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U n i v e r s i t à degli S t u d i di C a s s i n o e del

e del Lazio Meridionale


Mario Gallo

Diritto del Lavoro

Modulo Diritto della salute e della


sicurezza sul lavoro

Mario GALLO
Professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università
degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Cassino, 21 novembre 2019 1

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I principi generali del


sistema di tutele dalla
salute e della sicurezza sul
lavoro

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Le principali fonti del diritto della


salute e della sicurezza sul lavoro

Norme del diritto internazionale (es. Convenzioni ILO)


e dell’Unione Europea (direttive, regolamenti)

Costituzione

Art. 2087 codice civile

D. Lgs. 9 aprile 2008 n.81


(c.d. “Testo unico della sicurezza”)
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Principi costituzionali : i cardini del sistema di tutela del


diritto alla salute del lavoratore

•Art. 32 – La Repubblica tutela


la salute come fondamentale
diritto dell’individuo e
interesse della
collettività………
•Art. 41 - L’iniziativa
economica non può svolgersi
in modo da arrecare danno
alla sicurezza dei lavoratori. 4
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Principi costituzionali : i cardini del sistema di tutela del


diritto alla salute del lavoratore

•Art. 35 – La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni


(quindi anche negli appalti – n.d.a.)
• Art. 36 – La durata massima della giornata è stabilita dalla legge.
• Art. 37 – La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le
stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro
devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e
assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad
essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
• Art. 38 – Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari
per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
………………….
• Art. 46 - Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia
con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei
lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla 5

gestione delle aziende.

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Evoluzione del modello


prevenzionale

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Considerazioni generali

• Nel corso del tempo il legislatore ha avuto un


approccio generale ai temi della salute e della
sicurezza sul lavoro, per tutelare i lavoratori dagli
infortuni sul lavoro e dalle malattie professionali,
che non è stato sempre lo stesso, anzi ha subito
una lenta evoluzione, sotto la spinta della disciplina
europea
• Tale approccio alla salute e sicurezza sul lavoro è
chiamato “modello prevenzionale”, ossia l’insieme
dei valori ritenuti prioritari per garantire la tutela
del lavoratore espressi dalla normativa in un
determinato periodo storico 7

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I tre modelli prevenzionali

• Si sono succeduti, quindi, dopo la seconda


guerra mondiale tre modelli prevenzionali:

Modello tecnicistico - punitivo

Modello europeo collaborativo

Modello collaborativo a vigilanza rafforzata


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Il modello tecnicistico - punitivo

1. APPROCCIO ALLA SICUREZZA DI


TIPO ESCLUSIVAMENTE TECNICO
Orientamento 2. IDEA CHE LE SANZIONI PENALI
tecnicistico -punitivo FOSSERO IL PRINCIPALE
DETERRENTE PER INDURRE I
DATORI DI LAVORO A RISPETTARE
Anni ’50 – Anni ‘80 LA NORMATIVA
3. RUOLO PASSIVO LAVORATORE
4. MANCATA PREVISIONE
DELL’ORGANIZZAZIONE
SICUREZZA
D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 “Norme per la prevenzione degli infortuni “ -
D.P.R. 19 marzo 1956, n.303 “Norme generali per l'igiene del lavoro”, D.P.R.
164/1956 etc.
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Il modello europeo cooperativo

1. COOPERAZIONE
Orientamento DATORE/LAVORATORI/
cooperativo SINDACATI/ALTRE FIGURE DELLA
PREVENZIONE
2. RUOLO ATTIVO LAVORATORE
Anni ’90 3. RUOLO PRIORITARIO
INFORMAZIONE E FORMAZIONE
4. PROCESSO SISTEMATICO DI
VALUTAZIONE DEI RISCHI E
Il modello è di derivazione ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
europea e nasce dalla DELLA SICUREZZA
Direttiva 89/391/CEE

