Sei sulla pagina 1di 30

Nel quadro delle iniziative di studio promosse dalla Fondazione Ambro- SREM Storia Religiosa Euro-Mediterranea

siana Paolo VI, quella che ha trovato compimento nel presente volume 3 3
assume un significato del tutto particolare: con essa un pluridecennale
itinerario di ricerca, volto a esaminare la vicenda religiosa dello spazio
europeo e del mondo mediterraneo, è venuto incamminandosi verso la
una Città tra Terra e Cielo

le Religioni
sua meta per eccellenza, la meta in grado di trasfigurare anche un sem-

le Chiese
Gerusalemme
plice percorso di conoscenza storica in un «santo viaggio», perché santa
è la realtà che di tale percorso costituisce l’approdo: Gerusalemme.
Attraverso un’indagine sistematica, gli studi qui proposti ripercorrono
la vicenda di questa città unica e pongono in contatto con i molteplici
temi, che ad essa si legano nella spiritualità delle diverse componenti
religiose, che a lei guardano come a Città Santa.
le Religioni - le Chiese

Gerusalemme
In effetti, chiunque le si accosti non può non considerare le parole del
pio israelita: «Andremo alla casa del Signore! Già sono fermi i nostri
piedi alle tue porte, Gerusalemme!»; e non può non sentire echeggiare
la preghiera delle antiche generazioni cristiane: «Compiamo la nostra
offerta a Te, Signore, per i tuoi Luoghi Santi, che hai reso celebri con la
manifestazione del tuo Cristo e con la discesa del tuo Spirito santissimo:
in primo luogo per la santa e gloriosa Sion, madre di tutte le Chiese»;
e non può ignorare la comune interpretazione sunnita della benedizio-
ne coranica: «Gloria a Colui Che di notte trasportò il Suo servo dalla
Santa Moschea [La Mecca] alla Moschea remota [il luogo del Tempio
di Gerusalemme]».
Il volume si offre come strumento per avvicinare questo luogo straor-
dinario e recuperarne il significato non soltanto nella storia della civiltà
euro-mediterranea, ma nella vicenda dell’intera umanità, stante l’irra-
diazione a livello planetario conosciuta dalle tradizioni religiose a que-
sto stesso luogo connesse.
La lettura potrà così favorire una compiuta immersione nella singola-
re realtà – ad un tempo storica e religiosa – analizzata, ma anche tra-

Terra e Cielo
una Città tra
sformarsi in un’esperienza di profonda condivisione con le comunità
umane che in questo momento vivono drammaticamente, e non senza
sofferenze, la realtà grande di Gerusalemme: Città per tutti santa e da
tutti profondamente amata ma, proprio per questo, Città il cui possesso
è stato sovente lungo i secoli (e fino a oggi) oggetto di dolorosa contesa.

ISBN 978-88-209-9353-5
LIBRERIA
EDITRICE
VATICANA

Fondazione
Ambrosiana
€ 35,00 9 788820 993535 Paolo VI Fondazione Ambrosiana Paolo VI

copertina Gerusalemme ok.indd 1 28/11/14 16:11


Storia Religiosa Euro-Mediterranea
3

Collana promossa dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI

parte iniziale Gerusalemme.indd 1 28/11/14 15:28


Una Città tra Terra e Cielo
Gerusalemme
Le Religioni - Le Chiese

Sotto la direzione di
Cesare Alzati

A cura di
Luciano Vaccaro

Fondazione Ambrosiana Paolo VI

parte iniziale Gerusalemme.indd 3 28/11/14 15:28


Si ringraziano la Regione Lombardia,
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
la Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus
per il sostegno dato alla realizzazione della
XXXIV Settimana europea / SREM 3
di cui questo volume è frutto.

I contributi di Dan Bahat sono stati tradotti da Maddalena Vaccaro.

Il contributo di Joseph Patrich è stato tradotto da Sandro Chierici.

Il contributo di Juliette Day è stato tradotto da Daria Rescaldani.

Il contributo di Christian Hannick è stato tradotto da Marcello Garzaniti.

Proprietà letteraria riservata - Printed in Italy

Finito di stampare nel mese dicembre 2014


da Arti Grafiche Tibiletti s.n.c. - Azzate (Varese)

Copyright © 2014 - Libreria Editrice Vaticana


00120 Città del Vaticano
www.libreriaeditricevaticana.com - diffusione@lev.va

Copyright © 2014 - Fondazione Ambrosiana Paolo VI


Villa Cagnola - 21045 Gazzada (Varese) - Italy
Tel. 0039.0332.46.21.04 - Fax 0039.0332.46.34.63
fapgazzada@tin.it

Foto di copertina: La pianta di Gerusalemme, sec. XIII


(da Roberto Monaco, Historia Hierosolymitana:
Uppsala, Universitetsbibliotek, ms. C 691, f. 39v).

La Fondazione Ambrosiana Paolo VI resta a disposizione di tutti gli eventuali


detentori di diritti d’immagine non individuati o che non sia stato possibile
raggiungere per l’assolvimento degli obblighi di legge.

ISBN 978-88-209-9353-5

parte iniziale Gerusalemme.indd 4 28/11/14 15:28


INDICE

Presentazione, Mons. Eros Monti ................................................. 9


Messaggio dell’Arcivescovo di Milano Card. Angelo Scola
(3 settembre 2012) ........................................................................ 13
Cesare Alzati, Gerusalemme: una Città fra Terra e Cielo ............ 15
Dan Bahat, Gerusalemme. Le premesse a una vicenda
straordinaria: la «Città di Davide» .............................................. 21
Dan Bahat, L’edificazione e le vicende del Tempio
nella storia d’Israele ..................................................................... 33
Pier Francesco Fumagalli, La «Città di Dio» e le Genti:
Città di Dio o città per gli uomini? ............................................... 43
Joseph Patrich, Gerusalemme al tempo di Gesù Cristo:
il Tempio e il suo Monte ................................................................ 69
Giuseppe Visonà, Gerusalemme nelle comunità cristiane
dei primi secoli .............................................................................. 99
Renata Salvarani, Costantino e la nascita dei santuari cristiani. 123
Juliette Day, I santuari palestinesi e la formazione
del ciclo liturgico cristiano ........................................................... 157
Pierre Maraval, «Né qui, né a Gerusalemme» (Gv 4, 21).
I caratteri del pellegrinaggio ai Luoghi Santi
nell’Antichità cristiana ................................................................. 177
Christian Hannick, Gerusalemme: «Là tutti sono nati».
Le molteplici presenze cristiane, il modello rituale gerosolimitano
e la sua irradiazione nell’intera ecumene cristiana ....................... 193
Cesare Alzati, Da «Madre di tutte le Chiese» a Patriarcato.
La collocazione del vescovo di Gerusalemme
nella comunione cristiana della tarda antichità ........................... 211
Maria Giovanna Stasolla, I musulmani e Gerusalemme
(secc. VII-XI). Percezioni, ideologia, prassi ................................. 223

parte iniziale Gerusalemme.indd 5 28/11/14 15:28


Yahya Pallavicini, In viaggio verso la città santa,
al-Quds, Gerusalemme ................................................................. 253
Daniel Galadza, La distruzione del Santo Sepolcro (1009):
la tradizione cultuale gerosolimitana privata degli spazi rituali. 265
Stefano Parenti, L’eredità liturgica di Gerusalemme
nelle periferie di Bisanzio e tra gli Slavi meridionali ................... 289
Giorgio Fedalto, La conquista latina della Città Santa.
Chiese e fedi sotto il regime crociato ............................................ 305
Narcyz S. Klimas, OFM, L’alternativa latina alla guerra santa:
la Custodia francescana di Terra Santa ....................................... 329
Narcyz S. Klimas, OFM, L’inserimento delle diverse comunità
cristiane nel complesso del Santo Sepolcro
e lo status quo ottomano ............................................................... 361
Simona Merlo, L’Ortodossia russa e Gerusalemme
nel XIX secolo ............................................................................... 393
S.E. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Il ristabilimento del Patriarcato
latino di Gerusalemme nel 1847. Note storico-pastorali .............. 407
Bruno Di Porto, Riflessi religiosi di un movimento secolare:
sionismo e religione....................................................................... 423
Paolo Pieraccini, Gerusalemme dalla fine del mandato
britannico a oggi: la condizione giuridica
delle istituzioni religiose cattoliche .............................................. 455
Renata Salvarani, Una imitatio medievale dei Luoghi Santi
nel cuore dell’altopiano etiopico: Lalibela .................................. 497
Giovanna Parravicini, La Città Santa nell’arte
e nella cultura russa ...................................................................... 511
Luigi Zanzi, Gerusalemme nelle Alpi. La «Città Santa»
nei Sacri Monti del mondo “pre-alpino” ...................................... 535
S.B. Fouad Twal, Gerusalemme, patria comune
per tutti i cristiani e cuore del mondo ........................................... 551

parte iniziale Gerusalemme.indd 6 28/11/14 15:28


Hanno collaborato al presente volume:

