Sei sulla pagina 1di 3

Art 118

Riguarda l’esercizio della potestà amministrativa, cioè la potestà relativa all’attuazione esecuzione della
legge attraverso attività amministrative es. sanità, concessioni edilizie, trasporti.
(ambito della regolazione della materia è diverso dall’ambito di gestione gestione spetta al comune (chi-
amministratore), la legge statale o regionale regola (chi?-legiglatore)).
attività amministrative: attuazione norme legislative.

L’attività amministrativa riguarda il momento attuazione delle leggi in particolare i decreti.

Come viene ripartita l’attività amministrativa? Stabilire chi esercita la potestà amministrativa?
art 118 ci dice come viene ripartita tra gli enti.

facciamo un passo indietro comprendere come la funzione era ripartita prima della riforma:

prima la potestà legislativa regionale era enumerata(specificate le materie in cui era competente la
regione), mentre quella dello stato residuale (oggi l’opposto).
prima della riforma la potestà amministrativa del titolo V viaggiava nello stesso senso della potestà
legislativa  vi era il principio del parallelismo cioè stato e regioni avevano potestà amministrativa nelle
stesse materie in cui avevano potestà legislativa.
cioè prima della riforma le regioni avevano potestà legislativa enumerata.

… dopo il 2001…

Avevano potestà amministrativa i comuni materie come i rifiuti, strade

Ma in costituzione la potestà amministrativa sembrava che spettasse solo allo stato e alle regioni, ma si
diceva che poi lo stato e le regioni potevano delegare o attribuire tutte una serie di funzioni ai comuni.
quindi le funzioni di comuni e province traevano origine da leggi statali o regionali,
nel precedente assetto le regioni e lo stato avevano le funzioni amministrative in base alla costituzione:
-enumerate quelle delle regioni,
-residuali quelle dello stato,
i comuni e le province titolari delle funzioni che venivano attribuite con legge dello stato o delle regioni che
venivano delegate dallo stato e regioni.

 Delega funzione rimane a capo di chi la delega, ma viene esercitata da soggetto delegato.
 Attribuzione legge statale o regionale la si dà al comune, non spetta più quella funzione allo stato
che sarà svolta dal comune/ provincia.

Quindi: Le regioni e lo stato avevano potestà in base alla costituzione, i comuni e le province in base alle
leggi statali o regionali che potevano o attribuire o delegare le funzioni.

Com’è strutturato oggi?


comma 1 art 118

Divisibile in 3 parti

L’elemento fondamentale: non c’è più il principio del parallelismo tra potestà legislativa e amministrativa in
favore delle regioni. Perché il principio presuppone che solo stato e regioni
il principio di equiordinazione (114) ha come conseguenza che le funzioni amministrative non …………………
in quanto vengono riconosciute dalla costituzioni (non da stato e regioni i comuni dovevano sperare che
stato e regioni gli affidassero funzioni, erano sovraordinate, cioè il legislatore stabiliva se e quando
attribuire funzioni al comune con legge……….) nell’ambito dell’attuale 118 i comuni sono sullo stesso piano
di stato e regioni, che non sono in grado di stabilire a proprio piacimento se e cosa attribuire ai comuni.
comuni e province hanno funzioni direttamente riconosciute dalla costituzione.
Oggi non ci può essere il parallelismo poichè i comuni e province non traggono le loro funzioni da stato e
regioni ma dalla costituzione, quindi non vi può essere più un sistema che stabilisce che le funzioni
amministrative spettano a stato e regioni nelle stesse materie in cui hanno potestà legislativa.

Si è creato quindi un sistema più complesso cioè per cui è la costituzione a stabilire l’autonomia dei comuni.
Si stabiliscono dei principi i base ai quali i comuni e province devono per forza avere una serie di
funzioniil legislatore deve farlo, prima della riforma poteva liberamente scegliere se attribuire o meno
una funzione alle province ora deve per forza farlo in base a dei principi regolati dal 118.

La prima affermazione rivoluzionaria “le funzioni amministrative sono attribuite ai comini” cioè che la cost.
ha voluto dire che mentre le funzioni prima spettavano a stato e regioni ora tutte le funzioni amministrative
devono essere attribuite in linea di principio ai comuni poichè è l’ente più vicino ai cittadini quindi può
affrontare una meglio la gestione di una materia. Es. può assicurare una migliore gestione dell’edilizia.
cambia prospettiva: prima tutte le funzioni spettavano allo stato e regioni e se volevano le davano a
comuni e province ora sono costretti a farlo secondo cost.
Si è parlato di federalismo poiché si è avvicinata totalmente la funzione ai cittadini, che saranno pù
contenti, potranno controllare meglio.

La costituzione ci dice che le funzioni amministrative sono attribuite ai comuniprincipio di prossimità o di


sussidarietà discendente cioè che la funzione viene svolta dal livello di governo (ente territoriale) più vicino
al cittadino poichè si è ritenuto che attribuire la gestione al comune crea un sistema più democratico,
poichè più democraticamente il cittadino può controllare in modo più democratico

Ma in taluni casi la cost. prevede che il comune non possa svolgere quella funzione e che quindi debbano
essere attribuiti ad altri enti territoriali:
“salvo che” per assicurare l’esercizio unitario vengano attribuite ad altri enti territoriali secondo principi di
sussidarietà, adeguatezza , differenziazione
es. dove occorrono capacità molto più complesse per una funzione es. autostrada  per esigenze di
carattere unitario, garantir che quella funzione venga svolta ad un livello più grande risetto al comune.
si attribuisce la funzione all’ente adeguato a svolgere quella funzione.
Es. Se una funzione si ritiene che l’esercizio unitario possa essere svolto meglio a livello regionale, verrà
affidata alla regione.

