Sei sulla pagina 1di 152

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.

today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
FIRENZE PALAZZO DEI CONGRESSI 21 - 23 febbraio 2020

Archeolaboratori Convegni SESTA EDIZIONE

Mostre Arte Nuovi itinerari


Cinema Tecnologie
Tecnologie Stand
Editoria
Foto Giuseppe Cabras

Organizzazione
ARCHEOLOGIA VIVA
Tel: +39 055 5062302
info@tourisma.it
www.tourisma.it
INGRESSO LIBERO

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
TUTTA
UN’ALTRA STORIA.
DELL’ART

Dopo il grande successo di Outsiders


50 nuove storie incredibili, tragicamente vere,
di maestri dimenticati del Novecento.
in libreria e negli store online · www.giunti.it

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
In ogni caos c’è un cosmo,

editoriale
Mensile culturale di GIUNTI EDITORE in ogni disordine un ordine segreto

S
Numero 373 - FEBBRAIO 2020
(chiuso in tipografia il 18 dicembre 2019)
(Carl Gustav Jung)
Contiene inserti redazionali

Direttore PHILIPPE DAVERIO embrerebbe che la Storia delle Arti visive, ben più ancora di
Comitato scientifico:
Rosalba Amerio Tardito, Achille Bonito Oliva, quella della letteratura, abbia nei secoli alternato citazioni e
Christoph L. Frommel, Augusto Gentili,
Irving Lavin, Jolanda Nigro Covre, reinvenzioni classiche con pulsioni ben più primordiali: sotto
Antonio Paolucci, Giandomenico Romanelli,
Orietta Rossi Pinelli, Nicola Spinosa, il decoro di foglie di acanto perfettamente scolpite nella cripta
Claudio Strinati, Alessandro Tomei, di Saint-Denis fuori Parigi appaiono figure ben più approssi-
Matthias Winner
mate, apparentemente rozze, ma innegabilmente scolpite nel-
Direttore responsabile
Direttore editoriale lo stesso masso e presumibilmente dalla medesima mano. La rozzezza
Claudio Pescio
si fa espressione e lo fa ogniqualvolta si viene a inserire in uno stile or-
Redazione mai stanco un messaggio nuovo che vuole essere dirompente. È ciò che
Ilaria Ferraris (caporedattore)
Giovanna Ferri (editing e coordinamento) avviene con la rivoluzione espressiva di Giunta Pisano e di Giotto quan-
Michela Ceccantini (segreteria di redazione)
Sara Draghi (responsabile web e social) do si pongono la necessità di superare la perfezione formale bizantina
Grafica e impaginazione per esaltare il rinnovamento sostanziale della fede. È ciò che intrapren-
Leonardo Di Bugno de Caravaggio nel seppellire le eleganze manieriste: dopo periodi trop-
Hanno collaborato a questo numero po formali torna una grinta inattesa e rinnovatrice. Ed è questo il moti-
Enrica Crispino (redazione Dossier
e controllo fattuale), vo dell’esplosione ribelle in una Parigi che fu formalista da Ingres fino
Gloria Fossi
Ilaria Rossi alla garbata Grande Jatte di Seurat e oltre ancora nei simbolismi vapo-
Ricerca iconografica
rosi di Redon. Scattò allora stridente la reazione di Alfred Jarry quan-
Claudia Hendel do scrisse Ubu Roi nel 1896, dove il patafisico antieroe si esaltava con la
Elisabetta Marchetti
parola “merdre” (la r aggiunta era fondamentale) per scanzonare tutto il
Pubblicità e marketing
Antonella Rapaccini teatro perbene; tre anni prima Erik Satie aveva composto Vexations, un
e-mail a.rapaccini@giunti.it
testo pianistico appositamente complicato dai doppi bemolle e dai dop- FEBBRAIO 2020
tel. 055 50662277
pi diesis. È questa pure la motivazione dell’Antigrazioso dipinto da Car-
Pubblicità interna
Edoardo Frascino (grafico) lo Carrà nel 1916 per concludere il suo periodo formalista cubofuturista.
Concessionaria pubblicità L’arte ribelle cerca la rottura degli schemi talvolta con un gesto goliar-
Progetto srl
Trento 38122 - via Grazioli 67 dico oppure con la pratica disperata d’un letterato, attore e scrittore, co-
Milano 20137 - via Tacito 6 me fu Antonin Artaud (1896-1948) che inventò il “théâtre de la cruauté”
Roma 00186 - piazza di Campitelli 2
tel. 0461 231056 nei ruggenti anni Venti mentre tutta la Parigi postbellica si dilettava con
e-mail info@progettosrl.it
www.progettosrl.it l’Art Déco. Lo afferma chiaramente nel suo manifesto del 1932: «Nella
fase di degenerazione in cui ci troviamo, solo attraverso la pelle si potrà
Direzione, redazione e amministrazione far rientrare la metafisica negli spiriti». Finisce male Artaud che sarà uno
Giunti Editore
via Bolognese 165 - 50139 Firenze dei primi a dover sperimentare contro la sua volontà gli elettroshock in
Tel. 055 50621 - Fax 055 5062298
per contattare la redazione: ospedale psichiatrico. Jean Dubuffet gli viaggia in parallelo, esalta l’ope-
www.artedossier.it/contatti
www.giunti.it ra di Adolf Wölfli morto in manicomio a Berna nel 1930 e reputa che l’ar-
te non possa fare a meno di considerare la creatività di matti e di emarginati d’ogni specie:
Prezzi per l’Italia «prigionieri, reclusi, mistici, anarchici o esseri in rivolta». Ed è così che battezza Art Brut,
Prezzo di copertina € 5,90
Abbonamento annuale € 48 il 28 agosto del 1945 all’indomani della guerra, le opere che di questi colleziona e che lui
Iban IT61D0760102800000012940508
c.c.p. 12940508 intestato stesso tenterà di reinterpretare. Nelle cantine fumose dei locali parigini sta nascendo l’e-
ad Art e Dossier - Firenze
L’abbonamento può essere richiesto
sistenzialismo di Jean-Paul Sartre che raccoglie le sue conferenze del 1945 in un opuscolo
anche via SMS scrivendo “artedossier” L’existentialisme est un humanisme e nel 1951 mette in scena Le Diable et le Bon Dieu dove
al n. 3480976204 e sarete contatti.
(Costo del servizio pari a un normale SMS) esalta la figura da superuomo negativo e ribelle di Götz von Berlichingen; lo stesso anno
Albert Camus pubblica il saggio L’Homme révolté dove indaga lo spirito di rivolta da Epi-
Servizio abbonati
Tel. 055 5062424 (lunedì - venerdì 9-18)
curo e da Lucrezio fino a Dostojevskij, Nietzsche e Marx, passando da Sade e ovviamen-
Fax 055 5062397 te dai surrealisti per concludere con un capitolo intitolato Révolte et art. L’Art Brut trova il
e-mail periodici@giunti.it
www.giuntiabbonamenti.it suo parallelo filosofico e diventa così l’antitesi esistenziale della bellezza proclamata nel-
le sfilate di Christian Dior. La pulsione di quegli anni sorge dalla tensione psichica e mo-
rale connessa alla tragedia della seconda guerra mondiale, patologia che la mente intui-
tiva del dottor Carl Gustav Jung aveva già analizzato nel ciclo di conferenze del 1936, Wo-
tan, l’antico dio del vento e dell’ebbrezza risorge, e che riprende nel 1945 con il saggio Dopo
la catastrofe. Sosteneva infatti che: «Auch das glücklichste Leben ist nicht ohne ein gewis-
ses Maß an Dunkelheit denkbar» (Anche la più felice delle vite non è pensabile senza una
certa dose d’oscurità).

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Save Art
Che bellezza
Raffaello, l’armonia e i suoi contrari
Nel quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520), il pittore più
frequentemente associato ai concetti di grazia, armonia e bellezza, Save Art
propone una riflessione su alcune questioni connesse al tema della bellezza: il
canone e l’accademia come modelli, il piacere di prescindere da quei modelli,
il disinteresse per ogni possibile canone, e infine… brutto è bello?
Firenze,
venerdi 21 febbraio 2020
ore 9:00 - 13:00
Auditorium Palazzo dei Congressi, Piazza Adua 1
Introduce
Piero Pruneti direttore Archeologia Viva e tourismA
Coordina
Claudio Pescio direttore editoriale Art e Dossier, direttore Giunti Arte
Intervengono:
Eike Schmidt direttore Gallerie degli Uffizi
Cristina Acidini Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno,
già soprintendente del Polo Museale Fiorentino
Raffaello, alle origini di un mito. Quando la bellezza
trovò un modello imprescindibile.
Sergio Givone Professore emerito di Estetica all’Università di Firenze
Oltre la bellezza. Invenzione e libertà creativa nel Rinascimento
come superamento di una tradizione consolidata.
Patrizia Castelli Docente di Iconografia e Iconologia all’Università di Ferrara
La degenerazione della bellezza.
Vecchiaia, mutamento del corpo e perdita del sorriso
nell’iconografia cinquecentesca e oltre.

Eva di Stefano Storica dell’arte contemporanea, direttrice dell’Osservatorio Outsider Art, Palermo
Il bello, il brutto e il Brut. Fare e trovare arte fuori dai canoni,
dal mercato e dalle convenzioni culturali.
Philippe Daverio Critico d’arte, direttore scientifico di Art e Dossier
Connoisseur. Quando la bellezza è nell’occhio di chi guarda.

L’evento è rivolto prevalentemente ai docenti di arte nelle scuole secondarie di I e II grado. Alle altre categorie di pubblico sono comunque riservati 200 posti in sala.
Iscrizione obbligatoria per i docenti. La partecipazione al convegno è completamente gratuita e verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.
È previsto l’esonero dal servizio.
Giunti Scuola è accreditato dal MIUR come ente formatore del personale della scuola (DM 170/2016).
Per maggiori informazioni o iscrizioni visita il sito www.giuntitvp.it/convegni
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
6

febbraio 2020
Art news
7 save italy
Il palazzo incipriato di Leonardo Piccinini

9 camera con vista


The Magnificent Orson di Luca Antoccia

10 storie a strisce
Le novità hanno un cuore antico di Sergio Rossi

12 blow up
Maar, Moholy-Nagy di Giovanna Ferri

14 architettura per l’arte


Una scultura riflettente di Aldo Colonetti

18 Grandi mostre. 1
Steve McQueen a Londra
Il futuro è ora di Riccarda Mandrini

24 Grandi mostre. 2
La Biennale dell’Art Brut a Losanna
Gli irregolari dell’arte
di Cristina Baldacci

28 Grandi mostre. 3
La ricerca della felicitˆ a Mänttä (Finlandia)
Felicità a momenti, futuro incerto
di Ilaria Ferraris

34 Studi e riscoperte. 1
Leonardo Ricci
“Archileo” l’umanista di Silvia Berselli

40 Studi e riscoperte. 2
Antonio Ligabue: l’opera omnia
Un espressionista tragico
di Marta Santacatterina

46 l’oggetto misterioso
Una finestra aperta sul vuoto di Gloria Fossi
50 Grandi mostre. 4
L’arte italiana degli anni Venti a Genova
Ritratto di un’epoca
di Matteo Fochessati

In copertina: 56 la pagina nera


Antonio Ligabue, Roma, quei palazzi aviti sono ormai solo inibiti
Testa di tigre di Fabio Isman
(1953-1954 circa), 60 Grandi mostre. 5
particolare, Parma, La collezione Thannhauser a Milano
Fondazione Archivio L’eredità di una vita
Antonio Ligabue, di Maurizia Tazartes
pp. 40-45. 66 Grandi mostre. 6
La natura morta a Treviso
Un gioco di illusioni
DOSSIER: di Denis Curti, Francesca Del Torre
Art Brut
di Eva di Stefano 72 Studi e riscoperte. 3
Parodie animali nella satira medievale
La scimmia legge, l’asino suona
di Mauro Zanchi
79 Aste e mercato
a cura di Daniele Liberanome

80 in tendenza
Rousseau in rimonta di Daniele Liberanome
82 Cataloghi e libri a cura di Gloria Fossi
84 100 mostre a cura di Ilaria Rossi

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
CASA DEGLI
art news ARTISTI
MILANO
Dopo centodieci anni riapre in corso
Garibaldi a Milano il 1° febbraio,
con un evento pubblico, la Casa degli
artisti. Tornerà a essere centro di residenza, ma anche rinnovato spazio di produzione
e fruizione, luogo d’incontro e creazione. Principale intento, sorretto da un comitato
scientifico trasversale e ibrido, è sostenere artisti di ogni nazionalità ed età, che prati-
FEBBRAIO 2020 chino nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, applicate, della letteratura e del
pensiero. Il 2020 è all’insegna del termine “Work”, per rilanciare la Casa degli artisti come
sede di creatività: 1250 metri quadri di superficie totale, con spazi esterni, aree espositive,
book e design shop, punti di ristoro e atelier. La residenza vera e propria, ideata oltre un
secolo fa, al primo e al secondo piano dell’edificio, sarà ripensata grazie agli artisti scelti
e convocati tramite una prima call formativa. Previsto un programma ricchissimo, con
altre call, progetti, eventi per questo e per gli anni futuri. info: www.casadegliartisti.org

NUOVE
SALE PER
PALAZZO
BARBERINI
ROMA
Ottanta capolavori del Seicento,
esposti in un nuovo allestimento
che si dipana in un percorso di dieci
sale. Le Gallerie nazionali di palazzo
Barberini in via delle Quattro Fontane hanno riacquistato 550 metri quadri di spazio
espositivo per mostrare il principale nucleo di dipinti seicenteschi: uno sguardo unico
sulla rivoluzione caravaggesca e la sua influenza sulla pittura di tutta Europa. Le opere
sono visibili percorrendo un’infilata di sale da un’ala all’altra del palazzo, attraverso il
salone Pietro da Cortona e la sala Ovale. Riaperte anche le finestre, dalle quali ammirare
i giardini del museo con punti di vista inediti. Info: www.barberinicorsini.org

FABRE AL PIO MONTE


DELLA MISERICORDIA
NAPOLI
Le famosissime Sette opere di misericordia di Caravaggio
e altri notevoli dipinti seicenteschi conservati nella sugge-
stiva cappella napoletana del Pio Monte della Misericordia,
dialogano dal 21 dicembre scorso con un’installazione per-
manente, concepita dall’artista belga Jan Fabre (Anversa
1958), con la curatela di Melania Rossi: quattro sculture
di corallo, ispirate rispettivamente alla Purezza della Mi-
sericordia, Libertà della Compassione, Rinascita della Vita,
Liberazione della Passione (2019, in foto). Info: www.pio-
montedellamisericordia.it

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Save Italy

il palazzo
il palazzo incipriato
incipriato
di Leonardo Piccinini

P
Pontificia commissione per i Roma, lazzo, evidentemente al riparo mente in mattoni sono state
beni culturali: così si defini- dalle solitamente occhiute so- incredibilmente imbiancate».
sce la gloriosa istituzione che Palazzo della printendenze nostrane. Nume- Emiliani ricorda come nei do-
presiede alla tutela del patri- cancelleria, sede rosi storici dell’arte e dell’archi- cumenti dell’epoca «i mattoni
monio storico e artistico di della Pontificia tettura sono rimasti sbigottiti di vengano chiamati “arrotati” per
ogni edificio della Chiesa, una fronte alle soluzioni adottate. In esaltare il contrasto croma-
sorta di Ministero della cul-
commissione per un’intervista di Vittorio Emiliani tico tra laterizi e marmo. Tutto
tura vaticana. Ha sede in uno i beni culturali. apparsa sulla cronaca romana perduto». Un accostamento,
degli edifici più significativi di Splendida di “Repubblica” (1° dicembre quello tra travertino e mat-
Roma, il Palazzo della cancel- 2019), Simonetta Valtieri ed toni, tipico del Rinascimento
leria. Voluto alla fine del Quat-
architettura Enzo Bentivoglio, per anni do- romano, «ripreso dall’archi-
trocento da Raffaele Riario rinascimentale centi di Storia dell’architet- tettura antica, usato anche
della Rovere, cardinal nipote maltrattata da un tura alla Sapienza di Roma, da Antonio Sangallo e da Mi-
di papa Sisto IV, è monumento “restauro” che hanno denunciato la brutale chelangelo al Campidoglio».
di straordinaria importanza per «incipriatura» delle facciate: E adesso, conclude Emiliani,
le novità architettoniche in- ha cancellato «Nell’intervento di restauro «come si rimedia a questa im-
trodotte, derivate dalle espe- la sua identità le cortine murarie originaria- barazzante operazione?» ▲
rienze di Bramante a Urbino.
Diventato Cancelleria aposto-
lica nel Cinquecento, gode dal
1870 dell’extraterritorialità, ap-
partiene cioè allo Stato Vati-
cano. Ospita il Tribunale della
Sacra Rota, oltre al dicastero
appunto delegato ai beni cultu-
rali. Spiace dunque constatare
la grevezza del restauro che ha
recentemente interessato il pa-

La facciata del Palazzo


della cancelleria a Roma,
voluto da Raffaele Riario
della Rovere alla fine
del Quattrocento e sede
della Pontificia commissione
per i beni culturali.

La foto documenta
lo stato dell’edificio dopo
un discutibile restauro, che
ha coperto completamente
l’originario contrasto
cromatico tra marmo
e travertino.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
fondazione
Zani:
uno scrigno
di bellezza
CELLATICA (BRESCIA)
Una collezione privata strepitosa, aperta finalmente al pubblico. Si tratta di centinaia
di capolavori del Settecento, soprattutto francese e veneziano, con dipinti, fra i tanti,
di Canaletto (Il molo dal bacino di San Marco, 1733-1734, in foto), Tiepolo, Guardi, Bou-
cher, ma anche preziosi arredi tardobarocchi e rococò. Pezzo forte, oltre ai dipinti, un
meraviglioso tavolo in commesso, prodotto dalla Galleria dei lavori di Firenze fra Sei e
Settecento, un capolavoro che l’imprenditore Paolo Zani è riuscito a riportare in Italia da
una casa d’aste britannica. La collezione, frutto di trent’anni di appassionate ricerche da
parte del collezionista bresciano, scomparso nel 2018, apre il 5 febbraio al pubblico nella
Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani. Previsti premi e borse di studio per
la formazione di giovani. Info: www.fondazionezani.com

L’Ottocento lombardo
in rete
LOMBARDIA
Nata nel 2004, la Rete dell’Ottocento lombardo si è ricostituita nel
2019 con il supporto della Regione Lombardia, in modo da valorizzare
e promuovere nel migliore dei modi luoghi e raccolte legati in vario
modo alla cultura ottocentesca. Undici i prestigiosi musei coinvolti,
fra i quali la splendida villa Carlotta a Tremezzina (Como, in foto).
Previsti ulteriori progetti di studio, ricerca e valorizzazione, attraverso
strumenti integrati di guida al territorio. Rinnovato anche il sito:
www.rete800lombardo.net

muse dialoganti
MILANO
Arte e design dialogano grazie al progetto Muse dialoganti, promosso
dall’associazione MuseoCity. Coinvolte dieci aziende di arredamento
e design, che hanno donato, ciascuna, una o più sedute d’autore a
dieci importanti musei di Milano.Sono state scelte sedute di Phi-
lippe Starck, Toyo Ito, David Adjaye (in foto, Double Zero, Milano,
Gam - Galleria d’arte moderna), Federico Peri, Gordon Guillaumier,
Gio Ponti, Gaetano Pesce, Ludovica + Roberto Palomba, Rodolfo
Dordoni, Giulio Cappellini. I visitatori potranno stare comodi su
sedie o panche, esse stesse opere d’arte. Info: www.museocity.it

un premio per il restauro


FIRENZE
È giunto alla quinta edizione il Premio Friends of Florence, che verrà conferito in occa-
sione del Salone dell’arte e del restauro di Firenze (13-15 maggio 2020). Entro il 12 marzo
2020 è possibile presentare un unico progetto, con preventivo dettagliato (che non superi
20mila euro, iva inclusa). Il restauro può riguardare un lavoro in toto, oppure già in parte
realizzato o giunto alla fase finale. Info con bando di concorso e moduli da scaricare: www.
salonerestaurofirenze.com/restauro/2020/friends-of-florence-2

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
THE MAGNIFICENT ORSON
di Luca Antoccia

M
ille e uno sono i motivi per cui Orson Welles resta fi-
gura centrale del cinema. Il rutilante esordio a ven-
ticinque anni, considerato ancora oggi dalla maggio-
ranza degli storici il più bel film di sempre (Citizen
Kane, uscito in Italia col titolo Quarto potere); l’aver re-
alizzato (forse più di Hitchcock) un ponte tra cinema
muto e cinema moderno; essere stato un intellettuale
a tutto tondo (al pari di Chaplin) e aver spaziato tra tellurico del film Macbeth e Dall’alto:
radio, teatro, cinema e pittura. Ecco, la pittura e il disegno sono state gli schizzi preparatori, la frame
passioni che Welles ha coltivato dalla sua formazione fino alla sua tela per il mai realizzato da Quarto potere
vecchiaia, spesso un filone non adeguatamente studiato, invece molto Don Chisciotte, i disegni (1941),
curato nello straordinario omaggio che gli ha reso Mark Cousins nel per un Giulio Cesare am- di Orson Welles;
film (ora in dvd per Mustang) Lo sguardo di Orson Welles. Cousins, bientato all’Eur (Roma), frame
ideatore e regista di una rivoluzionaria storia del cinema in otto dvd anch’esso mai realizzato, da Falstaff
(The Story of Film), compone una sorta di lettera cinematografica al sono occasioni per meglio (1966),
suo idolo, tra interviste, spezzoni e materiali vari. Ne esce un ritratto capire il pensiero visivo del di Orson Welles.
in parte inedito il cui fulcro è la grande scatola custodita dall’Univer- magnifico Orson. Come .
sità del Michigan contenente disegni e lettere. Welles inizia a dipin- anche i suoi maestri nella
gere a dieci anni e dice che è ciò che sempre lo ha appassionato di pittura (o, se si vuole, i suoi precursori): Tin-
più; studia arte a Chicago, disegna in ogni “location” in cui ha lavo- toretto su tutti per le sue prospettive oblique,
rato, produce più di mille opere, soprattutto disegni, acquerelli e tele Goya e Magritte, di cui Cousins rintraccia
a olio. A sedici anni si imbarca per l’Irlanda apposta per disegnare e due “tableaux vivants” rispettivamente in
dalla sua matita escono ritratti veloci (tra Toulouse-Lautrec e Saul Rapporto confidenziale e Otello ma anche ri-
Steinberg) che nascono sotto i nostri occhi con la velocità con cui fu- ferimenti a Mantegna (sempre in Otello) e ai
rono schizzati (grazie alla magia tecnica del “time-lapse”). Il grafismo costruttivisti. ▲

Due opere
di Orson Welles:
qui a fianco,
dipinto
per Don Chisciotte,
mai realizzato;
a sinistra,
Arizona Landscape
(senza data).

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
LE NOVITÀ HANNO I classici come Asterix, Corto Maltese
e Dylan Dog conquistano il palcoscenico

UN CUORE ANTICO
dell’ultima edizione di Lucca Comics
& Games e sono alla testa di grandi
cambiamenti editoriali

di Sergio Rossi

C
on le sue duecentocinquantamila presenze, Lucca Co- Ferri-Convard per Asterix, e Díaz Canales-
mics & Games 2019 si è confermato l’appuntamento Pellejero per Corto Maltese), non vanno più
annuale dove le case editrici di fumetti e giochi, in- in là di una riproposizione di canoni grafici e
sieme alle grandi majors dell’intrattenimento, da narrativi già esistenti, restando così dei meri
Netflix a Disney e Warner Bros, hanno presentato le esercizi di stile che si leggono più per devo-
novità attuali e quelle del prossimo futuro. Molti i libri zione verso i personaggi che per la qualità
usciti per l’occasione o nei giorni appena precedenti delle storie.
l’evento tra i quali citiamo Momenti straordinari con Per Dylan Dog, invece,
applausi finti di Gipi (Coconino Press), La scuola di pizze in faccia la casa editrice Bonelli ha Copertina
del professor Calcare di Zerocalcare (Bao Publishing), Celestia di scelto la seconda strada: di Didier Convard
Manuele Fior (Oblomov Edizioni) e Luna 2069 di Leo Ortolani nei prossimi albi della per Asterix e la figlia
(Feltrinelli). Tra i “giovani” sono emersi Lorenzo Palloni con La serie avverrà una rivolu- di Vercingetorige,
lupa (Saldapress, premiato come miglior sceneggiatore) e Fumet- zione (forse) irreversibile testi di Jean-Yves
tibrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli, con P. La mia nelle storie e nel look Ferri, disegni
adolescenza trans (Feltrinelli, premiata come miglior esordiente). che ne hanno decretato di Didier Convard,
Eppure, osservando i padiglioni dove le file erano più consistenti, finora il trentennale suc- (Panini Comics,
ci siamo resi conto ancora una volta che i personaggi più conso- cesso. In più è stato pre- Modena 2019).
lidati nella memoria e nel cuore dei tanti appassionati
sono ancora quelli classici: i protagonisti di Star Wars
e Star Trek, i supereroi dell’universo cinematografico
e televisivo Marvel (Avengers, Spiderman ecc.), i pirati
di One Piece e i compari di Lupin III. A questi si af-
fiancano i protagonisti delle serie televisive tra i quali
spiccano quelli di Stranger Things, le cui tre stagioni
hanno riportato alla ribalta la moda, la musica e l’im-
maginario iconografico degli anni Ottanta.
Anche il mondo del fumetto non ha fatto eccezione
e ha visto la scena dominata dai nuovi libri dedicati ai
classici Asterix e Corto Maltese, creati nel 1959 nel 1967,
così come dalla rivoluzione editoriale in atto per Dylan
Dog (nato nel 1986). Da sempre le classifiche di vendite
ci dicono che i lettori amano leggere infinite storie dei
loro personaggi preferiti, greca, come Ulisse, alla lettera-
tura, come Sherlock Holmes e James Bond, o al fumetto
come Topolino. Di fronte all’aumentare degli “anni di
servizio” di questi celebri protagonisti e al conseguente
calo fisiologico dei lettori rispetto alle loro storie, autori
ed editori hanno di solito due strade per rimediare: ri-
proporne i racconti rispettando al millimetro le indica-
zioni dei loro creatori, oppure operare un “reboot”, ossia
aggiornarli con modifiche anche sostanziali. I nuovi vo-
lumi Asterix e la figlia di Vercingetorige e Corto Maltese. Il
giorno di Tarowean appartengono alla prima strada: pur
essendo realizzati da autori più che affermati (la coppia

10

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
sentato un anticipo della storia che vedrà l’investigatore Dall’alto, due copertine di Gigi Cavenago
dell’incubo accanto a Batman, prefigurando quindi uno per Batman Dylan Dog. Relazioni pericolose,
sbarco in grande stile negli Stati Uniti, e annunciando testi di Roberto Recchioni, disegni
un’imminente serie televisiva sul personaggio prodotta di Werther dell’Edera e Gigi Cavenago
da James Wan (già regista del film Aquaman). (Bonelli Editore, Milano 2019).
Diventa così ufficiale il nuovo corso editoriale di Bo-
nelli, che prevede lo sfruttamento multimediale delle
sue storie e dei relativi personaggi non solo per esplo-
rare nuovi territori narrativi, ma anche per ampliare il
gruppo di lettori e aumentare, si spera, le vendite dei loro
prodotti, proposti perlopiù nelle edicole, in crisi (come
sappiamo) per le continue chiusure in tutto il nostro
paese. Anche per questo le prossime serie della casa edi-
trice (Attica, K-11 e Il confine) sono studiate per uscire
direttamente in libreria e, insieme, sono stati già annun-
ciati per il prossimo futuro la messa in onda di un serial
televisivo, un gioco di ruolo e una collana di romanzi
collegati ad alcuni di questi titoli.
Difficile dire quale sia la via più corretta: in Francia,
per esempio, il nuovo albo di Asterix, La fille de Ver-
cingétorix, edito da Albert-René, ha dominato le classi-
fiche di vendita nella scorsa stagione autunnale, mentre
negli Stati Uniti la Marvel Comics ha dimostrato che il
successo dei film dei suoi per-
sonaggi non sempre si riflette
sulle strisce a fumetti. L’u-
scita nel 2020 del primo film
Qui sotto, su Dampyr, altro personaggio
copertina di Corto Maltese. della Bonelli, sarà per questo
Il giorno di Tarowean, un test importante per capire
testi di Juan Díaz Canales, le scelte dei lettori.
disegni di Rubén Pellejero In ogni caso, si annunciano
(Rizzoli Lizard, Roma 2019). tempi e novità interessanti. ▲

11

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
MAAR,
MOH0LY-NAGY

N
di Giovanna Ferri

ata Henriette Theodora Marković, Dora Maar (1907-1997),


legata inevitabilmente al nome di Picasso, di cui fu per molto
tempo musa e amante, è stata un’artista eclettica e raffinata
cresciuta tra la Francia e l’Argentina. Intenzionata a diventare
pittrice, frequenta tra 1923 e 1926 l’Union Centrale des Arts
Décoratifs di Parigi e, successivamente, l’Académie André
Lhote dove incontra Henri Cartier-Bresson. Si interessa poi
sempre di più alla fotografia aprendo intorno al 1931, nella capitale fran- il fotomontaggio e il collage e dimostrando una
cese, uno studio dedicato a ritratti, immagini di moda e pubblicità con lo particolare predilezione per la provocazione, il
scenografo Pierre Kéfer. Sperimentando da subito diverse tecniche come magico, il soprannaturale, il misterioso, i suoi
scatti divennero celebri icone del surrealismo.
Insieme a poche fotografe della sua generazione,
Maar si cimenta pure con il nudo e l’eros, generi
all’epoca ancora interdetti alle donne. Aderendo,
inoltre, a gruppi rivoluzionari di sinistra, utilizza
la fotografia anche per narrare le diseguaglianze
sociali a seguito della crisi economica del 1929
tra le strade di Parigi, Londra, Barcellona, man-
tenendo, come per tutte le altre fotografie , uno
sguardo acuto e insolito. L’occasione per risco-
prire il suo talento è ora offerta dalla grande
esposizione alla Tate Modern di Londra (fino
al 15 marzo, www.tate.org.uk) con un gruppo
curatoriale interamente al femminile – Karo-
lina Ziebinska-Lewandowska, Damarice Amao,
Amanda Maddox ed Emma Lewis – e la partner-
ship del Centre Pompidou di Parigi e del J. Paul
Getty Museum di Los Angeles. È la più esaustiva
monografica, a oggi organizzata sul suolo inglese,
riservata a Dora Maar, che ripercorre con oltre
duecento opere, tra fotografie (soprattutto), di-
pinti e documenti, sessant’anni della sua carriera.
Una sala è interamente occupata dalle foto che
l’artista francese di origini croate fece a Picasso
nel 1937 durante la realizzazione di Guernica;
mentre un’altra ospita diversi ritratti del maestro
spagnolo dedicati alla Maar tra i quali spicca La
donna piangente.

A sinistra, In alto,
Dora Maar, Senza titolo Dora Maar,
(Mano e conchiglia) Gli anni ti aspettano
(1934), Parigi, Centre (1935 circa).
Pompidou, Musée
National d’Art Moderne.

12

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
László Moholy-Nagy,
Autoritratto (1926/1973),
Kecskemét (Ungheria),
Magyar Fotográfiai Múzeum.

Non si considerava un vero fotografo, ma


una persona che “giocava” con quest’arte,
teorizzando e sperimentando. Eppure László
Moholy-Nagy (1895-1946), figura rilevante del
secolo scorso, ha lasciato una traccia incancel-
labile delle sue indiscusse capacità anche nella
fotografia, oltreché nella pittura, nella grafica,
nella scrittura, nella poesia e nell’educazione
artistica. È spinto ad approfondire il campo
della fotografia sia dall’interesse crescente
verso un’osservazione via via più puntuale
delle caratteristiche della luce sia dall’incontro
con la fotografa ceca Lucia Schultz, che sposa
nel 1921 e con la quale rimane fino al 1929.
Moholy-Nagy effettua i primi esperimenti, ri-
salenti agli anni Venti, attraverso una tecnica
simile al disegno fotogenico dell’inglese Wil-
liam Henry Fox Talbot (1800-1877), in base alla
quale alcuni oggetti vengono appoggiati sulla
carta sensibile lasciandovi la propria impronta
senza bisogno di usare l’obiettivo. Esperimenti
definiti “fotogrammi” dall’artista ungherese,
“shadografie” da Christian Schad (1894-1982),
che riproduceva sagome di materiali di scarto
al fine di ottenere immagini che ricordano col-
lage cubisti, e “rayografie” da Man Ray (1890-
1976) che applicava lo stesso procedimento per
gli oggetti tridimensionali e semitrasparenti.
L’arte composita di Mohly-Nagy, che è stato
anche insegnante di una delle scuole più pre-
stigiose del Novecento, il Bauhaus, dopo l’in-
contro a Berlino con Walter Gropius nel 1923,
viene ora proposta nel progetto espositivo La
rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus.
Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi, a cura di Katalin
T. Nagy, fino al 15 marzo presso la Galleria d’arte moderna di
Roma (www.galleriaartemodernaroma.it). Un percorso visivo
concentrato in particolare nel periodo compreso tra gli anni Dieci e
Quaranta, essenziale per comprendere appieno
László Moholy-Nagy, il contesto nel quale Moholy-Nagy si muoveva,
Scultura cinetica nonché il suo personale “segno grafico” e il suo
(Gyros in movimento) approccio alla fotografia, per lui “pittura di luce”
(1936). priva di regole. s

In breve:
3 Body Configurations
Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna
fino al 18 aprile
www.fondazionedelmonte.it

Wildlife Photographer of the Year


Bard (Aosta), Forte di Bard
dal 1° febbraio al 2 giugno
www.fortedibard.it

13

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
UNA SCULTURA Grande attesa per l’apertura entro
la fine dell’anno dell’ultimo tassello

RIFLETTENTE
della Fondation Luma ad Arles:
l’Arts Resource Centre, una torre
in acciaio, geometrica e spigolosa,
di Aldo Colonetti alta 56 metri, firmata da Frank Gehry

C
i sono architetture che nascono indipendentemente
dalla funzione e dalle relazioni con il territorio,
come se fossero una sorta di immagine iconica di
qualcosa d’altro; accanto a questa tipologia, resi-
stono sempre architetture che rispondono imme-
diatamente alla finalità del committente, pubblico
o privato che sia, facendosi “mimetiche” rispetto
al concetto di autore, come se essere anonimi
fosse una qualità della progettazione contemporanea. E poi c’è
Frank Gehry che, dopo il Guggenheim di Bilbao, è al centro
di un’“altra storia”: subito riconoscibile dovunque progetti,
protagonista assoluto di un percorso che rispetta sempre le
sue origini, con poche variabili espressive. Queste, comunque,
quando ci sono, dipendono direttamente dalle tecnologie co-
struttive, dai sistemi di calcolo e dall’utilizzo di materiali in-
novativi che rendono possibile ogni “invenzione” che non è più
solo, a questo punto, architettonica, avvicinandosi sempre di
più, anzi quasi sovrapponendosi, a una scultura, senza limiti
di dimensione.
È il caso dell’ultimo suo progetto, la torre dell’Arts Resource
Centre della Fondation Luma, ad Arles, la nota e piccola cit-
tadina di cinquantamila abitanti in Provenza (che ospita dal
1969 i famosi Rencontres de la Photographie), dove visse tra
il 1888 e il 1889 Vincent van Gogh che lì dipinse alcuni suoi
capolavori tra i quali La sedia di Vincent e la serie dei Girasoli.
In questo contesto culturale, con un paesaggio intorno unico
nel suo genere rispetto al resto della Provenza, dal 2004 opera
la Fondation Luma, diretta e finanziata da Maja Hoffmann,
della grande famiglia industriale La Roche. Sei ettari al centro
di Arles – là dove era insediata la produzione delle locomotive
a vapore da parte della ferrovia nazionale francese – ospitano
nella torre progettata da Gehry (la cui inaugurazione è prevista
entro la fine di quest’anno) atelier, scuole, residenze d’artista,
spazi espositivi, archivi. Un polo quindi multidisciplinare che
ha coinvolto per la sua realizzazione lo studio di New York di
Annabelle Selldorf, il paesaggista belga Bas Smets, l’architetto
francese Marc Barani.
La torre occupa uno spazio di quindicimila metri quadrati,
sviluppata su dieci piani, alta cinquantasei metri, con le fac-
ciate curve, spigolose e riflettenti, realizzate con oltre dieci-
mila blocchi in acciaio inossidabile, alla base della quale un
grande tamburo circolare in vetro ricorda l’anfiteatro romano
di Arles.

14

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Alcune immagini
dell’Arts Resource Centre
della Fondation
Luma di Arles,
progettato
da Frank Gehry.

15

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Pur all’interno della sua poetica, l’ultima opera brio tra “natura e artificio” dove la luce, rifrangen-
dell’architetto canadese ne rappresenta una tappa dosi, produce una serie di effetti tridimensionali che
evolutiva sia per quanto riguarda il disegno sia in cambiano continuamente. Dai piani ondulati delle
relazione al dialogo con la realtà naturale e storica opere precedenti a una sorta di superficie continua,
preesistente. In primo luogo ci troviamo di fronte a più geometrica e spigolosa, come se si desiderasse
un linguaggio compositivo che privilegia una serie di tornare a un ordine compositivo, diciamo, più “tra-
volumi compiuti e composti come se appartenessero dizionale”.
a un albero metallico ma anche a un’immaginaria Rispetto invece al dialogo con il territorio, certa-
nave arenata e “sconquassata”, il tutto in un equili- mente il paesaggio lunare e roccioso di Les Baux-

16

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
sua composizione, mentre esaminava ovviamente
con attenzione i suggerimenti dei suoi giovani inge-
gneri e dei ricercatori della Silicon Valley, seduti con
lui intorno a un tavolo, fino a oggi, la coerenza re-
siste, anche se la sua architettura sembra mostrare
una maggiore attenzione al contesto preesistente,
ovviamente senza rinunciare al proprio linguaggio.
Frank Gehry resiste, e fa bene. ▲

In queste due pagine,


l’edificio dell’Arts Resource
Centre nel contesto urbano
e l’immagine di un interno.

de-Provence, nelle vicinanze di Arles, ma soprattutto


le cime delle Alpilles, una piccola catena montuosa
di rocce sedimentarie di tipo calcareo, dove vennero
ritrovati i primi giacimenti di bauxite, hanno sug-
gerito a Gehry alcune considerazioni che lo hanno
portato alla definizione della torre.
Dal primo incontro, circa trent’anni fa, nel suo Fondation Luma
piccolo studio di Santa Monica dove mi mostrava, Arles
accartocciando fogli di carta, qual era l’origine della www.luma-arles.org

17

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 1
Steve McQueen a Londra

IL FUTURO
È ORA
Regista, sceneggiatore
e scultore, il londinese
Steve McQueen affronta
nel suo lavoro temi
tipicamente umani
che hanno a che fare con
il senso di identità, comunità,
sacrificio, resistenza nonché
acquisizione e sviluppo
di consapevolezza per gettare
le basi, oggi, di un
domani sostenibile.
Scopriamo l’evoluzione
della sua carriera artistica

«
nei due progetti espositivi
ospitati alla Tate Britain
e alla Tate Modern. È urgente riflettere sul nostro futuro, su chi
siamo, per avere una idea di come sarà for-
mata la nostra realtà sociale tra pochi anni.
Questo è importante e improrogabile».
Così Steve McQueen (Londra 1969) – insi-
gnito dalla Tate del Turner Prize nel 1999, rappresen-
tante nel 2009 della Gran Bretagna alla Biennale di Ve-
Riccarda Mandrini nezia, vincitore nel 2014 dell’Oscar come miglior film

18

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
con 12 Years a Slave – ha espresso il suo pensiero nel Carib’s Leap
dare avvio a due progetti espositivi nella capitale bri- (2002).
tannica: Year 3 (Tate Britain, fino al 3 maggio) – un’in-
dagine e una narrazione per immagini, rappresentata Questa e le immagini delle due pagine
dalle fotografie di classe di decine di scuole elemen- successive sono riproduzioni di still da video
tari di Londra – e Steve McQueen (Tate Modern, 13 e fotografie di scena in mostra alla Tate Modern
febbraio - 11 maggio), con film e video (dieci in totale) (Steve McQueen, 13 febbraio - 11 maggio).
dedicati a temi e problemi contemporanei.

