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Pubblicazioni di fonti Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale 1. Negli anni 1961-1965 sono usciti i tre volumi degli Archives Bakounine, editi da Archur Lehning che ha continuato la fatica intrapresa all’inizio del novecento dal Nettlau ¢ proseguita dal Guillaume con la pubblica- ione delle opere bakuniniane; molti scritti furono in passato raccolti nei sci tori delle Oeuvres, che vengono integrate e completate: @ quindi merito del curatore portare a compimento quanto i due studiosi e impegnati anar- chici hanno avviato sessant'anni fa *. Oggi, perd, sarebbe necessaria una riedizione integrale di tutta la produzione di Bakunin, dai primi. scritti apparsi sui giommali radicali della Germania del Vormarz a quelli che vedono appunto la luce, Perché un tale lavoro non viene intrapreso ed & stimato pressoché impossibiler Innanzi tutto per la ftammentarieti dei testi, pochi dei quali farono pubblicati allorché vennero claborati, e sono stati raccolti pilt tardi per la cura paziente del Nettlau e del Guillaume *; in molti casi si tratta di lettere a privati («lettere » politiche, cio’ destinate ad assumere * Archives Bakownine, Publiées pour lntemational Instituut voor Sociale Geschiedenis, Amsterdam, par A. Lehning, A.C. Ritter, P. Scheibert: Mickel Bakounine et Vitalie, 1871- 1872. La polémique avec Mazzisi. crits er matériaux, Textes rablis et annotés par Arthur Lebning, » EJ. Brill, 1961, vol 1 parte 1 (pp. 1-352); Michel Bokounine et hale, 1871-1872, La Promitte Internationale on Italic et te confit avec Marx. Ecrits et matériaux. Testes etablis et an- notés par A. Lehning, Leiden, E.J. Brill, 1963, vol. {parte 2 (pp. DvII-so0): Michel Bokownine les canflts dans Internationale, 1872. La question germano-siave, Le conmunisme Etat. Ecvts et matric, Textes tablis et annotés par A. Leluning, Letden, EJ. Brill, 196s, vol. (pp. Lxvt= 492). Nel corso de] presente scritto i tte tomi vengono citati in modo abbreviato: Archives, ts Archives, 2; Archives, 1 * Michel Bakounine, Oewres, Paris, Stock, 1902-1913, 6 voll.: il vol. 1 venne curato da Max Nettlay, i voll. t-vr da James Guillaume. Al termine della breve introduzione al vol, ¥ delle Ocwwres (a p. Va) il Guillaume presentava il progetto d'edizione peri tomi successivi - soltanto i vi vide la luce -, prospettanda um piano che, per quanto di molto ampliato, sembra corrispondere a quello delVodierna edizione olandese (almeno nelle linee general). Si sono avuti alts tentativi di pubblicare gli scrtti» di Bakunin, in tedesco, in spagnolo, in ruso (eft, A= et, Ht, Ps LI-LIV) € parzialmente anche in italiano (per cura di Pier Carlo Masini). * Rinvio a questo proposito ad alcuni studi recenti di Mare Vuilleumier: Les Sources de histoire sociale: Max Nettlan et st collections, « Cahicts Vilfeedo Pateto, Genive, 1968, 0. 3, pp. 195-205; Noter sur James Guillaume historian de la Premire Internationale et set rapports avec ‘Max Netlau et Jean Jaurés, ivi, 1965, m. 7/8, ph. 81-1095 Les Archives de James Guillaume, «Le rmouvernent socials, Pats, 1964, 2. 48, pp. 95-108. 768 Gian Mario Bravo tuna funzione politica), che devono essere inserite in un proprio riquadro storico. Sono siusciti i principali curatori degli scritti bakuniniani in varie lin- gue ~ il Netthu e il Guillaume in passato, Diego Abad de Santillin e Ju. M. Steklov in seguito, il Lehning oggi - a offtirci un quadro completo Essi, pur nei diversi risultati perseguiti e ottenuti, hanno portato alla luce unopera poderosa € si pud sostenere che il loro tentativo (se si fa riferi- mento in particolare al Lehning) ha conseguito un esito lusinghiero. B perd doveroso osservare che, malgrado Vampiezza delle introduzioni, Taccuratezza ¢ l'informazione delle note filologiche, storiche e politiche, Popera del pensatore russo appare al lettore non specializzato come farra- ginosa, di letture disagevole nell’insieme nonostante Vinteresse delle parti staccate, talché vien fatto di domandarsi perché la casa olandese e il Lehning, constatando Topportuniti di un’edizione globale, non abbiano assunto Viniziativa di pubblicare tutti gli scritti bakuniniani in modo organico ¢ senza suddivisioni logiche, che forse ficilitano Ja lettura dei singoli testi ma che non contribuiscono a una comprensione scientifica. 2. I tre volumi bakuniniani s'inseriscono bene nell’accurata produzione legata all'stituto internazionale di storia sociale di Amsterdam: in essi si apptezzano i pregi dell'attenzione ¢ della diligenza, nel complesso € nei patticolari, che vanno a merito del Lchning, Ul lavoro del curatore, filo- logicamente ¢ analiticamente, 2 buono, la sua informazione ® ricca; egli & preciso nella determinazione dei personaggi via via incontrati, dei libri citati, degli avvenimenti, e cosi nel rafftonto ¢ nella collazione dei testi bakuniniani; l’'annotazione, scelta ed esauriente, & lucida nell’illuminare i singoli momenti i passi non pienamente comprensibili, Nelle vaste in- troduzioni che precedono le rispettive raccolte, accanto a questa ticchezza ¢ ptecisione si avverte tuttavia una certa ariditi, che fa si che gli avveni- menti vengano posti I'uno accanto alPaltro, secondo il nesso fornito dalle fonti consultate (specialmente la nota opera erudita del Nettlau, Michael Bakunin. Eine Biographie, del 1896-1900), ¢ pat quasi che l’autore non vo- glia intervenire nello spirito della materia oggetto di studio se non pet cregolare il trafico», senza metterci un qualcosa di suo, senza un esaine storico-politico delle vicende che viene via via esponendo ¢ commentando. Percid tanto pitt improvvise si presentano talune affermazioni, taluni giu- Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale 769 dizi, che respingono nella sostanza quell’obiettivita che viene mantenuta nella forma. E quindi necesario ritornare su un tema che dovrebbe essere scontato; l'autore esprime la propria approvazione nei confronti di Bakunin e il biasimo per le «mene» di Marx e dei suoi « poco validi » seguaci londi- nesi del Consiglio generale dell'Internazionale: il che @ legittimo. Hlegit- timo 2 invece voler dimostrare questo assunto sviando dalle posizioni effet- tive dei contendenti, dando interpretazioni di comodo, ponendo in luce pili 0 meno buona scritti e parole dell'sno o delf'altro: dove va a finire in tali casi Pobiettivit’ dello storico? Ecco un esempio di questo atteggia~ mento, pet cui pitt che i fatti hanno importanza le eimpressioni, pit che fa sostanza delle cose ha valore quell’alone incerto e indefinito che si muove attomo a esse ¢ che & appunto dato da sempli sensazioni: Si ha l'impressione, leggendo la cottispondenza personale di Marx, che ‘egli considetasse sempre pit l'nternazionale come un affare suo proprio, che la identificasse con il Consiglio generale e qu:st'ultimo con la sua personale concezione politica Partendo da tale impostazione Vantore ritorna alle consuete accuse nei confronti di Marx e di Engels: cerca di dimostrare la sconfitta sia al con- gresso dell’ Aja del '72, dove i loro «inganni si tramutarono in una vit toria eattica per Vavversario, sia presso le singole federazioni locali del- Pinternazionale, dove la battaglia perduta in un primo tempo si converti in disfatta per il repentino abbandono da parte delle stesse federazioni na~ zionali del nuove Consiglio generale, trasferito a New York. Sono questi fatti che si