Mons. Eros Monti


Fondazione Ambrosiana Paolo VI, Gazzada

S.Em. Card. Angelo Scola


Arcivescovo di Milano

Cesare Alzati
già Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Dan Bahat
St. Michael’s College, University of Toronto

Pier Francesco Fumagalli


Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano

Joseph Patrich
Hebrew University of Jerusalem

Giuseppe Visonà
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Renata Salvarani
Università Europea di Roma

Juliette Day
University of Helsinki

Pierre Maraval
Université Paris IV-Sorbonne

Christian Hannick
Julius-Maximilians-Universität Würzburg

Maria Giovanna Stasolla


Università degli Studi di Roma «Tor Vergata»

Yahya Pallavicini
Comunità Religiosa Islamica Italiana, Milano

parte iniziale Gerusalemme.indd 7 28/11/14 15:28


Daniel Galadza
Universität Wien

Stefano Parenti
Pontificio Ateneo S. Anselmo, Roma

Giorgio Fedalto
Università degli Studi di Padova

Narcyz S. Klimas, OFM


Studium Biblicum Franciscanum -
Custodia di Terra Santa, Gerusalemme

Simona Merlo
Università della Valle d’Aosta

S.E. Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo


Bethlehem University

Bruno Di Porto
Università di Pisa

Paolo Pieraccini
Storico della Custodia di Terra Santa

Giovanna Parravicini
Fondazione Russia Cristiana, Milano-Mosca

Luigi Zanzi
Università degli Studi di Pavia

S.B. Fouad Twal


Patriarca latino di Gerusalemme

Luciano Vaccaro
Fondazione Ambrosiana Paolo VI, Gazzada

parte iniziale Gerusalemme.indd 8 28/11/14 15:28


Stefano Parenti

L’EREDITÀ LITURGICA DI GERUSALEMME


NELLE PERIFERIE DI BISANZIO
E TRA GLI SLAVI MERIDIONALI

«Oggi il cuore del rito bizantino, un rito di sintesi e modello per l’in-
tera Ortodossia, è decisamente orientale e la dialettica sottesa alle reci-
proche relazioni in campo liturgico tra Costantinopoli e Gerusalemme
potrebbero ben riassumersi, mutatis mutandis, con l’adagio di Orazio:
Graecia capta ferum victorem cepit (Orazio, Epist. II, 1, 156)»1.
Con queste parole chiudevo alla Gazzada nel settembre 2010 la
relazione dal titolo Da Gerusalemme a Costantinopoli passando per
Stoudios e Mar Saba: una liturgia modello per l’ortodossia, presen-
tata alla XXXII Settimana Europea Da Costantinopoli al Caucaso. Se
mi permetto di inaugurare una nuova relazione con una auto-citazione
non è per infrangere le regole del buon gusto ma soltanto per mettere
in evidenza che quanto oggi viene qui esposto non è altro che l’ideale
seconda puntata del discorso iniziato nel 2010. E dell’opportunità sono
grato al comitato scientifico e agli organizzatori tutti di questa XXXIV

1 S. Parenti, Da Gerusalemme a Costantinopoli passando per Stoudios e Mar Saba:

una Liturgia modello per l’Ortodossia, in Da Costantinopoli al Caucaso. Imperi e popoli


tra Cristianesimo e Islam, sotto la direzione di C. Alzati, a cura di L. Vaccaro, Città del
Vaticano-Gazzada (Varese) 2014 (Storia Religiosa Euro-Mediterranea, 1), pp. 99-120.

15 Parenti imp.indd 289 28/11/14 15:16


290 Stefano Parenti

Settimana. Negli ultimi anni, grazie anche all’impegno, e in alcuni casi


all’autentica generosità delle giovani leve, per le quali anche il tozzo
di pane è ormai un miraggio – lo sappiamo – lo studio dell’evoluzione
storica della tradizione liturgica bizantina progredisce con un’accelera-
zione mai vista prima, richiedendo continui aggiornamenti.
A determinare il progresso ha contribuito senza dubbio l’accesso, a
volte insperato, a nuovi e importanti documenti, che in questa sede sarà
un piacere e un privilegio illustrare, ma le acquisizioni nel campo del
metodo non sono affatto secondarie. Senza un metodo, un sistema er-
meneutico coordinato per percepire la realtà, le fonti si possono soltan-
to descrivere ma non utilizzare. Sarebbe come avere a disposizione la
scatola con tutte le tessere del puzzle senza il quadro necessario alla sua
ricomposizione. Come ho detto in altre occasioni, la storia dello studio
delle liturgie cristiane dimostra che la maggior parte degli strumenti che
il ricercatore oggi ha a disposizione erano noti e disponibili già nel XVII
secolo. La fonte non cambia, siamo noi a cambiare e le nuove scoperte
vanno integrate nel puzzle, e se per caso non ci riusciamo la colpa non è
delle tessere ma del sistema, e il sistema siamo noi2. Ma il sistema si può
perfezionare, cambiare, e la storia della liturgia cristiana non è altro che
la storia dei tantissimi cambiamenti, cioè delle continue riforme in essa
avvenute. E quanto vengo ad esporre ne è soltanto la conferma.

1. Problemi, limiti ed obiettivi

Il titolo di questa relazione L’eredità liturgica di Gerusalemme nel-


le periferie di Bisanzio e tra gli Slavi meridionali potrebbe benissimo
essere il titolo di un libro. Infatti l’impronta hagiopolita in molte delle
Chiese di tradizione apostolica è fino ad oggi così capillare – e ben oltre
le celebrazioni annuali del mistero pasquale – da richiedere una indagi-
ne, altrettanto capillare, intesa non soltanto a quantificare l’eredità ge-
rosolimitana ma anche a verificare le vie che ne hanno assicurata la dif-
fusione. Un tale lavoro, del quale si sente ormai la necessità, verrebbe

2S. Parenti, Il lascito di Robert F. Taft alla scienza liturgica, in «Studi sull’Oriente
Cristiano», 16 (2012), 1, p. 38.

15 Parenti imp.indd 290 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 291

ad aggiungere nuovi ed interessanti tasselli alla rilettura critica della


liturgia pre e post-costantiniana e dei numerosi luoghi comuni che fino
ad oggi ne compromettono l’intelligenza. Si pensi – solo per dare qual-
che esempio – alle nuove acquisizioni sull’iniziazione cristiana, sulle
origini dell’anafora eucaristica e sulla dialettica oppositiva, rivelatasi
del tutto immaginaria, tra anamnesis e mymesis 3.
Vi è un altro motivo che invita a guardare con interesse all’irradia-
zione della liturgia hagiopolita nell’ecumene cristiana. Oggi la Chiesa-
madre di Gerusalemme non ha più una liturgia propria. Il rito hagiopo-
lita si è estinto nel corso del XII secolo, soppiantato dal rito bizantino4,
quindi la liturgia di Sion continua in qualche modo a vivere soltanto
nelle Chiese che ne hanno accolto l’influsso. Così in questa nota re-
stringerò l’attenzione a due modalità di trasmissione medievale della
liturgia hagiopolita all’interno dell’ecumene: l’Italia meridionale bizan-
tina e la Slavia balcanica. Lo farò prendendo in considerazione l’euco-
logio o sacramentario, il libro liturgico dove sono raccolti i formulari
per la celebrazione della Divina Liturgia, della Liturgia delle Ore, dei
sacramenti, consacrazioni e benedizioni per ogni bisogno e necessità.
Tralascerò invece l’innografia, un patrimonio così ingente per mole e
per interesse, da non poter essere qui utilizzato.
Nella cultura ortodossa dire Gerusalemme è dire pellegrinaggio
– in greco τὸ προσκύνημα o anche χατζής (dall’arabo hajj), in russo
паломничество – che mi ispira a concepire questa esposizione come una
più dimessa escursione che, partendo dall’Italia meridionale evocherà il
Sinai, passerà per la penisola balcanica per poi approdare ancora al Sinai.
Tre periferie che hanno segnato in modo indelebile la vicenda locale e
universale del rito bizantino nel segno della tradizione di Gerusalemme.