19

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Frammenti di vita, di persone degli amici, che raccontano una Ashes
delle tante medesime storie di vita (2002-2015).
conosciute o anonime che hanno e di morte che si ripetono e non
popolato e animato un mondo fanno più cronaca. Ashes aveva
trovato per caso una partita di
multiculturale droga nascosta sotto la sabbia: decide di prenderla
ma, colto di sorpresa dagli spacciatori, viene ucciso.
Per le due mostre, McQueen ha scelto di lavorare Carib’s Leap/Western Deep sono due film comple-
su un doppio binario. Con la prima, attraverso le foto mentari prodotti da McQueen per Documenta 11 nel
dei bambini a scuola, il suo intento è stato offrire uno 2002. Carib’s Leap descrive un evento successo nel
sguardo sul futuro di Londra; con la seconda narrare 1651 nell’isola caraibica di Grenada, luogo di origine
frammenti di vita, di gente conosciuta o anonima, per- dei genitori dell’artista. Allora un gruppo di abitanti,
sone che hanno popolato e animato un mondo multi- dopo avere combattuto contro la colonizzazione da
culturale composto da storie quasi mai occidentali. parte dei francesi, scelse di togliersi la vita, pur di
Concentrando la nostra attenzione sull’esposizione non dover vivere in una condizione di sottomissione.
alla Tate Modern, segnaliamo, tra le opere presenti, Carib’s Leap è il posto in cui si svolse questo atto di
Exodus, uno dei primi film del regista, sceneggiatore resistenza e sacrificio.
e scultore inglese, prodotto all’inizio degli anni No- Per approfondire il tipo di attività svolta dall’ar-
vanta. Girato per le strade di Londra, vede protago- tista e scoprire più nel dettaglio il lavoro che ha por-
nisti due uomini vestiti con abiti eleganti, nello stile tato alla realizzazione delle mostre alla Tate Britain
delle Indie occidentali, che reggono, ciascuno tra e alla Tate Modern, abbiamo fatto qualche domanda
le mani, una pianta di cocco con lunghe foglie: ele- a due membri dei rispettivi staff curatoriali: Clarrie
mento, questo, che li rende particolarmente visibili tra Wallis, senior curator per l’arte contemporanea bri-
la folla e che può essere letto anche come un ulteriore tannica della Tate Britain, e Clara Kim, The Daskalo-
riferimento alla loro cultura di appartenenza. poulos senior curator della Tate Modern.
Ashes (2002-2015) invece è la storia di un giovane La rassegna di prossima apertura alla Tate Modern è
pescatore dell’isola caraibica di Grenada, morto in stata anticipata da Year 3. Com’è nato questo lavoro?
una guerra tra poveri e sepolto in una fossa comune. L’idea originale per Year 3 Steve McQueen l’ha
Le sue vicende sono narrate dalle voci fuori campo avuta più di venti anni fa. Successivamente l’ha ri-

20

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
presa alla nascita del suo primo figlio. Year 3 è un’e- Qui sotto, In basso,
sperienza che invita a farsi domande su se stessi, Exodus (1992-1997). Charlotte (2004).
sulla propria vita, sulla propria educazione, sulle
generazioni future e su ciò che dovranno affrontare
negli anni a venire.

21

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Farsi domande Alcune fotografie della serie
Year 3 (2019) scattate
Qui sotto e nella pagina a fianco,
in alto, foto scattata alla Tyssen
sulla propria vita, nelle scuole elementari
di Londra in mostra
Community Primary School.

sulla propria educazione alla Tate Britain


(Year 3, fino al 3 maggio).
e sulle generazioni future

Quanto tempo è stato necessario per organizzare un tista ha sviluppato nella sua carriera si ritrovano in
progetto di questa portata? Years 3 e sono ripresi nella retrospettiva alla Tate Mo-
Per dare una idea della portata di Year 3, dobbiamo dern. Per esempio il duplice tema della forza e della
dire che Tate e l’associazione culturale Artangel si fragilità, espresso nel film Ashes; oppure temi come
sono unite ad altre realtà quali A New Direction, un l’identità e la comunità, affrontati nelle prime opere,
gruppo specializzato nell’ambito dell’apprendimento come nella pellicola Exodus. I due progetti espositivi
creativo, e ai produttori Arts Media People per la sua quindi sono in relazione tra loro. Con la Tate, poi, Mc-
realizzazione. Il coinvolgimento dei bambini ha reso Queen, dai tempi della sua vittoria al Turner Prize nel
necessario, naturalmente, avere il permesso dei loro 1999, ha uno stretto legame.
genitori per consentire al gruppo di fotografi, impe- Nella retrospettiva alla Tate Modern sono presentate
gnati nelle diverse scuole, di realizzare le oltre tremila diverse opere storiche, come Exodus (1992-1997), ap-
immagini, di stamparle e incorniciarle. Per raggiun- punto, Cold Breath (1999), Illuminer (2001), Charlotte
gere un numero significativo dei piccoli protagonisti (2004). Qual è stato lo scopo della mostra e quindi delle
degli scatti, Tate ha lavorato con i dirigenti di molti scelte curatoriali?
distretti degli istituti scolastici per ottenere un cam- La mostra propone il lavoro di Steve McQueen
pione rappresentativo ed esaustivo. negli ultimi vent’anni. Prende avvio dall’esposizione
Perché avete presentato Year 3 qualche mese prima a lui dedicata nel 1999 all’Ica - Institute of Contempo-
dell’apertura della mostra alla Tate Modern? rary Arts di Londra. Da allora McQueen ha ricevuto
Steve McQueen ha sempre lavorato su concetti e un Turner Prize e un Oscar nel 2013 per 12 Years a
idee forti e complesse. Molti di questi temi che l’ar- Slave. Innanzitutto questa retrospettiva vuol far cono-

22

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A sinistra,
foto scattata
alla Saint Cyprian’s
Greek Orthodox
Primary.

scere al pubblico il percorso della sua carriera, in una Year 3


condizione ottimale, che è quella del museo, sia da un Londra, Tate Britain
punto di vista della rappresentazione dei film che del a cura di Clarrie Wallis, Nathan Ladd, James Lingwood e Cressida Day
suono [altro suo campo di ricerca]. Inoltre, un ulte- fino al 3 maggio
riore intento è stato quello di sottolineare lo stretto orario 10-18
rapporto dell’artista con la sua città natale. www.tate.org.uk/britain
Le tematiche dei suoi video degli anni Novanta e
Duemila sono incredibilmente attuali oggi.
Il tema fondamentale del suo lavoro riguarda la Steve McQueen
condizione umana, quella in cui vive la gente. Nel Londra, Tate Modern
Regno Unito si discute molto di argomenti come l’i- a cura di Clara Kim e Fiontán Moran
dentità, l’appartenenza, la nazionalità. E McQueen dal 13 febbraio all’11 maggio
si inserisce proprio in questo dibattito affrontandolo orario 10-18, venerdì e sabato 10-22
non dal punto di vista politico ma da un punto di vista catalogo Tate Publishing (pubblicazione unica per entramnbe le mostre)
squisitamente antropologico. ▲ www.tate.org.uk/visit/tate-modern

23

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 2
La Biennale dell’Art Brut
a Losanna

GLI IRREGOLARI
DELL’ARTE
Hanno agito fuori
dalle righe e dagli ambiti
riconosciuti ufficialmente
come “arte”, hanno espresso
il loro potenziale seguendo
unicamente i loro sentimenti
e la loro spontaneità.
Sono creativi inconsapevoli,
spesso protagonisti di storie
traumatiche, appartenenti
a quella che Jean Dubuffet
chiamò nel 1945
con il termine Art Brut,
celebrata nella biennale
svizzera in stretta relazione Le opere riprodotte Aloïse Corbaz,
con il teatro. in questo articolo,
dove non diversamente
Senza titolo
(1941-1951).
indicato, provengono
dalla Collection
de l’Art Brut di Losanna.

Cristina Baldacci
24

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Q
uando, nel 1972, Jean Dubuffet donò Prende le mosse proprio da questa collezione-
alla città di Losanna la collezione di museo svizzera l’omonima biennale, che ha inau-
opere che aveva raccolto per circa gurato a novembre scorso la sua quarta edizione e
trent’anni, andando a scovare artisti che sarà visitabile nel castello di Beaulieu fino al
inconsapevoli di esserlo anche negli 26 aprile. In mostra ci sono le opere di quei crea-
ospedali psichiatrici, pose le basi per la tori considerati borderline, sia perché in molti casi
nascita di quella che oggi è una delle affetti da disturbi mentali, e come tali discriminati
raccolte europee più importanti di “arte irregolare”: dalla società, sia perché rimasti ai margini del si-
la Collection de l’Art Brut. stema dell’arte.

25

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Ritratto di Giovanni
Battista Podestà
a Laveno
(1970 circa),
Dicy
(Francia),
La Fabuloserie.

Il graduale consenso a livello di cri-


tica e pubblico che l’Art Brut iniziò ad
avere nella seconda parte del secolo
scorso, fino al successo che ha rag-
giunto oggi, è in buona parte dovuto
anche a quei curatori, come Harald
Szeemann, ai quali si deve l’inclusione
di creatori outsiders in grandi mostre
collettive. Come noto, Szeemann fu un
instancabile promotore di «mitologie
individuali», ovvero di cosmologie per-
sonali al limite tra l’ossessivo e il com-
pulsivo, a cui intitolò la sua Documenta
di Kassel nel 1972; un esempio poi ri-
preso anche da Massimiliano Gioni, la
cui Biennale di Venezia, nel 2013, si è
ispirata all’eccentrico inventore italo-
americano Marino Auriti e al suo uto-
pico Palazzo enciclopedico, che è tra
l’altro conservato al Folk Art Museum
di New York.
Negli ultimi anni, all’Art Brut sono
stati dedicati un gran numero di musei
e istituzioni, dal Musée Visionnaire
di Zurigo all’itinerante Museum of
Everything di James Brett(1), che pro-
pone in giro per il mondo «gli artisti
autodidatti, involontari, sconosciuti
e inclassificabili dei tempi moderni».
Soltanto in Italia non si è ancora riusciti a tenere
L’unione tra arte e vita per i cosiddetti aperto un museo ad hoc, nonostante esistano impor-
outsiders è ancora più viscerale tanti collezioni, come quelle del Museo di antropo-
in quanto il loro agire quotidiano, logia criminale Cesare Lombroso e del Museo di an-
tropologia ed etnografia dell’Università di Torino. Un
è una “drammatizzazione” continua tentativo era stato fatto dal Museo di arte irregolare a
Sospiro, in provincia di Cremona, che però ha chiuso
Nonostante l’interesse che nel primo Novecento i battenti nel 2015, dopo soli due anni di attività. L’a-
suscitò in ambito artistico e psicanalitico (si pensi so- cronimo del museo, Mai, non è stato evidentemente
prattutto a Sigmund Freud e ancora a Dubuffet, che di buon auspicio.
ne coniò il nome nel 1945 e che, tre anni più tardi, Con la nascita di fiere riservate agli “irregolari
fondò, insieme ad André Breton e altri amici, una dell’arte”, tra cui la più famosa rimane l’Outsider
specifica “Compagnie”), l’Art Brut venne a lungo con- Art Fair di New York, la cui prima edizione risale al
siderata “non arte”. Anche quando cominciò a essere 1993, mentre nel 2003 si è aperto anche un secondo
musealizzata e presentata al pubblico, fu relegata appuntamento parigino(2), il boom di mercato non
quasi esclusivamente tra le espressioni culturali folk- si è fatto attendere. Ed è anche per questo che una
loriche, come dimostra il Folk Art Museum di New biennale così mirata come quella di Losanna, seppur
York, tra le prime e più longeve istituzioni (aprì nel incentrata su una collezione permanente, ha ragione
1961) dedicate a opere di autodidatti. di essere e di continuare nel tempo. L’edizione cor-

26

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
rente presenta i lavori di ventotto artisti e si con-
centra sull’Art Brut e il teatro: una relazione che è
sempre stata molto stretta perché riguarda l’unione
tra arte e vita, che per i cosiddetti outsiders è ancora
più viscerale in quanto il loro agire quotidiano, come
illustratori, pittori, scultori, fotografi, ma anche tro-
varobe, costumisti, direttori-attori, è una “dramma-
tizzazione” (verrebbe quasi da dire una performance)
continua. La Biennale dell’Art Brut presenta artisti- A sinistra, Qui sopra,
visionari esiliati nel loro mondo particolare, a causa Vahan Poladian, Helga Goetze,
di un passato traumatico e di un presente che si di- Senza titolo Mytho Sophie
vide tra patologie e pulsioni. Come Vahan Poladian, (1966-1982). (1970-2007).
che dopo aver vissuto il genocidio armeno e gli orrori
della seconda guerra mondiale, per sopperire al senso
di perdita e vuoto e per far sì che un’intera cultura
non fosse dimenticata ha rimesso in scena per le
strade riti e gesti del suo popolo, tra realtà e immagi-
nazione. Lo stesso ha fatto Giovanni Battista Podestà
con il mondo contadino a cui apparteneva e al quale
si è ispirato per realizzare fantasiosi copricapi ed
eclettici abiti con materiali di recupero. Anche Helga
Goetze, fautrice dell’amore libero, dopo un matri-
monio claustrofobico, ha ridato forma a un universo,
quello della sessualità femminile, ricamando su tela
scene bibliche e organi genitali.
Il connubio “arte e psichiatria” si infittisce nei casi,
sempre in mostra, degli svizzeri Aloïse Corbaz e Adolf (1) Si veda la presentazione sul sito del museo: www.musevery.com
Wölfli, entrambi internati in cliniche e scoperti da (2) C. Baldacci, Outsider Art Fair, in “Art e Dossier”, n. 328, gennaio 2016, p. 10.
Dubuffet nel secondo dopoguerra. La prima è nota
per i suoi vivaci dipinti a tema erotico; il secondo per Biennale de l’Art Brut - IV edizione
una fervida attività non solo come pittore, ma anche Losanna, Collection de l’Art Brut
come scrittore. In un trentennio, Wölfli ha riempito a cura di Pascale Jeanneret
alacremente circa mille e trecento fogli di disegni e fino al 26 aprile
venticinquemila pagine di parole componendo una catalogo 5 Continents Editions
singolare (e maniacale) autobiografia. ▲ www.artbrut.ch

27

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 3
La ricerca della felicitˆ
a Mänttä (Finlandia)

FELICITÀ
A MOMENTI,
FUTURO INCERTO
L’arte italiana
contemporanea si confronta
con il malessere e
le inquietudini generati
dalla crisi economica degli
ultimi dieci anni, che sembra
aver scosso in modo forse
irrimediabile l’immagine
felice del Bel Paese.
In un’importante mostra
collettiva in uno dei più

I
singolari e suggestivi musei
finlandesi, una riflessione l Museo Serlachius di Mänttä, in Fin-
landia – istituzione diretta da Pauli Si-
per fare il punto su vonen, molto attenta alle novità inter-
nazionali, con una programmazione
chi siamo e su come espositiva di prim’ordine –, presenta una
mostra sull’arte italiana di oggi, un’inda-
vediamo il futuro. gine alla ricerca della felicità (individuale,
familiare, collettiva) dopo la grande crisi
economica del 2008. La ricerca della felicità – Arte
italiana oggi, a cura di Maria Stella Bottai, Lorella
Scacco e Pirjo Immonen, realizzata con il supporto
Ilaria Ferraris dell’Istituto italiano di cultura in occasione delle ce-

28

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
lebrazioni dei cento anni delle relazioni diplomatiche Goldschmied Arte e cultura ovunque, buon
tra Italia e Finlandia, attraverso il lavoro di quattor- & Chiari, Dove cibo, il clima mite, il mare, il pae-
dici fra i principali protagonisti del contemporaneo andiamo a ballare saggio, la famiglia, la musica: molti
nel nostro paese rivolge lo sguardo sugli ultimi anni questa sera? degli stereotipi spesso associati
per individuare la direzione nel futuro, così come (2015). all’immagine del Bel Paese sugge-
percepita dalla sensibilità degli artisti. riscono infatti – più all’estero che a
La felicità è un sentimento complesso e fuggevole, chi ci abita, forse – un’idea di benes-
di difficile definizione. Un tema sentito, nel luogo sere e di felicità diffusa, una Grande Bellezza dove
della mostra, visto che la Finlandia, secondo le classi- tutto sommato la vita, se non davvero facile, è sempre
fiche ancora nel 2019 risultava il paese più felice del in qualche modo dolce e spensierata.
mondo. Ed è con questa disposizione d’animo che il Ma è davvero così? Quanto è cambiato – se è cam-
paese nordico guarda all’Italia. biato – l’umore degli italiani, il loro approccio al pre-

29

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Il tema del denaro e dell’illusione
La fotografia di uno stato del benessere legato al consumismo è Da sinistra:
sintetizzato dallo Spettro di Malthus di
d’animo variegato e mutevole, Marzia Migliora: all’interno di un box
Pietro Ruffo,
Italia a pezzi
eppure non dissonante per cavalli, la sagoma di un equino,
definita nello spazio solo da strumenti
(2017);
Marzia Migliora,
di domesticazione come i ferri per gli Lo spettro
zoccoli, la maschera con paraocchi, il di Malthus
sale da leccare, è forzata a guardare un (2019).
sente e al futuro, in questo periodo, dopo oltre dieci diorama ottenuto attraverso stratifica-
anni di crisi economica che ha inasprito le differenze zioni di carta moneta, un miraggio.
di classe, i conflitti sociali, la confusione politica, e Aleggia appunto la teoria del demo-
ha fatto emergere un risentimento diffuso e sordo, grafo ed economista Thomas Robert
con punte – ben visibili – di intolleranza e razzismo? Malthus (1766-1834), che per primo teorizzò che le
La risposta non è univoca, il risultato è la fotografia risorse naturali non sarebbero state sufficienti a soste-
di uno stato d’animo variegato e mutevole, eppure nere l’aumento della popolazione mondiale.
non dissonante. Nelle fotografie della serie Mirabilia Silvia Campo-
I media utilizzati sono i più vari: pittura, foto- resi evoca il potente “genius loci” che anima ancora il
grafia, video, performance, installazione, scultura. nostro paese negli spazi architettonici e negli ambienti
Dove andiamo a ballare questa sera? (2015), di naturali al di fuori del circuito dell’“overtourism”, che
Goldschmiedt&Chiari, è il punto di partenza del per- tutto trita e banalizza. Il paesaggio si astrae nell’imma-
corso espositivo, e anche la premessa cronologica gine di un arcobaleno fotografato da Federica Di Carlo
e ideale: un’installazione che rievoca i resti di una in Come in terra così in cielo, dove la felicità come me-
festa; in sottofondo musiche e canzoni degli anni Ot- raviglia dell’osservazione naturalistica e scientifica può
tanta, il culmine di un’epoca in cui in Italia la prospe- diventare un richiamo all’emergenza del cambiamento
rità sembrava garantita da una crescita economica climatico.
senza fine e nello stesso tempo un punto di svolta, La storia e la cultura hanno ancora un duro com-
la perdita dell’innocenza, che conteneva già in sé le pito, come nel video Atlas di Francesco Jodice, dove
premesse della crisi futura. Sopra i rifiuti campeggia, l’Atlante Farnese – le cui immagini si alternano a quelle
a suggello, la scritta «Tutti assolti». di spot pubblicitari, immagini di archivio della cultura

30

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
americana della metà del Novecento, Federico Pietrella,
tra guerra fredda e rivendicazioni Dal 26 aprile al 30
razziali, cultura cinematografica e giugno 2015
musica rock – sostiene sulle spalle il (2015).
mondo, «i detriti della storia dell’Oc-
cidente», secondo l’artista.
Per Yuri Ancarani è il lavoro di
ognuno a far sì che il sistema – con i
suoi rituali pubblici, con le sue forme di controllo so-
ciale – possa funzionare e si perpetui: il video San Siro
mostra l’impegno nascosto che precede una partita di
calcio nello stadio di Milano, il lavoro corale, i gesti ri-
petuti di poliziotti, manutentori, custodi, maestranze
che operano lontano dai riflettori, affaccendati a pre-
parare la grande liturgia di esultanza collettiva. sulle famiglie non tradizionali, o nei video delle ener-
Sulla ripetizione (e la ripetitività) delle convenzioni getiche performance-proteste di gruppo di Marinella
sociali e private si basa il “giphoscope” di Okkult Mo- Senatore, per la quale la gioia si basa sulla partecipa-
tion Pictures: le gif, brevissime animazioni in loop in zione e sull’attivismo.
auge sui social, sono trasposte su carta e visibili con Le migrazioni, quelle che L’allestimento della
un dispositivo a manovella, così da essere “utilizzabili” sono state, quelle in arrivo, mostra La ricerca
nella vita reale, fuori dal computer: volti, sguardi, ri- sono un confronto inevitabile della felicità al Museo
cordi. Come il tempo scandisca le nostre vite emerge per gli italiani. Sul mappa- Serlachius.
anche nel vasto paesaggio di Federico Pietrella, rea- mondo di Pietro Ruffo intito- In fondo, Matteo
lizzato con il segno di un timbro datario che riporta lato Migration Globe si posano Montani, Quartetto per
la data della giornata di lavoro. La traccia del tempo, stormi di uccelli migratori in la fine dei tempi (2019);
il segno dell’inchiostro visibile solo a un’osservazione bianco e in blu, come preziose in alto, Loris Cecchini,
ravvicinata, conserva la memoria del passato e dei mo- ceramiche, mentre la sagoma Waterbones
menti felici. dello “stivale” di Italia a pezzi è (2017-2018);
La famiglia e, in senso allargato, la collettività, pos- percorsa da figure in viaggio a A destra, Marinella
sono essere un ambiente problematico ma offrono monocromo, tratte dai taccuini Senatore, Protest Bike
allo stesso tempo un sostegno nell’affrontare la vita di viaggiatori del Settecento. (2016-2018); Pietro
di tutti i giorni, e anche momenti di benessere, come La ricerca della felicità porta a Ruffo, Migration
emerge dai documentari del collettivo Zimmerfrei spostarsi nel mondo. Globe (2017).

31

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A destra,
Matteo Montani,
Preghiera (2017).

In basso,
Okkult Motion Pictures,
Blink (2015).

Alle figure sguaiate e


carnevalesche di Fede-
rico Solmi del trittico
Il desposta amorevole,
L’amabile sfruttatore, Il
patriota gentile, che raffigura Garibaldi, Colombo e In questa mostra finlandese non mancano i richiami
Cesare (quanto sono costati, in termini di risorse e di alla tradizione italiana, anche per fornire al visitatore lo-
vite, i loro trionfi?), fa da contrappunto la composta cale un collegamento tra quello che vede e quanto dell’I-
spiritualità di Preghiera, di Matteo Montani, in cera, talia conosce già. Ma il tentativo delle curatrici, ben riu-
che sciogliendosi lentamente svela, a sorpresa, il co- scito, è quello di affrancarsi dallo stereotipo della “Bella
lore al proprio interno. Sullo sfondo della “piazza” Italia” per restituire attraverso l’arte un’immagine del
ideale che racchiude la mostra, il monumentale nostro paese raccontata con rigore e a volte con ironia:
Quartetto per la fine dei tempi, sempre di Matteo Mon- storie di impegno, di dignità, storie di riscatto, storie di
tani, opera site-specific su carta abrasiva dipinta che mancanze e di aspirazioni, da cui l’urgenza della ricerca
si srotola dal soffitto. di quello che ancora, oggi in Italia, può rendere felici. ▲
Sospesa in alto, a misurarsi con l’architettura
dell’ampia sala che ospita la mostra, la scultura di
Loris Cecchini Waterbones rappresenta un elemento di La ricerca della felicità. Arte italiana oggi
unione: la luce si riflette sugli elementi che la compon- Mänttä (Finlandia), Serlachius-museo Gösta
gono, sulla forma senza un centro che interagisce con a cura di Maria Stella Bottai, Lorella Scacco, Pirjo Immonen
lo spazio e lo anima. La ricerca della felicità è un uni- fino al 29 marzo
verso in espansione, una rete di relazioni che si evolve, catalogo Pubblicazioni dei Musei Serlachius
crea nuovi modelli di vita, apre a soluzioni inattese. www.serlachius.fi

IL MUSEO SERLACHIUS

Il Museo Serlachius nasce dalle collezioni dell’industriale della carta


Gösta Serlachius (1876-1942). Gösta volle offrire accesso all’arte e
alla cultura agli abitanti del villaggio di Mänttä dove avevano sede le
sue cartiere, istituendo una fondazione a suo nome che gestisse la
sua raccolta di opere d’arte. Nel 1945, dopo la sua morte, nella re-
sidenza di famiglia sulle rive di un lago, nella foresta non lontano dal-
la cittadina, fu aperto un museo. Ancora oggi la fondazione mantiene
operativa e vitale l’istituzione, sempre rivolta al benessere della comu-
nità locale; un’altra sede museale è stata aperta nel centro abitato,
negli ex uffici delle industrie. Dopo l’aggiunta nel 2014 del padiglione
dedicato a Gösta, progettato dallo studio catalano MX_SI, collegato
all’antica residenza da un corridoio di vetro, la programmazione di im-
portanti mostre internazionali si affianca alle collezioni permanenti. Ol-
tre a La ricerca della felicità, fino all’8 marzo è visibile In Our Time di
Gerard Byrne, una videoinstallazione su una stazione radio immagina-
ria negli anni Settanta-Ottanta, tra ritmo e ripetitività, come immagine
del perpetuarsi della memoria collettiva.

32

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Arte contemporanea

VERSO HELSINKI BIENNIAL 2020


H
Ilaria Ferraris
Helsinki Biennial 2020, intito-
lata The Same Sea, si prean-
nuncia in Finlandia come l’e-
ve nto i nte r n a z i o n a l e p i ù
importante dell’anno, promosso
da HAM – Helsinki Art Museum,
a cura di Pirkko Siitaru e Taru
Tappola. Il tema è quello dell’in-
terdipendenza: ogni cosa è
connessa alle altre e contribu-
isce all’insieme, con un evidente
richiamo all’emergenza clima-
tica e ambientale.
L’apertura al pubblico di
questa prima edizione è pre-
vista dal 12 giugno al 27 set-
tembre dalle 10 alle 20, a in-
gresso libero, e si svolgerà
sull’isola di Vallisaari, parte
dell’arcipelago di fronte a Hel-
sinki, ex base militare ottocen- Un evento suggestiva, ricavato princi- L’isola di Vallisaari (Helsinki).
tesca completamente disabi- palmente nei sotterranei di un
tata, aperta nel 2016 al turismo
in un contesto edificio commerciale con ci- In basso,
giornaliero, solo d’estate. Sono naturalistico unico nema del 1936, e il Kiasma, il museo Kiasma a Helsinki.
attesi oltre trecentomila visi- che guarda al tema una delle sedi della Galleria
tatori in un contesto naturali- nazionale finlandese, che
stico unico, nel pieno rispetto della sostenibilità ospita, nell’edificio progettato
delle tematiche ambientali e ambientale dall’architetto Steven Holl, al-
di sostenibilità (solo il 20% del cune mostre dedicate alle ten-
territorio dell’isola sarà coin- denze più recenti dell’arte lo-
volto nell’evento artistico), in La Biennale sarà raggiun- cale. ▲
collaborazione con il Metsähal- gibile con linee dirette di tra-
litus, l’ente nazionale per i par- ghetto da Helsinki ogni quin-
chi, proprietario dell’isola. Per dici minuti.
preservare la natura dei luo- Altri eventi si svolgeranno
ghi e la sicurezza del pubblico in contemporanea sulla ter-
verrà realizzato un apposito raferma: conferenze, tavole
camminamento. rotonde, performance e spet-
Sono stati invitati a parte- tacoli di danza. Un’occasione
cipare trentacinque-quaranta da non perdere per chi vuole
artisti, finlandesi ma non solo; visitare Helsinki nel periodo
l’80% delle opere sono site estivo: nella capitale ricca di
specific, prodotte dalla bien- importanti architetture – dalla
nale stessa; l’allestimento celebre Casa Finlandia di Aal-
sull’isola comincerà nel mese var Aalto alla recentissima bi-
di aprile e il 70% delle opere blioteca centrale Oodi, inau-
sarà posizionato negli spazi gurata nel dicembre del 2018
chiusi degli edifici storici pre- – molte iniziative dedicate al Helsinki Biennial 2020: The Same Sea
senti sull’isola. Due tre opere contemporaneo animeranno Helsinki, isola di Vallisaari
andranno poi ad arricchire la i più importanti musei della a cura di Pirkko Siitari e Taru Tappola
collezione permanente dello città, HAM ma anche il mu- 10 giugno - 27 settembre
HAM. seo Amos Rex, dalla struttura helsinkibiennaali.fi

33

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Studi e riscoperte. 1
Leonardo Ricci

“ARCHILEO”
L’UMANISTA
Architetto, pittore, urbanista,
allievo della “scuola fiorentina”
di Giovanni Michelucci, Leonardo
Ricci ha sempre realizzato progetti
connotati da una forte dimensione
socio-antropologica, capaci
di privilegiare edifici e spazi
integrati nel paesaggio circostante
in un’armonica fusione
di artificio e natura.

Silvia Berselli

I
l centenario della nascita di Leonardo Un ritratto
Ricci (Roma 1918 - Venezia 1994) è stato di Leonardo Ricci.
l’occasione per ripercorrere la carriera e
riscoprire le opere di un architetto che
ha contribuito a formare il panorama
culturale, oltre a quello costruito, del
secondo dopoguerra italiano. Alla sua
opera sono state dedicate nel 2018-2019 due mostre, allestite rispetti-
vamente presso lo Csac - Centro studi e archivio della comunicazione
di Parma(1), dov’è conservata una parte dei suoi archivi, e nell’ex re-
fettorio della chiesa fiorentina di Santa Maria Novella(2), dove sono
stati esposti per la prima volta materiali provenienti dal fondo pri-
vato custodito nella casa-studio dell’architetto a Monterinaldi (zona
collinare del capoluogo toscano).

35

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
La sua figura di artista e intellettuale poliedrico lo Dall’alto:
colloca nella scia di una lunga tradizione umanistica Leonardo Ricci con Leonardo Savioli, Giuseppe Giorgio Gori,
tutta italiana e non a caso Ricci sceglie come città Enzo Gori, Emilio Brizzi, Mercato dei fiori di Pescia (Pistoia)
di adozione Firenze, la capitale medicea ritornata al (1948-1951), foto d’epoca, casa-studio Ricci, Monterinaldi;
centro del dibattito culturale nella seconda metà del un’inquadratura del villaggio valdese di Agape a Prali (Torino)
Novecento. Nel 1942 Ricci si laurea in architettura realizzato da Leonardo Ricci nel 1946-1948.
con Giovanni Michelucci, che lo prende con sé come
collaboratore in studio e come assistente in univer-
sità; nonostante il maestro lasci grande libertà all’al- grazie alle coperture inclinate che riecheggiano il pro-
lievo, entrambi manifestano un amore per i materiali filo delle montagne, e l’impiego di materiali grezzi,
e per la costruzione intesa come lavoro artigianale. pietra a vista e planimetrie flessibili permette di fon-
Un lavoro spinto ai limiti del virtuosismo
nella prima opera, il Mercato dei fiori di
Pescia (1948-1951), realizzata in gruppo a
seguito di un concorso. La volta a botte è
sottile come una tenda, quasi una memoria
delle strutture effimere che caratterizzano
i mercati, ed è ancorata a terra attraverso
grandi setti murari triangolari che confe-
riscono allo spazio un senso ritmico e tet-
tonico.
Fin dalla prima commessa ricevuta, il
villaggio valdese Agape a Prali, in provincia
di Torino (1946-1948), Ricci mostra grande
attenzione al disegno degli spazi collettivi,
scenario della vita comunitaria, e un forte
senso del paesaggio e del legame con la
terra. L’edificio sembra emergere dal suolo,

36

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
dere in maniera poetica natura e artificio. Nonostante Lo spazio interno è fluido e privo Dall’alto,
la qualità di questi primi lavori, il talento di Ricci di separazioni e porte ed è costan- di Leonardo Ricci:
stenta ad affermarsi e il giovane architetto ritorna temente in connessione con l’e- villaggio Monte
alla sua prima passione, la pittura, trascorrendo tre sterno: la casa propone un nuovo degli Ulivi a Riesi
anni nei vivaci circoli artistici e nelle gallerie di Parigi. modo di abitare e impressiona i (Caltanissetta), progetto
Espone i suoi quadri e incontra Picasso, Le Corbusier, numerosi visitatori, che scelgono per un’ecclesia,
Matisse, Camus, alla ricerca di una propria, originale, di far costruire a Ricci le loro re- pensata come
identità creativa, che esprimerà con il ritorno a Fi- sidenze. nucleo comunitario
renze e all’architettura. A Monterinaldi l’architetto re- (1962-1968),
L’esigenza di costruire una casa per sé e la propria alizza ventidue abitazioni che Parma, Csac - Centro
famiglia lo porta a Monterinaldi, dove sceglie un ter- traducono in forma concreta un studi e archivio
reno scosceso che guarda verso la città e i colli circo- nuovo stile di vita comunitario in della comunicazione;
stanti. Il processo progettuale (1949-1951) si sviluppa cui i volumi delle case e le super- casa Selleri
in cantiere piuttosto che sulla carta e la casa sorge fici dei giardini e delle terrazze si a Monterinaldi
adattandosi liberamente al paesaggio, costruita con giustappongono senza soluzione (1948-1968).
pietre, ciottoli e materiali di risulta trovati sul posto. di continuità, senza cancellate o

37

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
I volumi delle case e le superfici sociale e introdurre nuove dinamiche relazionali ba-
sate sulla condivisione. I volumi di Riesi sono anco-
dei giardini e delle terrazze rati al terreno, si sviluppano su più livelli connessi
da ponti aerei e presentano planimetrie fluide e orga-
si giustappongono senza niche, che si aprono verso il paesaggio.
Il passaggio alla grande scala della residenza col-
soluzione di continuitˆ lettiva avviene con la costruzione dell’edificio La nave
di Sorgane, quartiere di Firenze (1967), una sorta di
megastruttura in cemento grezzo dal carattere bru-
muri che marchino i confini della proprietà privata o talista e dall’ossatura possente, in cui i ballatoi di-
separino l’edificato dal paesaggio. ventano strade sospese, ovvero luoghi d’incontro. Il
Per queste caratteristiche, Monterinaldi rappre- successo del progetto frutta a Ricci diversi incarichi
senta il cuore dell’esperienza progettuale di Ricci; per la didattica negli Stati Uniti, in particolare alla
il progetto viene anticipato da quello del villaggio Florida University dove produce con gli studenti un
Agape, è alimentato dalla fede valdese dello stesso progetto di scala territoriale per l’ampliamento di
architetto e trova un seguito nella costruzione del vil- Miami (1970).
laggio Monte degli Ulivi di Riesi (Caltanissetta, 1962- Ricci affianca da sempre la ricerca teorica e l’atti-
1968). Gli ostacoli da superare sono numerosi, dalla vità didattica a quella progettuale e riesce nel difficile
forte pendenza del terreno alle minacce mafiose, ma compito di consegnare gli insegnamenti della genera-
l’«Archileo», come viene ribattezzato in cantiere, zione eroica del razionalismo italiano ai suoi alunni,
trova le energie per superarli nella convinzione che che saranno i principali animatori dei gruppi radicali
l’architettura possa diventare un motore di riscatto fiorentini degli anni Sessanta.

Leonardo Ricci,
edificio La nave
a Sorgane (Firenze)
(1967), foto d’epoca,
casa-studio Ricci,
Monterinaldi.

38

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Divenuto preside della Facoltà A destra,
di architettura di Firenze nel 1971, Leonardo Ricci,
viene a tal punto logorato dall’uni- Palazzo di giustizia
versità da scegliere di lasciare tutto di Novoli (Firenze)
e ritirarsi a Venezia, dove scrive, di- (1977).
pinge e partecipa a numerosi con-
corsi internazionali. Il ritorno sulla
scena dell’architettura avviene nel
1977, con il progetto per il Centro
direzionale di Firenze redatto in-
sieme a Leonardo Savioli, seguito
dagli incarichi per il tribunale di
Savona, il Centro servizi di Pistoia,
il Palazzo di giustizia di Novoli, a Firenze. Progetti in
parte traditi in fase di costruzione o non realizzati,
che permettono però di leggere un fecondo atteggia-
mento progettuale di Ricci: il tema dell’edificio-città,
che aveva già trovato nei suoi scritti una definizione
teorica, la «Città-Terra». Il progetto si configura come
una megastruttura di scala territoriale e riassume al
suo interno la molteplicità di funzioni della città. Al-

A sinistra, trettanto vario è il panorama di


Leonardo Ricci, temi che compongono l’eredità di
Strutture Leonardo Ricci: la sua volontà di
(1957 circa), considerare prima di tutto la di-
casa-studio Ricci, mensione sociale e antropologica
Monterinaldi. del progetto, di creare, a partire
dalla casa, spazi fluidi in grado di
accogliere la società liquida con-
temporanea, di fondere architet-
tura e paesaggio nella trasparenza, di impiegare una
commistione di materiali naturali e artificiali. Un’e-
redità che, attraverso i suoi allievi, i progetti, i dipinti,
i libri, oggi siamo onorati di raccogliere. ▲

(1) Leonardo Ricci architetto. I linguaggi della rappresentazione (Parma, Csac - Centro stu-
di e archivio della comunicazione, 1° dicembre 2018 - 7 aprile 2019), mostra realizzata
dal gruppo di ricerca composto da Loreno Arboritanza, Ilaria Cattabriga, Anna Ghiraldini,
Margherita Monica, Simona Riva con il coordinamento di Andrea Aleardi, Giovanni Leo-
ni, Clementina Ricci.
(2) Leonardo Ricci 100. Scrittura, pittura e architettura: 100 note a margine dell’Anonimo
del XX secolo (Firenze, ex refettorio di Santa Maria Novella, 13 aprile - 26 maggio 2019), a
cura di Ugo Dattilo, Maria Clara Ghia, Clementina Ricci.

39

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Studi e riscoperte. 2
Antonio Ligabue: l’opera omnia

UN ESPRESSIONISTA
TRAGICO
Una recente pubblicazione edita dalla Fondazione Archivio
Antonio Ligabue consente di avere un quadro
finalmente esaustivo del leggendario e bizzarro personaggio,
che si è cimentato con la medesima passione
nella pittura, nella scultura, nell’incisione e nel disegno.
Alla fine né naïf né brut: solo artista.

Marta Santacatterina

T
re volumi, mille dipinti, centocinquan- Tutte le immagini Il presidente, Augusto Agosta
totto disegni, novantuno incisioni e dell’articolo Tota, motiva così la nuova pubbli-
settanta sculture, una tavolozza: sono provengono cazione: «Abbiamo voluto allestire
i numeri di Ligabue - Catalogo generale dalla Fondazione un catalogo completo, poiché il pre-
di Antonio Ligabue. Pitture, sculture, Archivio Antonio cedente riguardava solo le pitture,
disegni e incisioni, opera corredata da Ligabue di Parma. mentre ora sono stati inseriti anche
saggi, tra gli altri, di Vittorio Sgarbi, i disegni, le incisioni e le sculture.
Flavio Caroli e Marzio Dall’Acqua, e Testa di tigre È quindi una pubblicazione im-
data alle stampe a fine gennaio grazie alla Fonda- (1953-1954 circa). portantissima, che va a documen-
zione Archivio Antonio Ligabue, che fin dal 1983 tare l’intera opera di Ligabue. Per
si occupa di valorizzare il pittore, di promuoverne quanto riguarda i dipinti, il prece-
la conoscenza, di curarne le più importanti mostre dente catalogo ne contava ottocen-
in Italia e all’estero nonché di autenticarne i lavori. tosessantotto, ma grazie alle recenti
Un’impresa editoriale che fa seguito al Catalogo ra- ricerche siamo giunti a identificare
gionato dei dipinti, promosso nel 2004 dal Comune di mille quadri, e riteniamo che in totale ne manchi un
Gualtieri (Reggio Emilia) e dall’allora Centro Studi numero molto esiguo, dai cinque ai quindici, che po-
& Archivio Antonio Ligabue di Parma, trasformatosi tranno in futuro emergere dal mercato o da qualche
nell’attuale fondazione nel 2017. collezione».