D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626


Che da attuazione alle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE,
90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 10
99/38/CE, 2001/45/CE e 99/92/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute
dei lavoratori durante il lavoro
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Il modello cooperativo a vigilanza rafforzata

Orientamento 1. IL MODELLO SI BASA SU QUELLO


cooperativo con COOPERATIVO MA PONE AL CENTRO
vigilanza rafforzata ANCHE IL DOVERE DEL DATORE DI
LAVORO DI VIGILARE PIU’
INTENSAMENTE SUI LAVORATORI
AFFINCHE’ RISPETTINO LE NORME DI
2008 SICUREZZA SUL LAVORO
2. PER TALE MOTIVO E’ RICONOSCIUTO UN
RUOLO STRATEGICO AL “PREPOSTO” (ES.
CAPI REPARTO, CAPI SQUADRA, CAPO
CANTIERE, ETC)

D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 11


c.d. “Testo unico” della salute e della sicurezza sul lavoro

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La cultura della sicurezza sul lavoro:


il modello prevenzionale
cooperativo (o collaborativo)

Modello collaborativo
(D.Lgs. n.81/2008)

VALORI FONDAMENTALI DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

1. Cooperazione tra tutte le figure della sicurezza (datore di lavoro, dirigenti,


preposti, lavoratori, etc.)
2. Uomo al centro della produzione
3. Ruolo attivo lavoratore
4. Prevenzione e protezione continua
5. Organizzazione del Sistema aziendale della sicurezza sul lavoro
6. Valutazione sistematica e partecipativa dei rischi
7. Ruolo prioritario informazione, formazione e addestramento
8. Condivisione generale degli obiettivi
9. Controllo sanitario del lavoratore 12
10. Vigilanza attiva sul comportamento dei lavoratori
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Il rapporto di lavoro e
l’obbligazione di sicurezza

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Il modello civilistico dell’art.2087: un sempreverde di


riferimento europeo

Art. 2087 cod. civ.


L’imprenditore è tenuto ad Valutazione
adottare nell’esercizio Formazione Adeguamenti
dell’impresa le misure che,
secondo la particolarità del Vigilanza
lavoro, l’esperienza e la
tecnica, sono necessarie a
tutelare l’integrità fisica e la
personalità morale dei
prestatori di lavoro. 14
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L’obbligazione di sicurezza - art. 2087 cod. civ.

Il datore di lavoro deve adoperarsi, nello svolgimento di quella che è una


specifica attività professionale, con una diligenza particolare, in base alla
quale deve adottare tutte le misure dettate:

1) dalla particolarità del lavoro, in base alla quale devono essere individuati i
rischi e nocività specifiche;
2) dall'esperienza, in base alla quale devono essere previste le conseguenze
dannose, sulla scorta di eventi già verificatisi e di pericoli già valutati in
precedenza;
3) dalla tecnica, in base alle nuove conoscenze in materia di sicurezza messe
a disposizione dal progresso tecnico-scientifico.

È questo il fondamentale principio della massima sicurezza tecnologicamente


fattibile, di cui all'’art. 2087 C.C., e che esprime l’obbligazione fondamentale
del datore di lavoro, in quanto primo garante dell’obbligo di sicurezza verso i
lavoratori dipendenti (od equiparati) di perseguire costantemente la massima
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sicurezza tecnica, organizzativa o procedurale fattibile.

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Posizione di garanzia del datore di lavoro e degli altri soggetti

• Esiste quindi di un nesso inscindibile


tra l’effettivo esercizio del potere
direttivo/organizzativo e le
responsabilità prevenzionali, con il
risultato che tutti coloro che, a vario
titolo, sono chiamati a partecipare
all’esercizio di tale potere ne
assumono anche una proporzionale
quota di responsabilità.
• Il soggetto che è obbligato a titolo principale è il datore di
lavoro ma hanno una propria posizione di garanzia anche
altri soggetti come, ad esempio, i dirigenti e i preposti (es.
capo reparto) sui quali grava un’obbligazione di sicurezza16
ripartita.
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Il rapporto di sicurezza

