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LA CHIAROVEGGENZA MEDICA

DI EDGAR CAYCE
(Tratto dal libro: Edgard Cayce uomo e medium - Edizioni Mediterranee)
di Gina Cerminara

E' veramente affascinante formulare ipotesi sulle possibilità della facoltà della
chiaroveggenza. Ed è ancora piu' affascinante scoprire un uomo che possedeva quel dono ed
era in grado di utilizzarlo a fini nel contempo pratici e intellettualmente significativi.
Quest'uomo era Edgar Cayce.
Cayce, negli ultimi anni della sua vita, veniva chiamato « l'uomo dei miracoli di Virginia
Beach ». E un appellativo fuorviante; infatti, benché centinaia di persone abbiano ottenuto
guarigioni straordinarie grazie al suo aiuto, egli non era affatto un taumaturgo nel senso
corrente di questa parola. Niente imposizione delle mani, niente presenze magiche, niente
stampelle gettate via dopo un bacio alla sua veste. J cosiddetti miracoli di Edgar Cayce
venivano realizzati esclusivamente grazie alle sue diagnosi chiaroveggenti
sorprendentemente esatte, formulate spesso a distanza di migliaia di chilometri dal paziente.
Inoltre, la sua chiaroveggenza era indotta esclusivamente in stato di ipnosi: un fatto, questo,
che dovrebbe avere un interesse particolare per gli psicoterapisti che ricorrono sempre più
spesso all'ipnosi come metodo terapeutico e come strumento per l'indagine della mente
inconscia.
Uno degli esempi più sensazionali del modo in cui si rivelava la chiaroveggenza ipnotica di
Cayce è costituito dal caso di una ragazza di Selma, nell'Alabama, che aveva perduto
inspiegabilmente la ragione ed era stata affidata ad un ospedale psichiatrico. Suo fratello,
sconvolto e preoccupato, chiese aiuto a Cayce. Cayce si sdraiò sul suo divano, trasse qualche
profondo respiro, e si addormentò. Poi accettò una breve suggestione ipnotica, che lo spinse a
vedere il corpo della ragazza in questione ed a fare la relativa diagnosi. Dopo una pausa di
alcuni istanti, Cayce incominciò a parlare, come fanno tutti i soggetti in stato d'ipnosi quando
ne hanno ricevuto istruzione. Ma, a differenza della stragrande maggioranza dei soggetti
ipnotizzati, egli incominciò a descrivere, come se possedesse una vista ai raggi X, la lesione
fisica della ragazza impazzita. Egli dichiarò che uno dei denti del giudizio della giovinetta era
bloccato, e premeva su di un nervo del cervello. Sarebbe stato sufficiente, disse, asportare il
dente per annullare la pressione e per restituire la ragione alla paziente. Venne effettuato un
controllo secondo le sue indicazioni, e si scopri la lesione insospettata. Bastò un adeguato
intervento di chirurgia odontoiatrica per rendere la ragione alla ragazza.
Un altro esempio sbalorditivo è quello d'una giovane donni del Kentucky, che aveva dato alla
luce un bimbo immaturo A quattro mesi, la creaturina, malaticcia fin dalla nascita, ebbe un
attacco di convulsioni cosi terribile che i tre medici curanti, incluso lo stesso padre del
piccolo paziente, temettero che avesse pochissimo tempo da vivere. La madre, disperata,
pregò Cayce di effettuare la diagnosi. In stato d'ipnosi Cayce prescrisse una dose di
belladonna, che è velenosa, da far seguire, se necessario, da una dose di antidoto. Sfidando le
obiezioni dei medici scandalizzati, la madre insistette per somministrare personalmente la
dose di veleno. Quasi subito le convulsioni cessarono: dopo la somministrazione
dell'antidoto, la creaturina si distese, si rilassò, e si addormentò trarquillamente. La sua vita
era ormai salva.