conoscevano da tempo e sui quali forse, non sostenendo alcunché di innovatore, V'autore poteva tacere in uno studio introduttivo in cui non veniva tanto chiesta una ricostruzione degli avvenimenti quanto una ri- costruzione del pensiero di Bakunin a proposito di quegli avvenimenti, In secondo luogo egli si dimostra alquanto ingenuo: infatti, che importanza pud avere oggi il dimostrare che Marx ed Engels nel 1872 farono battuti co addisiteura sbaragliati da Bakunin, se poi in un brevissimo arco di tempo questi venne sconfitto dal corso storico? Certamente, il congresso « antiauto- ritario » tenutosi a Ginevra ai primi di settembre 1873, seguente di un anno il congresso eautoritario» olandese, rappresentd un « trionfo » per Bakunin’, 770 Gian Mario Bravo proprio mentre la newyorkese Internazionale ufficile Ianguiva © stava Ientamente spegnendosi: questo congresso pud oggi essere considerato come un ¢trionfo +? che peso ebbe nello sviluppo del pensiero politico socialista degli ultimi decenni del sec. XIX? 0, per andare pitt a fondo: eso presenta tna qualsasi e pur minima rilevanea nella storia europea € del movimento operaio degli stessi anni Il corredo di conoscenze minute del Lehning offte viceversa altri van- taggi. Egli presenta con stringatezza e precisione esteriore gli avvenimenti ei termini entro i quali si inseriscono gli scritti bakuniniani e i loro aspetti formali, con alcune interessanti notizie sul modo di scrivere di Bakunin, sulla « facilita» del suo comporre testi politici e polemici*, che inviava ad amici, compagnie corrispondenti. Nelle lunghe comunicazioni pri- vate ill russo esponeva quanto aveva elaborato © abbozzato in testi desti- nati alla stampa, rimasti poi inediti: in questo il Lehning vede la spiegae zione dell’s abbondanza », della « facilita», della « velocita » della produzione di Bakunin, relegando in secondo piano i tratti di superficialith. E anche osserva come tale metodo inducesse Bakunin a pause nel corso logico del pensiero, che provocavano digressioni con I’apertura di nuove argomenta- ioni € di nuovi capi di discussione; donde P'affermazione comune che lo stile di Bakunin & difficile, eterogenco ¢ discontinuo: da tna parte ci sono le pagine scintillanti e caustiche delle dispute contro Mazzini ¢ contro Marx, le pagine appassionate dellincitamento alla ribellione o della descrizione dei mali delle « masse », quelle stringate ¢ definitorie dei concetti di Stato ¢ di non-stato, di liberti, di autorit&, quelle violente della polemica anti- semita ¢ antitedesca, ma dallaltra parte oggi si leggono con noia, pur ri- conoscendone il valore storico, le parentesi sulla religione, le disquisizioni sul materialismo, intrise di un positivismo generico, che hanno Ia loro origine in un hegelismo di seconda mano e in una constatazione superficia~ le dei problemi socio-economici, le generiche sintesi storiche, al di faori i ogni nesso con il corpo, con l'anima veritiera del testo. Questo. rende gravosa Ia lettura e fa palesi i motivi per cui tali scrtti, pur essenziali per Ia comprensione di un certo atteggiamento e di aspetti importanti delle vicende del movimento operaio, abbiano dovuto attendere quasi cento anni dalla stesura per vedere Ia luce. + A. Lehning: «Eli scriveva in fretta © agevolmente, Questo modo i lavorare spiega Ja faciitd con cut poteva in poco tempo redigere lettere, sovente immensamente lunghe, tri~ tando questioni su cui aveva gia sviluppato le idee nei propel scrittie (cfr. Archive, It, p. Im). Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale ™ 3. Nei tre volumi gli scritti di Bakunin organici non sono molti: per la maggior parte si tratta di opere frammentarie raccolte con pazienza ¢ ac~ costate Luna allaltra dal curatore. Nel primo tomo del primo volume si leggono i testi riguardanti I'Ita- lia, dalla Réponse d'un International & Mazzini ? a L'lntemationale et Mazzi ni* ad alcuni scritti minori, a numerosissimi «frammenti ¢ yarianti » del- Ja Teologia politica di Mazzini*, mentre in appendice vengono presentati Ja copia originale italiana della prima. parte della Réponse "°c, dall’edizio~ ne di Bruxelles del 1866, il manifesto ¢ il regolamento provvisorio del- T’Associazione internazionale dei lavoratori ". Nel secondo tomo gli scrit- ti, riguardanti sia Mitalia sia il conflitto con Marx, sono pits brevi ed ete rogenei; fra essi si staccano I! socialismo ¢ Mazzini, delottobre 1871 ™, Ih Tonga lettera ai redattori del torinese « Proletario italiano» #, Articolo contro Mazzini** e, fra molti altri scritti originariamente destinati a. gior= nali italiani ¢ francesi, varie lettere vivaci e pungenti nei confronti sia di Mazzini sia di Marx: spicca quella a Celso Ceretti, del marzo 1872, Rice Archives, pp. 3-12: pubblicato con titolo Introduction in Michel Bakounine, La Tholo- sie politique de Mazzini et UInemationale, Neucbitel, 1871, pp. 3-17; tradotto in italiano con. titolo Ineroduzione dal Masini in Michele Bakunin, La Teologia politica di Mazzini ¢ lInema- -imale, Bergamo, Novecento grafico, 1960, vol: t, pP. 116. “Archives, ft, pp. 21-77: corvisponde alle pp. 18-111 della cit. edit. della Théologie poli sigue; raduzione italiana nel vol. cit. La Teologia politica, pp. 17-89, ad esclusione della parte finale, trasritea dal Lehning dal manoscritto Régonse dn Intemational Mazzini, vol. 311-112, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Parisi. * Archives, st, pp. 107-278: [La Théologie polrigue de Mazzini. Deuxiéme partie. Pragments ef variates, Aoitecctoine 1871): 4 manorcritti sono in poweso dell'situta intemazionale di stotia sociale. 1% Archives, Uy pp. 281-298: Risposta dum Intemazionale a Giuseppe Mazzini, per M- Bakou- nine, Milano, presto Tammninistrarione del » Gazzettino rosa’, 187F (pp. 32), che corrisponde alle pp. 3-12 della eit. Répowse ¢ alle pp. 1-16 della pure menzionata Intodusioe alledizione taliana ella Teolopia politica © Archives, 11, pp. 299-310; Manifeste de PArsociation Intemationale des Travaillews svi il capitale, donde Ia conseguenza di dover climinare preventivamente lo Stato per poter climinare il capitale; 2. egli proponeva un futuro non-stato, preconizzava Vanarchia generale, non avendo alcuna possibilita di costruzione effettiva, e facendo percid opera tipicamente utopistica; 3. non accettava la lotta di classe come motivo necessario della societa capitalistica ¢, rifiutando questo dato, non soltanto respingeva il pensiero marxiano ¢ del movimento socialista internazionale (anche per quelle parti che ammetteva di accogliere), ma neanche era in grado di riconoscere gli clementi primi della societa che voleva studiare © rivoluzionare. Ecco un cenno su quest'ultimo aspetto della questione. In uno scritto dell'oteobre 1872, Bakunin dal concetto di Stato passava a quello di « clas- » Scriveva Bakunin allinizio del ’72 unificando i termini della sua battaglia antiautorita- ria: +B oggi perfetaamente chiaro che il gruppo ebreo-teutonico © marxlano, che domina ne] Consiglio generale tuttora, aveva sempre perseguito il pensiero ambiziow di tasformare In temazionale in una sorta di Stato, ben regolamentato, ben disciplinato, ebbediente aun go- ‘vero unitario, tuti i poteri del quale sarebbero concentrati nelle mani di Mars»; eft. Al Rue Bicone e tuati gli altri amici, 23 gennaic 1872, in Archives, 12, p. 220. Friedrich Engels, Der Kongress von Sonvillier und die Ietemationae, in « Volksstaat gennaio 1872, n. 3, ora in Werke, eit, vol. v1, p. 477. Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Intemazionale 87 se» di «lotta di classe»; sferzante cra il suo rifiuto della concezione clas- sista marxiana, ma, proprio mentre operava questa negazione egli non s'accorgeva di respingere con cid Tintero movimento socialista, come andava sviluppandosi nelle correnti dominanti: per gli anarchici, che mi- ravano «francamente » alla «completa emancipazione popolate », non era valida V'idea di un proletariato, cio’ il «mondo dei lavoratoris, presentato come «classe» ¢ non come «massa» in cui tutti dovevano essere eguali tra loro, senza nessuna eccerione, Con questo apriva le porte a un nuovo concetto indifferenziato, la «massa», nella quale erano compresi i lavora~ tori € i non lavoratori, gli inseriti nella colletivita e gli sbandati, il prole- tariato ¢ il sotto-proletariato, cio’ i coscienti ¢ i privi di coscienza, uniti non da una volonta positiva ma da un generico impegno protestatario con- tro uno sfruttamento ancor pit generico, non opera di una classe ricono- scibile ma di uno Stato mostruoso o, ancor pitt vagamente, di un destino maligno, Respingendo la « classe» ¢ la «lotta di classe » egli sottraeva Puni= co strumento valido al « popolo » cui si rivolgeva, anzi, giungeva a identi~ ficare elementi inconciliabili quali classe, potere ¢ Stato, da che si pud de- durre Ja faciliti della polemica marxiana nei suoi conffonti. Scriveva Ba unin *: Classe, potere, Stato sono tre terminti inseparabili, di cui cizscuno suppone necessariamente i due altri, e tutti insieme si riassumono non definitivamen- Passoggettamento politico ¢ 10 sfruttamento economico detle si presentava in modo chiaro il concetto dell’«eguaglianza» delle classi, eguali ed egualmente sfruttate allorché avevano davanti a sé l'onnipotenza dello Stato, che in tal modo assumeva un’autonoma fisionomia, assoluta ¢ staccata dal contesto storico che Paveva prodotto. Le classi in senso mar= xiano, com’erano sorte colla Rivoluzione francese, scomparivano; nella societa bakuniniana permanevano altre differenziazioni, basate non su mo- tivi economico-politici ma estranee ad essi, ¢ quindi apparenti ¢ senza una corrispondenza nella struttura sociale*: colla scomparsa delle «classi» ¢ % ULetive au journal «La Liberté» de Bruceles}, 18 ottobre 1872, in Archives, tty pe 16% " Marx, nella cit, lettera a Paul ¢ Laura Lafargue, scriveva: «Da una parte proporre la persisterza di claues e dall'alra Mgolité dei membri appattenenti ad esse: questo contzovenso imostra nello stesso tempo 1a vergognosa ignoranza e la superficialita di questo giovanotto, cee riteneva sua “‘misione particolare "il compito di illuminare sui ‘problemi teorici" *] ft. Werke, cit, vol. 2000, p. 674. 788 Gian Mario Bravo della « lotta di classe» il movimento operaio non avrebbe pitt avuto ra- gione di rivendicare un’organizzazione autonoma, si sarebbe identificato con un generico movimento di « masse » il cui scopo sarebbe stato duplice: 1. sognare eattendere con speranza la rigenerazione delPumaniti; 2. accon« tentarsi di piccole riforme e di piccoli progressi a livello particolaristico, senza ¢ sporcarsi le mani» con fa battaglia politica ¢ con la lotta contro lo sfruttamento economico. Nel pensiero di Bakunin sui concetti di «classe» e di «massa si pos- sono individuare due filoni peculiari ¢ collegati fra loro, il primo dei quali conduce a un risultato negativo, mentre il secondo, ritengo, & originale nella sua globalita. 1. In tutti gli scritti di Bakunin, ¢ in particolare in quelli contro Marx e il Consiglio generale dell’ AIL, era presente il riferimento a un generico sottoproletariato, cio’ agli « oppressi » ¢ agli esfruttati» non del mondo capitalistico, ma di tna societi arretrata; proprio questo fatto rende dub- bia la sua posizione nei confronti di Marx, che si rivolgeva ad una collet- tiviti modema, in evoluzione. Inoltre in Bakunin fu sempre vivace la pole~ mica contro gli « operai di fabbrica », ai quali contrapponeva categorie non inserite in modo organico nel processo produttivo industriale, quali gli edili o gli artigiani, 0 ceti tendenzialmente arretrati o conservatori, quali gli agricoltori: per il russo infatti gli operai veri ¢ propti erano ormai ine tegrati nella societi capitalistica, € quindi al di fuori di ogni «presa» da parte di temi rivoluzionari, Da cid sorgeva il rifiuto della concezione classistica della societi: quindi soltanto il sottoproletariato, analfabeta, misero ¢ sfruttato al massimo, ancor pit di quanto non accadesse per la chasse operaia, avrebbe potuto imprimere una spinta rivoluzionaria ai movimenti_ sociali. 2. Valido, per quanto non pienamente innovatore rispetto a Marx, era il pensicro di Bakunin su una parte del mondo sottosviluppato, il mondo contadino. Compito del socialismo, pensava egli, era di collegare il pro- Ietariato (¢ il sotto-proletariato) delle citta con i contadini: questo fatto, soprattutto nella polemica antimazziniana condotta nella Teolagia politica ¢ in altri scritti eitaliani», rappresentd un elemento di forza. Il suo era Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale 789 un invito, talvolta incisivo * perché poneva Paccento su aspetti tradizional- mente lasciati in disparte non soltanto da Mazzini ma anche da larghi set tori del movimento operaio del socialismo; in esso ® quindi da wedersi tun passo in avanti, teotico ¢ organizzativo, per Paffermarsi delle idee so- Gialiste: perd non come «dec» come «idcologia della massa » - come vo~ leva Bakunin -, ma come idee di classe. In talune occasioni egli usuftuiva strumentalmente di questo nuove mezzo di cui aveva intravisto 'impor- tanza: cosi allorché, criticando il « germanesmo » ch’egli riteneva proprio dei dirigenti dell’AIL, gli contrapponeva lo « slavismo », di matrice compa- gnolo-agricola, che proprio per questo poteva sollevarsi contro il « borghe~ sismo » tipico degli operai industrali, specie tedeschi. Nella sua figurazione Pinternazionale « tedesca » e autoritaria aveva lo scopo di creare una nuova borghesia, degli « operai dellindustria manifatturiera ¢ delle citta», che si satebbe imposta come nuova classe dominante ai milioni di coltivatori. ‘Ma, tralasciando gli spunti polemici, si pud vedere come Bakunin cer casse di approfondire la sua visione con ln mira di offtire una prospettiva rivoluzionaria. Scriveva nelParticolo sulla Germania ¢ il comunismo di Stato **: Tutti coloro che hanno veramente a cuore il trionfo della rivoluzione so- ciale devono deplorare questa separazione nefasta che esiste tra il proletariato delle citth e il proletariato delle campagne. Tutti i loro sforzi devono tendere a distruggerla, perch¢ noi dobbiamo essere ben coscienti che, finché i lavora~ tori della terra, i contadini, nom avranno dato la mano ai lavoratori delle ctta per un'azione rivoluzionaria comune, tutti li sforzi rivoluzionari delle citta saranno condannati a fiaschi inevitabilt. Pur parlando di « proletariato delle campagne » & evidente che Bakunin si riferiva al esottoproletariato », talché nel suo discorso. rivoluzionario alludeva non ai contadini dei paesi ad agricoltura evoluta, ma a quelli dei paesi agricolmente sottosviluppati: nell'articolo inviato alla «Liberté» di Il Socaliono ¢ Mazzini. Letera agli amici d'talia, ottobre 1871, im Archives, 2, p. 4} ‘In nome del socialisma rivoluzionatio, organizzate i proletariato delle citi, e cid facenco, lunitelo nella stessa organizaazione preparataria col popolo delle campagne [..