40

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Il catalogo mette inoltre un sigillo sulla questione parte dei conoscitori. La fondazione autentica le opere
dei falsi, peraltro non così rilevante come in genere e chi ben conosce i lavori di Ligabue si accorge subito
si pensa: «Come per tutti gli altri autori, quando un se si tratta di originali o di falsi», dice ancora Tota.
artista comincia ad avere un certo nome, spuntano i Antonio Ligabue è un artista leggendario: la sua
falsari. Succede, ma è difficile cadere nell’inganno da vita tormentata e stravagante, unita alla straordinaria

41

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Le golene del grande fiume, problemi mentali da cui fu pe- Castello
raltro espulso «per condotta cat- (1954 circa).
i suoi margini e i boschi tiva e scostumata». Iniziò allora
di pioppi divennero la sua casa per il giovane una vita girovaga,
interrotta da un ricovero nella cli-
potenza espressiva delle sue opere, lo hanno reso un nica psichiatrica di Pfäfers, e a seguito di un’ingenua
personaggio ideale per romanzi, narrazioni cinema- denuncia della madre adottiva Elise Hanselmann –
tografiche – memorabile lo sceneggiato prodotto dalla l’attaccamento con lei fu sempre eccessivo – nel 1918
Rai nel 1977, con la regia di Salvatore Nocita e l’emo- Ligabue venne espulso dalla Svizzera e mandato nella
zionante interpretazione di Flavio Bucci – e teatrali, Bassa Reggiana a Gualtieri, comune di origine del
nonché per citazioni in canzoni e poesie (basti ricor- padre.
dare il poemetto Toni di Cesare Zavattini scritto per Le golene del grande fiume, i suoi margini e i bo-
Franco Maria Ricci nel 1968). schi di pioppi divennero la sua casa; gli animali –
La ricostruzione delle sue vicende biografiche, quelli reali, in particolare gli amati cani e conigli, e
come del resto l’analisi critica dell’opera dell’artista, quelli immaginati, come le tigri e i leoni – i suoi com-
si deve a Marzio Dall’Acqua che, con puntuali ricerche pagni. Nell’Emilia degli anni Venti Ligabue era «iso-
documentarie, sia nel nuovo catalogo sia nelle prece- lato, emarginato, posto quasi al di fuori del consorzio
denti monografie, racconta la vita di Ligabue. Sap- civile, fagotto irsuto di paglia nel bosco, mascherato
piamo così che Antonio nacque a Zurigo nel 1899 da con una divisa consunta, senza forma prima che
Maria Elisabetta Costa e che fu presto affidato a una senza onore, come lo descrisse Marino Mazzacurati»,
coppia di svizzeri-tedeschi, con cui rimase anche dopo riporta Dall’Acqua. E fu proprio lo scultore Mazzacu-
l’adozione da parte di Bonfiglio Laccabue, un citta- rati, fondatore della Scuola romana, ad avvicinarsi a
dino italiano emigrato in Svizzera, il quale nel frat- lui, a dimostrargli apprezzamento per i primi disegni,
tempo aveva sposato la madre naturale; il bambino dipinti e sculture realizzate con l’argilla del Po che
portò quel cognome, rinnegandolo tuttavia da adulto l’artista depurava masticandola, e ad accoglierlo nel
e mutandolo in Ligabue. Le ristrettezze economiche suo studio fornendogli tavole, tele e colori.
causarono ad Antonio problemi di salute: soffrì di ra- Le sofferenze psicologiche non abbandonarono
chitismo e, crescendo, manifestò sintomi di nevrosi, mai Ligabue, che fu ricoverato più volte all’Istituto
tanto da dover frequentare istituti per ragazzi con psichiatrico di San Lazzaro di Reggio Emilia con

42

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A sinistra, diagnosi di «psicosi ma-
Autoritratto niaco-depressiva», come
con sciarpa rossa riportano le cartelle cli-
(1958 circa). niche. In realtà, seppure
sia indubbia una forma
In basso, di fragilità mentale evi-
Vedova nera denziata da comporta-
(1951). menti decisamente fuori
dagli schemi – come il
percuotersi la tempia con
una pietra fino a farla sanguinare, «uno dei
suoi atti magici, ripetuto per tutta la vita,
per rigettare gli umori malefici», o ancora
il ferirsi il naso per cercare di renderlo «af-
filato, aquilino, dantesco, corrispondente al
genio che sentiva di essere», oppure il “dar
di matto” ogni volta che qualcuno tossiva o
starnutiva, racconta sempre il suo biografo –
“Toni” non era un malato psichiatrico, come
sottolinea anche Augusto Agosto Tota che lo
conobbe nel 1951. Era infatti ben consape-
vole della sua insanabile solitudine, come
era altrettanto consapevole sia dell’ossessiva
necessità di esprimersi attraverso l’arte sia
delle sue indiscutibili capacità: «Voi non ci
crederete, non potete saperlo, ma io domani
sarò nei più grandi musei del mondo», era
solito confidare il pittore al presidente della

43

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Uno stile personalissimo Fondazione a lui dedicata. Tra Gualtieri e Guastalla,
Ligabue incontrò e guadagnò la stima anche di altri
e solo marginalmente dettato artisti come Arnaldo Bartoli e Andrea Mozzali, e di
Cesare Zavattini, che era in giuria quando, nel 1956,
dalle nevrosi gli fu assegnato il premio Suzzara.
Morì, dopo essere stato colpito da una paresi,
il 27 maggio 1965 e da tempo la sua collocazione
critica lo ha svincolato dall’ambito dell’arte naïf –
estranea al mondo della cultura e caratterizzata da
una forte semplificazione concettuale, nonché da
una modestia tecnica ed esecutiva – per collocarlo
a pieno titolo nei classici del Novecento: «Ligabue
è un espressionista tragico. Sono già trent’anni
che la critica è concorde nell’affermare che
non è certo un naïf, ma un artista a tutti
gli effetti», precisa ancora Tota. I suoi
lavori non possono essere avvicinati
neppure all’Art Brut, poiché da un
lato Ligabue non era autodidatta,
avendo lavorato a fianco di altri
artisti quasi fosse “a bottega”,
dall’altro la consapevolezza della
sua vocazione, il desiderio di
rendere pubblici i suoi lavori e lo
stile personalissimo e solo mar-
ginalmente dettato dalle nevrosi
lo distinguono nettamente da
quel contesto. Se nelle prime
opere il suo linguaggio è an-
cora «sgrammaticato, asin-
tattico, balbettante persino»,
come ben spiega Dall’Acqua,
nei dipinti della maturità – raf-
figuranti nella quasi totalità
animali, paesaggi, intensi autori-
tratti o la sua figura intera accanto
all’adorata moto rossa –, attraverso
una totale immedesimazione con i sog-
getti, replicati innumerevoli volte in una ten-
sione verso la perfezione, Ligabue elabora «un
linguaggio insieme popolare e colto, ricco di im-
plicazioni e di contaminazioni, che sarà proprio
di molta pittura dopo di lui». ▲

Qui a fianco,
Autoritratto
(1958 circa).

Nella pagina a fianco,


dall’alto:
Cane setter
(1959 circa);
Lotta per la fame,
(1951 circa).

Fondazione Archivio Antonio Ligabue


Parma
www.fondazionearchivioligabue.it

44

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
45

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
UNA FINESTRA
Gioia di vivere o assenza?
La finestra di Charlotte Salomon è

APERTA SUL VUOTO


tragedia intima, potente, emotiva,
sullo sfondo dell’olocausto.
Illustra una delle ottocento tavole di un
romanzo assoluto, Vita? O teatro?, oggi
di Gloria Fossi in mostra al Jewish Museum di Londra.

U
na finestra aperta. Impercettibili variazioni cromatiche mesi. Nel Preludio, un antefatto del 1913: il
dal blu all’azzurro. Pennellate leggere, veloci. Qualche suicidio della zia materna, diciottenne, dalla
tocco di verde, ottenuto con i colori primari: gli unici, in- quale Charlotte avrebbe ereditato il nome.
sieme al bianco, utilizzati per questa tempera che magne- I personaggi sono reali, ma i nomi in gran
tizza. È un’immagine meditativa, quasi astratta, a parte parte fittizi. Oggi vengono evocati, giusta-
due minuscoli dettagli realistici, degni di un fiammingo mente, l’espressionismo, i fauve, Friedrich,
del Quattrocento: i gancetti per fermare le ante. Il par- Chagall, Kandinskij. Noi aggiungeremmo
quet sottolinea la prospettiva irregolare, squinternata. Caillebotte, Matisse ma anche Tiziano per alcuni triplici,
Matisse, Friedrich vengono in mente in ordine sparso. Soprattutto inquietanti ritratti, come quello, frontale,
Matisse, con le sue aperture sulle palme di Tangeri, sul mare della della madre Franziska, ossessionata dal du-
Costa Azzurra. Qui, però, nessun ameno paesaggio a volo d’uccello, plice volto di profilo della sorella suicida. Pa-
nessuna serena melodia marina. Niente palme. Solo le tegole scar- renti, amici, tate, insegnanti di scuola e di di-
latte di una casa vicina spiccano dal cielo solcato da nuvole lievi, segno, il mondo di Charlotte anima lo spazio
di quelle che passano veloci. Lo sguardo corre dal profilo del bat- delle tempere in modo in apparenza caotico:
tiscopa alle fughe fra le doghe del parquet: linee bordeaux, come diacronico, sincronico, dall’alto, dal basso,
inquietanti rivoli di sangue. Il commento, scritto su una velina che di lato, di sghimbescio, con tagli fotografici
in origine doveva sovrapporsi all’immagine dipinta, recita: «Ora alla Degas, registri sovrapposti, serpentine,
lei non sta più qui. Ahimé, in un luogo diverso ora risiede». Cosa losanghe. Perfino fotogrammi, antesignani
significa? Chi stava alla finestra? E perché adesso abita altrove? di un moderno “graphic novel”, come sempre
La gouache fu dipinta in Costa Azzurra da una giovane ebrea ber- si dice. Il commento è dipinto sul foglio op-
linese, Charlotte Salomon. Realizzò mille tavole in diciotto mesi, pure si legge in sovrimpressione, da un lu-
fra 1941 e 1942, in parte in una pensione di Jean-Cap-Ferrat, in cido di carta velina: un fiume ininterrotto di
parte a Nizza. Poi ne selezionò ottocento, per comporre un’opera pensieri, citazioni, rime, allusioni a melodie,
d’arte totale: Leben? oder Theater? (Vita? O teatro?), ora conser- canti popolari, Bach, Schubert, Mozart,
vata al Joods Historisch Museum di Amsterdam. L’edizione inte- Bizet. I testi sono a fumetto, a epigrafe, molti
grale è uscita in Italia da Castelvecchi i calligrammi. Oggi è semplice rivivere tutto
(Vita? O teatro?, vedi recensione in “Art questo in un unico momento, anche senza il
e Dossier”, n. 372, gennaio 2020, p. 83). dono della sinestesia. Charlotte concepì il suo
Duecento di quelle tavole sono esposte La finestra vuota. lavoro come un “singspiel” (recita musicata e
fino al 1° marzo al Jewish Museum di Le gouache qui riprodotte cantata); così in mostra, su un apparato mul-
Londra. Qui, in una serata d’inverno, provengono dalla mostra timediale, si ascoltano le melodie suggerite
mentre fuori il vento rovescia gli om- Charlotte Salomon: nelle tavole, riproposte anche nel sito web del
brelli, passiamo da una tavola all’altra, Life? or Theatre? Joods Historisch Museum di Amsterdam.
con passo felpato. Le illustrazioni e i (Londra, Jewish Museum, Talvolta lo scenario lugubre del nazismo si
testi prendono un poco per volta, poi fino al 1° marzo) e fanno contrappone a episodi in cui la comunità
t’invadono. È un romanzo assoluto, un parte della serie Leben? oder ebraica berlinese tenta di salvaguardare la
monumentale libro d’artista, mai rile- Theater? Ein Singspiel propria cultura. Esiste più di una chiave
gato, nel quale Charlotte ripercorre la (1941-1942), conservata di lettura, e ci si sbaglierebbe, crediamo, a
sua vita. Era nata nel 1917, fu uccisa a al Joods Historisch Museum considerare Vita? O teatro? solo un’intensa
Auschwitz nel 1943, incinta di cinque di Amsterdam. testimonianza della barbarie nazista, anche

46

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
47

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
48

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Nella pagina a fianco: se utile, in questi brutti
in alto, a sinistra, tempi di rinnovato an-
Franziska Knarre, madre tisemitismo.
di Charlotte, ossessionata Vorremmo non sapere
dal fantasma della sorella; che Charlotte sarebbe
in alto, a destra, morta ad Auschwitz.
Mamma Franziska, Vorremmo non fosse
nel lettone con Charlotte, mai accaduta una tra-
le racconta la bellezza gedia così grande, per
del Paradiso; lei e per milioni di
in basso, a sinistra: altre persone. La pro-
Scene dell’infanzia spettiva cambia, ma
di Charlotte; ci sforziamo di guar-
in basso, a destra: dare queste immagini
Charlotte davanti al mare come le dipinse Char-
inizia la sua opera lotte, ignorando la sua
“Leben oder Theater” fine, anche se forse la
(Vita o Teatro). presagì o quantomeno
la temette. Charlotte
aveva voglia di vivere,
forse anche fretta di vivere. E di dipingere. Nella
villa L’Ermitage, a Villefranche-sur-Mer dove fu
ospite, con i nonni materni, di una signora ame-
ricana, Charlotte sorride, nella fotografia con un
canovaccio a proteggere l’abito bianco, la tela pog-
giata fra le ginocchia e una sedia. Amava dipin-
gere. Aveva studiato all’Accademia di Berlino, ul-
tima ebrea ammessa. Appassionata di letteratura,
poesia, musica, le aveva coltivate grazie ai nonni
materni, coi quali, dopo aver perso la madre, aveva
visitato Roma, Venezia e altre città d’arte. In casa
la musica non era mai mancata. Charlotte ricorda
mamma Franziska al piano, mentre suona. La ve-
diamo in una delle ottocento tavole con sei scene
dell’infanzia su registri sovrapposti: la scuola, il compleanno, miliari si erano uccisi, ma Charlotte Salomon
il Natale, i giochi invernali. Una bimba felice in una fami- anche mamma Franziska. mentre dipinge
glia felice. Ma poi, qualcosa era cambiato. In un’altra tavola Sì, proprio lei. Non era nel giardino
mamma Franziska abbraccia Charlotte nel lettone, e le dice morta d’influenza, come di villa l’Ermitage
quanto sarebbe bello se la mamma volasse in cielo come un an- Charlotte credeva. Si era (Villefranche-sur-Mer,
giolo. In una figurazione che ci ricorda l’Apoteosi di Delacroix gettata dalla finestra. Una Nizza, 1939 circa),
di Cézanne (1894 circa), Franziska sale effettivamente in cielo, finestra berlinese, dunque. Amsterdam, Joods
per poi ridiscendere in veste di angelo, e lasciare alla finestra Rievocata più volte nelle Historisch Museum.
di Charlotte una lettera: gliel’ha promessa, per descriverle la tempere dipinte in Costa
vita meravigliosa da angelo. Ma poi, quando muore davvero, la Azzurra, e crediamo proprio prendendo a mo-
piccola attende invano di notte, insonne, alla finestra. Infinite dello quella dalla pensione La Belle Aurore di
volte. Infinite finestre vuote. Qualcosa si è rotto per sempre. Jean-Cap-Ferrat, che non esiste più ma rivive
Charlotte rivive l’assenza materna; il matrimonio del padre con in una cartolina sbiadita dell’epoca. Camera
una celebre cantante lirica, con cui ha un ambivalente rapporto 1, primo piano, finestra d’angolo. Proprio da-
d’ammirazione e malinconica gelosia; l’amore per la pittura e vanti, il tetto di una casetta più bassa. Charlotte
il disegno; l’avvento di Hitler. Quando si rifugia in Francia, in- amava la vita, e lo si vede nell’ultima illustra-
viata dal padre che così spera di salvarla, Charlotte vive un’altra zione, che reca sulle sue spalle il titolo Leben
tragedia familiare. Davanti ai suoi occhi la nonna si uccide, oder Theater. Accoccolata a dipingere, guarda
lanciandosi dalla finestra. Con cinico realismo descrive il pie- avanti, al mare. Così ci piace ricordarla. ▲
dino che si muove ancora, negli ultimi spasmi dopo la morte, e
i rivoli di sangue. La nonna ultrasensibile si è uccisa, certo, per
la disperazione di una realtà che per gli ebrei si fa sempre più Charlotte Salomon: Life? or Theatre?
tragica. Ma non è tutto, quel suicidio non è solo questo. Allora Londra, Jewish Museum
Charlotte saprà dal nonno, in una confessione aspra e insensi- fino al 1° marzo
bile, che nella famiglia della nonna materna il suicidio era stato orario 10-17, venerdì 10-14
una costante. Non solo la nonna, la zia, un prozio e altri fa- www.jewishmuseum.org.uk

49

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 4
L’arte italiana degli anni Venti a Genova

RITRATTO
DI UN’EPOCA
Italia, anni Venti del Novecento: un decennio sconvolgente
tra la tragedia della Grande guerra e la crisi economica
mondiale, seguita, poi, dallo sviluppo dei regimi dittatoriali.
E l’arte, in questo clima, che tipo di risposte ha fornito?
Molteplici, dal senso di angoscia a quello di attesa,
dal desiderio di fuga al rimpianto del passato.

Matteo Fochessati

N
el nostro immaginario collettivo gli anni Gino Severini, sembra inoltre scardinare i
Venti – rielaborati attraverso il filtro Maternità (1916), propri limiti cronologici, riflet-
delle suggestioni culturali d’oltreoceano Cortona (Arezzo), tendo o anticipando gli snodi
e l’inquadramento critico di alcune re- Museo dell’Accademia più drammatici della storia della
centi esposizioni dedicate alle arti in etrusca e della città prima metà del Novecento. Se
Italia nel periodo tra le due guerre e, in di Cortona. infatti le ripercussioni trauma-
particolare, al fenomeno déco – ci appa- tiche del primo conflitto mon-
iono in genere come un decennio rug- diale continuarono ad aleggiare
gente e sfavillante, attraversato da atmo- nel corso di tutti gli anni Venti
sfere glamour e da una diffusa celebrazione del lusso, e alimentarono, inasprite dal mito dannunziano della
dell’eleganza e dell’edonismo. “vittoria mutilata”, quel risentimento sociale su cui il
In realtà questa fase storica rappresentò per l’Italia regime fascista cementò il proprio sostegno popolare,
un’epoca complessa e convulsa, improntata su una ge- il crollo del 1929 trascinò con sé le ultime salde fon-
nerale sensazione di inquietudine e incertezza. Stretto damenta di un delicato equilibrio politico, dando così
tra l’epilogo della sanguinosa ecatombe della Grande avvio, nell’esasperazione delle tensioni nazionalistiche,
guerra e la crisi economica internazionale provocata alla progressiva affermazione di regimi dittatoriali che
nel 1929 dal crollo di Wall Street, questo decennio condussero il mondo a un ancora più tragico conflitto.

50

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
51

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Dall’alto: serie di sezioni te-
matiche che, strut-
Felice Casorati, studio per
turate come capitoli
il Ritratto di Renato Gualino
(1922-1923); di uno “storytelling”,
Ardengo Soffici, offrissero un rac-
Millenovecentodiciannove conto del decennio
(Il reduce) (1929-1930), aperto a più chiavi
Prato, Museo di lettura: una nar-
di Palazzo pretorio. razione in cui le in-
quietudini e le osses-
sioni dell’epoca – la
dominante sensazione di attesa, l’aspirazione
a una fuga verso universi spirituali, irrazio-
nali e onirici o la persistente nostalgia per il
passato – trovassero una diretta corrispon-
denza col recupero artistico, in chiave mo-
derna, di forme classiche e arcaiche.
Nell’affrontare l’esegesi di questa «mo-
derna classicità», per utilizzare la felice de-
finizione coniata da Margherita Sarfatti, una
tra le voci critiche più autorevoli e influenti

Anche nell’ambito delle principali tendenze artistiche del


tempo è possibile riscontrare una dilatazione dei fenomeni,
come già attestato negli anni Dieci dalle significative e, ap-
parentemente, contraddittorie anticipazioni del clima del
“ritorno all’ordine” nel contesto dell’avanguardia futurista,
dove peraltro il manifesto Ricostruzione futurista dell’uni-
verso, firmato nel 1915 da Balla e Depero, ebbe un’incisiva
influenza sui successivi sviluppi espressivi del movimento
fondato da Marinetti; mentre, in opposta direzione tempo-
rale, le variegate espressioni linguistiche, condensate entro la
generica definizione di “Novecento”, rimasero dominanti nel
panorama italiano sino alla svolta estetica, culturale e poli-
tica scaturita dalla pubblicazione, nel dicembre del 1933, del
Manifesto della pittura murale, firmato da Sironi, Funi, Carrà
e Campigli.
Nell’impostare, dunque, il progetto della mostra Anni Venti
in Italia. L’età dell’incertezza, insieme a Gianni Franzone, ab-
biamo provato a immaginare un taglio critico che, attraverso
una mirata selezione di opere, mettesse in rilievo la com-
plessità dei fattori storici, politici e culturali caratterizzanti
questo intenso e tormentato decennio. Tale impostazione ci
ha portato a scandire il percorso espositivo attraverso una

52

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
del periodo, siamo stati accompagnati dalla lettura di Virgilio Guidi, sunse infatti negli anni Venti una
testi poetici dell’epoca – Trucioli di Camillo Sbarbaro In tram (1923), nuova centralità che in pittura e
(1920), Canzoniere di Saba (1921) e Ossi di seppia di Roma, Galleria in scultura, attraverso la ripresa
Eugenio Montale (1925) – e di alcuni, per noi signifi- nazionale di arte del principio rinascimentale della
cativi, romanzi come Con gli occhi chiusi di Federigo moderna e gerarchia dei soggetti, conferì al ri-
Tozzi (1919), Uno, nessuno e centomila di Luigi Pi- contemporanea. tratto un posto di primo piano.
randello (1926) e Gli indifferenti di Alberto Moravia La mostra si apre così con una
(1929); così come altrettanto suggestiva è stata l’eco fitta galleria di volti che, con le loro
delle pagine del recente romanzo di Antonio Scurati peculiari espressioni fisiognomiche e i loro marcati
M. Il figlio del secolo (2019). caratteri identitari, riflettono una variegata rappre-
Il percorso espositivo che è andato quindi pren- sentazione della società dell’epoca. Trasponendo dal
dendo forma, grazie a questa complessiva lettura del pensiero filosofico di Nietzsche il tema dell’«eterno
periodo, integrata nel catalogo da interventi a tutto ritorno» e condividendo in larga misura la deter-
campo di Fabio Benzi, Andrea Cortellessa, Patrizia minazione operativa del Ritorno al mestiere, titolo
Dogliani, Teresa Bertilotti e Ferdinando Fasce, ha di un fondamentale articolo pubblicato nel 1919 da
messo in evidenza una dominante rappresentazione de Chirico sulla rivista “Valori Plastici”, tutti questi
di figure. ritratti sono accomunati da pose, inquadrature, ab-
Di fronte a un mondo che appariva sempre più bigliamenti e manufatti che mescolano modernità e
enigmatico e incomprensibile, la figura umana as- tradizione.

53

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
L’impatto della crescente
alienazione urbana,
le suggestive e inquietanti
visioni distopiche

Apre questa sequenza di dipinti Dall’alto:


Maternità di Gino Severini del Ubaldo Oppi,
1916, opera chiave della cultura I chirurghi (1926),
figurativa italiana del Novecento Vicenza, Museo
e tappa cruciale e precorritrice civico di palazzo
della svolta classicista che, di lì a Chiericati;
poco, avrebbe improntato il gene- Leonardo Dudreville,
rale clima del “ritorno all’ordine”. Un caduto (1919),
Connotata, nell’indefinitezza dello Milano, Museo
spazio e nella sua estatica sospen- del Novecento.
sione temporale, da una discipli-
nata sintesi compositiva tra i ri-
chiami ai primitivi toscani e una rigorosa costruzione
geometrica dell’immagine di matrice cubista, quest’o-
pera introduce alle diverse espressioni del tema dell’at-
tesa, qui esemplificato – tra le altre opere di Sironi, Ca-
sorati, Donghi e Cagnaccio di San Pietro – dal grande
dipinto In tram di Virgilio Guidi.

54

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Ferruccio Ferrazzi,
L’Idolo del prisma,
(1925), Genova,
Wolfsoniana - Palazzo
ducale Fondazione
per la cultura.

A seguire poi, attraverso le


sculture di Baroni e Rambelli e i
dipinti di Soffici, Viani e Potente,
le ripercussioni determinate dal
trauma della guerra e il disagio
sociale del ritorno dei reduci e dei
mutilati; quindi l’impatto della
crescente alienazione urbana che
oltre a un dipinto come Un caduto
di Leonardo Dudreville – tangente
per la sua cifra analitica ai modelli
linguistici della Nuova oggettività
tedesca – ispirò anche suggestive
e inquietanti visioni distopiche.
E, ancora, le fughe nell’irrazio-
nalità e le atmosfere di angoscia,
incubo e mistero dei dipinti di Al-
berto Martini, Scipione e Gigiotti
Zanini o l’aspirazione di evasione
nel passato, ricorrente in maniera
esplicita nei rimandi classici delle
opere di Carena, Funi e Dudreville.
A documentare le emergenti
trasformazioni della società e i
nuovi atteggiamenti identitari, si
prosegue dunque con la sezione
dedicata al tema della maschera,
della marionetta e dell’uomo mec-
canico e con quella relativa agli
stereotipi e alle trasgressioni di
genere.
La mostra si conclude infine
con l’altra faccia del ventennio,
rappresentata dal gusto déco e
dalla sua precipua inclinazione – a
esorcizzare il dolore e l’angoscia di
un futuro incerto – verso il lusso, il
glamour e l’edonismo, come testi-
moniato dai seducenti ritratti fem-
minili di Balla, Oppi e Bucci.
Per il prologo e l’epilogo del no-
stro racconto espositivo ci siamo
invece affidati a un unico inter-
prete: Arturo Martini, di cui si pro-
pongono, all’ingresso, il bassorilievo La tempesta che, Anni Venti in Italia. L’età dell’incertezza
esposto alla Biennale di Venezia del 1926, rappresenta Genova, Palazzo ducale, Appartamento del doge
una coinvolgente allegoria della perigliosa navigazione e Cappella dogale
di quei giorni di inquietudine, e in chiusura, nell’affa- a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone
scinante involucro affrescato della Cappella dogale, La fino al 1° marzo
pisana e La lupa ferita, vitali e distruttive incarnazioni orario 10-19, lunedì chiuso
di Eros e Thanatos e della controversa complessità catalogo Sagep
dell’età dell’incertezza. ▲ www.palazzoducale.genova.it

55

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ROMA, QUEI
PALAZZI AVITI
SONO ORMAI
SOLO INIBITI
Un copione che si ripete,
questa volta nella capitale,
con tre edifici storici
snaturati, decaduti,
abbandonati.
Stiamo parlando
della ex Zecca, dello stabile
del Servizio geologico,
entrambi liberty,
e dell’immobile
rinascimentale voluto
dal cardinale Nardini

A
al centro di storie intricate Roma, per i palazzi famosi, è una mezza
dove soldi e trascuratezza strage. Vuoti da decenni, magari “rina-
scono” con mire che guardano assai più
hanno avuto la meglio ai quattrini che alla cultura. Vanno in
vendita, e diventano centri residenziali.
rispetto a memoria e cultura. Quanto c’era prima, tutto cancellato. Ci
sono casi clamorosi. Cominciamo dalla
Zecca. Nella capitale, la sede della mo-
netazione ha origini remote. Sappiamo di cambiava-
lute nei Fori già dal IV secolo a.C. Nel III a.C. le fonti
situano la Zecca sul Campidoglio, vicino al tempio
di Fabio Isman di Giunone Moneta. Moneta significa ammonitrice

56

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
La facciata fatiscente (dal latino “monere”): da quel talia, l’officina si disloca all’Esquilino: nel 1911, la
di palazzo Nardini giorno, invece, vorrà dire ben inaugura Vittorio Emanuele III, il “re numismatico”,
(1475) in via altro. Poi lo stabilimento si tra- per la produzione, la Scuola dell’arte della medaglia
del Governo Vecchio. sferisce al Celio, finché Giulio (l’unica struttura rimasta lì) e un museo. Tutto tra-
II della Rovere, nel 1504, lo sferito altrove, decenni di abbandono. Ora diverrà un
vuole più vicino al Vaticano: “polo museale”, ma i lavori sull’immobile inizieranno
dall’altra parte del Tevere, solo tra due anni: speriamo.
in quello che è il palazzo del Intanto, e da tempo, la monetazione aveva però
Banco di Santo Spirito. Bramante adatta un edificio cambiato un’altra volta casa: a piazza Verdi, va nell’e-
che già c’era. Però, dura poco: dal 1541, la Zecca pon- legante quartiere dei Parioli. Un immobile immenso,
tificia viene trasferita in Vaticano, e quel sito diventa edificato da Garibaldi Burba tra il 1913 e il 1919 per la
la Zecca vecchia. Facciamola breve: dopo l’Unità d’I- Corte dei conti, che però non lo gradisce.

57

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
La vendita ai privati
di palazzo Nardini,
almeno quella, è annullata;
ma adesso, che ne sarà?

L’Istituto poligrafico dello Stato,


creato nel 1928, nel 1978 acquisisce
la Zecca; nel 1982 inventerà le monete
bimetalliche, di cui detiene ancora il
brevetto. Ma dal 2010 cambia sede
e possiede una nuova officina più in
periferia: in via Tuscolana dal 1968,
progetto di Pierluigi Nervi; e per le
monete, dal 1999, un impianto nel
quartiere Appio Latino, in via Cap-
poni. L’ex Zecca sembrava destinata al
futuro di un albergo di lusso: duecento
stanze, centosettanta appartamenti
e uffici; come prima cosa, propedeu-
tico alla nuova destinazione, ecco un
parcheggio interrato per quattrocento
veicoli. All’ultimo, però, non se ne fa
più nulla: i cinesi, proprietari anche
dell’Hôtel de Crillon di Parigi, in place
de la Concorde, e pronti a sborsare (si
dice) 250 milioni di euro, rinunciano.
Così, i diciassettemila metri quadrati
su sette piani, esempio del Liberty ro-
mano, diverranno in parte spazi resi-
denziali e commerciali, e, per un terzo,
sede dell’Enel. Adriano La Regina, per
decenni soprintendente nella capitale
(ora presiede l’Istituto di archeologia
e storia dell’arte), dice: «Avrebbe po-
tuto ospitare un Museo della moneta,
come a Parigi o a Madrid, sisteman-
dovi anche la collezione di re Vittorio,
la massima nella penisola, oggi assai
trascurata nel Museo nazionale ro-
mano, quello d’archeologia».
Nella capitale, esiste(va) anche un
altro palazzo insigne: quello del Ser-
vizio geologico, voluto da Quintino
Sella e inaugurato da Umberto I, in

Dall’alto:
l’interno totalmente
abbandonato
di palazzo Nardini;
un dettaglio del palazzo
dell’ex Zecca,
in piazza Verdi, edificato
da Garibladi Burba
tra il 1913 e il 1919.

58

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
largo di Santa Susanna: pieno centro. Nell’ex
convento di Santa Maria della Vittoria, dal 1873
al 1881, lo realizza l’ingegnere Raffaele Cane-
vari, con tecnologie innovative: riutilizza i muri
del Seicento e, per il museo, crea sale sorrette
da pilastri in ghisa, un ballatoio che sormonta
il salone maggiore, urne, vetrine e scaffali. Tutto
chiuso dal 1995. Poi nel 2010, durante i lavori di
ristrutturazione, viene trovato nel sottosuolo un
tempio del VI secolo a.C. Sentiamo ancora La
Regina: «Dei musei geologici esistono a Londra,
Parigi, Berlino, San Pietroburgo; ma questo
è stato smantellato, e i materiali sono finiti in
casse, privando così l’Italia di una gloria scien-
tifica». Come mai? Banale: per vendere l’immo-
bile, nel quadro delle dismissioni dell’allora mi-
nistro Tremonti, era il 2004. Quindici anni più
tardi, dopo infinite discussioni, si è deciso che
sarà la sede del nuovo Fondo nazionale Innova-
zione, voluto dal ministro Di Maio. Però un altro
bellissimo edificio liberty è stato svilito; quindi-
cimila materiali di rilevante interesse paleonto-
logico, mineralogico, petrografico, e numerosi
plastici sono rimasti nelle cantine fino al 2012,
poi sparpagliati in varie zone della città, e infine
accumulati (e invisibili) all’Ispra - Istituto supe-
riore per la protezione e la ricerca ambientale.
A questi piccoli omicidi urbanistici se ne può
aggiungere almeno un altro, non meno grave e
anche più annoso: palazzo Nardini, in via del
Governo Vecchio. Il nome della strada deriva
proprio dalla funzione che l’edificio ha avuto
per centotrent’anni, fino al 1755. È un raro
esempio di architettura del Quattrocento, abi-
tato da parecchi celebri porporati, sede della
pretura e poi della Casa delle donne, da tempo
in stato di terribile abbandono. Se ne era per-
fino iniziata la vendita (probabile destino, l’en-
nesimo hotel di lusso), però scongiurata in ex-
tremis dalla Soprintendenza; ma il suo futuro
resta tenebroso. Ed è un vero peccato. Lo vuole, nel le destinazioni d’uso, e in modo Una parte della facciata
1475, Stefano Nardini, cardinale e arcivescovo di Mi- sostanziale nell’Ottocento da del palazzo del Servizio
lano e poi governatore di Roma. Aveva già chiesto a Francesco Vespignani. Dal 1627 geologico (1873-1881)
papa Paolo II Barbo di acquistare una residenza sull’al- al 1755 era la sede del Governa- voluto da Quintino Sella
lora via Papalis, ma i proprietari non volevano cederla. torato di Roma, con gli uffici del e realizzato
Impone la vendita il neoeletto Sisto IV della Rovere, e il tribunale, portati poi a palazzo da Raffaele Canevari.
cardinale spende trentamila ducati d’oro, una fortuna, Madama (già dei Medici: dove Chiuso dal 1995,
nei lavori. Dona il tutto all’Ospedale lateranense del vivevano il cardinal del Monte attualmente sottoposto
Santissimo Salvatore. Lo ricorda una targa marmorea e Caravaggio) insieme alla po- a ristrutturazione,
sulla facciata di palazzo Nardini. lizia e al fisco. E subito iniziano diverrà la sede
L’atto ne proibisce la vendita e con i proventi degli gli anni bui. Tutto è frazionato del nuovo Fondo
affitti obbliga a conservare il collegio nato con il palazzo in appartamenti. Decade: lo nazionale Innovazione.
e soppresso però nel 1760. Il portale era in via del Go- mostra anche un acquerello di
verno Vecchio «tra i più grandi, belli e ricchi del Rina- fine Ottocento di Ettore Roe-
scimento, per la purezza dei profili, il buon gusto e gli sler Franz. Vincolato dal 1954, era in vendita quando,
ornamenti», dice Paul Letarouilly, architetto e incisore a inizio 2019, la Soprintendenza aggiorna il vincolo.
francese (1795-1855), che illustra i tesori di Roma in La cessione dello stabile, che era stato pure sede della
un’opera celebre. Palazzo Nardini occupa un intero iso- pretura, almeno quella, è annullata; ma adesso, che ne
lato, ventottomila metri quadrati: stanze, saloni, scale, sarà? Tre casi soltanto, per celebrare la capitale d’Italia.
gallerie; più volte rimaneggiato secondo gli inquilini e O dell’incuria? ▲

59

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 5
La collezione Thannhauser a Milano

L’EREDITÀ
DI UNA VITA
Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir,
Van Gogh, Braque, Picasso sono alcuni
degli artisti presenti nella mostra di Palazzo reale.
Un percorso che consente di scoprire la straordinaria
raccolta donata nel 1978 dal tedesco
Justin K. Thannhauser, collezionista e mercante d’arte,
al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

Maurizia Tazartes

N
el 1978 la collezione Thannhauser Le opere riprodotte dalla seconda moglie Hilde in
entrò nel patrimonio del Solomon R. in questo articolo sono memoria del marito.
Guggenheim Museum di New York. Ben conservate Per il Guggenheim la dona-
settantacinque capolavori di arte eu- al Solomon zione del 1978, sotto la direzione
ropea d’avanguardia lasciati in eredità R. Guggenheim di Thomas M. Messer, fu un
da Justin K. Thannhauser, ebreo tedesco, Museum evento straordinario. Il museo,
collezionista, gallerista, mercante, nato di New York. nato nel 1937, aveva solo alcune
a Monaco di Baviera nel 1892 e morto a opere francesi di fine Ottocento,
Gstaad in Svizzera nel 1976. Henri Rousseau, Seurat, Rousseau, Vuillard, nel
Aveva deciso il lascito nell’ottobre I giocatori di football 1954 era arrivato un Cézanne
del 1963, dicendo: «Spero venga apprezzato: è tutta (1908). (Uomo a braccia conserte, 1899),
la mia vita». Vero. Justin aveva passato l’esistenza a acquistato dall’allora direttore
raccogliere opere d’arte, a far mostre, a incontrare James Johnson Sweeney per
artisti e galleristi, tra una guerra e l’altra, disagi, 97mila dollari. Con Justin una
lotte, viaggi in Europa e Stati Uniti. Ormai settan- schiera di impressionisti, postimpressionisti, cubisti
tenne possedeva una ricca collezione di dipinti eu- e artisti di altre avanguardie era giunta copiosa. Una
ropei tra Ottocento e Novecento, di cui la cospicua meraviglia, dai grandi nomi: Cézanne, Degas, Gau-
donazione era solo una parte. A essi si aggiunsero guin, Manet, Monet, Renoir, Van Gogh, Braque e tanti
altre due opere nel 1984 e dieci nel 1991 lasciate Picasso.

