rapporto. Rosa Balistreri… Io ne ero molto affasci-
(E.) Inoltre, l’abitare a qualche cen- nato, loro mi presero in simpatia perché
tinaio di metri l’uno dall’altro e il fatto sapevo fare Lo guarracino, e così una volta
che le nostre madri fossero state a loro volta rientrato a Roma proposi a Edoardo di far
compagne di scuola ha molto agevolato i no- siduo e lo è stato fino a che un giorno mia coppia e dedicarci alle canzoni antiche, tipo
stri contatti quotidiani. madre non gli ha rotto la chitarra in testa, Lauretta l’è bella o Ecco il ridente maggio…
per cui per me è stato naturale avvicinar- (E.) Contemporaneamente io, con i primi
E com’è accaduto che da questo incon- mi allo strumento. Lui mi insegnava qual- accordi imparati, cercavo di scrivere cose
tro si passasse a un percorso musicale cosa, e più avanti ho anche preso qualche mie. Il nostro sodalizio è nato dal fatto che
comune? lezione. Stelio era più esperto dal punto di vista mu-
(S.) Mio padre era uno strimpellatore as- (E.) Stelio ha cominciato prima e senza sicale mentre io, avendo un interesse parti-
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lella

Edoardo e Stelio al Puff, 1970.

colare per i cantautori, mi concentravo sui Più in generale, l’idea dietro Edoardo & effetti l’assassino non si pente e, anzi, ritor-
testi. Componevamo assieme, ma magari io Stelio era di una specie di versione ita- na pure serenamente sul luogo del delitto.
ero più concentrato sulle parole e lui sulle liana di Simon e Garfunkel? (S.) E fu questo che portò a vietarla nel
musiche. (E.) Eh, magari! L’obiettivo, però, era pro- momento-clou della nostra partecipazione
(S.) Però non c’era una suddivisione rigo- prio quello. al Cantagiro del 1971 e non, come si disse
rosa. Ad esempio, i pezzi per così dire irri- (S.) Assolutamente sì: cori, coretti, contro- all’epoca, perché ricordava il delitto Monte-
denti, caustici, erano più miei… canti di quinta… erano un’influenza parec- si. Il problema era il mancato ravvedimento.
(E.) …io, invece, ero più portato alla sfera chio forte.
sentimentale. Per limitare i danni doveste approntar-
Tornando a Lella, ricordate quali furo- ne una versione più edulcorata.
E con Lella come andò, in quel 1969? no gli input che vi portarono a scriver- (E.) La RAI ci bloccò subito prima della fi-
(S.) Ho un ricordo molto preciso di noi due la? nale televisiva del Cantagiro e non potemmo
impegnati a lavorarci seduti a un tavolino a (S.) Intanto, non derivava da Raffaella, eseguire Lella, che avevamo già preparato
piazza Pio XI, perché lì c’era una sua fidan- bensì da Elena: era il nome di una ragazza con l’orchestra; fummo così costretti a ri-
zata che tra l’altro era figlia di amici di mio che mi piaceva ma dalla quale non ero pur- piegare su un’altra, innocente canzone poi
padre. Però non sono mica tanto sicuro che troppo corrisposto. Per quanto riguarda ripresa nell’album, Eva, che proponemmo
fosse il 1969, perché in quell’anno io partii l’argomento, del quale si è parlato pure di solo con le chitarre. Inoltre, la Valiant ci fece
militare, da allievo ufficiale, e mi sembra recente per via della versione de L’Orche- incidere una versione nella quale gli ultimi
strano che non avessi cercato di “giocarme- straccia, non era una canzone sul femmi- quattro versi erano stati cambiati in favore
la” con il mio tenente, appassionato di mu- nicidio… erano altri tempi, il termine non si di un ostentato pentimento, ma non li ricor-
sica. usava affatto. È una canzone che racconta do affatto. Pare che il disco fu stampato in
(E.) Magari l’abbiamo ulteriormente perfe- il sopruso del ricco nei confronti del povero, pochissime copie e diffuso soltanto in RAI;
zionata dopo, ma sono certo che nell’estate come chiarisce il verso “me so’ stufata nun ne a saperlo me ne sarei fatti dare un paio di
del 1969 il brano esistesse già perché lo feci famo niente / e tirame su la lampo del vestito”. esemplari, magari per qualche collezionista
ascoltare alla ragazza in questione, di nome La donna trattava questo giovane, che in varrà come un Gronchi rosa…
Daniela, e lei si commosse. Questo accadde pratica era il suo toy boy, come un oggetto
a Londra, dove ero andato a trovarla con il che aveva usato. Però tutte le cover di Lella poi pubblica-
pretesto di qualcosa legata al Folkstudio. (E.) Il che non giustifica l’omicidio, natu- te riprendono la stesura originale.
ralmente. Quella di Lella è una sorta di favo- (E.) La censura ha riguardato solo noi: po-
Fu proprio Lella a farvi ottenere il con- la popolare figlia delle letture di Pasolini e chi mesi dopo è uscita la versione dei Vianella
tratto discografico? Gadda, dei film di Germi… cosa che in quegli e alla RAI non hanno affatto pensato di ban-
(E.) Non ne sono assolutamente certo, anni erano nell’aria. Nessuno aveva in men- dirla e la trasmettevano frequentemente.
ma era uno dei nostri pezzi forti, quello che te un’apologia del femminicidio, anche se in
piaceva di più. Facevamo serate di Durante la fase di stesura non
cabaret con Marcello Casco e in avete proprio pensato che il bra-
queste occasioni proponevamo le no avrebbe potuto risultare “di-
nostre canzoni. Abbiamo iniziato sturbante”?
a esibirci al Puff, il locale di Lando (E.) No, affatto. Per nostra fortuna
Fiorini, che il lunedì era chiuso e eravamo dilettanti e non ci poneva-
veniva noleggiato a terzi per i loro mo certe questioni. Magari avrebbe-
spettacoli; quello di Marcello si ro dovuto porsele i discografici, ma
chiamava “Il lunedì della ranoc- non lo fecero.
chia”. Ci dividevamo tra il Puff e il (S.) Le canzoni straniere che ascol-
Folkstudio, la voce si sparse e a un tavamo erano piene di storie simili.
certo punto fummo chiamati dalla Non abbiamo pensato che un pezzo
RCA per un provino: andò bene ed Come Simon come Lella potesse risultare “ecces-
entrammo nel loro giro. & Garfunkel. sivo” per la mentalità italiana.
RCA Italiana,
1971.
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lella
(E.) Secondo me le sue fortune non sono
dipese dalla storia che vi si narra, ma dall’in-
venzione non voluta ma fortunata di unire
musiche ispirate del folk americano e un te-
sto in romano. L’incontro tra due linguaggi
popolari, invece di dar luogo a un contrasto,
si è rivelato felice.
(S.) L’attacco scordato in nona deve più
di qualcosa a Saigon Bride di Joan Baez. Il
folk americano era la nostra passione, basta
ascoltare come abbiamo adattato Sora Rosa
di Antonello Venditti per IL PAESE DOVE
NASCONO I LIMONI.

Come mai il testo è in romano e non in


italiano?
(S.) Perché veniva bene così. L’italiano non
è altrettanto efficace, con canzoni di questo
(E.) Non pensavamo a un sacco di cose… stra quota di royalties sono sempre arrivati tipo.
per esempio, alla serata di debutto del Can- a lui.
tagiro, a Montesano Terme, dovevamo suo- Fuori da Roma, pochi sanno che qui
nare la prima strofa solo con le chitarre e L’originale di Lella è meno famoso di al- “cravattaro” significa usuraio. C’è una
l’orchestra che avevamo alle spalle sarebbe cune sue riletture. ragione particolare per la quale Lella,
subentrata dalla seconda. Ci eravamo di- (E.) È vero. I Vianella la resero più “frivola” la signora, è la moglie di uno strozzino?
menticati di riaccordare le chitarre, di nor- e quella che ho inciso con la Schola Canto- (E.) In realtà quando l’abbiamo scritta non
ma le accordavamo mezzo tono sotto, e così rum è molto ricercata nelle orchestrazioni e conoscevamo il termine: per noi “cravatta-
noi abbiamo suonato in una tonalità e l’or- nei giochi di voci. A livello popolare, la più ro” era chi aveva un negozio di cravatte, e a
chestra in una diversa. nota è quella di Lando Fiorini. via del Tritone ce n’era uno piuttosto noto…

A proposito di arrangiamenti: su disco Che effetto fa sapere di aver scritto una Mi state dicendo che per anni ho stupi-
Lella suona sobria, ma le trame stru- canzone che più d’uno ritiene un clas- to in positivo i miei amici non romani
mentali sono piuttosto ricercate. In sico “antico”? svelandogli il retroscena del “cravatta-
Rete ho trovato indicazioni sui musici- (E.) Un bell’effetto, a volte anche spiazzan- ro”, e invece il Proietti vendeva per dav-
sti coinvolti, ma qualcosa non mi torna. te: è cantata regolarmente allo stadio, l’ho vero cravatte?
Si riesce a fare chiarezza? persino sentita interpretare da un gruppo (S.) Eravamo entrambi ragazzi di buona
(E.) Stelio e io cantiamo e basta. Alle chi- di boy-scout. Credo sia stato il tipico colpo di famiglia, il nostro vocabolario non com-
tarre ci sono Maurizio De Angelis e Franco fortuna da dilettanti. Però per la mia carrie- prendeva certe espressioni né eravamo a
Corvasce, alle tastiere Giorgio Carnini e ra è stata anche un po’ ingombrante, bene contatto con qualcuno che le utilizzava. Ma
alla batteria Vincenzo Restuccia. Il bassista o male oscurava ogni altra cosa facessi: do- compravamo le cravatte a via del Tritone,
potrebbe essere Antonio Ferrelli, mentre i vunque andassi in tv, dopo il brano nuovo questo sì.
cori femminili che fanno capolino dovreb- che portavo in promozione mi veniva inevi-
bero essere di Edda Dell’Orso, la famosissima tabilmente richiesta. Sia chiaro che non me Quindi qualcosina di autobiografico, in
voce di Morricone. Gianni Marchetti, che so- ne lamento, eh! Lella, c’è. Sicuri che non ci sia altro?
vraintendeva il tutto, lavorava molto spesso (S.) Lo so dove vuoi andare a parare, ma
con lei. A vostro parere, perché ha avuto tanto devo risponderti di no. Eravamo due giova-
successo? notti tranquillissimi che non avrebbero fatto
Curioso ma comprensibile che le chi- (S.) Di sicuro non è merito dalla sua “mo- male a una mosca… e figurati se ci sarebbe
tarre del disco non siano vostre. rale”: non ne ha una, ma se l’avesse… sareb- mai potuto capitare di andare con una si-
(E.) Maurizio De Angelis, pure lui amante be un’amorale. gnora ricca e bona.
del folk americano come del resto Marchetti,
fu bravissimo. Ancora adesso suono gli stessi
accordi che fece lui.
Edoardo e Stelio
In quel periodo vigeva la dittatura de- durante le fasi
gli autori esterni che si attribuivano in di preparazione
tutto o in parte le composizioni dei loro dell’album, 1971.
protetti, ricavandone cospicue royal-
ties. Voi siete riusciti a farla franca?
(E.) Disgraziatamente, no. Avevamo un
maestro di musica che ci addestrava un po’:
ci disse che per depositarla in SIAE serviva
il nome di qualcuno che sapesse scrivere la
musica.
(S.) Non era vero, ma ci fidammo… e così
quattro dei dodici ventiquattresimi della no-

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NEL NOME
DEL POP
È appena uscito un libro straordinario, Musica solida, che per la prima volta ricostruisce con
precisione maniacale l’intricato albero genealogico della discografia in Italia. In queste
pagine, una succulenta anteprima: la storia della Ri-Fi: dalle canzoni dello Zecchino d’Oro a
Mina, passando per Iva Zanicchi, Fred Bongusto, Fausto Leali e gli Homo Sapiens.
Testo: Vito Vita

G
iovanni Battista Ansoldi corso Buenos Aires 77, e per la fabbrica di di- I primi due artisti messi sotto contratto e
(1916-1979) era un indu- schi e il magazzino fu scelta via Durazzo, al 2. pubblicati dalla Primary a marzo del 1959
striale che si occupava di Lo staff del nuovo gruppo discografico era furono due esponenti del rock’n’roll italia-
materie plastiche: appassio- composto dal ragioniere Giampiero Rossi, no, Ghigo – nome d’arte di Arrigo Riccardo
nato di musica, aveva cono- presidente, Giovanbattista Ansoldi, consi- Agosti – e Silvano Silvi con i suoi Erranti:
sciuto l’editore Alberto Carisch, che oltre a gliere delegato, Biagio Melino per l’ufficio
occuparsi dell’azienda di famiglia aveva dato commerciale – sostituito nel 1964 da Giorgio Nel 1958 conobbi i fratelli Bellini, che a
vita alla sezione italiana della Peer Music, Termignoni e a cui si affiancò nel 1967 Piero Bologna avevano fondato un complesso di
una società di edizioni musicali nata negli La Falce, che dal 1968 lo guiderà in solitudi- rock’n’roll americano: io suonavo il basso,
Stati Uniti nel 1928 come Southern Music a ne –, il M° Giordano Bruno Martelli, a cui si avevo imparato da solo seguendo i dischi con
opera di Ralph Sylvester Peer (1892-1960), affiancherà nel 1964 il figlio Augusto, come la chitarra e poi mi piaceva cantare, quindi
il quale aveva lavorato alla RCA Records per direttore artistico, Rachele Campodonico iniziai con loro e subito ci esibimmo nei locali
il cantante country Jimmy Rogers e la notis- Hein responsabile del settore musica classica, cittadini. Franco Bellini era il chitarrista e
sima Carter Family. Il fiuto di Ralph Peer gli Wladimiro Albera a capo dell’ufficio stampa, leader del gruppo, che si chiamava proprio
aveva consentito di acquisire le edizioni di Vittoria Mereu responsabile della contabilità, Fratelli Bellini, e io divenni il cantante solista
Georgia On My Mind, Besame Mucho e Bra- Giuseppe Velonà direttore del repertorio este- e bassista. Con questo complesso, che non
sil, oltre a ottenere l’esclusiva per gli States ro e Piero Giudici segretario generale, mentre erano ancora gli Erranti, rimasi per tre anni,
del repertorio di Édith Piaf per la Southern il M° Piero Soffici (1920-2004) fu assunto fino al 1958: avevamo molto successo, anche
Music. Dal canto suo, Carisch aveva fondato come arrangiatore, curando per molti anni perché eravamo i primi a Bologna a suonare
nel 1946 le edizioni Southern Music, filiale tutte le incisioni del gruppo. A coordinare le rock’n’roll, e tra i primi in Italia, scriveva di
italiana dell’azienda americana, e nel 1956 attività della fabbrica fu destinato il giovane noi «Il Resto del Carlino», suonavamo non solo
la Peer Edizioni Musicali, unite nel gruppo Tonino Ansoldi: il ragazzo era stato adottato in tutta l’Emilia Romagna ma nella pianura
Peer-Southern Productions. dal fondatore in quanto figlio di primo letto padana, posti come Stradella, Novi, Cuneo,
L’incontro tra Carisch e Ansoldi, che coin- della moglie, sposata nel ’48, che poi diede a Milano, il Veneto, poi d’estate la Riviera e
volse nell’operazione un altro imprenditore, Giovanni Battista Ansoldi due figlie, Nicoletta le Marche, eravamo diventati abbastanza
il futuro senatore democristiano Giampiero (1950) e Chiara (1954), entrambe coinvolte conosciuti in tutto il Nord Italia, pur senza
Rossi della Rossi Materie Plastiche di Busto negli anni Settanta nella Ri-Fi. incidere nulla. Io mi muovevo come un matto,
Arsizio, diede vita alla produ- copiando le mosse di Elvis:
zione, nel corso del 1958, di Il mitico Ghigo in concerto all’inizio sui giornali scrivevano
dischi pubblicitari pubblica- al Bellevue di Cortina nel 1959. “Fratelli Bellini, canta Silvano
ti per varie aziende, finché Silvi”, ma dopo due anni invece
il 19 febbraio del ’59 venne era diventato “Silvano Silvi con i
fondata a Milano la Ri-Fi Re- Fratelli Bellini”, per il successo
cords Company dal trio An- personale che avevo. Nel 1958
soldi, Carisch e Rossi, come Bernabei, che era l’impresario di
socio di minoranza; prima Fred Buscaglione mi sentì dal vivo
uscì la sola etichetta Primary, e mi propose di partecipare come
a cui si affiancherà la Variety solista al concorso “La maschera
nel ’61, mentre la Ri-Fi vera d’oro” che si teneva a Piacenza:
e propria nacque nel 1962. Il davano dei premi ai big dell’anno
nome dell’etichetta deriva dal- e in più premiavano anche qualche
le prime due lettere delle pa- nuova proposta. Quell’edizione la
role RIght FIdelity; la sede del presentava Mario Riva, Modugno
gruppo fu stabilita a Milano, in era ospite come premiato tra
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Iva Zanicchi, vincitrice
al Festival di Sanremo nel 1969
in abbinamento con Bobby Solo.

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i big, come anche Betty Curtis e certe cose tu, con poca esperienza,
altri. Io partecipai tra i giovani e le accetti; tutto il mio repertorio
vinsi, ottenendo molto successo, e su disco era scelto da Ansoldi, però
Giovan Battista Ansoldi, proprietario erano suonate da questi fior di
della Ri-Fi, che era presente lì con il musicisti del suo gruppo, tutti grandi
maestro Piero Soffici e con Alberto jazzisti2.
Carisch, mi contattò subito e mi diede
appuntamento a Milano per firmare Il disco pubblicato da Ghigo aveva
il contratto, e cominciai subito a sul lato A una canzone, Coccinella,
registrare appena firmato, anche che ebbe molto successo e che fu
perché nel frattempo mi era arrivata la il primo brano nella musica ita-
cartolina militare e a luglio del 1958 liana a raccontare, seppur non
dovevo partire per la naja. Abbiamo in maniera esplicita, la vicenda
registrato subito prima un bel po’ L’orchestra di Louis Conald, di un transessuale. Coccinelle
di canzoni che poi Ansoldi ha fatto pseudonimo esotico di Piero Soffici (1931-2006), pseudonimo di Jac-
uscire nei mesi successivi non tutti (di profilo, con il sax). queline-Charlotte Dufresnoy, ma
con la sua etichetta: una parte li ha nata Jacques Charles Dufresnoy,
pubblicati in vari Flexy-disc pubblicitari, primi due 45 giri, incisi in inglese che avevo era una ballerina e trasformista francese che
stampati oltretutto in vari colori (rossi, gialli, imparato da un mio amico americano1. si esibiva nei locali parigini, arrivando anche
verdi), mi ricordo per il formaggino Mio, la all’Olympia, e che nel 1958 si era sottoposta
cera Grey, cose così, oltre che per la Coca-Cola I dischi curati dalla Ri-Fi per la Coca-Cola, a un’operazione chirurgica di vaginoplastica
in cui ne furono pubblicati un bel po’, mentre oltre che da Silvi, sono cantati da altri artisti a Casablanca, in Marocco, grazie alla qua-
altre quattro canzoni furono pubblicate nei miei che incidono per la Primary in quel perio- le aveva potuto cambiare anche i suoi dati
do, come Aldo Attuali, Ghigo, anagrafici. Della vicenda si era parlato mol-
Il transessuale di origine francese Gianni Rotino, Gaby Montez to nei giornali dell’epoca e Ghigo la utilizzò
Coccinelle (1931-2006). e Michelino, spesso accompa- come pretesto per il suo brano: uno scatenato
gnati dall’orchestra di Louis rock’n’roll che nei primi mesi riuscì a eludere
Conald: le attenzioni della censura, godendo quindi di
una promozione che consentì alla canzone di
Louis Conald era Piero Soffici, arrivare al successo. Sull’etichetta il brano è
che usava questo pseudonimo attribuito a Ghigo e gli Arrabbiati:
sia per i dischi orchestrali sia
per questi pubblicitari, per Quando stavo registrando Monica e Senza
dare un tocco di esotico, farli amore, nella stessa sala, che era la Play-Co
sembrare come dischi provenienti di proprietà di Renato Carosone […], Ghigo
dall’estero. Anche alcuni di quelli registrava Coccinella, che è stato il suo più
che ho inciso io sono usciti con grande successo. Anche nel suo disco con lui
uno pseudonimo, Benny Silver: c’era Eraldo Volonté con i suoi musicisti; si
quindi tutti quelli pubblicati con mangiava tutti insieme, noi Erranti e loro, e
questo nome sono sempre miei, quando passava Carosone veniva anche lui a
abbiamo svelato questa cosa! mangiare con noi3.
Benny Silver è stato anche usato
per un 45 giri pubblicato in Nello stesso concorso in cui contattarono
Australia, My True Love / Pity Silvano Silvi, Ansoldi e Soffici notarono
Pity, che in Italia è uscito come anche un altro complesso, guidato dal bat-
Silvano Silvi. In questi dischi terista Michelino, pseudonimo di Michele
non ci sono gli Erranti, che Gramazio (1937-2010): un pugliese ap-
erano il mio gruppo dal vivo, passionato di ritmi sudamericani che aveva
ma i session men della Ri-Fi, fondato il gruppo con il fratello Natalino al
che erano Alberto Pizzigoni contrabbasso, Sandro Delle Donne alla voce
alla chitarra, Vito Vella alla solista, Roberto Pozzi alla chitarra e Joe Fra-
batteria, grande jazzista, e ternale al pianoforte, organo hammond e
altri musicisti di Milano. In cori, arricchito da una sezione fiati (sax,
alcuni c’era il gruppo di Eraldo clarino e trombone). Dopo un paio di dischi
Volonté, grande sassofonista, pubblicitari, Ansoldi fece debuttare Micheli-
che suonava nei dischi di no nel ’60 sempre con la Primary con una
musica rock: diciamo che le due cover di Cha cha cha de las segretarias di Pepe
canzoni erano due boiate, ma Luis, per cui il maestro Soffici, in questo
quando sei giovane e la casa caso paroliere, scrisse un testo sulla falsari-
discografica ti propone di fare ga dell’originale, firmandolo con lo pseudo-
nimo Ardiente: Cha cha cha della segretaria

1. Vito Vita, Intervista a Silvano Silvi,


realizzata il 5 settembre 2016, 2. Ibidem.
inedita. 3. Ibidem.

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Cocki Mazzetti

risultò essere una delle canzoni più vendute to con Doce doce
del 1960 e Michelino, con il suo complesso, (1961), seguita da
per qualche tempo scalò le classifiche grazie Frida (1962), Amore
a cover di balli latinoamericani, lanciando fermati (1963), Malaga
per primo nel nostro Paese il “merengue” e (1963) e soprattutto Una rotonda sul mare
la “pachanga”. (1964).

Nel 1961 Ansoldi fa un’altra scoperta che La Ri-Fi fu l’etichetta che ottenne l’esclusiva
si rivelò vincente: mise sotto contratto un per la pubblicazione dei dischi delle canzoni
gruppo, i 4 Loris, dal nome del leader, il pia- dello Zecchino d’Oro, che in certe edizioni
nista veneziano Loris Boresti (1927), che ve- ebbero risultati di vendita molto alti, facen-
deva alla voce e al contrabbasso il molisano do diventare alcune canzoni (come Il valzer
Alfredo Buongusto, detto Fred. Dopo un paio del moscerino, interpretato da Cristina D’A-
di 45 giri, Ansoldi propose a Fred Bongusto vena, Il caffè della Peppina o Volevo un gatto
un ruolo da solista e il successo arrivò subi- nero) dei grandi successi.

In piedi al centro, il Maestro


Bruno Pallesi (1921-1987).

Tra gli altri interpreti lanciati dal-


la Primary possiamo ricordare an-
che Cocky Mazzetti e Bruno Pallesi
(1921-1987), mentre partiva anche
il catalogo del marchio Ri-Fi, per cui
firmò una giovane cantante emilia-
na che nel 1962 aveva partecipato
a Castrocaro. La ragazza non vinse,
ma Ansoldi decise di mettere sotto
contratto anche lei, che veniva da
Ligonchio e si chiamava Iva Zanic-
chi, insieme alla vincitrice, Eugenia
Foligatti. Quest’ultima incise alcuni
dischi di buon successo, continuando
la carriera senza però riuscire a esplo-
dere, cosa che invece fece nel ’64 la Za-
nicchi con Come ti vorrei, cover di Cry
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To Me di Solomon Burque, brano – cover di ’A banda di Chico Buarque
rhythm’n’blues innovativo per il de Hollanda – e Se c’è una cosa che
mondo musicale italiano di quegli mi fa impazzire. Ma il rapporto con
anni: lanciato al Burlamacco d’Oro la Ri-Fi non era destinato a durare a
1964, vendette ben 400.000 copie. lungo: nell’autunno del ’67 infatti
Il successo fu ripetuto l’anno dopo venne annunciata dal mensile «Mu-
con una sua versione di Ma l’amore sica e dischi» la nascita di una nuo-
no e nel ’66 con La notte dell’addio, va etichetta, la PDU, fondata dalla
scritta da Memo Remigi, con la qua- stessa Mina.
le partecipò al Festival di Sanremo.
Nel 1967 Iva Zanicchi vinse, sempre Con la partenza di Mina, la Zanic-
sul palco dell’Ariston, con Non pen- chi riprese il ruolo di leader tra le
sare a me, in abbinamento con Clau- cantanti dell’etichetta, mentre tra
dio Villa. gli interpreti maschili, oltre al già
La Ri-Fi nel frattempo aveva messo ricordato Gaber, va citato Fausto
sotto contratto nel 1963 Mina: dopo Leali che dopo le numerose inci-
i primi anni con la Italdisc di Davide sioni per la Red Record e la Jolly
Matalon, la cantante aveva avuto un trovò nell’etichetta di Ansoldi
periodo di difficoltà, dovuto alle note l’affermazione definitiva con la
vicende della relazione con l’attore popolarissima A chi (1966), segui-
Corrado Pani, già sposato, da cui era ta da Deborah (quarta a Sanremo
nato il figlio Massimiliano e che ave- ’68 e firmata da Vito Pallavici-
vano causato un boicottaggio della ni e Giorgio Conte), Angeli negri
cantante da parte della Rai, con con- (1968) e Un’ora fa (1969). Infine
seguente calo delle vendite di dischi, tra i complessi il nome di punta fu
mancando la spinta promozionale. quello dei Giganti, caratterizzati
Il pubblico però era dalla sua parte, Una cartolina promozionale Ri-Fi dalla cura delle parti vocali grazie
della cantante emiliana Iva Zanicchi.
come testimoniò il successo delle esi- al contrasto tra la voce di registro
bizioni estive alla Bussola di Focette e basso del batterista Enrico Maria
l’ingresso in classifica di Stessa spiaggia, del 33 giri, pubblicando album di Mina che Papes con quelle degli altri tre componenti
stesso mare, la nota canzone di Piero Focac- contenevano, oltre ai successi, dei brani ine- del gruppo, il tastierista Checco Marsella, il
cia, mentre Mina aveva già preso contatti diti: MINA (1964), STUDIO UNO (1965), chitarrista Mino Di Martino e il bassista, suo
con Ansoldi e nell’autunno passò alla Ri-Fi. STUDIO UNO ’66 (luglio 1966), MINA N° 2 fratello Sergio: Tema (Un disco per l’estate
(dicembre 1966, il primo realizzato in dupli- 1966), Una ragazza in due (1966), La bomba
Si ripeteva così la vicenda di Celentano, che ce versione, mono e stereo), SABATO SERA atomica (1966), Proposta (Sanremo 1967) e
aveva visto contrapposte la Jolly e il Clan: – STUDIO UNO 1 (1967), tutti ai primi po- Io e il presidente (Cantagiro 1968) rimasero le
Davide Matalon denunciò Mina per inadem- sti nelle classifiche e tutti accompagnati loro canzoni più note. Mino Di Martino ci ha
pienza contrattuale. La causa andò avanti da analoghe pubblicazioni della Italdisc. A raccontato come il gruppo arrivò in Ri-Fi:
per molti anni e l’Italdisc pubblicò per mesi questi album bisogna aggiungerne un altro,
alcuni 45 giri in contemporanea con le usci- UN’ORA CON LORO, diviso a metà con Gior- Mio fratello Sergio, che cantava bene e aveva
te della nuova etichetta della cantante, per gio Gaber, passato alla Ri-Fi dalla Ricordi. una voce notevole, secondo me era la voce
cui quando la Ri-Fi lanciò Città vuota l’Ital- Per i 45 giri, risalgono al ’66 Se tu non fossi migliore dei Giganti, ha partecipato a una
disc rispose con Vulcano. Le vendite furono qui e Se telefonando, scritta da Maurizio Co- selezione per nuovi cantanti al Teatro Lirico, e
dalla parte dell’etichetta di Ansoldi anche stanzo, Ghigo De Chiara e Ennio Morricone, in questa occasione ha cantato un pezzo di Neil
per le canzoni successive: È l’uomo per me e all’anno successivo Conversazione, La banda Sedaka, cantava da dio; c’era Tonino Ansoldi e
(marzo 1964), Un anno d’amore e E se seduta stante gli ha fatto il contratto
domani (novembre 1964), tutte ar- Mina nel 1963 passò dalla con la Ri-Fi. Ed è stato proprio quello
Italdisc alla Ri-Fi dove rimase
rangiate da Augusto Martelli con cui sino al 1967, anno di nascita che ci ha portato alla Ri-Fi, perché io e
Mina, essendo terminata la relazione della sua PDU. Papes suonavamo già con mio fratello,
con Pani, si legò anche sentimental- facevamo le cover degli Shadows, e
mente. Le notevoli spese processuali quindi abbiamo suonato nel suo disco,
che la cantante dovette affrontare in Perché una luce. Il passaggio da
questo periodo la spinsero ad accet- Sergio solista ai Giganti come gruppo
tare diverse apparizioni sul piccolo sostanzialmente è dovuto ai Beatles:
schermo, sia in spot pubblicitari, sia infatti l’etichetta ha visto che ormai
in vari programmi come ospite o con- i complessi stavano andando di più
duttrice. In coppia con Lelio Luttazzi dei solisti e ha pensato, visto che
e la regia di Antonello Falqui, Mina suonavamo con lui, “Ci conviene quasi
diventò un’icona televisiva del perio- quasi prenderli tutti e tre e puntare su
do, con trasmissioni come Teatro 10 di loro come gruppo”, e così è stato:
(1964) e Studio Uno (1965), mentre infatti abbiamo fatto i primi due dischi
il conseguente effetto sulle vendite come trio, senza Checco che era ancora
dei dischi consentirono all’azienda di con il gruppo di Guidone.
Ansoldi di espandersi.
La Ri-Fi, d’altro canto, ebbe l’intui- Tra il 1965 e il 1966 la Ri-Fi colla-
zione di puntare anche sul formato borò alla pubblicazione dei sei nu-
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«Con la partenza di Mina, la Zanicchi