}. Solo la rivo- luzione popolare universe & abbastanza forte per rovesciare, per spezzare Ja potcnza organizz2- tiva dello Stato sostenuta con tutti i mezzi dalle class ricche. Ma la rivoluzicne universe & la tivoluzione sociale, ¢ Ia rivoluaione simultanea del popoto delle campagne e delle cit Tl Masini (come gid aveva compicto il Romano), nel vol. 1 da Jui curato, p. 72, mette in Ive importanza dello scritto per la precisazione del problema dellalleanza fra operai € contadini. © [L'Allenagne et le conmuesione d'Etat), marzo 1872, in Archives, pp. 118-119. 790 Gian Mario Bravo Bruxelles nell'agosto 1871, rivolgeva i stoi strali contro Mazzini, del quale faceva vedere il distacco ¢ la mancanza di sensibilita perle « sofferenze reali del popolo», specie allorché questo era costituito da agricoltori, ma an- che respingeva in termini ironici I teoria marxiana dello sviluppo neces sario dell'economia borghese come premessa per Paffermazione della classe operaia ¢ del socialismo: anzi, proprio nellarretrata Italia contadina ve- deva Ia possibilith di affermarsi per il socialism. Egli inseriva qui ¢ coordinava due distinte dispute, contro Mazzini in Italia e contro Marx in Europa: riusciva a collegarle strettamente insieme © a presentarle come un tutto organico, dove il punto di riferimento era il «popolo» italiano in cui si manifestavano o si sarebbero manifestate in tun breve lasso di tempo spinte rivoluzionarie, ¢ questo nonostante Puma- nitarismo di Mazzini che Jo allontanava dalla soluzione dei concreti bi sogni sociali, ¢ nonostante la volonti d'accentramento ¢autotitario» del marxista Consiglio generale, la quale per contro aveva poche probabiliti daffermarsi tra Peaffamata» gente delle campagne italiane. Hl popolo delle campagne ~ seriveva Bakunin — per Ia prima volta nella storia d'Italia sari chiamato a rappresentare un grande ruolo nella prossima rivoluzione sociale [...]. In fondo tutte le sue preoccupazioni sono essenzial- mente socialiste. Esso aspita a un cambiamento radicale della sua esistenza economica [...]. E notate l'istinto di questo popolo: la prima cosa ch’esso fa~ ceva giungendo nei centri urbani era di bruciare Ta carta bollata, tutti gli atti ufficiali e civili, Bakunin riusciva anche a individuare alcune caratteristiche della classe contadina italiana per cui questa assumeva atteggiamenti spontaneamente rivoluzionari, ¢ su di esse si soffermava (come anche indugiava sulla si- tuazione spagnola, ma in altri scritti - di prossima pubblicazione per cura del Lehning - che qui non vengono esaminati), deducendone categorie generali di comportamento, Concludendo, certamente I'esperienza e le amicizie italiane avevano fatto si che egli, pitt che non Engels ad esempio, fosse sensibile a taluni aspetti delle condizioni della penisola, per quanto poi peccasse nelle interpretazioni di insieme: a tal riguardo si possono ri- cordare non soltanto le sue parole ¢ i suoi scritti sulla posizione dei conta dini, ma anche alcuni acuti giudizi sui « meriti» di Garibaldi, a proposito del quale egli denunciava come, benché avesse favorito I'Internazionale © [Lette d + La Liberté», Bruxelles}, agosto 1871, in Archives, tft, p. 81 Bakunin ¢ il dibattite nella Prima Internazionale 794 celebrato fk Commune, non avesse pet nulla compreso il senso degli avve~ nimenti *, Da questa sua capaciti di interpretare una situazione peculiare quale quella arretrata delltalia del tempo, in cui il sottoproletariato deteneva una fanzione decisiva e in cui il rapporto agricoltura-industria era total- mente favorevole al primo elemento, si pud dedurre la corrispondenza delle tesi di Bakunin al modo d'essere locale (corrispondenza non globale, come in generale si vuol far credere, ma certamente rrilevante) ¢ il rela~ tivo successo ¢ affermarsi del movimento bakuniniano negli anni settanta in Italia. 7. Si esamina ora, seppure di sfuggita, il problema organizzativo dellIn- ternazionale secondo Bakunin. Questi, pur agendo all'intemo dell'AIL, non ne riconosceva i principi d’azione, almeno nelle interpretazioni date dal Consiglio generale: nei confronti degli « autoritari» infatti egli attuava una ripulsa totale, non accettandone né le motivazioni teoriche né i metodi di auivia. Le questioni che il movimento internazionale allinizio degli anni set tanta, sotto la guida dei dirigenti ulficiali dell’AIL, si proponeva di discu- tere ¢ di agitate come motivo di lotta politica, non erano secondarie, ¢ andavano da piani di riforma contingenti e settoriali a vision di prospetti- va per il movimento operaio stesso e per il socialismo, che si aggiunge- vano a quanto era stato claborato in numerosi congress e si amalgamavano in un programma politico che doveva costituire un tutto unitario: il punto centrale, alla discussione del quale aveva condotto Pesperienza di sei-otto anni di attiviti organizzativa ¢, a seconda dei casi personali e delle situa- zioni nazionali, un'opera contestativa durata parecchi lustr, era quello del rapporto fra azione politica e azione rivendicativa, che venne poi di- scusso e valutato nella conferenza di Londra. ** AL Rubicone (Lettera a Lodovico Nabruzzi, 3 gennaio 1872, in Archives, 12, p. 203. In ua alteo:scritto Bakunin dava notizie sulla conoscenta di + Garibaldoff+ in Russia, anche nella pit lontana Siberia, negli annf 1861-1863: eft. (Article frais. Artic destin’ 4 «La Revolution sociale»], gennaio 1872, in Archives, 12, p. 190; sulle relazioni di Garibaldi con i rust si veda di Franco Venturi II Populisno tuso, Torino, 1982, pasim. © Marg, in una lettera a Hermann Jung, a Londra, 14 luglio 1870, sintetizaava i punti che avrebbero dovuto venir discuss nel « prossimo » congresso dell’AIL, che in effetti non ebbe luogo a caus della guerra franco-prusiana; proponeva: «1. Sulla necesita di abolire i debiti pubblick. Discussione sul ditito al risarcimento; 2. sulla connesione tra l'azione politica ¢ i 792 Gian Mario Bravo A questi temi Bakunin era « politicamente » sensibile. Da tempo parte~ cipe alle vicende dell’ALL, di cui conosceva i singoli momenti ¢ di cui so- vente, guardandosi alle spalle, aveva tracciato brevi profili storici, in nue merosi scritti indirizzati a compagni ¢ seguaci dava particolareggiati consi- gli organizzativi e di «metodologia » rivoluzionaria, come accadeva per esempio in alcune lettere a italiani *’: si pud sostenere che egli, pur nella non lineariti della sua condotta, fosse un abile organizzatore. Interessanti sono le sue istruzioni riferentisi a problemi italiani, in merito al rapporto fra internazionalist, mazziniani e radicali, sulla possibilita eventuale di trasformare Internazionale in organizzazione clandestina ove essa doves se venir proibita nel regno, ¢ cosi via: la conoscenza da parte di Bakunin della sinistra italiana era rilevante, sia per cid che riguardava Je struttare sia gli uomini sia le idee politiche; quindi come «politico pratico » egli si dimostrava avveduto ¢ in grado di intervenire in modo intelligente in occasioni disparate, almeno quando il suo pensiero non era offuscato da sentimenti preconcetti. Ma, proprio negli stessi temi organizzativi ch’egli aveva sviluppato con omogeneiti, si possono rinvenire alcune debolezze, per non parlare di veri e propri difetti Cosi, dopo aver accennato al problema