Dall’art. 2087 cod. civ. discende il


rapporto di sicurezza si caratterizza per
l’essere una relazione giuridica tra un
debitore di sicurezza (principalmente il
datore di lavoro) e un creditore di
sicurezza (prestatore di lavoro), effetto
naturale del rapporto di lavoro,
indipendentemente dalla qualificazione
formale che le parti hanno stabilito
all’interno del contratto
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Il principio di autotutela del lavoratore

Se il lavoratore è esposto a rischi sotto il profilo


della sicurezza e/o igiene del lavoro, a causa di
inadempienze del datore di lavoro (es. utilizza
macchinari privi delle protezioni degli organi
mobili o impiega sostanze vietate), è consentito
allo stesso di rifiutare la prestazione in via di
eccezione di inadempimento, conservando il
diritto al rapporto ad al relativo reddito (cd
principio di autotutela del lavoratore) (*)

(*) - Cfr. Cass. sez. Lav. 5 novembre 2012, n. 18921 18


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Il regime di tutela del


D.Lgs.81/2008

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Ambito applicativo generale del D.Lgs. n.81/2008

I numerosi obblighi di salute e di sicurezza sul


lavoro previsti dal D.Lgs. n.81/2008,
gravano su ogni datore di lavoro, pubblico o
privato, che nell’esercizio di una qualsiasi
attività - anche non avente fine di luco -
impiega lavoratori (e equiparati) nell’unità
produttiva

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Lavoratori tutelati

Sono tutelati dal D.Lgs. 81/2008 tutti i lavoratori ed equiparati secondo la definizione 


dell’art.2, c.1, lett. a) dello stesso decreto, ossia “Persona che, indipendentemente 
dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito 
dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza 
retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, 
esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”. Pertanto, vi rientrano :

Volontari

Soci lavoratori,
co.co.co., studenti in
alternanza scuola-lav.,
allievi

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Gli obblighi fondamentali del datore di lavoro previsti dal


D.Lgs. n.81/2008

Obbligo

Organizzazione della salute e della sicurezza sul lavoro aziendale


(es. nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione-
RSPP)
Valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza e redazione del
relativo documento (DVR – documento di valutazione dei rischi)

Attuazione delle misure di prevenzione e protezione


(es. adeguamento di un macchinario; installazione di estintori;
eliminazione di sostanze pericolose; adozione di procedure
organizzative; etc.)
Informazione, formazione e addestramento delle risorse umane in
materia di salute e di sicurezza sul lavoro
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I soggetti tutelati e gli


onerati dal dovere di
sicurezza

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Le figure del sistema di sicurezza aziendale

Responsabile Medico
del Servizio di Datore di lavoro Competente
Prev. e Prot.

Dirigente
Sorveglianza
sanitaria
RESPONSABILITA’ - VIGILANZA
Preposto

Lavoratori
Cooperazione, consultazione e controllo

Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 24


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Alcune figure della prevenzione

Soggetto Ruolo Principali compiti/


responsabilità
Datore di Titolare del rapporto di lavoro con il • Decide la politica e
lavoratore o, comunque, il soggetto che, l’organizzazione aziendale
lavoro (DL) secondo il tipo e l’assetto „ Nomina il RSPP
dell’organizzazione nel cui ambito il „ Valuta i rischi e redige il
lavoratore presta la propria attività, ha la DVR
responsabilità dell’organizzazione stessa „ Vigila sull’attività
o dell’unità produttiva in quanto esercita i d’impresa
poteri decisionali e di spesa. „ Adempie a obblighi
gestionali specifici (es.
formazione)

Dirigente In ragione delle competenze professionali „ Attua le direttive del DL


e di poteri gerarchici e funzionali „ Organizza l’attività
adeguati alla natura dell’incarico lavorativa
conferitogli, attua le direttive del datore „ Vigila
di lavoro organizzando l’attività
lavorativa e vigilando su di essa.
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Le figure “strategiche” della prevenzione

