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08/11/20 – Angela Latorre VA

IL NAZIONALISMO DI DESTRA E LE GUERRE DI AGGRESSIONE

Nel 1870, la carta dell’Europa è profondamente modificata. Nascono nuove potenze ma


non tutti i problemi nazionali sono risolti. Molti focolai di conflitti, infatti, sono ancora
attivi. Verso la fine del XIX secolo nascono delle rivalità etniche, alcune nazionalità dello
stesso ceppo etnico si raggruppano e si coalizzano tra di loro, ad esempio la coalizione
degli schiavi del sud che è all’interno della duplice monarchia austro-ungarica, poi fra gli
slavi del sud e del nord, e infine il riavvicinamento fra tutte le nazionalità slave
dell’Europa orientale e il fratello maggiore russo. Il movimento delle Nazionalità
trabocca oltre i confini d’Europa: all’interno dell’impero ottomano, un movimento di
rinnovamento socialista animato dai Giovani Turchi si impadronisce del potere nel
1908. Negli ultimi anni di questo periodo l’idea di nazione cambia, in nazionalismo,
infatti, diventa alleato dei conservatori. Quest’evoluzione è il risultato degli avvenimenti
internazionali e del socialismo che ha contribuito indirettamente all’evoluzione del
nazionalismo. Il nazionalismo quindi, che fin ora era sempre andato d’amore e d’accordo
con la democrazia, opera un cambiamento e si sposta a destra. Di colpo il nazionalismo,
che è sempre stato un accogliente ricettacolo per tutte le ideologie, si apre alle dottrine
reazionarie, controrivoluzionarie e appare come l’alleato della conservazione politica e
sociale. Questa rivoluzione non è accentuata in tutti i Paesi, poiché la destra è
nazionalista e la sinistra internazionalista. Infine, concludiamo dicendo che il fatto
nazionale è stato un fattore molto importante nella trasformazione del’Europa.