60

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
61

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Un viaggio tra le meraviglie da San Giorgio Maggiore del 1908 Paul Cézanne,
(firmato e datato). Non manca Natura morta: fiasco,
a cominciare da Cézanne Degas con tre sensuali ballerine bicchiere e brocca
bronzee. (1877 circa).
Oggi la possiamo ammirare nella mostra Guggen- Tra i postimpressionisti spic-
heim. La collezione Thannhauser, da Van Gogh a Pi- cano Seurat, Van Gogh, Gauguin.
casso, in corso a Palazzo reale di Milano, terza tappa Del primo ci sono sorprendenti
dopo il Guggenheim di Bilbao e l’Hôtel de Caumont paesaggi rurali con contadine al
di Aix-en-Provence. Curata da Megan Fontanella, pre- lavoro o sedute sull’erba e contadini con zappa, tutti
senta una cinquantina di capolavori selezionati dal la- realizzati nel 1882-1883, con pennellate di luce già
scito al Guggenheim, tra cui un importante gruppo di quasi puntiniste. Van Gogh si impone con i suoi ma-
opere di Picasso, molto amico di Justin. gnifici paesaggi: Strada con sottopassaggio, Asnières,
Si tratta di un viaggio tra le meraviglie, a comin- 1887; Paesaggio con la neve, Arles, febbraio 1888 e
ciare da impressionisti e post: sei opere di Cézanne, l’esaltante, febbrile, tela con Montagne a Saint-Rémy
paesaggi, nature morte (Natura morta: fiasco, bic- del 1889, uno degli ultimi dipinti del pittore realiz-
chiere e brocca, 1877 circa e Natura morta: piatto di zato durante il ricovero in un ospedale del Sud della
pesche, 1879-1880 circa), il bellissimo Uomo a braccia Francia e acquistata nel 1929 da Heinrich Thann-
conserte del 1899. Due intriganti Manet, Davanti allo hauser, il padre di Justin. Di Gauguin affascina Haere
specchio del 1876, che ritrae una cortigiana, amante Mai, un paesaggio incontaminato di Tahiti del 1891.
dell’erede al trono olandese, di spalle con il corsetto Sfilano gli artisti della Scuola di Parigi, Henri
semiaperto, e la Donna con vestito a righe, lasciata Rousseau con i carismatici Giocatori di football del
incompiuta dal pittore, ripulita nel 2018. Di Claude 1908, Braque con un Paesaggio nei pressi di Anversa del
Monet c’è l’atmosferico Palazzo ducale di Venezia visto 1906, e vari dipinti cubisti, e ancora Matisse, Picabia,

62

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Derain. Il Blaue Reiter è testimoniato
da capolavori di Kandinskij, Montagna
blu, 1908-1909, e di Marc, la rivoluzio-
naria Mucca gialla del 1911, esposta in
quell’anno alla Moderne Galerie Hein-
rich Thannhauser di Monaco di Baviera
nella prima mostra del gruppo.
E poi c’è Picasso, amico di Justin
(come accennato sopra) sin dal 1913,
quando fu organizzata la prima mostra
dell’artista in Germania nella Moderne
Galerie dei Thannhauser. Presente con
tredici opere: il giovanile Le Moulin de la
Galette dipinto a Parigi nel novembre del
1900, il pastello con
Il picador dello stesso
anno e poi tutti gli altri
che coprono un arco Dall’alto:
di tempo dal 1900 al Vincent van Gogh,
1965 (tra cui Donna Montagne
in poltrona, 1922; Na- a Saint-Rémy,
tura morta: fruttiera e Saint-Rémy-de-
brocca, 1937; Aragosta Provence
e gatto, dono dell’ar- (luglio 1889);
tista nel 1965 per le Vasilij Kandinskij,
nozze di Justin con Montagna blu
Hilde). (1908-1909).

63

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Di Gauguin affascina Paul Gauguin,
Haere Mai (1891).
Haere Mai, un paesaggio
incontaminato di Tahiti
del 1891
Ma come avevano fatto i Thannhauser ad accu- d’esordio del Blaue Reiter. In quell’occasione erano
mulare tanta arte? Attraverso una lunga e complessa state esposte la Mucca gialla di Franz Marc e opere di
storia, che comincia con Heinrich (1859-1935), a Mo- Robert Delaunay e Henri Rousseau.
naco di Baviera nel 1909. Nel novembre di quell’anno, Le esposizioni nella galleria si susseguirono nume-
nella centrale Theatinerstrasse, Heinrich Thann- rose espandendosi negli Stati Uniti, che vennero così
hauser, sino ad allora impegnato nel settore dell’ab- in contatto con l’avanguardia europea. Nella Moderne
bigliamento, ma con una precedente esperienza di Galerie di Monaco lavorava sin dal 1909 il diciasset-
gallerista e una mostra su Van Gogh nel 1908, inau- tenne figlio di Heinrich, Justin, dinamico e intelligente,
gurava la sua Moderne Galerie con una rassegna di che ampliò subito le sue conoscenze, incontrando fi-
duecento opere di artisti francesi e tedeschi. L’idea losofi, storici, artisti a Berlino, Firenze e Parigi. Do-
era di dare spazio ai talenti emergenti, in contrasto tato di un gran fiuto, aveva acquistato nell’estate del
con il più tradizionale mercato dell’arte tedesco di 1912, nella galleria di Berthe Weill a Montmartre, per
inizio Novecento. La Moderne Galerie, subito ap- 750 franchi, I giocatori di football di Henri Rousseau.
prezzata, era molto attiva anche nel contemporaneo In questo modo, i Thannhauser, padre e figlio, non ci
con mostre su Kandinskij, Jawlensky, Werefkin. Nel misero molto a entrare nella complessa rete di gallerie
1911-1912 (come si è già accennato) ospitò la mostra americane ed europee specializzate nell’arte del primo

64

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Georges Braque, Guggenheim. La collezione Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso
Paesaggio nei pressi Milano, Palazzo reale
di Anversa (1906). a cura di Megan Fontanella
fino al 1° marzo 2020
orario 09.30-19.30, giovedì e sabato 09.30-22.30
lunedì 14.30-19.30 (9-14.30 solo scuole)
catalogo Skira
www.mostraguggenheimmilano.it

Novecento. Aprirono presto


altre sedi, come quelle di Lu-
cerna in Svizzera nel 1920, e
di Berlino nel 1927, indicate
da quel momento, insieme
alla monacense, come “Ga-
lerie Thannhauser”.
Nel 1914-1915 Justin è ri-
chiamato alle armi. Ferito,
torna a Monaco, si sposa
con Käthe Levi, ha due figli,
Heinz, che sarà un brillante
storico dell’arte ma morirà in
Italia in guerra il 15 agosto
1944, e Michel, suicida. Negli
anni Venti-Trenta l’attività
continua a essere vivace, ma
le persecuzioni naziste obbli-
gano, a fine anni Trenta, la
famiglia a emigrare a Parigi.
Il 14 giugno 1940 le truppe
tedesche, entrate in città, sac-
cheggiano l’abitazione-gal-
leria Thannhauser riportando
in Gemania mobili antichi,
opere, libri, documenti, come
gli archivi della galleria di
Monaco di Baviera, mai recu-
perati. Altre opere però, dislo-
cate in Europa e Stati Uniti,
si salvano. La famiglia si tra-
sferisce nel 1941 a New York,
dove il mercante collezionista
continuerà a occuparsi di arte
in casa propria, diventando il
punto di riferimento di artisti,
intellettuali, uomini famosi.
Venticinque anni americani,
e poi di nuovo Europa, Berna,
sino alla morte a Gstaad. Una
vita per l’arte e una preziosa
eredità. ▲

Pablo Picasso,
Le Moulin
de la Galette,
Parigi (circa
novembre 1900).

65

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
N
Bottega di Frederik ature morte o “still life”, immagini
van Valckenborch, affascinanti di fiori, frutta e oggetti
Mercato dei fiori quotidiani ritratti al naturale e messi
(Primavera) letteralmente in scena, sapientemente
(1600 circa), disposti e illuminati. Il Museo Santa
Vienna, Caterina a Treviso ospita una selezione
Kunsthistorisches di nature morte dalle collezioni del
Museum. Kunsthistorisches Museum di Vienna,
presentate per la prima volta in Italia.
Cinque opere concesse in prestito da
musei e collezioni del Veneto affiancano i cinquanta
dipinti di antichi maestri del museo austriaco, rara-
mente esposti nelle sue sale. La mostra nasce come
primo appuntamento della nuova programmazione
dell’amministrazione comunale di Treviso che con
intelligenza e lungimiranza promuove nei prossimi
quattro anni una serie di esposizioni di arte antica
con forti radici nel territorio della Marca. Un’occa-
sione ideale per presentare opere di questo genere

66

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Grandi mostre. 6
La natura morta a Treviso

UN GIOCO
DI ILLUSIONI
Sviluppato in Europa,
in particolare nei Paesi Bassi,
tra la fine del Cinquecento
e l’inizio del Seicento,
il soggetto della natura morta,
interpretato in pittura
con suggestive e minuziose
rappresentazioni, è da sempre
oggetto di interesse
pittorico che, dopo una lunga “incubazione” nel corso
anche in fotografia.
dei secoli, esplode in tutta la sua modernità tra la fine
del Cinquecento e l’inizio del Seicento in Europa, ma
Dal Kunsthistorisches
soprattutto nei Paesi Bassi. Una raffinata selezione
di fotografie di grandi artisti contemporanei in una
Museum di Vienna approda
sezione separata conferma il fascino e l’attualità di
questo genere. La rassegna propone un percorso allo
nel Museo Santa Caterina
stesso tempo cronologico e tematico articolato in sei
sezioni e si apre con i “precursori” del genere nel Ve-
un prezioso nucleo di dipinti
neto. Una monumentale allegoria di Lodovico Poz-
zoserrato, artista fiammingo, ma trevigiano di ado-
in dialogo con gli scatti
zione, affianca le Stagioni e un importante Mercato di
Francesco Bassano che testimoniano l’interesse natu-
di grandi autori
ralistico di questi pittori. Siffatte opere dialogano con
i Mercati dei Valckenborch e Saive, intrisi di cultura
contemporanei.
fiamminga. Fiori, frutta, cibi e oggetti di ogni tipo di
uso quotidiano sono presenti come dettagli con fun-
zioni decorative o allegoriche. Lo stesso vale per gli
interni di David Teniers il Giovane o di Gerrit Dou, Denis Curti, Francesca Del Torre
67

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Qui sopra,
Hans Op De Beeck
Vanitas (1)
(2011).

Le composizioni floreali invitavano Jan Brueghel il Vecchio, Gerritsz van Roestraten si


Mazzo di fiori alternano a dipinti di pit-
alla meditazione sulla grandiosità in un vaso blu tori italiani tra cui Ceruti e
del creato (1608 circa), Baschenis. Alle “vanitas” di
Vienna, KunsthistorischesPieter Claesz e Nicolaes van
Museum. Verendael, portatrici esplicite
del messaggio di transitorietà
opere al limite tra scene di genere e natura morta, delle cose umane, seguono le numerose varianti delle
che dimostrano i frequenti scambi tra questi filoni. rappresentazioni di selvaggina abbattutta, in stretto
Il passaggio delle “cose quotidiane” dalla funzione di rapporto con le illustrazioni scientifiche, che insieme
particolari narrativi a quella di soggetti indipendenti, ai fiori sono forse tra i soggetti più familiari e noti.
degni di essere rappresentati ormai in maniera auto- Il prezioso mazzo di Jan Brueghel il Vecchio, detto
noma in una miriade di dipinti, viene illustrato nella Brueghel dei fiori, che fu l’iniziatore – nonché l’artista
varietà di soggetti nei quali si esprime la creatività piú richiesto e famoso – di questo particolare filone,
degli artisti dei Paesi Bassi, che riflettono la cultura sorprende per la ricercatezza della composizione e
di una classe borghese in forte espansione. Le son- per la precisione di esecuzione. Le composizioni flo-
tuose tavole imbandite di Willem Claesz Heda, Pieter reali invitavano alla meditazione sulla grandiosità del

68

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
creato e in questo contesto vanno interpretate anche mostra e che tornano a svolgere la funzione origi-
le nature morte di matrice gesuitica che accostavano naria di dettagli per rappresentare le arti, la storia e
immagini religiose a sontuose ghirlande. L’epilogo la cultura del nostro continente.
del percorso è affidato sia a un prezioso “inganno” Simbolo della caducità della vita, dell’effimero che
o trompe-l’oeil di Caterina o Leopoldo della Santa, attanaglia la materia e l’umanità intera, il soggetto pit-
che ricorda il ruolo centrale svolto dall’illusione nel torico della natura morta porta con sé una spontanea
genere della natura morta, sia a una
sorprendente allegoria dell’Europa
di Jan van Kessel. In questo dipinto,
che ritrae una giovane donna circon-
data dai simboli del potere spirituale
e temporale, sono riconfluiti tanti dei
soggetti che popolano le tele delle na-
ture morte autonome esposte nella

Evaristo Baschenis,
Natura morta
con strumenti
musicali,
mappamondo
e sfera armillare
(XVII secolo), Vienna,
Kunsthistorisches
Museum.

69

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
L’estremo senso del superfluo, sentimento di continuità e di fascinazione che ancora
oggi pervade la produzione contemporanea, andando
la sovrabbondanza di oggetti, al di là dei mezzi di produzione e degli strumenti crea-
tivi e ponendo l’attenzione sui sentimenti degli autori,
lo spreco e l’illusione sui loro sogni e sulle loro visioni più intime. Pertanto,
nell’ambito di un tema ricco di suggestioni e riferimenti
della purezza e dell’eternità iconografici, la selezione delle fotografie in parete vor-
rebbe raccontare come la natura morta abbia seguito
un itinerario autonomo, in cui ogni scatto rappresenta
attinenza con le ambizioni ideali che la fotografia ha il punto di arrivo di un’azione consapevole, che vuole
maturato sin dai suoi esordi. Proprio questa affinità, penetrare la realtà e andare oltre le apparenze.
consolidata nel tempo tra i due linguaggi artistici, è la Le ingannevoli “vanitas” di David LaChapelle ci
ragione principale della presenza di una sezione foto- attraggono inizialmente per la loro potenza estetica,
grafica all’interno della mostra di dipinti. Il binomio vivacissima e colorata, ma in un secondo momento
artistico tra pittura e fotografia vuole significare quel rivelano la dimensione etica che esse sottendono:
l’estremo senso del
superfluo, la sovrab-
bondanza di oggetti
“contemporanei” (te-
lefoni, plastica, pub-
blicità), lo spreco e
l’illusione della pu-
rezza e dell’eternità.
La natura morta di-
venta un filtro da cui
osservare un mondo
fatto di apparenza e
ostentazione anche
nell’universo saturo
di colore di Martin
Parr, che rappresenta
il “trash food” e il
consumo di massa.
Magnifici, erotici e
sensuali sono i fiori
di Robert Mapple-
thorpe: rose e fiori
appaiono estatici e
immobili, colti nell’e-
rotizzazione roman-
tica e narcisistica che
si compie davanti
all’obiettivo.

David LaChapelle,
Springtime,
dalla serie Earth
Laughs in Flowers
(Los Angeles,
2008-2011).

70

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Gerrit Dou,
Il medico
(1653), Vienna,
Kunsthistorisches
Museum.

Erotismo e sensualità esplodono anche


nella serie Flowers di Nobuyoshi Araki,
dove la natura morta sembra riflettere
sull’istante contemplativo, che – sebbene
breve e destinato a morire – viene come
spiato da un atto voyeuristico nel tentativo
di “salvare” la bellezza dal quotidiano.
E sul tempo e sulle sue conseguenze
ritornano anche le zuppiere di Franco Vi-
mercati, “ripetute” in sei diversi momenti-
scatti, tutti rivelatori di piccoli dettagli,
singoli graffi sulle superfici, altre imper-
fezioni che rendono ognuno di questi sog-
getti, apparentemente identici, unici e in-
sostituibili. Analogamente in Herbarium
di Nino Migliori la dimensione del tempo
e la trasformazione della materia sono
aspetti nodali, come mostrano i fiori e le
foglie raccolti per strada, inseriti tra due
vetri in due plance e stampati in positivo e
negativo, utilizzando i vegetali come nega-
tivi. Nella sua Vanitas Hans Op De Beeck,
artista visivo e regista teatrale, s’interroga
poi sulla fragilità dell’esistenza umana,
con una composizione classica dove emer-

Willem Claesz Heda, gono un teschio, un libro aperto,


Natura morta con rami spogli a simboleggiare l’in-
colazione e coppa trinseca complessità che ci carat-
con coperchio terizza.
(1634), Vienna, È evidente, allora, alla fine di
Kunsthistorisches questo “excursus” espositivo e tra-
Museum. mite questo intreccio di pittura e
fotografia, come la natura morta
rinvii a una dimensione fonda-
mentale dell’esistenza umana, e forse per questo essa
non ha smesso di esercitare il suo irresistibile fascino
anche tra i maggiori fotografi contemporanei. ▲

Natura in posa. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna


in dialogo con la fotografia contemporanea
Treviso, Museo Santa Caterina
a cura di Francesca Del Torre con Gerlinde Gruber, Sabine Pénot
sezione fotografica a cura di Denis Curti
mostra promossa dal Comune di Treviso con Civita Tre Venezie
e Intesa Sanpaolo
fino al 31 maggio
orario 9-18, sabato e domenica 10-19, lunedì chiuso
catalogo Marsilio Editori
www.mostranaturainposa.it

71

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Studi e riscoperte. 3
Parodie animali nella satira medievale

LA SCIMMIA LEGGE,
L’ASINO SUONA
Potrebbero essere lo spunto per la stesura di un antico
“graphic novel” le raffigurazioni buffe di animali “musicanti”
o forse “eruditi” che ritroviamo nell’arte medievale.
Ed è sufficiente soffermarci appena su quelle immagini
per avvertire che l’ironia, così sfacciatamente evidente,
è in realtà un pretesto per smontare certezze e prendersi
gioco di convenzioni, vizi e virtù.

Mauro Zanchi

V
icino a una finestra, una scimmia con gli Collaboratore capire? O è stata proprio lei a
occhiali e con la cuffia dei dotti tiene un scrivere quella frase e adesso
di Luca Signorelli (?),
libro aperto e si appresta a leggerlo nella Scimmia che legge sta rileggendo con cognizione
decorazione ad affresco della libreria Al- (1502 circa), di causa? Rimanda alla figura
bèri, a Orvieto, dove sono stati raffigu- Orvieto, di un dotto senza qualità e privo
rati anche i letterati e coloro che hanno Opera del duomo, di genio? O è una figura prodi-
costituito il mondo culturale preso come libreria Albèri. giosa, un animale in grado di
riferimento dal committente(1). È stata comporre e di suonare, visto che
dipinta attorno al 1502, probabilmente sulla pagina è presente un rigo
da un collaboratore di Luca Signorelli, nello stesso musicale in chiave di fa, tratto
periodo in cui il maestro cortonese sta affrescando la probabilmente dal Codex Bonadies(2), una raccolta
cappella di San Brizio, nel duomo. Sulla pagina di un che documenta il canto polifonico e la musica stru-
libro compaiono la scritta «Legere et non intelligere mentale della fine del Trecento e dei primi del Quat-
est negligere» (Leggere e non capire equivale a non trocento?
leggere) e l’incipit di uno spartito musicale. Il pittore Nel codice miniato del romanzo anonimo in prosa
ci vuole fare intendere che la scimmia legge senza Gillion de Trazegnies (1464), ora al J. Paul Getty Mu-

72

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Una parodia ipocrita che mette in luce nella tipica rappresentazione Asino che celebra
dell’arte romanica tesa a mo- una “Messa ridicola”
l’incongruenza e gli aspetti goffi dei strare i vizi della carne e quelli o Asino che presenta
valori costituiti di chi è compromesso dello spirito. L’autore del por- un libro a un asino con
con il potere e con il peccato tale scolpisce una parodia ipo- casula da sacerdote
crita, mettendo in luce l’incon- (1120-1140),
gruenza e gli aspetti goffi dei Aulnay-de-Saintonge,
seum di Los Angeles (ms. 111, 150v) compare una valori costituiti di chi è com- chiesa di Saint-Pierre-
scimmia intenta a pizzicare le corde di un’arpa. promesso con il potere e con le de-la-Tour d’Aulnay,
La frase «Legere et non intelligere est negligere», varie declinazioni del peccato. archivolto esterno.
associata all’incipit del Codex Bonadies, se rivolta a Al contempo, la messa delle be-
chi si occupava di musica, prende una piega ironica stie evoca anche la scena che si Nella pagina a fianco,
sottile, e crea un doppio senso da cortocircuito. Vi svolgeva in chiesa durante la dall’alto:
sono alcuni portali romanici e gotici con figure di festa dell’asino (3). Nello stesso Asino che suona la lira
scimmie e asini, che suonano strumenti musicali, archivolto compare pure un (1120-1140),
e altri animali vestiti da preti, descritti mentre leg- asino che suona la lira (4), se- Aulnay-de-Saintonge,
gono messali e celebrano il rito religioso. In un ca- guito da un caprone, un cervo, chiesa di Saint-Pierre-
pitello del duomo di Parma sono presenti due lupi un centauro sagittario, tutti de-la-Tour d’Aulnay,
e un asino vestiti da monaci: un lupo tiene con la ritti sulle zampe posteriori. archivolto esterno;
zampa una tabella scritta, di fronte all’asino che Secondo Émile Mâle, il signi- Nicolò,
svolge il ruolo di professore. Sull’archivolto esterno ficato dell’asino con la lira sa- Due lupi e un asino
della porta meridionale della chiesa di Saint-Pierre- rebbe ispirato da una favola (XII secolo),
de-la-Tour d’Aulnay (Aulnay-de-Saintonge), nella di Fedro: «Il malvagio destino duomo di Parma,
Francia meridionale (Charente-Maritime), sono che impedisce al genio di ma- capitello.
stati scolpiti due animali – identificati come due nifestarsi. Se un qualsiasi igno-
asini: uno è abbigliato con una casula da sacerdote, rante di musica avesse trovato
mentre l’altro regge il messale del rito cattolico – quella lira, avrebbe ammaliato le orecchie con ar-
che celebrano una “Messa ridicola”. La scena ri- monie divine»(5). In senso negativo, nelle “drôleries”
entra in un contesto di più immagini allegoriche, dei codici miniati l’asino è spesso raffigurato come

74

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
75

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
L’atteggiamento dissacrante
del linguaggio animale rilegge
con sarcasmo ciò che viene
presentato come verità rivelata

musicante, poiché i bestiari giudicano l’animale in-


capace di suonare ma ostinato nel voler far musica,
considerandolo immagine degli uomini orgogliosi
e presuntuosi(6). Il genere didattico-moraleggiante
dei bestiari, che ha preso corpo tra la fine dell’XI
e il XIV secolo, e i “fabliaux” applicano un’antro-
pomorfizzazione della zoologia. Altri esempi di
questa burlesca critica sociale sono i fine riga mi-
niati su manoscritti a carattere liturgico del Due-
cento e del Trecento, i salteri inglesi, dove gli ani-
mali mascherati da chierici o da sovrani mettono in
scena il “mondo alla rovescia”. Animali musicanti

(un cavallo che reca un flauto di Pan e un campa-


naccio, e un becco con l’arpa) sono scolpiti anche
nel capitello della collegiale di Notre-Dame di Be-
aune, dove incarnano il “sentimento carnevalesco
del mondo”, mettendo in visione una sorta di stra-
niamento della realtà. In tutti i personaggi beffardi
della produzione medievale si percepisce l’affiorare
di qualcos’altro, un impulso denigratorio con cui si
smaschera la presunta coerenza di ogni asserzione.
L’atteggiamento dissacrante del linguaggio ani-
male rilegge con sarcasmo ciò che viene presentato
come verità rivelata. La satira medievale, d’origine
etico-religiosa, prende di mira gruppi e categorie,
raramente singole persone. In alcuni casi gli scul-
tori e i lapicidi ridicolizzano,
con fantasiosa ironia, difetti di
preti corrotti dai vizi, con una
A sinistra, vena parodistica. La satira mo-
Lepre che suona rale predilige il linguaggio al-
l’arpa, dal Salterio legorico, prendendo gli animali
di Bonmon come simboli di vizi e virtù
(Parigi, XIII secolo), degli uomini(7).
Besançon, I capitelli o i portali medievali
Bibliothèque scolpiti con immagini beffarde
Municipale, testimoniano un impulso ever-
ms. 140, 41r. sivo teso a scardinare contenuti
e forme della cultura ufficiale,
In alto, a metà strada fra il comico e il
Gufo vescovo serio, fra mimesi realistica e de-
col pastorale, formazione grottesca. Il carattere
da un salterio-libro d’ore satirico di alcune figurazioni ro-
(Gand, 1315-1325), maniche e gotiche manifesta un
conservato taglio espressivo fondato sull’i-
a Baltimora, ronia, nelle gradazioni dell’in-
Walters Art Museum, sidia velata o, in alcuni casi, nella
ms. W. 82, 184r. burla esplicitamente esibita. ▲

76

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Qui sopra, arte egiziana del periodo compreso In basso, Scimmia che pizzica le corde di un’arpa,
tra Nuovo impero e terzo periodo intermedio, da Gillion de Trazegnies (Fiandre, dopo il 1464),
scaraboide decorato con scene musicali satiriche Los Angeles, J. Paul Getty Museum, ms. 111, 150v.
(1552-664 a.C.), Parigi, Musée du Louvre.
(1) Il potente vescovo Antonio Albèri (1423 circa - 1505), già arcidiacono del duomo e pre-
cettore del futuro papa Pio III Piccolomini. Nella libreria collegata alla cattedrale, Albèri col-
locò circa trecento volumi della sua imponente dotazione libraria, andati poi dispersi nel
corso dei secoli. I personaggi raffigurati negli affreschi sono i maggiori autori delle discipli-
ne presenti nelle sezioni della biblioteca: filosofia, poesia, retorica, grammatica, diritto, me-
dicina, storia, astrologia.
(2) L’autore del codice è Johannes Godendack, il cognome del quale tradotto in latino
è “Bonadies”, un monaco tedesco dell’ordine dei carmelitani. Il Codex Bonadies – ini-
ziato nel Trecento da un organista lombardo a Mantova, che ha compilato un reperto-
rio strumentale – è una raccolta di canti greci del Concilio di Firenze, polifonie sacre e pro-
fane dell’epoca, ballate polifoniche, cacce, madrigali composti dai maggiori autori del XIV
secolo e dell’Ars Nova francese, trattati teorici dello stesso Bonadies e di altri compositori
e musicisti dell’epoca. Il manoscritto 117 Bonadies è noto anche come Codex Faenza, che
si compone di 184 cc. pergamenacee.
(3) Cfr. O. Beigbeder, Lessico dei simboli medievali, Milano 1997, pp. 69-70. Secondo l’au-
tore, i due animali di Aulnay sono un caprone e un asino, rappresentanti rispettivamente
la pigrizia e la lussuria, inseriti nel programma iconologico dell’archivolto dalla parte del-
la malattia e della morte.
(4) L’immagine dell’asino che suona l’arpa compare su una pietra incisa nella prima metà
del II millennio, ora al Musée du Louvre, proveniente da Samaria (Israele). Nelle chiese ro-
maniche e gotiche l’asino musico è ripreso da una favola di Boezio: un asino in un prato
vede una lira abbandonata per terra e cerca di suonarla con gli zoccoli, ma presto si ren-
de conto della sua ignoranza e ammette che una persona più istruita sarebbe in grado di
suonarla meglio (il detto “andare come l’asino alla lira” si riferisce a coloro che fanno cose
per le quali si è assolutamente impreparati). Nell’arte romanica vi sono numerosi esempi di
asini con la lira: a Bourges, a Nantes, a Brioude, a Saint-Benoit-sur-Loire, a Saint-Restitut,
a Fleury-la-Montagne, a Berceto. Nell’arte gotica l’asino con la lira è presente dove è atti-
va un’università o una scuola. Famoso è quello posto sul lato sud-ovest della cattedrale di
Chartres, accompagnato dall’angelo col quadrante solare.
(5) E. Mâle, L’Art religieux en France, le Douzième siècle, Parigi 1931, p. 339.
(6) Nel Medioevo sono numerose anche le immagini satiriche di professori o uomini di chie-
sa raffigurati con orecchie d’asino.
(7) Si vedano: Ecbasis captivi (X secolo); Y sengrinus (terminato nel 1148); Roman de Re-
nart (XII-XIII secolo).

77

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Pieter Bruegel il Vecchio (1525/1530 circa -1569) è tornato Cartonato
al centro dell’interesse nel quattrocentocinquantesimo con sovracoperta
27,5 x 32,5 cm
anniversario della sua morte, il 2019. 464 pagine
È stata l’occasione, anche, per dare finalmente un’edizione 80 euro
italiana, riveduta e corretta dall’autore, a questo ampio studio
di Larry Silver, fondamentale inquadramento di uno
dei maggiori artisti del Cinquecento fiammingo ed europeo.
Il libro analizza, spiega, confronta, colloca nella corretta
prospettiva ogni disegno, ogni stampa, ogni dipinto
del maestro, con un apparato di immagini prodigioso
per qualità e dettagli.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
aste e mercato A lla fine, quando sce-
se il martelletto del
banditore, tirarono tutti un
sospiro di sollievo: il vendi-
tore, la casa d’asta, il garan-
te e pure l’acquirente. Non
era affatto scontato. La com-
plessa operazione che aveva
portato sul mercato Donna
seduta in un giardino di Pi-
Phillips dell’immortalità da raggiun- casso era finita sui giornali e
Collezione Robert gere con qualsiasi mezzo, la trasparenza spesso nuoce
Tibbles: Young British colpiscono spesso nel se- in questi casi. Indiscutibile
Artists e altri – gno. Da anni, accanto alle il valore dell’opera, ricca di
13-14 febbraio celeberrime teche con ani- colore e capace di esprime-
mali (specie squali) in for- re tutta la tensione erotica
Londra maldeide, ha creato degli ar- e spirituale, gli alti e i bassi
Damien Hirst è oggi consi- madi da famacisti pieni di della relazione fra Picasso e
derato dai più l’esponente di medicine dai nomi impos- Dora Maar. Indiscutibile an-
FEBBRAIO 2020
punta del movimento degli sibili, pronte per essere usa- che la provenienza, perché
a cura di Daniele Liberanome
Young British Artists, che te per aiutarci ad allungare ad offrirla erano nienteme-
ha imperversato nel mon- la vita. Un’opera del genere no che gli eredi dei galleristi
do a cavallo del nuovo se- campeggiava nel suo risto- ufficiali di Picasso negli Stati
colo, e figura di assoluto rante londinese che aveva Uniti, la coppia Saidenberg
spicco nell’intero panora- chiamato Pharmacy. Hirst recentemente scomparsa.
ma dell’arte contempora- l’aveva intitolata TheFragile Ma buon sangue non men-
nea. Ma c’è qualcuno che Truth, l’aveva messa in asta te, e i nuovi padroni di tut-
lo ha saputo ben valutare da Sotheby’s di Londra il ta la collezione Saidenberg
fin dai suoi esordi. 18 ottobre 2004 e François si dimostrarono assai scal-
Qualcuno lo potrà degra- Pinault (proprietario del tri nell’organizzare una gara
dare a livello di mero pro- gruppo Gucci) aveva dovu- mondiale al rialzo fra dealer
vocatore con il suo teschio to sborsare oltre 1,5 milio- e case d’asta sul diritto a ven-
tempestato di diamanti ni per acquistarla. Ma c’era dere le opere. Sotheby’s si
scambiato per 100 milio- chi seguiva Hirst da tempo e impegnò a fondo per avere
ni di euro, ma le sue opere, che ha saputo pagare prez- la meglio, per il Picasso do-
imperniate sull’ossessione zi ben diversi. Robert Tib- vette garantire che in ogni
bles, uomo di finanza e col- caso lo avrebbe acquistato

calendario in breve lezionista accorto, compra per 38 milioni di euro. Ma


già nel 1989 un’opera simile visto che l’obbligo di scri-
ma più piccola, Bodies, pa- vere dell’accordo sul cata-
1° febbraio 13 febbraio gandola meno di 1000 euro. logo avrebbe spinto il mer-
Sotheby’s, Londra Phillips, Londra Adesso Phillips la ripropo- cato a non puntare in sala e
Arte impressionista, moderna, Collezione Robert Tibbles: ne con stima 1,4-1,5 milio- ad aspettare di trattare nel
surrealista Young British Artists e altri ni e potrebbero non basta- dopo vendita, Sotheby’s in-
re, con una rivalutazione serì un garante, che assicu-
6 febbraio 18 febbraio
incredibile. Notevole atte- rò di pagare i 38 milioni, ma
Christie’s, Londra Tajan, Parigi
sa si registra anche per An- chiese 2 milioni se il Picas-
Arte impressionista e Dipinti antichi
tipyrylazo III, uno dei primi so fosse stato venduto a 50
moderna su carta
28 febbraio dipinti con punti di uguali milioni, e il 50 per cento di
11 febbraio Carvajal, Antibes dimensioni e colori diversi ogni ulteriore cifra pagata.
Sotheby’s, Londra Design e arte contemporanea che Hirst ha creato. Datato In sala a New York quel 10
Arte contemporanea 1994, conta ben duemilacin- novembre 1999 tutti trema-
quanta punti ed è quindi di vano, ma alla fine il dipinto
12 febbraio Carvajal www.carvajalsvv.com
passò di mano per 47,5 mi-
Christie’s www.christies.com dimensioni maggiori dell’u-
Christie’s, Londra lioni, prezzo elevato ma non
Phillips www.phillips.com suale. Anche qui la stima di
1,1-1,4 milioni potrebbe es- elevatissimo. “Happy end”. ▲
Arte del dopoguerra Sotheby’s www.sothebys.com
e contemporanea Tajan www.tajan.com sere superata. D. L.

79

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ROUSSEAU
Andamento altalenante per le opere
di Henri Rousseau il Doganiere, ben

IN RIMONTA
quotato negli anni Novanta ma lontano
dal gusto dei collezionisti nel periodo
successivo. Con il mercato in ripresa,
di Daniele Liberanome sembra il momento di comprare

L
a presenza della sua opera I giocatori di football (1908) contemporanei richiamava acquirenti di no-
sulla copertina del catalogo della mostra milanese de- tevole peso. Da allora le vendite dei suoi di-
dicata alla collezione Thannhauser (Palazzo reale, pinti ricordano l’andamento delle monta-
fino al 1° marzo, in questo numero alle pagine 60-65) gne russe. Del resto, Rousseau non ha mai
basterà a ricordarlo ai collezionisti, che non sempre potuto contare su una carriera facile e su
lo amano? una notorietà costante. È vero che dal 1886
Il mercato di Henri Rousseau Le Douanier (Il Do- esponeva stabilmente al Salon des Indépen-
ganiere) (1844-1910) ha dato segni di ripresa negli ul- dants, ma nessuno inizialmente dava peso a
timi tempi, ma siamo ancora lontani dai picchi dei primi anni No- quei suoi lavori davvero particolari, figurati-
vanta, quando la sua arte, così distante dagli impressionisti a lui vi fino all’eccesso, che richiamavano mondi
lontani e uno stile quasi “infantile”.
Rousseau non aveva ricevuto alcuna for-
mazione artistica accademica, era un auto-
didatta che viveva del suo umile lavoro di
funzionario statale; andava per musei, orti
botanici e zoo, lasciandosi ispirare da quel
che vedeva per poi dipingere. Solo nel 1891
il giovane Félix Vallotton (1865-1925), allora
giornalista, ne scrisse le lodi aiutandolo pia-
no piano a conquistarsi le amicizie anche di
Gauguin e Cézanne. Nel 1908 Rousseau co-
nobbe Picasso solo perché lo spagnolo era ri-
masto colpito da una sua opera in vendita
per le strade di Parigi come tela da ridipin-
gere e dal valore quasi nullo.
Era il 29 novembre 1993 quando Christie’s
di Londra offrì con grande rilievo il suo Ri-
tratto di Joseph Brummer (ritratto-paesaggio)
dedicato a un mercante e collezionista che
avrebbe poi riscosso notevole successo sia in
Europa sia negli Stati Uniti con i suoi pez-
zi di arte sia moderna occidentale o africa-
na. Rousseau dipinse il ritratto nel 1909, in
un periodo particolarmente fecondo, in cui
aveva già raggiunto notorietà negli ambienti
artistici di Montparnasse e aveva consolida-
to il suo stile che ormai uti-
lizzava con notevole sicu-
Ritratto di Joseph rezza. Nell’opera sottolinea
Brummer come Brummer vivesse in
(ritratto- due mondi, da un lato quel-
paesaggio) lo bohémien, evidente nella
(1909). poltrona su cui siede o nel-

80

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
la sigaretta tenuta con nonchalance, dall’al- figlio e cagnolino, che si muovono alle note/indicazioni del ma-
tro esotico, con il volto dipinto come fosse schio. Proposto il 6 aprile 2009 a New York con la stima 0,9-1,4 mi-
una maschera africana e con lo sfondo di al- lioni di euro, venne poi aggiudicato per 2,1 milioni complice an-
beri da foresta equatoriale. Un ritratto quin- che l’ottima provenienza dalla famiglia Whitney. Ma dopo qualche
di molto intimo e personale, ben distante buon anno di vendite, Rousseau non attirò più i collezionisti, fino
dai paesaggi impressionisti. La tela era mol- all’ultimo quinquennio in cui pare sempre più incontrare i loro gu-
to nota per essere stata in prestito prolunga- sti e farlo in modo più coerente e consistente. Proprio questo pare
to in musei come il MoMA e la Kunsthalle di indicare l’andamento di Due leoni in agguato nella giungla. L’ope-
Basilea. Christie’s, certa di fare un colpac- ra, una delle ultime di Rousseau, intriga per il carattere ambiva-
cio, non pubblicò stime e alla fine raccol- lente degli animali – un leone pare impaurito e l’altro invece in at-
se qualcosa come l’equivalente di 3,9 milio- tento agguato alla preda – e soprattutto per la resa del fogliame,
ni di euro. Resta questo il risultato migliore che crea uno spazio profondo e tridimensionale senza che l’opera
di Rousseau, ma nel 1990 ottima accoglien- perda la sua innocente apparenza. Venne ben presentata da una
za avevano ricevuto diverse altre sue opere, piccola casa d’asta di Monte Carlo, la HVMC, accompagnata da
fra cui una sua Veduta della Bièvre nei pres- approfondite analisi di laboratorio e artistiche, e così raggiunse il
si di Gentilly. Datata 1885-1892, si distingue notevole prezzo di 2,6 milioni di euro. Anche a quotazioni più con-
chiaramente dal ritratto di Joseph Brum- tenute, le opere di Rousseau iniziano a dare soddisfazioni. Vialet-
mer non solo perché non vi compaiono figu- to vicino al lago trasmette un profondo senso di serenità e sottoli-
re (e neanche il fiume Bièvre), ma per lo sti- nea la semplicità e fissità della natura, senza certo avvicinarsi per
le ben più naïf. La riproduzione semplificata intensità ai grandi capolavori. L’11 marzo 2014 era stato scambiato
delle forme, l’uso di colori brillanti, l’assenza da Tajan a Parigi per circa 54mila euro ma lo scorso 26 novembre,
di movimento, trasmettono una sensazione nello stesso luogo e casa d’asta, il prezzo è salito a 109mila euro,
di opera infantile e di realtà immutabile nel con un’ottima rivalutazione. Un’altra piccola casa d’asta francese,
tempo. Sotheby’s di Londra lo aggiudicò il 4 Sophie Himbaut, ha offerto La Senna al Trocadéro, Parigi, dove il
aprile 1990 per circa 1,5 milioni. Dopo il fe- Trocadéro pare una moschea e lo stile è quello meno amato della
lice inizio degli anni Novanta, le quotazioni fine dell’Ottocento, riuscendo a ricavare comunque 51mila euro, il
di Rousseau scesero per riprendersi solo un doppio della stima iniziale. In questo quadro di
buon decennio dopo. Christie’s ne approfit- mercato in ripresa, l’ottima visibilità che la mo-
tò per presentare allora Quartetto felice, una Vialetto vicino stra della collezione Thannhauser ha garantito a
parodia del paradiso terrestre di una fami- al lago Rousseau, potrebbe definitivamente spingerlo in
glia borghese composta da una coppia con (senza data). alto. Pare il momento di comprare. ▲

81

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
cataloghi e libri
FEBBRAIO 2020
a cura di Gloria Fossi

I GALLERISTI ca, fra gli altri, di Warhol e


di Castelli. Ogni capitolo è IL «TURCO»
DI NEW YORK dedicato a un gallerista, per
la precisione sono trentacin-
que: molti di origine euro-
A LIVORNO
Alan Jones, Laura De Coppet pea, spesso attivi anche nel Cesare Santus
Traduzione e cura di Massimo Vecchio mondo, prima, dopo Officina Libraria, Milano 2019
De Pascale o in contemporanea con l’e- 212 pp., 20 ill. b.n.
Castelvecchi, Roma 2019 sperienza d’oltreoceano. Fra € 19
pp. 328 loro vi sono figure notissime,
€ 29 delle quali ogni tanto si è par- Da anni attendevamo un libro
lato anche in questa rubrica: che con dovizia di fonti e intel-
Si è scritto molto, anche in Leo Castelli (Trieste 1907 - ligenza di vedute affrontasse
tempi recenti, sui grandi gal- New York 1999), che fu ami- i rapporti fra Islam e mondo
leristi americani del secon- co d’infanzia di Leonor Fi- occidentale a Livorno, utile
do dopoguerra, in partico- ni, triestina come lui, oppure anche per fare chiarezza su
lare su quelli di New York, Ileana Sonnabend, di origi- un capitolo oscuro della storia
ma certo questo libro s’im- ne rumena (Bucarest 1914 - dell’arte secentesca. Il volume
pone per l’autorevolezza del- New York 2007), o ancora tratta degli schiavi turchi a
le informazioni come per la la newyorchese purosangue Livorno, addetti a vogare nel-
scrittura coinvolgente ed ele- Marian Goodman (New York le galee dell’ordine di Santo
gante, seppure nella sua es- 1928). Molti, tuttora in atti- Stefano. Notevoli le relazio-
senzialità. I testi, di fatto, so- vità, vantano fra i loro primi ni con la società livornese, i
no tutti ricavati da interviste protetti artisti oggi celeber- luoghi di culto, le tradizioni
rivolte, a partire dagli anni rimi. Pensiamo, fra gli altri, e la vita di mare. Livorno è
Ottanta, a esponenti di di- ad Annina Nosei – romana, stata città per eccellenza di
verse generazioni di galleri- nota per essere stata galleri- intrecci culturali, razze, re-
sti: da chi incontrava Mon- sta, fra gli altri, di Basquiat, ligioni, e di questo episodio
drian nei jazz club di Har- Schifano, Piero Manzoni – avevamo ricevuto prime no-
lem a chi frequentava i bar o a Barbara Gladstone, che tizie da una studiosa, scom-
di Pollock, sino a coloro che inaugurò la sua prima galle- parsa ante tempo nel 1986. Al
con Basquiat si ritrovavano ria nel 1979 e “scoprì” un’ar- Gabinetto delle stampe della
nei rock club di Manhattan. tista come Cindy Sherman: Biblioteca nazionale a Firen-
Gli autori sono due esperti «Se i confini dell’arte non si ze Fabia Borroni aveva sco-
di fama. Alan Jones – di cui fossero estesi dalle discipli- perto un album di ottocento
Castelvecchi ha pubblicato ne tradizionali ad altri me- disegni (Fondo Cassigoli), nel
anche la biografia su Leo Ca- dia, come la fotografia, Cin- quale Ignazio Fabroni raffi-
stelli – è cronista d’arte, da dy avrebbe fatto la pittrice», gurò, fra 1664 e 1687, schiavi
intendere nel senso più alto spiega la Gladstone. I galle- turchi e forzati. Alcune im-
del termine. Laura De Cop- risti parlano in prima perso- magini, esposte nel 2018 a Pi-
pet, critica e giornalista, si è na, svelano difficoltà e suc- stoia, oltre a quelle più note
trovata a lavorare negli an- cessi, investimenti arditi, fra di Stefano della Bella, illu-
ni Settanta del secolo scor- momenti di boom del merca- strano questo libro bellissi-
so alla leggendaria John Gib- to dell’arte contemporanea mo, del quale non manchere-
son Gallery, ed è stata ami- e periodi di crisi. mo di parlare ancora.