3Un preciso status quaestionis è tracciato da P.F. Bradshaw, Alle origini del culto cri-
stiano. Fonti e metodi per lo studio della liturgia dei primi secoli, Città del Vaticano 2007
(Monumenta, Studia, Instrumenta Liturgica, 46), da completare ora con P.F. Bradshaw,
Eucharistic Origins, London 2004 (Alcuin Club Collection, 80), inoltre si veda R.F. Taft,
Storicismo rivisitato, in Oltre l’Oriente e l’Occidente. Per una tradizione liturgica viva,
Roma 1999 (Pubblicazioni del Centro Aletti, 21), pp. 31-50.
4 In attesa della pubblicazione, si rimanda a D. Galadza, Worship of the Holy City in

Captivity. The Liturgical Byzantinization of the Orthodox Patriarchate of Jerusalem After


the Arab Conquest (8th-13th c.). Excerpta ex Dissertatione ad Doctoratum, Pontificio Isti-
tuto Orientale, Roma 2013.

15 Parenti imp.indd 291 28/11/14 15:16


292 Stefano Parenti

2. Gerusalemme in Italia meridionale

L’esistenza nel tempo di un rito italo-bizantino ha origine nella giu-


risdizione esercitata dal Patriarcato di Costantinopoli su alcune regioni
del Meridione d’Italia dall’VIII all’XI secolo. Infatti attorno al 732-733
un editto dell’imperatore Leone III Isaurico le sottraeva, insieme all’Il-
lirico, alla giurisdizione metropolitana del vescovo di Roma5.
In quelle regioni, come del resto anche a Roma, già nel corso del VII
secolo era confluita una élite intellettuale di chierici e monaci orientali
che fuggiva i Persiani, gli Arabi e il monotelismo, e poi nei secoli VIII e
IX l’iconoclasmo6. I profughi preferirono l’Italia a Costantinopoli per-
ché proprio nel VII secolo l’Impero bizantino attraversava una grave
crisi economica dovuta alla perdita dell’Egitto, da dove venivano i ri-
fornimenti di grano7. Il costante aumento della popolazione ellenofona,
favorita dall’amministrazione bizantina, offrì un pretesto per l’annes-
sione ecclesiastica, dando inizio nella seconda metà dell’VIII secolo
alla bizantinizzazione religiosa con la sostituzione dell’episcopato lati-
no con quello greco. Nasce così quella che spesso viene indicata come
la «Chiesa greca» in Italia o, per essere più precisi, la provincia itali-
ca del Patriarcato di Costantinopoli, la cui liturgia non era esattamente
identica a quella della Capitale bizantina.
Gli emigrati dal Medio Oriente ai quali si è fatto cenno, erano di lin-
gua greca e di fede calcedonese e portarono in Italia i loro libri liturgici
secondo i riti allora in vigore nei patriarcati di origine, Alessandria, An-
tiochia e Gerusalemme. Così la fase più antica del rito italo-bizantino

5 Le fasi dell’annessione prima ecclesiastica e poi amministrativa e fiscale vengono

chiarite nello studio di V. Prigent, Les empereurs isaurien et la confiscation des patrimoi-
nes pontificaux d’Italie du sud, in «Mélanges de l’École française de Rome. Moyen Âge»,
116/2, 2004, pp. 557-594.
6 Si rimanda alla sintesi di J.-M. Martin e A. Jacob, La Chiesa greca in Italia (c. 650 -

c. 1050), in Storia del Cristianesimo. Religione - Politica - Cultura, IV: Vescovi, Monaci
e Imperatori (610-1054), Roma 1999, pp. 367-388, e inoltre J.-M. Martin, Hellénisme et
présence byzantine en Italie méridionale (VIIIe-XIIIe siècle, in L’Ellenismo Italiota dal VII
al XII secolo. Alla memoria di Nikos Panagiotakis, Atene 2001, pp. 181-202.
7 Cfr. L. Perria, V. von Falkenhausen e F. D’Aiuto nell’Introduzione al volume Tra Orien-

te e Occidente. Scritture e libri greci fra le regioni orientali di Bisanzio e l’Italia, a cura di
L. Perria, Roma 2003 (Testi e Studi Bizantino-Neoellenici, 14), pp. IX-XXXVIII: XI-XIX.

15 Parenti imp.indd 292 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 293

(VIII-XI secolo) è una sintesi tra il rito bizantino costantinopolitano e


le tradizioni liturgiche importate dai profughi orientali.
Il più antico eucologio o sacramentario bizantino, conservato nel
codice Barberini gr. 336, copiato in Calabria verso la fine dell’VIII
secolo, in ogni caso dopo il 787, è allo stesso tempo anche il più anti-
co testimone di questa recensione liturgica italo-bizantina8. L’apporto
orientale nel codice è significativo ed interessa un buon numero di riti e
preghiere, dalla Liturgia di S. Giovanni Crisostomo, all’Ora Prima, del-
la quale è il più antico testimone conosciuto, ad alcune preghiere e li-
tanie diaconali per la benedizione dell’acqua nella festa della Teofania,
alle preghiere per la benedizione delle palme, per il rito della lavanda
dei piedi al Giovedì Santo, fino ai riti della professione monastica ai
quali vanno aggiunte una preghiera per il matrimonio, alcune preghiere
per l’unzione degli ammalati insieme ad altre preghiere più collegate
alle necessità della vita quotidiana. A conti fatti oltre un terzo di questo
venerabile eucologio bizantino trasmette eucologia non costantinopoli-
tana, in prevalenza hagiopolita9.
Sul piano filologico il contributo è notevole. Perché l’eucologio Bar-
berini trasmette un testo greco più antico dei più antichi testimoni locali
delle liturgie melkite databile in alcuni casi a dopo la conquista araba
della Palestina. Quanto in questa sede viene detto dell’eucologio Bar-
berini gr. 336 vale anche per altri eucologi italo-greci del X-XII.
Il guadagno filologico però non è l’unico e – mi sia permesso – in
fondo è il più facile da individuare, ma non necessariamente è il più
importante. Poco fa ho menzionato la presenza nel codice di preghiere
alessandrine, oltre che gerosolimitane, all’interno della stessa Liturgia
di S. Giovanni Crisostomo. All’area alessandrina è stata ricondotta con
sufficiente sicurezza anche una preghiera alternativa per il matrimonio.

8 Cfr. S. Parenti, E. Velkovska, L’Eucologio Barberini gr. 336, Seconda edizione rive-

duta con traduzione italiana, Roma 2000 (Bibliotheca Ephemerides Liturgicae, Subsidia,
80), oppure S. Parenti, E. Velkovska, Евхологий Барберини гр. 336. Издание текста,
предисловие и примечания, Omsk 2011. Per la datazione cfr. S. Parenti, La preghiera
della cattedra dell’eucologio Barberini gr. 336, in «Bollettino della Badia Greca di Grot-
taferrata» [in seguito: BBGG], s. III, 8 (2011), pp. 149-168.
9 Parenti, Velkovska, Евхологий Барберини гр. 336, pp. 57-61; Parenti, La preghiera

della cattedra, pp. 161-163.