Si applicano dei principi: sussidarietà e adeguatezza


-sussidarietà in senso discendente funzione ai comuni
- sussidarietà ascendente comuni poi province poi regioni poi.
lo stato si attribuisce la funzione all’ente adeguato rispetto alla funzione: si sale dal comune, nel caso in cui
il comune non è adeguato.
solo se il comune non è adeguato per garantire l’esercizio unitario della funzione questa può essere
attribuita ad un ente più elevato come capacità dimensionale

Se il comune è adeguato la generalità delle funzioni è affidato al comune.

Chi è a stabilire se il comune è adeguato oppure no? E quale organo sarebbe idoneo?

È la legge a stabilire se il comune non è adeguato e in caso chi è l’ente territoriale adeguato.
prima della riforma il legislatore non aveva vincoli, ora ha vincoli dati dalla costituzione. Il legislatore deve
sapere che la funzione amministrativa in linea di principio dev’essere data al comune.

Patologia del sistemalegge incostituzionale: Il legislatore nel momento in cui dovesse violare la
costituzione attribuendo una funzione del comune ad un altro ente pur essendo il comune adeguato allora
interverrà la corte ad annullare la legge dicendo che dev’essere attribuita al comune.
Quindi il legislatore regionale o statale, deve rispettare il principio di adeguatezza e sussidarietà
discendente.

 Principio di differenziazione bisogna considerare anche i differenti tipi di enti territoriali, specifichi
che le funzioni amministrative vengono attribuite in base al tipo di ente territoriale con cui hai a che
fare e che dev’essere destinatario di quella funzione es. gestione dei porti.

In base al 118 le funzione amministrative sono attribuite ai comuni in quanto con la riforma del titolo
quinto si ritiene che il comune sia l’ente adeguato a svolgere la generalità (tutte)delle funzioni poiché alla
base della riforma vi è l’idea di avvicinare la funzione al cittadino, attribuire al comune sia più
democraticoattuare principio di democraticità attribuire la funzione all’ente territoriale più vicino al
cittadino significa consentire al cittadino di partecipare meglio alla gestione amministrativa.
tuttavia lo stesso articolo prevede che in talune ipotesi la funzione non possa essere attribuita al comune
ma dev’essere attribuita ad un ente territoriale (livello di governo) più elevato non in senso gerarchico , ma
di grandezza. Perché bisogna garantire un esercizio unitario della funzione, non può essere parcellizzata tra
i vari comuni ma a livello più unitario quindi es. a livello statale uguale per tutta l’Italia questo va fatto
per i principi di sussidarietà, di adeguatezza e di differenziazione cioè attribuire la funzione all’ente
adeguato, e attribuirla tenendo anche conto della differenza tra i tipi di enti. Quindi stabilisce andando a
verificare rispetto alla funzione quali risorse funzionali occorrono L’adeguatezza si misura in termini di
risorse , di capacità strutturale cioè un comune ha le dimensioni adeguate, le risorse materiali e umani per
realizzare quella funzione?
-se e si, la si attribuisce al comune
-se è no la si attribuisce ad enti superiori.

Vi sono funzioni che non possono essere affidate allo stato, che richiedono un esercizio parcellizzato.
vi sono materie (insieme di funzioni) es. digitalizzazione, sanità, che hanno funzioni che possono essere
svolte dal comune e altre dallo stato.
Capiamo quindi che vi sono funzioni all’interno di una materia funzioni che possono essere attribuite a
diversi enti territoriali perché diversamente dalla materia legislativa in cui tutta la funzione legislative su
una materia vengono affidate ad un ente, ma nell’amministrativa possono essere molteplici, il legislatore
potrà attribuire funzioni adeguate al livello comunale al comune e al livello statale allo stato.

Sentenza 303, lo stato può prendersi la funzione in base alla sentenza poichè la corte afferma un quella
sentenza “questo riparto del 118mnon e statico ma flessibile, dinamico, cioè lo stato può benissimo con
legge fare una valutazione di adeguatezza ” che prescinde dall’attribuzione ai comuni delle funzioni a cui è
adeguato. Lo stato può attribuirsi una funzione comunale anche quando il comune è adeguato. la corte ha
detto che lo stato può attribuirsi qualsiasi funzione attraverso una legge, attribuendosi la funzione
amministrativa attrae quella legislativa, non solo gestisce la materia, ma la disciplina pure.
visione stato-centrica

Altro motivo per cui non ha funzionato il 118 è che occorre avere le risorse, il 119 stabiliva che i comune
potesse avere tasse e imposte proprie ma siccome non è stato attuato, i comuni non avendo le risorse non
possono attuare le risorse, per questo vengono svolte dallo stato.

Art 119 la riforma del titolo quinto avrebbe portato maggiori compiti soprattutto ai comini, una maggiore
autonomia amministrativa comporta una maggiore autonomia finanziaria, ma questa è rimasta sulla carta,
non ha avuto un’attuazione concreta poiché non sono trasferite le risorse finanziarie ai comuni né i comuni
hanno capacità impositiva propria come invece sarebbe previsto dalla costituzione.