82

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
IN MINIATURA vo libro, con consueta abi-
lità di narratore e di acuto PIETRO maturgo, scrittore, studioso
di testi sacri e profani, grande

Simon Garfield
osservatore del nostro mon-
do (ricordiamo, fra gli altri, ARETINO cultore d’arte, amico di artisti
e potenti, l’Aretino fu ammi-
Johan & Levi, Milano 2019
216 pp., 37 ill. b.n
L’arte perduta di scrivere le
lettere nell’era di internet, Mi- E L’ARTE DEL ratore e sodale in primo luogo
di Tiziano, come testimoniano
€ 22

Qualche anno fa la Trini-


lano 2017). «Perché le cose
piccole illuminano il mon-
do?» si domanda l’autore.
RINASCIMENTO lettere e descrizioni piene di
elogi dei numerosi ritratti (fra
i quali quello dello scrittore),
ty House Paintings, galle- Le risposte sono moltepli- a cura di Anna Bisceglia, Matteo realizzati dal pittore cadori-
ria internazionale con se- ci, come infiniti gli esempi Ceriana, Paolo Procaccioli no. Di lui, l’Aretino ammira-
de londinese a Mayfair, mi- di “miniaturizzazione”, ov- Giunti, Firenze 2019 va la capacità di rendere con
se in vendita per un milione vero di ri-creazione di mi- 288 pp., 239 ill. colore il pennello una somiglianza
di sterline una riproduzio- crocosmi, nel corso della sto- € 38 strabiliante col modello, che
ne a grandezza naturale del- ria dell’umanità. In fondo, sapeva persino ritrarre a me-
la Gioconda. Un costo così perfino il nostro mondo po- «Vivomi con quei pensieri moria, o con l’ausilio di qual-
esoso, perfino per i magnati trebbe essere un’infinitesi- scioperati, con quella vita a che schizzo o descrizione ver-
arabi, non parrebbe giustifi- ma miniatura dell’univer- caso, e con quella isperanza bale. A chi gli faceva il ritrat-
cato neanche dal fatto che il so. Questi mondi all’interno a sorte», scrive Pietro Aretino to, non solo a Tiziano, il poeta
quadro sia stato dipinto con di altri mondi – spiega Gar- (Arezzo 1492 - Venezia 1556) riconobbe l’intensità di quel-
rara maestria da un famoso field – esistono da sempre, in una delle sue tante lettere le effigi di cui tanto andava
falsario, John Myatt (1945), da molto prima di Gulliver che gli studiosi del Cinquecen- fiero. Inoltre, nel tipico para-
che con poca fantasia si au- o della fisica quantistica: si to non possono fare a meno di gone retorico cinquecentesco
todefinisce «artista di falsi pensi alle Veneri preistori- considerare e che il lettore ap- dell’“Ut pictura poësis”, l’A-
genuini», in buona compa- che e agli “ushabti”, le sta- passionato non può mancare retino non mancò di elogia-
gnia con altri falsari. Tale tuette che accompagnava- d’apprezzare (l’edizione in set- re la propria opera letteraria:
cifra, secondo la galleria, è no gli egizi nell’aldilà. Gar- te tomi delle lettere è dell’edi- cioè la sua capacità di render
dovuta a un minuscolo par- field fa riflettere non solo chi tore Salerno, curatore dell’E- «inchiostro per colore», come
ticolare, visibile solo, e con sia appassionato di case di dizione nazionale delle opere si legge, per esempio, in una
occhi buoni, con una lente bambole, di pulci ammae- dell’Aretino). Senza dubbio il sua lettera del 1537 al minia-
da gioielliere. Nell’occhio si- strate o di trenini (Rod Ste- poligrafo fu protagonista di tore Iacopo del Giallo. L’Areti-
nistro di questa sfruttatissi- wart ospita il suo, immen- vent’anni di vita culturale ita- no ammirò molto anche Mi-
ma immagine di Monna Li- so e bellissimo, in un piano liana e non solo. Tuttavia fu chelangelo, ma con l’artista
sa, un sessantenne inglese intero della sua villa cali- a lungo relegato nella ridutti- toscano non ebbe relazioni
dalle mani enormi, Willard forniana). Il caso più aber- va veste di avventuriero della cordiali. Di tutto questo, e di
Wigan, ha realizzato un’al- rante: le navi negriere, dove penna. O ricordato per le sue molto altro diversi speciali-
tra Gioconda in miniatura. in spazi ultra-miniaturizza- numerose amanti e le rime sti parlano nel catalogo del-
Per dipingerla ha usato un ti venivano accalcati esse- erotiche, peraltro di notevo- la mostra Pietro Aretino e l’ar-
ciglio, e un frammento di ri umani, spesso di propor- le interesse storico e lettera- te del Rinascimento, agli Uf-
filo di nylon, operando con zioni gigantesche. L’esempio rio. Una lunga biografia, ric- fizi fino al 1° marzo: un libro
una serie di punti, per evita- destinato a morire: i mini- ca di episodi, «nomadica», co- che resterà non solo a memo-
re sbavature. Questa, in sin- libri, perché le giovani ge- me scrive giustamente Eike D. ria della rassegna, ma anche
tesi, una delle storie che l’an- nerazioni (e non solo quel- Schmidt, direttore delle Gal- come eccellente disamina sul
glosassone Simon Garfield le) un supporto di lettura di lerie degli Uffizi, a premessa rapporto fra il poligrafo are-
(1960) racconta nel suo nuo- 7,5 centimetri lo hanno già. di questo libro. Poeta, dram- tino e l’arte.

83

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
AUSTRIA FINLANDIA

100 mostre
Vienna Mänttä
Bank Austria Kunstforum Wien Serlachius Museum
Freyung 8 Joenniementie 47
www.kunstforumwien.at www.serlachius.fi
❍ 10-19 V 10-21 ❍ 11-18 ● L

The Cindy Sherman Effect


Identität und Transformation in The Quest for Happiness
der zeitgenössischen Kunst Italian Art Now
29 gennaio – 21 giugno 2020 2 ottobre 2019 – 24 febbraio 2020

Il tema dell’identità e della sua costruzio- Quattordici artisti italiani, completamente


ne è indagato nelle opere della Sherman differenti tra loro per età, approcci e per-
(1954) e di artisti che si sono in qualche corsi personali, si interrogano sulla felicità
modo ispirati al suo lavoro. e sul suo significato. Articolo p. 28.

FRANCIA
Vienna Parigi
Albertina Fondation Louis Vuitton
Albertinaplatz 1 8 avenue du Mahatma Gandhi, Bois de Boulogne
FEBBRAIO 2020
www.albertina.at www.fondationlouisvuitton.fr
a cura di Ilaria Rossi
❍ 10-18 Me 10-21 ❍ 11-20 V 11-21 ● Ma

Die frühe Radierung


Von Dürer bis Bruegel Charlotte Perriand
12 febbraio – 10 maggio 2020 2 ottobre 2019 – 24 febbraio 2020

Lo sviluppo e l’evoluzione dell’arte inciso- Una riflessione sull’attività della Perriand


ria nel XVI secolo è ripercorsa attraverso (1903-1999), faro nel panorama del design
capolavori di Albrecht Dürer, Parmigiani- del XX secolo, attenta indagatrice del ruo-
no e Pieter Bruegel il Vecchio. lo dell’arte all’interno della società

BELGIO
Bruxelles Parigi
BOZAR - Palais des Beaux-Arts Musée du Louvre
rue Ravenstein 23 www.louvre.fr
www.bozar.be ❍ 9-18 Me V 9-21.45 ● Ma
❍ 10-18 G 10-21 ● L

Keith Haring Léonard de Vinci


6 dicembre 2019 – 19 aprile 2020 24 ottobre 2019 – 24 febbraio 2020

Mostra dedicata al genio di Haring (1958- Cuore dell’esposizione sono i capolavori di


1990), figura chiave della cultura newyor- Leonardo (1542-1519) posti a confronto con
kese degli anni Ottanta e creatore di un vo- le opere dei suoi seguaci. Dossier nn. 12,
cabolario figurativo unico. Dossier n. 162. 28, 67, 138, 189, 215.

DANIMARCA
Humlebæk Parigi
Louisiana - Museum of Modern Art Musée Rodin
Gammel Strandvej 13 77 rue de Varenne
www.louisiana.dk www.musee-rodin.fr
❍ 11-22 S-D 11-18 ● L ❍ 10-18.30 ● L
Le mostre in Italia
sono spesso soggette
a cambiamenti di date
e di orari. Si consiglia Nancy Spero Barbara Hepworth
perciò di telefonare alle
gallerie e ai musei prima 23 gennaio – 26 aprile 2020 5 novembre 2019 – 22 marzo 2020
di muoversi per visitare
le mostre segnalate
in queste pagine. Una selezione di opere su carta dell’artista e Sculture, dipinti, disegni e documenti d’ar-
Per informazioni, femminista Nancy Spero (1926-2009) che si chivio offrono una visione d’insieme dell’ope-
appuntamenti e news
sul mondo dell’arte: ispirano alle antiche culture e sono popolate ra di Barbara Hepworth (1903-1975), prota-
artedossier.it da figure soprannaturali, guerrieri e amanti. gonista della scultura inglese del XX secolo.

84

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
FRANCIA GERMANIA GRAN BRETAGNA
Parigi Berlino Londra
Centre Pompidou - Gemäldegalerie Tate Modern
Musée national d’art moderne Matthäikirchplatz Bankside
place Georges Pompidou www.smb.museum www.tate.org.uk
www.centrepompidou.fr ❍ 10-18 G 10-20 S-D 11-18 ● L ❍ 10-18 V-S 10-22
❍ 11-21 G 11-23 ● Ma

Christian Boltanski Raffael in Berlin


Faire son temps Die Madonnen der Gemäldegalerie Steve McQueen
13 novembre 2019 – 16 marzo 2020 13 dicembre 2019 – 26 aprile 2020 13 febbraio – 11 maggio 2020

Cinquanta opere illustrano l’evoluzione La Madonna Terranuova e alcuni disegni I momenti salienti della carriera di McQueen
dell’arte di Christian Boltanski (1944) e la preparatori sono posti a confronto con le (1969) sono raccontati da quattordici fra le
sua ricerca sui temi del tempo e della me- cinque Madonne col Bambino raffaellesche sue maggiori creazioni, fra cui Exodus ed
moria. del museo berlinese. Dossier nn. 7, 97 e 298. End Credits. Articolo p.18.

Parigi Monaco Londra


Musée d’Orsay Pinakothek der Moderne - British Museum
1 rue de la Légion d’Honneur Sammlung Moderne Kunst Great Russell Street
www.musee-orsay.fr Barer Straße 40 www.britishmuseum.org
❍ 9.30-18 G 9.30-21.45 www.pinakothek.de ❍ 10-17.30 V 10-20.30
❍ 10-18 G 10-20 ● L
Joris-Karl Huysmans critique d’art
De Degas à Grünewald, sous le Feelings Troy
regard de Francesco Vezzoli Kunst und Emotion Myth and Reality
26 novembre 2019 – 1° marzo 2020 8 novembre 2019 – 4 ottobre 2020 21 novembre 2019 – 8 marzo 2020

La mostra vuole mettere in luce il contri- Quaranta artisti contemporanei riflettono La storia di Troia è riletta attraverso reper-
buto dello scrittore Joris-Karl Huysmans sul tema dei sentimenti e invitano il visi- ti archeologici e opere d’arte che mostrano
(1848-1907) nell’ambito della critica d’ar- tatore a osservare l’arte da un punto di vi- le suggestioni che il suo mito ha prodotto
te del suo tempo. sta emozionale. nel corso dei secoli.

Saint-Priest-en-Jarez Stoccarda Londra


Musée d’art moderne de Kunstmuseum Stuttgart The National Gallery
Saint-Étienne Métropole Kleiner Schlossplatz 1 Trafalgar Square
rue Fernand Léger www.kunstmuseum-stuttgart.de www.nationalgallery.org.uk
mamc.saint-etienne.fr ❍ 10-18 V 10-21 ● L ❍ 10-18 V 10-21
❍ 10-18 ● Ma
Vertigo
Entrare nell’opera - Entrer dans l’œuvre Op Art und eine Geschichte
Actions et processus dans l’Arte Povera des Schwindels 1520-1970 Young Bomberg and the Old Masters
30 novembre 2019 – 3 maggio 2020 23 novembre 2019 – 19 aprile 2020 27 novembre 2019 – 1° marzo 2020

Un approfondimento sull’aspetto performati- Un’analisi dell’arte optical con opere di Co- Le opere della prima produzione di Da-
vo dell’Arte povera, che evidenzia il ruolo fon- lombo, Riley, Schoeffer e Vasarely, ma anche vid Bomberg (1890-1957) sono esposte in-
damentale della corrente nella rivoluzione del di artisti dal XV al XVIII secolo che abbia- sieme ai capolavori di Michelangelo, Bot-
rapporto fra opera e spettatore. Dossier n. 284. no utilizzato nelle loro opere effetti ottici. ticelli e molti altri, che le hanno ispirate.

GERMANIA GRAN BRETAGNA


Berlino Londra Londra
Museum für Fotografie Tate Modern Tate Britain
Jebensstraße 2 Bankside Millbank
www.smb.museum www.tate.org.uk www.tate.org.uk
❍ 10-18 G 10-20 S-D 11-18 ● L ❍ 10-18 V-S 10-22 ❍ 10-18 1° V del mese 10-22

Body Performance Dora Maar British Baroque: Power and Illusion


30 novembre 2019 – 10 maggio 2020 20 novembre 2019 –15 marzo 2020 4 febbraio – 19 aprile 2020

Il corpo umano è al centro delle immagini Fotomontaggi surrealisti, fotografie commer- Peter Lely, Godfrey Kneller e James Thor-
di artisti quali Vanessa Beecroft, Yang Fu- ciali, ritratti e immagini che documentano la nhill sono alcuni dei protagonisti della mo-
dong, Robert Longo, Robert Mapplethorpe, creazione di Guernica di Picasso racconta- stra sull’arte inglese sviluppatasi fra il 1660
Helmut Newton ed Erwin Wurm. no l’attività e la vita della Maar (1907-1997). e la morte della regina Anna nel 1714.

85

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA ITALIA
Ancona Barletta Bolzano
La mole Ancona Pinacoteca Giuseppe de Nittis Fondazione Antonio Dalle Nogare
banchina Giovanni da Chio 28, 071-205677 palazzo della Marra - via Cialdini 74, 0883-538373 Rafensteinerweg 19, 0471-971626
www.museoomero.it www.lamoleancona.it www.barlettamusei.it fondazioneantoniodallenogare.com
❍ 16-19 S-D 10-19 ● L-Me ❍ 9-19 ● L ❍ V 10-19 S 10-13 Ma-G su appuntamento ● D-L

Boldini
Toccare la bellezza L’incantesimo della pittura
Maria Montessori Bruno Munari Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara Peter Wächtler
10 novembre 2019 – 8 marzo 2020 7 dicembre 2019 – 3 maggio 2020 12 ottobre 2019 – 9 maggio 2020

Attraverso le opere di Bruno Munari (1907- In mostra paesaggi, nature morte, vedute di L’interesse per le tecniche artistiche tradi-
1998) e gli studi di Maria Montessori (1870- città e i celebri ritratti di Boldini (1842-1931) zionali e artigianali è uno degli elementi
1952) la mostra indaga se sia possibile percepi- fra cui L’infanta Eulalia di Spagna e Il ritrat- costitutivi dell’arte dal forte carattere nar-
re e riconoscere la bellezza anche con il tatto. to del piccolo Subercaseaux. Dossier n. 145. rativo di Peter Wächtler (1979).

Aosta Bologna Castelbuono (Palermo)


Museo archeologico regionale Palazzo Albergati Museo civico di Castelbuono
piazza Pierre-Léonard Roncas 12, 0165-275902 via Saragozza 28, 051-030141 piazza Castello, 0921-671211
www.regione.vda.it www.palazzoalbergati.com www.museocivico.eu
❍ 10-13 14-18 ● L ❍ 10-20 ❍ 9.30-17

Chagall
Carlo Fornara e il divisionismo Sogno e magia Migration
26 ottobre 2019 – 15 marzo 2020 20 settembre 2019 – 1° marzo 2020 15 dicembre 2019 – 12 aprile 2020

Un’analisi dell’arte di Fornara (1871-1968) e Dipinti, disegni, acquerelli e incisioni illu- Le opere di artisti contemporanei offro-
in particolare della sua produzione degli anni strano la vita, l’opera e i temi fondamen- no uno spunto di riflessione sul tema del-
fra Ottocento e Novecento, che videro la na- tali dell’opera di Chagall (1887-1985). Dos- la migrazione, della sua nascita e della sua
scita di capolavori come Le lavandaie. sier nn. 39 e 313. evoluzione.

Aosta Bologna Cremona


Centro Saint-Bénin Centro arti e scienze Pinacoteca Ala Ponzone
via Festaz 27, 0165-272687 Golinelli - opificio Golinelli via Ugolani Dati 4, 0372-407770
www.regione.vda.it via Paolo Nanni Costa 14, 051-0923200 musei.comune.cremona.it
❍ 10-13 14-18 ● L www.mostraumano.it www.fondazionegolinelli.it ❍ 10-17 ● L
❍ 10-19 S-D 11-20 ● L

Olivo Barbieri Orazio Gentileschi


Mountains and Parks U.MANO La fuga in Egitto e altre storie
16 novembre 2019 – 17 aprile 2020 20 novembre 2019 – 9 aprile 2020 22 novembre 2019 – 1° marzo 2020

I parchi, ma anche i “landfills”, le discariche Esposizione dedicata alla mano intesa come Le due versioni del Riposo durante la fuga in
del Sud Est asiatico, sono al centro della ri- raccordo tra la dimensione del fare e quella Egitto dipinte da Gentileschi (1563-1639) so-
cerca sul paesaggio portata avanti attraver- del pensare. Esposti anche due atlanti anato- no spunto per ripercorrere il tema della Fu-
so l’uso di diversi media da Barbieri (1954). mici di Vesalio (1514-1564) e Paré (1510-1594). ga in Egitto a partire dal Medioevo in poi.

Ascoli Piceno Bologna Faenza


Palazzo dei capitani Museo civico archeologico MIC - Museo internazionale
piazza del Popolo, 0736-253562 via dell’Archiginnasio 2, 051-2757211 delle ceramiche in Faenza
www.formedelpaesaggio.it www.museibologna.it viale Baccarini 19, 0546-697311
❍ 10-13 16-19 S-D 10-20 ● L ❍ 9-19 S-D 10-18.30 ● Ma www.micfaenza.org
❍ 10-16 S-D 10-17.30 ● L

Tullio Pericoli Etruschi


Forme del Paesaggio. 1970-2018 Viaggio nelle terre dei Rasna Picasso. La sfida della ceramica
22 marzo 2019 – 2 maggio 2020 7 dicembre 2019 – 24 maggio 2020 1° novembre 2019 – 12 aprile 2020

Oltre centocinquanta opere dell’artista Divisa in due parti, la mostra permette di Approfondito il “modus operandi” e il rappor-
marchigiano (1936), organizzate secondo scoprire la storia degli etruschi definendo- to con la ceramica di Picasso (1881-1973) gra-
un percorso cronologico, dedicate al tema ne i caratteri generali e mette in risalto an- zie al confronto fra le opere del maestro e la
del paesaggio. che una serie di novità di scavo e di ricerca. collezione del MIC. Dossier nn. 19, 141 e 157.

86

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
SCOPRI IL NUOVO SITO
www. .it

Andrea Appiani, Ritratto di Francesca


(Fanny) Lechi (1803).

BRESCIA

Dipingere le donne

Eleganti dame, madri affettuose, eroine


mitologiche e bibliche, affascinanti mo-
delle e popolane sono le protagoniste
della mostra Donne nell’arte. Da Tiziano La Rivista. Ogni mese
a Boldini (palazzo Martinengo, via dei il sommario della rivista,
Musei 30, telefono 320-0130694, ora-
l'editoriale del nostro direttore
rio 9-17.30, sabato, domenica e festivi
10-20, lunedì e martedì chiuso, www. Philippe Daverio
donnenellarte.it; fino al 7 giugno). Un’e- e un'anteprima sugli articoli
sposizione curata da Davide Dotti nella più interessanti
quale la figura femminile diviene asso-
luta protagonista, soggetto di una se-
lezione di novanta dipinti che dal Rina-
aRt News. Tutte le news
scimento giunge fino al periodo della e gli eventi
Belle époque. Suddivise in otto sezioni del mondo dell'arte
tematiche, le opere mostrano non solo
come i canoni estetici si siano evoluti
nel corso dei secoli, ma affrontano an- aRt HistoRy. La vita
che temi quali quello del lavoro, della e le opere dei grandi artisti
maternità, dell’emarginazione, della vio- dal Duecento al Novecento
lenza e delle disparità fra i sessi. Argo-
menti trattati, grazie al contributo della
Fondazione Marcegaglia Onlus, anche aRt GaLLeRy. Uno spazio
attraverso una serie di pannelli didattici gratuito per esporre
che portano l’attenzione del visitatore
le proprie opere
su alcune tematiche di grande attualità
sociale e mediatica che riguardano l’u-
niverso femminile. Tra i capolavori in mo- aRt scHooL. Una sezione
stra è possibile ammirare la Maddalena dedicata ai percorsi didattici
penitente di Tiziano (per la prima volta
in un’esposizione italiana), la Cleopatra
per insegnanti e studenti
morsa dall’aspide di Artemisia Gentile-
schi e il Ritratto di Nanne Schrader di aRt BooksHop. Le offerte
Giovanni Boldini. Catalogo: Skira.
speciali per gli appassionati
d'arte

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA
Firenze Genova
Palazzo Medici Riccardi Palazzo ducale
via Camillo Cavour 3, 055-2760552 piazza Matteotti, 010-8171600
www.palazzomediciriccardi.it www.palazzoducale.genova.it
❍ 9-19 ● Me ❍ 10-19 ● L
Picasso
L’altra metà del cielo
Foto di Edward Quinn Il secondo principio di Banksy
30 novembre 2019 – 1° marzo 2020 23 novembre 2019 – 29 marzo 2020

Una selezione di immagini scattate da Quinn Dipinti del primissimo periodo, serigra-
(1920-1997), fra i pochi a cui era permesso di fie, oggetti installativi provenienti anche
fotografare Picasso durante il lavoro, racconta dall’installazione del 2015 Dismaland, of-
il rapporto fra il maestro spagnolo e le donne. frono un ritratto dell’artista inglese (1974).

Firenze Jim Dine, White Gloves, 4 Wheels (2007). Livorno


Museo di palazzo Davanzati Museo della città
via Porta Rossa 13, 055-0649460 piazza del Luogo Pio, 0586-824551
FIRENZE
www.bargellomusei.beniculturali.it pegaso.comune.livorno.it
❍ 8.15-14 S-D 13.15-19 Pinocchio vive, viva Pinocchio ❍ 10-19 ● L
Modigliani e l’avventura di
Il personaggio di Pinocchio rivive nelle Montparnasse. Capolavori dalle
Bellezza e nobili ornamenti nella collezioni Netter e Alexandre
moda e nell’arredo del Seicento opere di Giacometti, LaChapelle, Munari,
8 dicembre 2019 – 13 aprile 2020 Paladino, Calder, Ontani, McCarthy, Jim 7 novembre 2019 – 16 febbraio 2020
Dine, Venturino Venturi nell’esposizione
Al centro della mostra è un corpus di disegni Enigma Pinocchio. Da Giacometti a La- La produzione di Modì (1884-1920) è tracciata
di ricami e di merletti di Giovanni Alfonso Chapelle che sarà ospitata a Villa Bardini dai dipinti, fra cui il ritratto Fillette en bleu del
Samarco da Bari che documentano il gusto e 1918, e dai disegni appartenuti ai collezionisti
sino al 22 marzo (costa San Giorgio 2-4,
lo stile della moda e dell’arredo del Seicento. Paul Alexandre e Jonas Netter. Dossier n. 30.
telefono 055-20066233, orario 10-18, lu-
nedì chiuso, www.villabardini.it). Un rac-
conto che porta il visitatore a ritrovare il
Firenze burattino protagonista della favola di Col- Matera
Gallerie degli Uffizi lodi nelle opere di alcuni artisti, trasfor- Museo nazionale d’arte medievale e
piazzale degli Uffizi, 055-294883 mato nell’interprete delle inquietudini della moderna della Basilicata - palazzo Lanfranchi
www.uffizi.it piazzetta Pascoli, 0835-256211
contemporaneità o in icona del nostro
❍ 8.15-18.50 ● L musei.basilicata.beniculturali.it
tempo. Come ha sottolineato la curatrice
❍ 9-20 Me 11-20
della mostra Lucia Fiaschi, «La riconosci-
I cieli in una stanza. Soffitti lignei bilità universale dell’icona Pinocchio l’ha Trama doppia:
a Firenze e a Roma nel Rinascimento Maria Lai, Antonio Marras
trasformato in un’arma puntata contro i
10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020 valori dominanti la cultura occidentale, 8 dicembre 2019 – 8 marzo 2020

dall’ossessione voyeuristica, al cibo e al


Una selezione di disegni illustra l’arte del- Lavori inediti di Maria Lai (1919-2013) dia-
sesso». Un’incidenza talmente forte sulla
la decorazione dei soffitti lignei sottoline- logano con opere e installazioni di Antonio
cultura contemporanea, da far diventare
andone i rimandi all’arte antica e le diver- Marras (1961) e progetti realizzati in colla-
se simbologie. Pinocchio il soggetto di molti artisti fra i borazione fra i due.
quali l’americano Jim Dine, che ebbe a
dichiarare: «L’idea di un pezzo di legno
che parla e che diventa un ragazzo in
Genova Milano
carne e ossa è una metafora dell’arte, è
Palazzo ducale Fondazione Prada - Osservatorio
l’estrema trasformazione alchemica». Ed
piazza Matteotti, 010-8171600 galleria Vittorio Emanuele II 2, 02-56662611
è proprio di trasformazioni alchemiche,
www.palazzoducale.genova.it fondazioneprada.org
❍ 10-19 ● L di maschere e di vita che parla l’esposi- ❍ 14-20 S-D 11-20 ● Ma
zione perché il «legno in cui è intagliato
Pinocchio è l’umanità; ed egli vi si rizza
Anni Venti in Italia
L’età dell’incertezza in piedi ed entra nella vita come l’uomo Training Humans
che intraprende il suo noviziato: fantoc-
5 ottobre 2019 – 1° marzo 2020 12 settembre 2019 – 24 febbraio 2020
cio ma tutto spirituale» (Benedetto Croce).
Lungo il percorso espositivo sono pre-
Un approfondimento su quelli che furono l’ar- In mostra fotografie utilizzate dagli anni
te, la cultura e le atmosfere che caratterizzaro- senti inoltre installazioni multimediali che Settanta a oggi dagli scienziati per inse-
no gli sfavillanti, ma allo stesso tempo inquie- coinvolgono in suggestive esperienze im- gnare ai sistemi di intelligenza artificiale
ti, anni Venti del secolo scorso Articolo p. 50. mersive. Catalogo: Giunti Editore. come classificare il mondo.

88

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA
Milano Milano
Palazzo reale Gallerie d’Italia - Piazza Scala
piazza Duomo 12, 02-92897755 piazza della Scala 6, 800-167619
www.palazzorealemilano.it www.gallerieditalia.com
www.mostraguggenheimmilano.it ❍ 9.30-19.30 G 9.30-22.30 ● L
❍ 9.30-19.30 G S 9.30-22.30 L 14.30-19.30

Guggenheim. La collezione Canova e Thorvaldsen


Thannhauser, da Van Gogh a Picasso La nascita della scultura moderna
17 ottobre 2019 – 1° marzo 2020 24 ottobre 2019 – 15 marzo 2020

Capolavori di Renoir, Braque, Picasso e molti Joan Miró, Senza titolo e frontespizio, Posti a confronto due fra i maggiori interpreti
altri, appartenuti alla collezione di Justin K. dalla serie Quelques Fleurs pour des della scultura neoclassica e romantica: Anto-
Thannhauser, donata nel 1963 alla Solomon nio Canova (1757-1822) e Bertel Thorvaldsen
Amis (1964).
R. Guggenheim Foundation. Articolo p. 60. (1770-1844). Su Canova dossier n. 68.

GIOIA DEL COLLE (BARI)


E SEDI VARIE
Milano Milano
Palazzo reale I fiori di Miró GAM - Galleria d’arte moderna Milano
piazza Duomo 12, 02-92897755 via Palestro 16, 02-88445943
www.palazzorealemilano.it Nel 1963, sulla rivista “XXe Siècle”, uscì www.gam-milano.com
❍ 9.30-19.30 G S 9.30-22.30 L 14.30-19.30 una raccolta di interviste fatte alcuni anni ❍ 9-17.30 ● L
prima a Joan Miró da Yvon Taillandier, con
Van Cleef & Arpels il titolo Je travaille comme un jardinier. Miró
il tempo, la natura, l’amore decise quindi di trasformare la raccolta, Canova. I volti ideali
30 novembre 2019 – 23 febbraio 2020 che era accompagnata da alcune inci- 25 ottobre 2019 – 15 marzo 2020
sioni originali, in un dono per una cerchia
Un racconto che celebra, con oltre quattro- ristretta di amici, aggiungendo però anche Analizzata la ricerca di Canova (1757-1822)
cento pezzi, la raffinata abilità di Van Cleef un acquerello con un fiore e una dedica sulla tipologia dei busti femminili, di cui la
& Arpels nel creare gioielli che seppero le- Vestale, realizzata fra il 1818 e il 1819, divie-
personale per ciascun amico. I trentadue
gare tradizione e moda. ne esempio assoluto. Dossier n. 68.
acquerelli, tanti quanti gli amici a cui l’ar-
tista aveva pensato, furono poi riprodotti
litograficamente e raccolti in un unico vo-
Milano lume a cura di Eugène Ionesco nel 1964 Modena
Palazzo reale intitolato Quelques Fleurs pour des Amis. Palazzo Santa Margherita
piazza Duomo 12, 02-92897755 Sino al 26 aprile sarà possibile ammirare corso Canalgrande 103, 059-2032919
www.palazzorealemilano.it www.fmav.org
le pagine del libro in occasione della mo-
❍ 9.30-19.30 G S 9.30-22.30 L 14.30-19.30 ❍ 11-13 16-19 S-D 11-19 ● L
stra in tre sedi intitolata Miró. Quelques
Fleurs pour des Amis organizzata nell’am-
Georges de La Tour bito dell’operazione “Opere fuori contesto” Yael Bartana
L’Europa della luce Cast Off
(Casamassima, Bari, Palazzo Monacelle,
7 febbraio – 7 giugno 2020 chiasso Elia 7; Gioia del Colle, Bari, Pa- 15 novembre 2019 – 13 aprile 2020
lazzo San Domenico, via Daniele Manin 2;
Un’occasione per approfondire la cono- Sei installazioni video e fotografiche dell’ar-
Turi, Bari, chiesa di Sant’Oronzo, telefono
scenza della intensa pittura del misterio- tista israeliana (1970) dedicate ai concet-
199-151123, domenica e festivi 10-13 17-
so maestro lorenese (1593-1652), caratteriz- ti di identità, rito, stato-nazione e del loro
zata da ardite sperimentazioni luministiche. 19, altri giorni su prenotazione, www.eco- uso nella scena politica odierna.
museopeucetia.it, www.mostrepuglia.it).
Attraverso le litografie tratte dal libro d’ar-
tista, che formano un «giardino danzante
Milano Mondovì (Cuneo)
che lega la terra e il cosmo» e le dediche,
Museo del Novecento Museo della ceramica di Mondovì
che accompagnano le immagini, è possi-
piazza Duomo 8, 02-88444061 piazza Maggiore 1, 0174-40389
bile ricostruire i rapporti intessuti dall’arti-
www.museodelnovecento.org www.fondazionecrc.it
❍ 9.30-19.30 G-S 9.30-22.30 L 14.30-19.30 sta con imprenditori, artisti, autori e perso- ❍ 15-18 S-D 10-18 ● L-Me
naggi del mondo dell’arte che svolsero un
Le trame di Raffaello. Il restauro
ruolo importante nella vita di Miró. Tra i de-
dell’arazzo Madonna del Divino Amore
De Pisis stinatari degli acquerelli compaiono, fra gli del Museo pontificio di Loreto
altri, Max Ernst, Nina Kandinskij, Patricia
4 ottobre 2019 – 1° marzo 2020 15 novembre 2019 – 15 marzo 2020
e Pierre Matisse, Fernand Mourlot, Aimé
Maeght. La mostra offre inoltre un ricco
Un omaggio alla pittura di De Pisis (1896-1956) Il restauro della Madonna del Divino Amore,
nella quale convivono in modo originale l’ar- programma di proposte didattiche volte a realizzata dalla manifattura di Bruxelles su
te veneziana del passato, suggestioni impres- far conoscere il sofisticato linguaggio se- cartone derivante da un’opera di Raffaello, of-
sioniste e delle avanguardie. Dossier n. 219. gnico dell’artista catalano. fre un approfondimento sull’arte dell’arazzo.

89

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA ITALIA
Monfalcone (Gorizia) Napoli Padova
Galleria comunale d’arte Basilica della Pietrasanta - Lapis Museum Museo diocesano
contemporanea di Monfalcone piazzetta Pietrasanta 17-18, 081-19230565 Palazzo vescovile, piazza Duomo 12, 049-8761924
piazza Cavour 44, 0481-494177 www.lapismuseum.com www.museodiocesanopadova.it
www.comune.monfalcone.go.it ❍ 10-20 ❍ 14-18 D 10-18 ● L
❍ 10-13 15-18 ● Ma-Me
A nostra immagine. Scultura
Lucio Fontana e i mondi oltre la tela in terracotta del Rinascimento
Tra oggetto e pittura Andy Warhol Da Donatello a Riccio
8 dicembre 2019 – 2 marzo 2020 26 settembre 2019 – 23 febbraio 2020 15 febbraio – 2 giugno 2020

Tele, fra le quali i celebri Concetti spaziali, Offerta una panoramica sull’opera di Warhol Al termine di una campagna di recupero e
ma anche ceramiche e disegni, ripercorro- (1928-1987) con una particolare attenzio- valorizzazione del patrimonio, sono espo-
no l’arte di Fontana (1899-1968) dagli an- ne al legame fra l’artista e la città parteno- ste una ventina di rare statue in terracot-
ni Quaranta sino al 1968. Dossier n. 249. pea. Dossier nn. 105 e 338. ta rinascimentali del territorio padovano.

Monza Novara Palermo


Villa reale Castello visconteo sforzesco Palazzo Salinas - Museo archeologico Palermo
viale Brianza 1, 039-2240024 piazza Martiri della Libertà 3, 0321-394059 piazza Olivella 24, 091-6116805
www.villarealedimonza.it www.ilcastellodinovara.it www.regione.sicilia.it/beniculturali/salinas/
❍ 10-19 ● L ❍ 10-19 ● L ❍ 9-18 D 9-13 ● L

Giappone Divisionismo
Terra di geisha e samurai La rivoluzione della luce Quando le statue sognano
30 gennaio – 2 giugno 2020 23 novembre 2019 – 5 aprile 2020 29 novembre 2019 – 29 marzo 2020

Il rapporto tra i giapponesi e la natura, lo zen, Alcuni dei capolavori dei massimi esponen- Un insolito racconto che si snoda lungo spa-
le geishe e i samurai sono alcuni dei temi toc- ti della corrente divisionista come la Mater- zi del palazzo di solito non aperti al pub-
cati dalla mostra che offre una selezione di nità di Previati o La Diana del lavoro di No- blico, nei quali si intrecciano archeologia
opere tra il XIV e il XX secolo. Dossier n. 348. mellini ne ripercorrono la storia e lo sviluppo. e arte contemporanea.

Napoli Nuoro Pontedera (Pisa)


Museo e Real bosco di Capodimonte MAN - Museo d’arte Provincia di Nuoro PALP - Palazzo pretorio Pontedera
via Miano 2, 081-7499111 via Sebastiano Satta 27, 0784-252110 piazza Curtatone e Montanara, 0587-468487
www.museocapodimonte.beniculturali.it www.museoman.it www.palp-pontedera.it
❍ 8.30-19.30 ● Me ❍ 10-19 ● L ❍ 10-19 S-D 10-20 ● L

Arcadia e Apocalisse
Napoli Napoli Paesaggi italiani in 150 anni di arte,
di lava, porcellana e musica Anna Marongiu fotografia, video e installazioni
21 settembre 2019 – 21 giugno 2020 8 novembre 2019 – 1° marzo 2020 8 dicembre 2019 – 26 aprile 2020

La storia di Napoli, capitale del Regno delle Due Esposte le illustrazioni create dalla Maron- Il paesaggio con i suoi cambiamenti e come
Sicilie, da Carlo di Borbone a Ferdinando II, giu (1907-1941) del Sogno di una notte di mez- sia stato percepito dagli artisti è il soggetto
è narrata attraverso ceramiche, abiti di scena za estate di Shakespeare, dei Promessi sposi della mostra che offre una selezione di dipin-
del teatro San Carlo e oggetti d’arte e arredo. di Manzoni e del Circolo Pickwick di Dickens. ti, sculture, fotografie e installazioni.