riprese il ruolo di leader tra le cantanti dell’etichetta,
mentre tra gli interpreti maschili,
oltre a Gaber, va ricordato Fausto Leali»

meri della rivista «Pop», con allegato in ogni figlio adottivo di Giovanni Battista, Tonino
numero un 45 giri dell’etichetta in formato Ansoldi.
ridotto. Gli anni 70 furono quelli che portarono il
gruppo Ri-Fi alla chiusura per fallimento,
Nel 1968 vennero messi sotto contratto per che avvenne alla fine del 1982: eppure nel
la sottoetichetta Variety la torinese Vanna 1970 l’azienda era in attivo e florida, con
Brosio (1943-2010) e il cantante pugliese molti artisti di rilievo, pur perdendo nel cor-
Rossano, pseudonimo di Rossano Attolico so dell’anno uno di quelli di maggior succes-
(1946-1976), che dopo l’uscita di Ti voglio so, Fausto Leali, passato alla Philips.
tanto bene, presentata al Cantagiro del ’69, L’etichetta si adattò al cambio di gusti del
non riuscì più a replicarne il successo, pur pubblico, e mise subito sotto contratto un
essendo dotato di buona vocalità e avendo gruppo di rock progressivo torinese, i Circus
inciso brani interessanti come Ho perso il 2000 della cantante Silvana Aliotta, ex Sil-
conto (1971), firmata da Andrea Lo Vecchio va Grissi, facendoli debuttare con un album
e Roberto Vecchioni, prima versione, ma con eponimo a dicembre 1970, seguito da un se-
un testo diverso, di Luci a San Siro. Le circo- condo nel 1972, AN ESCAPE FROM A BOX;
stanze della sua scomparsa a New York, tra i due 33 giri ci fu il singolo Regalami un
all’apparenza dovute a un suicidio, non sabato sera, che diventò la sigla del program-
furono mai chiarite definitivamente. Per la ma televisivo Teatro 10.
Ri-Fi il decennio si concluse con la vittoria Johnny Betti, il batterista del gruppo, ci ha
a Sanremo ’69 di Zingara, cantata da Iva raccontato come i Circus 2000 arrivarono
Zanicchi, che nel frattempo aveva sposato il alla Ri-Fi:

Tra il 1965 e il 1966 la Ri-Fi collaborò


attivamente alla rivista «Pop».

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Gli Homo Sapiens, trionfatori nel 1977
a Sanremo con Bella da morire.
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Giglio, il nostro manager per gli spettacoli cui alcuni sostenevano che la mafia nem-
dal vivo, aveva fatto un debito con Ansoldi, meno esistesse, e quindi la promozione e
il titolare della Ri-Fi, riguardo una di conseguenza le vendite furono nulle.
manifestazione, il Cantafolk, che doveva Legati invece a un genere melodico furo-
andare in un certo modo e poi è andata in no gli Homo Sapiens, gruppo toscano che
perdita, i dettagli non li so. Fatto sta che aveva iniziato alla fine degli anni 60 con
Giglio ci ha in pratica offerto alla Ri-Fi il beat e la denominazione Tarli; dopo il
per andare in pareggio, e quindi è venuto il cambio del nome, preso da una loro can-
figlio del capo, Tonino Ansoldi, il marito di zone intitolata Homo sapiens, ottennero
Iva Zanicchi, che aveva dei forti problemi un contratto con la Ri-Fi e si misero in
di alcoolismo all’epoca, era una brava luce con una canzone scritta da Roberto
persona ma aveva questo problema, e in breve Vecchioni, Il sogno di Laura, e con Un’estate
abbiamo firmato con loro che, devo dirlo, fecero In Ri-Fi c’era un clima un po’ strano: fa, cover di Une belle histoire con il testo di
un buon lavoro pubblicitario, anche se per altri sembrava che dovesse fallire da un momento Franco Califano, dopodiché il chitarrista
versi l’esperienza fu deludente e il loro modo di all’altro, e noi con loro, tant’è che a volte Rodolfo Maltese lasciò il gruppo per entrare
comportarsi poco professionale. Siamo andati pensavamo che volessero dare il colpo di nel Banco del Mutuo Soccorso. Vecchioni
a Milano per un mese e abbiamo registrando grazia all’azienda, prendendo dei matti come divenne uno dei loro autori di riferimento,
tutti i brani, dopodiché, terminati tutti i pezzi, noi che facevamo i concerti improvvisando e scrivendo per loro successi come Tornerai,
io pensavo di avere finito i provini e che poi si suonando nei dischi cose stranissime… poi tornerò; ma è con una canzone scritta da
sarebbe cominciato a fare sul serio, invece ci circolavano voci che Ansoldi volesse vendere, ho Alberto Salerno e Renato Pareti, Bella da
chiama su nell’ufficio il papà di Tonino, il boss, sentito nominare lì per la prima volta quel tale morire, che il gruppo vinse il Festival di San-
e ci fa risentire tutti i brani. Io gli chiedo se sia costruttore che poi ha fatto quella televisione, remo nel 1977.
una prova di stampa e lui mi risponde di no, che Canale 5, Berlusconi, come uno che voleva Un cantautore che debuttò con la Ri-Fi fu
quello è il disco: io un po’ mi sono arrabbiato, comprarsi la Ri-Fi. il pugliese Franco Simone che, dopo aver
ho contestato fino a dove potevo arrivare, ho vinto Castrocaro nel 1972 con il brano Con
fatto presente che alcune cose non erano finite, Nel 1971 i Giganti, riformatisi dopo un pe- gli occhi chiusi e i pugni stretti, si mise in luce
abbozzate, da rivedere, che alcune cose non riodo di scioglimento, pubblicarono quello a Sanremo nel 1974 con Fiume grande, rag-
andavano, ma lui è stato irremovibile, e ci ha che è considerato uno dei dischi più impor- giungendo il grande successo nel 1976 con
parlato dei vincoli del contratto. tanti di quegli anni, TERRA IN BOCCA (PO- Tu… e così sia, replicata da Tentazione; pub-
Un’altra cosa che mi ha dato fastidio è questa: ESIA DI UN DELITTO), che raccontava una blicò cinque album con l’etichetta, tra cui
io non sono uno attaccato ai soldi, ma non vicenda di mafia legata alla guerra dell’ac- RESPIRO nel 1977 con l’omonimo brano e
mi piace essere preso in giro, e per quel che qua in Sicilia, con i testi di Piero De Rossi e Cara droga, che ebbe un buon successo ra-
riguarda i diritti d’autore, io avevo due pezzi le musiche di Mino Di Martino arrangiate da diofonico. Continuò poi la carriera, con ri-
miei, di cui uno, I Am The Witch, venne Vince Tempera e con la collaborazione alle scontri maggiori all’estero, specialmente in
pubblicato in italiano su 45 giri, Io, la strega esecuzioni di Ellade Bandini alla batteria e Sudamerica, che in Italia.
passò diverse volte per radio e per televisione, Ares Tavolazzi al basso; il disco però venne Iva Zanicchi ebbe per tutta la prima metà
e avevo fatto un conto che dovevano darmi sui censurato per le tematiche, erano anni in del decennio molti grossi successi, a parti-
venti-venticinque milioni. Io non re da L’arca di Noè, presentata a
ero iscritto alla Siae (nemmeno Il cantautore Franco Simone, Sanremo 1970 in abbinamen-
gli altri del gruppo), e i pezzi li artista Ri-Fi tra il 1972 e il 1978. to con l’autore Sergio Endrigo,
avevano depositati due prestanome che si classificò al terzo posto,
della Ri-Fi, Marinco Rigaldi e nello stesso anno Un uomo senza
Augusto Martelli, e per questo tempo, cover di Mi Viejo del duo
accordo mi hanno dato soltanto argentino Piero e José, dedica-
centoquarantasettemila lire, io li ho to alla figura paterna, e Un fiu-
presi perché avevo bisogno di questi me amaro, cover di O Καημoς,
soldi ma avrei dovuto tirarglieli in scritta da Mikis Theodorakis nel
faccia, se mi vuoi prendere i diritti 1962 per Grigoris Mpithikotsis,
d’autore me lo dici, facciamo la un cantante greco, nel 1971 La
pubblicità, facciamo questo e quello, riva bianca, la riva nera, canzone
per cui non ti diamo nulla, ma non pacifista scritta da Alberto Testa
puoi da una parte dirmi “Sì, sì te li ed Eros Sciorilli, e Coraggio e pau-
diamo” e poi dall’altra prendermi ra, scritto da Corrado Castellari,
in giro con le briciole, darmi una fino ad arrivare alla terza vittoria
miseria quando tu hai incassato un a Sanremo 1974 con Ciao cara,
mucchio di soldi. Mi avessero detto come stai?. Nello stesso periodo
“Li usiamo come investimento su incise alcuni album interessanti:
di voi, per un disco fatto bene, per CARO THEODORAKIS… IVA nel
una promozione seria” avrei anche 1970 con brani di Theodorakis
accettato e avrei preferito piuttosto tradotti, CARO AZNAVOUR nel
che avere venti milioni in tasca. 1971, con canzoni dal reperto-
rio del cantautore francese, IO
Marcello Quartarone “Spooky” SARÒ LA TUA IDEA nel 1975,
chitarrista dei Circus 2000 ci de- con canzoni tratte da poesie di
scrive l’ambiente nell’etichetta in Federico Garcia Lorca adattate
quel periodo: da Corrado Castellari.
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Nel 1976 entrò alla Ri-Fi il cantautore Alla fine del 1982 furono sospese le nuove
Cristiano Malgioglio, autore di molte can- produzioni, poi le stampe del catalogo esi-
zoni per la Zanicchi tra cui la hit Testarda stente fino all’esaurimento delle commesse
io, cover di La distancia di Roberto Carlos, e lo smaltimento del grosso del magazzino,
e di L’importane è finire per Mina, che pub- e di fatto l’etichetta cessò di esistere, anche
blicò con l’etichetta tre album, SCANDALO se dal punto di vista giuridico la società fu
(1977), MALEDIZIONE IO L’AMO (1978) e liquidata in un secondo tempo.
SBUCCIAMI (1979). Proprio la testimonianza di Pino D’Angiò
Nel frattempo, alla fine del 1977 Piero La ci fornisce qualche chiarimento sulla fine
Falce lascia la Ri-Fi per diventare direttore dell’etichetta:
della CBS Italiana, ed è sostituito da Mario
Giampietro; in questo periodo lavorano per Poco dopo Ma quale idea la Ri-Fi fallì, tra
l’etichetta le due figlie di Ansoldi, Chiara e l’altro anche con debiti per cui alcuni diritti
Nicoletta, che si occupa dei rapporti con le che mi doveva alla fine non me li ha mai
radio e della gestione della serie economica pagati: parlo delle royalties sulle vendite,
Penny, scegliendo quindi che cosa ristam- perché invece i diritti d’autore per fortuna
pare e in che modalità. arrivarono e arrivano tuttora. Nel 1979
Il festival di Sanremo del 1979 fu vinto da Sanremo 1979: vince uno sconosciuto Mino era morto il fondatore, Giovanni Battista
un artista Ri-Fi, Mino Vergnaghi,Giovanni Vergnaghi con Amare. Dopo questa vittoria la Ansoldi, e la successione era passata al
con Amare; il cantante piemontese aveva carriera del cantautore non decollò, ma negli anni figlio Tonino, e questa cosa è da collegarsi al
ha scritto, tra gli altri, per Zucchero e per Giorgia.
avuto una lunga gavetta, essendo stato fallimento dell’etichetta, che è del 1982. Tra
a partire dagli anni 60 il cantante di vari l’altro anche i miei colleghi non ebbero alcun
gruppi come i New Blues, che incidevano L’anno dopo un mio amico senese del mio rimborso, infatti abbiamo fatto una causa
per la Arlecchino di Enzo Amadori, poi ne corso di medicina che si era trasferito a Milano comune con altri, c’erano Franco Simone, la
Il Segno dello Zodiaco, che fu ingaggiato mi chiamò al telefono: “Perché non vieni a Zanicchi, solo che i risarcimenti sono andati
dalla Ri-Fi, e qui, spronato dalla Zanicchi, Milano? A Siena con gli esami propedeutici in primo luogo ai creditori, avevano debiti per
Vergnaghi decise di lasciare il gruppo e dar- ci ammazzano, farmacologia è insuperabile”, miliardi, e quindi per gli artisti non è rimasto
si alla carriera solista, ottenendo un buon era vero e così mi convinsi e venni a Milano. niente. Nella sentenza il tribunale disse che io
successo nel 1978 con Parigi addio. La car- Avevo conservato nel portafoglio il bigliettino, avevo ragione e la Ri-Fi torto, che avevo diritto
riera di Vergnaghi non decollò, ma il can- così chiamai il numero di questo Ezio Leoni, ai soldi, e parliamo di miliardi di lire, nei
tante rimase nell’ambiente, entrando nello che non sapevo chi fosse, andai a trovarlo e lui, primi tre anni Ma quale idea
staff di Zucchero Fornaciari, come corista dopo avermi fatto un cazziatone tra versioni estere, remix,
e come autore, scrivendo Diamante, con te- perché mi ero presentato cover, ecc… aveva venduto 12
sto di Francesco De Gregori, e due canzoni dopo più di un anno, mi milioni e mezzo di copie, era
con il testo di Zucchero, Di sole e d’azzurro chiese se quelle cose che stata inserita in innumerevoli
per Giorgia, seconda a Sanremo 2001 e Suc- avevo fatto quella sera a compilation anche negli Stati
chiando l’uva per Mina. Firenze erano tutte roba Uniti, in cui l’avevano usata
Il 23 luglio 1979 morì Giovan Battista An- mia, e io risposi di sì. per una pubblicità dei jeans
soldi, che a ottobre 1978 era stato colpito Lui all’improvviso mi Loris, un’altra pubblicità in
da un ictus; durante questo periodo l’altro chiese: “Le va di fare un Giappone per una catena di
socio fondatore, Giampiero Rossi, in ac- disco?”. Io non sapevo negozi di elettronica, poi un
cordo con la dirigenza, acquistò la parte di cosa dire ma alla fine gli altro brano dell’album OKAY
società della famiglia Ansoldi, suddivisa in risposi: “Perché no?”, e OKAY era stato comprata
quattro quote, tre per i figli e la quarta per così feci il primo 45 giri da un canale televisivo
la moglie Ines. nel 1979 con È libero, americano. Ma purtroppo,
Alla morte del padre comunque il figlio To- scusi? e La bottega di non esistendo più l’altro
nino assunse la carica di direttore generale. Mefistofele, abbiamo interlocutore a causa del
Nei due anni successivi furono pubblica- venduto sulle 12.000 fallimento, il risarcimento
ti alcuni dischi, tra cui nel 1981 Ma quale copie che per l’epoca erano non era possibile. Dei
idea di Pino D’Angiò, grosso successo anche come zero di oggi, fu un creditori che aveva ho saputo
all’estero, uno dei primi esempi in Italia di vero fallimento. Continuai con la che è riuscita a pagare più
rap su base funky. mia vita da studente, ma dopo due o tre mesi o meno l’80%, credo comunque che sotto ci
mi richiamarono: È libero, scusi? aveva vinto fosse qualcosa di strano perché, per quanti
Ero uno studente squattrinato perché ero fuori un concorso di radio libere, quindi un minimo debiti potesse avere la Ri-Fi, riuscire a non
casa, studiavo medicina a Siena, e sbarcavo il si era fatto notare, e allora mi proposero di pagare nessun artista è veramente difficile,
lunario facendo cabaret: mi ero presentato in fare un Lp. Io ero perplesso, ma comunque mi chiedo come avessero potuto fare così tanti
un locale di Firenze che si chiamava Il pozzo di facemmo questo disco in cui c’erano Ma quale debiti5.
Beatrice dove si faceva cabaret e proposi alcune idea e Un concerto da strapazzo. La Ri-Fi
cose che piacquero al proprietario che mi decise di pubblicare come 45 giri quest’ultima, Tratto da Musica solida – Storia dell’industria
prese, per lo più monologhi e poi delle robette poi cambiarono idea e pubblicarono Ma quale del vinile in Italia di Vito Vita (Miraggi Editore,
cantate con la chitarra. Durante una esibizione idea4. 2019). Per gentile concessione dell’Editore.
si avvicinò un tizio che non conoscevo che
mi chiese di dov’ero e poi alla fine dopo due
chiacchiere mi diede un biglietto da visita
dicendomi di andarlo a trovare, cosa che io non
4. Vito Vita, Intervista a Pino D’Angiò, realizzata
feci perché sul bigliettino c’era scritto Milano. il 10 maggio 2017. 5. Ibidem.

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Andrea Lo Vecchio oggi e… ieri.

«‘Mi raccomando,
Lo Vecchio: quattro
parole, perché
sono molto
impegnato’. Io lo
guardo e gli dico:
‘Lei – è – uno –
stronzo’,
chiudo la porta
e me ne vado»
DANILO DAURIA

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Musicista, paroliere, cantautore, produttore discografico, talent scout, autore
televisivo… Da più di mezzo secolo, Andrea Lo Vecchio
è un grande protagonista dello spettacolo italiano. Abbiamo approfittato
della sua disponibilità per immergerci nei ricordi e scoprire aneddoti
e retroscena di alcune delle pagine più belle della nostra musica.
Intervista: Emmanuel Grossi

I
I tuo rapporto con se vai per strada ti svegli in fretta. Così, dopo mio padre che per reale interesse. Io imparo
la musica inizia qualche settimana, mi misi con tale Cinzia, un po’ di cose e nel giro di venti giorni – tra-
da adolescente. entraîneuse del locale ma con appartamen- mite un altro amico di famiglia, che stava
Sì, come can- to, innamorata pazza di me (ero un bel figo!). alle Ferrovie dello Stato – vendo una partita
tante-chitarrista. E risparmiavo le milletré. Stavo bene, mi di- di cavi e conduttori alle Ferrovie. La mia per-
Al Rebecchino, un locale in largo vertivo, ma mi rompevo le scatole. Così mol- centuale era di venti milioni di lire. Allora,
Augusto, a Milano. Guadagnavo lai tutto e me ne andai anche da lì. ci si compravano due appartamenti… Brogi
1500 lire e la pensione dove stavo diventa matto. Mi chiama e mi porta sulla
ne costava 1300. Perché, finito il Liceo Clas- E dove te ne sei andato? sua Jaguar fino a Bresso, alle porte di Mila-
sico, avevo detto a mio padre, che era uno Da un certo Brogi, che vendeva cavi e no, dove c’era un campo di volo. Saliamo a
dei quattro direttori centrali della Banca Na- conduttori elettrici, conosciuto nel salotto fare un giro sul suo Piper e mi dice: “Io non
zionale del Lavoro: “Papà, io non vado all’u- di papà. “Mi fa lavorare nella sua società?”. ho figli, per cui tutto questo un giorno può
niversità. Ho trovato un lavoro, vado a suo- “Hai mai venduto cavi?”. “No, ma se mi dà essere tuo. Vorrei che facessi il mio direttore
nare”. E lui mi rispose: “Bene. Capisci però un catalogo imparo”. “Va bene, proviamo”, commerciale”. Gli risposi: “No, guardi, non
che io non ho più il dovere di mantenerti”, e mi rispose, più per rispetto nei confronti di ha capito: lei mi dà i miei venti milioni, per-
mi cacciò di casa, aggiungen- ché devo comprare pulmino e
do, rivolto a mia madre: “E tu impianto di amplificazione e
non farti influenzare dal tuo devo stipendiare i musicisti”.
buon cuore”. Mi riammise al Comprai un impianto Sem-
salotto buono solo dopo i pri- prini (allora era il migliore)
mi successi, dandomi appun- con microfoni e tutto e, salu-
tamento al circolo del bridge. tato Brogi, misi su il mio pri-
Ma a quel punto, ero io recal- mo complesso.
citrante…
Come vi chiamavate?
Un inizio duro. Gli Students. Il batterista
Passai dalle lenzuola di era Franz Di Cioccio. Aveva-
lino, dalla cameriera che mi mo vent’anni. Tutti con la
portava i vestiti stirati, alla tessera del Partito Comuni-
Pensione Mariuccia piena di sta, perché senza non lavo-
mignotte, perché era l’unica ravi: il nostro impresario, un
che potevo permettermi. Ero certo Nando Dagradi, aveva
un figlio di papà, noi bambini in mano tutte le discoteche, le
(ho un fratello e una sorella) balere e le piazze del partito.
sedevamo a tavola con i libri Siamo andati dappertutto, in
sotto le braccia, per tenere la tutt’Italia. Si suonava sempre
postura, e se i libri ti cascava- e si guadagnava molto bene.
no smettevi di mangiare… Ma Erano altri tempi: oggi ti dan-
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andrea lo vecchio
no cinquanta euro e devi pure portare gente Però alla fine partecipasti a quel Cantagiro
nel locale, sennò non ti accettano. Una volta 1965, nel girone dei Giovani.
facemmo Palermo-Trieste: allora non c’era- La vera gara era a chi arrivava ultimo, fra
no i service, per cui abbiamo suonato, ca- me e Caterina Caselli, che cantava “Sono qui
ricato il pulmino, ci siamo messi in viaggio con voi – alleluja-jà”, un’altra roba micidia-
e da Palermo siamo arrivati a Trieste, dove le. Però, in questo modo ripresi la mia atti-
abbiamo scaricato, montato e suonato… vità. Il Cantagiro era bellissimo, pazzesco. Si
andava sulle macchine scoperte in mezzo a
Che genere di musica facevi? due ali di folla e tutti ti volevano toccare… Il
Repertorio internazionale, di tutti i generi: bassista dell’Equipe 84 si ruppe un braccio:
Aretha Franklin, Wilson Pickett… in Italia mentre passava in auto, uno l’ha afferrato
c’era Ghigo con Coccinella. Suonavo anche e gliel’ha spezzato. Mi ricordo quando ar-
qualche pezzo mio, orribile, ovviamente mai rivammo a Zapponeta, il paese di Nicola di
uscito. Uno per cui i miei amici impazziva- Bari, che stava nella macchina davanti alla
no e che mi chiedevano sempre, dovunque mia. A un certo punto ho visto una grande
andassi, si chiamava Cimitero rock e faceva: calca e Nicola che volava: lo lanciavano in
“Le budella putrefatte son ma sono dolci come aria per festeggiarlo. C’era poi un momento
il panetton e un vermicello che passava là se le in cui il patron Radaelli metteva tutti i can-
mangiava con il baccalà”… tanti in fila, giovani e big, e faceva fare gli
alla Ricordi per avere spiegazioni. “Scusate, autografi. Ci fu una ragazzina – avrà avuto
Splendido! Com’erano i night all’inizio degli chi comanda qui?”. “Il dott. Rignano”. Era 13-14 anni – che li volle tutti, uno dopo l’al-
anni Sessanta? il direttore generale. Prendo appuntamen- tro: arriva davanti a me, mi guarda… “Te,
Nei locali c’erano il “complesso base” e il to con la segretaria. “Venga lunedì”. Vado no”. Bellissimo!
“complesso attrazione”, che si alternavano. lunedì. “Mi spiace, il Dottore è molto oc-
Noi eravamo un complesso attrazione. Suo- cupato, torni martedì”. Torno martedì. E Arrivaste fino in Russia.
navamo dalle dieci di sera alle quattro del mercoledì, e giovedì… Il venerdì mi riceve, Sì, quell’anno c’erano tre tappe all’estero.
mattino. Allora, la musica si faceva davvero! mi dà due buffetti sulla guancia e mi dice: Appena varcato il confine, non si chiamò
Una sera mi sentì un certo Conte che faceva “Mi raccomando, Lo Vecchio: quattro pa- più Cantagiro ma Rita Pavone Show (anche
il talent scout (allora c’erano anche i talent role, perché sono molto impegnato”. Io lo se lei cantava solo un brano) perché Rita era
scout, che giravano per i locali) e mi disse: guardo e gli dico: “Lei – è – uno – stronzo”, l’unica che conoscevano. Era una forza della
“Ti piacerebbe fare un contratto con la Ri- chiudo la porta e me ne vado. Sono rimasto natura, famosa in tutto il mondo.
cordi?”. Mi portò alla Ricordi, mi provinaro- fermo un anno. Dopo un anno, mi richia- Avevamo gli stadi sempre pieni: a Vienna,
no e mi scritturarono, come cantante e come ma: “Lei ovviamente vuole cantare”. “Sono ma soprattutto a Mosca. C’erano 5000 per-
autore. E cominciai di pari passo a incidere qui apposta, ho un contratto”. “C’è un sone, venne a piovere e non si mosse
(il mio primo disco fu Dorme la città) e a scri- unico modo in cui LEI possa rico- nessuno. E proprio a Mosca vinsi
vere per altri. minciare a cantare: deve fare la tappa, con quel brano tre-
il Cantagiro con La ragazza mendo: ai russi piaceva. Fu
Dorme la città uscì però per la CBS. di Reggio Emilia”. Era un una soddisfazione!
All’epoca, la CBS Italiana era della Ricordi: brano di Pattacini-Sarti,
era l’etichetta che veniva usata per i dischi una roba oscena. Ven- Nel frattempo,
dei giovani. Poi passò alla CGD. Ma con la ne inciso con un foglio continuavi a suonare
CGD lavorai in seguito, quando Franco Cre- di carta velina sui tasti nei locali.
pax, da direttore artistico della Ricordi, cam- del pianoforte per fare la Ho cominciato a lavo-
biò casa discografica e volle che lo seguissi. batteria, con una voce a rare al Derby, il primo,
risposta: “Da quando voglio storico cabaret in via
Come fu il tuo debutto come cantante? bene a una ragazza – di Re- Monte Rosa, a Milano. Fa-
Il mio primo disco – come tutti i primi di- eggio E-E-Emilia…” C’era da cevo i pezzi miei, dei mono-
schi – non si trovava nei negozi. Allora andai vergognarsi. loghini… Al tempo, il cabaret

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Due scatti del Cantagiro,


manifestazione itinerante che
tanto successo ebbe negli anni
Sessanta. A sinistra, l’arrivo in
automobile di Bobby Solo
circondato dalla folla, a destra
si riconoscono Gianni Morandi
e Nicola Di Bari.

era una cosa seria! C’erano mo. C’erano brani molto bel-
Cochi e Renato, i Gufi… poi li: Io vorrei vedere te era molto
arrivavano gli stranieri, tipo divertente, Poeta bellissimo,
Mouloudji… significativo…