della possibile riduzione in clandestinita dellIntemazionale in Italia, mosso da quella che taluni com~ mentatori politici ¢ storici hanno potuto definire la sua «mania» per le associazioni segrete, egli passava a discutere minutamente Ja riorganiz~ zazione di un'Internazionale «segreta > in Italia in grado di sottrarsi alle persecuzioni poliziesche ™, si diumgava su cid che questa avrebbe dovuto dire, sul comportamento del «nucleo ristretto» dei stoi membri simili proposte dimostrava di non capire le esigenze dei suoi tempi, la con ‘movimento sociale della classe operaia; 3. mezai pratici per trasformare la proprietd Fondiaria in proprietd comune; 4. teasformuzione delle banche di eiteolazione in banche nazioaall; 5, Paccorde della produzione cooperativisica su scala nazionale; 6. sul dovere della classe ope- aia di darsi da fare per preparare una sattica generale del lavoro secondo Te risoluzioni det congresso di Ginevra del 1866; 7. ripresentazione al congreso della questione sui mezzi per reprimere la guerra; cfr. Werke, cit., vol. X00, p. 687. © [Anick Jranair, Anicle destin @ «La Revolution sociale}, gennaio 1872, in Archives, 1/3, pp. 171-182, Una difesa della Commune avevs gis compiuto in [La Tholesie potitigne de Mazcinl. Dewciéme parte. Fragments et variants), in Archives, 1/f, pp. 230-240. 7 Al Rubicone (Letra @ Lodovico Nabruszi}, 3 gennaio 1872, ¢ Al Rubicone e cutté gli altri amici, 23 genmaio 1872, in Archives, 12, pp. 201-228: una delle pit: note proposte di Bakunin era che il Consiglio generale si trasformase in un semplice bureau di cortispondenza. (Letive 4 Celio Ceretil, 13-27 marzo 1873, in Archives, 2, pp. 283-255. Bakunin il dibattito nella Prima Internazionale 793 necessiti, cio’ dell'organizzazione operaia ¢ dellclaborazione teorica di tun socialismo che si anteponesse non tanto allo Stato quanto al capitalismo. Il suo era un rivoluzionatismo primitive, cio una forma di babuvismo ritardato 0 di neoblanquismo, che indugiava su aspetti marginali dei movi- menti rivoluzionari del passato, come quelli del 1848-1849, ¢ che mirava ad agire su una societh evoluta non valendosi delle forze pik avanzate di ssa ma di quelle pitt arretrate, che non solo non avevano coscienza delle gravose questioni da afftontare, ma neppure di se stesse. Problemi pitt vasti, che hanno perd un aggancio con i temi organizza- tivi, sono quelli relativi alla lotta politica ¢ al « partito » politico, sorti dalla discussione pluriennale nel seno dell’AIL ma presentatisi apertamente dopo Ia conferenza di Londra ¢ Ia menzionata ¢risoluzione 1x, sulla quale Ba- kunin intervenne pit volte", Respingere la proposta di dare al movimento operaio un’organizza- zione politica significava negare ogni possibiliti di incremento al movimento stesso, come sari dimostrato in futuro non soltanto dai modesti risultati ottenuti dallanarchismo di ispirazione bakuniniana (a parte i «successi» in Italia, in Spagna e nel Giura), ma anche dallatteggiamento individua- lista di numerosi anarchici, i quali rifiutavano la societi organizzata e, disconoscendo al movimento operaio la capaciti di organizzazione auto- noma, si collegavano a quei raggruppamenti che lasciavano’ magati « pit libero » il singolo ma che erano insetiti «all'intemo » del sistema che ess, a parole, volevano rovesciare, Bakunin ¢ i bakuninisti parlavano di una «federazione economica assolutamente libera », ma non davano né i mez~ zi né le direttive per raggiungere simile forma organizzativa: a meno di non voler considerare come tale sunicamente Vorganizzazione sindacale, che invero, nel pensiero bakuniniano ¢ sulla traccia di quanto aveva gid sostenuto il Proudhon e che ancora veniva riproposto dagli intemaziona- listi proudhoniani, non avrebbe neanche dovuto usufruice di tutti quegli strumenti d'azione che, almeno oggi, si ritengono propri della lotta sindacale. Bakunin chiariva la sua posizione sul « partito politico » nelle risolu- zioni del congresso antiautoritario di Saint-Imier, dove negava tutta la discussione dell"AIL ¢ i progressi compiuti dal movimento operaio nei © Aus compagnons de la Fédiration des sections internationales du Jura, febbraio~marzo 1872, in Archive, p. 47 SB: 794 Gian Mario Bravo singoli pacsi negli ultimi anni 7, Opposte crano le tesi discusse ¢ appro- vate un anno avanti a Londra, Sia Marx sia Engels avevano criticato ¢ respinto I'astensionismo politico ¢ la riduzione della lotta al campo sin= cale *, Engels in particolare, nella conferenza londinese, ribadendo il con= cetto dell’cimpossibiliti» dellastensione e sostenendo che questa avrebbe tunicamente favorito la politica dei partiti borghesi, metieva in luce come gli scopi del prolctariato, da raggiungersi «per mezzo» della lotta poli- tica, fossero contrari a quelli che gli antiautoritari enunciavano € che i loro adepti di varie tendenze in seguito avrebbero afficciato: il fine era «Pabolizione delle classir e Punico mezzo per mandarlo ad effetto era «la forza nelle mani del proletariato»; donde Ia necessiti di considerare oggettivamente la situazione in cui il movimento operaio si muoveva, © di adeguare gli strumenti sia allambiente citcostante sia agli scopi pre- disposti Con cid veniva respinto Vinsegnamento bakuniniano nelle sue immagini pit diverse, sullo Stato, sulla lotta di classe, sulla lotta poli tica, sulla finzione delle «masse» anzi esso ~ con un processo ideologi- camente esatto ma ingiusto verso la persona dell’ormai anziano rivolu- zionario - veniva quasi stimato alla stregua di uno strumento di copertura della politica borghese. Il che appare « ingiusto » perché la carica conte stativa del russo, almeno per un aspetto, si dimostrd positiva, e cio? nella disamina del parlamentarismo. Egli infatti svolgeva un penetrante esame % Resolutions du Cones antiveucortanesintemationaltonu 6 Soint-Inier le 45 septeine 1872, in Archives, ut, pp. 137-143: «Considerando: che voler imporre wna linea di condotts © ut programm: politico uniforme come la via unica che poss conduslo alla sua emancipazione sociale, una pretesa assurda € reazionaria; [..] che Ic aspirazioni del proletstiato non possono aver altro oggetto che lo stabilimento di un’organizzazione ¢ di una federazione economica assolutamente libere, fondate sul lavoro e sull”eguaglianza di tutti e completamente indipen- denti da ogni governo politico, e che questa organizzazione e questa federazione nom pOsson0 cesere che il risultato dell'azione spontanea de} proletariato stesso, dei compi di mestiere ¢ delle ‘comuni autonomie |...]® Si possono ricordate, fra i molti documenti anteriori a disposizione, due lettere a pri- vati, qui gid menzionate, di Engels a Cafiero, 1° luglio 1870 (in K.Marx-F, Engels, Corin ddovza com italia, ct.,p. 20), € di Marx a Paul e Laura Lafatgue, 19 aprile 1870 (in Werle, eit. vol. 2001, p. 675). 1 Cir. Vintervento di Engels alla conferenza di Londra, nella seduta del 21 settembre 1871, (Lieber die politische Aktion der Arbeiterblasse), in Werke, cit, vol. XV, PP. 412-423: « [ue] 3. Astensione impossibile, Il partito degli operai sste come partito politico e vuole agie po- liticamente, © predicate 1a sua astensione significa rovinare P'iatemnazionale. La semplice no- zione dei rapporti dello pressione politica per scopi sociali cstringe i lavoratori alla politica; i predicatori dellstensionismo Ii spingono fra le braccia dei politici borghesi. Dopo Ia Com= ‘mune, che ha posto allordine del giorno lazione politica dei lavoratori, Tastensione & impor sibile; 4. Noi vogliamo Tabolizione delle class: unico mezzo & la forea politica nelle mani del proletariato; e noi non dobbiamo fare alcuna politica? (..] Dipende soltanto da quale po- ica: quella esclusiamente proletaria, ¢ non quella che serve da coda alla borghesia . Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Intemazionale 795 critico, condotto perd in termini semplicistici, sullimefficacia della « rap- presentanza» popolare © proletaria nei parlamenti borghesi, ¢ sull’e indivi- dualismo borghese », che attirava ¢ conquistava i rappresentanti popolari, quand’anche costoro fossero riusciti ad essere eletti, annullando ogni oppor- tumiti. di azione fficace “#: le sue opinion’ corrispondevano a uno stato di fateo, derivavano dalla sua esperienza ¢ dalle sue conoscenze di quanto aceadeva in Svizzera, in Francia, nella stessa Inghilterra i pud invece imputare a Bakunin di non aver tenuto conto delle vie cende politico-sociali di quegli stessi anni, delleventualiti di costieuire partiti proletari in concorrenza coi pattiti ¢ raggruppamenti borghesi in tuna lotta di classe trasferita a ogni livello della vita sociale: insomma, gli si pud addebitare di misconoscere (0 addiriteura di ignorare) gli argomenti che, per sollecitazione del Consiglio generale, erano oggetto di discussione nel seno del movimento operaio in Europa ¢ in America ¢ che, dopo es sere stati vagliati in un dibattito all'interno delle sczioni locali, venivano poi clevati a tesi uficali, a risoluzioni, delle quali Marx ed Engels avevano dato appunto fa sanzione definitiva nel corso della conferenza del 1871 8. Si & osservato il pensiero di Bakunin in varie occasioni, vagliandone gli aspetti, cosi com'esso risulta dagli scritti degli anni 1870-72: si passa fora ad un campo nel quale le idee del russo presentano un’improvvisa impennata verso il basso, dove si hanno momenti in cui il ragionare cede il campo all'astio ¢ dove, nel predominio di luoghi comuni e di massime di infimo conio, scompare quanto di valido si pud trarre dai testi Spesso Bakunin si dichiard esplicitamente antisemita 0, pitt precisa~ mente, antiisracita e antiebraico: non @ agevole giustificare le cause di tale fenomeno, ¢ forse ® conveniente dire con un recente studioso, il Sil- emer, che «2 pitt facile constatare V'antisemitismo di Bakunin che non spiegarlo., e che, all'inverso, manca in lui una descrizione organica della «questione ebraica» “4; i giudizi hanno infatti fonti di varia provenienza ¢ sono diffusi in un clevato numero di lettere, di articoli e di saggi rimasti inediti, sicché & arduo ricostruire il suo pensiero a questo proposito, ¢ pur % [La Théologie politique de Mazzini. Deuexiéme partic. Fragments et variates), in Archives, Hx, pp. 270-275. 7 Edmund Silberner, Sozialisten zur Judenfiage. Ein Beitrag zur Geschichte des Soxialimas vom Anfang des 19. Jabrhunderts bis 1924, Berlin, Colloquium Verlag, 1962, p. 270. Su un anti- semitismo +di sinistras si sfferma con intelligenza Hanna Arendt, The Origins of Tovalicarianion. London, Allen and Unwin, 1958, pp. 28-50. 796 Gian Mario Bravo con qualche riserva si pud accettare quanto nota di sfuggita il Lehning, e cio’ che «le basi sociologiche dell'antisemitismo di Bakunin non sono state fino ad oggi chiarite». B certo che, specie con questi scritti re centi, s'¢ reso ancor piit manifesto Virrazionale - che tale dev'essere rite- nuto — atteggiamento di Bakunin: concordo quindi col Silberner sul fatto che Pantisemitismo si presenta in modo cosi cvidente nelle sue opere che nessuno, a parte pochi seguaci, ha mai cercato di negarlo *, Le ragioni di simile comportamento il Silberer le vede: 1. nella sua nascita di aristocratico russo, che poteva avergli prodotto quella « giudeo fobia » propria di larghi strati delle classi dominanti; 2. nel fatto che molti avversari politici nel campo del socialismo fossero ebrei, Marx, I'Hes, il Borkheim, il russo Utin, donde la «conclusione psicologica» del suo rivolgersi contro tutti gli isracliti e il suo generalizzare ¢ rendere Vanti- semitismo condizione essenziale per la erivoluzione», proporre cio? un «antisemitismo_rivoluzionario » 7”, Olire alle «ragioni» 2 opportuno individuare le fonti. Un Bakunin nuovo vien fuori dalla lettura di questi testi (0 almeno di patti staccate, ma non secondarie, di ess), e alla figura dello scrittore polemico, anti- autoritario, antimazziniano, antimarxiano ¢ cod via, si aggiunge quella del’antisemita senza dubbi ¢ tentennamenti, che per molti spunti razzi- stici fa venire alla mente alcuni dei pitt noti teorici del razzismo del tempo, per esempio il Gobineau e il Marr, coi quali i collegamenti sembrano pit stretti, Bakunin, per quanto si possa osscrvare che in Jui Pantisemitismo non cera strettamente legato al razzismo, conosceva probabilmente gli scritti di detti « teorici», che citcolavano negli ambienti intellettuali europei, specie francesi ¢ tedeschi: tale pud essere il caso dell'opera del conte di Gobineau, il Saggio sullineguaglianza delle razze umane, il cui primo vo- Jume cra stato claborato negli anni 1848-1851“, mentre i successivi, di % AL Lehning, in Archives, 2, pp. XIV-X¥. % E, Silbemer, op. cits, p. 276. Si é parlato anche di uno ¢spirito antisemitico® in Mar aaccenna a questo lo steso Silbemer, p. 107 seg. Non mi soffermo su questo tema; penso che di exo si pos discutere in ogni cao purché on si prenda a fondamento, come fa im parte lo stesso autore, 1a Questime ebraica degli anni 1843-1844 (per la quale cinvio ai numerosi studi a disposizione); st pad per questo far riferimento allo sritto della Arendt, p. 34, che dice che ‘tanto speso ¢ tanto inglustamentes Marx & stato accusato di antisemitismo proprio per il ‘suo scritto giovanile, non tenendo conto che le questioni quivi toccate erano di tut'altro genere, 7 E, Silberner, op. city Be 27. % Cf. la traduzione italiana: Arthur de Gobineau, Saggio sllinequaglionsa delle razze mane, Padova, Ed, di AR, 1964, Vol Batunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale 797 minor valore politico per gli interessi biologico-etnologici che vi si mani- festavano, usciranno nel decennio seguente. Nel Gobineau veniva posto 'accento soprattutto sul tema della « razza» ¢ della superiorita di alcune «razze bianche»; solo in un secondo tempo, coll'uomo politico € giomalista di Amburgo, Wilhelm Marr, il razzismo diventeri antisemita. Bakunin non usava il termine « antisemita », adottato negli stessi anni dal Marr ¢ destinato a immediata diffusione: in lui perd Vostilita contro gli ebrei - come «popolo», come classe sociale, come raggruppamento religioso - era identificabile con T'analogo movimento proprio di larga parte della cultura tedesca. Nel Marr poi, si possono- osser~ vare uniti i due momenti tipici del pensiero bakuniniano: i] momento anarchico ¢ quello antisemita, talché il Nettlau ha potuto agevolmente inserie una parte della pubblicistica dell'autore ¢ agitatore amburghese fia i «classici» delfanarchia ®; anzi, il tedesco precedeva il russo pet en- trambi gli aspetti ®*. L’antisemitismo aveva quindi anche una radice sto- rica in una certa tradizione dell’anarchismo europeo ", in cui i due motivi erano correlati ¢ interdipendenti: per Bakunin, in particolare, & da rile- vare che l’antisemitismo di matrice anarchica era collegato all’antigerma- nesimo ed era sviluppato in fumzione antimarxiana, mentre gli ebrei veni- vano raffigurati come Pincarnazione degli aspetti deteriori della borghesia ¢ dello statalismo. Lo scritto che dimostra con maggior efficacia tale atteggiamento bakuni- niano risale al 1869: Professione di fede di un democratco socialista russo, pre~ cedta da uno studio sugli ebrei tedeschi, di cui resta soltanto 'introduzione Max Netlau, Bibliogaphie de lnarchie, Bruxelles-Patis, 1897, p. 49; dello stesso Net- tau si veda la Breve storia dell'anarchiono, Cesena, Ed. 