Questi casi, e centinaia di altri molto simili, non riertrano a rigor di termini nella categoria
delle « guarigioni per fede » psicologiche. In pochissimi casi la guarigione fu pressoché
istantanea come nei due esempi citati; e ogni volta fu la prescrizione di un metodo di cura
molto concreto e addirittura molto lungo: medicinali, interventi chirurgici, diete, terapie a
base di vitamine, idroterapia, osteopatia, elettroterapia, massaggi o autosuggestione. Inoltre,
non è possibile considerare tali guarigioni come esagerazioni o invenzioni di individui
creduli: a Virginia Beach sono stati schedati scrupolosamente gli oltre tredicimila casi
sottoposti a Cayce. Queste cartelle cliniche possono venire esaminate da qualunque persona
qualificata che desideri controllarle: comprendono lettere datate di richieste d'aiuto e di
gratitudine firmate da persone sofferenti di tutte le parti del mondo; lettere, dichiarazioni giu-
rate e responsi di medici, e la trascrizione stenografica di ogni singola parola pronunciata da
Cayce in stato d'ipnosi. Nel complesso, tutto questo costituisce un'imponente documentazione
della validità del fenomeno in questione.
Edgar Cayce nacque nel 1877 nei pressi di Hopkinsville, nel Kentucky; i suoi genitori erano
agricoltori, privi di istruzione. Frequentò la scuola del paese fino alla nona classe, e benché
da giovane ambisse di diventare predicatore, le circostanze non gli permisero di proseguire
gli studi. La vita della fattoria non piaceva al giovane Cayce, il quale si trasferì' in città, dove
incominciò a lavorare come commesso in una libreria; poi diventò assicuratore.
Aveva ventun anno quando avvenne uno strano fatto che cambiò il suo destino: fu colpito da
una laringite e perse la voce. Tutte le cure mediche si rivelarono inefficaci: nessuno dei
dottori che aveva consultato era in grado di aiutarlo. Poiché non poteva più continuare a
lavorare come assicuratore, Cayce visse per quasi un anno in casa dei genitori, inattivo e
avvilito da quel disturbo che sembrava inguaribile.
Alla fine, egli decise di diventare fotografo, un'occupazione in cui la voce non era un
elemento indispensabile. Lavorava come apprendista in uno studio fotografico, quando arrivò
in città un ipnotizzatore, un certo Hart, per dare uno spettacolo alla Hopkinsville Opera
House. Hart venne informato del malanno di Cayce, e si offri' di tentare di guarirlo per mezzo
dell'ipnosi. Cayce fu lieto di sottoporsi all'esperimento, che ebbe successo soltanto in parte:
mentre era sotto ipnosi, egli reagiva alla suggestione di Hart e parlava con voce normale; ma
dopo il suo risveglio. le condizioni anormali della voce tornarono a ristabilirsi. Allora, mentre
era in stato di ipnosi, gli venne impartita la suggestione che, dopo il risveglio, avrebbe potuto
parlare normalmente. Benché questo procedimento, conosciuto come suggestione
postipnotica, sia spesso efficace, ed abbia aiutato molte persone a rinunciare al fumo e ad
altre abitudini nocive, nel caso di Cayce non ebbe successo.
Hart aveva impegni con teatri di altre città, e perciò non poté continuare gli esperimenti; ma
un abitante del luogo, che si chiamava Layne, aveva seguito il caso con vivo interesse:
studiava terapia della suggestione ed osteopatia ed era un ipnotizzatore piuttosto dotato.
Layne chiese se poteva cercare di fare qualcosa per aiutare Cayce a riacquistare la voce;
Cayce si dichiarò disposto a tutto, pur di recuperare la voce.
Layne ebbe l'idea di chiedere che fosse lo stesso Cayce a descrivere il carattere del suo
disturbo mentre era in stato d'ipnosi. Cosa abbastanza strana, Cayce eseguì alla perfezione ciò
che gli era stato suggerito. Parlando con voce normale (anche questo a seguito della
suggestione operata da Layne), incominciò a descrivere il disturbo che gli affliggeva le corde
vocali.
« Si' », cominciò a dire, « possiamo vedere il corpo... (Va notato che, qui come sempre in
seguito, Cayce adoperava una specie di plurale di modestia, come fanno gli scrittori)... In
condizioni normali, questo corpo è incapace di parlare, a causa di una paralisi parziale dei
muscoli inferiori delle corde vocali, prodotta da una tensione nervosa. E un disturbo
psicologico, che causa un effetto fisico. Può essere eliminato accrescendo la circolazione
sanguigna nelle parti colpite, attraverso la suggestione, in condizioni d'incoscienza ».