Subito dopo hai aperto un Ma torniamo agli inizi.


cabaret tutto tuo. Cabaret, primi dischi da Arriva questo ragazzino di diciassette anni
Le Clochard, in via Larga. cantautore… ma soprattutto e comincia a cantare il repertorio di Elvis
Anche lì facevo qualcosa di primi successi come autore! Presley, che io non conoscevo, se non per
mio, ma soprattutto invitavo Nel 1964 andasti al Festival due o tre brani. Me ne innamorai: lo portai
gente: Dario Fo, Giorgio Ga- delle Rose con Era troppo alla Ricordi, gli fecero un provino e subito il
ber, Bruno Lauzi… bello, cantata da Wilma contratto.
Goich. Però cantava in italiano come un falso in-
Con alcuni di loro hai anche lavorato, negli Wilma era un’amica carissima. Le ho glese, storpiando le pronunce (“peirchéii
anni seguenti. scritto io le prime canzoni. Ai tempi era un tchuu…”). Era improponibile. Allora per tre
Con Bruno ho scritto dei testi. E ha inciso peperino! Una volta mi rubò la macchina. mesi mia madre, che era professoressa di
Il bene di luglio, una canzone mia e di Vec- O meglio, me la chiese in prestito, ma non
chioni che già avevo inciso io: Bruno se ne aveva la patente e non sapeva guidare. Finì
innamorò e la volle cantare anche lui. Con con la mia Dauphine nelle scale della metro-
Giorgio non ho mai lavorato, ma eravamo politana. Mi chiamò disperata: “Andrea, è Bobby Solo
molto amici, lo andavo a trovare in Versi- successo un disastro!”. a metà degli
lia… Ho lavorato invece con Ombretta Colli, anni Sessanta.
quando fece Stryx in televisione. Fu merito tuo anche il debutto di Bobby
Solo.
Per associazione di idee: hai collaborato Sì. Mi chiamò il mio professore di Lettere,
anche con Franca Mazzola. Latino e Greco, il prof. Vigo:
Sì, certo! Un album tutto mio, “C’è qui un ragazzo che viene
scritto e prodotto da me: AMO- da Roma – il padre era un di-
RE – FRANCA MAZZOLA CAN- rigente dell’Alitalia – suona
TA ANDREA LO VECCHIO. la chitarra, canta, secondo
Vinse un premio come miglior me molto bene: perché non lo
disco di poesia in musica. Ha ascolti?”. Io ero un fan dei Be-
venduto due copie: quella di atles, che erano il mio punto
Franca e la mia, ma ebbe un di riferimento, come per mol-
successo di critica notevolissi- ta parte dei giovani d’allora.
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pianoforte, gli diede lezioni Iller Pattacini
i suoi primi pezzi. Scriveva zione, mi pare alla Ricordi, come copista di
di canto e di dizione. Bob- bene. E aveva questa voce partiture.
by aveva anche un altro pazzesca…
problema: abituato com’e- Caso ancor più strano è L’amore è come
ra alla chitarra, stonava Vale la pena di un bimbo, cantata da Carmen Villani: sui
quando sentiva l’orchestra approfondire. Io non t’amo dischi sono riportati come autori Umberto
in cuffia. Non era in grado più, portata da Gino a Scala Bindi e Gino Paoli, mentre in SIAE risultate
di ascoltare la propria voce. Reale nel 1966: testo tuo e anche tu, Vecchioni e Michele Francesio.
Una lacrima sul viso fu regi- musica di Pattacini. Francesio non c’entrava niente: stava alle
strata con 96 tagli (perché al- Invece è tutto mio. Ebbe edizioni Ri-Fi. La musica era di Umberto Bin-
lora si faceva il taglio del na- molto successo in Francia: di, il testo l’abbiamo scritto Roberto, Gino e
stro). Tant’è vero che quando Dis la vérité, cantata da una io. In realtà, solo Gino e io, ma con Rober-
andò al Festival di Sanremo ragazza, Dorine. to avevamo un accordo per cui su qualsiasi
s’inventarono un problema cosa facevamo a metà: certe canzoni le ha
alle corde vocali per usare il Con Gino Cudsi avesti anche altri trascorsi. scritte solo lui e le ho firmate pure io e vice-
playback: non avrebbe potuto cantare con Sì, da Pippo Baudo, a Settevoci. Partecipai versa.
l’orchestra! Poi ovviamente è migliorato… con Dorme la città e vinsi. Vinsi ancora con
Vivevi per me… e non avevo più pezzi. Quindi, Continuiamo allora con la Ri-Fi: Tu non
In quel caso, ci furono problemi anche con velocemente andai in studio e incisi Città di meritavi una canzone di Fausto Leali (Lo
la SIAE… novembre, mia e di Vecchioni. E Vecchio-Vecchioni sul disco, anche Antola
La canzone è firmata Mogol- persi proprio contro Gino. L’ho in SIAE).
Lunero (pseudonimo di Patta- fatta in puntata (si cantava dal Con Fausto eravamo amici. Ma il pezzo
cini), ma la musica è di Bobby. vivo, sulla base), ma non è mai uscì con un brutto arrangiamento. Infatti,
A quel tempo, se non avevi il uscita. Ricordo ancora la melo- subito dopo, me lo sono ricantato io, perché
diploma di Conservatorio, la dia: “Città di novembre, col fred- quella versione non mi era piaciuta.
SIAE non ti consentiva il de- do che gela…”. Orribile!
posito: avevi bisogno di un Capitava spesso che pezzi scritti con
Maestro che mettesse la firma. In SIAE sono depositati Vecchioni per altri interpreti li incidessi
Lo facevano in tanti: Franco molti altri brani di cui non anche tu. E che poi li ricantasse Vecchioni.
Monaldi, Iller Pattacini… Poi, si trova traccia nelle varie Vecchioni sempre dopo, perché all’epoca
quando la SIAE si accorse che discografie… non cantava ancora. Mi sembra che sia sta-
così faceva doppi soci (perché Un’altra canzone che non ta un’idea di Matalon, della Ducale Italdisc:
se scrivevi Il cielo in una stanza uscì, sempre scritta con Rober- il professore che canta! “Ma io non sono un
diventavi socio tu, ma lo diven- to, si intitolava Se tu mi amassi. cantante”, gli rispose. “Non fa niente, non
tava anche Renato Angiolini), Era bella: “Se tu mi amassi, ti importa! Sono i testi che contano! E mi piace
tolse questa regola e potemmo metteresti il tuo primo vestito e l’idea del professore che canta”.
firmare i pezzi da soli. mi verresti una sera a cercare per
domandarmi se ti sta bene…”. Qualcosa di simile è accaduto anche per
A proposito di Angiolini: Luci a San Siro…
insieme a te e Vecchioni Che memoria! Prima hai citato Quando la scrivemmo, la Ri-Fi la fece inci-
scrisse L’amore mio, l’amore la versione francese di un tuo dere a Rossano, che doveva fare Un disco per
tuo e I tetti per la Anonima pezzo. Tu hai scritto anche l’estate. Ma la commissione di censura RAI
Sound. varie cover. Come ti regolavi bocciò il testo, così ne dovemmo scrivere un
Ha firmato e basta: i testi era- in quei casi? altro sulla stessa musica. Divenne Ho perso
no miei e di Vecchioni, la mu- Facevo come se il testo origi- il conto: “Ho perso il conto di chi ho rimpianto,
sica di Ivan Graziani. Neanche nale non esistesse. Ma cercavo ma ricomincio e dentro spero sempre un po’. Per
lui poteva firmare. È partito di rispettare i suoni della lin- un minuto io t’ho creduto, la donna giusta sai
da lì. Abbiamo scritto insieme gua, quindi “you” diventava potevi essere tu…”.
“tu”, o “più”…

Tante di queste cover (Betty Blu di Mal,


Signor Yamamoto di Hervé Vilard…) sono
co-firmate da Ettore Carrera.
Metteva solo la firma. Era il direttore delle
edizioni Ricordi.

Altre canzoni scritte con Vecchioni sono


invece depositate come testo suo e musica
scritta a quattro mani da te e da Giorgio
Antola.
Con Roberto scrivevamo tutto insieme.
Poi, per praticità, siccome lui era professo-
re di Lettere, decidemmo che io firmavo le
musiche e lui firmava i testi. Antola, invece,
non se ne interessava proprio: firmava e ba-
sta. Era un Maestro che lavorava in un’edi-
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Roberto Vecchioni: per
diversi anni lui e Lo Vecchio
hanno sfornato brani di
successo per altri artisti.
Quando poi Roberto si mise a alle otto-le nove, a casa
cantare, volle riprendere il testo mia o sua, con le chitar-
originale. E uscì Luci a San Siro, re in mano. E stavamo
che – vai a capire perché – ha lì tutta la giornata, poi
preso il cuore della gente. E in facevamo le vacanze in-
tutt’Italia, non solo a Milano! sieme… vivevamo in sim-
Per reazione alla censura, in- biosi! Finché Roberto non
vece, Roberto ed io scrivemmo andò a fare il militare. Lì
Donna Felicità, che parla chia- conobbe Renato Pareti,
ramente del sesso femminile, un ragazzotto suo coeta-
ma la commissione non se ne neo. Tornato dalla naja,
accorse e quindi passò… mi disse: “Ho conosciuto
uno fortissimo, che mi
Che storie incredibili! Ma piacerebbe che entrasse
restiamo ancora alla Ri-Fi: Un in società con noi”. “Va
attimo, per Iva Zanicchi. bene, fammelo cono-
È stata prima in Giappone, scere”. Arriva questo
col titolo Anata to. I giappone- qui con la fisarmonica:
si vennero qui a inciderla e fu certe lagne… Allora io
buffissimo perché mi fecero un – in sua presenza – dis-
sacco di inchini, quando seppero si: “Roberto, le lagne le
che l’avevo scritta io. sappiamo scrivere pure noi. Ci serve
uno che faccia cose divertenti, cose
Qui gli autori sono ben cinque: sul disco, che noi non sappiamo fare, perché i
Vecchioni-Lo Vecchio-Intra; in SIAE anche nostri sono pezzi cantautorali”. Pare-
Antola e Leoni. ti se la legò al dito (ma scrisse poi la
Non so perché ci sia tutta questa gente, musica di Donna Felicità) e con-
perché la canzone è solo mia, parole e musi- vinse Vecchioni – che attraver-
ca. Con Roberto eravamo d’accordo; Giorgio sava un periodo difficile, gli era
Antola, Gianfranco Intra ed Ezio Leoni, che morto il padre, la fidanzata lo
era il direttore artistico, hanno solo firmato. aveva lasciato… – che io non gli
servivo e poteva continuare da
Poi, con tutti questi, vi mettevate d’accordo solo. Anzi, essendo un professo-
privatamente per i diritti… re, avrebbe fatto anche meglio. Antonella Bucci.
No, no. Nessuno ha mai restituito niente. Roberto si è sempre sentito un Ormai non ci frequentava-
Capito perché non si guadagna? genio, da quando è nato. E for- mo più, da un sacco di tempo.
se lo è davvero: è sempre stato C’era questa musica di Raffaele
L’abbiamo citato più volte: già che ci siamo, avanti a tutti, parlava in greco Rinciari e della Bucci: io avevo
parliamo di Roberto Vecchioni. antico, aveva una grandissima scritto le strofe ma non riuscivo
Ci siamo conosciuti quando io avevo già cultura… Era al di sopra della ad andare avanti… Allora ho
fatto i miei dischi, avevo già il contratto con media e ne era molto consape- chiamato e ho detto: “Roberto,
la Ricordi… Partecipai a una festa studen- vole. mi finisci la canzone?”. E così
tesca dell’Istituto Gonzaga di Milano, in cui ha fatto.
si esibivano lui e un certo Gin Martinez. Mi E come finì?
sono piaciuti subito e chiesi loro se volesse- Finì in modo brutto. Con una In quegli stessi anni
ro lavorare con me. Martinez mi disse di no, telefonata. Mi disse: “È meglio hai lavorato anche con
che studiava da avvocato; Roberto accettò. che cambi mestiere, perché Alessandro Canino.
Per anni ci siamo trovati, tutte le mattine senza di me non sei nessuno”. Canino aveva litigato con Bi-
E io chiusi dicendo: “Roberto, gazzi, che gli aveva fatto fare a
quando finalmente non ti farai Sanremo Tu tu tu. Un disastro.
mantenere dai tuoi e avrai una Viene da me e mi dice: “Mi vuoi
casa tua, evita di mettere degli produrre?”. Non lo conoscevo,
specchi, perché se ti guardi ti ma allora usava. Facemmo
ammazzi”. S’interruppe così un l’album TUTTE QUELLE COSE.
rapporto durato anni, proprio Alcune musiche le aveva scrit-
come fra marito e moglie. Poi, te lui con amici suoi toscani,
tempo dopo, quando morì mia altre gliele ho bocciate, altre
mamma, venne, mi abbracciò e ancora gliele ho trovate io da
disse: “Dimentichiamo tutto”. autori amici miei. Io produce-
Adesso non ci frequentiamo, vo sempre gli album con l’idea
però se ci incontriamo sono che ogni brano dovesse essere
baci e abbracci. un singolo.

Siete tornati a collaborare Uscì per una certa Vallemania.


oltre vent’anni dopo, nel 1996, Era l’etichetta di uno che sta-
per Principessa, cantata da va nelle Marche. E che, proprio
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andrea lo vecchio
dove avevano sede le edizioni: ci in- re”. E io, che pensavo di aver scritto una gran
contravi sempre qualcuno, si par- cosa, non sapevo come andare avanti. Pas-
lava, nei bar facevamo ascoltare sammo tre-quattro giorni, con Shel che suo-
i brani l’uno all’altro… C’era uno nava e io non trovavo niente… Finché mi in-
scambio continuo che adesso non cazzai: “Io sono una puttana!”. Shel mi guardò
esiste più. Era tutto un altro mondo. e disse: “Eh!”. “Eh, cosa?”. “Bell’idea!”. “Sì, ma
Allora si scriveva, poi chi lavorava non puoi mica far dire una roba del genere a
alle edizioni prendeva il pezzo e, se Mina!”. “E tu mettila in un altro modo”. Diven-
era per donna, partiva con l’elenco tò: “Io con te mi sento in colpa solo un po’, ma per
Mina, Vanoni… se era per uomo, me è già abbastanza…”.
Morandi, Ranieri… C’era un’infi- Le piacque e la incise, sul vecchio quattro piste
nità di cantanti a cui proporlo! E si dei Beatles: si facevano tre piste, poi si mixava-
andava direttamente dall’artista. no, se ne faceva un’altra, si mixava… ora di
Oggi non si riesce a dare una can- piste ce ne sono 2500! Sempre arrangiato da
zone a nessuno, non la consegni Presti con la collaborazione di Shel. Il singolo
Lucio Battisti nei neanche se paghi. La torta si è tal- era pronto, quando Mina chiamò noi e Vit-
Campioni. Accanto a lui mente ristretta – non si guadagna torio Buffoli, il direttore artistico della PDU:
Paolo Ordanini, pianista più quasi niente, i dischi non si “Ragazzi, questo pezzo è troppo avanti per il
e leader del complesso.
vendono, internet non rende nul- mio pubblico, non me la sento di metterlo in
la… – che si è formato un gruppet- commercio”, e Buffoli: “Ma Mina, ormai ab-
to chiuso in cui non entri. E non biamo stampato, dobbiamo uscire”. Così, il
frega niente a nessuno di chi sei o disco uscì. E grazie a Dio! Fu uno dei suoi più
che cosa hai fatto. grossi successi!

Tu invece, in quel modo, nel 1972 Qualche anno fa venne messa in giro la
riuscisti ad arrivare addirittura voce che Mina non sapesse scegliersi le
a Mina. canzoni…
Sì, è vero! Avevo un contratto Non è assolutamente vero. Aveva le idee
un mese dopo l’uscita del di- in esclusiva con le edizioni In- chiarissime, era determinata, sceglieva lei e
sco, morì in un incidente d’au- tersong, diventate poi Chappell e non si faceva influenzare da nessuno: se le
to. Ed è finito tutto. Peccato, infine Warner. Le gestiva Gianni piaceva le piaceva, se non le piaceva non le
perché era un bell’album, con Bortolli, che veniva dalle Mes- piaceva. Anche Buffoli non interveniva qua-
bellissimi brani. saggerie Musicali. Un giorno ar- si mai, se non in casi estremi come quello.
rivò Shel Shapiro, che aveva già Tanti parlano spacciandosi per autori di
Ma torniamo agli anni sciolto i Rokes. Non avevamo mai Mina e hanno scritto due brani in croce: io
Sessanta. A quel tempo collaborato né ci conoscevamo. gliene ho scritti una trentina…
frequentavi anche Lucio Gianni disse: “Ma perché non
Battisti. lavorate insieme?”. Il nostro pri- Una collaborazione andata avanti tanti
A Milano, Lucio abitava in mo pezzo fu Fate piano: testo mio, anni! Qualche altro aneddoto?
corso Genova, io in viale D’An- musica di Shel. Quando lo ascol- Avevo scritto un pezzo per lei. Allora si

MAURO BALLETTI
nunzio: vicinissimi. Ci frequen- tò, Gianni esclamò: “Ma questo facevano le cassette, da portare. Stavo re-
tavamo. Abbiamo anche scritto è un pezzo per Mina! un pezzo gistrando il nastro quando mi chiamano al
una canzone insieme: Dico mai, fantastico per Mina! Ma come si telefono e inavvertitamente finisce copiato
testo mio e musica sua. Mai fa a raggiungerla? Per me è dif- anche il pezzo dopo: Ormai. Io non me ne
uscita. Ma si parla proprio degli ficile…”. E Shel: “Io la conosco,
inizi, prima di Mogol… Lucio siamo molto amici”. Pre-
stava ancora con i Campioni. se il telefono e la chiamò:
Abbiamo continuato a vederci, “Mina, abbiamo scritto
di tanto in tanto, finché non si un pezzo per te”. Andam-
è ritirato. mo in via Senato, negli
uffici della PDU: Mina lo
Non necessariamente le ascoltò, se ne innamorò
amicizie personali sfociavano e lo incise, arrangiato da
in collaborazioni artistiche… Pino Presti con la collabo-
No, non sempre. Ad esempio, razione di Shel. Da lì nac-
io sono amico di Gianni Mo- que una stima reciproca,
randi ma non gli ho mai dato anche affettuosa. Ogni
un pezzo. E non è capitato neppure con Rita tanto mi chiamava: “Hai qualcosa?”.
Pavone. Con loro, però, non c’è stata occasio-
ne perché incidevano per la RCA, che stava L’anno dopo fu la volta
a Roma e si rivolgeva soprattutto ad autori di E poi.
romani. Anche in quel caso, io avevo scritto
il testo e Shel la musica. Andiamo da
Mentre a Milano… Mina, le facciamo sentire la canzone e
A Milano ci si conosceva un po’ tutti, ci lei: “Il pezzo mi piace molto, ma il testo
si frequentava… C’era la Galleria del Corso, non va bene. Andrea, me lo devi cambia- Mina posa per la copertina
di Ormai (1977).
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andrea lo vecchio
accorgo e le do la cassetta. Lei Boncompagni volle che scri- cielo! Quando si presenta Ladislao Sugar in
mi chiama e mi dice: “Bellissi- vessi tutte le canzoni dell’al- persona, dicendo: “Vi prego di non offender-
mo quel brano, lo faccio!”. “Ah, bum. Poi mi disse: “Perché vi: questo è un assegno – erano due assegni
quello…”. “Ma no, l’altro! Or- non vieni a fare Canzonissi- da un milione ciascuno – per venire a soffrire
mai!”. “Come, Ormai!”. “Il pezzo ma?”. Era il 1974. Gli risposi: e gioire con noi a Sanremo”. E chi se l’aspet-
è fantastico, molto classico: da “Gianni, io non ho mai fatto tava! Eri stipendiato per fare il tuo lavoro, ti
chi lo facciamo arrangiare?”. televisione, non sono capa- prendono il pezzo per il Festival e in più rice-
“Diamolo a Rodolfo Grieco”. ce!”. “T’insegno io”. Così, vi una regalia simile… Allora c’era la doppia
“Ma sei sicuro?”. “Sì!”. E lui mi piazzai per quattro mesi esecuzione e Giannini, che curava la parte
ha usato l’orchestra in modo a casa di Raffaella, a Roma, estera, andò negli Stati Uniti e fece sentire il
divino, sapeva scrivere per gli nella camera degli ospiti, e pezzo a Dionne Warwick, che lo incise subi-
archi… Alle tre di notte suona il Rodolfo Grieco diventai un autore televisi- to, in americano. Nel frattempo, però, Giglio-
telefono, è Mina: “Lo vuoi senti- vo. Lo devo a Gianni. Raffa- la Cinquetti aveva ascoltato la versione della
re un capolavoro? Vieni subito ella è fortissima, non lascia Valci e volle essere lei a portarlo al Festival,
in sala di registrazione”. Così mi vestii, sa- niente al caso: niente di niente, dalla punta con Giuliana. Così a Dionne Warwick diede-
lutai mia moglie e a notte fonda andai alla della scarpa in avanti. A Canzonissima c’era- ro La voce del silenzio, che è diventato un suc-
famosa Basilica. E mi fece sentire Ormai: uno no anche i balletti: lei si studiava i passi, poi cesso internazionale, e Sera fu un mezzo flop,
spettacolo! E pensare che non l’avevo scritto veniva Gino Landi e gli diceva: “Questi sono i considerato che a quel tempo Gigliola era la
per lei. Anzi, non avevo in mente nessuno, passi del balletto, adesso fammi la coreogra- numero uno della CGD…
perché non è un pezzo facile, ha un’estensio- fia”. Per cui, non ha mai fatto nulla che non
ne di due ottave… Tempo dopo l’ha ricantato sapesse fare. È perfetta. Una decina d’anni Non hai mai avuto molta fortuna a
anche Claudio Villa. fa la vidi rimproverare bonariamente una Sanremo…
truccatrice: “No, lasciamela qualche ruga: il No, per niente.
Hai citato Rodolfo Grieco: insieme avete pubblico deve potermi veder invecchiare…”.
lavorato a lungo. Nel 1970 andasti in gara con L’addio,
Sì, certo! Era un autore di spessore e soprat- Per la Carrà hai scritto decine di canzoni. cantata da Michele e da Lucia Rizzi.
tutto un grandissimo arrangiatore, davvero Perfino la sigla di Fantastico 1991: Scranda Il testo era di Sergio Bardotti: una bella
formidabile. E uno che ti ascoltava: io, quando la mela. persona, eravamo molto amici. Mi fece an-
producevo, ero un rompicoglioni come pochi, Quella fu un’idea mia, ma il disco era che conoscere Vinicius De Moraes: quando
volevo le cose che pensavo e che non ero in curato da Roberto Dané. Un grande amico, veniva in Italia, si stava tutti insieme. La
grado di tradurre sulla carta, non essendo da sempre. E un grande produttore. Lavo- canzone era un valzerino… ma non erano
musicista diplomato. Abbiamo lavorato mol- rò anche alla Produttori Associati, la casa già più i tempi. Michele mi piaceva molto, è
to bene. Tante nostre cose, ascoltate a distan- discografica di Antonio Casetta, che aprì al
za di quarant’anni, funzionano ancora. Castello di Carimate la sala d’incisione in cui
andavamo tutti, perché era la migliore, all’a-
Nel frattempo, sempre grazie alla vanguardia… Altri tempi!
Intersong, avevi iniziato a collaborare con
Raffaella Carrà. Ricollegandomi alla vicenda Moretti-Carrà:
La nascita del rapporto con la Carrà è bel- ti è mai capitato di riciclare a un cantante
lissima. un pezzo scartato da un altro?
Rumore era stata scritta per la casa editrice di No. Quando mi veniva rifiutata una can-
Bortolli: musica di Guido Maria Ferilli e testo zone, la buttavo. Se non andava bene per
mio. Incisa da Donatella Moretti. quello che avevo in mente, non andava bene
e basta: ne scrivevo un’altra. Allora viveva-
Donatella Moretti!? mo con la chitarra in mano, giorno e not-
Già! Andiamo in CGD a piazzare il brano. te… Sono pieno di nastri incisi chissà come
Alfredo Cerruti lo ascolta: “Ma e quando. Non li butto via, ma
quale Donatella Moretti! Questo non servono a niente: ti veniva
è un pezzo per Raffaella Carrà!”. un’idea, accendevi il registrato-
Prende il telefono e chiama Bon- rino e la lasciavi lì, poi magari
compagni: “Gianni, devi venire dopo due mesi la riprendevi… Si
subito a Milano, perché ho un viveva di idee!
pezzo forte per Raffaella!”. Do-
natella l’aveva già inciso, tanto è Varie volte, invece, brani
vero che Raffaella non riusciva a pensati per un cantante hanno
prendere il Mi dell’acuto e per la preso altre strade.
versione italiana utilizzammo la Sì, quello sì. Ad esempio, per il
nota della Moretti. Poi si esercitò mio primo Festival di Sanremo,
finché non fu in grado. E quando nel 1968. E me ne rammarico.
si fece la versione spagnola, pre- Alla CGD, Vecchioni e io aveva-
se la nota. mo una nostra stanzetta con gli
strumenti, dove potevamo suo-
Grande esempio di impegno e nare e creare. Ci viene chiesto
costanza! un brano per Giuliana Valci e
Ah, ma la Carrà è una mac- noi scriviamo Sera. E viene scel-
china da guerra! Dopo Rumore, ta! Figurati, eravamo al settimo
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Raffaella Carrà:
una macchina da guerra.