'Antistato, 1964, - 62 se ‘ « Anarchico + il Marr Io era gid nel periodo della distrutiva propaganda in Svizzera del Junges Deutschland, che negli anni "go si anteponeva sia al rozzo egualitarimmo del Weitling sia al + comunismo filosofico delle correnti della sinitra hegeliana, movimenti questi cui Bakunin era vicino. Nel 1852, dopo altri scritti im cui sempre aveva assunto atteggiamenti radicali e libertari, il Marr aveva dato alle stampe il volumetto Anarchia o autoritd? (Anarchie oder Autortét?, Hamburg, Hoffman, 1852, pp. 1-132), dove Il titolo steso anticipava. nei suoi termini quelli che sarebbero stati i punti centrali dell'insegnamento bakuniniano; e infine negli anni ’70 egli vera volto allo stadio dei problemi della razza, per giungere verso la fine del decennio alla definizione delle ancsemitismo » nei Quadern antisemitct (Antisemitische Hefie. ‘Chemnitz, 1880, nn. 1-3). Degli stessi anni sono i libri di un noto «socialstas, Kar! Eugen Dithring, fa cui: Die Judenfage als Reen-, Sitton- und Culturfage. Mit einer weligescichlichn Antwort, Karlseuhe, 24 ed. 1881 (161 pp). Si potrebbe qui aprire un discorso su Proudhon, ma per questo rinvio al cit. volume del Silberner, pp. s6-64. 798 Gian Mario Bravo sugli « ebrei tedeschi» *. Quivi egli dichiarava d’essere obicttive verso gli ebrei, ed era percid in grado di vedere come costoro fossero contrari all libero socialismo: in modo ancor pitt assurdo asseriva di aver timore di riticarli, perché Ja loro «setta» era estremamente vendicativa. Scriveva dei «giudei Labitudine allo sfruttamento sviluppa pure l'intelligenza dello sfruttatore, ma in un senso esclusivo e funesto, in totale contrapposizione con gli inte~ ressi¢ con gli istinti del proletariato, Osserva il Silberner che il tono dello scritto & dimesso ¢ tenue: infatti era destinato alla stampa e fa effettivamente spedito al « Réveil » parigino, in risposta a un atticolo di Moses Hess. Ben pitt violenti forono invece gli attacchi di Bakunin al Judentum in letere private ad amici ed a collabo ratori, in circolari ecc., dove faceva mostra di un antisemitismo triviale *: accusava gli ebrei per le loro attiviti, per il loro modo di ragionare ¢ di pensare, per Ia loro religione, per Ia loro storia; scriveva che, « fortunata- mente per le altre nazioni, la potenza del popolo giudeo non eguaglid la sua crudelti »; colpiva in special modo i « gitdeo-tedeschi», ¢ fra questi definiva alcuni noti dirigenti socialisti, I’Hess, il Borkheim e Wilhelm Liebknecht, quali « piccoli giudei immondi». E immediatamente operava un passo in avanti, attaccando il Juif allemand Marx, che, condiuvato dai correligionati londinesi *, voleva valersi del socialismo per soddisfare i propri interessi personali o di gruppo; in Marx identifiava le colpe di tun popolo «sanguisuga e « parassita » e i misfatti di una classe « avida» ¢ «sfruttatrice », la borghesia *. Per affermazioni simili, provocate dal «sentimento » ¢ non dal « ragio~ namento », si pud sostenere: 1. Bakunin, accorto politico nella sua battaglia contro il Consiglio generale ¢ contro I'AIL, degenerava in faziositi allor- quando indirizzava le accuse contro persone singole, denunciando in tal 1 [Profession de foi dun démocrate sociliste ruse, préchdde dame étude sur les Jifs allemand Lettre adresse ans ctoyensrédaceurs du « Réveil» Paris}, ottobre 1869, in Ocwwrer, Paris, Stock, 1918, vol. ¥, pp. 239-204. © Cosi in Aue compagnons de la Fédnavon des sections inemationales de Jura, febbraio-mar20 1872, in Archives, U, Pp. 4-9. (Lette awe Invemationaue de Bologne}, dicembre 1871, in Archives, 1/2, pp. 106 © 109: su « Marx ebreo nel pensiero di Bakunin eft. anche 'introduzicne del Bernieri a F. Engels, Litmtemazionale # gli anarchci, cite, pe 15. " Rapports persomele avec Marx, dicembre 1871, in Archives, 113, p. 125. Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Internazionale 799 caso il razzismo, il livore antiintellettuale ¢ antioperaio nello stesso tempo, Tantisemitismo che lo animavano; 2. il problema dell’antisemitismo in Ba kunin non 2 semplice: cosi invece lo delinea ll Lehning, che pensa di risolver- Jo con una pagina di giudizi generici; si tratta di un antisemitismo cosciente, 0220 nell'uso dei termini e nei concetti, che sottrae gran parte del valore al discorso politico, per cui le critiche ¢ i rimproveri ch’egli rivolgeva al Consiglio generale londinese ¢ che avevano una loro base di rispondenza al vero, inseriti in un contesto tanto povero intellettualmente, perdevano ogni incisivita. A questi dati di fateo Bakunin aggiungeva una mania di persecuzione, per cui, da molti anni, riteneva d'essere al centro di un com- plotto eebraico», Nella gia menzionata lettera a Celso Ceretti, ancora una volta mirava a screditare il Consiglio generale con argomenti estranci a una polemica politica; scriveva : Gli attacchi della setta gindeo-tedesca non sono una novith per me, Do- po il 1848, nei giomali tedeschi *7, essi m’hanno attaccato pubblicamente € nel modo pill ignobile, pretendendo che Herzen ed io fossimo agenti al sol- do di un comitato panslavista ¢ zarista. Herzen ed io abbiamo combattuto duramente tutta la nostra vita la politica dello zar. Quanto a me, fin dall’ini- Zio della mia carriera, mi sono proposto il dovere di combattere in modo particolare il panslavismo: € nessuno lo sa meglio di questi giudei tedeschi Spiccano Todio e il disprezzo contro la «tedescheria»;_nell’antiger- manesimo egli mescolava motivi efficaci, come la critica della borghesia tedesca, a motivi che presentavano un carattere di odiosit’: cost allorché affiancava alPazione del movimento operaio quella delle caste militar, tipica per durezza d’animo ¢ insensibiliti, 0 quando parlaya dello « spirito schiavo » dei tedeschi, in enunciazioni sconnesse dal resto dei discorsi_ma che avevano la mira principale di colpire Marx ¢ i suoi seguaci. In questi casi egli si dimostrava un abile giomnalista, che perd non voleva appro fondice analizzare una societi complessa come quella tedesca. Bakunin, identificando in Marx due diverse concezioni deteriori, la «slavofobia» (0 «russofobia») e il «pangermanesimo », rimaneva alla superficie delle questioni ¢ le personalizzava, facendole cio coincidere con I’atteggiamento contingente di un individuo. Eppure nella sua visione % [Lettre d Celso Cert}, 13-17 marzo 1872, in Archives, Wa, p. 255. © Bakunin st riferiva ad articoli contro 1a sua persona pubblicati su giornali tedeschi, a firma « Marx , mentregli era condannato in Siberia; Pautore in effetti non era stato Karl Marx, ‘ma un sinonimo: Bakunin non era a conoscenza di questo fatto. 