Layne si affrettò a suggerire a Cayce che la circolazione sanguigna, nelle parti colpite dal
disturbo, sarebbe aumentata, e che la menomazione si sarebbe attenuata. A poco a poco, la
parte superiore del petto di Cayce, e poi la sua gola, incominciarono a diventare rosa, poi rosa
carico, e infine di un rosso violento. Dopo circa venti minuti, l'uomo ipnotizzato si schiarì la
voce e disse: « Adesso è tutto sistemato. Il disturbo è eliminato. Suggerisci che la
circolazione ritorni normale e che poi il corpo si risvegli ». Layne impartì la suggestione
secondo questa richiesta; Cayce si svegliò e incominciò a parlare normalmente, per la prima
volta dopo più di un anno. Nei mesi che seguirono ebbe qualche rara ricaduta. Ogni volta
Layne impartiva la stessa suggestione riguardo la circolazione, ed ogni volta il disturbo
veniva eliminato.
La faccenda sarebbe finita a questo punto, per quanto riguardava Cayce: ma Layne era stato
colpito dai suoi aspetti impliciti. Conosceva bene la storia dell'ipnosi, e sapeva che vi erano
stati casi simili nell'esperienza di De Puysegur, un successore francese di Mesmer. Pensò che
se Cayce, in stato d'ipnosi, poteva vedere e diagnosticare i disturbi del proprio corpo, forse
poteva essere anche in grado di vedere e di diagnosticare i disturbi altrui. Tentarono
l'esperimento sullo stesso Layne, che da qualche tempo soffriva di dolori allo stomaco.
L'esperimento riuscì benissimo. Cayce, in stato d'ipnosi, descrisse i disturbi di Layne e
suggerì certe cure. Layne ne fu felice: la descrizione corrispondeva perfettamente ai sintomi
che egli provava, e alla diagnosi che ne avevano fatto diversi medici, anche se i metodi di
cura consigliatigli da Cayce comprendevano medicine, diete ed esercizi che non gli erano
stati indicati in precedenza. Provò quella cura, e dopo tre settimane si accorse che le sue
condizioni erano sensibilmente migliorate.
Cavce non era troppo convinto dell'intera faccenda, ma Layne era entusiasta e ansioso di
scoprire se potevano aiutare altre persone in cattive condizioni di salute. A dieci anni, quando
aveva incominciato a leggere la Bibbia dal principio alla fine, Cayce aveva sognato di poter
aiutare e guarire gli altri, come un discepolo di Cristo. Più tardi aveva sperato di diventare
predicatore: ma questa sua ambizione era stata frustrata dalle circostanze. Ora gli veniva
offerta, in modo abbastanza strano, l'occasione di guarire la gente: ma aveva paura di
accettare. E se, addormentato, avesse detto qualcosa che si fosse poi dimostrato dannoso, o
magari addirittura mortale? Layne gli assicurò che non vi era nessun pericolo; lui stesso se ne
intendeva abbastanza di terapia da essere in grado di opporsi a qualunque consiglio che
poteva essere dannoso. Cayce cercò l'illuminazione delle Sacre Scritture, e finalmente accettò
di aiutare quanti desideravano essere aiutati in un modo cosi poco ortodosso, ma insistette
che considerava la cosa come un esperimento e che non voleva saperne di accettare denaro
per quello che faceva.
Layne incominciò a stenografare tutto ciò che Cayce diceva in stato di ipnosi, e a chiamare «
letture » tali trascrizioni. Non era un termine particolarmente esatto, ma sul momento non
gliene venne in mente uno più appropriato.
Uno degli elementi più sorprendenti delle diagnosi che Cayce andava incominciando a
formulare per i concittadini malati, nel tempo che il lavoro nel suo studio fotografico gli
lasciava libero, fu il fatto che erano formulate esattamente nei termini tecnici dell'anatomia e
della fisiologia, benché Cayce, allo stato di veglia, non sapesse niente di medicina e non
avesse mai neppure letto un libro sull'argomento. Ma la cosa più sorprendente, per Cayce, era
che la gente ricavava veramente un beneficio da ciò che lui diceva di fare. Il caso di Layne gli
era apparso piuttosto discutibile; forse era stata soltanto l'immaginazione a spingere il suo
amico a credere di sentirsi meglio. L'aver riacquistato la voce non era certo qualcosa di
immaginario, ma forse ciò era dovuto solo a un caso fortunato; forse il dono che possedeva
era valido solo nei confronti di se stesso. Tutti questi dubbi, tra i quali si dibatté
continuamente per i primi anni delle « letture », si dispersero a poco a poco, di fronte al fatto
innegabile che si ottenevano guarigioni persino in casi considerati inguaribili.