un bravo ragazzo. Ed essendo un bravo ra- solo autori italiani e lui non è italiano. Così, di Londra, poi c’era Quincy Jones, nero ame-
gazzo, ha fatto poca strada. l’ha fatta firmare a un nostro amico, Nicola ricano, e la moglie, bianca di New York. La
Aprile, che lavorava all’Agenzia pronuncia di Lara non andava
Qualche anno dopo, tornasti a scrivere per delle Entrate… mai bene, non era mai perfetta,
lui: Il viale che fa angolo. e tutti e tre le suggerivano, ma
Ho sempre definito il mio modo di scrive- Anche con Lara hai lavorato ognuno aveva una pronuncia
re “cinematografico”: nel raccontare storie, spesso. diversa! A un certo punto sono
scrivevo per immagini: “Il viale che fa angolo, Sì, ero amico del marito, Pier sbottato: “Ma come: voi, tre
il bar e poi l’edicola e la mansarda complice…” Quinto Cariaggi. E poi, lei era di pronuncie differenti e la sua
e già tu ti vedi la situazione. Io scrivevo così. Asmara, come la mia ex moglie. non va bene?”.
Ma adesso non usa più. Era simpatica, piena di vita…
Altro Festival di Sanremo nel
L’etichetta era la Aguamanda di Augusto Ti sei ritrovato a collaborare 1976: E tu mi manchi, cantata
Martelli, per la quale incidesti anche un anche con Quincy Jones. da Santino Rocchetti. Anche
album come cantautore: DI AVVENTURA IN È stato bellissimo. Sempre con lui hai collaborato a
AVVENTURA. tramite Cariaggi, che aveva pa- lungo.
Il disco era bello, ma non ebbe promozione. recchie conoscenze negli Stati Santino era forte: un grande
Anche Aguamanda è durata poco: i soldi ce li Uniti e portava gli artisti in chitarrista, bravo musicista… e
metteva la fidanzata di Martelli e lui non bada- Italia, arrivò a Milano Quincy aveva questa voce roca… Pur-
va a spese. Il mio disco costò l’ira di Dio. Mi dis- Jones, accompagnato dalla troppo era brutto. E quando ven-
se: “Fai come vuoi!”, per cui grande orchestra, moglie, per arrangiare un 45 ne l’era dell’immagine, Santino
annessi e connessi. E così fece anche con altri. giri di Lara. E lui, produttore di venne messo da parte.
Finché lei non disse stop. Michael Jackson che diceva di
guadagnare 50.000 dollari al Poi, però, sei stato a un passo
Dicevamo di Sanremo. Nel giorno, venne da me e mi disse: dal vincere il Festival, con
1973 partecipasti con Una “Scusi, Maestro, io avrei pensa- Nicola di Bari…
casa grande, cantata da Lara to a questa linea di violini. Cosa Sì, è vero! Ma la storia è lun-
Saint Paul. ne dice?”. Tu, a me lo chiedi!? ga. Te la racconto dall’inizio.
La musica è di Shel Shapi- Questo per dirti la grandezza Io avevo già scritto alcuni testi
ro, ma non l’ha potuta fir- della gente… Ma la cosa vera- per Nicola, al tempo in cui era
mare: al Festival della Canzone mente buffa fu che l’autore del prodotto da Reverberi. Poi loro
Italiana possono partecipare brano era Shel Shapiro, inglese due litigano e Nicola viene da
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andrea lo vecchio
me: “Mi vuoi fare da manager? Santo Domingo, mi fermo a Nel 1975, quando Dori
Lara
Perché io in Sud America sono Roma. Vado in ufficio da Gian- Ghezzi faceva coppia Saint-Paul
Gesù Bambino”. Ne parlo col ni Ravera: “Gianni, qui ci sono con Wess, siete andati
mio avvocato, Carlo Dattoli, 700 milioni per me e 700 per perfino all’Eurofestival,
e lo mando in avanscoperta te. Ma Nicola deve vincere il con Era.
a Santo Domingo. Torna e mi Festival di Sanremo”. Erano E stavamo per vincere!
dice: “Andrea, è veramente anni che non ci andava. E Ra- Eravamo primi. Manca-
Gesù Bambino! Il Presidente vera: “D’accordo”. Le radio vano le ultime due vota-
della Repubblica mi ha manda- cominciano: “Grande ritorno zioni. E prendiamo zero-
to a prendere con una macchi- di Nicola di Bari a Sanremo!”. zero. Così siamo finiti se-
na all’aeroporto, mi ha invitato Finalmente vado a casa di Ni- condi. Anni dopo, lavorai
a un pranzo di gala a casa sua… cola, a San Michele al Lambro, con il capostruttura RAI
Se dici che sei amico di Nicola, felice come una pasqua, e gli Bruno Voglino, che mi
ottieni tutto!”. Faceva duecen- racconto tutto. Mi guarda e mi disse: “Devo confessare:
to date l’anno in America La- fa: “Tu non hai capito un caz- vi ho fatto perdere io il Fe-
tina, con un quartetto. Il patto zo. Primo: se Ravera mi vuole, stival”. “Ma come!”. “Eh
con Nicola era che io potevo mi prende senza bisogno di sì, perché noi non avremmo potuto organiz-
fare tutti gli accordi possibili e dargli soldi. Secondo: duecento zare: chi vince, poi deve organizzare…”.
immaginabili, però poi dove- serate, per me, sono duecento
vo avere la sua approvazione. donne!”. E non firmò il contrat- La canzone fu comunque un grande
Per cui vado io a Santo Domingo insieme to! Mi pagò tutte le spese e la nostra collabo- successo.
all’avvocato e riunisco tutti i manager in razione finì lì. Sei milioni e mezzo di dischi venduti in tre
un albergo: “No, signori, qui ci stiamo sba- settimane, in tutt’Europa. Ebbe una ventina
gliando. Perché se Nicola di Bari continua a Incredibile! Ma non fu la tua unica di versioni.
fare duecento date l’anno, fra due-tre anni è avventura in Sud America…
morto. Siccome è un divo, trattiamolo come No, no… Accompagnai in Argenti- Quincy Jones
se fosse Frank Sinatra: non un gruppetto ma na Rolando D’Angeli, per la tournée con la moglie
la grande orchestra, una data per nazione, di Bobby Solo. Arrivato in aeroporto, Peggy Lipton,
nella capitale, venti in un anno, concerti prendo il taxi e sento in radio: “Fal- modella
e attrice.
negli stadi, lui che arriva in elicottero… E sedad…”, in spagnolo. Era Falsità,
l’anno dopo si rifà”. Dopo una settimana di che avevo scritto per Isabella Iannet-
discussioni, firmiamo il contratto: un mi- ti. Dico: “Che bello! Questo pezzo è
liardo e quattrocento milioni. Tornando da mio!”. Il tassista mi porta in albergo.
Tempo un’ora, avevo sotto i cronisti,
le telecamere, mi hanno invitato in
televisione… Il brano era stato un
inno di tutta l’America Latina, nella
versione arrangiata da Waldo de los
Rios per una cantante che si chia-
mava Rachel. E io non sapevo niente! Né ho Scritta da te, Shapiro e Felice Piccarredda,
mai preso una lira! C’era un problema con le della Durium.
equivalenti estere della SIAE, che si mangia- Bortolli venne da me e Shel e disse: “Ra-
vano tutto: dal Sud America non arrivava gazzi, questo pezzo va all’Eurofestival, però
mai niente. Tanto è vero che, per prendere i Piccarredda deve firmare il testo, sennò non
soldi di Nicola di Bari, ho creato una società passa”. E io: “Però così ci perdiamo un po’
di management negli Stati Uniti: da lì si ri- tutti…”. Shel: “Ah no, la musica non si toc-
uscivano a recuperare i diritti dell’America ca”. “Shel, scusa: il testo mio sì e la musica
Latina, dall’Europa no. tua no? Com’è ’sta storia?”. Allora Bortolli,
come risarcimento, mi fece dare una quota
Falsità fa parte del tuo periodo Durium. editoriale.
Sì, per qualche anno ho lavorato anche
alla Durium. Soprattutto come autore, ma Finché, nel 1976, non fondi una tua
incisi anche un 45 giri, Trent’anni, che andò etichetta discografica: la Love Records.
Augusto a Un disco per l’estate nel 1973. E poi produs- C’entra ancora una volta Bobby Solo. Dai
Martelli si Dori Ghezzi. primi tempi, non ci vedevamo più: dopo Una
lacrima sul viso è sparito. Quando è caduto
Per lei avevi già scritto nel 1968 Per un in disgrazia, è tornato: “‘A fratè, solo tu mi
anno che se ne va, il retro di Casatschok. puoi aiutare, me devi dà ’na mano”. Non
Con Dorina ci conosciamo da sempre: abi- vendeva più un disco e non aveva una lira.
tavamo vicini. Ero amico di tutta la famiglia: Mi si è piazzato in casa: è rimasto quasi un
la mamma, la sorella… anno ospite, dormendo sul divano del salot-
to. E ha combinato un sacco di disastri! Te
Poi, nel 1972, andaste al Festival di Tokyo. ne dico solo una. Un giorno incontro il pro-
Il pezzo s’intitolava Gira la ruota. Ebbe suc- prietario del ristorante all’angolo, che mi fa:
cesso, ma era orribile! “Hai gli occhi chiari, hai “Andrea, ti dovrei dire una cosa”. “Dimmi”.
gli occhi belli, non ho paura dei miei fratelli…”. “Quand’è che mi paghi il conto?”. “Scusa,
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andrea lo vecchio
quale conto?”. “Bobby Solo vie-
ne a mangiare qui, dice che poi
paghi tu…”.

E, tra un casino e l’altro, avete


scritto Dolce…
La musica era sua, io ho scrit-
to il testo. Siamo andati in stu-
dio e abbiamo registrato, sem-
pre a spese mie. Poi bisognava
piazzarlo. Chiamo un amico
promoter, Ezio Scimé, e gli dico:
“Ezio, ho bisogno di spingere
questo disco”. “Ah, Bobby Solo
mi interessa! Può funzionare
anche all’estero!”. “Bene. Quan-
to vuoi?”. “Facciamo il 50%”.
“Scusa, Ezio, i soldi ce li ho messi
io, tu lo devi promuovere. Il 50%
non è una percentuale, è una
società!”. “Eh, ma per fare una Il catalogo della Love, Con Al Bano siamo molto amici. Aveva
società ci vuole qualcuno con i diventata poi CLS, era molto l’ufficio accanto a quello di Mariano, nella
soldi… Però conosco uno che li ricco ed eterogeneo. stessa suite: due stanze, una per uno. Ci si
ha: Mariano Detto, che ha già Il grosso colpo fu il punk. A vedeva, ci si frequentava… e ho iniziato a
delle etichette…”. Londra avevo sentito di questo scrivergli dei testi. Ne ho scritti tanti. È una
Allora andiamo da Mariano, nuovo movimento. Appena persona eccezionale: un grande lavoratore,
che io non conoscevo, gli espo- tornato dico a Mariano: “Fac- con un cuore grande come una casa… Uno
niamo il problema e fondiamo ciamo il punk!”. Così prendia- veramente forte. Ha girato tutto il mon-
la Love Records, così concepita: mo due ragazzi di Milano, Leo do, fa continuamente concerti. Quando lo
Mariano metteva i soldi, Ezio e Antonella, fratello e sorella, chiamo, gli faccio: “Dove sei?”. “A Taipei… A
faceva la promozione e io la li chiamiamo Gli Incesti e gli Hong Kong… A Mosca… A Los Angeles…”.
produzione. scriviamo Punk rock (io il testo,
Mariano la musica): ha venduto A proposito di mondo: hai scritto anche Per
Così, la carriera di Bobby Solo 180.000 copie. E senza nessuna te, Armenia, la canzone legata al progetto
è decollata di nuovo. promozione! Con quel testo, non benefico promosso da Charles Aznavour.
In Francia, Dolce ha venduto poteva passare in radio! Vende- Mi chiamò Scimé e mi fece vedere il video
qualcosa come 400.000 copie… va col passaparola fra i punk: di We Are The World che avevano fatto negli
Poi c’è stato il tour in Sud Ame- era un movimento nascente ed Stati Uniti. Così io chiamai a mia volta tutti
rica di cui ti ho parlato prima… erano tutti scatenati. Gli Incesti i cantanti che conoscevo e andammo a inci-
ebbero un successo incredibile: dere negli studi della Fonit Cetra, a Milano.
Ma dopo vi siete lasciati migliaia di persone ai concerti… C’era veramente il mondo della canzone ita-
un’altra volta. Poi abbiamo fatto l’album, sem- liana. Di allora, ovvio!
Veramente, quella volta rom- pre con testi tremendi. Poi i due
pemmo noi. Scoprimmo che sono entrati un po’ troppo nella In effetti, in quel videoclip scorre parte
aveva preso accordi per conto parte, si sono persi… e a quel della tua vita artistica: ci sono Gigliola
suo per fare un disco in Fran- punto li abbiamo mollati. Cinquetti, Franz Di Cioccio, Dori Ghezzi,
cia, sebbene avesse un contrat- Gino Paoli, Lara Saint Paul, Iva Zanicchi…
to con noi… In parallelo al punk, avete Mi fa venire in mente un tuo spettacolo
anche prodotto dischi di teatrale: Un lunghissimo secondo.
musica leggera per svariati cantanti lirici. Sì, è vero. È una cosa tutta mia, parzial-
Wess e Dori Ghezzi
Scrissi testi per due-tre di loro, fra cui Giu- mente autobiografica, che alterna monolo-
seppe Di Stefano. Ma non li incontrai, non ghi e canzoni (ogni monologo ha il brano
avevo grande simpatia per i cantanti d’ope- corrispondente, scritto apposta). È la storia
ra. Piaceva a Mariano lavorare con i tenori. di un uomo settantenne al quale, un giorno,
Un giorno arriva Guido Maria Ferilli e mi gli anni bussano alla porta, si siedono sul
dice: “Senti, ho fatto un pezzo per Mario divano e gli fanno ripercorrere tutta la vita.
Del Monaco, me l’ha chiesto Mariano Detto.
Mi fai il testo?”. Io, reduce dal successo di E Proprio un divano come questo, sul quale
poi, di Rumore…, non ne avevo voglia. Gli ho siamo seduti da ore… E come va a finire?
detto: “Guarda, c’è Antonella Maggio che è Finisce dicendo: “Credevate di farmi pau-
brava, fallo fare a lei!”. E così mi sono perso ra? E forse ci siete riusciti. In un secondo, un
Un amore così grande, che sarebbe diventato lunghissimo secondo. Ma sapete dove avete
un successo internazionale… sbagliato? Siete venuti tutti insieme. E, tut-
ti insieme, siete troppo belli per fare paura.
In compenso, c’è un tenore con il quale Dunque, alzatevi da quel divano e andiamo
collabori da quarant’anni: Al Bano. a vivere i prossimi settanta!”.
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«Il grosso colpo
fu il punk. Era un
movimento nascente
ed erano tutti scatenati»
DANILO DAURIA

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QUARANTESIMO
ANNIVERSARIO PER
15 ALBUM STORICI
Abbiamo scelto quindici 33 giri che compiono quarant’anni in questo 2019 ormai avviato alla
conclusione. Li abbiamo affidati ad altrettante penne e siamo orgogliosi del fatto che stavolta le
donne siano in numero maggiore. Cantautrici e critiche musicali assieme ad alcuni colleghi per
offrire una visione variegata e originale di questi album arcinoti. E pensare che molti di questi
commentatori non erano ancora nati quando questi dischi esordivano in un mercato musicale
ancora vivo e si affacciavano nella nostra memoria… per rimanerci per sempre.
A cura di: Michele Neri

S iamo stati abituati a vedere Fossati, da sempre, insieme a


un pianoforte, dietro (o dentro) il quale spesso si è nascosto,
trasformato in un banco da lavoro, quasi un tecnigrafo da
architetto, con fogli sparsi, spartiti, matite, pancia e cuore
aperti. Nel mezzo, fra i tasti, una vita declinata all’ombra
Di tanto amore, titolo di un pezzo colpevolmente lasciato
solo e manifesto (ancora all’epoca inconsapevole) di
un modo, il suo. A ventotto anni, munito di capelli
da ragazzo e chitarra, reduce da successi che sa-
rebbero stati planetari, con lucidità Fossati diceva
che sapere dove andare è come sapere cosa dire come
sapere dove mettere le mani. Scritto nel ’77 e inse-
rito due anni dopo nell’album LA MIA BANDA
SUONA IL ROCK, Di tanto amore ne aveva cose da
dire all’epoca. Eppure, i fatti hanno detto altro.
In quel disco sgomitavano tracce pregevolissime,
diventate poi successi imprescindibili: E di nuovo
cambio casa e Vola, che hanno avuto vita propria
e vestiti tutti nuovi nel corso del tempo, sempre più
belli; Il cane d’argento e La crisi, così diversi e così spe-
culari nella forza di impatto; Limonata e zanzare, acre e
pungente, come quel coglione che non subì censura, fic-
cato nel mezzo, a spiazzare; Passa il corvo, un gioiello, forse il
migliore; e la title-track, divertissement che, per una sorta di mali-
gno contrappasso, invece, continua a risuonare (il rock) in ogni dove
dall’epoca. Senza sosta. E con gran disdoro del proprietario. Contrappas-
Ivano Fossati si: La mia banda suona il rock, lasciata libera di girovagare (ma forse solo
LA MIA BANDA SUONA IL ROCK scappata di mano), Di tanto amore, no. Il riscatto, in coda, all’uscita di
La mia banda suona il rock / Di tanto amore / Limonata e zanzare / Vola scena, tra i bis dell’ultimo tour, delizioso pretesto per la rentrée. A suggel-
/ Passa il corvo / Dedicato / …e di nuovo cambio casa / La crisi / Il cane lo di un modo, il suo, che in quel disco aveva già ascisse e ordinate. E che,
d’argento pur cambiando luna e quartiere nel corso del tempo, ha segnato strade.
LP RCA Italiana PL 31471 € 30 Alla faccia del rock e della sua banda che lo suona.
Laura Rizzo
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Ivan Graziani Loredana Bertè
AGNESE DOLCE AGNESE BANDABERTÈ
Taglia la testa al gallo / Fame / Veleno all’autogrill / Il piede di San Raffaele …E la luna bussò / Robin Hood / Peccati trasparenti / Colombo / Prendi
/ Doctor Jeckyll e Mister Hyde / Agnese / Il prete di Anghiari / Fuoco sulla fra le mani la testa / Folle città / Agguato a Casablanca / Dedicato / Mac-
collina / Modena Park / Canzone per Susy china del tempo
LP Numero Uno ZPLN 34055 € 40 LP CGD 20158 € 30

A l quarto centro consecutivo dall’ingresso alla Numero Uno,


il cantautore abruzzese mostra un sound pienamente matu-
rato. L’influenza primaria rimane il rock’n’roll (Doctor Jeckyll e Mi-
A cinque anni dall’esordio, con tre dischi all’attivo e un viaggio
illuminante nella Giamaica di Bob Marley, arriva nel 1979
per Loredana Bertè la svolta musicale. Complice Mario Lavezzi, suo
ster Hyde), spesso di derivazione blues (le vigorosissime Fame e Veleno produttore e compagno dell’epoca che, insieme a Tony Mimms e a
all’autogrill), ma l’artista non disdegna il vaudeville-jazz (Il piede di San un combo di musicisti eccezionali, mette a punto nuove sonorità per
Raffaele) e sorprende con il folk di Taglia la testa al gallo e gli scenari BANDABERTÈ, album ideato nel titolo da Ivano Fossati, una delle
quasi progressive de Il fuoco sulla collina. In tutto questo, senza assolu- autorevoli firme che contribuiscono a renderlo un autentico capo-
tamente dimenticare le sue doti di virtuoso della chitarra (strumento lavoro. La sua Dedicato, già pubblicata su 45 giri a settembre 1978,
che ha suonato, tra gli altri, per Battisti, Venditti e De Gregori!), Ivan regala alla Bertè una grande scia di successo che crea forte interesse
mette sul piatto quelle caratteristiche che lo rendono davvero unico: intorno all’Lp. Le attese non vengono deluse, a cominciare dal nuovo
la voce acuta e l’uso del falsetto, nonché i testi originali e spesso molto singolo …E la luna bussò, composto dal trio Lavezzi – Avogadro – Pace,
descrittivi (Il prete di Anghiari, ma anche Canzone per Susy, la ragazza hit dell’estate ’79 da 400 mila copie vendute, primo esempio di reg-
rapata dalla fidanzata gelosa di un bassista di periferia), lo confermano gae all’italiana di cui Loredana – spesso lo ribadisce – va molto fiera.
personaggio fuori dagli schemi. Il brano di maggior suc- Ogni canzone è un potenziale Lato A, da Robin Hood a Peccati
cesso del disco, presentato dagli splendidi disegni trasparenti, da Folle città ad Agguato a Casablanca, fino
di Tanino Liberatore, è naturalmente Agnese, alla rockeggiante Colombo scaturita dell’estro di
che si apre con una citazione letteraria di Ivan Graziani. Il genio di Battisti è riletto in
While My Guitar Gently Weeps e poi ri- chiave giamaicana in due riuscitissimi epi-
cicla spudoratamente la sequenza di sodi: Prendi fra le mani la testa (lanciata
note di una Sonatina di Muzio Cle- nel 1967 da Riki Maiocchi) e Mac-
menti, musicista italo-inglese del china del tempo (da ANIMA LATINA
700 a cui avevano già attinto del 1974). Ciliegina sulla torta è la
i compositori americani Toni bellissima immagine di copertina,
Wine e Carole Bayer Sager per ideata e curata dall’art director
A Groovy Kind Of Love, por- Luciano Tallarini su illustrazione
tata al successo negli anni di Gianni Ronco, con una Bertè
60 dai Mindbenders e poi di sexy capobanda magnificamen-
nuovo, e a livello planetario, te elevata a icona mentre impu-
da Phil Collins nel 1988. gna una pistola… di cioccolato!
Mario Giammetti Andrea Direnzo

Ivan Graziani

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album del 1979

Fabrizio De André Franco Battiato


FABRIZIO DE ANDRÉ IN CONCERTO L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO
Bocca di rosa / Andrea / Giugno ’73 / Un giudice / La guerra di Piero / L’era del cinghiale bianco / Magic Shop / Strade dell’est / Luna indiana / Il
Il pescatore / Zirichiltaggia / La canzone di Marinella / Volta la carta / re del mondo / Pasqua etiope / Stranizza d’amuri
Amico fragile LP EMI 3C 064-18285 € 40
LP Ricordi SMRL 6244 € 50 (con libretto allegato)

C redo che in tutti i cantautori sia presente una sorta di tensio-


ne tra la voglia di esprimere la propria vulnerabilità attraverso
I n Italia, nel 1979, anno del quinto governo Andreotti, soltanto
Franco Battiato auspicava il ritorno dell’ERA DEL CINGHIALE BIAN-
CO. Qualcosa che in pochi avevano capito, forse soltanto lui. Di certo, il
semplicità e arrangiamenti minimalisti e la voglia di “dare corpo” ai suo primo disco pop arrivava inaspettato e completamente distaccato
propri pezzi o scatenarsi sul palco con una rock band. da una realtà che sembrava non guardare positivamente al futuro. Le
Quando Fabrizio De André e la PFM si sono incontrati per dare nuo- Brigate Rosse colpivano ancora duramente, il Paese era alle prese con le
va linfa alle canzoni del cantautore genovese in vista di un tour con- condanne della strage di piazza Fontana, con nuove elezioni e i continui
giunto, penso che anche Faber abbia sentito questa tensione. Deve rapimenti, tra cui quello di Fabrizio De André e Dori Ghezzi, tanto per ci-
averla sentita più di chiunque altro, in realtà, vista la sua nota av- tare alcuni accadimenti. Certamente non un anno spensierato, non un
versione per il palco. tempo nel quale un testo come Magic Shop (“C’è chi parte con un raga della
L’unione atipica tra una rock band e un cantautore solitario e il disco sera. E finisce per cantare la Paloma. E giorni di digiuno e di silenzio. Per fare
che ne è scaturito riservano una grande lezione per me e i colleghi i cori nelle messe tipo Amanda Lear”) potesse rispecchiare il quotidiano.
musicisti contemporanei: occorre andare oltre i dettami del marke- Eppure i primi tre pezzi del disco smossero qualcosa, catturarono l’atten-
ting digitale che ci vede come brand dall’identità definita e, sostan- zione delle radio e della gente comune. Perché? Strade dell’Est, ad esem-
zialmente, immobile. Ben vengano le identità duttili e influenzabili, pio, tralasciando la bellezza dell’arrangiamento e della fusione di generi
gli artisti attenti agli eventi esterni e aperti alle collaborazioni (non e modi di suonare, non è dotata (anche questa) di testo accessibile, ma di
solo a scopi promozionali). De André e la PFM si sono aperti a una certo risulta, insieme alla title-track, il pezzo più pop dell’album. Si tratta
reciproca influenza, scardinando non solo il cliché del cantautore di un capolavoro, ecco. Forse non la sua prova perfetta, la più brillan-
solo con la propria chitarra, ma anche quello te, ma sicuramente una geniale svolta che porterà Battiato, di lì a poco
che vedeva il progressive rock più attento (basterà attendere LA VOCE DEL PADRONE, appena due anni dopo) a
alla musica che ai testi. Come colloca- raggiungere la vetta con il primo disco italiano a vendere più di un
re questa unione? Come etichettar- milione di copie. Non più l’artista pazzoide e sperimentale, ma
la? Come risulterebbe catalogata un cantautore pop, un poeta di quel tempo, forse un po’ trop-
oggi negli scaffali virtuali di po avanti. Gli echi della new wave sono già presenti, il pop
Spotify? Come verrebbe rece- si fonde con il citazionismo estremo dei testi, con la critica
pita da un mercato musicale alla società (ma quale?), con i synth a cannone e le chi-
(parlo del cosiddetto main- tarre elettriche che si portano addosso gli anni Settan-
stream) rigido e infecondo? ta ma sono proiettate agli estremi degli Ottanta, come
Per nostra fortuna questa nessuno aveva fatto ancora. Un capolavoro che ha già
unione c’è stata, ben qua- quarant’anni, portati benissimo, anche dai pezzi meno
rant’anni fa, a rompere famosi che all’epoca sembravano messi lì a forza. Ri-
certezze e stereotipi. Per poi stampato per l’occasione anche in vinile colorato bianco
passare la palla a noi. numerato, con nuova copertina, soltanto in mille copie.
Nicole Stella Franco Battiato Alberto Dalla Libera
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album del 1979

Vasco Rossi Enzo Jannacci


NON SIAMO MICA GLI AMERICANI! FOTO RICORDO
Io non so più cosa fare / Fegato, fegato, spappolato / Sballi ravvicinati del Il ficus / Io e te / Saltimbanchi / Natalia / Mario / Il labrador / Bartali / La
3° tipo / (Per quello che ho da fare) Faccio il militare / La strega (La diva poiana / Sudamerica / Ecco tutto qui / Il sintetizzatore
del sabato sera) / Albachiara / Quindici anni fa / Va bè (Se proprio te lo LP Ultima Spiaggia ZPLS 34075 € 30
devo dire)
LP Lotus LOP 12804 € 150
P ubblicato nell’estate 1979 (le matrici sono datate 6 luglio),
fu l’ultimo disco di Jannacci con l’Ultima Spiaggia (l’etichetta

S crivere di un album dal titolo NON SIAMO MICA GLI AMERI-


CANI!, mentre aspetto il volo che mi riporterà da New York a
Roma, è una buffa coincidenza.
chiuse i battenti poco dopo) ed è considerato uno dei suoi lavori più
riusciti, grazie agli arrangiamenti curati dal cantautore con Luis Ba-
calov, con cui tornò a collaborare dopo quasi 10 anni, e alle canzoni,
Probabilmente gli americani troverebbero qualcosa di familiare in che avevano varia provenienza. Furono infatti recuperate La poiana,
questo linguaggio schietto e informale, che caratterizza tutti i brani che Dario Fo aveva inciso nel 1971 nell’Lp dello spettacolo TUTTI
del disco. Una serie di quadri musicali fatti di storie brevi, d’impres- UNITI! TUTTI INSIEME! MA SCUSA, QUELLO NON È IL PADRONE?
sioni, di personaggi delineati con tratti precisi, veloci e sferzanti. Un (La Comune, LC 4), che Jannacci aveva adattato traducendo le parti in
Vasco Rossi che porta sempre con sé un’autoironia micidiale, quasi milanese nel 1975 per QUELLI CHE… ma che poi non era stata inclusa
spiazzante, e importante ingrediente di un fresco piatto per l’ascolta- in quel disco, Ecco tutto qui, incisa da Mina in MINA QUASI JANNACCI
tore. Quelli come me, a volte in difficoltà a lasciarsi andare nel quoti- nel 1977, e tre cover, due di Paolo Conte, Bartali e Sudamerica, pub-
diano, finiscono per provare un po’ d’invidia per una personalità così blicate pochi mesi prima in UN GELATO AL LIMON, e Mario, incisa
a suo agio nell’espressione diretta e non filtrata di se stessa. Seppure da Pino Donaggio nel 1976 nell’Lp CERTE VOLTE… con la musica
Albachiara sia anche per me, come per molti altri, una canzone sim- di Donaggio e il riuscito testo di Danilo Franchi, ex componente del
bolo non solo della carriera di Vasco Rossi, gruppo beat I Cuccioli e del trio progressive Franchi Giorgetti Talamo.
ma anche la colonna sonora di tanti Per Mario, Jannacci utilizzò la stessa base che Natale Massara aveva
ricordi, oggi voglio stare un po’ in arrangiato per Donaggio, con la partecipazione all’armonica a bocca
compagnia di Io non so più cosa di Massimo Bubola. Belli i tre inediti: Natalia, nata dall’esperienza di
fare, Fegato, fegato spappolato, medico che racconta di una bambina affetta da una malforma-
(Per quello che ho da fare) zione cardiaca, Io e te, sulle disillusioni dei giovani, pubblicata
faccio il militare, e saluta- su 45 giri e Saltimbanchi, sigla nel 1980 della trasmissione
re New York prenden- tv Saltimbanchi si muore. Il disco fu completato da Il ficus,
do il volo con lo swing Il labrador e Il sintetizzatore, brevi intermezzi recitati con
alternativo e dissa- Guido Nicheli, il cumenda di tanti film e spettacoli. Tra
crante di Va be’, se i musicisti, Tullio De Piscopo, Bruno Crovetto, Sergio
proprio te lo devo dire, Farina alla tromba oltre che, come di consueto alle chi-
che qui all’aeropor- tarre, Bruno De Filippi, Pino Sacchetti, Paolo Tomelleri
to di una delle più e Rudy Meledandri al trombone: il suo assolo in Bartali
note città del jazz, viene annunciato da Jannacci che però lo chiama, chis-
rende i passi del mio sà perché, Attilio. In copertina fa la prima apparizione
rientro in Italia più ufficiale il figlio Paolo, con il padre e la madre Giuliana
scanzonati che mai. Orefice, tutti con i pattini a rotelle.
Eleonora Betti Enzo Jannacci Vito Vita
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album del 1979

Lucio Dalla Pino Daniele


LUCIO DALLA PINO DANIELE
L’ultima luna / Stella di mare / La signora / Milano / Anna e Marco / Je sto vicino a te / Chi tene ’o mare / Basta na jurnata ’e sole / Je so’ paz-
Tango / Cosa sarà / Notte / L’anno che verrà zo / Ninnanàninnanoè / Chillo è nu buono guaglione / Uè Man! / Donna
LP RCA Italiana PL 31424 € 20 Cuncetta / Il mare / Viento / Putesse essere allero / …e cerca ’e me capì
LP EMI 3C 064-18391 € 25