800 Gian Mario Brave afferrava la posizione delle forze in campo: conosceva la politica zarista, sulla quale poteva esprimere opinioni chiare; conosceva la politica prus- siana: ma non era in grado di dare un giudizio altrettanto obicttivo sulla politica del movimento operaio europeo ¢ tedesco in particolare. In tutta fa sua battaglia - il pitt delle volte soltanto indiretta - contro Marx, il Consiglio generale ¢ i tedeschi, egli cercava di dimostrare che le tesi dell'Internazionale sul « dispotismo» e sulle mire espansionistiche della Russia zarista non promanavano da una fonte pura ¢ onesta, ma erano invece Mespressione del nazionalismo ¢ del «tedeschismo, soprattutto di ‘Marx, che, nel campo socialdemocratico, operava parallelamente a quanto facova il Bismarck (ma questi eagiva con maggiore inteligenza ») nel gioco diplomatico delle potenze. L’assunto di tale tesi non era fondato su fatti e documenti, e questo per varie ragioni: 1. pur con le sue affer~ mazioni critiche verso la politica russa, anche Bakunin manifestava tale volta accenti nazionalistici, e proprio per cid pitt gretti di quelli che impu- tava agli avversari nel campo del socialismo; 2, egli non approfondiva lk posizione dell'Intemazionale marxiana ¢ nella disputa si accontentava di elevare a indice generale alcune frasi staccate, prese qua ¢ Ia, senza inse- ritle nel contesto politico loro proprio; 3. il suo livore ¢ la sua volonti polemica (che, s' riconosciuto, non mancavano neanche nella parte av- versa), deformavano sia la visione storica degli avvenimenti sia le conclu sioni politiche ch’egli voleva trarre da essi; fare di Marx un ¢ omiciattolo + che agiva in combutta col Bismarck era eccessivo: lo 2 oggi, donde Per- roneita dell'interpretazione data dal Lehning nell'introduzione al volume secondo degli Archives, lo era in quegli stessi anni, in cui era ben chiara a posizione antagonistica assunta da Marx, dai suoi seguaci ¢ dall’Inter- nazionale nei confronti dell’imperialismo gugliclmino e della politica di potenza bismarckiana. Cos, a proposito di quest'ultima questione, Baku- nin operava un capovolgimento della realt3. In I’Allemagne et le comrnsinisme Etat accusava il Consiglio londinese di attuare una politica filo-tedesca per la formazione della Grande Germania, repubblicana e autoritaria (donde il «parallelism » col Bismarck); la socialdemocrazia tedesca, accettando il parlamento accogliendo le concezioni imperialistiche, dimostrava per contro la sua impotenza rivoluzionaria. Egli esaltava infine Ja sua lotta contro pangermanismo ed ebraismo uniti *: © LeAllemagne et le commnisme d'Etat, marzo 1872, in Archives, B, pp. 115-116. Bakunin ¢ il dibattito nella Prima Intemazionale 801 Ho detto che la dottrina professata dagli intemazionalisti tedeschi, con Marx im testa, aveva come primo effetto necessario di tendere a far rientrare tutte le popolazioni di raza pitt 0 meno germanica nella grande patria tedesca. I secondo effetto, parimenti necessario, &, sempre secondo il sistema di Dar- win, 12 pangermanizzazione successiva ¢ lenta, ma certa, secondo i dottori, delle popolazioni non germaniche dell’Europa, per la loro propria feliciti. Se essi fanno un'eccezione, non & sicuralente per alcun popolo europeo, ma per un popolo della razza semita... che ha avuto il buon senso di identi- ficarsi completamente con la nazione tedesca, 9. Volendo, al termine di questo rapido sguardo sui tre tomi degli: Archi- ves Bakounine, esprimere riassuntivamente un giudizio, «sso @ contraddit- torio, tale cio® da corrispondere perfettamente allimmagine di Bakunin pensatore, uomo politico e rivoluzionario, qual @ venuta via via configurandoxi. Un dato negative & che Bakunin, nei suoi scritti ¢ nella sua azione, pitt che un rivoluzionario fa un agitatore giacobino e ribelle: egli si colleg® non tanto ai movimenti di classe del suo tempo quanto ai primi conati di rivolta degli « oppresi» di ogni classe, alle vaghe promesse del. socia~ lismo sentimentale unite alle invettive pit feroci contro la societ’ ricca (la societ’ opulenta, si direbbe oggi), senza proporre una trasformazione cffettiva di questa societi' ma ideando piani palingenetici al di li di ogni fondamento tazionale, ¢ questo perché, diceva egli stesso gli scioperi ¢ tutte le sofferenze inaudite; la miseria estrema, la fame, le ma~ lattie © sovente la morte, che ne sono sempre le conseguenze inevitabili, sono i pit potenti e pit terribili propagandisti delle idee socialiste fra le masse, Di contro a quest’atteggiamento velleitario pud essere posta avanti Paccentuazione bakuniniana del tema della liberta, della liberti individuale che poteva trovare uno spazio unicamente in una societd che non solo si fosse scissa dalle forme di produzione borghesi e dalla concezione di uno Stato che favoriva queste forme, ma in una societ’ in cui I’« organizzazione » ¢ T'sapparato» non dovevano incidere sull’autonomia del singolo: egli, 2 stato detto di recente*, non fu in grado di presentare una soluzione * L'Intemationale et Mazzini, agosto-novembre 1871, in Archives, ty Ps 23- Cf. lo studio Hi Hanna Temkinowa, Baki j antyromie wolnosc (Bakunin ¢ le anti- nomic della liberta], Warszawa, Ksiazka i wiedza, 1964 (pp. 238), con la recensione diMaxi- mitien] Rubel] in «Cahiers de VISEA.s, Pats, agosto 1965, p. 271 802 Gian Mario Bravo realistica al problema della «liberti assoluta », ma il solo fatto di averlo suscitato fa si che la sua opera, per quanto contraddittoria ¢ manchevole come finora s'& cercato di dimostrare, sia ancor oggi meritevole di consi derazione ¢ d’attenzione, ¢ integri nella sua polemica, violenta ma spon- tanea, la produzione politica e filosofica di Marx ¢ di Engels. Lazione intellettuale di Bakunin favor le forze reazionaric ¢ danneggid il movimento operaio, proprio negli anni dell’affermarsi ¢ del costivuirsi dei partiti socialisti nei singoli paesi: questo venne git messo in luce da ‘Marx ¢ da Engels, ma cid nonostante egli, come persona, come mili- tante, come pensatore 2 da ricordare per la mole di attiviti compiuta, per Ja capacita agitatoria, per Vincisivits degli interventi in occasioni concrete, per il coraggio con il quale agi lungo molti lustri, privo di libert3, in pri- gione 0 in un campo di concentramento, nella pit: dura miseria, mante- nendo un ascendente su un forte nucleo di lavoratori in diversi puesi d’Eu- ropa, fra i quali spiccano coloro che, in anni pitt tardi, dopo aver abbando- nato il movimento da lui costituito, diventeranno i dirigenti nazionali i numerosi partiti di ispirazione marxist. Proprio quest'ultimo fatto sottolinea Vesito fecondo ¢ nello stesso tempo contingente dell’azione di Bakunin per il movimento operaio euro- P ‘mento operaio negli anni ’70 si conforms al suo insegnamento; ma l'evol- versi degli avvenimenti e il corso storico hanno dimostrato Ja vacuit3 della sua costruzione, e per contro Ja «realti» della lenta ma costante penetra~ infatti egli ebbe « sucesso » nel suo tempo, ¢ una larga parte del movi- zione dell'intemazionale londinese, cio’ del socialismo marxista, nelle file della classe operaia. Percid poco profetico fa lo stesso Bakunin allorquando notd a proposito del congresso dell’ Aja del settembre 1872 °*: Bisogna esser veramente insensati per pensare che i lavoratori dell"Inghil- terra, dell’Olanda, del Belgio, della Francia, del Giura, dell'Italia, della Spagna, dell’America, per non parlare poi dei Javoratori slavi, vorranno sottomettersi alla disciplina marxiana, Gian Mario Bravo 1K, Mare-F. Engels, Les Prétendues scissions dans Untemationale, cit, in Archives, p. 293. [Berit conte Marx], novembre-dicembre 1872, in Archives, tl, p. 179.