Gradualmente, la fama del suo dono straordinario si diffuse. Un giorno, Cayce ricevette una
telefonata interurbana dall'ex provveditore delle scuole pubbliche di Hopkinsville, la cui
figlioletta di cinque anni era malata da tre anni. All'età di due anni aveva avuto un attacco di
influenza, e da allora la sua mente non si era sviluppata in modo normale. I genitori avevano
consultato uno specialista dopo l'altro: ma nessuno era stato in grado di fare qualcosa per la
piccola. Negli ultimi tempi, la bambina soffriva di convulsioni sempre più frequenti, e
l'ultimo specialista consultato aveva detto che era affetta da una rara malattia al cervello,
invariabilmente mortale. Sconvolti e addolorati, i genitori l'avevano portata a casa perché vi
morisse, quando vennero a sapere da un amico dello strano dono di Edgar Cayce.
Cayce fu commosso da quella vicenda e accettò di intraprendere il viaggio, per dare una
lettura. Poiché era in condizioni finanziarie tutt'altro che floride, fu costretto ad accettare il
denaro per il biglietto offertogli dal padre della piccola: e quella fu la prima volta che accettò
qualcosa in cambio delle sue prestazioni.
Tuttavia, si mise in viaggio con il cuore colmo di tristi presentimenti. Quando ebbe visto la
povera piccina, senti' ancora più acutamente quanto fosse grande la propria presunzione. Lui,
il figlio di un contadino, che non sapeva niente di medicina, tentava di aiutare una bambina
per la quale i migliori specialisti del paese non potevano fare nulla. Con un senso di
trepidazione, si sdraiò sul divano del salotto e si addormentò. Ma quando fu in stato di ipnosi,
tutti i suoi dubbi sparirono. Layne, che lo assisteva, gli imparti la suggestione, e poi, come al
solito, trascrisse tutto ciò che Cayce diceva. Con la stessa calma sicurezza di tutte le
precedenti letture, il fotografo addormentato descrisse le condizioni della piccina. Disse che
era caduta dalla carrozzina pochissimo tempo prima dell'attacco di influenza, e che i germi
dell'influenza s'erano insediati nella zona lesa, causando in questo modo le convulsioni.
Adeguate cure osteopatiche avrebbero alleviato la pressione e avrebbero riportato la piccina
alla normalità.
La madre confermò che la bambina era caduta dalla carrozzina: ma non le era mai venuto in
mente, dato che non vi erano lesioni visibili, che questo fatto potesse avere qualche rapporto
con le condizioni anormali della figlioletta.
Le cure osteopatiche vennero praticate da Layne secondo le indicazioni fornite dalle letture;
tre settimane dopo, la piccina non aveva più attacchi di convulsioni, e la sua mente mostrava
segni inequivocabili di miglioramento. Pronunciò il nome d'una bambola che era stata la sua
preferita prima della malattia, e chiamò per nome il padre e la madre per la prima volta dopo
tre anni. Tre mesi dopo, i genitori riconoscenti riferirono che la piccola era ridiventata
normale sotto ogni aspetto, e andava recuperando rapidamente il terreno perduto in quei tre
terribili anni.
Casi come questi convinsero Cayce che non sbagliava nel servirsi di quella sua facoltà tanto
strana e inspiegabile; e inoltre, contribuirono a diffondere la sua fama. I giornali,
all'improvviso, lo scoprirono e gli fecero una grande pubblicità; allora Cayce incominciò a
ricevere telefonate e telegrammi da persone disperate che invocavano il suo aiuto. Fu allora
che si accorse che era possibile effettuare letture a distanza, purché gli venisse detto per
suggestione ipnotica il nome esatto del paziente, e la sua ubicazione nei momento in cui
aveva luogo la lettura: indirizzo, città e stato. Spesso incominciava queste letture a distanza
con alcuni commenti sottovoce sull'ambiente in cui si trovava la persona di cui si occupava. «
C'è un vento molto forte, qui, stamattina ». « Winterhur, Svizzera. È un posto incantevole!
Un bellissimo torrente ». « Il corpo sta uscendo in questo momento... Scende con l'ascensore
».
« Grazioso quel pigiama ». « Sì. Troviamo la madre in preghiera ».