Napoli Padova Prato


PAN - Palazzo delle arti Napoli Palazzo Zabarella Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
via dei Mille 60, 081-7958603 via degli Zabarella 14, 049-8753100 viale della Repubblica 277, 0574-5317
www.comune.napoli.it www.palazzozabarella.it centropecci.it
❍ 9.30-19.30 ❍ 9.30-19 ❍ 10-20 V-S 10-23 ● L

Van Gogh, Monet, Degas. The Missing Planet. Visioni e revisioni


Joan Miró The Mellon Collection of French Art dei “tempi sovietici” dalle collezioni
Il linguaggio dei segni from the Virginia Museum of Fine Arts del Centro Pecci e altre raccolte
25 settembre 2019 – 23 febbraio 2020 26 ottobre 2019 – 1° marzo 2020 8 novembre 2019 – 3 maggio 2020

Opere realizzate da Joan Miró (1893-1983) L’esposizione presenta una selezione di ope- A trent’anni dalla caduta del muro di Ber-
dal 1924 al 1981 illustrano come si sia evo- re appartenenti alla Mellon Collection: con lino sono presentate le principali ricerche
luto il linguaggio dell’artista catalano. Dos- esempi di Delacroix, Degas, Renoir, Bonnard, artistiche sviluppate nelle ex repubbliche
sier nn. 79 e 334. Monet, Vallotton, Matisse e Picasso. sovietiche dagli anni Settanta a oggi.

90

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Leonardo
La pittura:
un nuovo sguardo

Shirin Neshat, Women of Allah (1994).

REGGIO EMILIA

Ornare il mondo

La storia dell’ornamento dall’età antica alla


contemporaneità è analizzata dalla mostra
What a Wonderful World che si terrà a pa-
lazzo Magnani (corso Garibaldi 29, telefono
0522-444446, orario 10-13 15-19, sabato e
domenica 10-19, lunedì chiuso, www.palaz-
zomagnani.it; fino all’8 marzo). L’esposizione
presenta i risultati di una ricerca che eviden-
zia l’importanza del genere dell’ornamento
non solo dal punto di vista estetico, ma an-
che antropologico, filosofico e sociologico,
sottolineando altresì le numerose connes-
sioni con la quotidianità. La mostra, nata
in seno a un progetto di Claudio Franzoni e
Pierluca Nardoni, offre una selezione di opere
che dalla preistoria arrivano sino alla contem-
poraneità con esempi di Dürer, Leonardo,
Piranesi, Morris, Escher, Picasso, Arman,
Warhol, Shirin Neshat e molti altri, che stu- Negli ultimi quarant’anni l’opera di Leonardo da Vinci è stata
diano le origini e gli sviluppi dell’arte dell’or- sottoposta a studi, restauri, indagini, analisi, interpretazioni.
namento e della decorazione. Nelle diverse Questo libro mette ordine in una materia vasta e complessa,
sezioni sono analizzati sia gli ornamenti pre- distingue le reali acquisizioni scientifiche o storiche da quanto
senti nel mondo naturale sia quelli usati da- di fantasioso è stato detto e scritto a proposito dell’artista e del
gli uomini nelle diverse culture: dai tatuaggi suo mondo, fa chiarezza su tutto quel che di nuovo sappiamo
ai monili quali collane e orecchini. E ancora oggi sulla pittura di Leonardo: attribuzioni, bizzarrie, teorie,
il motivo dell’intreccio, sino ad arrivare alla simbologie.
concezione attuale dell’ornamento, nata tra
Ottocento e Novecento. Fra le sezioni, una è
dedicata al ruolo della scrittura dove è possi-
bile ammirare volumi antichi, ma anche abe- Atlanti Illustrati Arte
cedari, insieme a opere di Shirin Neshat, Ali- formato 24,5x34 cm
ghiero Boetti, Pablo Picasso, mentre un’altra pagine 288
legatura cartonato
sezione racconta il progetto nato all’inizio del
con plancia stampata
Novecento dell’Ars Canusina, condotta dalla prezzo € 70,00
psichiatra Maria Bertolani Del Rio (1892-1978)
presso il manicomio San Lazzaro di Reggio
Emilia. Catalogo: Skira.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA ITALIA
Prato Roma Roma
Museo di Palazzo pretorio Palazzo Bonaparte MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
piazza del Comune, 0574-24112 piazza Venezia 5, 06-8715111 via Guido Reni 9A, 06-3201954
www.palazzopretorio.prato.it www.mostrepalazzobonaparte.it www.maxxi.art
❍ 10.30-18-30 ● Ma ❍ 9-19 S-D 9-21 ❍ 11-20 Me-G D 11-19 ● L

Dopo Caravaggio. Il Seicento


napoletano nelle collezioni di Palazzo Gio Ponti
pretorio e della Fondazione De Vito Impressionisti segreti Amare l’architettura
14 dicembre 2019 – 13 aprile 2020 6 ottobre 2019 – 8 marzo 2020 27 novembre 2019 – 13 aprile 2020

Esposizione incentrata sulla pittura napo- In mostra una selezione di opere provenien- Celebrata l’opera di Gio Ponti (1891-1979): dai
letana del XVII secolo, che presenta inol- ti da collezioni private e raramente esposte progetti per edifici privati e pubblici a quel-
tre uno spaccato della storia collezionisti- dei maggiori rappresentanti dell’impressio- li per gli oggetti di uso quotidiano e di arre-
ca pratese. nismo. Dossier nn. 73, 149 e 159. do, dalle cattedrali ai musei. Dossier n. 352.

Reggio Emilia Roma Roma


Chiostri di San Pietro Museo di Roma - palazzo Braschi Galleria d’arte moderna di Roma
via Emilia 44, 0522-444446 piazza Navona 2, 06-0608 via Francesco Crispi 24, 06-0608
www.palazzomagnani.it www.museodiroma.it www.galleriaartemodernaroma.it
❍ 10-13 15-19 S-D 10-19 ● L ❍ 10-19 ❍ 10-18.30 ● L

Ritratto di giovane donna del Correggio La rivoluzione della visione. Verso


Un capolavoro dal museo Canova il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi
Ermitage di San Pietroburgo Eterna bellezza contemporanei ungheresi
25 ottobre 2019 – 8 marzo 2020 9 ottobre 2019 – 15 marzo 2020 28 novembre 2019 – 15 marzo 2020

Grazie all’eccezionale prestito è esposto il Ri- Ricostruite le atmosfere e l’ambiente cultu- Fra espressionismo e Bauhaus le opere in
tratto di giovane donna realizzato da Correg- rale che accolsero l’artista (1757-1822) al suo mostra, dipinti, fotografie, grafiche e tre film
gio (1489 circa - 1534) nel 1520, pietra miliare arrivo a Roma nel 1779 e come il soggiorno dell’artista, raccontano lo sviluppo dell’arte di
della ritrattistica dell’artista. Dossier n. 233. romano influì sulla sua arte. Dossier n. 68. Moholy-Nagy (1895-1946) dal 1910 alla morte.

Roma Roma Rovereto (Trento)


Chiostro del Bramante Musja Casa d’arte futurista Depero
arco della Pace 5, 06-68809035 via dei Chiavari 7/9, 06-68210213 via dei Portici 38, 0464-431813
www.chiostrodelbramante.it www.musja.it www.mart.trento.it
❍ 10-20 S-D 10-21 ❍ 11-19 S-D 11-20 ● L ❍ 10-18 ● L

Tuuumultum!
Bacon, Freud, la scuola di Londra The Dark Side Campionature tra arte, musica
Opere dalla Tate Chi ha paura del Buio? e rumore dalle Collezioni del Mart
26 settembre 2019 – 23 febbraio 2020 9 ottobre 2019 – 1° marzo 2020 9 novembre 2019 – 29 marzo 2020

Al centro delle opere realizzate fra il 1945 Il lato oscuro, il buio e la dimensione na- Opere d’arte e materiale dell’Archivio del
e il 2004 da Freud, Bacon, Andrews, Auer- scosta di ognuno di noi sono i temi inda- ’900 ripercorrono l’evoluzione delle speri-
bach, Kossoff e Rego vi è l’uomo con tutte gati dalle opere e installazioni site-speci- mentazioni sonore sviluppate dal futuri-
le sue fragilità e sfaccettature. fic di artisti contemporanei. smo. Dossier nn. 2 e 252.

Roma Roma San Lazzaro (Bologna)


Parco archeologico del Colosseo MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo Fondazione Cirulli
piazza del Colosseo 1, 06-699841 via Guido Reni 9A, 06-3201954 via Emilia 275, 051-6288300
www.parcocolosseo.it www.maxxi.art fondazionecirulli.org
❍ 8.30-16.30 ❍ 11-20 Me-G D 11-19 ● L ❍ S-D 11-19 L-V su prenotazione

L’archivio animato
Carthago. Il mito immortale Della materia spirituale dell’arte Lavori in corso
27 settembre 2019 – 29 marzo 2020 17 ottobre 2019 – 8 marzo 2020 23 novembre 2019 – 17 maggio 2020

Reperti, alcuni mai esposti prima, e rico- Lavori di diciannove artisti contempora- Il XX secolo è ripercorso attraverso un con-
struzioni e installazioni multimediali ri- nei e reperti archeologici romani offrono fronto fra storia e cultura: dalle arti figura-
percorrono la storia di Cartagine e dei suoi una riflessione su come sia stato affrontato tive al design industriale, dalla pubblicità
contatti con Roma. il tema dello spirituale nell’arte nei secoli. al cinema, dalla fotografia alla televisione.

92

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ITALIA ITALIA ITALIA
Terni Treviso Venezia
Palazzo Montani Leoni Museo Santa Caterina Collezione Peggy Guggenheim
via Giuseppe Garibaldi 128, 0744-421330 piazzetta Mario Botter 1, 0422-1847320 palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701, 041-2405411
www.fondazionecarit.it www.mostranaturainposa.it www.guggenheim-venice.it
❍ 11-13 17-19 ● L-G ❍ 9-18 S-D 10-19 ● L ❍ 10-18 ● Ma

Natura in posa. Capolavori del Migrating Objects. Arte dall’Africa,


Immaginaria Kunsthistorisches Museum in dialogo dall’Oceania e dalle Americhe nella
Logiche d’arte in Italia dal 1949 con la fotografia contemporanea Collezione Peggy Guggenheim
20 dicembre 2019 – 1° marzo 2020 30 novembre 2019 – 31 maggio 2020 15 febbraio – 14 giugno 2020

Una ricognizione sulle maggiori esperien- L’esposizione segue l’evoluzione del genere Opere e oggetti provenienti dal Mali, Costa d’A-
ze artistiche sviluppatesi dal periodo suc- dello “still life” attraverso cinquanta capo- vorio, Nuova Guinea, Messico, Perù e capola-
cessivo al secondo conflitto mondiale fino lavori dal XVI al XVIII secolo e fotografie vori dell’arte del XX secolo offrono uno spac-
all’avvento dell’era informatica. contemporanee. Articolo p.66. cato delle diverse passioni della Guggenheim.

Torino Trieste Verona


GAM - Galleria civica d’arte moderna Salone degli incanti Fondazione Cariverona - palazzo Pellegrini
via Magenta 31, 011-4429518 riva Nazario Sauro 1, 040-982831 piazza Bra 1, 0422-429999
www.gamtorino.it salonedeglincanti.comune.trieste.it www.fondazionecariverona.org
❍ 10-18 ● L ❍ 9.30-19.30 ❍ 10-18 V 10-19 ● L-V

Il tempo di Giacometti
da Chagall a Kandinsky. Capolavori
Gino de Dominicis Escher dalla Fondazione Maeght
16 ottobre 2019 – 8 marzo 2020 18 dicembre 2019 – 7 giugno 2020 16 novembre 2019 – 5 aprile 2020

I video Tentativo di volo del 1969 e Video- Il mondo unico, onirico e impossibile di Sculture, dipinti e disegni fanno rivivere
tape del 1974 mettono in luce la ricerca di Escher (1898-1972) prende forma nei suoi l’opera di Giacometti (1901-1966) e le at-
De Dominicis (1947-1998) sul tema del tem- capolavori più noti come Mani che disegna- mosfere parigine fra le due guerre. Dos-
po e dell’eternità. no e Convesso e concavo. Dossier n. 196. sier n. 154.

Torino Urbino Verona


Palazzo reale Galleria nazionale Museo di Castelvecchio
piazzetta Reale, 011-19560449 delle Marche - Palazzo ducale corso Castelvecchio 2, 045-8062611
www.museireali.beniculturali.it piazza Rinascimento 13, 0722-2760 museodicastelvecchio.comune.verona.it
❍ 8.30-19 ● L www.gallerianazionalemarche.it ❍ 8.30-19.30 L 13.30-19.30
❍ 8.30-19.15 L 8.30-14
Carlo Scarpa
Konrad Mägi Raphael Ware Vetri e disegni
La luce del Nord I colori del Rinascimento 1925-1931
30 novembre 2019 – 8 marzo 2020 31 ottobre 2019 – 13 aprile 2020 23 novembre 2019 – 29 marzo 2020

Il fascino della natura aspra e malinconica Un’occasione per ammirare maioliche di col- Esposti, insieme ai disegni preparatori, al-
del Nord rivive nella pittura dell’artista esto- lezione privata realizzate nel XV e XVI seco- cuni esempi della produzione vetraria del
ne (1878-1925), caratterizzata da una pennel- lo da maestri come Nicola da Urbino, Fran- giovane Carlo Scarpa (1906-1978) eseguiti
lata densa e da atmosfere talvolta oniriche. cesco Xanto Avelli e Francesco Durantino. dalla Maestri vetrai muranesi Cappellin & C.

Torino Venezia Vicenza


Palazzo Madama Palazzo ducale Basilica palladiana
piazza Castello, 011-4433501 piazza San Marco 1, 041-2715911 piazza dei Signori, 0444-222850
www.palazzomadamatorino.it palazzoducale.visitmuve.it www.mostreinbasilica.it
❍ 10-18 ● Ma ❍ 8.30-19 ❍ 10-18

Andrea Mantegna Da Tiziano a Rubens Ritratto di donna


Rivivere l’antico Capolavori da Anversa Il sogno degli anni Venti
Costruire il moderno e da altre collezioni fiamminghe e lo sguardo di Ubaldo Oppi
12 dicembre 2019 – 4 maggio 2020 5 settembre 2019 – 1° marzo 2020 6 dicembre 2019 – 13 aprile 2020

Sei sezioni ripercorrono la produzione di Tra i capolavori provenienti da collezioni pub- I ritratti intensi di Ubaldo Oppi (1889-1942),
Andrea Mantegna (1431-1506) sottolinean- bliche e private anche Jacopo Pesaro presen- ma anche di Casorati, Sironi, Donghi e mol-
do i momenti principali della sua attività e tato a san Pietro da papa Alessandro VI e il ti altri, mostrano come cambia la figura
i suoi interessi. Dossier nn. 55 e 225. Ritratto di una dama e sua figlia di Tiziano. femminile negli anni Venti del Novecento.

93

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
OLANDA SPAGNA STATI UNITI
Amsterdam Madrid New York
Hermitage Amsterdam Museo Reina Sofia - Palacio de Velázquez MOMA - The Museum of Modern Art
Amstel 51 parque del Retiro 11 West 53 Street, Manhattan
hermitage.nl www.museoreinasofia.es www.moma.org
❍ 10-17 ❍ 10-18 ❍ 10-17.30 V 10-21

Mario Merz Artist’s Choice: Amy Sillman


Juwelen! El tiempo es mudo The Shape of Shape
14 settembre 2019 – 15 marzo 2020 11 ottobre 2019 – 29 marzo 2020 21 ottobre 2019 – 12 aprile 2020

Esposta, dalla ricchissima collezione del mu- La mostra approfondisce l’opera di Merz Le opere scelte dalla collezione del museo
seo, una selezione di dipinti e di gioielli fir- (1925-2003) sottolineando in particolare la dall’artista Amy Sillman (1955), in questa
mati Cartier, Tiffany e Fabergé, che esem- sua critica nei confronti del capitalismo e occasione in veste di curatore, portano l’at-
plificano la moda di oltre due secoli. della società consumistica postindustriale. tenzione sulle forme.

Delft Madrid New York


Museum Prinsenhof Delft Palacio de Gaviria The Metropolitan Museum of Art
Sint Agathaplein calle del Arenal 9 The Met Fifth Avenue
prinsenhof-delft.nl palaciodegaviriamadrid.com 1000 Fifth Avenue
❍ 9-17 ❍ 10-20 V-S 10-21 www.metmuseum.org
❍ 10-17.30 V-S 10-21

Pieter de Hooch in Delft Brueghel Sahel: Art and Empires on


Uit de schaduw van Vermeer Maravillas del arte flamenco the Shores of the Sahara
11 ottobre 2019 – 16 febbraio 2020 7 ottobre 2019 – 12 aprile 2020 30 gennaio – 10 maggio 2020

Le opere realizzate da Pieter de Hooch (1629- Dedicata all’opera della famiglia Brueghel, La ricca cultura sviluppatasi nel Sahel, ter-
1684) a Delft sono il cuore della mostra che la mostra offre uno spaccato, anche grazie ra a Sud del deserto del Sahara, fra il 300 e il
racconta l’arte di uno dei protagonisti del- a confronti con opere di altri artisti, della 1861 è ricostruita attraverso una selezione di
la pittura del XVII secolo dei Paesi Bassi. pittura fra il XVI e il XVII secolo. oltre centocinquanta oggetti e opere d’arte.

RUSSIA
San Pietroburgo Madrid Washington
Ermitage Museo del Prado National Gallery of Art
2 Palace Square calle Felipe IV Constitution Avenue NW, fra 3rd e 9th Streets
www.hermitagemuseum.org www.museodelprado.es www.nga.gov
❍ 10.30-18 Me V 10.30-21 ● L ❍ 10-20 D 10-19 ❍ 10-17 D 11-18

Botticelli Goya. Dibujos.


“La Madonna della Loggia” “Solo la voluntad me sobra” Raphael and His Circle
17 novembre 2019 – 16 febbraio 2020 20 novembre 2019 – 16 febbraio 2020 16 febbraio – 14 giugno 2020

Il capolavoro di Botticelli (1445-1510) è po- La mostra nasce dal nuovo progetto di catalo- Esempi dell’arte grafica di Raffaello (1483-
sto a confronto con l’icona Madre di Dio gazione dei disegni di Goya (1746-1828) e pre- 1520), fra cui il foglio per il San Giorgio e il
Eleousa (della tenerezza) della seconda me- senta una selezione di cento fogli che copre l’in- drago e il cartone per la Bella giardiniera, illu-
tà del XV secolo. Dossier n. 49. tera attività dell’artista. Dossier nn. 35 e 311. strano la sua maestria. Dossier nn. 7, 97, 298.

SPAGNA STATI UNITI SVIZZERA


Bilbao Chicago Riehen/Basilea
Guggenheim Museum Bilbao Art Institute Chicago Fondation Beyeler
avenida Abandoibarra 2 111 South Michigan Avenue Baselstraße 101
www.guggenheim-bilbao.eus www.artic.edu www.fondationbeyeler.ch
❍ 10-20 ● L ❍ 10.30-17 ❍ 10-18 Me 10-20

Olafur Eliasson Pure Drawing: Seven Centuries


En la vida real of Art from the Gray Collection Edward Hopper
14 febbraio – 21 giugno 2020 25 gennaio – 10 maggio 2020 26 gennaio – 17 maggio 2020

Una trentina di opere realizzate da Elias- Oltre sette secoli di storia del disegno so- La mostra si presenta come un invito a per-
son (1967) dal 1990 a oggi divengono occa- no illustrati dalla ricca collezione del mer- dersi nelle iconiche immagini di Edward
sione di riflessione su alcuni temi attuali e cante Richard Gray (1928-2018) e della mo- Hopper (1882-1967) e nei suoi cristallizzati
sul mondo che ci circonda. glie Mary. paesaggi americani. Dossier n. 174.

94

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Cartonato
con sovracoperta
26 x 28,5 cm
240 pagine
39 euro

La raffigurazione del corpo umano nudo è uno dei soggetti


più antichi e ricorrenti nella storia dell’arte. Dalle Veneri
preistoriche ai kouroi greci, dai bassorilievi dei templi
indiani al David di Michelangelo, alle ninfe
rubensiane, a Canova, a Klimt, fino a oggi,
gli artisti non hanno mai smesso di essere
interessati alla sua rappresentazione.
Alla storia del nudo artistico è dedicata
questa nuova edizione di un classico che
raccoglie testi di alcuni specialisti dei diversi
periodi e ambiti culturali. Un libro affascinante,
che mostra come il concetto di nudità si sia spesso
intrecciato a quello di bellezza, e ci accompagna
in un viaggio nel rapporto fra nudità ed eros, tra arte
e libertà dei costumi (o dai costumi).

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
eDossier:

prossimo dossier
i dossier sul
tuo tablet
sempre con te

La Tour
MARZO 2020
Silvia Malaguzzi

Georges de La Tour (Vic-sur-Seille 1593 - Lunéville


1652), lorenese, rappresenta una versione decisamente
personale del caravaggismo che si diffonde in Europa
nel corso del XVII secolo. Artista enigmatico, poco
testimoniato dai documenti del tempo, ebbe una
grande notorietà in vita e un incomprensibile oblio
dopo la sua morte. “Ritrovato” solo nella prima metà
del Novecento, è ora riconosciuto come un virtuoso
della pittura a lume di candela, grazie alle sue quiete e
malinconiche scene notturne, popolate di Maddalene
penitenti o episodi dell’infanzia di Gesù o della Vergi-
ne. Ma non va dimenticata la sua parallela produzione
“diurna”, con scene di genere caratterizzate da fulmi-
nei giochi di sguardi. A La Tour è dedicata in questi
mesi una grande mostra milanese.

Impression
BERNARD
DENVIR
ismo © 1986-2020 Giunti Editore S.p.A.,
Firenze - Milano
Illustrazioni: seppe Dell’Aquila/p. 52b foto Alena
Fianova/p. 54b © Comune di Milano
ISSN 0394-0179 © Loris Cecchini, Jim Dine, Jan Fa- – tutti i diritti di legge riservati); pp.
Pubblicazione periodica Reg. bre, Dora Maar, Marzia Migliora, 60-65 (© Solomon R. Guggenheim
Cancell. Trib. Firenze n. 3384 Gino Severini, by SIAE 2020. Foundation, New York (SRGF)/cor-
del 21.11.85 tesia ufficio stampa Guggenheim);
Iva assolta dall’editore a norma © Succession Picasso, by SIAE 2020. pp. 66-68, 69b, 71 (cortesia KHM-
Museumsverband); p. 69a (cortesia
dell’art. 74/DPR 633 del 26.10.72 Galleria Continua San Gimignano/
Tutte le immagini appartengono
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione all’Archivio Giunti a eccezione di: Pechino/Les Moulins/L’Avana); p. 70
in Abbonamento Postale - D.L. copertina, pp. 40-45 (cortesia Fon- (cortesia Studio David LaChapelle ©
353/2003 dazione Archivio Antonio Ligabue di David LaChapelle 2008-2011); p. 73
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, Parma); p. 6a (foto Filippo Ceredi); (© AKG-Images/Mondadori Portfo-
comma 1, DCB-C1- FI. p. 6b (foto AlbertoNovelli); p. 6c (foto lio); p. 75a (© Emmanuel Pierre); p.
Grafiluce/L. Romano); pp. 7, 56-59 75b (© 2019. Foto Scala, Firenze); p.
(© Realy Easy Star); p. 8a (foto Mas- 77a (© Franck Raux/Archivi Alinari,
Direttore responsabile: simo Listri); p. 8b (foto Studio Aleph Firenze); p. 79 (cortesia ufficio stam-
Claudio Pescio Como); p. 10 (© 2019 Les Éditions pa Phillips); p. 81 (cortesia ufficio
Direzione, redazione, amministra- Albert René); p. 11a (© Cong - Riz- stampa Tajan); p. 87 (cortesia ufficio
zione e pubblicità: Giunti Editore zoli Lizard); p. 11bc (© DC Comics e stampa Donne nell’arte); p. 88 (cor-
Via Bolognese 165, 50139 Firenze Sergio Bonelli editore); p. 12 (corte- tesia Richard Gray Gallery/cortesia
tel. 055-50621, fax 055-5062298 sia ufficio stampa Dora Maar/p. 12b ufficio stampa Enigma Pinocchio);
Prezzi per l’Italia: foto © Centre Pompidou, MNAM- p. 89 (cortesia ufficio stampa Je tra-
fascicolo e dossier € 5,90 CCI, Dist. RMN-Grand Palais/image vaille comme un jardinier); p. 91 (©
Abbonamento annuo Centre Pompidou, MNAM-CCI); p. Shirin Neshat).
(sconto del 20%): € 48,00 13 (© László Moholy-Nagy/cortesia
ufficio stampa La rivoluzione della
Abbonamento biennale: € 84,00 visione); p. 14 (© Hemis/Alamy Stock
Iban Photo/IPA); p. 15 (© Pippi Longsto-
IT61D0760102800000012940508 cking / Alamy Stock Photo/IPA); p. 16
c.c.p. 12940508, intestato a (© travelstock44/Alamy Stock Photo/
Art e Dossier IPA); p. 17 (© Realy Easy Star); pp.
Servizio Abbonati: 18-21 (© Steve McQueen. Cortesia
eDossier è una nuova collana di Art dal lunedì al venerdì, ore 9-18
tel. 055-5062424 - fax 055-5062397
artista, Thomas Dane Gallery and
Marian Goodman Gallery); p. 22-
e Dossier. Un artista da leggere, un E-mail periodici@giunti.it
www.giuntiabbonamenti.it
23 (© Steve McQueen & Tate); pp.
24-25 (foto Amélie Blanc, Atelier de
L’abbonamento può essere richiesto numérisation – de Lausanne); p. 26
movimento da conoscere come un anche via SMS scrivendo “Art e Dos-
sier” al n. 348-0976204 (costo del
(cortesia ufficio stampa Biennale
de l’Art Brut, Losanna); p. 27 (foto
AN - Collection de l’Art Brut, Lo-
racconto, una raccolta di saggi agile, messaggio pari al costo di un SMS)
Servizio Vendita diretta libri:
sanna); pp. 28-32 (cortesia ufficio
stampa La ricerca della felicità); p.
dal lunedì al venerdì, ore 9-18
portatile e accessibile. tel. 199-195525 fax 055-5062543
E-mail ordini@giunti.it
33 (cortesia ufficio stampa Helsinki
Biennial 2020); p. 34-35 (cortesia
autore); pp. 36a, 38, 39a (© Casa-
Scarica gli eDossier da giuntialpunto.it acquisti on line www.giuntialpunto.it Studio Ricci, Monterinaldi); pp. 36b,
39b (foto Pietro Carafa ); p. 37a (©
Csac, Parma); p. 37b (foto Ricardo
e dai maggiori store online a € 1,99 L’editore si dichiara disponibile
a regolare le spettanze per quelle Scofidio); pp. 47-48 (© Charlotte Sa-
lomon Foundation Charlotte Salo-
immagini di cui non sia stato
possibile reperire la fonte. mon ®); p. 49 (© Charlotte Salomon
Per quanto riguarda le didascalie: Foundation, Charlotte Salomon ®);
pp. 51-55 (cortesia ufficio stampa
quando non altrimenti indicato, Anni Venti in Italia/p. 52a foto Giu-
l’opera fa parte di collezione privata.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
ART BRUT
Eva di Stefano

SOMMARIO
Le origini
4
“Nonostante” la follia
10
Voci dell’“altrove”
16
Una storia esemplare
22
L’ingovernabile
molteplicità 24
La via italiana:
l’arte irregolare 40
Dall’Art Brut all’Outsider Art
44
Quadro cronologico
48
Bibliografia
50

Nella pagina a fianco: In copertina: Qui sopra:


Jean Dubuffet, Antonio Roseno de Lima, Adolf Wölfi,
Piccolo sergente Ubriaco Sant’Adolfo = Grande =
maggiore (senza data), Dio = Acqua = Nobile =
(febbraio 1943); particolare; Serpente
Parigi, Losanna, (14 dicembre 1915);
Fondation Dubuffet. Collection de l’Art Brut. Heidelberg,
Universitätsklinikum,
Sammlung Prinzhorn.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
4

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
LE ORIGINI

Jean Dubuffet
fotografato
a Parigi nel 1943.

“Brut” come lo gressivo riconoscimento estetico di queste


opere anarchiche e irregolari è stretta-
champagne, cioè senza mente intrecciato con la storia dell’arte
del XX secolo, che ha progressivamente
aggiunta di zucchero. spostato i confini e destabilizzato la visio-
ne, implicando una trasformazione dello
“Brut” significa grezzo sguardo che ai canoni classici preferisce
la “forma perturbante“.
ma anche “puro”, A inventare nel 1945 la dirompente
nozione di Art Brut, in polemica con la
indenne da influenze e cultura artistica ufficiale, è un artista
francese, non a caso anche commerciante
additivi, non addolcito di vini: Jean Dubuffet, al termine di un
celebre viaggio “iniziatico” in Svizzera, in
per mimetizzarsi e compagnia di Le Corbusier e dello scritto-
Nella pagina a fianco: re Jean Paulhan, alla ricerca dei “primitivi
Séraphine de Senlis compiacere il gusto. del XX secolo”, le cui opere scopre all’in-
(Séraphine Louis), terno degli ospedali psichiatrici e, in se-
Bouquet Nel caso dell’arte si riferisce a creazioni guito, nelle prigioni o nelle campagne più
(1927-1928 circa); spontanee e non acculturate ma di grande isolate. In comune con altri grandi artisti
Bönnigheim originalità, prodotte fuori dal sistema dell’età contemporanea, Dubuffet ebbe
(Germania), ufficiale degli artisti di professione, delle un atteggiamento di sfida verso l’eredità
Sammlung Zander. mostre, delle gallerie e dei musei. Il pro- illuminista, amplificato dalla necessità
5

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Il Palais Idéal di ripartire da zero dopo la catastrofe
di Ferdinand bellica. E, nel solco delle esplorazioni
Cheval esotiche e africane che, da Gauguin alle
in una cartolina avanguardie storiche, avevano rinnovato
del 1907. i linguaggi artistici dell’Occidente, decise
di indagare se anche nei margini della
A destra: società europea si celassero dei “valori
André Breton selvaggi”, persuaso che solo l’innocenza
in visita del gesto artistico, sovvertendo i canoni,
al Palais Idéal potesse restituire verità all’arte.
di Ferdinand Un’attitudine romantica di cui si può
Cheval rintracciare la radice nel contesto storico
a Hauterives e culturale francese: già dal XIX secolo
nel 1931. negli ambienti letterari, prima ancora
che artistici, si diffondono l’interesse
per l’eccentrico e la moda dell’esotismo
geografico o temporale, a cui segue pre-
sto l’esotismo dell’interiorità (infanzia o
follia). Con il positivismo si avvia anche
l’interesse scientifico per le produzioni
degli alienati mentali: inizialmente solo
da un punto di vista psichiatrico o antro-
pologico, che in seguito, all’inizio del XX
secolo, con i progressi della psicologia, la
nascita della psicoanalisi e il terremoto
artistico delle avanguardie, andrà matu-
rando in un riconoscimento estetico.
Nel frattempo la Parigi dei pittori si la-
scia sorprendere dal fenomeno dell’auto-
didatta Henri Rousseau (1844-1910), che
6

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Fleury-Joseph Crépin, affascina poeti, critici e artisti. Paradig- Altro paradigma della creazione impre-
Senza titolo matico è il caso di di Séraphine de Senlis vedibile, vulcanica ed eroica è il Palais
(1939); (1864-1942), che fa parte con Rousseau Idéal a Hauterives edificato in trentatre
Londra, della scuderia di artisti naïf promossi con anni di lavoro notturno, tra il 1879 e il
Museum of Everything. successo dal critico Wilhelm Uhde, il quale 1912, da un solitario postino di provincia,
ha scoperto per caso nell’oscura e ruvida Ferdinand Cheval: incantata e babelica,
figura della sua domestica un’imprevedibile la costruzione mescola fantasie architet-
pittrice spontanea e la sua fiammeggiante turali di tutto il mondo, dal tempio indù
botanica dell’anima. Un’opera visionaria allo chalet svizzero, a un eccentrico be-
e inclassificabile, in realtà molto lontana stiario. La diffusione della sua immagine
dalle vedute idilliache e moderatamente nelle cartoline d’epoca testimonia, se non
realiste dell’universo naïf. Solitudine, clan- altro, la curiosità verso questa grandiosa
destinità, ignoranza, misticismo, e infine la bizzarria individuale, che negli anni Tren-
follia sopraggiunta negli ultimi anni, fanno ta ammalierà i surrealisti. Con il tempo
della storia di Séraphine, che dipinge la la sua opera sincretista sarà considerata
notte parlando con gli angeli, un modello un capolavoro di architettura spontanea,
anticipatore delle tante artiste protagoni- nel 1969 viene iscritta nel registro dei mo-
ste, spesso inconsapevoli, dell’Art Brut. numenti storici di Francia e sottoposta a
tutela, oggi è un’attrazione turistica che
porta circa centocinquantamila visitatori
all’anno a Hauterives.
Inoltre, un fattore culturale di cui te-
ner conto è il grande interesse, anche
scientifico, per lo spiritismo e i fenomeni
medianici che comprendono il disegno.
Diffuso soprattutto in Francia tra il XIX
e gli inizi del XX secolo, ha un carattere
socialmente trasversale, coinvolgendo sia
il ceto intellettuale, come Victor Hugo,
sia le classi più popolari, operaie e rura-
li. Tutte pratiche, la trance e la scrittura
automatica, che poi il surrealismo esal-
terà prendendole a modello, insieme alla
“follia creatrice”, nel suo famoso Manife-
sto del 1924. Né saranno poche le opere
create apparentemente in stato medianico
che entreranno a far parte della storica
collezione di Dubuffet, come esempi di
Art Brut.
Il primo caso di medium-pittore scoper-
to sia dall’artista francese che dai surrea-
listi, è Fleury-Joseph Crépin (1875-1948),
operaio zincatore in un paese di provincia
dove era noto anche come guaritore con
l’imposizione delle mani, che dal 1938 ini-
zia a eseguire piccoli disegni automatici
non convenzionali, che poi, obbedendo
a una misteriosa volontà a lui estranea,
traduce in una serie di dipinti ad olio:
sono templi di sapore orientale, scranni
e baldacchini, simmetrici e molto deco-
rati anche con un ritmo di piccole perle
colorate in rilievo. «Sorgono in uno spa-
zio dove ciò che si presume sia “dietro”
comunica, al punto da fare una cosa sola,
con ciò che si presume sia “davanti”, come
ciò che si presume “sopra” con ciò che
7

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Fleury-Joseph Crépin, si presume “sotto” e dove mai nulla crea mondiale, la ricerca di autenticità e pro-
Quadro n. 5 ombra», scrive André Breton nel 1954. fondità assume con Dubuffet un altro, e
(1939). Altre gemme dell’arte medianica nella più polemico, significato anticulturale. La
collezione di Dubuffet sono le opere di dissidenza dell’artista francese nei con-
Augustin Lesage (1876-1954), ex-minatore fronti delle convenzioni di una cultura
che dipinge sotto “dettatura degli spiriti” giudicata «asfissiante» passa attraverso la
decoratissime architetture immaginarie valorizzazione dei “militi ignoti” dell’ar-
fondate sul principio di simmetria e sul- te, quei creatori che vivono ai margini e
l’“horror vacui” additivo, un caso molto che nei loro manufatti trasferiscono di
studiato anche dagli appassionati di me- peso il proprio delirio, senza la zavorra
tapsichica e parapsicologia dell’epoca. dell’intenzione e del sapere artistico, ma
Nella genesi concettuale dell’Art Brut con una spiccata originalità formale.
ha ovviamente un ruolo fondamentale il Concetto mutante, che descrive non
mutamento del parametro estetico affer- tanto la peculiarità estetica delle opere,
mato dalle avanguardie storiche, radica- quanto la loro genesi e il contesto, l’Art
lizzato dal surrealismo che contrappone Brut, scrive Dubuffet, «designa opere rea-
la libertà dell’inconscio al mestiere. Anche lizzate da persone indenni da cultura arti-
se poi, tra le macerie della seconda guerra stica, nelle quali il mimetismo, contraria-
mente a ciò che avviene negli intellettuali,
abbia poca o nessuna parte, in modo che
i loro autori traggono tutto (argomenti,
scelta dei materiali, tecnica, ritmo, modi
di scrittura etc.) dal loro profondo e non
da stereotipi dell’arte classica o dell’arte
di moda […] Questi lavori creati dalla
solitudine e da impulsi creativi puri e
autentici – dove le preoccupazioni della
concorrenza, l’acclamazione e la promo-
zione sociale non interferiscono – sono,
proprio a causa di questo, più preziosi
delle produzioni dei professionisti».
Non va confusa con l’arte “naïve”, che
con le ricerche coeve di Anatole Jakovsky
rappresenta all’epoca un’altra opzione
di creazione marginale. Divergenti sono
infatti mezzi espressivi e contenuti. Se
hanno in comune l’origine popolare, la
spontaneità fantasiosa, il primitivismo
e l’infantilismo tecnico dell’autodidatta,
l’arte “naïve” ha però le sue convenzioni
costanti mutuate dall’arte colta, così come
ne imita i mezzi usando tecniche e ma-
teriali tradizionali; si presenta idilliaca,
esteriore, mimetica, gradevole, rassicu-
rante, adeguandosi alle richieste del pub-
blico e del proprio mercato, è in definitiva
la sorella povera dell’arte ufficiale. L’Art
Brut invece si presenta come un’orfana ri-
belle che non conosce parenti, ascendenze
e discendenze, non si adegua, si nutre solo
di se stessa e della propria ossessione, ed
è fondamentalmente perturbante.
Dubuffet ne fece la propria gelosa mis-
sione, raccogliendo più di cinquemila ope-
re che espose nel 1949 a Parigi, fondando
un’associazione, scrivendo monografie
ed editando dei quaderni. Infine donò
8

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Augustin Lesage,
Senza titolo
(1925);
Villeneuve-d’Ascq,
Lam - Lille Métropole
Musée d’Art Moderne,
d’Art Contemporain
et d’Art Brut.

la collezione e il suo prezioso archivio


alla città svizzera di Losanna, dove nel
1976 fu inaugurata la Collection de l’Art
Brut, un museo-antimuseo secondo la
concezione del suo primo direttore Mi-
chel Thévoz, che ancora oggi sorprende
e scuote in profondità. Un lascito straor-
dinario per l’arte del XX secolo che mette
in moto il riconoscimento di creazioni
nate nell’ombra, che con il loro modello
di libertà creativa hanno costituito una
sorgente d’ispirazione per molti artisti
celebri, tra cui: Alfred Kubin, Paul Klee,
Max Ernst, Jean Arp, il Gruppo Cobra, Je-
an Tinguely, Arnulf Rainer, Daniel Spoerri,
Annette Messager, Georg Baselitz, Julian
Schnabel, Jonathan Borofski.