15 Parenti imp.indd 293 28/11/14 15:16


294 Stefano Parenti

Come spiegare questo singolare mélange? Gerusalemme era la sede


dell’omonimo Patriarcato con un rito liturgico proprio, di cattedrale e
monastico, quest’ultimo nelle varianti urbana e lauriota. Sebbene dal V
secolo i riti delle sedi ecclesiasticamente e civilmente egemoni avessero
iniziato a sostituire a proprio vantaggio i riti delle sedi suffraganee, la
storia della liturgia cristiana insegna che dopo un processo di unifica-
zione s’innesca subito un processo opposto di diversificazione10. Que-
sto significa che ovunque la storia della liturgia nel Medioevo è storia di
riti locali con peculiarità proprie anche abbastanza pronunciate.
La coesistenza in un medesimo formulario liturgico di testi hagio-
politi ed alessandrini ci orienta verso una zona di confine quale è per
esempio la penisola sinaitica. Dal Sinai o dall’Eparchia di Pharan,
ecclesialmente e liturgicamente nell’orbita del Patriarcato di Gerusa-
lemme, proviene il modello dal quale in Campania poco dopo il 1050
è stato copiato un rotolo – l’attuale Messina gr. 177, con le Liturgie
di S. Giacomo e di S. Marco11. Ma c’è di più. Come recentemente
ha dimostrato Gabriel Radle, esistono delle recensioni alessandrine
di preghiere e riti hagiopoliti del matrimonio12, e Viktoria Panteri ha
dedicato uno studio, ancora inedito, alla recensione alessandrina del
rito hagiopolita, rarissimo, di consacrazione del myron o crisma al
Giovedì Santo13.
Così i testi hagiopoliti trasferiti in Italia meridionale, oltre alla storia
del rito bizantino in quelle regioni e alla conservazioni di testi affe-
renti alla storia antica della liturgia di Gerusalemme altrimenti perduti,

10R.F. Taft, Anton Baumstark’s Comparative Liturgy Revisited, in Acts of the Interna-
tional Congress «Comparative Liturgy Fifty Years after Anton Baumstark (1872-1948)»,
Rome, 25-29 September 1998, edited by R.F. Taft, SJ & G. Winkler, Roma 2001 (Orienta-
lia Christiana Analecta, 265), pp. 191-232.
11 A. Jacob, La date, la patrie et le modèle d’un rouleau italo-grec (Messanensis gr.

177), in «Helikon», 22-27 (1982-1987), pp. 109-125; S. Parenti, L’originale dell’edizione


di Assemani «Ex antiquo Mss. Messanensi» della Liturgia di s. Giacomo, in S. Parenti, E.
Velkovska, Mille anni di “rito greco” alle porte di Roma. Raccolta di saggi sulla tradizio-
ne liturgica del Monastero italo-bizan­tino di Grottaferrata, Grottaferrata 2004 (Analekta
Kryptopherres, 4), Roma 2004, pp. 253-266.
12 G. Radle, The Byzantine Marriage Tradition in Calabria: Vatican Reginensis gr. 75

(a. 982/3), in BBGG, s. III, 9 (2012), pp. 221-245.


13 Cfr. H. Brakmann, Der Gottesdienst der östlichen Kirchen (I), in «Archiv für Litur-

giewissenschaft», 53 (2011), p. 177.

15 Parenti imp.indd 294 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 295

ci narrano un capitolo inedito della storia locale del rito hagiopolita.


Voglio anche sottolineare la capacità di adattamento facilitata dalla co-
mune lingua greca: di adattamento del rito alessandrino a quello ha-
giopolita sul Sinai e di quello hagiopolita al rito bizantino in Calabria.
Torneremo ancora sul Sinai nel prosieguo dell’esposizione.
Prima di lasciare l’Italia meridionale piace sottoporre all’attenzione
del lettore un ultimo codice particolarmente interessante. Si tratta del
Salterio B VII 30 della Biblioteca Universitaria di Torino, sopravvissuto
a malapena all’incendio che la devastò la notte del 26 gennaio 1904. I
paleografi datano il codice al IX secolo e lo collocano in Italia meridio-
nale. Oltre al Salterio, il manoscritto riporta anche un Horologion, cioè
un Libro d’Ore (fig. 1)14.

1. Salterio con Libro d’Ore. Torino, Biblioteca Universitaria, codice B VII 30 (IX secolo).

S. Parenti, Nota sul Salterio-Horologion del IX secolo Torino, Biblioteca Universi-


14

taria B. VII. 30, in BBGG, s. III, 4 (2007), pp. 275-287.

15 Parenti imp.indd 295 28/11/14 15:16


296 Stefano Parenti

In questa sede voglio attirare l’attenzione su una precisa particolari-


tà: la presenza nelle Ore di Prima, Terza, Sesta e Nona di un solo Salmo,
particolarità che si ritrova in un horologion italo-greco del 1025 con-
servato ad Erlangen in Baviera e, limitatamente alla Quaresima, anche
nei typikà monastici italo-greci del XII secolo. Le leggi della liturgia
comparata formulate da Anton Baumstark insegnano che i tempi più
solenni dell’anno liturgico solitamente fissano usi liturgici più antichi
di quelli invalsi nella prassi quotidiana15. Non è un caso allora che ri-
troviamo queste Ore “monosalmiche” nei primi giorni della Settimana
santa nel Typikòn dell’Anastasis di Gerusalemme, copiato proprio nella
Città Santa nel 112216. Questi elementi inducono a collocare il model-
lo dell’horologion in un contesto non necessariamente monastico, che
vedeva i monaci prendere parte attiva al servizio liturgico quotidiano
della cattedrale. Ancora una volta un manoscritto liturgico italo-greco,
mentre testimonia dell’incisiva eredità liturgica hagiopolita in Italia, ci
conserva contemporaneamente un pezzo di storia del rito hagiopolita
nella patria di origine, conosciuto dalle fonti letterarie, ma non da quel-
le liturgiche locali, e per giunta, così antiche.

3. Nella Grecia continentale

Dopo la definitiva vittoria sull’iconoclasmo nell’843 la tradizione


della cattedrale di Costantinopoli assunse da Gerusalemme alcuni spe-
cifiche pratiche liturgiche17. Tuttavia la Liturgia delle Ore monastica
di Palestina era già stata importata nella Polis dai discepoli di Teodoro
Studita, dando luogo ad un rito monastico urbano che alla fine del X se-
colo aveva preso piede anche nelle chiese secolari, non solo della Città
imperiale ma anche nelle provincie e periferie18.

15 A.Baumstark, Das Gesetz der Erhaltung des Alten in liturgisch hochwertige Zeit,
in «Jahrbuch für Liturgiewissenschaft», 7, 1927, pp. 1-23.
16 Ibidem, pp. 281-283.
17 R.F. Taft, Il rito bizantino. Una breve storia, trad. M. Campatelli, Roma 2012,

pp. 85-94.
18 S. Parenti, The Cathedral Rite of Constantinople: Evolution of a Local Tradition,

in «Orientalia Christiana Periodica», 77 (2011), pp. 449-469.

15 Parenti imp.indd 296 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 297

Rispetto all’Italia meridionale qui la ricerca diventa più faticosa


perché, a differenza dei codici italo-greci, i manoscritti dell’eucologio
copiati in Grecia e nei Balcani non esibiscono scritture caratteristiche
utili per una sicura localizzazione. Pochissimi poi sono i codici datati
per cui l’unica base sicura sulla quale lavorare restano i testi. Così nel
Paris Coislin 214 del XII secolo troviamo un interessante «Prologos»
alla preghiera costantinopolitana delle nozze imparentato struttural-
mente con il «Sedro» della tradizione antiochena19. Le modalità di pe-
netrazione di questi testi, bisogna riconoscerlo con lealtà, ancora non
sono state chiarite, e non vale la pena di tirare in ballo per l’ennesima
volta gli scambi tra monasteri e i monaci girovaghi o pellegrini, per
tamponare la domanda alla buona. Si impone invece un serio studio
testuale che porterà ad individuare distinte recensioni e a dipanare
così le complesse relazioni esistenti tra le varie provincie.
Come ho detto in precedenza, una volta arrivati a Costantinopoli,
Teo­doro Studita e i suoi monaci vi importarono la Liturgia delle Ore mo-
nastica di Palestina, che cercarono di armonizzare per quanto possibile
con la locale tradizione costantinopolitana dando luogo ad un ufficio
urbano misto. Concretamente si trattava di inserire nello schema pale-
stinese, preghiere presidenziali e litanie diaconali nate e pensate per un
altro rito, quello cattedrale di Costantinopoli. Negli studi liturgici questa
combinazione è diventata un “cliché”. Tutti i testimoni manoscritti latori
di una delle tante combinazioni possibili tra le due tradizioni sono stati
etichettati come “studiti”, senza troppa attenzione alla provenienza dei
singoli manufatti20. I problemi nascono quando si passa per “studita”
un manoscritto come il Sinai gr. 973 (a. 1153), sicuramente copiato in
medio Oriente21. Ora, il movimento studita e la sua riforma spirituale e

19 S. Parenti, Matrimonio in Oriente, in Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo,

Scientia Liturgica. Manuale di Liturgia, IV: Sacramenti e Sacramentali, ed. A.J. Chu-
pungco, Casale Monferrato 1998, pp. 267-285: 280.
20 Cfr. M. Arranz, Les prières presbytérales des matines byzantines. 2de partie: les

manuscrits, in «Orientalia Christiana Periodica», 38 (1972), pp. 64-115: 86-87.