Queste descrizioni erano invariabilmente esatte, e costituivano una prova supplementare della
validità della sua chiaroveggenza.
Il procedimento, comunque, era sempre lo stesso, sia che effettuasse una lettura a distanza sia
che lo facesse per una persona che si trovava accanto a lui. Si toglieva le scarpe, allentava la
cravatta, slacciava il colletto, si sdraiava su un divano o su un letto, e si rilassava
completamente. Ebbe modo di osservare che era preferibile, per lui, sdraiarsi in direzione
sud-nord, con la testa a sud e i piedi a nord. Non gli occorreva altra attrezzatura che un
divano e un cuscino per appoggiarvi il capo: avrebbe potuto fare a meno anche di questi, se
non per stare più comodo. Le letture potevano venire effettuate di notte come in pieno giorno:
il buio e la luce non avevano il minimo effetto sul processo. Pochi minuti dopo essersi
sdraiato, si addormentava. Allora Layne, o la moglie di Cayce, o, negli ultimi tempi, suo
figlio Hugh Lynn, o qualunque altra persona cui egli affidava il compito, gli impartiva la
suggestione appropriata. La formula abituale era questa:

Ora avrai davanti a te (nome del paziente), che si trova a (via, città, stato). Scruterai
attentamente questo corpo, lo esaminerai attentamente e mi dirai in quali condizioni lo trovi
al momento, spiegandomi la causa dei disturbi esistenti, e fornendomi consigli per aiutare e
migliorare le condizioni di questo corpo. Risponderai alle domande via via che te le
rivolgerò.

Dopo qualche minuto, Cayce incominciava a parlare, e Layne (in seguito Miss Gladys Davis)
registrava stenograficamente tutto ciò che diceva. Più tardi, il testo veniva trascritto a
macchina; una copia veniva consegnata molto spesso al paziente o ai suoi genitori, tutori o
medici; la copia a carbone, su carta gialla, restava nell'archivio permanente che Cayce aveva
incominciato a organizzare.
La pubblicità creata attorno a lui dai giornali e la fama che si andava diffondendo di bocca in
bocca incominciarono ad attirare ben presto l'attenzione di affaristi entusiasti. Un mercante di
cotone offri' a Cayce cento dollari al giorno per due settimane, purché effettuasse letture
quotidiane sull'andamento del mercato del cotone. Cayce, a quell'epoca, aveva un disperato
bisogno di denaro, ma rifiutò. Altri volevano sapere dove dovevano andare a cercare tesori
sepolti, o come puntare alle corse dei cavalli. Molte volte, Cayce si lasciò indurre a tentare
letture di questo tipo, a titolo di esperimento. Qualche volta predisse esattamente il risultato
d'una corsa di cavalli; qualche volta non ci riuscì; ma ogni volta, quando si svegliava, si
sentiva privo di energie e insoddisfatto di se stesso. Una volta si lasciò convincere a
intraprendere un affare nel Texas, servendosi delle sue facoltà di chiaroveggente per
individuare l'ubicazione di pozzi di petrolio. I risultati non furono soddisfacenti; alla fine, egli
si convinse che poteva fidarsi del suo dono soltanto quando si trattava di aiutare i malati; e
quindi doveva essere usato solo per quello scopo, mai per aiutare qualcuno, compreso lui
stesso, a guadagnare denaro.
Le offerte di pubblicità lo lasciavano freddo, come le offerte di una grande fama. Nel 1922, il
direttore della Post di Denver senti parlare di Cayce e lo mandò a chiamare. Dopo avere
assistito ad una convincente dimostrazione delle sue facoltà, il direttore gli propose un
accordo, in base al quale avrebbe pagato a Cayce mille dollari al giorno e avrebbe or-
ganizzato tutto il necessario per trionfali esibizioni, a queste condizioni: Cayce doveva
mettersi in testa un turbante e assumere un nome orientale, e doveva effettuare le letture die-
tro ad una tenda trasparente. Cayce rispose con un secco rifiuto.
