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Lo Stato romano

 Fortune e sfortune degli imperi


 Nella parte occidentale l’impero romano durò per circa sette secoli, fino
al 476 d.C., le invasioni germaniche posero fine alla sua esistenza. Nella parte
orientale proseguì per altri mille anni, fino al 1453, quando la capitale
Costantinopoli fu conquistata dai turchi.
 Il sistema politico romano non nacque per volontà di un singolo, fu il
risultato di un opera collettiva, compiuta dal senato, dai magistrati, dalle
assemblee popolari.
 Prodotto di tensioni e di lotte sociali, specialmente tra patrizi e plebei,
sistema molto complicato e originale.
 Roma era una polis, una città che si autogovernava. Da quando, nel 509
a.C. la monarchia era stata abolita, la parola rex, “re”, era ritenuta come un
insulto.
 Roma era una res publica, “repubblica”, ovvero una “cosa”(res),
“pubblica”(publica), un bene comune.
 L’insieme dei cittadini costituiva il populus, il “popolo”, in età arcaica
probabilmente populus era sinonimo di “esercito”.
 Le assemblee popolari: comizi curiati, comizi centuriati, comizi
tributi
 Normalmente le città antiche avevano un’unica assemblea popolare, i
romani invece ne avevano ben quattro, chiamate comizi o concilii. Tre
raccoglievano il popolo senza distinzione tra patrizi e plebei, la quarta
escludeva i patrizi.
 Gli antichi comizi curiati svolgevano funzioni minori, di ordine soprattutto
rituale, come la conferma dell’elezione dei magistrati o la testimonianza
nella nomina dei sacerdoti, nelle adozioni, nei testamenti. Ben più rilevanti
erano le altre assemblee.
 I comizi centuriati raccoglievano tutti i cittadini, distribuiti in centurie
(raggruppamento di cento uomini) e divisi in cinque classi a seconda della
loro ricchezza. Vigeva il principio che gli obblighi e i diritti dei cittadini
dovessero essere ripartiti in rapporto alle loro capacità economiche.
Cittadini-soldati Censo Armi/contributi
I CLASSE (98 centurie) 100.000 assi e più Armi + cavallo
18 centurie di cavalieri + 80 centurie di fanti
II CLASSE 75.000-100.000 assi Armi
20 centurie di fanti
III CLASSE 50.000-75.000 assi Armi
20 centurie di fanti
IV CLASSE 25.000-50.000 assi Armi
20 centurie di fanti
V CLASSE 11.000-25.000 assi Fionde e proiettili di
30 centurie di fanti pietra
5 centurie di proletarii Nullatenenti (i figli) Contingenti di falegnami,
(tot centurie= 193 centurie) (posseggono solo la prole) fabbri, suonatori...
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 I cittadini censiti nella prima classe erano molti di meno, ma le loro
centurie erano più numerose.
 Le centurie erano anche unità di voto, il risultato finale della votazione
espressa dall’intera assemblea non era determinato dalla quantità di votanti,
ma dalla maggioranza dei voti espressi all’interno di ogni centuria, che valeva
uno. I cittadini della prima classe avevano una maggioranza precostruita, 98
su 193, pur essendo numericamente una minoranza dei cittadini.
 Gli stessi cittadini che votavano nei comizi centuriati si riunivano nei
comizi tributi.
 Il nome di questa assemblea deriva dal termine tribù, le tribù erano
organizzate su base territoriale e comprendevano i cittadini romani residenti
a Roma o nelle varie regioni dell’Italia. Ma la popolazione della capitale era
compresa in sole 4 tribù.
 Le tribù come i comizi centuriati erano unità di voto, le 4 tribù urbane
valevano soltanto 4 voti contro i 31 delle rimanenti tribù.
 L’assemblea della plebe aveva una base territoriale, erano esclusi i patrizi,
i plebisciti riguardavano solo la plebe, non erano equiparati alle altre leggi,
ma dal 286 a.C., con la legge Ortensia, essi iniziarono ad avere valore di
legge.
 I magistrati e il senato
 A Roma il sistema delle magistrature era molto complicato.
 I consoli non erano sufficenti ad assicurare il governo di una città in forte
crescita demografica e territoriale, seguendo l’ordine gerarchico decrescente,
al di sotto del consolato furono così istituite queste nuove magistrature:
 Due censori, creati nel 445 a.C., provvedevano al censimento della
cittadinanza, alla verifica dei requisiti per la nomina a senatore e al
controllo della moralità;
 Il pretore urbano, creato nel 367 a.C., affiancò i consoli
nell’amministrazione della giustizia;
 Il pretore peregrino, si occupava delle liti giudiziarie tra i cittadini romani
e gli stranieri;
 Due edili curuli, istituiti nel 366 a.C., patrizi che, insieme agli edili plebei,
curavano l’approvvigionamento alimentare di Roma, la manutenzione di
strade ed edifici pubblici, l’allestimento degli spettacoli e delle feste
pubbliche;
 I questori, provvedevano all’amministrazione delle finanze pubbliche;
 I tribuni della plebe, una carica riservata ai soli plebei;
 Il dittatore, solo in caso di grandi emergenze militari o di disordini civili,
poteva sospendere tutti gli altri magistrati e restava in carica massimo 6
mesi.
 Magistrature collegiali, a parte il dittatore, tutti gli altri magistrati
avevano colleghi con poteri uguali, ogni magistrato era autonomo