E ra il 1987 quando ascoltai L’Ultima luna, prima traccia di uno


degli album più potenti della nostra storia, LUCIO DALLA: tito-
lato come un biglietto da visita dell’anima. Da COM’È PROFONDO C oncepimento di basso profilo per quella che sarebbe dovuta es-
sere una raccolta di canzoni “di quartiere” (Porto, quell’angolo
IL MARE, reduce dalla collaborazione col poeta Roversi, Lucio scrive di Napoli che lo aveva visto nascere e crescere) e che si rivela poi un
anche i testi, mettendo a nudo il se stesso poeta, un poeta cinema- lavoro dai contenuti universali, a dispetto della sua connotazione
tografico. Stavo guardando Borotalco di Carlo Verdone, nel film in- così fortemente partenopea. Con un successo inarrivabile come Je so’
namorato di Eleonora Giorgi, fan devota a Lucio tanto da ritenerlo pazzo, PINO DANIELE è un album tra i più interessanti e complessi del
superiore a tutti, anche a Beethoven! E dalle prime note de L’ultima musicista napoletano. Il suo intento di mescolare generi e influenze di-
luna, con cui inizia il film, non solo io fui colpita al cuore! “Quando nel versi, ignorando i recinti costruiti dalla critica, si era già manifestato in
’79 uscì LUCIO DALLA rimasi folgorato dal perfetto meccanismo poetico- TERRA MIA ma anche qui musica statunitense e tradizione partenopea
musicale che Lucio aveva applicato alle sue canzoni, dei piccoli cortome- creano un intreccio, benché filtrato da un approccio intimistico. Ogni
traggi dove si può immaginare il cantato proiettato su un grande schermo. pezzo porta in sé un’ombra di dolore indefinito e inesprimibile, di malin-
In più, la geniale produzione di Sandro Colombini aveva colto l’es- conia sottile e sottesa: la “pucundria”, che i neri d’America chiamavano
senza di quelle nove canzoni, mixandole in modo scar- “blues” – più che un modulo di dodici battute (Uè Man!), uno stato
no, svelando la poeticità dei testi”. A parlare è il esistenziale (Chi tene ’o mare, Viento). Il legame con la tradi-
produttore Roberto Costa, storico bassista zione è ancora fortissimo: negli intervalli armonici (la
e collaboratore di Lucio, con cui ben si quarta aumentata di Ninnanàninnanoè), nei melismi
sposano le parole di Paolo Piermat- vocali (Donna Cuncetta), nell’uso delle percussioni.
tei, altro collaboratore del can- Tra le cifre sonore create da una band stellare, va
tautore bolognese, regista dello menzionato il piano elettrico di Ernesto Vitolo,
spettacolo Lucio Dalla 40 anni sapiente e puntuale, evocativo di un pop-rock
dopo: “Dalla con quell’album ci nordamericano di fine Settanta – delicato in
racconta la vita e i sogni degli Basta na jurnata ’e sole, irresistibile in Je sto
italiani con una “sceneggiatura” vicino a te. Accanto, il groove nerissimo e
magistrale che la sua penna de- furioso del sax di Senese (Chi tene ’o mare).
scrive con prepotente energia e La chitarra duttile e la voce di Pino Daniele
raffinata ironia, entrambe utili governano dolcemente ogni cosa, con una
a quella necessità di rimanere in straordinaria consapevolezza dei propri
equilibrio tra la cruda realtà e la mezzi espressivi. Disco grintoso e soave,
nuda poesia”. equilibrato e commovente.
Roberta Giallo Susanna Buffa
FAUSTO RISTOR

Lucio Dalla

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album del 1979

Alberto Fortis Riccardo Cocciante


ALBERTO FORTIS …E IO CANTO
A voi romani / Milano e Vincenzo / Il duomo di notte / In soffitta / La sedia Le mani in tasca / Io canto / Qui nel mio cuore / Fiaba / Carnevale / Il
di lillà / Nuda e senza seno / La pazienza / Sono contento di voi / L’amicizia treno / Canzone ad un amico / Piove / Il cappello
LP Philips 6323 073 € 15 LP RCA Italiana PL 31421 € 20

“I o vi odio a voi romani, vi odio tutti” e “Vincenzo io ti ammazzerò,


sei troppo stupido per vivere”. Ma riuscite a immaginare oggi un
disco d’esordio di un cantautore con due canzoni con frasi violente e
T empo fa uscendo dal garage con l’auto sulle note de Il treno di
Riccardo Cocciante, ho chiuso gli occhi… spalancato l’anima…
e grattugiato la portiera destra sul muro. Duemila euro di danno.
dirette come queste? Alberto Fortis ha pagato caro questo coraggio, Un’emozione devastante. Questo è il motivo per cui ho deciso di
però la stima di molti colleghi e giornalisti è nata sin da questo primo scrivere di …E IO CANTO, di Riccardo Cocciante, prodotto da Marco
album. Le invettive personali contro Roma e contro Vincenzo (e tutti Luberti (autore dei testi dei brani, ad eccezione di Piove, le cui liri-
sanno che è Micocci, storico discografico) ben si sposano con una che sono di Amerigo Cassella) con musiche di Cocciante. L’album
poesia vagamente ermetica che dal Duomo di notte arriva alla parzial- contiene capolavori come Il treno e Io canto, che mi hanno sempre
mente biografica La sedia di lillà passando per le enigmatiche Nuda e dato un’emozione immensa. Nella evocativa Il treno testo e musica si
senza seno e In soffitta. Il debutto di Fortis è un disco punk di fine de- sposano alla perfezione: la voce di Cocciante poi rende perfettamente
cennio, perfettamente incastonato nel momento storico in cui viene il tutto. La stessa cosa accade con Io canto. Ci sono brani che invece
concepito – due o tre anni prima rispetto alla pubblicazione. Questo mi convincono un po’ meno. In Fiaba (che sembra prenda spunto
disco poi suona dannatamente bene, merito da una novella popolare) trovo che il testo dell’ultima strofa sia sle-
sicuramente della PFM che si occupa del- gato dalle due precedenti: forse è stata scritta a distanza di tempo o
la base ritmica, coadiuvata per i fiati addirittura da un’altra mano. Il primo brano, Le mani in tasca,
dall’eccellenza milanese del perio- strumentale, rende già l’idea del successivo Io canto ed è una
do (Claudio Pascoli, Gigi Muc- didascalica raffigurazione della copertina del disco. Car-
ciolo e altri). In cabina di regia, nevale è il brano che insieme a Il treno e a Io canto mi
Alberto Salerno affida le piace di più: ha dei passaggi compositivi molto inte-
operazioni a Claudio Fabi ressanti. Per quanto riguarda gli altri brani, io sono
che, nel magico castello di una totale antiromantica, per cui faccio fatica a
Carimate, confeziona un lasciarmi trasportare da alcuni passaggi di testo.
album perfetto. Icono- In generale, trovo che Cocciante e Luberti abbia-
clasta e poetico, proprio no scritto insieme dei brani eccezionali, anche
come il suo autore. al di fuori di questo album.
Michele Neri Paola Rossato

Alberto Fortis

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album del 1979

Gianna Nannini Banco


CALIFORNIA CANTO DI PRIMAVERA
America / California / Goodbye My Heart / Io e Bobby McGee / Sognami Ciclo / Canto di primavera / Sono la bestia / Niente / E mi viene da pensare
/ La lupa e le stelle / Lei / Interno città / Lungo il margine / Circobanda
LP Ricordi SMRL 6254 € 30 LP Ricordi SMRL 6247 € 25

S coperta da Claudio Fabi e Mara Maionchi in una Numero Uno


ormai in disfacimento, Gianna Nannini esplode di un successo
inaspettato con il brano America, prima traccia del suo terzo album
N el marzo del 1979, sembravano lontani i tempi in cui la band
capitanata da Francesco Di Giacomo e dai fratelli Nocenzi ave-
va prodotto il trittico che li ha consacrati nell’olimpo del progressive
CALIFORNIA. Per la Ricordi, con le chitarre di Mauro Paoluzzi e la rock italiano. Le corde di quella grande rete progressiva si erano dra-
penna di Roberto Vecchioni. E quella copertina provocatoria dive- sticamente allentate e il clima in Italia era cambiato; mentre la son-
nuta iconica: la Statua della Libertà con in mano un vibratore a so- da spaziale Voyager 1 sorvolava Giove, veniva assassinato il giorna-
stituire la classica torcia. Voce roca, ruvida, sporca con la fierezza di lista e scrittore Mino Pecorelli e nel giugno dello stesso anno moriva
esserlo; tuonava così la prima vera voce rock femminile italiana, con a New York Demetrio Stratos, frontman degli Area e sperimentatore
atteggiamento spavaldo e libero contro la facciata dei perbenisti in vocale dalle doti sovraumane. La musica reagisce a questi accadi-
un Paese ancora molto lontano dall’avere una condizione di emanci- menti con sincera volontà di riscatto e il Banco realizza CANTO DI
pazione femminile accettabile. A canzoni non si fan rivoluzioni, can- PRIMAVERA, un disco impregnato di malinconia, che rappresenta
tava Guccini. Seppur in parte vero, è innegabile quanto la semplicità lo spartiacque netto tra il progressive rock degli anni 70 e le sonorità
con cui all’arrivare degli Ottanta la Nannini cantò di masturba- pop degli anni 80. Le atmosfere spensierate e arabescanti di Canto di
zione spostò un po’ più in là il limite del concesso, fa- Primavera delineano un percorso sonoro che diventa com-
cendo fare un enorme passo in avanti alla canzo- plementare con la voce di Francesco. Sono la bestia si
ne al femminile italiana che, dopo America, si veste di progressive e sfumature che rievocano
sentì forse più libera di scrivere e cantare su i fasti del passato, “mille carezze contro il cielo
di un palco anche di altro, che non fosse un bicchiere di vino non basterà”. E mi viene
solo di un amore finito e disperato. La da pensare rappresenta forse la parte più
pura energia, erotica ma non solo, intima e nostalgica del Banco, con uno
che sprigiona il brano dal crescendo sguardo rivolto a un passato che non
fino all’esplosione del ritornello, e esiste più, “e l’impossibile era normale
che si auto-alimenta della poten- come un’idea che non puoi cambiare”.
za libertaria con cui la Nannini “Migrano lente sotto il tramonto, verso
la esegue ancora oggi dal vivo, il tramonto lungo il margine del mon-
non ha perso nulla in questi qua- do”, canta Francesco in un brano,
rant’anni. America oggi è la stessa raccontandoci di un disco che rap-
ragazzina sfacciata e impudente presenta la terra di confine tra pre-
del ’79, e Gianna con lei. sente, passato e futuro.
Giulia Zichella Angelo Barraco

Gianna Nannini

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album del 1979

Angelo Branduardi Paolo Conte


COGLI LA PRIMA MELA UN GELATO AL LIMON
Cogli la prima mela / Se tu sei cielo / La strega / Donna ti voglio cantare / La donna d’inverno / Bartali / Arte / Angiolino / Dal loggione / Gelato al
La raccolta / Colori / Il signore di Baux / Il gufo e il pavone / Ninna nanna limon / Blue tangos / Sud America / Uomo camion / Rebus
LP Polydor 2448 094 € 30 LP RCA Italiana PL 31452 € 25

I l 1979 col senno di poi fu un anno cruciale per le variabili future:


finivano lì le grandi utopie di un ventennio, sparivano, è vero, due cri-
minali come Bokassa e Pol Pot mentre i sandinisti vincevano finalmen-
N el 1979 un gelato al limone, vero limone, costa cinquecento
lire circa. Paolo Conte ha quarantadue anni, non pubblica un
disco da tre anni e mezzo e proprio tra marzo e aprile registra il suo
te in Nicaragua, ma i russi intanto invadevano l’Afghanistan, la ferrea si- terzo lavoro in studio: UN GELATO AL LIMON, che fa da spartiacque
gnora Thatcher cominciava a strangolare la classe operaia inglese e Kho- tra il primo Conte e quello che sarà di lì in avanti. Ci mette l’anima,
meyni completava la terribile rivoluzione islamica in Iran. C’era poco da la testa, il cuore e pure la faccia: per la prima volta si presenta al
scherzare. In musica è l’anno del rapimento di Fabrizio e Dori, Sid Vicious pubblico con la sua immagine in copertina. Scelta che fa da sigillo
viene trovato morto, esce THE WALL dei Pink e, tra gli altri, album fon- a tutto il coraggio riposto in questo lavoro. Raccontare il disco come
damentali come UNKNOWN PLEASURES dei Joy Division e LONDON un’opera legata al contesto sociale e politico di fine anni Settanta sa-
CALLING dei Clash, mentre esplode la meteora ska. Angelo Branduar- rebbe innaturale, soprattutto perché non è un’operazione artistica
di resta invece tetragono, indifferente ai mutamenti, perfettamente a suo propria di questo autore, che a tal proposito dichiara: l’attuale attua-
agio nel suo mondo di favole e narrazioni prerinascimentali, confortato lità la capiremo dopo. Si smarca così da quella responsabilità autoriale
dal consenso generale. È un Branduardi all’apice della fama, al terzo con- che lo vedrebbe altrimenti figlio dei tempi, mentre un artista
secutivo capitolo di successo prima del live CONCERTO e la lenta vira- come lui può aspirare a un eterno presente. Cer-
ta ortodossa. Non cita le fonti, anzi le fa sue, ma questo è difetto ta musica invecchia senza scadenze. Così il
diffuso dell’epoca. Tra due mele sta l’album 1979 di Bran- 1979 è l’anno di nascita, ma non tanto
duardi, tra la prima, omonima, da strappare in fretta l’anno di riferimento di una poeti-
all’albero, metafora dell’attimo da cogliere senza ti- ca che travalica i tempi. In questo
mori e indugi, e quella del brano La raccolta, pro- disco ci sono le stagioni fredde
tagonista l’ultima mela rimasta, irraggiungibile, e quelle calde, nelle quali na-
mai colta e tanto più a lungo desiderata. È un scono, si immergono, volano
album di protagoniste femminili, con episodi le visioni di Paolo Conte. Ci
tristi e altri meno, anche se prevale su tutti sono persone e personaggi
una positività di fondo. Un album con al- che appaiono come vere e
meno 3 episodi memorabili, l’omonima, Il proprie allucinazioni so-
signore di Baux, la Ninna nanna finale, che nore. È un’opera intrisa di
andrebbe rivalutato per l’anticipo su quella malinconia, di nostalgia,
che poi si sarebbe chiamata world music. Ne ma anche di leggerezza, di
fui come tutti invaghito, quelle melodie senza tagliente ironia e disperata
tempo mi facevano dimenticare i tempi lividi e sensualità, che fa venire vo-
l’avvilente delusione personale per una storia glia di gridare: viva la musica
d’amore finita proprio male. E questo già basta a che ti va fin dentro all’anima, che
farmelo ricordare. ti va…
Alberto Marchetti Angelo Branduardi Noemi Serracini
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RECENSIONI

NOVITÀ
sfere che rievocano gli anni 80
e la lacca tra i capelli. Il disco si
chiude con la struggente Sorridi
alla tristezza. La musica di Gian-
ni Togni ci parla di sentimenti
autentici che sembrano un ri-
cordo lontano in una società
ferimenti al presente. Il disco è totalmente in balia del materia-
ben riuscito, caratterizzato da lismo asciutto e asettico dell’era
un’ottima scrittura sia musicale moderna. Un’istantanea senza
che di testi; tra i brani da citare tempo che racconta la nobiltà
la ritmata È tempo d’amare, La d’animo dell’uomo moderno che
città vecchia, la countreggiante riesce ancora a raccontarsi e a
Come si fa, come si può, il rock raccontare il suo percorso inte- Dionne Warwick
Se ci fossero ancora i cellulari e riore. SHE’S BACK
la title-track, sul problema del- Angelo Barraco eOne
la mancanza d’acqua. Un disco
che piacerà a chi conosceva i La voce di Dionne Warwick è patri-
vecchi Lp di Pelosi, ma anche monio dell’umanità, miracolo rin-
a chi scoprirà per la prima vol- novato a ogni uscita discografica o
Mauro Pelosi ta un cantautore meritevole di concerto, nonostante siano passa-
ACQUA SINTETICA raccogliere più di quanto otte- ti più di cinquant’anni dall’esordio
Tempio nuto finora. come “musa” di Bacharach. Dal
Vito Vita primo 45 giri datato 1963, Don’t
Negli anni 70 Mauro Pelosi Make Me Over, la cantante di East
pubblicò 4 Lp con la Polydor, Orange ha collezionato numerosi
arrangiati da Detto Mariano il successi internazionali, portando
primo e da Pinuccio Pirazzoli a casa importanti riconoscimenti
gli altri tre, caratterizzati musi- tra cui cinque Grammy Award.
calmente da atmosfere tra l’a- Da vent’anni a questa parte la sua
custico e il prog con influenze Cesare Basile stella si è un po’ offuscata ma non
di Donovan, Nick Drake, Roy CUMMEDDIA il talento, sempre fulgido e soprat-
Harper e Shawn Phillips e da Urtovox tutto di gran classe. Basta ascolta-
testi per lo più pessimisti ma re la nuova versione di What The
sempre legati alla vita concreta Con sorprendente continuità World Needs Now contenuta in
e con uno stile poetico che ben qualitativa, Cesare Basile conti- SHE’S BACK per goderne appieno,
si sposava con le melodie. Nel nua il suo viaggio tra gli orrori ma anche le inedite Am I Dreaming
decennio successivo, a causa del degrado morale e della so- e What Color Is Love dove Dionne si
della difficoltà di trovare una Gianni Togni praffazione, l’avvento incontra- avvale della collaborazione di arti-
casa discografica attenta al suo FUTURO IMPROVVISO stato del pensiero banale e vile, sti nu soul come Musiq Soulchild e
modo di scrivere e decisa a pro- Acquerello cattivo e violento, quello che Kenny Latimore. Il secondo disco
muoverlo, il cantautore si ritirò propaga ovunque come peste e altro non è che l’album DIONNE
dal mondo musicale dedicando- Una descrizione neorealisti- infetta. È un album fortemen- SINGS DIONNE del ’98 in cui spic-
si ad altre attività, continuan- ca della realtà contemporanea te politico, di denuncia e resi- cano Do You Know The Way To San
do a comporre e avvicinandosi spalmata in dieci tracce. L’amore stenza, coi cori e i loop sonori Jose con Celia Cruz & Pete Escove-
alla musica elettronica. Negli narrato in Un’Autostrada di sto- che amplificano le atmosfere do Orchestra più le intramontabili
ultimi anni ha scritto alcune rie, con le sue atmosfere sognanti dantesche, è descrizione di ma- Walk On By e I Say A Little Prayer.
nuove canzoni, e a settembre è e spensierate dal sapore nostalgi- nifesta decadenza che non con- Andrea Direnzo
ritornato sul mercato con co, che rievocano i pomeriggi cede all’osservatore lucidità e
il quinto album, un con- d’estate con lo stereo ad alto appiglio. In mezzo al disastro
cept fantascientifico ar- volume e una mano fuo- della tragicommedia umana, le
rangiato con soluzioni ri dal finestrino pronta a poetiche visioni di una danza
musicali interessanti dal catturare il flebile respiro liberata e da proteggere dall’i-
Maestro Pirazzoli, come ai del vento. C’è poi la tra- ra della madre, il ricordo dei
vecchi tempi. Il disco è scendentale Tutti canti di questua, la condizione
la storia di un clone giù per terra, con incompresa ma salvifica dello
che vive in un im- le chitarre che scemo del villaggio. Il suono è
precisato futuro in ricamano oriz- evoluto in un arcaico mantra di
un mondo in rovi- zonti lontani. Si- suggestiva presa, tra insistiti rit-
na con il ricordo curamente uno mi folk isolani e impressioni rock
di un passato bello dei punti più alti blues, tra tradizione, atmosfere
ed emozionante e sperimentali radicate nel mare e richiami dei
che però racchiu- dell’intero disco. popoli sahariani, in loop che ar- Edoardo Inglese
deva i germi della Il Circo è un brano roventano, incantano, e con le VM 50
futura decadenza: non che stempera i toni parole fanno indignazione. autoprodotto
è difficile cogliere i ri- Gianni Togni iniziali, con atmo- Alberto Marchetti
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RECENSIONI

Ma dai… ma chi, al giorno d’og- zionale ma spesso acide e impe- più rispetto alle ultime, pur riu- ricco repertorio. Ora tutto è in-
gi, si autoproduce un triplo al- gnate, una matura sperimenta- scite opere: una rabbia che lo fa ciso in un prezioso documento
bum? Con tanto di cofanetto e zione in perfetto equilibrio etno quasi sbandare in Plano o urlare contenente perle come Per amar-
libretto incluso? Edoardo Ingle- rock a tratti world music. La nella nostalgica È Ravenna (dove ti, Sono tornata, E non finisce mica
se è un veterano di certa scena band conferma puntualmente duetta con Valeria Visconti). Si il cielo, Almeno tu nell’universo,
romana e laziale, da solo e con la propria sapienza nel raccon- cambia decisamente atmosfera più il duetto Guarirò guarirò con
la Original Slammer Band, ha tare la società di oggi con un’i- con Salutami Gillespie, riuscita Loredana Bertè, produttrice ar-
attraversato oltre trent’anni di ronica provocazione garbata immersione in ritmi di fumosi tistica insieme a Ivano Zanotti, e
musica indipendente, quella e incisiva; un impegno sociale swing in cui si omaggiano gi- l’inedito Un figlio mio scritto da
vera, e ora si regala questa opera con gli occhi fissi sul mondo e ganti del jazz di metà del secolo Maurizio Piccoli. Il disco è anche
imponente per celebrare i suoi su tutte quelle ingiustizie di chi scorso. Il disco si pregia di que- disponibile in formato vinile in
cinquant’anni. E per maggior vive la vita con il peso di peren- sta alternanza tra ballate più edizione limitata.
misura, struttura il tutto come ni svantaggi. L’album apre con romantiche, Mama laus deo de- Andrea Direnzo
un concept album diviso in tre Ninna Nanna per l’uomo né, bal- dicata alla mamma scomparsa,
fasi: NO LOVE, PLEASE, WE’RE lata dedicata alla spinosa que- e pezzi più ritmati, belli sempre
INGLESE; E.I. FU e TUTTI PER stione delle vittime dei barconi gli arrangiamenti di Vladimiro
L’INGLESE. L’essere umano, la del Mediterraneo e all’accani- Buzi. Merito tutto di Max che
condivisione, l’amore, la soli- mento contro il sindaco di Riace ha composto il tutto e ha diretto
tudine, sono il centro del lungo Mimmo Lucano, per arrivare al ogni operazione con mano sicu-
viaggio che Inglese intraprende Percorso calabro Zen, passando ra, anche se qualche calo di ten-
per operare forse un bilancio per I bambini di laggiù e per il sione e qualche imprecisione,
del suo mezzo secolo. Al di là brano strumentale malinconico forse fisiologica, si percepisce
delle ragioni e delle tematiche, Rare fazioni, fino a Fuori la nafia qua e là. Ma di dischi così ce n’è
questo è un disco composto e ballata di denuncia e speranza sempre bisogno.
suonato molto bene. Edoardo in un’ottica di Paese ripulito Michele Neri
è un musicista molto esperto e dalla criminalità organizzata. Il
butta oltre l’ostacolo, oltre al supporto di un coro di bambini
cuore, tutti i suoni e le note che che accompagna alcune ballate Roberto Kunstler
ha incontrato sulla sua strada. rappresenta un valore aggiunto SENZA DIRE NIENTE
L’ultimo dei tre dischi è conce- per una band che porta avan- autoprodotto
pito come omaggio a se stesso ti un progetto sperimentale di
con nove brani affidati ad amici grande spessore. Un album e un libro per Roberto
e colleghi. Fa piacere ritrovare Paolino Canzoneri Kunstler, schivo cantautore ro-
in questo disco nomi noti e di mano con otto album all’attivo
talento come Marat e Drugo o e una proficua collaborazione
come Le Teorie di Copernico. come paroliere per tutte le ope-
Quest’opera monumentale, re di Sergio Cammariere. Nel
anacronistica e per questo irre- Cd tre inediti (Senza dire niente,
sistibile, un giorno sarà anche Abitanti di un sogno, Le carova-
un cimelio raro, non fatevela Aida Cooper ne), alcuni brani mai incisi se
scappare, cercatela, prendetela. KINTSUGI AMICA MIA non in digitale e altri tra quelli
Godetevela. Bandabebè/Nar/Self scritti per il bravo pianista. La
Michele Neri voce caratteristica di Roberto ci
Nell’ambiente artistico è difficile accompagna in questa quasi-
che s’instaurino amicizie since- antologia, per trent’anni d’in-
re. Mia Martini e Aida Cooper tensa attività trascorsi un po’
amiche lo erano per davvero. per ritrosia caratteriale più
Max Arduini Ogni volta che si parla di Mimì, all’ombra che alla ribalta, senza
LA SCIENZA DI STARE IN FILA gli occhi di Aida si riempiono mai smettere di scrivere, e dimo-
GDE Records di emozione. Al di là delle tante stra come la sua ricca vena com-
collaborazioni, tra le due esi- positiva sia così vicina alla pura
Torna Max Arduini con un nuo- steva un forte legame che le ha poesia. Non a caso è in uscita
vo capitolo della sua nutrita di- portate a condividere la musica anche questo libro che racco-
scografia. E parte in modo stra- ma soprattutto la vita. Arriva glie appunto i testi di 50 canzoni
no con un bell’omaggio a Roma, finalmente, dopo ventiquattro e le liriche sparse negli anni. Il
Nina e Gaetà, in cui il cantautore anni dalla scomparsa, l’omag- tempo, la coscienza di sé, il viag-
romagnolo sfida con piglio de- gio della Cooper all’amica. Il ti- gio e il ritorno, il sacro e la sua
Il Parto delle Nuvole ciso il dialetto romanesco. Se la tolo è emblematico: KINTSUGI, assenza, sono i temi portanti dei
Pesanti partenza è bella, non è da meno in riferimento all’arte giappo- versi, con le mille contraddizioni
SOTTOMONDI il resto, ma d’altra parte Max ci nese di riparare un oggetto di della vita e di ogni vano cercare:
WMusic/iCompany ha abituato al suo talento nel ceramica rotto riunendo i pezzi “…così se è vero che la vita è altrove
comporre canzoni dal sapore con oro o argento liquidi così / la verità non sta nelle parole / e
Uscirà in autunno il tredicesi- amaro supportate da melodie da dare splendore alle crepe. il tempo così come fa anche il sole
mo lavoro della band calabrese: spesso accattivanti. In questo Aida, d’altro canto, ha sempre / sta fermo eppure sembra che si
dieci splendide ballate folk e fi- LA SCIENZA DI STARE IN FILA ricordato Mia in tante occasioni muove”.
lastrocche dall’apparenza tradi- però sembra esserci qualcosa in interpretando canzoni del suo Alberto Marchetti
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NOVITÀ