David Kahn, presidente della Brunswick Radio and Television Corporation, amico intimo di
Cayce, fece tutto il possibile per far conoscere la sua attività nella vasta cerchia di amici e
soci d'affari, attraverso conversazioni private: tuttavia, quando gli propose metodi di
pubblicità più spettacolari, Cayce fu incrollabile nel rifiutare. Con l'unica eccezione di un an-
nuncio in un giornale di Birmingham, Alabama, non permise mai, in tutta la sua carriera, che
venisse fatta pubblicità alle sue letture e alle sue conferenze. Quando parlava con persone che
lo conoscevano superficialmente, non parlava mai del suo dono eccezionale, a meno che non
venisse interrogato in proposito. In maggioranza, persino i suoi concittadini sapevano poco di
lui, a parte il fatto che insegnava in una delle classi della Scuola domenicale del paese; non
era iscritto ad organizzazioni sociali o civiche. Viveva nella ferma convinzione di essere solo
uno strumento, per mezzo del quale venivano accordati aiuto e sollievo ai sofferenti; riteneva
che non si doveva mai richiamare l'attenzione su di lui, e che
quanti lui poteva aiutare dovevano sentir parlare delle sue facoltà attraverso consigli
personali, non attraverso articoli dei giornali.
Nei primi anni, Cayce continuò a lavorare come fotografo, scrupolosamente, rifiutando di
accettare denaro per le sue letture. Soltanto in seguito, quando le richieste delle sue pre-
stazioni diventarono cosi pressanti da non lasciargli il tempo di lavorare, ritenne giusto
chiedere un compenso per ciò che faceva, con lo scopo di mantenere la propria famiglia.
Continuò tuttavia a effettuare gratis un grandissimo numero di letture per coloro che non
erano in grado di pagare. La sua mentalità rimase sempre lontana dalle considerazioni del
profitto. Le copie delle sue lettere, schedate a Virginia Beach (dove si trasferì' nel 1927, in
seguito a consigli in tal senso ottenuti nel corso di letture), costituiscono una testimonianza
eloquente di questo fatto. Sgrammaticate, piene di errori di punteggiatura e d'ortografia,
irradiano però il desiderio ardente di aiutare i suoi simili e di insegnare loro.
Per tutti questi anni, Cayce fu assillato da dubbi su ciò che faceva. Qualche volta, quando gli
veniva richiesta una lettura, Cayce, addormentato, continuava a tacere. A quanto pareva, le
sue condizioni di salute e il suo stato d'animo influenzavano le sue facoltà. Benché fosse, nel
complesso, un uomo d'indole mite, aveva talvolta crisi di malumore: spesso le
preoccupazioni finanziarie lo sopraffacevano. Evidentemente, questi stati d'animo inibivano il
suo dono. In generale, le letture non riuscite venivano ritentate più tardi, quando gli veniva
ripetuta la suggestione e quando le sue condizioni fisiche ed emotive erano migliorate.
Tuttavia, ciò che lo turbava di più era quando la gente riferiva indignata, qualche volta, che la
lettura non descriveva esattamente il disturbo o che le cure indicate non avevano dati risultati.
Allora Cayce scriveva umilmente lunghe lettere in tono di scusa, spiegando che non
pretendeva di essere infallibile; che molte condizioni per lui incomprensibili sembravano
influenzare le letture; che talvolta, come una radio, non riceveva in modo chiaro. E
concludeva: « Il nostro unico scopo è aiutarla; se non ne ha risentito beneficio, desidero
restituirle il suo denaro ». E allegava un assegno per il valore esatto del pagamento ricevuto.
Qualche volta aveva di nuovo notizie di queste persone, molti mesi dopo; gli dicevano che
una nuova diagnosi medica aveva confermato ciò che egli aveva detto, e che loro non
avevano creduto. Qualche volta, poi, scopriva che le persone indignate per il fallimento della
cura non avevano seguito scrupolosamente la dieta, i medicinali, i massaggi o la disciplina
mentale che aveva loro prescritto.
Comunque Cayce sapeva che le letture non erano infallibili. Ma con il passare del tempo la
loro chiarezza e la loro esattezza migliorarono via via che egli capiva sempre di più come
doveva servirsi del suo dono. I rari fallimenti e le apparenti inesattezze erano poi
controbilanciati dalle guarigioni spettacolari ottenute con il passare degli anni. Un sacerdote
cattolico canadese guari dall'epilessia; un giovane diplomato di Dayton, Ohio, fu liberato da
una grave artrite; un dentista di New York venne liberato in due mesi da un'emicrania che lo
tormentava da due anni; una giovane musicista del Kentucky, dichiarata incurabile da una
famosa clinica dei Tennessee, guari in un anno dalla strana malattia chiamata scieroderma; un
ragazzo di Filadelfia, nato con il glaucoma (ritenuto in generale incurabile), acquistò una
vista normale grazie alle cure di un medico che segui le indicazioni fornite da Cayce. Furono
casi come questi che finirono per convincere il modesto, dubbioso, scrupolosissimo Cayce
che, a parte alcune difficoltà, poteva fidarsi del suo dono: il quale era veramente una grazia di
Dio e non uno strumento del diavolo.