Soggetto Ruolo Principali compiti/


responsabilità

Preposto Il preposto sovrintende all’attività lavorativa „ Vigila sul


e garantisce l’attuazione delle direttive comportamento dei
ricevute, controllandone la corretta lavoratori affinché
esecuzione da parte dei lavoratori (es. capo rispettino le norme e le
reparto, capo cantiere, capo ufficio, capo disposizioni di salute e
squadro) sicurezza sul lavoro (es.
utilizzo dei guanti
antinfortunistici,
dell’elmetto, etc;
rispetto delle procedure
aziendali

Lavoratore Contribuisce all’ adempimento degli obblighi „ Collabora attivamente


di sicurezza, segnala le situazioni di pericolo con il datore di lavoro,
e attua diligentemente le direttive impartite dirigente e preposto
„ Attua gli ordini ricevuti
„ Utilizza correttamente
le attrezzature, Dpi e
sostanze
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Le figure “strategiche” della prevenzione

Soggetto Ruolo Principali compiti/


responsabilità

Medico Collabora con il datore di lavoro nella „ Collabora con il datore di


valutazione dei rischi ed effettua la lavoro nella valutazione
competente sorveglianza sanitaria esprimendo il dei rischi
giudizio d’idoneità specifica alla „ Effettua la sorveglianza
mansione di ogni lavoratore. sanitaria sui lavoratori

Responsabile del Coordina il Servizio di Prevenzione, „ Coordina il SPP


ossia l’insieme delle persone, sistemi e Assiste il datore di lavoro
Servizio di
„
mezzi esterni o interni nella valutazione dei
Prevenzione e all’azienda finalizzati all’attività di rischi e l’individuazione
Protezione (RSPP) prevenzione e protezione dai rischi delle misure di
professionali prevenzione e protezione

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Le figure “strategiche” della prevenzione

Soggetto Ruolo Principali compiti/


responsabilità

Rappresentante dei Rappresenta i lavoratori in materia di „ Rappresentanza dei


salute e della sicurezza durante il lavoratori
lavoratori per la lavoro, con compiti consultivi, di „ Cooperazione con il
sicurezza (RLS) cooperazione e di controllo DL e le altre figure
„ Controllo sulle
scelte gestionali in
materia di sicurezza

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La partecipazione dei lavoratori alla funzione di prevenzione e la


contrattazione collettiva

• La partecipazione dei lavoratori alla funzione di prevenzione


all’interno dell’azienda è ritenuta di fondamentale importanza
nel D.Lgs. n.81/2008, in quanto il legislatore mira alla
realizzazione della c.d. “sicurezza partecipata”
• Tale forma di partecipazione si realizza essenzialmente
attraverso la figura del RSL al quale sono riconosciuti dei
diritti di partecipazione e di controllo sulle scelte in materia
di sicurezza adottate dal datore di lavoro (es. sulla
valutazione dei rischi
• I contratti collettivi di lavoro regolamentano diversi profili
della materia, sulla base del rinvio operato dal D.Lgs.
81/2008 (es. permessi, attribuzioni aggiuntive del RSL, etc.
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I regimi di tutela
nell’appalto, nel lavoro
autonomo e nelle forme
flessibili d’impiego

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Considerazioni generali

• La statistiche dell’INAIL sugli infortuni sul lavoro


evidenziano che una fetta notevole di incidenti, anche con
esito mortale, riguardano lavoratori occupati negli appalti,
subappalti, con contratto a termine e in somministrazione
• Le ragioni di ciò sono molteplici e vanno ricercate sia nel
fatto che in tali casi i datori di lavoro omettono di adottare le
misure di sicurezza previste dalla legge, ma anche nel fatto
che i lavoratori occupati in base alle c.d. “forme flessibili
d’impiego” sono esposti maggiormente ai rischi per la salute e
la sicurezza a causa della scarsa familiarità dei luoghi di lavoro
• Per tale ragione il legislatore ha previsto alcune tutele
particolari e una serie di divieti
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Appalto