BUCKLEY AND GARY LUCAS per l’album VOLANDO di Renzo rangiamento e produzione arti-
SONGBOOK Zenobi, i toscani Aliante (Enri- stica. A pochi anni di distanza
Esordisco co Filippi alle tastiere, Alfonso dal precedente fortunato album
Capasso al basso e Jacopo Giu- (oltre 60.000 copie vendite), i
Jeff Buckley e Gary Lucas han- sti alla batteria) tornano con tre proseguono il loro cammi-
no composto una manciata un secondo disco prodotto dal no musicale legato a deliziosi
di canzoni assieme nella loro, gruppo e da Vannuccio Zanel- scambi di suoni e idiomi, spesso
purtroppo breve, collaborazio- la. SUL CONFINE porta avanti rafforzati da archi in un incon-
ne. Non tutto è stato registrato la ricerca sonora del precedente tro di lingue, culture e umanità.
e pubblicato. Oggi l’intero can- sviluppandola secondo percorsi Quindici brani, sette in italiano
zoniere trova posto in questo che hanno alcuni riferimenti nel e sette in tedesco, che allieta-
bellissimo album di The Niro passato ma che riescono a crea- no l’anima, scaldano il cuore e
(Davide Combusti). Realizzato re un impasto sonoro originale inalano profumi delle terre mit-
Alberto Bertoli con lo stesso Gary Lucas e con e innovativo, con alcuni picchi teleuropee e del sud. Una salda
STELLE collaboratori importanti come e un livello musicale alto che ne amicizia e una notevole perse-
Halidon Francesco Arpino, che si occupa fa uno dei migliori dischi prog veranza artistica proposta in un
della produzione artistica, e Phil non solo italiani del 2019. Otto tour che ha visto all’Arena di
Alcune voci possiedono un’auto- Spalding, bassista di fama inter- strumentali quasi tutti oltre i sei Verona oltre 10.000 spettatori
revolezza e una fierezza intrinse- nazionale. Questi brani, in parte minuti con cambi di atmosfere, accorsi da mezza Europa.
che che le rendono assolutamen- rimasti inediti per un quarto di ritmo e melodia che mettono in Paolino Canzoneri
te credibili. È il caso di Alberto secolo, sono stati composti da luce la perizia tecnica dei tre e la
Bertoli, forte e sanguigno sia nel Buckley e Lucas per un progetto loro fantasia compositiva. Mol-
suo cantare sia nella scrittura discografico mai realizzato, ora to interessanti Viaggio nel vento,
delle sue canzoni. L’esempio del rivivono nella voce evocativa Metzada, dalla ritmica iniziale
padre Pierangelo è un’eredità e sicura di The Niro, nel solido incalzante, Ai confini del mondo,
notevole assorbita in pieno, non rock che le accompagna e nella con l’eccellente Marianna Vuo-
ricalcandola pedissequamente sicura produzione di Arpino. La colo al violino, Il cigno nero e Nel
ma esprimendola attraverso il sezione ritmica è completata, ol- cielo, introdotta dal pianoforte.
proprio sentire. I dieci inediti pre- tre che da Spalding, da Maurizio La grafica è curata da Jacopo
senti nell’album STELLE, prodot- Mariani (basso) e Puccio Panet- Giusti e OndemediE, cui dobbia-
to dallo stesso Alberto insieme tieri (batteria). Tutte le tastiere mo anche il logo del gruppo.
a Gianni Daldello, mettono in e il pianoforte sono suonati da Vito Vita
luce una personalità attenta e Arpino mentre completa l’or-
intelligente nel raccontare storie ganico il violoncellista Mattia
e sentimenti in modo autentico, Boschi. The Niro non fa mini- Silvia Mezzanotte
senza banalità o sdolcinature. mamente il verso a Buckley e ASPETTA UN ATTIMO
Dal primo brano, Matto del bar, questo, oltre naturalmente alla Fluido Records/Self
fino ai seguenti Nata unica, Meri- qualità intrinseca delle com-
dione mon amour, Vuoto a perdere e posizioni, rende questo album ASPETTA UN ATTIMO è il terzo
Dario, è un crescendo di momen- qualcosa di fondamentale nella album da solista di Silvia Mezza-
ti intensi in cui Alberto mette in produzione rock italiana di oggi. notte, ma è soprattutto un mo-
musica la vita, ad esempio la bel- Un plauso a Pierre Ruzi che ha nito a non correre, a prendersi
lezza della paternità. Con un bel prodotto un’operazione di così fiato e tempo per riflettere in
piglio rock rilegge due gemme, grande prestigio. quest’epoca frenetica e fagoci-
Eppure soffia e Spunta la luna dal Michele Neri tante. Anche relazioni e senti-
monte con i Tazenda, omaggio a menti sono assaliti dalla fretta
colui che per primo ha creduto Pippo Pollina, Werner del cuore che non permette di
in lui. Schmidbauer e Martin vivere in modo pieno e auten-
Andrea Direnzo Kälberer tico. Silvia, consapevolmente,
Süden II ha invece deciso di fermarsi, di
Storiedinote.fr attendere, di ascoltarsi dentro
per ritrovare quel senso che le
SÜDEN II è il titolo del nuo- permettesse di cantare con una
vo album per la Storiedinote. voce più in sintonia con la sua
fr (distribuzione EGEA) del trio essenza di donna e artista. So-
composto dal noto cantautore stenuta da un bel team di autori,
impegnato Pippo Pollina, appas- si è lasciata cucire addosso un-
sionato della chanson francese, dici canzoni che spiccano il volo
Werner Schmidbauer (nome grazie alle corde della sua ani-
Aliante legato alle infiltrazioni tra la ma, attenta nel mettere in luce
SUL CONFINE canzone d’autore bavarese e la risvolti fortemente emotivi in
M.P. & Records tradizione del folk americano) e momenti come La mia vendetta,
il polistrumentista Martin Käl- Male di tenerezza e Ma che spet-
The Niro featuring Gary Dopo l’esordio nel 2017 con berer, con alle spalle oltre 1500 tacolo, quest’ultima scritta dalla
Lucas FORME LIBERE e all’indomani concerti e vero pilastro della collega Roberta Faccani insieme
THE COMPLETE JEFF dell’esperienza come musicisti parte musicale in termini di ar- a Norman Sciran, anche arran-
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RECENSIONI

giatore dell’intero lavoro. Chiu-


de il disco Due volte grazie, bellis-
sima dedica al padre che Silvia MIRANDA MARTINO
canta con un’emozione in più.
Andrea Direnzo CANTA NAPOLI LIVE
L’Atlantide/Materiali Sonori
Pubblicazione discografica di grande prestigio è sicura e limpida, ben evidenziata da arrangia-
questa che vede riproposto un concerto inedito menti sobri ed eleganti. L’organico, formato da
di Miranda Martino del 1998. La celebre cantan- dodici musicisti, quattro per gli archi, quattro per
te è alle prese col miglior repertorio napoletano, i mandolini, quattro per la sezione ritmica for-
che affronta accompagna- mata da chitarra, contrab-
ta dall’orchestra diretta dal basso, batteria e pianoforte,
Maestro Andrea Bianchi, è praticamente perfetto per
impegnato anche al piano- assicurare al recital varietà,
forte. Lo scenario di questa eleganza, classe ed energia.
magica registrazione è il Te- Questa è una di quelle emis-
atro di Corte di Palazzo Reale sioni che fanno desiderare
a Napoli. Il repertorio è stra- altre operazioni simili: ovve-
Prince ordinariamente classico con ro il recupero di registrazioni
ORIGINALS pilastri della canzone parte- inedite o d’archivio ma da
Warner Bros. nopea come Fenesta vascia, tempo non più reperibili. Ma
Era de maggio, Marechiaro, ’O di questo abbiamo già parla-
Roger Nelson, meglio conosciu- surdato ’nnammurato, Regi- to spesso e lo faremo ancora
to come Prince, non smetteva nella e Michelemmà, che apre e ancora.
mai di produrre nuova musica. le danze. La voce di Miranda Michele Neri
Paisley Park è stato il magico re-
gno nel quale sono stati ideati e
definiti molti dei suoi dischi più proprio godibilissimo album del percepibile soprattutto in bra- sulle scene con un nuovo album
belli, ma è stato anche il posto Prince più in forma. ni come Reckless o nel singolo d’inediti. Attenti, non si tratta
che ha accolto, cullato e pla- Alberto Dalla Libera apripista Layers Of Time. Sor- dell’ennesimo scherzetto! Quin-
smato altri artisti. Pseudonimi prendenti le parti elettroniche di mettetevi comodi sul divano,
“diretti” a parte, quelli utiliz- e orchestrali di Now Or Never, spegnete le luci, chiudete gli oc-
zati come conseguenza delle in perfetto equilibrio con l’im- chi e preparatevi ad affrontare
dispute con la sua casa disco- ponente struttura. Il disco, inol- un lungo viaggio psichedelico.
grafica, altri ne aveva ideati nel tre, è caratterizzato da elementi L’album è stato prodotto da Joe
momento di donare i suoi pezzi. elettronici che ne stemperano la Barresi, e pubblicato in un’edi-
Così, soprattutto nel periodo tensione emotiva, che aprono le zione ricca di accessori esclusivi
compreso tra il 1982 e il 1986, porte alle oscure tenebre dell’in- che faranno gola agli aficiona-
regalò pezzi bellissimi, senza trospezione, come in Veneficium. dos. Sette tracce nell’edizione
mai figurare col suo nome nei Oggi i Lacuna Coil sono una standard, dieci nell’edizione di-
crediti. ORIGINALS è la terza band matura che ama mettersi gitale. Il disco ha un retrogusto
pubblicazione postuma dedica- in gioco e, soprattutto, che non mediorientale che gradualmen-
ta a Prince nel giro di due anni ha paura di cambiare pelle, suo- te si dilata fino a esplodere in
ma, a differenza delle due pre- ni… e anima! sonorità progressive. La voce di
cedenti, non riguarda outtake Lacuna Coil Angelo Barraco Maynard è intensa, suggestiva e
o incisioni per piano e voce. Si BLACK ANIMA ricama tessiture tribali e primi-
tratta di una raccolta (spettaco- Century Media Records tive. Ogni brano è una piccola
lare il doppio box in vinile colo- suite che trascina i navigatori in
rato viola, corredato da sontuo- Se DELIRIUM ha sancito una un lungo e ponderoso viaggio,
so booklet e Cd) che riassume svolta definitiva nel sound, come Fear Inoculum o Invincible.
proprio le tappe fondamentali BLACK ANIMA rappresenta in- La ricerca costante di un appro-
delle sue collaborazioni più im- vece la consacrazione definitiva do si modula gradualmente con
portanti. Colpiscono le sue ver- di una band che non ha bisogno l’intreccio vertiginoso di chi-
sioni di Manic Monday, pubbli- di dimostrare più niente a nes- tarre in Descending, che scioglie
cata dalle Bangles, e di Nothing suna se non a se stessa. Il disco i corpi dall’albero maestro, in
Compares 2 U (The Family e poi si apre con la title-track, carat- balia del mare, del tempo e di un
Sinead O’Connor), forse perché terizzata da un tappeto di synth canto che ricorda l’eco di una
due brani indimenticabili, ma su cui poggia l’inquietante voce sirena. Gli intermezzi elettroni-
sono da ascoltare anche i pezzi di Christina Scabbia che recita ci sono l’anticamera di bombe
che Prince preparò su misura una sorta di mantra e intro- Tool all’idrogeno come Culling Voices
per Apollonia 6, Wendy e Lisa, duce la potentissima Sword Of FEAR INOCULUM o 7empest. Un disco che racchiu-
Sheila E e Vanity 6. Non una Anger, con l’impeccabile growl RCA Records de quell’affascinante labirinto
scriteriata raccolta postuma di Andrea Ferro. Il disco ha un sonoro privo di confini che tanto
assemblata scandagliando nei retrogusto magico, quasi mi- Dopo 13 anni di assoluto silen- amiamo.
polverosi scaffali, ma un vero e sterioso, e questa sensazione è zio discografico, i Tool ritornano Angelo Barraco
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NOVITÀ

A cura di: Mario Giugni

o certezza, davvero accende le


emozioni più belle.
Hawkestrel Slipknot
THE FUTURE IS US WE ARE NOT YOUR KIND
Purple Pyramid Roadrunner Records

Favola rock: Alan Davey è un Scordatevi la potenza dell’e-


fan accanito degli Hawkwind sordio, i suoni cupi di Iowa o
che nel 1984 manda un nastro le atmosfere surreali di Vol. 3.
a Dave Brock e questi, pur di ac- Mettetevelo bene in testa! WE
comodarlo, arriva a spostare il ARE NOT YOUR KIND è un’al-
bassista Harvey Bainbdridge alle tra storia. I ritornelli con sub-
tastiere licenziando il malcapi- strati di miele si spalmano su
tato Dead Fred. Seppur in tempi fette biscottate di doppio pedale Michael Nesmith & the
diversi, Alan sarebbe rimasto a e chitarre elettriche. La cola- First National Band
lungo nella celebre band inglese zione è certamente uno dei mi- MAGNETIC SOUTH
ma, per dirla con Venditti, certi gliori momenti della giornata, Music on Vinyl
amori fanno dei giri immensi e indubbiamente, ma tutti quanti
poi ritornano. Ecco allora questa avremmo preferito un risveglio Figlio di una segretaria divenu-
sorta di supergruppo di matrice più aggressivo e meno zucche- ta ricca imprenditrice dopo aver
Hawkwind coordinato proprio roso. Forse qualcuno dovrebbe inventato il bianchetto per le
da Davey, che mette insieme suggerire a Corey Taylor di non macchine da scrivere, Nesmith
qualcosa come nove membri pensare troppo agli Stone Sour nel 1965 viene scelto per esse-
della famiglia, i più noti dei quali mentre canta in brani come re uno dei Monkees. E cinque
sono Nik Turner, Simon House, Unsainted. Nero Forte, invece, è anni dopo, dissanguandosi eco-
persino Lemmy Kilminster e Gin- un brano che rievoca parzial- nomicamente per liberarsi dal
ger Baker. Tredici in tutto i brani mente i fasti degli esordi, con- contratto, lascia il carrozzone Aerosmith
del disco, divisi tra composizioni taminandosi da elementi legati ormai allo sbando. Ora riedito LIVE! BOOTLEG
nuove e vecchie, sia di Davey so- alla musica contemporanea. su vinile trasparente 180 gram- NINE LIVES
lista che degli stessi Hawkwind. Gli Slipknot hanno subito delle mi, MAGNETIC SOUTH è il suo Columbia/Legacy
Tra queste, Sonic Attack, il cui importanti perdite negli ultimi primo album con la First Na-
spoken word è affidato a William anni; la dipartita del compianto tional Band ed esce su RCA nel Titolo e copertina ovviamente
Shatner, l’attempatissimo Ca- Paul Gray e la chiusura dei rap- 1970. La vena è quella di un fanno il verso ai dischi dal vivo
pitan Kirk di Star Trek che ama porti di collaborazione con Joey eclettico country rock e su que- pirata. Il doppio LIVE! BOOTLEG
flirtare col mondo della canzone. Jordison prima e Chris Fehn poi, sta Nesmith infila alcune sue esce nel 1978, quando gli Ae-
In un’orgia di suoni space e pen- entrambi membri fondatori. nuove canzoni, altre scritte per rosmith stanno vivendo i loro
nellate psichedeliche, piacciono Forse per loro è arrivato il tem- i Monkees e due cover. La spu- giorni più pazzi nonché tormen-
l’atmosfera ventosa della title- po di appendere le maschere al meggiante Calico Girlfiend acco- tati. Ripubblicati adesso su vini-
track, la sballatissima Old Dinah e chiodo e ricominciare con una glie ispirazioni samba, Little Red le 140 grammi rimasterizzati,
la cantilenante Free Like Us. nuova formula. Rider è bella grintosa, Joanne e i due Lp raccolgono un po’ di
Mario Giammetti Angelo Barraco One Rose sono sentimentali bal- eccitanti brani del quintetto re-
lad per cowboy tremendamente gistrati in vari show tra il 1977
Slipknot convenzionali. Poi The Crippled e il 1978 e messi in commercio
Lions conquista con la sua cari- con una postproduzione poco
ca evocativa e la deliziosa pedal invadente proprio per restituir-
steel di Red Rhodes, mentre in ne intatta la carica live: un po’
Hollywood la band si concede come, appunto, un ipotetico bo-
ipnotici piaceri strumentali e otleg miracolosamente registra-
Mama Nantucket è luce e ritmo. to di straforo al mixer e poi ab-
Chiude Beyond The Blue Horizon, bastanza curato. Nell’album ci
ripresa dalla colonna sonora di sono anche la versione dal vivo
Montecarlo di Ernst Lubitsch. E della rivisitazione della band di
l’azzurro orizzonte è veramente Come Together, inizialmente re-
da favola in un inno a un futuro alizzata in studio per la colonna
gioioso che, illusione o volontà sonora del fallimentare film Sgt.
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RECENSIONI

Pepper’s Lonely Hearts Club Band, rock, rhythm’n’blues, psiche- cialmente tracce come il frene- serie televisiva di fantascienza
e due cover, entrambe riprese da delia, jam e splendide perfor- tico blues Midnight Rambler, You The Quatermass Experiment e nel
una trasmissione radiofonica mance vocali si mescolano in Can’t Always Get What You Want 1970 va a indicare un magnifi-
del 1973: I Ain’t Got You, Mother una visione che coglie anche le con i cori del London Bach Choir co trio che ha scelto il formato
Popcorn e Train Kept A-Rollin’, spinte del mondo della contro- arrangiati da Jack Nitzsche, l’in- tastiere, basso e batteria. Mick
con una citazione di Strangers In cultura americana del periodo quieta title-track, il disperato urlo Underwood sa picchiare su pel-
The Night. NINE LIVES, invece, (per esempio, le registrazioni contro la guerra Gimme Shelter li e piatti, John Gustafson è un
è inciso in studio e pubblicato delle proteste alla convention di e la rurale cover di Love In Vain bassista molto creativo che se la
nel 1997. Non è un lavoro dalle Chicago del partito democratico di Robert Johnson nel corso dei cava bene al canto, Pete Robin-
grandi sorprese e questa nuova in Prologue, August 29, 1968 e decenni sono state ovviamente son ha studiato alla Royal Aca-
versione su vinile (sempre 140 Someday (August 29, 1968)). In ascoltate e riascoltate più o meno demy of Music e con Hammond,
grammi) esce con la seconda co- tracce come Does Anybody Real- all’infinito. Però la cura di Ludwig piano e distorsioni è superbo.
pertina, con il gatto uomo, che ly Know What Time It Is?, Begin- in questa riedizione è notevole e Nel disco, ora riedito su vinile
all’epoca sostituì a causa delle nings e Introduction l’interplay permette di scoprire particolari 180 grammi di colore argento,
proteste delle comunità indù la del settetto va che è una mera- che danno un piccolo sapore di il trio si avventura con estro tra
prima, con la figura di Krishna viglia; la furia di Terry Kath sca- novità. spinte potenti, come avviene
con faccia da gatto e corpo fem- tena la carica heavy di Poem 58 in Up On The Ground, Gemini e
minile che danza sul corpo del e il noise per chitarra e amplifi- Black Sheep Of The Family, me-
demone serpente Kaliya. Con i catore di Free Form Guitar; I’m A lodie solenni (Good Lord Knows
suoi cori un po’ Beatles, lo sfron- Man dello Spencer Davis Group con clavicembalo e grande en-
tato Pink è il grande hit mentre si trasforma in un ritmatissimo semble d’archi) e tre minisuite
Taste Of India con il sarangi di Ra- canto tribale a tre voci. Poi ci fra gli otto e i dieci minuti. Post
mesh Mishra è una sorta di Kash- sono South California Purples, War Saturday Echo è sofferto
mir degli Aerosmith. Su toni po- Listen e il pop luminoso di Que- prog-blues; Make Up Your Mind
tenti, poi, vanno Something’s Got- stions 67 And 68. E c’è il finale è nella lunga parte strumentale
ta Give, la title-track, la devastante di Liberation: quindici minuti di libera e magistrale fantasia; Lau-
Crash e la psicotica The Farm; un jam, di fantasia, di libertà. ghing Tackle, nuovamente con
po’ mainstream con tonanti fiati è gli archi, porta a punte sinistra-
Falling In Love (Is Hard On The Kne- mente maestose. Splendida, e
es); tra le ballad, il meglio viene ovviamente da godersi tutta nel
alla fine con la lunga Fallen Angel. Quatermass grande formato 33, è la coperti-
In più, rispetto all’originale su Cd, QUATERMASS na gatefold in bianco e nero stile
c’è la popolarissima I Don’t Want Music On Vinyl science fiction anni Cinquanta
To Miss A Thing, proveniente dal dello studio Hipgnosis, con gli
soundtrack di Armageddon di Mi- Il nome viene dal cognome del- pterodattili che svolazzano in
chael Bay. lo scienziato protagonista della mezzo ai grattacieli.

The Rolling Stones:


50th Anniversary Edition
per LET IT BLEED.

The Rolling Stones


LET IT BLEED
ABKCO Records

Il lussuoso deluxe set del cinquan-


tenario ha tutto: 2 superaudio Cd,
2 Lp, un libro di ottanta pagine, il
45 di Honky Tonk Women, poster,
litografie. Ma per chi brama solo il
Chicago Transit Authority vinile originale opportunamente
THE CHICAGO TRANSIT rimasterizzato da Bob Ludwig c’è
AUTHORITY la possibilità di acchiapparselo
Rhino a parte. Con in copertina il fan-
tasioso cambiadischi disegnato
Nel gennaio del 1969 i Chicago, da Robert Brownjohn, l’album
che ancora si chiamano Chicago viene registrato quando ormai è
Transit Authority, hanno solo scoppiata la grana Brian Jones,
una decina di giorni di sala per presente solo alle conga e all’au-
il loro album d’esordio. Ma sono toharp in due brani, e vede già
già una macchina e tanto è il all’opera il suo sostituto Mick
materiale inciso che alla fine la Taylor in altri due. Inoltre, per le
CBS è costretta a pubblicare il session intervengono numerosi
disco come doppio. Nell’opera, ospiti tra i quali Ry Cooder, Leon
ora disponibile rimasterizzata Russell, Bobby Keys, Al Kooper,
anche su vinile, jazz, ardente Doris Troy e Madeline Bell. Spe-
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RECENSIONI

NON L’HO FATTO APPOSTA


Carlo Credi: Vasco Rossi:
CHI È CARLO CREDI? COLPA D’ALFREDO
(SHIRAK, 1978) (TARGA, 1980)
Simili, identiche, ispirate, sono molte le copertine decisamente derivate da altre precedenti.
Come per i plagi musicali, alcune volte è il caso a essere beffardo, altre volte la malafede è evidente.
Qui sicuramente non vale la scusa “però le note in fondo sono sette”.

L
a Shirak è stata una piccola casa di-
scografica torinese distribuita dalla
Vedette di Armando Sciascia, fondata
dall’ex batterista dei Circus 2000 e dei Li-
ving Life, Roberto Johnny Betti; nel 1978
ha pubblicato l’unico album di un cantau-
tore torinese bravo ma sfortunato, Carlo
Credi. Carlo Caddia, questo il suo vero
nome, era nato a Torino il 4 luglio 1947
ed era attivo nei locali torinesi fin dai tar-
di anni 60 come Carlo Kredy, esibendosi
in particolare nelle piole del centro, in cui
presentava sia alcune sue canzoni sia qual-
che cover. L’album CHI È CARLO CREDI?
racchiude alcuni brani del suo repertorio,
dieci suoi e due ripresi da Duilio Del Pre-
te, L’isola, che racconta la colonizzazione
da parte di un missionario di un’isola sel-
vaggia per portare la cosiddetta civiltà e si Happy Ruggiero, sorta di deus ex machina Lp, COLPA D’ALFREDO, quello che lo
conclude con un divertente colpo di scena, di molta musica torinese prodotta sotto fece conoscere al grande pubblico grazie
e Dove correte, che chiude il disco e che la Mole tra gli anni 60 e 70 (in primis soprattutto al traino del 45 giri Non l’hai
dava il titolo all’album del 1968 di Del Paolo Conte), tranne Shiva al metrò, re- mica capito e alla title-track. La copertina
Prete pubblicato dalla Bluebell. Belle le gistrata nella piola Da Betty in via Bogino di questo disco ha ben più di una somi-
canzoni di Credi, due ispirate da poesie di a Torino; il tecnico del suono è Giancarlo glianza con quella di CHI È CARLO CRE-
Jacques Prevert, Il serraglio e La canzone Fracasso, che in Signore guardi e in Shiva DI?, in cui sul fronte il cantautore torinese
del carceriere; in particolare sono da ri- al metrò suona anche le percussioni. Pur- era fotografato di spalle mentre sul retro
cordare le misticheggianti Shiva al metrò, troppo Carlo morì l’8 maggio del 1986, invece di faccia: in COLPA D’ALFREDO
Vacuità e Il Tao, ma è tutto l’Lp a essere an- lasciando incompiuto un secondo album: Luciano Tallarini riprende la stessa idea
cora oggi interessante, con arrangiamen- aveva dei seri problemi legati all’alcool, dell’anonimo grafico della Shirak, l’unica
ti acustici basati sulla chitarra e qualche la vita spericolata nel suo caso non era differenza è che Vasco Rossi ha un occhio
percussione qui e là. CHI È CARLO CRE- solo una canzone. A proposito: il 3 aprile nero. Una semplice coincidenza?
DI? fu registrato allo studio Format di 1980 Vasco Rossi pubblicò il suo terzo Vito Vita

Vasco Rossi:
colpa di Luciano
Tallarini?

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RECENSIONI

CAROSELLO MUSICALE
’NA VOCE, ’NA CHITARRA E ’NU POCO ’E CAFÉ
Cantante, autore, chitarrista, per sessant’anni Fausto Cigliano si è diviso fra brani in napoletano
e in lingua, inediti e classici partenopei, di cui è stato uno dei massimi cultori e divulgatori,
perlopiù in coppia col chitarrista Mario Gangi. Nel suo ricco curriculum non manca neppure la
pubblicità, che lo ha visto testimonial fortunato e duraturo nella prima parte della carriera.
ciato, a Sanremo 1964, la celeberrima E se un’intervista inedita rilasciatami qualche
domani). Segue pausa caffè (solubile, con anno fa: “L’idea era mia: il bambino sogna
buona pace della tradizione partenopea) la notte, terrorizzato perché il giorno dopo
con Nescafé. Nel 1960 la Nestlé rilancia: c’è l’interrogazione: ‘Chi ha scritto I Pro-
a Fausto affianca Joe Sentieri e affida loro messi Sposi?’. Io con la parrucca facevo la
l’intera gamma dei prodotti: le caramelle professoressa cattiva e tutti i vari professori.
Olimpia, i cioccolatini Kismi, il latte con- Cigliano era incorniciato in una fotografia
densato… Per quattro anni si susseguo- sul comodino e suggeriva: ‘Muu… muu…’
no a ritmo incalzante caroselli e short a ‘Alessandro Vitelloni… Mucconi…’ no, non
colori per i cinema (il Kismi Show), in cui gli veniva. Arriva la mamma: ‘Caro, ti ho
i nostri sceneggiano le canzoni circondati portato Nestlé’. Un cucchiaio e: ‘Alessandro
da belle presenze femminili. Il repertorio è Manzoni, 1785-1873, nato a Milano…’. In
quantomai vario e vasto: si spazia da clas- un altro carosello feci una gaffe. ‘Qual è la
sici internazionali come Brazil, La paloma capitale della Russia?’. E Cigliano: ‘Zzz…
o Red River Valley alle hit del momento zzz…’ ‘Zanzara… tafana…’. ‘Tieni, una cuc-
Concertino, Soldi soldi soldi e Milioni di chiaiata di latte Nestlé!’ ‘Mosca!’. Venimmo
scintille, scritta da Modugno e con la quale subito fermati: ‘Eh, no! Qui si va sulla poli-
Sentieri arriva secondo al Torneo dei Primi tica! Cambiamo tutto!’. ‘Guardi, facciamo
Applausi di Verona (tristemente ricordato la capitale dell’Olanda: coccodè coccodè
per la morte di Mario Riva). Nell’autunno chicchirichì…’”. Segue il sogno, sotto for-
del 1965 la comunicazione si ramifica: al ma di centone musicale: nell’episodio del
cinema vediamo Fausto prendere lezioni di Manzoni, ad esempio, Fausto e Paolo, ve-
piemontese da Macario, duettare con Nel- stiti da Bravi (in realtà da moschettieri, ma

N
el 1959 Fausto Cigliano ha solo ly Fioramonti e accompagnare simpatica- transeat), scherzano con Peo su temi ope-
ventidue anni. Ma ha già al proprio mente alla chitarra la piccola Viviana Stuc- ristici, da Largo al Factotum (da Il barbiere
attivo quattro anni di incisioni per la chi, fresca vincitrice dello Zecchino d’Oro di Siviglia) a Di Provenza il mar, il suol (da
Cetra e partecipazioni a film e program- con Il pulcino ballerino. Alcune di queste La Traviata). Poi, Nestlé volta pagina: nel
mi radiofonici e televisivi. Lo scrittura, per situazioni riecheggiano anche a Carosello, 1966 si affida a Valeria Valeri e al regista
conto della Nestlé, Luigi M. Giachino, re- dove però a farla da padrone è una nuova e produttore Luciano Emmer per puntare
gista lombardo che, dopo il modesto esi- serie, che vede Fausto accanto a Paolo Poli sulle mamme e l’educazione dei bimbi.
to di alcuni lungometraggi, si era buttato (e a Peo, figlioletto di Giachino, spesso in- Per veder riapparire Fausto a Carosello
a capofitto in pubblicità, aprendo anche serito dal padre nei suoi short). A svelarci toccherà attendere il 1973 e l’Ente Risi…
una propria casa di produzione a Carate un curioso retroscena (emblematico del- ma questa è già un’altra storia.
Brianza, la Orion Film. L’esordio di Fausto la censura del tempo) è proprio Poli, in Emmanuel Grossi
a Carosello è con la serie In gran forma, in
onda da aprile ad agosto, durante la quale Fausto Cigliano
canta una dozzina di brani fra cui Chella llà
(uno dei suoi primi grandi successi), Non
so dir Ti voglio bene, Suonno a Marechiare
e l’ottocentesca Te voglio bene assaje. Tre
le composizioni di Lelio Luttazzi: Calypso
in the rain (dal film La classe di ferro), Sou-
venir d’Italie (testo di Scarnicci e Tarabusi,
dalla rivista Tutte donne meno io) e Tira a
campà (di Antonio Amurri, dal film di Ste-
no Guardia, ladro e cameriera di cui Fausto
è coprotagonista, da non confondere col
pezzo omonimo di Jannacci per Pasquali-
no Settebellezze, di vent’anni posteriore).
Trova spazio anche Me ne scengo a dint’e
panne, seconda prova da cantautore per
Fausto, che aveva esordito nel ’57 con La-
sciatemi solo, scritta a quattro mani con
Carlo Alberto Rossi (del quale avrebbe lan-