21 Specimina Sinaitica. Die datierten griechischen Handschriften des Katharinen-

Klosters auf dem Berge Sinai 9. bis 12. Jahrhundert, von D. Harlfinger, D.R. Reinsch,
J.A.M. Sonderkamp. In Zusammenarbeit mit G. Prato, Berlin 1983, pp. 48-49, e tavv.
119, 120, 121, 122.

15 Parenti imp.indd 297 28/11/14 15:16


298 Stefano Parenti

liturgica sono un fenomeno esclusivamente costantinopolitano che – per


quanto è dato di sapere, non venne esportato altrove fuorché in Italia me-
ridionale, e nella stessa Capitale non è stato un fenomeno di lunga durata
visto che già nella seconda metà dell’XI secolo il prestigio di Stoudion
veniva seriamente insidiato da altre fondazioni monastiche emergenti
come l’Evergetis22.
Con l’arrivo in Medio Oriente dell’eucologio bizantino, sicura-
mente già nel IX secolo, iniziava un lento processo di integrazione
nelle tradizioni locali che alla fine lo avrebbe visto vincitore. Si giun-
se così ad una sintesi in Palestina della locale Liturgia delle Ore – la
stessa che gli Studiti avevano esportato a Costantinopoli – con l’euco-
logio della Capitale bizantina. Un’analisi più attenta rispetto a quanto
è stato tentato nel passato è in grado di dimostrare alcune differenze
strutturali che distinguono la sintesi operata in Palestina da quella alla
quale erano giunti i Greci dell’Italia del Sud. Torneremo su questo
aspetto una volta arrivati sul Sinai.
La scelta da parte mia dell’eucologio Sinai gr. 973 come esempio
di inculturazione palestinese del rito bizantino non è affatto casuale.
Questo manoscritto, sobrio e in verità poco attraente, come tanti codici
della periferia, improvvisamente negli ultimi anni è stato letteralmente
sbattuto in prima pagina – anche con la complicità di chi scrive – per
via della stretta parentela testuale che vanta con un più celebre cimelio:
il famoso eucologio con il palinsesto di Archimede23.
Alla fine di ottobre del 1998 Christie’s di New York ha battuto
all’asta per 2 milioni di dollari il celebre codice palinsesto del terzo
quarto del X secolo con le opere edite e inedite del grande matematico
Archimede di Siracusa (fig. 2). Nel corso del XIII secolo il codice di
Archimede, insieme ad altri manoscritti, è stato riutilizzato per confe-
zionare un eucologio24. Il Sinai gr. 973 e l’eucologio “di Archimede”

22 J.Ε. Klentos, Byzantine Liturgy in Twelfth-century Constantinople: An Analysis of


the Synaxarion of the Μonastery of the Theotokos Εvergetis (codex Athens Εthnike Biblio-
theke 788), Ph.D. Dissertation, University of Notre Dame 1995.
23 R. Netz e W. Noel, Il codice perduto di Archimede. La storia di un libro ritrovato e

dei suoi segreti matematici, Milano 2007, pp. 325-328.


24 S. Parenti, The Liturgical Tradition of the Euchologion “of Archimedes”, in BBGG,

s. III, 2 (2005), pp. 69-87.

15 Parenti imp.indd 298 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 299

2. Eucologio palinsesto di Archimede (X/XIII secolo), ff. 51v-52r.


Baltimore, The Walters Art Museum.
© Copyright resides with the Owner of Archimedes Palimpsest

condividono un rito rarissimo «per l’unzione della croce» di indub-


bia provenienza hagiopolita, la cui storia è stata illustrata da Sebastiá
Janeras25. Degno di nota è anche il rito di fissazione dell’altare cele-
brato non dal vescovo ma da due o tre presbiteri, con una preghiera
comune, in parte, al rito di consacrazione di un altare portatile (odici)
del codice Tbilisi A-86 (X/XI secolo), testimone della Liturgia hagio-
polita in lingua georgiana, e al rito di consacrazione della chiesa nelle
tradizioni armena e copta. La seconda preghiera è invece comune alla
sola tradizione armena26.
Vi sono quindi elementi per assegnare l’eucologio di Archimede, o

25 S. Janeras, Le Vendredi-Saint dans la tradition liturgique byzantine. Structure et histoi-

re de ses offices, Roma 1988 (Studia Anselmiana, 99 = Analecta Liturgica, 13), pp. 389-392.
26 Parenti, The Liturgical Tradition of the Euchologion, pp. 69-87.

15 Parenti imp.indd 299 28/11/14 15:16


300 Stefano Parenti

quanto meno il suo modello, ad una zona liturgicamente imparentata


con il patriarcato di Gerusalemme. Il prezioso palinsesto con gli inediti
di Archimede è databile al X secolo, mentre l’eucologio al XIII. In un
primo tempo il manufatto è stato assegnato ad un copista del Salento,
ma l’ornamentazione e, in particolare, i colori impiegati fanno pensare
alla collaborazione di un decoratore proveniente da altre periferie. L’i-
potesi di studio orienta verso la Grecia e i Balcani27.

4. Tra Oriente e Occidente: il Missale Sinaiticum slavo

È passato un quarto di secolo da quando Miguel Arranz pubblica-


va i suoi primi studi sulle fonti greche dell’Euchologium Sinaiticum
e sui complementi del manoscritto ritrovati sul Sinai nel 197528. Tra
i cimeli venuti alla luce in quell’occasione vi è anche il cosiddetto
Missale Sinaiticum (fig. 3). Si tratta di un codice composito dell’XI
secolo in scrittura glagolitica con la traduzione slava di estese sezioni
di un sacramentario latino e che la scienza liturgica occidentale anco-
ra non ha preso in considerazione. Scrivo “cosiddetto” perché l’ana-
lisi del contenuto mostra che nel codice la parte che si riferisce alle
tradizioni liturgiche ortodosse è più estesa della parte occidentale. Per
convenzione possiamo continuare a chiamarlo “messale” ma è impor-
tante rendersi conto che il termine non coincide con il contenuto e con
la tipologia editoriale29.
Mi limito a segnalare che in uno studio del 2009 ho potuto identi-
ficare nel Missale il più antico testo slavo della Liturgia di S. Basilio
(ff. 1-10), quindi confermare in modo ormai inequivocabile la presenza

27Cfr. S. Lucà, On Dating and Provenance of the Euchologion of the Archimedes


Palimpsest, in «The Journal of the Walters Art Museum», 66-67, 2007 [2011], pp. 59-72.
28 M. Arranz, La tradition liturgique de Constantinople au IXe siècle et l’Euchologe

Slave du Sinaï, in «Studi sull’Oriente Cristiano», 4 (2000), 2, pp. 41-110 con bibliografia
anteriore dell’autore († 2008).
29 Il codice è descritto in maniera molto – troppo – sintetica da I.C. Tarnanidis, The

Slavonic Manuscripts Discovered in 1975 at St Catherine’s Monastery on Mount Sinai,


Thessaloniki 1988, pp. 106-108. Attualmente è in corso di pubblicazione, cfr. «Critical
Edition of the New Sinaitic Glagolitic Euchology (Sacramentary) Fragments with the Aid
of Modern Technologies»: www.i-d-e.de/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/gau.pdf.

15 Parenti imp.indd 300 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 301

3. «Messale Sinaiticum» (X secolo). Sinai sl. 5/N.