Molto spesso, nei corso della sua carriera, Cayce si trovò alle prese con ricercatori sospettosi
e scettici quanto lui stesso. Hugo Munsterberg, psicologo dell'Università di Harvard, fu
appunto uno di questi. Munsterberg arrivò convinto di trovare uno stanzino buio e tutto il
solito ciarpame dei medium ciarlatani. Rimase sorpreso nel vedere che Cayce non aveva
bisogno di niente del genere, che si limitava a sdraiarsi su un divano in pieno giorno e che,
dopo aver ricevuto una semplice suggestione ipnotica, incominciava a parlare coerentemente
nel sonno.
Munsterberg osservò attentamente Cayce mentre questi effettuava una lettura; interrogò
persone che erano guarite grazie alla chiaroveggenza di Cayce; controllò le cartelle delle let-
ture precedenti. E se ne andò convinto, come tutti gli altri che, prima e dopo di lui, erano
venuti con l'intenzione di smascherare un'abile impostura, che Cayce poteva essere 'qua-
lunque cosa, ma non un ciarlatano. Munsterberg era stato convinto sia dalle testimonianze,
sia dalla semplicità e dall'onestà dell'uomo che aveva incontrato.
D'altra parte, nella vita di Cayce entrarono varie volte uomini di buona volontà che,
riconoscendo l'importanza umanitaria e scientifica di ciò che faceva, gli assicurarono un aiuto
morale e finanziario nelle vicissitudini della sua strana carriera. Molte di queste persone
ebbero l'idea di create un ospedale in cui potessero venire effettuate le letture e in cui il per-
sonale medico seguisse scrupolosamente le strane prescrizioni fornite mediante tali letture.
Un ricco signore, Morton Blumenthal, che aveva tratto grande beneficio dalle letture, tra-
sformò in realtà questo sogno: nel 1929 venne creato a Virginia Beach, in Virginia, il Cayce
Hospital. L'ospedale si resse per due anni, ma poi fu chiuso a causa delle perdite subite dal
finanziatore nel crollo della borsa.
La pubblicazione della biografia di Cayce, nel 1942 (There Is a River, di Thomas Sugrue),
seguita dall'apparizione di un articolo intitolato « Miracle Man o/ Virginia Beach » (L'uomo
dei miracoli di Virginia Beach), uscito nel settembre 1943 sulla rivista Coronet, diede una
notorietà nazionale al fenomeno Cayce. E Cayce fu sommerso da una marea di lettere che
arrivavano da ogni parte del paese.
Alcuni di questi casi erano veramente strazianti. Cayce non se la sentiva di disilludere
nessuno, e gli appuntamenti vennero programmati addirittura con un anno e mezzo d'anticipo.
Invece di effettuare soltanto due o tre letture al giorno, finì per darne persino otto, quattro al
mattino e quattro al pomeriggio. Può darsi che lavorare nel sonno sembri facile: ma in realtà
consumava terribilmente le sue energie nervose. La fatica di questa attività instancabile si
fece sentire, e Cayce morì il 3 gennaio 1945, a sessantasette anni.
Finiva così la vita dell'uomo Edgar Cayce: ma la sua importanza non venne sepolta con lui.
Se è vero che l'immortalità di un uomo nasce dal bene che ha fatto ai suoi simili allora Cayce
ha diritto all'immortalità. Ma ancora più importante è il contributo che egli diede alla massa
sempre crescente di documentazioni che attestano la realtà della facoltà della chiaroveggenza
nell'uomo. Infatti, la chiaroveggenza di Cayce è passata attraverso un rigoroso collaudo
pragmatico. Non soltanto egli vedeva ciò che altri non potevano vedere: ma le sue visioni
erano rigorosamente verificabili. E non solo erano verificabili: erano pratiche. E non soltanto

erano pratiche: erano efficaci.