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RECENSIONI

SEGNALAZIONI
Musik e al progressive, mac-
chiandosi di techno, kraut fino
ad arrivare a spiragli di dance.
A cura di: Michele Neri Il primo disco si chiama UNI-
QUE FORM OF CONTINUITY
IN SOUND e racconta il senso di
Davide Sellari) affronta il tema vuoto dell’essere umano. Un’al-
cover: nove canzoni in cui per- ba che lentamente trasporta l’a-
corre, in un’ipotetica autostra- scoltatore in un lento sciabordio
da, la parabola discografica degli di chitarre e synth che si culla-
anni 60, passando da Mikis The- no tra gli anfratti da cui emerge
odorakis a Endrigo, da Adamo una voce che parla di rinascita
all’Equipe 84, da Gian Pieretti a e richiami al Duca Bianco (The
Joan Manuel Serrat, da Jannac- Rumble M). Il secondo è ARTI- Human Being
ci a Richard Anthony. Su ogni FICIALLY INTELLIGENT, con EVERYTHING IS NOT LIKE IT
canzone Olden interviene, gra- un registro diverso e racconta SEEMS
zie agli ottimi arrangiamenti di l’intelligenza artificiale. Al disco Autoprodotto
Flavio Ferri (Delta V), cambian- hanno collaborato musicisti che
do spesso armonizzazioni e linee hanno fatto la storia dell’elet- Con lo pseudonimo Human
Life In The Woods melodiche, costruendo una ve- tronica come Tangerine Dream, Being, esordisce il cantautore,
BLUE ste sonora, timbrica e interpre- Elektric Music, ex componenti produttore e pianista Alessio Ca-
Contempo tativa che consegna loro una dei Kraftwerk e altri ancora. tozzi. La sua proposta musicale
chiave di modernità talmente Angelo Barraco vive di una bella commistione
Esordisce con un Ep il power- riuscita da farcele sembrare tra pop elettronico e rock anche
rock trio Life in the Woods: contemporanee. E pensare che se qua e là sembra emergere un
Logan Ross, Tomasch Lesny e sono canzoni di cinquant’anni po’ di incertezza sulla direzione
Frank Lucchetti. La giovane età fa. Il collante è la voce di Olden, da prendere (Pearls To The Pigs),
non traspare certo dalla sicurez- evocativa, personale e sicura e, è evidente che le potenzialità
za che trasuda da ogni nota, il specie nella versione di Adesso sì ci sono eccome. Con Catozzi
rock è materia loro e la plasmano di Endrigo (una delle migliori di ci sono Marcello Piccinini alla
a piacimento, mescolandola con tutto l’album insieme a Un fiume batteria e l’esperto di effetti spe-
un certo blues psichedelico in amaro della Zanicchi), con un ciali Stefano Lelii che si occupa
Manifesto o addolcendola in Hey rimando sottile ma ben presente anche dei mix; il mastering è
Blue, perla acustica di malinco- alla voce di Lucio Battisti, di cui opera di Giovanni Versari. Alla
nica bellezza. Il singolo Nothing Is coglie con naturale empatia i fine colpisce che uno dei brani
abbiamo già imparato ad amarlo toni medio-alti in purezza. migliori sia l’unico cantato in
nei mesi scorsi ma non sarà dif- Luciano Ceri italiano, Caos. Chissà quale sarà
ficile che lo stesso sentimento si Andrea Cassetta lo sviluppo di questo progetto di
manifesti per le due canzoni cita- DI CATTIVO GUSTO Alessio Catozzi, forse deve pro-
te, per l’ipnotica The Ballad Of No autoprodotto prio ripartire dall’italiano.
One e per l’evocativa cover di Man Michele Neri
Of Constant Sorrow. È sempre più Iconoclasta sin dalla copertina e
difficile gridare al miracolo, in profondamente punk nell’aper-
questo caso però solo perché si è tura violenta di Ipocriti di mer-
rimasti senza fiato. da, Andrea Cassetta pubblica
Michele Neri il terzo album a proprio nome
– parallelamente porta avanti
il progetto Dove i Pesci Affoga-
no, prossimo anch’esso al terzo
capitolo – e lo fa con un piglio
punk-rock ben in evidenza in
Paolo Tarsi tutti i nove pezzi. Cantato in ita-
A PERFECT CUT IN THE liano con l’eccezione di Owls e di
VACUUM parte de La scena Underground,
Anitya Records forse l’unico pezzo che appare
un po’ forzato nella sua invettiva
Questo doppio disco rappresenta – anche se è un tema che merite-
la sintesi di un viaggio a ritroso rebbe un bell’approfondimento.
nel tempo; dalla preistoria fino DI CATTIVO GUSTO è un album
all’alba degli anni 80, quando ancora più riuscito di MELODIE
Olden il sottosuolo rurale degli speri- IMPOLVERATE del 2017. An-
A 60 mentatori cercava di snoccio- drea ha infatti messo un’energia
Republica Records lare l’essenza estrema di una nuova, una rabbia ben veicolata
musica ancora tutta da scoprire. che promette scintille nel live
È veramente sorprendente il Sonorità ambient intense e in- che seguirà.
modo con cui Olden (vero nome time si fondono alla Kosmische Michele Neri
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SEGNALAZIONI

vintage e moderne perfettamen- protagonista dell’ascolto di questo


te amalgamate. OUTSET è un album, sarà l’emozione di immer-
prodotto di respiro internazio- gersi in un viaggio onirico, dan-
nale (Sunday Bending o la aci- tesco. Sì, perché DURANTE non
da Shelter). La voce potente del è una preposizione ma è il nome
cantante Daniel Abeysekera è intero, abbreviato in Dante, del
ottimamente supportata da una massimo poeta italiano. Infatti
sezione ritmica agile e incisi- questo disco, che non si fatica a
va: Edoardo Commodi (chitar- definire molto riuscito, nasce da
ra), Federico Sereni (batteria) e uno spettacolo del 2018 in cui
Francesco Mengoni (basso). Im- il gruppo presentava, le definiva
possibile segnalare qualche bra- così, canzoni surreali sulla Divina
no vista l’alta qualità dell’intera Commedia. Ora è diventato disco,
Orlando Manfredi scaletta. Il trittico iniziale, With Silek raccolta di canzoni che hanno
STORIFILIA Me, Make Up e la citata Sunday UNDICI vestiti di varia fattura: atmosfere
Mexicat Bending, colpisce in maniera Rise caraibiche e istanze jazzistiche,
particolare. Magari al prossimo funambolismi della parola e spe-
Giunto al terzo album dopo l’e- ascolto vengo spiazzato da altre La nutrita discografia di Silek si rimentazioni musicali alte e popo-
sordio nel 2011 con INTIMO canzoni. Bel disco davvero. arricchisce di un nuovo capitolo, lari allo stesso tempo. DURANTE
ROCK e il progetto FROM OR- Michele Neri UNDICI, con una riuscita miscela si ascolta con uguale piacere sia
LANDO TO SANTIAGO, il can- di hip hop ed elettronica di cui mai che si cerchi ogni riferimento al
tautore torinese Orlando Man- si abusa. È un album interessante Sommo Poeta sia ci si abbandoni
fredi ha pubblicato un disco che anche per chi, come chi scrive, a un ascolto distratto.
non a caso s’intitola STORIFI- non ascolta regolarmente questa Michele Neri
LIA: dieci canzoni-storie che con musica. Il mio è quindi un ap-
la narrazione di singole vicende proccio profano, un ascolto non
ci danno un quadro della realtà prevenuto che mi permette di go-
attuale. La rilevanza dei testi non dere dell’alternanza tra introspe-
mette in secondo piano la musi- zione e denuncia sociale, tra brani
ca che partendo dalla canzone più rilassati – magari con qualche
d’autore si contamina con jazz spruzzatina reggae – e sequenze
ed elettronica. Tra i brani più più ritmate e frenetiche. Quello
riusciti la divertente Il cavaliere di Silek è un progetto musicale
inesistente del lavoro, Tum Tum, ormai maturo che riesce a guar-
racconto del salvataggio di una Ivan Francesco dare indietro, inserendo elementi
bambina durante un terremoto, Ballerini di originalità che permettono al
Bottleneck, storia di una sorta CAVALLO PAZZO repertorio di catturare l’interesse
di Piero Ciampi (un suo verso è RadiciMusic Records dell’ascoltatore più distratto. Mol-
parafrasato nel ritornello) nato to interessante la ripresa di Pugni Algebra
a Manhattan, la paolocontiana Ho un debole per i dischi con chiusi con la voce indimenticabile DECONSTRUCTING CLASSIC
Vecchia come il mono, e Rosetta, suoni gentili e per quelli che di Demetrio Stratos. Andromeda Relix
storia di un’operaia ai tempi di raccontano storie con testi cine- Michele Neri
Amazon. Arrangiamenti di Fe- matografici. Quindi questo CA- Doppia antologia per il comples-
derico Puttilli. VALLO PAZZO del cantautore- so Algebra, attivo sin dal 1983.
Vito Vita chitarrista Ivan Francesco Bal- Antologia sì, ma ricca di sorprese
lerini non poteva non piacermi e inediti, a partire da un sentito
e il mio romanticismo melodico omaggio a Franco Battiato di cui
mi fa sorvolare sui piccoli difetti riprendono La cura senza però
dell’album, un certo rischio di replicare la magia dell’originale,
monotonia dovuto a melodie a anche se la presenza di due mo-
volte troppo rassicuranti. Però stri sacri del prog mondiale come
i pregi invece li vedo benissimo, Anthony Phillips e Steve Hackett
tappeti acustici sporcati qua e fa venire più di un brivido. La re-
là da una discreta chitarra elet- stante scaletta del primo disco offre
trica e da una ritmica elegante, una panoramica abbastanza com-
testi che sanno raccontare una pleta del repertorio di Mario Giam-
storia. Storia d’indiani d’Ame- Equ metti e soci con celebri cover di Ge-
rica, da Cavallo Pazzo a Coda DURANTE nesis, Gentle Giant, Orme e altri. Il
Chiazzata che sta preparando Incipit Records secondo Cd è invece incentrato su
Diraq un agguato alle giacche blu. outtake dell’intera carriera, propo-
OUTSET È un disco di altri tempi, è un Parte Dopodiché, brano d’apertu- sti in ordine decrescente dal punto
Jap Records disco che ha un che di magico ra di questo nuovo album degli di vista cronologico. Insomma, gli
dentro di sé, è un disco di quelli Equ, e si comincia a ballare, diffi- Algebra si concedono un lussuoso
Tornano con un album deci- cui la Radici Music ci ha abitua- cile rimanere fermi. Atmosfera da album dei ricordi per celebrare gli
samente riuscito i Diraq: rock- to, è un disco bello. night, da festa elegante, persino oltre 35 anni di attività.
blues e psichedelia, sonorità Michele Neri da viaggio. Ma non sarà il ballo il Michele Neri
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RECENSIONI

IN VETRINA
ALESSANDRO PORTELLI
WE SHALL NOT BE MOVED
Voci e musiche dagli Stati Uniti (1969-2018)
Libro + 4CD Squi[libri]
soro di reperti è importante evidenziare la
Woody
partizione tematica. L’organizzazione della Guthrie
materia prevede una suddivisione in quattro
capitoli, cui corrispondono altrettanti Cd au-
dio picture raccolti in un digipack separato.
Ciascun capitolo è una raccolta di schede
dei reperti sonori contenuti nel corrispon-
dente Cd, ognuna della quali contestualizza
– con partecipazione e passione – tempo,
luogo e situazione della registrazione, ri-
porta l’elenco degli artisti coinvolti e il loro
ruolo nell’esecuzione e, non da ultimi, il te-
sto (le complesse trascrizioni sono a cura di
Molly McSweeney, su audio digitalizzato da
Enrico Grammaroli e masterizzato da Mat-
teo Portelli) e la traduzione in italiano. Voci
e musiche sono raccolte in capitoli che rap-
presentano anche le macro-aree di maggior
interesse per l’autore: l’espressività e la forza
dei lavoratori in lotta per i propri diritti (Cd 1:
We Shall Not Be Moved); le radici della cultu-
ra e della musica afroamericane (Cd 2: Lo-
nesome Dove. Blues, Old Time, Work Songs);
il gospel in tutte le sue declinazioni (Cd 3:

W
E SHALL NOT BE MOVED è il lavo- Amazing Grace. Gospel bianco e nero); i can- cultura dell’integrazione e dell’accoglienza.
ro di una vita di Alessandro Portelli ti e i suoni della contestazione, un fenomeno L’ascolto dei reperti sonori è un’esperien-
– storico, anglista, critico musicale, tutto americano con i suoi riti, sebbene in za di inesauribile meraviglia: ogni traccia
docente di letteratura anglo-americana e perenne trasformazione (Cd 4: L’America porta in evidenza la forza, la passione e la
tra i maggiori teorici mondiali di storia orale. della contestazione. Un viaggio nel 1969 e sapienza di tutti i musicisti, molti dei quali
Questi suoi cinquant’anni di registrazioni sul ritorno). In appendice, una raccolta di signi- non professionisti. Sebbene le registrazioni
campo negli Stati Uniti sono compresi tra le ficative foto a colori che, passando dai volti siano di qualità differente in base ai conte-
voci e i suoni dei manifestanti contro Nixon di gente comune ripresi in strada, ai graffiti sti e ai mezzi a disposizione, si affermano
nel 1969 e i canti dei giovani in corteo a New e murales, ai cartelli dei manifestanti, dipana nell’opera complessiva una omogeneità e un
York contro la violenza e l’uso delle armi nel- la storia ancora in divenire di un Paese che flusso continuo e coerente nell’esperienza di
le scuole del 2018. Di questo immenso te- tanto ha donato alla musica come pure alla ascolto. Ad accrescere il valore dell’opera c’è
l’enorme e appassionato apporto degli ar-
tisti coinvolti, i cui nomi formano un elenco
Barbara Dane stellare. Su tutti, quello di Barbara Dane, che
compare spessissimo in coinvolgenti, bellis-
sime registrazioni più o meno casalinghe;
accanto a lei, Woody Guthrie, Mike Seeger,
Sam Gleaves e moltissimi altri, insieme a una
miriade di splendide voci non identificate
che, emergendo prepotentemente dal buio
di un archivio, costituiscono il valore aggiun-
to di questa raccolta. Alessandro Portelli ci
guida in questo viaggio americano con uno
sguardo al passato e alla memoria, ma an-
che con la consueta, indomita urgenza di im-
maginare un futuro migliore, oltrepassando
la prassi della raccolta di reperti per appro-
fondire la conoscenza storica e preservare la
memoria degli eventi mediante una trasmis-
sione diretta della musica, che è tutta oralità
e canto spontaneo.
Susanna Buffa

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LIBRI

NOVITÀ
il Gruppo industriale Busnel- su un personaggio geniale e con-
li la rivista semestrale, edita e traddittorio, con l’ottima prefa-
distribuita autonomamente, zione di Eugenio Fossati.
«Caleidoscopio» dove, oltre alla Francesco Mirenzi
produzione dei mobili, c’è atten-
zione per il design e l’immagine,
per le espressioni artistiche ra-
dicali, la controcultura, il cibo
e l’ecologia. Nel 1967, insieme
spesso troppo semplificata dai a Gianni Emilio Simonetti e
media inserendola nel suo con- Daniela Palazzoli, fonda la casa
testo storico, sociologico e politi- editrice ED912 con lo scopo di
co. E così facendo, tirano fuori i creare riviste che supportino i
personaggi, le storie, i retrosce- giovani artisti dell’avanguar-
na, le istanze, i contenuti (per- dia. Nel 1968 realizza l’album
sino dai testi delle canzoni, in dei Giganti TERRA IN BOCCA
alcuni casi insospettabilmente – POESIA DI UN DELITTO, che
“pesanti”). Alla fine della lettu- racconta la storia di un conta-
ra, non ci si può esimere dal far- dino siciliano che per sfuggire al
si una domanda: ma non è che monopolio mafioso dell’acqua
sbagliammo bersaglio, quando scava per cercare una sorgen-
all’epoca facemmo le nostre te. Troverà l’acqua ma anche il Vito Vita
appassionate crociate contro la corpo del figlio ucciso per ritor- MUSICA SOLIDA. STORIA
disco come simbolo del vuoto in sione. Scelte coraggiose che non DELL’INDUSTRIA DEL VINILE
musica? portano né vendite né consensi. IN ITALIA
Maurizio Becker Come la pubblicità del divano Miraggi, 23 euro
Andrea Angeli Bufalini, Hildago della Busnelli, per la
Giovanni Savastano quale utilizzò un giovanissimo L’industria discografica italiana
LA STORIA DELLA DISCO Franco Battiato (che vestiva nasce tra il 1899 e il 1901 a Mi-
MUSIC dei pantaloni con la stampa lano e a Napoli, fiorisce per tutto
Hoepli, 29,90 euro della bandiera americana, una il Novecento riempiendo di mi-
maglietta aderente nera e ros- lioni di copie di pesanti 78 giri le
Nel 2014, Andrea Angeli Bu- sa, delle zeppe altissime e degli case degli italiani, esplode negli
falini e Giovanni Savastano occhialoni arancioni), al quale anni 60 e 70 con i 45 giri e gli
pubblicavano un ricco e illustra- spalmò in faccia del cemento Lp e inizia un inesorabile declino
tissimo libro sulla disco music. bianchissimo dall’inquietante negli anni 80, soppiantata dalla
Oggi, a distanza di cinque anni, “effetto zombi” e che fece sede- musica liquida. In 120 anni di
tornano sull’argomento con un re su un divano rosso. La foto storia, ci sono meno di dieci libri
volume se possibile ancora più pubblicitaria aveva la seguente che possono concorrere a stori-
completo e interessante. Stavol- didascalia: “Che c’è da guardare? cizzare il supporto fonografico, e
ta, organizzano la narrazione in Non avete mai visto un divano?”. sono tutti incompleti e parziali.
senso cronologico e utilizzano Scoppia un putiferio ma Gianni Oggi, ed è il caso di sottolineare
ampio materiale originale (prin- Sassi non rinnega la sua scelta finalmente, esce il testo di rife-
cipalmente interviste di prima Luca Pollini e interrompe la collaborazione rimento: Musica Solida. Storia
mano realizzate da uno dei due GIANNI SASSI, fedele al suo motto: “Non m’in- dell’industria del vinile in Italia
autori, Angeli Bufalini). Dalle IL PROVOCATORE teressa raccogliere i frutti del mio (408 pagg., Miraggi Edizioni, €
origini al melting pot del ritmo, Tempesta, 15 euro lavoro, mi interessa lasciare un 23), di cui è autore una nostra
passando attraverso la stagione segno col mio lavoro”. Successi- vecchia conoscenza, Vito Vita.
della black disco, i re e le regine Gianni Sassi è quello che si defi- vamente fonda l’etichetta di- Nei nostri oscuri anni, in cui
del genere, i luoghi che hanno nisce un intellettuale ma, a dif- scografica Cramps con l’idea di oltre alla musica si è liquefatta
creato la leggenda di questa mu- ferenza di molti altri, non aveva affiancare a una produzione di la memoria storica, si manda-
sica, la sorprendente via italia- timore di “sporcarsi le mani” per musica giovanile, come Area, no al macero gli archivi, non si
na alla disco, le contaminazioni mettere in pratica le sue idee, Finardi e Arti e Mestieri, una leggono più i giornali e i libri, la
col pop e col rock. Non mancano superando ogni difficoltà ma- di musica contemporanea rea- scrittura e la lingua parlata si
puntuali cronologie, discografie teriale: qualità che ne fanno la lizzando due collane curate da sono impoverite come mai, c’è
selezionate e commentate, ap- differenza. Muore di tumore nel Walter Marchetti, che pubbli- ancora qualcuno che raccoglie
profondimenti, curiosità, foto 1993 a soli 55 anni, eppure nel cava un guru dell’avanguardia le informazioni con il metodo
d’epoca, copertine di dischi. Sti- corso della sua breve vita sono come John Cage come fosse un classico dello storiografo. Vito
molanti le prefazioni e postfazio- tantissimi i risultati raggiunti disco pop. Vita ha concepito questo libro
ni illustri (Gloria Gaynor, Amii in ognuna delle sue “avventure Sono solo alcune delle tantissime durante una cena nel 2009,
Stewart, Ezio Guaitamacchi, culturali”. I più lo conoscono attività di Gianni Sassi che Luca nel ristorante Terra, sulla via
Mario Biondi, Ivan Cattaneo), come produttore discografico, Pollini ci racconta nel suo libro, Nomentana a Roma, sorto ne-
ma a ben vedere la voce centrale ma la sua carriera nasce come con dovizia di particolari e uno gli ex locali del Cenacolo della
e autorevole resta proprio quel- grafico. Nel 1963 fonda con stile sobrio: dai suoi primi passi RCA Italiana. Complici della sua
la degli autori, che pagina dopo Sergio Albergoni l’agenzia Al.Sa sino alla produzione degli Skian- visione, il sottoscritto, Michele
pagina raccontano una storia e, già nel 1965, progetta per tos. Un saggio meritevole di elogi, Neri, Maurizio Becker e Lucia-
100

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LIBRI

no Ceri, praticamente il nucleo coinvolgono le star del rock (e nell’attività live, influente e citato
fondatore della nostra rivista non solo del rock) e in quest’am- super-gruppo (anzi il concetto di
«Vinile» e della mitica «Musica bito, questo libro si aggiunge ad “super-gruppo” fu creato proprio
Leggera». In dieci anni di lavoro, altri già usciti sull’argomento. per loro) di sempre, Crosby, Stills,
Vito Vita ha fatto centinaia d’in- Anche qui ritroviamo le ben co- Nash and Young. La sua vita co-
terviste, ha compulsato migliaia nosciute storie tra Nancy e Sid, nosce abissi disperati: negli anni
e migliaia di pagine di periodici Freddie e Mary, John e Yoko, Ike del trionfo – in quartetto, in trio,
e quotidiani nelle biblioteche, e Tina, il triangolo magico tra in duo, da solo – fu marchiata dal-
ha ricostruito, con la certosina Eric, George e Pattie ecc., ma la tragica morte della compagna
e ossessiva precisione che ben questo volume è probabilmente che sprofondò il già vizioso David
conosciamo, gli avvenimenti, le il più completo e approfondito in un concentrico inferno di abu-
circostanze, le date, e la storia sull’argomento perché oltre a si, chiusosi solo con gli arresti e
delle persone che hanno vissu- queste (comunque estrema- la carcerazione degli anni Ottan-
to l’avventura di cento anni di mente documentate ed appro- ta. Il relitto umano, che però era
discografia italiana. Un libro fondite: siamo nell’ambito del diventato a nemmeno 50 anni,
di Storia che gratifica i soprav- biografismo rigoroso, non del risorse con la vena compositiva
vissuti che ne hanno condivisa gossip!) ve ne sono moltissime intatta e la voce che, dopo aver-
una parte, un libro di riferimen- altre: tutti gli amori di Elvis, Marco Grompi la persa, riacquistava di anno in
to che traccia la strada per la di Jimi, di Janis, e come questi DAVID CROSBY. ULTIMO EROE anno tutta la sua magia. Nuovi
ricerca storica che, ci auguria- abbiano influito su note e pa- DELL’ERA DELL’ACQUARIO disastri – un trapianto del fegato,
mo, fiorisca nei prossimi anni. role. Che, come dice Eleonora Vololibero, 20 euro una collezione di infarti e frat-
Il corredo di note a piè di pagina Bagarotti in prefazione, sono ture – e poi sempre nuove can-
percorre la bibliografia e le fon- l’approdo finale del racconto. Oh, finalmente un libro musicale zoni, in compagnia di giovani
ti, l’indice dei nomi è presente Ma non solo rock, si diceva: c’è come si deve, all’antica: ampia collaboratori: uno dei quali un
ed efficace, la cura editoriale un’incursione nel country con introduzione e postille, corposo figlio abbandonato alla nascita
del volume è ineccepibile, e son Johnny Cash, altre nella black racconto dell’esistenza, un’atten- e poi ritrovato in ospedale, come
tutte rarità nella cialtronesca music (Michael Jackson, Ike & ta ma non pettegola panoramica in un romanzo di appendice. La
editoria attuale. La prefazione di Tina) e, in testa e in coda, le vi- sulle relazioni umane e artistiche, verve polemica intatta contro Ni-
Giangilberto Monti non saltate- cende di tre grandissimi del jazz: le contingenze nelle quali il prota- xon, contro Bush e naturalmente
la perché è divertente. Questo li- Thelonious Monk, un Michel gonista ha progettato e realizzato contro Trump, “un gran pezzo
bro dobbiamo acquistarlo tutti! Petrucciani sorprendentemente i suoi capolavori, infine attenti ap- di merda, uno stronzo razzista”.
Francesco Coniglio macho e libertino e la relazione parati discografici (e video). Con- La seconda parte di questo libro
tra Miles Davis e Juliette Gréco. sideriamo che quest’opera – im- lascia spesso la parola a “Croz”,
Perché, ovviamente, sesso e pegnativa ma non monumentale con intere fluviali interviste (la
amore mica stanno a guardare – è dedicata a una delle star per la maggior parte delle quali dello
i generi musicali. E siccome di quale è sbagliata persino l’attribu- stesso autore, fan di antica data)
storie importanti ne manca- zione di “longevità”, perché David e traduce molti dei suoi più bei
no ancora (Lou Reed e Laurie Crosby non è longevo, è un mi- versi cantati. Si nota che questo
Anderson, Elton John e David racolo vivente. Morto mille volte, è il libro di un appassionato e
Bowie, le loro donne e i loro uo- mille e una volta risorto, e non per che forse la sua sola pecca e la
mini, Robert Plant e Maureen, ritrovarsi sopravvissuto a se stes- scarsità di analisi dei dischi (dei
Bob Dylan e Joan Baez e chissà so, ma per intraprendere spezzoni quali uno solo viene sviscerato,
quanti altri, assieme a tutto l’u- di vita del tutto nuovi e del tutto il leggendario IF I COULD ONLY
niverso del pop e del rock italia- coerenti col proprio frastagliato REMEMBER MY NAME). In com-
no che tutti sembrano un po’ percorso. Giovanissimo, Crosby penso, la passione dell’autore ci
restii ad affrontare), di volumi è fondatore del gruppo seminale consegna, intatta e piena di luce,
di questo tipo possiamo aspet- cui si deve la nascita del folk rock, la vita e l’opera di un uomo che è
tarcene ancora, sperando siano i Byrds. Poi, ci si vergogna persino l’incarnazione contraddittoria del
tutti di questa qualità. a dirlo, è membro del più essen- rock e della poesia.
Elisa Giobbi Lucio Mazzi ziale, parco di dischi e torrenziale Alessio Lega
LOVE (& MUSIC) STORIES
Odoya, 24 euro
Juliette Gréco
e Miles Davis.
Da qualche tempo, l’editoria
“rock” ha iniziato a occuparsi
sempre più spesso di tematiche
extramusicali, toccando que-
stioni come look, misteri, gossip,
eccessi, groupies ecc. Tutti ele-
JEAN PHILIPPE CHARBONNIER

menti che comunque contribui-


scono in maniera determinante,
dal punto di vista personale o ar-
tistico, al fattore musicale. Quin-
di bene. In particolare, però, si
sta delineando un sottofilone
dedicato alle storie d’amore che

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discografia di Franco Settimo a cura di Michele Neri e Vito Vita

N
ella formazione delle orchestrine, da ballo, da intratte- Luigi, notaio. La discografia cronologica che segue si prefigge, anche
nimento o per qualsiasi altro utilizzo, c’è quasi sempre attraverso testimonianze dirette dei due artisti, di assegnare che cosa
un suonatore che, quasi sempre obtorto collo, si occupa a chi con l’intento di chiarire alcuni equivoci e dubbi, potenzialmente
della compilazione dei bollettini SIAE, attività invero in grado di attanagliare il collezionista. È sostanzialmente articolata in
poco artistica ma essenziale per la tutela non solo del due parti, la seconda delle quali dedicata alla collaborazione in senso
diritto d’autore ma anche dell’orchestrina stessa da sanzioni piuttosto lato, non solo in termini compositivi, tra i due fratelli.
salate. Chi svolgeva questo burocratico compito a cavallo tra gli anni Tecnicamente, ci si limita ai brani interpretati in origine da altri artisti,
Sessanta e Settanta non poteva non avere familiarità con il binomio anche se in alcuni casi (Azzurro o Non sono Maddalena valgano come
Pallavicini-Conte, dal momento che alcuni brani di successo venivano esempi) gli autori li hanno sì eseguiti, dal vivo o in studio, ma solo in
richiesti nelle sale da ballo ed era quindi d’uopo inserirne in reperto- un secondo tempo, talvolta a distanza di parecchi anni. Per ciascun
rio (keep the customer satisfied…). Non era così scontato, e chi scrive si brano si è scelto altresì di citare solo la prima interpretazione (al più,
inserisce a pieno titolo in questo gruppo, sapere che dietro il cognome due coeve), per non disperdersi inutilmente nei meccanismi perversi di
Conte (senza addentrarsi nel ginepraio di altri svariati casi di compren- compilation, cover, cheap label, operazione nostalgia, che nulla aggiun-
sibile omonimia) si celassero due fratelli astigiani con le passioni gio- gono allo spirito della discografia.
vanili per il jazz e per la carriera forense, entrambe ereditate dal padre Per alcuni titoli, come si è detto, la fonte documentale è quella degli
artisti stessi, cui va la gratitudine dell’autore per la disponibilità dimo-
strata.
Le sezioni sono quattro: la discografia di famiglia che contiene
le rare incisioni che vedono coinvolti, assieme Paolo e Gior-
gio, poi ci sono i canzonieri di Giorgio e a seguire quello di
Paolo. In queste sezioni non viene specificata l’iniziale del
nome di quale dei due Conte sia coinvolto nella composi-
zione dato che siamo in una sezione apposita. Infine c’è la
«Non era così parte che riguarda le canzoni scritte, accreditate o meno,
scontato sapere da entrambi i fratelli Conte.

che dietro il cognome Nella discografia che segue, è stato privilegiato il formato vinile
ma è ovvio che molti degli album elencati sono stati ristampati
Conte si celassero due in Cd o addirittura sono usciti contemporaneamente nel
fratelli astigiani con le doppio formato.

passioni giovanili
per il jazz e la carriera
forense»

Paolo Conte

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fratelli conte discografia italiana

DISCOGRAFIA
presentazione testuale corretta Riportiamo questo disco più
e più elegante. Incidentalmente, che altro per curiosità, attratti
le correzioni riguardarono il solo dai nomi di battesimo del duo

DI FAMIGLIA retro di copertina su cui venne,


letteralmente, incollata una
nuova pagina.
che interpreta la facciata A.
Non è stato possibile appurare
se si tratti dei due fratelli Conte
o, più probabilmente, di un
singolare caso di omonimia.
La datazione in basso a sinistra
sul retro di copertina di due
esemplari reperiti, (3/1962-
1000 e 6/1962-1000,
rispettivamente) farebbe
ipotizzare altrettante edizioni
con una tiratura di 1000 pezzi
ciascuna, a distanza di tre mesi.
Escludendo che una formazione
jazz di nicchia al disco d’esordio
potesse vendere 1000 copie in un
arco di tempo davvero contenuto
e giustificare una ristampa,
siamo più propensi all’ipotesi
che una seconda pubblicazione
sanasse alcuni refusi tra cui
il titolo del disco – manca
l’articolo “The” – il cognome del
contrabbassista (Occhiena, non
Occhi) e l’ideatore della copertina
(G. Cortini, non Salaroli-Piludu)
proponendo altresì una

Giorgio e Paolo (Conte?)