Jean Dubuffet
fotografato
da Jean-Jacques Laeser
con Slavko Kopač
(a sinistra) e Michel
Thévoz all’apertura
della Collection
de l’Art Brut a Losanna,
davanti a un’opera
in legno di Émile Ratier
(febbraio 1976);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
10

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
“NONOSTANTE”
LA FOLLIA

L’indagine iniziale Dubuffet conosceva bene: «Le immagi-


ni riprodotte nel libro di Prinzhorn mi
di Jean Dubuffet hanno enormemente colpito da giovane.
Mi mostrarono il cammino ed ebbero
nelle istituzioni su di me un’influenza liberatrice. Presi
coscienza che tutto era permesso, tutto
psichiatriche svizzere era possibile. Esistevano milioni di pos-
sibilità per esprimersi fuori dai sentieri
ha alle spalle sia la culturali battuti».
Nel corso di quel suo primo viaggio di
Nella pagina a fianco: tradizione francese ricerca, Dubuffet incontra lo psichiatra
Josef Forster, Morgenthaler che gli mostra i lavori del
Senza titolo di interesse per l’arte suo protetto Adolf Wölfli (1864-1930),
(1916-1921); ricoverato a vita nel manicomio di Waldau
Heidelberg, psicopatologica presso Berna: uno straordinario codice
Universitätsklinikum, miniato di venticinquemila fogli, colmo
Sammlung Prinzhorn. testimoniata dallo studio pionieristico di di riferimenti segreti, mappe di territori
Marcel Réja nel 1907, sia gli studi di due sconosciuti, decori simmetrici, notazioni
In alto, da sinistra: psichiatri eterodossi, lo svizzero Walter musicali, a comporre un’ermetica auto-
Hans Prinzhorn Morgenthaler e il tedesco Hans Prinzhorn, biografia di eroe e sovrano, che con il
in un ritratto che negli anni Venti, anche sulla scia nome di sant’Adolfo e poi di sant’Adolfo
fotografico dell’estetica espressionista, avevano at- II, rovescia la sua sventurata storia reale
del 1930 circa. tribuito alle opere dei loro pazienti un va- di orfano povero e maltrattato. Se Wölfli
lore estetico e non puramente patologico. diventerà per Dubuffet il classico per ec-
La copertina di Influente fu soprattutto il celebre e molto cellenza dell’Art Brut, la sua opera sarà
La produzione plastica illustrato volume di Prinzhorn del 1922 considerata da André Breton «una delle
dei malati mentali La produzione plastica dei malati mentali, tre o quattro opere capitali del XX secolo»
di Hans Prinzhorn già fonte d’ispirazione per Paul Klee, Max per quello «scarto assoluto della visione»
(1922). Ernst e la generazione surrealista, e che che può assimilarla al surrealismo.
11

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Dall'alto:
Adolf Wölfli,
Tagliare = eco
e sarto = sant’Adolfo
= Cerchio
(1926);
Aarau (Svizzera),
Aargauer Kunsthaus.

Adolf Wölfli,
Piano di insurrezione
del castello
di Sant’Adolfo
a Breslavia
(1922);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

12

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Adolf Wölfli,
Veduta generale
dell’Isola-senza-rabbia
(1911);
Berna,
Kunstmuseum Bern,
Adolf Wölfli-Stiftung.

Fanno parte
dell'autobiografia
immaginaria di Wölfli
anche le mappe
dei luoghi scoperti
e conquistati dal suo
alter ego «errante
intorno alla terra».
Nella sua lingua
immaginifica, la parola
“rabbia” (“Zorn”)
rappresenta una unità
di misura, un numero
di ventisettemila cifre
che corrisponde
al patrimonio acquisito.
Pandecorativismo
e reiterazione
di simboli, scrittura,
grafemi, notazioni
musicali si integrano
in un insieme compatto,
dominato dall’“horror
vacui”, dove sono
incastonate decine
di faccine mascherate, Né sorprende che in seguito per uno dei è Aloïse Corbaz (1886-1964), un’ordinata
come una sorta più celebri curatori della seconda metà del donnina dai capelli candidi e di discreta
di “emoticon” dell'artista. XX secolo, Harald Szeemann, l’opera di cultura, in passato giovane governante pres-
Wölfli rappresenti il prototipo del concetto so la famiglia del cappellano alla corte di
di “mitologia individuale” con cui definisce Guglielmo II di Prussia, e poi ammutolita
il tema della sua Documenta di Kassel del in manicomio dove viene confinata nel 1918
1972. Ogni mitologia individuale, secondo a causa di un insistito pacifismo giudicato
Szeemann, è un luogo spirituale ed esclusivo maniacale.
in cui il singolo pone quei segni, simboli e Inizia a disegnare e dipingere di nascosto,
segnali che per lui significano il mondo, cari- nelle pause del suo compito di stiratrice della
candoli di intensità: un tentativo di opporre biancheria dell’ospedale, estraendo i colori
al grande disordine del mondo il proprio da erbe e petali di fiori del giardino, almeno
ordine immaginario, che nasce sempre da finché una giovane psichiatra, Jacqueline
un’ossessione, da una necessità compulsiva Porret-Forel, non scopre la sua attività clan-
di creare al servizio di un percorso interiore. destina decidendo di sostenerla e procuran-
Una concezione illuminante che non oppone dole i materiali. Un lungo canto d’amore, su
le creazioni fuori-norma all’arte contem- fogli cuciti insieme fino a formare talvolta
poranea, oltrepassando la definizione di strisce lunghe diversi metri, si snoda nei
Dubuffet in nome di una «storia dell’arte suoi grandi disegni colorati con una libertà
dell’intensità» che non si orienta secondo che ricorda Matisse, celebrando un incon-
i soli criteri formali, ma secondo l’identità tro immaginario con un principe azzurro e
sensibile dell’intenzione individuale. creando un proprio «teatro dell’universo»
Un altro personaggio fondamentale, in- abitato da prosperose cantanti liriche e fi-
contrato in Svizzera nei pressi di Losanna, gure di amanti dagli occhi blu senza pupilla.
13

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Aloïse non è che la prima di una serie
di donne che entrano a far parte dell’Art
Brut, dove a causa della posizione margi-
nale il problema del “gender” non si pone
allo stesso modo che nell’arte ufficiale. L’Art
Brut è in definitiva il solo ambito dell’arte
occidentale del XX secolo dove le artiste
sono fin da subito visibilmente e statistica-
mente presenti. Nelle tante opere di follia
tessile esse sovvertono mestiere e manualità
femminile ricamando l’espressione, anche
caotica, della loro interiorità e il bisogno
di libertà. Un esempio canonico è Jean-
ne Tripier (1869-1944), che alterna ai suoi
scritti di natura medianica brani di ricami,
intrecci e merletti del tutto informali, come
“filoscritture” espressive, frammenti di un
altro mondo inaccessibile al senso comune.
Per quanto i suoi ricami appaiano caotici,
le tecniche utilizzate e talora combinate tra
loro richiedono molto lavoro e attenzione
costante, punto per punto. Si può supporre
che la concentrazione e la ripetitività del
gesto aiutino a canalizzare le angosce, co-
me una forma di autoterapia istintiva. La
funzione riparatrice di molta Art Brut è un
aspetto da tenere in considerazione.
Per quanto nella collezione storica pre-
valgano le opere dei malati mentali, Du-
buffet non crede affatto che la produzione
espressiva degli alienati sia di per sé artistica
(«Non esiste un’arte dei malati mentali così

Qui sopra:
Aloïse Corbaz,
Castello di Beaulieu
(1948-1950);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

A destra:
Aloïse Corbaz,
Dancing-Channe
de vin (a sinistra) /
Un sole al tramonto
color della Francia
(a destra)
(1948-1950);
Losanna,
Collection de l’Art Brut

14

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
come non esiste un’arte dei dispeptici o dei
malati al ginocchio»), è convinto invece che
ci siano “artisti naturali” reclusi nei manico-
mi, e che la loro condizione di isolamento
ed esilio sociale abbia favorito un’urgenza
creativa, probabilmente destinata a non
esprimersi in un contesto meno drammati-
co. Proprio il diverso atteggiamento rispetto
alla malattia mentale, esaltata dai surrealisti
come un privilegio liberatorio, è all’origine
della rottura del breve sodalizio iniziale tra
André Breton e Dubuffet.
La follia non dispensa talento, ma le del mondo indicando altri valori. Bisogna Qui sopra:
ragioni per cui un individuo è giudicato sgombrare il campo dall’idea che l’Art Brut Jeanne Tripier,
inadatto alla vita sociale contano poco sul non sia che un’ennesima variante del te- Senza titolo
piano dell’arte, quando si prescinde, come ma genio e follia. Semmai, attraverso la (25 gennaio 1937);
Dubuffet, da posizioni formalistiche: ci nozione di Art Brut, queste produzioni Losanna,
sono altre doti più sottili, come l’istinto, espressive vengono sottratte a una lettura Collection de l’Art Brut.
la chiaroveggenza, la poesia, che possono in chiave sintomatica e patologica acqui-
mettere in crisi la costruzione ufficiale stando un valore estetico.

In alto:
Karl Brendel
(Johann Karl Gensel),
Gesù su una barca
(senza data);
Heidelberg,
Universitätsklinikum,
Sammlung Prinzhorn.

A destra:
Jeanne Tripier,
Senza titolo
(1935-1939);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.
15

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
16

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
VOCI DELL’“ALTROVE”

Madge Gill
fotografata
mentre lavora
a una sua opera
nel 1947.

Sono molti i creatori, tività grafica in un’epoca in cui lo spiri-


tismo è molto in voga, spesso collegato
e soprattutto a movimenti libertari e utopisti. Ancora
negli anni Venti, nell’Europa a lutto, de-
le creatrici, che vastata dalla febbre spagnola e dai tanti
morti della prima guerra mondiale, lo
sostengono di essere spiritismo gode di un rinnovato fervore,
offrendo conforto alla gente e alle donne
guidati da spiriti un ruolo compensativo ed emancipatorio.
L’inglese Madge Gill (1882-1961), di
o voci. estrazione operaia, inizia a disegnare
nel 1918 dopo la morte di uno dei figli.
Nella pagina a fianco: Si può supporre che queste “voci” siano «Guidata da una forza invisibile» a cui
Madge Gill, prodotte da un bisogno subliminale di darà il nome di Myrninerest (probabile
Senza titolo emancipazione che il contesto sociale non ritrascrizione fonetica dell’inglese “My
(1952). consente a queste persone, e che quindi Inner Rest,” ovvero “il mio riposo inte-
può essere liberato solo a patto di essere riore”), lavora di notte in semioscurità e
autorizzato da un’autorità oltremondana: in stato di trance sia su piccoli formati
la voce o il sogno darebbero licenza di che su rotoli di stoffa lunghi anche dieci
esprimersi a chi non è socialmente legitti- metri. Nei suoi intarsi geometrici semi-
mato a farlo. La medianità, dunque, come architettonici, tra scale multiple e scac-
alibi sociale soprattutto per le donne, a chiere dai punti di vista contraddittori,
cui garantisce il rispetto per la loro at- appare incastonata una fantasmatica e
17

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
molto interesse, ma la Gill rifiutò sempre
di venderle, in quanto appartenenti non
a lei ma a Myrninerest, a cui era forse
destinato l’abito sontuoso creato dalla
Gill, che realizzava anche lavori tessili
e ricami, e che da quasi mezzo secolo
attende sul suo manichino al museo di
Losanna di essere indossato.
Il frequente disinteresse per l’autoriali-
tà, il trauma esistenziale da cui si origina
una imprevedibile creatività a un’età già
matura, la produzione prolifica e com-
pulsiva, sono caratteristiche ricorrenti.
Più di cinquecento disegni, prevalente-
mente in inchiostro blu, furono ritrovati
su un marciapiede parigino un giorno
del 1965 davanti alla casa di Laure Pi-
geon (1882-1965) appena svuotata dopo
la sua morte, e attirarono l’attenzione di
Dubuffet. Anche il ritrovamento fortuito
di opere eseguite in clandestinità e con-
siderate senza valore, salvate dall’oblio
o dalla distruzione da parte di un osser-
vatore dallo sguardo anticonformista e
consapevole, è un fenomeno ricorrente
in queste storie del margine.
Guidata anche lei dalle voci degli spi-
riti, Laure Pigeon inizia a disegnare e
scrivere in solitudine dopo la dolorosa
separazione da un marito infedele. La
sua mano segue la vibrazione interiore
senza vincolarsi alla rappresentazione,
e traccia con inchiostro blu eleganti reti
filiformi rampicanti nel vuoto, animate
talora da enigmatiche parole scritte. In
una fase più tarda (i fogli sono tutti datati
a documentare le sue esperienze para-
normali), il segno erratico si infittisce
e si condensa in superfici compatte ma
pulsanti al loro interno, come forme per
sempre in gestazione, brani di un tessu-
to d’inchiostro che cela i suoi messaggi
segreti modulando lo spazio.
L’astrazione geometrica caratterizza
le opere della guaritrice svizzera Emma
Kunz (1862-1963), donna indipendente
di origini contadine che mise al servizio
Madge Gill, multipla figura femminile sempre uguale, degli altri le sue riconosciute capacità
Abito ricamato forse rappresentazione del suo spirito- terapeutiche. Si tratta di diagrammi e
con fili di cotone guida e allo stesso tempo espressione di mandala realizzati, con la mano guida-
e lana sé al di là dei traumi che hanno ferito ta da un pendolo, su carta millimetrata
(senza data), l’esistenza terrena dell’autrice. Proprio senza intenzione artistica: per la Kunz si
Losanna, in ragione del contesto favorevole allo trattava infatti di catalizzatori di energia,
Collection de l’Art Brut. spiritismo, e per iniziativa del figlio mag- strutture cosmiche e strumenti del suo
giore, le sue opere saranno esposte ogni rituale guaritore. Forme e colori avevano
anno, dal 1939 al 1947, presso la Whi- per lei un significato ben preciso, relativo
techapel Gallery di Londra riscuotendo di volta in volta al caso in esame. Oggi,
18

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Qui sopra:
Laure Pigeon,
22 aprile 1953
(1953);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

A destra:
Laure Pigeon,
28 marzo 1955
(1955);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

19

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Emma Kunz, scollate dalla funzione originaria, ven- sione, si rifugia spontaneamente nella
Drawing no. 100 gono fruite nella loro cristallina valenza pittura che la aiuterà anche a superare
(senza data); estetica: recentemente nella mostra World drammi successivi come l’amputazione
Würenlos, Receivers (Lenbachhaus, Monaco 2018) le delle gambe a causa del diabete. Lavora
Emma Kunz Zentrum. sue opere sono state accostate ai dipinti alle sue opere in maniera automatica e
dell’artista coetanea Hilma af Klint (1862- sempre all’alba, tra le quattro e le sette
1944), pioniera svedese dell’astrattismo, di mattina, quando riesce a «captare le
influenzata dalla teosofia e anche lei do- forze magnetiche». Uno straordinario
tata di capacità medianiche. erbario fantastico, più spirituale che sem-
Il sigillo dell’ispirazione metapsichica plicemente decorativo, prende vita nei
presiede anche alle creazioni floreali della suoi disegni a matita o tempera, a volte
ceca Anna Zemánková (1908-1986), odon- perfino ricamati su carta. Peculiare è la
totecnica e poi madre di famiglia, vissuta loro qualità tattile talora a rilievo, che
prima a Brno e in seguito a Praga. A metà ottiene ricalcando le linee sul retro del
della vita, in preda a una forte depres- foglio.
20

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A questa galleria, soltanto parziale, di Guo Fengyi,
donne ispirate va aggiunta una scoperta Guan Yin
più recente, che testimonia oltretutto (25 ottobre 1991);
l’attuale ampliarsi delle ricerche di Art Losanna,
Brut nel mondo intero. Guo Fengyi (1942- Collection de l’Art Brut.
2010), operaia cinese costretta a trentano-
ve anni a ritirarsi dal lavoro per un’artrite
debilitante, si dedica inizialmente a una
pratica della medicina cinese tradiziona-
le, il “qigong”, che la illumina sui flussi
di energia che attraversano il corpo uma-
no. Inizia a disegnare sul retro di vecchi
calendari e in seguito su lunghi rotoli di
carta, quasi allo scopo di visualizzare le
sue scoperte. Ma l’attività grafica in stato
di meditazione profonda diventa presto
totalizzante: come radiografie visionarie,
i disegni mostrano l’interno del corpo
umano e i flussi tra gli organi – cuore,
colonna vertebrale, sesso – con simme-
trie e raddoppiamenti che trascendono
la realtà. Anche in questo caso prive di
Anna Zemánková, intenzioni artistiche, le immagini hanno
Senza titolo un valore terapeutico, «servono da inter-
(1965-1973). mediari», dice lei, «verso spazi mistici».

21

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
UNA STORIA ESEMPLARE

Qui sopra:
Henry Darger,
In basso:
Henry Darger, S olitudine, silenzio,
segreto caratteriz-
zano spesso l’attività
Dopo alcuni anni di
vagabondaggio, attorno
al 1920 torna a Chicago
nel 1973 quando Dar-
ger, ottantenne e mala-
to, deve lasciare l’abita-
Senza titolo Senza titolo
creativa degli autori dove lavora come lava- zione per ricoverarsi in
(1940-1960); (1940-1960 circa); brut o outsider. Un piatti in un ospedale in una casa di riposo dove
New York, Londra, caso emblematico è la cui resterà tutta la vita. morirà poco dopo. In
American Folk Museum of Everything. storia di Henry Darger Conduce un’esistenza quella stanza da svuo-
Art Museum. (1892-1973) e del suo abitudinaria e solitaria, tare c’è un tesoro: una
lascito straordinario. abitando in un monolo- saga illustrata di quindi-
Nato a Chicago, orfa- cale. Nessuno sa della cimila pagine intitolata
no di madre, trascorre sua incessante attivi- Nei regni dell’irreale.
infanzia e adolescenza tà creativa notturna, Il padrone di casa è un
in un istituto da cui che sarà scoperta dal fotografo surrealista,
fugge a diciassette anni. padrone di casa solo Nathan Lerner, che ha

22

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
l’occhio giusto per valu- nario, o paesi, aventi la le sue opere, rimaste di
tare l’eccezionalità di nostra Terra per Luna proprietà dei padroni di
quei fogli, che un altro […] Questo pianeta casa, che le hanno valo-
avrebbe gettato via immaginario è mille rizzate ma purtroppo
come cartastraccia. Le volte più grande del smembrando l’insieme,
magnifiche illustrazioni nostro mondo». Le sue raggiungono nelle aste
sono strisce orizzonta- fonti sono le immagini quotazioni molto alte
li lunghe da due a tre ritagliate dalle riviste, per un ar tista brut.
metri, create mesco- i quotidiani, i fumetti, Inoltre, hanno varcato
lando collage, gouache, le pubblicità, i libri per la frontiera che separa
acquerello e calchi con l’infanzia, che incolla sul l’universo dei musei di
carta carbone.Vi si rac- foglio o ricalca con la arte contemporanea
conta una lunga e cru- carta carbone ricom- dalle collezioni specia-
dele guerra tra bambini binandole nelle scene lizzate in creazioni mar-
e un esercito di adulti della sua epopea, sic- ginali: si trovano infatti
malvagi, i Glandeliniani, ché nelle illustrazioni, non soltanto nella Col-
in un mondo parallelo di cui ciascuna costi- lection de l’Art Brut di
a tratti edenico, ma tuisce un’opera a sé, Losanna, ma anche al
funestato anche da ter- si può rintracciare un Museum of Modern Art
remoti e cicloni. Le set- vero repertorio della di New York e al Musée
te Vivian Girls sono le cultura visiva popolare d’Art Moderne di Parigi.
eroine ermafrodite che americana tra gli anni Il destino di Darger,
liberano i bambini dalla Venti e gli anni Sessanta. artista autoreferenziale
schiavitù e dai soprusi. Forse questo aspetto, e clandestino, è comune
Il riferimento agli abusi insieme alla singolarità a molti altri autori, la
vissuti probabilmente di questa creazione, ne cui opera viene ritro-
da Darger nell’istituto ha decretato il successo vata per caso dopo la
è palese. Con la sua fan- post mortem: la stanza morte. Perché si com-
tasia traspone, riscatta dove visse per qua- pia è altresì necessaria
e vendica le torture rant’anni, con gli oggetti la figura di uno scopri-
subite, e non gli basta originali e l’archivio di tore avveduto che ne
una vita. riviste che consultava, riconosca la qualità e
La storia, scrive il suo è stata interamente se ne prenda cura. L’Art
autore, «coinvolge le ricostruita a Chicago Brut è sempre anche
nazioni di un mondo presso il Center Intui- una storia di incontri e
sconosciuto o immagi- tive and Outsider Art, e di adozioni.

23

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
24

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
L’INGOVERNABILE
MOLTEPLICITÀ

La varietà per i suoi acquerelli liquidi farmaceutici


sottratti all’ambulatorio dell’ospedale,
dei linguaggi come tintura di iodio, blu di metilene e
mercurocromo, e per pennello una ciocca
e delle tecniche dei propri capelli, ottenendo grazie al suo
disegno anamorfico effetti di puro sur-
è sorprendente realismo. Spesso l’immagine si presenta
Nella pagina a fianco: come una materializzazione spontanea
Alexander Lobanov, e rispecchia del metodo paranoico-critico elaborato
Autoritratto da Salvador Dalí: in La morte del vecchio
(prima del 2001); la singolarità boero e del suo cavallo (1940) i contorni
Villeneuve-d’Ascq, del cappello e del mantello del cavaliere
Lam - Lille Métropole di ogni creatore, configurano il profilo dei monti lontani e
Musée d'Art Moderne, nel gruppo di forme presso la sua mano
d'Art Contemporain che non sempre dispone di materiali ca- si delineano allo stesso tempo una testa
et d'Art Brut. nonici e per esprimersi ricorre a mezzi di di cavallo e un uccello.
fortuna con imprevedibili esiti inventivi. Stereotipia, stilizzazione, decorativi-
In alto: Né si perde d’animo per le capacità tec- smo ossessivo, ripetizione seriale, “hor-
Guillaume Pujolle, niche carenti o maldestre, alle quali sup- ror vacui”, combinazione di scrittura e
La morte del vecchio plisce con il proprio estro. Per esempio, immagine sono caratteri frequenti ma
boero e del suo cavallo uno degli autori storici della collezione di non esclusivi. L’ossessione dell’autoritrat-
(20 novembre 1940); Dubuffet, Guillaume Pujolle (1893-1971), to è un modo per riprendersi un’identità
Losanna, ricoverato in manicomio dal 1926 dopo negata dalle circostanze e magari ren-
Collection de l’Art Brut. alcuni episodi di violenza e delirio, usa derla più eroica, come il russo Alexander
25

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Edmund Monsiel, Lobanov (1924-2003) che si rappresenta un granaio, da dove non volle più uscire
Senza titolo adottando le posture di Stalin o di un neanche a guerra finita. Dietro la porta
(1949); fiero combattente. Il fitto proliferare chiusa del suo rifugio-prigione, compose
Losanna, dei volti nei disegni a matita è invece cinquecento disegni dove l ‘affollarsi del-
Collection de l’Art Brut. espressione della paura e dell’assedio le fisionomie varia il proprio ritmo, pur
che costrinse il polacco Edmund Monsiel ripetendosi come un lancinante rosario.
(1897-1962) durante la seconda guerra L’“horror vacui” caratterizza molti au-
mondiale a nascondersi dai tedeschi in tori: Willem van Genk (1927-2005) nelle

26

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A destra: sue tecniche miste di grande forma-
Edmund Monsiel, to accosta i suoi ricordi di viaggio
Senza titolo in vertiginose vedute urbane, fino a
(senza data); colmare tutto lo spazio disponibile:
Losanna, multiple cartoline della lontananza
Collection de l’Art Brut. da una vita molto travagliata.
Diceva Paul Klee: «Scrivere e di-
In basso: segnare sono alla base attività iden-
Willem van Genk, tiche», infatti procedono dalla me-
Collage Ô78 desima pulsione, utilizzano lo stesso
(1978); strumento, e nelle culture più antiche
Losanna, non appaiono dissociabili. A parti-
Collection de l’Art Brut. re da Wölfli, sono innumerevoli gli
autori brut che inseriscono nell’im-
magine il proprio alfabeto, nomi o
elenchi apparentemente incongrui,
tracce enigmatiche di racconto, crip-
tografie, note musicali, come una
lallazione magica e retrospettiva.
Se Carlo Zinelli (1916-1974) rielabo-
rava a suo modo le proprie esperienze

27

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A sinistra: In basso:
Carlo Zinelli, August Walla,
Senza titolo Dèi
(1968); (1986);
Losanna, Losanna,
Collection de l’Art Brut. Collection de l’Art Brut.

ambientali e di guerra con le sue tipiche


silhouette bucate e seriali inframmezzate
dal ritmo musicale dei suoi geroglifici,
per l’austriaco August Walla (1936-2001),
paziente dell’ospedale di Gugging presso
Vienna, dove già alla fine degli anni Ses-
santa lo psichiatra Leo Navratil stimolava
i pazienti al lavoro artistico fondando an-
che una Casa degli artisti per i più dotati
(oggi l’importante Art Brut Center/Gug-
ging), parole e immagini si combinano
in un’unica griglia figurativa a celebrare
un pantheon personale di dèi, demoni e
profeti aureolati da giaculatorie di nomi,
vocaboli stranieri e termini inventati.
Né mancano i performer, le cui opere
hanno una valenza teatrale e pedagogica,
come Giovanni Battista Podestà (1895-
1976) che, oltre a creare decorazioni e
coloratissime sculture apotropaiche, pre-
dicava per le vie di Laveno, bardato come
un variopinto profeta, l’avvento di una
nuova spiritualità, o la trasgressiva Helga
Goetze (1922- 2008) che per le strade di
Berlino, nello spirito degli anni Settanta,

28

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A fianco, da sinistra:
Giovanni Battista
Podestà,
L’uomo degli specchi
(1969-1994);
Parigi,
Centre National
des Arts Plastiques.

Giovanni Battista
Podestà,
Mantello, cappello
e ombrello decorati
e dipinti
(senza data);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

In basso:
Zdenek Košek,
Senza titolo
(1980-1990).

29

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
calcarea con figure metamorfiche. Si av-
verte nelle opere un’ispirazione arcaica:
non a caso i contadini suoi contempora-
nei lo ritenevano posseduto dagli spiriti
degli antichi progenitori e, ancora oggi,
la visita del luogo trasmette un’energia
perturbante che pare riconnetterci alla
parte sommersa e rimossa, perfino mo-
struosa, delle nostre radici culturali.
Se la pietra e il legno hanno in sé una
dimensione materica archetipale, che in
molti di loro trova risonanza, questi artisti
manipolano ogni sorta di materiali dal
sughero alla mollica di pane ai ritagli di
lamiera, dalla terracotta fino al cemen-
to usato per bassorilievi o modellato su
armature di ferro e in seguito dipinto a
colori vivaci con esiti spesso giocosi e pop.
L’attitudine ludica al bricolage è spesso
presente, si vedano le ingegnose costruzio-
ni mobili in legno di Émile Ratier (1894-
1984), contadino diventato quasi cieco,
tra i primi artisti scoperti da Dubuffet
nel mondo rurale, o i mascheroni arcim-
boldeschi fatti con conchiglie di Pascal

Qui sopra: esortava con i suoi arazzi ricamati alla


Helga Goetze, rivoluzione sessuale.
Mytho Sophie La scultura nei materiali più diversi,
(1970-2007); a partire dalla pietra e dal legno, costi-
Losanna, tuisce un ambito ricco di invenzione,
Collection de l’Art Brut. dando vita a bestiari, macchinari miste-
riosi, corpi e teste, e perfino a vaste opere
A destra: ambientali, come il Castello incantato
George Liautaud, del siciliano Filippo Bentivegna (1888-
Possessione 1967) a Sciacca (Agrigento), formato da
(1959-1960 circa). centinaia di teste disposte a semicerchio
o ammassate in concrezioni piramidali
tra gli ulivi del suo podere. Si conservano
anche totem e bastoni multifallici in le-
gno, e altre sculture più piccole in pietra
30

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
A destra:
Filippo Bentivegna,
Scultura in pietra,
anni ‘50.

In basso, da sinistra:
Theo Wiesen,
Barriera,
uomo, diavolo,
donna
(1972-1977);
Villeneuve-d’Ascq,
Lam - Lille Métropole
Musée d’Art Moderne,
d’Art Contemporain
et d’Art Brut.

Auguste Forestier,
Senza titolo
(1935-1949);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

31

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Pascal-Désir
Maisonneuve,
L’eterna infedele
(1927-1928);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

In basso:
André Robillard,
Fucile
(1980 circa).

Maisonneuve (1863-1934), collezionato dell’artista, la cui famiglia ebrea di sarti


inizialmente da André Breton. e commercianti di tessuti fu decimata
Del resto, il riciclaggio di elementi dall’Olocausto.
trovati è uno dei procedimenti oggi più Come si è detto, l’uso di stoffe, ricami
frequenti, rivelando abilità e fantasia e materiali tessili è molto diffuso, e non
straordinaria nel trasmutare gli scarti solo tra le donne. In alcuni casi, come
quotidiani: con scatole di conserve, lam- quello di Judith Scott (1943-2005) che
padine usate, vecchie rotelle, pezzi di le- usa grossi fili colorati, spaghi e fibre per
gno recuperati, stoffa, chiodi, fil di ferro avvolgere oggetti quotidiani fino a occul-
e scotch, André Robillard (1934) fabbrica tarli e a trasformarli in scultura tessile,
dal 1964 i suoi fucili e le sue armi sim- la differenza con l’arte del “mainstream”
boliche. A volte gli esiti sono inquietanti, (si pensi a Christo) non è immediata-
come nel caso di Michel Nedjar (1947) mente percepibile: più che nell’opera in
creatore di molteplici bambole-feticcio sé, infatti, sta nella storia che sta dietro
utilizzando vecchi brandelli di stoffe e nel contesto in cui è stata realizzata.
intinte di terra e sangue: imprescindibile Le storie personali degli artisti sono
il rapporto di queste opere con il vissuto fondamentali per una buona compren-

32

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Dall'alto: sione delle opere. Accertata preliminar- pire il senso del lavoro incessante della
Michel Nedjar, mente la loro qualità estetica, conoscere Scott, occorre infatti sapere che, bam-
Senza titolo l’origine e l’ambiente della loro genesi è bina down e sordomuta, viene separata
(prima del 1976); fondamentale: se si tratta di “mitologie dalla famiglia e dalla amatissima sorella
Dicy individuali”, per usare la felice defini- gemella sana, e vive per trentasei anni
(Francia), zione di Harald Szeemann, è necessario in istituto, finché la gemella diventata
La Fabuloserie. partire dalla singolarità dell’individuo e adulta non la prende con sé. Sarà so-
dalle sue “pieghe” esistenziali. Per ca- lo allora che la Scott, frequentando il
André Robillard, Creative Growth Art Center di Oakland,
Il cervo indiano recupera una forma di comunicazione
(1995-2003); con l’esterno creando i suoi bozzoli, co-
Losanna, me un rituale di seppellimento e resur-
Collection de l’Art Brut. rezione, un’azione forse inconsapevole
di simbolizzazione e autoterapia. L’espe-
L’ispirazione di Robillard rienza della Scott rende anche chiara la
è essenzialmente ludica. funzione maieutica svolta dagli atelier
Se in altri autori, come protetti di creazione.
Nedjar, il riciclaggio L’Art Brut più visionaria può mate-
degli scarti assume rializzarsi anche in forma di grandiosa
una coloritura opera ambientale: una costruzione spon-
drammatica, tanea e non canonica, un giardino o un
Robillard assembla edificio caratterizzato da un insieme de-
materiali, cercati corativo e sculturale originale, parchi di
anche nel bidone sculture e assemblaggi realizzati spesso
della spazzatura con materiali di recupero, opere totali
dell’ospedale in cui nate dalla dedizione e ossessione di un
vive, adattandoli creatore autodidatta e autosufficiente.
ai propri scopi Una fenomenologia ampia con punte
e realizzando d’eccellenza, dove sembra esprimersi –
i desideri ancora oggi al massimo grado – la libera
della sua infanzia: creatività individuale dell’uomo comune
macchine spaziali, e il paradigma poetico di Dubuffet.
animali giocattolo
e «fucili che non
sparano», anche
se nelle intenzioni Judith Scott,
riproducono, per Senza titolo
quanto possibile (1991 circa);
fedelmente, modelli Losanna,
da armeria, Collection de l’Art Brut.
«per uccidere
la miseria».

33

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Picassiette
(Raymond Isidore),
Maison Picassiette
(1938-1962);
Chartres.

In basso:
Sabato “Simon” Rodia,
Watts Towers
(1921-1954);
Los Angeles.

Il complesso trionfale
delle Watts Tower,
diciassette strutture
di altezza diversa,
è stato incluso da storici
dell’architettura
come Bruno Zevi
o Reyner Banham
nella storia ufficiale
dell’architettura.
In anni recenti, La storia iniziata con Ferdinand Cheval
l’opera è stata messa e il suo Palais Idéal prosegue in Francia
in relazione con la all’ombra della cattedrale di Chartres con
tradizione dei Gigli Raymond Isidore detto Picassiette (1900-
di Nola, alte costruzioni 1964), custode del cimitero, che decide dal
di legno a obelisco 1937 in poi di decorare interno ed esterno
e guglia che vengono della propria abitazione, compresi i mo-
portate in processione. bili, con mosaici che realizza con cocci
Nato e vissuto fino di ceramica recuperati nelle discariche e
all’adolescenza incrostati nel cemento, ispirato dai pro-
in Campania a Serino, pri sogni e dalla propria devozione: «La
distante pochi chilometri mappa delle Meraviglie del mondo, che
da Nola, è probabile si poteva credere perduta, era là, sotto il
che Rodia abbia cuscino», ha scritto André Breton.
partecipato alla festa, Dall’altra parte dell’oceano, un altro
conservandone eroe della costruzione solitaria è un emi-
una reminiscenza. grante italiano negli Stati Uniti, Sabato
Rodia (detto anche Sam, 1879-1955), che
nella zona di Watts alla periferia di Los
Angeles erige nell’arco di trentatre anni
un complesso di guglie e strutture a torre,
dove le più alte raggiungono trenta metri
di altezza. Costruite senza un progetto
e senza attrezzature sofisticate, con ce-
mento e acciaio recuperato e abbellite
con formazioni musive di tegole rotte,
piatti, bottiglie, e una varietà di oggetti
ritrovati, le strutture piene di colore furo-
no fabbricate con un’abilità che stupisce
gli architetti e ingegneri contemporanei
e hanno resistito a vari terremoti. En-
trate nell’immaginario americano, citate
da molti scrittori, definite perfino «una
cattedrale del jazz» (De Lillo), da poco
sono anche un sito protetto dall’Unesco.
34

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Dall'alto:
Nek Chand,
Rock Garden
(1958-2015),
veduta panoramica
parziale;
Chandigarh
(India).

Nek Chand,
Rock Garden
(1958-2015),
particolare
col Corteo dei principi;
Chandigarh
(India).

Nella doppia
pagina successiva:
Filippo Bentivegna,
Castello incantato
(1920/1930-1967),
veduta parziale Sembra una fiaba anche la storia di Nek di centinaia di sculture seriali – principi,
dopo il restauro; Chand (1924 -2015), che per cinquant’anni soldati e animali di ogni tipo. Il sito, che
Sciacca costruisce da solo nella foresta presso si estende per dieci ettari, fu prima clan-
(Agrigento). Chandigarh (India) con pietre, cemento destino, poi accusato di abusivismo, oggi
e cocci il Rock Garden, una favolosa città è una delle maggiori attrazioni turistiche
alternativa abitata da una popolazione dell’India settentrionale.

35

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
36

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
37

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Luigi Lineri, e impaginandole Queste imprese creative straordinarie
La Ricerca secondo morfologie non sono un’eccezione: in tutto il mondo
(La Cattedrale ricorrenti che vanno esistono individui positivamente visio-
dei sassi), dalle punte di freccia nari che, da soli e senza alcuna patente
"work in progress" a forme di pesci, agnelli, professionale, decidono di sfuggire al
dal 1964; bovidi, falli, donne pragmatismo utilitario dedicando la loro
Zevio (Verona). gravide, “onfalos” e uova vita alla costruzione di una casa dell’a-
cosmiche, interpretate nima e intercettando la risonanza di un
Allestimento museale come sassi votivi. “genius loci”. In Francia ne sono stati
di sassi raccolti Oggi l’enciclopedica censiti recentemente da Bruno Montpied
sul greto dell’Adige. raccolta di pietre ben trecentocinque. Anche in Italia sono
Da quarant’anni archetipali, che ha numerosi, catalogati progressivamente
Lineri raccoglie invaso parte della sul sito dell’associazione Costruttori di
le pietre levigate sua casa oltre Babele. Notevole è la Cattedrale dei sassi
dall’acqua e secondo al fienile adiacente, presso Verona, enorme e poetico inven-
lui anche dalla mano è la scenografica tario tassonomico di pietre raccolte sul
di antiche popolazioni, materializzazione greto dell’Adige, a cui Luigi Lineri (1937)
classificandole di una verità poetica. continua tuttora a lavorare.
38

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Se il già citato giardino di sculture di La Pazienza, di settecento metri
Filippo Bentivegna è tra gli esempi italia- a cui Leandro quadri, trasformato
ni più noti, condivide dal 2015 il vincolo dedica la sua opera in un labirinto di macerie
ministeriale di tutela con un altro luo- monumentale, risorte dove si
go babelico del Meridione: il santuario è «la pazienza concentrano inferno
della Pazienza a San Cesario di Lecce, del fare», nonostante e paradiso: figure
una installazione imponente di figure la propria fatica, grottesche, animali
e totem in cemento incrostato di cocci, il sarcasmo altrui, bizzarri, mostri
vetri, ferro e molteplici materiali di scar- i materiali di risulta. e scene religiose,
to, che Ezechiele Leandro (1905-1981), Decine di gruppi il cui registro
artista poliedrico e di mestiere riparato- scultorei dall’aspetto espressionista oscilla
re di biciclette, ha realizzato nel corti- di concrezioni fossili perennemente
le adiacente alla sua casa, mescolando affollano un terreno tra burlesco e tragico.
Ezechiele Leandro, ispirazione sacra e profana. Come gran
santuario parte di questi monumenti indisciplinati,
della Pazienza quando privati della manutenzione del
(1955-1975); loro autore, presenta grossi problemi di
San Cesario di Lecce. degrado.

39

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
40

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
LA VIA ITALIANA:
L’ARTE IRREGOLARE
po un’infanzia da trovatello, era diventato
carabiniere a Torino quando, colto da un
improvviso delirio di persecuzione, viene
ricoverato a trentatre anni nel manicomio
di Collegno, dove resterà fino alla morte.
Dopo due anni dal suo internamento, inizia
a lavorare sulle ossa che si procura nella
cucina dell’ospedale creando da sé anche
gli strumenti di intaglio. Ciò che più col-
pisce è l’apparente fragilità e l’equilibrio
instabile di questa gabbia scarnificata dove
Toris ha probabilmente rappresentato la
propria esistenza cercando di riunificare
la dispersione dei suoi pensieri, sogni e
ricordi.
La diffidenza della cultura italiana verso
produzioni artistiche non formaliste non
ha creato condizioni favorevoli a un’ac-
coglienza del concetto di Art Brut. Negli
stessi anni in cui Dubuffet mette assieme la
sua portentosa raccolta, si attesta in Italia
tra il 1950 e il 1970 invece, attorno al caso
di Ligabue, la più rassicurante nozione
di arte “naïve”, che trova il suo territorio
Le uniche collezioni d’elezione nella pianura padana soprattutto
per merito delle esplorazioni di Cesare
italiane storiche (nei Zavattini, la cui collezione è esposta dal
1968 al Museo nazionale delle arti naïves
Musei antropologici di Luzzara in Emilia Romagna, e per l’a-
zione promozionale di Dino Menozzi con
Cesare Lombroso la sua rivista “L’arte naïve” (1973-2002),
che nel tempo si aprirà anche all’arte mar-
e Giovanni Marro ginale in senso più ampio. Un confluire di
sensibilità culturali diffuse, che non si è
dell’Università di Torino, o nel Centro di verificato per la più ruvida Art Brut, ma
documentazione di Storia della psichia- che, esaurita l’originaria spinta ideologica
tria San Lazzaro di Reggio Emilia), che populista, ha finito per produrre un nuovo
Nella pagina a fianco: oggi definiremmo di Art Brut, non sono accademismo mercantile.
Francesco Toris, nate sulla base di un interesse estetico, Nella prassi non sempre risulta agevole
Il Nuovo mondo ma come testimonianza della devianza e classificare gli artisti, e alcuni ritenuti a
(1898-1900); oggetto di studio della scienza positivista suo tempo naïf rientrano oggi nelle colle-
Torino, ottocentesca. In particolare, nella raccolta zioni di Art Brut. Come Pietro Ghizzardi
Museo di antropologia dello psichiatra Marro, si conserva un’o- (1906-1986), pittore contadino scoperto
ed etnografia pera che appare allo sguardo odierno del da Zavattini, che per la grezza intensità
dell'Università cultore di Art Brut un vero capolavoro; si erotica delle sue figure femminili e i mez-
di Torino. tratta del Nuovo mondo di Francesco To- zi poveri utilizzati – cartoni di recupero,
ris: un assemblaggio di centinaia di ossa ritagli di riviste, nerofumo, colori tratti da
In alto: animali levigate e cesellate come avorio, erbe – ha una qualità perturbante ricono-
Pietro Ghizzardi, incastrate l’una nell’altra a formare un sciuta come brut. Ma, dato che la nozione
Senza titolo traliccio labirintico abitato da figure, idoli di Art Brut continua a fare fatica a essere
(1958). e animali fantastici. Toris (1863-1918), do- accettata nella terminologia critica italia-
41

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Iscrizioni incise
su muro da Fernando
Oreste Nannetti
e fotografate
da Pier Nello Manoni
(1979);
Volterra,
ex Ospedale
psichiatrico.