rispetto al collega.
 A eccezione del dittatore, tutte le altre magistrature erano annuali, a
parte il dittatore tutti gli altri magistrati erano eletti dalle assemblee.
 Magistrature gratuite, non comportavano stipendi né emolumenti
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 Il numero massimo dei senatori fu fissato a trecento, l’ammissione era
riservata agli individui che possedevano le seguenti caratteristiche:
 Essere cittadini romani;
 Essere di nascita libera;
 Avere il censo dei cittadini della prima classe;
 Aver ricoperto una magistratura di alto rango (edili, pretori, consoli).
 Alle competenze del senato non c’erano limiti, poteva occuparsi di tutto:
si occupava concretamente dei rapporti con gli Stati stranieri o con i sudditi
di Roma, riceveva le ambascerie straniere, decideva l’entità della leva e del
tributo destinato a pagare il soldo dei militari, valutava la legittimità delle
leggi votate dal popolo o dalla plebe, si occupava di problemi rilevani di
ordine pubblico: congiure, rivolte servili, banditismo, competenze in
maniera finanziaria: sfruttamento dell’agro pubblico, delle miniere, delle
foreste.
 Il mestiere di cittadino
 Il potere dei cittadini nelle assemblee era sottoposto a molte limitazioni:
non potevano convocare da soli le assemblee, non potevano prendere la
parola ed esprimere la propria opinione, potevano solo votare sì o no.
 Un’altra grave limitazione dipendeva dal fatto che il voto era palese: il
cittadino sfilava davanti alla tribuna e dichiarava pubblicamente la propria
volontà.
 I Romani avevano inoltre l’abitudine di non procedere allo spoglio
completo dei voti, se questo non era necessario, la votazione si arrestava
appena risultava ragiunta la maggioranza.
 Il magistrato che presiedeva poteva sospendere la seduta e rinviarla se i
risultati delle votazioni prendevano una piega a lui non gradita. Una volta
compiuta la votazione, il magistrato aveva inoltre il potere di annullarla:
decisioni impopolari ma legittime.
 Il diritto di voto poteva essere esercitato solo a Roma, e se consideriamo
la difficoltà degli spostamenti, comprendiamo come l’effettiva partecipazione
alla vita politica fosse limitata a una minoranza di cittadini.
 Inizialmente erano i Consoli ad amministrare la giustizia, ma dal 300 a.C.,
il cittadino poteva chiedere di farsi giudicare dal popolo (provocatio ad
populum).
 L’analisi del funzionamento delle istituzioni repubblicane fa emergere il
carattere oligarchico della socetà romana.
 La parola nobilis deriva dal verbo nosco, “conosco”. Nobile è dunque colui
che è noto. Appartiene a una famiglia che tra i propri antanati, c’è almeno un
personaggio che abbia ricoperto le magistrature superiori, come la pretura e
il consolato.
 I nobili non pensarono mai di sancire legalmente i loro privilegi e di fissare
barriere sociali immutbili. Lo sbarramento da loro esercitato era di tipo
politico, questo rendeva difficile l’accesso alle magistrature dei homines novi,
gli “uomini nuovi”, che non avevano antenati illustri.
 Avevano alcuni valori: honos, “onore”; dignitas; officium; mos maiorum,
“il costume degli antenati”.
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 Tra le più importanti prerogative dei nobili era il cosiddetto ius imaginum,
il “diritto delle immagini”, era la maschera funebre di cera.
 Funerale: attori con le maschere; questi attori prendevano posto sui
carri, che nel corteo funebre, procedevano fino al foro; qui prendeva la
parola un giovane membro della famiglia: ricordava le gesta dell’illustre
defunto e quelle degli antenati.
 Sorprendente la larghezza con cui veniva concesso il diritto di
cittadinanza; schiavi resi uomini liberi in base alla volontà del
paterfamilias, i liberti; il paterfamilias poteva anche procedere
all’adozione di nuovi membri nella propria famiglia; matrimoni.
 Colonie romane, un pezzo di Roma fuori da Roma, completo di cittadini
romani che avevano il diritto di votare nelle assemblee che si tenevano a
Roma o di esercitare le più prestigiose magistrature romane.
 Nella vita familiare il potere del paterfamilias poteva assumere forme
dispotiche (tiranniche).
 Gli anziani erano temuti e rispettati, agivano spesso come rigorosi
difensori della tradizione.
 Il potere politico era nelle mani di una minoranza di individui
appartenenti a famiglie nobili e ricche.
 Questo autoritarismo, evidente sia nella vita privata sia in quella
pubblica, non era l’unica faccia del sistema.
 Si combinavacon elementi di grande apertra e duttilità.
 I ripetuti successi militari in Italia, la vittoriosa lotta per la sopravvivenza
con Cartagine, la conquista dell’Oriente resero compatto il popolo
romano: forte spirito patriottico.
 Polibio: Roma costituzione perfetta: monarchia degenera in tirannide,
aristocrazia in oligarchia e democrazia in oclocrazia; ma Roma le ha tutte
e tre per cui non c’è degenerazione.
 Monarchia: consoli; aristocrazia; senato; assemblee dei cittadini:
democrazia. Costituzione mista.

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