15 Parenti imp.indd 301 28/11/14 15:16


302 Stefano Parenti

della Liturgia romano-bizantina detta «di S. Pietro», seguita sul verso


del f. 19 dal Pre-Sanctus della Liturgia hagiopolita di S. Giacomo30.
Nei ff. 41-42 il Missale ci ha conservato alcune preghiere per quali
manca un parallelo greco, ma che a giudicare dalla dossologia finale ap-
partengono senza dubbio ad una liturgia ortodossa. Ad un primo giudi-
zio sembrano riferirsi ad un ambiente monastico, come appare indicare
la menzione dei santi Antonio, Eutimio e Ilarione. La proposta è che si
tratti di preghiere per la reclusione di un monaco, una pratica conosciu-
ta nel mondo bizantino, e di testi recitati quando un monaco assume-
va un incarico in monastero. Ulteriori ricerche potranno confermare o
smentire le proposte qui avanzate. Per il momento ci basti far presente
che, ancora una volta, abbiamo testi non bizantini, certamente esistiti
in greco, e trasmessi nella sola traduzione slava. Davvero, quindi, le
nuove scoperte del Sinai, per le quali fino ad oggi abbiamo cercato fonti
greche e latine, si rivelano a loro volta fonti uniche per lo studio delle
liturgie ortodosse del Medio Oriente.
Una conferma dell’ultima ora, inaspettata. A Washington, nella
collezione fotografica del Centro Dumbarton Oaks dell’Università
di Harvard, si conservano parecchi scatti presi al Sinai negli anni
’40 del secolo scorso dallo storico dell’arte Kurt Weitzmann. Sono
foto di frammenti, fogli di guardia, membra disiecta, molti dei quali
oggi introvabili. Bene, alcuni di questi frammenti, con la segnatura
Sinai gr. Chest I. 40, ci trasmettono le preghiere di un eremita, pro-
babilmente un recluso (fig. 4)31, riportandoci idealmente alle Narra-
zioni di Giovanni e Sofronio quando incontrarono sul Sinai il severo
monaco Nilo32. Questi frammenti confermano la possibilità di una

30 S. Parenti, Листы Крылова-Успенского. Вопросы методики изучения славянского

текста византийских литургий [I Fogli di Krylov-Uspenskij. Questioni di metodo per lo


studio del testo slavo della liturgia bizantina], in «Palaeobulgarica», 33 (2009), 3, pp. 3-26;
cfr. anche S. Parenti, Глаголический список римско-византийской литургии св. Петра
(Син. глаг. 5/N) [Frammenti glagolitici della Liturgia romano-bizantina di S. Pietro], in
«Palaeobulgarica», 18 (1994), 4, pp. 3-14.
31 E. Velkovska, Sinai Chest I and the Collection of Sinai Fragments of James Rendell

Harris. Preliminary Report, in BBGG, s. III, 10 (2013), pp. 223-252.


32 Cfr. A. Longo, Il testo della «Narrazione degli abati Giovanni e Sofronio» attra-

verso le «Ermeniai» di Nicone, in «Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici», n.s., 2-3


(1965-1966), pp. 223-267.

15 Parenti imp.indd 302 28/11/14 15:16


L’eredità liturgica di Gerusalemme nelle periferie di Bisanzio 303

4. Libro di preghiere (di un eremita?). Sinai gr. Chest I. 40 (X secolo).


(Foto: Daniel Galadza)

15 Parenti imp.indd 303 28/11/14 15:16


304 Stefano Parenti

liturgia dei solitari dei quali abbiamo notizia dal Missale Sinaiticum.
Si ricompone così il panorama della liturgia gerosolimitana in tutte
le sue molteplici espressioni – culto di cattedrale, culto dei monaci in
cattedrale, ufficio urbano, ufficio della Laura, preghiera del solitario
– trasmesse e conservate dalle periferie bizantine. Si conferma così
quel «paradosso della periferia» comune a tutte le tradizioni liturgi-
che cristiane, dove la dialettica interna tra conservazione e novità,
salvaguardia dell’identità e rischio dell’isolamento culturale, può al-
meno portare, dopo secoli, alla gradita sorpresa di averci tenuto in
serbo per il XXI secolo frammenti della grande esperienza liturgica
della Chiesa Madre di Sion.

15 Parenti imp.indd 304 28/11/14 15:16


La Fondazione Ambrosiana Paolo VI nel 1979 ha iniziato le Settimane eu-
ropee, da cui successivamente ha preso avvio la collana «Europa ricerche»,
che propone ampi excursus sulla storia religiosa dei popoli del Continente,
dalla prima evangelizzazione alla situazione contemporanea. L’obiettivo
era, e resta, quello di contribuire in modo originale ed efficace alla for-
mazione di una coscienza europea, nello spirito dell’ideale manifestato
dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini nel discorso europeistico te-
nuto all’Alpe Motta nel 1958: «…ma il giorno il cui una libera circolazione
di pensiero e di amicizia, di una cultura comune dovesse fondere i diversi
popoli, l’unità spirituale [dell’Europa] diverrebbe realtà».
Questa nuova collana di «Storia Religiosa Euro-Mediterranea», realizzata
in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, arricchisce e allarga
l’orizzonte ideale di tale percorso con le vicende e le tradizioni religiose
dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo.
Tutti i volumi qui di seguito indicati della collana europea e della nuova
collana euro-mediterranea possono essere richiesti a:
Fondazione Ambrosiana Paolo VI
Villa Cagnola - 21045 Gazzada (Varese) - Italy
Tel. 0039.0332.46.21.04
Fax 0039.0332.46.34.63
fapgazzada@tin.it

parte finale Gerusalemme.indd 571 27/11/14 17:47


«Europa Ricerche» (prima serie)
La Casa di Matriona R.C. Edizioni
(I volumi sono disponibili solo presso la Fondazione Ambrosiana Paolo VI)
Storia religiosa dei popoli balcanici, a cura di L. Vaccaro, Milano 1983, pp. 288
(esaurito).
Autori: L. Vaccaro, C. Colombo, W. Rubin, R. Manselli, V. Peri, M. Clinet, D. Kokša, A.
Rádovic, F.V. Mareš, T. Špidlík, G. Vodopivec, A. Alpago Novello, M. Jezernik, G. Eldarov,
J. Tomko.

Storia religiosa della Russia, a cura di L. Vaccaro, Milano 1984, 19882, pp. 296.
Autori: L. Vaccaro, M. Marusyn, J. Kraicar, A. Piovano, S. Senyk, E. Galbiati, P. Galignani,
N. Bux, A. Asnaghi, A. Dell’Asta, L. Dal Santo, A.D. Siclari, T. Goričeva, R. Scalfi.

Storia religiosa della Polonia, a cura di L. Vaccaro, Milano 1985, pp. 288.
Autori: L. Vaccaro, L. Caprioli, W. Rubin, J. Kłoczowski, Z. Sułowski, U. Borkowska OSU,
L. Grygiel, J. Tazbir, W. Müller, J.J. Kopeć, A. Witkowska OSU, S.Z. Jabłoński, R. Przybylski,
J. Ziółkowski, L. Müllerowa, B. Sonik, M. Radwan, J. Woźniakowski, S. Grygiel, F. Ricci.

Storia religiosa dei cechi e degli slovacchi, a cura di L. Vaccaro, Milano 1987, pp. 416.
Autori: L. Vaccaro, L. Caprioli, J. Tomko, F.G. Litva, J. Motal, J. Polc, D. Eisner, T. Špidlík, K.
Skalický, K. Vrána, V. Bělohradský, M. Ďurica, J.M. Rydlo, Š. Vragaš, I. Kružliak, A. Hlinka.

Storia religiosa dei popoli baltici, a cura di A. Caprioli e L. Vaccaro, Milano 1987,
pp. 328.
Autori: C.M. Martini, A. Bačkis, P. Rabikauskas, V. Salo, S. Kučinskis, V. Pupinis, G. Gobber,
K.J. Čeginskas, S. Lozoraitis, V. Kazlauskas, O. Cavalleri, L. Tulaba.

Storia religiosa dell’Inghilterra, a cura di A. Caprioli e L. Vaccaro, Milano 1991,


pp. 384.
Autori: A. Caprioli, L. Vaccaro, A. Borromeo, Ch. Burns, D. Fenlon, D. Pezzini, G. Garavaglia,
A.D. Wright, D. Kerr, G. Cristaldi, T. Scalzotto, W. Purdy.