In basso:
Carlo Zinelli,
Senza titolo
(1964);
Losanna,
Collection de l’Art Brut.

na, la definizione più in uso in Italia resta di Volterra, che ne rappresentava la testi-
quella di “arte irregolare”, termine conia- monianza più vivida e poetica. Nannetti,
to dal critico Bianca Tosatti per superare che si autodefiniva «colonnello astrale»,
le contrapposizioni e proposto in alcune nei suoi grafemi arcaici – lettere, numeri,
grandi mostre dal 1997 al 2006. figure –, narrava erraticamente il proprio
Altro momento chiave della vicenda immaginario geoscientifico. Dell’opera re-
italiana è la contestazione dell’istituzio- stano alcuni brani e una documentazione
ne psichiatrica che culminerà nella sua fotografica e video; presso la Collection
abolizione con la riforma Basaglia (1978). de l’Art Brut a Losanna si conserva anche
Fino ad allora le necessità espressive dei una riproduzione parziale in formato reale
pazienti avevano trovato sfogo soltanto nei realizzata con un calco nel 2011.
graffiti sulle pareti, che ormai sbiaditi è La psichiatria progressista, con la sua
ancora possibile rintracciare nei manicomi nuova attenzione volta alla soggettività e al
dismessi. Si è purtroppo deteriorato il lun- mondo emozionale del paziente, porterà a
go e monumentale “libro di pietra” inciso una moltiplicazione degli atelier di creazio-
da Fernando Oreste Nannetti (1927-1994) ne e arteterapia, di cui è antesignano il la-
con la fibbia della cintura durante le ore boratorio creato già nel 1957 dallo scultore
d’aria sui muri del cortile del manicomio inglese Michael Noble all’interno dell’ospe-
dale San Giacomo alla Tomba di Verona. In
questo ambiente orizzontale dove gli utenti
erano lasciati liberi di esprimersi, esplode
il talento di Carlo Zinelli (1916-1974), un
ex alpino reso psichicamente inabile forse
da un trauma di guerra. Carlo sviluppa un
proprio personalissimo linguaggio di lita-
nie visive, ritmi grafici e sagome di figure
e animali stilizzati di profilo, come in un
ermetico teatro d’ombre forate, il cui rit-
mo grafico sofisticato è in sorprendente e
spontanea sintonia con l’arte del proprio
tempo. Portato a conoscenza di Dubuffet
nel 1962 dal giovane psichiatra Vittorino
Andreoli, sarà il primo creatore italiano a
entrare nella Collection de l’Art Brut e resta
ancora oggi l’autore più internazionalmente
riconosciuto.
Nel tempo, gli atelier operativi all’interno
o all’esterno di istituzioni socio-sanitarie
si sono costituiti come il principale vivaio
dell’arte irregolare italiana, riuscendo a
42

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
catturare anche l’attenzione oltreconfine, La Tinaia a Firenze,
come lo storico La Tinaia a Firenze con un foto dell’atelier
gruppo notevole di artisti, o l’Atelier Adria- in uno scatto
no e Michele (Milano), oggi non più ope- dei primi anni Ottanta
rante, ma dove Curzio Di Giovanni (1957) del secolo scorso.
ha disegnato per anni l’enigma pop delle
sue decostruzioni facciali.
Vita più dura hanno i “battitori liberi”
ovvero i creatori individuali che devono
attendere il loro scopritore e padrino per
non restare sepolti nell’ombra, come sareb-
be accaduto a Giovanni Bosco (1948-2009),
considerato oggi internazionalmente uno A sinistra:
dei “classici” dell’Art Brut, se non si fosse Curzio Di Giovanni,
imbattuto in lui Boris Piot, un fotografo Philip Glass
francese dallo sguardo lungo che diffonderà (2007);
alcune immagini tra i suoi amici e su inter- Losanna,
net nel 2008. Le foto catturano l’attenzione Collection
sia di associazioni locali che si attivano de l’Art Brut.
per organizzare una mostra, sia di Lucien-
ne Peiry, allora direttrice della Collection In basso:
dell’Art Brut di Losanna, che vi riconosce Giovanni Bosco,
subito un caso che rientra perfettamente Coltelli e orologio
nei parametri dubuffettiani e acquisisce un ovoidale
centinaio di opere per il museo. Purtroppo, (2008);
mentre va maturando un grande interesse Losanna,
presso i collezionisti, soprattutto in Francia, Collection de l’Art Brut.
Bosco muore prima di poter migliorare le
sue condizioni esistenziali. Mentre i suoi
murali restano condannati al degrado, si
riesce a salvare la sua opera su carta.
Nato a Castellammare del Golfo (Trapa-
ni), Bosco era cresciuto nella dura realtà
della pastorizia siciliana degli anni Cin-
quanta. Condannato per un piccolo abi-
geato a due anni di carcere e a un periodo
al confino fuori dalla Sicilia, da lontano
apprese per caso che due suoi giovanissimi
fratelli erano stati assassinati dalla mafia.
La notizia provocò il suo crollo psichico
e il ricovero in un ospedale psichiatrico.
Tornato al suo paese, vi condusse una vita
da disadattato e marginale in condizioni
di estrema povertà, iniziando a disegnare
e scrivere per strada e sui muri delle case,
ma anche con pennarelli colorati su carta e
supporti di fortuna. elaborando un proprio
originale, icastico linguaggio espressivo.
Sagome ricorrenti ed essenziali di straor-
dinaria forza grafica – cuori, coltelli, bor-
racce, pezzi anatomici, personaggi ecc. – si
disponevano come macchie di ghepardo
sui muri e sui fogli in equilibri compositivi
sempre rinnovati, riempiti e circondati da
elenchi di parole e date, nomi di città o di
persone, genealogie disarticolate e sonore
tradotte in pensiero visivo.
43

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
44

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
DALL’ART BRUT
ALL’OUTSIDER ART

Il termine Art Brut ha settantamila lavori di circa mille auto-


ri), il riconoscimento di questa regione
assunto nel tempo una anomala della creatività contemporanea
non si è più arrestato, acquisendo anche
fisionomia storicizzata – oltre al suo nome storicizzato – molte
altre denominazioni, tra le quali prevale
che coincide con la Outsider Art, affermatasi nel mondo an-
glosassone da quando lo storico dell’arte
Collection de l’Art Brut Roger Cardinal ebbe a titolare così il pri-
mo volume inglese sul tema, pubblicato
di Losanna mentre nel 1972. Rimandando semplicemente a
un concetto spaziale in cui è implicita una
oggi, più che una dialettica tra “dentro” e “fuori”, universi
complementari con un differente destino,
categoria artistica, Outsider Art si è rivelato un termine più
flessibile e neutro rispetto alla nozione
rappresenta un motore storica di Art Brut, e ha consentito la
Nella pagina a fianco: formazione di un vero e proprio sistema
Antonio Roseno de Lima, di pensiero critico sullo dell’arte parallelo che ha i suoi musei,
Ubriaco le sue gallerie, i suoi collezionisti, le sue
(senza data); statuto dell’arte, riviste, le sue fiere e le sue aste. In una
Losanna, prospettiva globalizzata dal Giappone al
Collection de l’Art Brut. nello spirito dello stesso Dubuffet: «L’art Brasile, oggi si contano nel mondo più
brut, lo stato selvaggio o la libertà non di ottanta istituzioni museali dedicate e
In alto: devono essere concepiti come luoghi, una Outsider Art Fair che si tiene a New
William Edmondson, soprattutto non come luoghi fissi, ma York e a Parigi.
Senza titolo come direzioni, aspirazioni, tendenze […] Nella crescita di attenzione giocano un
(Adamo ed Eva, come un polo, un vento che soffia più o ruolo rilevante gli Stati Uniti. La cultura
o Coppia egiziana) meno forte». americana appare infatti più pronta al
(1940 circa); Mentre il museo di riferimento a Lo- riconoscimento estetico di queste opere
Londra, sanna ha continuato a crescere negli anni eccentriche, anche perché nel solitario, e
Museum of Everything. (attualmente la collezione comprende spesso eroicamente ostinato, “self-taught
45

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
gono. In particolare l’etichetta Folk, più
estensiva ma considerata negli Stati Uniti
quasi un sinonimo per Outsider Art e Art
Brut, comprende manifestazioni diverse
che vanno da un fantasioso artigianato
anonimo e dai ritrattisti ambulanti naïf
alle creazioni bizzarre di autori solitari,
predicatori e profeti attestati nel margine.
E, proprio il profondo radicamento nell’a-
nima statunitense dell’idea di una Folk Art
come frutto di singoli “self-made-men”
creativi e indipendenti, che con il ma-
teriale grezzo a disposizione danno vita
ai propri universi immaginari, spiega il
crescente successo dagli anni Novanta in
poi, anche mercantile, dell’Outsider Art in
America. Il fenomeno forse più significati-
vo di questa esplorazione dei margini è la
scoperta della creatività afro-americana,
che si dipana tra due estremi: la storia
emblematica del cosiddetto Elettricista
(“Wireman”) di Filadelfia, autore anoni-
mo di più di mille piccoli assemblaggi di
oggetti avvolti da cavi e fili, ritrovati per
strada in una notte del 1982, e attribuiti
a un afro-americano per via del quartiere
nero e per l’aspetto di minuscoli feticci, e
il successo postumo dei disegni su carto-
ne di Bill Traylor (1853-1949), artista di
strada che oggi occupa un posto centrale
nelle collezioni con quotazioni che vanno
oltre i 300.000 dollari.
Se il processo di “artificazione” culmi-
nato nella Biennale di Venezia del 2013,
che ha affiancato negli stessi spazi artisti
professionisti e irregolari, ha ridato cen-
tralità all’opera a prescindere dal sistema
che la sostiene, e se le mostre “ibride” e
inclusive sono diventate sempre più di
tendenza, sono in molti a ritenere che
una assimilazione definitiva dell’Art Brut
Shinichi Sawada, artist” riconosce un’ulteriore personifica- o Outsider nel paese “glamour” dell’ar-
Senza titolo zione del proprio mito fondatore: il “self- te contemporanea istituzionale non sia
(2006-2007); made man”. Non a caso, prima del domi- esente da rischi di scadimento o di vam-
Shiga nio esclusivo dell’ortodossia modernista, pirizzazione. Oggi, in un’epoca dove il
(Giappone), la programmazione negli anni Trenta del surplus visuale ha creato una velocissima
Nonprofit MoMA neonato e del suo primo direttore, obsolescenza e standardizzazione delle
Organization Alfred H. Barr jr., era pronta ad accogliere immagini, e dove l’arte è ormai assog-
Haretari-Kumottari. anche il Folk eccentrico degli autodidatti gettata come tutto il resto all’economia,
e le contaminazioni della strada, spingen- l’idiosincrasia dell’Art Brut resta un anti-
dosi fino a organizzare nel 1937 la prima doto, un valore non omologato di inten-
mostra di un afro-americano, lo scultore sità e di comunicazione forte, e finora
autodidatta William Edmondson (1870- anche di autenticità rispetto alle leggi di
1951). Permane tuttora una certa confu- mercato. Ci invita tutti a riflettere sulla
sione terminologica tra Folk Art, Outsider libertà dai nostri limiti per scoprire che
Art, Intuitive Art, Visionary Art, categorie l’arte è semplicemente una pratica costi-
i cui confini sono labili e si sovrappon- tutiva della nostra umanità.
46

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Dall'alto:
“Elettricista
di Filadelfia”,
MacDonald
(prima del 1992);
Villeneuve-d’Ascq,
Lam - Lille Métropole
Musée d’Art Moderne,
d’Art Contemporain
et d’Art Brut.

Bill Traylor,
Senza titolo
(Radio)
(1940-1942 circa);
Washington,
Smithsonian
American
Art Museum.

47

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
QUADRO CRONOLOGICO

AVVENIMENTI STORICI AVVENIMENTI STORICI


ART BRUT ART BRUT
E ARTISTICI E ARTISTICI

Muore la regina Vittoria, il nuovo re 1901 Jean Dubuffet nasce a Le Havre. Alla 25a. Biennale di Venezia una 1950 Primo congresso mondiale di psi-
d’Inghilterra è Edoardo VI. Muore sala è dedicata ad Henri Rousseau. chiatria presso l’ospedale Sain-
Toulouse-Lautrec. Burri espone i Sacchi. te-Anne di Parigi. Nell’occasione
viene organizzata una mostra in-
La guerra russo-giapponese rag- 1905 Lo psichiatra Auguste Marie apre ternazionale di arte psicotica con
giunge la sua fase critica: Port Ar- a Parigi il suo Musée de la folie. In duemila opere provenienti da tutto il
thur, importante base navale della seguito, le opere della sua colle- mondo. Molto visitata, sarà oggetto
Russia zarista in Cina, si arrende zione entreranno a far parte della dello studio di Robert Volmat L’art
ai giapponesi. A Dresda si forma il Collection de l’Art Brut di Dubuffet, psycopathologique (1956). Dubuffet
gruppo Die Brücke. A Parigi, prima oggi a Losanna. Nel manicomio polemizza contro questa definizione.
mostra dei Fauves. Picasso inau- di Collegno (Torino) il ricoverato
gura il Periodo rosa con la Famiglia Francesco Toris completa il suo Guerra di Corea. A Parigi, Italia, Fran- 1951 Esplode il contrasto tra Dubuffet e
di acrobati. capolavoro, Il Nuovo mondo. cia, Germania, Lussemburgo, Belgio Breton, il quale lascia la Compa-
e Olanda istituiscono la Comunità gnie de l’Art Brut che si scioglierà
La Cina diventa una repubblica. 1912 A Hauterives (Francia) il postino europea del carbone e dell’acciaio, subito dopo. Dubuffet trasferisce la
Fine della guerra italo-turca. Pri- Ferdinand Cheval termina la co- archetipo della futura Unione europea. collezione negli Stati Uniti a casa
ma guerra balcanica. Kandinskij e struzione del suo Palais Idéal, ini- Terza importante personale di Magrit- dell’amico pittore Alfonso Ossorio
Marc pubblicano a Monaco il primo ziata nel 1879. Il critico Willhelm te a New York (la prima nel 1947). a East Hampton, presso New York.
numero di “Der Blaue Reiter Al- Uhde pubblica la prima monografia
manach”, illustrandolo con opere su Henri Rousseau e inizia a colle- A Roma i sei paesi della CECA 1957 Lo scultore scozzese Michael Noble
dell’avanguardia contemporanea, zionare artisti naïf, tra cui la visio- firmano il trattato costitutivo della attiva un atelier per i pazienti all’o-
disegni infantili, arte popolare e naria Séraphine Louis (Séraphine CEE (Comunità economica europea). spedale psichiatrico San Giacomo
“naïve”, sculture tribali. de Senlis), modello anticipatore L’Internazionale lettrista e il Bauhaus alla Tomba presso Verona, dove
delle protagoniste dell’Art Brut. imaginista si fondono per dar vita inizia a disegnare Carlo Zinelli rive-
all’Internazionale situazionista con lando un enorme talento. La prima
Paul Klee inizia il suo insegnamen- 1921 Walter Morghenthaler pubblica ex del gruppo CoBrA come Asger mostra collettiva è presentata dallo
to alla scuola del Bauhaus di Wei- uno studio su Adolf Wölfli: è la Jorn, Karel Appel, Pierre Alechinsky. scrittore Dino Buzzati.
mar, fondato nel 1919 da Gropius. prima monografia dedicata inte-
ramente all’opera artistica di un Rivolta di Fidel Castro a Cuba con- 1958 Nek Chand inizia nella giungla
malato mentale. tro il governo Batista. A New York, presso Chandigarh (India) il Rock
seconda personale di Rothko. Garden, che diventerà il più grande
In Italia, Marcia su Roma dei fasci- 1922 Lo psichiatra Hanz Prinzhorn racco- “outsider environment” del mondo
sti e Mussolini al potere. Kandinskij, glie a Heidelberg le opere dei ricove-
tornato l’anno prima in Germania rati e pubblica La produzione artisti- Crisi dei missili a Cuba: il segretario 1962 Dubuffet riporta a Parigi dagli
dalla Russia dove era rientrato allo ca dei malati mentali, dandone una del PCUS Nikita Chruščëv, vista la Stati Uniti la collezione di Art Brut,
scoppio della prima guerra mon- valutazione estetica e non soltanto fermezza del presidente america- ospitata per più di un decennio da
diale (1914-1918), è chiamato a clinica. Il volume sarà di ispirazione no John F. Kennedy, ritira le armi Alfonso Ossorio, e rifonda la Com-
insegnare al Bauhaus di Weimar. per i surrealisti e per Dubuffet. nucleari dall’isola. pagnie de l’Art Brut in un edificio
privato di rue de Sèvres.
Atomiche americane su Hiroshima 1945 Viaggio in Svizzera di Jean Dubuf-
e Nagasaki e fine della seconda fet, che visita le collezioni psichia- Negli Stati Uniti viene assassinato 1965 Lorenza Trucchi, membro italia-
guerra mondiale (inizio: 1939). triche e conia il termine Art Brut. Malcom X. Qui Donald Judd e Ro- no della Compagnie de l’art Brut,
bert Morris teorizzano la Minimal pubblica a Roma la prima mono-
Referendum in Italia: sconfitta della 1946 Dubuffet visita a Parigi una mostra Art. grafia su Jean Dubuffet.
monarchia e vittoria della repubbli- di pitture medianiche organizzata
ca. Peron presidente dell’Argentina. dall’Union Spirite Française e sco- Israele sconfigge l’Egitto nella 1967 Nella mostra L’Art Brut al Musée
Lucio Fontana redige il Manifiesto pre Lesage e Crépin che entreran- guerra dei Sei giorni. Nasce il ter- des Arts Décoratifs di Parigi viene
Blanco. no nella sua collezione. mine “Arte concettuale”. Germano esposta una parte della collezione
Celant allestisce la prima mostra di Dubuffet: settecento opere di
Piano Marshall per l’Europa. Nasce 1947 Dubuffet fonda a Parigi nello scan- di Arte povera. Primi esempi di sessantacinque autori.
il Kominform in Unione Sovietica. tinato della Galleria René Drouin il Land Art. Muore Magritte.
Cade il governo di coalizione in Ita- Foyer de l’Art Brut, dove espone
lia. Prima mostra del Fronte nuovo foto, documenti e le prime opere In Italia, si apre l’ondata di agitazio- 1969 Il Palais Idéal di Ferdinand Cheval
delle arti alla Galleria della Spiga collezionate: la direzione è affidata ni sindacali definita Autunno caldo. viene iscritto, grazie all’impegno di
di Milano. Nasce il Gruppo Forma al critico Michel Tapié. L’editore La missione americana Apollo 11 André Malraux, nel registro france-
a Roma. Gallimard pubblica il primo fa- porta l’uomo sulla Luna. se dei monumenti storici.
scicolo della serie “L’Art Brut”,
progettata da Dubuffet; è dedi- 1971 Dubuffet dona la sua collezione di
cato alle sculture del cosiddetto Art Brut al Comune di Losanna che
Barbus Müller. si impegna a realizzare un museo.

In Italia viene promulgata la Co- 1948 Dubuffet fonda la Compagnie Nixon è rieletto presidente degli 1972 Nella Documenta 5 di Kassel, il
stituzione. Nascita dello Stato di de l’Art Brut, associazione di cui Stati Uniti, ma lo scandalo Water- curatore Harald Szeeman conia il
Israele e prima guerra arabo-israe- fanno parte André Breton, gli scrit- gate porta al suo impeachment. concetto di “mitologie individuali” e
liana. Assassinio di Gandhi in India. tori Jean Paulhan e Henri-Pierre Sensazionale ritrovamento, nel inserisce Wölfli e altri marginali tra
Mostra del Fronte nuovo delle arti Roché, Charles Ratton, esperto mare della Calabria, dei Bronzi gli artisti esposti. Lo storico dell’arte
e grande personale di Picasso alla di arti tribali e primitive, e Michel di Riace, due statue greche del V Roger Cardinal pubblica a Londra il
Biennale di Venezia. Fontana firma Tapié. La sede è in un padiglione secolo a.C. volume Outsider Art; il nuovo termi-
con altri il Manifesto del Movimento presso l’editore Gallimard. ne sostituisce e integra nel mondo
spaziale. anglosassone quello di Art Brut.

Il critico Anatole Jakovsky pubblica 1949 Prima mostra pubblica della colle- La crisi energetica, causata dal 1973 La Regione siciliana acquista a
un volume sulla pittura naïf, di cui zione di Art Brut presso la Galleria blocco dell’approvvigionamento Sciacca dagli eredi il Castello incan-
diventerà il promotore, entrando Drouin. In catalogo, Dubuffet pre- di petrolio da parte delle nazioni tato di Filippo Bentivegna, scomparso
anche in polemica con Dubuffet. cisa il suo concetto di Art Brut in un dell’Opec, ha come conseguenza nel 1967, salvando dalla distruzione
Sarà determinante per la diffusione testo-manifesto L’Art Brut preferita l’adozione di misure di austerità un’eccezionale opera ambientale, ma
del naïf in Italia. alle arti culturali. in Occidente. avvia un discutibile restauro.

48

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
AVVENIMENTI STORICI AVVENIMENTI STORICI
ART BRUT ART BRUT
E ARTISTICI E ARTISTICI

In Spagna, Juan Carlos di Borbone 1975 Massimo Mensi fonda l’atelier Crisi delle Borse e fallimento 2008 Scoperta dell’Art Brut giappo-
è il successore designato di Fran- creativo La Tinaia presso l’ospedale della banca Lehman Brothers. nese, che a Shiga ha già il suo
cisco Franco. Fine della guerra del psichiatrico San Salvi di Firenze. Viene lanciato l’iPhone. Manife- museo: Borderless Art Museum,
Vietnam, con la prima vera sconfitta sta 7: Manifesta arriva in Italia esposta in prima europea al mu-
politico-militare della storia degli per la prima volta. seo di Losanna.
Stati Uniti.
Barack Obama è eletto presi- 2009 Nasce, a cura dell’antropolo-
Jimmy Carter è il nuovo presidente 1976 Si inaugura a Losanna il museo pub- dente degli Stati Uniti. go Gabriele Mina, il sito web
degli Stati Uniti. Muore Mao Ze- blico Collection de l’Art Brut, allestito costruttoridibabele.net con il
dong. Muore Calder. e diretto da Michel Thévoz (fino al fine di censire e documentare
2001), nella sede dello Château de le opere ambientali irregolari
Beaulieu, dove si trova tuttora. italiane.

In Italia viene approvata la Legge 1978 Riconosciuto negli Stati Uniti il valore Inizia la “Primavera araba”. Lan- 2010 Apre a Lille il LAM, museo rin-
180, promossa da Franco Basa- artistico delle Torri di Watts costruite cio dell’applicazione Instagram. novato per esporre a fianco
glia, che decreta la chiusura dei a Los Angeles da Sabato Rodia, che delle collezioni di arte moder-
manicomi e restituisce dignità di vengono iscritte nel registro ameri- na e contemporanea la ricca
persona ai malati mentali. cano dei monumenti storici. donazione “L’Aracine” di Art
Brut. A Londra espone per la
Rivoluzione khomeinista in Iran. 1979 Roger Cardinal e Victor Musgrave, prima volta The Museum of
Le truppe sovietiche invadono membro della Compagnie de l’Art Everything, grande raccolta di
l’Afghanistan. Elezione del primo Brut, curano la prima grande mo- Art Brut e Outsider, che il colle-
parlamento europeo. Compare il stra a Londra di Art Brut: Outsiders, zionista James Brett trasformerà
termine “Transavanguardia” in un alla Hayward Gallery. in museo itinerante dall’Europa
saggio di Achille Bonito Oliva. alla Russia e all’Australia. Nasce
presso il Gaia Museum in Dani-
1981 Leo Navratil apre nella clinica marca la European Outsider Art
psichiatrica di Gugging, a Kloster- Association, a cui aderiranno
neuburg presso Vienna, una Casa numerose istituzioni, associa-
degli artisti, dove pazienti dotati zioni e atelier. Esce il primo
possono vivere e creare, e che ne- numero della rivista italiana
gli anni diventerà un grande centro “Osservatorio Outsider Art”.
di produzione e promozione.
Rielezione di Putin in Russia e di 2012 La mostra Banditi dell’Arte, cu-
Si diffonde la sperimentazione sulla 1985 Muore Jean Dubuffet. Obama negli Stati Uniti. François rata da Gustavo Giacosa e Marti-
realtà virtuale. Hollande è eletto presidente del- ne Lusardy alla Halle Saint Pier-
la Repubblica francese. Ha inizio re, presenta a Parigi cinquanta
Caduta del Muro di Berlino che 1989 John Maizels fonda in Inghilterra la guerra civile in Siria. autori italiani di Art Brut.
sancisce la fine della Guerra fred- “Raw Vision”, rivista dedicata ad
da e l’inizio della disgregazione Art Brut e Outsider. Alla Galleria Benedetto XVI abdica al ruolo di 2013 Alla 55. Biennale di Venezia la
dell’Unione Sovietica. A Pechino, Nazionale di Roma prima grande pontefice, viene eletto papa Ber- mostra Il Palazzo Enciclopedico,
protesta e massacro di studenti in retrospettiva di Dubuffet, curata goglio, col nome di Francesco. Xi curata da Massimiliano Gioni,
piazza Tienanmen. da Lorenza Trucchi e Augusta Jinping presidente della Repub- propone un’ampia selezione di
Monferini. blica Popolare Cinese. Ascesa artisti brut e outsider.
del fondamentalismo islamico.
Entra in vigore il trattato di Maa- 1993 Si tiene a New York la prima Out-
stricht e nasce l’Unione europea. sider Art Fair, che si ripeterà con L’Isis si proclama Califfato fa- 2014 Si inaugurano un nuovo museo
cadenza annuale fino a oggi, af- cendo propria una strategia di di Art Brut, Oliva Art Factory,
fiancata dal 2013 anche da un’e- attacchi terroristici che semine- in Portogallo e un Outsider Art
dizione parigina. ranno morte e terrore in varie Museum in Islanda. Viene appo-
parti del mondo. Invasione russa sto il vincolo di bene culturale
1995 Si apre negli Stati Uniti, a Baltimo- della Crimea e sua annessione al santuario della Pazienza di
ra, l’American Visionary Art Mu- alla Russia con un referendum: Ezechiele Leandro a San Cesa-
seum consacrato all’Outsider Art. Unione europea e Stati Uniti rio (Lecce), primo esempio di
David Bowie e Brian Eno realizzano reagiscono con una serie di riconoscimento ufficiale in Italia
l’album Outside, ispirato agli artisti sanzioni. di opera ambientale brut, il che
di Gugging. però non ne arresta il degrado.

Hong Kong ritorna alla Cina dopo 1997 Bianca Tosatti lancia il termine Storica fine dell’embargo statu- 2015 Il Castello incantato di Filippo
novantanove anni di protettorato “arte irregolare”, introducendo in nitense nei confronti di Cuba. In Bentivegna (Sciacca) viene di-
britannico. Si inaugurano il Gug- Italia l’Art Brut con la mostra Fi- crescita i flussi migratori da paesi chiarato bene culturale e sotto-
genheim Bilbao e la Fondation gure dell’anima. Arte irregolare in extraeuropei verso l’Unione euro- posto a vincolo di tutela.
Beyeler a Basilea. Negli Stati Uniti Europa (Genova, Palazzo ducale) . pea. 56. Biennale di Venezia, dal
è pubblicato il primo blog. titolo All the World’s Futures.

Georg W. Bush viene eletto presi- 2000 Nasce a Parigi l’Associazione abcd, Brexit: con un referendum l’In- 2016 Ad Amsterdam apre l’Outsider
dente degli Stati Uniti. Si inaugura basata sulla collezione di Bruno ghilterra decide la sua uscita Art Museum, ospitato nella sede
la Tate Modern a Londra. Decharme, che organizza mostre dall’Unione europea. dell’Hermitage.
itineranti, iniziando dagli Stati Uni-
ti, per promuovere conoscenza e Donald Trump è il nuovo presi- 2017 Mostra antologica di Carlo Zinel-
diffusione dell’Art Brut. dente degli Stati Uniti. Macron li, curata da Valerie Rousseau,
è eletto presidente in Francia. al Folk Art Museum di New York.
L’11 settembre, attentato alle Twin 2001 La collezione Prinzhorn a Heidelberg
Towers di New York, rivendicato diventa museo pubblico. Il Museum A maggio, elezioni europee. A 2019 Carlo Zinelli recto verso: mostra
da Al Qaeda. Dr. Guislain a Gent/Gand (Belgio) cinquecento anni dalla mor- a Losanna delle novanta opere
ospita stabilmente una grande te, serie di eventi in onore di “double face” nella Collection
collezione olandese di Outsider Art. Leonardo. de l’Art Brut.

49

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
BIBLIOGRAFIA

Opere a carattere generale: H. Prinzhorn, L’arte dei folli. L’attività Monografie su artisti citati nel testo (in ordine alfabetico per ar-
plastica dei malati mentali (1922), Milano 2011; R. Cardinal, Outsider tista):
Art, Londra-New York 1972; M. Thévoz, L’Art Brut, Ginevra 1980; J.M. Bentivegna: G. Dorfles, Il giardino incantato di Filippo Bentivegna, Pa-
MacGregor, The Discovery of the Art of the Insane, Princeton 1989; M. lermo 1989; Filippo Bentivegna. Storia, tutela e valori selvaggi, a cura
Thévoz, Art Brut, psychose et mediumnitè, Parigi 1990; M.Tuchman, di R. Ferlisi, Sciacca 2015; F. Lo Bue, Art Brut & Filippo Bentivegna,
C.S. Eliel, Parallel Visions. Modern Artists and Outsider Art, Los Ange- Sciacca-Palermo 2019.
les, Princeton 1992; J. Maizels, Raw Creation. Outsider art and beyond, Bosco: E. di Stefano, Giovanni Bosco, in “L’Art Brut”, 24, Losanna
Londra 1996; Figure dell’anima. Arte irregolare in Europa, a cura di B. 2013.
Tosatti, Milano 1997; A. Ottieri, Arte necessaria. Dodici storie di Outsider Chand: L. Peiry, J. Maizels et al., Nek Chand’s Outsider Art: The Rock
in Italia, Milano 1997; L. Peiry, L’Art Brut (Parigi 1997), IV ed., Parigi Garden of Chandigar, Parigi 2005.
2016; J. Maizels, D. Von Schaewen, Fantasy Worlds, Londra 1999; G. Cheval: J.P. Jouve, C. e C. Prévost, Le Palais du facteur Cheval. Quand le
Bedoni, B. Tosatti, Arte e psichiatria. Uno sguardo sottile, Milano 2000; songe devient la réalité, Hédouville 1994.
C. Rodhes, Outsider Art, Spontaneus Alternatives, Londra 2002; G. Be- Corbaz: J. Porret-Forel, Aloïse. Le ricochet solaire, Milano-Losanna
doni, Visionari. Arte, sogno e follia in Europa, Milano 2004; L. Danchin, 2012.
Art Brut. L’istinct créateur, Parigi 2006; Oltre la ragione. Le figure, i ma- Darger: J.M. MacGregor, Henry Darger: in the Realms of the Unreal,
estri, le storie dell’arte irregolare, a cura di B. Tosatti, Milano 2006; M. New York 2002; K. Biesenbach, Henry Darger, Monaco 2019.
Dècimo, Les jardins de l’art brut, Digione 2007; A. Dal Lago, S. Gior- Ghizzardi: L. Orlich, Pietro Ghizzardi, Reggio Emilia 1975; J. Canteri,
dano, Fuori cornice. L’arte oltre l’arte, Torino 2008; E. di Stefano, Irre- A scrivere ho davanti il mondo. Parole e immagini nell’opera di Pietro
golari. Art Brut e Outsider Art in Sicilia, Palermo 2008; T. Röske, I.von Ghizzardi, Palermo 2014.
Beyme, Surrealismus und Wahnsinn. Surrealism and Madness, Heidel- Gill: M. H. Jeanneret, Madge Gill, Losanna 2017.
berg 2009; Costruttori di Babele. Sulle tracce di architetture fantastiche Guo Fengyi: L. Peiry, Guo Fengyi, in “L’Art Brut”, 23, Losanna 2011.
e universi irregolari in Italia, a cura di G. Mina, Milano 2011; Banditi Isidore: E. Franzosini, Raymond Isidore e la sua cattedrale, Milano
dell’arte, a cura di G. Giacosa, M. Lusardy, Parigi 2012; L. Danchin, 1995.
Aux frontières de l’art brut, Parigi 2013; L’autre de l’art. Art involontaire, Kunz: A.C. Meier, Emma Kunz 1892-1963, Würenlos 2003; World Re-
art intentionel en Europe, 1850-1974, a cura di S. Faupin, Lille 2014; G. ceivers: Georgiana Houghton, Hilma af Klint, Emma Kunz, a cura di K.
Garcìa, Arte outsider. La pulsion creativa al desnudo, Barcellona 2015; Althaus et al., Monaco 2019.
Inquietudine delle intelligenze. Contributi e riflessioni sull’arte irregolare, Leandro: Leandro unico primitivo, a cura di A. Di Marzo et al., Foggia
a cura di B. Tosatti, S. Ferrari, “Quaderni di PsicoArt” n. 6, Bologna 2016.
2015; M. Perniola, L’arte espansa, Torino 2015; Irregolari. Sguardi late- Nannetti: Nannetti, a cura di L. Peiry, Losanna 2011.
rali nell’arte italiana da Antonio Ligabue all’Atelier dell’Errore, a cura di Podestà: L. Peiry, Giovanni Battista Podestà, in “L’Art Brut”, 15, Lo-
D. Rosi, Trento 2016; Outsider Art Sourcebook. International Guide to sanna 1987.
Art Brut and Outsider Art, a cura di J. Maizels, Herts 2016; A. Accatino, Scott: L. Peiry, Judith Scott, in “L’Art Brut”, 24, Losanna 2013.
Outsiders, Firenze 2017; B. Montpied, Les Gazouillis des élephants, Pa- Rodia: Sabato Rodia’s Towers in Watts, a cura di L. Del Giudice, New
rigi 2017; L’art brut, a cura di M. Lusardy, Parigi 2018; I. Brugger et al., York 2014.
Flying High. Künstlerinnen der Art Brut, Vienna 2018; L. Cooke, Outliers Toris: Giovanni Marro - Francesco Toris. Ossessioni. Un antropologo e
and American Vanguard Art, Chicago 2018; A. Accatino, Outsiders2, Fi- un artista nel Manicomio di Collegno, a cura di G. Mina, Nardò 2009.
renze 2019; C. Delavaux, Art brut. Le guide, Parigi 2019; Traylor: V. Rousseau, D. Purden, Bill Traylor (ed. bilingue francese/in-
glese), Losanna 2018; L. Umberger, K. J. Marshall, Between Worlds: The
Art of Bill Traylor, Princeton 2018.
Jean Dubuffet e l’Art Brut: J. Dubuffet, Asfissiante cultura (Milano Wölfli: W. Morghenthaler, Arte e follia in Adolf Wölfli, Padova 2007; S.
1969), Milano 2006; Id., I valori selvaggi. Prospectus e altri scritti, Mila- Lévy, Adolf Wölfli Univers, Lille 2011.
no 1971; Dubuffet & Art Brut, a cura di J. H. Martin, Düsseldorf 2005; C. Zemánková: Anna Zemánková, a cura di A. Simková, T. Zemánková,
Delavaux, L’art brut, un fantasme de peintre, Parigi 2010; Jean Dubuffet e Praga 2017.
l’Italia, a cura di S. Cecchetto, M. Vanni, Milano 2011; L’Art Brut de Jean Zinelli: Carlo Zinelli. Catalogo generale, a cura di V. Andreoli, S. Mari-
Dubuffet. Aux origines de la collection (ed. bilingue francese/inglese), a nelli, Venezia 2002; G. Bedoni, F. Porzio, Carlo Zinelli. Cronache visio-
cura di S. Lombardi, Losanna-Parigi 2016; B. Brun, Jean Dubuffet et la narie, Palermo 2014; Carlo Zinelli recto verso (ed. bilingue francese/in-
besogne de l’Art Brut, Digione 2019. glese) a cura di A. Zanzi, Losanna 2019; Carlo Zinelli. Visione continua,
a cura di L. M. Barbero, Mantova 2019.
Periodici: “L’Art Brut”, fascicoli dalla periodicità irregolare editi dal
museo Collection de l’Art Brut di Losanna (a oggi 26 numeri); “Raw Vi-
sion”, rivista quadrimestrale internazionale, fondata e diretta dal 1989
da J. Maizels (a oggi 103 numeri); “Osservatorio Outsider Art”, rivista
semestrale italiana con contributi internazionali, diretta da Eva di Ste-
fano, on line www.outsiderartsicilia.it (a oggi 18 numeri).

REFERENZE 14, 26-27 foto Olivier Laffely, Kunz Zentrum); p. 38 (© Ro- Pubblicazione periodica © 2020
FOTOGRAFICHE Atelier de numérisation - Vil- dolfo Hernandez/Rohd Stu- Reg. Cancell. Trib. Giunti Editore S.p.A.
le de Lausanne/pp. 15a, 21b, dio); p. 39 (© Lina Pispico). Firenze n. 3384 Firenze - Milano
© Henry Darger, Jean Dubuf- 43b foto Caroline Smyrlia- del 22.11.1985
Iva assolta dall’editore
fet, Augustin Lesage, André dis, Atelier de numérisation -
a norma dell’articolo
Robillard by SIAE 2020. Ville de Lausanne/p. 15b foto L’editore si dichiara disponi- 74 lett. c - DPR 633
Sarah Baehler, Atelier de nu- bile a regolare le spettanze per del 26.10.72
Tutte le immagini apparten- mérisation - Ville de Lau- quelle immagini di cui non sia
gono all’Archivio Giunti, a sanne/pp. 18, 31b, 32a, 42b stato possibile reperire la fonte. www.giunti.it
eccezione di: copertina, p.p. foto Claude Bornand/pp. 19, Per quanto riguarda le dida- www.artedossier.it
9b, 12b, 14, 15bc, 18-19, 21b, 33c foto Marie Humair, Ate- scalie: quando non altrimenti
25, 26-28, 29b, 30a, 31c, 32a, lier de numérisation - Vil- indicato, l’opera fa parte di col-
33bc, 42b, 43bc, 44 (© Col- le de Lausanne/pp. 25, 33b, lezione privata.
lection de l’Art Brut, Losan- 43b foto Arnaud Conne, Ate-
na/copertina, pp. 28a, 44 foto lier de numérisation - Ville de Acquisto dossier:
Claudine Garcia, Atelier de Lausanne/p. 28b foto Pfeifer Art e Dossier Tel 055-5062424
numérisation - Ville de Lau- H. & A./p. 30a foto Morgane Inserto redazionale dal lunedì al venerdì
sanne/p. 9b foto Jean-Jacques Détraz, Atelier de numéris- allegato al n. 373 orario cont. 9.00-18.00
Laeser/p. 12b foto Kevin Sei- ation Ville de Lausanne); Febbraio 2020 posta@artedossier
sdedos, Atelier de numéris- p. 4 (Association Atelier An- Direttore responsabile Acquisto online
ation - Ville de Lausanne/pp. dré Breton); p. 20 (© Emma Claudio Pescio www.giuntialpunto.it

50

Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today
Trova questa rivista e tutte le altre molto prima,ed in più quotidiani,libri,fumetti, audiolibri,e tanto altro,tutto gratis,su:https://marapcana.today