Ho scritto t’amo
sulla sabbia Paul & George Counts
(Sharade-Sonago) Santo Antonio, Santo
in 45 giri Smarty SM Francisco (Pallavicini-P.
204; 1968 € 10. Sul Conte)
retro un brano di altro In SANREMO 1.971 LP di Esecutori
artista vari Ricordi 23 24012; 1971,
Spagna € 50
In SANREMO 1971 LP di Esecutori
vari Ricordi MW 2029; 1971,
Giappone € 50
Lo pseudonimo, autoesplicativo,
Paul Conte Quartet Paul & George Counts,
Christopher Columbus risulta usato solo in questa
(Razaf) / I Cover The circostanza, probabilmente per
Waterfront (Green- scelta della casa discografica.
Heyman) / More Than L’assenza di riferimenti
You Know (Rose- (direzione d’orchestra,
Youmans) / Out Of arrangiamento ecc.) in
Nowhere (Green-Heyman) copertina ed etichetta fa
Paul (Paolo) Conte: vibrafono; pensare a un provino da
Fred Mancini: pianoforte; sottoporre alla Ricordi in vista
Cosimo Occhiena: contrabbasso; del Festival di Sanremo. La voce
Giorgio Conte: batteria. Giorgio Conte solista è di Giorgio, la seconda
THE ITALIAN WAY TO SWING EP RCA voce di Paolo e si tratta della
Victor Serie Europa PME 30- prima loro incisione vocale,
485; 1962 € 500 riconosciuta, reperita su disco.

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discografia italiana fratelli conte

IL CANZONIERE
Le belle donne è stata presentata
in doppia esecuzione da
Robertino e Rocky Roberts al

DI GIORGIO XIX Festival di Sanremo.

Cristina Hansen
Tutto o niente (Pallavicini-
Conte)
Fausto Leali Data matrici: 04/04/1969
Deborah (Pallavicini-Conte) in 45 giri EMI Parlophone 3C 006-
in 45 giri RiFi RFN NP16242; 1968 17015/QMSP 16453; 1969 € 15
€ 10
Ornella Vanoni
Sono triste (Pallavicini-
Conte) / Io sono come sono
(Pallavicini-Conte)
45 giri Ariston AR/0295; 1968 € 10

Gianni Pettenati
Un cavallo nella testa
(Pallavicini-Conte-Massara)
Data matrici: 09/06/1967
in 45 giri Cetra SP 1336; 1967 € Maurizio
10. Distribuito anche in omaggio ai lettori Wilson Pickett Elizabeth (Pallavicini-Conte)
del settimanale «Big» Deborah (Pallavicini-Sigman- Data matrici: 26/04/1969
in 45 giri Cetra JB 229; 1967 € 10. Conte) in 45 giri Joker M 7021 x 45; 1969
Distribuito come omaggio: Cantarrigoni in 45 giri Atlantic ATL-NP 03027; € 10
1968 € 10 Canzone partecipante al
La canzone Deborah è stata Robertino concorso Un disco per l’estate
presentata in doppia esecuzione Le belle donne (Pallavicini- 1969.
da Fausto Leali e Wilson Pickett Conte-Virano)
al XVIII Festival di Sanremo in 45 giri Carosello CI 20219; 1969
(1968) classificandosi al quarto €8
posto. È una composizione di
Giorgio anche se in svariate
sedi, su alcune stampe estere
ma non solo, risulta accreditata
a Paolo.

Ornella Vanoni
Tu sai quel che vuoi
(Pallavicini-Conte)
In ORNELLA VANONI LP Ariston LP/ Rosanna Fratello
AR/10016; 1967 € 40 Non gli dirò niente
(Pallavicini-Conte)
Rocky Roberts in 45 giri Ariston AR 0330; 1969
Le belle donne (Pallavicini- € 80. Prima, rarissima, tiratura con Non
Conte-Virano) sono Maddalena indicata con un titolo poi
Data matrici: 21/01/1969 cambiato nel definitivo
in 45 giri Durium CN A 9292; 1969
€ 10

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fratelli conte discografia italiana

Mal Mina
Ti porta via (Pallavicini-Conte) Volendo si può (Pallavicini-
in 45 giri RCA Italiana PM 3591; Conte)
1971 € 15 Data matrici: 16/11/1972
In ALTRO LP PDU Pld. L.5062; 1972
€ 30
Originariamente in una confezione dal
titolo 1+1 MINA unitamente all’LP
DALLA BUSSOLA. MINA € 50

Rosanna Fratello Maurizio


Non sono Maddalena Prima estate (Pallavicini-
(Pallavicini-Conte) Conte)
in 45 giri Ariston AR 0330; 1969 Data matrici: 14/04/1970
€ 10 in 45 giri Polydor 2060 014; 1970
in 33 giri / 10 cm Ariston NB 404; € 15 Rosanna Fratello
1969 € 15 in 45 giri Playtime ZP 005; 1970 € 15 Io ti amo alla mia maniera
Oltre al numero di catalogo, (Pallavicini-Conte)
sono identiche anche le due in 45 giri Ariston AR 540; 1972
versioni della canzone del lato € 10
A, anche se come titolo si è Christian De Sica
optato per due distinti versi Mondo mio (Cunt-Tiliu)
della canzone. Data matrici: 20/02/1973
Per la facciata B la scelta in 45 giri Ricordi SRL 10689; 1973
è caduta su due brani del € 15
repertorio di Edith Piaf, Mondo mio, canzone
sempre con Nando De Luca partecipante al Festival di
come arrangiatore e direttore Sanremo 1973. Cunt e Tiliu
d’orchestra: Inno all’amore sono pseudonimi di Giorgio
(Hymne a l’amour) come retro Conte, rispettivamente come
di Non gli dirò niente e La vita Tihm compositore e come autore
è rosa (La vie en rose) per Non Indianapolis (Pallavicini- della parte letteraria.
sono Maddalena. L’ulteriore Conte)
confronto tra i numeri di Data matrice: 28/04/1970 Ornella Vanoni
matrice delle facciate B (AR in 45 giri Sun SU. A. 3016; 1970 Che barba amore mio
0330B nel primo caso e AR € 20 (Pallavicini-Conte)
0330B** nel secondo) scioglie Un brano omonimo, in 45 giri Ariston AR/0544; 1972
ogni residuo dubbio sulla Indianapolis, interpretato €8
successione temporale dei da Cochi e Renato ed Che barba amore mio canzone
due dischi, il primo del quali, erroneamente accreditato a partecipante al concorso Un
rarissimo, è stato forse ritirato Pallavicini-G. Conte, si trova disco per l’estate.
tempestivamente dal mercato in GRAN CABARET LP di
per sostituirlo con il secondo. Esecutori vari, Produttori
Associati PAFLP 3011; 1974.

Schola Cantorum
Mimì (ma non ci sei solo tu)
(Conte-Donati)
In LE TRE CAMPANE LP RCA Italiana
TPL1-1182; 1975 € 15

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discografia italiana fratelli conte

Aldo Donati Gipo Farassino Francesco Baccini Francesco Baccini


Mimì (ma non ci sei solo tu) La mia gente (Farassino- Rambo-rsè (Conte) Qua qua quando (1964
(Conte-Donati) Conte) / Virginia nel bagno Produzione artistica: Giorgio Version) (Conte-Baccini-
in 45 giri RCA Italiana PB 6058; (Farassino-Conte) Conte Colombini-Camis)1 / Qua qua
1977 € 10 Data matrici: 21/09/1977 Data matrici: 23/02/1989 quando (English Version)
In PER LA MIA GENTE LP Feeling In CARTOONS LP CGD 20891; (Conte-Baccini-Colombini-Camis-
Record Italiana FR 69402; 1977 € 20 1989 € 10 Alberganti)1 / Qua qua quando
(Reggae Version) (Conte-
Baccini-Colombini-Camis)2 /
Qua qua quando (Romantica
remix) (Conte-Baccini-
Colombini-Camis)3 / Qua qua
quando (Versilia edit) (Conte-
Baccini-Colombini-Camis)3
1
Francesco Baccini. 2Francesco
Baccini e gli Ufo Piemontesi.
3
Ufo Piemontesi.
Data matrici: 02/05/1991
Dino Sarti FRANCESCO BACCINI E GLI UFO
La donna in estate (Dinosarti- PIEMONTESI 45 giri / 30 cm CGD
Conte) Dino Crocco Amanda Lear 9031 74569-0; 1991 € 20
Data matrici: 13/06/1977 La vita le dura (Marchini- Mia cara Clara (Conte) /
In DINO SARTI LP Fontana 6323 Conte) Ripassi domani (Conte)
808; 1977 € 20 In 45 giri Phantom Record PH 0010; In UOMINI PIÙ UOMINI LP Ricordi
1978 o 1979 € 10 SNIR 25129; 1989 € 30

Mina
Il plaid (Conte) / Tir (Conte)
In UIALLALLA doppio LP PDU EMI PLD
7066; 1989 € 30

Loretta Goggi
Si faran… canzone (Conte)
In SI FARAN… CANZONE LP Fonit
Gipo Farassino Cetra LPX 280; 1991 € 15
Girano (Farassino-Conte) Eugenio Beltracchini
Data matrici: 18/04/1977 Crackers (Conte-Montanaro-
in 45 giri Feeling Record Italiana FR Busnelli)
9307; 1977 € 10 in 45 giri tris promozionale UN DISCO
PER IL FESTIVAL Canterò P.M.P. 001;
10/1987 € 50 Francesco Baccini
Qua qua quando (Conte-
Baccini-Colombini-Camis) / La
giostra di Bastian (Conte) /
Ragazza da marito (Baccini-
Conte)
Data matrici: 23/07/1990
IL PIANOFORTE NON È IL MIO FORTE
LP CGD 9031 72180-1; 1990 € 15 I Dik Dik
Chiavi inglesi (Pallavicini-
Conte)
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fratelli conte discografia italiana
In COME FOSSERO FARFALLE LP
Carosello CLN 25149; 1991 € 15

Milva Ornella Vanoni Francesco Baccini


Per cosa? (Conte) Rapiscimi (Conte) Senza tù (Baccini-Conte-
Giorgio Conte chitarra In SHEHERAZADE CD CGD East West Baccini-Zanotti)
Ornella Vanoni In UOMINI ADDOSSO LP Ricordi – 0630 13889-2; 1996 € 10 In BACCINI AND “BEST” FRIENDS CD
Sotto il sole, con il mare SMRL 6461; 1993 € 30 WARNER CGD EW 0630-18086-2;
(Conte) 1997 € 8
In STELLA NASCENTE LP CGD 4509-

IL CANZONIERE
90366-1; 1992 € 15 € 12

DI PAOLO
Milva
Le ombre del giardino
(Conte-Massara) / Se ti va
(Conte-Massara)
In UOMINI ADDOSSO LP Metronome
– 521 136-2; 1993, Germania € 50
I due brani sono inediti in Italia.

Adriano Celentano e I Giusy Romeo


Ribelli No amore (Pallavicini-Isola)
Chi era lui (Mogol-Del Prete- Data matrici: 08/01/1968
Conte) in 45 giri Columbia SCMQ 7082;
Data matrici: 17/01/1966 1968 € 30
in 45 giri Clan ACC 24032; 1966 Secondo alcune fonti (tra cui,
€ 10 autorevole, l’archivio SIAE),
Paolo Conte è coautore della
musica di No amore.

Gigliola Cinquetti
Quando io sarò partita
Il più giovane
dei fratelli (Mogol-Conte)
Conte, Data matrici: 17/02/1967
Giorgio. in 45 giri CGD N 9654; 1967 € 30

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discografia italiana fratelli conte
(Pallavicini-Conte)
in 45 giri RCA PM 3474; 1968 € 8

Carmen Villani Shirley Bassey Leo Sardo


Grin – grin – grin (Pallavicini- To Give / Yes (Pallavicini-Conte) Un milione, un miliardo
Califano-Conte) in 45 giri United Artists UA 3142; (Pallavicini-Conte)
Data matrice: 14/04/1967 1968 € 10 Rita Pavone in 45 giri Style STMS 680; 1968 € 40
in 45 giri Cetra SP 1335; 1967 € Il grammofono (Pallavicini-
10 Conte)
Data matrici: 26/08/1968
in 45 giri Ricordi SRL 10.523; 1968
€ 10

Iva Zanicchi Astrud Gilberto


Amore amor / Sleeping Un milione, un miliardo
Adriano Celentano e (Pallavicini-Conte) (Pallavicini-Conte)
Claudia Mori in 45 giri RiFi RFN-NP 16266; Data matrice: 23/9/1968
La coppia più bella del 1968 € 8 In ASTRUD GILBERTO CANTA IN
mondo (Beretta-Del Prete- Caterina Caselli ITALIANO LP Verve Records SVL 52.015;
Conte) Insieme a te non ci sto più 1968 € 80
in 45 giri Clan ACC 24051; 1967 (Pallavicini-Conte) / Il dolce
€ 10 volo (Pallavicini-Conte)
Data matrici: 18/09/1968
45 giri CGD N 9691; 1968 € 12

Adriano Celentano
Azzurro (Pallavicini-Conte)
in 45 giri Clan ACC.24080; 1968
€8
Franca Galli(c)ani
DALLE ROTONDE FRANCA
GALLICANI IN Arthur Conley
Piangerai (Pallavicini-Conte) Il fuoco brucia (Glassberg-
in 45 giri Le Rotonde Garlasco Rot. Pallavicini-Conte)
1037; 1967 € 30 in 45 giri Atlantic ATL-NP 03074;
1968 € 10

Bruna Modigliani
Un piede (Buonassisi-Conte)
Data matrici: 22/10/1968
Michele in 45 giri Carosello CI. 20213;
Giovanna non piangere 1968 € 50

108

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fratelli conte discografia italiana

Patricia Gino Santercole Carmen Villani Equipe 84


Nel cielo tante nuvole Barbara (Pallavicini-Conte) Se (Yes) (Pallavicini-Conte) Il sapone, la pistola, la
(Bonetto-Pallavicini-Conte) in 45 giri Clan BF 69024; 1969 Data matrici: 27/11/1969 chitarra e altre meraviglie
Data matrici: 20/11/1968 € 15 in 45 giri Cetra SP 1419; 1969 € (Pallavicini-Conte)
in 45 giri Columbia SCMQ 7120; Secondo alcune fonti, il brano è 10 Data matrici: 03/04/1970
1968 € 50 da ascriversi a Giorgio. in 45 giri Ricordi SRL 10.586; 1970
€ 10

Gli Scooters
Tereza Gigliola Cinquetti Divorzista (Pallavicini-Conte)
Due ragazzi (Pallavicini- L’aeroplano (Pallavicini- in 45 giri Victory VY/021; 1969 Enzo Jannacci
Conte) Conte) € 12 Mexico e nuvole (Pallavicini-
Data matrici: 14/03/1969 Data matrici: 10/09/1969 Conte)
in 45 giri Philips 363 738 PF; in 45 giri CGD N 9738; 1969 € 10 in 45 giri RCA Italiana PM 3519;
1969 € 50 1970 € 10

Carmen Villani
Uomo piangi (Calimero-
Dalida Monegasco-Solingo)
Shirley Bassey La speranza è una stanza in 45 giri Cetra SP 1425; 1970 € Johnny Hallyday e il suo
Com’è piccolo il mondo (Pallavicini-Conte) 10 complesso
(Pallavicini-Conte) in 45 giri Barclay BN 7033; 1969 Solingo è pseudonimo di Paolo Domenica, domani
in 45 giri United Artists UA 3162; € 10 Conte. (Pallavicini-Conte)
1969 € 10 in 45 giri Philips 6009 091; 1970
€ 50

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discografia italiana fratelli conte
In PER LA MIA GENTE LP Feeling
Record Italiana FR 69402; 1977 € 20

Caterina Valente Mungo Jerry Gipo Farassino


Merica Merica woom woom Santo Antonio Santo N’aptit da sonador (Conte)
(Pallavicini-Conte) / Non Francisco (Pallavicini-Conte) Data matrici: 31/05/1982
parlerò (Pallavicini-Conte) in 45 giri Pye P 67.030; 1971 € 10 Mina In N’APTIT DA SONADOR LP
Data matrici: 22/9/1970 S. Antonio S. Francisco canzone Miele su miele (Conte) Gattocicova 001/L.P.; 1982 € 20
45 giri Italdisc CV 200; 1970 € 80 partecipante al XXI Festival di Data matrici: 19/10/1981
Sanremo 1971. In SALOMÈ doppio LP PDU Pld L.
7026/27; 1981 € 30

Milva
Geo Malaspina Nottegiorno (Conte)
Blu allodola (Pallavicini- Data matrici: 28/07/1983
Conte) / Stupido (Pallavicini- Gabriella Ferri In IDENTIKIT LP Ricordi SMRL 6307;
Conte) Vamp (Conte) / Sola contro 1983 € 15
Data matrici: 28/12/1970 un record (Conte) / Non
45 giri Ricordi SRL 10-631; 1970 piangere (Conte) / Non ridere
€ 30 (Conte)
Data matrici: 16/11/1981 (lato
A), 19/11/1981 (lato B)
In GABRIELLA LP RCA Italiana PL
31595; 1981 € 20

Nada
Arte (Conte)
In NADA LP promozionale RCA Italiana
TPL1 1226; 1976 € 200
In NADA LP RCA Italiana PL 31248; Mia Martini e la Macchina
1977 € 150 Spaccami il cuore (Conte)
in 45 giri DDD DDDA 6030; 1985
Piero Focaccia € 20
S. Antonio S. Francisco
(Pallavicini-Conte)
in 45 giri Rare NP 77551; 1971
€ 10 Bruno Lauzi
Argentina (Conte)
In AMICI MIEI Q disc Numero Uno
ZPGN 33422; 1981 € 10

Gipo Farassino
Monticone (Conte)
Data matrici: 21/09/1977
110

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fratelli conte discografia italiana

IL CANZONIERE
DI FAMIGLIA

Patty Pravo
Occulte persuasioni (Solingo-
Trombetti) / Viaggio (Solingo-
Trombetti) / Donne ombra
/ Uomini nebbia (Solingo- Colonna sonora originale
Trombetti) La freccia azzurra (Conte)
In OCCULTE PERSUASIONI LP CGD DVD Medusa film entertainment
20401; 1985 € 20 8019492000186; 1996 € 10
Solingo è pseudonimo di Paolo Carla Boni Vanna Brosio
Conte. L’ultimo giorno (Calabrese-G. Ed ora te ne vai (G. Conte-P.
Conte-P. Conte) Conte)
in 45 giri Polydor NH 54 782; Data matrici: 14/09/1964
1964 € 15 in 45 giri La Voce del Padrone 7MQ
1925; 1964 € 30

Piccola orchestra Avion


Travel
Red Canzian Il giudizio di Paride (Conte)
D’Artagnan (Canzian-Conte) In DANSON METROPOLI CD Sugar/
Data matrici: 5/3/1986 Warner 3312098062; 2006 € 15
In IO E RED LP CGD 20498; 1986 Michelino e il suo complesso
€ 20 Era una notte nera (P. Conte- Cesare Montanari
Mogol-G. Conte) I fiori camminano
Data matrici: 17/07/1964 (Pallavicini-Conte) / Love,
in 45 giri Pathé AQ 1286; 1964 amore (Pallavicini-Conte)
€ 30 45 giri RiFi RFN-NP 16287; 1968
€ 50

Adriano Celentano
L’indiano (Conte)
Angela Pagano In CD C’È SEMPRE UN MOTIVO Clan
Sontuoso misto mare (Conte) 2056.2; 2005 € 10
Isa Danieli
Tapis roulant (Conte)
In UN COMPLICATO INTRIGO DI
DONNE, VICOLI E DELITTI LP Cinevox
33.169; 1986 € 20 Paolo Conte,
Dalla colonna sonora originale avvocato e
del film omonimo. cantautore.
Dal 2007 è
anche laureato
“honoris
causa” in
pittura.

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discografia italiana fratelli conte
Nessuno dei due fratelli, Nonostante l’accredito al
interpellato al riguardo, ricorda solo Giorgio, il brano è stato
con precisione chi dei due ha composto da Giorgio (musica)
composto i brani. In SIAE sono e da Paolo (testo). È il primo
comunque depositati entrambi brano di successo per cui i
dal solo Paolo. fratelli Conte non si appoggiano
a un paroliere.

Paolo Conte Giorgio Conte


Una giornata al mare (P. Monticone (P. Conte)
Conte-G. Conte) In C♥Q♦F♣P♠ CD Ala bianca
Data matrici: 07/10/1985 8012855403624; 2011 € 15
In PAOLO CONTE CONCERTI doppio
LP CGD 2213; 1985 € 35

Patty Pravo
Tripoli 1969 (Pallavicini-P. Nuova Equipe 84
Conte) Pullman (P. Conte-
in 45 giri Arc AN 4175; 1968 € 10 Pallavicini-G. Conte)
Giorgio Conte, non accreditato, Data matrici: 07/04/1972
ha collaborato alla stesura della in 45 giri Ricordi SRL 10.667 € 10
parte musicale. Canzone partecipante al
concorso Un disco per l’estate.

Giorgio Conte
Arte (P. Conte-G. Conte-P.
Giorgio Conte Conte) / Giornata al mare (P.
Una giornata al mare (P. Conte-G. Conte)
Conte-G. Conte) In SCONFINANDO doppio LP Ala
In CONCERTO CD Suono ’93 CD Bianca ABR 128554176-1; 2017
001; 1995 € 10 € 35
Registrato dal vivo presso
il Théatre de L’Echandole
Yverdon-Les Bains (Svizzera) il
Geo Malaspina 24-25-26 novembre 1994.
Blu allodola (Pallavicini-P. Paolo Conte
Conte) / Stupido (Pallavicini-P. Una giornata al mare (Paolo
Conte) e Giorgio Conte)
Realizzazione P&G (Paolo e Chitarra: Giorgio Conte
Giorgio Conte) In PAOLO CONTE LP RCA Italiana
Data matrici: 28/12/1970 TPL1-1092; 1974 € 30
45 giri Ricordi SRL 10-631; 1970
€ 30

Giorgio Conte
Una giornata al mare (P.
Conte-G. Conte)
In THE BEST OF GIORGIO CONTE
LIVE CD Storie di Note SONO 49; 2004
€ 10
Macario
Sanremo Sanremo (G. e P.
Nuova Equipe 84 Conte)
Una giornata al mare (G. in 45 giri RCA Italiana TPBO-1201;
Conte) 1976 € 10
in 45 giri Ricordi SRL 10655; 1971
€ 10

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NEL PROSSIMO NUMERO
1969: ARRIVA IL PROG TUTTE LE DONNE DI FOSSATI
L’anno di svolta per la musica italiana è Mina-Fossati è il disco dell’anno,
il 1969. Si affaccia il rock progressivo incontro artistico tra due miti
ed escono i primi album di una assoluti della nostra canzone.
musica nuova. I complessi diventano Ma quali sono le altre donne
gruppi e una nuova consapevolezza per cui Fossati ha scritto?
si insinua in una generazione di Mia Martini, Loredana Bertè,
musicisti straordinari. Fiorella Mannoia, Patty Pravo
Di John N. Martin con una e tante altre. Una discografia
discografia selezionata di Michele diversa. Di Michele Neri,
Neri e Franco Brizi. Franco Settimo e Vito Vita.

VIRGILIO SAVONA SENZA QUARTETTO JONI MITCHELL


Cento anni dalla nascita di La più importante cantautrice
Virgilio Savona. Franco della musica americana,
Settimo ricostruisce canadese di nascita ma
l’intera discografia del californiana di adozione, musa
celebre compositore al ispiratrice per Neil Young,
di fuori del Quartetto Graham Nash e James Taylor,
Cetra. Le produzioni, autrice di album indimenticabili,
le canzoni, gli veri e propri monumenti

imo
arrangiamenti, i dischi da della West Coast.

Il pross
solo e con Lucia Mannucci. Di Michele Neri.

sarà
numero
la
in edico e
mbr
RICORDO DI VALENTINA GIOVAGNINI IL MUSICHIERE
il 13 dice
2019
Dieci anni fa ci lasciava Valentina Un libro raccoglie la
Giovagnini, un esordio fulminante storia illustrata della
al festival di Sanremo con Il passo celebre trasmissione
silenzioso della neve e un nuovo e della rivista derivata.
album in preparazione. Ne pubblichiamo uno
La ricordiamo ricostruendo stralcio. Di Daniele
carriera e discografia. A cura di Sgherri e Federico Pieri.
Michele Neri e Andrea Direnzo.

SERVIZIO QUALITÀ EDICOLANTI E DL Distributore per l’Italia: Press-Di Distribuzione stampa e multimedia s.r.l.
Sonia Lancellotti, Virgilio Cofano : tel. 02 92432295/440 - 20090 Segrate
distribuzione@sprea.it
Distributore per l’Estero : SO.DI.P S.p.A. Via Bettola, 18 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)
ABBONAMENTI E ARRETRATI Tel. +390266030400 - Fax +390266030269 - sies@sodip.it - www.sodip.it
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Realizzazione Editoriale: Tel: 02 87 16 81 97 (lun-ven / 9:00-13:00 e 14:00 - 18:00) Informativa su diritti e privacy
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