Storia religiosa dell’Ungheria, a cura di A. Caprioli e L. Vaccaro, Milano 1992,


pp. 324.
Autori: A. Caprioli, L. Vaccaro, L. Kada, Á. Somorjai, C. Alzati, G. Érszegi, E. Pasztor, J.
Török, E. Fügedi, B. Holl, Zs. Erdélyi, L. Pasztor, K. Péter, F. Szabó SJ, P. Sárközy, L. Katus,
P. Ruzicska, G. Hajnóczi, L. Dankó, G. Békés OSB, L. Lukács, A. Moretti.

L’unità multiforme. Oriente e Occidente nella riflessione di Giovanni Paolo II, a cura
di C. Alzati e P. Locati, Milano 1991, pp. 294.

parte finale Gerusalemme.indd 572 27/11/14 17:47


«Europa Ricerche» (nuova serie)
Centro Ambrosiano - ITL
1. L’Europa e l’evangelizzazione del Nuovo Mondo, a cura di L. Vaccaro, Milano
1995, pp. 376.
Autori: F. Citterio, F. Cantù, F. Morales Padrón, J. López Gay SJ, A. de la Hera, P. Castañeda
Delgado, J.A. Barreda, F. Pease G.Y., J.A. de Freitas Carvalho, L. Guarnieri Calò Carducci, L.
Mattos Cárdenas, M.-C. Bénassy, W. Henkel OMI, C.M. Martini, J.M. Mejía.
2. Storia religiosa dei popoli nordici, a cura di F. Citterio e L. Vaccaro, Milano 1995,
pp. 328.
Autori: M. Giordano Lokrantz, W. Kenney, M. Klinge, C.F. Hallencreutz, J. Kristjánsson, T.
Nyberg, J. Nybo Rasmussen, Chr. Krötzl, M. Schwarz Lausten, O. Garstein, P. Annala, K. de
Fine Licht, A. Alpago Novello, L. Bini, T. Tscherning.
3. Storia religiosa della Svizzera, a cura di F. Citterio e L. Vaccaro, Milano 1996,
pp. 512.
Autori: G. Bedouelle, V. Reinhardt, H. Maurer, F. Morenzoni, G. Chiesi, N. Morard, M.R.
Silini, A. Moretti, R. Bodenmann, C. di Filippo Bareggi, C. Santschi, U. Fink, M. Turchetti, F.
Panzera, F. Python, V. Conzemius, Ph. Chenaux, C. Cattaneo, R. Astorri, F. Beretta, P. Burri,
W. Vogler, P. Braun, G. Rumi.
4. Storia religiosa dell’Austria, a cura di F. Citterio e L. Vaccaro, Milano 1997,
pp. 524.
Autori: C. Mozzarelli, R. Härtel, W. Maleczek, J. Rainer, D. Caccamo, G. Klingenstein, C.
Donati, P. Hersche, E. Brambilla, M. Verga, P. Vismara Chiappa, E. Garms Cornides, H.
Karner, S. Malfèr, O. Weiss, A. Zanotti, G. Rumi.
5. Storia religiosa della Spagna, a cura di A. Borromeo, Milano 1998, pp. 520.
Autori: F. Citterio, L. Vaccaro, A. Borromeo, L. Navarra, J. Fernández Conde, A. Mur Raurell,
F. Cantù, M. Marcocchi, A. Caprioli, J.I. Tellechea Idígoras, A.D. Wright, Q. Aldea, H. Kamen,
J.L. González Novalín, F. Vian, V. Gérard Powell, M. Barrio Gozalo, J. Martín Tejedor, J.
Andrés Gallego.
6. Storia religiosa di Belgio, Olanda e Lussemburgo, a cura di L. Vaccaro, Milano
2000, 2 voll., pp. 648.
Autori: P. Macchi, J.A. de Kok, R. Aubert, D. Misonne, J. Pycke, J. Kuys, G. de Baere,
B. Ridderbos, M.-É. Henneau, J.-P. Massaut, W. Bergsma, E. Schulte, M. Lamberigts, Th.
Clemens, J. Roegiers, F.R.J. Knetsch, S. de Blaauw, P. van Kessel, A. Tihon, G. Hellinghausen,
H. de Valk, D. Vanysacker, J. Grootaers.
7. Storia religiosa dell’Irlanda, a cura di L. Vaccaro e C.M. Pellizzi, Milano 2001,
pp. 592.
Autori: P. Macchi, D.A. Kerr SM, A. Morganti, A.P. Smyth, M.T. Flanagan, J.A. Watt, M.
Sughi, B. Bradshaw SM, D.C. Downey, C. Lennon, R. Gillespie, H. Fenning OP, D. Keogh, E.
Larkin, G. Moran, M.N. Harris, D.N. Doyle, K. Milne, T. Bartlett, M. Hurley SJ, J.S. Donnelly
Junior, C.M. Pellizzi, F.J. MacKiernan, S.B. Brady.
8. Storia religiosa della Grecia, a cura di L. Vaccaro, Milano 2002, pp. 528.
Autori: G. Fedalto, M. Simonetti, A. Carile, E. Follieri, G. Podskalsky SI, Chr. A. Maltezou, Z.N.
Tsirpanlis, G. Stathis, A. Argyriou, G. Ploumidis, I.K. Hassiotis, C. Capizzi SI, G. Galavaris, E.
Morini, R. D’Antiga, Y. Spiteris OFM Cap., D. Argyros, D. Salachas, C.D. Fonseca, G. Zervòs.
9. L’Europa dei pellegrini, a cura di L. Vaccaro, Milano 2004, pp. 496.
Autori: G. Colombo, N. Bux, F. Cardini, C. Alzati, M. Loconsole, K. Elm, A. Benvenuti, Th.
Szabó, G. Otranto, G. Signori, A. Fucelli, F. Grimaldi, L. Zanzi, G. Palumbo, E. Fattorini, L.
Scaraffia, S.K. Samir SJ, M. Garzaniti.