In considerazione della presenza nell’appalto di lavoratori di


più datori di lavoro e, quindi, di possibili interferenze tra le
varie attività, l’art. 26 del D.Lgs. n.81/2008 definisce un
regime generale finalizzato a garantire un maggior livello
di sicurezza negli appalti attraverso la previsione dei
seguenti obblighi fondamentali a carico del committente:

Verifica dell’idoneità – tecnico professionale


delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi
Promozione della
cooperazione e del coordinamento delle
attività appaltate
Redazione del documento unico di valutazione 32
delle interferenze (DUVRI)
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Distacco del personale

• L'ipotesi del distacco si configura quando un datore


di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone
temporaneamente uno o più lavoratori a
disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di
una determinata attività lavorativa (art. 30, c.1,2,
D.Lgs. n.276/2003)

• Nel distacco tutti gli obblighi di sicurezza sono a


carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico
del distaccante di informare e formare il lavoratore
sui rischi tipici generalmente connessi allo
svolgimento delle mansioni per le quali egli viene 33
distaccato (art. 3, c.6, D.Lgs. 81/2008)

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Somministrazione, lavoro a tempo determinato, lavoro intermittente

Somministrazione di Lavoro Lavoro a tempo


lavoro intermittente determinato

• E’ vietato stipulare il contratto se il datore di lavoro


(utilizzatore nella somministrazione) non ha effettuato la
valutazione dei rischi (*)
• Nel contratto devono essere specificate le misure di sicurezza
necessarie in relazione al tipo di attività che dovrà svolgere il
lavoratore
(*) - In caso di violazione di tale divieto il contratto a termine si trasforma a tempo
indeterminato; in tal senso Cass. sez. Lavoro 2 aprile 2012, n. 5241 (caso Poste Italiane
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SpA )
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Smart working e sicurezza sul lavoro

• Nello smart working il datore di


lavoro è tenuto a garantire la salute
e la sicurezza del lavoratore che
svolge la prestazione in modalità di
lavoro agile, quindi anche della
prestazione che viene resa fuori
dall’azienda

Pag 35

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Lavoro autonomo

• I collaboratori coordinati e continuativi (art. 409, n.3,


c.p.c.) sono equiparati, ai fini della salute e della
sicurezza sul lavoro, ai lavoratori subordinati se
svolgono la propria prestazione nei luoghi di lavoro del
committente

• I lavoratori autonomi non coordinati (art. 2222 c.c.)
ricevono invece dal D.Lgs. n.81/2008 una tutela molto
limitata

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L’organizzazione aziendale
della prevenzione: sistemi di
gestione ed esonero della
responsabilità
amministrativa dell’impresa

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I sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro

• Uno strumento ritenuto dal legislatore molto efficace


per prevenire gli infortuni e le malattie professionali è
l’adozione, da parte del datore di lavoro, di un Sistema
di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro
(SGSSL), ossia di una specifica organizzazione
aziendale per gestire i vari processi di “safety” (es.
valutazione dei rischi, formazione dei lavoratori, etc.)

• Il D.Lgs. n.81/2008 prevede vari strumenti per


sviluppare un SGSSL basato su appositi standard
tecnici (es. ISO 45001:2018)
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Sostegno alla diffusione dei SGSSL

• Per incentivare la diffusione dei SGSSL il legislatore


ha previsto espressamente che l’adozione e l’efficace
attuazione di un SGSSL ha valore esimente della
responsabilità amministrativa della società prevista
dal D.Lgs. n.231/2001 (*), in caso di:

• morte del lavoratore (omicidio colposo)


• infortunio non mortale che abbia comportato lesioni
gravi o gravissime per il lavoratore

(*) – Tale decreto prevede notevoli sanzioni per la società ritenuta


responsabile, sia pecuniarie (fino a 1.549.000 di euro) che interdittive
(es. sospensione delle autorizzazioni; divieto di partecipare alle gare di
appalto; etc.)
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