parte finale Gerusalemme.indd 573 27/11/14 17:47


10. L’Europa e l’evangelizzazione delle Indie Orientali, a cura di L. Vaccaro, Milano
2005, pp. 552.
Autori: L. Vaccaro, J.P. Oliveira e Costa, A. Tamburello, E. Stols, H. Didier, J. López-Gay
SJ, A. Zambarbieri, P. Corradini, A. Bianchi, J.A. de Freitas Carvalho, N. Tornese SI (†), J.
Ruiz-de-Medina SJ (†), I. Rodríguez Rodríguez OSA, P. Carioti, P. Licini, I. Moriones OCD,
B. Vadakkekara OFM Cap., M. Marcocchi, P. Tan Chee Ing SJ.
11. Storia religiosa dell’Ucraina, a cura di L. Vaccaro, Milano 2007, pp. 552.
Autori: G. Colombo, S. Graciotti, I. Ševčenko, Ch. Hannick, V. Peri, G. Podskalsky SJ, G.
Pasini, E. Morini, E. Ch. Suttner, A. Joukovsky, H. Łaszkiewicz, G. Brogi Bercoff, I. Skochylyas,
M. Martini, A. Krawchuk, B.A. Gudziak, O. Pachlovska, E. Rybałt, L. Quercioli Mincer.
12. Storia religiosa di Croazia e Slovenia, a cura di L. Vaccaro, Milano 2008, pp. 504.
Autori: G. Colombo, S. Graciotti, G. Cuscito, J. Neralić, M. Špelič OFM, S. Kovačić, J.
Bratulić, J. Faganel, M. Benedik OFM Cap., F. Šanjek OP, B. Kolar, V. Kapitanović OFM,
M. Ambrožič, F.E. Hoško OFM, S. Slišković OP, T. Vukšić, R. Morozzo della Rocca, T.Z.
Tenšek OFM Cap.
13. Storia religiosa di Serbia e Bulgaria, a cura di L. Vaccaro, Milano 2008, pp. 456.
Autori: L. Mistò, S. Graciotti, C. Alzati, C. Diddi, A. Džurova, G. Podskalsky SJ, V. Gjuzelev,
T. Subotin-Golubović, Ch. Hannick, G. Fedalto, K. Pavlikianov, W.R. Veder, A. Naumow, J.
Jerkov, R. Tolomeo, A. Pitassio, E. Sgambati, R. Morozzo della Rocca.
14. Storia religiosa dell’Islam nei Balcani, a cura di L. Vaccaro, Milano 2008, pp. 552.
Autori: L. Mistò, S. Graciotti, A. Carile, P.L. Branca, I. Ortayli, N. Clayer, J. Peev, N. Moačanin,
G. Fedalto, A. Pitassio, F. Giomi, M. Dogo, S. Bono, A. Džurova, M. Polimirova, A. Popovic,
D. Tanasković, L. Omari, X. Bougarel, G. Dammacco, R. Morozzo della Rocca.
15. Storia religiosa dell’Armenia, a cura di L. Vaccaro e B.L. Zekiyan, Milano 2010,
pp. 496.
Autori: P. Macchi (†), Garegin II, Aram I, Nerses Bedros XIX, B.L. Zekiyan, G. Dédéyan,
G. Uluhogian, Y. Petrosyan, A. Manoukian, A. Granian, R. Siranian, H. Tchilingirian,
M.K. Krikorian, V. Calzolai, A. Ferrari, C. Gugerotti, M.D. Findikyan, K. Barsamian, A.
Manoukian (†), G. Casnati, A. Alpago Novello (†), A. Pensa, A. Kerovpyan.
16. L’Europa e la sua espansione religiosa nel continente nordamericano, a cura di
L. Vaccaro, Milano 2012, pp. 704.
Autori: L. Mistò, C. Alzati, L. Codignola, B. Plongeron, O. Servais, P. Doll, P. Naso, P. Ricca,
M. Rubboli, F. Morales OFM, D. Piñera Ramírez, E.Ch. Suttner, F. Laugrand, J.B. Ballong Wen
Mewuda, D.N. Doyle, M. Tirabassi, G. Campese, E. Morini, G. Rigotti, B. Di Porto.
17. Storia religiosa della Francia, sotto la direzione di C. Vincent e A. Tallon, a cura
di L. Vaccaro, Milano 2013, pp. 662.
Autori: A. Vauchez, F. Prévot, B. Dumézil, M. Sot, Ch. Mériaux, D. Riche, J.-H. Foulon,
J.-L. Biget, F. Delivré, C. Vincent, M. Venard, B. Dompnier, D. Boisson, J.-L. Quantin,
Y. Krumenacker, D. Julia, O. Poncet, A. Tallon, J.-O. Boudon, S. Milbach, G. Cuchet, Cl.
Prudhomme, J.-M. Mayeur, F. Michel, D. Pelletier.
18. Storia religiosa degli Ebrei di Europa, a cura di L. Vaccaro, Milano 2013, pp. 560.
Autori: L. Mistò, Card. D. Tettamanzi, S. Graciotti, A. Foa, A. Spagnoletto, M.-R. Hayoun,
G. Lacerenza, M. Silvera, D. Tanasković, G. Veltri, R. Della Rocca, D. Mantovan, C. Horel, B.
Di Porto, L. Novati, M. Grusovin, G. Laras, A. Pitassio, H. Baharier, S. Facioni, L. Quercioli
Mincer, M. Giuliani, P.F. Fumagalli.

parte finale Gerusalemme.indd 574 27/11/14 17:47


«Storia Religiosa Euro-Mediterranea»
Libreria Editrice Vaticana
Fondazione Ambrosiana Paolo VI

1. Da Costantinopoli al Caucaso. Imperi e popoli tra Cristianesimo e Islam, sotto


la direzione di C. Alzati, a cura di L. Vaccaro, Città del Vaticano - Gazzada
(Varese) 2014, pp. 480.
Autori: Mons. L. Mistò, S.Em. Card. D. Tettamanzi, C. Alzati, A. Carile, E. Morini,
A.M. Orselli, S. Parenti, G. Fedalto, E.Ch. Suttner, K.G. Pitsakis (†), A.F. Ambrosio, OP,
B. Heyberger, S. Khalil Samir, SJ, V. Ruggieri, R.H. Kévorkian, P.M. Kitromilides, Ch.
Hannick, G. Shurgaia, M. Nanobashvili, S. Serrano, O. Oehring, S.E. Mons. G. Pasotto.

3. Una Città tra Terra e Cielo: Gerusalemme, le Religioni, le Chiese, sotto la


direzione di C. Alzati, a cura di L. Vaccaro, Città del Vaticano - Gazzada
(Varese) 2014, pp. 576.
Autori: Mons. E. Monti, S.Em. Card. A. Scola, C. Alzati, D. Bahat, P.F. Fumagalli,
J. Patrich, G. Visonà, R. Salvarani, J. Day, P. Maraval, Ch. Hannick, M.G. Stasolla,
Y. Pallavicini, D. Galadza, S. Parenti, G. Fedalto, N.S. Klimas, OFM, S. Merlo, S.E. Mons.
G.-B. Marcuzzo, B. Di Porto, P. Pieraccini, G. Parravicini, L. Zanzi, S.B. Fouad Twal.

In preparazione:

2. Dal Mediterraneo al Mar della Cina. L’irradiazione della tradizione cristiana


antiochena nel continente asiatico e nel suo universo religioso

4. Popoli, Religioni e Chiese lungo il corso del Nilo. Dal Faraone cristiano al
Leone di Giuda

5. Africa / Ifrīqiya. Il Maghreb nella storia religiosa di Cristianesimo e Islam

parte finale Gerusalemme.indd 575 27/11/14 17:47


Nel quadro delle iniziative di studio promosse dalla Fondazione Ambro- SREM Storia Religiosa Euro-Mediterranea
siana Paolo VI, quella che ha trovato compimento nel presente volume 3 3
assume un significato del tutto particolare: con essa un pluridecennale
itinerario di ricerca, volto a esaminare la vicenda religiosa dello spazio
europeo e del mondo mediterraneo, è venuto incamminandosi verso la
una Città tra Terra e Cielo

le Religioni
sua meta per eccellenza, la meta in grado di trasfigurare anche un sem-

le Chiese
Gerusalemme
plice percorso di conoscenza storica in un «santo viaggio», perché santa
è la realtà che di tale percorso costituisce l’approdo: Gerusalemme.
Attraverso un’indagine sistematica, gli studi qui proposti ripercorrono
la vicenda di questa città unica e pongono in contatto con i molteplici
temi, che ad essa si legano nella spiritualità delle diverse componenti
religiose, che a lei guardano come a Città Santa.
le Religioni - le Chiese

Gerusalemme
In effetti, chiunque le si accosti non può non considerare le parole del
pio israelita: «Andremo alla casa del Signore! Già sono fermi i nostri
piedi alle tue porte, Gerusalemme!»; e non può non sentire echeggiare
la preghiera delle antiche generazioni cristiane: «Compiamo la nostra
offerta a Te, Signore, per i tuoi Luoghi Santi, che hai reso celebri con la
manifestazione del tuo Cristo e con la discesa del tuo Spirito santissimo:
in primo luogo per la santa e gloriosa Sion, madre di tutte le Chiese»;
e non può ignorare la comune interpretazione sunnita della benedizio-
ne coranica: «Gloria a Colui Che di notte trasportò il Suo servo dalla
Santa Moschea [La Mecca] alla Moschea remota [il luogo del Tempio
di Gerusalemme]».
Il volume si offre come strumento per avvicinare questo luogo straor-
dinario e recuperarne il significato non soltanto nella storia della civiltà
euro-mediterranea, ma nella vicenda dell’intera umanità, stante l’irra-
diazione a livello planetario conosciuta dalle tradizioni religiose a que-
sto stesso luogo connesse.
La lettura potrà così favorire una compiuta immersione nella singola-
re realtà – ad un tempo storica e religiosa – analizzata, ma anche tra-

Terra e Cielo
una Città tra
sformarsi in un’esperienza di profonda condivisione con le comunità
umane che in questo momento vivono drammaticamente, e non senza
sofferenze, la realtà grande di Gerusalemme: Città per tutti santa e da
tutti profondamente amata ma, proprio per questo, Città il cui possesso
è stato sovente lungo i secoli (e fino a oggi) oggetto di dolorosa contesa.

ISBN 978-88-209-9353-5
LIBRERIA
EDITRICE
VATICANA

Fondazione
Ambrosiana
€ 35,00 9 788820 993535 Paolo VI Fondazione Ambrosiana Paolo VI

copertina Gerusalemme ok.indd 1 28/11/14 16:11